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LETTERA A UN AMICO DI SINISTRA

DI FRANCO CARDINI
ilmanifesto.it/

«Caro amico, ti scrivo», tanto per citare uno che entrambi amiamo, non farò il tuo nome, perché sei uno famoso. Ma anche se tu non lo fossi, sarebbe uguale: viviamo un momento difficile con molti aspetti grotteschi, il che è un aggravante. Ma proprio per questo bisogna essere vigili e coraggiosi: combattere le nostre contraddizioni e le nostre viltà. Tutti: quelli che hanno un nome e quelli che «non sono nessuno».

Oggi (ieri, ndr.) è il 17 settembre 2009: un giorno triste per il nostro paese. In Afghanistan sono caduti sei nostri concittadini, sei soldati delle nostre forze armate: e forse il bilancio è destinato da appesantirsi con il passar delle ore. Non possiamo esserne che profondamente addolorati: perché erano esseri umani, perché erano giovani e lasciano famiglie nel dolore, perché erano connazionali. Ma tutto ciò pone a tutti noi – e soprattutto a voialtri di sinistra – un grave e inderogabile interrogativo in più.

Abbiamo sentito le dichiarazioni dei politici: addolorate tutte, e questo va da sé (che il dolore sia sincero, è un altro paio di maniche). Ma al di là di ciò, e con pochissime eccezioni, uno squallore. Tambureggiar di retorica da «armiamoci-e-partite» nel centrodestra, fra quei politici che di quei morti sono i veri responsabili perché hanno sempre con retorica pelosa difeso l’indifendibile occupazione dell’Afghanistan; fra quelli per i quali «la patria si difende anche facendo la guardia a un bidone di benzina» (anche quando si tratti di benzina altrui: di quella della californiana Unocal, per esempio). Ma è comprensibile che nel centrodestra si parli così: difesa della pace, della sicurezza e della democrazia contro il terrorismo, per mascherare un’operazione postcolonialista ispirata a un disegno geopolitico idiota e criminale, un’aggressione degli Usa e della Nato travestita da «liberazione». Liberazione di chi, da chi e da che cosa? Dinanzi alla Resistenza degli afghani (perché, caro amico, quella è una Resistenza), il motto dei sostenitori dell’occupazione potrebb’essere solo uno: «Fuori gli afghani dall’Afghanistan!». Ma siamo tutti d’accordo, spero, che sarebbe pretesa eccessiva quella di chiedere solo di subire a chi deve sopportare un’aggressione in casa sua. Eppure, mi duole dirlo, ma la destra è nonostante tutto in questa circostanza più decorosa di parte della sinistra. Quando sento La Russa parlare di «vile attentato» e di «eroici combattenti», so perfettamente a che cosa pensa e a quale analogia storica allude. Perché, lo si voglia o no, l’Afghanistan 2009 somiglia in modo impressionante all’Italia e all’Europa 1944: da una parte un esercito invasore spalleggiato da alcuni collaborazionisti, dall’altra una variopinta e discorde armata che litigava quasi su tutto, ma che su una cosa era d’accordo. Che gl’invasori andavano cacciati. E a loro volta, per gli invasori e i loro alleati, i patrioti erano «banditi», «terroristi», «ribelli», «assassini», «vili». E gli invasori, mentre si comportavano con durezza e spietatezza, pretendevano d’essere nel giusto e di operare nello stesso bene delle popolazioni che opprimevano; e tra loro non mancavano (al contrario!) tante persone buone e in buona fede, mentre dall’altra parte non mancavano episodi di crudeltà e di ferocia.

Mentre La Russa parla, egli traccia probabilmente un’equazione mentale tra Wehrmacht e Salò da una parte, corpo di spedizione Nato dall’altra: e si sente a suo agio e perfino a posto con la coscienza. Caro amico, abbiamo litigato tante volte sui temi della guerra civile e della Resistenza: e sai bene che io ho tante volte difeso le ragioni dei tedeschi e dei fascisti. I paragoni zoppicano sempre: ed è evidente che quando c’è una guerra non c’è mai nessuno che abbia del tutto torto o del tutto ragione, e che comunque l’Europa del ’44 non è esattamente l’Afghanistan del 2009. Eppure, alla fine di tutto bisogna pur sempre avere il coraggio di giudicare e di decidere da che parte stare.
Proprio alla luce di ciò, un afghano che lotti per cacciare un esercito straniero armato dal suo paese può anche essere un fanatico religioso (come ieri poteva anche essere un maledetto stalinista): ma non si possono negare le sue ragioni, né derubricare a «terrorismo» la sua testimonianza e il suo sacrificio.

