MA L’ISIS E’ UN FUMETTO DI FRANK MILLER O UN VIDEOGAME ?

MA L’ISIS E’ UN FUMETTO DI FRANK MILLER O UN VIDEOGAME ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Follow the money! Ai margini del caos, in questo nostro mondo rettiliano, governato da camaleonti dal sangue freddo, come particelle impalpabili di un pulviscolo asfissiante, i diritti democratici si sono dissolti, perché non più discussi, negoziati ed elaborati dai cittadini all’interno di quegli spazi pubblici, definitivamente scomparsi e trasferitisi nei “non luoghi”, direbbe Marc Augé, cioè nelle autostrade, nei supermercati, nei posteggi, nelle discoteche.

Luoghi disperatamente simili tra di loro, miseramente doubleface e biecamente uniformi, insomma configurazioni tipiche di quel “villaggio globale”, senza anima, coscienza e identità, nostra dimensione quotidiana, ove il cittadino riversa quotidianamente intorno a sé l’insensatezza della propria solitudine, alla ricerca di una logica dispersa. Dove i solitari cittadini del mondo globalizzato sono condannati a non incontrarsi mai, perché hanno smarrito la strada che porta in piazza.

Ai margini del caos dunque, mentre gli spazi dell’occidente in coma si sono desertificati di fabbriche, posti di lavoro, diritti e tutele, gli spazi del deserto irakeno invece si sono animati di furore mistico e rivendicazioni etniche, che cercano di espropriare il territorio alle forze straniere di occupazione. Come li chiamiamo, secondo quella logica fuorviante della neolingua globalizzata? Terroristi, banditi, criminali, partigiani, patrioti, fondamentalisti islamici, combattenti fanatici, ribelli, eversivi, rivoluzionari? A voi l’ardua sentenza.

Di certo l’antropologia politica dell’Isis non è tutta originaria della cultura araba o del mondo islamico, è invece piuttosto un prodotto globale, che si serve delle più moderne tecnologie per divulgare i propri mantra. Crocifissioni riprese dallo smartphone, teste di nemici infilzate su cancelli e postate su twitter. È tutto materiale che fa parte della cultura politica digitale globale. “Il mezzo è il messaggio” diceva Marshall McLuhan, in questo caso potremmo capovolgere l’affermazione: “Il messaggio è il mezzo”. Cioè l’Isis non può avere la pretesa di credibilità delle proprie totali insorgenze rivendicative di una perduta identità islamica. Il Califfato insomma è chiaramente una creatura del mondo yankee. E questo per vari motivi.

È evidente che il loro linguaggio si esprime in una logica globale e cerca comunicazioni espressionistiche multilingua, infatti sui blog dedicati ad Al-Baghdadi si cercano volontari traduttori dei messaggi jihadisti in ogni lingua. E l’Isis, che conosce bene il linguaggio dei trailer e dei clip dei videogame, crea video di propaganda terroristici che ricordano “Amnesia” o “Soma”, survival horror proposti da Frictional Games per PlayStation e PC, autori esperti nel confezionare videogame in grado di turbare il sonno anche dei loro più schizzati followers. Non però una semplice nicchia espressiva ma una necessaria precondizione per un linguaggio che si fa azione terroristica.

Due promo particolarmente indicativi sono i seguenti, costruiti con tecniche grafiche che visibilmente ricalcano linguaggi da videogame:

videovietato

Per il video clicca QUI

L’ultimo video poi in ordine di tempo è una minaccia rilasciata dal Califfato, che prende di mira il presidente Obama e la Casa Bianca, ed è montato come un trailer cinematografico, a metà tra il film di guerra e un videogame, con tanto di sigla finale "Flames of War - Fightins has just begun" (Fiamme di guerra - il combattimento è appena iniziato). Il video rappresenta i nemici avvolti dalle fiamme e definitivamente sconfitti, significativa è anche la scritta finale "coming soon", appunto come nel trailer di un film:



Risulta così chiaro come l’analisi ideologica proposta da Samuel Huntington ne “Lo scontro delle civiltà” giustifichi il nuovo ordine mondiale, come governato dal riflusso aggressivo delle culture non/occidentali, e legittimi di conseguenza la guerra yankee contro l’oriente islamico. È una guerra di difesa contro l’aggressività islamica, per difendere i valori rappresentati dall’occidente. È una guerra vecchia come il mondo, Catone il Censore chiudeva ogni suo discorso con il famoso detto imperialistico: “Carthago delenda est!”. Come Cartagine anche l’Islam deve essere distrutto, insieme a tutto ciò che contrasta la volontà di potenza imperialistica USA di dominio del globo, su quella consolle multipiattaforma chiamata mondo reale. Passato e presente si riconfermano espressioni di quel gioco imperialistico che ripropone gli inganni illusionistici del potere.

Dunque non mi sembra completamente calzante la definizione del Califfato che dà Slavoj Zizek in un articolo “Il terrorista premoderno”, perché il filosofo e psicanalista sloveno avanza riflessioni non del tutto condivisibili, che anzi rivelano la sua implicita giustificazione della “guerra santa contro la barbarie”.

Non sfugge infatti al lettore più attento il suo pregiudizio “intellettualmente aristocratico” quando dice: “Ciò significa forse che l'Isis è premoderna? Anziché vedere nell'Isis un esempio di resistenza estrema alla modernizzazione bisognerebbe semmai concepirlo come un caso di modernizzazione perversa” (dunque i pervertiti sono sempre i nemici dell’occidente?)

