MA L’ISIS E’ UN FUMETTO DI FRANK MILLER O UN VIDEOGAME ?

MA L’ISIS E’ UN FUMETTO DI FRANK MILLER O UN VIDEOGAME ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Follow the money! Ai margini del caos, in questo nostro mondo rettiliano, governato da camaleonti dal sangue freddo, come particelle impalpabili di un pulviscolo asfissiante, i diritti democratici si sono dissolti, perché non più discussi, negoziati ed elaborati dai cittadini all’interno di quegli spazi pubblici, definitivamente scomparsi e trasferitisi nei “non luoghi”, direbbe Marc Augé, cioè nelle autostrade, nei supermercati, nei posteggi, nelle discoteche.

Luoghi disperatamente simili tra di loro, miseramente doubleface e biecamente uniformi, insomma configurazioni tipiche di quel “villaggio globale”, senza anima, coscienza e identità, nostra dimensione quotidiana, ove il cittadino riversa quotidianamente intorno a sé l’insensatezza della propria solitudine, alla ricerca di una logica dispersa. Dove i solitari cittadini del mondo globalizzato sono condannati a non incontrarsi mai, perché hanno smarrito la strada che porta in piazza.

Ai margini del caos dunque, mentre gli spazi dell’occidente in coma si sono desertificati di fabbriche, posti di lavoro, diritti e tutele, gli spazi del deserto irakeno invece si sono animati di furore mistico e rivendicazioni etniche, che cercano di espropriare il territorio alle forze straniere di occupazione. Come li chiamiamo, secondo quella logica fuorviante della neolingua globalizzata? Terroristi, banditi, criminali, partigiani, patrioti, fondamentalisti islamici, combattenti fanatici, ribelli, eversivi, rivoluzionari? A voi l’ardua sentenza.

Di certo l’antropologia politica dell’Isis non è tutta originaria della cultura araba o del mondo islamico, è invece piuttosto un prodotto globale, che si serve delle più moderne tecnologie per divulgare i propri mantra. Crocifissioni riprese dallo smartphone, teste di nemici infilzate su cancelli e postate su twitter. È tutto materiale che fa parte della cultura politica digitale globale. “Il mezzo è il messaggio” diceva Marshall McLuhan, in questo caso potremmo capovolgere l’affermazione: “Il messaggio è il mezzo”. Cioè l’Isis non può avere la pretesa di credibilità delle proprie totali insorgenze rivendicative di una perduta identità islamica. Il Califfato insomma è chiaramente una creatura del mondo yankee. E questo per vari motivi.

È evidente che il loro linguaggio si esprime in una logica globale e cerca comunicazioni espressionistiche multilingua, infatti sui blog dedicati ad Al-Baghdadi si cercano volontari traduttori dei messaggi jihadisti in ogni lingua. E l’Isis, che conosce bene il linguaggio dei trailer e dei clip dei videogame, crea video di propaganda terroristici che ricordano “Amnesia” o “Soma”, survival horror proposti da Frictional Games per PlayStation e PC, autori esperti nel confezionare videogame in grado di turbare il sonno anche dei loro più schizzati followers. Non però una semplice nicchia espressiva ma una necessaria precondizione per un linguaggio che si fa azione terroristica.

Due promo particolarmente indicativi sono i seguenti, costruiti con tecniche grafiche che visibilmente ricalcano linguaggi da videogame:

videovietato

Per il video clicca QUI

L’ultimo video poi in ordine di tempo è una minaccia rilasciata dal Califfato, che prende di mira il presidente Obama e la Casa Bianca, ed è montato come un trailer cinematografico, a metà tra il film di guerra e un videogame, con tanto di sigla finale "Flames of War - Fightins has just begun" (Fiamme di guerra - il combattimento è appena iniziato). Il video rappresenta i nemici avvolti dalle fiamme e definitivamente sconfitti, significativa è anche la scritta finale "coming soon", appunto come nel trailer di un film:



Risulta così chiaro come l’analisi ideologica proposta da Samuel Huntington ne “Lo scontro delle civiltà” giustifichi il nuovo ordine mondiale, come governato dal riflusso aggressivo delle culture non/occidentali, e legittimi di conseguenza la guerra yankee contro l’oriente islamico. È una guerra di difesa contro l’aggressività islamica, per difendere i valori rappresentati dall’occidente. È una guerra vecchia come il mondo, Catone il Censore chiudeva ogni suo discorso con il famoso detto imperialistico: “Carthago delenda est!”. Come Cartagine anche l’Islam deve essere distrutto, insieme a tutto ciò che contrasta la volontà di potenza imperialistica USA di dominio del globo, su quella consolle multipiattaforma chiamata mondo reale. Passato e presente si riconfermano espressioni di quel gioco imperialistico che ripropone gli inganni illusionistici del potere.

