MA ORELLANA CI E’ O CI FA? DOVE L’HA NASCOSTA LA CIOCCOLATA?

MA ORELLANA CI E’ O CI FA? DOVE L’HA NASCOSTA LA CIOCCOLATA?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Bastarda disinformazione degli organi di distrazione di massa, veri dispositivi deflagranti che minano continuamente la sopravvivenza della democrazia e che ne hanno determinato l’agonia prolungata, fino all’attuale dissoluzione dello stato nazione in un organismo piovra imperiale e sovranazionale, all’insaputa di molti cittadini italiani che credono di vivere ancora in uno stato di diritto, o nel mondo di Alice e della Lepre Marzolina.

Che credono di vivere ancora in quel mondo “moderno”, in cui il capitale era dotato proprio di quel senso del sacro che è stato messo in discussione in questa fase di cambiamento epocale del potere e dei suoi assetti sociali. 

Ora masse di produttori sono state messe alla porta ed escluse definitivamente dal ciclo produttivo. Borghesie di vario tipo si scontrano con altre borghesie per la gestione del capitale, in una sorta di fondamentalismo 
a-ideologico dell'attuale fase capitalista neoliberista, dove si sono confuse le identità tanto del nemico che dell'amico, per cui è venuta meno la contrapposizione di coscienza di classe. La postmodernità ha disinnescato tutto ciò che poteva essere d'intralcio al progetto del capitalismo finanziario, democrazia inclusa, e ci lascia solo la virtualità illusionistica della tivù, per convincerci a produrre ipotesi politiche tanto miseramente fallimentari.

Mentre nel frangente sentiamo tuonare le tivù di stato e non: Fuga dei militanti M5S, così tramonta il sogno della democrazia diretta di Grillo-Casaleggio; Quasi dimezzati i voti espressi sulle espulsioni dei dissidenti; Metà delle proposte di legge non raggiunge i 200 commenti; Oggi di quel sogno resta ben poco: un forum online sempre meno partecipato, poche centinaia di militanti attivi, un confronto spesso sterile.

Però quando qualche giorno fa l’ex senatore 5 Stelle Luis Alberto Orellana ha salvato il governo Renzi sul voto relativo al Def per lo spostamento del pareggio di bilancio al 2017, la verità sui cosiddetti “grillini scilipoti” è emersa in tutta la sua miseria morale. Orellana allora si è difeso pietosamente nel suo recente presenzialismo mediatico, anzi invitato “ad arte” dai vari talk show di regime: prima ha detto che non sapeva che il suo voto si sarebbe rivelato decisivo, poi ha dato la colpa alla Lega che non si è opposta come doveva, infine ha ripetuto ovunque che lui è “una persona libera e non devo rendere conto a nessuno a differenza di altri”.

Ma Orellana, con quella faccia da marmocchio discolo precocemente invecchiato, che ha ancora la bocca sporca di cioccolata, ci è o ci fa? Non aveva promesso di dimettersi da senatore, come garantiva solennemente, dopo l’espulsione? Poi ha ritrattato tutto dicendo che “glielo chiedeva la sua coscienza”. È innegabile che l’amico non abbia chiaro il significato del termine coscienza, forse si è sbagliato, voleva dire credenza, dispensa, deposito, cantina, rimessa, magazzino, giacenza, scorta …

Dunque non importa che questo “trasformismo canaglia” abbia demolito la democrazia, con il suo gioco immorale del passaggio da uno schieramento all’altro, come fosse il camuffamento impazzito di un puzzle perverso, che salva governi rovinosi, epigoni delle oligarchie finanziarie, che hanno come unico scopo quello di effettuare programmi di lacrime e sangue. Invece per buona parte dell’informazione bastarda e dell’opinione pubblica, relegata a comparsa e insieme vittima di una tragedia greca che si dipana giorno dopo giorno sotto i nostri occhi, la gravità della situazione non consiste nelle esclusioni di un parlamentare che non rispetta il regolamento per cui è stato votato dai cittadini (revoca del mandato) e il tradimento trasformista di un parlamentare che sceglie di cambiare casacca, gagliardetto, colore, coscienza e dignità, passando da uno schieramento all’altro con l’espediente appunto dell’espulsione ingiusta e antidemocratica.
Ma insomma cosa afferma l’art. 67? Ecco qua il testo: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Questo è il significato di “senza vincolo di mandato”, il senatore o il parlamentare eletto sarebbe così “irresponsabile” nei confronti dell’elettore, o in altre parole, non gli dovrebbe nulla in termini di “lealtà e coerenza” politica e in termini di “onestà elettorale”.