Eppure, le dichiarazioni di buona parte dei rappresentanti della sinistra hanno finito col dar quasi ragione al patriottardismo della destra asservita alla volontà degli Usa e della Nato. Ora, se le destre fingono di non accorgersi che in Iraq come in Afghanistan i nostri soldati sono ridotti a far da ascari (con tutto il rispetto per i soldati: e naturalmente anche per gli ascari), sono affari loro. Ma è mai possibile che pochissimi, a sinistra, trovino il coraggio di dire alto e chiaro che il nostro esercito è stato coinvolto in spedizioni infami e senza via d’uscita e che i militari che sono andati là vi sono stati attratti non solo dal senso del dovere (là dove esso sia sentito), ma anche dall’avventura e magari dalle prospettive di alti ingaggi e di promozioni, quando non addirittura da malsane opzioni ideologiche come qua e là invece affiorato da certe pur isolate dichiarazioni? È mai possibile che nessuno additi nel servilismo cinico dei nostri governanti di oggi il vero responsabile della morte dei nostri ragazzi in uniforme, sacrificati a un calcolo politico-diplomatico e a qualche prospettiva di interesse non già «nazionale», bensì lobbistico?

Ed è infine possibile, mio caro amico, che TU inghiotta tutto questo? Se continui a tacere, ti giuro che la prossima volta che mi parli di Resistenza ti mando affanculo.
Con affetto.

Franco Cardini
Fonte: www.ilmanifesto.it
18.09.2009

Pubblicato da Davide

  • Sokratico

    se vogliamo, uno dei più grossi problemi della sinistra (sempre che esista una sinistra in italia ) è che non ha realmente evoluto i suoi riferimenti culturali, sociali e ideali. Ma il più grosso, davvero un peccato imperdonabile, è la collusione con criminalità, lobby, banche… La sinistra si è ubriacata di potere…e il potere è sempre fascista! Il problema della sinistra, potremmo tirare il sillogismo, è fascistoide e illiberale, almeno nelle sue classi dirigenti, quanto e forse più di un brigante opportunista come Berlusconi, che ha almeno la “scusa” di essere ricattato dalla mafia!

  • amelet

    1) gli ascari combattevano in prima linea, i nostri in iraq, afghanistan, ecc. sono più simili ai “portatori di fucili” di schramme e denard in congo.
    2) qui non si tratta nemmeno di militari di leva, coscritti strappati alle famiglie, infagottati in una divisa e mandati a morire, si tratta di volontari, persone che per denaro ammazzano altre persone, mercenari.
    3) non do giudizi morali, i mercenari sono sempre esistiti ed esisteranno sempre, però se ogni tanto a qualcuni capita di restarci, dico che nessuno ha il diritto di lamentarsi: né commilitoni, né famiglie, né politici, né iornalisti, né prefiche di turno.
    4) anche i partigiani sono sempre esistiti ed esisteranno sempre, si tratta solo di chiamarli col loro nome. anche le ss li chiamavano terroristi.
    5) e chi è il vigliacco, chi si fa saltare in aria per colmare lo squilibrio di mezzi in campo o chi si protegge dentro mezzi blindati, si nasconde dentro basi fortificate e colpisce dal cielo con missili guidati dai satelliti?
    6) e comunque quando uno vuole la guerra sappia che dopo bisogna farla, e senza lamentarsi, come disse il nonno di montanelli ai figli interventisti nel 1915.
    il problema è di lessico e di coerenza.

  • Sassicaia

    “Un afghano che lotta per cacciare un esercito straniero dal suo paese non
    si puo’ definire terrorista”,questo e’ verissimo signor Cardine,ma come
    definirebbe allora uno che taglia mano e naso ad un suo compatriota solo
    perche’ e’ andato a votare o uno che fa lapidare la moglie perche’ adultera?

  • maristaurru

    Ma che dici, sollevare questi argomenti, non si fa, non è chic, il discorso deve seguire i binari codificati, dobbiamo arrivare a giustificare gli orrori afgani, se giustificheremo quelli , qualunque misfatto tornasse a galla nel nostro paese e fosse ascrivibile ai “resistenti” scivolerebbe come acqua sul vetro, e son decenni che la svangano!

