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LETTERA APERTA AI SURFISTI DELL’ONDA “VERDE” PERSIANA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

DI AMIR AHMADI

War is always about betrayal.

It is about betrayal of the young by the old, of cynics by idealists,

and of soldiers, rebels and Marines by politicians.

Stanno scorrendo fiumi di parole sui perché, i chi, i come, delle continue proteste della cosiddetta onda verde dei ragazzi persiani. O meglio, dei ragazzi di Tehran.

Fior di analisti, politici, commentatori, stanno producendo teorie, slogan, e si arriva a concetti del calibro della Rivoluzione, della Guerra Civile, del Cambio di Regime. Personalmente, preferisco farmi un bagno di umiltà e riconoscere dei motivi interessanti su ogni teoria che leggo o ascolto. Ma non ne condivido nessuna in particolare. Perché, cari i miei ribelli iraniani, voi che siete, o dovreste essere, i protagonisti di questa sommossa, secondo me non la state raccontando giusta.

Amici tehruni, non ho intenzione di scontrarmi con voi perché io abbia a cuore il candidato x o y. Cerco da Voi delle risposte che mi aiutino a comprendere i motivi di questa empasse unicamente perché mi sta a cuore l’Iran. Vi prego di confrontarVi con me con la massima sincerità e coerenza, la stessa che io cerco di spremere fino all’ultima goccia in queste righe. Rispondete a queste mie domande, perché senza le risposte, temo possa venir meno la stima nei confronti della vostra armata di giovani, e con essa la speranza nel futuro vostro e del paese.

Provo a scorrere il nastro fino alle vicende pre-elettorali, prima di rivolgermi di nuovo direttamente a Voi. Lo scorso 12 giugno la nazione iraniana si è recata, con grande partecipazione, alle urne per eleggere il loro Presidente della Repubblica. E’ appena il caso di sottolineare le parole “partecipazione”, “urne”, “elezioni”, “Repubblica”. Così, come dei piccoli flash, tanto per anticipare alcune cosucce.

Un Presidente, che, a Vostro dire, la smetta di rappresentare l’Iran in quel modo; con quei modi e quell’eleganza così lontani dagli standard comunemente diffusi, dalla compostezza delle cancellerie dei paesi “sviluppati”.

Un Presidente che Vi lasci finalmente liberi di dire e fare quello che vi pare, dove vi pare e con chi vi pare, piuttosto che costringere le Vostre ragazze a girare con quel velo sui capelli, o voi a dover aggirare i filtri di internet, per esempio.

Un Presidente che sia in grado di rimettere in sesto l’Economia del paese!

Ho conosciuto la realtà del periodo di campagna elettorale a Tehran: dibattiti a tutto spiano, con un appassionante rilancio, naturalmente, di slogan, promesse, novità, accuse, controaccuse e via dicendo. Proprio come in un qualsiasi altro paese democratico. Anzi, con una bella differenza: il clima era festoso. Gran casino in città, ma allegro, colorato. I gruppi di giovani si confrontavano in massa, ma non volava un insulto o una parolaccia. Molti ragazzi (perché non si può mica pretendere che siano tutti politicamente attivi) approfittavano delle uscite in massa semplicemente per rimorchiare: dai finestrini delle macchine, perché quando il traffico aumenta nelle lunghe strade della capitale, come in via Jordan, le macchine vanno a passo d’uomo e c’è tutto il tempo per abbordare da una corsia all’altra. Altri, nella rumorosa ed allegra bagarre, continuavano a parlare di temi politici, poco o niente di vicende personali di questo o quel politico. Altro che in Italia, mi vien da pensare. Forse è questo tipo di lontananza ad indurre a pensare ad una democrazia diversa, boh.

Provo a capire quale personaggio potrebbe meglio incarnare i sogni dei giovani iraniani; o meglio, chi di loro potrebbe contribuire alla loro realizzazione. Trovo che nessuno dei ragazzi è in grado di dirmi attraverso quali metodi gli obiettivi prima accennati potrebbero vedere la luce. Mi rendo conto che c’è semplicemente un gran discontento per la situazione attuale. Mi vien da pensare che quasi non importa chi potrebbe essere il nuovo Presidente; l’importante è che non sia lo stesso!

I ragazzi di Tehran vivono in una delle megalopoli del pianeta. Il traffico è probabilmente il primo fenomeno che si avverte quando si mette piede nella città. E’ una delle città più congestionate al mondo. Un mare di scatole metalliche su gomma che vanno su e giù. All’interno delle auto di marca più modesta, condotte da tassisti o da uomini meno abbienti, puoi contare anche fino a otto passeggeri insieme, accalcati sui sedili. I più fortunati sfilano in Bmw e Mercedes, da soli o con un passeggero a fianco (generalmente una bellissima ragazza). Casa automobilistica a parte, tutti si spostano su gomma, in attesa ad esempio dell’ampliamento della rete metropolitana (alla cui realizzazione contribuiscono importanti imprese italiane, per inciso). Ed alle stazioni di servizio c’è sempre la fila per fare rifornimento. E ci credo: fare il pieno ad una macchina di media cilindrata costa 6 dollari circa. Eh, dopotutto, il paese galleggia sul petrolio, ergo il petrolio è del popolo, e questo considera il greggio un diritto inalienabile. Questo concetto di “pretesa” è molto radicato nella mentalità degli abitanti di Tehran (non so se degli iraniani in generale). E’ un tipo di aspettativa che oscilla tra l’attesa, tipica dei credenti e che forse è in relazione al cardine dell’arrivo del Mahdi, e la viziata arroganza di chi, semplicemente, vuole il meglio ma pretende che sia qualcun altro a farlo al suo posto. Di fatto, per quanto possa sembrare antipatico, i componenti della borghesia non si ammazzano di fatica; in generale si può facilmente osservare come, in una famiglia “media” composta da 5 persone, si tiri tranquillamente avanti grazie al solo reddito del capofamiglia. Che differenza, con il tanto invidiato occidente, dove le famiglie sono sempre meno numerose e prolifiche, e la maggior parte dei redditi è appena sufficiente per i singoli lavoratori! E tutto questo questo certamente non da ieri, ovvero da quando le positive oscillazioni del prezzo del petrolio hanno favorito tra gli altri proprio l’Iran, ed un mare di petrodollari si è riversato nelle casse statali. Rispetto a “ieri”, però, sono sorti degli effetti collaterali: l’improvviso afflusso di ricchezza non è stato canalizzato uniformemente, e grazie ai limiti posti dai vari embarghi decisi dai tanto invidiati campioni di democrazia, che hanno impedito l’investimento in infrastrutture adeguate o ostacolato quelle avviate, si sono prodotte non solo inflazione, ma anche crescita smisurata del classico bene-rifugio: il mattone. Sicché, i giovani tutto sommato benestanti si sono visti catapultare nel giro di pochi anni in una condizione al limite dello schizofrenico; molti di loro hanno beneficiato di aumenti salariali, certo, ma il loro sostanziale benessere non è aumentato in proporzione. Cibo, vestiti, beni di prima necessità e persino benzina, non sono aumentati a dismisura. Ma comprare casa nuova è diventato difficilissimo, ad esempio. Tutti cambiano il loro modello di cellulare ogni due mesi, ma un’auto nuova, magari di marca europea, è qualcosa di irraggiungibile. Anche per chi è abituato a viaggiare, alcune differenze nei panieri di beni sono incredibili: puoi uscire la sera e fare il pieno, offrire la cena e il gelato a tre amici spendendo dieci dollari. Poi il giorno dopo passi in un autosalone, ed una Mercedes costa centomila dollari. “Casa” ed “Auto” nuove sono i due oggetti del desiderio che sento ripetere più spesso dai ragazzi con cui mi confronto, poiché sembrano sempre più irraggiungibili. Le ragazze invece sembrano più smaliziate. Alcune parlano di vestiti, di accessori, di gioielli. Ma la maggior parte si vede in viaggio, alla scoperta dell’Europa, dell’America. Magari per un percorso di studi.

Eppure, al di là dei sogni e delle connaturate lamentele, nessuno azzarda un’ipotesi di cambiamento reale. Si aspetta semplicemente che qualcuno arrivi e “sistemi tutto”. Che fortuna che hanno gli americani, pure in questo! E’ arrivato Obama! Quando saremo così fortunati anche noi? Un vizio che i più anziani rimproverano spesso ai propri figli e nipoti: non dovete aspettare che qualcuno faccia qualcosa per il vostro futuro, siete voi stessi che dovete impegnarvi! Se ognuno di voi si impegna per essere una persona migliore, tutto il paese migliora!

Ma le idee sembrano essere poche, la confusione tanta. Le finestre di internet dipingono mondi lontani e diversi, quasi irreali; le tv satellitari fanno il resto (tra di noi, amici capitolini, possiamo evitare di raccontarci la bufala della difficoltà a superare la chiusura e la censura comandate dal “regime”, spero) : i ragazzi vedono i loro coetanei esibirsi nei telefilm sulle spiagge statunitensi, le ragazze seminude nei varietà italiani, ed il desiderio diventa sempre meno contenibile. Far fortuna ed emigrare, certo! Ma…ne siete sicuri? Io ho visto le vostre feste private, ho conosciuto le vostre ragazze. Non serve impiantare una rete di contro-intelligence per organizzare un party con alcool in cui le ragazze possano indossare abiti da sera. Certo, non vi basta, avete visto le moderne discoteche. Ovviamente mi rivolgo a quanti di voi hanno accesso a questi tipi di divertimento. Gli altri, quelli più umili, quelli più semplici, se ne fregano delle vostre feste o di come vorreste fare parties a ritmo di rap. Loro si divertono benissimo con la loro musica e le loro danze. Ed infatti non sono lì con voi a protestare, oggi, per cambiamenti radicali (pardon, dimenticavo che siete moderati) a ritmo di cori di “libertà”. Libertà, già. Da questa parte del Tigri e dell’Eufrate, è diventata una parola vuota. Per chi governa, generalmente significa Libertà di fare quello che ci pare. Voi, siete sicuri di saper riempire questa parola di significato? O siete semplicemente attratti dalle sirene del (non negoziabile) American Lifestyle che Voice of America vi martella nei timpani ogni sera?

Ai meno abbienti fuori città, non può importare di meno delle vostre frustrazioni pre-consumistiche, o del fatto che non sapete come soddisfarle, e nemmeno cosa proporre di alternativo rispetto a quel che fa “Dictator” Ahmadinejad ed il suo entourage. Quello che sanno è che questo Presidente parla una lingua che loro capiscono. Lo vedono partire da Tehran con camion gonfi di contante pronto ad essere distribuito in provincia. Assistono alla costruzione di nuove università. All’edificazione di Borj-e-Milad. Incarna l’orgoglio persiano che sfugge alle classificazioni. Parla in modo diretto, anche su vicende scomode e per questo lo si ammira ancora di più. Non ha paura di sfidare sui maggiori palcoscenici i più blasonati diplomatici, scrive lettere al Papa ed al Presidente degli Stati Uniti (i quali non si degnano di rispondere ma affermano di tendere la mano… a determinate condizioni) citando Maometto ed il sacro Quran. Afferma il diritto della nazione ad usare le proprie risorse come vuole, ed a perseguire le tecnologie che preferisce senza dover render conto a nessuno se non alle disposizioni del diritto internazionale. Non ha paura di scagliare accuse per gli stermini in Afghanistan, in Iraq e nei territori palestinesi. E’ fiero, sicuro, devoto e contemporaneamente modesto nel privato. Non si sposta in “auto blu”, usa mezzi pubblici. Non vola su aerei privati o in prima classe, ma si siede in Economy. Non si trasferisce nei palazzi di prestigio, ma va a vivere in un quartiere popolare.

Ci si meraviglia davvero che l’elettorato iraniano possa versargli una valanga di voti? E per favore, mettete da parte la supponenza di chi crede che si debba distinguere qualitativamente tra elettorato “popolare” e quello “cittadino”. Una persona, un voto. Ognuno conta allo stesso modo. E se gli abitanti del dahat sono più numerosi, è questa maggioranza che deve decidere. Questa è democrazia. Nessuno si azzardi a ridicolizzare le loro opinioni, neanche quando Fini (Massimo, non Gianfranco) si rivolge a loro come “povera gente”: non commettete l’errore di ritenere il favore di cui gode Ahmadinejad come l’attaccamento forzato di una massa di disperati. Non devono esistere iraniani di classe A e B.

Ad ogni modo, dopo questa lunga premessa, tra speranze, scambi di numeri, preghiere e dibattiti, il 12 giugno è arrivata la doccia fredda per i capitolini. L’odiato (?) Mahmoud trionfa. 2 a 1 e tutti a casa, come nei derby più appassionanti.

