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L’“INVEROSIMILE” ATTACCO PROSSIMO VENTURO

DI GIULIETTO CHIESA
antimafiaduemila.com

Israele è pronta ad attaccare l’Iran. Una crisi annunciata della quale Washington, contrariamente a quanto vorrebbe far credere, non è affatto all’oscuro.

Anche la Russia e la Cina, a sorpresa, sembrano dare il via libera all’attacco in fede a inediti e non meglio precisati “scambi di favori”. Accettando un rischio di proporzioni non ancora prevedibili.

C’è da chiedersi: perché lo fanno?

Se siamo a 5 minuti, a 5 giorni, a 5 mesi, non possiamo saperlo. Ma che siamo a 5 anni possiamo escluderlo. Da dove? Dal momento in cui Israele attaccherà militarmente l’Iran e darà avvio a una crisi militare di così vaste proporzioni da modificare per una lunga fase i già precari equilibri mondiali restanti.

Questa crisi – annunciatissima ma che quasi nessuno vuole vedere – si aggiungerà, aggravandole drammaticamente, a tutte le altre crisi già in atto. Israele vi si accinge, incoraggiata da potenti circoli internazionali che sono interessati a un grande incendio: l’unico nel quale potranno essere bruciati tutti i libri contabili degli organizzatori della fine di un’epoca intera della storia umana.

Inutile rispondere alle obiezioni che di solito promanano da ogni sorta di anime belle: hanno tutte lo stesso difetto originario, consistente nell’applicare le regole del politically correct a Israele.

Quelle regole non sono usate da Israele essendo esse state inventate per i paesi normali, mentre Israele è un paese eletto. La sostanza di questo pensiero è che Dio sta dalla sua parte, è “con Israele”. E, quindi, ogni forma di analisi politically correct del comportamento di Israele appare insensata, essendo Dio estraneo a criteri del genere.

Quindi, invece di prevenire le obiezioni politically corrected mi limiterò ad elencare i fatti. Che sono molto più vasti, con le loro implicazioni, dei confini di Israele e conducono tutti, inequivocabilmente, ad un esito, dove Israele svolgerà un ruolo principale: quello detto all’inizio. Se poi quell’esito sembrerà dimostrare che Dio è con loro, non potremo che invocare quel Dio chiedendogli che “ce la mandi buona”.

Vediamo dunque i fatti. A cominciare dall’assalto al convoglio di navi pacifiste che, alla fine di maggio, intendeva rompere il blocco di Gaza. Sappiamo – fu chiaro fin dal primo momento della tragedia – che non è stato un malaugurato errore, ma una sanguinosa provocazione ideata a freddo per aprire uno scandalo internazionale di enormi proporzioni. Lo scopo era quello di punire la Turchia. Un segnale dunque.

Alle anime belle che si sono affannate a scrivere che l’attacco dei commandos israeliani ha provocato gravi danni alla causa israeliana, isolando ulteriormente quel paese perfino da molti dei suoi amici europei, si dovrà suggerire di guardare la faccenda da un altro angolo visuale. Israele non ha bisogno di alleati terreni, salvo uno, che è terreno solo in un senso particolare, sentendosi investito, da circa 100 anni a questa parte, di una missione divina anch’esso: gli Stati Uniti d’America.

E questo alleato non lo ha perduto e non lo perderà mai.

Si capirà meglio così che la violenza contro i pacifisti non è stata un incidente ma è stata organizzata proprio per spaccare la comunità occidentale e per costringere tutti a scoprire le loro carte. Del resto – secondo fatto da elencare – Ankara e Brasilia (new entry, quest’ultima, a sorpresa in questa partita planetaria) dovevano essere punite (il Brasile si aspetti il suo turno) per avere rotto il fronte dell’Occidente mandando i rispettivi presidenti a trattare con Ahmadi Nejad una soluzione che consentisse all’Iran di procedere senza essere disturbato con il suo programma nucleare civile.

Dunque occorre non perdere d’occhio il cospicuo movimento tettonico di cui è protagonista la Turchia. Esso procede con scosse di assestamento sempre più potenti e si ripete, il 9 giugno (una decina di giorni dopo la crisi della flottiglia pacifista) con il voto contrario (di nuovo la Turchia e il Brasile agiscono di concerto) alle sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu contro l’Iran. Sanzioni, come sappiamo, promosse dagli Stati Uniti e accolte da Russia e Cina: ecco due novità di vaste implicazioni, piene di interrogativi come funesti vasi di Pandora.

Tra i fatti da tenere presenti, perché senza queste pennellate altrimenti il quadro non sarebbe completo, c’è la circostanza che, fino a ieri, gli aerei israeliani che sarebbero destinati ad attaccare l’Iran, come prima onda d’urto, si trovavano in una base Nato in territorio turco. Lo scopo era chiaro: disporre di una traiettoria di volo breve. Non mi stupirei adesso che quella traiettoria breve, senza rifornimenti in volo, non sia più disponibile e che quei caccia bombardieri siano già stati trasferiti, o siano in via di trasferimento in qualche altra base segreta, sicuramente non più in Turchia.

