L'INQUIETANTE INCIDENTE DEL VOLO 9525 DELLA COMPAGNIA TEDESCA GERMANWINGS. CHE COSA E' SUCCESSO REALMENTE ?

L'INQUIETANTE INCIDENTE DEL VOLO 9525 DELLA COMPAGNIA TEDESCA GERMANWINGS. CHE COSA E' SUCCESSO REALMENTE ?

DI ATTILIO FOLLIERO

umbvrei.blogspot.it

Un ennesimo incidente aereo in Europa. Il volo 9525 della compagnia tedesca Germanwings, operato mediante un aereo Airbus A320-200, che da Barcellona, in Spagna viaggiava a Düsseldorf, in Germania, alle ore 10:47 del 24 marzo 2015 si è schiantato in Francia, sulle Alpi di Provenza, in una zona impervia compresa tra le località di Prads-Haute-Bléone e Barcelonnette. Si trattava di un volo low cost ed è il primo incidente aereo con vittime di una compagnia low cost. Ovviamente l’incidente ci rattrista profondamente.

Nella foto: Andreas Lubitz, il copilota alla maratona di Amburgo nel 2009

Tutti i media del mondo danno la colpa della tragedia al copilota Andreas Lubitz. Tutti i giornali titolano: “E’ stato lui!” È stato lui a far cadere l’Airbus 320, con 150 persone a bordo, 144 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. La ricostruzione di come sarebbero andati i fatti è stata resa nota dal procuratore di Marsiglia, Brice Robin in una conferenza stampa. Prima di questa conferenza stampa, il New York Times aveva già rivelato che pochi minuti prima dello schianto uno dei due piloti era chiuso nella cabina e l’altro era fuori che cercava di entrare. Quella che per tutti è ormai la verità, potrebbe non esserlo o esserlo solo parzialmente. L’aereo decolla da Barcellona alle ore 10:01 (ora CET, ovvero l’orario dell’Europa Centrale, che include anche l’ora della Spagna, della Germania, della Francia ed anche dell’Italia), che corrisponde alle 9:01 ora UTC, ovvero il Tempo Coordinato Universale, derivato dal tempo medio di Greenwich. Il volo è partito in ritardo rispetto all’orario previsto, le 9:35 (ora CET). Alle 10:30 l’ultimo contatto accertato; alle 10:31 abbandona l’altitudine assegnata (38.000 piedi) e comincia una discesa di circa 17,8 metri al secondo. La torre di controllo cerca invano di contattare il pilota. Alle 10:36 dichiarano l’emergenza; si alza in volo un Mirage dall’aereoporto di Marsiglia e raggiunge lo spazio aereo in cui si trova l’airbus 320. Alle 10:47 lo schianto contro la montagna a 700 km all’ora. Questa la ricostruzione ufficiale, riportata anche da tutti i media.

Però, c’è qualcosa che non quadra. Giovedi 26 marzo 2015, alle 9:43, in Twitter l’utente Flightradar24 lancia un messaggio in cui riporta le analisi dei dati del volo 9525. Riportiamo lo screenshot del post.

Screenshot del messaggio postato da Flightradar24

Da questo post, ovvero dall’analisi dei dati risulta che il pilota automatico è stato programmato manualmente: alle ore 09:30:52 (ora UTC) i dati riportano che l’aereo doveva volare ad un’altitudine di 38.000 piedi ed alle 09:30:55 l’altitudine viene portata a 96 piedi. Sono occorsi tre secondi per modificare l’altitudine.

Domande inquietanti: Chi ha programmato manualmente il pilota automatico? Se il copilota avesse deciso di suicidarsi perchè programmare il pilota automatico? Non sarebbe stato più semplice prendere i comandi e far schiantare l’aereo contro la montagna? Come mai dalla registrazione non si sente nessun grido e nessun messaggio del copilota? Se avesse deciso di suicidarsi, all’ultimo istante avrebbe anche potuto lanciare un messaggio, magari un grido al pilota che stava fuori la porta e tentava di entrare. Invece assolutamente niente; si sente solo il respiro.

Poi c’è la presenza del caccia Mirage che raggiunge la zona di volo dell’aereo. Perchè inviano un Mirage? A caso temevano che l’aereo potesse cadere accidentalmente o volutamente dirottato e fatto cadere su una grande città? In questo caso, è possibile che di fronte al totale silenzio proveniente dall’aereo il governo francese abbia preso una decisione drammatica ed inconfessabile? Perchè i resti sono sparsi in un raggio di chilometri? A caso l’esplosione è avvenuta in aria? Se così fosse, a farlo esplodere in aria è stato il Mirage che lo ha colpito per impedire appunto che potesse schiantarsi su una grande città? Se un aereo cade, ovviamente si frantuma; è legittimo chiedersi se i pezzi volino a distanza di chilometri dal punto d’impatto. I pezzi si spargono su grandi superificie sicuramente quando esplodono in aria, per cui è lecito chiedersi se il volo 9525 non sia esploso in aria?

