L’EURO/CIVETTA GRECO DAGLI OCCHI GLAUCHI DELLA MORTE

L’EURO/CIVETTA GRECO DAGLI OCCHI GLAUCHI DELLA MORTE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

L’ “eterno ritorno dell’uguale” di Friedrich Nietzsche, caratterizza l’ontologia circolare della storia delle società e anche del capitale, per cui l’universo rinasce e rimuore secondo cicli temporali fissi e necessari, ripetendo eternamente un percorso anche diverso, ma rimanendo sostanzialmente sempre se stesso. Cioè in un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte: “L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!". (Nietzsche, La gaia scienza)

Così l’attuale situazione politico economica dell’Eurozona ricorda da vicino, come fosse appunto un remake iperrealistico postmoderno, una vicenda che si perde nella notte dei tempi, ma che prevede molte affinità e parallelismi con quella attuale: la defezione di Mitilene all’Imperialismo ateniese del 427 a.C., raccontata da Tucidide nelle “Storie”.

Il 3° libro delle “Storie” appunto affronta il tema scottante della nascita dell’Imperialismo ateniese, sollevando la questione delle prime diserzioni alla Lega Delio-Attica, divenuta con Pericle una sorta di Eurozona d’antan, con cui lo “stratega della democrazia” sanciva e consolidava la supremazia militare e politica della città di Atene sul resto degli alleati. Una serie di misure resero subito esplicita la soggezione delle città delio/attiche: l'estensione dell'uso della moneta (ma va!), la riforma delle procedure di riscossione dei prelievi tributari (Fiscal Compact, Mes …), l'invio di ispettori con il compito di controllare le attività politiche locali.

Infatti la cosiddetta "civetta" era una moneta d'argento del peso di circa 16,5 grammi, coniata nella zecca ateniese a partire dalla fine del VI secolo a.C. Simbolo della filosofia, della saggezza e della cultura (sic), la civetta di Atena è stata rappresentata anche nella moneta da un Euro greco (lapsus freudiano?), così com’era raffigurata nell’antica tetradracma ateniese del V sec.a.C. La glaucopide Atena era dunque la dea “dagli occhi glauchi della civetta”: politeismo religioso, ma monoteismo del denaro, fin dai primi vagiti del capitalismo imperiale.

Mitilene dunque è tra le prime città a ribellarsi a questo violento imperialismo di Pericle, che aveva trasformato la Lega, originariamente sorta in funzione di difesa anti-persiana, in una Federazione di Stati spudoratamente sfruttati e spolpati da Atene, confluiti per occorrenza in una comunità di soci alla pari, che però si erano ritrovati nel tempo governati da un potere vincolante sempre più autoritario ed accentrato, che imponeva loro il versamento di un pesante tributo annuo alle casse federali (il MES?). I tributi venivano conservati nel Santuario di Apollo a Delo (santuari di Francoforte?), dove si teneva annualmente l’assemblea federale.

Dunque Mitilene (la Grecia di Tsipras) inviò i propri rappresentati all'assemblea federale, per dichiarare apertamente il proprio dissenso verso la speculazione affaristica, protrattasi nel tempo ai loro danni e sostenuta dalla borghesia capitalistica ateniese, e questi legittimarono come “giusta” la propria ribellione, sostenendo che un’alleanza del genere non rispettava valori condivisi, ma poggiava unicamente su calcoli di interesse, utilità e ricatto.

L’eterno ritorno della truffa del capitale verso i più deboli ha visto, il 4 febbraio scorso, anche Yanis Varoufakis incontrare a Berlino e a Bruxelles i vertici della Troika (Draghi, Juncker, Schäuble ), cui avrebbe fatto alcune proposte: allentare la morsa delle politiche di austerity sul debito greco per consentire una dilazione dei riscatti di credito, e permettere così una crescita economica salvifica per il recupero del benessere sociale. Teniamo presente che l’austerity e l’attuale crisi economica devastante hanno messo in ginocchio la Grecia (7000 suicidi e un aumento al 43% della mortalità infantile).
«Credo che di tutti i Paesi europei la Germania possa capire questo semplice concetto, ha detto Varoufakis, quando si avvilisce troppo a lungo una nazione orgogliosa, e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza vedere una luce alla fine del tunnel, questa nazione prima o poi fermenta. Non successe alla Germania sconfitta e umiliata del 1918, che vide germogliare il Nazismo all’ombra della precaria Repubblica di Weimar?»
Come ha risposto la Troika? Beh, dopo baci e abbracci di Juncker, a sera ha parlato Draghi, da buon falco/guardiano del santuario, e ha pronunciato l’oracolo: o la Grecia china la testa, accettando la prosecuzione della "terapia" della Troika, o le sue banche resteranno a secco di euri. La Bce quindi non accetterà più a garanzia titoli di debito greci per finanziare le banche elleniche, che rischiano così di andare gambe all'aria. Allineatosi sulla posizione dura dei falchi tedeschi, Draghi usa il pugno di ferro con la Grecia di Tsipras, perché la defezione anche di un solo paese dell’Eurozona rappresenterebbe un precedente troppo rischioso per la tenuta del sistema. 