Oppure quando cita William Butler Yeats: "I migliori hanno perso ogni fede, e i peggiori si gonfiano d'ardore appassionato. È un'eccellente descrizione dell'attuale divario tra i liberali anemici e gli ardenti fondamentalisti. ‘I migliori’ non sono più capaci di un coinvolgimento totale, mentre ‘i peggiori’ si fanno coinvolgere da un fanatismo razzista, religioso e sessista. Il terrore fondamentalista islamico non si basa sulla convinzione che i terroristi hanno della propria superiorità o sul loro desiderio di salvaguardare la propria identità culturale e religiosa dai violenti attacchi sferrati dalla civiltà consumistica globale. Il problema non è che consideriamo i terroristi fondamentalisti inferiori a noi, ma piuttosto che “loro stessi si considerano intimamente inferiori”. Paradossalmente, ciò che i fondamentalisti dell'Isis e altri come loro non possiedono affatto è proprio l'autentica convinzione della propria superiorità. (che è un po’ come dire: “non sono io che sono razzista, sei tu che sei terrone”).

Zizek ha invece ragione quando afferma che “La foto che mostra Abu Bakr al-Baghdadi, leader dell'Isis, che indossa un pregevole orologio svizzero è emblematica: l'Isis è ben organizzata in fatto di propaganda web e transazioni finanziarie.” Dunque sa dosare nel modo giusto l’uso reiterato dell’immagine che si fa terrore, delle didascalie e dei simboli arabi, ma assume anche un linguaggio globale, nei modi e nelle forme retoriche, e nel momento in cui adotta la comunicazione globale e l’universalità del linguaggio delle immagini, svende la propria “fede iconoclasta”, reprime la propria identità premoderna per consegnarsi al “Satana della modernità del mercato”.

William J.T. Mitchell in “Cloning Terror”, parte proprio dal ruolo che le immagini hanno ricoperto in quella che è stata definita la “guerra al terrore” e che si è espressa mediaticamente attraverso visioni dell’horror quotidiano, proponendo quell’immagine sedimentata nella memoria individuale e collettiva dell’uomo incappucciato nella prigione di Abu Ghraib, fotografato in piedi su una scatola di cartone e con dei fili elettrici collegati ai genitali. Non interessa tanto stabilire se l’immagine era vera o costruita (probabilmente la seconda ipotesi), quanto l’emotività ansiosa collettiva che l’immagine ha suscitato, giustificando così la “guerra santa”, anche attraverso le sue numerose riscritture e modifiche in contesti diversi. Per di più l’immagine, ricorda Mitchell, porta con sé anche una serie di tracce antropologico artistiche, scavate nel profondo di una civiltà e legate alla rappresentazione della Passione di Cristo, che vanno dall’”Ecce homo” (Tiziano, Caravaggio, Martinez …), al “Cristo Deriso” del Beato Angelico.

Dunque nelle scelte d’avanguardia mediatica del Califfato, antropologia, arte, fumetti, videoclip, videogame, slogan, effetti speciali, trailer, sono fibre di un tessuto comunicativo che attinge alla storia per irrompere nel presente con un furore ideologico feroce, ansioso di un espressionismo estetico dinamico e vigoroso. Come nelle migliori tradizioni propagandistiche del nazismo, quanto più il messaggio politico è ferocemente ideologizzato, tanto più l’estetica dell’immagine deve essere fulminea e dinamica. I tratti estetici ricordano infatti anche le atmosfere inquiete e radicali dei fumetti di Frank Miller, come “Holy Terror” (Sacro terrore), dove è difficile distinguere tra i personaggi chi sono i “buoni” e chi i “cattivi”.

Dinamismo estetico dunque, ma anche manageriale. Perché nel gioco dell’orrore della terra irakena, il Califfato sa controllare con grande abilità anche le transazioni finanziarie, e i 2 milioni di dollari al giorno, cui gli insondabili spazi del suo deserto fanno da sfondo, derivano dalla vendita del petrolio, che fino a poco tempo fa foraggiava colossi come la francese Total e l'anglo/olandese Shell. Tanto che 2800 tonnellate di petrolio vengono trasportate ogni giorno da “autocisterne fantasma” o da “invisibili oleodotti asinini”, che passano inosservati sotto le sonde satellitari. A chi sono destinate queste tonnellate di petrolio? Con brutale astuzia e abilità manageriale, i traffici investono paesi o regioni che formalmente sono nemici giurati: curdi, sciiti iracheni, iraniani, turchi, ma anche l’occidente.

Ma soprattutto da chi è armato il Califfato?

La risposta è quantomeno curiosa, perché le orribili truppe terroristiche armate prima dagli sceicchi del Golfo, sono cresciute velocemente in potenza e abilità, poi foraggiate di uomini e mezzi della guerra in Siria, ed ora infine ricevono armi dall’Occidente (Usa, Croazia, Bulgaria, Polonia) e dall’Oriente (Cina, Russia). L’Islam infatti non produce armamenti potenti ed efficaci, può solo acquistare armi dall’estero, oppure usare residuati bellici frutto delle invasioni occidentali.

Dunque per capire come va il mondo, mi raccomando usate sempre tre metodi infallibili: “Look at the pictures, read the words, and follow the money!”

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

26.09.2014

Commenti (31)

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    1. stefanodandrea 28 settembre 2014

      Mercenari?
      No mi dispiace non sai nulla dell'IS


    1. Cataldo 28 settembre 2014

      Nel mio commneto si riferiva intanto la circostanza che sotto questo cappello Isis ci sono varie iniziative strategiche, che sono accumunate solo dalla loro utilità nel breve e medio perido, per i piani USRAELIANI.

