L’EURO/CIVETTA GRECO DAGLI OCCHI GLAUCHI DELLA MORTE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

L’ “eterno ritorno dell’uguale” di Friedrich Nietzsche, caratterizza l’ontologia circolare della storia delle società e anche del capitale, per cui l’universo rinasce e rimuore secondo cicli temporali fissi e necessari, ripetendo eternamente un percorso anche diverso, ma rimanendo sostanzialmente sempre se stesso. Cioè in un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte: “L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!”. (Nietzsche, La gaia scienza)

Così l’attuale situazione politico economica dell’Eurozona ricorda da vicino, come fosse appunto un remake iperrealistico postmoderno, una vicenda che si perde nella notte dei tempi, ma che prevede molte affinità e parallelismi con quella attuale: la defezione di Mitilene all’Imperialismo ateniese del 427 a.C., raccontata da Tucidide nelle “Storie”.

Il 3° libro delle “Storie” appunto affronta il tema scottante della nascita dell’Imperialismo ateniese, sollevando la questione delle prime diserzioni alla Lega Delio-Attica, divenuta con Pericle una sorta di Eurozona d’antan, con cui lo “stratega della democrazia” sanciva e consolidava la supremazia militare e politica della città di Atene sul resto degli alleati. Una serie di misure resero subito esplicita la soggezione delle città delio/attiche: l’estensione dell’uso della moneta (ma va!), la riforma delle procedure di riscossione dei prelievi tributari (Fiscal Compact, Mes …), l’invio di ispettori con il compito di controllare le attività politiche locali.

Infatti la cosiddetta “civetta” era una moneta d’argento del peso di circa 16,5 grammi, coniata nella zecca ateniese a partire dalla fine del VI secolo a.C. Simbolo della filosofia, della saggezza e della cultura (sic), la civetta di Atena è stata rappresentata anche nella moneta da un Euro greco (lapsus freudiano?), così com’era raffigurata nell’antica tetradracma ateniese del V sec.a.C. La glaucopide Atena era dunque la dea “dagli occhi glauchi della civetta”: politeismo religioso, ma monoteismo del denaro, fin dai primi vagiti del capitalismo imperiale.

Mitilene dunque è tra le prime città a ribellarsi a questo violento imperialismo di Pericle, che aveva trasformato la Lega, originariamente sorta in funzione di difesa anti-persiana, in una Federazione di Stati spudoratamente sfruttati e spolpati da Atene, confluiti per occorrenza in una comunità di soci alla pari, che però si erano ritrovati nel tempo governati da un potere vincolante sempre più autoritario ed accentrato, che imponeva loro il versamento di un pesante tributo annuo alle casse federali (il MES?). I tributi venivano conservati nel Santuario di Apollo a Delo (santuari di Francoforte?), dove si teneva annualmente l’assemblea federale.

Dunque Mitilene (la Grecia di Tsipras) inviò i propri rappresentati all’assemblea federale, per dichiarare apertamente il proprio dissenso verso la speculazione affaristica, protrattasi nel tempo ai loro danni e sostenuta dalla borghesia capitalistica ateniese, e questi legittimarono come “giusta” la propria ribellione, sostenendo che un’alleanza del genere non rispettava valori condivisi, ma poggiava unicamente su calcoli di interesse, utilità e ricatto.

L’eterno ritorno della truffa del capitale verso i più deboli ha visto, il 4 febbraio scorso, anche Yanis Varoufakis incontrare a Berlino e a Bruxelles i vertici della Troika (Draghi, Juncker, Schäuble ), cui avrebbe fatto alcune proposte: allentare la morsa delle politiche di austerity sul debito greco per consentire una dilazione dei riscatti di credito, e permettere così una crescita economica salvifica per il recupero del benessere sociale. Teniamo presente che l’austerity e l’attuale crisi economica devastante hanno messo in ginocchio la Grecia (7000 suicidi e un aumento al 43% della mortalità infantile).
«Credo che di tutti i Paesi europei la Germania possa capire questo semplice concetto, ha detto Varoufakis, quando si avvilisce troppo a lungo una nazione orgogliosa, e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza vedere una luce alla fine del tunnel, questa nazione prima o poi fermenta. Non successe alla Germania sconfitta e umiliata del 1918, che vide germogliare il Nazismo all’ombra della precaria Repubblica di Weimar?»
Come ha risposto la Troika? Beh, dopo baci e abbracci di Juncker, a sera ha parlato Draghi, da buon falco/guardiano del santuario, e ha pronunciato l’oracolo: o la Grecia china la testa, accettando la prosecuzione della “terapia” della Troika, o le sue banche resteranno a secco di euri. La Bce quindi non accetterà più a garanzia titoli di debito greci per finanziare le banche elleniche, che rischiano così di andare gambe all’aria. Allineatosi sulla posizione dura dei falchi tedeschi, Draghi usa il pugno di ferro con la Grecia di Tsipras, perché la defezione anche di un solo paese dell’Eurozona rappresenterebbe un precedente troppo rischioso per la tenuta del sistema. 

