LETTERA A UN IMPRENDITORE

LETTERA A UN IMPRENDITORE

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Caro imprenditore, spero che una domenica pomeriggio nella calma del suo salotto lei possa dedicare trenta minuti a leggere questa mia. Il contenuto parla di quanto di più caro lei abbia fuori dall’ambito familiare: il suo lavoro, il suo investimento di una vita, e coloro che lavorano con, per, lei. Vi stanno distruggendo. E peggio: siete soli. Né Confindustria, né le vostre organizzazioni di rappresentanza hanno capito cosa è in atto nell’Unione Europea, non sanno o non vogliono capire, e infatti se ne vedono i risultati. Qui vorrei offrire a lei, e ai suoi omologhi, un contributo di comprensione, ma soprattutto di autodifesa e di riscatto. Le parlo di economia, il motore di tutto ciò che ci sostiene, senza il quale non solo i redditi e i fatturati, ma neppure i diritti sono possibili. La sua figura, ritengo, è oggi una chiave fondamentale per salvare l’Italia, la democrazia, il lavoro.I sindacati… devo trattenere il disprezzo per organizzazioni condotte da quadri dirigenti che sono quanto di più parrocchiale, ignorante e cinico questo Paese abbia prodotto fuori dalle Mafie. Veri ascessi del mondo del lavoro e nel futuro di milioni di lavoratori, traditori di una causa che fu nobile, venduti non ai ‘Padroni’, ma al proprio bieco opportunismo. Per questo faccio appello a voi imprenditori. Spero che voi, uomini e donne schiacciati fra la retorica defunta della sinistra e la distruttività apocalittica dei poteri sovranazionali, possiate intuire la validità di queste righe.

Il mio lavoro ha per oltre dodici anni approfondito i temi di cui tratto qui. Nulla di quanto scrivo di seguito è frutto di esasperati concetti, radicalismi infondati, notiziole da internet. Ho fatto ricerca con alcuni dei maggiori macro economisti internazionali, e il mio saggio Il Più Grande Crimine 2011 si fregia dell’apprezzamento di uno dei massimi esperti di storia dell’economia Neoliberale al mondo, il Prof. John F. Henry, autore del fondamentale testo The Historic Roots of the Neoliberal Program. Lo scorso 24-26 febbraio ho ospitato a Rimini cinque degli economisti sopraccitati in un summit intitolato “Questo è un Colpo di Stato Finanziario”, dove la teoria economica detta Modern Money Theory (MMT), che forma le basi di questo scritto, è stata spiegata in tre giorni di lezioni (dettagli più sotto). Qui uno scorcio http://www.youtube.com/watch?v=XP60tpwu5cs.

I nuovi rentiers

Ora il succo del mio messaggio. Un imprenditore italiano moderno deve comprendere, prima di tutto, che ciò che decide direttamente del destino dei suoi bilanci e dell’economia in cui il suo lavoro vive, sta molto alle spalle persino del concetto di economia globalizzata. Quindi, non solo ciò che per lei è vitale non risiede in decisioni di politica nazionale, ma neppure in quei meccanismi internazionali di cui di norma si parla. Il dramma che ci minaccia, e che la minaccia, è proprio in questo trasferimento di poteri a sfere neppure immaginabili da chi s’informa e lavora. Ora le do l’esempio più chiaro e diretto. La prego di non pensare, dopo le prime righe, che questo sia un trattato di massimi sistemi. No, qui, e lo vedrà fra poco, parlo proprio della sua vita aziendale e del futuro della nostra economia, nei termini più concreti. Per cortesia mi segua.

Ciò che sta accadendo all’Europa della crisi non è solo frutto di accidenti finanziari e dissesti di bilanci statali, né in particolare di una crisi sistemica delle bilance commerciali o altro. Certamente questi fattori contano, ma c’è ben altro. Vi sono forze al lavoro in Europa che mirano, non esagero, alla distruzione delle dinamiche del Capitalismo stesso. E non sono affatto forze marxiste, per carità. Al contrario, e peggio. Va compresa, qui, la differenza fra Europa e Stati Uniti. Nel secondo caso, il Capitalismo si è sviluppato su una terra nuda, tragicamente ripulita della sua popolazione autoctona, ma nuda di ogni presenza delle forze dell’Ancien Régime europeo. Il Capitalismo americano è nato dinamico, pragmatico, e con un’istintiva connotazione verso la ‘Funzione del Consumo’, che oltre un secolo e mezzo più tardi verrà descritta dall’economista inglese John Maynard Keynes. Negli USA, il Potere maggiore fino ai primi anni ’90 ha sempre badato a mantenere in vita il fondamentale principio secondo cui è la Spesa che genera il Risparmio e dunque il successivo Investimento e i Consumi, da cui viene il profitto. Questa centralità della capacità di spendere valeva sia per lo Stato americano, che ha creato la maggiore ricchezza nella sua storia spendendo a deficit di bilancio fino al 25% del PIL, sia per il settore non-governativo, cioè il privato, dove l’elemento dei consumi (spesa) è sempre stato in primo piano (fin eccessivo, si sa). Riassumo: negli Stati Uniti, il Capitalismo, pur nelle sue immense ingiustizie, ha però sempre tenuto in vita una dinamica dove alla maggioranza dei cittadini andava garantito reddito sufficiente a generare una spesa interna che mantenesse in vita la produzione aziendale, spesso aiutata da grandi infusioni di spesa a deficit dello Stato. Ecco il Capitalismo all’Americana, almeno prima della recente mutazione nella folle sfera finanziaria speculativa.

Questo Capitalismo sbarcò in Europa dopo la seconda guerra mondiale, con un buon successo. Intendo dire un successo di pubblico, e con la partecipazione confusa e ignorante della classe politica. In Europa, tuttavia, i gangli del Potere tradizionale - quello che ereditò gli ideali dell’Ancien Régime, del Neomercantilismo tedesco e francese, che transitò trasversalmente nel nazismo, e che fu pregno di appoggi nelle sfere vaticane - ha sempre visto il Capitalismo americano come un’aberrazione. Non certo per le sue derive eccessivamente consumistiche, ma, al contrario, solo perché persino quel minimo di contenuto democratico che esso mantiene – cioè la necessità della presenza di una popolazione tutelata abbastanza affinché consumi – era visto come un’insidia inaccettabile nelle mire fondamentali di questo Potere tradizionale europeo. Queste mire erano, e sono tuttora, la distruzione di qualsiasi potere popolare e democratico, e l’imposizione, anzi, il ritorno in Europa di un nuovo ordine sociale di tipo para-feudale, con a capo quelli che già Adam Smith e David Ricardo definivano nel ‘7-800 i “rentiers”.

I "rentiers" erano, e rimangono nel presente, i rampolli delle nobiltà e delle tecnocrazie europee che ritengono loro diritto ‘divino’ non solo governare i popoli ritenuti masse ignoranti, ma anche prelevare tutta la ricchezza possibile dal lavoro di altri. E questo salasso ha colpito e sta colpendo anche voi imprenditori proprio oggi. Non è necessario ricordarle che per questo identico motivo in Francia nel 1789 scoppiò una rivoluzione. Quell’evento li marginalizzò per un periodo, ma poi i “rentiers” tornarono e oggi governano l’Unione Europea. I loro sicari ed esecutori materiali nella UE moderna sono (o sono stati) i potentissimi tecnocrati come Herman Van Rompuy, Olli Rehn, Jaques Attali, Jaques Delors, o Lorenzo Bini Smaghi e Mario Draghi, e poi gli Juncker, i Weigel fra i tanti. Sono i decisori finali dei nostri destini, coloro che decidono in stanze chiuse di Francoforte o Bruxelles se lei avrà mercato o se invece soccomberà, alla lettera, coi loro Trattati vincolanti per ogni parlamento europeo. “Rentiers” sono divenuti i finti imprenditori (come Montezemolo o De Benedetti in Italia) che scommettono su rendite da ‘clienti prigionieri’ dei servizi essenziali forzosamente privatizzati e riuniti in monopoli privati (la Captive Demand), violando ogni regola di libero mercato reale; lo sono i capitani Neomercantili di multinazionali dell’acciaio, metalmeccaniche o dell’high tech franco-tedesche, le cui strategie di profitto hanno abbandonato la virtuosità del libero mercato reale e si basano solo sulla deflazione dei redditi dei loro dipendenti cui succhiano la vita con pretese di produttività da collasso (in Germania i redditi crescono del 50% in meno rispetto alla media europea con una produttività del 35% superiore, e infatti i consumi interni sono crollati); “rentiers” sono i gestori degli Hedge Funds della City di Londra, gli speculatori che estraggono fortune inaudite proprio dall’attacco al tessuto economico di intere nazioni attraverso l’uso della scommessa finanziaria pura. Le vostre aziende sono ostaggi impotenti di questi immensi giochi.

Questi sono i nuovi “rentiers”, odiano il Capitalismo dei consumi, sono tornati al timone dell’economia, e, come detto, hanno in comune particolarmente il desiderio di estrarre dal terreno produttivo di aziende e cittadini un profitto del tutto parassitario. Voi, le piccole e medie aziende italiane promotrici di redditi da lavoro e di consumi, siete nel loro mirino per questi motivi. Per riconquistare il potere perduto un secolo fa e al fine di attuare il loro programma, essi pensarono a un’intera struttura politico-economica, le cui forme larvali comparvero 75 anni fa, e la cui massima espressione è oggi l’Eurozona. Questo il pubblico non sa, voi non sapete.

Le basti pensare che il progetto di moneta unica europea nacque da uno dei profeti di questi nuovi “rentiers”, nel 1943. Era l’economista francese Francois Perroux, che immaginò l’unione monetaria con la mira di ottenere che “lo Stato perda interamente la sua ragion d’essere”. La distruzione delle funzioni monetarie dello Stato, come le spiegherò fra poco e crucialmente, è oggi lo strumento primario dei nuovi “rentiers” per affossare l’economia produttiva, i redditi, i consumi e dunque il Capitalismo stesso, come già detto prima. Il Perroux lasciò scritto che “Il futuro garantirà la supremazia alla nazione o alle nazioni che imporranno la povertà che genera super profitti e quindi accumulo”. Si tratta proprio dei super profitti dei nuovi “rentiers”. Non certo dei profitti della sua attività, che, come il buon senso suggerisce, non può certo prosperare nel crollo delle vendite indotto dall’affossamento dell’economia produttiva, dei redditi, dei consumi

E’ alla luce del sole.

Si faccia una domanda, la più banale, ma la più vera: perché la nostra ‘Italietta’ della ‘liretta’ degli anni ’70-80 si vide promossa fra i sette più prosperi Paesi del mondo, mentre oggi, con questo Euro che prometteva rilanci insperati siamo ridotti al fanalino di coda d’Europa, additati come i somari della classe e sul filo del default? Come fu possibile per quella ‘Italietta’ figurare come il secondo Paese al mondo per risparmio privato dopo il Giappone, mentre oggi l’indebitamento delle famiglie sta schizzando ai massimi storici? Come potemmo allora intimidire la macchina delle esportazioni tedesche al punto da indurre la Germania a sporchi trucchi per soffocare la nostra produttività (lo SME ad esempio)? Oggi gli stiamo nei gas di scarico, quando va bene. Insomma, cosa ci è accaduto?