E invece no, dalle strade non si leva più nessuno. Arriva l’onda di ritorno, pronta a spazzare ogni risultato. A questo punto ho bisogno di sapere:

Come si fa a ridicolizzare un referendum lanciando accuse senza avere il minimo straccio di una prova? Ma come, nel momento di massima celebrazione della volontà popolare, secondo il più classico degli strumenti di democrazia diretta, fate gli offesi? Eppure eravamo, eravate, tutti al corrente, immagino, che i sondaggi non lasciavano ampi margini per sperare in un Presidente diverso da quello eletto nel 2005. “Dov’è il mio voto”? Ad ognuno di voi che pone la domanda risponderei: “Nell’urna. Peccato non fosse in sufficiente compagnia”. Non avevate proposte condivisibili dal resto dell’Iran, ed il popolo ve lo ha dimostrato. Siete scesi a far casino approfittando del momentum e dell’isteria di un candidato che si dava per vincente già ore prima dell’esito della consultazione. Vi siete bevuti, voi per primi, e cercate di far bere al mondo intero la storia del broglio basandovi unicamente sulla parola di Mousavi e sul vostro discontento. Ma anziché promuovere indagini, avviare inchieste o quantomeno aspettare i 10 giorni necessari all’ufficializzazione del risultato avete iniziato ad occupare strade, piazze, ad incendiare cassonetti e spaccare vetrine. Bel modo di essere “moderati”.
Protestare, eh? Certo, ammetto sia legittimo, per carità. Ma vedete, non esiste paese al mondo in cui masse di persone possano assembrarsi senza che ci sia un intervento delle forze dell’ordine. Pensare che migliaia di cittadini possano sfilare per le strade protestando per l’esito di un referendum senza che la polizia muova un dito è indice scarso attaccamento alla realtà. Non è possibile a Tehran come non lo sarebbe a New York, a Pechino, a Madrid o a Tel Aviv. Con questo non legittimo tout-court i metodi di contenimento utilizzati dalle stesse forze dell’ordine, ma parliamoci chiaro, quando così tanta gente si raduna, bastano pochi “agitati” un po’ più degli altri per far degenerare la situazione. Quel che scherzosamente chiamo “effetto pecora” è sempre dietro l’angolo; è scattato al semplice diffondersi di sms e crisi di bile di Mousavi, figuriamoci se un semplice calcio ad un cassonetto non scatena disordini a catena. O volete farmi credere che avete marciato tenendo una candela in mano e pregando il santo Ali?
No, voi siete scesi nelle strade con tutti quei cartelli…scritti in inglese! Ma.. scusate, va bene che è molto più facile incontrare un iraniano che parli anche l’inglese piuttosto che un romano che parli una lingua diversa dal… romano appunto, ma come sperate di avviare un movimento popolare se non siete in grado di trasmettere il messaggio per primi ai vostri connazionali? Come dite? Non vi importa di quel che pensano gli altri iraniani? E certo, voi siete a Tehran, tutte le decisioni che contano devono venire da lì. No? Scusate, forse ho capito male; forse che siete sicuri di rappresentare anche la volontà degli altri iraniani, allora! Che strano, avevo appena letto che i sostenitori di “quell’altro” sono circa il doppio. E allora? Oh, cavolo, non ditemi che sperate anche voi in un intervento esterno. Certo, voi siete meno religiosi dei vostri parenti e non credete nel Mahdi (nemmeno io, se è per questo); eppure, accettate l’idea di un cambiamento come se potesse davvero essere un dono portatovi da qualche altra parte. Lo leggo in centinaia di posts, blogs, walls e twits. “Aiutateci”. Bel modo di essere “rivoluzionari”. O forse siete molto furbi, ed avete capito che da soli non ce la potete fare. Ma allora siete anche disonesti, perché non siete pochi ribelli contro tanti despoti; è contro il resto dei vostri stessi compatrioti ad essere pochi.
A proposito di “Aiuto”, carissimi. Lasciate che vi dica qualcosa di non dico tutti, ma del 99% dei lettori delle vostre richieste di aiuto. E non mi riferisco solo ai “politici”. Mi riferisco principalmente ai vostri coetanei, che leggono le vostre grida di aiuto comodamente seduti di fronte ai loro laptop di ultima generazione o sui loro iPhone. Ho una novità per voi: a nessuno di questi spettatori importa un fico secco di voi, dei vostri problemi o della vostra condizione. Allo stato dei fatti, voi tutti siete etichettati, nella peggiore delle ipotesi, come filo-terroristi che non vorrebbero mai incontrare; nella migliore, dei poveri disgraziati, sfortunati a vivere in un paese medievale, dei reietti da terzo mondo. Insomma, siete visti o con sospetto o con pietà. Praticamente NESSUNO sa nulla di ciò che è successo non dico all’inizio del XX secolo, ma nemmeno nel ’53, nel ’79… almeno, non sanno nulla di ciò che attiene i torti che avete subìto. Quello che è fissato nella mente di questi spettatori è unicamente un miscuglio di immagini che hanno a che fare con mullah in turbante, decontestualizzati proclami contro l’occidente, sinistri progetti nucleari. Il messaggio che è passato, mi spiace per voi, è quello di una nazione di pazzi che fa effettivamente parte di un asse del male, che finanzia i cattivi contro i buoni. Non mi dilungherò, stavolta, sulle conseguenze in ambito di politica internazionale. Non penso serva ricordarvi (perché voi internet lo usate, siete informati) che creare un largo consenso è il primo passo per un intervento. Di che tipo, pure, lo sapete. E poi ammettiamolo, non serve, a noi, essere complottisti. Noi i complotti li abbiamo vissuti sulla nostra pelle e sappiamo cosa significano davvero “Rivoluzione”, “Cambio di Regime”, “Guerra”, e li abbiamo pagati con il nostro sangue, le nostre perdite, le nostre lontananze imposte, i nostri esili.
Accidenti, mi sono sbagliato di nuovo. Voi questi complotti non li avete vissuti. Non sapete niente di Savak, di alternarsi di privatizzazioni e nazionalizzazioni… Voi, quando il vostro caro amico Mousavi, allora come oggi, parlava tranquillamente di martirio (degli altri, mica del suo, eh), eravate troppo piccoli. Non c’eravate quando un certo Michael Ledeen, ora di stanza a Roma, venne preso con le mani nel classico barattolo di marmellata nell’ambito dello scandalo Iran-Contras; oggi, costui scrive libri come “Iran, regno del Terrore”, e contemporaneamente i suoi recenti articoli sul Foglio sprizzano commenti entusiasti sulle Vostre proteste nella capitale. Un disinteressato partner, non c’è che dire. E’ solo uno degli esempi che si possono fare, potete senza dubbio contare sull’appoggio suo e di altri democrators. In bocca al lupo, è letteralmente il caso di dire.

Non avrete vissuto direttamente questi ed altri scandali, ma non potete non conoscerli. Sono sicuro che non fingete di ignorarli. Quel che non capisco, è perché avete tanta fretta di viverli anche voi, come brutta copia di un capitolo doloroso, in cui, stavolta, non avrete il compatto supporto del resto della nazione. Ogni rivolta che si rispetti deve partire dal vasto ceto operaio, che si rivolta contro un oppressore che gli toglie la capacità di svilupparsi, spesso svendendosi al di là del confine, proprio come fece lo Shah, prima di dover fuggire in Egitto, quello stesso paese da cui poco fa Barack “Jesus” Obama si è rivolto al “mondo arabo” per fare un sermone sulla religione (lui è su tutte le magliette con la didascalia “Change” e può farlo; Ahmadinejad che partecipa alla conferenza sul razzismo invece è una faccia tosta, vero?). La rivolta, il cambiamento, non parte da un gruppo di elite con videofonino. Il fatto che la vostra piccola grande onda, per non infrangersi al primo scoglio, abbia bisogno di un supporto esterno, è di per sé un pessimo segnale che riflette ancora una volta la distanza con gli iraniani fuori Tehran.

Ed ammettetelo, segna anche la distanza con i vostri cari, i vostri genitori e tutti coloro che hanno superato decenni di difficoltà per sognare una nazione indipendente in cui i loro figli potessero continuare ad essere fieri di essere iraniani. Sono sicuro che non avrebbero mai immaginato, mentre manifestavano, trent’anni fa, contro lo Shah ed i suoi burattinai anglo-americani, mentre soffrivano per le privazioni degli embarghi, la depressione post-rivoluzione e le atrocità della guerra, che i loro figli o i loro nipoti sarebbero scesi in piazza, usando strumenti che non conoscono, dialogando in canali a cui non accedono, per riportare tutto quel caos nel paese.

Per invidia di tutto cio’ che sperano possano trovare, o farsi portare, che non abbiano già. Per insofferenza verso una condizione che non li soddisfa, che vogliono veder migliorare, e che non apprezzano veder progredire abbastanza velocemente.

Meno di un anno fa, parlai con uno di Voi. Un ragazzo di 25 anni (un numero riportato spesso con entusiasmo per farvi capire quanto e quanti siate, voi, giovani in Iran), che non faceva che lanciare anatemi contro Ahmadinejad. Cercai di confrontarmi circa la situazione in medio oriente, su ciò che accadeva appena al di là del confine. Eravamo in pieno centro, a Meidun Valiasr. Volevo sapere la sua circa la guerra in Iraq, in Afghanistan, la crisi in Pakistan, in Georgia, l’adesione dell’Iran al patto di Shanghai. Come si vive in un paese malvisto dall’occidente, e i cui molti giovani questo occidente tutto sommato lo sognano? Come si sopportano le calunnie sulla ricerca nucleare di fronte alla necessità di fonti di energia alternative al petrolio? Come si combatte adeguatamente la disoccupazione quando dalle frontiere ad est ed ovest arrivano frotte di rifugiati afghani, curdi, iracheni, che scappano dalla guerra nei loro paesi? Come si frena l’inflazione se i barili si vendono in dollari, e questi non li vuole più nessuno? Come ci si arricchisce grazie al petrolio, se, in assenza di raffinerie, devi vendere greggio e poi ricomprare benzina? Come si può pretendere che il paese migliori la sua economia in queste condizioni, senza contare gli embarghi, e senza contare nemmeno la congiuntura internazionale che arriva a far crollare persino in Cina il Pil? Quale paese pensate sia in grado di risanare la sua economia, in questo momento?

Ma non ho avuto risposte. Tutto quello che mi ripeteva è che era colpa di Ahmadinejad se l’Iran era visto in quel modo dall’occidente. Eppure, viene sempre accolto festosamente da masse di persone, nei suoi spostamenti interni o di ritorno da incontri internazionali, dico io. “Quelli sono ignoranti”, mi sento dire. Ed io non posso che trasalire di fronte a tanta supponenza; la stessa con cui conclude il suo pensiero confidandomi che “a me ed ai miei amici non va più bene vivere così, senza la possibilità di arricchirci. Magari venissero gli americani. Sarei disposto a vivere una guerra, almeno saprei che i miei nipoti in futuro potrebbero vivere in un paese diverso”.

“Vallo a raccontare agli iracheni ed agli afghani, che brillante futuro vi aspetterebbe, Nostradamus!” – Ma l’urlo mi si spezza in gola. Perché improvvisamente il ragazzo non è più solo “giovane”. E’ piccolissimo. Ho l’impressione che i suoi tratti diventino quelli di un bambino capriccioso, che si lagna della pappa fatta in casa, ed è pronto ad abbracciare il primo che gli offra una caramella.

Quando si parla di tradimento, eh?

Amir Ahmadi
24.06.2009

Pubblicato da Davide

104 Commenti

  1. Complimenti un articolo perfetto
    Un particolare che mi ha colpito da italiano: un pieno di benzina 6 dollari!!!!
    Una cosa cosi noi ce la sogniamo
    Con buona pace di quello che nell’altro post affermava che gli iraniani sono senza benzina

  2. Re: GLI ANTIMPERIALSTI NELLA TRAPPOLA IRANIANA (Voto: 1)
    di Adelphi il Mercoledì, 24 giugno @ 03:44:07 CDT
    (Info Utente | Invia un Messaggio)

    L’economia iraniana fa schifo, l’inflazione è al 15% annuo, il PIL cala, il deficit aumenta e aumenta anche la disoccupazione.
    Ci sono persino problemi per l’approvvigionamento alle pompe di benzina a causa dei problemi di raffinazione del greggio.
    L’ha proprio amministrato bene questo Iran, Ahmadinejad.
    Comunque, tanto per ricordarlo anche a te, in Iran vige ancora la pena di morte e credo non si facciano problemi a utilizzare pene corporali, dal momento che il magistrato Ebrahim Raisi ha affermato che le “le centinaia di arrestati nelle proteste a Teheran riceveranno condanne talmente severe da ‘dare una lezione’ a tutta la popolazione.” (ANSA) Sempre questo magistrato ha pure aggiunto “L’intera nazione deve fare attenzione a quello che dice, coloro che tengono discorsi devono stare attenti a quello che dicono e chi scrive deve tenere sotto controllo quello che scrive”. (IRNA) Bel clima, non c’è che dire. E secondo te questi manifestanti vanno a protestare perché glielo dice la CIA o il Mossad, rischiando la loro vita?

    Non ho resistito divevo quotarlo questo informatissimo signore

  3. In Iran vige ancora la pena di morte! EMBEH????
    anche in USA vige 🙂

  4. comunque per la cronaca sembra che qualcuno di occidentale (un drone USA) e democratico abbia bombardato un corteo funebre in Pakistan causando 80 morti (senza volto e senza nome).
    le autorità afghane parlano di 48 ribelli (partigiani) assassinati.
    aspettiamo di vedere la mattanza su youtube?
    aspettiamo le grida disgustate dei politici occidentali?

  5. Mentre scrivo sento e vedo al tg immagini della sanguinosa repressione della folla.
    Ora, alla faccia della sincerità di cui si vanta l’autore di questo articolo, ci vuole un bel pelo sullo stomaco per dire a dei manifestanti arrestati, feriti, uccisi che hanno sbagliato a scendere in piazza subito, che dovevano aspettare 10 giorni. E’ sbagliato il libero diritto di manifestare o la repressione poliziesca che stiamo vedendo in questi giorni?

    Mi chiedo, cari redattori di comedonchisciotte come potete postare oggi questo articolo, che dice che il voto dei manifestanti è nelle urne, che bellamente pare non prendere neanche in considerazione la possibilità di brogli, quando già il 22 giugno risultavano le notizie secondo cui:
    (da peacereporter.net)
    ——
    22/06/2009Iran, il Consiglio dei Guardiani ammette: più voti che votanti. Ma non li chiama brogli
    Fonti del governo confermano che sono 457 le persone arrestate durante i moti di piazza

    Più voti che votanti. Tecnicamente i conti non tornano e lo ammette anche il Consiglio dei Guardiani che usa una parola diplomatica, ma significativa, dichiarando che sono state riscontrate delle ‘discrepanze’

    ”Non sono emersi particolari irregolarità nelle operazioni di voto”, smorza ulteriormente il portavoce del Consiglio dei Guardiani, Ali Abbasi Katkhodai, che però ammette che in 50 distretti elettorali (su complessivi 360), finiti sotto la lente del Consiglio dei Guardiani iraniani «i voti sono risultati essere più dei votanti». Il candidato conservatore sconfitto, Mohsen Rezai, aveva denunciato questo tipo di irregolarità in 170 distretti. In Iran, tuttavia, gli elettori non sono obbligati a votare in un particolare seggio e possono esercitare il loro diritto anche in altre città: «I voti in più potrebbero essere di migranti o turisti», ha dichiarato il portavoce del Consiglio dei Guardiani, Abbasi Ali Katkhodai. Eventuali irregolarità non avrebbero un effetto sul risultato elettorale: «Se supponiamo che i voti contati in questi 50 distretti siano circa tre milioni (su circa 38 milioni in totale, ndr) essi non possono cambiare il risultato nazionale», ha concluso Katkhodai

    L’organo composto da dodici membri chiamato a dirimere la controversia nata in Iran dopo le elezioni del 12 giugno scorso, vinte al primo turno da Mahmud Ahmadinejad e contestate dagli altri candidati alla presidenza. Le opposizioni sono in piazza da quel momento, chiedendo l’annullamento del voto per i brogli dei quali accusano il governo.
    Il Consiglio ha parlato e, pur se è nota la sua posizione vicina alla linea della Guida Suprema Khamenei e di Ahmadinejad, c’era attesa attorno al loro pronunciamento. Per lo meno, il loro passo significa che l’establishment iraniano non ha abbandonato al suo destino Ahmadinejad.
    Moussavi ha esortato gli iraniani ad ”esercitare autocontrollo” durante le proteste di massa a Teheran, ribadendo il diritto dei suoi concittadini a manifestare contro il governo e i contestati risultati delle presidenziali del 12 giugno. Manifestazioni nel corso delle quali – hanno reso noto i mezzi di informazione statali – sono state arrestate 457 persone. Tra di loro non c’è più la figlia di Rafsanjani, ex presidente iraniano, che era stata arrestata ieri.
    —-

    Ora, un conto è il pluralismo dell’informazione, un conto è il contraddirsi fino a provocare confusione e disorientamento. Perchè, per fortuna che vedo che il redattore davide ha postato anche il pezzo con la nota editoriale di P. Pisi, ma la scelta della redazione di postare comunque articoli sull’IRAN di autori intenti a far credere che i manifestanti siano vittime di un lavaggio del cervello informatico di CIA e MOSSAD, e che in IRAN non ci siano stati brogli, non solo non prende in considerazione i diritti umani dei manifestanti violati dalla repressione poliziesca, ma ottiene l’effetto di confondere i lettori provocando della disinformazione che, se reiterata ancora, rischia di diventare propaganda.