Ma anche nel 427 a.C. quale fu la risposta alla ribellione di Mitilene, da parte dei guardiani del santuario dell’epoca? Addirittura due posizioni in aperta dialettica, all’interno del gruppo dirigente ateniese, provarono a risolvere il problema in chiave imperialistica. La prima fu quella dell’arconte Cleone, che si era arricchito con la conciatura delle pelli, materiale indispensabile per gli eserciti greci (oligarca del comparto militare/commerciale).

Il salsicciaio guerrafondaio Cleone dunque, con la neolingua populista ci sapeva fare parecchio, ed era particolarmente sensibile nei confronti dei Teti (popolino) e degli Zeugiti (piccoli proprietari terrieri), propose immediatamente di sterminare tutti i cittadini maschi della ribelle Mitilene, schiavizzare donne e bambini della città ribelle (appoggiata da Sparta), giustificando la propria risolutezza con la ragion di stato.

«Di frequente, in tempi passati, ho avuto occasione di convincermi, per esperienza diretta, che la democrazia è impotente al governo di un impero: concetto più di prima nitido e fermo, mentre, proprio ora, noto sui vostri volti pentiti il rammarico per la decisione su Mitilene.» (Tucidide, Guerra del Peloponneso)

Insomma Draghi e Juncker come Cleone? Certo ! Historia magistra vitae? Beh credo proprio di sì, sono gli uomini che non hanno imparato un accidente … o meglio non vogliono imparare, per un loro tornaconto.

Ma Draghi e Juncker sono anche come Pericle, perché il nobile stratega, passato alla storia come l’ideatore della democrazia ateniese, governò Atene per trent’anni, dal 460 a.C fino a quando morì di peste nel 429, e seguace dell’ideale “democratico” di Temistocle, favorì la “piena parità” dei diritti politici dei cittadini, infatti introdusse un compenso in denaro per tutti coloro che ricoprivano cariche pubbliche, permettendone così l’accesso anche ai meno abbienti, incrementò l’assistenza sociale, pagando sussidi a mutilati e invalidi, assegnando una paga a soldati e marinai e concedendo la terra delle colonie ai contadini.

Non dimentichiamo però che la democrazia ateniese interessava solo il 10% della popolazione, solo i cittadini ateniesi adulti di sesso maschile e dotati di censo godevano del diritto di voto. Quindi la forma di governo democratica, nasce in funzione dell’affermarsi della borghesia come nuova classe di potere, in cui solo chi possedeva i capitali poteva partecipare attivamente all’Ecclesia (assemblea con poteri legislativi e giudiziari), e invece erano escluse tutte le altre classi sociali: donne, schiavi, meteci (stranieri residenti). Anche chi non aveva entrambi i genitori residenti non poteva parteciparvi.

Ora però si era in tempo di guerra, e la reazione ateniese fu particolarmente dura: Mitilene fu sottoposta ad assedio, dovette capitolare e attendere nel terrore le decisioni della “città civetta”, mentre Atene, dopo aver approvato in fretta e furia la proposta del “democratico” Cleone, spedì immediatamente una nave da guerra per comunicare e far eseguire la sentenza. Ma la “saggezza” del nuovo giorno portò con sé dubbi e rimorsi per l’enormità della ritorsione, suscitati dal discorso del moderato Diodoto, che suggerì una repressione meno indiscriminata. Non che la nuova punizione fosse particolarmente lieve: uccisi 1000 aristocratici, requisita la flotta, abbattute le mura della città ed espropriata la terra.
Anche Atene, come la Troika, negava ai suoi stessi alleati la libertà di scegliere la forma di governo preferita, adducendo a pretesto la supremazia assoluta e indiscutibile del proprio “modello di democrazia”, ma in realtà per difendere sino alle estreme conseguenze il proprio potere.

Oggi i Parlamenti dell’UE si sono svuotati di potere autonomo, devono sottostare ai diktat del capitale finanziario e subirne i ricatti, se non vogliono rischiare default economico e aumento della povertà. Ma tutto ciò non sta accadendo ugualmente anche sotto l’imperio dei Trattati? E allora perché non liberarsene definitivamente, dato che la crescita economica cessa di essere un miraggio, una volta riacquistata la sovranità monetaria, economica e politica?

I parallelismi storico politici sono tanti: la Confederazione navale della Lega Attica di Delo aveva il suo cuore nel tesoro di Delo (trasferito poi ad Atene), il suo motore nella dracma/civetta, il suo braccio armato nella flotta, il suo assetto era dunque fondato, in maniera assolutistica, su una struttura economico/militare. Anche l’Unione Europea è governata da un monoteismo fondamentalista di tipo economico, il suo dio è l’Euro/civetta dagli occhi glauchi, al quale ogni altro valore è stato sacrificato, il suo braccio armato sono gli organi di disinformazione. Violenza indotta ad arte dalla “società dello spettacolo”.