      Non so cosa hanno pareggiato i baathisti, visto che il paese è ormai finito come entità statuale, in attesa della tripartizione che era uno dei principali obiettivi a medio termine degli USA, certamente sono stati protagonisti di una grande resistenza, che ha molto rallentato la macchina di distruzione neocoloniale, provocando più di un cambiamento di fondo nella "postura" USA, ma ormai di baathista non c'è più nulla.

      Gli ex ufficiali iracheni vivi sono quelli che da tempo hanno rapporti con gli USA.

      La favola degli sciiti iracheni che volevano "unirsi" all'Iran non ha mai avuto particolari riscontri effettivi, certo ormai dopo decenni di guerra ed una decimazione totale della popolazione le cose stanno cambiando per via demografica, prima ancora che politica, ma queste considerazioni sono troppo terra terra per essere riportate correttamente dai "grandi esperti".

      Comunque le azioni dei mercenari Isis sono espresse su un fronte amplissimo, molto al di fuori delle possibili zone di influenza dei personaggi fa te citati.

      Le scuole di addestramento esistono e fanno parte di un meccanismo oliato alla perfezione, con fondi che ormai sono autorizzati dai vari parlamenti e governi nazionali, USA in primis, ma forse tu credi alla favola dei guerriglieri antisiriani moderati e quelli cattivi dell'Isis.

      I Saud si sono forse accorti che i prossimi sulla lista sono proprio loro. Ricordati che l'export land model, che ha innescato questi massacri, arrivera a maturazione anche per i Saud, e qualcuno in arabia ha iniziato a capirlo, ma fuori tempo massimo.

      E per chiudere, potresti spiegarmi come è possibile che tutti, e sottolineo tutti, quelli che sono diventati capospauracchio numero uno sono stati sempre prima a contatto con la CIA ? Non glia' fanno a tirare fuori dal cilindro un coniglio meno spellacchiato ?




    1. stefanodandrea 28 settembre 2014

      L'Is è comandato in gran parte da ufficiali ex baathisti iracheni e, avendo pareggiato la guerra di resistenza contro gli USA, gli sciiti e i consigli del risveglio, ha potuto tranquillamente addestrarsi in Iraq, perché aveva sempre mantenuto il controllo di parte del territorio.
      Né ha bisogno di addestratori, visto che è comandato da ex ufficiali baathisti, che hanno scelto il salafismo interazionalista.
      L'Arabia saudita o se vogliamo ricchi sauditi lo hanno certamente finanziato, avendo interesse a fermare l'espansionismo iraniano. Ma il fatto che lo abbiano finanziato non significa né che sia uno strumento dei Saud, che infatti adesso lo combattono, né che abbia legami con la NATO, che infatti adesso lo combatte.

      L'IS ha un rapporto strettissimo con JRNT rimasta fondamentalmente baathista,la formazione che ha combattuto gli usa fino al 2007 e che non è mai entrata nei consigli del risveglio. E' una formazione sufi, comandata da Al Douri, alla quale apparteneva anche il ministro della difesa di Saddam morto qualche giorno fa in Giordania. JRNTè forte quantol'IS; non ha bisogno di addestratori, si esercita da sempre in Iraq,è una massoneria, una confraternita naqshbandi, sufi. Anche Erdogan è un sufi. Certamente in Turchia c'è chi aiuta JRNT e IS contro l'Iran e gli sciiti e Jabhat al nusra e IS in Siria contro Assad. Ma la NATO non c'entra niente.

    1. Rosanna 27 settembre 2014

      Ti ringrazio Cataldo, infatti io volevo inserire anche il Katz, perché avevo pubblicato l'articolo nel forum, poi dato che ho prestato più attenzione all'aspetto grafico/estetico/antropologico del fenomeno Isis, ho ridotto l'aspetto militare solo alla parte conclusiva, completando in maniera affrettata perché non volevo aprire altre finestre, che avrebbero potuto appesantire l'articolo.

      Io credo anche che nell'interpetazione dei fatti storici contemporanei si debba praticare il metodo del giudizio critico maturo e sapiente, non basta accumulare dati e informazioni se poi non si assegna loro un ordine rielaborativo di senso.

      L'articolo del forum è il seguente:


      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=217797

    1. Cataldo 27 settembre 2014

      Una delle icone assolute della mia infanzia è il mitico Moshe Dayan, eroe della guerra dei 6 giorni, seguo le vicende del medio oriente, ed in generale delle "guerre" dagli anni 70, dalla guerra del Kippur, il fatto che la guerra avesse provocato l'austerity per me è stato un imprinting, ho subito compreso, malgrado la tenera età, che non esistono guerre "lontane", dalla crisi degli euromissili in poi ero abbastanza grande da partecipare a dibattiti sul tema, che allora ancora si parlava tra la gente delle cose che accadevano.

      Questo cappellotto un po alla "Lo Monaco" per dire che
      nel corso degli anni ho assistito ad un degrado impressionante della capacità di comprendere la realtà delle cose di luoghi che sono a poche ore di fuoribordo delle nostre spiagge, ci sono una serie immensa di motivi, ma andiamo al sodo che si finisce OT.

      Non mi sorprende che si scrivano commenti come quello di stefanodandrea, in Italia è normale che anche persone di buona cultura siano completamente ignare di cosa sia una guerra nel 2014, ne di quanto costa, ne di come si organizza un esercito di mercenari.
      Per mia fortuna* ho avuto modo di farmene una qualche idea, nel corso dei lustri, grazie a studi e a frequentazioni, pertanto la prima cosa che possiamo dire è che le armi da "bottino" sono di rilevanza esigua, o addirittura controproducenti, nel contesto in oggetto, e questo anche se aggiungiamo gli arsenali libici**.

