L'ITALIA DI GRILLO E LA BUGIA DELLA CRESCITA

L'ITALIA DI GRILLO E LA BUGIA DELLA CRESCITA

GIOVANNI COCCONI

europaquotidiano.it

Leggi questo intelligente articolo che ti mostra come dal punto di vista culturale il M5S esprime l'idea della de-crescita, la rinuncia alla crescita economica, giustificata in termini ambientali o etici. L'idea implicita, ma in realtà poi anche esplicita del M5S è questa: (...In qualche modo è come se Grillo e il suo elettorato fossero già oltre, avessero introiettato l’idea che siamo di fronte a un cambio di fase storica, un processo irreversibile: l’Italia, schiacciata da un debito pubblico monstre, non tornerà più a crescere, la ripresa è un’illusione, non ci rimane che modificare abitudini e consumi e regolare i conti tra noi...)

GZ

Sul web, si sa, tutto è sotto gli occhi di tutti ma è nascosto, come nella Lettera rubata di Edgar Allan Poe. Su YouTube si può trovare un video curioso del 2010: Federico Pizzarotti concima la terra intorno alla città della quale diventerà sindaco due anni dopo. Si tratta della sperimentazione di un “orto sinergico” da parte del Movimento per la decrescita felice di Parma, allora unica esperienza politica del 38enne Pizzarotti. L’accostamento tra il Movimento 5 Stelle e il tema della decrescita non è una coincidenza. Molti dei consulenti (a titolo gratuito) che il neosindaco grillino ha coinvolto fanno parte di quel vasto e composito arcipelago culturale che fa riferimento al Movimento per la decrescita. Non è un caso che nei comizi di Grillo la parola crescita (al centro dei discorsi di tutti gli altri candidati) non compaia mai.

«È finita» è stata l’espressione urlata più volte martedì in piazza Duomo a Milano. Un’espressione liberatoria e insieme apocalittica.

A differenza dei suoi competitor il leader del M5S non propone mai ricette per “tornare a crescere”, proposte per “rientrare dal debito”, idee per “recuperare competitività”, soluzioni per “uscire dalla crisi”. No. In qualche modo è come se Grillo e il suo elettorato fossero già oltre, avessero introiettato l’idea che siamo di fronte a un cambio di fase storica, un processo irreversibile: l’Italia, schiacciata da un debito pubblico monstre, non tornerà più a crescere, la ripresa è un’illusione, non ci rimane che modificare abitudini e consumi e regolare i conti tra noi. È, in fondo, quello che molte famiglie stanno già sperimentando da tempo. Da anni sentono annunciare una ripresa che non c’è, non ricevono segnali in senso contrario e provano a capire come cavarsela. Tagliando dove si può, riorganizzando consumi, abitudini, stili e tempi di vita.
L’idea che il debito pubblico rappresenti una spirale perversa dalla quale è impossibile uscire è esattamente il punto di partenza della riflessione del Movimento per la decrescita felice. «Il debito è un mostro che non si abbatterà mai, un meccanismo perverso ci impone di correre sempre di più per annullare l’effetto del debito» mi spiega Pierluigi Paoletti, ex agente di Borsa e presidente di Arcipelago Scec, consulente del sindaco di Parma per l’introduzione di una moneta locale complementare all’euro.

Naturalmente la tentazione sarebbe quella di dare l’addio all’euro. Lo stesso Grillo fino a poco tempo fa non lo escludeva. «Uscire dall’euro non è un tabù» annunciava a maggio all’agenzia Bloomberg. «La moneta unica è un cappio al collo che si restringe di giorno in giorno, si potrebbe ritornare alla lira attraverso una svalutazione del 40-50 per cento che renderà le nostre esportazioni più competitive». Negli ultimi mesi, però, l’ex comico ha corretto la linea. Nel suo programma non si parla di default pilotato, di uscita dall’euro o di ritorno alla lira. Si accenna a un vago referendum sull’euro e poco di più. «è vero, c’è stato un cambio di linea, in fondo si sa che l’opinione pubblica italiana è sostanzialmente favorevole all’euro e che per un paese come il nostro sarebbero maggiori i danni dei benefici» spiega a Europa Eugenio Benetazzo, guru finanziario molto ascoltato nel Movimento 5 stelle (i suoi interventi anche video sono pubblicati regolarmente sul blog di Grillo), che fa l’operatore di Borsa tra il Veneto e Malta e si definisce “economista indipendente”. «Non faccio parte del movimento, ma c’è una contiguità tra le loro idee e le mie» precisa Benetazzo che pubblica libri dai titoli inequivocabili, Neurolandia (Chiarelette), Era il mio paese (Baldini & Castoldi), Bancarotta (Sperling & Kupfer). La denuncia della finanza drogata non spinge però Benetazzo a pensare a soluzioni radicali come quelle rilanciate, per esempio, da Loretta Napoleoni, altra intellettuale vicina alla rete grillina.