I rapporti fra Atene e gli alleati erano soprattutto di tipo monetario, attraverso il versamento forzato del “phòros” (il vincolo esterno). Anche oggi chi non ottempera alle imposizioni della BCE, ne paga le dure conseguenze. Sappiamo bene che le responsabilità della crisi greca però non vanno tanto attribuite alla cattiva gestione economica della politica autoctona, quanto piuttosto alla mancanza di sovranità monetaria e alla sistematica usurocrazia praticata dal progetto criminale europeo ai danni della periferia dell’impero.

E mentre Atene pretendeva dagli alleati l’obbedienza assoluta, non tollerandone né l’uscita dalla Confederazione né semplicemente una diminuzione dell’impegno, guarda caso nel Trattato di Maastricht non è neppure contemplata la possibilità che un Paese membro possa un giorno decidere di uscire dall’Unione.

Tempi cupi dunque per noi, periferia dell’Impero. Però ora l’opinione pubblica dei paesi Piigs sta diventando sempre più sensibile al problema, anche le oche del Campidoglio si stanno forse svegliando, così come ha riaperto gli occhi glauchi la “civetta greca” di Syriza.

Che la “gaia storia” vi sia lieve …

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

11.02.2015

39 Commenti
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oriundo2006
oriundo2006
11 Febbraio 2015 8:26

Bellissimo articolo e bellissimo parallelo. Non concordo sulla non rilevanza della ”.. cattiva gestione economica della politica autoctona..” nel delineare le responsabilità della crisi. Queste ci sono eccome, a partire da un sistema politico pre-Syriza bloccato su partiti e figure immutabili, ampiamente ricattabili e sopratutto portatrici di un’immagine di potere familistico-personale che ha considerato il tesoro dello stato sua diretta proprietà da amministrare secondo propri interessi, sicuro che nessuno controllasse e sicuro che così andasse bene anche alla Eu, fatto salvo il maquillage alla Goldmann all’ultimo minuto. Il tutto all’ombra delle Logge, beninteso.

Rosanna
Rosanna
11 Febbraio 2015 8:36

Sono d’accordo con te oriundo2006,

certamente anche il sistema politico bloccato pre-Syriza ha le sue gravi responsabilità, così come da noi la partitocrazia criminale, governata dalle lobbies ha condizionato fortemente la malapolitica nostrana,
però l’attuale default economico della Grecia è dovuto soprattutto alla usurocrazia del sistema eurocratico, diversamente la Grecia con la sua vecchia dracma non sarebbe sull’orlo del default
(anzi già fallita), come del resto nemmeno noi …

albsorio
albsorio
11 Febbraio 2015 8:39

Un bel tema da liceo… ma le cose sono più semplici.

L’euro è una moneta privata garantita da debito pubblico.
Questo espropria chi la usa della ricchezza che produce.
Per la Grecia, come per l’Italia è necessario pagare i debiti… con cosa? Con i propri euro.
Si perché ogni Paese aderente alla moneta unica quando vuole soldi, non metallici, da debito pubblico in contropartita.
Draghi interrogato su chi sia il proprietario delle banconote e dei numeretti nei PC dice che all’atto della emissione sono di BCE, lapalissiano.
Ma un secondo dopo che ha ricevuto il debito pubblico non sa di chi siano?
A mio avviso sono di chi li ha "comprati".
Quindi una volta azzerato il debito con gli euro si riparte con una moneta del popolo, emessa da una banca centrale del popolo.
Va controllato anche l’accesso al credito dei cittadini, che non deve essere più ad esclusivo appannaggio delle banche private.
Eliminare la riserva frazionaria, una leva che amplifica la differenza tra i tassi dare e avere, motore dell’inflazione.
Rendere libere le borse da HFT 
Nazionalizzare i servizi e le risorse, luce acqua gas telefono, ESTRAZIONE IDROCARBURI…
Questo dovrebbe fare la Grecia e l’Italia.
Rosanna
Rosanna
11 Febbraio 2015 8:49

Grazie albsorio,

ma io non ho fatto delle proposte di risoluzione del problema, ho solo fatto un parallelismo storico tra la Lega Delio-Attica e l’attuale Eurozona, entrambe studiate ad arte dalle lobbies del potere imperialistico per spolpare gli alleati di queste comunità societarie che sono invece associazioni a delinquere, legittimate da trattati che nessun popolo ha firmato, né oggi, e nemmeno al tempo di Pericle e della sua pseudo-democrazia, dove solo il 10% della popolazione partecipava al potere.

