L’EURO/CIVETTA GRECO DAGLI OCCHI GLAUCHI DELLA MORTE

L’EURO/CIVETTA GRECO DAGLI OCCHI GLAUCHI DELLA MORTE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

L’ “eterno ritorno dell’uguale” di Friedrich Nietzsche, caratterizza l’ontologia circolare della storia delle società e anche del capitale, per cui l’universo rinasce e rimuore secondo cicli temporali fissi e necessari, ripetendo eternamente un percorso anche diverso, ma rimanendo sostanzialmente sempre se stesso. Cioè in un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte: “L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!". (Nietzsche, La gaia scienza)

Così l’attuale situazione politico economica dell’Eurozona ricorda da vicino, come fosse appunto un remake iperrealistico postmoderno, una vicenda che si perde nella notte dei tempi, ma che prevede molte affinità e parallelismi con quella attuale: la defezione di Mitilene all’Imperialismo ateniese del 427 a.C., raccontata da Tucidide nelle “Storie”.

Il 3° libro delle “Storie” appunto affronta il tema scottante della nascita dell’Imperialismo ateniese, sollevando la questione delle prime diserzioni alla Lega Delio-Attica, divenuta con Pericle una sorta di Eurozona d’antan, con cui lo “stratega della democrazia” sanciva e consolidava la supremazia militare e politica della città di Atene sul resto degli alleati. Una serie di misure resero subito esplicita la soggezione delle città delio/attiche: l'estensione dell'uso della moneta (ma va!), la riforma delle procedure di riscossione dei prelievi tributari (Fiscal Compact, Mes …), l'invio di ispettori con il compito di controllare le attività politiche locali.

Infatti la cosiddetta "civetta" era una moneta d'argento del peso di circa 16,5 grammi, coniata nella zecca ateniese a partire dalla fine del VI secolo a.C. Simbolo della filosofia, della saggezza e della cultura (sic), la civetta di Atena è stata rappresentata anche nella moneta da un Euro greco (lapsus freudiano?), così com’era raffigurata nell’antica tetradracma ateniese del V sec.a.C. La glaucopide Atena era dunque la dea “dagli occhi glauchi della civetta”: politeismo religioso, ma monoteismo del denaro, fin dai primi vagiti del capitalismo imperiale.

Mitilene dunque è tra le prime città a ribellarsi a questo violento imperialismo di Pericle, che aveva trasformato la Lega, originariamente sorta in funzione di difesa anti-persiana, in una Federazione di Stati spudoratamente sfruttati e spolpati da Atene, confluiti per occorrenza in una comunità di soci alla pari, che però si erano ritrovati nel tempo governati da un potere vincolante sempre più autoritario ed accentrato, che imponeva loro il versamento di un pesante tributo annuo alle casse federali (il MES?). I tributi venivano conservati nel Santuario di Apollo a Delo (santuari di Francoforte?), dove si teneva annualmente l’assemblea federale.

Dunque Mitilene (la Grecia di Tsipras) inviò i propri rappresentati all'assemblea federale, per dichiarare apertamente il proprio dissenso verso la speculazione affaristica, protrattasi nel tempo ai loro danni e sostenuta dalla borghesia capitalistica ateniese, e questi legittimarono come “giusta” la propria ribellione, sostenendo che un’alleanza del genere non rispettava valori condivisi, ma poggiava unicamente su calcoli di interesse, utilità e ricatto.