Per scoprire quale essa sia basta fare un piccolo esercizio di Risiko, carta alla mano, e elenco dei paesi Nato nell’area, senza trascurare qualche paese, più piccolo e ben piazzato, che è amico degli Stati Uniti e di Israele e che si trova nelle vicinanze dell’Iran. Altra buona ragione per punire Erdogan.

Ma altri fatti si accavallano in rapida successione. Il 7 giugno, due giorni prima del voto Onu, The International Herald Tribune, nella sua pagina di opinioni editoriali, pubblica un articolo di Richard V. Allen, che fu consigliere per la Sicurezza nazionale di Ronald Reagan nel biennio 1981-82. Allen, dopo avere esordito con queste parole (“con le notizie controverse che circolano a proposito di un attacco israeliano”), ricostruisce l’altro attacco israeliano di 29 anni fa contro l’impianto nucleare iracheno di Osirak, ancora in costruzione in quel momento. Curiosamente l’intero articolo sembra concepito per dimostrare che Washington non sapeva nulla di nulla di ciò che Tel Aviv aveva organizzato.

Lo stesso Reagan, apparentemente cadendo dal pero, chiede infatti a Allen: “Perché secondo te l’hanno fatto?”. Verrebbe da dire: beata ingenuità.

Il giorno dopo, nella Sala Ovale, si terrà una accesa riunione, mentre le polemiche dilagano nel mondo a proposito delle rovine ancora fumanti di Osirak. Rovine dell’allora alleato degli Stati Uniti Saddam Hussein. In quella riunione il vice-presidente di allora George H.W.Bush, George Baker, capo dello staff presidenziale, Michael Deaver, aiutante del presidente, si schierano per punire Israele, mentre il generale Alexander Haig, segretario di stato, e il capo della Cia William J.Casey sono per appoggiare Israele.

Se crediamo alla versione di Allen, il presidente Reagan fece il pesce in barile e rimase, in sostanza, ad ascoltare la disputa. Ma il finale è noto: alla fine di quell’anno gli Stati Uniti e Israele firmarono un accordo di cooperazione strategica.

Allora Dio era con loro, senza dubbio alcuno. Ma la domanda è questa (e spiega bene perché l’autorevole quotidiano americano abbia pubblicato proprio quell’articolo e proprio in quei giorni): 29 anni dopo sarebbe ancora possibile (anche se prendessimo per buono il racconto di Richard V. Allen) un attacco israeliano contro l’Iran senza che il Pentagono, la Cia e gli altri servizi segreti statunitensi ne sappiano nulla? Ovvio che Washington non è affatto all’oscuro di ciò che è già stato preparato. Neanche se lo volesse potrebbe ignorarlo. Perché i primi a non fare mistero delle loro intenzioni sono proprio i capi israeliani.

Lo stesso 9 giugno (che è poi il giorno delle sanzioni del Consiglio di Sicurezza), lo stesso International Herald Tribune rivela, in prima pagina, con un articolo da Gerusalemme di Andrew Jacobs, che una delegazione israeliana è andata a Pechino per far sapere ai cinesi, “senza melensaggini diplomatiche”, che Israele intende attaccare militarmente l’Iran.

L’esplicito proposito della visita, scrive Jacobs, era di “spiegare con precisi dettagli l’impatto economico che la Cina subirebbe nel caso di un colpo israeliano contro l’Iran”. Ipotesi che Israele “considera probabile quando dovesse ritenere che l’Iran potrebbe riuscire a mettere insieme un’arma nucleare”.

Si noti la formulazione: l’attacco avverrà quando Israele pensa che l’Iran “potrebbe riuscire…” non quando ci sarà riuscito. Cioè prima ancora che il pericolo si delinei e molto prima che esso sia attuabile, poiché una bomba che non può essere portata sul bersaglio non costituisce un pericolo reale e l’Iran non dispone di vettori per la bisogna e, ove si avvicinasse a questo obiettivo, non potrebbe tenerlo nascosto alle osservazioni dall’esterno e dall’interno cui è sottoposto incessantemente da tutti i servizi segreti occidentali e orientali.

Non viene detto come i cinesi abbiano reagito ai chiarimenti israeliani. Si sa solo che hanno votato le sanzioni, seppure mantenendo, come ha fatto Mosca, alcuni distinguo. Ma – ecco un altro fatto – tre giorni dopo l’articolo citato, tre giorni dopo il voto all’Onu, ecco la notizia che la Russia non onorerà più il contratto che aveva già firmato con l’Iran per la fornitura di 300 missili terra-aria. La perdita della commessa – rivela Russia Today quel giorno – vale oltre un miliardo e 200 milioni di dollari: un colpo per Rosvooruzhenie, eppure il Cremlino non muove un ciglio e getta via il tesoro.