Ma oggi qual’è la percentuale di partecipazione democratica al potere della morente democrazia europea
e italiana? Forse il 20%? Abbiamo fatto passi da gigante attraverso i millenni !

oriundo2006
oriundo2006
11 Febbraio 2015 9:09

Rosanna, forse la differenza col passato è solo che la Eu non richiederà la testa di mille aristoi greci…si accontenta oggi degli iloti di Atene che si suicidano o muoiono di fame…Senza far polemica, beninteso, ma credo che quando uno stato si indebita così pesantemente come l’Italia o la Grecia o un domani gli stessi Usa, ebbene, lo fa confidando che UN DOMANI si vedrà, si farà, si dirà: insomma  prevede già implicitamente in un evento che risolverà le cose SENZA pagare o pagando assai meno. Questo ‘evento’ oggi lo abbiamo alle porte e si chiama guerra. Dracma o non dracma, lira o scudo non conta più di tanto. Paradossalmente l’Euro ha RINVIATO il ‘redde rationem’ in quanto l’economia tedesca ha fatto da ‘garanzia’ implicita sui debiti ‘sovrani’ ( e de che poi ? ) degli altri Paesi, i quali probabilmente NON si sarebbero indebitati così pesantemente in ASSENZA dello ‘scudo’ europeo. Basta vedere le serie storiche pre e post moneta unica per verificarlo. Dunque le responsabilità sono a ripartirsi fra tutti gli attori, nessuno escluso, tantomeno parte del popolo greco che è vissuto non ‘sopra’ i propri mezzi ma senza darsi peso collettivo di quanto facessero i propri governanti,… Leggi tutto »

SanPap
SanPap
11 Febbraio 2015 10:00

E allora come oggi un altro impero scalpitava per partecipare al banchetto.

Rosanna
Rosanna
11 Febbraio 2015 10:05

Proprio quello che volevo dire, attraverso il parallelismo storico, grazie SanPap, molto interessante e ben documentato l’articolo di scenarieconomici.it

http://scenarieconomici.it/scandaloso-litalia-ha-pagato-3-100-miliardi-di-interessi-in-3-decenni-198-del-pil/ [scenarieconomici.it] [scenarieconomici.it]

infatti dopo il famigerato Divorzio tra Bankitalia e Tesoro 1981, i tassi d’interesse pagati sul debito sono schizzati alle stelle, cui si è poi aggiunta l’introduzione del vincolo esterno e dell’eurozona, tutte le fasi di un vero e proprio golpe finanziario ai danni del benessere democratico dei popoli della periferia, a vantaggio invece del centro Europa.

Rosanna
Rosanna
11 Febbraio 2015 11:02

Scusa albsorio,

vorrei anche aggiungere che lo studio della storia , anche al liceo, serve appunto per capire la realtà in cui viviamo, sarebbe bastato infatti aver capito bene le dinamiche del potere dell’imperialismo ateniese del tempo di Pericle ed assimilarlo alla vicenda dell’Eurozona, per comprendere che il capitalismo imperialistico è nato allora ed è semplicemente l’antenato di quello che esiste oggi.

Allora era l’Atene di Pericle che sfruttava gli alleati, oggi è la Troika … cambiano i nomi, ma la truffa è tale e quale, c’è persino una moneta unica di mezzo, un tesoro conservato prima a Delo, oggi nei santuari di Francoforte, un braccio armato pronto ad intervenire, ieri come oggi.

Vedi come talvolta basta sfogliare un testo liceale per capire, non occorre leggersi tanti trattati economici di Krugman (che è comunque una pedina del sistema).

Certo che poi le risoluzioni possono poi essere diverse e numerose, anche quelle che nomini tu sono interessanti e giuste.

Perché non scrivi un articolo sul tema?

Arcadia
Arcadia
11 Febbraio 2015 12:38

Applausi Rosanna.

albsorio
albsorio
11 Febbraio 2015 13:13

Diciamo che una minoranza (1%) ha capito la storia… solo scrivere un articolo sono la persona sbagliata.

albsorio
albsorio
11 Febbraio 2015 13:19

Interessante anche la storia delle 500 lire di carta emesse dallo Stato italiano senza debito da Aldo Moro morto ammazzato anni dopo  dalle BR

SanPap
SanPap
11 Febbraio 2015 13:30
Georgios
Georgios
11 Febbraio 2015 14:09

Per cominciare devo dire che non sono d’accordo con l’introduzione dell’articolo cioè non sono d’accordo con Nietzsche. La storia fa sì dei cicli ma questi cicli rotolano verso il futuro. E’ una continua lotta ma anche un continuo cambiamento di sostanza. Diversamente saremmo rimasti ai tempi di Nabucodonosor. Senza considerare che e’ una visione non scientifica e pessimistica considerare che non cambierà mai niente, specialmente dati i tempi che corrono. Poi, qui si rischia di condannare la democrazia in generale, una democrazia inventata dai greci classici per la prima volta nella storia umana. E si rischia di condannarla uguagliandola all’imperialismo per il fatto che la democrazia ateniese ha dato vita in seguito (ai tempi di Pericle) all’imperialismo ateniese dell’epoca. La democrazia ateniese ha avuto come padre Clistene ed e’ stata messa a punto da Efialte (non da Pericle che era stato suo allievo). Sarebbe un discorso troppo lungo elencare la lista delle importantissime riforme introdotte nella società (prima fra tutte l’azzeramento dei debiti delle classi deboli verso gli aristocratici) ma credo basti questo: In Grecia, ancora oggi si dice “ha visto degli Efialtes nei suoi sogni” il che si riferisce al sonno non tanto tranquillo degli aristocratici ai tempi di… Leggi tutto »