  6. Della ragazza mi spiace tantissimo, mi spiace pure degli 83 in Pakistan uccisi da un drone Usa contro funerale almeno 83 i morti oggi 24/06/2009.

    Il mondo perchè non parla di questi morti? Certo a chi interessano i morti, ma se gli stessi che parlano sempre della ragazza non parlano anche degli 83 è perchè della ragazza parlano? Perchè se il vero motivo era la morte ingiusta gli stessi non hanno parlato oggi con sdegno e non hanno detto perche sono dovute morire 83 persone mentre piangevano un loro caro morto?

  7. perchè?
    perchè qui siamo in occidente e siamo i buoni per antonomasia, per dono divino.
    siamo di serie A porca puttana.
    siamo i padroni del mondo.
    siamo infallibili.
    siamo democratici.
    siamo “er mejo”.
    non hai ancora capito?
    noi possiamo tutto e di più, soprattutto di più.
    e chi del terzo mondo o delle colonie osa emularci viene giustamente rimproverato di usurpazione di copyright.
    e mazziato.

  8. hai sbagliato tg.
    comprati la parabola e sintonizzati almeno su Al Jazeera Int.
    ne vedrai delle belle.

  9. bisogna vedere per quanti e quali reati, però.

  10. ancora con ste bufale via twitter (inviate dalla cia e dall’M6 con vari nick fasulli) e via cnn? Ma non lo capite che non vi crede più nessuno?

  11. giusto, ad esempio in iran uno che stupra un bambino non avrà salva la vita, in italia si fa al massimo dieci anni, negli usa credo li mettano in condominii comuni e dicano ai vicini che quelli sono pedofili. Se poi sei un prete diventi cardinale come minimo. Pensa un pò che culo.

  12. Ora, un conto è il pluralismo dell’informazione, un conto è il contraddirsi fino a provocare confusione e disorientamento.

    Perchè, per fortuna che vedo che il redattore davide ha postato anche il pezzo con la nota editoriale di P. Pisi, ma la scelta della redazione di postare comunque articoli sull’IRAN di autori intenti a far credere che i manifestanti siano vittime di un lavaggio del cervello informatico di CIA e MOSSAD, e che in IRAN non ci siano stati brogli, non solo non prende in considerazione i diritti umani dei manifestanti violati dalla repressione poliziesca, ma ottiene l’effetto di confondere i lettori provocando della disinformazione che, se reiterata ancora, rischia di diventare propaganda

    Ma in questo articolo non vedo la disinformazione che lamenti
    Per fortuna che la redazione ha postato articoli un pò più obbiettivi e meno di parte
    A quanto pare la disinformazione sta da un’altra parte
    Si confonde chi si vuol confondere e a volte si confonde chi cerca di confondere e si parla addosso
    Rischia di diventare propaganda? Perchè la propaganda la puoi fare solo tu?

  13. si, peccato che la stessa sorte tocchi anche a chi compie reati minori e non violenti e persino reati che in un qualunque paese normale non sarebbero nemmeno considerati tali, quali apostasia, “blasfemia”. Non è per fare della polemica e tanto meno del filoamericanismo, ma certi paralleli mi fanno un po’ ridere perchè non bisogna dimenticarsi che in fin dei conti stiamo parlando di una teocrazia con tanto di polizia religiosa per le strade.

  14. hai sbagliato tg.
    comprati la parabola e sintonizzati almeno su Al Jazeera Int.
    ne vedrai delle belle.

    Al Jazeera?
    Ma lo sai chi ha creato e controlla Al Jazeera?
    Leggiti questo, magari cambi idea

    jazeerahype [www.public-action.com]

  15. gianni72:


    giusto, ad esempio in iran uno che stupra un bambino non avrà salva la vita, in italia si fa al massimo dieci anni, negli usa credo li mettano in condominii comuni e dicano ai vicini che quelli sono pedofili.

    vero.
    e qui:
    http://gongoro.blogspot.com/2008/08/come-stuprare-una-bambina-e-vivere.html
    puoi averne la conferma.

    Se poi sei un prete diventi cardinale come minimo. Pensa un pò che culo.

    vero.
    se invece fai come i boy scout americani che i loro pedofili li hanno espulsi, preparati a venir boicottato dalle maggiori organizzazioni gay d’america…..
    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2218&parametro=esteri
    la fonte è quella che è, ma la notizia è verificabile qui:
    http://www.worldnetdaily.com/news/article.asp?ARTICLE_ID=27539

  16. Non mi stancherò mai di dirlo ma meglio mille volte meglio vivere nella peggiore democrazia europea (Italia, Spagna, Svezia, UK, Svizzera, ecc.ecc., a voi la scelta) che in un paese teocratico medioevale dove anche la più innocente libertà personale viene repressa.

  17. Mara79:

    si, peccato che la stessa sorte tocchi anche a chi compie reati minori e non violenti e persino reati che in un qualunque paese normale non sarebbero nemmeno considerati tali, quali apostasia, “blasfemia”. Non è per fare della polemica e tanto meno del filoamericanismo, ma certi paralleli mi fanno un po’ ridere perchè non bisogna dimenticarsi che in fin dei conti stiamo parlando di una teocrazia con tanto di polizia religiosa per le strade.

    vero.
    certe cose sono esagerate.
    a proposito, lo sai che, se non sbaglio, anche la legge italiana punisce la bestemmia, o la puniva fino a poco tempo fa??

  18. e che vuol dire? sei tu che hai iniziato i paragoni, io ti ho solo rinfrescato un pò la memoria sui crimini “occidentali. Pari e patta.
    p.s. secondo te, per un missile che uccide per “errore” 80 persone ad un funerale, quanti anni di carcere si farà il responsabile o i responsabili?
    mhhhh mi sa che avranno la stessa pena di quel pilota che guidando il suo f16 sul Cermis fece 20 vittime su una funivia. Anzi no, mi sbaglio, quello è stato degradato (che pena inaudita e contraria a tutti i diritti umanitari, roba da dittatura….), questi mi sa che verranno promossi.

  19. giusto, vallo a dire anche agli abitanti di chiaiano che si sono visti manganellare per la spazzatura….

  20. Mi sembra abbastanza chiaro che l’autore dell’articolo nega che ci siano stati brogli, prende anche in giro i manifestanti che chiedono where is my vote rispondendo nell’urna. E mi sembra del tutto chiaro, invece che i brogli ci sono stati, l’ha ammesso anche l’organo di controllo iraniano vicino al governo, usando il termine “discrepanze” tra numero di votanti e voti.
    Quindi, perchè postare oggi un articolo che nega ciò che è già stato acclarato?
    Questo è confondere la gente, disinformare.

  21. si ok fanno tutte parte dello stesso filone, ma quello che ho visto li durante il tiro a segno su gaza tra dic e gen su altri canali non l’ho trovato (a parte presstv).
    c’è molto spazio per le notizie mediorientali anche se poi l’approfondimento è scarno.
    danno poi spazio ad una notevole quantità di articoli riguardo la causa palestinese con inferociti commenti sionisti.
    ovviamente nessuno è perfetto ma la preferisco nettamente ai nostri tg compreso rainews24.

  22. le immagini sono immagini, qualunque tg le trasmetta: vuoi forse negare le centinaia di feriti e il numero imprecisato di morti?

  23. giusto cosa? che c’entrano i pedofili? (che mi auguro tu non voglia giustiziare con la pena capitale)

  24. Se avessero fatto la raccolta differenziata come faccio io e tutti i miei conpaesani forse non sarebbe successo…comunque difendere l’indifendibile con esempi cosi ridicoli…mi fai pena…vai a mangiar particole va.

  25. Perchè qualsiasi broglio ci sia stato, non ha certo spostato 1/3 dei voti per la miseria.
    Ma c’è bisogno di dirlo?
    Come si può pretendere che, da un giorno all’altro, quello che tutti i sondaggi, sia iraniani che “indipendenti” americani, o addirittura quelli interpellati dai servizi segreti americani davano esattamente quel risultato?
    Siamo tutti quanti dispiaciuti e sconcertati dalla violenza della repressione, ma è vero quel che dice l’autore dell’articolo: non ci si può aspettare nulla di diverso dalle forze dell’ordine quando una MINORANZA scende in piazze per ottenere quello che ha democraticamente perduto.
    Suvvia, qui c’è scappato il morto solo per opinioni, figurarsi cosa accadrebbe se si mettesse in dubbio l’istituto democratico.
    Siamo tutti coscienti, dal nostro occidentale punto di vista, del sentimento onestamente “libertario” che ispira i giovani di teheran, non siamo mica stupidi.
    Tutti siamo in grado di capire come si possono sentire sotto una teocrazia così rigida. Ci sentiamo “stretti” e soffocati noi qui, figuriamoci.
    E siamo anche tutti concordi, almeno in via generale, che sarebbe auspicabile un cambio di regime in Iran, per la libertà e l’emancipazione dei persiani tutti, ma non è questo quello che sta accadendo laggiù, non continuiamo a raccontarci balle.

  26. Esempi ridicoli?
    Tu e la tua retorica da quattro soldi della raccolta differenziata?
    Ma per favore, abbi almeno il buongusto di evitare il tono saccente.

  27. @pistorius

    Per carità, io non ho la supponenza di affermare di conoscere tutto quello che è accaduto; ma nemmeno il tuo mi sembra un argomento inattaccabile. Vero, sembra che il Consiglio abbia ammesso discrepanze nei voti (sei tu a virgolettarlo).
    Ti dirò di più io stesso: hanno anche quantificato queste “discrepanze”. Circa 3 milioni di voti in più. Bene. Cambia qualcosa? Sono numeri in grado di negare la maggioranza? Di rovesciare il risultato? No.
    Dovresti anche essere così gentile da dirmi quale sistema, in quale paese, garantisce al 100% l’accuratezza dei voti.

    Allora dove sono tutti questi “fatti acclarati”? Io non nego semplicemente che brogli non ce ne siano stati; nego si possa affermare candidamente che ci siano stati “di sicuro”. Il perché, o meglio i perché, stanno nel corpo dell’articolo. Contiene tanti interrogativi. Mi piacerebbe se ne rispondessi a qualcun altro, piuttosto che speculare su voti che nessun altro sarà mai in grado di ricontare.

  28. Non è retorica da quattro soldi ma sono FATTI, quei fatti che quelli come te anche difronte l’evidenza + evidente continuano a negare immagino per ignorante e cieca ideologia.

  29. pistorius:

    giusto cosa? che c’entrano i pedofili? (che mi auguro tu non voglia giustiziare con la pena capitale)

    meglio farli cardinali, sì??
    scherzi a parte, per me, chi tocca i bambini, muore.
    anche perchè, se ti aspetti giustizia dalla legge [gongoro.blogspot.com]……………

  30. ah dimenticavo, basta e ancora basta quando qualcuno vi contraddice ad usare la parolina magica RETORICA per stroncare il contradditorio…fate funzionare il Vostro cervello piuttosto e ammainate tutte quelle bandierine che vi sventolano davanti gli occhi.

  31. gamma5:

    Non è retorica da quattro soldi ma sono FATTI, quei fatti che quelli come te anche difronte l’evidenza + evidente continuano a negare immagino per ignorante e cieca ideologia.

    ed è un FATTO che in certi quartieri di napoli non ci sia un “tutore dell’ordine” manco a pregarlo in aramaico, mentre a chiaiano sono comparsi come per magia, e pure in forze, per sedare una rivolta di pericolosissime donne e ferocissimi vecchi…..
    ed è un FATTO che tu la raccolta differenziata non la puoi fare per i cazzi tuoi, ma deve essere organizzata dall’azienda di igiene urbana del posto.
    e naturalmente se l’azienda non lo fa, per interesse o connivenze varie, la colpa è dei cittadini, sì??
    per favore, richiama il cervello dalle ferie, prima di scrivere sui FATTI…..

  32. articolo ben fatto ed imformativo,quel che non riesco proprio a capire e’ la reazione del governo iraniano che al posto di chiudersi a riccio dovrebbe
    Rendere visibile al mondo gl’incendi e i saccheggi perpetrati dalla protesta attraverso gli stessi canali che hanno portato la protesta fino a noi e cioe’ i social forum e forti della certezza che a sparare non e’ mai stata la polizia,rendere onore e amplificare il dolore dei famigliari oltre che assisterli pubblicamente.Una maggiore informazione e un uso piu’ intelligente della rete,se la parte povera,proletaria del paese e’ dalla parte di Ahmadinejad e sappiamo che i popoli sono fatti di gente comune proletari appunto, non sarebbe molto difficile rovesciare la situazione a proprio vantaggio.

  33. le immagini sono immagini, qualunque tg le trasmetta: vuoi forse negare le centinaia di feriti e il numero imprecisato di morti?

    Cioè tu prendi per buono quello che rigira la tv?
    Pare tu non abbia nessuna notizia delle manipolazioni che fanno all’italica tv

    Se vuoi ti faccio vedere la madonna

  34. Continui a ripetere delle cose inesatte
    Qui se c’è uno che cerca di disinformare sei solo tu
    Le tue deduzioni brillantissime non hanno nessuna attinenza con l’articolo
    Semmai ti fosse sfuggito le parole sono quelle nere
    Il tuo tentativo di disinformare è andato buco.
    Quando vuoi ti faccio vedere la madonna in tv

  35. e perchè mai la gente che a Chiaiano è scesa in piazza non lo ha fatto quando l’azienda di igene urbana del posto non organizzava la raccolta differenziata…ricordarsi sempre che prima dei diritti ci sono i doveri tra i quali il + importante è che le leggi dello stato vengano rispettate, anche da chi ci governa…purtroppo il cervello non è in ferie e forse nemmeno ci andrà…sai c’è la crisi mancano i dindini.