L’eterno ritorno della truffa del capitale verso i più deboli ha visto, il 4 febbraio scorso, anche Yanis Varoufakis incontrare a Berlino e a Bruxelles i vertici della Troika (Draghi, Juncker, Schäuble ), cui avrebbe fatto alcune proposte: allentare la morsa delle politiche di austerity sul debito greco per consentire una dilazione dei riscatti di credito, e permettere così una crescita economica salvifica per il recupero del benessere sociale. Teniamo presente che l’austerity e l’attuale crisi economica devastante hanno messo in ginocchio la Grecia (7000 suicidi e un aumento al 43% della mortalità infantile).
«Credo che di tutti i Paesi europei la Germania possa capire questo semplice concetto, ha detto Varoufakis, quando si avvilisce troppo a lungo una nazione orgogliosa, e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza vedere una luce alla fine del tunnel, questa nazione prima o poi fermenta. Non successe alla Germania sconfitta e umiliata del 1918, che vide germogliare il Nazismo all’ombra della precaria Repubblica di Weimar?»
Come ha risposto la Troika? Beh, dopo baci e abbracci di Juncker, a sera ha parlato Draghi, da buon falco/guardiano del santuario, e ha pronunciato l’oracolo: o la Grecia china la testa, accettando la prosecuzione della "terapia" della Troika, o le sue banche resteranno a secco di euri. La Bce quindi non accetterà più a garanzia titoli di debito greci per finanziare le banche elleniche, che rischiano così di andare gambe all'aria. Allineatosi sulla posizione dura dei falchi tedeschi, Draghi usa il pugno di ferro con la Grecia di Tsipras, perché la defezione anche di un solo paese dell’Eurozona rappresenterebbe un precedente troppo rischioso per la tenuta del sistema. 

Ma anche nel 427 a.C. quale fu la risposta alla ribellione di Mitilene, da parte dei guardiani del santuario dell’epoca? Addirittura due posizioni in aperta dialettica, all’interno del gruppo dirigente ateniese, provarono a risolvere il problema in chiave imperialistica. La prima fu quella dell’arconte Cleone, che si era arricchito con la conciatura delle pelli, materiale indispensabile per gli eserciti greci (oligarca del comparto militare/commerciale).

Il salsicciaio guerrafondaio Cleone dunque, con la neolingua populista ci sapeva fare parecchio, ed era particolarmente sensibile nei confronti dei Teti (popolino) e degli Zeugiti (piccoli proprietari terrieri), propose immediatamente di sterminare tutti i cittadini maschi della ribelle Mitilene, schiavizzare donne e bambini della città ribelle (appoggiata da Sparta), giustificando la propria risolutezza con la ragion di stato.

«Di frequente, in tempi passati, ho avuto occasione di convincermi, per esperienza diretta, che la democrazia è impotente al governo di un impero: concetto più di prima nitido e fermo, mentre, proprio ora, noto sui vostri volti pentiti il rammarico per la decisione su Mitilene.» (Tucidide, Guerra del Peloponneso)

Insomma Draghi e Juncker come Cleone? Certo ! Historia magistra vitae? Beh credo proprio di sì, sono gli uomini che non hanno imparato un accidente … o meglio non vogliono imparare, per un loro tornaconto.

Ma Draghi e Juncker sono anche come Pericle, perché il nobile stratega, passato alla storia come l’ideatore della democrazia ateniese, governò Atene per trent'anni, dal 460 a.C fino a quando morì di peste nel 429, e seguace dell'ideale “democratico” di Temistocle, favorì la “piena parità” dei diritti politici dei cittadini, infatti introdusse un compenso in denaro per tutti coloro che ricoprivano cariche pubbliche, permettendone così l'accesso anche ai meno abbienti, incrementò l'assistenza sociale, pagando sussidi a mutilati e invalidi, assegnando una paga a soldati e marinai e concedendo la terra delle colonie ai contadini.

Non dimentichiamo però che la democrazia ateniese interessava solo il 10% della popolazione, solo i cittadini ateniesi adulti di sesso maschile e dotati di censo godevano del diritto di voto. Quindi la forma di governo democratica, nasce in funzione dell’affermarsi della borghesia come nuova classe di potere, in cui solo chi possedeva i capitali poteva partecipare attivamente all’Ecclesia (assemblea con poteri legislativi e giudiziari), e invece erano escluse tutte le altre classi sociali: donne, schiavi, meteci (stranieri residenti). Anche chi non aveva entrambi i genitori residenti non poteva parteciparvi.