Perchè il presidente francese ha subito asserito che non speravano di trovare sopravvissuti? Quando c’è un incidente del genere, c’è sempre la speranza di trovare dei sopravvissuti, prima di raggiungere l'aereo e comprovare che non ce ne sono.

Ritornando al pilota, qualsiasi persona immagina che i controlli sui piloti siano molto severi, soprattutto se consideriamo che si tratta di una impresa tedesca; ognuno è portato a pensare che al minimo cenno di stress di un pilota, gli impediscono di salire su un aereo per guidarlo. Adesso invece viene fuori la storia che il copilota fosse in crisi depressiva e che sarebbe stato anche congedato per malattia. Ciò non appare plausibile. Tutta la vicenda appare molto strana e probabilmente dare la colpa ad un uomo “malato” che ha deciso di suicidarsi è la soluzione più conveniente per tutti: beneficia alla compagnia aerea, la cui immagine poteva essere compromessa, tranquillizza la popolazione e libera le compagnie assicuratrici da possibili risarcimenti milionari.

Immaginiamo solo per un istante che la causa dell’incidente sia un attentato terroristico o un tentativo di dirottamento con la possibilità di far schiantare l’aereo su una grande città, per cui il governo si è visto obbligato a dare l’ordine al Mirage di abbatterlo, quali sarebbero le conseguenze è facile immaginarle. Quindi, appioppando la colpa al pilota “malato” che ha deciso di suicidarsi si risolve ogni problema. I morti non parlano e non possono difendersi. Tra l’altro hanno immediatamente cancellato il profilo del copilota in Facebook. Perchè? Per non far vedere all’opinione pubblica mondiale che si trattava di un ragazzo normale, magari innamorato del suo lavoro e riconoscente di lavorare per la Germanwings, come sostengono i suoi compagni di lavoro? Il suo profilo è stato cancellato da Facebook perchè non coincideva con quello di un suicida? Ed ancora: se una persona pensa al suicidio, se non ha motivazioni terroristiche, perchè farlo in una circostanza che provoca la morte di tanta gente innocente? Come si vede, sono tanti i lati inquietanti della vicenda.

Chi è l’utente Flightradar24? Flightradar24è un sito web di proprietà dell'editore svedese Svenska Resenätverket AB che offre servizi di tracciamento di voli in tempo reale; il servizio copre quasi tutta l’Europa, vaste aree del Nord America, il Brasile, il Medio Oriente ed il Sud-est asiatico. Il sito ufficiale di Flightradar24 è: http://www.flightradar24.com/; Twitter: https://twitter.com/flightradar24; informazioni posono essere reperite anche in Wikipedia, all’indirizzo: http://it.wikipedia.org/wiki/Flightradar24.

Attilio Folliero

Fonte: http://umbvrei.blogspot.it

Link: http://umbvrei.blogspot.it/2015/03/linquietante-incidente-del-volo-9525.html

27.03.2015

Commenti (60)

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    1. Arcadia 28 marzo 2015

      Il "giallo" dell’esperta del Pentagono a bordo dell’Airbus

      Segreti e mappe satellitari. Yvonne Selke, 58 anni, originaria di Nokesville, era specializzata in difesa e intelligence

      Mario Valenza [www.ilgiornale.it] - Ven, 27/03/2015 - 08:37

      Un altro giallo sul disastro dell'Airbus 320. A bordo del volo c’era un’esperta americana di sicurezza e guerre elettroniche.

      Un airbus A320 della Germanwings

      Yvonne Selke, 58 anni, originaria di Nokesville, era un dipendente di una società di contractor del Pentagono specializzata in difesa e intelligence. L’azienda deve il 99% delle entrate ai contratti con il governo Usa, si occupa di costruire reti telematiche in grado di bloccare hacker e spionaggio, satelliti e mappe geospaziali.

