LETTERA APERTA A PAOLO FRANCESCHETTI

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

DI LUIGI CORVAGLIA

Caro Franceschetti, chi scrive è persona nota per il proprio scetticismo e oggetto di critiche per la proprie tendenze dietrologiche. Da libertario (sui generis ), infatti, diffido di ogni forma di potere e mi interesso di “criptocrazia”. Da psicoterapeuta mi interesso di simboli. Tanto premetto affinché lei non pensi di essere oggetto delle critiche di un fondamentalista dello sguardo superficiale e del pensiero qualunquista. E’ però nelle stesse vesti – cioè di libertario e di psicologo – che sento di dovere sottolineare alcune cose. Da clinico della psiche, infatti, noto nelle sue argomentazioni un tipo di logica basato sul disinnesco della legge della implicazione (“se p ne deriva q”), tipica della soluzione paranoide, che rende infalsificabile qualunque affermazione.

Questa strategia crea una immunizzazione delle sue teorie a qualunque invalidazione. Ma una teoria infalsificabile, disse Popper, è inutile. Io aggiungo che, nella tematica specifica, è anche pericolosa, perché mescolare spunti di grande interesse – ad esempio l’ipotesi, che ho sempre condiviso con lei , della connotazione rituale del delitto di Perugia o quelli del mostro di Firenze– a inverosimili salti nel buio della teoria infalsificabile rischia di disinnescare anche i molti elementi di verità di quanto scrive. Una teoria che spiega tutto, alla fine non spiega niente. Mi lancio in un esempio.


Possiamo dire che gli ottimisti anni ’60 finiscono nel 1969 (1+9+6+9= 25=2+5= 7, numero simbolico, come ben sa) con l’eccidio rituale di Charles Manson detto “Satana”. Visto che sono bravo anch’io? Già. Ma quello stesso anno venne pubblicato l’album “Abbey Road” dei Beatles con la celeberrima fotografia in copertina che avvalorò la “Paul is dead conspiracy”. In pratica, si tratta della balzana idea – che lo stesso McCartney definì ironicamente “esagerata” – che questi fosse morto in un incidente stradale e che quello che all’epoca cantava e suonava il basso nei Beatles fosse un sosia. Infatti, la foto è piena di “indizi”: i quattro recitano un corteo funebre, Paul è scalzo come lo sono le salme nella cultura celtica, ha la sigaretta nella mano destra pur essendo mancino, non è al passo con gli altri e la macchina sullo sfondo è targata “28 IF”, cioè “28 Se”, cioè gli anni di Paul se questi fosse stato vivo. Alla luce dei suoi articoli, posso ora aggiungere anche che la foto è stata scattata il 30 Gennaio 1969 (3+0+1+1+9+6+9= 29= 2+9= 11!) . Tra l’altro, il 30 Gennaio è anche la data dell’omicidio del piccolo Samuele a Cogne (oltre che – tremate – il mio compleanno!). Tutto è verificabile. Ma non è la verificabilità il criterio della scienza, è, ripetiamo con Popper, la possibilità di falsificare le teorie. Bene, per quanto la cosa fosse notoriamente una bufala di enorme calibro, non mi sembra affatto che sia meno inverosimile delle ipotesi che le iniziali RC di Rifondazione Comunista siano l’acronimo della Rosa Rossa, che il povero Simone Cristicchi avrebbe vinto San Remo con una canzone dedicata alla stessa setta, perché il suo nome (“che richiama Cristo”) richiamerebbe i Rosacroce e il testo rimanderebbe ad un romanzo, “Il maestro di Margherita” e, come lei dice, “Margherita è il nome di Santa Rita, ovverosia proprio di quella Santa che, nel linguaggio criptato della Rosa Rossa, indica la Rosa Rossa”. Molto più plausibile la teoria che Paul sia veramente morto, soprattutto a giudicare dal valore di quanto ha prodotto dopo i Beatles! Per non parlare di quando dice che “non è un caso che il cronista del TG5 che si occupa di Meredith si chiami Remo Croci. Oppure che dopo la strage da sette morti sull’autostrada – non sarà definito anche il numero dei morti? (NdR) -,avvenuto quest’estate l’ 8.8.2008, i TG abbiano poi intervistato un camionista che si chiamava Massone”. Sic! Non è un caso, allora, che il maggiolone di Abbey Road fosse targato “28 If”. Si potrebbe continuare con gli errori nel tema di maturità del 2008 che sarebbe un segnale via media per gli affiliati della combriccola. Questa assomiglia molto ai deliri dei paranoici riguardo alle trasmissioni televisive. Una teoria che spiega tutto, non spiega niente. Il fatto che gli indizi possano coincidere con la teoria non vuol dire affatto che la teoria sia vera. Ha mai pensato che nel notissimo caso del dollaro USA in cui, fra le altre cose, si nota la ridondanza del numero 13, il fatto che gli stati originari fossero tredici potrebbe aver rivestito un qualche ruolo? Si, ma la Rivoluzione Francese, quella americana, Washington (l’uomo e la città)? E allora? Io ci aggiungo anche l’ Illuminismo. Tutta roba buona, direi. E la P2? Lei rimanda. Risponde Gustavo Raffi che la P2 sta alla massoneria come le BR al PCI.

E’ facile utilizzare dati di realtà relativi a responsabilità oggettive di un attore storico per addossargli responsabilità fantasmatiche.

Insomma, non è il caso di considerare incontrovertibili i dati che presenta. Ciò è particolarmente vero se pensiamo che lei, non di rado, poggia le sue affermazioni su terreni già malfermi, a voler essere teneri. Mi spiego meglio. Un suo costante riferimento bibliografico è il famigerato e onnipresente libro “La faccia occulta della storia” di tal Epiphanius. Sa chi si cela dietro questo pseudonimo, chi è l’autore del testo più frequente nei siti dell’estrema destra e del cattolicesimo integralista? E’ Piero Mantero, creatore della rivista “Il segno del soprannaturale” , vicina ad ambienti carismatici estremi, e responsabile delle famose “croci di Dezulè” che infestano i prati italiani su commissione della veggente M. Aumont. Sulla sua rivista, Mantero predica un anti-rivoluzione alla De Maistre contro ogni ipotesi di libera scelta individuale e, nel libro che fa bella mostra di sé nella sua libreria come in quella di tanti sinistri e alternativi, dice che “Il temporalismo ebraico è continuamente rimesso a punto…I protocolli dei Savi di Sion sono una di queste rimesse a punto, parallela all’elaborazione del piano sinarchico”. Da libertario, non posso che provare più simpatia per gli ideali di libertà, uguaglianza, fratellanza e tolleranza che hanno prodotto la modernità.

Altro suo riferimento, il “criminologo” Cosco, al quale dedica anche un articolo in coabitazione con Rino Gaetano. Giuseppe Cosco, detective privato, ufologo, grafologo, esoterista, lettore della mano e ipnotista, collaboratore della rivista di Mantero-Epiphanus, fonde in unico calderone, come scrive Miguel Martinez, “la Madonna di Fatima, la congiura giudaico-massonica che avrebbe permesso la rivoluzione russa, l’astrologia, le terribili profezie su Roma, la tesi secondo cui il cancro altro non sarebbe se non un fungo, 160 tonnellate di luce che ogni giorno ci bombarderebbero dal sole inducendo infarti e suicidi, la storia segreta dell’ AIDS, la pedofilia attribuita ad apprendisti stregoni travestiti da scienziati a loro volta associati agli illuminati di Baviera” e molte altre amenità. Insomma, se bizzarri possono apparire i riferimenti culturali e i riti di certe conventicole a cui si usa attribuire ogni nefandezza della storia seguente la discesa dall’australopiteco dagli alberi, avere idea di quale sia il brodo di coltura da cui provengono le teorie “incontrovertibili” utilizzate a conferma di questa teoria può essere utile per valutare la fiducia da accordarvi. Se quanto rilevato non bastasse, menzione speciale merita la sua prediletta Gabriella Pasquali Carlizzi. Lei sa bene, ma forse non tutti i suoi lettori, che la signora, già condannata per diffamazione per le fantasiose affermazioni che coinvolsero, fra gli altri, Alberto Bevilacqua, dirige un cenacolo di visionari cristofili pseudo fondamentalisti carismatici condannati dal vicariato della Diocesi di Roma il cui fondatore, Padre Gabriele, le manda regolarmente messaggi apocalittici dall’oltretomba. Sempre quando non è disponibile la Madonna, Gesù o Mosè. Questi i suoi informatori degni di fiducia. E quando ardisce a presentare i dati come indiscutibili? Credo che possano bastare due esempi. Il primo, riguarda i papi rosacroce, cioè anticristiani. Sarebbero Paolo VI e Giovanni XXIII. Lei suggerisce di approfondire l’argomento sul sito di “Chiesaviva” e di leggere i libri di Don Luigi Villa, quello di Radio Maria. Molto scientifico e assolutamente neutrale in materia di massoneria. La cosa si fa grottesca nell’altro caso, quando dice che “se vogliamo attenerci a fonti certe” la massoneria ha ideato tre guerre mondiali per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale, come scritto nel carteggio fra Giuseppe Mazzini e Albert Pike. Carteggio mitico che nessuno ha mai visto! Però lei si premura di avvertire che “il carteggio fra Mazzini e Pike è a pag. 165 del libro “Massoneria e sette segrete. La faccia oscura della storia” (il libro di cui già si è detto….).