Ora però si era in tempo di guerra, e la reazione ateniese fu particolarmente dura: Mitilene fu sottoposta ad assedio, dovette capitolare e attendere nel terrore le decisioni della “città civetta”, mentre Atene, dopo aver approvato in fretta e furia la proposta del “democratico” Cleone, spedì immediatamente una nave da guerra per comunicare e far eseguire la sentenza. Ma la “saggezza” del nuovo giorno portò con sé dubbi e rimorsi per l’enormità della ritorsione, suscitati dal discorso del moderato Diodoto, che suggerì una repressione meno indiscriminata. Non che la nuova punizione fosse particolarmente lieve: uccisi 1000 aristocratici, requisita la flotta, abbattute le mura della città ed espropriata la terra.
Anche Atene, come la Troika, negava ai suoi stessi alleati la libertà di scegliere la forma di governo preferita, adducendo a pretesto la supremazia assoluta e indiscutibile del proprio “modello di democrazia”, ma in realtà per difendere sino alle estreme conseguenze il proprio potere.

Oggi i Parlamenti dell’UE si sono svuotati di potere autonomo, devono sottostare ai diktat del capitale finanziario e subirne i ricatti, se non vogliono rischiare default economico e aumento della povertà. Ma tutto ciò non sta accadendo ugualmente anche sotto l’imperio dei Trattati? E allora perché non liberarsene definitivamente, dato che la crescita economica cessa di essere un miraggio, una volta riacquistata la sovranità monetaria, economica e politica?

I parallelismi storico politici sono tanti: la Confederazione navale della Lega Attica di Delo aveva il suo cuore nel tesoro di Delo (trasferito poi ad Atene), il suo motore nella dracma/civetta, il suo braccio armato nella flotta, il suo assetto era dunque fondato, in maniera assolutistica, su una struttura economico/militare. Anche l’Unione Europea è governata da un monoteismo fondamentalista di tipo economico, il suo dio è l’Euro/civetta dagli occhi glauchi, al quale ogni altro valore è stato sacrificato, il suo braccio armato sono gli organi di disinformazione. Violenza indotta ad arte dalla “società dello spettacolo”.

I rapporti fra Atene e gli alleati erano soprattutto di tipo monetario, attraverso il versamento forzato del “phòros” (il vincolo esterno). Anche oggi chi non ottempera alle imposizioni della BCE, ne paga le dure conseguenze. Sappiamo bene che le responsabilità della crisi greca però non vanno tanto attribuite alla cattiva gestione economica della politica autoctona, quanto piuttosto alla mancanza di sovranità monetaria e alla sistematica usurocrazia praticata dal progetto criminale europeo ai danni della periferia dell’impero.

E mentre Atene pretendeva dagli alleati l’obbedienza assoluta, non tollerandone né l’uscita dalla Confederazione né semplicemente una diminuzione dell’impegno, guarda caso nel Trattato di Maastricht non è neppure contemplata la possibilità che un Paese membro possa un giorno decidere di uscire dall’Unione.

Tempi cupi dunque per noi, periferia dell’Impero. Però ora l’opinione pubblica dei paesi Piigs sta diventando sempre più sensibile al problema, anche le oche del Campidoglio si stanno forse svegliando, così come ha riaperto gli occhi glauchi la “civetta greca” di Syriza.