Dunque non mi sembra completamente calzante la definizione del Califfato che dà Slavoj Zizek in un articolo “Il terrorista premoderno”, perché il filosofo e psicanalista sloveno avanza riflessioni non del tutto condivisibili, che anzi rivelano la sua implicita giustificazione della “guerra santa contro la barbarie”.

Non sfugge infatti al lettore più attento il suo pregiudizio “intellettualmente aristocratico” quando dice: “Ciò significa forse che l'Isis è premoderna? Anziché vedere nell'Isis un esempio di resistenza estrema alla modernizzazione bisognerebbe semmai concepirlo come un caso di modernizzazione perversa” (dunque i pervertiti sono sempre i nemici dell’occidente?)

Oppure quando cita William Butler Yeats: "I migliori hanno perso ogni fede, e i peggiori si gonfiano d'ardore appassionato. È un'eccellente descrizione dell'attuale divario tra i liberali anemici e gli ardenti fondamentalisti. ‘I migliori’ non sono più capaci di un coinvolgimento totale, mentre ‘i peggiori’ si fanno coinvolgere da un fanatismo razzista, religioso e sessista. Il terrore fondamentalista islamico non si basa sulla convinzione che i terroristi hanno della propria superiorità o sul loro desiderio di salvaguardare la propria identità culturale e religiosa dai violenti attacchi sferrati dalla civiltà consumistica globale. Il problema non è che consideriamo i terroristi fondamentalisti inferiori a noi, ma piuttosto che “loro stessi si considerano intimamente inferiori”. Paradossalmente, ciò che i fondamentalisti dell'Isis e altri come loro non possiedono affatto è proprio l'autentica convinzione della propria superiorità. (che è un po’ come dire: “non sono io che sono razzista, sei tu che sei terrone”).

Zizek ha invece ragione quando afferma che “La foto che mostra Abu Bakr al-Baghdadi, leader dell'Isis, che indossa un pregevole orologio svizzero è emblematica: l'Isis è ben organizzata in fatto di propaganda web e transazioni finanziarie.” Dunque sa dosare nel modo giusto l’uso reiterato dell’immagine che si fa terrore, delle didascalie e dei simboli arabi, ma assume anche un linguaggio globale, nei modi e nelle forme retoriche, e nel momento in cui adotta la comunicazione globale e l’universalità del linguaggio delle immagini, svende la propria “fede iconoclasta”, reprime la propria identità premoderna per consegnarsi al “Satana della modernità del mercato”.

William J.T. Mitchell in “Cloning Terror”, parte proprio dal ruolo che le immagini hanno ricoperto in quella che è stata definita la “guerra al terrore” e che si è espressa mediaticamente attraverso visioni dell’horror quotidiano, proponendo quell’immagine sedimentata nella memoria individuale e collettiva dell’uomo incappucciato nella prigione di Abu Ghraib, fotografato in piedi su una scatola di cartone e con dei fili elettrici collegati ai genitali. Non interessa tanto stabilire se l’immagine era vera o costruita (probabilmente la seconda ipotesi), quanto l’emotività ansiosa collettiva che l’immagine ha suscitato, giustificando così la “guerra santa”, anche attraverso le sue numerose riscritture e modifiche in contesti diversi. Per di più l’immagine, ricorda Mitchell, porta con sé anche una serie di tracce antropologico artistiche, scavate nel profondo di una civiltà e legate alla rappresentazione della Passione di Cristo, che vanno dall’”Ecce homo” (Tiziano, Caravaggio, Martinez …), al “Cristo Deriso” del Beato Angelico.

Dunque nelle scelte d’avanguardia mediatica del Califfato, antropologia, arte, fumetti, videoclip, videogame, slogan, effetti speciali, trailer, sono fibre di un tessuto comunicativo che attinge alla storia per irrompere nel presente con un furore ideologico feroce, ansioso di un espressionismo estetico dinamico e vigoroso. Come nelle migliori tradizioni propagandistiche del nazismo, quanto più il messaggio politico è ferocemente ideologizzato, tanto più l’estetica dell’immagine deve essere fulminea e dinamica. I tratti estetici ricordano infatti anche le atmosfere inquiete e radicali dei fumetti di Frank Miller, come “Holy Terror” (Sacro terrore), dove è difficile distinguere tra i personaggi chi sono i “buoni” e chi i “cattivi”.

