LETTERA A UN IMPRENDITORE

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Caro imprenditore, spero che una domenica pomeriggio nella
calma del suo salotto lei possa dedicare trenta minuti a leggere questa mia. Il
contenuto parla di quanto di più caro lei abbia fuori dall’ambito familiare: il
suo lavoro, il suo investimento di una vita, e coloro che lavorano con, per,
lei. Vi stanno distruggendo. E peggio: siete soli. Né Confindustria, né le
vostre organizzazioni di rappresentanza hanno capito cosa è in atto nell’Unione
Europea, non sanno o non vogliono capire, e infatti se ne vedono i risultati. Qui
vorrei offrire a lei, e ai suoi omologhi, un contributo di comprensione, ma
soprattutto di autodifesa e di riscatto. Le parlo di economia, il motore di
tutto ciò che ci sostiene, senza il quale non solo i redditi e i fatturati, ma
neppure i diritti sono possibili. La sua figura, ritengo, è oggi una chiave
fondamentale per salvare l’Italia, la democrazia, il lavoro.I sindacati… devo trattenere il disprezzo per organizzazioni
condotte da quadri dirigenti che sono quanto di più parrocchiale, ignorante e
cinico questo Paese abbia prodotto fuori dalle Mafie. Veri ascessi del mondo
del lavoro e nel futuro di milioni di lavoratori, traditori di una causa che fu
nobile, venduti non ai ‘Padroni’, ma al proprio bieco opportunismo. Per questo
faccio appello a voi imprenditori. Spero che voi, uomini e donne schiacciati
fra la retorica defunta della sinistra e la distruttività apocalittica dei
poteri sovranazionali, possiate intuire la validità di queste righe.

Il mio lavoro ha per oltre dodici anni approfondito i temi
di cui tratto qui. Nulla di quanto scrivo di seguito è frutto di esasperati
concetti, radicalismi infondati, notiziole da internet. Ho fatto ricerca con
alcuni dei maggiori macro economisti internazionali, e il mio saggio Il Più Grande Crimine 2011 si fregia dell’apprezzamento di uno dei massimi esperti di storia dell’economia Neoliberale al mondo, il Prof. John F. Henry, autore del fondamentale testo The
Historic Roots of the Neoliberal Program
. Lo scorso 24-26 febbraio ho ospitato a Rimini cinque degli economisti sopraccitati in un summit intitolato “Questo è un Colpo di Stato Finanziario”, dove la teoria economica detta Modern Money Theory (MMT), che forma le basi di questo scritto, è stata spiegata in tre giorni di lezioni (dettagli più sotto). Qui uno scorcio http://www.youtube.com/watch?v=XP60tpwu5cs.

I nuovi rentiers

Ora il succo del mio messaggio. Un imprenditore italiano moderno deve
comprendere, prima di tutto, che ciò che decide direttamente del destino dei
suoi bilanci e dell’economia in cui il suo lavoro vive, sta molto alle spalle
persino del concetto di economia globalizzata. Quindi, non solo ciò che per lei
è vitale non risiede in decisioni di politica nazionale, ma neppure in quei
meccanismi internazionali di cui di norma si parla. Il dramma che ci minaccia,
e che la minaccia, è proprio in questo trasferimento di poteri a sfere neppure
immaginabili da chi s’informa e lavora. Ora le do l’esempio più chiaro e
diretto. La prego di non pensare, dopo le prime righe, che questo sia un
trattato di massimi sistemi. No, qui, e lo vedrà fra poco, parlo proprio della
sua vita aziendale e del futuro della nostra economia, nei termini più
concreti. Per cortesia mi segua.

Ciò che sta accadendo all’Europa della crisi non è solo frutto di accidenti
finanziari e dissesti di bilanci statali, né in particolare di una crisi
sistemica delle bilance commerciali o altro. Certamente questi fattori contano,
ma c’è ben altro. Vi sono forze al lavoro in Europa che mirano, non esagero,
alla distruzione delle dinamiche del Capitalismo stesso. E non sono affatto
forze marxiste, per carità. Al contrario, e peggio. Va compresa, qui, la
differenza fra Europa e Stati Uniti. Nel secondo caso, il Capitalismo si è
sviluppato su una terra nuda, tragicamente ripulita della sua popolazione
autoctona, ma nuda di ogni presenza delle forze dell’Ancien Régime europeo. Il
Capitalismo americano è nato dinamico, pragmatico, e con un’istintiva
connotazione verso la ‘Funzione del Consumo’, che oltre un secolo e mezzo più tardi verrà descritta dall’economista inglese John Maynard Keynes. Negli USA, il Potere maggiore fino
ai primi anni ’90 ha sempre badato a mantenere in vita il fondamentale
principio secondo cui è la Spesa che
genera il Risparmio e dunque il
successivo Investimento e i Consumi, da
cui viene il profitto. Questa
centralità della capacità di spendere valeva sia per lo Stato americano, che ha
creato la maggiore ricchezza nella sua storia spendendo a deficit di bilancio
fino al 25% del PIL, sia per il settore non-governativo, cioè il privato, dove
l’elemento dei consumi (spesa) è sempre stato in primo piano (fin eccessivo, si
sa). Riassumo: negli Stati Uniti, il Capitalismo, pur nelle sue immense
ingiustizie, ha però sempre tenuto in vita una dinamica dove alla maggioranza
dei cittadini andava garantito reddito sufficiente a generare una spesa interna
che mantenesse in vita la produzione aziendale, spesso aiutata da grandi
infusioni di spesa a deficit dello Stato. Ecco il Capitalismo all’Americana,
almeno prima della recente mutazione nella folle sfera finanziaria speculativa.

Questo Capitalismo sbarcò in Europa dopo la seconda guerra mondiale, con un
buon successo. Intendo dire un successo di pubblico, e con la partecipazione
confusa e ignorante della classe politica. In Europa, tuttavia, i gangli del
Potere tradizionale – quello che ereditò gli ideali dell’Ancien Régime, del
Neomercantilismo tedesco e francese, che transitò trasversalmente nel nazismo,
e che fu pregno di appoggi nelle sfere vaticane – ha sempre visto il
Capitalismo americano come un’aberrazione. Non certo per le sue derive
eccessivamente consumistiche, ma, al contrario, solo perché persino quel minimo
di contenuto democratico che esso mantiene – cioè la necessità della presenza
di una popolazione tutelata abbastanza affinché consumi – era visto come
un’insidia inaccettabile nelle mire fondamentali di questo Potere tradizionale
europeo. Queste mire erano, e sono tuttora, la distruzione di qualsiasi potere
popolare e democratico, e l’imposizione, anzi, il ritorno in Europa di un nuovo
ordine sociale di tipo para-feudale, con a capo quelli che già Adam Smith e
David Ricardo definivano nel ‘7-800 i “rentiers”.

I “rentiers” erano, e rimangono
nel presente, i rampolli delle nobiltà e delle tecnocrazie europee che
ritengono loro diritto ‘divino’ non solo governare i popoli ritenuti masse
ignoranti, ma anche prelevare tutta la ricchezza possibile dal lavoro di altri.
E questo salasso ha colpito e sta colpendo anche voi imprenditori proprio oggi.
Non è necessario ricordarle che per questo identico motivo in Francia nel 1789
scoppiò una rivoluzione. Quell’evento li marginalizzò per un periodo, ma poi i
rentiers” tornarono e oggi governano
l’Unione Europea. I loro sicari ed esecutori materiali nella UE moderna sono (o
sono stati) i potentissimi tecnocrati come Herman Van Rompuy, Olli Rehn, Jaques
Attali, Jaques Delors, o Lorenzo Bini Smaghi e Mario Draghi, e poi gli Juncker,
i Weigel fra i tanti. Sono i decisori finali dei nostri
destini, coloro che decidono in stanze chiuse di Francoforte o Bruxelles se lei
avrà mercato o se invece soccomberà, alla lettera, coi loro Trattati vincolanti
per ogni parlamento europeo. “Rentiers
sono divenuti i finti imprenditori (come Montezemolo o De Benedetti in Italia)
che scommettono su rendite da ‘clienti prigionieri’ dei servizi essenziali
forzosamente privatizzati e riuniti in monopoli privati (la Captive Demand), violando ogni regola di
libero mercato reale; lo sono i capitani Neomercantili di multinazionali
dell’acciaio, metalmeccaniche o dell’high tech franco-tedesche, le cui
strategie di profitto hanno abbandonato la virtuosità del libero mercato reale
e si basano solo sulla deflazione dei redditi dei loro dipendenti cui succhiano
la vita con pretese di produttività da collasso (in Germania i redditi crescono
del 50% in meno rispetto alla media europea con una produttività del 35%
superiore, e infatti i consumi interni sono crollati); “rentiers” sono i gestori degli Hedge Funds della City di Londra,
gli speculatori che estraggono fortune inaudite proprio dall’attacco al tessuto
economico di intere nazioni attraverso l’uso della scommessa finanziaria pura.
Le vostre aziende sono ostaggi impotenti di questi immensi giochi.

Questi sono i nuovi “rentiers”,
odiano il Capitalismo dei consumi, sono tornati al timone dell’economia, e,
come detto, hanno in comune particolarmente il desiderio di estrarre dal
terreno produttivo di aziende e cittadini un profitto del tutto parassitario.
Voi, le piccole e medie aziende italiane promotrici di redditi da lavoro e di
consumi, siete nel loro mirino per questi motivi. Per riconquistare il potere
perduto un secolo fa e al fine di attuare il loro programma, essi pensarono a
un’intera struttura politico-economica, le cui forme larvali comparvero 75 anni
fa, e la cui massima espressione è oggi l’Eurozona. Questo il pubblico non sa,
voi non sapete.

Le basti pensare che
il progetto di moneta unica europea nacque da uno dei profeti di questi nuovi “rentiers”, nel 1943. Era l’economista
francese Francois Perroux, che immaginò l’unione monetaria con la mira di
ottenere che “
lo Stato perda
interamente la sua ragion d’essere
”. La distruzione delle funzioni
monetarie dello Stato, come le spiegherò fra poco e crucialmente, è oggi lo
strumento primario dei nuovi “rentiersper affossare
l’economia produttiva, i redditi, i consumi e dunque il Capitalismo stesso,
come già detto prima. Il Perroux lasciò scritto che “Il futuro garantirà la supremazia alla nazione o alle nazioni che
imporranno la povertà che genera super profitti e quindi accumulo
”. Si
tratta proprio dei super profitti dei nuovi
rentiers”. Non certo dei profitti
della sua attività, che, come il buon senso suggerisce, non può certo
prosperare nel crollo delle vendite indotto dall’affossamento del
l’economia
produttiva, dei redditi, dei consumi

E’ alla luce del sole.

Si faccia una domanda,
la più banale, ma la più vera: perché la nostra ‘Italietta’ della ‘liretta’
degli anni ’70-80 si vide promossa fra i sette più prosperi Paesi del mondo,
mentre oggi, con questo Euro che prometteva rilanci insperati siamo ridotti al
fanalino di coda d’Europa, additati come i somari della classe e sul filo del
default? Come fu possibile per quella ‘Italietta’ figurare come il secondo
Paese al mondo per risparmio privato dopo il Giappone, mentre oggi
l’indebitamento delle famiglie sta schizzando ai massimi storici? Come potemmo
allora intimidire la macchina delle esportazioni tedesche al punto da indurre
la Germania a sporchi trucchi per soffocare la nostra produttività (lo SME ad
esempio)? Oggi gli stiamo nei gas di scarico, quando va bene. Insomma, cosa ci
è accaduto?

Prima di risponderle,
mi sbarazzo subito della risposta-cliché offerta dagli ignoranti o dai
mentitori del mainstream mediatico, cioè che il debito pubblico da noi
contratto proprio in quegli anni è ciò che oggi ci trascina in fondo al pozzo.
Questo è falso, e persino del tutto sbagliato dal punto di vista degli stati
patrimoniali di uno Stato sovrano. Due note di spiegazione: sappia che il più
alto debito pubblico mai registrato dall’Italia repubblicana è quello del 1998,
col 132% di debito/PIL, ben superiore al livello odierno del 114%. Lei ricorda
per caso che l’Italia di allora fosse PIIGS? Che vi fosse un assalto
speculativo dei mercati tale da necessitare emergenze nazionali? Parole come
‘spread’ o ‘default’ erano allora
sulle prime pagine di tutti i quotidiani, riviste e TG? No. Perché? Perché quel
debito era in lire, cioè moneta sovrana, ovvero una moneta che l’Italia creava
dal nulla e senza limiti, per cui i mercati sapevano che Roma poteva ripagare
qualsiasi obbligazione senza problemi. Il Giappone di oggi è un esempio
eclatante di quella verità di macro economia: ha un debito quasi doppio di
quello dell’Italia, cioè oltre il 200%/PIL, ma nessun mercato lo sta
aggredendo. Ma il Giappone, come l’Italia di allora, ha moneta sovrana e nessun
limite vero nel crearne per pagare i propri debiti (e nulla cambia se il debito
è in mani nazionali o estere). E poi consideri questo: la Spagna, anch’essa
agonizzante nel cortile della vergogna dei PIIGS, ha un debito pubblico di
appena il 66%/PIL. Quindi l’argomentazione secondo cui è la presenza di elevato
debito pubblico in sé che affonda un’economia non regge.

Ora la seconda nota:
la scienza contabile ci insegna che quando lo Stato con propria moneta sovrana
(es. la lira) spende più di quanto ci
tassi, cioè spende a deficit
, esso
lascia all’interno del settore non-governativo di famiglie e aziende più denaro
di quanto ne prelevi
. Cioè ci arricchisce (maggiori dettagli più avanti).
Lo Stato paga uno stipendio pubblico spendendo a deficit, e chi lo riceve
aumenta di reddito. Lo Stato emette un titolo che accresce il deficit, e chi lo
compra vede il proprio denaro acquisire interessi superiori a quelli bancari,
cioè si arricchisce. Lo Stato edifica un’infrastruttura spendendo a deficit, e
le imprese private sotto contratto aumentano i fatturati sui loro conti. Lei
obietterà: sì, d’accordo, ma poi quel debito dobbiamo ripagarlo noi, quindi il
guadagno iniziale si perde poi del tutto. No, affatto. L’idea che il debito
pubblico (cioè la somma dei deficit) con moneta sovrana sia un peso futuro per
i cittadini è falsa. Il debito e il
deficit statale, con moneta sovrana, sono la ricchezza del settore
non-governativo di famiglie e aziende, al centesimo,
e tali rimangono per
il semplice fatto che neppure lo Stato dovrà mai ripagarli. Lo illustra
egregiamente il Prof.
Luca Fantacci della prestigiosa Bocconi: “Nessuno Stato è in grado di ripagare i propri
debiti. D’altro canto, gli Stati non sono nemmeno tenuti a ripagare i loro debiti. I debiti degli Stati, da quando
hanno preso la forma di titoli negoziabili sul mercato, ossia da poco più di
trecent’anni, non sono più fatti per essere ripagati, bensì per essere
continuamente rinnovati e per circolare indefinitamente. I titoli di stato sono
emessi, sono acquistati e rivenduti ripetutamente sul mercato e, quando
giungono a scadenza, sono rimborsati con i proventi dell’emissione di nuovi
titoli
.” Quindi se lo Stato a moneta sovrana in realtà non è mai tenuto a
ripagare il proprio debito, perché mai dovrebbe pretendere che noi cittadini e
aziende lo facciamo?