GioCo
GioCo
11 Febbraio 2015 14:42

Basta una goccia o un fotone, per cambiare ogni ragione, per portare la realtà verso un altra magione. Ma ognuna di esse sarà in prigione, ognuna dentro un altro contenitore. Delle molte gocce che cadono, nessuna saprà se stessa altro che inutile, incapace, limitata al destino gramo di una lenta agonia contenuta. Quando infine arriverà quella per cui molti troveranno la libertà, tutti non potranno che eleggerla come speciale, mentre lei saprà se stessa identica alle altre. Che cos’è la libertà? Libertà da cosa o di chi? Posso essere libero se non posso uccidere chi mi pare? Che valore ha la vita senza il possesso? Esiste Godimento senza Violenza? Nelle eterne relazioni di potere, dalla nascita alla morte, è più fortunato il contenuto o ciò che contiene? Che diritto ha l’esistente di essere Tiranno per l’umana progenie di cui è figlia, di decretarne la fine a proprio piacimento? Zeus fu Signore relegando padre Cronos nel tartaro (uccidendolo simbolicamente), Cronos fu Signore del Cosmo dopo aver sterilizzato Urano, secondo volontà di Gea, madre terra. Ma Cronos fu signore al tempo in cui gli Uomini conobbero il massimo splendore, l’esatto paradiso dove si inizia e di termina l’esistenza senza mai sofferenza, mentre… Leggi tutto »

furibondius
furibondius
11 Febbraio 2015 15:00

secondo me, se può far piacere constatare le similitudini tra diverse epoche storiche, è vero anche che è estremamente importante mantenere una autonomia di pensiero, per non essere portati a credere che siccome da tremila anni le cose vanno così, non si possa cambiare. Facciamola noi, adesso, la storia……

Rosanna
Rosanna
11 Febbraio 2015 15:11

Ciao Georgios, è la prima volta che non ci troviamo d’accordo, ma ben venga, dato che la verità la si acquisisce attraverso la dialettica, e questo ce l’ha insegnato un altro greco con i suoi dialoghi: PLatone. Partendo dall’inizio della tua obiezione, Nietzsche dice che l’universo rinasce e rimuore secondo cicli temporali fissi e necessari, ripetendo eternamente un percorso anche diverso, ma rimanendo sostanzialmente sempre se stesso, con tutte le dovute sfumature, tanto che il suo "nichilismo" giunge a profetizzare attraverso Zarathustra un mondo nuovo e rinnovato (dunque non immobile), che fonderà una umanità più autentica e vitale (ubermensch). Il suo nichilismo dunque è addirittura propositivo, non pessimista.  Forse non sono riuscita a spiegarmi bene, scusa. Poi alla seconda obiezione mi sento di chiarire che non ho voluto minimamente condannare la democrazia in genere, scherziamo, e nemmeno sminuire il fatto che il sistemza democratico sia nato in Grecia, non poteva essere diversamente, dato che anche la filosofia è nata lì, e dunque tutto il pensiero e la civiltà ocidentale ha origini greche. Quindi non volevo assolutamente screditare la grandezza della civiltà e della storia greca, ma esattamente il contrario. Certo che la democrazia del tempo riguardava solo il 10% della… Leggi tutto »

Georgios
Georgios
11 Febbraio 2015 16:28

Che Atene si sia pian piano trasformata in una potenza imperialistica l’ho scritto pure io, quindi certe scelte di Pericle in “politica estera” furono scontate e approvate dal popolo. Non poteva essere diversamente dato il ruolo determinate di Atene sia a Maratone (1a invasione persiana) sia a Salamina (2a invasione). Ma dato anche il suo commercio (che era la vera forza motrice di tutto), la sua egemonia in mare e come anche il suo sistema politico che era stato il primo esempio democratico per tutta la Grecia. Intendiamoci, democratico, tenuto conto del sistema economico di allora per tutto il mondo: la forza lavoro erano gli schiavi, schiavi con un significato del termine ben diverso da quello che gli attribuiamo noi oggi. Infatti fu Marx stesso che ha parlato di qualità democratica ma non di quantità. E di fatto certe misure a favore dei cittadini ateniesi rimangono impensabili perfino ai migliori tempi delle democrazie contemporanee. Il vero ruolo, dal punto di vista sociale però, di Pericle, anche se lo descrivi molto bene, e’ manifesto sopratutto nel suo discorso sconvolgente ai suoi concittadini proprio all’inizio della guerra del Peloponneso, come e’ stato riportato da Tucidide (uno storico grande, non democratico ma obbiettivo)… Leggi tutto »

adriano_53
adriano_53
11 Febbraio 2015 18:42

suggestivo.

ma da evitare parallelismi limitati alla geometria euclidea, e mitologie partorite  dalla testa dell’uomo e non dalla sua storia.