Prima di risponderle, mi sbarazzo subito della risposta-cliché offerta dagli ignoranti o dai mentitori del mainstream mediatico, cioè che il debito pubblico da noi contratto proprio in quegli anni è ciò che oggi ci trascina in fondo al pozzo. Questo è falso, e persino del tutto sbagliato dal punto di vista degli stati patrimoniali di uno Stato sovrano. Due note di spiegazione: sappia che il più alto debito pubblico mai registrato dall’Italia repubblicana è quello del 1998, col 132% di debito/PIL, ben superiore al livello odierno del 114%. Lei ricorda per caso che l’Italia di allora fosse PIIGS? Che vi fosse un assalto speculativo dei mercati tale da necessitare emergenze nazionali? Parole come ‘spread’ o ‘default’ erano allora sulle prime pagine di tutti i quotidiani, riviste e TG? No. Perché? Perché quel debito era in lire, cioè moneta sovrana, ovvero una moneta che l’Italia creava dal nulla e senza limiti, per cui i mercati sapevano che Roma poteva ripagare qualsiasi obbligazione senza problemi. Il Giappone di oggi è un esempio eclatante di quella verità di macro economia: ha un debito quasi doppio di quello dell’Italia, cioè oltre il 200%/PIL, ma nessun mercato lo sta aggredendo. Ma il Giappone, come l’Italia di allora, ha moneta sovrana e nessun limite vero nel crearne per pagare i propri debiti (e nulla cambia se il debito è in mani nazionali o estere). E poi consideri questo: la Spagna, anch’essa agonizzante nel cortile della vergogna dei PIIGS, ha un debito pubblico di appena il 66%/PIL. Quindi l’argomentazione secondo cui è la presenza di elevato debito pubblico in sé che affonda un’economia non regge.

Ora la seconda nota: la scienza contabile ci insegna che quando lo Stato con propria moneta sovrana (es. la lira) spende più di quanto ci tassi, cioè spende a deficit, esso lascia all’interno del settore non-governativo di famiglie e aziende più denaro di quanto ne prelevi. Cioè ci arricchisce (maggiori dettagli più avanti). Lo Stato paga uno stipendio pubblico spendendo a deficit, e chi lo riceve aumenta di reddito. Lo Stato emette un titolo che accresce il deficit, e chi lo compra vede il proprio denaro acquisire interessi superiori a quelli bancari, cioè si arricchisce. Lo Stato edifica un’infrastruttura spendendo a deficit, e le imprese private sotto contratto aumentano i fatturati sui loro conti. Lei obietterà: sì, d’accordo, ma poi quel debito dobbiamo ripagarlo noi, quindi il guadagno iniziale si perde poi del tutto. No, affatto. L’idea che il debito pubblico (cioè la somma dei deficit) con moneta sovrana sia un peso futuro per i cittadini è falsa. Il debito e il deficit statale, con moneta sovrana, sono la ricchezza del settore non-governativo di famiglie e aziende, al centesimo, e tali rimangono per il semplice fatto che neppure lo Stato dovrà mai ripagarli. Lo illustra egregiamente il Prof. Luca Fantacci della prestigiosa Bocconi: “Nessuno Stato è in grado di ripagare i propri debiti. D’altro canto, gli Stati non sono nemmeno tenuti a ripagare i loro debiti. I debiti degli Stati, da quando hanno preso la forma di titoli negoziabili sul mercato, ossia da poco più di trecent’anni, non sono più fatti per essere ripagati, bensì per essere continuamente rinnovati e per circolare indefinitamente. I titoli di stato sono emessi, sono acquistati e rivenduti ripetutamente sul mercato e, quando giungono a scadenza, sono rimborsati con i proventi dell’emissione di nuovi titoli.” Quindi se lo Stato a moneta sovrana in realtà non è mai tenuto a ripagare il proprio debito, perché mai dovrebbe pretendere che noi cittadini e aziende lo facciamo?

E allora, caro amico imprenditore, se non è il debito pubblico ad averci affossati in questa depressione economica soffocante che ci ha declassati all’umiliazione dei PIIGS, e che minaccia direttamente il suo lavoro, cosa lo ha fatto? Per caso la corruzione? Per caso l’evasione fiscale? Macché, l’Italia che entrò nel G7 era zeppa di entrambe. E allora?

La risposta è già detta: siamo stati trascinati nell’Eurozona, il gran disegno dei nuovi “rentiers”, dove la sottrazione del potere sovrano dell’Italia di emettere la propria moneta ha rapidamente distrutto la nostra economia, che è la vita della sua azienda. Quella sottrazione sta ottenendo, cioè, quello che i nuovi “rentiers” agognano come sistema, “la supremazia alla nazione o alle nazioni che imporranno la povertà che genera super profitti e quindi accumulo”. L’Euro è per noi a tutti gli effetti una moneta straniera (Godley 1997, Krugman 2012), che il Tesoro italiano non può emettere. Chi emette gli Euro è il sistema delle banche Centrali europee dei 17 Paesi dell’Eurozona, le quali li depositano direttamente nelle riserve di istituti finanziari privati. Il nostro Stato deve prendere in prestito ogni singolo Euro che spende dai mercati di capitali privati, ai tassi da loro decisi. Ciò ha due conseguenze catastrofiche intuibili: primo, uno Stato che non può più creare la propria moneta, ma che la deve sempre cercare a tassi che non controlla, non può più spendere a deficit per generare quella ricchezza nel settore non-governativo di cui si è detto. Questo porta a un immediato impoverimento del Paese, che si riflette su risparmio, consumi e quindi sui profitti aziendali. Secondo, quello Stato diviene ostaggio totale dei mercati di capitali privati, che ne possono depredare la ricchezza impunemente. E ciò rientra con precisione nel piano distruttivo dei nuovi “rentiers”. Ecco la catastrofe dell’Eurozona. Dopo tutto fu uno dei suoi maggiori architetti, il tecnocrate francese Jaques Attali, che in conversazione con l’economista Alain Parguez, ex consigliere di Mitterrand, si lasciò sfuggire la piena verità sui nuovi “rentiers” con queste parole: “Ma cosa credeva la plebaglia europea? Che l’Euro fosse stato fatto per la loro felicità?” Ahimè, nella cosiddetta plebaglia stanno milioni di consumatori che sono l’ossigeno della sua azienda.

Chi crea ricchezza finanziaria per lei?

Le chiedo qui un ultimo atto di pazienza, per dare sostanza teorica accademica a quando detto sulle funzioni insostituibili della spesa a deficit dello Stato per arricchire l’economia del settore non-governativo di famiglie e aziende. Funzioni che, lo ribadisco, possono esistere solo in presenza di moneta sovrana, e non più con l’Euro. Il lavoro principale in sede di scienza economica su questo concetto fu svolto da Abba Lerner, con la sua Functional Finance, da Wynne Godley, con i suoi Sectoral Balances, e dai Circuitisti di Alain Parguez et al. che hanno analizzato il circuito monetario. Tale concetto è assai semplice: una nazione ha in sé due tipi di ricchezze, quella finanziaria (denaro, titoli, equities, cash, ecc.) e quella dei beni (risorse, prodotti, case, terreni, infrastrutture, cultura ecc.). Non esistono altri tipi di ricchezze. In una nazione esistono solo due soggetti: il settore governativo dello Stato con tutto l’apparato pubblico da esso gestito (GOV.), e il settore non-governativo di famiglie e aziende produttrici di beni e servizi (NON-GOV., cioè ‘il privato’). Non esistono altri soggetti.

Immagini ciascuno di questi soggetti come un Contenitore. Ciascuno di essi possiede come ovvio due tipi di ricchezze, quella finanziaria e quella dei beni. Ora, la domanda che lei si deve porre da imprenditore è questa: come può la mia azienda approvvigionarsi di maggiori entrate finanziarie? Le entrate finanziarie sono la sua linfa vitale in business, poiché come dimostrato ampiamente da oltre un secolo di Monetary Theory of Production (Veblen, Keynes, Robinson et al.), il circuito del profitto parte dal denaro, produce cose e servizi e torna al denaro. Bene. La risposta che sicuramente le viene spontanea è: trovando maggiori mercati per i miei prodotti/servizi. Ok, certo. Ma badi bene a una cosa: se la sua attività compete nel contenitore NON-GOV. di cittadini e altre aziende, e se ha successo, il bene finanziario che lei acquisisce non è un bene finanziario in più al netto. Non lo è perché il denaro che lei incassa è sempre denaro che qualcun altro nel contenitore NON-GOV. ha speso. Ora, questo è bene per lei, ma è un addebito per altri cittadini o altre aziende. Infatti nessuno nel contenitore NON-GOV. può creare il denaro*, e dunque gli accumuli di quel contenitore da una parte, corrispondono sempre a sottrazioni da qualche altra parte; è, in sostanza, tutto denaro che solo gira in circolo di continuo. Questo può oggi fare la sua fortuna, ma non la fortuna di tutto il settore aziendale come insieme. In economia si dice che nell’aggregato (nel suo insieme) il contenitore NON-GOV. da solo non può mai aumentare la propria massa finanziaria, può solo farla circolare da qui a là o da là a qui; di qua si alza ma di là si abbassa, necessariamente.

*(il sistema bancario crea denaro, ma gli corrisponde sempre un debito di qualcuno, per cui nulla al netto)

Come invece lei di sicuro intuisce, il contenitore NON-GOV. idealmente dovrebbe poter acquisire nel suo insieme beni finanziari in aumento al netto, senza cioè che nessuno al suo interno li debba contemporaneamente perdere. Questo è crescere, questa è vera crescita economica, l’unica reale crescita, quella di tutti contemporaneamente. Dunque, diviene ovvio pensare che l’unica possibilità per il contenitore NON-GOV. di acquisire beni finanziari in più al netto è se un contenitore esterno ad esso ve li immette. Quel contenitore è GOV., cioè lo Stato, che può creare la propria moneta dal nulla e riversarla nel contenitore NON-GOV. sotto forma di spesa (acquisti/commesse dello Stato, stipendi pagati, grandi investimenti, emissione di titoli, contante ecc.). Ma lei può comprendere facilmente che se GOV. immette in NON-GOV. beni finanziari nella stessa misura in cui li preleva con le tasse (pareggio di bilancio), NON-GOV. non acquisirà nulla in più. Se poi GOV. immette meno di quanto tassi su base costante (surplus di bilancio), NON-GOV. andrà addirittura in perdita. Ne consegue che l’unica possibilità per NON-GOV. (e questo include lei come azienda) di aumentare al netto i propri beni finanziari è se GOV. ne immette spendendo di più di quanto ci tassi, e questo si chiama deficit di Bilancio. E’, badi bene, una spesa virtuosa che deve però essere diretta dallo Stato verso la piena occupazione, pieno welfare, e piena produzione aziendale (full Capacity). Quando ciò accade, si parla in economia di spesa a deficit positiva.

(Nota: esiste a dire il vero un altro contenitore esterno a NON-GOV. e che in effetti può riversare beni finanziari al netto in esso. E’ il contenitore delle nazioni straniere, che se compra da noi più di quanto noi compriamo da loro, ci lascia nei libri contabili valuta al netto che ci arricchisce. Ma come lei può intuire e come certamente sa, l’imprevedibilità della bilancia commerciale è tale da impedire alle aziende nel loro insieme di far affidamento sul quel contenitore come fonte di beni finanziari al netto. Ed è ovvio che non tutte le aziende poi lavorano con l’export. Si potrà obiettare che la Germania è invece ancora a galla nell’Eurozona proprio perché il settore straniero gli riversa abbondanti risorse finanziarie al netto nelle casse. Vero, ma si tratta in primo luogo di una condizione di pesante dipendenza fa forze esterne che Berlino non può controllare; in secondo luogo, poiché la Germania non può più emettere la propria moneta, essa non può più soccorrere le proprie aziende/cittadini con la spesa pubblica a deficit, e deve ingraziarsi i mercati esterni usando in patria le distruttive riforme Hartz del 2004 che hanno depresso come mai prima i salari e la domanda interna, pur di abbattere i costi. Le PMI tedesche ne hanno sofferto immensamente. Questa non è certo la condizione ideale per acquisire beni finanziari al netto. Il contenitore GOV. è, e rimane, l’unica certezza in questo senso, se possessore di propria moneta sovrana.)