Il parlamentare che non rispetta il proprio mandato elettorale nei confronti dell’elettore dunque secondo quest’articolo non violerebbe alcuna norma “contrattuale”? Non sarebbe tenuto a rispettare le scelte di fondo dell’elettore che gli ha dato il voto? Quelle scelte che magari hanno spinto lo stesso elettore a preferire proprio lui rispetto ad un altro? Insomma l’art. 67 su un punto è chiaro: il deputato sarebbe libero di tradire il proprio elettorato e le aspettative dei propri elettori. Allora non è altro che il “cavallo di troika” della democrazia.

Infatti questo grave difetto costituzionale ha di fatto spesso alimentato il fenomeno del trasformismo e delle maggioranze variabili. Il costante flusso di parlamentari da un gruppo all’altro rende spesso gli esiti elettorali molto relativi e instabili e l’elettore non sa mai se la maggioranza che prevale rimarrà la stessa per tutta la legislatura oppure se a un certo punto cambierà, divenendo addirittura minoranza. La volontà popolare sembra non avere più alcuna rilevanza, ma piuttosto viene in questo modo favorita la volontà gratuita dei singoli parlamentari di dare vita a maggioranze diverse rispetto a quelle prescelte dal “popolo sovrano”, che li ha eletti. Ma nella “democrazia rappresentativa” i parlamentari non dovrebbero “rappresentare” il volere degli elettori che li hanno votati?

Se il cittadino vota un partito, dovrebbe poter essere sicuro che la politica promossa da quel partito venga realizzata. Se su questo punto vi fossero delle inadempienze, non dovrebbero dipendere dalla volatilità politica dei singoli membri del parlamento, o peggio dalla “mercificazione dei mandati elettorali”, se mai solo dall’incapacità di quel gruppo di realizzare quella politica.

L’elettore ha il diritto di scegliersi effettivamente i suoi rappresentanti politici ed ha il diritto di vedersi rappresentato nel modo migliore. Se fosse previsto il “vincolo di mandato”, non esisterebbero i giochi di potere e le maggioranze variabili, soprattutto non sarebbero possibili i ribaltoni, poiché ogni decisione contraria all’esito elettorale comporterebbe il ritorno davanti al corpo degli elettori.

Quindi a Orellana, che cita a sua difesa (e a sproposito) l’art.67 della Costituzione e l’assenza del vincolo di mandato, andrebbe ricordato che lui deve eccome “rendere conto” a qualcuno, per esempio a quegli elettori che lo hanno votato, che hanno permesso ad un “emerito sconosciuto” di rivestire quella carica prestigiosa, e che si aspettavano che lui avrebbe rispettato i principi e i valori del M5S, e se gli elettori avessero saputo che lui era pronto a mercificare il suo mandato al miglior offerente, avrebbero sicuramente votato qualcun altro.

Per di più il nostro amico, in un’intervista illuminante, avrebbe sostenuto che crede nelle politiche espansive (sic) di Renzi, che frutteranno 11,5 miliardi, dunque si potrà ancora confermare il bonus degli 80 euro, iniziare a ridurre l’Irap, avviare cioè una manovra positiva, nei limiti di quanto si può permettere l’Italia (doppio sic), e che ognuno ha la sua appartenenza politica, ma deve sentirsi libero di poter votare secondo i propri convincimenti.

