L'ITALIA DI GRILLO E LA BUGIA DELLA CRESCITA

L'ITALIA DI GRILLO E LA BUGIA DELLA CRESCITA

GIOVANNI COCCONI

europaquotidiano.it

Leggi questo intelligente articolo che ti mostra come dal punto di vista culturale il M5S esprime l'idea della de-crescita, la rinuncia alla crescita economica, giustificata in termini ambientali o etici. L'idea implicita, ma in realtà poi anche esplicita del M5S è questa: (...In qualche modo è come se Grillo e il suo elettorato fossero già oltre, avessero introiettato l’idea che siamo di fronte a un cambio di fase storica, un processo irreversibile: l’Italia, schiacciata da un debito pubblico monstre, non tornerà più a crescere, la ripresa è un’illusione, non ci rimane che modificare abitudini e consumi e regolare i conti tra noi...)

GZ

Sul web, si sa, tutto è sotto gli occhi di tutti ma è nascosto, come nella Lettera rubata di Edgar Allan Poe. Su YouTube si può trovare un video curioso del 2010: Federico Pizzarotti concima la terra intorno alla città della quale diventerà sindaco due anni dopo. Si tratta della sperimentazione di un “orto sinergico” da parte del Movimento per la decrescita felice di Parma, allora unica esperienza politica del 38enne Pizzarotti. L’accostamento tra il Movimento 5 Stelle e il tema della decrescita non è una coincidenza. Molti dei consulenti (a titolo gratuito) che il neosindaco grillino ha coinvolto fanno parte di quel vasto e composito arcipelago culturale che fa riferimento al Movimento per la decrescita. Non è un caso che nei comizi di Grillo la parola crescita (al centro dei discorsi di tutti gli altri candidati) non compaia mai.

«È finita» è stata l’espressione urlata più volte martedì in piazza Duomo a Milano. Un’espressione liberatoria e insieme apocalittica.

A differenza dei suoi competitor il leader del M5S non propone mai ricette per “tornare a crescere”, proposte per “rientrare dal debito”, idee per “recuperare competitività”, soluzioni per “uscire dalla crisi”. No. In qualche modo è come se Grillo e il suo elettorato fossero già oltre, avessero introiettato l’idea che siamo di fronte a un cambio di fase storica, un processo irreversibile: l’Italia, schiacciata da un debito pubblico monstre, non tornerà più a crescere, la ripresa è un’illusione, non ci rimane che modificare abitudini e consumi e regolare i conti tra noi. È, in fondo, quello che molte famiglie stanno già sperimentando da tempo. Da anni sentono annunciare una ripresa che non c’è, non ricevono segnali in senso contrario e provano a capire come cavarsela. Tagliando dove si può, riorganizzando consumi, abitudini, stili e tempi di vita.
L’idea che il debito pubblico rappresenti una spirale perversa dalla quale è impossibile uscire è esattamente il punto di partenza della riflessione del Movimento per la decrescita felice. «Il debito è un mostro che non si abbatterà mai, un meccanismo perverso ci impone di correre sempre di più per annullare l’effetto del debito» mi spiega Pierluigi Paoletti, ex agente di Borsa e presidente di Arcipelago Scec, consulente del sindaco di Parma per l’introduzione di una moneta locale complementare all’euro.