Che la “gaia storia” vi sia lieve …

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

11.02.2015

Commenti (39)

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    1. Affus 13 febbraio 2015

      Gentile Georgios il problema principale di tutto quello che stiamo a discutere , è la mancanza di parametri certi o incerti su cui misurarci e misurare la nostra storia .La gaia scienza che ci propinano è anch' essa falsa e ideologizzata . Un parametro umano o politico ; non può essere la democrazia , né il lavoro nel vivere sociale come abbiamo fatto in italia con la nostra Costituzione ..... . Ci possono essere parametri importanti ma mai assoluti come abbiamo fatto finora costruendo idolatrie varie .. Se di parametri bisogna parlare , bisogna stare attenti a quali parametri eleggere : E uno importante per me è la giustizia che non ha patria , non ha nome , non ha ideologia definita . Sotto ogni discorso politico si nasconde un' idea di giustizia . Il sistema politico egiziano divideva gli uomini in classi : la corte , i sapienti, i sacerdoti , i guerrieri e la stragrande massa di schiavi lavoratori tutti uguali derubati .

    1. Georgios 13 febbraio 2015

      Scusa, per aiutarmi a capire:

      1. Di quale libro stai parlando?

      2. Secondo te, e' un bene che un popolo non teorizzi e non rifletti sulla propria storia?

      3. Perché insisti sulla giustizia? Ho forse lasciato intendere che non mi interessa la giustizia?

      4. Su quale base consideri il sistema egiziano (suppongo dei faraoni) “molto egualitario per certi aspetti”?

      5. In risposta al mio commento iniziale perché hai parlato di ebrei e di Israele?

      Grazie. Allora forse capirò.

    1. Georgios 13 febbraio 2015

      Ma dai, stai proprio col dito sul grilletto.

      Non hai notato il riferimento all'uomo di Neanderthal? E' del neolitico il Neanderthal? Non si riferisce a 100 mila e più anni fa? Ho scritto, per un lapsus, neolitico invece di paleolitico. Insomma, intendevo la storia prima dell'avvento degli umani. La frase che intendevo era "lasciamo perdere il periodo prima del paleolitico". Ed infatti il paragone era fatto rispetto all'uomo cacciatore. Appunto per questo parlavo poi dei dinosauri.

      E via con la filippica circa le “società ordinate e stratificate” che piacerebbero a me. Tu credi che io non conosca che quel 95% della sua storia l'uomo l'ha vissuta nel cosiddetto comunismo primitivo che si estende (verso il presente) ben oltre il neolitico?

      Quand'è che mi hai fatto una precisa domanda sulla Grecia di 40 anni fa e che io, per tuo disappunto, non ho risposto?

      Eppure se tu avessi letto con attenzione ciò che ho scritto avresti trovato la risposta alla tua domanda. Per prima cosa ho detto questo:

      “Nel periodo in mezzo e' difficile trovare delle linearità specialmente se consideriamo dei tempi molto vicini tra loro. E con molto vicini intendo assolutamente alcuni decenni e spesso anche alcuni secoli. Dipende dal luogo di cui si parla e dal periodo storico di cui si parla.”

      Devo spiegarlo ulteriormente?

      E per seconda quest'altro:

      “Per quel che riguarda le onde lunghe invece, bisogna essere ottimisti e confidare nella nostra specie. Certo, gli incidenti di percorso non sono mai esclusi a priori.”

      Il che, se ci ragioni, vuol dire che gli incidenti di percorso non riguardano la Grecia o l'Italia e le loro storie di poche decenni di anni, ma l'umanità intera e la sua storia intera. Insomma all'Utopia ci si arriverà se nel frattempo non facciamo saltare per aria il pianeta.

      Chiaro adesso?

    1. Affus 12 febbraio 2015

      C'è un libro che con una coerenza ultrascientifica, storica, parla di vita sociale partendo da un uomo , poi di una coppia , poi si parla di patriarchi e anziani che guidano gruppi sociali , poi diventando popolo ricevono una legge sociale e una terra con dei confini precisi da rispettare e difendere . . mi sembra una paradigma base per partire a parlare di politica e storia . Perché prima dei greci, c'erano altri sistemi sociali solo che non teorizzavano e non riflettevano sulla loro storia . Pensa, io paragono il sistema italiano a quello egiziano , molto egualitario per certi aspetti , coi vari ceti sociali che hanno solo cambiato il nome ,ma sono gli stessi .