E allora, caro amico imprenditore, se non è il debito
pubblico ad averci affossati in questa depressione economica soffocante che ci
ha declassati all’umiliazione dei PIIGS, e che minaccia direttamente il suo
lavoro, cosa lo ha fatto? Per caso la corruzione? Per caso l’evasione fiscale?
Macché, l’Italia che entrò nel G7 era zeppa di entrambe. E allora?

La risposta è già
detta: siamo stati trascinati nell’Eurozona, il gran disegno dei nuovi “rentiers”, dove la sottrazione del
potere sovrano dell’Italia di emettere la propria moneta ha rapidamente
distrutto la nostra economia, che è la vita della sua azienda. Quella
sottrazione sta ottenendo, cioè, quello che i nuovi “rentiers” agognano come sistema,
“la supremazia alla
nazione o alle nazioni che imporranno la povertà che genera super profitti e
quindi accumulo
”. L’Euro è per noi a
tutti gli effetti una moneta straniera (Godley 1997, Krugman 2012), che il
Tesoro italiano non può emettere. Chi emette gli Euro è il sistema delle banche
Centrali europee dei 17 Paesi dell’Eurozona, le quali li depositano
direttamente nelle riserve di istituti finanziari privati. Il nostro Stato deve
prendere in prestito ogni singolo Euro che spende dai mercati di capitali
privati, ai tassi da loro decisi.
Ciò ha due conseguenze catastrofiche intuibili: primo, uno Stato che non può
più creare la propria moneta, ma che la deve sempre cercare a tassi che non
controlla, non può più spendere a deficit per generare quella ricchezza nel
settore non-governativo di cui si è detto. Questo porta a un immediato impoverimento
del Paese, che si riflette su risparmio, consumi e quindi sui profitti
aziendali. Secondo, quello Stato diviene ostaggio totale dei mercati di
capitali privati, che ne possono depredare la ricchezza impunemente. E ciò
rientra con precisione nel piano distruttivo dei nuovi “rentiers”. Ecco la catastrofe dell’Eurozona. Dopo tutto fu uno dei
suoi maggiori architetti, il tecnocrate francese Jaques Attali, che in
conversazione con l’economista Alain Parguez, ex consigliere di Mitterrand, si
lasciò sfuggire la piena verità sui nuovi “rentiers
con queste parole: “Ma cosa credeva la
plebaglia europea? Che l’Euro fosse stato fatto per la loro felicità?

Ahimè, nella cosiddetta plebaglia stanno milioni di consumatori che sono
l’ossigeno della sua azienda.

Chi crea ricchezza finanziaria per lei?

Le chiedo qui un
ultimo atto di pazienza, per dare sostanza teorica accademica a quando detto
sulle funzioni insostituibili della spesa a deficit dello Stato per arricchire
l’economia del settore non-governativo di famiglie e aziende. Funzioni che, lo
ribadisco, possono esistere solo in presenza di moneta sovrana, e non più con
l’Euro. Il lavoro principale in sede di scienza economica su questo concetto fu
svolto da Abba Lerner, con la sua Functional
Finance
, da Wynne Godley, con i suoi Sectoral
Balances
, e dai Circuitisti di
Alain Parguez et al. che hanno analizzato il circuito monetario. Tale concetto
è assai semplice: una nazione ha in sé due tipi di ricchezze, quella
finanziaria (denaro, titoli, equities, cash, ecc.) e quella dei beni (risorse,
prodotti, case, terreni, infrastrutture, cultura ecc.). Non esistono altri tipi
di ricchezze. In una nazione esistono solo due soggetti: il settore governativo
dello Stato con tutto l’apparato pubblico da esso gestito (GOV.), e il settore
non-governativo di famiglie e aziende produttrici di beni e servizi (NON-GOV.,
cioè ‘il privato’). Non esistono altri soggetti.

Immagini ciascuno di
questi soggetti come un Contenitore.
Ciascuno di essi possiede come ovvio due tipi di ricchezze, quella finanziaria
e quella dei beni. Ora, la domanda che lei si deve porre da imprenditore è
questa: come può la mia azienda approvvigionarsi di maggiori entrate
finanziarie? Le entrate finanziarie sono la sua linfa vitale in business,
poiché come dimostrato ampiamente da oltre un secolo di Monetary Theory of Production (Veblen, Keynes, Robinson et al.), il
circuito del profitto parte dal denaro, produce cose e servizi e torna al
denaro. Bene. La risposta che sicuramente le viene spontanea è: trovando
maggiori mercati per i miei prodotti/servizi. Ok, certo. Ma badi bene a una
cosa: se la sua attività compete nel contenitore NON-GOV. di cittadini e altre
aziende, e se ha successo, il bene finanziario che lei acquisisce non è un bene finanziario in più al netto.
Non lo è perché il denaro che lei incassa è sempre denaro che qualcun altro nel contenitore NON-GOV. ha speso.
Ora, questo è bene per lei, ma è un addebito per altri cittadini o altre
aziende. Infatti nessuno nel contenitore NON-GOV. può creare il denaro*, e dunque gli accumuli di quel contenitore da una
parte, corrispondono sempre a sottrazioni da qualche altra parte; è, in
sostanza, tutto denaro che solo gira in circolo di continuo. Questo può oggi
fare la sua fortuna, ma non la fortuna
di tutto il settore aziendale come insieme
. In economia si dice che nell’aggregato (nel suo insieme) il
contenitore NON-GOV. da solo non può mai aumentare la propria massa
finanziaria, può solo farla circolare da qui a là o da là a qui; di qua si alza
ma di là si abbassa, necessariamente.

*(il sistema bancario crea denaro, ma gli corrisponde
sempre un debito di qualcuno, per cui nulla al netto)

Come invece lei di
sicuro intuisce, il contenitore NON-GOV. idealmente dovrebbe poter acquisire nel suo insieme beni finanziari in
aumento al netto, senza cioè che nessuno
al suo interno li debba contemporaneamente perdere. Questo è crescere, questa è vera crescita economica, l’unica reale
crescita, quella di tutti contemporaneamente.
Dunque, diviene ovvio pensare
che l’unica possibilità per il contenitore NON-GOV. di acquisire beni
finanziari in più al netto è se un contenitore esterno ad esso ve li immette.
Quel contenitore è GOV., cioè lo Stato, che può creare la propria moneta dal
nulla e riversarla nel contenitore NON-GOV. sotto forma di spesa
(acquisti/commesse dello Stato, stipendi pagati, grandi investimenti, emissione
di titoli, contante ecc.). Ma lei può comprendere facilmente che se GOV.
immette in NON-GOV. beni finanziari nella stessa misura in cui li preleva con le
tasse (pareggio di bilancio), NON-GOV. non acquisirà nulla in più. Se poi GOV.
immette meno di quanto tassi su base costante (surplus di bilancio), NON-GOV.
andrà addirittura in perdita. Ne consegue che l’unica possibilità per NON-GOV.
(e questo include lei come azienda) di aumentare al netto i propri beni
finanziari è se GOV. ne immette spendendo
di più di quanto ci tassi
, e questo si chiama deficit di Bilancio. E’, badi bene, una spesa virtuosa che deve
però essere diretta dallo Stato verso la piena occupazione, pieno welfare, e
piena produzione aziendale (full Capacity).
Quando ciò accade, si parla in economia di spesa
a deficit positiva
.

(Nota: esiste a dire
il vero un altro contenitore esterno a NON-GOV. e che in effetti può riversare
beni finanziari al netto in esso. E’ il contenitore delle nazioni straniere,
che se compra da noi più di quanto noi compriamo da loro, ci lascia nei libri
contabili valuta al netto che ci arricchisce. Ma come lei può intuire e come
certamente sa, l’imprevedibilità della bilancia commerciale è tale da impedire
alle aziende nel loro insieme di far affidamento sul quel contenitore come
fonte di beni finanziari al netto. Ed è ovvio che non tutte le aziende poi
lavorano con l’export. Si potrà obiettare che la Germania è invece ancora a
galla nell’Eurozona proprio perché il settore straniero gli riversa abbondanti
risorse finanziarie al netto nelle casse. Vero, ma si tratta in primo luogo di
una condizione di pesante dipendenza fa forze esterne che Berlino non può
controllare; in secondo luogo, poiché la Germania non può più emettere la
propria moneta, essa non può più soccorrere le proprie aziende/cittadini con la
spesa pubblica a deficit, e deve ingraziarsi i mercati esterni usando in patria
le distruttive riforme Hartz del 2004 che hanno depresso come mai prima i
salari e la domanda interna, pur di abbattere i costi. Le PMI tedesche ne hanno
sofferto immensamente. Questa non è certo la condizione ideale per acquisire
beni finanziari al netto. Il contenitore GOV. è, e rimane, l’unica certezza in
questo senso, se possessore di propria moneta sovrana.)

Ciò dimostra oltre
ogni possibile dubbio quanto affermato all’inizio sulle potenzialità della
spesa statale a deficit per lei e per la sua attività, come per tutto il suo
settore in aggregato. E non sono solo
potenzialità, sono proprio necessità
imprescindibili, altrimenti nessun arricchimento finanziario in più al netto vi
è possibile
. Le chiedo di comprendere con impegno proprio questo punto di
macro economia dei bilanci settoriali:

Senza un contenitore esterno a quello aziendale nel suo aggregato che vi
versi beni finanziari al netto in quantità superiore rispetto a quanto gli
sottrae con le tasse, cioè un contenitore che spenda a deficit, è impossibile
per il vostro contenitore ottenere un surplus in aggregato. In parole semplici:
o s’indebita GOV. e NON-GOV. ci guadagna, oppure accade il contrario, NON-GOV.
va in rosso a favore del surplus di GOV. La terza via è il pareggio, che non vi
aiuta affatto. Altre soluzioni non esistono. Il sistema azienda italiano NON
PUO’ crescere con uno Stato che pareggia i bilanci o addirittura cerca il
surplus di bilancio.

Ma attenzione: tutto
quanto sopra poggia sul postulato che lo Stato possegga una moneta sovrana che
esso crea dal nulla, su cui ha il controllo dei tassi d’interesse (titoli e
politica monetaria) e che quindi può emettere liberamente senza che il deficit
sia alcun reale problema. Se al contrario quello Stato è costretto all’uso di
una moneta non sua, che deve prendere in prestito da privati, sui costi del
quale non ha alcun controllo, tutto ciò diviene impossibile, perché
insostenibile nei libri contabili. Sto parlando dell’Euro, la cui creazione ha
costretto 17 Stati nelle medesime condizioni di qualsiasi membro di NON-GOV.,
che dipende da qualcuno all’esterno di sé per prosperare, e che non può più
finanziare alcuno al netto.

Capire.

Ora lei potrà capire
cosa si nascose dietro la retorica dell’Unione Monetaria. E cosa si nasconde
dietro il mantra dei tecnocrati europei (leggi nuovi “rentiers”) per addirittura mettere in Costituzione il pareggio di
bilancio. Si nasconde la precisa mira di sottrarvi crescita e profitto, l’unica
vera crescita possibile in aggregato,
quella che può accadere unicamente
in presenza di spesa interna a deficit degli Stati. La paralisi della crescita
così ottenuta distrugge lo stesso Capitalismo della produzione, su cui lei
vive. Hanno usato il potere delle scuole economiche Neoclassiche finanziate
dalle maggiori Fondazioni e Think Tanks Neoliberiste per creare il ‘fantasma’
del debito pubblico*, riuscendo a nascondere che la più formidabile spinta
produttiva e reddituale della Storia dell’umanità fu originata dal 1946 al 1956
proprio da una colossale spesa a debito degli Stati Uniti d’America, che non risulta
siano poi falliti. Oggi, poi, ci impongono, nel nome della menzogna del debito
e grazie alla gabbia dell’Euro, le Austerità che ancor più strozzano la spesa
dello Stato, che aumentano la tassazione, quindi deprimono i redditi, quindi i
consumi, quindi deprimono la sua azienda, in una spirale senza fine che prende
il nome di Spirale della Deflazione
Economica Imposta
. Inoltre, lo Stato vittima di queste Austerità si trova a
dover far fronte a spese a deficit del
tutto negative e improduttive
(ammortizzatori sociali, aumento spese
sanitarie, calo gettito fiscale dovuto al crollo dei redditi ecc.) che ne
aumentano il debito senza che ciò crei
alcuna ricchezza vera nel settore non-governativo di cittadini e aziende
.
Cinicamente poi, questo aumento di debito negativo viene preso a pretesto dagli
stessi tecnocrati europei che lo hanno causato (leggi nuovi “rentiers”) per imporci ancor più
Austerità, quindi ancor più deflazione, quindi ancora calo redditi e consumi e
conseguente crollo economico, e tutto il meccanismo pernicioso si auto alimenta
all’infinito.

I nuovi “rentiers” speculano su
questo con inimmaginabili profitti, cifre da far impallidire qualsiasi buona
azienda italiana, proprio perché ne succhiano la linfa, come lei vede oggi. Non
posso riscrivere qui nel dettaglio come questi profitti parassitari avvengono;
lei può far riferimento per ogni particolare al capitolo Ecco chi incassa a
pag. 60 de Il Più Grande Crimine 2011. Ma soprattutto
stanno imponendo un nuovo ordine sociale costruito sulla paura del fallimento
di intere nazioni, che loro stessi ricattano e sospingono alla rovina. Solo un
dato, tratto dai bollettini statistici di Banca d’Italia: la crisi finanziaria
del 2007, il capolavoro globale dei nuovi “rentiers”,
ha complessivamente sottratto all’Italia la cifra di 457 miliardi di Euro in
meno di tre anni. Quei soldi immensi sono stati drenati anche dalla sua
azienda, con l’aggravio che oggi la stessa macchinazione che ha originato il
collasso finanziario globale sta negando a lei, e ai suoi colleghi, il credito
bancario che le serve per sopravvivere. Come ne esce lei? Vi hanno messo in un
angolo e vi stanno sbranando. Ma la via d’uscita c’è, ed è eccellente. Solo un
attimo ancora.

