LO SCHIAVISMO DELL'IMMAGINARIO E LA COLONIZZAZIONE DELLE COSCIENZE

LO SCHIAVISMO DELL'IMMAGINARIO E LA COLONIZZAZIONE DELLE COSCIENZE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Le considerazioni di Eugenio Orso nel suo ultimo post sulla crisi della controinformazione sono molto interessanti e offrono molti spunti di riflessione ... ci si chiede infatti cosa possa essere successo di così efficace da decerebrare le coscienze degli italiani, che pure hanno reagito in tanti momenti della storia (siamo in prossimità del 25 aprile, retroscena capitalistici americani esclusi). Che cosa impedisce oggi agli italiani di organizzarsi in movimenti extrasistemici ? Che cosa impedisce agli strumenti della controinformazione di resistere al buco nero che la sta fatalmente attraendo ? Ma soprattutto perché non riusciamo a tener vivo un pensiero critico determinante per il cambiamento ?

Credo che l'analisi debba essere necessariamente complessa e toccare molti punti nevralgici del sistema geopolitico attuale, sia sul piano sociale, politico, finanziario, economico, culturale ...

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Commenti (34)

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    1. fabKL 23 maggio 2016

      personalmente credo che LA LOTTA E' IMPARI e questo e' il motivo per cui la controinformazione e' destinata a perdere. I mezzi d'informazione hanno messo in piedi una "filiera" di livello mondiale dove ogni GIORNALISTA che scrive un articolo per una certa campagna RICEVE UN COMPENSO EXTRA, una MANCIA come quella che si da al cameriere per essere serviti meglio. I direttori dei giornali ed i giornalisti sono paghettati dalle diverse associazioni o multinazionali per portare avanti campagne pro o contro determianti prodotti o persone. NESSUNO CONOSCE I GUADAGNI DEI GIORNALISTI. E questa la differenza con la controinformazione che non avendo alcun tipo di compenso non potra' mai sconfiggere chi guadagna MILIONI DI EURO grazie alla prostituzione intellettuale.
      L'unico modo che potrebbe COMBATTERE questo status quo potrebbe essere quello di far conoscere alla gente l'ammontare dei GUADAGNI dei giornalisti attraverso la PUBBLICAZIONE dei patrimoni (non quella dei redditi, dato che "le mance" sono rolex, viaggi....) e la RADIAZIONE DEI GIORNALISTI I CUI PATRIMONI INCREMENTANO INSPIEGABILMENTE. In tal senso ho appena creato una petizione sottoscrivibile qui
      http://bit.ly/TRASPARENZAinformazione
      http://bit.ly/giornalistiPAGHETTATI

    1. ilsanto 30 aprile 2016

      ecco appunto la società divisa nella lotta di classe, ma dai sono vecchi arnesi che non avranno nessun futuro, la nostra una società complessa fatta da individui. leggi bene individui nelle cui mani c'è il futuro non nelle classi che non esistono più. Il mondo del futuro non è quello della politica, delle classi, dei sindacati, delle leggi, della giustizia, degli stati tutta roba morta sorpassata obsoleta. Il futuro è dell'uomo di quello etico, ecologista, giusto, amorevole, fraterno, altruista. un vecchio detto recita fatta la legge trovato l'inganno, prova ad immaginare invece un mondo dove non servono stati, leggi, prigioni, giudici perchè l'uomo è cresciuto è maturo ha in se più di quello che qualsiasi legge, politico, sindacato potrà mai esprimere ed imporre, no l'uomo nuovo non ha nessuna voglia di lotta di classe anzi gli fa schifo perchè l'amore, la comprensione, l'empatia sono decisamente meglio della lotta. Continua pure a pensare che devi conquistare il tuo spazio a fil di spada, che differenza c'è tra questo e l'ISIS ? nessuno pensaci stai combattendo per la divisione per la guerra quando tutto ti grida che solo la collaborazione può migliorare il mondo. Con affetto ti invito a riflettere.