Si tratta di armi cruciali per la difesa contro un attacco aereo e mediante missili di crociera. Anche qui il significato è inequivocabile: Mosca concede il via libera. Lo stesso giorno 12 giugno le agenzie riferiscono che l’Arabia Saudita, dopo avere informato il governo di Washington, concede il proprio spazio aereo al passaggio dei bombardieri israeliani. Negli stessi giorni fonti iraniane rendono noto che tre sommergibili israeliani, con missili da crociera a bordo, sono entrati nel Golfo Persico, sicuramente non all’insaputa del comando strategico degli Stati Uniti.

E, segnale apparentemente soltanto tangenziale rispetto a questo scenario, sempre lo stesso giorno a Bruxelles il ministro degli esteri russo, Lavrov, insieme ai suoi colleghi di Kazakhstan e Uzbekistan, annuncia la decisione di aprire la strada per il transito dei convogli della Nato (non più soltanto di quelli americani) che trasportino armi, uomini e logistica verso l’Afghanistan.

Quale sia l’interesse russo in questo “affaire” non è chiaro. Ovvio che stiamo assistendo a un grande “scambio” di favori, ma non ne conosciamo i termini. Mosca e Pechino accettano il rischio.

Perchè lo fanno? Né l’una né l’altra hanno qualche cosa da temere dall’Iran e, a prima vista, entrambe hanno qualche cosa da perdere. La Russia, per esempio, corre il rischio di vedere affacciarsi sulle rive del Mar Caspio un altro governo filo americano. Sicuramente in caso di una grande crisi militare – se l’Iran riuscirà a resistere e a infliggere colpi a sua volta – il prezzo del petrolio potrebbe balzare in alto. E, se questo sarebbe un bel regalo per Mosca, sarebbe invece un brutto colpo per la Cina.

Certo Mosca potrebbe guardare con sospetto non minore di quello americano, al sorgere di una alleanza Turchia- Iran. Ma può essere anche che Cina e Russia ritengano che l’avventura iraniana si risolverà strategicamente in un nuovo disastro per gli Stati Uniti: la classica immagine di chi sta seduto sulla riva del fiume per aspettare il passaggio del cadavere del nemico. Per giunta avendo ricevuto dal nemico agonizzante qualche regalo. Ma dev’essere stato un grande regalo davvero.

Certo è che l’operazione Teheran comporta un grande scenario preparatorio. Grande quanto il fuoco che ci si prepara ad accendere. E non dopo, ma durante, la presidenza del premio Nobel per la pace Barack Obama.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.antimafiaduemila.com/
Link: http://www.antimafiaduemila.com/content/view/29137/74/
25.06.2010

Tratto da: ANTIMAFIADuemila N°65

Pubblicato da Davide

  • TN

    Sembrerebbe che la base per l’attacco sia ora stata spostata in Azerbaijan (in Iran è stato dichiarato lo stato di preallerta e si sono registrati ingenti movimenti di truppe nel Nord-Ovest del Paese).
    Russia e Cina stanno al gioco, per ora, probabilmente sperando di raccogliere i cocci del disastro che sancirà la fine dell’impero americano. Stanno assecondando il loro avversario, ben sapendo che un attacco all’Iran incendierà la regione e metterà la parola fine al dominio imperialista americano sul mondo, ridimensionando anche lo staterello sionista.
    Il tutto, al costo di qualche altro milione di morti, ovviamente.
    Che purtroppo solo in minima parte saranno usraeliani…

  • costantino

    Bellissimo articolo.
    Mi sembra chiaro la posizione della russia (sperano in shock petrolifero), meno chiaro il vantaggio cinese. Oltretutto possiedono oltre il 10% del debito usa.
    Per me se attacco sarà non ci saranno movimenti di truppe e nemmeno cambio di regime stile iraq. In iran credo che il popolo si compatterà col Legittimo Presidente.
    Possibile attacco nucleare di israele per fare capire una volta per tutte che sono disponibili a tutto.

  • Jack-Ben

    la Cina ha 16.000 anni di storia non si fa’ impressionare da 400 milioni di cattivoni con alle spalle 500 anni scarsi di storia a stella e striscie. cosa Vuoi che faccia (la Cina) ??? Aspetta che gli finisca il fiato ai cattivoni e poi mette diesel nei Tank e si avvia verso la “Citta’ del Pane” a spiallare i Askenaziti (turco-mongolici). Alla Russia invece gli Usa faranno un favore cerchando di togliere un concorrente di mezzo (vendita di petrolio al mondo Iraniano). Alla fine ci troveremo un casino pazzesco e andremo vicino al ritorno del Medioevo. Forse e dico forse c’e’ la faremo senza grosse conseguenze in Europa ma ugualmente sara’ tremendo.