In realtà quello che è chiaro è che sia nel Movimento 5 stelle che in quello per la decrescita felice la ricetta bottom up ha finito per prevalere su quella top down. Si pensa più a come cambiare abitudini di vita, tagliare la spesa pubblica e introdurre buone pratiche che a offrire un programma organico per il rientro dal debito e il rilancio dell’economia. La “Grillonomics” è più un modello di vita che un programma politico, un impasto ancora confuso di idee che attingono da esperienze diverse: dalle Transition town di Cristiano Bottone alla bioeconomia, dal microcredito all’ambientalismo, ai teorici della via tecnologica per la decrescita.
«Molte idee arrivano dagli anni Settanta» ci spiega Maurizio Pallante, altro consulente del sindaco di Parma e presidente del Movimento per la decrescita felice italiano, «Tra il 1971 e il 1972 escono tre libri fondamentali: I limiti della crescita dell’Mit, commissionato dal Club di Roma di Aurelio Peccei, dirigente industriale Fiat; La bioeconomia di Nicholas Georgescu-Roegen e La critica filosofica-sociale allo sviluppo di Ivan Illich. Oggi i riferimenti sono i saggi di Richard Sennett, il Mauss (Movimento antiutilitarista nelle scienze sociali) francese e l’economia del dono».
«Diffido della decrescita come idea ma apprezzo la portata etica del richiamo al cambiamento degli stili di vita, occorre fare meglio con meno e in modo sostenibile per le nuove generazioni» dice Walter Ganapini, ambientalista storico, già tra i fondatori di Legambiente ed ex presidente di Greenpeace. Che racconta come a Parma stia nascendo il progetto della fabbrica della materia di Enzo Favoino, uno degli esperti più ascoltati a Bruxelles, che dovrebbe prendere il posto dell’inceneritore tanto odiato dal sindaco Pizzarotti. «L’unione europea mette al bando l’incenerimento entro il 2020. Con la differenziata porta a porta il sindaco di Parma sta facendo bene: è un esempio da seguire».

Giovanni Cocconi
Fonte: www.europaquotidiano.it
Link: http://www.europaquotidiano.it/2013/02/21/litalia-di-grillo-e-la-bugia-della-crescita/
21.02.2013

Commenti (65)

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    1. Mondart 23 febbraio 2013

      ARCHITETTI !!! ... Poichè conosco la vostra predilezione per il particolare semeologico, voglio sperare che, come annunciato in "2001 Odissea nello spazio" di Kubrick ( fulgido esempio di manifesto architettonico ), ci sia infine un "Uomo" che disattiva il processore "Hal 9000" a cui viene affidata buona parte del "viaggio" guidato dalla volontà del monolite ( la pietra lavorata ).


      In fin dei conti, chi è che, proprio nel linguaggio di Grillo, forse non a caso viene chiamato "Hal 9000" ??
      Ora, voglio interpretare "Hal 9000" non solo come l' esecutore a cui è affidata la parte "distopica" dell' Odissea, ma appunto anche come "mezzo" cui ci si appoggia per gran parte del viaggio: il "puro, freddo, cinico calcolo", l' espediente finanziario, appunto.
      Voglio illudermi, toh ciàpa !

    1. mincuo 23 febbraio 2013

      A me sembra semplicemente uno che prova intanto ad attaccarsi a un carro, che può anche risultargli utile e infilarci intanto le sue cose attribuendole a Grillo. E' gratis e non si sa mai.

      Grillo non ha parlato di decrescita felice e del mondo dell'orticello. Ha parlato di una diversa maniera di produrre, poi più o meno in termini generali o fattibili. Cioè ha identificato non nella crescita del PIL ma nella ricchezza estraibile da un PIL considerati i costi sociali, ambientali ecc...