      La guerra moderna, ma anche quella antica a ben studiarla, è fatta di informazione, a partire dall'addestramento, pertanto il più importante assetto militare dell'ISIS sono le scuole in Giordania e Turchia, direttamente ormai sotto il controllo NATO. Senza questo flusso continuo di quadri addestrati una organizzazione come l'ISIS si sfalderebbe in poche settimane, a fronte anche di una resistenza banale autorganizzata sul territorio. Anche il settore delle comunicazioni è ben organizzato sul piano tattico.

      I sistemi d'arma che utilizzano questi mercenari sono caratterizzati non tanto dalla "leggerezza" ma dalla mobilità, significa mezzi nuovi con pezzi di ricambio e benzina buona, la leggerezza è relativa, un mortaio da 120 non è leggero per niente se hai un buon quadro della zona e la capacità di spostarti velocemente.
      Pertanto sul piano logistico operativo il supporto che hanno è notevolissimo, ed i flussi sono multidirezionali, una strategia a vasto spettro, fatta per durare, anche se probabilmente in forme diverse sul piano mediatico da quelle attuali, in guerra tutto si brucia rapidamente e serve continuità di fornitura.

      I prodromi organizzativi dei vari Isis, più che nell'operazione ideologico mistificatoria di Al Qaida, risiedono nei tentativi sauditi di penetrare in libano e in generale nei campi profughi palestinesi, con formazioni mercenarie telecomandate, su questi tentativi, tutti miseramente falliti, si è poi avvitata l'organizzazione imperiale, che ha sommato a quelle esperienze le proprie emerse dal teatro afgano ed iraqeno. Nel tempo si è creato una serie di strutture che ora sono utilizzate sotto un unico impianto gestionale, almeno in apparenza, perchè non va dimenticato che tutta l'operazione viene inquadrata dai media in un modo che non ha nulla a che vedere con quanto accade davvero sul terreno.
      Pensiamo alla gloriosa resistenza curda in citta che non erano mai state curde, che ora sono occupate però dai curdi e dai loro padroni israeliani, dopo che l'ISIS ne ha realizzato la pulizia etnica, verrebbe da complimentarsi per l'eleganza politica dell'operazione, non fosse che al solito sono risultati basati sul massacro di povera gente.
      Questo mentre altri curdi sono decapitati a mazzi per aiutare lo sponsor turco in un altro versante, ma a questi non tocca ne video ne supporto aereo.
      Ci sono altri esempi che sulle linee degli obiettivi strategici di lungo periodo dimostrano le minchiate dei media sull'ISIS.

      Tornando all'articolo di Rosanna, lo trovo interessante, ma per certi aspetti pleonastico, è ovvio che un traditore e assassino come l'amico di McCain abbia un orologio svizzero di pregio :) farà parte dei suoi emolumenti. Comunque per comprendere la banalità, alla fin fine, di certa mistificazione del Katz, che è un facile gioco di parole con l'agenzia unica di stampa dell'ISIS :) basta leggere i curricula degli autori.
      Per chi non lo sapesse il Katz è una agenzia di stampa che ha la capacità di scovare in rete i video dei terroristi prima ancora che siano pubblicati ....., per questo riceve fondi governativi, addirittura, e tutta la stampa mondiale pende dalle sue labbra, se mi avessero riferito una minchiata cosi colossale qualche anno mi sarebbe sembrata una cosa da romanzetto catastrofico di serieB, ma sembra che sia lo standard attuale dei media, in effetti è difficile scrivere razionalmente in un contesto del genere, ma dobbiamo farci forza :)

      *sempre più mi rendo conto che senza una minima contezza dello status degli assetti militari internazionali e del loro evolversi nel tempo e nello spazio si comprende poco della realtà politica, pertanto consiglio ai giovani che vogliano ampliare la loro comprensione della realtà mondiale, di leggersi in italiano RID, di seguire i blog militari USA, e per le notizie dall'asia aurorasito, con sempre un occhio alla fonte originaria per inquadrare le cose.

      **il flusso di questo Isis sul territorio, proiettato nel tempo,
      toglie tanto mistero alla sua natura, basterebbe unire i puntini :)



    1. stefanodandrea 26 settembre 2014

      Infatti.
      In Iraq i sunniti, tutti uniti, tutte derivazioni islamizzate, in un modo o nell'altro, della resistenza baathista, stanno combattendo una guerra contro l'espansionismo iraniano, che loro chiamano progetto safavide.
      Fino ad ora due sono le formazioni capo-gruppo: l'IS, salafita internazionalista, ossia per la ricostituzione del califfato, e la Naqshbandi army, sufi, strettamente baathista, panarabista e nazionalista ma con continui richiami all'islam e al Jihad: oggi, Al Douri, che comanda i naqshbandi è per sua ammissione un Jihadista. La sigla generale (molto propagandistica) e fronte di liberazione del jihad.
      Probabilmente i due gruppi sono destinati a scontrarsi, cosìalmeno dicono tutti. A lungo durante la resistenza contro gli USA, era Al Douri che utilizzava l'ISI e che pu' di tutte le altre formazioni aveva rapporto con l'ISI. Oggi la forza militare dell'IS sembra maggiore, ma la naqshbandi army (JRNT) ha rapporti con le tribu', l'associazione degli ulema e tanti militanti non combatenti (c'è anche JAI, invece, un terzo gruppo, che, essendo salafita nazionalista, ha rapporti difficilissimi con l'IS e deve stare in clandestinità o essere invisibile nei territori controllati dall'IS).
      Al Douri ha recentemente ripetuto che non si lasceranno coinvolgere in una lotta contro le forze islamiche (IS), che è il progetto degli USA.