In definitiva, nel suo pur pregevole lavoro di ricerca e dal suo prezioso sito che, come avrà visto, seguo con attenzione, lei rischia di mescolare perle di splendente verità con la pura melma del pregiudizio e della paranoia. Ciò rischia, non solo di invalidare il meglio del suo lavoro, ma anche di fare il gioco di quegli ambienti culturali che, lo so, lei, come me, osteggia.

Saluti.

Luigi Corvaglia

26.11.08

Vedi anche: Risposta a Luigi Corvaglia

Commenti (86)

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    1. ilBarone 27 novembre 2008

      Beh, aver tirato in ballo i 'rettiliani' (a Napoli lo chiamano il 'fatt'apposta') ti qualifica alquanto.....bello scivolone!

    1. GabriellaCarlizzi 27 novembre 2008

      AI RESPONSABILI DI QUESTO SITO WEB.
      Egregi Signori, ringranziandovi per l'ospitalità concessami fino ad oggi, sono costretta ad informarvi che avendo assunto decisioni legali per quanto si continua a diffondere in danno della mia reputazione da parte di taluni, da questo momento in poi, pur leggendo e documentando i post che faranno a me riferimento, non posso più intervenire, dovendo attenermi al rispetto di quanto i miei legali riterranno doveroso a tutela del mio nome e degli Enti da me rappresentati.
      Rassicuro in tal senso il signor LUIGI CORVAGLIA, con il quale mi sono chiarita e presto ci incontreremo, come si fa tra persone civili. E lui ha dimostrato di esserlo. Non posso purtroppo dire altrettanto per altri, in particolare di tale PAOLA PISI, la quale ha postato una serie di articoli del Corriere della Sera, a suo tempo tutti da me querelati, con condanna degli autori, oltre che provvedimenti disciplinari a loro carico da parte dell'Ordine dei Giornalisti e dell'allora Garante per l'Editoria. Va da se, che sebbene tali articoli non sia facile toglierli dai motori di ricerca, essendo in ogni caso il loro contenuto diffamatorio, e non potendone stabilire nemmeno la veridicità, chiunque se ne serve e ne autorizza la diffusione, diviene corresponsabile dell'autore della diffusione stessa, in questo caso, PAOLA PISI più altri.
      Sono rammaricata, ma c'è un limite a tutto.
      Mi preme informare i responsabili di questo sito che ho inviato una email alla competente Polizia Postale, affinchè tutto ciò che è oggetto di diffamazione nei miei confronti, sia acquisito formalmente, e siano presi i relativi provvedimenti.
      La diffamazione è un reato a querela di parte, e per questo se mi fossi trovata di fronte ad una persona civile come ha dimostrato di essere il signor Cornovaglia, mi sarei astenuta da ogni azione legale.
      In tal senso, a riprova della mia "umanità", sarei ben lieta che questa non commendevole vicenda si concludesse con le scuse pubbliche da parte degli autori delle diffamazioni e dei responsabili del sito stesso.
      Un cordiale saluto
      Gabriella Carlizzi

    1. NerOscuro 27 novembre 2008

      Hai detto quello che avrei voluto dire io. Questo tuo post penso e spero chiarisca il contenuto dell'articolo a quanti si ostinano a vedere in esso un tentativo di negare l'esistenza delle sette e di un loro simbolismo, piuttosto che una più semplice critica all'usare la numerologia "a posteriori" per decifrare le mosse di queste sette.

    1. mat612000 27 novembre 2008

      A volte ho come il sospetto che questo forum assomigli sempre di più ad una gabbia di pazzi.

    1. geopardy 27 novembre 2008

      Concordo con il fatto che l'essere umano si voglia spesso dare una spiegazione degli eventi proporzionale alle sue conoscenze, anche se in genere esiste ciò che egli creda che esista, aldilà di un qualsiasi riscontro oggettivo, non concordo, però, con la pretesa di avere un' unica verità e se essa non può essere dimostrata, spesso si creano le condizioni di imporre comunque la propria visione delle cose, daltronde nella storia è stato sempre così.
      Prima la terra era piatta ed un tempo le stelle erano bivacchi degli dei, aldilà della palese non veridicità di questa cosa, che l'avvento della scienza moderna, ma prima ancora quella greca, hanno ampiamente dimostrato, i suddetti modelli sono serviti ad instaurare certi tipi di società definendone l'esistenzialità.
      Quindi chi vuol ancora fondare la propria esistenza su determinate concezioni luciferine, sicuramente si curerà di avere un sistema di verifica degli eventi, ritenuti manifestazione dell'incarnazione del male, con associato, perchè no, un semplice sistema matematico (non solo numerologico, poichè si applicano ad esso delle operazioni di matematica semplice, ad esempio l'addizione e la scomposizione).
      Franceschetti utilizza anche le lettere, però, quindi la possibilità combinatoria, già strepitosa per i numeri, va ad abbracciare l'intero sistema del linguaggio.
      Così facendo si rischia di immettere una serie pressochè indefinita di possibilità interpretative, quindi l'affermazione fatta da Corvaglia nei confronti di Franceschetti, cioè, di aver costruito un sistema in cui è praticamente impossibile apportare considerazioni critiche nel merito dell'interpretazione, che quindi risulta inattaccabile, va senz'altro presa in considerazione.
      Sicuramente nella realtà di tante sette, logge e associazioni mafiose i riferimenti potrebbero essere validi, ma come puoi dirlo con certezza se ti affidi ad un linguaggio privo di qualsiasi struttura grammaticale ed analitica, in cui tu stesso potresti declinare significati meramente soggettivi e non accorgerti di farlo?
      Quindi l'operazione fatta sia dalla Carlizzi che da Franceschetti, abbisogna di un atto fideistico di base, altrimenti, credo, ognuno di noi potrebbe creare una serie indefinita di interpretazioni numerologiche e letterarie per gli stessi eventi analizzati, a seconda della nostra interpretazione esistenziale.
      Se, però, già si conosca la mente strutturale degli eventi analizzati, ammesso che esista, allora si potrebbe applicare lo specifico sistema interpretativo, ma, ripeto, data la mancante struttura grammaticale ed analitica del suddetto linguaggio, si rischierebbe, comunque, di esporsi ad esagerazioni squalificanti e saltellare su mondi indefiniti che non porterebbero ad alcuna chiusura del ciclo interpretativo, necessario per definire una qualsiasi verità.
      Ciao
      Geo

    1. MatteoMantovani 27 novembre 2008

      Gentile Sig. Davide71,

      mi devo purtroppo ripetere, se la Costituzione garantisce la libertà di opinione, questa non deve diventare un abuso, in quanto ciascuna fonte di informazione andrebbe ben valutata.
      Dissaprovo in assoluto quanto proposto, non solo perchè riguarda Gabriella, ma verso chiunque altro, nel sottoporsi a questa arena di spovveduti internettiani, che mette sullo stesso piano conoscenza e credibilità, passando sopra il reale intendimento dei contenuti proposti, in quanto non possiende un reale punto di vista, ne una adeguata cultura per affrontare questi argomenti, ma unicamente un intento iconoclasta verso purtroppo quelli che rischiano di proprio esponendosi nei confronti di grandi poteri.
      E qui, mi permetta un invito, invece di tentare una caccia alle streghe, cerchi di decidersi da che parte stare. O per meglio dire, decidere se stare dalla parte di chi prende i soldi sui disastri della nostra epoca, usando come copione il quotidiano. O invece da parte di chi è difficile condividerne le idee o trovarne un punto di contatto solamente perchè differenti dai soliti lunghi monologhi che dicono sempre la stessa cosa anche se apparentementi letti alla rovescia.