*(tutta
la storia dettagliata con documentazione accademica di questi fatti ne Il Più
Grande Crimine 2011, www.paolobarnard.info)

Il pollaio.

E’ a fronte di queste
realtà innegabili di macro economia, e a fronte dell’inganno attraverso cui i
cittadini e gli imprenditori vengono colpiti così duramente, che lei potrà intuire
come la decennale contrapposizione ‘dipendenti-padroni’ sia sempre stata un
teatro fittizio in cui vi hanno costretti a sbeccarvi a sangue, voi e i
lavoratori, come foste, con rispetto, polli in un recinto. Mentre ben altri
poteri pianificavano come dissanguarvi tutti.

Le offro come esempio
uno degli angoli in cui vi hanno impantanati – datori di lavoro e dipendenti –
e dove vi siete logorati per decenni inutilmente. E’ il dibattito sul costo del
lavoro. E’ stato incorniciato in una rigida equazione: ‘l’azienda necessita di abbattere il costo del lavoro, pena la perdita
di competitività
’. A ciò si oppongono ovviamente i salariati, rivendicando
maggiori margini a loro volta. Ma il dibattito è del tutto fuorviante, falsato
e con una mira che neppure immaginate: colpire, come sempre, il Capitalismo dei
consumi e della produzione, e di rimando anche la stabilità finanziaria dello
Stato. Mi conceda un breve passaggio di storia dell’economia: l’idea secondo
cui è l’abbassamento del costo del lavoro che permette maggior profitto, e
persino maggior offerta di occupazione, nasce (nel capitalismo moderno) con
l’economista inglese Arthur Cecil Pigou a inizio novecento. Apparteneva alla
scuola economica detta Neoclassica, quella che reagì a Marx tentando di provare
il perfetto funzionamento del mercato in un suo equilibrio spontaneo (General Equilibrium Theory). La sua era
un’idea strana davvero: primo, come può un lavoratore il cui reddito cala
essere poi colui che consuma abbastanza prodotti e servizi da mantenere
l’economia a galla? E, come argomentò con grande efficacia non molto più tardi
John Maynard Keynes, in un’economia che di conseguenza soffre cali nei consumi,
quindi cali di vendite delle aziende, perché mai dovrebbe un imprenditore
assumere di più? Keynes formulò una complessa spiegazione di cosa determina
veramente la propensione all’investimento dell’imprenditore, che include
occupazione, nel capitolo 17 della sua General
Theory
. Ritengo che essa sia perfetta anche nell’oggi. E poi, come noto
anche a livello popolare, fu Henry Ford a smentire Pigou con la sua innovativa
politica salariale di aumento della paga unito al profit-sharing, dimostrando
che in quel modo ne giovavano non solo le vendite della sua industria, ma
l’economia tutta.

Ma l’idea di Pigou
doveva sopravvivere, per un motivo: essa avrebbe proprio condotto a quel calo
dei profitti, a quell’incrinatura nella macchina capitalista di consumi- produzione,
a uno scontro acerrimo fra imprenditori e dipendenti, che servivano
perfettamente le mire dei nuovi “rentiers”.
In particolare, nell’azione deflattiva sull’economia, essa avrebbe poi causato
disoccupazione maggiore, precarizzazione del lavoro, e quindi avrebbe costretto
gli Stati alla spesa a deficit negativa, cioè improduttiva, di cui si è prima
parlato. Incrinare consumi-produzione, cali dei fatturati, scontri distruttivi
nel mondo del lavoro, tensioni sociali, danni alle finanza statali. E tutto
questo per un’idea sbagliata, perché buoni redditi significano nell’aggregato la salute delle aziende, non la loro rovina, specialmente se
esiste alle loro spalle uno Stato che
spende a deficit positivo per sopperire ad eventuali difficoltà nel privato

(maggiori dettagli su costo lavoro-costi per le aziende e spesa a deficit più
sotto). Capisce, caro amico, come vi hanno confinati per decenni su un
dibattito fittizio? Il vostro interesse comune, imprenditori-lavoratori, stava
in realtà nella stessa cesta: il benessere dei redditi tutelato da spesa a
deficit positiva. Ma vi hanno invece accecati nello scontro. E questo mentre
loro macchinavano, col successo che è davanti agli occhi di tutti, per rendere
intere economie nazionali irriconoscibili a confronto con ciò che furono solo
30 anni fa.

Le Tasse.

E qui aggiungo un
altro esempio di come hanno sospinto voi e i vostri lavoratori in un tunnel del
tutto fuorviante. Mi dica: cosa vi è di più opprimente per lei imprenditore
della tassazione? E’ un coro unanime in Italia, dal gestore di bar
all’industriale: la pressione fiscale si magia tutto, è insostenibile, e
costringe persino a una quota di ‘nero’, senza cui semplicemente tanti
chiuderebbero. Amico caro, lei lo sa a cosa servono realmente le tasse? No, non
servono, e ripeto, NON servono a finanziare la spesa dello Stato. Questo, di
nuovo, da un punto di vista di esatta contabilità di Stato è falso. E’ un’altra
delle invenzioni del sistema economico Neoclassico, e che si è piantata nelle
convinzioni sostanzialmente di tutti. La scuola economica Circuitista e quella della Modern
Money Theory
(MMT), in particolare gli economisti Warren Mosler, Pavlina
Tcherneva e L. Randall Wray, hanno dimostrato esattamente quanto segue.

E’ impossibile che le tasse possano pagare alcunché nei
bilanci di uno Stato, visto che sono denaro che il governo ha immesso nella
collettività e che di norma si riprende indietro in percentuale minore. Non può
in alcun modo rispenderli poi, la matematica non glielo permette. Come dire: se
un negoziante investe 100 e incassa 70, come fa ad avere alcunché da spendere? Ma
anche immaginando il santificato pareggio di bilancio, dove lo Stato spende 100
e tassa 100, dove sono i fondi da spendere? Ciò che in realtà accade è questo:
lo Stato a moneta sovrana inventa denaro spendendo – significa accreditando
conti correnti nel contenitore NON-GOV. – che poi drena dagli stessi conti
tassando, distruggendo quel denaro. Sì, distruggendolo, perché si tratta solo
unità di conto elettroniche che, all’atto del pagamento delle tasse, scompaiono dai conti sui computers della
Banca Centrale. Non arrivano da nessuna parte, in realtà. Immagini la spesa
dello Stato come un contatore elettronico: quando lo Stato spende, i numerini
corrono aumentando, es. da 234.000 a 234.400 (i c/c dei cittadini aumentano);
quando lo Stato ci tassa gli stessi numerini scendono ad es. da 234.400 a
234.100 (i c/c dei cittadini calano). Semplicemente 300 cifre elettroniche sono
sparite nel nulla, non possono essere spese. Ecco cosa sono le tasse veramente,
denaro che sparisce, null’altro, e certamente non un mezzo per racimolare soldi
per la spesa dello Stato.

Ma allora, perché diavolo uno Stato tassa? Lo fa per: 1)
tenere a freno il potere economico delle oligarchie private, che altrimenti
diverrebbero immensamente ricche e potrebbero spodestare lo Stato stesso. 2)
limitare l’inflazione drenando denaro in eccesso dalla circolazione. 3)
scoraggiare o incoraggiare taluni comportamenti – si tassa l’alcool, il fumo, o
l’inquinamento, e si detassano le beneficienze o le ristrutturazioni, ecc. 4)
imporre ai cittadini l’uso della sua moneta sovrana. Se non fosse per l’obbligo
di tutti di pagare le tasse nella valuta dello Stato, non ci sarebbe garanzia
di accettazione da parte del settore non governativo di quella valuta.

Tutto quanto ha appena letto, tuttavia, vale solo per gli
Stati a moneta sovrana, come era l’Italia prima dell’Euro, come è il Giappone o
come sono gli USA. Non lo scordi, perché fra un attimo capirà.

Allora le domando:
perché queste realtà contabili indiscutibili non sono mai state rese di
pubblico dominio? Perché al contrario voi imprenditori siete tutti stati
gettati in una eterna lotta a sopravvivere alle tasse e che spesso è andata a
scapito proprio dell’occupazione? Di nuovo: voi e i lavoratori a sbeccarvi,
quando in realtà bastava solo reclamare che uno Stato a moneta sovrana
scegliesse di usare il prelievo fiscale solo per i quattro motivi sopra
descritti, e non nella fittizia convinzione di acquisire le finanze per gestire
il Paese. Ma lei riesce a immaginare che razza di ricchezze avrebbero potuto
rimanere nei fatturati aziendali, quindi negli stipendi dei dipendenti, se
avessimo tutti capito che uno Stato a moneta sovrana NON necessita di tasse per
spendere? Ma no, lì vi hanno ficcati, a penare per decenni per nulla. E poi è
arrivato l’Euro non-sovrano, che vi (ci) hanno imposto proprio per evitare per
sempre che qualcuno potesse reclamare dagli Stati un uso sensato delle tasse.
Comprende ora?

Tutta la scuola
economica Neoclassica, la prediletta dai nuovi “rentiers”, quella che oggi domina ovunque incontrastata, ancora sostiene
quelle tesi che ho sopra smontato, dal passato degli
Arrow, Debreu, Hahn,
Von Mises, Hayek, fino a Mankiw, Rogoff, Lucas, Alesina, Stagnaro, Rocca,
Vaciago, Petroni ecc. di oggi. Nella finta contrapposizione degli interessi di
imprenditori e lavoratori, fu omesso oculatamente (e criminosamente) proprio il
ruolo della spesa a deficit positiva del contenitore GOV. Ciò infatti che viene
finanziariamente perduto dal sistema aziende nell’aumento del costo del lavoro,
in particolar modo sul fronte della competitività, non solo gli ritorna in
termini di acquisti, ma deve e può essere coperto proprio dalle infusioni di
spesa a deficit positiva dello Stato. Cioè: edificazione di infrastrutture
mirate alla competitività internazionale e nel commercio, detassazioni
multiple, acquisti diretti della produzione a rischio, emissione di titoli per
rendite finanziarie mirate a reinvestimento in attività produttive, incentivi
fiscali al reinvestimento degli utili in produttività, crediti facilitati o
crediti garantiti senza limiti, ammortizzatori sociali mirati però alla
formazione d’eccellenza dei lavoratori, e molto altro. E siamo di nuovo al
ruolo di questo Stato, così centrale, ma oggi reso impossibile per l’Italia
dall’adozione dell’Euro.

Licenziare.

Anche qui uno Stato a moneta sovrana che spenda a deficit positivo
dirime ogni controversia. Fra poche righe il perché. Ma mi permetta di
sottolineare un punto fermo: il tema del licenziamento oggi, nel presente caos
Neoliberista e in Italia in particolare, non permette alcuna scelta di campo. Non
ha torto l’imprenditore, non lo ha il lavoratore. Ometto di allungare questa
trattazione per illustrarle l’indecente fenomeno dello Slimming Down aziendale che usa i licenziamenti per le speculazioni
azionarie e di stock options. Né posso dilungarmi sui ricatti che corrono
spesso fra datori di lavoro e dipendenti, specie se donne, dove il
licenziamento è l’arma. Ma neppure devo dirle ciò che lei sa benissimo, e cioè
che un dipendente cialtrone e inamovibile paralizza un’intera azienda, e
danneggia tutti; che gente che non risponde al telefono in magazzino perché “vaff… c’è il fantacalcio” andrebbe
cacciata all’istante; che l’etica del lavoro è un mistero nazionale qui da noi,
ecc. Purtroppo sono costretto a parlare di licenziamenti nell’astratto della
macro economia, ma non per questo ciò che le devo dire è meno centrale. Vi sono
istanze dove il licenziamento diviene necessità ineludibile per l’azienda – un
esempio, fra gli altri, è il settore auto, dove lo sviluppo tecnologico unitamente
alla competizione dall’Est asiatico renderà impossibile mantenere forza lavoro
umana in fabbrica; Marchionne è in malafede e non lo dice, lui sa che il
destino dell’operaio metalmeccanico è segnato, inutile remare contro la Storia.
In quelle istanze può intervenire la spesa a deficit positiva dello Stato, che
può riconvertire a sue spese e senza limiti i posti di lavoro perduti in nuove
occupazioni cosiddette “ad alta densità
umana di valore ambientale/sociale”.
Per far solo due esempi fra molti altri,
nella gara disperata a preservare l’ambiente, e con un aumento costante della
popolazione anziana e bisognosa, non è difficile immaginare quanta nuova
occupazione se ne potrebbe estrarre, per non parlare del settore dei servizi alla
quotidianità. Occupazione finanziata dallo Stato, e sgravata da voi
imprenditori là dove veramente necessario il licenziamento. Comprenda, caro
amico, come questo spazio di manovra dello Stato a moneta sovrana, che applichi
quelli che la Modern Money Theory
chiama i Programmi di Lavoro Garantito
(Job Guarantee), pone voi e i vostri
dipendenti di colpo oltre qualsiasi sterile e distruttivo dibattito sui
licenziamenti, articolo 18 e affini, limitatamente, preciso, ai licenziamenti
resi inevitabili dalla competizione internazionale o da bilanci aziendali in
crisi.

Concludendo, sarebbe stato vostro interesse comune, datori
di lavoro e dipendenti, smettere di contrapporvi negli angoli ciechi del
pollaio, e lottare assieme contro il comune nemico, per resuscitare il comune
alleato: lo Stato a moneta sovrana che spende a deficit positivo per tutelare
il 99% di cittadini e aziende.

L’economia di salvezza per lei, per voi, per
noi: Modern Money Theory (MMT).

Innanzi tutto cos’è.
E’ il nome dato dall’economista australiano Bill Mitchell a una riformulazione
moderna, cioè scientificamente costruita sulle odierne strutture finanziarie e
macro economiche, di idee partorite da alcuni dei giganti dell’economia del XX
secolo, a partire da
Georg
Friedrich Knapp, Alfred-Mitchell Innes,
John Maynard Keynes, Abba Lerner, Joan Robinson, Hyman Minsky e Wynne Godley. I
moderni esponenti di questa scuola di economia si raggruppano all’Università
del Missouri Kansas City e al Levy Economics Institute di New York. Essa ha
studiato e dimostrato in centinaia pubblicazioni accademiche tutto quanto io le
ho esposto finora dal punto di vista delle potenzialità del circuito monetario
statale. La correttezza teoretica della MMT, e il suo dirompente impatto sulla
gestione delle economie moderne, la sta oggi imponendo all’attenzione del
mainstream mediatico (ad es. Washington Post 19/02/12 – Repubblica 22/02/12).