    1. Affus 12 febbraio 2015

      Il discorso a mio parere ci azzecca perché qui si parla di democrazia ; nascita ,morte ,imitazioni, imperialismi etc, solo perché sembra sia un sistema più giusto . Quindi dato che si parla e si studia la democrazia solo perché sistema più giusto , allora sarebbe bene qualche volta parlare di giustizia ; cosa sia questa giustizia .Non possiamo costruire un grattacielo senza avere le basi su cui deve poggiare , ti pare ?

    1. Tonguessy 12 febbraio 2015

      Come sarebbe a dire "lasciamo perdere il periodo prima del neolitico"? Vuoi ignorare il 95% del tempo vissuto dall'Umanità? Perchè? Di quale "società degli uomini stiamo parlando"? Di quella che piave a te, ordinata in classi stratificate con gli irrisolvibili problemi di abuso dei vertici sulla base? Oppure possiamo prendere in cosiderazione TUTTE le società finora apparse sul pianeta Terra? Perchè in tal caso giova ricordare ciò che fior di antrologic hanno scritto e detto (inascoltati, pare, data la mole di disinformazione che circola) proprio sui "primitivi", ovvero su quelle società che oggi anche tu consideri immeritevoli di attenzione, mostrando un preoccupante bias culturale e percettivo sulla materia.
      A questo punto sì, " e' inutile continuare a
      perdere del tempo scrivendo".
      Per dovere di cronaca allego due link, uno del premio Pulitzer Jared Diamond su come stiano le cose dall'avvento dell'agricoltura in poi (sul passaggio cioè dal paleolitico al neolitico) e l'altro di un altro gigante dell'antrolpologia, Marshall Sahlins che mette in chiaro quanto deviati siano i pensieri comunemente accettati sui cacciatori raccoglitori.
      http://www.sigervanbrabant.be/docs/Diamond.PDF
      http://www.vizkult.org/propositions/alineinnature/pdfs/Sahlin-OriginalAffluentSociety-abridged.pdf

      Noto con disappunto che no hai saputo spiegare perchè oggi la Grecia sia messo peggio di 30-40 anni fa senza ricorrere a trucchi contabili del tipo " gli incidenti di percorso non sono mai esclusi a
      priori". La Grecia attuale non è frutto del caso, ma di una programmazione che ha molto a che vedere con l'idea stessa di Tempo lineare. Propaganda, cioè.

    1. Georgios 12 febbraio 2015

      Io non ho parlato di storia lineare e non ho parlato neanche di progresso.

      Ho detto “rotolano verso il futuro” e ho parlato di “un continuo cambiamento di sostanza”. Prima di tutto bisognerebbe che ci mettessimo d'accordo su cosa intendiamo con “lineare” e con “progresso”.

      Lasciamo perdere il periodo prima del neolitico e parliamo invece della società degli uomini. Perché e' della società degli uomini che stiamo parlando e non dei dinosauri. Certo, se per esempio penso all'uomo di Neanderthal, trovo che in una rappresentazione grafica del progresso, in una scala cosi vasta, si possa usare una linea retta e si possa dire che rispetto a lui siamo progrediti. Perché se non possiamo metterci d'accordo neanche su questo, allora e' inutile continuare a perdere del tempo scrivendo.

      Nel periodo in mezzo e' difficile trovare delle linearità specialmente se consideriamo dei tempi molto vicini tra loro. E con molto vicini intendo assolutamente alcuni decenni e spesso anche alcuni secoli. Dipende dal luogo di cui si parla e dal periodo storico di cui si parla.

      Ma non voglio fare dell'interpretazione della storia sociale dell'umanità un problema geometrico. Mi considererei troppo intellettuale ma anche troppo fesso, dati i problemi che affliggono in un modo cosi crudele me e i miei concittadini.