Ma anche nel 427 a.C. quale fu la risposta alla ribellione di Mitilene, da parte dei guardiani del santuario dell’epoca? Addirittura due posizioni in aperta dialettica, all’interno del gruppo dirigente ateniese, provarono a risolvere il problema in chiave imperialistica. La prima fu quella dell’arconte Cleone, che si era arricchito con la conciatura delle pelli, materiale indispensabile per gli eserciti greci (oligarca del comparto militare/commerciale).

Il salsicciaio guerrafondaio Cleone dunque, con la neolingua populista ci sapeva fare parecchio, ed era particolarmente sensibile nei confronti dei Teti (popolino) e degli Zeugiti (piccoli proprietari terrieri), propose immediatamente di sterminare tutti i cittadini maschi della ribelle Mitilene, schiavizzare donne e bambini della città ribelle (appoggiata da Sparta), giustificando la propria risolutezza con la ragion di stato.

«Di frequente, in tempi passati, ho avuto occasione di convincermi, per esperienza diretta, che la democrazia è impotente al governo di un impero: concetto più di prima nitido e fermo, mentre, proprio ora, noto sui vostri volti pentiti il rammarico per la decisione su Mitilene.» (Tucidide, Guerra del Peloponneso)

Insomma Draghi e Juncker come Cleone? Certo ! Historia magistra vitae? Beh credo proprio di sì, sono gli uomini che non hanno imparato un accidente … o meglio non vogliono imparare, per un loro tornaconto.

Ma Draghi e Juncker sono anche come Pericle, perché il nobile stratega, passato alla storia come l’ideatore della democrazia ateniese, governò Atene per trent'anni, dal 460 a.C fino a quando morì di peste nel 429, e seguace dell'ideale “democratico” di Temistocle, favorì la “piena parità” dei diritti politici dei cittadini, infatti introdusse un compenso in denaro per tutti coloro che ricoprivano cariche pubbliche, permettendone così l'accesso anche ai meno abbienti, incrementò l'assistenza sociale, pagando sussidi a mutilati e invalidi, assegnando una paga a soldati e marinai e concedendo la terra delle colonie ai contadini.

Non dimentichiamo però che la democrazia ateniese interessava solo il 10% della popolazione, solo i cittadini ateniesi adulti di sesso maschile e dotati di censo godevano del diritto di voto. Quindi la forma di governo democratica, nasce in funzione dell’affermarsi della borghesia come nuova classe di potere, in cui solo chi possedeva i capitali poteva partecipare attivamente all’Ecclesia (assemblea con poteri legislativi e giudiziari), e invece erano escluse tutte le altre classi sociali: donne, schiavi, meteci (stranieri residenti). Anche chi non aveva entrambi i genitori residenti non poteva parteciparvi.

Ora però si era in tempo di guerra, e la reazione ateniese fu particolarmente dura: Mitilene fu sottoposta ad assedio, dovette capitolare e attendere nel terrore le decisioni della “città civetta”, mentre Atene, dopo aver approvato in fretta e furia la proposta del “democratico” Cleone, spedì immediatamente una nave da guerra per comunicare e far eseguire la sentenza. Ma la “saggezza” del nuovo giorno portò con sé dubbi e rimorsi per l’enormità della ritorsione, suscitati dal discorso del moderato Diodoto, che suggerì una repressione meno indiscriminata. Non che la nuova punizione fosse particolarmente lieve: uccisi 1000 aristocratici, requisita la flotta, abbattute le mura della città ed espropriata la terra.
Anche Atene, come la Troika, negava ai suoi stessi alleati la libertà di scegliere la forma di governo preferita, adducendo a pretesto la supremazia assoluta e indiscutibile del proprio “modello di democrazia”, ma in realtà per difendere sino alle estreme conseguenze il proprio potere.