      In Siria, invece, gli USA stanno cercando l'alleanza con i ribelli "moderati". Dopole vittorie di agosto il governo di Assad era ed è a rischio. 1000 soldati sono stati lasciati soli in tre basi senza un ponte aereo e sono stati catturati e uccisi dall'IS. E' sorta una grande polemica interna alla quale ha partecipato anche il cugino di Assad. Gli USA non vogliono lasciare la Siria all'IS ma ovviamente continuano a volere la caduta di Assad.

    1. GiovanniMayer 26 settembre 2014

      Già Mosè, ai suoi tempi, ha impiegato non poco tempo ed energia per convincere gli ebrei a scappare dall'Egitto.

      Possiamo definirlo uno dei problemi più vecchi del mondo: portare la luce dove vi è tenebra. Certo Mosè è stato facilitato nel suo compito dall'offerta di un'alternativa. La terra promessa.
      Maggiore è il numero di individui che condividono una stessa meta, maggiori sono le probabilità che essi, uscendo dall'apatia, si attivino per conquistarla.
      Abbiamo noi una "terra promessa", un'alternativa che possa soddisfare le aspirazioni dei più? Non pare.
    1. Jor-el 26 settembre 2014

      Forse non c'entra nulla, ma vorrei ricordare le ultime parole di Saddam Hussein, che dopo aver esortato gli iracheni a restare uniti, ha così concluso: "Vi metto in guardia, non date loro fiducia, questa gente [gli sciiti iraniani] è pericolosa."

      Mi parve molto strano che con le sue ultime parole l'ex presidente dell'Iraq non attaccasse gli americani, ma il nemico storico, l'Iran.
    1. stefanodandrea 26 settembre 2014

      Intanto, ti chiedo scusa per l'errore sul nome.
      Continuamente non credo.
      Ti ho chiarito che il caso vuole che tu scrivi su cdc su due temi sostenendo sistematicamente tesi che critico da lungo tempo. Io frequento questo forum, non altri.
      Convengo di aver utilizzato espressioni forti e anche offensive. E anche per questo ti chiedo scusa. E' lo stile che adotto in queste dispute. Non mi offendo se lo usano con me. ma da adesso in poi con te mi disciplinerò nellamaniera piu' assoluta.
      Il mio livore è contro un modo di pensare che vorrebbe essere rivoluzionario,alternativo, controinformato e che spesso, ai miei occhi rivela persone comuni, non diverse da quelle che si lasciano intrappolare dalla propaganda di Emilio Fede o di Floris, con in piu' un bel po' (non un pizzico) di presunzione di essere diversi e, sotto questo profilo, superiori. Non credo che queste persone (salvo le dovute eccezioni) possano mai riuscire ad esprimere una classe dirigente che possa salvare questo paese. Sull'internazionale islamista conduco una "battaglia" su CDC dal 2009, ossia da quando mi sono iscritto. Non ho mai trovato nessuno che acconsentisse almeno su un punto o volesse dialogare dei miei presupposti. Tutti a sputare sentenze: fantocci degli usa; tagliagole.
      Io ho invitato bagnai a Chianciano quando nessuno lo conosceva,nell'ottobre 2011; io tenni una relazione intinìtolata "O la costituzione della repubblica o l'unione europea", quando Luciano barra caracciolo non aveva mai scritto una riga sul punto (il tema del contrasto tra costituzione e trattati europei sulla rete l'ho introdotto io); io ho introdotto il termine sovranisti (usato prima soltanto da alcuni sardi), che Bagnai ancora lo scorso anno considerava "strampalato" e che invece è sensato e si è diffuso. Su questi temi i fatti mi hanno dato ragione.
      L'altra battaglia, una mia passione fin dal 2001, quella sull'internazionale islamista, mi vede completamente perdente. O meglio, i fatti mi hanno dato ragione anche in questo caso; ma nessuno si interessa ai fatti. Tutto questo per spiegare, senza però volermi giustificare, perché in quest'ultima materia tenda ormai ad andare sopra le righe.
      Alla prossima.

    1. Rosanna 26 settembre 2014

      Se non ce l'hai assolutamente con me perché mi offendi continuamente?

      Poi mi chiamo Rosanna con una sola s non Rossana con due esse.
    1. Rosanna 26 settembre 2014

      Scrivo dal cellulare quindi non tutte le parole riescono bene, naturalmente era "antimperialista all'amatriciana".

    1. Rosanna 26 settembre 2014

      E dopo essermi indirettamente beccata dell'"antimpermalosa all'amatriciana" e della "razzista", vorrei sottolineare la nobiltà di spirito e il rispetto democratico delle ragioni degli altri del nostro amico stefanodandrea che continua a vomitare livore "democratico" sulla tastiera, facendogli presente che non c'è bisogno di evocare le migliaia di islamici che frequentano i siti da lui nominati e che sarebbero dei creduloni ingenui, basta restare in Italia e osservare che milioni di italiani hanno votato il PD alle ultime elezioni europee.

      Questi sono cittadini evoluti e informati ???
    1. stefanodandrea 26 settembre 2014

      Aggiungo che il regime di Assad sta per crollare e gli USA non vogliono permettere che ilpotere sia preso dall'IS. Quindi l'idea che hanno è di bombardare l'IS e aiutare altri ribelli che vorrebbero controllare. Gli altri ribelli odiano l'IS per varie ragioni. ma senza gli USA l'IS se li sarebbe messi sotto i piedi.
      In ogni caso Assad è comunque spacciato.