      Io la penso cosi: la storia la scrivono gli uomini, i popoli, agendo in doppio senso. Coscientemente, tramite una specie di “onde corte” che riguardano i brevi periodi della loro esistenza ed inerenti ai loro problemi quotidiani. Ed incoscientemente, tramite una specie di “onde lunghe” della storia che tendono a portare a ciò che alcuni, come ad esempio Thomas More per primo, ma anche Goethe (superuomo versione romantica) o Nietzsche (superuomo versione forza vitale), hanno chiamato Utopia.

      Le onde corte sono le forze parziali che agendo anche a differenza di tempo tra loro tendono a costruire la forza risultante, appunto ogni onda lunga. Il punto centrale di questo discorso e' che la parola “incoscientemente” non rivela altro che la tendenza naturale dell'uomo a costruire la società che davvero si merita. L'Utopia appunto.

      Noi conosciamo abbastanza bene il modo in cui vengono costruite le cosiddette onde corte, le teorie marxiane hanno aiutato molto in questo senso.

      Per quel che riguarda le onde lunghe invece, bisogna essere ottimisti e confidare nella nostra specie. Certo, gli incidenti di percorso non sono mai esclusi a priori.

    1. Georgios 12 febbraio 2015

      No, non era una caso.

      La gente aveva l'esperienza dell'orrore della guerra ed era ancora armata o, almeno, abituata a maneggiare le armi con le quali aveva combattuto.

    1. Georgios 12 febbraio 2015

      Neanche io sono ebreo e naturalmente neanche israelita, non capisco cosa c'entri questo con il discorso che ho fatto.

      Se ti interessa la giustizia sociale ma non la democrazia, mi pare che tu abbia confuso la democrazia con il sistema parlamentare borghese o, ancora peggio, con questo baraccone che ci governa e che “loro” chiamano democrazia.

      E, chiedo scusa di nuovo, non capisco quale sia il libro sacro di cui parli.

      Per quel che riguarda la legge, il problema non e' che la legge deve essere rispettata, ma chi scrive la legge.

    1. Rosanna 12 febbraio 2015

    1. Rosanna 12 febbraio 2015

      Grazie Arcadia!!

      Leggo anch'io sempre i tuoi post interessanti sul forum ...

    1. Rosanna 12 febbraio 2015

      Certo furibondius,

      è quello che ho tentato di fare con l'articolo, proporre cioè una lettura libera della storia, fuori dagli schemi mainstream, per mettere in evidenza che dovrebbero essere gli uomini a cambiarla appunto, quindi non dovrebbero farsi imbrogliare dai "Cleone" di turno, non dovrebbero concedere loro la sovranità, non dovrebbero coninuare a votare i soliti ignobili "professionisti della neolingua".

      Solo così potranno salvarsi, dalle regressioni oscurantiste che stanno distruggendo la nostra società, attraverso la demolizione dei diritti democratici.

      Ma ce la faranno? Come ho concluso:


      "Però ora l’opinione pubblica dei paesi Piigs sta diventando sempre più
      sensibile al problema, anche le oche del Campidoglio si stanno forse
      svegliando, così come ha riaperto gli occhi glauchi la “civetta greca”
      di Syriza."

    1. Tonguessy 12 febbraio 2015

      Se dovessimo dare retta alla Storia (così magistralmente raccontata da Rosanna) dovremmo tutti temere il Cleone di turno che "rappresenta le istanze della nuova borghesia commerciale, radicale,
      progressista e decisamente tesa a espandere, con la propria forma di
      governo, i mercati"
      http://it.wikipedia.org/wiki/Cleone
      Cos'altro sta facendo di diverso Draghi e la schiera di giannizzeri pro UE? Qualcuno sente parlare di popoli, se non quando il "demagogo corrotto e privo di scrupoli" (ibid) di turno si lancia in proclami a sostegno dei lavoratori?