    1. MatteoMantovani 27 novembre 2008

      Carissima Paola Pisi,

      come prima cosa se fossi in lei dubiterei della "precisione" delle fonti da lei riportate in questo commento. Ma per questi particolari credo che sarà la diretta interesata ad attivarsi nel proprio interesse, e a rispondere adeguatamente a tale ostinato e spregiudicato suo intervento.
      Purtroppo devo chiedermi il perchè di tale ostinato abuso nei riguardi di Gabriella. E credo che sia doveroso che dopo questa esternazione, che non ribatte le teoria della Carlizzi e come solito non dice nulla perchè di idee proprio non c'è ne sono, ora spiegare questo suo accanimento.
      Io ci stò pensando... ma non trovo alcuna motivazione valida. Provo ad indovinare.
      E forse dovuto al fatto che la Carlizzi è molto più bella di lei?

    1. geopardy 27 novembre 2008

      Ti sbagli,
      il conteggio sarebbe 58+1, poichè è stato cancellato il mio commento di invito a riprendere una discussione civile, quindi 5+8+1 = 14 = 5.
      Non so cosa significhi, ma qualcuno ce lo dirà.
      Ciao e grazie

    1. LonanHista 27 novembre 2008

      mizzeka!!!postato 24 ore fa e già 57 commenti + 1 = 13 appunto 58 otto e cinque tredici con l'asporto di minkiate che denotano pur nel piccolo la deriva di questa epoca:
      ABBIAMO CAPITO TUTTO AL PUNTO DI NON AVER CAPITO UN CAZZO!

      era quasi meglio che la terra fosse restata piatta, almeno la fantasia poteva liberarsi a cercare la realtà la luce, passare da quelle figure piatte senza sfondo alle favolose fotografie di leonardo michelangelo raffaello caravaggio etc etc.

      la fantasia oggi cosa cerca? satura di tutto, non sa più dove svernare e basta sincerarsi delle orrende rappresentazioni artistiche, delle quali lo psicoterapeuta potrebbe fornire spiegazioni sulle turbe psichiche della nostra epoca, dove siamo saturi di tutto, intossicati nel fisico e nella mente.

      e franceschetti comunque prova che volendo qualunque teoria potrebbe avere conferme , cioè ognuno di noi ha la sua verità che può provare e se nell'epoca dell'oscuramtismo esisteva una sola verità obbligata oggi esistono miliardi di verità e di fatto siamo nel caos e nella confusione più totale, nell'anarchia ideologica al punto che anche le leggi si sono anarchizzate.

      ma a parte il metodo, ognuno di noi ha la sua verità, interessa il merito di franceschetti il quale alla fine spreca il suo lavoro di ricerca e rischia di essere annoverato ad icke ed i suoi rettiliani o a quella specie di guru romano che sostiene di un mondo governato da una sorta di computer e da una mente unica.

      il mondo, la natura l'universo è dominato dal caos, una matassa di fili intrecciati fra di loro dove trovare un capo non significa sbrogliare la matassa, ma finire sopra un altro capo ed un altra matassa di fili intrecciati e via all'infinito.

      franceschetti è come se avesse sbrogliato una matassa e con lo stesso metodo vorrebbe dimostrare il merito di tutte le altre matasse con una sorta di cabala pecoreccia.

      i cosiddetti omicidi rituali non sono altro-se fossero veri- che prove di affidabilità ed appartenenza. un pò come succede per i killer dei narcos che vengono addestrati a sparare, a cogliere il bersaglio finto e poi per cementare l'appartenenza al gruppo li si obbliga a sparare a caso contro qualcuno, in primo luogo per dimostrare di non provare pena in secondo luogo per essere in un certo senso ricattati, costretti a non tirarsi fuori dal gruppo perché minacciati di essere denunciati alle autorità. ovvio che questi killer non conoscono i loro veri capi ed hanno come riferimento una sorta di caporale che ha cominciato come loro ed ha fatto carriera fino ad ottenere la fiducia dei lor veri capi.

      e lo stesso dovrebbe valere per certi strani delitti.

      ad esempio in messico c'è una città(cihuahua? juarez?) dove nel giro di qualche anno sono scomparse centinaia dii donne uccise dopo essere state seviziate.
      una sera in tv, si parlò di video sniff o snuff o snaff

      in ogni modo a quanto sembra tutto il mondo è paese

      e per esempio per l'omicidio di perugia proprio oggi al tg4 hanno detto che la ragazza accusata dell'omicidio,(amanda se non erro,) quella sera era ubriaca e strafatta di canne tanto da non ricordarsi neppure delle persone che erano con lei.
      in prativa sta preparando la tesi difensiva.

    1. NerOscuro 27 novembre 2008

      Tutti santi dopo la morte, evvai!

    1. reza 27 novembre 2008

      eh, bravo, ma i commenti ora sono mescolati e non si capisce quale è il filo del discorso;-))

      Vedi se poi mettere ordine cronologico per i commenti, thank you very mattece;-)))

    1. GabriellaCarlizzi 27 novembre 2008

      A DAVID 71
      Carissimo ho letto il suo commento. Non so cosa ne pensino i responsabili di questo sito, ma le ricordo che un invito come il suo può scatenare in anonimi maleintenzionati quanto imporrebbe azioni a tutela della immagine di chiunque, da parte della Plozia Postale. A meno che non si intenda usare questo sito come se fosse un tribunale, conravvenendo alle normative che ne consentono la messa in rete.
      Gabriella Carlizzi

    1. Truman 27 novembre 2008

      Ho rimosso un po' di commenti inutili nell'ottica su esposta di discutere di fatti più che di persone.

      Data l'abbondanza di commenti, ho anche rimosso qualche commento che esortava a discutere di fatti ed a lasciar perdere le polemiche, sempre nell'ottica di dare un minimo di leggibilità.

    1. PaoloFranceschetti 27 novembre 2008

      Re: LETTERA APERTA A PAOLO FRANCESCHETTI (Voto: 1)
      di PaoloFranceschetti il Giovedi 27 Novembre 2008 (6:08)
      (Info Utente | Invia un Messaggio)
      Davide grazie del tuo intervento. Devo dire che questo post di Corvaglia ha offerto lo spunto per interventi interessanti, che spaziano da Introvigne alla Carlizzi, che daranno magari la possibilità ai lettori di approfondire le vicende che riguardano tutte queste persone e farsi un'idea personale. Quanto a Corvaglia, ho preparato una lettera di risposta che Don Chisciotte mi pubblicherà ma, se non mi sbaglio, la sua lettera è una colossale provocazione, intelligente e sottile. Mi ricorda una provocazione di tanti anni fa, che feci io quando dirigevo la pagina di un quotidiano. Avevo pubblicato degli articoli in materia di educazione ed università. Poi comparvero delle feroci lettere di critica ai miei articoli, a firma di Fabio menicacci (un mio amico che risale alle elementari) cui io replicai... Una persona mi disse "Caro Franceschetti gliele ha cantate quel Menicacci eh? Così impara a scrivere quelle cazzate!!! Ha avuto un bel coraggio a pubblicarle, visto come la critica". Risposi: "quelle critiche me le sono scritte da solo... Fabio menicacci è un mio amico, e ho solo scritto le cazzate tipiche delle persone che la pensano come lei, per avere un'occasione di replicare e di ribadire alcune cose che mi interessano". Ecco... Corvaglia ha provocato... ha provocato me, la Carlizzi, e tutti i lettori, per vedere cosa succedeva. Ma credo di capire come la pensa realmente.... Basta che vai a guardare i suoi due siti: il primo è tarantula (http://tarantula.ilcannocchiale.it) e il secondo è lucifer (http://lucifero.spazioblog.it)... e ti farai un'idea di quali erano le reali intenzioni di Corvaglia. Che sono ben espresse nella frase che apre il suo blog che riporto: Quando io uso una parola, - disse Humpty Dunty in tono d'alterigia, - essa significa ciò che appunto voglio che significhi: né più né meno. - Il problema è, - disse Alice, - se voi potete dare alle parole tanti diversi significati. - il problema è, - disse Humpty Dunty, - chi è il padrone.... " Insomma... Una provocazione notevole, che ritengo geniale. Tutto dipende dall'interpretazione che le diamo noi. Io mi sono divertito e non avevo mai riso tanto da mesi.