      Anche questo più che un programma è un'idea, un cambio di cultura. Ma non mi pare la "decrescita felice"

      Poi ci sono dei convitati di pietra in realtà, ma Grillo non ne parla forse perchè non sono valutati o più probabilmente perchè sarebbero temi divisivi e conflittuali. Non ne parla nessuno infatti. In pubblico.

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Ed è principalmente proprio la lettura dell' IMMAGINARIO COLLETTIVO e dei metodi attraverso cui viene indotto, e dei veicoli mediatici di "comunicazione" tra conduttori ed "educazione e formazione" dell' elite dirigenziale ( che poi è sempre lo stesso ceto sociale: l' antica borghesia, l' intellighenzia, le capacità intellettive ed imprenditoriali ) che porta ad ipotizzare l' esistenza di "architetti dell' immaginario" ( e a maggior ragione del reale ), poi confermata dall' osservazione reale e storica ( e io parto appunto da questo tipo di visione "inversa" ).


      Ora in "2001 Odissea nello spazio" di Kubrick, film per antonomasia "manifesto" della volontà e del procedere architettonico, il computer "Hal 9000" ( calcolo, strumento attraverso cui il viaggio viene condotto dalla "vera forza" che è il monolite, la "pietra squadrata" dall' ingegno architettonico, appunto ) alla fine viene DISATTIVATO dall' Uomo ( l' astronauta superstite Bowman ), vero artefice finale del "viaggio"

      Ora, gli architetti amano i particolari: chi è che, proprio nel linguaggio di Grillo, viene chiamato "Hal 9000" ???

    1. antsr 23 febbraio 2013

      Non capisco, perchè sono esecrebali queste persone, è forse lei un premio nobel dell'economia da dare giudizi così netti? Ognuno ha le sue idee non x questo è un esecrebalie. Bah

    1. flucekk76 23 febbraio 2013

      In effetti il problema di Grillo e il Movimento 5* è l' assoluta non chiarezza del programma per l'economia!
      Il grande rischio è la classica rivoluzione che peggiora le cose.
      Una rivoluzione che sembra affatto adatta ai globalisti che sicuramente puntano sul movimento propio con questa logica: meglio loro che un vero cambio di paradigma ed essa è per altro adattissima alla situazione italiana
      ricalcando l'antipolitica alla manipulite accontentando il popolo della sola chimera dell'onestà(non intellettuale ma soltanto volgarmente morale).
      quindi il ragionamento è questo : se fossero in tanti a voler cambiare va bene grillo che comunque è sicuramente pilotabile!
      Pensate lo stesso hanno fatto con hitler senza paura! finanziandolo all' inizio
      credendo che si potesse contenere la voglia di rivalsa germanica dopo la prima guerra mondiale vedendo in lui un continuatore delle politiche liberiste e di austerità della repubblica di weimar prendendo un granchio.
      Anche se la seconda opzione la seconda guerra mondiale è risultata molto più utile della prima!

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Allora: il processo architettonico ( globalismo ) procede prima su un piano forzoso ( prendi Garibaldi e l' unità d' Italia ) e poi su un livello "gestionale" ( il nuovo sofware -Grillo- che va a sostituire quello vecchio ) che armonizzi e renda socialmente applicabile quanto conseguito forzosamente.


      ( Va avanti così da quando nel medioevo la "guida architettonica" ha sostituito l' impianto nobiliare -statico- per discendenza: prendi l' utima nostrana costituzione della repubblica, in tutti i sensi, e fai i dovuti paragoni. Un impianto strutturale viene prima implementato e poi distrutto dalla STESSA FORZA, che in questo modo "evolve" ).

      L' impianto "territoriale nuovo" ( hardware ) conseguito da noi attraverso l' uso forzoso della finanza ( debito pubblico, ecc ) deve ora essere reso socialmente accettabile e controllato da un nuovo "software": ecco il compito precipuo di Grillo.

      E' il "moto angolare", il "tornante storico" di un sistema che, pur procedendo "ciclicamente" attraverso cicli economici ARTEFATTI, procede anche "orizzontalmente" in modo costante nella sua espansione ( fino a conseguire il globalismo, appunto ). Come salire un monte per tornanti, in quanto troppo difficile e ripida la scalata "in verticale".