    1. Tonguessy 12 febbraio 2015

      Beh, visto che parli di geometria: sai chi è il primo filosofo? Talete. E sai chi inventò la geometria euclidea? Talete. E chi invece inventò la speculazione sui futures? Sempre Talete.
      Fu Talete a descrivere il metodo geometrico per calcolare il tempo che ci avrebbe impiegato una nave ad attraccare al porto di Mileto. Secondo te perchè lo fece? Mah, io penso fosse per favorire i commercianti, quindi la classe borghese di allora. Questione di soldi.
      Quando poi gli rinfacciarono di essere un inutile quanto povero filosofo, sapendo che l'annata della raccolta delle olive sarebbe stata abbondante, l'inverno prima affittò per un anno tutti i frantoi di Mileto per poi cederli al prezzo che volle imporre. Si chiama speculazione.
      Questa è la storia, e la storia si ripete come farsa per chi la sa riconoscere.

    1. Tonguessy 12 febbraio 2015

      Georgios, evito di riparlare di Storia: vedo che abbiamo posizioni inconciliabili. Tu da una parte sostieni che era giusto così perchè non si poteva fare altrimenti, io dico che non era comunque giustificabile.
      Mi voglio invece soffermare su un altro aspetto. Scrivi:
      . La storia fa sì dei cicli ma
      questi cicli rotolano verso il futuro. E' una continua lotta ma
      anche un continuo cambiamento di sostanza.
      Diversamente saremmo rimasti ai tempi di Nabucodonosor.


      Ma questa è una classica deriva epistemologica di chi pensa che la nostra cultura sia congenta e non determinata da fattori formativi (il che, per inciso, ci riporta al punto precedente).

      Pensare che il tempo sia lineare è solo un preconcetto moderno, che vuole questo ineffabile fattore (il tempo non viene "misurato" dato che fisicamente non esiste, siamo noi uomini a dargli il valore che crediamo, addirittura in base sessagesimale invece che decimale come di solito preferiamo fare), il Caronte che traghetta le anime perse dell'antichità verso i luminosi lidi della modernità. Questo crea non poche crisi interpretative ed imbarazzi semantici. Ad esempio la crisi UE (e greca in particolare) ci dimostra che tale retta non sempre parte da zero e si inerpica per valori positivi. Spesso, al contrario, scende in territorio negativo. Quindi non è una retta, ma una curva che va dove vuole, a seconda di dove le forze umane la dirigono. Il Tempo ha dimostrato alla Grecia (ma non solo a questa nazione) che se si stava bene negli anni '80, nel 2015 si sta molto peggio. Se Nabuccodonor fosse esistito nel 1980 e oggi fosse morto, credo che Tsipras ed i Greci tutti ne tesserebero le lodi e maledirebbero invece il suo attuale successore.
      I cicli non rotolano neanche lontanamente verso il futuro, così come lo intendi tu e molti altri. Pensa che per migliaia di anni (molte migliaia di anni, 2,5 milioni ad essere pignoli) il Tempo era assolutamente circolare, e ritornava esattamente dove cominciava. Questo almeno fino al neolitico. Poi con l'avvento della Modernità si è resa necessaria un'interpretazione del Tempo assolutamente diversa (ma i germi erano stati gettati ben prima): non più circolare, ricorrente, ma lineare, irripetibile. Con Cogito ergo sum, ad esempio, Cartesio dice che il tempo è solo suo, e non può essere circolare, dato che il pensiero evolve. Il che è ciò che sostieni anche tu.
      Nietzsche, un po' di anni dopo, ci metterà in guardia:
      "L'umanità non presenta una evoluzione verso qualcosa di migliore o di più forte o di più elevato nel modo in cui questo viene creduto. Il 'progresso' è semplicemente un'idea moderna, cioè un'idea falsa. L'europeo di oggi resta, nel suo valore, profondamente al di sotto dell'europeo del Rinascimento; la prosecuzione di uno sviluppo non è, per una qualsiviglia necessità, elevazione, potenziamento, consolidamento" (L'Anticristo)
      Ancora più preciso è John Zerzan:
      Time is increasingly a key manifestation of the estrangement and humiliation that characterize modern existence.