Naturalmente la tentazione sarebbe quella di dare l’addio all’euro. Lo stesso Grillo fino a poco tempo fa non lo escludeva. «Uscire dall’euro non è un tabù» annunciava a maggio all’agenzia Bloomberg. «La moneta unica è un cappio al collo che si restringe di giorno in giorno, si potrebbe ritornare alla lira attraverso una svalutazione del 40-50 per cento che renderà le nostre esportazioni più competitive». Negli ultimi mesi, però, l’ex comico ha corretto la linea. Nel suo programma non si parla di default pilotato, di uscita dall’euro o di ritorno alla lira. Si accenna a un vago referendum sull’euro e poco di più. «è vero, c’è stato un cambio di linea, in fondo si sa che l’opinione pubblica italiana è sostanzialmente favorevole all’euro e che per un paese come il nostro sarebbero maggiori i danni dei benefici» spiega a Europa Eugenio Benetazzo, guru finanziario molto ascoltato nel Movimento 5 stelle (i suoi interventi anche video sono pubblicati regolarmente sul blog di Grillo), che fa l’operatore di Borsa tra il Veneto e Malta e si definisce “economista indipendente”. «Non faccio parte del movimento, ma c’è una contiguità tra le loro idee e le mie» precisa Benetazzo che pubblica libri dai titoli inequivocabili, Neurolandia (Chiarelette), Era il mio paese (Baldini & Castoldi), Bancarotta (Sperling & Kupfer). La denuncia della finanza drogata non spinge però Benetazzo a pensare a soluzioni radicali come quelle rilanciate, per esempio, da Loretta Napoleoni, altra intellettuale vicina alla rete grillina.

In realtà quello che è chiaro è che sia nel Movimento 5 stelle che in quello per la decrescita felice la ricetta bottom up ha finito per prevalere su quella top down. Si pensa più a come cambiare abitudini di vita, tagliare la spesa pubblica e introdurre buone pratiche che a offrire un programma organico per il rientro dal debito e il rilancio dell’economia. La “Grillonomics” è più un modello di vita che un programma politico, un impasto ancora confuso di idee che attingono da esperienze diverse: dalle Transition town di Cristiano Bottone alla bioeconomia, dal microcredito all’ambientalismo, ai teorici della via tecnologica per la decrescita.
«Molte idee arrivano dagli anni Settanta» ci spiega Maurizio Pallante, altro consulente del sindaco di Parma e presidente del Movimento per la decrescita felice italiano, «Tra il 1971 e il 1972 escono tre libri fondamentali: I limiti della crescita dell’Mit, commissionato dal Club di Roma di Aurelio Peccei, dirigente industriale Fiat; La bioeconomia di Nicholas Georgescu-Roegen e La critica filosofica-sociale allo sviluppo di Ivan Illich. Oggi i riferimenti sono i saggi di Richard Sennett, il Mauss (Movimento antiutilitarista nelle scienze sociali) francese e l’economia del dono».
«Diffido della decrescita come idea ma apprezzo la portata etica del richiamo al cambiamento degli stili di vita, occorre fare meglio con meno e in modo sostenibile per le nuove generazioni» dice Walter Ganapini, ambientalista storico, già tra i fondatori di Legambiente ed ex presidente di Greenpeace. Che racconta come a Parma stia nascendo il progetto della fabbrica della materia di Enzo Favoino, uno degli esperti più ascoltati a Bruxelles, che dovrebbe prendere il posto dell’inceneritore tanto odiato dal sindaco Pizzarotti. «L’unione europea mette al bando l’incenerimento entro il 2020. Con la differenziata porta a porta il sindaco di Parma sta facendo bene: è un esempio da seguire».

Giovanni Cocconi
Fonte: www.europaquotidiano.it
Link: http://www.europaquotidiano.it/2013/02/21/litalia-di-grillo-e-la-bugia-della-crescita/
21.02.2013

Commenti (65)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Truman 24 febbraio 2013

      Credo che qualsiasi discorso su crescita e decrescita non abbia senso se prima non si premette il concetto di materiale e di immateriale.

      Stili di vita basati sul petrolio, cioè una sostanza fisica, non possono crescere all'infinito. Il petrolio è materiale.


      La conoscenza umana, in prima battuta è immateriale. Può crescere all'infinito. Anzi DEVE crescere in continuazione. L'alternativa a un blocco o regresso della conoscenza umana sono disastri colossali e rischio di estinzione.


      L'economia nel suo significato originario di soddisfare bisogni umani con risorse limitate è legata a concetti materiali, non può crescere all'infinito.