      Ha elaborato sistemi per intercettare segnali "nemici" e capire da dove provengono. Lavora pure con l’Aeronautica, l’Esercito, il Pentagono, la Nasa, i ministeri dell’Interno e dei Trasporti. In questo ambiente, dove l’alta tecnologia fa la differenza, operava da 23 anni Yvonne Selke. Una donna importante, una manager. Tanto che la notizia della morte è stata data da Jen Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato, che ha confermato la presenza di tre cittadini americani sul volo Barcellona-Düsseldorf. Yvonne era in compagnia della figlia Emily, 22 anni, laureata alla Drexel University nel 2013. Un’azienda strategica dove spesso sono finiti uomini che hanno operato per il governo.

      Ed è su questo punto che i complottisti si scatenano. Per qualcuno il viaggio dell’addetta alle mappe satellitari del Pentagono non è un caso. Come per molti non era un caso che sul volo MH 370 della Malaysia Airlines, decollato l’8 marzo 2014 da Kuala Lumpur e mai arrivato a Pechino, ci fossero venti ingegneri della Freescale Semiconductor. Società americana produttrice di semiconduttori con sede ad Austin, in Texas, e filiali in 19 paesi, tra cui Malesia e Cina.

      http://www.ilgiornale.it/news/mondo/giallo-dell-esperta-pentagono-bordo-dell-airbus-1110115.html?mobile_detect=false [www.ilgiornale.it]



    1. ligius 28 marzo 2015

      Certo che in aereo si trova l'ascia, commentando senza sapere di cosa si parla si fa solo confusione perchè poi le persone piú ingenue crede alle inesattezze che riportiamo e le diffonde come fossero la verità.


      Alla tua ipotesi 1) devi averla letta da qualche alteo che scrive senza sapere di cosa parla e riportata come dicevo sopra.

      Tutto quello che sai su questa storia è quello che la stampa riporta, e in questo sito per primo si commenta spesso sulle stronzate che scrivono i giornalisti, quindi non ci si può fare affidamento.

      Poi uno può ipotizzare quello che vuole, ma non dire "l'ha detto un giornalista del tg" e quindi darla per certa al 100%
      Tipo che l'aereo si è schiantato a 700kmh dove l'hai sentito? Perchè io ho letto a 400, e comunque sappi che quella che l'airbus non può volare veloce a basse quote è una bufala
    1. Arcadia 28 marzo 2015

      [www.facebook.com]

      Il "giallo" dell’esperta del Pentagono a bordo dell’Airbus

      Segreti e mappe satellitari. Yvonne Selke, 58 anni, originaria di Nokesville, era specializzata in difesa e intelligence

      Mario Valenza [www.ilgiornale.it] - Ven, 27/03/2015 - 08:37

      Un altro giallo sul disastro dell'Airbus 320. A bordo del volo c’era un’esperta americana di sicurezza e guerre elettroniche.

      Un airbus A320 della Germanwings

      Yvonne Selke, 58 anni, originaria di Nokesville, era un dipendente di una società di contractor del Pentagono specializzata in difesa e intelligence. L’azienda deve il 99% delle entrate ai contratti con il governo Usa, si occupa di costruire reti telematiche in grado di bloccare hacker e spionaggio, satelliti e mappe geospaziali.

      Ha elaborato sistemi per intercettare segnali "nemici" e capire da dove provengono. Lavora pure con l’Aeronautica, l’Esercito, il Pentagono, la Nasa, i ministeri dell’Interno e dei Trasporti. In questo ambiente, dove l’alta tecnologia fa la differenza, operava da 23 anni Yvonne Selke. Una donna importante, una manager. Tanto che la notizia della morte è stata data da Jen Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato, che ha confermato la presenza di tre cittadini americani sul volo Barcellona-Düsseldorf. Yvonne era in compagnia della figlia Emily, 22 anni, laureata alla Drexel University nel 2013. Un’azienda strategica dove spesso sono finiti uomini che hanno operato per il governo.

      Ed è su questo punto che i complottisti si scatenano. Per qualcuno il viaggio dell’addetta alle mappe satellitari del Pentagono non è un caso. Come per molti non era un caso che sul volo MH 370 della Malaysia Airlines, decollato l’8 marzo 2014 da Kuala Lumpur e mai arrivato a Pechino, ci fossero venti ingegneri della Freescale Semiconductor. Società americana produttrice di semiconduttori con sede ad Austin, in Texas, e filiali in 19 paesi, tra cui Malesia e Cina.

      http://www.ilgiornale.it/news/mondo/giallo-dell-esperta-pentagono-bordo-dell-airbus-1110115.html?mobile_detect=false [www.ilgiornale.it]



    1. Senna 28 marzo 2015

      Non si sa cosa realmente sia successo, ma scoltando l'intervista dell'ex pilota Lufthansa Peter Haisenko (30 anni di volo), possiamo con certezza dire cosa non sia successo :