    1. ilsanto 30 aprile 2016

      Non sò da dove vengano certe idee, io ho due figlie stupende, entrambi lanciate nel mondo del lavoro, ho una famiglia degna di questo nome, ho una attività interessante, guardo TV, internet, giornali, leggo ma non ci facciamo influenzare per nulla. Vedo che molti giovani sono attivi in attività sociali, vedo giovani ripudiare i miti consumistici, li vedo attenti all'ecologia, ai valori etici, persino tornare ai campi. Ma forse noi non siamo complottisti, ne catastrofisti, pensiamo che il futuro ce lo costruiamo noi, che c'è spazio per tutti, che ognuno può dare il meglio. Certo nessuno di noi disdegna il lavoro, lo studio, l'impegno, non apriamo vertenze sindacali, se c'è un momento difficile o delle scadenze pesanti ci limitiamo nelle spese e negli stipendi, non evadiamo, facciamo il nostro dovere e quando serve ci aiutiamo. Non credo di essere un UFO sono un Italiano normale, di quelli che paga pure il canone RAI. Penso che in Italia ci sia solo un problema c'è troppa gente che pontifica o che pensa alla distruzione o che non avendo ne arte ne parte non trova di meglio che parlare, sputare sentenze, denigrare.

    1. FBF 27 aprile 2016

      L'analisi non è affatto complessa anche se la si vuole rendere tale per ovvie ragioni. I più invece senza analizzare a fondo il Sistema, si sono accontentati. Un eufemismo.

      Che cosa impedisce oggi agli italiani di organizzarsi in movimenti extrasistemici? Rispondere significa alimentare i sofisti ma rispondendo senza rispondere il problema è il sistema stesso, il buco nero che tutto inghiotte da molto tempo. Per cui visto che gli italiani hanno capito che nulla potrà mai più cambiare al Sistema non resta che cambiare gli italiani. A dire il vero gli italiani cambieranno volentieri. Ciò che sta accadendo e ciò che il buco nero aveva pre-visto. Per cui il sistema si rinnoverà come per le precedenti generazioni. Amen.
    1. ProjectCivilization 26 aprile 2016

      Emblematico il raffronto tra l'operazione per tutelare l'isoletta , con spiaggia , di Budelli , in Costa Smeralda , e quella per tutelare una bella spiaggia adiacente al Tasman National Park , in Nuova Zelanda . L'operazione sarda ondeggia tra alti e bassi burocratici , da anni . Non se ne viene a capo . Quella neozelandese , si e' conclusa , in pochi mesi , tramite la partecipazione monetaria della gente e quella burocratica del governo . Con 30 euro a testa , abbiamo aggiunto un pezzo al Parco Nazionale .

    1. ProjectCivilization 26 aprile 2016

      Mi brucia , ancora , non essere riuscito a convincere , negli anni in cui andava formandosi , il M5S , che l'occasione che avevano , non era quella di andare a insultare e fare mendacita' , pardon..."politica" ...nei palazzi dove si incontra , ma non si crea , il potere...E dove si spartiscono le tasse...insultandosi...

      bensi fare una Democrazia , un gruppo di persone con un Programma , e senza "tasse" , che si assume la Responsabilita' di applicarlo , per se . Il contrario , cioe' , del referendum senza quorum...che oggi promuovono...

      L'irresponsabilita' degli Italiani , che vivo sulla mia pelle ogni giorno...non riuscendo a organizzare molto piu' di quello che posso fare , o trainare , di persona , nonostante spese elevatissime e una vita faticosissima , e' semplicemente il risultato di una materia prima mediocre , non incanalata da un Etica e da una pressante educazione . La stragrande maggioranza della gente , e' congenitamente sottomessa , non ha memorie di Responsabilita' prese . Di controcanto....il regime educa , con le religioni ( e non e' un handicap da poco ) con la TV , con l'accentramento dello strumento monetario , con la sensazione che le decisioni debbano prenderle solo loro . Se la religione introduce follia , lo fa anche la sfida impossibile per avere il benessere dai soldi , l'impotenza nei confronti del non governo , delle multe/bollette/tasse ....lo specchiarsi nei politici che puntano tutto sulla divisione...dove occorrerebbe collaborazione .

      In questi giorni mi trovo in Nuova Zelanda , per l'organizazione . La Nuova Zelanda e' il contrario di tutti i difetti Italiani . La gente vive bene e si rende conto di vivere bene grazie ad un senso sociale . Sono piu' intelligenti di noi ? No . E sono meno colti di noi . Ma intelleggono correttamente le Responsabilita' Sociali . Ce' tutto un sistema di Cultura ed educazione , che li incanala verso il buon senso . Noi , come il Brasile , viviamo il multipartitismo...il litigio continuo di contrada...che oramai e' una Cultura dell'ostilita' fine a se stessa , che oscura il caos amministrativo e della Giustizia .