  36. Box-by-Box Count

    Amid claims of a ’rigged election’ by some defeated presidential candidates, a top election official said the box-by-box details of the vote will be released.
    “During previous elections data on individual ballot boxes were considered confidential information É this kind of information was only available to a small group of (senior) officials,“ deputy head of the Interior Ministry’s election headquarters Ali-Asghar Sharifi-Rad said Sunday.
    The ministry, however, has decided to publish the results “box by box,“ to resolve ambiguities about the disputed election, ILNA reported.
    His comments came after the country’s highest electoral authority, the Guardian Council, said, “Ballots counted in 50 cities are more than the number of people eligible to cast ballots in those areas.“
    The extra votes are said to be in the range of three million ballots.

  37. gamma5:

    Se avessero fatto la raccolta differenziata come faccio io e tutti i miei conpaesani forse non sarebbe successo…comunque difendere l’indifendibile con esempi cosi ridicoli…mi fai pena…vai a mangiar particole va.

    via, ora si fa qualche esempio più pertinente di persone che avrebbero qualcosa da dire sui metodi dei “tutori dell’ordine”.
    “Buon giorno signor gamma5.
    Siamo Carlo Giuliani, Pietro Bruno, Mario Marotta, Mario Salvi, Saverio Saltarelli, Franco Serantini, Pier Francesco Lorusso, Angelo Cerrai, Giorgiana Masi, Maria Minci, Laura Rendina, Vincenzo Illuminati e Luca Rossi.
    dobbiamo andarci pure noi a mangiar particole??”

    [non ho resistito ed ho elaborato il post originale di rectotal il Mercoledì, 24 giugno]

  38. Ha qualcosa a che vedere con questo, la posizione di GB, USA, ecc.?

    GEAB 36: Le tre onde anomale dell’estate 2009 – Fallimenti in serie, crisi terminale dei bond USA

    L’onda dei fallimenti in serie: aziende, banche, immobiliari, regioni, stati, città.

    Negli USA, in UK e in Spagna in particolare una seconda ondata di pignoramenti è in fase di gestazione, così come un’ondata di default di stati, regioni e città, durante l’estate……………………

    http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/06/titoli-t-bond-usa-crisi-terminale-geab.html

    Cioe’ alzare la tensione con l’Iran per coprire il fallimento totale della loro economia e mobilitare verso l’esterno eventuali proteste che sicuramente sorgeranno all’interno in questa situazione fallimentare?………….

    Oppure ha a che vedere con questo:…..Pakistan, drone Usa lancia due razzi su un funerale. Strage di civili

    http://it.peacereporter.net/articolo/16360/Pakistan%2C+drone+Usa+lancia+due+razzi+su+un+funerale.+Strage+di+civili

    I morti sono almeno 83.

    Decine i feriti. Non è la prima volta che un drone sbaglia bersaglio e uccide dei civili

    Ancora un

    incidente

    dalle conseguenze devastanti per le truppe Usa impegnate tra Afghanistan e Pakistan.

    http://it.peacereporter.net/articolo/15614/Afghanistan%2C+147+i+morti+a+Farah

    A meno di due mesi dalla strage di Farah(143 massacrati), frutto di un

    errore

    , due razzi sono stati lanciati ieri da un drone ed è finito su un gruppo di persone riunite per un funerale nel Waziristan meridionale.

    C’e’ qualche facebook, twitter, you tube, che ci faranno vedere le facce, ci diranno i nomi, racconteranno le storie di questi umani, vittime della “esportazione di democrazia ed elezioni limpide”, mentre gli eserciti della NATO massacrano a man bassa?

    Oppure ci sara’ qualcuno che protestera’ per

    http://it.peacereporter.net/articolo/16352/Afghanistan%2C+abusi+nel+carcere+di+Bagram

    La Bbc intervista 27 ex detenuti, 25 dei quali denunciano abusi in stile Guantanamo

    Ex detenuti della base statunitense di Bagram, in Afghanistan, hanno denunciato di aver subito abusi.

    Su 27 ex detenuti, intervistati da un giornalista della Bbc, solo due hanno dichiarato di non essere stati maltrattati.

    Tutti gli altri, intervistati separatamente nel corso di un’inchiesta che è durata due mesi, hanno sostenuto di essere stati picchiati, privati del sonno e minacciati con i cani.
    Fra gli abusi, gli intervistati hanno denunciato di aver dovuto tenere una certa posizione per ore, di essere stati costretti a sopportare temperature eccessive, di essersi dovuti spogliare davanti a donne e, in quattro casi, di essere stati minacciati di morte con un’arma puntata alla tempia.

    Tutti i detenuti, arrestati perché sospettati di appartenere al gruppo dei talebani,

    sono stati rilasciati in seguito

    senza alcuna accusa

    e senza aver ricevuto assistenza legale per tutto il periodo della detenzione.

    Oppure qualche governo NATO ha protestato contro la violazione del diritto internazionale per le EXTRAORDINARY RENDITIONS, detto terra terra per i rapimenti di cittadini in giro per il mondo?

    Notate bene : errore, incidente, rendition, tutte paroline dolci e neutre, mica strage, repressione, rapimenti

    Perche’ alcuni lo fanno per ODIO (i cattivi), gli altri per …….. (i buoni).

  39. gamma5:

    e perchè mai la gente che a Chiaiano è scesa in piazza non lo ha fatto quando l’azienda di igene urbana del posto non organizzava la raccolta differenziata…

    quindi??
    non hanno protestato prima per cui ora perdono il diritto di farlo??

    ricordarsi sempre che prima dei diritti ci sono i doveri tra i quali il + importante è che le leggi dello stato vengano rispettate, anche da chi ci governa…

    giusto.
    di certo non saresti stato in difficoltà con le leggi razziali tedesche.
    sono leggi e vanno rispettate, sì??

  40. Non so te, ma se io vivessi in uno stato dove l’organo di controllo vicino al governo ammette 3 milioni di voti in più
    (il che significa, mi auguro tu abbia quel minimo di buon senso per ammetterlo, che sono molti più di 3 milioni i voti in più, perché è scontato, non solo in Iran, che un simile organo non ribalterebbe mai l’esito delle elezioni, ma al massimo si limita a sminuire l’impatto dei brogli),
    chiederei senz’altro di ripetere le elezioni scendendo in piazza.

  41. 3 milioni di voti in piu’ errati non sono bazzeccole per fumentare altro,
    anche se no cambia nulla.
    d aquello che e’ stato scritto nell’ articolo, non valgono ne il cambiamento, ne il travaso in altre sponde.

    Pieno benzina a 6 dollari, il petrolio considerato -del- popolo, e un capofamiglia che lavora puo’ mantenere una famiglia di 5 persone.
    Vero, l’ oltre che sarebbe l’ america, avrebbe dell’ avvelenamento.
    Perche’ il -regime-, o i regimi, non aprono le frontiere alle uscite facilmente,
    e nello stesso tempo non le aprono pure a chi vorrebbe vivere li da loro?

    Scegli. Diventa americano, te che sei iraniano, e diventa iraniano, te che sei americano.
    Esci o entra per sempre, e chiuso li.

    Da quello che dice, la politica anche se tiene sotto controllo, lo fa moderatamente, con senso, e non e’ poi come si vuol far apparire.

  42. pare che tu non sappia l’italiano.
    ripeto: vuoi forse negare i morti e i feriti?
    Si prega di rispondere, madonne a parte.

  43. Quello che dici e’ sacrosanto

  44. Hai uno strano concetto di democrazia.
    Io se vado a votare sotto Berlusconi che annuncia dai sondaggi di vincere, e poi vince oltre misura e il ministero dell’interno ammette discrepanze di vari milioni di voti in più, io dicevo scendo in piazza a chiedere di ripetere le elezioni, perchè le elezioni sono state irregolari, e chiedo anche un’inchiesta della magistratura per capire chi e come ha barato. E non mi fido certo della quantificazione dei brogli dell’organismo di controllo: se ammette che ci sono stati, significa che erano davvero molti, e io sarei propenso a pensare (questo vale non solo per l’Iran) che siano sicuramente molti di più. Ma in ogni caso, sono le elezioni regolarmente svolte che devono stabilire chi ha vinto e con qual distacco, se ci sono evidenti brogli, che cambino il risultato o no, le elezioni sono state truccate e questo deve portare chiunque si dichiari democratico a chiedere di ripetere le elezioni.
    Il punto è: tu sei un democratico o uno che fa propaganda?

  45. Prego, dì pure le cose inesatte, senza sprecare tante parole per non dire nulla.

  46. in altre parole: quando i brogli sono così evidenti che anche l’organismo di controllo deve ammetterli, pur con le inevitabili circonlocuzioni verbali volte a sminuirne la portata, una persona democratica chiede di ripetere le elezioni e di indagare su chi e come ha truccato le elezioni. Che poi i brogli non avrebbero cambiato l’esito finale è difficile da dire, ma anche se fosse, il principio è che in uno stato civile non si possono accettare dei brogli macroscopici senza richiedere di ripetere il voto e di indagare su di essi.

  47. vedo che continui a non voler capire, ma e tipico di chi sa di essere in malafede, di chi sa che deve arrampicarsi sugli specchi pur di difendere una FEDE politico-religiosa-ideologica chessia…..si stava parlando se vivere in Iran o in qualunque altra nazione d’Europa, io dove abito non posso dire di star in paradiso ma se domani vado a dire che dio non esiste nessuno potrà mai rinchiudermi in una 3×2

  48. ———— parlo in generale rimanendo sull’ articolo.

    Certo e’ che, avere una polizia-RELIGIOSA continua che mi misura,
    mi fa portare si all’ insofferenza e all’ americanizzazione, anche se senza un senso vero e propio.

  49. Scusate, ma ci tengo a precisare che non la tengo nè per l’uno nè per l’altro candidato in Iran (non saprei proprio come valutarne le particolarità non vivendo là), però, ritengo doveroso riportare una traduzione in merito al discorso del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, sperando che sia corretta:————————————————————————————————————————-Il Consiglio dei Guardiani dell’Iran sul voto presidenziale
    22 giugno 2009 05:25:56 GMT

    http://www.presstv.ir/election2009/detail.aspx?id=98726

    Il Consiglio dei Guardiani dell’Iran ha suggerito che il numero di voti raccolti in 50 città supera il numero di persone che possono beneficiare del diritto di voto in queste zone.

    Il portavoce del Consiglio Abbas-Ali Kadkhodaei, che è intervenuto sul Canale 2 della Televisione della Repubblica Islamica dell’Iran (IRIB), Domenica, ha fatto osservazioni in risposta alle denunce presentate da Mohsen Rezaei – un candidato sconfitto alle elezioni presidenziali del 12 giugno.

    “Le statistiche fornite dai candidati, che affermano che oltre il 100% degli aventi diritto al voto hanno espresso uno scrutinio in 80-170 città, non sono precise – l’incidente è avvenuto solo in 50 città”, ha detto Kadkhodaei.

    Kadkhodaei ha inoltre spiegato che l’affluenza alle urne oltre il 100%, in alcune città, è un fenomeno normale, perché non vi è alcuna limitazione per le persone aventi diritto, di votare alle elezioni presidenziali in un’altra città o provincia, in cui viaggiano spesso.

    Secondo il portavoce del Consiglio dei Guardiani, aree per le vacanze e luoghi come i distretti uno e tre di Teheran non sono separabili.

    Il portavoce, tuttavia, ha affermato che, sebbene i voti interessati da questo tipo di problema potrebbero essere più di 3 milioni*, essi non pregiudicano l’esito delle elezioni.

    Egli, tuttavia, ha aggiunto che il Consiglio può, su richiesta dei candidati, ricontare i voti delle urne interessate e determinare “se l’eventuale cambiamento nel riconteggio sia decisivo per i risultati delle elezioni”, ha riferito a Khabar online.

    Tre dei quattro candidati contestano le elezioni presidenziali dello scorso Venerdì, lamentando brogli, una volta che il Ministero degli Interni ha annunciato i risultati – in base al quale il presidente Mahmoud Ahmadinejad è stato dichiarato vincitore con quasi due terzi dei voti.

    Rezaei, insieme con Mir-Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, hanno segnalato più di 646 ‘irregolarità’ nel processo elettorale e hanno presentato le loro denunce all’organo responsabile per la supervisione delle elezioni – il Consiglio dei Guardiani.

    Mousavi e Karroubi hanno invitato Venerdì il Consiglio ad annullare il voto e a tenere nuove elezioni. Ciò mentre il Presidente Ahmadinejad e il suo ministro degli Interni, Sadeq Mahsouli, hanno respinto qualsiasi possibilità di frode, affermando che le elezioni sono state libere ed eque.————————–

    *Cioè che i tre milioni di voti non sono in più o sono falsi, ma semplicemente espressi da elettori non residenti, come permette la legge elettorale iraniana, (non contestata da nessuno dei candidati, finora). NdT

    Traduzione di Alessandro Lattanzio

  50. Veramente continui a dire cose che ti inventi sul momento o senti alla tv
    In quanto alla lunghezza degli interventi hai anche difetti di “misurazione”

  51. certo notizie false seminate a arte da persone come te

  52. No qui l’unico democratico sei tu

  53. Sembri un disco rotto e incantato

  54. L’Occidente è il male assoluto. Se lo capisci bene, sennò amen…..

  55. Disapprovo queste rivolte in iran che non porteranno a nulla di buono se non ad una ulteriore confusione e imbarbarimento del clima politico mondiale . Di esse si avvantaggerano alcune potenze imperialiste che pescano nel torbido -. Piu che una crisi politica di democrazia , io la vedo una crisi esistenzale di valori della società iraniana .
    Valori che non fanno più da guida a quel popolo combattuto tra fondamentalismo e modernità e non possono piu tenere alla sfida dei tempi .
    Io mi chiedo una cosa : se togliamo all’Iran l’islam e questo regime che lo mantiene in vigore attualmente , con che cosa lo sostituiamo ? C’è una cultura in grado di sostituirlo , non dico in Iran , ma nel mondo ? Con la cultura americana oppure quella occidentale ? Temo che questo clima e questa crisi fomenteranno solo disordini e guerre civili senza approdare a nulla di fatto.

  56. Finchè gl’iraniani non si libereranno dal dominio degli ayatollah e dei mullah, non ci sono riforme che tengano, e non c’è neppure l’ipotesi di libertà e democrazia. Ma questo non sembra essere il loro obiettivo. La distinzione fra Ahmadinejad e Moussawi è solo sulla politica economica: vale la pena di farsi ammazzare per introdurre un iperliberismo che favorisca la borghesia? Loro sono liberi di farlo, noi siamo liberi di essere perplessi.