Dinamismo estetico dunque, ma anche manageriale. Perché nel gioco dell’orrore della terra irakena, il Califfato sa controllare con grande abilità anche le transazioni finanziarie, e i 2 milioni di dollari al giorno, cui gli insondabili spazi del suo deserto fanno da sfondo, derivano dalla vendita del petrolio, che fino a poco tempo fa foraggiava colossi come la francese Total e l'anglo/olandese Shell. Tanto che 2800 tonnellate di petrolio vengono trasportate ogni giorno da “autocisterne fantasma” o da “invisibili oleodotti asinini”, che passano inosservati sotto le sonde satellitari. A chi sono destinate queste tonnellate di petrolio? Con brutale astuzia e abilità manageriale, i traffici investono paesi o regioni che formalmente sono nemici giurati: curdi, sciiti iracheni, iraniani, turchi, ma anche l’occidente.

Ma soprattutto da chi è armato il Califfato?

La risposta è quantomeno curiosa, perché le orribili truppe terroristiche armate prima dagli sceicchi del Golfo, sono cresciute velocemente in potenza e abilità, poi foraggiate di uomini e mezzi della guerra in Siria, ed ora infine ricevono armi dall’Occidente (Usa, Croazia, Bulgaria, Polonia) e dall’Oriente (Cina, Russia). L’Islam infatti non produce armamenti potenti ed efficaci, può solo acquistare armi dall’estero, oppure usare residuati bellici frutto delle invasioni occidentali.

Dunque per capire come va il mondo, mi raccomando usate sempre tre metodi infallibili: “Look at the pictures, read the words, and follow the money!”

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

26.09.2014

Commenti (31)

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    1. Rosanna 26 settembre 2014

      Nessuno ha la convinzione che la rete possegga in sé l'effetto salvifico dell'informzione vera, giusta e attendibile, però guarda caso, proprio questo blog negli ultimi tempi ha smentito molte notizie spacciate per vere da tutti gli organi di distrazione di massa, tivvù, giornali, mass media di ogni tipo, di tutte le tendenze politiche.

      Qualche esempio:

      quando tutti i mass media sostenevano che la Russia aveva invaso l'Ucraina, questo blog pubblicava in home le smentite con fatti e documenti,

      quando quasi tutti i media sostengono che Renzi durerà per tutta la legislatura, questo blog pubblica in home un articolo che sostiene il contrario e testimonia l'arrivo prossimo della troika.

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13958&mode=&order=0&thold=0

      SILURO EUROPEO PER RENZI ?

      Quindi per una buona informazione io consiglio libri e blog scelti secondo criterio,
      pochissimi giornali e niente tv, perchè sono organi di diretta espressione eurocratica imperiale.

    1. Rosanna 26 settembre 2014

      Che Catone il Censore (non vuol dire fosse onesto e integerrimo, anche il presidente Ciampi sembrava esserlo e si è macchiato della colpa del "Divorzio tra Tesoro e Bankitalia"), concludesse sempre ogni suo discorso con l'affermazione "Delenda Carthago", non è solo attribuibile alle sue terre di produzione dell'olio d'oliva, sarebbe troppo semplicistico.

      Catone il Censore era esponente della classe dirigente senatoria romana, dunque espressione dell'imperialismo romano, che ha costruito un impero durato per 5 secoli, proprio a partire dalla conquista di Cartagine e del Meditteraneo. Questa guerre puniche hanno rappresentato l'apertura delle guerre imperialistiche dello stato romano verso il resto del mondo allora conosciuto.

    1. Rosanna 26 settembre 2014

      Carissimo stefanodandrea, finalmente siamo usciti allo scoperto, non capisco perché tu approfitti di ogni occasione per riversare il tuo livore sulla tastiera nei miei confronti, e mi rivolga accuse ingiustificate (“l'autrice, che scrive senza informarsi, e quindi per principio non può sapere nulla”), ma le tue offese non mi scalfiranno di un millimetro ed anzi io cercherò di rispondere con l’educazione, la cultura e le informazioni, vediamo chi si stanca prima.

      Tu dici: “L'isis è entrato in Siria senza carri armati e armi particolarmente pesanti (ci sono le immagini del lungo convoglio di grossi macchinoni, al piu' con mitragliatrici e cannoncini caricate nei piccoli rimorchi; chi seguiva l'ISIS un paio di anni fa sa che quelle erano le immagini "di forza" che, in quel momento, riusciva a trasmettere).”