      1.) Un airbus è costruito per volare a determinate condizioni ottimali, cioè ad esempio a 10.000 mt. può volare a 700/800 kmh, ma abbassandosi alle quote di 3.000/4.000 mt. non lo può più fare, quindi la stronzata del volare a 700 kmh contro la montagna l'airbus non lo può fare

      2.) La favoletta che delle urla dei passeggeri solo 2/3 secondi prima del presunto schianto, altra stronzata, dato che all'interno della cabina se la porta fosse effettivamente stata chiusa, non si sentirebbe assolutamente nulla dei passeggeri ed inoltre chiunque nell'aereo, nell'istante dell'inizio delle discesa da 38.000 piedi, avrebbe cominciato a vomitare ed urlare dato che per scendere così rapidamente, angolo di discesa di ca. 10/12°. In fase di atterraggio l'angolo è di ca. 3°.
      Quindi perchè urlare solo alla fine, se già a 38.000 piedi si percepisce che l'aereo sta scendendo molto rapidamente ?

      3.) Il pilota avrebbe tentato di spaccare la porta con un ascia ?
      Ma secondo voi, si trovano asce nell'aereo ? E per far cosa ?

      4.) Si trova subito una scatola nera, mentre l'altra ? La maggior parte dei colleghi piloti tedeschi non sono d'accordo su come siano state condotte le indagini : sostengono che non si possa giungere a delle conclusioni, senza avere ambedue le scatole nere ed incrociare i dati.

      A mio avviso non si tratta di un difetto dell'aereo, ma come successe per il volo Bilbao-Monaco, guarda caso anche Lufthansa, l'aereo in quota aveva cominciato a scendere esattamente come il volo Germanwings e ci si inventò la stronzata dei sensori ghiacciati, ma i piloti riportarono che l'aereo, il computer, i comandi non rispondevano più !! Nemmeno alcuna comunicazione d'emergenza fu possibile, fino a quando non spensero ed acceso completamente il sistema e solo a quel punto riuscirono a riprendere il controllo dell'aereo.
      A mio avviso al volo Germanwings è successa la stessa cosa, qualcuno con comando remoto ha preso il controllo dell'aereo e ha cominciato a farlo scendere, costringendo i francesi ad abbatterlo, essendo fuori controllo.

      E' un atto di ricatto nei confronti della Francia e Germania, da parte di chi non è molto difficile intuirlo.

    1. Neriana 28 marzo 2015

    1. Neriana 28 marzo 2015

    1. gimo 28 marzo 2015

      Ma la lista completa passeggeri?


    1. makkia 28 marzo 2015

      Perché?
      Il tweet che ha originato la notizia mostra il listato delle correzioni di altitudine: in 3 secondi viene passata da 38.000ft a 13.008ft e poi a 96ft.
      Casomai puoi contestare che il tweet è una bufala. Ma non che 96 piedi è un refuso.

    1. Zret 28 marzo 2015

      96 piedi è un errore. Correggere il refuso. Grazie.

    1. polidoro 28 marzo 2015

      Mentre scrivevo le mie due righe simili alle tue (molto migliori eh!) tu hai messo il tuo ottimo post.

      Vorrei sapere se pensi anche tu che l'aereo sia stato preso sotto controllo da remoto per far qualcosa di "eclatante" e che sia stato abbattuto, il che spiega l'arrivo inusitato dei tre capi di stato.

    1. Zret 28 marzo 2015

      vedi qui

      http://www.tankerenemy.com/2015/03/precipita-velivolo-commerciale-sulle.html

    1. polidoro 28 marzo 2015

      Qualcuno ha preso sotto controllo (credo sia fattibile) l'aereo per farlo schiantare da qualche parte (Attentato).
      Qualcun altro ha fatto abbattere l'aereo da DUE caccia Mirage (notizia apparsa per poco tempo su Daily Mail e poi cancellata)
      [One villager said: "This morning I heard a huge thud and then I saw several fighter jets fly over the village. - http://www.mirror.co.uk/news/world-news/germanwings-airbus-a320-crashes-french-5390037].

      [WITNESSES have recalled the moment they heard an explosion "like the
      sound of dynamite" as the doomed Germanwings Flight 4U9525
      "disintegrated" in the sky and smashed into the French Alps.]

      Le scatole nere dovrebbero resistere a 3000 G !!!, quella mostrata ... ?