    1. GabriellaCarlizzi 27 novembre 2008

      NON VEDO PIU' IL MIO POST CHE POSTO NUOVAMENTE QUI DI SEGUITO. COMUNICO ALTRESI' CHE IL SIGNOR CORVAGLIA MI AH INVIATO UNA EMAIL CORTESE ED IO HO CORTESEMENTE RISPOSTO, STABILENDO DI INCONTRARCI AL PIU' PRESTO. DUNQUE TRA NOI C'E' UN ARMISTIZIO. L'ESIGENZA DI FAR LEGGERE IL GIUDIZIO DI INTROVIGNE SU BEVILACQUA SCATURISCE DAL FATTO CHE I DUE NOMI SONO STATI USATII E CITATI A SOSTEGNO DI QUANTO SI E' DETTO SUL MIO CONTO. VI PREGO PERTANTO, PER DIRITTO DI REPLICA, DI NON CANCELLARE QUESTO POST.

      All'indice degli articoli e delle note firmate Articoli e note firmate
      Il testo completo dello studio critico di Massimo Introvigne su due romanzi dello scrittore di Parma che — pubblicato in sintesi in Avvenire del 5 novembre 1993 con il titolo Ma quanto "New Age" c’è dietro i romanzi di Alberto Bevilacqua — ha provocato una virulenta replica dello scrittore, una risposta di Massimo Introvigne — cfr. Lo scrittore, il Cirlìnn e il lago tibetano, ibid., 18-11-1993 — e un successivo dialogo fra lo stesso Massimo Introvigne e Vittorio Messori — cfr. Sensitivi, non chiudiamo la porta all’imprevisto, ibid., 20-11-1993.

      MASSIMO INTROVIGNE, Cristianità n. 223 (1993)

      La nuova religione di Alberto Bevilacqua

      Un nuovo "profeta"?

      Talora si rimane sorpresi nel constatare quanto questa fine del secolo XX assomigli alla fine del XIX. Nella fin de siècle dei decenni 1880 e 1890 esponenti di rilievo del mondo culturale si mostravano stanchi e disillusi di fronte alle promesse della ragione positivista e della scienza; i letterati riscoprivano allora il mistero, lo spiritismo, l’occulto: volevano provare tutte le sensazioni, tutte le emozioni, tutti i piaceri, qualche volta tutti i dolori. Esploravano la magia, il satanismo, l’occultismo, e nello stesso tempo l’erotismo in tutte le sue forme. Si accostavano a una prostituta e a una veggente con lo stesso atteggiamento, ansiosi di succhiare dall’una e dall’altra — quasi come vampiri — tutte le emozioni e tutte le esperienze (1). Qualcuno — come Joris-Karl Huysmans negli ultimi anni della sua vita — arrivò anche alla conversione (2): ma si trattava di una sorta di corsa a ostacoli, e molti inciampavano prima del traguardo in un falso cattolicesimo estetico e decadente. Itinerari molto simili vengono percorsi in questi ultimi decenni: ancora una volta i delusi dalle ideologie razionaliste e scientiste riscoprono i medium e la magia. Un esempio caratteristico di questo percorso ci è offerto dallo scrittore italiano Alberto Bevilacqua — nato a Parma nel 1934 e autore di tredici romanzi, di due volumi di racconti e di cinque raccolte di poesie, nonché regista cinematografico di grande successo —, che da una letteratura volta a temi diversi è passato, con I Sensi Incantati (3) e ora con Un cuore magico (4), al mondo della medianità e delle magie. Alberto Bevilacqua — e anche questo fa molto fin de siècle — si annuncia come qualche cosa di più di un romanziere curioso: si sente investito da una "missione" (5), è il "profeta" di "un culto che sta investendo una parte sempre più vasta del mondo", una "nuova rivoluzione" (6). Proclama la magia "sede privilegiata della dignità dell’esistere" (7); propone la "religiosità cosmica" in alternativa alle vecchie "credenze sbagliate e ridicole", ai "dogmi e dèi concepiti in miserabili forme antropomorfiche" (8). Giacché la letteratura — e tanto più i romanzi di un autore di successo, conditi con quel tanto di erotismo e di linguaggio "sessualmente esplicito" che non manca mai di favorire le vendite — si rivelano spesso un veicolo privilegiato per diffondere idee e temi della nuova religiosità, vale la pena di dedicare qualche attenzione ai due volumi di Alberto Bevilacqua, anche se si tratta di opere — da tutti i punti di vista — di qualità discutibile. Fra l’altro, senza che il lettore ne sia avvertito, una ventina di passaggi di Un cuore magico sono semplicemente ricopiati, parola per parola, da I Sensi Incantati, non si sa se per stanchezza letteraria dell’autore o per meglio ribadire alcune idee magico-religiose.

      La trama

      Alberto Bevilacqua ci assicura che I Sensi Incantati e Un cuore magico descrivono — con un minimo di artifici letterari — la sua vita negli ultimi anni in chiave di autobiografia spirituale: si tratterebbe quindi, almeno in uguale misura, di una storia vera e di una rielaborazione romanzesca (9). Lo scrittore narra la storia della sua crisi nervosa — acuita dal lento procedere della causa di divorzio dalla moglie — e della forma più grave di depressione di cui soffre la madre nella nativa Parma. La narrazione è occasione per evocare le tradizioni esoteriche della sua terra, il circolo magico del Parmigianino, le "strione", le streghe, e gli "strioni" dell’Emilia, la nonna materna medium, che comunicava con il primo marito defunto. L’autore comincia a risolvere i suoi problemi quando entra in contatto, a Roma, con un gruppo esoterico chiamato L’Universo nel Tempo, guidato da una giovane docente di antropologia culturale, Miriam, di cui diventa rapidamente l’amante. Miriam ha un difficile rapporto con un fratello, Franz, sospettato dell’omicidio di un professore omosessuale e così incerto sulla sua identità sessuale — nonostante la sorella lo avesse a suo tempo iniziato alle donne con un rapporto incestuoso — da vendere il suo corpo per strada per squallidi giochi con clienti di entrambi i sessi. Lasciato il villino di famiglia Miriam si trasferisce così a vivere con lo scrittore: gli riempie la casa di misteriosi idoli pagani e comincia a dare prova di straordinarie capacità di medium e di sensitiva. L’iniziazione del protagonista è completata dai rapporti con Gustavo Adolfo Rol — un sensitivo che vive a Torino, e che non è un personaggio di fantasia —, che gli trasmette telepaticamente insegnamenti e messaggi. Via via si presentano altri personaggi: Tano, esperto di levitazione, capace di voli straordinari; l’uccello sensitivo Salomone; e il giudice della causa di divorzio dello scrittore, un ometto ossessionato dal sesso, che prolunga il caso all’infinito per il piacere di continuare a frequentare l’autore. Tutto è occasione per sedute di spiritismo, di chiaroveggenza, di psicofonia sempre più straordinarie, finché Miriam compie il miracolo finale — la guarigione della madre dello scrittore dalla sua malattia — e finalmente scompare. Con questa metafora classica nei viaggi esoterici — quando il discepolo è capace di camminare da solo il maestro si allontana — si conclude il primo volume, I Sensi Incantati.

      Consapevole che "con I Sensi Incantati è nato un movimento" (10), nella nuova opera Un cuore magico Alberto Bevilacqua appare ancora di più in prima persona, se la prende con i giornalisti scettici e si descrive come mediatore fra migliaia di persone semplici che aspettano da lui una nuova verità e i pochi veri "Grandi Sensitivi" dello stesso calibro di Miriam, con cui è in grado di mettere in contatto chi ha veramente bisogno di aiuto. La guarigione della madre si perfeziona, la causa di divorzio procede: il giudice finirà per andare in pensione senza averla conclusa. Mentre Miriam non c’è più, l’autore si dà di nuovo all’erotismo e attraversa la "foresta delle donne" (11), esplorando — senza disdegnare le situazioni estreme e perfino i rapporti a tre — le molteplici sfaccettature della sessualità femminile e attendendo una nuova relazione, che gli è stata annunciata telepaticamente da Gustavo Adolfo Rol. Preceduta — esattamente come la Madame Chantelouve di Là-bas, il romanzo sul satanismo di Joris-Karl Huysmans (12) — da lettere di cui lo scrittore ignora l’autrice, compare così "Giulia J.", una nuova compagna più prosaica, che a poco a poco impara a calarsi nei panni di Miriam. Giulia J. è stata inviata all’autore dal fratello di Miriam, Franz, che la polizia continua a sospettare di omicidio, e lo scrittore di satanismo. Per una Roma crepuscolare, fra ombre di Tangentopoli e accenni a cupi "riti erotici" di carattere "infame" praticati negli alberghi Raphael e Plaza — noti ritrovi di altrettanto noti politici nazionali (13) —, si aggirano personaggi inquietanti, razzisti e dediti alla magia nera, che devastano la sede del gruppo esoterico L’Universo nel Tempo. L’avventura con Giulia J. è appassionata ma provvisoria: l’autore è ormai maturo per tornare da Miriam. Si dirige, con la madre, alla volta del Sikkim — più volte menzionato nei due volumi, insieme a un Tibet esoterico di maniera — e torna al monastero del suo amico Tashi, che gli evoca grati ricordi. Pensa che si tratti solo di una sosta ma — nell’ultima pagina di Un cuore magico — nel monastero si sentono risuonare i passi di Miriam che arriva...