      Io ho detto: “La risposta è quantomeno curiosa, perché le orribili truppe terroristiche armate prima dagli sceicchi del Golfo, sono cresciute velocemente in potenza e abilità, poi FORAGGIATE di uomini e mezzi della guerra IN SIRIA, ed ora infine ricevono armi dall’Occidente (Usa, Croazia, Bulgaria, Polonia) e dall’Oriente (Cina, Russia). L’Islam infatti non produce armamenti potenti ed efficaci, può solo acquistare armi dall’estero, oppure usare residuati bellici frutto delle invasioni occidentali.”

      Non mi sembrano affermazioni sostanzialmente diverse se non nei particolari, che però dovrebbero essere dimostrati.

      Tu dici: “Se l’autrice avesse scoperto che oltre al trailer (ve ne sono molti), già da alcuni giorni è uscito il film "Flames of war". Quindi è proprio un trailer quello che ha visto l'autrice (non "come un trailer"). Lo tolgono (chi quelli che armerebbero l'isis?) e lo rimettono (l'isis) e a ogni indirizzo in un giorno fa 30000-40000 visite . In quel film si vede la conquista di una importante base siriana. E si mostrano carri armati,missili lunghi decine di metri, tutti conquistati.”

      Io dico che in un articolo lungo tre pagine, l’autrice “che non sa niente, non capisce niente ed è male informata” non può inserire tutto l’elenco dei trailer che si trovano in rete, perché il suo è appunto un articolo, non un trattato o un saggio lungo decine di pagine.

      Il fatto poi che l’Isis abbia conquistato un terzo del territorio siriano, delle posizioni strategiche e delle armi preziose, non smentisce che la cupola di comando sia di formazione yankee, prima alleata direttamente con gli USA, nella guerra in Siria, poi scheggia impazzita, ma molto funzionale al progetto politico imperialistico del comparto militare Usa, con una massiccia presenza di “mujiahidin nati o cresciuti in Occidente”, che sono votati alla morte, o per il loro fanatismo religioso (da notare che io considero fanatica ogni religione che usi la violenza, vedi le crociate), o per il loro sacrosanto diritto di difendere la loro terra dalle ingerenze straniere. Semplici mercenari destinati al macello, guidati da capi militari che hanno avuto stretta esperienza con la CIA, come il Califfo stesso, Al-Baghdadi, o come altri protagonisti della storia degli ultimi anni, Saddam Hussein, Bin Laden, i Talebani.

      Che L'IS sia poi 1000 volte “più antistatunitense degli imperialisti all'amatriciana, i quali continuano a prendere lucciole per lanterne”, avrei molti dubbi, anche perché se tu hai così tante certezze, io a differenza tua sono solita essere molto cauta nei giudizi così perentori, preferisco prima documentarmi.

      Per concludere, vorrei farti osservare che la mia è stata una interpretazione estetico/ filosofica del fenomeno Isis, cioè sono partita dalla grafica (fumetti, trailer, videogame) per passare ad una documentazione storico filosofica (Samuel Huntington, Slavoj Zizek, Catone il Censore), poi ad una antropologico/linguistica (William J.T. Mitchell).

      Solo alla fine ho affrontato l’aspetto militare e finanziario del fenomeno Isis, e naturalmente ho dedicato pochissimo spazio al problema. Dunque caro amico, se non sai giudicare un articolo a partire dalla sua dialettica strutturale, me ne dispiace, ma potrei venirti anche in aiuto con alcune lezioni di full immersion a distanza (molto a distanza).

    1. stefanodandrea 26 settembre 2014

      Laertino, qui non c'entra niente la sinistra l'anticapitalismo e altro. Qui c'entrano le tesi diffuse dagli anticapitalisti nostrani all'amatriciana.
      Questi ultimi sono fondamentalmente dei GRANDI RAZZISTI. Perché muovono dal presuupposto che tutta la propaganda dell'IS e già di Al Qaeda volta a far arrivare in Afghanistan, in Iraq, in Siria ora ancora in Iraq, in Somalia gli aspiranti Jihadisti, propaganda fondata sul culto di Bin laden e sulla parola d'ordine della lotta all'america sarebbe falsa. Quindi decine di migliaia di persone che seguono i siti jihadisti sarebbero IDIOTE, e non saprebbero ciò che sanno ki nostriantimperiaisti all'amatriciana: che i capi di queste orhganizzazioni o sono vere e proprie spie dei loro nemici (Baghdadi sarebbe una spia israeliana) o degli imbecillotti che gli USA userebbero come vogliono, per poi bombardarli quando vogliono.
      Potevi proseguire la ricerca e usare parole in inglese e in francese (se inserisci parole italiane trovi articoli italiani). Oppure, scoperto che era stata conquistata la base ?? potevi inserire quella parola