  • victorserge

    chiesa ha già toppato sulla questione di pietro e i soldi dei rimborsi elettorali; spero, per il bene dell’umanità che toppi anche questa.

  • fusillo

    …..non so neppure io quando….diciamo però che qualche mese prima dei raid in libano, israele ha avuto in consegna dalla general dynamics 440 caccia f16 in versione modificata appositamente per loro…..
    gli scenari sono mutevoli in relazione alla prossima batosta finanziaria usa prevista per dopo l’ estate…….banche regionali

  • brumbrum

    Intendi quelli che ammucchiano la cacca nel mastello, anche se ci sono sanitari nuovi e funzionanti ?

  • vimana2

    Che dici?

  • amensa

    i russi non sono dei novellini, politicamente parlando.
    i cinesi ancora meno.
    una ipotesi chenon è stata fatta è che ultimamente siano state accumulate in iran tante armi (missili terra-aria tanto per intenderci) da esser convinti di infliggere all’aviazione israeliana una cocente batosta.
    e, senza compromettersi personalmente, dare alla russia e alla cina una grossa possibilità di ribadire la loro potenza con gli USA umiliati grazie a Israele.
    un attacco di 200 caccia israeliani, che venisse fermato e ne venissero abbattuti una buona parte, rappresenterebbe una svolta clamorosa in tutti i rapporti tra le varie potenze.
    chi si sente di escluderlo ?

  • amensa

    ps. è una ipotesi, ma tutto concorda, nel far apparire una azione israeliana, come un “prego, accomodatevi”, dalla provocazione turca a quella iraniana annunciata ( le due navi di aiuti a gaza), sembra tutto troppo opera di incoscienti, per non destare qualche sospetto.

  • amensa

    pps. ed un eventuale attacco israeliano all’Iran, non sarebbe anche per l’Europa, assente e distante, il miglior modo per uscire dal pantano economico ?
    come la vedo io per gli USA sarebbe un disastro sia un attacco riuscito e un Iran semidistrutto, che un Israele fermato e umiliato.
    e quindi, sempre nella mia ipotesi, la fredom flottilla, non sarebbe stata proprio la verifica che, di fronte all’invio delle due navi iraniane, israele avrebbe reagito nel solito modo ?

  • Juggler

    Diversi utenti si chiedono: ma dov’è allora il guadagno della Cina?

    Ma se la Cina possiede così tanto debito pubblico americano e Obama si inchina n volte davanti al presidente cinese, possiamo noi escludere che sia la Cina a capo di tutto?

    (…aggiungerei anche, scherzando non so ben quanto, che ormai i cinesi hanno il monopolio dei bar…)

  • Earth

    Bah a me sembra piu’ un’azione disperata quella dell’iran di farsi vedere buono e spedendo aiuti UMANITARI a gaza, quindi senza attaccare o minacciare a nessuno, se viene attaccata puo’ fare la parte della vittima.
    Quello che dici tu e’ una possibilita’, ma non mi torna una cosa, russia e cina hanno lasciato da sola l’iran vs israele, ma isreaele non e’ sola ci sono sempre gli usa dietro. Dunque non mi torna quando dici che iran ha tanti missili, si ok ipoteticamente potrebbe averne per contrastare israele, ma non per contrastare gli usa. Gli usa saranno anche diventati dei “pezzenti”, tra virgolette perche’ con queste guerre oltre a guadagarci la territorialita’ ci guadagnano anche in $, ma se gli usa pensano iran = $, la buttano giu’ con uno sputo. Questa volta in modo diverso da come han fatto in iraq, in iraq e’ stato costoso mantenere le truppe li perche’ nessuno li voleva gli americani, in iran invece neanche un anno fa c’e’ stato il movimento verde o come si chiama che e’ davvero favorevole ad un insediamento occidentale.

  • Earth

    La cina questa sconosciuta… ho scritto cancellato e riscritto la risposta 10 volte. La cina e’ troppo misteriosa, da una parte sembra essere la salvezza dell’umanita’, dall’altra sembrerebbe essere gestita da padroni in accordo con i padroni usa, i vari del bilderberg per intenderci.
    Sta cosa che non aiuta l’iran mi fa davvero spaventare, qua si profila una terza guerra mondiale premeditata per tra qualche anno, spero che abbia ragione l’amico amensa piu’ che io a questo punto.