Ha un pregio estremo,
introvabile: è pura scienza descrittiva, ed è, su questo, incontrovertibile,
tuttavia si presta ad applicazioni in economia e società senza precedenti.
Spiego. La MMT, nella sua parte teorica che descrive fenomeni monetari, ha
saputo dimostrare come assolutamente corretti tutti i postulati che io le ho
prima descritto: quelli sulla reale natura di debito e deficit pubblici a moneta
sovrana, quelli sulla tassazione, sulla perniciosità dell’Euro, sulla creazione
di finanza in più al netto per NON-GOV., sulla Spirale della Deflazione Economica Imposta dalle Austerità, sul
reale funzionamento virtuoso di spesa-redditi-risparmi-spesa-profitti, sulle
potenzialità di un
Programma di
Lavoro Garantito
dallo Stato a vantaggio sia delle imprese che dei
dipendenti ecc. E proprio per questo la MMT è adattabile ad una applicazione
immediata come politica economica nazionale per la tutela di cittadini e
aziende. La tutela del 99%, a scapito dell’1% dei nuovi “rentiers”, che oggi ci
succhiano vita e risorse, le sue risorse caro amico.

La MMT ci descrive il
ritorno dello Stato a moneta sovrana alle sue funzioni più alte, quelle messe
in atto dal 1946 al 1956 dagli Stati Uniti del boom economico più possente
della Storia dell’umanità, a vantaggio di tutto il contenitore privato di
cittadini e aziende, il NON-GOV. Ci descrive, caro imprenditore, la salvezza da
un disegno distruttivo e iniquo che sta minando tutto ciò che noi conosciamo
come crescita, benessere, democrazia: il Neoliberismo dei nuovi “rentiers”, il peggiore mai esistito,
quello a cui voi uomini e donne che hanno impegnato una vita di lavoro e
d’investimenti dovete ogni singola sciagura economica che vi ammorba oggi.

E perciò la via che le
indico non è il Capitalismo americano, né ovviamente il soggiacere passivi al
parassitismo ignobile dei nuovi “rentiers”.
Le propongo di contemplare con serietà la costruzione di questa politica
economica per l’interesse suo, del suo lavoro, dei suoi dipendenti, della
società che vi ospita e della democrazia stessa. Come detto, prende il nome di Modern Money Theory, io e il mio gruppo
l’abbiamo portata in Italia, e siamo a vostra disposizione* – voi come individui
o come categorie di imprenditori – per aiutarvi a conoscerla meglio facendovi
incontrare i suoi massimi autori accademici, e ad applicarla in Italia.

Non consegni gli anni
del suo lavoro alla retorica della politica ignorante e alle menzogne di
tecnocrati devastanti. Vi stanno distruggendo.

Suo,

Paolo Barnard

P. S. : In questo articolo ho poco chiaramente descritto come negli USA del dopo guerra la spesa a deficit del governo realizzò il colossale boom economico privato. Me ne scuso perché questo ha generato incomprensione. La ricchezza del 1946-1956 fu finanziata dal deficit americano (fino al 25% in media, massimo 30%) degli anni immediatamente precedenti, che infatti si tramutò poi in beni finanziari al netto per il settore non governativo nel periodo da me citato nell’articolo.

Paolo Barnard risponde solo per contatti di lavoro su [email protected] – il sito italiano di
riferimento della MMT è http://www.democraziammt.info/negli USA oltre alle scuole dell’Università del Missouri Kansas City e del Levy Economics Institute di New York, i contatti possono essere stabiliti visitando http://neweconomicperspectives.org/.

Fonte: http://paolobarnard.info
Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=345
15.03.2012

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Giancarlo54
Giancarlo54
15 Marzo 2012 , 5:50 5:50

Ci vuole tempo e concentrazione per leggerlo e, a volte, questa sparisce. Però Barnard non si arrende ed uno dei pochi. Chapeau!

greiskelly
greiskelly
15 Marzo 2012 , 6:18 6:18

Ci sono due possibilità se consegno questa lettera al mio datore di lavoro:
– o mi licenzia
– o mi ringrazia

danieleinad
danieleinad
15 Marzo 2012 , 6:35 6:35

sottoscrivo

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 6:42 6:42

Finalmente Paolo Barnard esce allo scoperto. Una bella lettera indirizzata agli imprenditori per dire che il suo nuovo sistema è più produttivo ed ancor più “commerciale”. La mail personale finale con cui inviti a scriverti solo per questioni lavorative la dice lunga sulla tua metamorfosi. A casa Pound da tempo non fanno altro che parlare di te. Positivamente. Chiediti il perché.

A futura memoria:

http://www.youtube.com/watch?v=Ju0RuENjBfQ

illupodeicieli
illupodeicieli
15 Marzo 2012 , 7:20 7:20

Occorre leggere e rileggere, magari qualche passo va ponderato. Come applicarla? E chi dovrebbe e potrebbe farlo? Come tutti sappiamo c’è chi deve inseguire le spese correnti e ha poco tempo per leggere: ma ammettiamo che si fermi e non faccia come il macellaio che ,siccome dice di non avere tempo, continua a tagliare (male) la carne usando una lama che va affilata: ci si ferma , si legge e rilegge. Alla fine c’è questo passo “Come detto, prende il nome di Modern Money Theory, io e il mio gruppo l’abbiamo portata in Italia, e siamo a vostra disposizione* – voi come individui o come categorie di imprenditori – per aiutarvi a conoscerla meglio facendovi incontrare i suoi massimi autori accademici, e ad applicarla in Italia.” Avrei scritto “il mio gruppo e io”, ma appunto, poi come si concretizza il tutto? C’è il rischio che il paziente muoia: oppure ,come sosteneva un po’ di tempo fa, forse proprio nel “più grande crimine”, la sua e quindi anche mia generazione non vedrà i frutti di questa “fatica”?

Giancarlo54
Giancarlo54
15 Marzo 2012 , 7:28 7:28

Quindi se Casapound parla bene di Barnard questo comporta l’automatica “squalifica” di Barnard e di quanto dice?
Complimenti, un’ottima analisi politica.

Non c’è la “faccina” con la “linguaccia”. Ecco fai conto che l’abbia postata sotto il mio commento.

Sempre più depresso che ci sia gente come te. (senza offesa chiaramente)

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 7:42 7:42

Ma non lo squalifica affatto. Anzi inquadra ancora meglio cosa sia sotto sotto la MMT lui e la sua metamorfosi. Per me è meglio che venga allo scoperto invece di far finta di fare il salvatore dei popoli strizzando l’occhio ai fascistelli.

Georgejefferson
Georgejefferson
15 Marzo 2012 , 7:44 7:44

dopo quasi 2 anni di letture/studi sulla questione moneta..insieme alla lettura(2volte)del PIU GRANDE CRIMINE…trovo questo sunto semplice da capire.lineare..ma chi non si e’mai interessato a queste questioni(la maggioranza)si fermerebbe dopo poche righe..conosco anche piccoli imprenditori che non andrebbero avanti troppo con la lettura…arduo stimolare la riflessione riguardo al grande inganno del dividi et impera..anche tra classi poco abbienti ed imprenditori…al di la delle considerazioni giuste sui mali del capitalismo a deficit positivo..che come ampiamente discusso riguardano le scelte politiche del DOPO,che sono scelte politiche,quelle di incoraggiare svilulppi sostenibili e ostacolare i beceri consumismi ad obsolescenza pianificata…la questione di fondo non e’altro,a mio avviso.della criminale induzione a credere,nelle coscenze collettive,che la concorrenza sia solo dettata dalla legge del piu forte,dove piu sei scaltro e pure disonesto(delocalizzazioni..abbassamento salari..scarsa qualita fingendola alta..pesce grosso mangia pesce piccolo)piu puoi arricchirti..sapendo che il pareggio di bilancio statale..non permette matematicamente lo sviluppo ti tutto il comparto industriale..ma solo di alcuni a scapito di altri(soldi sempre quelli..da una tasca all altra)perche anche volendo ed avendo le capacita di crescere tutti..senza soldi nuovi al netto non e’possibile…quindi nuovi beni e servizi senza rappresentanza di contabilita elettronica non possono essere creati..se non distruggendone altri(fallimenti)..insomma..esiste(puo esistere),e ne sono pienamente convinto..la giusta… Leggi tutto »

walterkurtz
walterkurtz
15 Marzo 2012 , 7:55 7:55

A parte gli evidenti buchi di sceneggiatura fatti da B nella breve rilettura della storia dal dopoguerra in poi (capitalismo buono americano vs tecnocrati europei, “Ecco il Capitalismo all’Americana, almeno prima della recente mutazione nella folle sfera finanziaria speculativa” in realtà le prime grandi mutazioni a quel sistema che B glorifica tanto ci furono prima con Reagan e poi con Bush senior, le cui politiche ultra liberiste distrussero lo stato sociale americano) è proprio l’applicazione della mmt senza aver prima mutato un bel numero di cose che mi lascia più che perplesso. Non sono convinto sulla sua efficacia in senso lato, ma una sua applicazione immediata potrebbe essere un boomerang in questo stato di cose.

Georgejefferson
Georgejefferson
15 Marzo 2012 , 7:55 7:55

non vedremo noi i frutti lupo..l urgenza puo spingere a slogan facili per stimolare emotivamente le masse(e’ triste a dirlo ma l emozione attrae di piu della ragione)l accrescimento culturale noi compresi e’un lungo cammino e verra sempre piu ostacolato.Io non sminuisco la speranza..anche perche serve a vivere integri e lucidi..ma non voglio cadere nell illusione del breve termine funzionale alle elite

greiskelly
greiskelly
15 Marzo 2012 , 7:56 7:56

Vorrei capire meglio un passaggio.
“Questa centralità della capacità di spendere valeva sia per lo Stato americano, che ha creato la maggiore ricchezza nella sua storia spendendo a deficit di bilancio fino al 25% del PIL, sia per il settore non-governativo, cioè il privato, dove l’elemento dei consumi (spesa) è sempre stato in primo piano (fin eccessivo, si sa). ”

Ma siamo sicuri che la maggior ricchezza della storia americana derivi solamente dalla spesa a deficit fino al 25%?
Non è che questa spesa ha largamente finanziato un esercito che è andato a occupare e accaparrare territori e risorse altrove?

zingaro
zingaro
15 Marzo 2012 , 8:14 8:14

Cosa significa “esce allo scoperto”? Barnard è una vita che la pensa così!
C’è qualche discrepanza tra la realtà dei fatti e l’analisi di Bearnard? La tesi portata avanti da Barnard è sbagliata? Se si dove?
Ce l’hai perché mette una e-mail per contatti di lavoro? E’ un atto criminale cercare un lavoro? Posso venire a rubare con te? Perché sai, anch’io cercavo lavoro, ma se è un reato non lo faccio più, ci mancherebbe. Ho l’età di Barnard e sono disoccupato (come lui) se il lavoro è un reato…
Oppure ce l’hai con lui perché lui è lui e tu sei malato di protagonismo?

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 8:18 8:18

No, per Barnard lo spendere a deficit ha creato una fantasmagorica crescita che ha reso tutti ricchi e felici. Una crescita da imitare e ripetere. Poi vabbé chi se ne frega se nel mentre questo magnifico stato ha distrutto mezzo mondo ed il 60% dei suoi abitanti prende psicofarmaci. Queste sono piccolezze.

Georgejefferson
Georgejefferson
15 Marzo 2012 , 8:19 8:19

vero greis che se prendiamo qualsiasi stato ad esempio per sottolineare l importanza del deficit spending positivo..cadiamo in buco nell acqua..tutti hanno scheletri nell armadio..giustamente Paolo dovrebbe sottolineare di piu certi aspetti degli USA questo sopratutto per rispetto verso i popoli martoriati dal sogno americano…il punto comunque e’l importanza dello strumento del deficit come unica arma in mano agli stati(gli unici..teoricamente..ad interesse di tutti)per far fronte agli oligarchi massoni che stanno letteralmente comprando(senza oro in cassa)tutti i comparti produttivi pubblici e privati…diffondere alla gente comune e per le prossime generazioni il fatto che quel poco che pensano giusto dell economia..e’completamente sbagliato e contrario..difficile..ci vuole umilta non saccente..stimolare curiosita..chi sa mettersi contro il luogo comune saggio che lo stato non deve spendere piu di quel che guadagna?prima non riuscivo..ora un po so cosa dire..per esempio..e chi crea i soldi per l ospedale nuovo che serve..se lo stato non puo creare soldi nuovi al netto?frasi strane..ma che possono indurre curiosita e conseguente dialogo..approfondimento

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 8:20 8:20

Mi basta sapere che secondo te Barnard è una vita che la pensa così. Mi confermi che il suo modello di sviluppo è sempre stato quello americano anni 50? Prima lavorava e faceva benissimo il suo mestiere. Era aperto al dialogo anche via mail.Io ne sono testimone. Adesso cerca religiosi per la sua parrocchia.

tania
tania
15 Marzo 2012 , 8:28 8:28

““Caro imprenditore, spero che una domenica pomeriggio nella calma del suo salotto.. Né Confindustria, né le vostre organizzazioni di rappresentanza hanno capito.. I sindacati… devo trattenere il disprezzo ..venduti non ai ‘Padroni’… Per questo faccio appello a voi imprenditori.. Vi sono forze al lavoro in Europa che mirano, non esagero, alla distruzione delle dinamiche del Capitalismo stesso. E non sono affatto forze marxiste, per carità. Al contrario, e peggio.. Il Capitalismo americano è nato dinamico, pragmatico, e con un’istintiva connotazione verso la ‘Funzione del Consumo’..Questo Capitalismo sbarcò in Europa dopo la seconda guerra mondiale, con un buon successo.. In Europa, tuttavia, i gangli del Potere tradizionale – quello che ereditò gli ideali dell’Ancien Régime, ..ha sempre visto il Capitalismo americano come un’aberrazione.. Non certo per le sue derive eccessivamente consumistiche, ma, al contrario, solo perché persino quel minimo di contenuto democratico che esso mantiene – cioè la necessità della presenza di una popolazione tutelata abbastanza affinché consumi – era visto come un’insidia inaccettabile.. scommettono su rendite .. violando ogni regola di libero mercato reale.. hanno abbandonato la virtuosità del libero mercato reale.. Questi sono i nuovi “rentiers”,odiano il Capitalismo dei consumi..”” Ho letto fino a qua .. ben oltre il… Leggi tutto »

Georgejefferson
Georgejefferson
15 Marzo 2012 , 8:36 8:36

si e’nominato spesso il cambio temporale a cavallo dei 70/80..l impestazione neoliberista nasce li..con precedenti sperimentazioni in america latina nei 70..comunque solo il deficit spending positivo puo creare lo stato sociale..farlo crescere e trasformare lo stato nel suo originale scopo ideale..per il bene comune..solo questo strumento puo dare la forza che serve ad esso per fronteggiare le elite massoniche ora mai giganti nel mondo..solo questo strumento puo dare sempre allo stato il potere di ostacolare il becero consumismo usa e getta inquinante e sostenere lo sviluppo sostenibile…certo che se esistono solo politici clientari e corrotti nessuno strumento funge..ma con la presenza di esso non potrebbero piu avere la scusa del NON CI SONO I SOLDI per esempio per sistemare l assetto idrologico evitando stragi alla prima alluvione..non avrebbero piu la scusa del NON CI SONO I SOLDI e i posti di lavoro bisogna elemosinarli da miliardari privati che ipestano l ambiente TANTO DANNO LAVORO(con la beffa del nominarli cavalieri del lavoro)..e tanto altro..ovvio che bisogna anche ridefinire il ruoli..diritti e DOVERI di uno stato..compreso il rendere conto PER LEGGE alle eventuali class action dei cittadini..o referendum

walterkurtz
walterkurtz
15 Marzo 2012 , 8:50 8:50

Grazie per il video. In effetti l’idea di capitalismo americano post-bellico sostenuta dal Barnard attuale cozza nettamente con la visione del mondo che emerge da questo video di solo pochi anni fa.