La storia non si ripete, è sempre nuova, aperta, libera ed ogni suo periodo, come il giorno, ha le sue pene e il suo tramonto.

adriano_53
adriano_53
11 Febbraio 2015 18:42

suggestivo.

ma da evitare parallelismi limitati alla geometria euclidea, e mitologie partorite  dalla testa dell’uomo e non dalla sua storia.

La storia non si ripete, è sempre nuova, aperta, libera ed ogni suo periodo, come il giorno, ha le sue pene e il suo tramonto.

SanPap
SanPap
12 Febbraio 2015 0:02

Grazie, domani li guardo

Affus
Affus
12 Febbraio 2015 5:09

una piccola osservazione di carattere etico in tutta questa matassa storica intorno alla democrazia , imperialismo ,oligarchie varie di potere  , etc.etc. non ho studiato questi periodi storici, però posso affermare, per mio convincimento,  che l uomo di 10 mila anni fa è lo stesso e identico uomo di oggi con i suoi meriti ,le sue qualità umane e i suoi egoismi, che sono sempre gli stessi …..    Ma dove sono le diversità se ci sono  ? cambia solo il suo progresso scientifico che gli permette di governare e trarre ricchezza per la sua sopravvivenza sfruttando nuove fonti della natura grazie alla maggior conoscenza scientifica .Con la scienza egli domina di più e meglio la terra e il creato …. ma alla fine chi ha più mezzi e sfrutta meglio i beni della terra estende il suo potere democratico o  oligarca che sia perché la  conoscenza scientifica non significa di pari passo giustizia nel senso ebraico- cristiano del termine .   Perché la democrazia sarebbe meglio del potere oligarchico o del potere monarchico ? Solo e soltanto perché assicurerebbe secondo alcuni maggiore giustizia in quanto cercherebbe di prendere una via ugualitaria …..il che è una grossa menzogna !!!!      Una monarchia , una oligarchia o… Leggi tutto »

Affus
Affus
12 Febbraio 2015 5:25

io non sono né  ebreo , né israelita , ma mi interessa la giustizia sociale e non la democrazia che , al di là di qualsiasi democrazia o sistema politico è tutta  delineata come dato di fede e non come frutto della filosofia nei vari periodi storici dell umanità come descritta nel libro sacro , dove si parte da un nucleo familiare ,dagli anziani , dai giudici ,per passare a forme di monarchie imperialiste  e democratiche o meno .Ma tutte rapportate a come era sentita la giustizia sociale , quindi  la politica a quei tempi . Era osservata la legge ? Questo era l unico problema !!!   Ecco, in vari  periodi storici , non era osservata la giustizia sociale , ciò portava ad imperialismi , guerre e malanni storici vari …….perché alla fine trionfavano le caratteristiche basse dello stesso uomo .

Tonguessy
Tonguessy
12 Febbraio 2015 8:44

Georgios, evito di riparlare di Storia: vedo che abbiamo posizioni inconciliabili. Tu da una parte sostieni che era giusto così perchè non si poteva fare altrimenti, io dico che non era comunque giustificabile.Mi voglio invece soffermare su un altro aspetto. Scrivi:. La storia fa sì dei cicli ma questi cicli rotolano verso il futuro. E’ una continua lotta ma anche un continuo cambiamento di sostanza. Diversamente saremmo rimasti ai tempi di Nabucodonosor. Ma questa è una classica deriva epistemologica di chi pensa che la nostra cultura sia congenta e non determinata da fattori formativi (il che, per inciso, ci riporta al punto precedente). Pensare che il tempo sia lineare è solo un preconcetto moderno, che vuole questo ineffabile fattore (il tempo non viene "misurato" dato che fisicamente non esiste, siamo noi uomini a dargli il valore che crediamo, addirittura in base sessagesimale invece che decimale come di solito preferiamo fare), il Caronte che traghetta le anime perse dell’antichità verso i luminosi lidi della modernità. Questo crea non poche crisi interpretative ed imbarazzi semantici. Ad esempio la crisi UE (e greca in particolare) ci dimostra che tale retta non sempre parte da zero e si inerpica per valori positivi. Spesso, al… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
12 Febbraio 2015 8:58

Beh, visto che parli di geometria: sai chi è il primo filosofo? Talete. E sai chi inventò la geometria euclidea? Talete. E chi invece inventò la speculazione sui futures? Sempre Talete.
Fu Talete a descrivere il metodo geometrico per calcolare il tempo che ci avrebbe impiegato una nave ad attraccare al porto di Mileto. Secondo te perchè lo fece? Mah, io penso fosse per favorire i commercianti, quindi la classe borghese di allora. Questione di soldi.
Quando poi gli rinfacciarono di essere un inutile quanto povero filosofo, sapendo che l’annata della raccolta delle olive sarebbe stata abbondante, l’inverno prima affittò per un anno tutti i frantoi di Mileto per poi cederli al prezzo che volle imporre. Si chiama speculazione.
Questa è la storia, e la storia si ripete come farsa per chi  la sa riconoscere.