    1. Zret 28 marzo 2015

      Sono le 8:57 UTC del 24 marzo 2015: un velivolo della compagnia low cost Germanwings, appartenente alla Lufthansa, decolla dallo scalo diBarcellona (Spagna), diretto a Düsseldorf, in Germania. Poco più di 40 minuti dopo, stando alla versione ufficiale, si perde il suo segnale radar e l’aereo impatta sulle Alpi francesi. I media riportano la notizia così:

      "Precipita velivolo commerciale sulle Alpi francesi. I testimoni ‘Volava troppo basso’. L’aereo era decollato alle 10 di mattina. Fin dall’inizio, la rotta dell’Airbus A320 eraanomala’ rispetto alla norma dei voli Barcellona-Dusseldorf: lo scrive il sito specializzato nel monitoraggio voli aerei Flightradar24. L’aereo sarebbe salito a 38.000 piedi prima di scendere inspiegabilmente. A 6.800 piedi il segnale è stato perso".

      Successivamente le informazioni che via via sono diffuse ridimensionano la questione relativa alla rotta, mentre si "aggiusta il tiro" sulla quota, non più definita "bassa". Compaiono i primi grafici che descrivono una discesa lenta e graduale che porta il velivolo da oltre 12.000 a 1.800 metri in circa 8 minuti (Alcune fonti parlano di 18 minuti).

      Sul portale Dailymail si riferisce circa la presenza di due caccia intercettori che scortano il velivolo, prima che esso scompaia dietro le montagne, ma successivamente la notizia viene editata e le righe in questione sono espunte. Non si accennerà più ad unità militari nella zona.

      Leggiamo insieme: "Testimoni hanno parlato di un boato come da esplosione di dinamite. Poi hanno visto dei caccia seguire il velivolo della Germanwing. Ciò fa supporre che l'aereo civile fosse in qualche modo scortato da aerei militari".

      [3.bp.blogspot.com]

      Inizialmente è esposto che la zona dove si è schiantato l'airbus della Germanwings è difficilmente raggiungibile e che saranno necessari giorni per raggiungere il luogo del disastro, ma le mappe satellitari mostrano l'esatto contrario. Infatti la cima di 2.600 metri interessata dall'incidente aereo è all'interno di una zona percorribile tramite vie di accesso con automezzi e nelle vicinanze sorgono due piccoli centri abitati.

      Le autorità dichiarano che sarà arduo ritrovare le due scatole nere, poiché l'aereo "si è polverizzato". Poche ore dopo, però, le apparecchiature preposte alla registrazione delle voci di bordo ed al percorso seguito dall'A-320 fanno la loro comparsa. Il Procuratore francese, che coordina le indagini, dichiara che le scatole nere sono fortemente danneggiate e che sarà difficile recuperare informazioni. La mattina successiva sono, invece, già disponibili le foto del Flight recorderdanneggiato e poche ore dopo il Procuratore afferma, in conferenza stampa, che la registrazione del volo è stata recuperata: il responsabile dell'"incidente" è il co-pilota, che intendeva uccidersi. Questione chiusa.

      Che cosa, però, è successo veramente?

      In questo caso, così come in altri, molte tessere non appaiono al loro posto e le contraddizioni sono numerose. Vediamo di elencarle in modo sintetico.

      LA QUOTA - Il volo 4U9525 D-AIPX, secondo i dati (se attendibili) forniti da Flightradar 24 risultava ad un’altitudine inferiore rispetto a quella regolare, ma questo è noto. Sappiamo che gli aerei commerciali [www.tankerenemy.com]preposti alla diffusione di composti igroscopici ed elettroconduttivi (vulgo scie chimiche) in bassa atmosfera volano spesso su corridoi militari e quindi a quote inferiori rispetto a quelle dichiarate. Quindi l'impatto sulle Alpi francesi sembra essere una conferma di tale prassi: è chiaro che, se si incrocia a quote non sicure su determinate aree, l'incidente è più facile, in quanto eventuali manovre di emergenza non sono possibili.

      LA ROTTA - Come ammesso dallo stesso portale meteoweb.eu, noto per essersi espresso in più occasioni a danno di chi scrive, il velivolo della Germanwings "percorreva un corridoio non diretto, ma che pareva piuttosto turistico".