  57. Analisi molto interessante della situazione iraniana, che linkerò sul mio Blog.
    Per quanto riguarda i commenti dei sostenitori della protesta, vorrei ricordare che le “informazioni” provengono praticamente quasi esclusivamente tramite il social network Twitter.

    Twitter è il social netwotk che consente a chiunque di pubblicare brevi messaggi, veicolando informazioni non immediatamente controllabili sulle misure repressive nella capitale iraniana.

    Twitter non permette, in realtà, di identificare né da chi, né sopratutto da dove (nel mondo) vengano inviati i messaggi, prestandosi quindi ad essere un veicolo formidabile di manipolazione informativa.

    Sembra che anche il video della morte della ragazza possa essere un “fake”.

    vedere:

    http://www.cloroalclero.com/?p=1542

    oltre che il precedente post
    N.E.D.A. (NATIONAL ENDOWMENTS FOR DEMOCRACY ASSOCIATED)

  58. MI DISPIACE CHE IN NOME DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE ANCHE QUESTO SITO STA CAMMINANDO SOPRA E SPUTANDO SOPRA I MORTI PER LA LIBERTA CHE INSANGUINANO LE STRADE DELL’IRAN .

    BASTA C’E’ UN LIMITE ALLA DECENZA

    -SE LA CIA FA USCIRE ARTICOLI DI SOSTEGNO AI GIOVANI E’ PERCHE’ LI VUOLE VEDERE SCONFITTI NON A CASO ESCONO INSIEME A SONDAGGI FATTI DA ONG AMERICANE CHE DANNO PER SCONTATO LA VITTORIA DI Ahmadinejad, FACENDO PASSARE IN SECONDO PIANO IL FATTO CHE HANNO RIEPITO LE URNE DI SCHEDE FALSE
    ma basta con articoli che offendono QUEI CORAGGIOSI CHE MUOIONO SULLE STRADE DI TEHERAN
    DOPO DI CHE UN IRAN NUCLEARE COMANDATO DA Ahmadinejad serve all’occidente per tenere sotto scacco i paesi arabi del golfo e per cercare di contenere l’afganistan ed il pakistan, ok ma per la nostra politica, per una sporca strategia di interessi a mettere uno contro gli altri sciti e sunniti, NON INFANGHIAMO E NON SPUTIAMO ADDOSSO A CHI LOTTA PER LA PROPRIA LIBERTA’.
  59. Il limite di decenza lo oltrepassano coloro che pretendono di insegnare a voce alta quello che “davvero” succede in un angolo del mondo senza mai averci nemmeno messo piede.
    Coloro che sbraitano di assetti geopolitici pretendendo di essere nel giusto semplicemente perché si riempiono la bocca dei concetti di libertà e democrazia.

    Ma pensa un pò, io che riporto una realtà vissuta, dovrei essere redarguito da gente che pretende di saperne di più perché guarda i video sul tg? Incredibile.
    E dove sta la coerenza nel sorprendersi di fronte al dubbio che forse quei ragazzi stanno facendo una cazzata, quando evidentemente non si è in grado di comprendere che cosa vogliono e come? Ma certo, immagino faccia semplicemente bene, a chi si crede moralmente integerrimo, andare a letto la sera credendo di aver contribuito al “progresso” sfogando la propria web-rage, credendo magari di far parte lui stesso di un movimento di rivolta, quando nemmeno nella propria realtà del cortile sotto casa si riesce a superare la confusione e la paura.
    E’ chi vuole fermare la rivolta a sputare sui morti, o chi la fomenta, di grazia?

  60. Box-by-Box Count
    Amid claims of a ’rigged election’ by some defeated presidential candidates, a top election official said the box-by-box details of the vote will be released. “During previous elections data on individual ballot boxes were considered confidential information É this kind of information was only available to a small group of (senior) officials,“ deputy head of the Interior Ministry’s election headquarters Ali-Asghar Sharifi-Rad said Sunday. The ministry, however, has decided to publish the results “box by box,“ to resolve ambiguities about the disputed election, ILNA reported. His comments came after the country’s highest electoral authority, the Guardian Council, said, “Ballots counted in 50 cities are more than the number of people eligible to cast ballots in those areas.“ The extra votes are said to be in the range of three million ballots.
    http://www.iran-daily.com/1388/3432/html/index.htm

  61. gamma5:

    vedo che continui a non voler capire, ma e tipico di chi sa di essere in malafede, di chi sa che deve arrampicarsi sugli specchi pur di difendere una FEDE politico-religiosa-ideologica chessia…..

    certo, certo, la malafede…. come no…..
    ci sono altre sciocchezze??

    si stava parlando se vivere in Iran o in qualunque altra nazione d’Europa, io dove abito non posso dire di star in paradiso ma se domani vado a dire che dio non esiste nessuno potrà mai rinchiudermi in una 3×2

    quindi??
    logico che io preferisca vivere qui, ma siamo meglio noi??
    e su quali basi lo affermi??
    non è che vuoi andare pure tu ad esportargli un pochetto di “democrazia”??
    e perchè loro sì e i cinesi no??
    in fondo pure loro subiscono la pena di morte, gli censurano internet e sono oppressi dallo stato……

  62. Se ti informassi tu, scopriresti che l’Iran deve importare il 40% della benzina, la rete di distribuzione è tutto meno che perfetta e che il prezzo è mantenuto basso grazie al razionamento. Ma ovviamente questa è propaganda della CIA, del Mossad, di Topolino e zio Paperone.

  63. Concordo pienamente con te.
    La manipolazione degli utili idioti, da parte dei media, continua.
    Nessuno di questi paladini della libertà si chiede come faccia la CNN, che non ha inviati in Iran, ad affermare che ci sono decine di morti ecc. ecc.?
    Tramite non meglio identificati testimoni?
    E questi ci credono.
    Ma non siate ridicoli.

  64. Finalmente…una visione lucida, Alhamdulillah(Sia Lode a Dio) !!!
    ARTICOLO DA INCORNICIARE!!!

  65. DEDICATO A CHI ANCORA IN BUONA O (CATTIVA) FEDE ARGOMENTA SUI COSIDDETTI BROGLI ELETTORALI:

    in questi giorni, nelle prime pagine dei giornali e tra le prime notizie di tutti i TG si ha modo di leggere o ascoltare una cosa “interessante” sulle elezioni in Iran: “Il Consiglio dei Guardiani ammette i brogli, ci sono tre milioni di voti in più rispetto agli aventi diritto, ma il Consiglio dichiara che sono irrilevanti rispetto all’esito finale del voto”!!!

    Vorrei però cercare di spiegare quanto realmente affermato dal portavoce del Consiglio dei Guardiani (un organo istituzionale composto da 6 esperti in Legge Islamica e 6 giuristi costituzionalisti) , quali sarebbe le “discrepanze” e la superficialità e falsità della propaganda occidentale contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

    Innanzitutto bisogna premettere che in Iran, per le elezioni presidenziali, il cittadino non è obbligato a votare in un seggio particolare o nella città di residenza, ma può tranquillamente farlo in qualunque città e seggio si desideri. Quindi, se qualcuno è in viaggio in un’altra città, o persino in un altro paese, può votare lì.

    Allora, una delle principali proteste dei candidati sconfitti, è proprio relativa al perché in alcune città, 50 per l’esattezza, il numero dei votanti sarebbe vicino al 100% degli aventi diritto e in alcuni superi il 100%… Come premesso, in Iran si può votare dappertutto, ed erano stati predisposti dei seggi perfino in alcuni aeoroporti! Vi è poi da considerare che siamo in periodo estivo e gli esami delle scuole iraniane sono terminati, quindi molti vanno in viaggio, soprattutto nei fine settimana per lasciare il caldo della città, e d’altra parte è iniziata la stagione di esami per gli studenti universitari e molti delle città nominate dai candidati sono delle città universitarie che hanno pochi abitanti residenti e tanti “ospiti” (come accade anche in Italia in località di villeggiatura di mare o montagna, nelle quali il numero delle persone presenti nei periodi estivi – o invernali, a seconda dei casi – si raddoppia o triplica). Ma la statistica tiene in conto soltanto gli abitanti registrati come residenti in quelle città e non i viaggiatori come gli studenti o i vacanzieri. E data la stagione degli esami, molti studenti non sono tornati nelle loro case, ma sono rimasti in quelle città per studiare e hanno votato lì. Molte altre persone che invece hanno lasciato per il fine settimana le proprie città per località più fresche o di mare (come quelle sul Mar Caspio, ad esempio) hanno votato lì.

    Devo aggiungere che una delle regioni con i votanti superiori alla media è Yazd, situata al centro dell’Iran, punto di passaggio obbligato per quelli che dal nord del paese si recavano al sud, oltre ad esser famosa per ospitare le università Azad (private, non statali), con alcune piccole città che ne ospitano perfino tre! Un’altra zona che ha visto un’affluenza superiore alla media di votanti è quella del Khorasan, nel nord est del paese, dove c’è la città santa di Mashhad, visitata da centinaia di migliaia di pellegrini ogni giorno da tutto il mondo (un discorso simile si potrebbe fare anche per le città sante all’estero, come Medina, Mecca, Karbala e Najaf, che hanno visto un alto afflusso di votanti).

    C’è poi un altro punto degno di nota. Tehran ha, all’incirca, 15 milioni di abitanti (alcuni dicono 13), e il numero degli aventi il diritto al voto secondo la statistica che come ho detto include solo gli abitanti residenti in città e non le migliaia di persone che vi lavorano, vi studiano, vi si recano in viaggio ecc. è di 8,800,000 persone, mentre a Tehran hanno votato solo 4 milioni! Ora se prendiamo la media nazionale dell’85% di partecipazione alle elezioni, avrebbero dovuto votare all’incirca 7,480,000 a Tehran, ma in realtà quelli che effettivamente hanno votato sono stati poco più di 4.000.000, dove sono finiti più di tre milioni di persone? Sicuramente sono andati nelle proprie città, in città di villeggiatura o all’estero, quindi è piuttosto normale che in alcune città il numero di votanti sia superiore agli aventi diritto al voto. D’altronde anche nelle altre elezioni è successo questo, come quando ha vinto Khatami, ma nessuno ha mai sospettato di qualcosa!

  66. Ottimo ed oltremodo impeccabile articolo, sottoscrivo in pieno!
    Aggiungerei solo, se ci può esser qualcuno interessato, che l’Iran unicamente con Sudan e Pakistan (vi rammenta qualcosa questa TRIADE..?) è un paese che applica principalmente (solo dal 2000 vi sono state piccole aperture) il sistema finanziario “Shari’a compliant” che si basa su precetti etico-religiosi islamici. I più ignoranti storceranno la bocca e penseranno subito ad hezbollah e terrorismo affine. Invece vi devo far ricredere poiché come base fondante è la NAZIONALIZZAZIONE della BANCA CENTRALE con tutto ciò che ne consegue. Il DIVIETO assoluto (dal 2000 un pò meno…) di applicare e richiedere INTERESSE alcuno su MUTUI e PRESTITI (assolutmanete IMMORALE…come lo era dopotutto per la dottrina sociale cristiana…se non fosse avvenuta quell’apostasia di cui oggi realizziamo gli effetti!).
    L’obbligo etico-morale per tutti i soggetti economici-finanziari di osservare lo ZAKAT (ovvero una forma elemosina per le classi più deboli) con ovvi e tangibilissimi effetti equo-redistributivi.
    Questo per dirvi che il così tanto paventato e strombazzato ASSE del MALE esiste, sì ma per l’OLIGARCHIA FINANZIARIA OCCIDENTALE (avrei voluto aggiungere qualche altro riferimento a sette segrete ed etnie piccolissime e moltissimo agguerrite…ma mi fermo!)

  67. è sempre bello dire queste cose sui siti internet, dove siamo coperti dall’anonimato, eh? peccato non poterle dire in faccia, in pubblico, così che ti potrei far rispondere di quel che dici.

  68. Questo era il clima in Iran prima delle elezioni, fonte: AMNESTY

    Elezioni presidenziali in Iran tra violazioni dei diritti umani e malcontento
    (12 giugno 2009)

    Le elezioni presidenziali di oggi, 12 giugno, si svolgeranno in un clima di discriminazione, repressione violenta sempre maggiore del dissenso.

    Nella tornata di queste decime elezioni presidenziali, da cui sono state escluse le donne candidate, il paese ha visto arresti arbitrari e maltrattamenti di attivisti e membri delle comunità minori, censura, attacchi suicidi e armati.

    Amnesty International ha accolto con favore l’impegno preso da alcuni candidati durante la campagna elettorale per affrontare la questione dei diritti delle donne e il problema delle minoranze etniche e delle persone povere. “Gli sforzi degli attivisti per i diritti delle donne hanno costretto a includere questo tema nel dibattito, a volte a costo della libertà” – ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International. “Tutti i candidati dovrebbero prestare ascolto alla loro richiesta di uguaglianza e rendere prioritaria la fine della discriminazione”.

    Un’altra questione, sulla quale il futuro presidente deve intervenire con urgenza, è l’esecuzione di giovani per crimini commessi quando erano minorenni. “Almeno 139 giovani si trovano nel braccio della morte in Iran” – ha aggiunto Hassiba Hadj Sahraoui. “L’oltraggio dopo l’esecuzione della giovane pittrice Delara Darabi, il dibattito nel paese e le iniziative della società civile per porre fine a tale pratica ripugnante devono essere oggetto di azione decisa da parte del nuovo presidente.”

    L’organizzazione per i diritti umani ha espresso preoccupazione per il processo di selezione dei candidati alle elezioni in Iran, che comprende il vaglio dei candidati da parte del Consiglio dei Guardiani per “assicurare la loro idoneità alla residenza”.

    In una dichiarazione del 15 maggio, Amnesty International ha sollecitato il Consiglio dei Guardiani ad assicurare che nessun candidato fosse escluso in base a origine etnica, colore, sesso, lingua, religione, origine sociale, opinioni politiche o di altro genere e che nessuna delle 42 donne, registratesi per candidarsi alla carica, venisse scartata sulla sola base del sesso. Tuttavia, tutti i candidati, tranne quattro, sono stati esclusi e tra questi tutte le donne. I restanti quattro candidati sono: l’attuale presidente Mahmoud Ahmadinejad; l’ex portavoce del parlamento Mehdi Karroubi; Mohsen Rezai, ex comandante delle Guardie rivoluzionarie e attuale segretario del Consiglio della opportunità e Mir Hossein Mousavi, Primo ministro durante la guerra Iran-Iraq negli anni ’80.