Oggi i Parlamenti dell’UE si sono svuotati di potere autonomo, devono sottostare ai diktat del capitale finanziario e subirne i ricatti, se non vogliono rischiare default economico e aumento della povertà. Ma tutto ciò non sta accadendo ugualmente anche sotto l’imperio dei Trattati? E allora perché non liberarsene definitivamente, dato che la crescita economica cessa di essere un miraggio, una volta riacquistata la sovranità monetaria, economica e politica?

I parallelismi storico politici sono tanti: la Confederazione navale della Lega Attica di Delo aveva il suo cuore nel tesoro di Delo (trasferito poi ad Atene), il suo motore nella dracma/civetta, il suo braccio armato nella flotta, il suo assetto era dunque fondato, in maniera assolutistica, su una struttura economico/militare. Anche l’Unione Europea è governata da un monoteismo fondamentalista di tipo economico, il suo dio è l’Euro/civetta dagli occhi glauchi, al quale ogni altro valore è stato sacrificato, il suo braccio armato sono gli organi di disinformazione. Violenza indotta ad arte dalla “società dello spettacolo”.

I rapporti fra Atene e gli alleati erano soprattutto di tipo monetario, attraverso il versamento forzato del “phòros” (il vincolo esterno). Anche oggi chi non ottempera alle imposizioni della BCE, ne paga le dure conseguenze. Sappiamo bene che le responsabilità della crisi greca però non vanno tanto attribuite alla cattiva gestione economica della politica autoctona, quanto piuttosto alla mancanza di sovranità monetaria e alla sistematica usurocrazia praticata dal progetto criminale europeo ai danni della periferia dell’impero.

E mentre Atene pretendeva dagli alleati l’obbedienza assoluta, non tollerandone né l’uscita dalla Confederazione né semplicemente una diminuzione dell’impegno, guarda caso nel Trattato di Maastricht non è neppure contemplata la possibilità che un Paese membro possa un giorno decidere di uscire dall’Unione.

Tempi cupi dunque per noi, periferia dell’Impero. Però ora l’opinione pubblica dei paesi Piigs sta diventando sempre più sensibile al problema, anche le oche del Campidoglio si stanno forse svegliando, così come ha riaperto gli occhi glauchi la “civetta greca” di Syriza.

Che la “gaia storia” vi sia lieve …

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

11.02.2015

Commenti (39)

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    1. Georgios 11 febbraio 2015

      Che Atene si sia pian piano trasformata in una potenza imperialistica l'ho scritto pure io, quindi certe scelte di Pericle in “politica estera” furono scontate e approvate dal popolo. Non poteva essere diversamente dato il ruolo determinate di Atene sia a Maratone (1a invasione persiana) sia a Salamina (2a invasione). Ma dato anche il suo commercio (che era la vera forza motrice di tutto), la sua egemonia in mare e come anche il suo sistema politico che era stato il primo esempio democratico per tutta la Grecia.

      Intendiamoci, democratico, tenuto conto del sistema economico di allora per tutto il mondo: la forza lavoro erano gli schiavi, schiavi con un significato del termine ben diverso da quello che gli attribuiamo noi oggi. Infatti fu Marx stesso che ha parlato di qualità democratica ma non di quantità. E di fatto certe misure a favore dei cittadini ateniesi rimangono impensabili perfino ai migliori tempi delle democrazie contemporanee.

      Il vero ruolo, dal punto di vista sociale però, di Pericle, anche se lo descrivi molto bene, e' manifesto sopratutto nel suo discorso sconvolgente ai suoi concittadini proprio all'inizio della guerra del Peloponneso, come e' stato riportato da Tucidide (uno storico grande, non democratico ma obbiettivo) ma e' anche testimoniato dalla raccolta intorno a sé di tutte le menti radicalmente progressiste del suo tempo. Per cui, parlare di Cleone come “molto peggio di Pericle” non rende giustizia al secondo.

      Nessuna delle due guerre del Peloponneso può essere attribuita ad Atene. La causa in entrambi i casi fu la rivalità tra due città potenti e due sistemi politici contrastanti e basta.