      In tale processo noi veniamo "guidati emozionalmente" a schierarci attraverso finte opposizioni che in realtà lo portano a concretizzarsi. Per dirla in modo brusco, ed a rischio di infrangere qualche pia illusione. Questo, assieme a film, libri, cultura, spettacolo, costituisce quella "costruzione dell' Immaginario Collettivo" che è il VERO CAPOLAVORO ARCHITETTONICO. Niente della parte "hardware e sofware" potrebbe funzionare se non immarsa in questo "sistema operativo mentale" che saremo noi stessi -corpo sociale- a far vivere e concretizzare.

      ORA: E' in questo modo che chi vuole e sappia farlo senza lenti correttive deve mettersi ad analizzare quanto sta storicamente accadendo ... e se trovi ormai "schizofrenico" il procedere per "conduzione emozionale", beh significa che sei pronto a buttare le lenti correttive. Quello che ti aspetta non è un certo un "bel panorama" ( la seducente donna nuda che si trasforma in cadavere in Kubrick ), ma serve certo a farsi un' idea più verosimile di quanto sta realmente accadendo. ( E dire se sia "bene" o "male" è ancor più arduo e per niente scontato: a ciascuno l' ardua sentenza, ma con una visione finalmente disincantata ).

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Ma infatti il "globalismo" ha una sua logica, per quanto sia leggibile come un "Giano Bifronte". Se sarà benevolo o perverso sono appunto i "limitatori" di un possibile potere assolutista ( che oggi ha il volto della finanza ) a dirlo.


      A mio vedere, Grillo ( o chi per lui ) potenzialmente introduce appunto questo limitatore, o meglio "amplia" il limitatore GROSSOLANAMENTE e materialmente introdotto da decrescita ed europeismo ( parte forzosa del processo ) con lo strumento adatto ad affinare socialmente e controllare il processo medesimo.

      Come sempre, tutto dipenderà dal "come" viene effettivamente usato quello che non è che l' ennesimo "mezzo".

    1. rebel69 23 febbraio 2013

      Grazie per il confronto.
      In questi giorni,con amici e colleghi,immancabilmente mi sono trovato a discutere delle elezioni.La mia è una zona prevalentemente rossa e come puoi immaginare,lo scoglio più grosso che ho dovuto affrontare durante le discussioni e stato proprio far capire,che in fondo fra PD e PDL le differenze non erano poi tante,anzi forse il PDL è stato il male minore(il tipico esempio che Berlusconi confrontato con Prodi è un ladro di galline contro uno scassinatore professionista).In certi frangenti mi sentivo come si dovrebbe essere sentito Giordano Bruno quando spiegava le sue teorie,con tanto di accusa di eresia e messa al bando(visto che non mi possono torturare e mettere al rogo).Ora pensa se con certe persone più o meno istruite,che sono la totalità di quelle che conosco,ci devo affrontare gli argomenti che ho affrontato ora con te!Mi viene quasi da piangere.

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      IMPEDIRE CHE IL TESSUTO SOCIALE NEL SUO COMPLESSO VENGA GESTITO DALLA FINANZA.


      QUELLO è il vero problema ( anche la gestione monetaria è un corollario di questa "volontà" iniziale ).

      Che sia fatto a livello nazionale, europeo, eurasiatico, o nella terra dei cachi poco importa; che il modello socio-economico sia l' alveare delle api, o il manuale delle Giovani Marmotte poco importa: l' importante è che alla fine QUELLO venga fatto.

      Ossia, in buona sostanza, che venga alla fine abbandonato quello stesso "ACCELERATORE STORICO" fin qui usato per conseguire in modo forzoso il cosiddetto "mondialismo".

      Siamo alla svolta definitiva ? Sarà questo il momento storico ? Sarà infine fatto, o sono tutte balle per poter sfruttare ancora meglio ? ... Boh, non saprei dire ... so che QUELLO è il succo del discorso. QUELLO è l' indicatore da tenere d' occhio. QUELLO è l' assunto INSINDACABILE per antonomasia ( sul resto ci si può anche accordare ).

      Se gli "architetti del sistema" coincidono con la "finanza" tout-court, bisognerà giocoforza mettere mano al fucile; se invece sono guidati da un assunto altro e superiore, ben venga.

      Tutto il resto è noia.

    1. eresiarca 23 febbraio 2013

      Solo che su un'estensione territoriale limitata non può funzinare perché gli usurai ti fanno subito intorno terra bruciata. Sì, puoi anche partire da una "terra dei cachi", ma alla fine non puoi restare tale, pena lo strangolamento.