    Durante la campagna elettorale gli iraniani hanno subito la censura; le autorità hanno bloccato l’accesso al social network Facebook e il 23 maggio, per breve tempo, anche a Twitter. I candidati e i loro sostenitori opposti all’attuale presidente Ahmadinejad stavano utilizzando i siti web per diffondere informazioni sulla loro campagna. Sorpresi dalle proteste, le autorità hanno sbloccato l’accesso a Facebook dopo tre giorni.

    Nel periodo pre-elettorale Amnesty International ha ricevuto rapporti e resoconti che riferivano di ondate di arresti e intimidazioni che prendevano di mira in particolare membri delle comunità religiose ed etniche minori, tra cui i Baha’i, studenti, sindacalisti e attivisti per i diritti delle donne.

    Almeno due studenti dell’Università Amir Kabir, arrestati nel febbraio 2009, sono detenuti senza processo da parte del ministero dei Servizi segreti nella Sezione 209 della prigione di Evin, a Teheran. Altri studenti arrestati con loro e in seguito rilasciati, hanno dichiarato di essere stati torturati durante la detenzione.

    Jelveh Javaheri, arrestata il 1° maggio 2009 insieme ad altre 20 persone, è ancora in detenzione; è membro della Campagna un milione di firme – meglio nota come Campagna per l’uguaglianza- che sta raccogliendo firme di cittadini iraniani in calce a un petizione per chiedere eguali diritti per le donne in Iran. La maggioranza degli attivisti – tra i quali il marito di Jelveh Javaheri, il giornalista Kaveh Mozaffari – è stata arrestata nel parco Laleh a Teheran nel corso della celebrazione della Giornata dei lavoratori, ma Jelveh Javaheri è stata arrestata a casa senza che fosse stato spiccato un mandato di arresto, mentre ufficiali della sicurezza giungevano con suo marito per perquisire la casa. Da allora è stata accusata di “agire contro la sicurezza nazionale attraverso l’adesione alla Campagna per un milione di firme e con lo scopo di attentare all’ordine e alla sicurezza pubblici.”

    “Imprigionando persone solo per avere espresso il loro dissenso, le autorità iraniane stanno soffocando il dibattito pubblico che è un prerequisito delle elezioni. I cittadini dovrebbero essere in grado di esprimere liberamente lamentele e richieste in modo che i candidati diano loro delle risposte” – ha affermato Hassiba Hadj Sahraoui.

    “Tutti gli individui e i gruppi dovrebbero avere la possibilità di esercitare liberamente i loro diritti alla libertà di espressione, associazione e assemblea, anche in quei modi che dissentono dalle politiche e dalle pratiche dello stato, nella fase pre-elettorale” – ha concluso Hassiba Hadj Sahraoui.

    —–

    E QUESTO IL CLIMA DOPO

    Iran: la violenza contro i manifestanti segna il nuovo mandato presidenziale
    CS081: 15/06/2009

    Le autorità iraniane devono aprire un’indagine immediata sulla condotta violenta delle forze di sicurezza nei confronti di migliaia di manifestanti che sabato 13 giugno si sono riversati nelle strade per protestare contro l’annuncio della vittoria del presidente in carica Mahmoud Ahmadinejad, nel corso delle elezioni presidenziali svoltesi venerdì 12 giugno.

    Secondo le informazioni in possesso di Amnesty International, agenti di polizia in borghese hanno usato, senza che vi fosse la necessità, bastoni per colpire e disperdere le persone che manifestavano pacificamente, ferendone alcune.

    “Le scioccanti scene di violenza che hanno avuto per protagoniste le forze di polizia devono essere urgentemente oggetto di un’indagine e i responsabili delle violazioni dei diritti umani devono essere assicurati alla giustizia” – ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del programma per il Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International. “Noi riconosciamo il dovere delle forze di polizia di assicurare il rispetto dell’ordine pubblico, ma le famiglie dei detenuti, il pubblico iraniano e la comunità internazionale dovrebbero essere informati su quali siano le basi d’accusa e quali legami ci siano stati tra gli arrestati e le violenze”.

    Almeno 170 persone sono state arrestate sabato nel corso degli scontri tra le forze di polizia e centinaia di manifestanti nei pressi del ministero degli Interni e in altre zone al centro di Teheran. Tra le persone arrestate ci sono anche figure politiche di rilievo, accusate dalle autorità di aver orchestrato le proteste. Alcune sono state rilasciate.

    “Amnesty International sollecita le autorità iraniane ad assicurare che venga permesso il diritto di espressione pacifica, di associazione e di assemblea. Nessuno dovrebbe essere arrestato perché pone domande sui risultati elettorali e le autorità iraniane devono rispondere in modo chiaro alle preoccupazioni sollevate circa la regolarità dei risultati” – ha continuato Hassiba Hadj Sahraoui.

    Sebbene le università siano state chiuse, una denuncia ricevuta da Amnesty International indica che 100 poliziotti antisommossa con caschi e scudi hanno inseguito 300 – 400 studenti nei giardini dell’Università di Teheran. Il personale di sicurezza avrebbe anche usato gas lacrimogeni per reprimere la protesta, in particolare nel dormitorio di Pol-e Gisha, a Teheran e in un altro, a Shiraz.

    In un altro episodio, agenti in motocicletta hanno picchiato dei sostenitori di Hossein Mousavi, candidato alle presidenziali, che avevano allestito un sit-in in piazza Vanak, a Teheran, per protestare contro gli esiti elettorali.

    Alla fine della notte di sabato, in alcune zone del centro della capitale iraniana, delle barricate in fiamme sono state sparpagliate nelle strade e gli scontri con le forze dell’ordine sono continuati in diverse aree, comprese quelle di Abbas Abad e di Saadat Abad, intorno a Tajrish.

    Le manifestazioni si sono estese ad altre città quali: Rasht, Mashahd, Shiraz e Ahwaz, dove risiedono molte persone di minoranza araba, Zahedan, nel sudest dell’Iran e centro della minoranza baluchi dell’Iran, Oroumiye, città abitata in prevalenza da curdi e azeri turchi.
    Nel corso della protesta di sabato, l’acceso a You Tube, Facebook e altri siti di social networking è stato bloccato, così come a portali d’informazione on line. Le comunicazioni via sms, secondo quanto riportato, sono state limitate. Secondo molti, questi blocchi avrebbero inciso negativamente sullo svolgimento delle elezioni e gli stessi risultati sarebbero stati manipolati.

    “Invece di inaugurare un giro di vite sull’informazione, incluso il blocco dei video che vengono condivisi sui social network come You Tube e Facebook e di una manciata di siti di notizie, le autorità dovrebbero rispondere apertamente alle preoccupazioni e alle critiche espresse con molta chiarezza da diversi iraniani”- ha aggiunto Hassiba Hadj Sahraoui.

    Amnesty International ha chiesto alle autorità di assicurare che i giornali legati agli altri candidati alla presidenza siano autorizzati a riportare le dichiarazioni dei vari candidati. “Amnesty International esprime deplorazione per il fatto che l’annuncio del nuovo mandato presidenziale sia avvenuto tra diffuse violazioni. Noi consideriamo chiunque sia stato arrestato solo per aver chiesto trasparenza e per aver posto domande sugli esiti elettorali un prigioniero politico, che deve essere rilasciato immediatamente e incondizionatamente”- ha concluso Hassiba Hadj Sahraoui.

    Ulteriori informazioni

    Nel periodo pre-elettorale in Iran è cresciuta la repressione e l’intimidazione. Secondo alcuni commentatori questa è stata una deliberata strategia per assicurare la vittoria al presidente Ahmadinejad.

    Secondo quanto riportato, prima della chiusura dei seggi, i giornali legati agli altri candidati sarebbero stati occupati e avrebbero lavorato sotto la supervisione delle forze di sicurezza.

    Nelle ore successive, sembra che il ministro dell’Interno abbia confidenzialmente informato Hossein Mousavi che aveva vinto le elezioni e mentre stava per preparare la conferenza stampa, nel suo ufficio c’è stato un blitz in base, secondo quanto riferito, a un ordine verbale emesso dal pubblico ministero della provincia di Teheran, Said Mortazavi. Almeno tre consiglieri di Mousavi sono stati arrestati.

    Hossein Mousavi ha emesso una dichiarazione dicendo che “non si arrenderà a questa pericolosa farsa”.

    SI NOTI: CANDIDATI NON CONSENTITI, INTIMIDAZIONI, VIOLEAZIONE DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE, GIORNALI OCCUPATI, ARRESTO DEI CONSIGLIERI DEL PRINCIPALE OPPOSITORE E VOCI NON UFFICIOSE DI VITTORIA DELLO STESSO. POI MANIFESTAZIONE POPOLARE CON REPRESSIONE POLIZIESCA.

  69. è sempre bello dire queste cose sui siti internet, dove siamo coperti dall’anonimato, eh? peccato non poterle dire in faccia, in pubblico, così che ti potrei far rispondere di quel che dici.

    Ma tu di cazzate dietro l’anonimato ne hai già sparato a mucchi
    Che fai minacci velatamente?
    In che modo potresti farmi rispondere di quel che dico?
    Sfidandomi a singolar tenzone: spada o pistola?
    Oppure allacciandomi le scarpe o fungendo da zerbino per pulirmele?
    Tu solo da dietro una tastiera spari ste minchiate

  70. Nelle ore successive, sembra che il ministro dell’Interno abbia confidenzialmente informato Hossein Mousavi che aveva vinto le elezioni e mentre stava per preparare la conferenza stampa, nel suo ufficio c’è stato un blitz in base, secondo quanto riferito, a un ordine verbale emesso dal pubblico ministero della provincia di Teheran, Said Mortazavi. Almeno tre consiglieri di Mousavi sono stati arrestati. Hossein Mousavi ha emesso una dichiarazione dicendo che “non si arrenderà a questa pericolosa farsa”. SI NOTI: CANDIDATI NON CONSENTITI, INTIMIDAZIONI, VIOLEAZIONE DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE, GIORNALI OCCUPATI, ARRESTO DEI CONSIGLIERI DEL PRINCIPALE OPPOSITORE E VOCI NON UFFICIOSE DI VITTORIA DELLO STESSO. POI MANIFESTAZIONE POPOLARE CON REPRESSIONE POLIZIESCA.

    AAAHHRGHHHH fonti, link ,non “SEMBRA” sembra a chi a te ?
    “SECONDO QUANTO RIFERITO” secondo quanto riferito da chi ?
    E anche urli?

  71. NAZIONALIZZAZIONE della BANCA CENTRALE con tutto ciò che ne consegue. Il DIVIETO assoluto (dal 2000 un pò meno…) di applicare e richiedere INTERESSE alcuno su MUTUI e PRESTITI (assolutmanete IMMORALE…come lo era dopotutto per la dottrina sociale cristiana..

    Grazie dell’informazione, non sapevo questo fatto che penso sia importantissimo
    Abbiamo un paese definito da molti “medioevale” senza democrazia ecc. che a noi evoluti e democratici ci da una grossa lezione
    Chissa cosa ne pensa pistolinorius?

  72. Qui l’unico che urla sei tu.
    Sembra e secondo quanto riferito sono termini che non piacciono neanche a me, ho già scritto ad Amnesty in proposito.
    In ogni caso, anche senza la frase con i neretti, il quadro è ben distante da quello dipinto dall’autore di questo articolo, che non parla minimamente delle diffusissime e gravissime violazioni dei diritti personali prima e dopo il voto.

    Postilla: anche per giustificare i brogli si parla di voti di non residenti, ma dove sono le prove? potrebbero essere, forse, alcuni…
    Perchè in alcuni casi si crede a possibilità teoriche indimostrate come niente fosse e in altri casi si va a cavillare?
    Risposta: perchè si hanno pre-giudizi.

  73. Forse ti sfugge che l’uso delle maiuscole equivale a urlare
    Ma dove sono le prove delle tue affermazioni?
    Non mi hai risposto circa il trovarci faccia a faccia…che fai l’indiano?

  74. Senti, non mi piacciono quelli che non rispondono mai alle domande, e chiedono prove a me di documenti di amnesty, e dicono che non rispondo loro per domande che non mi hanno fatto: quelli come te insomma, che non producono pensiero ma solo depistaggio, quindi o cambi registro, o evito di perder tempo, che io al contrario di te lavoro, il troll o quel che è lo lascio agli altri.
    Ho postato dei lunghi documenti di amnesty che descrivono un iran di cui non c’è traccia nell’insulso articolo postato “volentieri” dai redattori di questo sito: se riesci a fare dei commenti intelligenti, bene, potremo cfr pur avendo idee diverse, se ti piace depistare, rompere le palle, leticare, sei capitato male.

  75. Qalcuno dice che su squesto sito si sputa sui morti di Tehran? Sì è vero!

    Iran, uccisi otto miliziani Basiji dai sostenitori di Mousavi
    Lo ha reso noto la televisione di stato iraniana

    http://it.peacereporter.net/articolo/16380/Iran,%20uccisi%20otto%20miliziani%20Basiji%20dai%20sostenitori%20di%20Mousavi 25/06/2009

    Sono almeno otto i miliziani Basiji, gruppi di religiosi, uccisi dai manifestanti nei violenti scontri tra oppositori e forze dell’ordine scoppiati in Iran dopo le elezioni del 12 giugno scorso.

    Lo ha reso noto oggi la televisione di Stato iraniana, Press Tv, che ha accusato alcuni manifestanti che sostengono il riformista Mir Hussein Mousavi di aver assassinato a colpi d’arma da fuoco otto miliziani islamici Basiji durante i disordini dei giorni scorsi. ”Gli otto Basiji sono stati uccisi da colpi d’arma da fuoco, il che dimostra che c’erano persone armate che fomentavano i disordini fra i partecipanti alle proteste”, racconta PressTv, citando fonti del governo di Teheran.

    Fino a oggi, secondo i primi bilanci, sono almeno venti le vittime delle violenze. L’opposizione ha sempre accusato i Basiji di essere la parte più brutale del sistema di repressione del presidente Ahmadinejad, mentre oggi la televisione di stato li ha difesi, definendoli ”vittime di aggressioni premeditate”.

  76. Forse l’unico che cerca di depistare, è proprio Lei.
    “Nessuno” ha ragione: fornisca link, riferimenti, prove. Solo allora potrà sostenere le sue tesi che, al momento, restano solo tali.
    Quanto al suo concetto di democrazia, è ben chiaro: definire insulso l’articolo postato “volentieri” dai redattori di questo sito, in quanto non corrisponde con le Sue convinzioni.
    Direi che uno dei pochi Troll qui, è Lei!
    Se poi non Le piace questo Blog, è molto facile: si tolga di torno, che mica lo ha obbligato il dottore!