      Per quel che riguarda il capitale, allora non esistevano “capitali” perché questa parola ha un significato ben preciso che nasce solo dal 15o – 16o secolo in poi. Allora esisteva solo ricchezza. Ci sarebbe stata anche l'apparizione del capitale in tempi abbastanza brevi se 1o la guerra del Peloponneso fosse stata vinta dall'alleanza ateniese e 2o se non fosse apparso un dio della guerra di nome Alessandro che ha provocato la prima mini-globalizzazione del mondo di allora. Invece abbiamo dovuto aspettare molti secoli.

      D'accordo su Nietzsche, infatti mi era parsa un po' strana la tua affermazione e perciò sono stato un po' provocatorio, cosa della quale mi scuso.

      Non e' esatta la tua affermazione che non mi sia piaciuto l'articolo. Al contrario, ho captato il senso profondo di esso e sono assolutamente d'accordo con questo. Volevo solo chiarire che esistono molte cose “grigie” nelle cose e nella storia, cose che non dobbiamo vedere solo in bianco e nero. Tutto qui. Ecco il senso del discorso sulla democrazia che ho fatto e che non si indirizza minimamente al tuo credo democratico che non metto assolutamente in dubbio.

      Infine due piccole osservazioni:

      La dialettica non e' un'invenzione platonica ma hegeliana. Platone faceva i dialoghi che costruiva come gli piaceva. E' stato sì uno grande, ma non per questo meno reazionario.

      Non mi sono sentito minimamente offeso per il fatto che sono greco. Avrei difeso la “scoperta” della democrazia anche se fosse stata inventata dagli eschimesi.

    1. Rosanna 11 febbraio 2015

      Ciao Georgios,

      è la prima volta che non ci troviamo d'accordo, ma ben venga, dato che la verità la si acquisisce attraverso la dialettica, e questo ce l'ha insegnato un altro greco con i suoi dialoghi: PLatone.

      Partendo dall'inizio della tua obiezione, Nietzsche dice che l’universo rinasce e rimuore secondo cicli temporali fissi e necessari,
      ripetendo eternamente un percorso anche diverso, ma rimanendo
      sostanzialmente sempre se stesso, con tutte le dovute sfumature, tanto che il suo "nichilismo" giunge a profetizzare attraverso Zarathustra un mondo nuovo e rinnovato (dunque non immobile), che fonderà una umanità più autentica e vitale (ubermensch). Il suo nichilismo dunque è addirittura propositivo, non pessimista. Forse non sono riuscita a spiegarmi bene, scusa.

      Poi alla seconda obiezione mi sento di chiarire che non ho voluto minimamente condannare la democrazia in genere, scherziamo, e nemmeno sminuire il fatto che il sistemza democratico sia nato in Grecia, non poteva essere diversamente, dato che anche la filosofia è nata lì, e dunque tutto il pensiero e la civiltà ocidentale ha origini greche. Quindi non volevo assolutamente screditare la grandezza della civiltà e della storia greca, ma esattamente il contrario. Certo che la democrazia del tempo riguardava solo il 10% della popolazione, come ho detto, quindi non era vera democrazia, ciò non toglie che sia nata proprio lì, per i motivi che ho detto prima.

      Quanto al fatto che non ci fosse borghesia al tempo di Pericle, sono d'accordo, così come la intendiamo noi, ma c'era sicuramente il capitale, che nasce in realtà ancora prima, agli albori della civiltà, perché come dice John Zerzan in 'Primitivo attuale': "L'agricoltura è l'atto di nascita della produzione, e della deformazione della vita e della coscienza, quando la terra diventa uno strumento della produzione". Quindi il capitale produttivo era già nato e faceva gli interessi suoi.

      Che Cleone poi fosse molto peggio di Pericle, sono d'accordo anche su questo, come ho anche detto in relazione alle novità democratiche da lui introdotte (citate anche nell'articolo), però non dovremmo lasciarci influenzare troppo dalla retorica della storia, così come spesso ci insegna Massimo Fini, che spesso è stata raccontata dai vincitori, perché Pericle era sostanzialmente un imperialista, che ha favorito la "democrazia", perché in quel momento era funzionale al potere.

      Per ottenere soprattutto la maggiore partecipazione possibile del popolo, infatti egli introdusse un compenso in denaro
      per tutti coloro che ricoprivano cariche pubbliche permettendone
      l'accesso anche ai più poveri. Incrementò l'assistenza sociale,
      accollando allo Stato l'educazione degli orfani, pagando sussidi a
      mutilati e invalidi, assegnando una paga a soldati e marinai in servizio
      e incentivando l'emigrazione dei contadini concedendo loro terre nelle
      colonie.