      Un caso a parte è la finanza: essa crea denaro virtuale, slegato quasi completamente da fondamenti materiali. Può crescere parecchio, ma alla lunga comincia a distruggere l'economia reale. Questa è già storia. E comunque questo aspetto immateriale della finanza (numeri all'interno di computer) ha mostrato come l'immateriale si può svincolare a lungo dai limiti fisici.

    1. albsorio 24 febbraio 2013

      http://vonmises.it/2012/06/18/fiat-money-un-fiasco-totale/

    1. ilsanto 24 febbraio 2013

      Ma ti sei accorto che la percentuale delle attività industriali sul PIL negli USA e GB è il 19% nella UE del 24% ed in Cina del 47% ?(e indovina un pò l'anno scorso è cresciuta del 13%mentre in Italia .....).

      Non parlate male dei "Limiti dello sviluppo" dice una cosa inconfutabile anche per i più faziosi: in un sistema chiuso non si può avere una crescita esponenziale. Che sia il numero di abitanti, il consumo dei fossili, la produzione di CO2, il consumo agricolo etc etc.

      Se non ci limitiamo (decrescita) esiste solo la guerra di sterminio o la selezione del più forte ( vedi l'1% verso il 99% ).

    1. ilsanto 24 febbraio 2013

      Ma ti sei accorto che da quando è iniziata la globalizzazione la produzione industriale cresce nei paesi BRICS e terzo mondo e diminuisce nei paesi OCSE ? da anni.
      Quale ripresa pensi di avere in Italia quando il mitico Giappone svaluta del 17% per recuperare competitività ?

    1. antsr 24 febbraio 2013

      quoto!

    1. geopardy 24 febbraio 2013

      La crescita infinita è un fattore impossibile in un sistema finito di risorse, questo, credo, sia un postulato, a meno che si creda alla Befana. Se vuoi crescere continuamente ed inesorabilmente vai alla catastrofe e lo stiamo verificando, quindi, perlomeno, necessitano periodi di decrescita per poter ricrescere e cosi via, non trovate? La decrescita è una parola fuorviante, in realtà, la definirei crescita con differenti parametri, non più basata sull'accumulazione indiscriminata di oggetti da comprare, con annessa e necessaria espansione continua del credito che diventa debito inestinguibile, ma mirata a quei parametri di equilibrio tra efficienza ed altra idea di benessere, che includa, finalmente, il fattore umano in una società più a misura d'uomo e non più a misura di oscuri grafici statistici, quindi, non più identificabili in un semplice codice a barre. Se posso farmi, ad esempio, energia in proprio ed a basso costo c.è decrescita per i parametri vigenti, mac'è crescita per me.

      Quella di cui parla Cocconi è la decrescita dal punto di vista del sitema vigente.

      Se per far questo taglio una parte di surplus consumistico non significa che vivrò in povertà, anzi, potgrebbe essere il contrario

      Geo

    1. geopardy 24 febbraio 2013

      La crescita infinita è un fattore impossibile in un sistema finito di risorse, questo, credo, sia un postulato, a meno che si creda alla Befana.

      Se vuoi crescere continuamente ed inesorabilmente vai alla catastrofe e lo stiamo verificando, quindi, perlomeno, necessitano periodi di decrescita per poter ricrescere e cosi via, non trovate?

      La decrescita è una parola fuorviante, in realtà, la definirei crescita con differenti parametri, non più basata sull'accumulazione indiscriminata di oggetti da comprare, con annessa e necessaria espansione continua del credito che diventa debito inestinguibile, ma mirata a quei parametri di equilibrio tra efficienza ed altra idea di benessere, che includa, finalmente, il fattore umano in una società più a misura d'uomo e non più a misura di oscuri grafici statistici, quindi, non più identificabili in un semplice codice a barre.
      Se posso farmi, ad esempio, energia in proprio ed a basso costo c.è decrescita per i parametri vigenti, mac'è crescita per me.

      Geo

    1. geopardy 24 febbraio 2013

      A questo ci sono arrivato da parecchi anni, ben prima che me lo dicesse Grillo e sono uno del popolo e non un privilegiato,

      Geo

    1. geopardy 24 febbraio 2013

      La crescita infinita è un fattore impossibile in un sistema finito di risorse, questo, credo, sia un postulato, a meno che si creda alla Befana.