  77. http://it.peacereporter.net/articolo/16380/Iran,%20uccisi%20otto%20miliziani%20Basiji%20dai%20sostenitori%20di%20Mousavi%2025/06/2009
    Al link indicato leggo:

    93.37.61.155 2009-06-25T20:49:28+02:00: opzione ricevuta: 16380/Iran, uccisi otto miliziani Basiji dai sostenitori di Mousavi 25/06 non accettabile

  78. Re: LETTERA APERTA AI SURFISTI DELL’ONDA “VERDE” PERSIANA (Voto: 1)
    di Ulisse9 il Giovedì, 25 giugno @ 13:41:19 CDT
    (Info Utente | Invia un Messaggio)
    Forse l’unico che cerca di depistare, è proprio Lei. “Nessuno” ha ragione: fornisca link, riferimenti, prove. Solo allora potrà sostenere le sue tesi che, al momento, restano solo tali.
    Quanto al suo concetto di democrazia, è ben chiaro: definire insulso l’articolo postato “volentieri” dai redattori di questo sito, in quanto non corrisponde con le Sue convinzioni.
    Direi che uno dei pochi Troll qui, è Lei! Se poi non Le piace questo Blog, è molto facile: si tolga di torno, che mica lo ha obbligato il dottore!

    Io commento un articolo postato qui adesso, forse si è perso qualche passaggio
    Ma ho delle perplessità circa le sue capacità di lettura io approvo questo articolo , mi sa che abbia fatto un attimo di confusione.
    Tutto quello che scrivo è sempre linkato a differenza sua
    Intanto questo non è un blog ma un rincoglionito come lei non lo può capire in quanto al troll si guardi allo specchio
    Ma sopratutto levati di torno tu troll e coglione

  79. Ma professore anche io lavoro infatti sto lavorando
    Be se tu produci pensiero e insegni poveri alunni
    Troll ? Fai il paio con ulisse? siete soci?

    descrivono un iran di cui non c’è traccia nell’insulso articolo postato “volentieri” dai redattori di questo sito:

    Dunque se non scrive amnesty non è vero, sarà meglio che rivedi le tue fonti
    Amnesty più volte ha dimostrato di essere inattendibile, documentati meglio
    No professore le palle le rompi tu scrivendo che vorresti un confronto de visu
    I commenti intelligenti pensi li possa fare solo chi ha un titolo magari di quelli “comprati” alla cepu.
    Evita di fare sparate e poi rigirare le cose., soprattuto non ti permettere di dirmi quello che devo o non devo fare.
    Inoltre se non ti stanno bene gli articoli che postano su questo sito cosa ci vieni a fare e a commentare con i tuoi pistolotti?

  80. Aggiungo che è dalle 13 che stai qui attaccato e poi dici a me che vado e vengo?
    Che lavoro fai l’inquinatore telematico?

  81. Beh, se è questo il modo di fare inizi lei e l’autore di questo articolo a fornire documentazione, prove e link di ogni cosa che scrive: fino a prova contraria siete venuti voi a depistare i miei commenti, presi da peacerepoter e da amnesty.
    In effetti mi pare molto insulso questo blog, a partire dai suoi commentatori, da lei, e se spera che me ne vado (è forse uno della redazione?) si sbaglia.
    Chissà se riuscirà a produrre qualcosa di sensato nel prossimo commento.
    Io continuerò a fare informazione contro la disinformazione senza prove documenti e link di articoli come questi.
    Poi liberi di credere che non ci siano stati brogli in Iran e che sono scesi in piazza per lavaggio del cervello della CIA: ognuno è libero di fare il deficiente.

  82. Che ne dici di sentirci al telefono?
    O di vederci di persona, in pubblico, così che tu possa ripetere le tue accuse e io farti prendere le tue responsabilità?
    Forza, il mio email è [email protected]
    Lorenzo Galbiati è il nome, aspetto la tua email, con nome e cognome.

    Spediscimela e ti mando il mio tel così ci diciamo in viva voce quel che pensiamo.

  83. Certo, e perché non parlare anche delle centinaia di feriti tra i manifestanti e della ventina di morti tra loro (ventina: non si sa il numero preciso, secondo la stessa fonte che tu pubblichi, peacereporter.net)?

    Ecco come conclude l’articolo di peacereporter.net
    Anche sul fronte interno è come se il tempo si fosse fermato. Il ministro dell’Interno iraniano ha fatto sapere che sono vietate tutte le cerimonie, anche quelle di lutto. Oggi Mehdi Karroubi, l’altro candidato riformista sconfitto il 12 giugno scorso da Ahmadinejad, aveva annunciato un corteo per commemorare le almeno diciassette vittime (per la Reuters il bilancio per il momento è di venti morti accertati) degli scontri in piazza tra forze dell’ordine e dimostranti. Rispetto a quello che è accaduto ieri mancano le conferme della morte di una giovane manifestante, mentre per tutto il giorno la Cnn continuava a parlare di ‘massacro’ utilizzando come fonte Facebook e Twitter. La televisione di stato iraniana, Press Tv, ha accusato il network televisivo statunitense di diffondere notizie false. In realtà pare che ci siano state violente cariche della polizia di fronte alla Majlis, il parlamento iraniano, per disperdere un centinaio di manifestanti.
    Secondo alcuni blog oggi ci dovrebbe essere una nuova manifestazione, nonostante il divieto della Guida Khamenei. Ma resta da capire fino a quando l’opposizione e il governo possano andare avanti con questa situazione.

  84. Se io fossi un depistatore come te, ti scriverei: se amnesty è inattendibile, è attendibile la tv di stato iraniana?
    E dove sono le prove di quel che dice la tv di stato iraniana?
    E dove andremmo a finire facendo così, caro il signor anonimo?
    A fare i poveretti.

  85. Ulisse non so chi sia ma di certo non io.
    Allora, mi manda il suo email o vuol continuare a fare il vigliacco e a diffamare la gente dietro l’anonimato?

  86. Se avessero fatto la raccolta differenziata magari l’inceneritore di Acerra e la discarica di Chiaiano di proprietà di ditte spa lombarde non avrebbero avuto senso e nemmeno i tanto auspicati altri 4 inceneritori. La monnezza è denaro caro amico.

    Che credi che al Nord gli inceneritori vanno ad acqua? Chissà come vi pigliano per il culo

  87. Iran: migliaia di scomparsi (politici, blogger, giornalisti e gente comune) PDF Stampa E-mail
    Scritto da Bianca B.
    giovedì 25 giugno 2009

    Sono migliaia le persone di cui non si sa più niente in Iran e non sono solo anonimi ragazzi arrestati durante le proteste degli ultimi giorni, ma ci sono anche personaggi politici, riformisti e blogger.

    Gli ultimi nomi certi di persone arrestate e praticamente scomparse nel nulla sono quelli pubblicati il 22 giugno sul nostro forum e sono quelli di politici e blogger arrestati senza una precisa imputazione e portati presumibilmente nella prigione di Evin, tristemente famosa per le sue camere di tortura dove ad attenderli avranno sicuramente trovato il procuratore capo Said Mortazavi, un boia già famoso per gravissimi atti di violazione dei Diritti Umani, nominato da Khamenei in persona a capo delle “indagini” nei confronti dei riformisti, giornalisti e semplici persone che hanno preso parte alle manifestazioni. Tuttavia, stando alle testimonianze di famigliari di moltissime persone (studenti e non) che hanno preso parte alle manifestazioni all’appello mancano circa 2.000 persone tra uomini e donne. Tra quelli di cui non si sa più niente ci sono anche una decina di stretti collaboratori del Premio Nobel per la Pace, Shirin Ebadi, fortunatamente riuscita a uscire dall’Iran e attualmente in Svizzera.

    Testimoni riferiscono che ai posti di polizia ci sono lunghissime file di persone che chiedono notizie dei loro congiunti. Tra questi lunedì scorso c’erano anche i genitori di Kaveh Alipour, un ragazzo di 19 anni rimasto ucciso negli scontri di domenica. Beh, questi poveretti, per riprendere il corpo del figlio, si sono visti chiedere la cosiddetta “tassa pallottola”, cioè il rimborso del costo della pallottola che ha ucciso il loro figlio, pari a ben 3.000 dollari. Osceno.

    Tornando agli scomparsi, quelli che destano maggiori preoccupazioni sono i leader studenteschi dei vari movimenti. Nelle ultime ore alcuni di loro che i mesi scorsi si erano rifugiati in Turchia e in Grecia erano tornati a Teheran per partecipare alla protesta pacifica. Immediatamente identificati dalle forze di polizia, sono stati i primi a sparire.

    L’impressione è che il regime cerchi di eliminare sistematicamente ogni punto di riferimento della protesta, siano essi intellettuali, attivisti dei Diritti Umani, giornalisti o semplici blogger. Nel fare questo hanno anche vita facile in quanto, a differenza del passato, questa volta nessuno fugge ben sapendo a cosa va incontro, si sacrificano per qualcosa in cui credono profondamente: la libertà e il Diritto.

    Di fronte alle migliaia di persone scomparse, veri e proprio desaparecidos, la politica internazionale e le Istituzioni internazionali (ONU e Unione Europea) devono pretendere dall’Iran dei chiarimenti molto precisi sulla sorte di queste persone e, soprattutto, devono pretendere per loro il pieno rispetto dei Diritti fondamentali. Lo so, queste richieste sono un eufemismo, specie quando a capo delle indagini ci sono persone come Said Mortazavi, un sadico maniaco torturatore, però non si può far finta di niente e i leader iraniani devono sapere che il mondo li guarda.

    Preso dal sito secondoprotocollo.org

    http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1879&Itemid=1

    Le ultime persone arrestate e scomparse, secondo secondoprotocollo:

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    Re: Elezioni in Iran: seguiamo ora per ora quello che avviene
    « Reply #65 on: June 22, 2009, 10:24:06 am »

    Ecco la lista dei politici e dei giornalisti e blogger arrestati in Iran:

    Politicians

    Dr. Mohsen Aminzadeh: Member of the Student Followers of Imam’s Line (SFIL), the leftist group of the students who took over the United State Embassy in Tehran on November 4, 1979; Deputy Foreign Minister in the Khatami administration; member of the Central Committee of the Islamic Revolution Mojahedin Organization (IRMO), one of the two leading reformist parties; founding member of the reformist Islamic Iran Participation Front (IIPF), Iran’s largest political party; director of the Mousavi campaign.

    Dr. Saeed Hajjarian: Member of SFIL; leading reformist strategist; advisor to Mohammad Khatami during his presidency; editor-in-chief of Sobh-e Emrooz (This Morning), a leading reformist newspaper shut down by the hard-liners; member of the Central Committee of the IIPF; deputy Minister of Intelligence in the 1980s; member of the SFILM; handicapped by an assassination attempt on his life in March 2000.

    Behzad Nabavi: Leading reformist strategist, a founder, and member of the Central Committee of IRMO; Deputy Speaker of the 6th Majles (parliament); chief negotiator with the United States that led to the release of the American hostages in 1981; Minister in the first Mousavi Cabinet in the 1980s; jailed for years by the Shah.

    Mohammad Tavassoli: Tehran’s first mayor after the 1979 Revolution; member of the Central Committee and political director of the Freedom Movement of Iran (FMI), a reformist/centrist political party founded in 1961 by Mahdi Bazargan, the first prime minister after the 1979 Revolution; jailed for years by the Shah.

    Mostafa Tajzadeh: Deupty Interior Minister in the first Khatami administration who supervised the elections for the first city councils and the 6th Majles, a process praised for its even-handedness and transparency; member of the Central Committees of both IIPF and IRMO; outspoken critic of the hard-liners.

    Dr. Abdollah Ramazanzadeh: Deputy Secretary-General of the IIPF; Government spokesman during the second Khatami administration; Governor-General of the Kurdistan province; deputy Interior Minister for planning, and for political affairs.

    Mohammad Ali Abtahi: Chief of Staff, and then Vice President to Mr. Khatami for parliamentary affairs; a principal advisor to Mahdi Karroubi (the second reformist candidate) in the 2009 presidential election; popular reformist cleric who writes for his own website/blog, http://www.webnevesht.com ; a leading member of the Association of the Combatant Clerics, the reformist leftist clerical organization that supports Mr. Mousavi.

    Dr. Ebrahimi Yazdi: Secretary-General of the FMI; Foreign Minister in the Bazargan government after the 1979 Revolution; leading aid to Ayatollah Ruhollah Khomeini during the Revolution (he was arrested while hospitalized for a medical condition; it is said that he may have been released).

    Dr. Mohsen Mirdamadi: Secretary-General of the IIPF; chairman of the 6th Majles’ Committee on National Security; one of the three principal leaders of SFIL who took over the US Embassy in 1979.

    Mohammad Atrianfar: Deputy Interior Minister in the first Khatami administration; member of the Central Committee of the Executives of Reconstruction Party (ERP), a reformist party; editor-in-chief of the popular daily Hamshahri (owned by Tehran’s city council) during the second Khatami administration; manager of Shargh, a popular daily reformist newspaper shut down by the hardliners.

    Mohsen Safaei Farahani: Member of the Central Committee of the IIPF; former head of Iran’s Soccer Federation, deputy Minister of Economy in the Khatami administration.

    Hedayatollah Aghaaei: Member of the Central Committee of the ERP.

    Davood Soleimani: Deputy Minister of Culture and Islamic Guidance for Domestic Press in the first Khatami administration; Tehran deputy in the 6th Majles; member of the Central Committee of the IIPF.

    Dr. Ali Tajer Niya: Mashhad’s [a large city in northeastern Iran] deputy to the 6th Majles; member of the campaign team of Mr. Mousavi; member of the IIPF.

    Jahanbakhsh Khanjani: Spokesman for the Interior Ministry during the Khatami administrations; member of the ERP.

    Saeed Leylaaz: Economic advisor to the Khatami administration; journalist; strong critic of President Ahmadinejad’s economic policies.

    Abdolfattah Soltani: Prominent attorney and member of the Center for the Defense of Human Rights (founded by Shirin Ebadi, Iran’s Nobel Laureate for Peace); attorney for several jailed human rights advocates; attorney for the mother of Dr. Zahra Kazemi, the photojournalist that was murdered in an Iranian jail; imprisoned for his human rights activities.

    Shahab Tabatabaei: Director of the youth committee of the Mousavi campaign.

    Mohammad Reza Jalaei Pour: Director and spokesman of the nation-wide movement, Pouyesh, that supports Mr. Mousavi; son of the well-known university professor and reformist journalist Dr. Hamid Reza Jalaei Pour.