      La concezione imperialista. Pericle accelerò il processo di trasformazione della libera Lega delio-attica in un organismo imperiale tramite il quale Atene imponeva la sua volontà politica agli alleati, cosa simbolicamente espressa dal trasferimento da Delo a Atene (454 a.C.) del tesoro federale. Una serie di misure resero manifesta la soggezione a Atene delle città delio-attiche: dall'estensione dell'uso della moneta e dei sistemi metrico-ponderali ateniesi alla riforma delle procedure di riscossione e irrigidimento del prelievo tributario, all'invio di ispettori con il compito di controllare le attività politiche locali. Ciò fu causa di rivolte (l'Eubea nel 446 a.C., Samo nel 441) che misero in risalto la contraddizione di fondo della politica periclea, accesamente democratica in Atene e negatrice di ogni autonomia politica fuori di essa. Nel 457 a.C. Pericle, alleatosi con tutti gli avversari Spartani, iniziò la prima Guerra del Peloponneso, ottenendo alcuni successi, e spinse Atene a combattere per difendere l'Egitto dai Persiani, spedizione che si rivelò un fallimento. Ripresa la guerra contro la Persia, gli Ateniesi riportarono una grande vittoria e venne firmata la pace. Scoppiata nel 431 a.C. la seconda Guerra del Peloponneso contro Sparta, Pericle si oppose alla parte di opinione pubblica favorevole ad accordi di pace con il nemico. Posto sotto accusa, ritenuto responsabile della guerra e della fiacca condotta ateniese attraversò una fase di difficoltà, ma ciononostante continuò a essere eletto stratego finché restò vittima dell'epidemia di peste abbattutasi sulla città (429 a.C.).

      http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/storia/Preistoria-ed-et--antica/Dall-et--di-Pericle-al-governo-dei-Trenta--il-fiorire-della-cultura-classica/L-et--di-Pericle.html

      Per concludere Georgios, mi dispiace che non ti sia piaciuto l'articolo, ma io ho fatto questo parallelismo storico per sostenere le giuste motivazioni delle rivendicazioni di Varoufakis, condannando la Troika e non tanto la Grecia, che è purtoppo una vittima del sistema eurocratico.
      Tutto qui.





    1. furibondius 11 febbraio 2015

      secondo me, se può far piacere constatare le similitudini tra diverse epoche storiche, è vero anche che è estremamente importante mantenere una autonomia di pensiero, per non essere portati a credere che siccome da tremila anni le cose vanno così, non si possa cambiare. Facciamola noi, adesso, la storia......

    1. GioCo 11 febbraio 2015

      Basta una goccia o un fotone, per cambiare ogni ragione, per portare la realtà verso un altra magione. Ma ognuna di esse sarà in prigione, ognuna dentro un altro contenitore.

      Delle molte gocce che cadono, nessuna saprà se stessa altro che inutile, incapace, limitata al destino gramo di una lenta agonia contenuta. Quando infine arriverà quella per cui molti troveranno la libertà, tutti non potranno che eleggerla come speciale, mentre lei saprà se stessa identica alle altre.

      Che cos'è la libertà? Libertà da cosa o di chi? Posso essere libero se non posso uccidere chi mi pare? Che valore ha la vita senza il possesso? Esiste Godimento senza Violenza? Nelle eterne relazioni di potere, dalla nascita alla morte, è più fortunato il contenuto o ciò che contiene? Che diritto ha l'esistente di essere Tiranno per l'umana progenie di cui è figlia, di decretarne la fine a proprio piacimento?

      Zeus fu Signore relegando padre Cronos nel tartaro (uccidendolo simbolicamente), Cronos fu Signore del Cosmo dopo aver sterilizzato Urano, secondo volontà di Gea, madre terra. Ma Cronos fu signore al tempo in cui gli Uomini conobbero il massimo splendore, l'esatto paradiso dove si inizia e di termina l'esistenza senza mai sofferenza, mentre sotto Zeus l'Uomo vide crescere solo patimenti, sfinimento e inedia. Un mondo malato e morente per un Dio pazzo, inclemente, maniaco sessuale e sadico.