Tonguessy
Tonguessy
12 Febbraio 2015 9:12

Se dovessimo dare retta alla Storia (così magistralmente raccontata da Rosanna) dovremmo tutti temere il Cleone di turno che "rappresenta le istanze della nuova borghesia commerciale, radicale,
progressista e decisamente tesa a espandere, con la propria forma di
governo, i mercati"
http://it.wikipedia.org/wiki/Cleone
Cos’altro sta facendo di diverso Draghi e la schiera di giannizzeri pro UE? Qualcuno  sente parlare di popoli, se non quando il "demagogo corrotto e privo di scrupoli" (ibid) di turno si lancia in proclami a sostegno dei lavoratori?

Rosanna
Rosanna
12 Febbraio 2015 10:49

Certo furibondius,

è quello che ho tentato di fare con l’articolo, proporre cioè una lettura libera della storia, fuori dagli schemi mainstream, per mettere in evidenza che dovrebbero essere gli uomini a cambiarla appunto, quindi non dovrebbero farsi imbrogliare dai "Cleone" di turno, non dovrebbero concedere loro la sovranità, non dovrebbero coninuare a votare i soliti ignobili "professionisti della neolingua".

Solo così potranno salvarsi, dalle regressioni oscurantiste che stanno distruggendo la nostra società, attraverso la demolizione dei diritti democratici.

Ma ce la faranno? Come ho concluso:

"Però ora l’opinione pubblica dei paesi Piigs sta diventando sempre più
sensibile al problema, anche le oche del Campidoglio si stanno forse
svegliando, così come ha riaperto gli occhi glauchi la “civetta greca”
di Syriza."

Rosanna
Rosanna
12 Febbraio 2015 10:52

Grazie Arcadia!!

Leggo anch’io  sempre i tuoi post interessanti sul forum …

Georgios
Georgios
12 Febbraio 2015 12:47

Neanche io sono ebreo e
naturalmente neanche israelita, non capisco cosa c’entri questo con
il discorso che ho fatto.

Se ti interessa la
giustizia sociale ma non la democrazia, mi pare che tu abbia confuso
la democrazia con il sistema parlamentare borghese o, ancora peggio,
con questo baraccone che ci governa e che “loro” chiamano
democrazia.

E, chiedo scusa di nuovo,
non capisco quale sia il libro sacro di cui parli.

Per quel che riguarda la
legge, il problema non e’ che la legge deve essere rispettata, ma chi
scrive la legge.

Georgios
Georgios
12 Febbraio 2015 12:48

No, non era una caso.

La gente aveva
l’esperienza dell’orrore della guerra ed era ancora armata o, almeno,
abituata a maneggiare le armi con le quali aveva combattuto.

Georgios
Georgios
12 Febbraio 2015 12:53

Io non ho parlato di storia lineare e non ho parlato neanche di progresso. Ho detto “rotolano verso il futuro” e ho parlato di “un continuo cambiamento di sostanza”. Prima di tutto bisognerebbe che ci mettessimo d’accordo su cosa intendiamo con “lineare” e con “progresso”. Lasciamo perdere il periodo prima del neolitico e parliamo invece della società degli uomini. Perché e’ della società degli uomini che stiamo parlando e non dei dinosauri. Certo, se per esempio penso all’uomo di Neanderthal, trovo che in una rappresentazione grafica del progresso, in una scala cosi vasta, si possa usare una linea retta e si possa dire che rispetto a lui siamo progrediti. Perché se non possiamo metterci d’accordo neanche su questo, allora e’ inutile continuare a perdere del tempo scrivendo. Nel periodo in mezzo e’ difficile trovare delle linearità specialmente se consideriamo dei tempi molto vicini tra loro. E con molto vicini intendo assolutamente alcuni decenni e spesso anche alcuni secoli. Dipende dal luogo di cui si parla e dal periodo storico di cui si parla. Ma non voglio fare dell’interpretazione della storia sociale dell’umanità un problema geometrico. Mi considererei troppo intellettuale ma anche troppo fesso, dati i problemi che affliggono in un… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
12 Febbraio 2015 13:30

Come sarebbe a dire "lasciamo perdere il periodo prima del neolitico"? Vuoi ignorare il 95% del tempo vissuto dall’Umanità? Perchè? Di quale "società degli uomini  stiamo parlando"? Di quella che piave a te, ordinata in classi stratificate con gli irrisolvibili problemi di abuso dei vertici sulla base? Oppure possiamo prendere in cosiderazione TUTTE le società finora apparse sul pianeta Terra? Perchè in tal caso giova ricordare ciò che fior di antrologic hanno scritto e detto (inascoltati, pare, data la mole di disinformazione che circola) proprio sui "primitivi", ovvero su quelle società che oggi anche tu consideri immeritevoli di attenzione, mostrando un preoccupante bias culturale e percettivo sulla materia. A questo punto sì, " e’ inutile continuare a perdere del tempo scrivendo".Per dovere di cronaca allego due link, uno del premio Pulitzer Jared Diamond su come stiano le cose dall’avvento dell’agricoltura in poi (sul passaggio cioè dal paleolitico al neolitico) e l’altro di un altro gigante dell’antrolpologia, Marshall Sahlins che mette in chiaro quanto deviati siano i pensieri comunemente accettati sui cacciatori raccoglitori.http://www.sigervanbrabant.be/docs/Diamond.PDFhttp://www.vizkult.org/propositions/alineinnature/pdfs/Sahlin-OriginalAffluentSociety-abridged.pdf Noto con disappunto che no hai saputo spiegare perchè oggi la Grecia sia messo peggio di 30-40 anni fa senza ricorrere a trucchi contabili del tipo " gli… Leggi tutto »