Ma forse Luis Alberto ha la memoria molto corta e non ricorda più che aveva votato un regolamento ben preciso del M5S, il quale sosteneva che: 
Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno l'onere


a) di mantenere i requisiti di iscrizione indicati nel “non statuto”;


b) di attenersi al presente regolamento;


c) di rispettare le decisioni assunte con le votazioni in rete;

Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle sono passibili di espulsione:


a) per il venire meno dei requisiti di iscrizione stabiliti dal “non statuto”;


b) per violazione dei doveri previsti dall'articolo 1 del presente regolamento;


c) se eletti ad una carica elettiva, anche per violazione degli obblighi assunti all'atto di accettazione della candidatura.

C’è poi un altro particolare, che pare conferire al voto di Orellana l’aspetto dello scambio di favori, Luis Alberto infatti sarebbe dovuto diventare Presidente della delegazione parlamentare Ince (Iniziativa Centro Europea). Orellana, ora nel Gruppo Misto “Italia Lavori in Corso” (sic), verrà probabilmente eletto nelle prossime settimane. Hai capito il moccioso che ha rubato la cioccolata? Visto dov’è finita? Molto comodo tradire in questo modo gli elettori, riprendersi il pieno stipendio e ritirare le dimissioni !

Orellana poi va in tour per tutte le trasmissioni tivù di approfondimento politico buttando fango sul M5S e dando del bugiardo a Beppe Grillo, turbosforzando i neuroni disponibili e dicendo di non essere mai stato sfiduciato attraverso un voto assembleare. Invece la verità è ben diversa. Durante un’assemblea provinciale tenutasi a Pavia il 7 febbraio scorso, nel confronto col Senatore Orellana è emerso un generale e consolidato stato d’insoddisfazione da parte dei gruppi per la persistente assenza del Senatore dal territorio e lo scarso confronto con gli attivisti locali, nonché l’inopportunità delle sue continue critiche mediante stampa e TV nazionali, lesive dell’immagine dei portavoce e degli attivisti impegnati sul campo, suoi stessi elettori.

Pertanto, i gruppi del MoVimento 5 Stelle del territorio della Provincia di Pavia hanno preso ufficialmente le distanze dalle dichiarazioni e dalle azioni a titolo politico o personale di Luis Alberto Orellana, non riconoscendo più in lui un portavoce affidabile e rappresentativo. (Gruppi M5S e Meetup della Provincia di Pavia)

https://www.youtube.com/watch?v=qQkHZDtkFfM

Insomma Luis Alberto Orellana, nel suo nuovo ruolo di senatore dalla coscienza libera, salvatore della patria da uno sorta di dittatura pentastellata, lavorerà per il bene dei cittadini italiani o per il proprio bene? Terrà a bada la violenza del neoliberismo finanziario della troika oppure ne sarà complice? Avrà rispettato il vincolo di mandato o lo avrà tradito? Si accettano scommesse ...

Come diceva Howard Beale nel film “Quinto potere” di Sidney Lumet, contro la bastarda disinformazione che sta demolendo democrazia, diritti, lavoro, benessere degli italiani, basterebbe affacciarsi alla finestra e gridare: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!"

“Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!" Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!". Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi, la deflazione e la crisi economica, ma Cristo alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" (liberamente tratto dal discorso di Howard Beale del film “Quinto potere” di Sidney Lumet).

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchosciotte.org

29.12.2014

Commenti (57)

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    1. SanPap 30 dicembre 2014

      sono per

      1) obbligo di mandato; se dove sei stato eletto non ti sta più bene dai le dimissioni e te ne vai, al tuo posto entra il primo non eletto del tuo partito o movimento

      2) voto palese sempre; perché non assumersi a viso aperto le responsabilità derivanti dalle proprie decisioni

      3) e aggiungerei un aspetto formale atto a sottolineare quanto espresso nei punti 1 e 2

      in senato e in parlamento non ci si siede suddivisi a zone politiche, ma in ordine alfabetico


    1. Rosanna 30 dicembre 2014

      Hai ragione gimo,

      allora secondo te che cosa dovremmo fare? Starcene a guardare?
      In una guerra ci sono due contendenti, se uno dei due si dà per vinto ancora prima di cominciare,
      l'abbiamo già persa in partenza ...