      L’ideologia

      1. I fenomeni

      L’indagine sull’occulto di Alberto Bevilacqua parte da una rivendicazione — contro gli scettici di professione alla Piero Angela, difensori di uno scientismo fuori moda, che lo scrittore di Parma non ha torto a criticare — della verità dei fenomeni parapsicologici. Si incontra, via via, il campionario completo dei manuali di parapsicologia e dei movimenti magici. Si possono ricordare, senza che la lista sia completa:

      a. le "esperienze fuori dal corpo", che sfruttano "le forze psichiche latenti e ancora inutilizzate" (14);

      b. la divinazione mediante i Tarocchi, di cui l’autore si presenta come "lettore di prim’ordine", capace di "[...] decifrare, oltre al destino, il passato e il presente di una persona con cui entro in sintonia" — notiamo che la lettura che Alberto Bevilacqua propone dei Tarocchi, "elaborata dalle scienze magiche" e che gli sarebbe stata trasmessa da una "striona" della Padania, Albina Savi (15), insiste sulla funzione divinatoria e si distacca così dalle loro interpretazioni come metafora della condizione umana (16);

      c. l’aura, che "[...] si rende visibile intorno al corpo delle persone" (17);

      d. la psicometria o lettura attraverso un oggetto della "storia di colui a cui è appartenuto o appartiene"; il vero sensitivo non ha neppure bisogno di toccare l’oggetto e "[...] addirittura riesce a far proprio, medianicamente, il pensiero altrui" (18);

      e. la bilocazione (19);

      f. la chiaroveggenza, definita "comunicazione medianica fra viventi" (20) e utile di tanto in tanto anche nelle avventure amorose, giacché si può "vivere" il corpo di una donna "[...] avvertendone medianicamente, con la medianità che a volte accompagna il desiderio, un’identità biologica, magnetica" (21);

      g. la "transcomunicazione di ordine medianico" con i defunti, non difficile — come tutta la storia di Miriam e l’iniziazione spiritica dell’autore a opera della nonna materna dovrebbero dimostrare — "quando esiste un forte legame affettivo fra una persona scomparsa e una che vive" (22), e di fronte a cui si può solo esclamare gioiosi: "[...] com’è bello comunicare con il mondo che dicono non c’è!" (23);

      h. la registrazione delle voci dei defunti sul magnetofono — psicofonia — di fronte alla quale, assicura l’autore, oggi "[...] la scienza, dopo infinite verifiche, resta turbata" (24);

      i. le incursioni nell’"Akasha", "zona psichica universale" e "Serbatoio Cosmico", a cui i "[...] Sensitivi possono attingere per conoscere fatti lontani nel tempo e nello spazio" (25); secondo Alberto Bevilacqua questa "sorta di cervello globale dove la memoria di ogni esistenza si deposita in una memoria perenne" sarebbe stata scoperta dalle "antiche filosofie indiane" e oggi la sua esistenza sarebbe confermata da "recenti studi di meccanica quantistica" (26) — ma in realtà, come ha notato Reender Kranenborg, "l’idea di una "cronaca dell’akasha" non è conosciuta nell’induismo, e ancor più sconosciuta è l’idea che sia possibile "vedere" in questa cronaca [...]. L’idea della "cronaca dell’akasha" è puramente occidentale [e] elaborata da [Rudolf] Steiner [il fondatore della Società Antroposofica, 1861-1925]" (27);

      l. la scrittura diretta "su fogli bianchi, senza che nessuno tocchi carta e penna", che ha un rilievo decisivo nelle vicende di Miriam (28), e di cui Alberto Bevilacqua pensa di rintracciare precedenti nei fenomeni — oggi noti come in parte certamente fraudolenti — di Eusapia Palladino (1854-1918, il cui cognome lo scrittore scrive erroneamente "Paladino") e di Daniel Dunglas Home (1833-1866), di cui ricorda anche un volo "fuori da una finestra, a settanta metri di altezza", che sarebbe documentato da "prove inoppugnabili" (29) — è interessante notare che i parapsicologi oggi raccomandano di "[...] considerare qualunque resoconto di scrittura diretta con grande cautela", dal momento che i casi riportati si possono spiegare quasi tutti con la "frode" o la "cattiva osservazione" (30), e che il manuale universitario di parapsicologia più usato negli Stati Uniti d’America considera la scrittura diretta un fenomeno "poco plausibile" (31);

      m. infine, la credulità del lettore viene davvero messa a dura prova quando lo scrittore gli chiede di ammettere perfino l’esistenza in Tibet di un lago, il Cho-kor-gye, nelle cui acque è possibile "[...] vedere gli eventi futuri. Si alza un vento che trasforma l’azzurro profondo delle acque in un bianco accecante, e subito si formano vortici dove appaiono immagini di ciò che accadrà" (32).

      2. La visione del mondo

      Alberto Bevilacqua non si limita a proporre una collezione di fenomeni, ma li interpreta in una completa visione del mondo, che comprende tesi su Dio, sull’universo e sull’uomo. Come in molti nuovi movi-menti magici, la sua prima polemica è contro il "dualismo". Trascendendo la falsa distinzione "Dio-mondo", creata dalla "tirannia dell’intelletto" (33), si scopre un Dio panteista — beninteso "lontano anni luce" dal Dio tradizionale (34) — che "[...] viene continuamente creato dall’Universo in una genesi dinamica" e reciprocamente crea continuamente l’universo (35). In ultima analisi "[...] Dio altro non è che pace della mente" (36). Il tessuto panteistico dello spazio è peraltro abitato da strane entità: gli artisti per esempio, "sensitivi inconsapevoli", "[...] vengono spinti da un’entità magnetica (ciò che passa per ispirazione) a sintonizzare il proprio genio con la vasta Immaginazione del mondo" (37).

      La formazione dei mondi e dei viventi è frutto di una "evoluzione stellare" (38), idea che può sembrare moderna e "scientifica", ma che deriva direttamente dai fondatori ottocenteschi della Società Teosofica. Si arriva così fino all’uomo, la cui "biografia cosmica" è dominata dalla legge della reincarnazione e delle "successive esistenze, simili ai giorni che tramontano e rinascono" (39), lungo le quali si accumula sfortunatamente un "carico di ignoranza e volgarità" simile a una polvere da cui occorre liberarsi (40). La liberazione si consegue attraverso l’iniziazione, che si manifesterà anche in una serie di riti di cui è esempio la "preghiera di ringraziamento agli antichi dèi solari" praticata dal movimento di Miriam (41). Tutto mira a restaurare l’armonia con l’Universo, attraverso una purificazione che non esclude l’erotismo — i due romanzi ne sono del resto saturi, e "la magia sessuale può essere un grande aiuto per molte donne" (42) — ma richiede "gentilezza". Miriam, la "maestra delle immense verità dell’Universo" (43), suggerisce del resto "[...] di non avere tabù, di infrangerli tutti, i tabù, di vivere secondo una morale libera, senza i falsi condizionamenti della religione" (44). E di questa "morale libera" lo scrittore-protagonista approfitta abbondantemente lungo il corso di entrambi i volumi.

      Benché, in visita in America, lo scrittore consideri con un senso di superiorità quella che chiama la "Nuova Epoca" — "migliaia di piccoli gruppi che non si distaccano dalle posizioni teosofiche" (45) — e altrove assicuri che le sue evocazioni non hanno "niente a che fare con lo spiritismo" (46), si tratta proprio dell’ideologia del New Age e delle vecchie teorie spiritiche, in una versione facilona e popolare. Si ha l’impressione che lo scrittore non si renda ben conto delle origini di certe "nuove" teorie, finendo così per ripetere le tesi screditate di un esoterismo da edicole delle stazioni, che vedono i soliti Esseni annunciare "il verbo di Osiride, di Krishna", annoverare fra i loro adepti Giovanni il Battista e influire su Gesù Cristo (47), e il non meno solito — non per colpa sua — san Francesco trasformarsi in adepto della "magia solare" (48). Tipica del New Age — ma già caratteristica dell’occultismo letterario di fine Ottocento — è pure una insistita pretesa "scientifica": le più spericolate ipotesi occulte — come lo spiritismo un secolo fa — sono sempre introdotte da espressioni come "la scienza ha stabilito", "la scienza conferma" e così via.