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 9:03 9:03

Come mai ultimamente il modello di sviluppo a cui guarda Barnard è quello USA? Come mai ci presenta solo una piccola parte del problema? E come mai sceglie di nascondere il fatto che non è stata la spesa a deficit a garantire quella follia chiamata crescita? Perché non convocare un bel congresso sui miracoli della Cina? Gli argomenti sarebbero presto detti. Loro crescono più di tutti. E poi hanno prezzi competitivi come nessuno. Alla Standa puoi trovare un bel pallone made in china per 2 euro.E chi se ne frega se quel pallone è stato cucito da un bambino di 5 anni.Quello che conta e la crescita E NON LE SUE CONSEGUENZE. Barnard sceglie vergognosamente di nascondere i lati bui della sua MMT, per far credere come nel capitalismo, al miracolo della crescita, tutti ricchi e felici. Tira fuori i conigli dal cilindro nascondendo gli scheletri solo per auto-alimentarsi in questa società così egocentrica e narcisista. Un tempo i suoi scritti erano dedicati all’altra parte, a quella che ora volutamente trascura. Un tempo non ci diceva quanto era bella la crescita americana ma ci parlava degli orrori degli USA. Paolo Barnard oggi come oggi potrebbe essere preso per la Mercegaglia… Leggi tutto »

Giancarlo54
Giancarlo54
15 Marzo 2012 , 9:03 9:03

Ho capito, sei stato anche tu colpito dallo stesso morbo che ha colpito Ricbo e Tania. Occorre urgentemente trovare il vaccino.

Giancarlo54
Giancarlo54
15 Marzo 2012 , 9:06 9:06

Ecco, quando parlavo del pericoloso morbo, parlavo proprio di questo…..

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 9:10 9:10

Queste parole di Barnard sono vergognose per uno che ha scritto “per un mondo migliore” e sancisce il suo passaggio definitivo dalla mia libreria al mio cassonetto.

lpv
lpv
15 Marzo 2012 , 9:28 9:28

Il tuo commento invece la dice lunga su di te.

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
15 Marzo 2012 , 9:41 9:41

fai proprio un esempio che ci sta come i cavoli a merenda. casa pound, bella o brutta che sia, non è certo per essere più produttivi e commerciali… boh. le solite scemenze rossi vs neri

Firenze137
Firenze137
15 Marzo 2012 , 9:45 9:45

Non capisco perchè si continua ad etichettare “ben oltre il sopportabile . Qui siamo a metà tra MarcoPannella e ForzaNuova”…senza argomentare.

Barnard spiega. Poi inserisce la MMT come possibile soluzione ad un problema non da poco che ci coinvolge tutti. C’è qualcosa di riprovevole in ciò ?.

Perchè si deve sempre far riaffiorare l’ipercriticismo ed il tifo da stadio, invece di fornire un contributo ragionato a tutti coloro che sono – come me – sinceramente interessati a CAPIRE. E non a puntare il dito.

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 9:46 9:46

ma sicuramente è così. L’unica differenza è che io non drogo migliaia di pecore promettendo la salvezza e la ricchezza in cambio della fede. San Paolo Barnard da Rimini.

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 9:48 9:48

Confondi gli slogan con la sostanza. CasaPound è anticapitalista come è anticapitalista la MMT.

rosbaol
rosbaol
15 Marzo 2012 , 10:00 10:00

Perchè il comunismo per molti è una religione. E con i religiosi è impossbile ragionare.

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 10:01 10:01

fortunatamente c’è Paolo Barnard che non imposta le cose in modo religioso.

Georgejefferson
Georgejefferson
15 Marzo 2012 , 10:08 10:08

bravo firenze…pure io cerco di capire e studiare..quasi sempre assistiamo a critiche sterili senza entrare nell argomento tentandone una confutazione ragionevole..sempre a slogan neri/rossi…capitalismo malato sfrutta bambini l importante e’ che io non perda il lavoro e possa scrivere la rivoluzione dal pc assemblato da cinesi..ecc..ecc..guarda poi si arriva ad offese gratuite sinceramente mi son rotto i.coglioni di ragionare con certi…guarda questo link
https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=45938….e’un articolo in difesa del liberismo…chiara matrice austriaca..non sono d accordo su tante questioni e voglio cercare di confutare alcune cose..essendo simpatizzante keynes..ma il punto e’che e’uno scritto argomentato..ragionevole in cui si puo aprire un dibattito..quanti qua che lanciano offese entrano nei tecnicismi studiando?e perche non serve..bastan slogan pacifinti che tanto la gestione economica di 7 miliardi di persone non e’difficile..saluti

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
15 Marzo 2012 , 10:16 10:16

beh, non posso rispondere perché non conosco la sostanza di casapound. (e comunque anticapitalista oggi vuol dire 10 cose diverse…, c’è gente che si dichiara anticapitalista perché vuole un cambiamento politico-economico e una società più equa e libera, e c’è gente che si dichiara anticapitalista perché vuole l’epropriazione dei beni e la fine della proprietà privata… Sono posizioni inconciliabili che usano la stessa terminologia).

Notturno
Notturno
15 Marzo 2012 , 10:42 10:42

Se qualcuno ha da dire qualcosa NEL MERITO della teoria che Barnard propone, mi piacerebbe leggerlo, senza dovermi sorbire personali e infantili valutazioni sull’uomo o meste battutine pseudo-zelig.

Quali sono questi punti deboli?

rosbaol
rosbaol
15 Marzo 2012 , 10:50 10:50

Vedi, ti sei sentito attaccato.
1) a me i modi di Paolo Barnard non piacciono. Ma questo cosa c’entra con ciò che propone e, tra l’altro, ciò che propone non sono le sue idee, sono idee che hanno un secolo. Qui si rischia si scambiare un giornalista per un economista. E credo che la cosa stia diventando grave.

2) non penso che la MMT possa essere la soiluzione di tutti i mali del mondo, per il mali del mondo c’è il woodoo.

3) abbraccio l’idea di sovranità monetaria e di uno Stato che possa rifilarsi la propia politica economica. Mi dispiace, ma la mia razionalità mi impedisce di pensare che il”compagni di tutto il mondo unitevi” possa funzionare. Io non ho una gran fiducia negli uomini. E quindi, mi accontento della MMT oppure di qualcosa che le assomigli il più possibile.

Scusami se è poco.

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
15 Marzo 2012 , 11:05 11:05

sintesi perfetta

Firenze137
Firenze137
15 Marzo 2012 , 12:05 12:05

e aggiungo che non solo si deve argomentare, ma si dovrebbe DIMOSTRARE quello che si sostiene.

Siamo tutti abituati al bla bla bla televisivo che è tutto bla bla gratuito della serie apro la bocca ed imposto il tono della voce serio e compunto (Monti docet .. è un vero maestro) per darmi un atteggiamento e poi non dico niente. Byte di informazione (che è il presupposto perchè un oratore apre bocca) = ZERO ! Solo suoni il cui tono ci fa credere che qualla roba la è vera e seria.

Torniamo a scuola. Ipotesi, e tesi. E giù una bella dimostrazione. Chi fa solo ipotesi o belle storielle, che le racconti pure ai bambini. Tanto non gli credono neppure loro !

walterkurtz
walterkurtz
15 Marzo 2012 , 12:18 12:18

Religiosi sono anche molti seguaci del Barnard (vedi le reazioni scomposte che tanti hanno quando qualcuno non condivide le sue idee) e il Barnard medesimo il cui modus operandi spesso e volentieri si può sintetizzare nel “o con me o contro di me”

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 12:26 12:26

lo dico da un po’ di tempo. Barnard sta fondando una religione. Parla di salvezza dell’umanità(cit.) parla di fedeli(cit.) e parla dell’unico modo possibile per raggiungerlo(cit.) A rimini più che un summit sembrava un pellegrinaggio. Ma fa bene a far così: se vuoi esser pastore devi avere tante pecore.

greiskelly
greiskelly
15 Marzo 2012 , 12:54 12:54

era una battuta, che prosegue così:

CasaPound è anticapitalista come è anticapitalista la MMT, ovvero: zero.

Scardanelli
Scardanelli
15 Marzo 2012 , 13:29 13:29

La critica a Barnard e alla MMT è presto detta, senza bisogno di essere troppo circostanziati.

BARNARD E’ UN TURBOCAPITALISTA.

Dimentica i limiti dello sviluppo. Dimentica lo sfruttamento delle masse (che non è ovviamente solo colpa delle banche).

SPIEGAZIONE: perdendosi ad analizzare troppo nel dettaglio il Vero Potere ne è stato inavvertitamente sedotto.

greiskelly
greiskelly
15 Marzo 2012 , 13:51 13:51

@viks83
E’ per questo che trovo aberrante come ha descritto positivamente la situazione americana del boom economico: ha fatto solo un conto commerciale: solo numeri, cifre, %. Non ha raccontato tutto quello che ci sta dietro (vittoria delle guerre compreso). E allora Barnard se vuoi essere credibile devi raccontare tutto, anche l’altra faccia della medaglia che non ti piace e che conosci bene.
Oppure per presentare l’MMT agli industriali avresti potuto prendere come esempio il piano dell’ Argentina invece di quegli invadenti incalliti che tu stesso giudicavi terroristi.
Io penso che l’MMT possa risolvere molti problemi oggi, ma mi urta parecchio sentire come esempio positivo l’America del dopoguerra.

@Georgejefferson
Condivisibile quello che dici

Georgejefferson
Georgejefferson
15 Marzo 2012 , 13:52 13:52

DA JOR EL________La MMT non pretende di risolvere una futura crisi energetica. Non pretende nemmeno di costruire un modello di società. Predica soltanto un utilizzo di uno strumento dell’economia – la moneta – per fermare (e magari anche invertire) il drenaggio della ricchezza dei cittadini da parte delle elite della finanza. Una ripresa della spesa pubblica in un paese democratico potrebbe facilitare l’adozione di programmi economici rivolti al potenziamento della ricerca nel campo dell’energia e in altri settori critici, cominciando a riconvertire interi settori del sistema produttivo. Creare occupazione per realizzare un vero cambiamento. Si tratta di togliere un’arma economica dalle mani di una banda di criminali che sta distruggendo il mondo. La MMT ci fornisce un’occasione per farlo, sarebbe sciocco respingerla perché “non risolve tutti i problemi del mondo”.DA ISTWINE___la moneta è uno strumento fondamentale per uno Stato,è ciò che differenzia uno Stato da una famiglia e un’azienda. ma ciò non significa che sia la soluzione ultima di ogni male del mondo. è semplicemente uno strumento fondamentale senza il quale non si può fare niente per il bene comune.La moneta, il deficit, il debito, sono strumenti. che poi chi li utilizza sia un pazzo non deve inficiare il discorso… Leggi tutto »

viks83
viks83
15 Marzo 2012 , 14:05 14:05

Commento condivisibile. Sognare la crescita USA anni 50 è aberrante. Ma a Barnard ultimamente interessano solo i numeri. Proprio come ai turbocapitalisti. Il suo riciclaggio a destra è veramente penoso.

MrZimmy84
MrZimmy84
15 Marzo 2012 , 15:00 15:00

Per me tutto quadra… non si è capito come mai da un certo tempo in poi qualcuno ha deciso che dobbiamo sentirci in colpa se stiamo stati bene. I ragionamenti su MMT non si fermano alla semplice contabilità macroeconomica ma investono un pò tutti i campi sociali. Chi di voi può negare che sono troppe le cose che non vanno? e perchè? quando ho letto il grande crimine e sono arrivato alla pg 60 (che lui qui richiama anche) sono rimasto allibito su come gli speculatori operano. C’è un che di freddo e cinico e oggi ci ritroviamo ancora a masturbarci in divisioni inutili tra chi sa o dovrebbe sapere di più. Quando Paolo dice che l’unico strumento (più importante) è l’economia che deve essere riconsegnata in mano ai cittadini ha pienamente ragione, ma non nel senso che dobbiamo essere tutti economisti, ma cioè che non possiamo sottrarci più alla giudizio su questo campo che è rimasta materia ESCLUSIVA di arroganti studiosi che non puoi fargli una ca..o di domanda che subito ti fanno sentire un deficiente, o almeno ci tentano. Auerback ci disse che tutti questi strumenti finanziari “non hanno nessun FINE PUBBLICO e andrebbero vietati all’istante”. Questo dice… Leggi tutto »

LeoneVerde
LeoneVerde
15 Marzo 2012 , 15:40 15:40

ma mi dite che cavolo c’entra la creazione di posti lavoro pubblici per l’assistenza agli anziani, dei bimbi in età pre-scolare e lo sviluppo di tecnologia, di conoscenza a spese dello stato…col turbocapitalismo? Ma siete scemi?

warewar
warewar
15 Marzo 2012 , 16:27 16:27

Confutare Barnard 101:

…riuscendo a nascondere che la più formidabile spinta produttiva e reddituale della Storia dell’umanità fu originata dal 1946 al 1956 proprio da una colossale spesa a debito degli Stati Uniti d’America, che non risulta siano poi falliti…

Non è assolutamente vero !

Gli USA hanno cominciato a spendere a deficit negli anni ’70 !!