      Ci proviamo, anche se è molto dura, soprattutto quando la confusione tra sfera pubblica e sfera privata ha prodotto società moralmente indecenti, dove il senso della decenza, dell'onore, della dignità, della responsabilità, hanno lasciato spazio alla discarica dell'interesse.


    1. SanPap 30 dicembre 2014

      e siamo alla solita distinzione

      randellata fascista ? non è un bene

      sprangata comunista ? ottima, educa

      la distinzione è metafisica, la testa rotta è fisica.

    1. gimo 30 dicembre 2014

      Ma perche la GGente è cosi dura a capire?mah


      La democrazia non esiste più (se volete non è mi esistita come abbiamo creduto)

      La democrazia non esiste più
      La democrazia non esiste piuuuuu
      L.a democrazia non esiste piuuuuuuuuu
      Quindi chi se ne fotte di Ore..chi? Del movimento...per dove di muovete? Movimento 2 lune..no era 5comete..boh

      Il PD? PD? ...mmmmm
      Ma lo volete capire che potete votare chi volete tanto ciò che si deve fare si fa lo stesso? Dopo 8 anni di "crisi" ancora non avete capito..........

      Avete visto distruggere in un secondon la repubblica italiana, abbiamo da anni governi non eletti, abbiamo assistito a ogni scena , gente venduta gente comprata, gente di sinistra che vuole distruggere i diritti dei lavoratori, gente di destra contro la finanza e viceversa con tutte le varianti. Abbiamo avuto al governo gente mai nemmeno conosciuta ci sono lobbisti dappertutto. Il governo e il parlamento lavorano per il ttip senza poter parlarne perche segreto,
      Non abbiamo più la moneta nè la sovranità di decidere la nostra costituzione e leggi

      e ancora ce la menate con Orellana
    1. Primadellesabbie 30 dicembre 2014

      Quando i casi isolati non sono più tali un buon allevatore dovrebbe guardare alle linee di sangue che prevalgono tra i suoi animali.


      Mi sembra che qui il caso possa essere trattato anche in modo diverso da quanto fa Rosanna: posto che l'esperimento 5* si stia estinguendo, perché dovrebbe contare su un numero di rappresentanti che non risponde più alla realtà nel Paese?

      Quindi la libertà di cambiare idea avrebbe un senso.

      Ad ogni modo questo é un problema tecnico, e come tale risolvibile. Ad esempio introducendo l'uso di interrompere le prebende a coloro che, liberi di cambiare idea, cambiano posizione e gruppo parlamentare. Assieme al divieto di assumere altri incarichi sarebbe un sistema di verifica delle vocazioni per i frequenti pellegrini verso Damasco.

      La democrazia é quello che é, ma cosa vi fa pensare che con altre forme di governo i parlamentari o delegati o rappresentanti del popolo o come li vogliate chiamare, eletti o nominati, si trasformino e si comportino in modo diverso da questi?

      (A meno di abbandonare l'attuale ombrello culturale.)


    1. Tonguessy 30 dicembre 2014

      quel mondo “moderno”, in cui il capitale era dotato proprio di quel
      senso del sacro che è stato messo in discussione in questa fase di
      cambiamento epocale del potere e dei suoi assetti sociali


      Il problema è solo questo. L'art.67 farebbe ancora la sua funzione se il sacro moderno esistesse ancora. Mi spiego: probabilmente i Padri Costituenti non avevano in mente il consociativismo quando scrissero quell'articolo, forse pensavano che fosse più util alla nazione la capacità di leggere il progetto modernista al di là degli schieramenti politici e quindi dei dettami di partito. Questo poteva succedere quando il sacro aveva ancora senso e valore. Oggi quella fede, quel credo è stato travolto dal turbocapitalismo finanziario che ha posto delle regole nuove che premiano pochi e castigano molti. Tali regole non essendo condivise (così come era successo nei decenni del boom economico) non possono avere le caratteristiche del sacro. L'individuo si trova così senza riferimenti certi, senza progetti sicuri ed arranca, aggrappandosi anche all'art. 67. Che a questo punto diventa il marchio dell'infamia, ed autorizza la solita transumanza nel nome di qualcosa che si chiama interesse personale. Perchè questo è il nuovo che avanza, questo è il sacro postmoderno. Potevamo stanarlo nell'edonismo reganiano, bloccarlo con la reaganomics, combatterlo nel thatcherismo, ma evidentemente eravamo troppo occupati a guardare la tivù.