    La domanda che bisogna porsi veramente e’: chi possiede la cina? Sono i capitalisti cinesi o i capitalisti occidentali? e’ tutto un gioco occidentale? Oppure esistono davvero dei padroni orientali massoni allo stesso livello dei massoni occidentali? Costoro sono d’accordo tra loro o in guerra?
    Bisognerebbe informarsi molto ma molto di piu’ sulla cina piu’ che sull’occidente in questo periodo per avere un’immagine complessiva certa sul futuro che ci attende. Purtroppo non so dove andarli a trovare e qua su cdc la cina e’ menzionata raramente.

  • amensa

    la mia ipotesi si basa unicamente sul fatto chenon vedo alcuna possibilità per gli USA di dare qualcosa a russia e cina per ottenere un loro passo indietro. gli USA sono in un momento di estrema debolezza, economica e militare, impastati come sono in Irak e afghanistan, e con la preannunciata seconda crisi immobiliare alle porte.
    in una situazione del genere, pensare ad un gesto di “cavalleria” da parte di russia e cina, quando invece potrebbero proprio acquisire maggior peso internazionale, proprio non lo concepisco.
    mentre invece una batosta all’aviazione israeliana IN ATTACCO, sarebbe un indiretto messaggio di caduta dell’aggiornamento, della tecnologia, dell’armamento USA in dotazione a Israele.
    in tal caso gli USA non interverrebbero, perchè Israele sarebbe solo FERMATO e non minacciato, ma la caduta dell’immagine degli armamenti USA sarebbe terribile.
    se la russia avesse disdetto platealmente il contratto dei 300 missili terra-aria per attivare la trappola, quando ne avesse, ad esempio già forniti in segreto 2000 ?
    io continuo a sentire puzza di trappola.

  • grilmi

    La Cina centra comunque perchè al momento è l industria del mondo(finche il costo del lavoro o il sistema economico non cambia)ed è collegata a doppio filo col terzo mondo(per le risorse) e con l occidente(che assorbe i suoi prodotti); tuttavia nella sua lunga storia, la politica d aggressione non è mai stata tra le alternative, eppure visto il loro numero sarebbe più che plausibile. Si limitano a invadere il mondo in silenzio, comprando immobili, attività ma sfido chiunque a dire che un cinese abbia mai dato fastidio, non saprei se chiamarla estrema educazione o piano ben congegnato; credo che comunque abbiano imparato abbastanza dagli occidentali per capire la loro politica, hanno di sicuro un piano migliore del nostro per il futuro.

  • brumbrum

    Un tecnico comunale entra in un negozio cinese appena aperto per un normale controllo. Il locale è in regola, come da progetto, non resta che verificare se anche il bagno è a norma. Una volta entrato trova una stanza piena di scatole, ma non vede i sanitari. La proprietaria o gerente (questo particolare non lo conosco) inizia a spostare la roba per scoprire i sanitari, che ora con qualche scatola in meno si intravedono. La donna solleva anche un piccolo mastello ma perde la presa e si versa addosso il contenuto.
    Immediatamente la stanza si riempie di una forte puzza di cacca. Il geometra scioccato esce in tutta fretta. La donna con la cacca attaccata ai vestiti lo segue e gli dice di fermarsi……… Cosa ne fanno degli escrementi ? Di sicuro con 16000 anni di storia alle spalle ne sanno più di noi o degli americani in materia…………….

  • AlbertoConti

    E se invece di giocare a risiko dicessimo chiaro e forte che questo attacco non s’ha da fare!? Ora sì che ci vuole un’azione preventiva. L’Iran non è la Polonia. Siamo stati alla finestra anche troppo!

  • alinaf

    Dodici navi da guerra americane e israeliane varcano il Canale di Suez: affronteranno le navi umanitarie iraniane? Potrebbero controllare il carico della flottiglia iraniana diretta a Gaza o essere parte di un piano di attacco contro i siti nucleari iraniani.http://www.stampalibera.com/?p=13558. La nave iraniana che doveva partire domenica non parte più Teheran ha fatto marcia indietro (dall’agenzia iraniana Irna, citata dalla Cnn sul suo sito)“Non vogliamo che la questione degli aiuti a Gaza sia strumentalizzata” – ha spiegato Hossein Sheikholeslam, segretario generale della conferenza per il sostegno all’Intifada palestinese.
    il funzionario iraniano parla dalla città settentrionale di Rasht –” perché quello che ci interessa di più e prima di tutto è che il blocco sia sollevato. Invieremo aiuti con altri mezzi, senza che sia fatto il nome dell’Iran”.

  • Affus

    la veggente di lourdes dice in proposito :

    ” la veil, le de l’an 2000, on assistera au choc des adeptes de Mahomet et des nations chrétiennes. Une terrible bataille aura lieu dans laquelle 5 650 451 soldats perdront la vie et une bombe très destructrice sera lancée sur une ville de la Perse. Mais à la fin c’est le signe de la croix qui vaincra et tous les musulmans se convertiront au christianisme.

    la profezia è di santa bernardette soubirou

    http://www.facebook.com/group.php?gid=63066207240&v=app_2373072738&ref=ts#!/topic.php?uid=63066207240&topic=6693

  • victorserge

    cosa dico!