      Comunque, vado a caso: http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=20845
      http://italian.ruvr.ru/news/2013_08_06/Siria-conquistata-dai-ribelli-la-base-aerea-di-Menagh/ (ma è una base aerea per la quale hanno combaytuto otto mesi)
      http://www.direttanews.it/2014/08/28/siria-decine-soldati-dellesercito-catturati-uccisi-dallo-islamico-scontri-confine-libano/
      http://www.agenzianova.com/a/53d535acbab7d7.25904108/839918/2014-07-27/siria-continua-l-avanzata-dello-stato-islamico-nel-nord-est-conquistata-postazione-esercito-a-hasakah
      Comunque se inserisci TABQUA escono infiniti articoli in inglese. Questo de il figlio è informato (dice molte notizie che puoi abdare a verificare) e li riassume( http://www.ilfoglio.it/articoli/v/120591/rubriche/la-disfatta-di-assad-a-tabqa.htm ). Ti dice che la caduta della base e l'aver lasciato morire 1000 soldati (nel FILM realizzato da is si parla di 800) è una vergogna nazionale e molte altre cose. A quel punto gli USA sono dovuti intervenire: se Assad deve cadere, non deve farlo cadere l'ISIS.
      Comunque, credi che questo lavoro - ilminimo lavoro che si deve svolgere prima di pubblicare un articolo sull'isis sia stato svolto dagli antimperialisti all'amatriciana? NO, TIFANO DISINFORMANO (SE STESSI prima di tutto), MUOVONO DAL PRESUPPOSTO CHE GLI JIHADISTI SIANO STUPIDI E SI FACCIANO INGANNARE da capi spie o utili idioti degli usa, CHE SIANO DEI SEMPLICIOTTI. la verità è che gli antimperialisti all'amatriciana sono in gran parte delle persone MEDIOCRI.

    1. Simulacres 26 settembre 2014

      Forse sarò un pochino o. t. ma la maggioranza delle immagini multimediali (siano esse foto, video, fumetti ecc. ecc.) riflettono solo la miseria della condizione umana; ma questa miseria e questa violenza più sono sovraccariche di significato meno ci toccano; e questo è un totale controsenso.

      Oggi vediamo la miseria, la violenza e la morte divenire un leitmotiv pubblicitario globale non meno oscena della pubblicità della nonna del mulino bianco. Ma ciò di cui i "pubblicitari" non sono capaci è mostrare la violenza della pubblicità stessa: la violenza del medium. La violenza esercitata dalle immagini è largamente compensata dalla violenza fatta alle immagini; il loro sfruttamento a fini di documentazioni, di testimonianza, di messaggio a fini pedagogici. politici e pubblicitari è semplicemente osceno. Qui finisce il destino delle immagini; sia come illusione fatale, sia come illusione vitale.

      Le miserie del mondo sono egualmente leggibili sull'immagine di un volto un pò abbronzato di un nobel per la pace come nel corpo di un africano scheletrico. La stessa crudeltà si legge ovunque, se sappiamo vederla.

    1. Laertino 26 settembre 2014

      Ho seguito il consiglio del doppio nomato, e ho inserito le tre parole chiave. Risultato: Collegamenti ad alcuni quotidiani nazionali italiani, e altri siti news. Infine, un collegamento al presente articolo. Niente di più attuale di notizie di seconda o terza mano.

      Sarò io che non so usare internet, mi sono detto.
      Il nostro finisce con uno sfogo rancoroso, molto illuminante: "L'IS è 1000 volte piu' antistatunitense degli imperialisti all'amatriciana, i quali continuano a prendere lucciole per lanterne. Che poi sia orribile per mille altri motivi, questo è un altro discorso."
      Dal che si deduce che il criterio principe, se non unico, per giudicare un qualsiasi movimento, armato o no, sia il suo essere o meno antistatunitense (sinceramente complimenti, uno che non usa l'orribile e sbagliatissimo sostitutivo "americano").
      Siamo alle solite. Sono di sinistra quelli che sono anticapitalisti, salvo poi scoprire, per esempio, che la Chiesa Cattolica (e le Religioni in genere) è anticapitalista, e che lo stesso fascismo storico era anticapitalista. Ergo, l'anticapitalismo è motivo necessario, ma non sufficiente per definire un partito, una organizzazione o un movimento, come di sinistra.
      Lo stesso è l'essere antistatunitense, motivo necessario ma non sufficiente per essere antiimperialisti, e per lanciarsi in un malcelato moto di ammirazione (Che poi sia orribile per mille altri motivi, questo è un altro discorso.)
      Eh, no, non è un altro discorso, perché stiamo parlando di mercenari, profumatamente pagati, che fanno coscienziosamente quanto loro ordinato. Altro che fanatici mussulmani, ragazzi traviati dagli Imam, nelle periferie delle città europee. Mercenari, come sono mercenari i nazifascisti che massacrano, uccidono e bombardano nella Ucraina appena conquistata alla democrazia. Mercenari al soldo dei veri stati canaglia: Stati Uniti, Inghilterra, Israele.
      La religione è solo un comodo paravento, come con i macellai delle crociate, came i massacratori di Cortes e Pizarro, come con i Lanzichenecchi di Carlo V.
    1. stefanodandrea 26 settembre 2014