      Non so se saremo destinati in questo nuovo precipizio, verso un altra finta libertà da un altro finto Dio che ci riserverà altri orrori peggiori di questi, tanto da farci guardare all'oggi come a un epoca d'oro. All'epoca dei Greci era il mito degli Eroi, Umani che confinavano con il divino, noi quello dell'indecente Mercato, che tutto risolve. Finiamo per vedere il mito che ci ha preceduto migliore, perchè cancelliamo il peggio che ha garantito, in attesa di traboccare fuori a in un altro precipizio.

      Ci dicono i Veda che questo è l'ultimo giro della grande giostra di questo cosmo, prima che torni l'epoca d'oro. Ma in una giostra non c'è l'ultimo giro, c'è che scendi e te ne torni a casa, basta che non dimentichi che è solo una gigantesca, titanica, presa per il ... buon giro. :))


    1. Rosanna 11 febbraio 2015

      Anche questi grafici di Vito Lops non sono male:

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-15/quanto-vale-squilibrio-economico-paesi-europei-ecco-mappa-italia-fuori-pericolo--111656.shtml?uuid=ABGICrtB

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-15/quanto-vale-squilibrio-economico-paesi-europei-ecco-mappa-italia-fuori-pericolo--111656.shtml?grafici

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-29/quando-troppo-stroppia-adesso-germania-rischia-sanzione-perche-sta-esportando-raffica-penalizzando-italia-grecia-e-dintorni-175134.shtml?uuid=ABfg59Z

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-29/quando-troppo-stroppia-adesso-germania-rischia-sanzione-perche-sta-esportando-raffica-penalizzando-italia-grecia-e-dintorni-175134.shtml?grafici






    1. Georgios 11 febbraio 2015

      Per cominciare devo dire che non sono d'accordo con l'introduzione dell'articolo cioè non sono d'accordo con Nietzsche. La storia fa sì dei cicli ma questi cicli rotolano verso il futuro. E' una continua lotta ma anche un continuo cambiamento di sostanza. Diversamente saremmo rimasti ai tempi di Nabucodonosor. Senza considerare che e' una visione non scientifica e pessimistica considerare che non cambierà mai niente, specialmente dati i tempi che corrono.

      Poi, qui si rischia di condannare la democrazia in generale, una democrazia inventata dai greci classici per la prima volta nella storia umana. E si rischia di condannarla uguagliandola all'imperialismo per il fatto che la democrazia ateniese ha dato vita in seguito (ai tempi di Pericle) all'imperialismo ateniese dell'epoca. La democrazia ateniese ha avuto come padre Clistene ed e' stata messa a punto da Efialte (non da Pericle che era stato suo allievo). Sarebbe un discorso troppo lungo elencare la lista delle importantissime riforme introdotte nella società (prima fra tutte l'azzeramento dei debiti delle classi deboli verso gli aristocratici) ma credo basti questo: In Grecia, ancora oggi si dice “ha visto degli Efialtes nei suoi sogni” il che si riferisce al sonno non tanto tranquillo degli aristocratici ai tempi di Efialte.

      In ogni caso le cose non sono mai bianco e nero. Le stesse situazioni possono influenzare il corso della storia contemporaneamente in un modo progressista ma anche reazionario. P. es. e' vero tutto il racconto sulla federazione ateniese e su Mitilene ma la repressione e la crudele punizione inflitta al popolo di Mitilene, ma soprattutto agli aristocratici di Mitilene, ebbe luogo proprio perché questi aristocratici avevano avviato delle trattative con Sparta nel pieno svolgimento della guerra del Peloponneso. E non le avevano avviate per fare un favore al popolo, ma per difendere i propri interessi.

      I fondi raccolti a Delo erano stati ideati per poter far fronte ad una nuova aggressione da parte della Persia dopo le due guerre del 492 e 480 aC. E' vero che più tardi sono stati trasferiti ad Atene ma e' anche vero che chi non si sentiva proprio contento di questa raccolta furono gli aristocratici i quali nella guerra del Peloponneso erano dalla parte di Sparta come lo erano d'altronde anche i Persiani che aiutarono militarmente ed economicamente Sparta. E l'esito di questa guerra che non era solo uno scontro tra due potenze rivali (Atene e Sparta) ma anche una guerra tra democrazia ed oligarchia, ha influenzato negativamente tutta la storia umana.