    1. Laertino 26 settembre 2014

      Devo dirti che a me i bucatini (o i rigatoni) all'amatriciana piacciono molto, e non sono un piatto per niente facile da fare compresa la snervante vexata quaestio, se ci va il guanciale o la pancetta).

      Ma non è questo il punto.
      Cercherò di usare una terminologia la più neutro possibile.
      Non penso, ne ho mai pensato, che i combattenti cosiddetti "jihadisti" siano sciocchi, o stupidi, o non sappiano perché combattono. Di fatti ho usato il termine "mercenari".
      Mercenari perché la stragrande maggioranza di loro non sono siriani, iracheni, curdi o turcomanni, ma vengono dai quattro punti cardinali della terra. Altra cosa sono, od erano i Talebani, credo.
      Mercenari perché non appartengono a nessuna entità statuale, o tribale.
      Mercenari perché il loro salario, notevole anche per gli standard occidentali, costituisce una motivazione fondamentale per la loro scelta di diventare dei combattenti. Ciò non vuol dire che l'aspetto religioso non ci sia, anzi, ma non è l'unico e, in ultima analisi, non è quello determinante.
      Mercenari perché, consciamente o meno, combattono per la difesa degli interessi, di centri di potere economico, politico e militare, lontani anche mille miglia dalle zone di combattimento.
      Mercenari esattamente come erano mercenari i cristianissimi crociati.
      In quanto a quelli che sono partiti dalle città europee per andare a combattere, il motivo della loro scelta, prima che nella religione, va trovato nell'analisi antropologica, della vita degli immigrati (di prima, seconda e terza generazione), nelle periferie delle città.

      Posso dirti, da meridionale (leggi pure terrone), immigrato in una città del nord, alla fine degli anni cinquanta, che posso farmi un'idea, sia pure piccola, di questa vita. Hai ragione, il razzismo non è morto: si è trasformato, è diventato strisciante, subdolo, e si è indirizzato, principalmente, ma non completamente, contro i nuovi immigrati. Il razzismo degli sgradevoli leghisti è il più appariscente, ma il meno pericoloso, quello contro cui è più facile combattere.
      La crisi irreversibile del capitalismo (che è crisi sistemica perché crisi del capitale, del suo processo di riproduzione e di accumulazione), sta creando masse di lumpenproletariat sempre più vaste, facili da usare come strumento brutale, per la bisogna di lor signori.
      Poi, basta con questo parlare di sinistra, se per sinistra si intende quella integrata, riconosciuta come tale da chi manovra le leve del potere e dell'informazione (che poi è un sistema di formazione più potente della scuola o della famiglia). Esiste un'altra sinistra, una "sinistra di classe", una sinistra di compagne e compagni che non demordono, che sono presenti nelle lotte (per lo più ignorate da tv e giornali) che, nonostante tutto, mantengono vivo questo paese, l'Europa, il mondo intero. Una sinistra che cerca, fra errori e fraintendimenti, fra fughe in avanti e proposte disarticolate, di dare vita ad un vero partito rivoluzionario, che necessariamente non può che essere internazionale.
    1. stefanodandrea 26 settembre 2014