Ecco la fonte (che Barnard non cita):

Bureau of Economic Analysis: Government Current Receipts and Expenditures [www.bea.gov]

Bureau of Economic Analysis: Federal Government Current Receipts and Expenditures [www.bea.gov]

Non vi fate manovrare !!

istwine
istwine
15 Marzo 2012 , 17:21 17:21

attento warewar. la dicitura da guardare è “net lending / net borrowing”. Net Lending è un surplus, Net Borrowing è un deficit. La parte che non viene contata negli anni precedenti al 1960, ma è comunque presente è Gross government investment.

ad ogni modo, ne parlammo tempo fa per il caso italiano se ricordi. se il bilancio non è controllabile in maniera esogena, cioè, le dinamiche del bilancio dal lato delle entrate non sono facilmente controllabili, e neanche da parte delle spese soprattutto in tempo di crisi per via del ciclo economico (e ce ne accorgeremo negli anni prossimi, fiscal compact o no) quindi attribuire tutto al deficit di bilancio è quantomeno poco chiaro e controintuitivo, visto il deficit di bilancio della Grecia.

ma non entro nel discorso. era solo per precisare cosa va guardato nelle statistiche a chi fosse interessato.

zingaro
zingaro
15 Marzo 2012 , 17:21 17:21

Non mi sembra che il modello di sviluppo americano anni 50′ andasse male. Si lavorava tutti, si cresceva in ricchezza, cultura, arte (sogni aspirazioni, progetti per il futuro…). Mi sembra che sia certamente migliore dell’attuale. O no?

strangenick
strangenick
15 Marzo 2012 , 18:27 18:27

Semplice, prenditi “Il Capitale” di Marx. Tutto il castello di carte di Barnard crollerà subito.

warewar
warewar
15 Marzo 2012 , 18:32 18:32

Infatti per i dati dal 46-56 bisogna prendere “Current receipts” e sottrarlo alle “Current expenditures” per avere “Net government saving” (riga 27) e possiamo vedere approssimativamente (come nel caso net lending / net borrowing) che l’impennata di spesa a deficit avviene negli anni ’70.

istwine
istwine
15 Marzo 2012 , 19:10 19:10

però occhio, perché se tu hai in mente la classica identità contabile, devi guardare a Net Lending/Net Borrowing. Net Saving non è uguale a Net Lending. per capirci meglio, se hai in mente sta classica immagine:

http://www.levyinstitute.org/multipliereffect/wp-content/uploads/2011/11/US-Sectoral-Balances_Berlin.png

allora è Net Lending la dicitura che ti serve, per esempio Government Net Lending (ma è valido anche per Private Sector o Household). Cioè, uno può avere un Net Saving positivo, ma essere in una situazione in cui è Net Borrowing (cioè si è indebitato).

comunque, che i dati dell’articolo siano un po’ alla cazzo è assodato e concordo con te.

segretius
segretius
15 Marzo 2012 , 20:30 20:30

Ma…..perchè dovremmo farci insegnare l’economia da americani? Sopratutto un’economia giusta, sostenibile, rispettosa dei diritti ed ecocompatibile? E poi non è vero che, nonostante tutti i crimini sui quali hanno costruito benessere e ricchezza (la loro) sono già falliti più volte miseramente salvo provocare guerre a cascata per sopravvivere(loro) con il loro dannato sistema economico? Eppure dobbiamo costruire il nostro cristo su oro incenso e mirra di quattro re magi americani (non certo dissidenti in quanto sopravvissuti) che ci insegnano a vivere. “Imparati” i dettami della TEORY il sacerdote Barnard dotato di fanatico ardore tratta gli eretici come merde senza arrivare mai ad una conclusione comprensibile, assoggetta tutto, persone, sistemi e pianeta ad una magia, ad una verità INCOMPRENSIBILE ma CHIARAMENTE priva di capo e coda che però salverà tutti dal pericolo di una molto prossima povertà e sofferenza immani. E’ vero che siamo tutti incapaci di reagire a un meccanismo che ci stà conducendo in gironi dell’inferno non sconosciuti in altre zone del mondo, ma la gente non è idiota e capisce, anche senza bibbie nel taschino, che il consumismo la sta uccidendo, e la decrescita consapevole e VOLONTARIA è l’unica via per una vita meritevole di essere vissuta. Ma… Leggi tutto »

BarnardP
BarnardP
15 Marzo 2012 , 20:49 20:49

istwine, è mia premura aggiungere una specifica all’articolo che voi due mi avete suggerito, e che in effetti era necessaria. Ma pontificare che i miei dati sono alla cazzo è sciocco da parte tua. Non lo sono, basta saper leggere la letteratura. Mi hai molto deluso, ti aspettavo per renderti utile all’Italia, invece hai scelto di fare il topo di CDC che sfoggia la sua sapienza facendo puntualizzazioni saccenti. Ok, adesso sappiamo che ne sai più di Wray, ma sei comunque inutile all’Italia. Complimenti a te.

Georgejefferson
Georgejefferson
15 Marzo 2012 , 21:16 21:16

parlando con gente che ha studiato il capitale mi dicono che non trovano incongruenze significative con la descrizione che la mmt fa della moneta moderna…ma forse sono ignoranti..puoi gentilmente farci una confutazione frase per frase dell impianto teorico della mmt..data la tua espertienza..spero non mi si risponda che basta leggere perche noi siamo scolari e abbiamo bisogno di esperti come te..aspettiamo fiduciosi

Georgejefferson
Georgejefferson
15 Marzo 2012 , 21:27 21:27

la decrescita consapevole e VOLONTARIA è l’unica via per una vita meritevole di essere vissuta….ok tutto bello..mi rispondi ad una semplice domanda..no perche la pongo spesso ma non mi viene data una risposta esauriente e risolutiva…se la grande decrescita volontaria arriva e ti fa perdere il lavoro..non genericamente vabbe si va alla caritas…proprio a te..45enne con mutuo e famiglia da mantenere(con madre malata e tetto della casa da rifare)che fai?non parlo del futuro lontano ma se ti succede domani..che fai?andiamo a mangiare la decrescita felice?mi faccio l orto?e dove li prendiamo i semi e gli strumenti se non abbiamo piu reddito?e come facciamo a scaldarci se manco possiamo prendere una stufa perche senza reddito?e tua figlia?che fa?

rix
rix
15 Marzo 2012 , 21:44 21:44

è molto difficile iniziare a parlare… il mio lavoro è fare l’imprenditore…ma prima lavoravo come dipendente…questo mi da la possibilità di poter scrivere…in modo assolutamente imparziale …ma sopratutto spero di avere una buona cultura per poter scrivere…conscio..che sono solo parole perse..ma con molto sollievo le scrivo… innanzitutto noi esseri umani ci riconosciamo in una classe sociale…e quindi in un lavoro… bene… io non sono la classe e tantomeno il lavoro… non ho bisogno di riconoscermi. queste 2 regole associate al denaro…che sono assolutamente necessarie per il dominio…creano il sistema…ma sopratutto identificandoci in un ruolo …e accettando l’energia o mezzo di scambio…che è il denaro noi lo alimentiamo… di parole ne sono state dette molte…scritte di poù…ma sopratutto siamo molto ripetitivi e non comprendiamo…chi siamo… ora io non ho la risposta…anche se…la cerco…e spero di poterla ottenere… sapete come la vedo…l’unione fa la forza…e come dissero i romani dividi et impera… la prima divisione sono le classi…imprenditore ,dipendente…se l’imprenditore vive,vive il dipendente…interesse comune vivere!!! poi esiste la ” democrazia” destra ,sinistra..l’illusione di scegliere…ma sopratutto la bellezza di potersi lamentare e scaricare le colpe che ci appartengono!!! ognuno di noi è colpevole!!! chi sa e acconsente e chi non sa e approva…ed… Leggi tutto »

Georgejefferson
Georgejefferson
15 Marzo 2012 , 21:50 21:50

istwine…una domanda ed alcune considerazioni…la domanda:quando si legge che i soldi nuovi al netto possono venire o dal sett.pubblico col deficit spending(emissione in proprio dello stato)oppure da settore estero con le esportazioni(cioe lo stato estero in questione spende di piu per comprare i nostri prodotti di quanto noi spendiamo per i loro..quella differenza sono soldi nuovi al netto)leggo da Paolo la considerazione che quei soldi dall estero non provengano da fonti affidabili e chiude l argomento senza troppe tesi al riguardo..ma al di la di questo…la domanda e’come fanno gli stati esteri ad avere soldi nuovi al netto?o applicano il deficit spending..oppure arrivano da un altro stato terzo che spende per i loro prodotti piu di quello che vende a loro…giusto?a parte che quel secondo stato se non e’a moneta sovrana quindi non puo utilizzare il deficit spending(come la germania)puo solo puntare sulla qualita dei prodotti per renderli piu appetibili ed abbassare il costo del lavoro per facilitare quel surplus proveniente dallo stato terzo(per rispetto dei lavoratori..non chiamiamo il taglio dei salari quindi ingiustizia sociale con la frase abbassamento costo lavoro..che sembra una frase bella quando bella non e’)insomma..seguendo il ragionamento delle bilancie settoriali in mio discorso dovrebbe filare…pero…siamo d… Leggi tutto »

Georgejefferson
Georgejefferson
16 Marzo 2012 , 0:25 0:25

la vera liberta non consiste solo tra la scelta del bianco e nero..ma anche l esser liberi di sottrarsi a questa scelta imposta…il denaro nasconde un segreto,lo specchio della nostra coscenza

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
16 Marzo 2012 , 0:43 0:43

dovresti concludere con “Amen” i tuoi interventi, come qualcuno ha già fatto notare. E suggerisco “Non avrai alcun Dio al di fuori di Wray”.

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
16 Marzo 2012 , 0:54 0:54

Non so come si fa a dare dell'”inutile” all’unica persona che su questo forum non ha mai offeso nessuno e ha sempre risposto alle domande sulla MMT con competenza e disponibilità, anche quando i tuoi articoli (P.B.), erano perlomeno oscuri… E’ da psicotici.

Georgejefferson
Georgejefferson
16 Marzo 2012 , 1:25 1:25

Istwine..parliamo del summit?io non ti conosco ed il tuo privato lo mantieni giustamente anonimo..hai detto di essere disoccupato e questo me ne dispiace..data la tua competenza ed intelligenza..dico solo che avresti dovuto venire..conosco le tue ragioni del fatto che sai anche piu dei relatori e non approvi l approccio religioso che hai notato dell evento..ma….si..inizialmente il frastuono mediatico.sul web e’stato pompato e religioso..ad impressione,come tu dici..ma poi i facili entusiasmi emotivi hanno lasciato spazio alla realta della portata dei temi..il.clamore in stile fantasy dei buoni contro i cattivi si e’subito smorzato alla contatazione della portata di studio e concentrazione ha cui gente comune come me non e’abituata..eppur nonostante fino all ultimo la maggior parte della gente era li..a faticare nel concentrarsi e prendere appunti..per poi ancora..dopo..come me scaricare i contenuti e promettersi di ripassare..ristudiare.Per chi conta l accrescimento culturale?per la minoranza di accademici chiusi e saccenti nelle loro torri d avorio?no..e’per la gente comune..la maggioranza..ed essa non viene tratta in curiosita e stimolo dalla semplice ragione…ma dall emotivita..viene diretta per la pancia..triste a dirlo ma e’cosi..cosi ci crescono..ci abituano da secoli a livello inconscio collettivo..e guarda che basta poco ai piu attenti per capire la ovvieta del fatto che cambiamenti… Leggi tutto »

albsorio
albsorio
16 Marzo 2012 , 2:24 2:24

La prima cosa da fare è togliere il signoraggio sull’euro da parte della BCE, poi si può entrare nei dettagli della soluzione, senza togliere il signoraggio non c’è soluzione, sull’emissione di una banconota 100 euro lo Stato che ne richiede l’emissione deve emettete 101,20 di titoli di debito a fronte di una cifra irrisoria per la stampa della banconota stessa, tutto questo per una moneta flat, perché Paolo non parli mai di questa semplice verità?

RicBo
RicBo
16 Marzo 2012 , 3:20 3:20

Questo pippone di nonsoquante cartelle (indirizzato a persone che non arriveranno alla ventesima riga) è la dimostrazione di quello che succede quando una persona con aspirazioni messianiche ripone tutta la fiducia nella salvezza dell’umanità su una semplice teoria monetaria, perdendo per strada tutto il resto: analisi storiche, sociologiche, dinamiche tra gli stati e i diversi capitalismi, ingerenze delle chiese, il marxismo tutto, la questione energetica tutta (da cui deriva in grande misura l’espansione economica degli ultimi due secoli)…
Insomma un documentario monotematico che per sostenersi arriva perfino a prendere come esempio il capitalismo USA, glissando sul fatto che il sostegno a deficit della sua economia è stato il sostegno all’imperialismo, non certo all’espansione di politiche sociali mitizzata che si dovrebbe produrre semplicemente integrando la MMT nell’apparato statale.
Insomma qui non si tratta di criticare la MMT, che probabilmente è una teoria economica validissima, ma da una persona che tempo fa chiedeva ai guru del finto attivismo e della finta controinformazione “non credete che ci sia altro da fare, prima?” di rivolgersi la stessa domanda guardandosi allo specchio.

warewar
warewar
16 Marzo 2012 , 3:45 3:45

Esatto…Barnard dice sempre che la spesa a deficit è la soluzione, ma non ha mai fatto un esempio con dati inoppugnabili (o dell’Italia, o degli USA).

P.S. ho usato “net saving” (anche se non corretto) perché non vi erano i dati del “Net Borrowing”.