      Aggiungo anche che non c'erano dei borghesi ai tempi di Pericle. Il termine indica una classe sociale con certe caratteristiche di tipo economico che non esistevano allora. Non c'era stata ancora l'accumulazione di capitale nel senso produttivo del termine e la ricchezza prodotta dallo sfruttamento veniva impiegata o in opere di prestigio oppure veniva messa da parte, nascosta. Naturalmente e' anche stata la fonte della potente flotta dell'imperialismo ateniese.

      Poi, c'è il famigerato discorso del 10%. Per evitare di ripetere cose già commentate in passato, per chi fosse interessato, propongo questo (e' il commento del 17/12/14, ore 16:04, stesso nick):

      http://sollevazione.blogspot.it/2014/12/liberta-democrazia-e-sovranita-di.html [sollevazione.blogspot.it]

      Per cui, per carità, Draghi e Juncker come Cleone sì. Ma come Pericle no. E poi, Cleone era stato avversario politico di Pericle.

      E neanche Tsipras come Mitilene. Le dinamiche oggi sono del tutto diverse. E non solo perché non c'è una guerra in atto nella quale la Grecia vuole passare dall'altra parte.

    1. SanPap 11 febbraio 2015

    1. albsorio 11 febbraio 2015

      Interessante anche la storia delle 500 lire di carta emesse dallo Stato italiano senza debito da Aldo Moro morto ammazzato anni dopo dalle BR

    1. albsorio 11 febbraio 2015

      Diciamo che una minoranza (1%) ha capito la storia... solo scrivere un articolo sono la persona sbagliata.

    1. Arcadia 11 febbraio 2015

      Applausi Rosanna.

    1. Rosanna 11 febbraio 2015

      Scusa albsorio,

      vorrei anche aggiungere che lo studio della storia , anche al liceo, serve appunto per capire la realtà in cui viviamo, sarebbe bastato infatti aver capito bene le dinamiche del potere dell'imperialismo ateniese del tempo di Pericle ed assimilarlo alla vicenda dell'Eurozona, per comprendere che il capitalismo imperialistico è nato allora ed è semplicemente l'antenato di quello che esiste oggi.

      Allora era l'Atene di Pericle che sfruttava gli alleati, oggi è la Troika ... cambiano i nomi, ma la truffa è tale e quale, c'è persino una moneta unica di mezzo, un tesoro conservato prima a Delo, oggi nei santuari di Francoforte, un braccio armato pronto ad intervenire, ieri come oggi.

      Vedi come talvolta basta sfogliare un testo liceale per capire, non occorre leggersi tanti trattati economici di Krugman (che è comunque una pedina del sistema).

      Certo che poi le risoluzioni possono poi essere diverse e numerose, anche quelle che nomini tu sono interessanti e giuste.

      Perché non scrivi un articolo sul tema?

    1. Rosanna 11 febbraio 2015

      Proprio quello che volevo dire, attraverso il parallelismo storico, grazie SanPap, molto interessante e ben documentato l'articolo di scenarieconomici.it

      http://scenarieconomici.it/scandaloso-litalia-ha-pagato-3-100-miliardi-di-interessi-in-3-decenni-198-del-pil/ [scenarieconomici.it] [scenarieconomici.it]


      infatti dopo il famigerato Divorzio tra Bankitalia e Tesoro 1981, i tassi d'interesse pagati sul debito sono schizzati alle stelle, cui si è poi aggiunta l'introduzione del vincolo esterno e dell'eurozona, tutte le fasi di un vero e proprio golpe finanziario ai danni del benessere democratico dei popoli della periferia, a vantaggio invece del centro Europa.


    1. SanPap 11 febbraio 2015

      E allora come oggi un altro impero scalpitava per partecipare al banchetto.