  • Jack-Ben

    certamente gli Usa dopo aver spiallato il Nord Africa per ricavarne schiavi e aver spiallato il Nord America per ricavarne schiavi e terra adesso dovranno fermarsi a pagare il biglietto … e non basta film alla Rambo con 2 miliardi di cinesini occidentalizzati … Ormai l’Iran fara’ da apripista e poi i tank gialli arriveranno nella “città del Pane” basta chiedere a un Cabalista serio e vi dirà che e cosi’ ; il mondo si svegliera’ a Oriente

  • pippo74

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/26/news/berlusconi_g8-5182245
    spero che Chiesa si sbagli…tutti dovremmo sperarlo.

  • Jack-Ben

    certi commenti mi lasciano basito…. forse sei nel sito sbagliato. torna fra qualche anno

  • brumbrum

    io non penso proprio ………..non è forse questo il sito in cui si trovano tutti i più psicotropati della rete ? dei quali anche tu come il sottoscritto del resto ne fai sicuramente parte…. ciao caro

  • Jack-Ben

    certi commenti mi lasciano basito…. forse sei nel sito sbagliato. torna fra qualche anno

  • kiteni

    Immagino ondate di bombardieri che si riversano sulle antiche terre di Persia; vedo missili balistici solcare come sciami i cieli della Mezzaluna; ascolto assorto le innumerevoli esplosioni portate dal vento di Levante. Senza sorpresa scorgo le incalcolabili colonne di profughi che si dirigono disperate verso Occidente; la radio mi comunica che hanno dichiarato il coprifuoco e io mi accingo a difendere la mia famiglia da questa follia colettiva. Si, perché se il caro Giulietto C. dovesse avere ragione siamo alla famosa resa dei conti e come si sa in certe circostanze le esitazioni diventano superflue. In ogni caso mi sorprenderebbe che le “élites” mondiali rischino la loro incolumitá per appoggiare Israele ed affini. Vedremo. In ogni caso penso sia meglio prepararsi ed ognuno lo faccia come meglio creda. Saludos.

  • alinaf

    Quella piccola parte di umanità cosciente sembra proprio non essere riuscita ad evitare ciò che si prospetta, troppo esigua, donchisciottesca. E’ per non rivelare al mondo gli inganni ignobili e le falsità sulle quali prosperano che le elites preferiscono fare le guerre, è sempre stato così, dietro di esse si nascondono mantenendo intatto il loro potere. Ciao