      Rossana,
      innanzi tutto ci tengo a spiegare che assolutamente non ho niente contro di te. Nel nostro piccolo mondo della "controinformazione" vado combattendo da anni, su questo forum, su appello al popolo e sulla mia pagina facebook, tra l'altro, una battaglia di informazione sulla internazionale islamista e ultimamente anche sull'armata naqshbandi, che non è islamista. Ultimamente tu posti spesso su cdc e quindi credi che io abbia livore per te. Il fatto poi che io, tra altre idee, abbia una posizione e una valutazione nettamente diversa da te sul M5S, ti avrà fatto credere che io ce l'abbia con te. Anche sul M5S, se non mi credi, ma non ne vedo la ragione, puoi trovare molti articoli severamente critici su appello al popolo e sulla mia pagina facebook. Quindi, assolutamente non ce l'ho con te nemmeno un pochino.
      Veniamo alla mia tesi.
      1)L'internazionale islamista nasce nel 1992. Prima di allora gli USA, ovviamente, logicamente, avevano sostenuto i mujahideen in Afghanistan nella guerra contro l'URSS (anzi si dice che gli USA abbiano attiratol'URSS nella trappola afghana). "Niente di male": il comportamento rientrava pienamente nella logica della guerra fredda.
      Come sempre accade i reduci di quella terribile guerra volevano esportare la loro vittoria o comunque erano galvanizzati. Tuttavia non accadde assolutamente niente, salvo in Algeria, dove il movimento islamista vinse le elezioni nel 1991 ma subi' un colpo di stato e fu costretto alla guerra civile che cagiono' molti morti (i morti non furono causati dal "terrorismo") ma da tutte le parti della guerra civile. La causa della guerra civile algerina non è degli isolamisti. E' dei governi laici o moderati che non riconobbero la vittoria del FIS e ai laici appoggiati dall'occidente che vanno imputati tutti i morti. Nel 1991 avvenne anche che gli USA aggredirono l'Iraq e installarono basi in Arabia Saudita. Osama Bin Laden, eroe dell'Afghanistan, si offri' di difendere l'arabia saudita da un'eventuale aggressione dell'Iraq (che aveva invaso il kuvait) e di non accettare che gli usa installassero basi in Arabia Saudita. I Saud decisero di farsi difendere dagli USA (non si fidavano? erano davvero miscredenti, come sosteneva Bin Laden? Non importa). A quel punto Bin Laden schiaffeggiò persino un ministro a Corte (era come Garibaldi al suo tempo e poteva permetterselo) e decise di dichiarare guerra prima agli stati uniti e poi al popolo americano, spiegando perché ce l'aveva con il popolo americano (nel1995 l'arabia saudita gli toglie il passaporto).
      2) negli anni seguenti, le forze dell'internazionale islamista erano scarse ma essa si dava da fare. Bin Laden mandò i suoi uomini in Somalia per scontrarsi con gli Stati Uniti e per cercare di preparare la battaglia. Poi nel 1998 annunciò a Robert Fisk in un paio di interviste che avrebbe sfidato gli stati uniti: "e su questi monti, dove abbiamo sconfitto l'unione sovietica noi sconfiggeremo gli usa, che sono una tigre di carta" (a memoria; le interviste di Robert Fisk le trovi in rete, anche tradotte, anche se, credo tagliate; sono bellissime e tele consiglio).
      3) Come sia andata andata l'11 settembre del 2001, sta di fatto che la sfida in Afghanistan, annunciata da Bin Laden c'è stata davvero. Quando scoppio' la guerra mi sono sempre meravigliato per quale ragione la controinformazione non abbia mai tenuto conto delle interviste rilasciate da Bin laden, degli ammonimenti e così via. Non riuscivo a capire.
      4) In ogni caso una cosa è certa: dal 2001 l'internazionale islamista combatte gli USA (ancora oggi lo fa nel Korasan, il loro primo emirato).
      Dunque sono 13 anni che l'internazionale islamista combatte contro gli USA e in realtà li aveva combattuti anche nel 1996 in Somalia.
      5) Nel 2004, dopo l'invasione dell'Iraq, Osama Bin Laden (o chi per lui, se credi che fosse già morto: Robert Fisk non lo credeva) disse che Bush era l'uomo piu' stupido del mondo, perché (non lo disse ma era questa la ragione) aveva dato ai mujahideen la possibilità di implementare la guerra secolare per la ricostituzione della Ummah.
      6) Una delle formazioni piu' importanti della resistenza irachena, capeggiata anch'essa da molti ex baathisti, era l'ISI (Stato islamico dell'Iraq, poi isis e ora isi). Dopo la prima guerra del golfo in Iraq era cominciata una reislamizzazuone,voluta anche dal partito Baath. Un altra formazione (JIA) era salafita nazionalista. L'ISIS nasce dall'ISI. I comandanti iracheni dell'ISIS (fino ad adesso al vertice c'erano solo iracheni. Ora in Siria stanno mettendo stranieri, anche perché in Iraq combattono una seconda guerra) e molti dei guerrieri iracheni hanno combattuto gli USA dal 2006 al 2011, ossia fino a quando gli USA sono andati via.
      7) QUESTI SONO DATI PACIFICI DAI QUALI MUOVERE.
      Mi chiedo allora che senso può avere l'affermazione che l'IS e prima Al Qaeda sono "pedine degli usa" o "creazione degli usa". Creazione nel 1981, ossia al tempo della guerra contro l'URSS in Afghanistan? Sarebbe ugualmente falso, perché estremamente esagerato. Ma qui parliamo di un fenomeno che è rinato nel 1991, quando hanno constatato che con la democrazia non potevano andare al potere e che gli USA non guardavano in faccia nessuno e mettevano le basi nella loro terra santa (tipo il nostro vaticano) e che i governi sedicenti islamisti erano vigliacchi e traditori fino all'ennesimo livello.
      Lenin fu una pedina della germania solo perché la Germania lo fece passare con il famoso treno? Mussolini fu una pedina della francia se fosse vero ciò che si ipotizza, ossia che il popolo d'italia fu finanziato dai servizi francesi? I rivoluzionari cubani, se per ipotesi fossero stati finanziati dall'URSS, sono stati pedine dell'urss? Garibaldi, i Cairoli, Spaventa e mille altri sono stati pedine dell'Inghilterra perché Cavour ottenne il non intervento e magari in Inghilterra si raccolsero fondi per armarli (modestamente)? Ma che modo di ragionare è?
      Dunque: l'l'internazionale islamista è il fenomeno geopolitico più importante della fine del secolo e dell'inizio del nuovo; non esisteva e oggi controlla territorii di setto o otto stati; non si tratta di pazzi isolati perché è avvenuta una reislamizzazione a tutti i livelli; se hanno soltanto 10 milioni di sostenitori ideologici nel mondo, ogni venerdì sono in grado di raccogliere, a una media di 10 euro a testa, 100 milioni di euro; dal 2004 in Iraq hanno tirato fuori almeno 7000-8000 kamikaze; questa si è rivelata l'arma strategicamente più importante, sia contro gli SA in Iraq sia contro Assad in Siria (pensa che, in agosto, per cercare di crere un varco da una base assediata persino i soldati di assad sono stati costretti a ricorrere a un kamikaze con un camion bomba); hanno dimostrato di attrarre sempre piu' guerrieri da tantissime parti delmondo; sono guerrieri che non hanno alcuna paura di morire e quindi sono ovviamente molto piu' forti di uomini parimenti armati e sono forti come eserciti armati molto di piu'; mentre gli usa nel 2011 sono stati costretti ad andare via dall'Iraq (hanno perso, tanto che sono dovuti tornare), l'IS ha mantenuto il controllo di rilevanti territori, tanto che una sua costola, piu' fedele ad Al Qaeda, jabhat al nusra, è potuta entrare in Siria al tempo della battaglia di Aleppo, poi seguita dall'IS.
      PERCHE' gli antimperialisti negano tutto cio', sebbene sia verità palese (se parli con un musulmano che si intende di politica, anche se odia gli islamisti, ti dirà che le cose stanno così)? Perché quelli che chiamo gli antimperialisti all'amatriciana devono difendere lo schemino che esiste una resistenza antimperialista composta da Assad, Hezbollah e l'Iran e chiunque ostacoli questa resistenza è per forza un fantoccio o creazione degli USA. Ti sembra un ragionamento accettabile?
      Le forze in campo sono almeno tre, perché c'è anche
      l'internazionale islamista. E in Iraq sono addirittura quattro, perché l'armata naqshbandi (sufi e baathista) non è islamista, anche se i richiami al Jihad ormai sono comuni (ma qui mescolati con il richiamo al panarabismo).
      Per avere le più approfondite sull'iraq e sulla siria leggi questo sito: http://www.aymennjawad.org/