      LE COMUNICAZIONI CON LA TORRE - Stando a quanto riportato dalle autorità competenti, l'A-320 è scomparso dai radar pochi istanti prima della (presunta) collisione con le cime francesi. Inizialmente non si accenna all’interruzione di comunicazioni radio tra torre di controllo e piloti a bordo del velivolo commerciale. In tempi successivi, però, per giustificare la tesi ufficiale del "pilota kamiKaze", si asserisce che la torre ha perso ogni contatto con l'equipaggio, non appena il volo 9525 ha cominciato la discesa controllata e cioè 9 minuti prima della perdita del segnale sui radar. Questi tempi di buio implicano necessariamente l'intervento di caccia intercettori che dovrebbero raggiungere l'aereo civile e verificare "a vista" le condizioni dei piloti, quindi operare di conseguenza, ma nessun responsabile ha menzionato qualsivoglia operazione di "scramble".

      [1.bp.blogspot.com]

      LA SCATOLA NERA - Una sola delle due scatole nere è stata mostrata e cioè quella preposta alla registrazione dei dialoghi a bordo (in cabina di pilotaggio). Senza dubbio l'apparato risulta un vecchio modello, non più installato sui velivoli attuali, ma soprattutto mostra graffi e ruggine, come se fosse rimasta sotto le intemperie o in un ambiente umido per molto tempo. Il flight recorder non è quindi quello del volo 9525, ma con tutta probabilità è un pezzo recuperato da qualche magazzino ed usato allo scopo di ingannare il pubblico avido di chiarimenti.

      [4.bp.blogspot.com]

      LA TRACCIA AUDIO - Esiste già una traccia audio
      strong>
      [www.tanker-enemy.com] (ora rimossa), pubblicata sul portale You-tube e che è stato dichiarato essere la registrazione degli ultimi 60 secondi del volo 9525. Il file audio risulta essere frutto di manipolazione. Alcune parti di quelli che sono spacciati per i suoni in cabina sono ripetute più volte, mentre alla fine è circostanza anomala non udire il sistema di bordo richiamare il pilota con l'avviso "Pull up". E', infatti, lo strumento di prossimità al suolo che avvisa il pilota di tirare a sé la cloche o, come nel caso dell'A-320, il joystick.

      IL PILOTA KAMIKAZE - Il Procuratore francese dichiara al mondo che la tragedia ha un responsabile: il co-pilota tedesco Andreas Lubitz. Inizialmente è dipinto un ritratto che non indicherebbe un aspirante suicida, ma con il passare delle ore viene corretto il tiro ed il profilo del povero capro espiatorio è sempre più fosco. E’ evidente come si stia operando a posteriori in modo tale da legittimare il più possibile la veridicità della versione ufficiale e che cioé il ventisettenne abbia voluto deliberatamente distruggere l'aereo ed uccidere sé stesso ed altre 149 persone tra equipaggio e passeggeri, poiché squilibrato. Bisogna chiedersi come sia possibile che il giovane potesse ancora volare, se quanto descritto dalle autorità e dai media è rispondente al vero. I colleghi del pilota, i dirigenti della Germanwings-Lufthansa tacciono. Intanto, però, è curioso che, a seguito dell'incidente sulle Alpi francesi, i piloti della Germanwings si rifiutino di volare. I motivi sono evidentemente da ricercare altrove. Che cosa sanno gli "addetti ai lavori" che noi non sappiamo? Forse sono preoccupati dei ripetuti e sempre più frequenti episodi di " fumo in cabina [www.mainfatti.it]" legati alla sindrome aerotossica [www.tankerenemy.com]? Noi diremmo di sì.

      Tornando al "suicida" Andreas Lubitz con 630 ore di volo all'attivo, uncurriculum di tutto rispetto ed un riconoscimento F.A.A.. Egli approfitterebbe di un bisogno fisiologico del pilota per portare a termine quella che viene definita un'azione preordinata e deliberata. Bisogna domandarsi: come avrebbe agito, se il suo collega non si fosse recato alla toilette?

      LA PORTA BLINDATA - Ci è stato “spiegato” che la porta blindata non ha permesso al Comandante di rientrare in cabina di pilotaggio, ma non ci è stato chiarito per quale motivo, pur avendo almeno otto (8) minuti per decidere sul da farsi, nessuno, compreso il Primo pilota, abbia usato il telefono satellitare, posto proprio a fianco della tastiera. Il telefono satellitare permette di comunicare con l’esterno ed in questo caso sarebbe stato possibile avvertire la torre di controllo di quanto stava avvenendo in quei drammatici frangenti. Otto minuti di silenzio? Inverosimile.

      I PASSEGGERI - La versione ufficiale vede i viaggiatori rendersi conto del disastro imminente solo negli ultimi istanti. Come è possibile? Le autorità affermano che il Comandante ha cercato di scardinare (con un piede di porco) la porta di accesso alla cabina di pilotaggio. Questa è visibile da tutti i posti a sedere, dai primi sino a quelli posti in coda al velivolo. Per cui è plausibile che nessun passeggero abbia urlato o tentato di mettersi in contatto con amici e/o parenti tramite cellulare? A quella quota ed a quella velocità era probabilmente possibile riuscire ad agganciare qualche ponte UMTS a terra.