  • WILDHOG

    Israele è pronta ad attaccare l’IRAN, Wahington è perfettamente informato, Russia e Cina dovrebbero aver dato il via libera. Potenti circoli internazionali incoraggiano Israele a procedere, interessati a bruciare nel grande incendio mondiale che ne deriverebbe, le prove (i libri contabili le chiama Chiesa) del loro delinquenziale operato per porre fine ad un’epoca intera della storia umana. Chiesa ci va giù pesante, ma potrebbe avere ragione.Nessun dubbio che Israele abbia i mezzi tecnici per poterlo fare e spregiudicatezza morale sufficiente per violare qualsiasi regola, diritto intenazionale compreso. Lo ha già fatto a più riprese; anzi è quello che fa praticamente dalla sua nascita, ogni qual volta gli eventi confliggono con i suoi interessi. E in questo suo fare ha sempre goduto dell’appoggio incondizionato degli Stati Uniti e del solito codazzo di amici servili, compresa l’Italia che ha anch’essa (fra politici e operatori dell’informazione), una nutrita schiera di pasdaran filo americani e filoisraeliani o per meglio dire filosionisti.
    Perchè però farlo dopo essersi inimicato l’unico alleato presente nell’area? La Turchia. Tanto più se, come dice Chiesa, gli aerei israeliani destinati ad attaccare l’Iran si trovavano in una base Nato turca. Quindi, come dire, ad un tiro di schioppo dal bersaglio. Perchè non ci sono dubbi sul fatto che l’attacco alla nave Mavi Marmara, battente bandiera turca, sia stato pianificato ed eseguito con lucidità e certamente non all’insaputa degli amici americani. E’ pensabile mettere in piedi operazioni di pirateria in acque ove opera la VI Flotta statunitense, proprio col compito di impedire questo genere di operazioni?
    E’ pensabile che Israele ignori l’articolo 5 del trattato NATO, di cui la Turchia fa parte, che prevede immediata assistenza al membro dell’organizzazione fatto oggetto di attacco? Certamente no?
    La morte di una decina di pacifisti ha complicato i piani di Israele, soprattutto ha creato imbarazzo fra i suoi amici occidentali che si sono affannati in un primo momento a scaricare le colpe sui commandos di Tahal (i servi sciocchi non mancano…); tesi rigettata dagli stessi israeliani nonostante le richieste della stessa Clinton.
    Dunque è evidente che l’obiettivo di Israele non era tanto la Flottiglia pacifista, quanto minare la credibilità dell’azione diplomatica della Turchia di Erdogan. Per ragioni di egemonia nell’area mediorientale. Ma questa è un’altra storia che scorre parallela e che merita d’essere trattata separatamente.
    Venendo al paventato attacco all’Iran: l’atto piratesco contro la nave turca può bloccarne il corso? Sembrerebbe di no. Con o senza il consenso USA? Preferibilmente con il consenso esplicito, che potrebbe non arrivare per questioni di opportunità politica, ma senza grandi problemi, perchè la copertura seguirebbe immediata al di la delle fumisterie diplomatiche. Israele diede il via all’operazione “Piombo fuso” contro Gaza senza che Obama emetesse un sol fiato. Non risulta che abbia arretrato di un passo nello strangolare gli abitanti della Striscia, nonostante i timidi inviti di quella parte della comunità internazionale che potrebbe, se solo volesse, indurli ad allentare la presa. Quindi, anche in presenza di rapporti urticanti con quello che, fino a prova contraria, rimane il suo alleato turco, Israele potrebbe sferrare un attacco preventivo all’Iran.
    Da svariati mesi analisti politici e media indipendenti (pochi), parlano di un accordo raggiunto fra Israele e Arabia Saudita per il sorvolo dello spazio aereo saudita da parte dell’aviazione israeliana, in caso di attacco all’Iran. Il Sunday Times lo ha scritto riferendosi ad una anonima fonte governativa israeliana. Naturalmente i sauditi hanno smentito. E’ noto però che i sauditi, che hanno in casa una inquieta minoranza sciita, nutrono grosse preocupazioni per eventuali alleanze fra gli sciiti del Medioriente sotto la guida spiritual-politica di Teheran; soprattutto a partire dal ritiro delle truppe di occupazione occidentali dall’IRAK. Proprio quell’Irak già teatro di scontri interetnici fra gli sciiti del sud e i sunniti del centro. Scontri appena mitigati dalla presenza delle truppe di occupazione e mediaticamente contrabandati, senza distinzione, come opera della onnipresente Al Qaida.
    Nonostante i grandi organi di informazione non ne parlino, da giorni la stampa indipendente segnala movimenti di mezzi e truppe di Tahal nell’area mediorientale. Il quotidiano israeliano Haaretz ha segnalato il dispiegamento di soldati egiziani lungo il canale di Suez a garantire il passaggio di 12 navi da guerra americane e israeliane dirette verso il Mar Rosso, via diretta per il Golfo Persico, per trasportare truppe, vettovagliamenti e mezzi blindati, nel quadro dei preparativi di un eventuale attacco all’Iran.
    E’ sempre un giornale ebraico,Yedioth Ahronoth, nella sua versione inglese, a confermare la notizia scrivendo che il traffico mercantile è stato interrotto per diverse ore, con blocco temporaneo anche delle attività di pesca nelle zone limitrofe, nonché dei ponti che attraversano il canale. Yedioth ha inoltre riportato che parlamentari egiziani del partito Fratelli Mussulmani, hanno dichiarato di considerare l’accaduto come un cedimento di Mubarak nei confronti di Israele e Stati Uniti; una scandalosa partecipazione ai preparativi di guerra all’Iran. Il quotidiano ebraico da notizia anche delle dichiarazioni di membri dell’opposizione egiziana , che accusano l’Arabia Saudita di aver garantito agli israeliani l’utilizzo del loro spazio aereo per accorciare la distanza degli obiettivi da colpire in Iran. I giornali isreliani non sono però i soli a far trapelare notizie circa un imminente attacco a Teheran. Anche il Times, la scorsa settimana, aveva scritto che Riad aveva acconsentito ad aprire i propri spazi aerei ai veivoli da combattimento israeliani, se e quando fosse giunto il momento di attaccare l’Iran. Notizia naturalmente smentita dai sauditi attraverso l’agenzia di stampa tedesca DDP.