  • maristaurru

    “il potere è sempre fascista”, mi piace come soluzione, la ferocia di Mao? fascismo. Quella di Stalin, fascismo, era un potente quindi un fascista, E vale per tantissimi, ecco perchè non si parla dei criminali rossi, ma da 60 anni ci scassiamo i rompibili coi crimini del fascio, un criminale comunista se scoperto, diventa fascista.. una cosa è vera, i criminali sono tutti uguali, non vi illudete, e vale anche per i ladri, ed i collusi col potere mafioso bancario.. sta favola che se ruba tizio è ladrocinio, se ruba caio cambiamo nome all’atto del rubare, gli diamo un veste nobile e i beoti italioti ci credono, non regge più.

  • Sassicaia

    Hai perfettamente ragione,ho dimenticato il fatto che stigmatizzare la non
    grandissima apertura mentale dei talebani non e’ corretto,mi scuso.

  • castigo

    Sassicaia:

    “Un afghano che lotta per cacciare un esercito straniero dal suo paese non si puo’ definire terrorista”,questo e’ verissimo signor Cardine,ma come definirebbe allora uno che taglia mano e naso ad un suo compatriota solo perche’ e’ andato a votare

    patriota??
    da noi almeno li definivano così quando massacravano qualche “collaborazionista”…..

    o uno che fa lapidare la moglie perche’ adultera?

    un po’ come i nostri giudici quando scarcerano un pluriomicida: applica la legge del suo paese.

    e comunque, a prescindere, resta sempre la domanda fondamentale:
    noi, CHE CAZZO CI STIAMO A FARE LI’????

  • myone

    E’ UNO SCANDALO E UNA PAGLIACCIATA

    Che l’ afganistan democratico e agricolo sia stato dalgi usa corrotto e ridotto a questo
    facendo infiltrare gli islamici-fondamentalisti, e ora gli vogliono combattere.
    Creano il male con altro male, e sulla pelle della gente

    E’ UNO SCANDALO E UNA PAGLIACCIATA>

    Che gli italiani popular-ottus siano legati alla bandiera negli occhi con queste scelte e ci credono pure,
    mandando soldati a farsi ammazzare e sborsando soldi.

    E’ UNO SCANDALO E UNA PAGLIACCIATA

    Che degli italiani anziche’ trovare lavoro civile, vadano a rischiare il terno-affare-pagnotta-vita
    per 4-5 mila euro, per metter su famiglia o comperarsi la casa, o per mantenere chi e’ a casa.

    E’ UNO SCANDALO E UNA PAGLIACCIATA

    Vedere gente che piange i propri famigliari morti
    e i politici e massa che conta del pensare e dell’ informazione
    che diano delgi eroi, e che la lotta alla liberazione con la guerra,
    e la civilizzazione e la democrazia sovvertita da loro stessi e appoggiata,
    sia cosi decantata, da cafoni e ipocriti.

    E’ UNO SCANDALO E UNA PAGLIACCIATA

    Che si debbano vedere e fare cose a questo modo, e considerarsi intelligenti

    E’ UNO SCANDALO E UNA PAGLIACCIATA

    Che si sia tolto l’ articolo ” La sinistra prende per i fondelli i terremotati”

    E’ UNO SCANDALO E UNA PAGLIACCIATA

    La vita di sempre, fatta da cervelli inesistenti.

    E’ UNO SCANDALO E UNA PAGLIACCIATA

  • myone

    Qui mi dicono che gli afgani erano in pace e pure agricoli sufficenti, con scuole, universita’, e seppur islamici, il burka non c’era. Poi glli usa hanno fatto entrare i talebani assieme a bin-feccia e hanno fatto quello che vediamo. Ora gli usa puliscono il loro sporco per far pulizia verso la loro strada saputa. E l’ italia, come un’ oca segue mode e motti. Non usciranno come non sono usciti i russi. Ce ne devono essere di piu’ di morti, la, e non civili. Peccato che i soldati sono tutti morti di fame. Quelli usa vengono dai ghetti e dalle disoccupazioni, tranne che gli ufficiali che fanno carriera, ma no sono in prima linea. E quelli italiani, fanno a far pagnotta. E mi fa ridere quando dicono che sono professionisti, si, della disoccupazione, dell’ ingnoranza, e dei pianti dei loro cari.