Ciò dimostra oltre ogni possibile dubbio quanto affermato all’inizio sulle potenzialità della spesa statale a deficit per lei e per la sua attività, come per tutto il suo settore in aggregato. E non sono solo potenzialità, sono proprio necessità imprescindibili, altrimenti nessun arricchimento finanziario in più al netto vi è possibile. Le chiedo di comprendere con impegno proprio questo punto di macro economia dei bilanci settoriali:

Senza un contenitore esterno a quello aziendale nel suo aggregato che vi versi beni finanziari al netto in quantità superiore rispetto a quanto gli sottrae con le tasse, cioè un contenitore che spenda a deficit, è impossibile per il vostro contenitore ottenere un surplus in aggregato. In parole semplici: o s’indebita GOV. e NON-GOV. ci guadagna, oppure accade il contrario, NON-GOV. va in rosso a favore del surplus di GOV. La terza via è il pareggio, che non vi aiuta affatto. Altre soluzioni non esistono. Il sistema azienda italiano NON PUO’ crescere con uno Stato che pareggia i bilanci o addirittura cerca il surplus di bilancio.

Ma attenzione: tutto quanto sopra poggia sul postulato che lo Stato possegga una moneta sovrana che esso crea dal nulla, su cui ha il controllo dei tassi d’interesse (titoli e politica monetaria) e che quindi può emettere liberamente senza che il deficit sia alcun reale problema. Se al contrario quello Stato è costretto all’uso di una moneta non sua, che deve prendere in prestito da privati, sui costi del quale non ha alcun controllo, tutto ciò diviene impossibile, perché insostenibile nei libri contabili. Sto parlando dell’Euro, la cui creazione ha costretto 17 Stati nelle medesime condizioni di qualsiasi membro di NON-GOV., che dipende da qualcuno all’esterno di sé per prosperare, e che non può più finanziare alcuno al netto.

Capire.

Ora lei potrà capire cosa si nascose dietro la retorica dell’Unione Monetaria. E cosa si nasconde dietro il mantra dei tecnocrati europei (leggi nuovi “rentiers”) per addirittura mettere in Costituzione il pareggio di bilancio. Si nasconde la precisa mira di sottrarvi crescita e profitto, l’unica vera crescita possibile in aggregato, quella che può accadere unicamente in presenza di spesa interna a deficit degli Stati. La paralisi della crescita così ottenuta distrugge lo stesso Capitalismo della produzione, su cui lei vive. Hanno usato il potere delle scuole economiche Neoclassiche finanziate dalle maggiori Fondazioni e Think Tanks Neoliberiste per creare il ‘fantasma’ del debito pubblico*, riuscendo a nascondere che la più formidabile spinta produttiva e reddituale della Storia dell’umanità fu originata dal 1946 al 1956 proprio da una colossale spesa a debito degli Stati Uniti d’America, che non risulta siano poi falliti. Oggi, poi, ci impongono, nel nome della menzogna del debito e grazie alla gabbia dell’Euro, le Austerità che ancor più strozzano la spesa dello Stato, che aumentano la tassazione, quindi deprimono i redditi, quindi i consumi, quindi deprimono la sua azienda, in una spirale senza fine che prende il nome di Spirale della Deflazione Economica Imposta. Inoltre, lo Stato vittima di queste Austerità si trova a dover far fronte a spese a deficit del tutto negative e improduttive (ammortizzatori sociali, aumento spese sanitarie, calo gettito fiscale dovuto al crollo dei redditi ecc.) che ne aumentano il debito senza che ciò crei alcuna ricchezza vera nel settore non-governativo di cittadini e aziende. Cinicamente poi, questo aumento di debito negativo viene preso a pretesto dagli stessi tecnocrati europei che lo hanno causato (leggi nuovi “rentiers”) per imporci ancor più Austerità, quindi ancor più deflazione, quindi ancora calo redditi e consumi e conseguente crollo economico, e tutto il meccanismo pernicioso si auto alimenta all’infinito.

I nuovi “rentiers” speculano su questo con inimmaginabili profitti, cifre da far impallidire qualsiasi buona azienda italiana, proprio perché ne succhiano la linfa, come lei vede oggi. Non posso riscrivere qui nel dettaglio come questi profitti parassitari avvengono; lei può far riferimento per ogni particolare al capitolo Ecco chi incassa a pag. 60 de Il Più Grande Crimine 2011. Ma soprattutto stanno imponendo un nuovo ordine sociale costruito sulla paura del fallimento di intere nazioni, che loro stessi ricattano e sospingono alla rovina. Solo un dato, tratto dai bollettini statistici di Banca d’Italia: la crisi finanziaria del 2007, il capolavoro globale dei nuovi “rentiers”, ha complessivamente sottratto all’Italia la cifra di 457 miliardi di Euro in meno di tre anni. Quei soldi immensi sono stati drenati anche dalla sua azienda, con l’aggravio che oggi la stessa macchinazione che ha originato il collasso finanziario globale sta negando a lei, e ai suoi colleghi, il credito bancario che le serve per sopravvivere. Come ne esce lei? Vi hanno messo in un angolo e vi stanno sbranando. Ma la via d’uscita c’è, ed è eccellente. Solo un attimo ancora.

*(tutta la storia dettagliata con documentazione accademica di questi fatti ne Il Più Grande Crimine 2011, www.paolobarnard.info)

Il pollaio.

E’ a fronte di queste realtà innegabili di macro economia, e a fronte dell’inganno attraverso cui i cittadini e gli imprenditori vengono colpiti così duramente, che lei potrà intuire come la decennale contrapposizione ‘dipendenti-padroni’ sia sempre stata un teatro fittizio in cui vi hanno costretti a sbeccarvi a sangue, voi e i lavoratori, come foste, con rispetto, polli in un recinto. Mentre ben altri poteri pianificavano come dissanguarvi tutti.

Le offro come esempio uno degli angoli in cui vi hanno impantanati – datori di lavoro e dipendenti - e dove vi siete logorati per decenni inutilmente. E’ il dibattito sul costo del lavoro. E’ stato incorniciato in una rigida equazione: ‘l’azienda necessita di abbattere il costo del lavoro, pena la perdita di competitività’. A ciò si oppongono ovviamente i salariati, rivendicando maggiori margini a loro volta. Ma il dibattito è del tutto fuorviante, falsato e con una mira che neppure immaginate: colpire, come sempre, il Capitalismo dei consumi e della produzione, e di rimando anche la stabilità finanziaria dello Stato. Mi conceda un breve passaggio di storia dell’economia: l’idea secondo cui è l’abbassamento del costo del lavoro che permette maggior profitto, e persino maggior offerta di occupazione, nasce (nel capitalismo moderno) con l’economista inglese Arthur Cecil Pigou a inizio novecento. Apparteneva alla scuola economica detta Neoclassica, quella che reagì a Marx tentando di provare il perfetto funzionamento del mercato in un suo equilibrio spontaneo (General Equilibrium Theory). La sua era un’idea strana davvero: primo, come può un lavoratore il cui reddito cala essere poi colui che consuma abbastanza prodotti e servizi da mantenere l’economia a galla? E, come argomentò con grande efficacia non molto più tardi John Maynard Keynes, in un’economia che di conseguenza soffre cali nei consumi, quindi cali di vendite delle aziende, perché mai dovrebbe un imprenditore assumere di più? Keynes formulò una complessa spiegazione di cosa determina veramente la propensione all’investimento dell’imprenditore, che include occupazione, nel capitolo 17 della sua General Theory. Ritengo che essa sia perfetta anche nell’oggi. E poi, come noto anche a livello popolare, fu Henry Ford a smentire Pigou con la sua innovativa politica salariale di aumento della paga unito al profit-sharing, dimostrando che in quel modo ne giovavano non solo le vendite della sua industria, ma l’economia tutta.

Ma l’idea di Pigou doveva sopravvivere, per un motivo: essa avrebbe proprio condotto a quel calo dei profitti, a quell’incrinatura nella macchina capitalista di consumi- produzione, a uno scontro acerrimo fra imprenditori e dipendenti, che servivano perfettamente le mire dei nuovi “rentiers”. In particolare, nell’azione deflattiva sull’economia, essa avrebbe poi causato disoccupazione maggiore, precarizzazione del lavoro, e quindi avrebbe costretto gli Stati alla spesa a deficit negativa, cioè improduttiva, di cui si è prima parlato. Incrinare consumi-produzione, cali dei fatturati, scontri distruttivi nel mondo del lavoro, tensioni sociali, danni alle finanza statali. E tutto questo per un’idea sbagliata, perché buoni redditi significano nell’aggregato la salute delle aziende, non la loro rovina, specialmente se esiste alle loro spalle uno Stato che spende a deficit positivo per sopperire ad eventuali difficoltà nel privato (maggiori dettagli su costo lavoro-costi per le aziende e spesa a deficit più sotto). Capisce, caro amico, come vi hanno confinati per decenni su un dibattito fittizio? Il vostro interesse comune, imprenditori-lavoratori, stava in realtà nella stessa cesta: il benessere dei redditi tutelato da spesa a deficit positiva. Ma vi hanno invece accecati nello scontro. E questo mentre loro macchinavano, col successo che è davanti agli occhi di tutti, per rendere intere economie nazionali irriconoscibili a confronto con ciò che furono solo 30 anni fa.

Le Tasse.

E qui aggiungo un altro esempio di come hanno sospinto voi e i vostri lavoratori in un tunnel del tutto fuorviante. Mi dica: cosa vi è di più opprimente per lei imprenditore della tassazione? E’ un coro unanime in Italia, dal gestore di bar all’industriale: la pressione fiscale si magia tutto, è insostenibile, e costringe persino a una quota di ‘nero’, senza cui semplicemente tanti chiuderebbero. Amico caro, lei lo sa a cosa servono realmente le tasse? No, non servono, e ripeto, NON servono a finanziare la spesa dello Stato. Questo, di nuovo, da un punto di vista di esatta contabilità di Stato è falso. E’ un’altra delle invenzioni del sistema economico Neoclassico, e che si è piantata nelle convinzioni sostanzialmente di tutti. La scuola economica Circuitista e quella della Modern Money Theory (MMT), in particolare gli economisti Warren Mosler, Pavlina Tcherneva e L. Randall Wray, hanno dimostrato esattamente quanto segue.

E’ impossibile che le tasse possano pagare alcunché nei bilanci di uno Stato, visto che sono denaro che il governo ha immesso nella collettività e che di norma si riprende indietro in percentuale minore. Non può in alcun modo rispenderli poi, la matematica non glielo permette. Come dire: se un negoziante investe 100 e incassa 70, come fa ad avere alcunché da spendere? Ma anche immaginando il santificato pareggio di bilancio, dove lo Stato spende 100 e tassa 100, dove sono i fondi da spendere? Ciò che in realtà accade è questo: lo Stato a moneta sovrana inventa denaro spendendo - significa accreditando conti correnti nel contenitore NON-GOV. - che poi drena dagli stessi conti tassando, distruggendo quel denaro. Sì, distruggendolo, perché si tratta solo unità di conto elettroniche che, all’atto del pagamento delle tasse, scompaiono dai conti sui computers della Banca Centrale. Non arrivano da nessuna parte, in realtà. Immagini la spesa dello Stato come un contatore elettronico: quando lo Stato spende, i numerini corrono aumentando, es. da 234.000 a 234.400 (i c/c dei cittadini aumentano); quando lo Stato ci tassa gli stessi numerini scendono ad es. da 234.400 a 234.100 (i c/c dei cittadini calano). Semplicemente 300 cifre elettroniche sono sparite nel nulla, non possono essere spese. Ecco cosa sono le tasse veramente, denaro che sparisce, null’altro, e certamente non un mezzo per racimolare soldi per la spesa dello Stato.