    Il sito on-line IslamTimes parla addirittura di una base logistica concessa agli israeliani nell’aeroporto di Tabouk dove, nelle giornate del 18 e 19 giugno, sarebbero atterrati numerosi aerei israeliani che trasportavano truppe e equipaggiamenti militari. Il traffico civile sarebbe stato sospeso e i passeggeri alloggiati in alberghi della zona, a spese del governo saudita. Peraltro fornendo solo generiche spiegazioni sul temporaneo blocco dei voli. L’aeroporto di Taboik sarebbe stato scelto perchè fra i migliori in quanto a condizioni climatiche e risorse idriche; ragione non secondaria la provincia di Tabouk sarebbe governata dal principe Ben Abelaziz, i cui legami col Mossad sabbero di pubblico dominio. Haaretz scrive che il Mnistro della Difesa Barak ha ottenuto da Washington l’aumento del 50% delle “forniture urgenti”, allocare dagli Stati Uniti in Israele nel dicembre scorso per disposizione di Obama. Magazzini militari che contengono munizioni, missili, blindati, armamento leggero, con accesso diretto garantito per gli israeliani.
    Nella base statunitense di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, vi sarebbero anche le ogive penetranti da 1 tonnellata, da utilizzare contro i bunker iraniani. Nella stessa base sarebbero stati trasferiti anche i bombardieri B-2, in grado di sfuggire alle difese antiaere iraniane.
    Dopo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONO, del 9 giugno, che inasprisce le sanzioni contro l’Iran, il rischio di un attacco preventivo di Israele è enormemente cresciuto. In particolare se si analizza nello specifico la risoluzione (alla quale hanno aderito,seppure con delle riserve Cina e Russia), nella parte relativa all’embargo delle forniture di armi e allo stretto controllo finanziario sulle attività connesse. Di estrema pesantezza non è tanto il divieto di arricchimento dell’uranio, quanto il divieto assoluto di fornire all’Iran materiale militare di qualsiasi tipo, tecnologia e assisten specialistica. Con ripercussioni gravissime sul sistema di difesa aerea iraniano in casi di attacco.
    Ecco perchè quella risoluzione, con l’adesione di Cina e Russia, i due maggiori fornitori di armamenti all’Iran, assume i connotati di un vero e proprio “via libera” all’attacco preventivo israeliano.
    E’ lecito chiedersi ,a questo punto, perchè Cina e Russia abbiano sottoscritto quella risoluzione, anziche votare contro come Brasile e Turchia o esercitare come è loro prerogativa il diritto di veto. Comunque la si guardi quella risoluzione non solo vincola la Russia e la Cina a non fare lucrosi affari nelle forniture militari con l’Iran, alcuni peraltro gà siglati da tempo (la fornituta di missili russi S-300 secondo il quotidiano Haaretz), ma cozza anche con accordi diplomatici già in essere o in corso di definizione con l’alleato storico iraniano, con indubbi riflessi negativi sotto il profilo politico e geostrategico.
    In altri termini, Cina e Russia sembrano farsi dettare l’agenda di politica estera dagli USA, Israele e loro abituali alleati occidentali. Questo è del tutto incomprensibile, se si parte dal presupposto che l’Iran non rappresenta in alcun modo una minaccia nucleare, come ha attestato il rapporto degli esperti a suo tempo incaricati dall’ONU, non a caso accantonato, tanto meno per Israele che è l’unica potenza nucleare nella regione e la sesta mondiale.
    Ritorna dunque l’interrogativo: quale è il tornaconto per Cina e Russia?
    Nel muro di omertà e falsificazione della quasi totalità dei media occidentali è ancora, paradossalmente, un quotidiano israeliano a fare breccia, il 27 giugno, dando notizia, seppure in forma interrogativa, dell’accordo di Israele con l’Arabia Saudita per l’utilizzo della base aerea di Tabuk e degli spazi aerei sauditi nell’eventualità di un attacco preventivo all’Iran. A conferma che questa opzione è ben presente in tutte le sedi di discussione mondiali, a margine della riunione del G8 Berlusconi, unico ad averne parlato al di fuori dell’asettico comunicato ufficiale, ha dichiarato: l’Iran non garantisce una produzione pacifica del nucleare, i membri del G8 sono preoccupati e ritengono assolutamente probabile una reazione anticipata israeliana.
    In pratica anche il G8 ha dato “via libera” all’attacco israeliano.
    Tempi e modi sarà Gerusalemme a deciderli.

  • rarmstorm

    La cina sempre che abbia dato il consenso, potrebbe dimostrarsi la piu furba di tutti.
    Da un lato stringe per le palle l’occidente e gli states in special modo supportandogli il debito, dall’altro se lo rendera’ possibile, potrebbe indirettamente dare il colpo finale all’america.
    SE e ribadisco SE, l’iran Resistesse causando seri danni agli US (gli armamenti sopratutto missilistici Aria-terra, sono all’altezza degli israeliani) aggraverebbero uleriormente il Debito pubblico US, che si sentirebbe in obbligo di entrar direttamente in campo. Chi lo finanzierebbe? La cina.
    Gia’ gli US stanno lentamente affondando nel loro debito.
    Una guerra a lunga percorrenza gli darebbe la botta Finale.
    Risultato? Cina Owna US senza sparar una pallottola.

  • Monarch

    che tristezza il fatto che il mondo sia pieno di poveri mentecatti col dito sul bottone rosso..e poi qualcuno dice ancora che einstein era un genio…sarà…