Affus
Affus
12 Febbraio 2015 14:33

Il discorso a mio parere ci azzecca perché qui si parla di democrazia ; nascita ,morte ,imitazioni, imperialismi etc, solo perché sembra sia  un sistema più giusto . Quindi dato che si parla e si studia  la  democrazia solo perché sistema più giusto , allora sarebbe bene qualche volta parlare di giustizia ; cosa sia questa giustizia .Non possiamo costruire un grattacielo senza avere le basi su cui deve poggiare , ti pare ?  

Affus
Affus
12 Febbraio 2015 14:51

C’è un libro che con una coerenza ultrascientifica, storica,  parla di vita sociale partendo da un uomo , poi di una coppia , poi si parla di patriarchi e anziani che guidano gruppi sociali , poi diventando popolo ricevono  una legge sociale e una terra con dei confini precisi da rispettare e difendere  . . mi sembra una paradigma base per partire  a parlare di  politica e storia .  Perché prima dei greci, c’erano altri sistemi sociali solo che non teorizzavano e non riflettevano sulla loro storia .  Pensa, io paragono il sistema italiano a quello egiziano , molto egualitario per certi aspetti , coi vari ceti  sociali che hanno solo cambiato il nome ,ma sono gli stessi .

Georgios
Georgios
13 Febbraio 2015 0:40

Ma dai, stai proprio col dito sul grilletto. Non hai notato il riferimento all’uomo di Neanderthal? E’ del neolitico il Neanderthal? Non si riferisce a 100 mila e più anni fa? Ho scritto, per un lapsus, neolitico invece di paleolitico. Insomma, intendevo la storia prima dell’avvento degli umani. La frase che intendevo era "lasciamo perdere il periodo prima del paleolitico". Ed infatti il paragone era fatto rispetto all’uomo cacciatore. Appunto per questo parlavo poi dei dinosauri. E via con la filippica circa le “società ordinate e stratificate” che piacerebbero a me. Tu credi che io non conosca che quel 95% della sua storia l’uomo l’ha vissuta nel cosiddetto comunismo primitivo che si estende (verso il presente) ben oltre il neolitico? Quand’è che mi hai fatto una precisa domanda sulla Grecia di 40 anni fa e che io, per tuo disappunto, non ho risposto? Eppure se tu avessi letto con attenzione ciò che ho scritto avresti trovato la risposta alla tua domanda. Per prima cosa ho detto questo: “Nel periodo in mezzo e’ difficile trovare delle linearità specialmente se consideriamo dei tempi molto vicini tra loro. E con molto vicini intendo assolutamente alcuni decenni e spesso anche alcuni secoli. Dipende dal… Leggi tutto »

Georgios
Georgios
13 Febbraio 2015 0:59

Scusa, per aiutarmi a
capire:

1. Di quale libro stai
parlando?

2. Secondo te, e’ un bene
che un popolo non teorizzi e non rifletti sulla propria storia?

3. Perché insisti sulla
giustizia? Ho forse lasciato intendere che non mi interessa la
giustizia?

4. Su quale base consideri
il sistema egiziano (suppongo dei faraoni) “molto egualitario per
certi aspetti”?

5. In risposta al mio
commento iniziale perché hai parlato di ebrei e di Israele?

Grazie. Allora forse
capirò.

Affus
Affus
13 Febbraio 2015 8:44

Gentile Georgios il problema principale di tutto quello che stiamo a discutere , è la mancanza di parametri certi o incerti su cui misurarci e misurare la nostra storia .La gaia scienza che ci propinano è anch’ essa falsa e ideologizzata .  Un parametro umano o politico ;  non può essere la democrazia , né il lavoro nel vivere sociale come abbiamo fatto in italia con la nostra Costituzione ….. . Ci possono essere parametri importanti  ma mai assoluti come abbiamo fatto finora  costruendo idolatrie varie .. Se di parametri bisogna parlare , bisogna stare attenti a quali parametri eleggere : E uno importante per me è la giustizia che non ha patria , non ha nome , non ha ideologia definita . Sotto ogni discorso politico si nasconde un’ idea di giustizia . Il sistema politico egiziano divideva gli uomini in classi : la corte , i sapienti, i sacerdoti , i guerrieri e la stragrande massa di schiavi lavoratori tutti uguali derubati .