      IL LUOGO DELL'IMPATTO - Nell'area del supposto schianto non si vedono oggetti più grandi di un paio di metri quadrati. Non si scorgono resti umani né bagagli o vestiti e, soprattutto, non si notano i rottami dei due turbofan che, essendo composti da parti in titanio ed altre leghe resistenti, dovrebbero essere assolutamente (quasi integri) nel sito del presunto impatto. La casistica indica che nel caso di collisioni, seppur violente, il piano di coda ed i motori restano indenni, nella loro struttura principale, ma a Barcellonette di queste parti non è stata trovata traccia!

      [3.bp.blogspot.com]

      CONCLUSIONE - LE NOSTRE IPOTESI - Non esiste una spiegazione univoca e certa, ma possiamo ipotizzare alcuni scenari.

      In prima battuta, dato per stabilito che, come dimostrato da questo drammatico evento, gli aerei commerciali volano a quote più basse di quelle dichiarate, semplicemente per assolvere compiti di "geoingegneria clandestina", possiamo congetturare che a bordo del volo Barcellona-Düsseldorf della Germanwings si sia verificato l'ennesimo caso denominato in gergo "fumo in cabina". L'A-320 in questione era già stato coinvolto, in passato, in un episodio simile. In quel caso i due piloti, che avevano perso conoscenza, riuscirono in extremis a riprendere il controllo del velivolo, evitando una tragedia. Tuttavia i casi di "sindrome aerotossica" sono così frequenti che, sebbene le compagnie stiano ancora cercando di nascondere ai più il problema della contaminazione da gas neurotossici in cabina, sarà sempre più difficile occultare la verità. Infatti sono decine i piloti, il personale di bordo ed i passeggeri che si accingono ad intentare azioni legali, giacché è recente la pubblicazione del referto di un coroner che associa con assoluta certezza la morte di un giovane pilota con ripetuti episodi di "fumo in cabina".

      E' il caso di ricordare che nel recente disastro aereo non è da sottovalutare la supposizione secondo cui i piloti, il personale di bordo ed i passeggeri siano rimasti incoscienti per minuti e questo giustificherebbe la dinamica occorsa. Ovviamente una verità come questa sarebbe deflagrante a livello di immagine ed il mercato dei voli civili subirebbe un crollo spaventoso. Anche le operazioni di aerosol clandestine, affidate alle compagnie commerciali, sarebbero in qualche modo compromesse. Per questo motivo è stata confezionata la storiella del pilota sucida alla quale tutti si sono omologati di buon grado. Un errore umano e la faccenda si chiude in fretta. Ciò giustificherebbe anche il silenzio dei dirigenti della Lufthansa che, a loro modo di vedere, preferiscono questo tipo di danno di immagine, piuttosto che dover rivedere la questione di fronte ad una vasta clientela. Gli utenti chiederebbero gli indennizzi per danni subìti a causa dei fumi tossici respirati in cabina passeggeri in questi ultimi 15 anni.

      In ultimo... noi pensiamo che l'A-320 della Germanwings sia stato abbattuto ben prima di precipitare sulle cime francesi e ciò spiegherebbe perché delle parti più resistenti del velivolo non esiste alcun rottame. In seguito sarebbe stato ricreato ad hoc un teatro del disastro. E’ una ricostruzione superficiale (quella ufficiale), contraddittoria ed approssimativa, ma più che suf
      ficiente per ingannare un popolino sempre più stupido.

    1. Neriana 28 marzo 2015

      Per me la cosa inquietante è che a mezzogiorno circa, percio' poco dopo lo schianto dell'aereo, Holland era già in televisioni ( l'ho visto su RAI news 24) e diceva che la zona dell'impatto era impervia e per questo difficile da raggiungere. Poi ha detto che con quel tipo di incidente non ci potevano essere superstiti. Strano, perchè nessuno a quell'ora poteva sapere che tipo di incidente aveva subito l'aereo, come poteva esserne certo mezz'ora dopo Hollad ? Come poteva escludere che ci fossero sopravvisuti se, secondo lui, ancora non erano arrivate le squadre di soccorso in area ?