      " La vera società non esiste: ci sono uomini e donne, e le famiglie." [aforismi.meglio.it]
      Diceva la Thatcher: niente società, niente sacro, solo individui cioè consumatori. Più chiaro di così....

    1. Mattanza 30 dicembre 2014

      A me il concetto di democrazia borghese non sembra tanto astratto e neanche quello di giustizia proletaria...veramente non ci arrivi? Democrazia parlamentare + sistema dei media stile Goebbels uguale una parodia democratica a favore del gruppo dominante...se la democrazia fosse esercitata dal proletariato con un sistema di democrazia diretta sarebbe un'altra storia...si farebbero degli errori ma in buona fede, senza disastri bellici e neocolonialismo...per quanto riguarda la giustizia è un termine relativo (come bene e male) ma quando è un piccolo gruppo dominante o che trae vantaggio (dal gruppo dominante) ad esercitarla e definirne i concetti...siam d'accapo, vedi sopra.

    1. SanPap 30 dicembre 2014

      mi sei simpatico perché penso che tu creda veramente a quello che dici

      ma ogni volta che ti leggo c'è qualcosa che mi suona stonato, sono gli aggettivi che aggiungi ad alcuni concetti astratti per farli uscire dalla loro astrazione: giustizia proletaria (da perseguire), democrazia borghese (da rifiutare) ecc

      perché la giustizia giusta è quella proletaria ? perché la democrazia borghese non è democratica ?

      A parte il problema teorico, il problema pratico che mi frulla per la testa lo conosco fin troppo bene.

      Era il 1977, un proletario (così si definiva; ma non aveva prole: uno senza figli si può definire proletario ? scherzo ovviamente) mi disse "Quando ci saranno le barricate, io di qua e tu di là, ti sparerò in bocca"). Naturalmente, nella sua fantasia, lui stava dalla parte "giusta" della barricata, e io da quella sbagliata. Le barricate non ci sono state; lui, il proletario, è diventato un professore universitario discretamente noto, con una fissa: il mezzogiorno; mi è capitato di leggere un suo articolo in cui sosteneva che il problema principe del mezzogiorno sono i (udite, udite) braccianti agricoli. Chissà se vuole sparare loro in bocca, o nelle mani così si imparano a non voler zappare 12 ore al giorno, oppure ai piedi che non vogliono vangare.

      Forse tu mi dirai "è un coglione", assolutamente vero; il problema è che essere proletari non garantisce dalla coglionaggine.

      Come essere stati onesti fino a prima delle elezioni non è una garanzia, occorre continuarlo ad essere anche dopo. Mi riferisco ai dolori di pancia del M5s.

    1. Earth 30 dicembre 2014

      Quindi se le persone lasciate a decidere da sole, sono guidate da uno spirito comune, quindi da massa, vengono pilotati e sbagliano come degli idioti.

      Se invece sono sotto gerarchia e quindi gli ultimi obbligati a fare quello che dicono quelli di sopra, sono degli idioti perche' sono degli schiavi e non si ribellano.

      Tu in quale dei due gruppi appartieni?
      Dai dimmi la verita', sei uno di sopra vero?
    1. MarioG 30 dicembre 2014

      Ecco, ripensare bene. Non ripetere la solita minestra

    1. Rosanna 30 dicembre 2014

      Bellissimo commento alvise, grazie,

      bisognerebbe parlarne più frequentemente di questi problemi interni al movimento, perché non tutti hanno capito quale tipo di "rivoluzione culturale e politica" cerca di fare, e quali sono esattamente i motivi dei "tradimenti" e delle "espulsioni", quindi ben vengano commenti tipo il tuo, che hai una frequentazione diretta con il movimento.