      3. La polemica contro le "sette"

      In tutti e due i volumi Alberto Bevilacqua si sforza di distinguere le vere "Compagnie di fraternità spirituale" dalle "sette grossolane", "fabbriche della superstizione", che infestano l’Italia e il mondo. È singolare ritrovare il linguaggio della polemica consueta contro le "sette": "Nessun’altra epoca ha contato tante persone insicure, facilmente plagiabili. E dunque era fatale che esse andassero a infoltire le sette grossolane" (49). Il linguaggio è quello del movimento anti-sette e i propositi sono ancora più truci: gli adepti delle "sette" definite "nere" sono "gente [...] che andrebbe eliminata" (50). Alberto Bevilacqua si presenta come il loro implacabile avversario, capace persino di interrompere una Messa nera — descritta peraltro in termini un poco sommari e improbabili — in modo melodrammatico e teatrale, con una rivoltella in pugno (51). Di un presunto proliferare del satanismo lo scrittore dà paradossalmente la colpa a Papa Paolo VI, che pure sembra stimasse l’opera poetica di Alberto Bevilacqua. Di Papa Paolo VI leggiamo che lo scrittore di Parma lo aveva "[...] supplicato di evitare il famoso pronunciamento sull’esistenza del Diavolo. Avrebbe aizzato, a mio avviso — ed è infatti accaduto — l’autosuggestione di cui si nutre il satanismo", e così i "riti satanici" si sono "moltiplicati nel mondo" (52). Alberto Bevilacqua ha qualche riserva anche su altri documenti della Chiesa, ma li tratta con sconcertante ignoranza: il rapporto provvisorio dei quattro dicasteri vaticani del 1986 Il fenomeno delle sette o nuovi movimenti religiosi: sfida pastorale — che faceva seguito a un questionario distribuito alle conferenze episcopali — viene definito "una sfida pastorale, dettata da conferenze episcopali" (53) — quasi che le "sfide pastorali" fossero una nuova categoria di documenti, accanto alle lettere e alle dichiarazioni delle Congregazioni romane —, e criticato perché vedrebbe "ovunque l’Orco delle favole" (54), critica assolutamente infondata come è subito evidente anche al più superficiale lettore del rapporto.

      Ma perché Alberto Bevilacqua se la prende così duramente con le "sette"? Dopo tutto, nel linguaggio consueto del movimento anti-sette, non verrebbe forse definita una "setta" anche il gruppo L’Universo nel Tempo, guidato nei due volumi da Miriam? L’atteggiamento dello scrittore di Parma non deve sorprendere. Da che mondo è mondo — per non dire da che "setta" è "setta" — i nuovi movimenti religiosi e magici hanno sempre cercato di confondere le carte unendosi al coro che attacca le "sette", visto che, per definizione, "la setta è "l’altro"" (55) e quindi non può essere "noi". Naturalmente questo tentativo di chiamarsi fuori e di distinguersi — considerata l’aggressività del movimento anti-sette contemporaneo — è sempre un poco ingenuo. Ma questo non toglie che — per usare i termini assolutamente precisi della lettera pastorale di mons. Giuseppe Casale Nuova religiosità e nuova evangelizzazione — ci si trovi oggi ancora di fronte a "[...] una sorta di critica interna della nuova religiosità, promossa dagli esponenti di alcuni fra gli stessi nuovi movimenti religiosi e magici che preparano opere di denuncia — quando non liste di proscrizione — distinguendo fra spiritualità "equilibrata" (la loro) e "distruttiva" (quella di tutti gli altri), "magia bianca" e "magia nera", "iniziazione", di cui sarebbero detentori, e "contro-iniziazione", a cui ascrivono facilmente le organizzazioni concorrenti" (56). Il paradossale atteggiamento anti-sette di Alberto Bevilacqua è il più classico degli esempi di questa "critica interna".

      Alcune conclusioni

      Vale la pena di occuparsi di testi come I Sensi Incantati e Un cuore magico? Non si tratta di una perdita di tempo? Dopo tutto, le teorie di Alberto Bevilacqua non sono state esposte in centinaia di altre opere degli ambienti esoterico-occultisti e del New Age, di cui sono già disponibili analisi critiche adeguate? Non siamo forse di fronte a ripetizioni così scontate da rivelarsi innocue? La mia risposta, almeno all’ultima domanda, è negativa: le storie autobiografiche di Alberto Bevilacqua e le sue attività di profeta di una nuova "religiosità cosmica" non sono innocue. Per rendersene conto occorre riflettere sui modi di propagazione dell’ideologia del New Age, del reincarnazionismo, dello spiritismo, della magia — perché di questo si tratta, anche se Alberto Bevilacqua preferisce altre etichette. Le dottrine del New Age — contrariamente a un’opinione diffusa — sono state talora esposte in forme "colte" da autori che conoscono le convenzioni accademiche in tema di citazioni e sanno come si redige una nota a piè di pagina. Se la divulgazione del New Age fosse affidata soltanto a testi di questo genere si tratterebbe di un fenomeno culturalmente più rispettabile: ma lo conoscerebbe soltanto una minoranza di addetti ai lavori. Invece tutti o quasi in Occidente — e ormai non solo in Occidente — vengono raggiunti dalle idee del New Age — magari senza chiamarlo in questo modo —, grazie non ai suoi testi "colti" o accademici, ma alla letteratura popolare alla Shirley MacLaine, al cinema, ai romanzi.

      J. Gordon Melton e i suoi collaboratori hanno anche notato che "come avviene per molte cause nella società contemporanea, il New Age è stato molto aiutato dal proselitismo delle celebrità che ne hanno abbracciato l’ideologia" (57). Attori, campioni dello sport, romanzieri hanno fatto per il New Age molto di più degli accademici e degli studiosi. In Francia il couturier Paco Rabanne ha diffuso le idee del New Age in due libri stroncati dalla critica, ma che hanno avuto uno straordinario successo di pubblico (58). Tutto questo può forse indurre a qualche riflessione sul potere della cultura popolare, rafforzato dalla televisione dove scrittori come Alberto Bevilacqua sono ospiti frequenti. La letteratura, inoltre, svolge una funzione di inculturazione del New Age in situazioni nazionali diverse. Si è parlato, così, di una "messicanizzazione" del New Age attraverso i romanzi di uno scrittore come Antonio Velasco Piña, il cui personaggio di Regina assomiglia molto alla Miriam di Alberto Bevilacqua (59). Lo scrittore di Parma si cimenta in un tentativo di inculturazione dello stesso genere "italianizzando" le idee del New Age e cercandone i precedenti non in California, ma nelle cerchie esoteriche delle corti rinascimentali italiane ovvero fra le "strione" e gli "strioni" emiliani, quasi che anche per il ritorno della magia e per il New Age pensasse di lanciare un "modello emiliano". Antonio Velasco Piña — occorre riconoscerlo — non ha la verve letteraria di Alberto Bevilacqua, ma in compenso conosce meglio l’esoterismo, e benché attribuisca alla sua Regina — che sarebbe, anche lei, un personaggio realmente esistito — poteri mirabolanti e incredibili riesce almeno a evitare gli equivoci più grossolani. Dal punto di vista della divulgazione popolare del New Age fuori dall’originaria area di lingua inglese Regina e Miriam sembrano peraltro promesse a carriere letterarie assolutamente parallele.

      Il pericolo, dunque, esiste. Forse — per molti versi certamente — si tratta di sciocchezze: ma quando le sciocchezze avviano un pubblico sprovveduto allo spiritismo e alla magia i rischi non sono soltanto culturali. Non resisto alla tentazione di trarre una conclusione dallo stesso Alberto Bevilacqua: "Nell’ineffabile piacere del parlare a vanvera — scrive a un certo punto, in una rara vena di auto-ironia — uno si accorge che alcune sciocchezze lo sono meno delle altre" (60). A conferma, Alberto Bevilacqua sfiora almeno simbolicamente la verità — quanto ai rischi di sfacelo spirituale a cui ci si espone accostandosi all’occulto e alla magia — quando descrive, a proposito di una sua brutta avventura nel mare di Delo, la "disgregazione della volontà", l’insidiosa "sensazione di correre verso una felicità sconfinata", verso un "idolo di marmo" che ci attrae ma che è in realtà la morte: "Chi non resiste, è perduto. Ma resistere è difficile" (61).