    Abdollah Momeni: former Secretary-General of the Office for Consolidation of Unity (known in Iran as Tahkim Vahdat, the largest nation-wide university student organization), and the Organization of University Graduates of Islamic Iran (known in Iran as Advaar-e Tahkim); a prominent political activist.

    Rajabali Mazrouei: Member of the Central Committee of the IIPF; Isfahan’s deputy to the 6th Majles; journalist, and director of the Association of Iranian Journalists

    Journalists and Bloggers

    Mahsa Amrabadi: reporter for the E’temaad-e Melli (National Trust) daily, the mouthpiece of the National Trust Party of Mr. Mahdi Karroubi, the reformist candidate.

    Karim Arghandehpour: journalist writing for reformist newspapers Salaam and Vaghaa-ye Ettefaaghiyeh, both of which were shut down by the hard-liners. He also has a blog, http://www.futurama.ir

    Khalil Mir Ashrafi: A television producer and journalist

    Behzad Basho: Cartoonist

    Kayvan Samimi Behbahani: Managing editor of Naameh (Letter), a monthly publication, close ties to the Nationalist-Religious Coalition (NRC)

    Somayyeh Tohidloo: a blogger at http://smto.ir ; political activist; sociologist; supporter of Mr. Mousavi

    Abdolreza Tajik: political activist, economist, and close to the FMI and the NRC

    Dr. Ahmad Zeydabadi: distinguished journalist writing for http://www.roozonline.com and print media in Iran; Secretary-General of the Organization of University Graduates of Islamic Iran (Advaar-e Tahkim); a supporter of Mr. Karroubi; close to the RNC.

    Mojtaba Pourmohsen: editor of Gilaan-e Emrooz (Today’s Gilaan; Gilaan is a province in northern Iran, bu the Caspian Sea); contributor to Radio Zamaneh (a Persian radio in Holland).

    Hamideh Mahhozi: a journalist active in southern Iran

    Amanollah Shojaei: a blogger living in Bushehr, in southern Iran

    Hossein Shokouhi: reporter and journalist writing for Payaam-e Jonoob (the Message of the South), in southern Iran.

    Mashallah Haydarzadeh: Another journalist active in southern Iran

    Ruhollah Shahsavar: A journalist working in Mashhad (in northeaster Iran)

    Mohammad Ghoochani: prominent reformist journalist, editor of many reformist newspapers shut down by the hardliners (e.g., Shargh [East]; Hammihan [Compatriot], and the weekly, Shahrvand Emrooz [Today’s Citizen]); editor of E’temaad Melli; son-in-law of Mr. Emad Baghi, the prominent journalist and human rights advocate.

    Jila Baniyaghoob: prominent female journalist, working previously for many reformist newspapers; editor of the website Kannon-e Zanaan-e Irani (Center for Iranian Women); writing at http://irwomen.net

    Bahman Ahmadi Amooee: journalist and husband of Jila Baniyaghoob

    Eisa Sahar Khiz: an outspoken journalist who has been a critic of the Supreme Leader, Ayatollah Ali Khamenei; contributor to http://www.roozonline.com director in charge of the domestic press during the first two years of Mr. Khatami’s presidency, during which the Iranian press flourished.

    These courageous men and women have done nothing other than defending the human and political rights of their Iranian compatriots. They deserve the support of all those who care about human dignity and freedom.

  88. Pare, forse, con una ‘morta’ finta e i parenti della ‘morta’ che grazie a paulo coelho sfuggono dalle maglie di un regime che fa migliaia di desaparecidos e contemporenemente si lascia sfuggire (via aeroporto!!) un testimone dell”omicido’ da sceneggiata.
    E’ una buffonata, e buffoni (se non peggio) sono quelli come te, che danno credito e diffodnono tutta questa fuffa mediatica, prodotta da gente (italiana, non iraniana) che neanche ha il coraggio di firmare i propri cosiddetti ‘report’.

  89. Lorenzo Galbiati
    [email protected]
    Mandami un email, così ti do il mio cell e mi spieghi per bene, a voce, perchè sono un buffone (se non peggio) sennò sei il solito vigliacco che si nasconde dietro l’anonimato per insultare chi non la pensa … anzi, neanche, chi riporta notizie diverse da quelle che riporta lui (e per di più prese dalla stessa fonte! peacereporter).
    Forza, aspetto il tuo email e non vedo l’ora di ascoltare le tue brillanti argomentazioni in viva voce, vediamo se non sei il solito anonimo vigliacco che si sfoga insultando sul web, dont worry pago io la telefonata.

  90. Si parla di voti in eccesso, 3 milioni.
    Non penso che una persona possa votare 2 volte.
    Se i voti in eccesso sono riferiti e tendenti al vinvitore, e presi come voti non validi,
    ( e questonon e’ stato detto , perche’ generico)
    e se si pensa che siano stati inseriti pro vincitore,
    viene da pensare, che 3 milioni sono stati aggiunti pro vincitore,
    e altrettanti, di questo passo, saranno stati manipolati nei conteggi o in qualche altro modo.
    Quindi, come opposizione, direi 3 milioni ufficiali, e altri 3 nascosti.
    Se penso che l’ ammissione di 3 milioni di voti come per difetto, sia pure stata tarata al ribasso,
    mi vivne da pensare, che 3 + 3 fanno 6 e ci aggiungeri + ????? quanti altri ancora?

    Io non so’ le stime, ma se un numero come 6 milioni, + altri 2 o 3, facendo un 6, 7, o 8 o forse move milioni, o forse di piu’, avrebbero fatto quale differenza?

    Se una persona o un partito o un sistema, fosse cosi sicuro e pulito,
    come si fa qui da noi, si metterebbero le due fazioni su ogni seggio,
    e si ripeterebbero le elezioni.
    Lasciare che siano quelli che rischiano a cadere, a dire come e cosa siano le cose, e’ un po’ un colpo di mano.

  91. Ma Neda era CRISTIANA???

    Su Der Spiegel c’è una foto col crocifisso al collo!!!

    http://www.spiegel.de/fotostrecke/fotostrecke-43699-4.html

  92. Sì, infatti s’è visto come da noi ed negli USA si rifanno le elezioni!

  93. @caro amico, lascia perdere. Anche io ho dato nome e cognome per primo pretendendo reciprocità. Niente! sono tanto insultanti a parole quanto fifoni nei fatti. E bugiardi :una volta genovesi, l’altra siciliani. Ma il nome e cognome nisba. Non ti aspettare nome e cognome da aquesti due otre individui.Si nascondono dietro l’anonimato. E del resto uno se il coraggio non ce lo ha mica se lo può dare. Lascia perdere non è qui che devi postare. E non ti aspettare risposte da questi nazifascisti mascherati dietro due o più nick. Sono usciti dalle fogne della Storia anche grazie a questo sito. Ma tanto stanne sicuro prima o poi ci ritorneranno.Se vuoi scrivermi la mia e-mail è: [email protected]. Io il coraggio del mio nome e cognome a differenza di questi poveretti ce l’ho. Lasciamo questo sito: non ne vale la pena.

  94. Caro Amir,di fronte a queste elezioni,pure quelle effettuate in Germania
    nel 1933 e in Italia nel 1922 appaiono democratiche.

  95. Perchè, fa differenza se era cristiana?

  96. Nessuno, per cortesia legga meglio.
    Ho detto che “Nessuno ” ha ragione, cioè che Lei ha ragione. Il mio commento era diretto a Pistorius, che lo ha capito e mi ha risposto, qui sotto.
    Vedo, comunque, che la passione non vi rende in grado né di leggere con attenzione né di essere educati: mi sono beccato del deficiente da Pistorius e del troll coglione da Nessuno.
    Indipendentemente dalle idee, non è in questo modo che dimostrate di avere ragione. Nè l’uno, né l’altro.
    Che centra il mio post sulla censura ad internet, a proposito?

  97. Attenzione, non concordo con Pistorius, e siamo due persone diverse.
    Io non offendo, a parte l’uso del termine troll, non insulto e non minaccio nessuno.
    Lascio questo privilegio ai veri democratici.

    Saluti

  98. Fonte:(parziale) http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=9288

    Ahmadinejad viene presentato sempre più come un “nuovo Hitler”, mentre giganti eurasiatici del calibro di Turchia e Russia, a margine della riunione della Organizzazione della Conferenza di Shanghai gli riconoscono la rielezione (e poi sarebbero loro, due terzi d’Eurasia, che “si isolano”…).
    Un presidente che è amato dalle classi popolari perché incarna i valori della “tradizione”, detestato dalle classi già agiate (simili a quelle mandate a ”spentolare’ a Caracas nel 2002, aizzate dalla Cia e dalle tv private) che vorrebbero diventarlo sempre di più!
    Il Presidente iraniano – nella neolingua dei megafoni dell’informazione – sarebbe addirittura ‘reo’ d’aver aumentato pensioni e stipendi, il che ha dato lo spunto, per i soliti in malafede, di dire che “è in campagna elettorale da 3 anni”: insomma, non è importante cosa si fa, ma “chi fa cosa”!
    Quanto al posizionamento dell’Iran in politica estera, un’inversione di rotta farebbe molto comodo a Usa e soci.

    La linea seguita sin qui è quella giusta, compreso il “nucleare iraniano”, che nasconde la vera posta in gioco, quella energetica (quindi, politica con la P maiuscola).
    Ecco cosa sono gli “studenti e gli operai” di cui vaneggiano vecchie ciabatte dell’”antimperialismo” totalmente a digiuno di geopolitica.

    L’autore:
    Enrico Galoppini

    saggista e traduttore dall’arabo, diplomato in lingua araba a Tunisi e ad Amman, ha lavorato nell’ambito di progetti internazionali (ad es. in Yemen) ed ha insegnato per alcuni anni Storia dei Paesi islamici presso le Università di Torino e di Enna.
    È nel comitato di redazione della rivista di Studi geopolitici “Eurasia” (www.eurasia-rivista.org).
    Particolarmente interessato agli aspetti religioso e storico-politico del mondo arabo-islamico, alla storia del colonialismo, all’attualità politica internazionale, ma anche ai viaggi e a fenomeni di costume, collabora o ha collaborato a riviste e quotidiani tra cui “LiMes”, “Imperi”, “Eurasia”, “Levante”, “La Porta d’Oriente”, “Kervàn”, “Africana”, “Meridione. Sud e Nord del mondo”, “Diorama Letterario”, “Italicum”, “Rinascita”. Tra le sue pubblicazioni: “Il Fascismo e l’Islàm” (Edizioni All’Insegna del Veltro, Parma 2001), Islamofobia (Edizioni All’Insegna del Veltro, Parma 2008).

    A mio avviso questo signore è sicuramente più titolato di quanti , pur non avendo uno straccio di cattedra e di conoscenza ,continuano a denigrare l’Iran

  99. Riflessione piena di stimoli sulla situazione iraniana, e non solo iraniana.

    Di questi, ne evidenzio che, a prima vista, può sembrare molto periferico rispetto al tema, ma che sta rapidamente guadagnando il centro della scena.

    L’autore, uomo d’esperienza, ad un certo punto, scrive tra parentesi:
    “(perché voi internet lo usate, siete informati)”. Un’affermazione banale, quasi un inciso scontato, a riprova, mi pare, che per l’autore valga l’equazione: internet=informazione. Un assioma che col tempo si è trasformato in un mantra e che ora sta evolvendo verso la magia.

    Non molto tempo fa, circolava, tra le menti semplici, l’idea che una cosa era vera, se era trasmessa dalla televisione. Senza arrivare a “il mezzo è il messaggio”, con le sue ricadute antropologiche, era assodato che il mezzo sanciva( santificava) il messaggio.

    Ad un diverso livello tecnologico, si ripropone oggi la stessa commistione,la stessa con/fusione tra mezzo, in questo caso internet, e messaggio.

    Un collegamento a internet non fornisce di per sé informazione, né tanto meno formazione. Ciò che fornisce per davvero è la possibilità di costruire informazione e questa possibilità, che risiede tanto nella rete quanto nel soggetto è dovuta al pluralismo. Ma Il pluralismo della rete se da un lato è un vantaggio strutturale sugli altri mezzi di comunicazione, dall’altro fa sì che il contenuto di informazione e di disinformazione si equivalgano. Pertanto, l’accesso ad internet può produrre sia il massimo di persona informata, che il massimo di persona disinformata. Se si aggiunge il rumore di fondo, la rete può produrre anche la persona più frastornata che si sia mai visto.

    Se per Internet intendiamo per davvero tutte le tecnologie che connettono, allora siamo in grado di vedere all’opera, proprio a Tehran,
    come può declinarsi il possibile: nelle direzioni più imprevedibili per chi pensa che internet informi e nelle direzioni più prevedibili per chi pensa che internet disinformi.

    Nei giorni scorsi, su Cdc, l’ articolo di THIERRY MEYSSAN
    di Réseau Voltaire, dal titolo “LA CIA E IL LABORATORIO IRANIANO”, illustrava come la rete sia lo strumento ideale per le psyop.

    In conclusione, e per citare Einstein:”Noi vediamo il mondo non per quello che è, ma per come le nostre teorie organizzano l’osservabile”. Anche nella più avanzata rete tecnologica, il centro vitale, il vero elaboratore rimane l’umano. Un soggetto che, nelle sue interazioni con la rete, dovrebbe sempre ricordare l’avvertimento, che il vescovo Wolsey diede a Riccardo III:” Fai attenzione a quello che metti dentro la testa, perché poi non te lo leverai più”.

  100. Saggia affermazione ; Fai attenzione a quello che metti dentro la testa, perché poi non te lo leverai più”.
    Un articolo che punta il dito sull’ iran, e che si butta nel minestrone delle oppinioni e delle vedute dell’ insieme, che alla fine non e’ mai stabile, varia a seconda dell’ ora del giorno.

  101. Se avessi potuto leggere a voce alta quel (voi internet lo usate, siete informati) non sarei senz’altro stato in grado di nascondere un lieve tono sarcastico. Probabilmente avrei fatto meglio a scrivere “potete usarlo”, “potete informarvi”, per modificare un pò la sostanza, semplicemente per arrivare a dire che: “Internet” è un raffinato STRUMENTO. Ci sarà chi lo usa in un modo, chi in un altro. Ci sarà chi immetterà contenuti di un certo tipo, chi di un altro. Ma questo non avviene forse anche nella carta stampata, nei tg o alla radio? In ognuno di essi, qual’è il limite tra “informazione” e “controinformazione”? Per quanto mi riguarda, esistono solo informazioni credibili, interessanti, argomentate, ed informazioni infondate e non credibili. Da chi? Da me, ovvio. Per fortuna non siamo ancora in un mondo orwelliano.