      Il fattodell'apparizione di Holland mi aveva sconcertato perchè normalmente un capo di Stato aspetta una relazione prima di apparire su tutti i TG a dare una versione dei fatti.
      Chi era la persona che si è vista muovere fra le macerie ? La sparizione della scatola nera con le manovre di volo è legata alla persona che simuoveva fra le macerie confusacon un improbabile sopravissuto ?
      Come mai un'esperta americana di sicurezza e guerre elettroniche viaggiava a bordo di un aereo low cost , percio' a basso profilo ? Cosa poteva trasportare a Dusseldorf un aereo low cost attraverso un'esperta di guerre elettroniche ? Come mai si mobilitano tutti capi di Stato per un incidente aereo ancor prima di sapere cosa è realmente successo ? Insomma a pensare male si fa peccato....ma........
    1. RES 28 marzo 2015

      Gigi, un'altra domanda:
      Quanto tempo ci vuole a riprogrammare in volo il pilota automatico?
      Per quello che concerne i parametri di questa contingenza s'intende.


    1. Aironeblu 28 marzo 2015

      Che l'aereo sia esploso in volo a questo punto credo possa essere un dato di fatto.
      Sgoogolatevi qualsiasi immagine di schianti aerei avvenuti realmente e troverete sempre una zona di impatto chiaramente visibile, annerita dall'incendio (in questo caso tra l'altro i serbatoi erano pieni), e grandi tronconi di ali, timone di coda, fusoliera, insieme ai corpi dei passeggeri e soprattutto ai motori dell'aereo, che per la loro massa in acciaio possono ammaccarsi, ma non di certo polverizzarsi.
      Il tutto nel raggio di qualche centinaio di metri.
      Qui invece niente di tutto cio', ma solo frammenti minuscoli sparsi in un arco di parecchi chilometri: niente punto di impatto, niente tracce di combustione, niente resti di dimensioni maggiori a 1-2 metri, niente motori, niente corpi di passeggeri, ma solo l'improbabile storiella di un co-pilota depresso che decide di suicidarsi mentre il suo comandante tnta di abbattere la porta della cabina a colpi di ascia (gli ultimi aggiornamenti parlano di questo) tra l'indifferenza generale dei passeggeri, che inizieranno a spaventarsi e a gridare solo a pochi secondi dall'impatto...
      Dalla fretta con cui e'stata messa su una storiella cosi' stupida e contradditoria sembrerebbe trattarsi di un incidente, qualcosa come un errore durante qualche esercitazione NATO: improbabile l'ipotesi di un dirottamento a fini di attentato terroristico, altrimenti la copertura mediatica avrebbe messo in risalto la matrice terroristica, e coperto l'abbattimento da parte del Mirage con una ribellione dei passeggeri tipo Shankville.

    1. Gigi81 28 marzo 2015

      SanPap,


      Per rispondere alla tua domanda, si effettivamente la cabina del A320 non è la più silenzionsa del mondo (ho 4000 ore di volo passate li dentro) ma secondo me si è possibile registrare il respiro se il copilota si fosse messo le cuffie, il che è possibilissimo o addirittura obbligatorio da procedura German Wings quando un pilota rimane solo in cabina, con il microfono sufficentemente vicino al viso. Senza cuffie sarebbe impossibile!

      La cosa inquietante è perché e come mai il NYT sapeva prima di tutti gli altri?

      Inoltre, perché non ci sono tracce di fuoco che sarebbe dovuto generarsi dall'esplosione del combustibile che c'era a bordo?

      Un saluto
    1. SanPap 28 marzo 2015

      Mi era sfuggito questo particolare.

      Grazie

    1. ligius 28 marzo 2015

      Il copilota come detto da subito aveva indossato la maschera dell'ossigeno, copre tutto il volto, e ha il microfono interno, chiaramente.

    1. SanPap 28 marzo 2015

      Non sono un esperto di aeromobili, ma ho viaggiato molto fin da piccolo (mio padre era un diplomatico); una cosa mi è sembrata da subito una fandonia: non mi mai capitato di volare su aeromobili (ad elica, a turbo elica, a jet) sui quali non ci fosse un rumore tale da coprire non dico la voce della persona seduta a fianco ma sicuramente il suo respiro. Invece i comunicati parlano del respiro regolare del copilota fino all'ultimo. Che i microfoni collegati ad una delle scatole nere possano rilevare i rumori, le voci è credibile, ma che rilevino anche il respiro mi sembra francamente quasi impossibile. Parlano anche di rumori fatti dai piloti nel manovrare i comandi ? Forse in sala macchine di una nave i comandi fanno rumore.

      Qualche lettore di CDC che consce bene gli aeromobili esprime la sua opinione ?


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