      Massimo Introvigne

    1. PaoloFranceschetti 27 novembre 2008

      Davide grazie del tuo intervento. Devo dire che questo post di Corvaglia ha offerto lo spunto per interventi interessanti, che spaziano da Introvigne alla Carlizzi, che daranno magari la possibilità ai lettori di approfondire le vicende che riguardano tutte queste persone e farsi un'idea personale. Quanto a Corvaglia, ho preparato una lettera di risposta che Don Chisciotte mi pubblicherà ma, se non mi sbaglio, la sua lettera è una colossale provocazione, intelligente e sottile. Mi ricorda una provocazione di tanti anni fa, che feci io quando dirigevo la pagina di un quotidiano. Avevo pubblicato degli articoli in materia di educazione ed università. Poi comparvero delle feroci lettere di critica ai miei articoli, a firma di Fabio menicacci (un mio amico che risale alle elementari) cui io replicai... Una persona mi disse "Caro Franceschetti gliele ha cantate quel Menicacci eh? Così impara a scrivere quelle cazzate!!! Ha avuto un bel coraggio a pubblicarle, visto come la critica". Risposi: "quelle critiche me le sono scritte da solo... Fabio menicacci è un mio amico, e ho solo scritto le cazzate tipiche delle persone che la pensano come lei, per avere un'occasione di replicare e di ribadire alcune cose che mi interessano". Ecco... Corvaglia ha provocato... ha provocato me, la Carlizzi, e tutti i lettori, per vedere cosa succedeva. Ma credo di capire come la pensa realmente.... Basta che vai a guardare i suoi due siti: il primo è tarantula (http://tarantula.ilcannocchiale.it) e il secondo è lucifer (http://lucifero.spazioblog.it)... e ti farai un'idea di quali erano le reali intenzioni di Corvaglia. Che sono ben espresse nella frase che apre il suo blog che riporto: Quando io uso una parola, - disse Humpty Dunty in tono d'alterigia, - essa significa ciò che appunto voglio che significhi: né più né meno.
      - Il problema è, - disse Alice, - se voi potete dare alle parole tanti diversi significati.
      - il problema è, - disse Humpty Dunty, - chi è il padrone.... " Insomma... Una provocazione notevole, che ritengo geniale. Tutto dipende dall'interpretazione che le diamo noi. Io mi sono divertito e non avevo mai riso tanto da mesi.

    1. NerOscuro 27 novembre 2008

      Hai dimenticato www.lagiustainformazione2.it! Che ridere, considerando la quantità di numeri naturali che si possono mettere in un indirizzo, non ce ne libereremo mai!
      Continua così.

    1. Davide71 27 novembre 2008

      Ciao a tutti:

      rivolgo un cortese invito a contestare le idee non le persone.
      Luigi Corvaglia ha ragione a dire che, allo stato attuale delle nostre conoscenze la numerologia non costituisce "prova". Però ricordo che le organizzazioni segrete, per varie ragioni, tendono a "marchiare" i loro atti in modo da promuovere il loro simbolismo e, nel caso dei delitti, generare timore nei loro confronti anche a distanza di tempo; certi numeri, veri o fittizi che siano, sono dei "marchi" riconoscibili.
      Quella di minare l'attendibilità delle fonti é una tecnica vecchia come il mondo, ma qui non c'era nessuna necessità di farlo.
      Quasi tutti coloro che rivolgono la loro attenzione ai misteri del mondo moderno lo fanno ricorrendo a fonti non ufficiali. Incluse le visioni mistiche! Se Luigi Corvaglia é ateo e materialista e non considera valide tali fonti sono fatti suoi. Semplicemente si limiti a dire "non ci credo" e presenti la versione dei fatti che ritiene corretta. Anch'io posso dire che il materialismo ateo é un meccanismo di rimozione di una nevrosi ossessiva nei confronti di tutto ciò che il suo Io non riesce a razionalizzare. Ma raramente mi metto a psicanalizzare le persone, perché questo é un altro metodo per indurre la gente a credere di avere a che fare con uno squilibrato. Roba da debunker.
      Perciò io chiedo gentilmente a Corvaglia di occuparsi d'altro. Le sette segrete esistono che lui lo voglia o no, e agiscono più o meno come dice Franceschetti, che lui lo capisca o no. Il problema é capire le motivazioni profonde delle loro azioni; per questo é necessario analizzare il simbolismo che esse manifestano. Mi stupisce che uno psicologo non attribuisca la giusta importanza al simbolismo, soprattutto quando non viene razionalizzato ma agisce a livello subliminale.

      In ogni caso l'errore più grave lo ha compiuto la Carlizzi. Le "accuse" rivoltegli da Corvaglia, cioé l'uso di fonti poco attendibili, un'ideologia tutta particolare e certe sfortune giudiziarie capitate anche a persone che io ritengo degnissime (Travaglio, Grillo, etc.) in un sito come questo non vengono prese in considerazione.

      Tuttavia frasi come:
      1) lei guadagna dalle querele di diffamazione per affermazioni nei suoi confronti;
      2) si può diffamare una persona e soprattutto un mafioso (parola che contiene un'implicita minaccia, caso mai nessuno lo sapesse) anche dicendo la verità;
      3) un certo atteggiamento da avvocato che traspare in tutte le sue affermazioni;

      inducono nella mia persona un moto di estrema sfiducia nei confronti di quello che la Carlizzi promuove.

      In sostanza invito tutti a reperire, in ciò che scrivono gli articolisti, notizie che possano confermare o smentire la SUA veridicità, non di quella di coloro che attacca. Io, leggendo Corvaglia e Carlizzi, mi sono fatto delle idee sulla loro attendibilità e buona fede.

    1. buzz 27 novembre 2008

      Gran bel lavoro ti sei preso la briga di fare... ma tanto è inutile. Sono malati.

    1. paolapisi 27 novembre 2008

      Mettersi a discutere con questa gente non ha senso. E' ovvio che hai ragione, anzi, sei stato fin troppo buono.


      Questo è il Corriere della sera (2+ 27+ 44+ 51= 124=7): http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/06/Caso_Pacciani_psicologo_del_Sisde_co_0_0109066179.shtml
      Tra loro anche Gabriella Carlizzi, già condannata per calunnia per aver accusato lo scrittore e regista Alberto Bevilacqua di essere il «mostro». Ora la donna è tornata sulla scena. Dopo aver affermato di conoscere la verità sul delitto Moro, sull' omicidio di via Poma, su quello di Marta Russo, la Carlizzi ha prima affermato di sapere dove fosse nascosta la pistola del serial killer e poi ha dichiarato di conoscere particolari sui componenti della setta che guidava il «mostro». Ed è arrivata a ipotizzare un collegamento tra gli omicidi delle coppiette e l' assassinio di Serena Mollicone, la giovane uccisa ad Arce, in provincia di Frosinone, il 3 giugno scorso. «Anche lei - ha affermato la Carlizzi - è una vittima della setta». Mica voglio insinuare che il corriere scriva la verità: è chiaro che mente per diffamare questa insigne studiosa in contatto con l'aldilà.