      Pero' , nessuno , nemmeno CDC fa una buona informazione . CDC tenta di dare sostegno morale e cerebrale a chi crede ai propri occhi...Ma buona informazione , vorrebbe dire dare un quadro della situazione , delle opportunita' per vivere bene e per impegnarsi socialmente . Rivalutare la centralita' del Cittadino piuttosto che del politico . Uscendo di casa , chi si informa con la CNN......o con Il Fatto.....non sa nulla della propria comunita' .

    1. Teopratico 25 aprile 2016

      Non so, le agorà non le ho mai vissute, mi accontenterei di un vicino di pianerottolo che ti chiede una cipolla, o del sale, e magari ti chiede come stai e ti da una pacca sulle spalle quando gli racconti i tuoi trascorsi, e poi ti invita a prendere un caffè o ad andare al mercato assieme, a piedi o in bici, per parlare e sentirsi simili, vicini, al di là del conto in banca.

    1. oriundo2006 25 aprile 2016

      Si, nell’anima le donne sono perdenti…nella logica dei corpi si sono adeguate assai presto all’andazzo: eccome se si sono adeguate. Persino in campagne e villaggi minuscoli. Comunque hai perfettamente ragione: siamo perdenti a nostra insaputa ‘esteriore’. Fingiamo. Dentro sappiamo benissimo che possiamo fare molto poco e spesso non facciamo neppure quello che saremmo altrimenti a parole disposti a farlo. Perchè questa ‘dissonanza cognitiva-attiva’ ? Le cause sono tante. Mi sono recentemente concentrato su quelle ‘tecnologiche' perchè sono quelle più pervasive a su cui a parlarne si suscita solo il dileggio e lo scherno: dunque, psicoanaliticamente sono oggetto di rimozione e dunque sono più interessanti per chi vuole capire…qui ad esempio ( http://creativi.notav.info/index.php/blog/seminari/item/16953-colonizzazione-dellimmaginario-e-controllo-sociale ) un articolo su cause tecnico/lavoristiche guardate non ‘esotericamente’: che invece è il campo che preferisco (http://www.thecommonsenseshow.com/2016/04/09/senior-darpa-scientist-warns-of-widespread-lethal-attacks-upon-the-public-coming-from-microwave-towers/ ) specie se convalidato da testimonianze come questa (http://nonsiamosoli.info/edward-snowden-gli-extraterrestri-sono-dietro-il-governo-degli-stati-uniti/ ). Gli articoli sono oramai tanti. In sintesi, per quello che stiamo parlando, apparati di trasmissione ultrapotenti inviano onde a bassa frequenza capaci di interferire su ‘stati d’animo’ e addirittura ‘pensieri’ subliminali di larghe parti della popolazione, invitando alla violenza ( rivoluzioni colorate ) oppure alla sottomissione ( Grecia ) quando meglio si ritiene opportuno.

      Del resto siamo sette miliardi e mezzo: una ribellione di massa è probabilmente impossibile data la ‘viscosità’ che si accompagna sempre ai grandi numeri nelle dinamiche sociali. Oggi sono solo i piccoli numeri ( J. ) estremamente organizzati e determinati che indirizzano il parco-buoi alle mete gradite. E le stelle stanno a guardare…
    1. Fischio 25 aprile 2016

      Il riflesso più importante della Rivoluzione Sovietica del '17, è stata la presa di coscienza dei lavoratori di tutto il mondo. La consapevolezza del proprio esistere. Poi l'avvento dello stalinismo e delle socialdemocrazie in generale corrodevano via via sempre più quel grande risveglio. Oggi il lavoratore è ridotto a merce, quel capovolgimento previsto da Marx durante il dominio capitalistico-borghese. E la velocità dovuta alle tecnologie, soprattutto nel campo della comunicazione, hanno prima attratto e poi ipnotizzato i cervelli delle masse. Di certo la televione piazzata in tutte le case ha sconvolto più di ogni altro strumento la facoltà di ragionare. Asservimento psicologico e di conseguenza oggettivo. Qualcuno però riesce ancora a valutare, vedere le cose come stanno. Ecco, quella minoranza ha il dovere di mettercela tutta per sconvolgere il Sistema Dominante. Serve un'avanguardia capace di entrare nelle coscienze addormentate dei lavoratori e dei subordinati, da qui si parte per ricostruire un fronte di lotta all'altezza dello scontro. Si chiama Rivoluzione!