Ma allora, perché diavolo uno Stato tassa? Lo fa per: 1) tenere a freno il potere economico delle oligarchie private, che altrimenti diverrebbero immensamente ricche e potrebbero spodestare lo Stato stesso. 2) limitare l’inflazione drenando denaro in eccesso dalla circolazione. 3) scoraggiare o incoraggiare taluni comportamenti - si tassa l’alcool, il fumo, o l’inquinamento, e si detassano le beneficienze o le ristrutturazioni, ecc. 4) imporre ai cittadini l’uso della sua moneta sovrana. Se non fosse per l’obbligo di tutti di pagare le tasse nella valuta dello Stato, non ci sarebbe garanzia di accettazione da parte del settore non governativo di quella valuta.

Tutto quanto ha appena letto, tuttavia, vale solo per gli Stati a moneta sovrana, come era l’Italia prima dell’Euro, come è il Giappone o come sono gli USA. Non lo scordi, perché fra un attimo capirà.

Allora le domando: perché queste realtà contabili indiscutibili non sono mai state rese di pubblico dominio? Perché al contrario voi imprenditori siete tutti stati gettati in una eterna lotta a sopravvivere alle tasse e che spesso è andata a scapito proprio dell’occupazione? Di nuovo: voi e i lavoratori a sbeccarvi, quando in realtà bastava solo reclamare che uno Stato a moneta sovrana scegliesse di usare il prelievo fiscale solo per i quattro motivi sopra descritti, e non nella fittizia convinzione di acquisire le finanze per gestire il Paese. Ma lei riesce a immaginare che razza di ricchezze avrebbero potuto rimanere nei fatturati aziendali, quindi negli stipendi dei dipendenti, se avessimo tutti capito che uno Stato a moneta sovrana NON necessita di tasse per spendere? Ma no, lì vi hanno ficcati, a penare per decenni per nulla. E poi è arrivato l’Euro non-sovrano, che vi (ci) hanno imposto proprio per evitare per sempre che qualcuno potesse reclamare dagli Stati un uso sensato delle tasse. Comprende ora?

Tutta la scuola economica Neoclassica, la prediletta dai nuovi “rentiers”, quella che oggi domina ovunque incontrastata, ancora sostiene quelle tesi che ho sopra smontato, dal passato degli Arrow, Debreu, Hahn, Von Mises, Hayek, fino a Mankiw, Rogoff, Lucas, Alesina, Stagnaro, Rocca, Vaciago, Petroni ecc. di oggi. Nella finta contrapposizione degli interessi di imprenditori e lavoratori, fu omesso oculatamente (e criminosamente) proprio il ruolo della spesa a deficit positiva del contenitore GOV. Ciò infatti che viene finanziariamente perduto dal sistema aziende nell’aumento del costo del lavoro, in particolar modo sul fronte della competitività, non solo gli ritorna in termini di acquisti, ma deve e può essere coperto proprio dalle infusioni di spesa a deficit positiva dello Stato. Cioè: edificazione di infrastrutture mirate alla competitività internazionale e nel commercio, detassazioni multiple, acquisti diretti della produzione a rischio, emissione di titoli per rendite finanziarie mirate a reinvestimento in attività produttive, incentivi fiscali al reinvestimento degli utili in produttività, crediti facilitati o crediti garantiti senza limiti, ammortizzatori sociali mirati però alla formazione d’eccellenza dei lavoratori, e molto altro. E siamo di nuovo al ruolo di questo Stato, così centrale, ma oggi reso impossibile per l’Italia dall’adozione dell’Euro.

Licenziare.

Anche qui uno Stato a moneta sovrana che spenda a deficit positivo dirime ogni controversia. Fra poche righe il perché. Ma mi permetta di sottolineare un punto fermo: il tema del licenziamento oggi, nel presente caos Neoliberista e in Italia in particolare, non permette alcuna scelta di campo. Non ha torto l’imprenditore, non lo ha il lavoratore. Ometto di allungare questa trattazione per illustrarle l’indecente fenomeno dello Slimming Down aziendale che usa i licenziamenti per le speculazioni azionarie e di stock options. Né posso dilungarmi sui ricatti che corrono spesso fra datori di lavoro e dipendenti, specie se donne, dove il licenziamento è l’arma. Ma neppure devo dirle ciò che lei sa benissimo, e cioè che un dipendente cialtrone e inamovibile paralizza un’intera azienda, e danneggia tutti; che gente che non risponde al telefono in magazzino perché “vaff… c’è il fantacalcio” andrebbe cacciata all’istante; che l’etica del lavoro è un mistero nazionale qui da noi, ecc. Purtroppo sono costretto a parlare di licenziamenti nell’astratto della macro economia, ma non per questo ciò che le devo dire è meno centrale. Vi sono istanze dove il licenziamento diviene necessità ineludibile per l’azienda – un esempio, fra gli altri, è il settore auto, dove lo sviluppo tecnologico unitamente alla competizione dall’Est asiatico renderà impossibile mantenere forza lavoro umana in fabbrica; Marchionne è in malafede e non lo dice, lui sa che il destino dell’operaio metalmeccanico è segnato, inutile remare contro la Storia. In quelle istanze può intervenire la spesa a deficit positiva dello Stato, che può riconvertire a sue spese e senza limiti i posti di lavoro perduti in nuove occupazioni cosiddette “ad alta densità umana di valore ambientale/sociale”. Per far solo due esempi fra molti altri, nella gara disperata a preservare l’ambiente, e con un aumento costante della popolazione anziana e bisognosa, non è difficile immaginare quanta nuova occupazione se ne potrebbe estrarre, per non parlare del settore dei servizi alla quotidianità. Occupazione finanziata dallo Stato, e sgravata da voi imprenditori là dove veramente necessario il licenziamento. Comprenda, caro amico, come questo spazio di manovra dello Stato a moneta sovrana, che applichi quelli che la Modern Money Theory chiama i Programmi di Lavoro Garantito (Job Guarantee), pone voi e i vostri dipendenti di colpo oltre qualsiasi sterile e distruttivo dibattito sui licenziamenti, articolo 18 e affini, limitatamente, preciso, ai licenziamenti resi inevitabili dalla competizione internazionale o da bilanci aziendali in crisi.

Concludendo, sarebbe stato vostro interesse comune, datori di lavoro e dipendenti, smettere di contrapporvi negli angoli ciechi del pollaio, e lottare assieme contro il comune nemico, per resuscitare il comune alleato: lo Stato a moneta sovrana che spende a deficit positivo per tutelare il 99% di cittadini e aziende.

L’economia di salvezza per lei, per voi, per noi: Modern Money Theory (MMT).

Innanzi tutto cos’è. E’ il nome dato dall’economista australiano Bill Mitchell a una riformulazione moderna, cioè scientificamente costruita sulle odierne strutture finanziarie e macro economiche, di idee partorite da alcuni dei giganti dell’economia del XX secolo, a partire da Georg Friedrich Knapp, Alfred-Mitchell Innes, John Maynard Keynes, Abba Lerner, Joan Robinson, Hyman Minsky e Wynne Godley. I moderni esponenti di questa scuola di economia si raggruppano all’Università del Missouri Kansas City e al Levy Economics Institute di New York. Essa ha studiato e dimostrato in centinaia pubblicazioni accademiche tutto quanto io le ho esposto finora dal punto di vista delle potenzialità del circuito monetario statale. La correttezza teoretica della MMT, e il suo dirompente impatto sulla gestione delle economie moderne, la sta oggi imponendo all’attenzione del mainstream mediatico (ad es. Washington Post 19/02/12 – Repubblica 22/02/12).

Ha un pregio estremo, introvabile: è pura scienza descrittiva, ed è, su questo, incontrovertibile, tuttavia si presta ad applicazioni in economia e società senza precedenti. Spiego. La MMT, nella sua parte teorica che descrive fenomeni monetari, ha saputo dimostrare come assolutamente corretti tutti i postulati che io le ho prima descritto: quelli sulla reale natura di debito e deficit pubblici a moneta sovrana, quelli sulla tassazione, sulla perniciosità dell’Euro, sulla creazione di finanza in più al netto per NON-GOV., sulla Spirale della Deflazione Economica Imposta dalle Austerità, sul reale funzionamento virtuoso di spesa-redditi-risparmi-spesa-profitti, sulle potenzialità di un Programma di Lavoro Garantito dallo Stato a vantaggio sia delle imprese che dei dipendenti ecc. E proprio per questo la MMT è adattabile ad una applicazione immediata come politica economica nazionale per la tutela di cittadini e aziende. La tutela del 99%, a scapito dell’1% dei nuovi “rentiers”, che oggi ci succhiano vita e risorse, le sue risorse caro amico.

La MMT ci descrive il ritorno dello Stato a moneta sovrana alle sue funzioni più alte, quelle messe in atto dal 1946 al 1956 dagli Stati Uniti del boom economico più possente della Storia dell’umanità, a vantaggio di tutto il contenitore privato di cittadini e aziende, il NON-GOV. Ci descrive, caro imprenditore, la salvezza da un disegno distruttivo e iniquo che sta minando tutto ciò che noi conosciamo come crescita, benessere, democrazia: il Neoliberismo dei nuovi “rentiers”, il peggiore mai esistito, quello a cui voi uomini e donne che hanno impegnato una vita di lavoro e d’investimenti dovete ogni singola sciagura economica che vi ammorba oggi.

E perciò la via che le indico non è il Capitalismo americano, né ovviamente il soggiacere passivi al parassitismo ignobile dei nuovi “rentiers”. Le propongo di contemplare con serietà la costruzione di questa politica economica per l’interesse suo, del suo lavoro, dei suoi dipendenti, della società che vi ospita e della democrazia stessa. Come detto, prende il nome di Modern Money Theory, io e il mio gruppo l’abbiamo portata in Italia, e siamo a vostra disposizione* - voi come individui o come categorie di imprenditori - per aiutarvi a conoscerla meglio facendovi incontrare i suoi massimi autori accademici, e ad applicarla in Italia.

Non consegni gli anni del suo lavoro alla retorica della politica ignorante e alle menzogne di tecnocrati devastanti. Vi stanno distruggendo.

Suo,

Paolo Barnard

P. S. : In questo articolo ho poco chiaramente descritto come negli USA del dopo guerra la spesa a deficit del governo realizzò il colossale boom economico privato. Me ne scuso perché questo ha generato incomprensione. La ricchezza del 1946-1956 fu finanziata dal deficit americano (fino al 25% in media, massimo 30%) degli anni immediatamente precedenti, che infatti si tramutò poi in beni finanziari al netto per il settore non governativo nel periodo da me citato nell'articolo.

Paolo Barnard risponde solo per contatti di lavoro su [email protected] - il sito italiano di riferimento della MMT è http://www.democraziammt.info/ - negli USA oltre alle scuole dell’Università del Missouri Kansas City e del Levy Economics Institute di New York, i contatti possono essere stabiliti visitando http://neweconomicperspectives.org/.

Fonte: http://paolobarnard.info

Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=345

15.03.2012

Commenti (144)

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    1. LeoneVerde 19 marzo 2012

      E' ovvio che non è questa. Hai letto l'articolo di Wray?

    1. warewar 19 marzo 2012

      Ma si che ho idea di quanto sia un 20% di spesa a deficit (forse tu no), infatti ho scritto tutti i valori precisi (es 1942 31,6 miliardi) ... e cmq questo post serve per sbugiardare la teoria do Barnard del 30% di spesa a deficit degli USA ... Hanno speso a deficit sopra il 25% solamente per entrare nella seconda guerra mondiale ... questa è la spesa a deficit di Barnard ... facciamoci guerra e continuiamo a crescere ...

    1. LeoneVerde 19 marzo 2012

      Tu hai idea di quanto sia un 20% del governo federale degli STATI UNITI D'AMERICA?? con le percentuali a volte si perde il contatto dl numero finale...
      Comunque datti una letta a questo, è pieno di percentuali e delle corrispondenti somme e da un'idea molto precisa di cosa sia la spesa a deficit positivo (che crea ricchezza e posti di lavoro).

      http://neweconomicperspectives.org/2012/02/mines-bigger-than-yours-notes-on.html

      P.s. Roosvelt era ferocemente contrario alla politica keynesiana, l'ha adottata per puro calcolo politico e solo per pochissimo tempo e le tue tabelle lo dimostrano. Ha chiuso i rubinetti, sono stati riaperti per la guerra.