P.P.S. Perché nelle tabelle ISTAT Indebitamento (-) o accreditamento(+) è la sottrazione del Totale Entrate meno Totale Uscite ?

istwine
istwine
16 Marzo 2012 , 4:06 4:06

No io non ne so più di Wray, neanche un po’, come non ne so più di tanti altri (non esistendo solo Wray). I dati “alla cazzo” sono i dati storici, come walterkurtz giustamente rileva e ho rilevato anche io. Ma non volevo neanche entrare nel discorso. La mia puntualizzazione era semmai volta a darti ragione facendo notare che il deficit c’è ovviamente stato, magari non nelle proporzioni che dicevi tu, ma c’è stato. sulla letteratura, è proprio perché la conosco e continuo a studiare che ho sottolineato la faccenda, proprio perché per quanto io condivida l’impianto di fondo e lo scopo, l’arrancare a forza di “esagerazioni” “imprecisioni” “falsi storici” sta minando lo scopo che è quello di far capire alle persone che l’euro è insostenibile e che è necessario tornare agli stati nazionali (con buona pace delle avanguardie confuse). cosa che si può far comprendere senza quei buchi. perché lo sai sì che i detrattori s’attaccano ai buchi e quando sono tanti la cosa comincia a perdere credibilità? e stanno diventando tanti. poi certo, se la logica è sempre quella del “o con me o contro di me”, io sto serenamente per i cazzi miei e agisco laddove vivo.… Leggi tutto »

Hamelin
Hamelin
16 Marzo 2012 , 4:14 4:14

Questa è la confutazione piu’ ridicola che abbia mai letto…
Gli USA erano già stra indebitati dopo la fine della 2 guerra mondiale …
Nel 1971 hanno sbragato del tutto e sarebbero falliti se non avessero abbandonato il Gold Standard per il FIAT Money…
Il bello è che sono già falliti ora , soltanto che lo possono ben mascherare in quanto l’USD è utilizzato come valuta di riserva e scambio di beni a livello Mondiale…
Basterebbe che le materie prime base fossero scambiate in altre valuta e gli USA fallirebbero in 30 giorni…

rosbaol
rosbaol
16 Marzo 2012 , 4:15 4:15

Io dico che difficilmente ho visto in giornalista che ripara ad un errore. Sapete qual’è il problema? Che temi come questi dovrebbero essere dibattutti ogni giorno dai media. Ed invece siamo 4 sfigati che commentano su un blog. Barnard fa il suo lavoro di giornalista (NON E’ UN ECONOMISTA!) ed è ovvio che può inciampare in qualche errore. Qui vanno a farsi friggere le normali regole di un dibattito. Per istwine, non si dice “dati alla cazzo” ad una persona che fa il suo sacrosanto lavoro di GIORNALISTA D’INCHIESTA,ripeto, GIORNALISTA D’INCHIESTA: è sufficiente correggerlo e poi si va avanti. In merito all’inutilità di ISTIWINE e lo dico con tutto il rispetto per la persona, che non conosco, mi dispiace, ma è vero. Se non hai una cassa di risonanza i tuoi studi te li tieni per te e per i pochi sfigati (come me) che ti vengono a leggere. Si corre il rischio di spettacolarizzare il sapere, è vero. Ma è anche vero che i cravattari europei, grazie alla visibilità, ci hanno ridotti in questo stato. Prego Paolo di darsi una calmata e Istwine di staccare il jack dal collo ed entrare nella tana del bianconiglio. Per favore, abbiamo lo… Leggi tutto »

warewar
warewar
16 Marzo 2012 , 4:19 4:19

Concordo…Infatti avrei voluto i dati del mostruoso deficit del 46-56…

istwine
istwine
16 Marzo 2012 , 4:27 4:27

ehi george, io non so più dei relatori, manco un po’, io studio dai loro scritti, e da scritti di altri e da documenti ufficiali. ma lungi da me dire che ne so più di loro, ci mancherebbe. se mi hanno insegnato un bel po’ di cose che non sapevo. un appunto: io non è che credo o non credo alla MMT. c’è una parte descrittiva e una parte politica, propositiva. condivido ambedue, ma non su tutti gli aspetti. quando la MMT dice che gli squilibri da bilancia dei pagamenti non sono un problema di per sé se hai spazio per politiche fiscali, (insomma, se hai lo Stato che ci mette una pezza continuamente) bé io non sono del tutto convinto. è lecito non essere convinti, anche perché questa idea è condivisa da ben pochi. solitamente si cita spesso Wynne Godley. ma lui non aveva assolutamente quest’idea, lui era decisamente conscio che gli squilibri fossero un problema. e lo stesso vale per diversi altri economisti citati talvolta da Paolo o talvolta dal gruppo MMT certificato UMKC. ma questi dibattiti devono esserci, non possono essere lanciati così. è ovvio e normale che sia la gente comune che gli accademici (che per… Leggi tutto »

Hamelin
Hamelin
16 Marzo 2012 , 4:29 4:29

A mio parere il destinatario è cannato di brutto…
Dovresti rivolgerti specificando: Piccolo imprenditore…
Il grande imprenditore è egli stesso un rentiers…
Generalizzare sul mestiere dell’imprenditoria è un errore…
I Grandi imprenditori sono anche e soprattutto grandi finanzieri , legati in modo inscindibile al mondo della Finanza e delle Banche.
Molti degli imprenditori utilizzano la delocalizzazione e il licenziamento collettivo dei lavoratori per trarne profitti enormi.
Molti evadono ed esportano i capitali in paradisi fiscali .
Molti truffano su false fatturazioni Milioni e Milioni di EUR.
In definitiva gli imprenditori che hanno piu’ peso e che tu definisci “finti” a livello economico sono la parte piu’ grossa del problema.
Loro sono tutto cio’ che il sistema economico tende.
L’economia post industriale neo mercantile non segue principi di giustizia , ma di profitto.

warewar
warewar
16 Marzo 2012 , 4:29 4:29

Negli anni ’70 il debito USA non arrivava a 1 trilione di dollari adesso è di circa 15 trilioni…Quanto sono CRESCIUTI in termini di ricchezza gli USA (dagli anni ’70) con questo aumento di debito ?

http://www.economicshelp.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/514px-USDebt-gdp.png

(ti posto questo link perché non trovo su internet quello che ho).

rosbaol
rosbaol
16 Marzo 2012 , 4:40 4:40

tu c’eri a rimini?

warewar
warewar
16 Marzo 2012 , 4:47 4:47

Questo grafico è più preciso:

Gross Federal Debt [research.stlouisfed.org]

warewar
warewar
16 Marzo 2012 , 4:54 4:54
Iacopo67
Iacopo67
16 Marzo 2012 , 4:55 4:55

Lui crede in un’economia comunista, rifiuta il capitalismo a priori.

istwine
istwine
16 Marzo 2012 , 5:23 5:23

qua non è questione di sapere o non sapere, qua io leggo un articolo che non condivido in alcune parti e scrivo, all’utente warewar che voleva confutare Barnard in toto, che deve guardare da un’altra parte, perché lì non torna. e siccome ne avevamo già parlato tempo fa, so anche dove vuole andare a parare, e se legge meglio i dati, si rende conto che il discorso ha più senso se guarda tutti gli aspetti, in particolare se vogliamo esser precisi, il progressivo abbassamento della dicitura “gross government investment” rispetto alle spese. Cosa che dà ragione a Barnard sostanzialmente. io lo faccio notare, dicendo che i dati “sono un po’ a cazzo” perché checché se ne dica, è una lettera che condividerei sino a un certo punto ok? e mi date contro. anche quando vi sto indirettamente dando ragione. il discorso sul “non si dice a chi…”. lo si dice eccome, altrimenti non esisterebbe giornalismo d’inchiesta visto che non si dice a Draghi che è un golpista. mi segui? Avessi detto che Barnard è disonesto capirei, ma che è impreciso e spesso esagerato in maniera controproducente, si può dire sì o no? ad ogni modo, è un dibattito che mi… Leggi tutto »

warewar
warewar
16 Marzo 2012 , 5:41 5:41

Non volevo confutare Barnard in toto, ma solamente capire come è possibile che il debito americano è esploso dagli anni ’70 (come dai grafici che ho postato sotto) e non ha portato ricchezza (ma bensì l’inizio di una serie di crisi 1974, 1979, 1993, 2001, 2007) e invece quando c’era veramente ricchezza negli USA (50-70) il debito era relativamente basso.

Aggiungo solamente che in tutto il discorso di Barnard non si accenna mai al fatto che il PIL degli USA è formato per un 20% di interessi !!

Nel 2010 su un PIL di $14 trilioni circa $2.58 trilioni erano INTERESSI. (nel 2008 $4.5 trilioni !!!)

fonte: Table 7.11. Interest Paid and Received by Sector and Legal Form of Organization [www.bea.gov]

magnet
magnet
16 Marzo 2012 , 6:27 6:27

Ognuno mette la sua energia dove puo’. Qualcuno offende barnard al soldo di non si sa chi, qualcuno, per genuina ignoranza primordiale, non si rende neanche conto di proiettare la sua propria ombra di disprezzo verso se stesso.

rosbaol
rosbaol
16 Marzo 2012 , 6:53 6:53

Istwine, forse non ci capiamo.Quando parlo di inutilità non voglio dire che tu sei inutile: sarebbe un insulto intollerabile e verso una persona che non conosco neanche. Dico solo che le cose che scrivi sonon scritte su un blog di quattro gatti (compreso quello del Prof Abbagnai, ti seguo anche lì). E’ questo è un fatto. Non c’è nessun dibattito su questo blog e per il seguente motivo: i commenti dei blog per loro natura sono dispersivi ed è davvero difficile seguirli. Ne è la prova che, spesso, si dicono le stesse e non ci si capisce Io non tifo Barnard, non tifo nemmeno una squadra di calcio, figuriamoci e mi fa incazzare quando dà, ad esempio,dello “scalda sedie” a Bagnai. Epiteto che no merita. Tu chiedi, giustamente approfondimenti sui temi. Ok, ma come? Siamo in pochi a mettere in discussione la UE e L’Euro, pochi rispetto alla totalità dei media, che è enorme rispetto a noi. Enorme in terminii di numeri di persone e di risorse economiche Sei una persona che usa molto bene il cervello, quindi, ti invito ad una riflessione: quante possibilità abbiamo di far passare questo concetti e farli diventare POLITICA (nel senso migliore del termine)… Leggi tutto »

istwine
istwine
16 Marzo 2012 , 7:27 7:27

ok condivido il tuo discorso ma non so cosa risponderti, la faccenda è difficile, quindi mi limito a dirti che in linea di massima hai ragione. vi sono dei metodi che non condivido ma non perché io sia uno snob, ma perché l’obiettivo rispetto alle conoscenze messe in campo è decisamente troppo alto e non bisogna stupirsi che le persone abbiano dubbi. anzi, bisogna chiedersi come cercare di dialogare. Bagnai fa un ottimo lavoro per me, proprio perché va nella stessa direzione sostanzialmente (far capire l’insostenibilità dell’euro) ma senza personalismi. E questo è un processo lungo che non si fa a colpi di insulti e “ho le mie fonti”. se poi questa la intendete come una critica al giornalista Barnard, vi sbagliate.

Georgejefferson
Georgejefferson
16 Marzo 2012 , 7:37 7:37

Rinnovo questo per dibatterne: quando si legge che i soldi nuovi al netto possono venire o dal sett.pubblico col deficit spending(emissione in proprio dello stato)oppure da settore estero con le esportazioni(cioe lo stato estero in questione spende di piu per comprare i nostri prodotti di quanto noi spendiamo per i loro..quella differenza sono soldi nuovi al netto)leggo da Paolo la considerazione che quei soldi dall estero non provengano da fonti affidabili e chiude l argomento senza troppe tesi al riguardo..ma al di la di questo…la domanda e’come fanno gli stati esteri ad avere soldi nuovi al netto?o applicano il deficit spending..oppure arrivano da un altro stato terzo che spende per i loro prodotti piu di quello che vende a loro…giusto?a parte che quel secondo stato se non e’a moneta sovrana quindi non puo utilizzare il deficit spending(come la germania)puo solo puntare sulla qualita dei prodotti per renderli piu appetibili ed abbassare il costo del lavoro per facilitare quel surplus proveniente dallo stato terzo(per rispetto dei lavoratori..non chiamiamo il taglio dei salari quindi ingiustizia sociale con la frase abbassamento costo lavoro..che sembra una frase bella quando bella non e’)insomma..seguendo il ragionamento delle bilancie settoriali in mio discorso dovrebbe filare…pero…siamo d accapo..dove… Leggi tutto »

Notturno
Notturno
16 Marzo 2012 , 7:50 7:50

A parte un unico appunto su un argomento specifico (peraltro confermato dallo stesso Barnard), non c’è UNA SINGOLA contestazione alla MMT che entri nel merito e che ne dimostri l’infondatezza.

Ci sono 80 commenti e NON UNA CONTESTAZIONE NEL MERITO!

Alcuni commenti sono francamente deliranti, altri sono palesemente astiosi, ma tutti sono a dir poco inconferenti.

“Vatti a leggere di Marx”…. ma roba da matti… Qui stiamo affogando nella merda monetaria e il consiglio “risolutivo” è: “Vatti a leggere Il Capitale”.

Un altro sta al signoraggio dell’unovirgolazerozerozerosettepermille.

Un altro ancora lo iscrive d’autorità al Circolo Pound, un altro dice che Barnard “dimentica lo sfuttamento delle masse”, uno gli imputa un innamoramento verso gli USA…. mammamia…..

Un panorama di uno squallore intellettuale che ha pochi paragoni.

E chi legge e commenta qui è già una ELITE ristrettissima, rispetto a chi si abbevera alla tv e muggisce pacatamente.

Questo popolo merita esattamente quanto gli sta accadendo.

MA CI SARA’ UNA PERSONA…… UNA SOLA, UNICA PERSONA CHE SI E’ STUDIATA LA COSA E CHE POSSA MOTIVARE L’INFONDATEZZA DI QUESTA CACCHIO DI MMT??????