    1. Quantum 25 aprile 2016

      Io alla TV e i modelli consumistici darei un ruolo importante.
      Ci ho lavorato come grafico in TV locali, e alle riunioni su che tipo di programmi proporre gli esperti di marketing parlavano sempre di tenere basso il livello, per mantenere basso il livello di coscienza dei telespettatori.


      La maggior parte degli analfabeti funzionali di oggi anche se adulti hanno un livello di coscienza adolescenziale o anche meno. Perché gli adolescenti viziati sono quelli che sono più facilmente manovrabili verso le mode e l'impulso al consumo.

      Anche la scuola ha ruolo importante nel lavoro di rincoglionimento. Avevo 7 anni quando mi trasferii da un paese del sud ad una grande città sempre del sud, e in terza elementare mi ritrovai a fare ciò che l'anno prima nel paese dove vivevo feci in seconda. Ma perché a 100km di distanza i programmi scolastici erano così indietro, addirittura di un anno. Non ho mai indagato la cosa.

    1. Rosanna 25 aprile 2016

      Hai ragione … le politiche neoliberiste degli ultimi trent'anni hanno fissato le coordinate per lo sgretolarsi del tessuto sociale, la dissoluzione dello stato, e l'esaltazione della libertà dell'individuo è andata a scapito della dimensione collettiva, ma è una libertà fasulla, che poggia sul disinteresse al bene comune e sul conformismo, è in realtà suddita verso i modelli e i consumi imposti dal mercato, e produce l'aumento dell'impotenza collettiva e la paralisi della politica, diventata sempre più insignificante.

      Stiamo vivendo una lunga stagione di solitudine , e non sentiamo la necessità di ridare valore alla collettività. Ma come facciamo a ritrovare l'agorà, se siamo circondati da luoghi privi di identità, se le piazze sono state sostituite dai centri commerciali ? Dove sono finite le agorà ?

    1. GioCo 25 aprile 2016

      Non sono disilluso Rosanna,
      se lo fossi non starei qui a menarmela con i miei soliloqui, o se lo facessi sarei davvero io un caso clinico ... anche se non sono certo di non esserlo ... voglio dire che rispetto a chi conduce questa campagnia pubblicitaria di assolutismi dove infilare la testa delle masse, che equivale a convincere schiavi a infilare e tenere la testa dento il gabinetto per il solo gusto di vederli morire volontariamente nelle loro feci, mi sento almeno una spanna sopra. Magari sbaglio, ma così credo adesso e mi va bene.

      La mia è una sorta di "noia" mista ad altro, non quella pubblica ne quella di Moravia, dato che non ho la fortuna che ha avuto lui di navigare nell'agio. Si tratta di una sensazione simile a stare con gli occhi incollati a un panorama che rimane uguale ovunque tu volga lo sguardo, una specie di impossibilità di staccare i sensi che martellano una sola incessante parodia dell'assurdo, sempre quella.
      Io lo chiamo "aspetto dell'orrore", altri lo chiamano Abisso, ma puoi chiamarlo come vuoi, una schifezza rimane e non si può aggiungere molto altro per commentarlo. Quello che tu intendi (credo) è che non si può stare troppo a lungo in contemplazione dell'Abisso senza diventarne parte, come già "qualcuno" in passato ci ha fatto notare. Ma purtroppo se non c'è altro da guardare, dove volterai lo sguardo? Per ciò non chiamerei quella cosa (quel richiamo del deserto) "disillusione", non almeno se so che non abito ancora un villaggio della disperazione.
      Noi sappiamo esattamente cosa "dovrebbe" essere, ma non sappiamo cos'è ciò che osserviamo. E' un po' come essere marabout come direbbero gli antichi animisti Malinkè, cioè a un tempo asceta in meditazione e guardia di frontiera (dal nome del volatile).
      Non è bello o desiderabile, non ti permette di essere in pace, non ti aiuta nelle lunghe notti di veglia del tuo spirito, tutto ciò che può accadere è che ti abitui e inizi senza accorgerti ad amare il deserto interiore.
      Come nel romanzo di Buzzati quando Drogo rinuncia al suo trasfermimento.