      Evidentemente il Corriere della sera (2+ 27+ 44+ 51= 124=7) fa parte della setta della rosa rossa e di una ancora più cattiva e segreta, il tulipano giallo, e per questo ce l'ha a morte con la depositaria di ogni verità:
      perché leggo ancora:
      INCHIESTA. Gabriella Carlizzi calunnio' il capo della Criminalpol

      INCHIESTA . Gabriella Carlizzi calunnio' il capo della Criminalpol Ha calunniato il capo della Criminalpol del Lazio, Nicola Cavaliere (14+21+12= 47=12=3). Questa l' accusa che e' costata il rinvio a giudizio per la giornalista Gabriella Carlizzi: la donna disse che Cavaliere "avrebbe fatto pressioni per limitare l' inchiesta sul centro fisioterapico di Bergamo" (5+44+100=149=14=5) , lo scandalo della clinica dei "vip" scoppiato nell' estate del ' 95. Accogliendo le tesi dei legali del capo della Criminalpol, Roberto Ruggiero e Franco Merlino, il gip ha disposto che la Carlizzi venga processata il prossimo 16 aprile in Tribunale.


      http://archiviostorico.corriere.it/1996/dicembre/31/INCHIESTA_Gabriella_Carlizzi_calunnio_capo_co_10_9612319432.shtml

      PIAZZA CAIROLI . Manifestazione in favore di Gabriella Carlizzi Una manifestazione in favore di Gabriella Carlizzi, agli arresti domiciliari con l' accusa di circonvenzione di incapace per essersi fatta consegnare beni per due miliardi di lire (1.000.000.000 +1.000.000.000= 2.000.000.000, e qui non ci sono significati esoterici) da persone della sua comunita' , si e' svolta ieri in piazza Cairoli, vicino al ministero di Grazia e Giustizia. Trenta persone, con cartelli gialli su cui era scritto "L' arresto di Gabriella e' un colpo di Stato", hanno chiesto un' ispezione ministeriale alla Procura di Roma. Secondo i manifestanti, nell' azione dei magistrati ci sarebbero abusi e omissioni volti a screditare la testimonianza di Carlizzi sull' omicidio di Simonetta Cesaroni. La Carlizzi e' testimone in alcune inchieste giudiziarie come quelle sul caso Moro e sul centro fisioterapico di Bergamo.
      http://archiviostorico.corriere.it/1995/ottobre/03/piazza_Cairoli_manifestazione_favore_Gabriella_co_10_9510038023.shtml



      E questo è Panorama (8+76+13+2= 99=18=9):

      Così crescono i dubbi. Tra l'altro, a lanciare in qualche modo la pista satanica, nel 2001, era stata anche Gabriella Carlizzi, 55 anni, ex assistente sociale nelle carceri, oggi scrittrice e autrice di vari siti internet. La donna dice di essere stata interrogata «una novantina di volte» da Giuttari, ma in rete scrive di aver parlato a tu per tu anche con la Madonna di Fatima e pare avere una soluzione per ogni giallo e ogni mistero che abbia avvelenato la recente storia d'Italia. Ha subito una condanna per diffamazione nei confronti dello scrittore Alberto Bevilacqua, da lei accusato caparbiamente di essere il mostro. Ma la teste conserva un'evidente (e sorprendente) capacità di convincimento. Nel 1995, a Bergamo, è riuscita perfino a far riesumare il corpo di Walter Chiari, sostenendo che era stato ucciso.

      http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001028021


      Ah, ma c'è dell'altro:
      13 febbraio (1995)- La seconda sezione del tribunale penale di Milano condanna Gabriella Pasquali Carlizzi a quattro mesi di reclusione con i benefici di legge per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Valerio Morucci e Maria Fida Moro (8+12+21=24=5). La Carlizzi, che nel 1987 era assistente volontaria nel carcere di Pagliano, dove era detenuto Morucci, in un servizio pubblicato sul "Corriere della Sera", aveva dato la sua versione al ritrovamento di documenti nel covo brigatista di Via Monte Nevoso a Milano, sostenendo che quei documenti li aveva anche Morucci in carcere, aggiungendo che sarebbero serviti per "un oscuro gioco di ricatti".
      http://www.almanaccodeimisteri.info/moro1995.htm


      La mattina del 19 gennaio 2005, si sono presentati presso l'abitazione romana di Gabriella Pasquali Carlizzi, gli Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria (72+4+55+30=161=8), in servizio presso il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la "Toscana" - Firenze. Il Giudice per le indagini preliminari, dott. Francesco Carvisiglia ha emesso nel procedimento di sequestro del sito internet di cui la Carlizzi è autrice, per il delitto di diffamazione aggravata continuata per aver offeso la reputazione di Spezi Mario, accusandolo fra l’altro di essere “il mostro di Firenze”, con numerosi articoli pubblicati sul sito internet Giustainformazione.it.
      La Procura della Repubblica di Firenze, nei confronti dell'indagata, ritenuto che, alla stregua di quanto esposto nell’atto di querela presentato da Spezi Mario, gli articoli di Pasquali Carlizzi, trattando della nota vicenda del “mostro di Firenze”, rivolgano allo Spezi, e ad altri noti personaggi, attraverso il sito internet Giustainformazione.it , accuse infamanti, che adombrano una sorta di collusione con gli autori di quegli orrendi delitti, ha disposto il sequestro preventivo del sito internet.



      http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a5.01.24.13.29


      (Spezi era perfino finito in galera;
      La colpa per cui Spezi ha dovuto subire persino l’affronto del carcere, e venire indagato addirittura
      per complicità con il “mostro”, sulla parola di tale Gabriella Carlizzi, già condannata per calunnia per avere indicato tempo prima, sempre come il mostro di Firenze, lo scrittore Alberto Bevilacqua (una donna che si vanta di parlare con la Madonna d Fatima sul proprio blog), è stata per l’appunto quella di avere documentato l’aspetto delirante delle indagini sul mostro di Firenze.http://www.fainotizia.it/2008/10/14/dolci-colline-di-sangue-il-libro-di-mario-spezi-e-douglas-preston-che-dimostra-come-a-firenze-e-in-seguito-a-?channel=5006861



      Devo andare avanti o può bastare?


      E questo è il metodo di indagine che permette alla signora Carlizzi di decriptare e addirittura prevedere ogni mistero:


      Carissimo, non esiste alcun mezzo tecnologico capace di decriptare codici segreti alla cui chiave si giunge per intuito attraverso la libera scelta di parametri di ricerca, e si svolgono migliaia di prove, fino a quando su un determinato codice, i parametri non danno almeno tre risposte positive su cinque. A questo punto si decompongono ulteriori elementi che il ricercatore ritiene utili e si prosegue fino alla decriptazione completa di un messaggio. Questo è il metodo che seguo io, e in questo campo ciascuno ha un proprio metodo. Poi si sa, che più ci si esercita e più si arriva facilmente alla chiave di una qualunque cosa che abbia le caratteristiche di un messaggio criptico. Può essere un titolo di giornale, una banconota, un cartello pubblicitario, insomma, poichè questi codici servono per dialogare tra appartenenti alle stesse realtà, e quindi devono essere posti su veicoli universali, ecco che il campo ove cercarli si restringe appunto ai mass-madia, banconote, pubblicità, parole delle canzoni, in particolare a Sanremo su cui bisognerebbe fare un discorso a parte.
      In verità, molte Autorità dello Stato mi chiedono di consegnare la chiave di questo codice, tuttavia io temo dell'uso che se ne potrebbe fare, e pertanto ogni mattina, dopo una accurata rassegna, appena individuo un messaggio che può interessare i vari apparati dello Stato, lo decripto e lo invio alla competente Autorità.
      Questo ad esempio mi consente di anticipare alcuni eventi, ma come ho già detto, al di là di chi ci crede e chi non ci crede, nessuno può arrestare un assassino prima che questi compia il delitto.
      Anche in occasione dell'attentato alle torri gemelle, firmai addirittura un verbale dieci giorni prima, avendo trovato l'annuncio su una rivista mensile e su una banconota. Quando l'evento si verificò, le persone a cui ne avevo parlato se lo ricordarono, e se lei legge il libro di Cecioni e Monastra, "Il Mostro di Firenze" troverà che gli autori testimoniano con un funzionario della Polizia di Stato, quanto sto qui dichiarando.
      la stessa cosa avvenne per la strage dei Carabinieri a Nassiria.
      Oggi, caro Claude, la ricerca investigativa è assai più veloce e proficua studiando a tavolino che perdendo tempo sui luoghi dei crimini, peraltro sempre manomessi per superficialità e di conseguenza non utilizzabili per risolvere un caso.
      Lancio una proposta: perchè non formiamo un gruppo di studio, ed io mi propondo per tenere un corso che insegni a chiunque lo desideri a decriptare questi codici moderni?
      Cordiali saluti
      Gabriella Carlizzi



      http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/10/il-caso-moro-secondo-gabriella-pasquali.html


      Se iniziando ad indagare teorie alternative a quelle ufficiali si finisce poi a credere, o perlomeno a ritenere degne di analisi, le rosse rosse, le margherite gialle, alle figlie di Lilith, la numerologia occulta, qualsiasi stronzata purché sia doverosamente ultra-complottista, fino alla estrema deriva mentale e miseria politica di dar credito e pubblicizzare Carlizzi e variagato seguito, prometto solennemente, se non altro per una tutela della mia salute psichica, che piuttosto da questo momento comincierò a credere che le torri gemelle le abbia tirate giù Bin laden in persona (8+12+40+54=104=5).

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