    1. LeoneVerde 18 marzo 2012

      Keynes affermava chiaramente che tolto il problema della sussitenza materiale - che è possibile - l'uomo potrà finalmente dedicarsi ad attività più elevate.
      E qua arriva il problema, quello vero, che non è la finitezza delle risorse, ma la natura umana.
      Insomma, bisogna lavorare! Forse a qualcuno darà fastidio, ma ognuno deve contribuire alla società, altrimenti, fuori! Può essere un contributo intellettuale, artistico, (valido, però, altrimenti torni a zappare), tutto quello che vuoi, ma ognuno deve fare qualcosa per sè e per gli altri. Anche perchè senza il lavoro, l'essere umano non si migliora, si appiattisce, non ha stimoli. Non darei mai e poi mai il reddito di cittadinanza a nessuno. Possiamo immaginare che lo stato ti compri la casa, ti paghi l'istruzione fino al master, ti curi gratis anche l'herpes e pure i tuoi animali domestici, ma qualcosa devi fare per stare all'interno di questa società, altrimenti collassa.
      Sul presunto bisogno di guerre da parte dei Keynesiani, leggiti Krugman

      http://www.nytimes.com/2011/10/31/opinion/bombs-bridges-and-jobs.html

      Per quanto riguarda Roosvelt, non aveva sposato la causa keynesiana e infatti ha abbandonato tutto appena ha potuto, e quello che funzionò fu solo quella piccola parte di teoria che fu COSTRETTO ad adottare a causa dello scontento popolare:

      http://neweconomicperspectives.org/category/john-henry

    1. Georgejefferson 17 marzo 2012

      Buongiorno strangenick___ogni persona può arrivare esclusivamente da sola alla verità________concordo in pieno____non servono per niente i dibattiti____questo no..cioe'puoi

      ritenere tu legittimamente che non servano pur rispettando l'opinione diversa di altri che come dicevo:si dibatte anche per spirito di buon dialogo,confronto ed

      apprendimento____Il Capitale, che è il libro più completto sulla società odierna___so che prima o poi lo leggero...ma trovo sbagliato considerarlo descrittivo al top sulla societa

      moderna..dato la sua stesura in tempi profondamenti diversi da quelli attuali___Ascoltando Barnard, sembra che la mancanza di lavoro sia il principale problema di risolvere____e'

      il problema principale ORA..per chi ovviamente e' disperato e non trova piu RAGION D'ESSERE perche senza soluzioni concrete di PAGARE

      MUTUO,BOLLETTE,CIBO,VESTITI PER I FIGLI,MADRE MALATA E QUANT'ALTRO(non prendere come urla il maiuscolo...assolutamente,ma come sottolineatura)ed e' il

      presupposto obbligato ripeto ORA,per come hanno strutturato la societa,per poter dare respiro alle persone e accrescere culturalmente per poi giustamente filosofeggiare di un

      mondo migliore fuori dai canoni lavorativi...strangenick...sono catene che ci hanno legato,ok?siamo d'accordo...ma per permettere un progressivo e generazionale accrescimento di

      coscienza ci vuole che la gente comune CAPISCA queste catene per combatterle..capisca nel senso di aver il tempo e serenita di spirito..solo una certa sicurezza lavorativa puo

      portarti a decidere di lavorar meno consumando meno(il caso della mia famiglia per esempio)proprio col ricatto perenne della mancanza di lavoro uno si scoraggia...mantiene

      2lavori malpagati per paura di perderli entrambi..e parlo della societa ORA non di quella ideale sognata da MARX..quella odierna dove e' rarissimo trovare una persona che sceglie

      fanculo al sistema e vivo in caverna scaldandomi con legna e mangiando frutta.._______Visto il continuo svilluppo delle tecnologie, oggi una persona può produrre anche 100

      volte di più di ciò che si produceva un secolo fa. Quindi, per soddisfare i nostri bisogni primari, oggi è necessario meno lavoro. Perchè allora si continua a parlare di diritto al

      lavoro, e non si parla invece di diritto al non-lavoro?____allora,ripeto il problema di fondo...i mezzi di produzione sono per lo piu in mano privata..quello e' il problema,siamo tutti

      d'accordo...si puo parlare di DIRITTO A MENO LAVORO dal momento che gli stati(veri,ideali,non camerieri dei massoni...che rappresentano tutti ben controllati dalla gente

      accresciuta culturalmente)sono partecipanti all'economia e frenano gli oligopoli privati,anzi restano comunque piu potenti per legge proprio perche rappresentativi degli interessi di

      tutti...come a dire(esempio)UN PADRE HA 10 FIGLI CHE LAVORANO LA TERRA 10 ORE AL DI,SI SCOPRE IL TRATTORE E LA PRODUZ.ORA E'UGUALE A META

      DEL TEMPO DI LAVORO...CHE FA IL PADRE?FA LAVORARE TUTTI 5 ORE..CHE FA IL PRIVATO CON I SALARIATI?NE LICENZIA 5...esempio un po sempliciotto

      ma lampante su come il problema sia il mondo in mano privata...quindi?soluzione?utopia comunista tutto il mondo statale?(ripeto stato ideale che per marx sarebbe la fine dello

      stato comunemente inteso)no...per me no..chi controlla i controllori?la gente..e se tutto e' in mano agli oligarchi come in URSS che potere puo avere la gene di controllo(mettendo

      il caso sia accresciutra culturalmente)per questo reclamo con forza il diritto di credere nella via di mezzo che io(come keynes)chiamo socialismo liberale...dove i privati

      mantengono un certo potere nell economia per bilanciare il controllo sullo stato,e viceversa...ma questo ideale non pretengo avvenga nel breve termine...io non lo vedro,se mai si

      realizzera..ma a tappe(ripeto)fatte di GENERAZIONI E COMPROMESSI_____A cosa serve la piena occupazione (cioè il lavoro salariato), se non al capitale?

      ____all'accrescimento dello stato sociale...che deve a mio avviso essere il fine ultimo di ogni stato degno di quel nome...non rinnegaslismo malato...e si puo descrivere in questa

      considerazione di Barnard:"Il Mercato si è comprato l’economia, la politica, i sindacati, e ha deciso che per non perdere profitti doveva far soffrire milioni di lavoratori e per

      decenni. Avendo bloccato, proprio soffocato a morte, la capacità dello Stato a moneta sovrana di spendere per i cittadini, è rimasto lui, il Mercato, l’unico attore in grado di

      spendere per noi.....Che i salari di chi lavora e il lavoro stesso dovessero passare dall’essere un diritto umano a una carità elemosinata a masse di perdenti, fu sancito con le

      seguenti idee: primo, pensarono che se i lavoratori aumentano i loro redditi essi spenderanno di più, e se spenderanno di più circolerà più denaro, e se circolerà molto denaro ci

      sarà inflazione, e l’inflazione colpisce il valore della moneta, e se la moneta perde di valore i ricchi perdono privilegi. Secondo, pensarono che i lavoratori ben pagati sono forti,

      acquisiscono pretese. I malpagati e i precarizzati sono invece deboli, spaccano i sindacati, e le grandi industrie fanno più profitti, ed esportano di più. Se poi esse licenziano, i

      Mercati le premiano apprezzando le loro azioni e i manager di quelle industrie incasseranno premi milionari. Ma se licenziano, gli Stati s’indebitano con la Cassa Integrazione e altri

      ammortizzatori, e se si indebitano devono poi privatizzare i beni pubblici per pagare i debiti, e se privatizzano lo faranno a prezzi stracciati perché sono indebitati, e se i prezzi sono

      stracciati gli investitori compreranno a due soldi aziende e infrastrutture, poi licenzieranno e la ruota torna a giare su se stessa, con alla fine sempre tu, operaio a pagare il prezzo di

      tutto___________Perchè si devono inventare dei mestieri nuovi e lavoro inutile?________tue interpretazioni relative allo scavar buche,gia risposto in post precedenti(Keynes

      diceva che ovviamente e'utile che questa creazione di lavoro non sia inutile...lo prova questa sua frase:e'una criminale abberrazione avere disoccupati in un mondo pieno di

      bisogni....e non credo assolutamente che i bisogni di cui parlava siano becero consumismo o scavar buche...ma assistenza anziani..restauro immobili intelligente e non nuovo

      cemento...sistemazione strade..cura e pulizia del territorio...sistemazione dell impatto idrogeologico e tanto altro...come vedi la possibilita del scavar buche non avrebbe senso)

      _______Da dove arrivano tutte le risorse per i prodotti che si consumano in Italia?_____in larga parte dagli accordi commerciali con paesi poveri che hanno dittatori che affamo i

      loro popoli e ci danno a noi materie prime a basso costo...credi che non si sappiano queste cose?ma ripeto con forza che non posso io..o te..pretendere di cambiare il mondo

      domani..buttando il pc(c'e'il coltan..2 milioni di morti in congo per permettere il nostro filosofeggiare alla tastiera)ed andando a vivere nella foresta(scusa l'impressione cinica,non

      prenderla sul personale)risponde benissimo qua ancora Barnard con questo:"La MMT non è il punto d’arrivo dei miei ideali di giustizia umana. Ma per quanto segue io la spingo

      con forza: siamo in Sudan fra masse di scheletri umani. Vanno riportati innanzi tutto alla vita, alla dignità, alla sicurezza. Poi, e solo poi, gli possiamo chiedere di aprire un dibattito

      su qualsiasi cosa. Siamo nel mezzo del Colpo di Stato Finanziario più devastante della Storia umana, masse immense di persone sono al muro. Vanno riportati innanzi tutto alla

      democrazia, alla dignità dei redditi, alla sicurezza del futuro dei loro figli. Questo fa la MMT come null’altro. Poi, e solo poi, ci possiamo permettere di aprire un dibattito sul

      Capitalismo e sulle risorse finibili."a..io ho una figlia piccola e non posso dirgli(ORA,non in un futuro ideale)che deve mangiare la meta per il mio diritto al NON

      LAVORO________Perchè si deve consumare sempre di più?____di nuovo..ti sembra che i bisogni che nominavo prima(assistenza anziani..restauro immobili intelligente e non

      nuovo cemento...sistemazione strade..cura e pulizia del territorio...sistemazione dell impatto idrogeologico e tanto altro)sia becero consumismo usa e getta?non fare di tutta l'erba

      un fascio del consumo___ Le risorse per questa crescita sono infinite?___ok su questo ormai sono abituato...si risponde da tanto chiaramente ma si fanno orecchie da

      mercante,guarda io continuo a ripeterle...quello e' un problema da affrontare dopo che la gente abbia aquisito potere e giusta rappresentanza nella societa...e viviamo in una societa

      monetaria(ORA,NON IN UN LONTANO FUTURO IDEALE)e ora con essa dobbiamo confrontarci...e non averne sovranita da parte dello stato..preclude la possibilita che un

      santo o brava persona possa fare del bene di progresso e miglioramento...tanti relatori MMT parlano dell'impossibilita della crescita infinita..non pensare che siano allocchi...ma

      prima di sperare che non si abbatti un albero..devo assicurarmi che la motosega non venga rubata da chi vuole abbatterlo(i massoni traditori della ragione,a mio avviso)e quella

      motosega e' la sovranita monetaria..ora_____Davvero il problema si cela nel modo di gestire i soldi e non nel modo di produzione capitalistico, che esige la esistenza del operaio

      salariato?_______come sopra..non e' il modo di gestire i soldi...e' chi ha rubato lo strumento monetario che spetta legittimamente ai popoli...lo hanno rubato capisci?i miliardari

      privati_____Come faranno i paesi per eliminare tutti i lavori inutili ed anche dannosi, che esistono oggi?___gia detto,progressivo miglioramento umano a cui io