    1. SanPap 11 febbraio 2015

    1. oriundo2006 11 febbraio 2015

      Rosanna, forse la differenza col passato è solo che la Eu non richiederà la testa di mille aristoi greci...si accontenta oggi degli iloti di Atene che si suicidano o muoiono di fame...Senza far polemica, beninteso, ma credo che quando uno stato si indebita così pesantemente come l'Italia o la Grecia o un domani gli stessi Usa, ebbene, lo fa confidando che UN DOMANI si vedrà, si farà, si dirà: insomma prevede già implicitamente in un evento che risolverà le cose SENZA pagare o pagando assai meno. Questo 'evento' oggi lo abbiamo alle porte e si chiama guerra. Dracma o non dracma, lira o scudo non conta più di tanto. Paradossalmente l'Euro ha RINVIATO il 'redde rationem' in quanto l'economia tedesca ha fatto da 'garanzia' implicita sui debiti 'sovrani' ( e de che poi ? ) degli altri Paesi, i quali probabilmente NON si sarebbero indebitati così pesantemente in ASSENZA dello 'scudo' europeo. Basta vedere le serie storiche pre e post moneta unica per verificarlo. Dunque le responsabilità sono a ripartirsi fra tutti gli attori, nessuno escluso, tantomeno parte del popolo greco che è vissuto non 'sopra' i propri mezzi ma senza darsi peso collettivo di quanto facessero i propri governanti, lasciandoli fare confidando appunto in una facile 'soluzione' di tutti i problemi una volta entrati nella moneta unica. Una faccia una razza...Georgios mi tirerà le orecchie a sentire questo ma io non salvo nessuno.

    1. Rosanna 11 febbraio 2015

      Grazie albsorio,

      ma io non ho fatto delle proposte di risoluzione del problema, ho solo fatto un parallelismo storico tra la Lega Delio-Attica e l'attuale Eurozona, entrambe studiate ad arte dalle lobbies del potere imperialistico per spolpare gli alleati di queste comunità societarie che sono invece associazioni a delinquere, legittimate da trattati che nessun popolo ha firmato, né oggi, e nemmeno al tempo di Pericle e della sua pseudo-democrazia, dove solo il 10% della popolazione partecipava al potere.

      Ma oggi qual'è la percentuale di partecipazione democratica al potere della morente democrazia europea
      e italiana? Forse il 20%? Abbiamo fatto passi da gigante attraverso i millenni !

    1. albsorio 11 febbraio 2015

      Un bel tema da liceo... ma le cose sono più semplici.


      L'euro è una moneta privata garantita da debito pubblico.
      Questo espropria chi la usa della ricchezza che produce.

      Per la Grecia, come per l'Italia è necessario pagare i debiti... con cosa? Con i propri euro.
      Si perché ogni Paese aderente alla moneta unica quando vuole soldi, non metallici, da debito pubblico in contropartita.

      Draghi interrogato su chi sia il proprietario delle banconote e dei numeretti nei PC dice che all'atto della emissione sono di BCE, lapalissiano.

      Ma un secondo dopo che ha ricevuto il debito pubblico non sa di chi siano?
      A mio avviso sono di chi li ha "comprati".

      Quindi una volta azzerato il debito con gli euro si riparte con una moneta del popolo, emessa da una banca centrale del popolo.

      Va controllato anche l'accesso al credito dei cittadini, che non deve essere più ad esclusivo appannaggio delle banche private.

      Eliminare la riserva frazionaria, una leva che amplifica la differenza tra i tassi dare e avere, motore dell'inflazione.

      Rendere libere le borse da HFT

      Nazionalizzare i servizi e le risorse, luce acqua gas telefono, ESTRAZIONE IDROCARBURI...

      Questo dovrebbe fare la Grecia e l'Italia.

    1. Rosanna 11 febbraio 2015

      Sono d'accordo con te oriundo2006,

      certamente anche il sistema politico bloccato pre-Syriza ha le sue gravi responsabilità, così come da noi la partitocrazia criminale, governata dalle lobbies ha condizionato fortemente la malapolitica nostrana,
      però l'attuale default economico della Grecia è dovuto soprattutto alla usurocrazia del sistema eurocratico, diversamente la Grecia con la sua vecchia dracma non sarebbe sull'orlo del default
      (anzi già fallita), come del resto nemmeno noi ...

    1. oriundo2006 11 febbraio 2015

      Bellissimo articolo e bellissimo parallelo. Non concordo sulla non rilevanza della ''.. cattiva gestione economica della politica autoctona..'' nel delineare le responsabilità della crisi. Queste ci sono eccome, a partire da un sistema politico pre-Syriza bloccato su partiti e figure immutabili, ampiamente ricattabili e sopratutto portatrici di un'immagine di potere familistico-personale che ha considerato il tesoro dello stato sua diretta proprietà da amministrare secondo propri interessi, sicuro che nessuno controllasse e sicuro che così andasse bene anche alla Eu, fatto salvo il maquillage alla Goldmann all'ultimo minuto. Il tutto all'ombra delle Logge, beninteso.

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