    1. Georgios 26 settembre 2014

      Sinceramente non capisco tutta questa polemica da analisti, da "think tank-isti", da strateghi etc circa le potenzialità combattive di questa organizzazione dal nome di detersivo, molto riconoscibile però nel linguaggio occidentale a differenza della miriade di altre organizzazioni islamiche (indipendentemente dal loro ruolo) che ai più suonano come dei scioglilingua. Invece si dice ISIS, poi semplificato in IS e tutti pensano ad una testa mozzata. Semplice no? E poi questa organizzazione e' anche diventata Stato. Ma quello di Tamerlano, fatti i dovuti adattamenti, che come racconto storico ha da dire qualcosa di più di questo ISIS, che cos'era? Una democrazia parlamentare?

      Io non tengo legami con fonti sicure tipo CIA, MI5, MOSSAD e altre istituzioni caritatevoli, e a dir la verità mi scoccia navigare infinitamente nella rete cercando, mettendo a confronto, testando e paragonando (oltre che nauseandomi) nel disperato tentativo di "riuscire a capire" osservando il battlefield. E, forse a causa dell'età, non mi attirano neanche i videogiochi.

      Ma, cavolo, si può usare la testa o no? Che dice in sostanza questo bell'articolo della signora Spadini? Che ISIS e' una creatura di qualcuno che serve a qualche scopo. La conferma facile facile e' che senza l'ISIS gli americani non bombarderebbero la Siria e non certo per rispetto al diritto internazionale ma perché, come si e' visto all'inizio del macello siriano, hanno dei forti problemi con gli elettori in casa. E Obama aveva fatto proprio una figuraccia in quell'occasione. Come anche Cameron. Invece ora con le teste mozzate in prima serata, una specie di mini 9/11, e' più facile, no?

      Ma soprattutto perché la testa, specie se tenuta lontana dalla visione di teste mozzate, mi dice di ricordarsi che già dal 2006 la politica mediorientale americana aveva introdotto un nuovo termine per questa regione: il Caos Creativo.

      Eh, sì. Il caos può essere creativo, lo dimostra l'universo stesso.

      Consiglio vivamente (anche agli amici di CDC) la lettura di questo articolo che e' in inglese:

      http://rt.com/op-edge/181344-new-middle-east-creative-chaos/

      Che poi, come in tutte le ricette caotiche, ci saranno delle centrifughe che ingarbuglieranno ancora di più la matassa e' assolutamente logico e prevedibile. Ma anche questo e' parte della politica del caos creativo.

      Tutti stanno parlando della 3a Guerra Mondiale. Ma questa guerra e' già in evoluzione. Per la spartizione del pianeta in regioni d'influenza sotto il dominio del nostro benemerito impero. Il solo problema e' che il piano finale non prevede l'esistenza della Russia almeno come la conosciamo oggi.

    1. searcher 26 settembre 2014

      ..si ma la fregatura sta nel fatto che quelli che non hanno capito un cavolo di niente e continueranno a non capire un cavolo di niente sono la stragrande maggioranza

    1. Rosanna 26 settembre 2014

      Caro alsalto (ci possiamo dare del tu?), hai perfettamente ragione per quanto riguarda il flusso incredibilemente vasto di informazioni che provengono dal web e la necessità di selezionarle, tenendo il grano e scartando il loglio,

      però ti devo dire che negli ultimi anni la verità la si trova quasi esclusivamente su internet, soprattutto riguardo al problema dell'euro e dell'europa, esistono infatti numerosissimi blog di informazione economico finanziaria che dimostrano con le dovute documentazioni qual è la verità e quale la menzogna, invece chi non frequenta il web e legge solo giornali o si guarda, peggio ancora, solo la tv, allora non ha capito una cavolo di niente.

    1. alsalto 26 settembre 2014

      Gentile Rosanna, non me ne voglia.
      Nella banalita' della mia affermazione non v'era l'intenzione di deprezzare questo blog, ne il suo articolo ne tantomeno gli interventi che ha generato, bensi' di sottolineare come tra la vastita' di informazioni circolanti in rete la difficolta' di non cadere in tranelli s'amplifichi, non tutti hanno il tempo e le capacita' di verificare.

      Lei ben sa come il "Nessuno ha la convinzione che la rete possegga in sé l'effetto salvifico dell'informzione vera" sia una menzogna, Poiche' ne e' piena la rete, ed io ne son la dimostrazione, di persone che seppur in buona fede finiscono per dar credito ad informazione risultate poi baggianate. Sara' vero se per quel "nessuno" intende Lei stessa.
      Che nel detto tranello Lei mai ci sia finita non lo metto in dubbio. Ma non tutti sono Lei, ci stanno pure i me.


    1. Rosanna 26 settembre 2014

      Ciao Simulacres, visto che hai mostrato curiosità verso l'oscenità" dell'immagine, ti consiglio la lettura di William J.T. Mitchell “Cloning Terror”, che anch'io sto leggendo.

      E' un libro molto bello.

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