      SPERO/CREDO/SOGNO...e nessuno puo arrogarsi il diritto di impormi di non CREDERE/SPERARE/SOGNARE..certo non mi illudo che deve avvenire domani altrimenti e'

      tutto inutile..ripeto progresso fatto di generazioni e compromessi_______L'esempio lampante è la produzione di armi - centinaia di milioni di persone nel mondo oggi lavorano

      nell'industria bellica. Ma se si parte del presuposto che la cosa più importante sia l'occupazione____come sopra..e ti aggiungo che solo la sovranita monetaria permette a uomini di

      buona volonta(come potresti essere tu)di imporre leggi,scoraggiare usi militari riguardo all'occupazione...e dargli la giusta importanza nei lavori socialmente utili(li ripeto perche

      sembra che non si notino:"assistenza anziani..restauro immobili intelligente e non nuovo cemento...sistemazione strade..cura e pulizia del territorio...sistemazione dell impatto

      idrogeologico e tanto altro"_____ mentre vai in giro GUARDATI intorno e cerca di capire come tutti i lavori sono in pratica legati solamente al bisogno della creazione del

      capitale._______e' falso...il lavoro come gia detto serve ad accrescere la serenita delle genti per poi interagire nella societa civile e cercare di superare i LAVORI INUTILI per

      quelli UTILI(consideri un lavoro inutile l'assistenza alla mamma malata?son sicuro di no)ma prima bisogna avere gli strumenti per costruirlo questo mondo migliore...non O C'E'

      DA DOMANI PER MAGIA OPPURE TUTTO INUTILE..e lo strumento di partenza e' la SERENITA DELLA GENTE E PACE SOCIALE________Per esempio, le persone che

      lavorano nel ambito pubblicitario - un'industria dannosa senza dubbio____chi lo dice questo?e' una tua opinione legittima quanto la mia che considera un male...NON LA

      PUBBLICITA IN SE...ma tanta becera pubblicita piena di violenza,mercificazione della donna,superficialita,vippismo__________mai e poi mai sarà eliminato questo lavoro

      completamente inutile e improduttivo (non crea nessun valore d'uso)____valore d'uso puo essere sapere un'informazione che mi induce a fare la scelta giusta riguardo a qualita di

      un prodotto...vedi dipende che significato uno da alle parole...anche la parola QUALITA..per me puo significare anche sostenibilita..se un pallone perfetto fisicamente lo giudico

      scarso di qualita puo essere perche e' stato cucito da un bimbo cinese...quindi il concetto di qualita puo essere anche etico_____Chinque si mette a pensare su questioni del

      genere, da solo arriverà alla conclusione che MMT è solamente un modo per mantenere lo sfruttamento del lavoro salariato______tue considerazioni,sbagliato arrogarsi il diritto di

      dire CHIUNQUE...per tanti non e' cosi,e la loro opinione e' legittima quanto la tua______Tutta la questione dell'eliminazione della disoccupazione è così importante NON per

      l'operaio, ma per il capitalista stesso____falso...ripeto da Barnard:" i lavoratori ben pagati sono forti,acquisiscono pretese. I malpagati e i precarizzati sono invece deboli, spaccano

      i sindacati, e le grandi industrie fanno più profitti, ed esportano di più. Se poi esse licenziano, i Mercati le premiano apprezzando le loro azioni e i manager di quelle industrie

      incasseranno premi milionari. Ma se licenziano, gli Stati s’indebitano con la Cassa Integrazione e altri ammortizzatori, e se si indebitano devono poi privatizzare i beni pubblici per

      pagare i debiti, e se privatizzano lo faranno a prezzi stracciati perché sono indebitati, e se i prezzi sono stracciati gli investitori compreranno a due soldi aziende e infrastrutture, poi

      licenzieranno e la ruota torna a giare su se stessa_____Per essere chiari, il capitalista è quello che vive con la rendita del suo capitale senza bisogno di lavorare____falso anche

      questo...esiste l'imprenditore che si fa un mazzo e lavora anche di testa stressandosi 14 ore al giorno(o il lavoro per te' e'solo da bracciante?gli insegnanti son lazzaroni?)

      ____Invece l'operaio salariato per vivere deve lavorare, perchè non dispone di capitale____puo disporne chi rappresenta lui e tutti...lo stato ideale dentro l'economia che fa utili

      (per esempio le tariffe autostradali...autostrade costruite con sacrificio e tasse dagli italiani e poi svendute el benetton/oppure tassando i ricchi ed investendo in beni produttivi

      sostenibili e pagare i disoccupati per la cura del territorio)____Esiste una teoria molto interessante che costerebbe allo stato molto meno del MMT - la teoria del reddito di

      base___probabilmente conosci poco della MMT(pure io...non la lodo a panacea di tutti i mali e mai mi sognero di farlo)essa stessa parla di reddito di base____Ma questa teoria

      non verrà mai abbracciata da persone, interessate al mantenimento del potere di una persona sull'altra, semplicemente perchè elimina lo sfruttamento____che relatori MMT o

      persone speranzose di progresso umano citando keynes siano persone non interessate ad eliminare lo sfruttamento e' una tua opinione...ripeto,legittima come quella di tanti altri

      contrari alla tua tesi_______Il mio discorso vorrebbe solo dimostrare che il vero problema non è la politica monetaria____ovvio,e ti faccio rispondere da ISTWINE con questa

      bellissima frase che approvo e segue la tua considerazione:"la moneta è uno strumento fondamentale per uno Stato,è ciò che differenzia uno Stato da una famiglia e un'azienda. ma

      ciò non significa che sia la soluzione ultima di ogni male del mondo. è semplicemente uno strumento fondamentale senza il quale non si può fare niente per il bene comune.La

      moneta, il deficit, il debito, sono strumenti. che poi chi li utilizza sia un pazzo non deve inficiare il discorso che la moneta sia lo strumento fondamentale,senza il quale a livello

      economico non puoi fare nulla, vivendo noi in un'economia monetaria"_______dobbiamo porci altre domande: come deve essere il modo di produzione nella società_____non

      possiamo porcele perche i criminali oligarchi e multinazionali del mondo hanno usurpato il potere decisionale e legittimo agli stati...e questo potere passa per forza di cose nella

      sovranita monetaria PRIMA... e poi si puo decidere COME PRODURRE...ora hanno in mano quasi tutto loro e se ne sbattone altamente delle filosofie della gente comune come

      me(vedi articolo:"RAGE AGAIST THE MACHINE,di barnard)______Per me non c'è alcuna differenza fra Milton Friedman e Keynes - tutti e due vogliono utilizzare la moneta

      per mantenere i rapporti sociali di sfruttatori e sfruttati. Tutti e due pretendono di salvare la società (l'esistente società!) in questa maniera. Nessuno dei due pensa di utilizzare la

      tecnologia per dare la possibilità ai popoli di lavorare meno, per loro la tecnologia va usata per creare più capitale, invece di più tempo libero. Questo è..._________questo e'...per

      te...ciao strangenick...grazie del dialogo...a me ha arricchito,anche se ognuno resta sulle sue posizioni...l'importante e' il rispetto,sempre e comunque.

    1. segretius 17 marzo 2012

      Guardate che anche ammettendo un sistema industriale la decrescita è possibile, basta non produrre più cose inutili, che saranno almeno il venti trenta per cento. E non consumare petrolio e gas che danno da lavorare a quattro gatti, ma permettono guadagni trilionari ai soliti altri quattro CANI!
      Calo occupazionale? Si dividono le ore lavoro equamente, e quel poco che TUTTI guadagnano basta, in assenza delle voci di costo petrolio e gas energia ecc, a star bene............

    1. speranza 17 marzo 2012

      mikaela.....dove sei:))))))

    1. strangenick 17 marzo 2012

      Eccoti l'esempio più palese: La MMT sostiene che si deve eliminare la disoccupazione, cioè si deve assicurare il diritto al lavoro.
      Cioè oggi esistono fabbriche che producono solamente con macchinari (Barnard stesso racconta di una fabbrica dove manca l'illuminazione perchè lì non entra mai una persona). Quindi tu non potrai fare l'operaio specializzato in una fabbrica di auto. Ovviamente il proprietario della fabbrica si terrà tutti i profiti che può ottenere, vendendo le auto - fai attenzione quì, perchè la MMT sostiene, che deve vendere sempre, cioè guardarsi bene dalla produzione di auto che non si rompono. Più si rompono, meglio è... per il fabbricante, non per te - consumatore.

      Ora arriviamo alla domanda: Che tipo di lavoro assicura la MMT così da eliminare la disoccupazione? Se fosse un lavoro creativo che faccia svilupare le tecnologie, allora le tecnologie potranno rubare ancora più lavoro umano. L'unico problema è che lo sviluppo tecnologico crea ancora più disoccupazione.
      E così le cose andranno avanti finchè non si arriva o ad una guerra che distrugge tutto e crea di nuovo la necessità di costruire tutto da capo, oppure, come suggerisce Keynes (lo ha scritto, va a leggertelo!) lo stato deve somministrare agli imprenditori lavori complettamente inutili. Il suo suggerimento è di far scavare le buche, poi riempirle, poi scavarle di nuovo.
      Ovviamente Keynes si riguarda bene dell'immaginare qualche altra soluzione, per esempio dare alla gente un reddito, senza farla lavorare invano. Ovviamente, la sua idea è che l'imprenditore DEVE continuare ad avere profitti e proprio per questo lo stato deve inventare lavori inutili. Così una parte dei soldi dello stato andranno sotto forma di profitto nelle mani del capitalista.

      MMT è un sistema per creare profitti, non un sistema pensato al benessere della gente.
      MMT richiede la crescita infinita con le risorse limitate del pianeta.
      MMT è contro la produzione di merci duratute.
      MMT garantisce l'accumulo di capitali nelle mani di pochi.
      MMT garantisce lo schiavismo salariato.
      MMT richiede sfruttamento di altri paesi per le loro risorse naturali.
      MMT ha bisogno di guerre e l'esempio lampante è che ha dato risultati solamente grazie alla seconda guerra mondiale e la produzione bellica.
      Il New Deal di Roosvelt non funzionò, vai a vedere i dati della disoccupazione! Solo WW2 ha risolto il problema con la disoccupazione.
      MMT è ben felice di produrre armi e distruzione di ogni genere.

      Finchè pensiamo che il problema sia la politica monetaria e non il modo di produzione, le condizioni di vita rimaranno gli stessi.
      Si, magari ci sarà il "lavoro garantito", ma solo finchè saremmo pronti ad accettare di scavare bucchi inutili. Per il resto c'è la tecnologia.
      Leggiti Marx. Capirai qual'è il vero problema nella società. E questo problema non è la politica monetaria, ma il fatto che la moneta come capitale va nelle tasche di alcuni, mentre gli altri sono obbligati a scavare buchi inutili per poter mangiare.

    1. strangenick 17 marzo 2012

      Sei arrivato alle stesse conclusioni di Marx.
      Guardando l'umanità nel suo insieme (grazie al mercato libero, tutti siamo legati), il capitalismo è un sistema destinato a morire. Tutto il discorso MMT è solamente un modo per prolungare la sua esistenza al massimo.
      La questione monetaria non c'entra niente con il modo di produzione capitalistico, che hai descritto benissimo.
      Tutto il problema stà nell'esistenza del capitale e del lavoro salariato. Il conflitto è proprio questo.

    1. warewar 17 marzo 2012

      Per coloro che sono interessati ai dati e non alle frasi ad effetto, ecco un'analisi precisa ed INCONFUTABILE sulla spesa USA tra il 1935 e il 1980:


      Per chi non lo sapesse il "Net lending or net borrowing (-)" che compare nella tabella cliccando sul link sotto è la spesa a deficit che Barnard ipotizza essere al 25-30%.


      Ma iniziamo con i dati del US Bureau of Economic Analysis (bea.gov):


      (Le righe della tabella che prenderemo in esame sono la 30-33-34-35-36-37-38)


      Total expenditures è la somma delle righe 34, 35, 36, 37, meno la riga 38.