      Se vuoi crescere continuamente ed inesorabilmente vai alla catastrofe e lo stiamo verificando, quindi, perlomeno, necessitano periodi di decrescita per poter ricrescere e cosi via, non trovi?

      La decrescita è una parola fuorviante, in realtà, la definirei crescita con differenti parametri, non più basata sull'accumulazione indiscriminata di oggetti da comprare, con annessa e necessaria espansione continua del credito che diventa debito inestinguibile, ma mirata a quei parametri di equilibrio tra efficienza ed altra idea di beessere, che includa, finalmente, il fattore umano in una società più a misura d'uomo e non più a misura di oscuri grafici statistici, quindi, non più identificabile in un semplice codice a barre. Geo

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Poi intendiamoci: facendo per esempio il caso di Kubrick e della sua ultima filmografia, è chiaro che quello intuibile è un "canovaccio generico", un "modus operandi" ( comunicazione tra architetti, appunto ) che ogni "nodo" della rete interpreterà ed attuerà nelle singole nazioni di competenza: non è da interpretare, e questo penso sia ovvio, come indicazione di nomi e cognomi, ma come "canovaccio teatrale" che poi saranno i singoli registi a mandare in scena attraverso gli "attori" individuati a meglio sostenere il ruolo designato ( e che i politici oggi siano "attori che recitano una parte" mi sembra non ci piova. Tranne l' ultimo attuatore, il "fidelio" appunto, l' "Uomo" empatico, che deve tornare ad essere "onesto" -E anche questo insistente richiamo all' "onestà" è a mio avviso emblematico ).


      Grillo "attuatore ultimo" dell' Odissea ?? Fine dei cicli economici dopati ( capitalismo, decrescita ) ? Ritorno all' Uomo ? ( lo slogan del "nuovo rinascimento" ) che tanto sentiamo pronunciare da presidenti, politici in genere, ecc ? ... Beh ... starùm a vèder !
    1. Tanita 23 febbraio 2013

      Metro Goldwing Mayer, Carl Icahn, BlackRock, hedge funds.

      Carl Icahn, "jewish, white, straight".

      MGM é azionista di (possiede) United Artists.

      MGM é proprietá di MGM Holdings.

      Dopo la quasi bancarotta, MGM fu "riscattata" da creditori compresi il Credit Suisse e JPMorgan Chase, che possiedono la compagnia che a sua volta possiede MGM Holdings II Inc, que a sua volta possiede Hollywood studio - Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc.

      And so on, and on, and on...

      Siamo noi a dover prenderci la briga di cercare la fonte e l'obiettivo dei messaggi che riceviamo, dei libri che si pubblicano, da quali case editrici, chi le possiede, i film che si girano, chi li finanzia, ecc ecc ecc...

      E far dialettica, difondere, discutere, ragionare. La briga di poter decidere sulla base d'informazione accertata fino al massimo delle nostre possibilitá, la briga d'imparare a "separare", come si dice da noi, "la paglia dal grano" per cercare di capire la realtá. Siamo noi a dover prenderci la briga di essere liberi e ció costa lavoro, tempo, sforzo. Molta gente, oggi come ieri, come nel Medioevo, come nell'Antichitá, sceglie di non farlo. Altri hanno urgenze prioritarie, questioni piú pressanti di cui occuparsi. Ma tanti di noi, anche se troppo occupati, che nonostante abbiamo la formazione, la conoscenza, il potenziale, sappiamo che é una nostra scelta, una nostra possibilitá, che é oggi piú concreta per via delle risorse che abbiamo. Non le avevamo 40 anni fa, ma oggi le abbiamo, come mai prima.