      E' vero il 5 stelle è nato dal nulla, senza innesti corrotti e ipocriti da parte di altri partiti, quindi forse
      un certo ricambio fisiologico e naturale doveva esserci.

      Grazie ancora.

    1. Rosanna 30 dicembre 2014

      francescosantoianni, ho letto il tuo articolo,

      molto interessante, anche perché conferma con dati e documenti di vario genere quella che è stata la mia impressione a proposito del comportamento di Orellana, che ha tenuto appunto una condotta poco corretta nei confronti degli elettori che lo avevano votato e che speravano che lui portasse avanti il programma del movimento, sono atteggiamenti molto disarmanti,

      ed io credo anche che questi "tradimenti" dei tanti fuoriusciti, siano particolarmante dannosi, non solo per i 5 stelle, ma anche per l'Italia tutta, dato che se non c'è un'opposizione al sistema ferma e decisa, sarà praticamente impossibile poter riuscire a demolire questa perniciosa dittatura finanziaria.

      Grazie comunque per l'intervento, terrò visitato il tuo blog.

    1. alvise 30 dicembre 2014

      Tra orellana, currò, e molti altri, non saprei definire chi è il peggior infame traditore. Beppe e C intuivano quello che potevano succedere, ma forse non così tanti, o forse sì, però dobbiamo tenere in conto un fatto importante. Il 5 stelle è un partito (movimento) nuovo in parlamento, e non è formato da fuoriusciti di altri partiti, quindi come si poteva fare per avere senatori e deputati se non prenderli da candidati, che oltre alla fedina penale pulita, il CV, grado di istruzione, non c'era altro? Qualcuno ha delle idee diverse da come sono state analizzate, ponderate, le candidature? Molti partiti sono nati proprio dalla transfuga di senatori e deputati da altri partiti, mi torna alla mente il PCI che nacque da una costola del PSI, o FI che nacque da fuoriusciti di AN e DC, o l'UDC dalla DC. Il 5 stelle non ha fatto nulla di questo, pulito e lindo senza il DNA di partiti marci, ma purtroppo uno scotto bisogna sempre pagarlo, in qualunque attività umana ed in natura. In natura non ci sono forse parassiti che si nutrono della linfa dell'ospite?

    1. Ercole 29 dicembre 2014

      Non capisco tutto questo clamore ,è la normalità della" democrazia " borghese poveri illusi ravvedetevi l' emancipazione dell'umanità non prevede la scheda elettorale : ripensare Marx.

    1. francescosantoianni 29 dicembre 2014

      http://www.francescosantoianni.it/wordpress/2013/05/19/ma-orellana-a-nome-di-chi-parla-3/

    1. Rosanna 29 dicembre 2014

      "Cosa spinge Orellana e cosa lo ha spinto prima
      possiamo solo supporlo, ma non si fatica a credere che l'intransigenza
      grillina verticale è il vero problema. Se l'M5S si basa su un
      auto-mandato che non contempli un diritto, un giudizio, una pena,
      insomma un complesso di interventi inserito in un complesso organizzato
      che intervenga a largo spettro in caso di fallimento, chi diamine decide
      li dentro? La rete?"

      Sono d'accordo che le regole del Movimento sono rigide, ma è proprio questa la garanzia contro la corruzione, il problema è proprio questo: come si fa a impedire i tradimenti dei voltagabbana? che non riescono a reggere la severità delle regole, dopo averle condivise, sembra per interesse?

      beh, con l'art. 67 della Costituzione, con la clausola del "senza vincoli di mandato" non si può, quindi gli "scilipoti grillini" potranno prosperare, farsi eleggere, mostrandosi probi e puri, e poi alla prima occasione cominciare a contestare il Movimento, i vertici ecc... quindi sfilarsi e passare ad altre avventure politiche, sicuramente più redditizie.

      Il regolamento poi è in via di evoluzione continua e di aggiustamenti che devono rispondere alle nuove istanze organizzative. Quanto poi all'automandato "che non contempli un diritto o un giudizio, una pena", questa tua affermazione non la capisco.