      1935:

      33-Total expenditures (ricavato dagli altri dati): 12.9

      30-Total receipts: 10.8

      34-Current expenditures: 11.2

      35-Gross government investment: 2.8

      36-Capital transfer payments: 0.0

      37-Net purchases of nonproduced assets: 0.0

      38-Less: Consumption of fixed capital: 1.1

      Net lending or net borrowing (-): -2.1 --- (16% di spesa a deficit)


      1936:

      33-Total expenditures (ricavato dagli altri dati): 15.7

      30-Total receipts: 12.4

      34-Current expenditures: 12.8

      35-Gross government investment: 4.1

      36-Capital transfer payments: 0.0

      37-Net purchases of nonproduced assets: 0.0

      38-Less: Consumption of fixed capital: 1.2

      Net lending or net borrowing (-): -3.3 --- (21% di spesa a deficit)


      1937:

      33-Total expenditures (ricavato dagli altri dati): 14.5

      30-Total receipts: 14.8

      34-Current expenditures: 12.0

      35-Gross government investment: 3.8

      36-Capital transfer payments: 0.0

      37-Net purchases of nonproduced assets: 0.0

      38-Less: Consumption of fixed capital: 1.3

      Net lending or net borrowing (-): 0.3 --- (0% di spesa a deficit)


      1938:

      33-Total expenditures (ricavato dagli altri dati): 16.0

      30-Total receipts: 14.4

      34-Current expenditures: 13.2

      35-Gross government investment: 4.2

      36-Capital transfer payments: 0.0

      37-Net purchases of nonproduced assets: 0.0

      38-Less: Consumption of fixed capital: 1.4

      Net lending or net borrowing (-): -1.6 --- (10% di spesa a deficit)


      1939:

      33-Total expenditures (ricavato dagli altri dati): 17.4

      30-Total receipts: 14.7

      34-Current expenditures: 14.3

      35-Gross government investment: 4.5

      36-Capital transfer payments: 0.0

      37-Net purchases of nonproduced assets: 0.0

      38-Less: Consumption of fixed capital: 1.4

      Net lending or net borrowing (-): -2.7 --- (15% di spesa a deficit)


      1940:

      33-Total expenditures (ricavato dagli altri dati): 17.9

      30-Total receipts: 17.1

      34-Current expenditures: 15.0

      35-Gross government investment: 4.4

      36-Capital transfer payments: 0.0

      37-Net purchases of nonproduced assets: 0.0

      38-Less: Consumption of fixed capital: 1.5

      Net lending or net borrowing (-): -0.8 --- (4% di spesa a deficit)


      1941:

      33-Total expenditures (ricavato dagli altri dati): 28.4

      30-Total receipts: 24.3

      34-Current expenditures: 19.6

      35-Gross government investment: 10.8

      36-Capital transfer payments: 0.0

      37-Net purchases of nonproduced assets: 0.0

      38-Less: Consumption of fixed capital: 2.0

      Net lending or net borrowing (-): -4.1 --- (14% di spesa a deficit)


      1942:

      33-Total expenditures (ricavato dagli altri dati): 63.4

      30-Total receipts: 31.8

      34-Current expenditures: 38.4

      35-Gross government investment: 28.5

      36-Capital transfer payments: 0.0

      37-Net purchases of nonproduced assets: 0.0

      38-Less: Consumption of fixed capital: 3.5

      Net lending or net borrowing (-): -31.6 --- (50% di spesa a deficit)


      Quindi ricapitolando la spesa a deficit negli USA supera il 20% (con punte del 50-60%) durante i 4 anni della maledettissima seconda guerra mondiale, ma tralasciando il 1936 (dove si attesta al 21%) non lo supera più fino al 1980.


      1980 !!!


      Quindi non si capisce questa turbo spesa a deficit degli USA quando è stata effettuata.


      Vogliamo farci prendere ancora in giro ?


      fonte: Table 3.1. Government Current Receipts and Expenditures [www.bea.gov]

    1. strangenick 17 marzo 2012

      Ho davvero poca voglia di rispondere alle tue più che giustificate domande, perchè sono fermamente convinta che ogni persona può arrivare esclusivamente da sola alla verità e non servono per niente i debatiti. Bisogna solamente pensare con la propria testa. Quindi ti invito a leggere - in primo luogo Il Capitale, che è il libro più completto sulla società odierna, ma anche stesso Keynes.
      Invece di risponderti, mi piacerebbe porre alcune domande, alle quali, mi auguro, tu possa trovare le proprie risposte.
      La teoria di Keynes si chiama "Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta", ed è quasi interramente dedicata alla soluzione del problema con la disoccupazione. Ascoltando Barnard, sembra che la mancanza di lavoro sia il principale problema di risolvere. Non importa quale che sia questo lavoro, ci deve essere, punto.
      Le mie domande sono queste:
      Visto il continuo svilluppo delle tecnologie, oggi una persona può produrre anche 100 volte di più di ciò che si produceva un secolo fa. Quindi, per soddisfare i nostri bisogni primari, oggi è necessario meno lavoro.
      Perchè allora si continua a parlare di diritto al lavoro, e non si parla invece di diritto al non-lavoro?
      A cosa serve la piena occupazione (cioè il lavoro salariato), se non al capitale?
      Perchè si devono inventare dei mestieri nuovi e lavoro inutile?
      Da dove arrivano tutte le risorse per i prodotti che si consumano in Italia?
      Perchè si deve consumare sempre di più?
      Chi ha bisogno della continua crescita economica (elemento chiave nella teoria di Keynes)?
      Le risorse per questa crescita sono infinite?
      Davvero il problema si cela nel modo di gestire i soldi e non nel modo di produzione capitalistico, che esige la esistenza del operaio salariato?
      Come faranno i paesi per eliminare tutti i lavori inutili ed anche dannosi, che esistono oggi?
      L'esempio lampante è la produzione di armi - centinaia di milioni di persone nel mondo oggi lavorano nell'industria bellica. Ma se si parte del presuposto che la cosa più importante sia l'occupazione (cioè il lavoro salariato) chi prendera la decisione di eliminare questi dannosi posti di lavoro?
      Oggi esiste talmente tanto lavoro inutile, che puoi spaventarti. Ho passato mesi interi a guardarmi intorno e stupirmi dell'inutilità di gran parte dei lavori. E' anche divertente, se decidi di fare questo esercizio: mentre vai in giro GUARDATI intorno e cerca di capire come tutti i lavori sono in pratica legati solamente al bisogno della creazione del capitale. Per esempio, le persone che lavorano nel ambito pubblicitario - un'industria dannosa senza dubbio. Ma se continuiamo a pensare al diritto di lavoro, invece che al diritto di non-lavoro, mai e poi mai sarà eliminato questo lavoro completamente inutile e improduttivo (non crea nessun valore d'uso).
      Chinque si mette a pensare su questioni del genere, da solo arriverà alla conclusione che MMT è solamente un modo per mantenere lo sfruttamento del lavoro salariato. Tutta la questione dell'eliminazione della disoccupazione è così importante NON per l'operaio, ma per il capitalista stesso. Lui smetterà di esistere nel momento, quando smetterà di esistere il lavoro salariato.
      Per essere chiari, il capitalista è quello che vive con la rendita del suo capitale senza bisogno di lavorare (il "capitale" è l'investimento nei mezzi di produzione - macchinari, terra, operaio salariato).
      Invece l'operaio salariato per vivere deve lavorare, perchè non dispone di capitale.

      Esiste una teoria molto interessante che costerebbe allo stato molto meno del MMT - la teoria del reddito di base. Ma questa teoria non verrà mai abbracciata da persone, interessate al mantenimento del potere di una persona sull'altra, semplicemente perchè elimina lo sfruttamento.
      E quì non parliamo di comunismo, anzi.
      Il mio discorso vorrebbe solo dimostrare che il vero problema non è la politica monetaria. Qualsivoglia politica monetaria è solamente uno strumento per mantenere un certo tipo di rapporti sociali. La politica monetaria e solo un risultato dell'ambizione del potere di creare un tipo o l'altro di società.
      Quindi dobbiamo porci altre domande: come deve essere il modo di produzione nella società. Solo dopo possiamo decidere quale debba essere la politica monetaria.

      Per me non c'è alcuna differenza fra Milton Friedman e Keynes - tutti e due vogliono utilizzare la moneta per mantenere i rapporti sociali di sfruttatori e sfruttati. Tutti e due pretendono di salvare la società (l'esistente società!) in questa maniera. Nessuno dei due pensa di utilizzare la tecnologia per dare la possibilità ai popoli di lavorare meno, per loro la tecnologia va usata per creare più capitale, invece di più tempo libero.

      Questo è...
      Saluti

    1. greiskelly 17 marzo 2012

      Sono giuste queste osservazioni.

      Comunque, all'interno dell'articolo Barnard si rivolge alla categoria più consona, dice: "Voi, le piccole e medie aziende italiane promotrici di redditi da lavoro e di consumi, siete nel loro mirino per questi motivi. "

    1. Georgejefferson 17 marzo 2012

      Keynes (MMT), dunque, non funziona senza guerra. Un altro dato storico è che di fronte ad una produzione illimitata e l'accumulo di capitali, la gente deve lavorare e consumare sempre di più. Bella vita, no?____questo e' falso e tue interpretazioni..di nuovo,copia incollami testuali parole uscite da keynes___________Il modo di produzione capitalistico è sempre stato di sfruttamento, questo è intrinseco nella società capitalistica____ecco rileggendo l ideale che scrissi nel primo post...continueresti a chiamarlo capitalismo come lo hai sempre ideologicamente inteso?Poi..tra tutto il mondo in mano privata e stato minimo(questo e'il vero motivo dello sfruttamento e dovremmo saperlo bene)ed un mondo utopico tutto statale non fattibile per come e' messa l'umanita oggi...per quale motivo non puo esistere la via di mezzo ideale dove lo stato inteso come ISTITUZIONE CONCORDATA A MAGGIORANZA PREPOSTA AL BENE DI TUTTI e' presente nell economia per avere la forza che serve alle genti per fronteggiare le elite massoniche e multinazionali ora mai giganti nel mondo..dove gli utili di aziende statali(per fare utili ci vuole il rigore di controllo ed efficenza..quindi non parassitismo e clientelismo)vanno a pagare giusto quei disoccupati preposti alla cura del territorio,cura degli anziani,strade e quant altro...quindi senza occupare in lavori inutili...ci fan credere da secoli che la giusta via di mezzo non e' una via praticabile ed e' una balla colossale per dividerci tutti in neri o rossi..in comunisti e fascisti e via discorrendo concludo...leggero e studiero nei limiti del tempo disponibile..facile che i tuoi ragionamenti abbiano fondi di verita da valutare e saro anche pronto a ricredermi su certe tematiche...ma sottolineo con forza che l'ideale di pace sociale...chiamalo capitalismo o comunismo o come io preferisco socialismo liberale...e' appunto un ideale sempre da migliorare quindi non ideologico fisso senza se e senza ma...e se vogliamo un mondo migliore credendo che non si possa passare per fasi intermedie fatte di generazioni e compromessi..allora i piu sfortunati moriran di fame e stenti .DOMANI...anche se gli verra risposto:non incentiviamo i consumi per farti lavorare e vivere perche abberriamo il consumo che e' il male del mondo...l'importante e' che chi utopicamente filosofeggia in quel senso...sia col culo al caldo e la tragedia della disoccupazione non capiti a loro(non e' rivolto a te personalmente,intendiamoci)