      Un modo per indagare l'is è quello di seguire la propaganda che svolge. Si sa che sono "informazioni" e "valutazioni" e fatti e immagini che provengono da loro. Ma la loro propaganda è un fatto dal quale muovere.
      Questo è piuttosto breve e interessante: https://www.youtube.com/watch?v=Iv09UrcStOw

    1. alsalto 26 settembre 2014

      Il pur pregevole articolo della Sign.Rosanna (se non altro si premia l'impegno) ed i commenti che subito l'hanno seguito se non altro evidenziano un fatto che eclatante non sara' ma spesso non abbastanza considerato:

      La convinzione che la rete possegga in se l'effetto salvifico dell'informazione, convinzione mai piu' falsa.

      Che appartiene alla medesima coltre di fumo contenente la menzogna grillina della democrazia "diretta" da data base.

      Questo senza voler offendere nessuno.

    1. Plissken 26 settembre 2014

      Il liberalismo ha avuto successo su scala globale . E’ il fatto del 1991 . E ha cominciato subito a implodere . E ‘arrivato al punto terminale e ha iniziato a liquidare se stesso . La migrazione di massa , lo scontro di culture e civiltà , la crisi finanziaria , il terrorismo virtuale , la crescita dell’etnismo, sono segni di avvicinamento al caos . Quindi questo caos mette in pericolo l’Ordine . Qualsiasi tipo di ordine, compreso ordine liberale stesso . Più liberalismo ha successo più si avvicina alla sua fine . E alla fine del mondo attuale .
      Qui abbiamo a che fare con l’essenza nichilista della filosofia liberale, con il nulla come interno (me) principio ontologico della libertà da. Arnold Gehlen, antropologo tedesco, ha definito giustamente l’uomo come “essere privo”, Mangelwesen. L’uomo in se stesso non è nulla. Prende tutto quello che compone la sua identità dalla società, la storia, la gente, la politica. Quindi, se torna nella sua pura essenza si può riconoscere come non ci sia niente. L’abisso è nascosto dietro le frammentate macerie dei sentimenti, pensieri vaghi, desideri.
      La virtualità delle emozioni sub-umane è un sottile velo dove dietro di esso c’è oscurità pura. Così la scoperta esplicita di questa base nichilista della natura umana è l’ultima realizzazione del liberalismo. Ma questa è la fine. Ed è la fine anche per coloro che utilizzano il liberalismo per i loro scopi, che sono beneficiari dell’espansione liberale, i maestri della globalizzazione. Qualsiasi ordine rientra in tale emergenza del nichilismo. Anche l’ordine liberale.