    1. GioCo 29 dicembre 2014

      Come si fa a impedire la marcescenza di un corpo con le mani marcescenti? Beh, si tenta, così alla buona maniera. Cioè non si può impedire che si impedisca un atto così privo di senso.

      Chi ha creduto al M5S? Chi ancora viveva nei micro vivai di cellule che in verità avevano smesso da tempo di essere parte del corpo sociale. L'imputridimento le aveva convertite in malessere e poi da combattere. Ma la battaglia è finita da tempo e il malessere che era la parte sana è di sicuro la minoranza.
      Non una minoranza impotente però, quindi occorre agire per isolarla, depotenziarla, privarla di ogni diritto di riscatto affinché le forze flaccide e rancide che pensano se stesse super-potenti ma che sono radicalmente impotenti, possano vincere, per semplice soffocamento, peso e sovrabbondanza di marciume.
      Certo che il marciume prima o dopo diventa il letame fertile su cui far germogliare un futuro, se e solo se, non passa un certo segno diventando palude. Cioè se non si stabilizza la marciulenza, trovando sempre fresche carni&spiriti (incoscienti) da divorare.
      Cosa spinge Orellana e cosa lo ha spinto prima possiamo solo supporlo, ma non si fatica a credere che l'intransigenza grillina verticale è il vero problema. Se l'M5S si basa su un auto-mandato che non contempli un diritto, un giudizio, una pena, insomma un complesso di interventi inserito in un complesso organizzato che intervenga a largo spettro in caso di fallimento, chi diamine decide li dentro? La rete?
      Bene, adesso vediamo forse quanto sia stata sciocca l'idea. Platone non era un pirla e quando sollevò il problema della incompetenza unita al governo, si riferiva esattamente a questo. Cioè alla difficoltà di mettere alla guida politica di interessi collettivi un cretino.
      Credo che sia basilare per dichiarare una democrazia tale, il diritto di recesso, ma anche che questo debba essere accuratamente normato entro una società diversa dalle fondamenta del suo pensieri e che (tra le altre cose) sia obbligatorio smettere proprio di cercare soluzioni in cavilli, trespoli, gingilli, protesi tecnologiche, altrimenti qualunque soluzione diventa solo un altro strumento demoniocratico al servizio del peggio.

    1. Rosanna 29 dicembre 2014

      Anch'io la penso così ilsanto,
      infatti la democrazia rappresentativa sta vivendo una lunga agonia di coma profondo, proprio perché questi continui passaggi di casacca impediscono la piena partecipazione del cittadino alle decisioni legislative, e la realizzazione dei programmi elettorali,

      un'alternativa possibile potrebbe proprio essere quella proposta dai 5 stelle, che la praticano attraverso una "democrazia interna", ultimamente aggiornata da nuove regole, quali la creazione di un comitato di appello sul quale gli iscritti al M5S dovranno pronunciarsi:

      "Il comitato d'appello è composto di tre membri, due nominati dall'assemblea mediante votazione in rete tra una rosa di cinque nominativi proposti dal consiglio direttivo dell'associazione MoVimento 5 Stelle ed uno dal consiglio direttivo dell'associazione medesima.
      I componenti del comitato d'appello sono nominati tra iscritti.
      Il comitato d'appello dura in carica cinque anni.

      http://www.beppegrillo.it/2014/12/regolamento_m5s_e_comitato_di_appello.html

      Pe la modifica invece dell'art. 67 occorre rspettare la procedura consueta delle modifiche istituzionali.

    1. MarioG 29 dicembre 2014

      No, questo e' un dato costitutivo delle masse in quanto tali, ovvero non gerarchizzate.

    1. andriun 29 dicembre 2014

      Si tratta solo di uno dei tanti effeminati che popolano la nostra nazione. Risolvere il problema è del tutto impossibile se prima non si "depura" l'uomo italiano dalla tipica mentalità femminile: intellettualmente poco onesta e per certi versi, anche ipocritamente opportunista.

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