    1. Georgejefferson 17 marzo 2012

      una persona squallida che vuole solamente salvare i ricchi (ai quali appartiene)________mi copi incolli questa tesi dai suoi testi..o e' solo una tua interpretazione?legittima,ci mancherebbe..ma visto che keynes non c'e' per chiarire..e'certamente legittima anche l'interpretazione che danno tanti altri contraria alla tua________vuole che lo stato FINANZIA le aziende private, cioè che lo stato paga aziende private per fare lavori inutili, perchè, dice lui, sono gli imprenditori privati gli unici capaci di creare occupazione. Addiritura c'è un passaggio dove spiega che se non c'è un lavoro utile da fare, lo stato dovrebbe pagare un azienda per scavare dei buchi, riempirli e dopo pagare un'altra azienda per scavarli di nuovo... Ovviamente, per Keynes non è un problema il fatto che la gente ci lavora invano senza senso, importante è che l'imprenditore si porta a casa il guadagno di questi lavori inutili, pagati dallo stato______questa mi sembra un altra tua interpretazione completamente sbagliata,sembra che tu non abbia capito il senso metaforico dello SCAVAR BUCHE...si parla del moltiplicatore..di incentivi che stimolano i consumi e di conseguenza lavoro,redditi,tranquillita..certo il discorso del becero consumismo usa e' getta e'un altro ragionamento che ho piu volte trattato..sono anche convinto che keynes(vivendo in tempi non di consumismo come ora)parlerebbe molto anche della deriva per tutti dell obsolescenza pianificata.Keynes diceva che ovviamente e'utile che questa creazione di lavoro non sia inutile...lo prova questa sua frase:e'una criminale abberrazione avere disoccupati in un mondo pieno di bisogni....e non credo assolutamente che i bisogni di cui parlava siano becero consumismo o scavar buche...ma assistenza anziani..restauro immobili intelligente e non nuovo cemento...sistemazione strade..cura e pulizia del territorio...sistemazione dell impatto idrogeologico e tanto altro...come vedi la possibilita del scavar buche non avrebbe senso....se giustamente paragoni un comune del sud che ha il doppio dei dipendenti di uno del nord allo scavar buche...la soluzione e' tutti a casa allegramente?e se fossi tu quel dipendente con mutuo,famiglia da mantenere,madre malata,tetto da rifare...che faresti?giusto punire i lazzaroni...e sono il primo a dirlo.. ma da li a non dar peso ai disoccupati ce ne passa....un altra frase che confuta le tue interpretazioni di mala fede riguardo a keynes e' questa:Distruggiamo la bellezza del paesaggio perché gli splendori della natura,
      liberamente disponibili,non hanno alcun valore economico.
      Saremmo capaci di spegnere il sole e le stelle perché non pagano un dividendo..........CONTINUA

    1. marcello1991 17 marzo 2012

      AMMIRO L'ONESTA' INTELLETTUALE DI PB, CI VUOLE CORAGGIO NEL RICONOSCERE CERTE COSE DOPO 30 ANNI DI LAVORO E RICERCA NELL'ANALISI E CRITICA DELLE SOCIETA' CAPITALISTICHE OCCIDENTALI.

      A QUANTI CRITICANO PB CON ARGOMENTAZIONI SOCIO-POLITICO- ECONOMICO-CULTURALI DICO DI FAR SCEGLIERE QUALE SIA LA STRADA MIGLIORE A CHI COME TANTI DOPO 20 ANNI DI LAVORO SI SONO RITROVATI DISOCCUPATI SENZA IN ALCUNI CASI AVERE NEMMENO LA POSSIBILITA DI FAR FARE UN BAGNO CALDO AI FIGLI.!

      LORO LI VOLETE ASCOLTARE ?? O X VOI SONO INVISIBILI ?

    1. Georgejefferson 16 marzo 2012

      bene,vedo che hai assunto un approccio ragionevole..anche se a mio avviso troppo ideologico(poi spiego le mie considerazioni..non fraintendere da subito)e te ne sono grato..nessuno di noi puo cambiare il mondo domani e qui si dibatte anche per spirito di buon dialogo,confronto ed apprendimento..prima di nominare le tue considerazioni voglio porti una domanda un po articolata..allora..ti pongo una ipotesi ideale..mettiamo che per miracolo la societa umana nel complesso.fra cent'anni ha raggiunto la pace sociale..le coscienze collettive si son evolute di quella evoluzione che possiamo chiamare ideale convenzionalmente accettata a maggioranza..quindi non parlo di evoluzione A CASO come induce la legge del piu forte per la soppravvivenza..come a dire un progresso non come ce lo spacciano a libro gia scritto ed irreversibile di una storia che A DESTINO si attua(mentre in realta e'sempre stata diretta da piu fonti)ma un progresso che e'esso stesso come idea in perenne ricerca di miglioramento umano..buono e giusto..ok?seguimi..mettiamo che questo accrescimento collettivo sia ormai cresciuto a connotazioni di vita degna di essere vissuta,con i prodotti realizzati per legge per qualita e massima durata..quindi inquinando il meno possibile e senza usurpazione delle risorse dei vari popoli..i continui incentivi alla ricerca hanno portato l'umanita a scoprire fonti di energia pulita..che..insieme a consumi consapevoli e senza sprechi..soddisfano appieno i bisogni e piaceri sostenibili umani..insieme anche ad un maggior rispetto e cura del mondo animale..dove le persone mangiano carne una volta a settimana ben consapevoli dell importanza sanitaria,ambientale ed animale che tali limiti di consumo produce(non me ne vogliano i vegeteriani...parlo di miracolo fra.100 anni e gia mangiar carne una volta a sett.a livello di massa e'meglio di ora)gli stati cooperano tra loro con regole condivise di giustizia e fratellanza..ben controllati dalle persone che..come dicevamo..accresciute di cultura e benessere(non consumista)riescono a partecipare attivamente al controllo.bene...ora..questa societa..la chiameresti ancora capitalista per come tu hai sempre visto e pensato il capitalismo?evidentemente no..anche se pero il consumo esistera sempre..e consumo non vuol dire capitalismo.criminale(sarebbe piu appropriato dire USO)..sarebbe una societa comunista del piu puro ed ideale significato originario?neanche..perche il diritto alla proprieta privata LIMITATA(questo e'un mio ideale)esisterebbe ancora in questa mia ipotesi..per fronteggiare la leggittimita che tanti uomini chiedono di RICONOSCIMENTO DEL MERITO..quindi..al di la del giusto o sbagliato che sia a livello di opinione questa mia ipotesi..sarebbe una societa che merita un nome nuovo?puo darsi...potrebbe richiamare l antico saggio IL GIUSTO STA NEL MEZZO..ora veniamo alle tue considerazioni..premetto che non ho una base accademica e non posso dibattere su certe questioni prima di averle ben approfondite..sono un semplice operaio specializzato che legge/studia per passione nei tempi limitati che ho..lavoro,problemi,famiglia come tanti..proseguo in un altro post

    1. strangenick 16 marzo 2012

      Smettiamola di parlare con gente che ha letto e cominciamo a leggere NOI.
      Anch'io credevo nel genio di Keynes, addirittura ho tradotto un libro che lo proclamava l'economista più buono della storia.
      Solo dopo aver pubblicato il libro ho cominciato a leggerlo e sono rimasta di stucco: una persona squallida che vuole solamente salvare i ricchi (ai quali appartiene). Non pensare che nella sua idea di spendere a defficit si parla di aziende statali per esempio - o, no! vuole che lo stato FINANZIA le aziende private, cioè che lo stato paga aziende private per fare lavori inutili, perchè, dice lui, sono gli imprenditori privati gli unici capaci di creare occupazione. Addiritura c'è un passaggio dove spiega che se non c'è un lavoro utile da fare, lo stato dovrebbe pagare un azienda per scavare dei buchi, riempirli e dopo pagare un'altra azienda per scavarli di nuovo... Ovviamente, per Keynes non è un problema il fatto che la gente ci lavora invano senza senso, importante è che l'imprenditore si porta a casa il guadagno di questi lavori inutili, pagati dallo stato. Non dà nessuna spiegazione come si potrà evitare l'inflazione in questo caso, visto che si produce... zero! Se pensava al benessere del popolo, perchè allora non ha proposto di pagare direttamente la gente, senza farla sudare inutilmente? Inoltre Keynes è un grande ammiratore alla crescita ed è uno dei padri dell'idea della obsolescenza programmata.
      Le sue idee, per essere messe in pratica, hanno bisogno di guerre, inquanto bisogna distruggere l'eccedenza prodotta. E' un dato storico che il New deal di Roosvelt non ha funzionato fino allo scoppio della guerra. Keynes (MMT), dunque, non funziona senza guerra. Un altro dato storico è che di fronte ad una produzione illimitata e l'accumulo di capitali, la gente deve lavorare e consumare sempre di più. Bella vita, no? Basta avere un continente come Africa per buttare lì tutta la spazzatura, ed altri continenti da dove prendersi le risorse per una crescita continua - Asia, America del Sud, Africa, Australia...
      Se non vuoi leggerti Il Capitale, leggi almeno Keynes stesso. Fa rabbrividire, crede che i popoli devono esistere per lavorare per i ricchi i tutte le sue idee riguardano il benessere e la sicurezza dei ricchi.
      Se poi ne hai voglia di capire come funziona il capitalismo, dovresti leggerti l'unico libro che lo spiega. Se ti spaventa l'idea di cominciare, vediti David Harvey e il suo corso su "Il Capitale" in youtube (in inglese).
      Il problema con Keynes è uno solo: lui ci prospetta esattamente la stessa società di sfruttamento nella quale viviamo oggi. Nessun cambiamento con MMT, nessuna prospettiva di utilizzare la società per vivere con meno lavoro e più tecnologia. Inoltre si è dimenticato di spegare perchè quando i ricchi utilizzano la tecnologia per pagare meno personale e fare più guadagni, i popoli devono continuare a scavare inutili buchi (non scherzo, davvero dice così, è incredibile) solo per andare a comprare prodotti, che si romperanno dopo 2 anni per lasciare spazio alla nuova produzione.
      E' spaventoso Keynes. Mentalità spiciola, incapace di vedere un futuro senza sfruttamento...
      Ti consiglio di leggere da solo. Non credere a me, non credere a nessuno. Mettiti a leggere e da solo vedrai che mondo spaventoso voleva Keynes. Negli anni 30 in USA c'erano più idealisti-comunisti che in URSS. Ecco perchè le idee di Keynes sono stati abbracciati - si doveva salvare la società di sfruttamento. Il modo di produzione capitalistico è sempre stato di sfruttamento, questo è intrinseco nella società capitalistica.
      Saluti.

    1. nuvolenelcielo 16 marzo 2012

      E' un buon articolo. L'unica cosa è che io toglierei un po' di riferimenti storici e colti, e starei il più possibile sul descrittivo, se lo scopo è quello di avvicinare nuove persone e imprenditori alla MMT. Semplicemente per facilità di lettura, e perché si creano poi motivi di discussione e di litigio inutili su argomenti secondari. Purtroppo Barnard ha gravi carenze nelle public relations che limitano fortemente il potenziale del suo lavoro, chi semina insulti raccoglie insulti, e il dialogo va a farsi friggere. Mi ricorda un po' il primo Bossi per come riesce a dividere le persone, o dentro o fuori, amore o odio.

    1. warewar 16 marzo 2012

      ...La ricchezza del 1946-1956 fu finanziata dal deficit americano (fino al 25% in media, massimo 30%) degli anni immediatamente precedenti...

      Non si riesce a postare (forse perché non esiste) un dato, un grafico, una tabella oltre a questa frase precotta ?

    1. Notturno 16 marzo 2012

      A me, invece, piacerebbe che tu studiassi la questione, ti facessi un'idea tua, con la tua mente libera e aperta, e infine ci dicessi che cosa cavolo pensi di questa benedetta teoria.

      Le valutazioni umane e filosofiche hanno sicuramente importanza, ma preferirle al merito è esattamente come quello cui si indica la luna col dito e... guarda il dito.

      E più o meno stanno facendo tutti così.

      Una fantastica dimostrazione di impegno e di serietà, di tante "menti libere e aperte", si, ma solo alle chiacchiere.

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