      Mi duole dirlo, ma se fosse come dicono i cristiani o le altre religioni, allora sarebbe tutto più semplice, In effetti "è" semplice, tanto che all'inizio della tua Vita ti pare che sia una stupidaggine, un giochetto da ragazzi che supererai senza problemi e siccome poi evolvi rendendoti conto che "forse non è proprio così semplice", allora mano a mano che procedi la sfida si fa Grande (ma tu rimani piccolo dentro) e inizi a credere che il nemico sia troppo Grande per te. Ciò che giudicavi i primi giorni della tua vita poco più che uno scherzo, da adulto diventa un ossessione e così ti scopri a contemplare "l'aspetto dell'orrore" e con esso, già molto prima che tu possa anche solo rendertene conto, l'orrore è dentro di te che fa ciò che gli pare come gli pare a prescindere dalla tua Volontà più profonda.
      A quel punto che tu lo Ami o lo Odi è identico perchè "ti appicci a lui" e l'amore si mescola all'odio, per ciò sei comunque un perduto e inizia la tua frenesia della tarantola. Quello che ho indicato in questo posto "polluzione emotiva", cioè una specie di compulsione alla ricerca del piacere nelle sue infinite forme, sia esso di pensiero, fede religiosa, idee o in atti corporei più o meno accettabili.

      Io credo che per evitare di impazzire, ci sia una sola strada. Non desiderare ciò che osservi, che in effetti se ci pensi era un po' quello che pensavi di fare ingenuamente i primi giorni del tuo tempo qui ma che poi per mille motivi hai creduto non essere così semplice mettere in pratica.
      Era semplice, ma poi è diventato anche troppo complicato.

    1. Rosanna 25 aprile 2016

      Beh … nel rispondere mi viene in mente una famosa frase del Principe di Salina ne "IL Gattopardo", di Tomasi di Lampedusa … la quale fa riferimento ai siciliani … però è un perfetto riflesso di quella che è l'identità italiana …

      "Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno abbia molti regali per noi nel bagagliaio. Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente: la nostra sensualità è desiderio di oblio, le schioppettate e le coltellate nostre, desiderio di morte; desiderio di immobilità voluttuosa, cioè ancora di morte, la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera o di cannella; il nostro aspetto meditativo è quello del nulla che voglia scrutare gli enigmi del nirvana. Da ciò proviene il prepotere da noi di certe persone, di coloro che sono semi-desti; da ciò il famoso ritardo di un secolo delle manifestazioni artistiche ed intellettuali siciliane: le novità ci attraggono soltanto quando le sentiamo defunte, incapaci di dar luogo a correnti vitali; da ciò l'incredibile fenomeno della formazione attuale, contemporanea a noi, di miti che sarebbero venerabili se fossero antichi sul serio, ma che non sono altro che sinistri tentativi di rituffarsi in un passato che ci attrae appunto perché è morto."

    1. Teopratico 25 aprile 2016

      • La tua domanda Rosanna é sacrosanta in questo periodo storico, perché più sappiamo meno riusciamo a reagire? Tramite il web le i,formazioni di ogni genere possono circolare come non mai nella storia, eppure ci sentiamo impotenti nell'agire. Tra tutte le motivazioni, molte elencate qui, la principale secondo me è l'atomizzazione della società e l'individualismo. Nessuno é disposto a dare qualcosa per gli altri, nessuno é disposto a stare nel mirino dala digos, della magistratura e rinunciare alla propria vita borghese, ad un appartamento, un lavoro lucroso, il mutuo, la donna che dopo due anni e un figlio diventa il tuo peggior nemico, la bmw stationvagon dove passare gran parte della vita tua e di tuo figlio. Per tutto questo rinunciamo alla socialità, alla condivisione anche solo dei problemi, all'amore infine.
    1. Teopratico 25 aprile 2016

      Hai propri ragione, é così, forse anche nella realtà non riusciamo a comunicare ma almeno possiamo guardarci negli occhi, sorriderci, prenderci a schiaffi o stringerci la mano.