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      E' un processo principalmente STORICO ( non individuabile quindi nelle attuali configurazioni geografiche ): e il fatto che si manifesti a partire dall' Europa medievale ( eresie > comuni > signorie ) e si configuri poi esplicitamente nel tardo '600 nella massoneria londinese ( prima Banca privata europea ), ed espanda apertamente con le rivoluzioni massoniche ( francese, americana, russa ecc ), esclude gli Usa dalla "paternità" del processo, anche se ne costituiscono oggi una propaggine, e certamente il braccio "armato".


      Così come tutto l' apparato ebraico ( banche, media, buona parte della struttura massonica ) ne costituisce oggi il network, il braccio agente in modo "soft", se così vogliamo chiamarlo.

      Ovviamente qui sintetizzo all' estremo: sono considerazioni che vanno intersecate con tutte le informazioni derivanti dall' osservazione "reale": certo è che è sbagliato interpretare un "processo" che vede la necessità di accordi, e una volontà estesa, ad un singolo popolo, nazione, etnia che sia. E non sono neanche d' accordo nel vederlo SOLO in modo "distopico" ... ma anche questo è un discorso lungo. Penso affondi le radici di "potere" direttamente in grandi famiglie mercantili europee e clan favoriti dal periodo coloniale, che decidono di "associarsi" anzichè combattersi e danno avvio a questo processo, che vede però all' opera anche una "mente" che affonda le radici nell' Umanesimo e Rinascimento, soprattutto italiani.

      Certo è che prima di attaccare il potere temporale della chiesa, dovevano per forza essere già molto ben organizzati e infiltrati. Richiede quindi una "sinergia" di forze, è stupido pensarla come un' unica forza agente, alla quale peraltro nessuno oggi si "oppone" davvero ... un po' strano no ?

      Del resto, come dicevo, poco importa sapere CHI, quanto analizzare le dinamiche: l' atomo, l' universo, un virus ... li studi senza bisogno di vederli, ma costruendo dei "modelli" rispondenti alle dinamiche osservate. E il "vetrino" per antonomasia attraverso cui osservarli è dato proprio dal loro stesso linguaggio che usano sia per comunicare ( tra loro ) che per educare ( attuatori, classe medio-alta ), che per "indurre inconsapevolmente il controllo" ( popolino, immaginario collettivo ): media, propaganda, cultura, spettacolo, film, musica, ecc

    1. illupodeicieli 23 febbraio 2013

      Qualcuno, molti o pochi non so, vuole che diventiamo tutti come gli Amish? Non so, ma a me sentire gente che,come diciamo in "lingua sarda" (con slang cagliaritano) si è "sbagassata" in tanti anni e , poverina , dopo che ha mangiato aragoste e caviale, ha in uso la migliore tecnologia e non deve certo operare in regime di concorrenza come invece facevano tanti di noi (facevano perchè tanti esercizi commerciali e piccole aziende hanno chiuso), oggi mi vengono a dire ,anzi a suggerire, che è un bene la decrescita. Non ci sto perchè so che oggi lo si presenta come modello ideale, poi (e qui ha ragione, mi dispiace doverlo dire, Silvio) con mentalità comunista o dittatoriale (così ci mettiamo dentro anche i nazifascisti, i Pinochet e il Caudillo, e i vari emiri: tutti ok) verrà imposto per legge quello da fare e quello da non fare, un po' come si sta facendo con i contanti, dove ho un assegno che mi ha dato un amico e non riesco a cambiarlo, perchè posso solo versarlo e non ho c/c e non mi viene cambiato da nessuno (2.500 euro cagati). Un conto è incentivare un recupero del territorio, ridurre fino alla possibile eliminazione inquinamenti vari, acustico luminoso nonchè quello invisibile che respiriamo, un altro è voler ,adesso come suggerimento, e poi come obligo, imporre un modello di vita: quello è sennò sei fuorilegge. Ci manca che mi impongano due vestiti, uno per lavorare e l'altro per la libera uscita (se sarà ancora permessa).