      Quindi per me, trovarmi davanti un Caronte che mi vuole traghettare verso i lidi della radiosa UE riepiendosi la bocca di Tempo lineare ed ineluttabilità dei cambiamenti, rappresenta solo un'aberrazione antimaterialistica, metafisica, frutto di una irricevibile devianza epistemologica.

    1. Affus 12 febbraio 2015

      io non sono né ebreo , né israelita , ma mi interessa la giustizia sociale e non la democrazia che , al di là di qualsiasi democrazia o sistema politico è tutta delineata come dato di fede e non come frutto della filosofia nei vari periodi storici dell umanità come descritta nel libro sacro , dove si parte da un nucleo familiare ,dagli anziani , dai giudici ,per passare a forme di monarchie imperialiste e democratiche o meno .Ma tutte rapportate a come era sentita la giustizia sociale , quindi la politica a quei tempi . Era osservata la legge ? Questo era l unico problema !!! Ecco, in vari periodi storici , non era osservata la giustizia sociale , ciò portava ad imperialismi , guerre e malanni storici vari .......perché alla fine trionfavano le caratteristiche basse dello stesso uomo .

    1. Affus 12 febbraio 2015

      una piccola osservazione di carattere etico in tutta questa matassa storica intorno alla democrazia , imperialismo ,oligarchie varie di potere , etc.etc.

      non ho studiato questi periodi storici, però posso affermare, per mio convincimento, che l uomo di 10 mila anni fa è lo stesso e identico uomo di oggi con i suoi meriti ,le sue qualità umane e i suoi egoismi, che sono sempre gli stessi ..... Ma dove sono le diversità se ci sono ? cambia solo il suo progresso scientifico che gli permette di governare e trarre ricchezza per la sua sopravvivenza sfruttando nuove fonti della natura grazie alla maggior conoscenza scientifica .Con la scienza egli domina di più e meglio la terra e il creato .... ma alla fine chi ha più mezzi e sfrutta meglio i beni della terra estende il suo potere democratico o oligarca che sia perché la conoscenza scientifica non significa di pari passo giustizia nel senso ebraico- cristiano del termine . Perché la democrazia sarebbe meglio del potere oligarchico o del potere monarchico ? Solo e soltanto perché assicurerebbe secondo alcuni maggiore giustizia in quanto cercherebbe di prendere una via ugualitaria .....il che è una grossa menzogna !!!! Una monarchia , una oligarchia o altro sistema che conosca bene le esigenze umane e sociali del popolo da organizzare , la giustizia del vivere politico, può senz 'altro essere più giusta e infinitamente migliore di qualsiasi democrazia inventata dagli ateniesi ,dato che questi , non avendo una legge naturale scritta ,cercavano per via razionale e logica una giustizia o una conoscenza della verità o filosofia del vivere ...... A volte si avvicinavano , a voltge si allontanavano . Tutto qui .

    1. SanPap 12 febbraio 2015

      Grazie, domani li guardo


    1. adriano_53 11 febbraio 2015

      suggestivo.

      ma da evitare parallelismi limitati alla geometria euclidea, e mitologie partorite dalla testa dell'uomo e non dalla sua storia.

      La storia non si ripete, è sempre nuova, aperta, libera ed ogni suo periodo, come il giorno, ha le sue pene e il suo tramonto.

    1. adriano_53 11 febbraio 2015

      suggestivo.

      ma da evitare parallelismi limitati alla geometria euclidea, e mitologie partorite dalla testa dell'uomo e non dalla sua storia.

      La storia non si ripete, è sempre nuova, aperta, libera ed ogni suo periodo, come il giorno, ha le sue pene e il suo tramonto.

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