    1. Rosanna 25 aprile 2016

      Ti auguro la miglior fotuna possibile, ma la vedo dura ... purtroppo gli ostacoli sono tanti e, come dici tu, non è per nulla facile scalfire il pensiero dominante … e poi la disaffezione al voto non ha mai impedito che i regimi potessero durare e conservare il loro potere, negli Usa vota il 40% degli aventi diritto, eppure la loro pseudodemocrazia è viva e vegeta …. Sembra sgretolarsi l'impalcatura della democrazia (borghese ) e finalmente crollano miti e certezze del migliore dei mondi possibile (capitalismo ) ? … ciò non vuol dire che il capitalismo debba per forza collassare … assumerà altre forme, come un camaleonte che muta colore e si mimetizza tra le foglie di un albero , per non farsi riconoscere dagli avversari rapaci …

    1. Rosanna 25 aprile 2016

      Hai detto benissimo infatti … viviamo in una sorta di “ipnosi di massa” , perché la cultura stessa è stata addomesticata, ridotta ad uso e consumo dei “liberatori della patria” (visto che è il 25 aprile), il modo di vivere si è gradualmente omologato a quello yankee, il modo di vestire, di mangiare e di atteggiarsi, deve riprodurre solo e unicamente quel modello, come schiavi che credono di vivere liberi , in un mondo in cui la dittatura perfetta avrà sembianze di democrazia, una prigionia senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno mai di fuggire …

      https://www.facebook.com/AriannaEditrice/photos/a.421474736203.212368.164160051203/10154166273871204/?type=3&theater


    1. Veron 25 aprile 2016

      ci si potrebbe anche chiedere perchè in Italia, paese tra i più sfruttati e vituperati d'Europa, non ci sia mai stata una vera rivoluzione.

      Perchè noi italiani, storicamente, abbiamo sempre preferito fare un PATTO COL POTERE, ecclesiastico o politico che fosse: noi vi facciamo tranquillamente esercitare il vostro potere e voi chiudete un occhio sulle nostre "pecche" (scarso rispetto delle regole, evasione fiscale, corruzione, raccomandazioni, disinteresse verso la cosa pubblica ecc.), così andremo d'accordo.

      Naturalmente questo è solo una parte del problema, ma ha il suo peso sulla nostra cultura votata al "laissez faire" politico.

    1. Rosanna 25 aprile 2016

      Commento lungo, elaborato e profondo ... che rimarca una profonda disillusione … anch’io sono molto scettica al riguardo, sulla nostra possibilità di agire in concreto, di mutare il reale, di muovere la storia … non credo che i popoli abbiano molto margine o molto spazio nelle dinamiche storico politiche che governano oggi il globo … però credo che sia fondamentale cercare di cogliere le vicende attuali … e non stancarsi mai di smascherare le fandonie che ci vengono raccontate …

      Almeno per una privata e sacrosanta soddisfazione, almeno per non rinunciare al nostro primo compito di informare coloro che si lasciano assolutamente dominare dal sistema capitalistico e non si accorgono dell’esistenza del vero potere che ci minaccia , ormai decisamente globale e planetario …

    1. iskra 25 aprile 2016

      Cara Rosanna io da materialista parto sempre dal presupposto che la società e divisa in classi sociali e non generalizzo mai sulle questioni sociologiche e sociali (coscienza,popolo, Italiani ,Europei ,stampa,ecc ecc..) ma analizzo il momento storico che stiamo attraversando ,in ogni epoca storica il pensiero dominante e quello della classe dominante altrimenti perderebbe il potere certamente la crisi gioca un ruolo determinante nel (manipolare le cosiddette "coscienze")ma intravedo anche il rovescio della medaglia la disaffezione al voto, la fine del riformismo , si sgretola l'impalcatura della democrazia (borghese ) finalmente crollano miti e certezze del migliore dei mondi possibile (capitalismo ) frequento circoli e organizzazioni operaie dove sono presenti le vere avanguardie che stanno costruendo e organizzando (limitatamente alle nostre forze )l'alternativa per la società dei bisogni e non del profitto e un percorso lungo e che richiede molti sacrifici che porterà inevitabilmente alla lotta di classe che rimane una costante della società io sono fiducioso e dedico tutte le mie energie a questo compito storico ineluttabile.

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