      Quindi, al fine di salvare il ruolo dei beneficiari del liberalismo essi hanno bisogno di un certo passo indietro . Il liberalismo acquisirà il suo senso solo trattando una volta di più con la società non- liberale . Un passo indietro è l’unico modo per salvare i resti dell ‘ordine , per salvare il liberalismo da se stesso . Così la Russia di Putin appare all’orizzonte . Non antiliberale , non totalitaria , non nazionalista , non comunista. Piuttosto non ancora troppo liberale , non pienamente liberal – democratica , non sufficientemente cosmopolita , non così radicalmente ANTI-comunista. Ma sulla strada per diventare liberale. Passo dopo passo . Nel processo di adeguamento gramsciano di egemonia , trasformismo.
      Ma nell’agenda globale del liberalismo (USA, NATO) vi è la necessità di un altro attore, un’altra Russia che giustifichi l’Ordine nella sfera del campo liberale, contribuendo a mobilitare l’Occidente che cade a pezzi per problemi interni, dando all’inevitabile eruzione del nichilismo interiore un certo ritardo e salvando così il liberalismo dalla sua prossima logica fine. Ecco perché hanno tanto bisogno di Putin, della Russia, della guerra. E ‘l’unica soluzione per evitare il caos ad Ovest e salvare i resti dell’Ordine. La Russia in questa commedia ideologica, giustifica l’esistenza stessa del liberalismo, perché essa è il nemico che dà il senso alla lotta della società aperta, che aiuta a consolidare e a continuare ad affermarsi a livello globale.
      L’islam radicale (al-Qaeda) era l’altro candidato per questo ruolo, ma come nemico mancava la statura. E’ stato utilizzato ma su scala locale. Esso ha ‘giustificato gli interventi in Afghanistan, l’occupazione dell’Iraq, ha contribuito a rovesciare Gheddafi, alla guerra civile iniziata in Siria. Ma era troppo debole e ideologicamente primitivo per rappresentare la vera sfida necessaria ai liberali.
      La Russia – tradizionale nemico geopolitico degli anglosassoni – è molto più serio come avversario. Si adatta bene a tutte le richieste – la memoria storica e la guerra fredda è ancora viva nella mente. L’odio per la Russia è cosa molto facile da provocare com relativamente pochi mezzi. Ecco perché penso che la guerra con la Russia sia possibile. E ‘ideologicamente necessaria come ultimo mezzo per ritardare l’implosione finale del liberalismo occidentale. Un passo indietro.



      Per salvare l’Ordine liberale


      Considerando diversi livelli di questo concetto di ” guerra con la Russia” suggerisco alcuni punti .
      1 . La guerra con la Russia aiuta a ritardare disordini comune su scala globale . La maggior parte dei paesi sono stati coinvolti nell’economia liberale , condividono gli assiomi e le istituzioni della democrazia liberale ed essendo dipendenti o direttamente controllate da USA e NATO , consolideranno una volta di più la sponda dell’Occidente liberale nella propria ricerca contro il non- liberale Putin. Può servire come riaffermazione del liberalismo come identità positiva quando questa identità si sta dissolvendo per la sua essenza nichilista .
      2 . La guerra con la Russia rafforzerebbe la NATO e soprattutto tutte le sue parti europee che saranno costrette, ancora una volt,a a considerare la superpotenza americana come qualcosa di positivo e utile , e il resto roba obsolete della guerra fredda . Nel timore che i russi cattivi tornino, gli europei si sentiranno di nuovo fedeli agli Stati Uniti d’America , il loro salvatore . Così la leadership degli USA nella NATO sarà ribadita.
      3 . L’UE sta cadendo a pezzi . La minaccia comune dei russi potrebbe evitare l’eventuale scissione e mobilitazione della società rendendo le persone una volta di più desiderosi di difendere le loro libertà e i loro valori sotto la pressione dell’Impero di Putin.
      4. L’ Ucraina e la giunta di Kiev hanno bisogno della guerra per giustificare e coprire tutte le malefatte compiute da Maidan a livello giuridico e costituzionale, per sospendere la democrazia (che significherebbe impedire il loro dominio nella parte sud-orientale, per lo più distretti filo-russi) e per installare la regola e l’ordine nazionalistico con mezzi supplementari.
      L’unico paese che ora non vuole la guerra è la Russia. Ma Putin non può non ascoltare, a causa di un governo radicalmente anti-russo, un paese con metà della popolazione russa e molte regioni filo-russe. Se ha lasciato correre è per ciò che sarà fatto a livello internazionale e nazionale. Così a malincuore accetta la guerra. E una volta entratevi dentro non ci sarà altra soluzione per la Russia se non vincere.


      Non mi piace speculare sugli aspetti strategici della guerra. Ho lasciato che altri analisti qualificati lo facessero. Vorrei formulare alcune idee sulla dimensione ideologica di questa guerra.


    1. polidoro 26 settembre 2014

      Ah la potenza dela parola !
      A furia di sentire nominare questo ISIS in pochi mesi hanno reso solido un fantasma (ovvero una banda di tagliagole/mercenari pagati da ..). Stessa tecnica del fu (fu ?) Al Qaeda. Oppure del fratello o genitore di ISIS, il Free Syrian Army ovvero una banda di tagliagole/mercenari pagati da ... Oppure Boko Haram .. etc.etc.

      [Un contributo] : ho da non molto appreso che :
      Catone il Censore subì oltre 40 processi per corruzione e era contro Cartagine (suo slogan: Delenda Carthago) perché la vendita dell’olio prodotto nelle sue terre aveva la dura concorrenza dell’olio prodotto ed esportato da Cartagine.

      Ed io che dai libri di scuola avevo creduto Catone (Il Censore !) un uomo severo e probo.