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Impedire che IL TESSUTO SOCIALE NEL SUO COMPLESSO VENGA GESTITO DALLA FINANZA.


      QUELLO è il problema ( e anche la gestione monetaria è un corollario di questa "volontà" iniziale ).

      Che sia fatto a livello nazionale, europeo, eurasiatico, o nella terra dei cachi pochi importa: l' importante è che QUELLO alla fine venga fatto.

      Ossia, in buona sostanza, che venga alla fine abbandonato quello stesso "ACCELERATORE STORICO" fin qui usato per conseguire il cosiddetto "mondialismo".

      Siamo alla svolta definitiva ? Sarà questo il momento storico ? Sarà infine fatto, o sono tutte balle per sfruttare meglio ? ... Boh, non saprei dire ... so che QUELLO è il succo del discorso. QUELLO è l' indicatore da tenere d' occhio. QUELLO è l' assunto INSINDACABILE ( sul resto ci si può anche accordare ).

    1. Zengan 23 febbraio 2013

      Se siete così convinti di quello che scrivete, allora potete andare a votare per BERSANI ... quello sì che è un voto "intelligente" !

    1. Zret 23 febbraio 2013

      Una galleria di personaggi ripugnanti.

    1. Zret 23 febbraio 2013

      E già....

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Qui si rischia la schizofrenia.


      Il che è ( anche ) il motivo per cui le cose "vengono condotte" dagli architetti ( quanti hanno tempo, voglia e testa per voler e poter capire ? ) ... "chi" siano poco importa ( io non penso affatto sia un disegno prettamente "americano" ), quanto capire dove vogliano davvero andare a parare.

      Il fatto è che TUTTO può essere visto in modo "bifronte": l' etichetta poco conta, è sempre il CONTENUTO che conta.

      Siamo condotti, ok ? Si va ( comunque sia ) in direzione dell' Europeismo e della Decrescita, ok ? Bene: poco mi importa di una nuova pelle, di una nuova "struttura" ( che gli architetti desiderano "depotenziata, globale e auto-controllabile" ) se al suo interno si creano le condizioni di reale democrazia ( questo è il vero contenuto a mio avviso da SORVEGLIARE ).

      Internet ne è un possibile "specchio virtuale": mica facile il controllo democratico, appunto per la presenza di lupi che si travestono da agnello: a NOI capire chi sia sincero e chi no ... In questo senso ecco che anche il discorso di "siamo tutti influencer" proferito di Casaleggio ( che E' un architetto, sia chiaro, ma anche lì serve a poco l' etichetta, anche lì il modo di recepirlo è "bifronte" ) assume più pieno significato: chi si fa portare a casaccio dalle etichette verrà ben presto confuso, e potrà "influenzare" ben poco ...

      MA APPUNTO: io oggi preferisco avercelo internet, piuttosto che non avercelo ... poi bisogna "saperlo usare", esattamente come la VERA democrazia. Imbracciare il fucile ? Certo, se si capisce che questi qui ci stanno ancora infinocchiando, ma prima io andrei a vedere, appunto, cosa c'è davvero dentro la scatola e dietro le etichette.

      Perchè altrimenti si rischia di buttar via uno strumento ( si pensi ad una sorta di internet trasposto sul concreto ) che, pur "fornito" dagli architetti in una sorta di "pacchetto sistemico completo", può servire ... n' est-pas ? E posso sempre buttarlo via tra un anno, se vedo che è l' ennesimo imbroglio.

      Quanto alla veste, quanto alla scatola: a me poco importa se sarà Europa, a me poco importa della "morte del capitalismo, degli stati e anche dell' icona "immortale" del papa stesso" ... e muoiano pure anche i poteri sviluppabili tramite i potenziali "ascensori sociali" che vengono appunto "depotenziati" in vista di questa nuova svolta sistemica.

      A ME IMPORTANO INVECE, E MOLTO, l' equità e sostenibilità sociale, innanzitutto ... e che non vengano mai più succhiate dai soliti "parassiti storici", quelli che compaiono sempre a metà ciclo sistemico attraverso le chimere ( mostro mitologico ) finanziarie ( e QUELLO -lo sfruttamento finanziario- è il nostro vero problema di sempre, dietro le vuote etichette ).