Georgejefferson
Georgejefferson
16 Marzo 2012 , 7:54 7:54

io non so se solo dalla questione energetica ne deriva l espensione economica dell occidente..penso che l esplosione della fiat money anche e sopratutto..nascosta..sia una leva importante..certo supportata dalle fonti energetiche e cio che ne e’derivato..fino a che tale furbata storica e millenaria a mio avviso e’stata istituzionalizzata..questo puo dimostrare quanto tale fiat money come strumento sia importante..se fosse usata per il bene di tutti…sottolinea il fatto che il limite e’solo fisico(risorse finite)ed ambientale..e che il limite finanziario sia una balla colossale usata strumentalmente per ipaurire

Georgejefferson
Georgejefferson
16 Marzo 2012 , 8:01 8:01

I limiti della crescita sono fisici..ambientali..di un pianeta a risorse finite..siamo tutti d’accordo…ipotesi…siamo in un mondo che cresce economicamente in forma sostenibile..non inquinante e la gente tutta vive consapevolmente riguardo all uso dei beni(quindi senza obsolescenza pianificata)beni che possono essere di materiali non inquinanti(canapa?energia solare?)servizi di cura del territorio..restauro intelligente delle case al posto di nuovo cemento..ecc…(sottolineo sto giocando con un ipotesi)la pace sociale e’stata raggiunta gli stati del mondo cooperano tra di loro creando autarchia mondiale con pianificazione contro gli sprechi ed inquinamenti…I deficit statali sono ora bilanciati dalla ricchezza privata aggregata quindi sono numeri con meno davanti compensati dal piu del settore privato che da legittimita a quel meno….Il meno puo essere 100000000000000 che al cittadino spaventa…e Il caffe al bar costa 1.siccome e’una paura psicologica infondata si tolgono di comune accordo tre zeri e la sostanza non cambia perche anche Il caffe ora costa 0,01…ma l’impatto psicologico e’minore..siamo umani…sara forse per quello che keynes sottolineava Il pericolo del debito sempre crescente..perche mina la fiducia?…forse anche nell’ipotesi utopica da me descritta..quindi riteneva meno peggio la sua tesi del deficit nella crisi…ma rientro nel boom…risottolineo…divagazioni…I limiti fisici del pianeta restano…volevo sottolineare Il concetto che Il limite finanziario e’una balla… Leggi tutto »

istwine
istwine
16 Marzo 2012 , 8:12 8:12

ti ho mandato un messaggio privato.

rosbaol
rosbaol
16 Marzo 2012 , 8:14 8:14

Al soldo di nessuno. Smettiamola con il giochino delle tifoserie. Ci cade pure lo stesso Barnard . Internet è un pessimo spazio per dialogare, me ne rendo conto sempre di più. Per me il problema è che un blog è uno spazio di consultazione e non di dibattito. E’ impossbile scambiarsi pareri così. Dovremmo riunirci nelle nostre case e parlare scambiandoci libri ed informazioni. qui c’è da diventare pazzi a leggere tutto ed il contrario di tutto

Georgejefferson
Georgejefferson
16 Marzo 2012 , 8:20 8:20

L’importante sono le fonti affidabili per la gente comune…per gente comune intendo la maggioranza..certo ci sono mille differenze di profondita,ragionevolezza,emotivita..ma nel complesso sono tutti conformisti,integrati al sistema(a proposito..con quale diritto gli intellettuali si arrogano il fatto di dividere il mondo in INTEGRATI E CATASTROFISTI?senza vie di mezzo..senza porre il dubbio nella giustizia dell integrazione?)dicevo…gli intellettuali come fonti ok?senza rendere ad idoli i vari Bagnai o barnard.Pero..io personalmente apprezzo quanto si e’speso Paolo..azzeccando o sbagliando che sia..nei modi o che…con che diritto Bagnai per primo gia da tempo chiama offensivamente Paolo Donald duck?ha mai rischiato il culo lui per il bene comune?e’mai sceso dalla torre d avorio?no..e giustamente direbbe qualcuno..pure io ho una famiglia a cui tengo ed ho timore delle elite…ma almeno abbia la rispettosita di chi veramente il culo lo rischia..ciao Istwine..grazie dei dialoghi…il rispetto reciproco sempre davanti

BarnardP
BarnardP
16 Marzo 2012 , 8:21 8:21

Iswine, hai del tutto perso la lucidità e questo è grave. Primo, Bagnai è un miserabile frustrato che insulta a spray, chiamando me Donald Duck e i 5 economisti di Rimini “5 sfigati”…. Non aggiungo altro commento, scende solo la pietà. Sto scalda sedie ha fatto un millesimo di quello che ho fatto io per la MMT e il sociale, e ora roso dall’invidia per un pubblico che lui non avrà mai, scrive quelle boiate. Secondo, sono andato a cercare il commento di walterkurtz che secondo te ottimamente sottolineava i miei ‘strafalcioni’. Eccolo “A parte gli evidenti buchi di sceneggiatura fatti da B nella breve rilettura della storia dal dopoguerra in poi (capitalismo buono americano vs tecnocrati europei, “Ecco il Capitalismo all’Americana, almeno prima della recente mutazione nella folle sfera finanziaria speculativa” in realtà le prime grandi mutazioni a quel sistema che B glorifica tanto ci furono prima con Reagan e poi con Bush senior, le cui politiche ultra liberiste distrussero lo stato sociale americano) è proprio l’applicazione della mmt senza aver prima mutato un bel numero di cose che mi lascia più che perplesso. Non sono convinto sulla sua efficacia in senso lato, ma una sua applicazione immediata potrebbe… Leggi tutto »

cirano60
cirano60
16 Marzo 2012 , 8:59 8:59

non DECRESCITA,termine che si presta a facili equivoci, come se qualcuno volesse
far girare all’incontrario la ruota dell’economia e riportarci ad uno stile di vita di cento anni fa,che tra parentesi chi ci dice che l’umanità fosse in uno stato di infelicità ?;
ma piuttosto non aumentare a ritmo vertiginoso la velocità della suddetta ‘ruota’ continuando la similitudine esiste un limite fisico per qualsiasi oggetto rotante oltre il quale le forze centrifughe ne determinano la disintegrazione.
Il problema è che noi non riusciamo a vedere un limite implicito all’uso delle risorse naturali giocando alla roulette russa con esse.
Credo che solo un cambio di paradigma del modo di pensare, totale e drammatico, alla nostra vita produrrà una nuova realtà.
Nel medioevo l’uomo viveva e moriva per un fine oltre la vita, il cambiamento epocale fu l’affermarsi del sapere scientifico e di conseguenza la tecnica ,vera favilla
di fuoco sottratto agli Dei.

tania
tania
16 Marzo 2012 , 9:01 9:01

Mah.. Mi rivolgo velocemente a chi si è sentito offeso per le critiche a Barnard . Qui non si tratta dell’inopportunità o scorrettezza di criticare il ragionatore per delegittimare il ragionamento . Se mai è il contrario , e mi sembra sia stato detto : salvare quegli aspetti positivi che ci possono essere negli strumenti neokeynesiani dalle strumentalizzazioni di uno showman . J.Halevi , R.Bellofiore , David Harvey eccetera ( e tantissimi altri ) , affrontando gli stessi argomenti , e rivolgendosi ad un pubblico più o meno vasto , non importa ( ma se vi importa , in taluni casi molto più vasto : Paul Krugman scrive sul The New York Times ecc..) … avendo stima e rispetto dei propri lettori : non si sognerebbero nemmeno di caricare di messianesimo una teoria monetaria a se stante ; si vergognerebbero soltanto a pensare di poter fidelizzare paternalisticamente i propri lettori ; sanno che nemmeno sotto tortura si metterebbero a parlare del Capitalismo USA pstbellico dei TrentaGloriosi come lo farebbe SilvioBerlusconi ; sanno dell’intrinseca natura espansiva della mercificazione e della spontanea concentrazione del capitale ; mettono in primo piano CarlettoMarx /Gramsci /Karl Polanyi eccetera e non Steven Spielberg ; si vergognerebbero… Leggi tutto »

warewar
warewar
16 Marzo 2012 , 9:03 9:03

…Le mutazioni in senso turbo-finanziario non arrivano con Reagan, questo è elementare, perché il Glass Steagle viene ripudiato nel 1999 e senza quell’atto la turbo finanza non avrebbe potuto nascere…

Confutiamo anche questo con un grafico di Steve Keen:
US Debt by Sector [cdn.debtdeflation.com]

La finanziarizzazione dell’economia USA parte proprio con Reagan nel 1980 e raddoppia (quasi) ogni decennio (1980=20% PIL – 1990=40% PIL – 2000=80% PIL – 2010=110% PIL)

P.S. Dove è l’espansione del debito (nel grafico sotto) che ha creato la ricchezza degli americani tra il 1945 e il 1960 ?

Gross Federal Debt [research.stlouisfed.org]

istwine
istwine
16 Marzo 2012 , 9:29 9:29

io non sbaglio i dati, io rilevo che ha poco senso prendere a esempio il capitalismo americano, a mio avviso, perché gli USA sono in una situazione privilegiata e si possono permettere una situazione che per chiunque altro sarebbe instabile ora come ora. questo è il punto e questo lo rilevano in tanti, da Vernengo a Godley, passando per Lavoie e Arestis, andando verso Frenkel e diversi altri più “internazionali” (compreso Bagnai che non è un miserabile, ma insomma, non entro nella questione). non è assolutamente così semplice la questione. Vernengo in particolare ha ragione quando dice che non è salutare confrontare lo spazio che permette la situazione statunitense con un qualunque paese meno sviluppato. e Vernengo scrive al Levy, non è un detrattore a caso, sa di cosa parla e di chi parla. e mi limito a citare solo economisti di cui comunque tu, presumibilmente, ti fidi, scrivendo essi al Levy Institute. ma ce ne sono tanti altri. detto questo, ti capisco quando eviti di rispondere ai vari accusatori del nulla. ma esistono anche loro e non vedo come si possa espandere la cosa a forza di insulti, richieste di fedeltà e altri metodi poco intelligenti a mio avviso.… Leggi tutto »

Giancarlo54
Giancarlo54
16 Marzo 2012 , 9:39 9:39

Nei tanti post dei critici di Barnard, più che una valutazione nel merito, mi sembra di cogliere una non troppo velata gelosia da parte di chi, dopo decenni passati, per loro, inutilmente a parlare sul niente, adesso vorrebbero essere sempre loro, solo ed unicamente, a poter continuare a parlare del niente.
Insomma gente che non si decide a sotterrare un cadavere che oramai, e son decenni, puzza.

rosbaol
rosbaol
16 Marzo 2012 , 9:53 9:53

Forse hai ragione, ma riporto a te i dubbi che ho già esternato ad Istwine. Come facciamo a portare temi come moneta, Ue, capitalismo (comunque la si pensi) e qualsiasi altra cosa senza l’aiuto di un giornalista? Quelli che hai elencato tu fanno un altro mestiere. Il punto è questo ed è cruciale. Quando Barnard da dei polli agli operai è molto difficile dargli torto. E te lo dice uno che la fabbrica l’ha vissuta e te lo dice uno che stamattina vedeva i propri colleghi scioperare con la BANDIERA DELLA CGIL!! Scena che, con tutto il rispetto, vale mille articoli di Krugman. I lettori di Krugman sono talmente pochi che se facesse come Barnard non se ne accorgerebbe nessuno. Mi spiego meglio prima che mi castriate: pochi nel senso che la working class non legge il NYT, meno che meno Krugman. La working class è stanca e non ha tempo e voglia di leggere. Ecco, a loro dobbiamo rivolgerci. a gente che non ha la più pallida idea di che cosa sia un bilancio. Non dico di una nazione, un bilancio di una qualsiasi cosa. Ragion per cui non riesco a criticare compeltamente il metodo Barnard. Rischia forse di… Leggi tutto »

Firenze137
Firenze137
16 Marzo 2012 , 10:14 10:14

io sono un ignorantone e non conosco gli scritti di tutti questi economisti. Però il punto è sempre lo stesso. tu ed altri vi spolmonate contro le malefatte di PB che lo farebbe per questo per quello .. fare lo showman ecc. e via sempre sull’onda della critica alla persona (la forma )- e non al merito ( il contenuto) Lui ha preso un’iniziativa. L’ha pensata e l’ha realizzata. 2188 paganti io lo considero un successo non per dire quanto è bravo Barnard, ma un successo per l’iniziativa stessa che ha raggiunto e superato abbondantemente il punto di pareggio che è l’obbiettivo minimo da raggiungere per ogni “mare” che notoriamente sta tra dire e il fare. la MMT è così stata fruita da 2188 persone che a loro volta ne parleranno ad altri, sia in senso positivo che – perchè no – anche in senso negativo. E’ normale questo come per tutte le cose umane. Non sono perfette. Però possiamo dire che la MMT è sbarcata in Italia in un momento economco “particolare” e quindi fra mille difficoltà ma è sbarcata in modo più che dignitoso dato appunto il superamento del punto di pareggio di cui sopra. la MMT ha… Leggi tutto »

RicBo
RicBo
16 Marzo 2012 , 11:22 11:22

credo che sia un errore separare l’aspetto economico (e di conseguenza finanziario) dalla questione energetica e delle risorse finite.

warewar
warewar
16 Marzo 2012 , 11:29 11:29

Qualcuno è in grado di fornirmi i dati della colossale spesa a debito effettuata dagli USA tra il 1945 e il 1960 ?

(dato che Barnard in questo caso non esplicita la fonte)

Georgejefferson
Georgejefferson
16 Marzo 2012 , 11:59 11:59

ok cirano..concordi col fatto che ora..domani..non possiamo prescindere dai consumi pena la miseria delle catene che ci hanno legato..e te lo dice uno che fa del consumo responsabile e sostenibile una ragion etica..certo con tolleranza e sana autodisciplina..concordi col fatto i cambiamenti significativi avverrano forse in un processo lungo di accrescimento generale?certo che alcuni 100 anni fa stavano anche bene ma a livello aggregato la misera era all ordine del giorno..diremmo ora stiam meglio alle spalle dei paesi poveri e distruggiamo l ambiente..vero..ma io spero nel vero progresso di giustizia e non rinnego le conquiste sociali avvenute..ricordiamoci che la ruota della storia e’spacciata per libro gia scritto irreversibile..questo a livello di coscienza..mentre possono esistere tante strade di questo cammino e i massoni traditori della ragione impongono pensiero..e strada unica

BarnardP
BarnardP
16 Marzo 2012 , 12:30 12:30

Ma tu lo leggi Bagnai? Non si qualifica neppure come troll, è sotto, di molto, neppure i peggiori qui a CDC sono mai riusciti a esprimersi come lui. Che uno così abbia studenti fa venire i brividi. L’America non è assolutamente in una situazione speciale nell’abilità di finanziare a deficit positivo. Asserire questo è non aver capito nulla della MMT. Io non rispondo di chi abita il web. Io ho sempre detto a tutti di studiare tutto. Tu vivi nell’eccitazione del tuo intelletto, e sei inutile. Là fuori c’è bisogno di capire che la terra non è piatta, ma sferica, perché la gente sta crepando nel mediovevo econoico. Non ci sono altre verità. Di nuovo non capisci la MMT, tu ti infarcisci di autori ma non hai capito nulla di MMT. MMT non è un’ipotesi, è una certezza descrittiva di come funziona uno Stato nei bilanci. E’ la sfericità della terra e quella va divulgata, non ci sono altre verità. A meno che non si creda nella terra piatta. Mi spiace, mi hai deluso, hai giudicato i miei dati come “alla cazzo” e non lo sono, e hai lodato critiche tutte sbagliate. Poi sicuramente hai letto anche la fenomenologia dello… Leggi tutto »

warewar
warewar
16 Marzo 2012 , 12:51 12:51

Invece di offendere saresti in grado di fornirmi i dati della colossale spesa a debito effettuata dagli USA tra il 1945 e il 1960 ?

MMT non è un’ipotesi, è una certezza descrittiva di come funziona uno Stato nei bilanci.

Perfettamente d’accordo ! Non ho negato ciò !

Marcusdardi
16 Marzo 2012 , 14:32 14:32

Io commento in musica con questo brano sul taglio delle pensioni e la mia ricetta economica.

http://www.youtube.com/watch?v=Sfd62eXiT7Y