      Visto che parli di Samuel Phillips Huntington: movimento neo-con. Lui ed altri allievi di Leo Strauss, filosofo politico (nazista, diciamo).
      Fondatore della rivista Foreign Policy che stila la classifica "Top 100 Global Thinkers" (Pensatori !). In cima : Bill Gates (Pensatore !) e Warren Buffet (Altro Pensatore !),
      soprannominato l’oracolo di Omaha.
      Foreign Policy, una Rivista dove scrive Dov S. Zakheim (ad es.:"Time to Rethink America's Anti-Islamic State Strategy").
      Chi è Dov S. Zakheim ? un coautore del documento " Rebuilding America's Defenses [www.luogocomune.net]" ed implicato nella scomparsa di 2,3 trilioni di dollari dalle casse del Pentagono.
      [Il 10 settembre 2001 Donald Rumsfeld fu costretto ad annunciare che il
      Dipartimento della Difesa (il Pentagono) non era in grado di
      rintracciare la destinazione di ben 2,3 trilioni di dollari spesi
      ]
      L'areo (aereo ?) che cadde sul Pentagono cancellò le tracce dei 2,3 trilioni di dollari (Ah Fatalità !)

      Samuel Phillips Huntington ?


    1. stefanodandrea 26 settembre 2014

      L'isis è entrato in Siria senza carri armati e armi particolarmente pesanti (ci sono le immagini del lungo convoglio di grossi macchinoni, al piu' con mitragliatrici e cannoncini caricate nei piccoli rimorchi; chi seguiva l'ISIS un paio di anni fa sa che quelle erano le immagini "di forza" che, in quel momento, riusciva a trasmettere). Si cerchino immagini dell'IS relative a due o tre anni fa nelle quali appaiono missili lunghi una decina di metri. Non se ne trovano, se non una con due missili e lanciamissili che i simpatizzanti dell'is hanno inserito in decine di video (sempre le stesse immagini): probabilmente una piccola installazione conquistata.
      Successivamente, 'Isis ha attaccato basi siriane, espungnandole, subendo centinaia di morti (le espugnava ma subiva ildoppio dei morti rispetto ai soldati siriani che uccideva).
      Scommettete che se 3000 di noi, muniti di armi leggere e medie, attaccano un paio di basi italiane, sicuri che 1000 moriranno, quindi pronti alla morte, conquistiamo le due basi? (e loro non sono come noi; valgono 1000 volte noimilitarmente perché sono anni che combattono in afgnanistan e soprattutto in Iraq)
      Esistono video che mostrano le armi e i carri armati conquistato.
      Sarebbe bastato che l'autrice, che scrive senza informarsi, e quindi per principio non può sapere nulla, avesse scoperto che oltre al trailer (ve ne sono molti), già da alcuni giorni è uscito il film "Flames of war". Quindi è proprio un trailer quello che ha visto l'autrice (non "come un trailer"). Lo tolgono (chi quelli che armerebbero l'isis?) e lo rimettono (l'isis) e a ogni indirizzo in un giorno fa 30000-40000 visite . In quel film si vede la conquista di una importante base siriana. E si mostrano carri armati,missili lunghi decine di metri, tutti conquistati.
      Ecco mi domando: PERCHE' coloro che da mesi si interrogano su chi arma l'isis non inseriscono su google, tra apici "SIRIA" "CONQUISTATA" "BASE" "ESERCITO"? Scoprirebbero che sono state conquistate basi strategiche. E per conquistarne alcune sono morti centinaia di membri dell'is(is). SE UN TERZO DEL TERRITORIO SIRIANO E' STATO CONQUISTATO DALL'IS, SE SONO STATE CONQUISTATE MOLTE BASI MILITARI CHE L'ESERCITO SIRIANO STESSO CONSIDERAVA STRATEGICHE, BISOGNA MUOVERE DALL'IPOTESI CHE ALMENO 1/5 DELLE ARMI CHE ERANO DELL'ESERCITO SIRIANO ORA SONO IN MANO AI JIHADISTI, O NO?
      Ecco, mai che un antimperialista all'amatriciana sviluppasse un ragionamento di questo tipo o facesse una ricerca con google relativa alle basi conquistate dall'is. DISINFORMAZIONE ALLO STATO PURO.
      L'IS è 1000 volte piu' antistatunitense degli imperialisti all'amatriciana, i quali continuano a prendere lucciole per lanterne. Che poi sia orribile per mille altri motivi, questo è un altro discorso. Comunque guardate il FILM: https://www.youtube.com/watch?v=0XZ3ovDxhw4&bpctr=1411719917

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