    1. nigel 23 febbraio 2013

      Occorrerebbe chiarire cosa si intende con il termine decrescita. Se questo significa una più razionale utilizzazione delle risorse con conseguente minor impatto ambientale, non si può che essere tutti d'accordo. Da questo a teorizzare però il ritorno del buon villico, ce ne corre.

    1. Jor-el 23 febbraio 2013

      Il problema della decrescita è che dalla guerra di classe non ci si può chiamare fuori. Non puoi dire "No, grazie, io non ci sto, mi ritiro a in campagna a decrescere felice". Non te lo lasciano fare.

    1. Jor-el 23 febbraio 2013

      Non hai tutti i torti.

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Che sia tutto pilotato non ci piove ... del resto io non prenderei per oro colato questro articolo, che sembra propaganda della più ambigua.


      INTERNET chi te lo ha dato, se non quegli stessi "architetti" che stanno pilotando il tutto, appunto ??

      Eppure io oggi internet preferisco avercelo, piuttosto che non averlo. Il QUID sta a distingure una STRUTTURA che chiaramente ( ed in modo pilotato, concordo ) si vuole oggi instaurare ( Europa, Agenda 21, ecc ) dall' USO EFFETTIVO che se ne intende fare.

      ACQUA o VELENO ?? Questo il dilemma, indipendentemente che sia contenuto in un bicchiere ( nazioni ), in una bottiglia ( Europa ), o nell' intero globo. L' "acqua" è la giustizia e sostenibilità sociale ( non sindacabili ); il veleno è la speculazione finanziaria, qualunque sia il travestimento e/o contenitore adottato.

      QUELLO è il nostro vero problema NON SINDACABILE, e non il contenitore socio-economico ( sindacabile ).

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Beh, se rischi la schizofrenia vuol dire che cominci a capire.


      E' ( anche ) il motivo per cui le cose "vengono condotte" dagli architetti ( quanti hanno tempo, voglia e testa per voler capire ? ) ... "chi" siano poco importa ( io non penso sia un disegno prettamente "americano" ), quanto capire dove vogliano davvero andare a parare.

      Il fatto è che TUTTO può essere visto in modo "bifronte": l' etichetta poco conta, è sempre il CONTENUTO che conta. siamo condotti, ok ? Si va in direzione dell' Europeismo e della decrescita, ok ? Bene: poco mi importa di una nuova pelle, di una nuova "struttura" ( che gli architetti desiderano "depotenziata, globale e auto-controllabile" ) se al suo interno si creano le condizioni di reale democrazia ( questo è il vero contenuto a mio avviso da SORVEGLIARE ).

      Internet ne è un possibile "specchio virtuale": mica facile il controllo democratico, appunto per la presenza di lupi che si travestono da agnello: a NOI capire chi sia sincero e chi no ... In questo senso ecco che anche il discorso di "siamo tutti influencer" proferito di Casaleggio ( che E' un architetto, sia chiaro, ma anche lì serve a poco l' etichetta, anche lì il modo di recepirlo è "bifronte" ) assume più pieno significato: chi si fa portare a casaccio dalle etichette verrà ben presto confuso, e potrà "influenzare" ben poco ...

      MA APPUNTO: io oggi preferisco avercelo internet, piuttosto che non avercelo ... poi bisogna "saperlo usare", esattamente come la VERA democrazia. Imbracciare il fucile ? Certo, se si capisce che questi qui ci stanno ancora infinocchiando, ma prima io andrei a vedere, appunto, cosa c'è davvero nella scatola e dietro le etichette.

      Perchè altrimenti si rischia di buttar via uno strumento ( pensa ad internet trasposto sul concreto ) che, pur "fornito" dagli architetti in una sorta di "pacchetto sistemico", può servire ... n' est-pas ? E posso sempre buttarlo via tra un anno, se vedo che è l' ennesimo imbroglio.

      Quanto alla veste, quanto alla scatola: a me poco importa se sarà Europa, a me poco importa del "capitalismo" o dei poteri sviluppabili tramite i potenziali "ascensori" che vengono appunto "depotenziati" in questa nuova svolta sistemica: a me importa l' equità e sostenibilità sociale, innanzitutto ... e che non venga succhiata dai soliti "parassiti storici", quelli che compaiono sempre a metà ciclo attraverso le chimere ( mostro mitologico ) finanziarie ( e QUELLO è il nostro maggior problema di sempre )

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