    1. Aironeblu 23 febbraio 2013

      Il povero Giovanni Coccoloni pare non aver colto una fava della "decrescita felice" di Pallante, che pure cita, cadendo subito sull'errore più superficiale di confondere DECRESCITA con POVERTÀ. Visto che l'ha citato, potrebbe leggersi Pallante, e scoprire che non è affatto difficile coniugare la decrescita con una maggiore ricchezza e benessere effettivo.

      Poi, si sa, quando non si capisce una fava, è facile rifugiarsi in affermazioni sulla mancanza di un programma del M5S: certo che se non lo capisci, non sai che esiste!

    1. rebel69 23 febbraio 2013

      Grazie Ciao

    1. Aironeblu 23 febbraio 2013

      I pennivendoli sono sempre esecrabili.

    1. rebel69 23 febbraio 2013

      Non te lo chiedo per metterti un etichetta naturalmente,ma solo per sapere un tuo parere.Poi dici che non è per forza un disegno americano,quindi potrebbe essere un disegno anglosassone comunque,oppure dalla Germania?Visto che da li comunque vengono molte persone influenti,

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Grillo usa il termine "Hal 9000" per riferirsi a Monti, ( la parte "distopica" del viaggio, lo spietato e freddo esecutore della medesima volontà generata dal monolite, e portata a termine dall' "Uomo" )


      Vedi in questo senso anche i vari riferimenti e sottolineature circa un "nuovo Umanesimo", ecc ... i "segni" dicono sempre molto più che i millantati discorsi, le fonti "ufficiali", ecc, e servono a nascondere la parte fasica "distruttiva", certo non apertamente confessabile. Un po' come la "mano nascosta" con cui personaggi storici si facevano ritrarre: stanno dichiarando "sto lavorando per il progetto"

      Distinguere invece il "palco fumogeno" montato dagli stessi architetti è inizialmente difficile: i "rettili" di Icke, inverosimili se presi alla lettera, diventano meglio interpretabili se intuiti e letti come "caratteristica non umana": OSSIA appunto ancora gli attuatori della parte "distopica", inconfessabile alla gente comune, distruttiva del progetto. Cui si contrappone nella fase finale un assunto "buono e umano" ( vedi ancora kubrick col suo "eyes wide shut": il medico Tom Cruise rifugge dal solito adescamento "seducente" del potere ).

      BIBBIA: non so entrare in merito a Biglino; in senso lato, se consideriamo la bibbia ( come ogni religione ) una "narrazione umana", anche qui abbiamo due assunti contrapposti che guidano la storia, ed un unico assunto unificatore finale.

      ( principio cristico e principio biblico vanni letti anche quelli come metafora di una conduzione storica ) ... ma sviluppare qui questo discorso non mi è possibile per ovvi limiti di tempo e spazio ...

    1. Mondart 23 febbraio 2013

      Rivedere in merito "2001 Odissea nello spazio" di Kubrick ... dove la -preannunciata- disattivazione di "Hal 9000" per mano dell' "Uomo" ( l' astronauta Bowman ) lascerebbe in questo senso ben sperare.


      E' il "monolite" a determinare e condurre l' "Odissea", non certo il computer, mero "esecutore" ... e un "Uomo" ( inteso come capacità "empatica" contrapposta al freddo e spietato Hal 9000 ) a portarla a termine ( e chi richiama oggi, forse non a caso, insistentemente il termine "Hal 9000" nei suoi discorsi ? ) ... E alùra sperùm, parbleu ...!!
    1. rebel69 23 febbraio 2013

      Ho visto ma non ricordo il film di Kubrik,sono d'accordo sul fatto dei simbolismi e che siamo influenzati sia dai programmi che trattano di cucina che dai libri,dalla scuola fino a tutta l'industria dell'intrattenimento holliwoodiana.I rentiers sono più avanti di noi hanno progetti a lungo,lunghissimo termine,ed in questo ci trovo qualcosa di diabolico.Ho visto qualche dibattito di Grillo,ma mi sfugge chi viene chiamato Hal9000,aspetto che me lo dici.Ma secondo te,in tutto questo c'entrano qualcosa le teorie di David Icke o la traduzione che Biglino da della Bibbia?

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