  • myone

    Il dilemma destra sinistra, sta’ nel cervello. Quando pensi e guardi a sinistra, non vedi la destra, e quando pensi e vedi a destra, non vedi la sinistra. Ma qui i poli sono due, due monocellule che non sanno vedere nemmeno la punta del loro naso. Figuriamoci se sanno andare….dove…. Sentivo i vecchi catorci di sempre riempirsi la bocca di parole e di soluzioni intelligenti e internazionali, interpretare parole sfatte da poemi ottocenteschi, saturi, triti, che nemmeno le iene si mangerebbero in fin di fame. Perche’ D-o non ce li toglie?

  • Sassicaia

    Certo noi dovremmo venire a casa,ma il patetico tentativo di definire patrioti
    individui ignobili e oscurantisti come i talebani da parte di una certa stampa
    e’ inaccettabile.

  • FraDiavolo

    Mi piacerebbe sapere la maggioranza degli afgani se è dalla parte di Karzai o sta con i talebani o con altri ancora…
    qualora gli afgani stessero coi secondi, noi non avremmo alcun diritto di sindacare la loro scelta!

  • stefanodandrea

    Uno che taglia il naso ad uno che per convinzione o per viltà è andato a votare in uno stato occupato da 100.00 soldati stranieri da oltre otto anni non è un “compatriota”, bensì un verme. Se poi ai vermi si debba soltanto tagliare il naso o invece sparare alla schiena è un altro problema. Nella mia cultura, ai traditori si spara alla schiena. Nella tua?

  • eresiarca

    Povero Cardini, che fine. Sul manifesto a chiedere gli antifa un po’ di ‘coerenza resistenziale’… L’Italia, nel ’43 era invasa e bombardata dagli anglo-americani, altro che, perché il Fascismo era il vero nemico degli stessi che oggi invadono l’Afghanistan.
    E perché scrive “Salò”, come un antifa, quando si chiamava “Repubblica Sociale Italiana”? “Collaborazionisti” a chi? A Pavolini? A Ettore Muti? A Bombacci? Agli estensori del Manifesto di Verona e della legge sulla Socializzazione delle imprese? Ma per favore!

  • Sassicaia

    Nella mia cultura non si spara.

  • Sassicaia

    Hai perfettamente ragione,ma cio’ non toglie nulla al fatto che i talebani
    siano degli oscurantisti tagliagole retrogradi.Sul fatto che noi non dovremmo
    essere in Afghanistan concordo.

  • Santos-Dumont

    L’importante è usare un termine coerente e non cedere alla tentazione de “il fine giustifica i mezzi”.
    Se giudichiamo dai mezzi coercitivi usati sui riottosi e dalla volontà palese o occulta di sfruttamento per raggiungere lo scopo, non esiste differenza tra “fascismi”, “comunismi” e “capitalismi”. Possiamo anche adottare un termine “neutro”, che ne dici di “assolutismi”? Il potere, o meglio il governo, è quindi sempre assolutista, non ammette repliche ne discussioni. Ecco perché l’unico sistema che, imperfetto finche vuoi ma perfettibile proprio per la sua malleabilità, risparmia i suoi membri dalle persecuzioni e concede a tutti il massimo della libertà individuale nel rispetto di ciascuno, è l’anarchia in una delle sue manifestazioni; non a caso tutti la combattono o l’hanno combattuta senza requie: nazifascisti, comunisti e capitalisti.

  • Santos-Dumont

    E perché mai vogliamo sprecare definizioni per questioni interne per definizione a un altro popolo?Chi ci ha chiamati, o ha chiamato gli USA? Da quale pulpito giriamo il mondo impartendo lezioni di etica, provenendo da un paese che neppure riconosce il crimine di tortura tanto che le cosiddette “forze dell’ordine” se ne servono senza ritegno?

  • vic

    Cara NATO,

    ti scrivo questa lettera, perche’ ho capito che non fai per me.
    E’ meglio per entrambi: ognuno per la sua strada.
    Sinceramente non ho piu’ sufficiente democrazia da esportare,
    quella poca rimastami e’ meglio che me la tenga stretta.

    Non volermene

    Ex tua Italia

  • Sassicaia

    Come siamo liberi giustamente di dire che la tortura talvolta e’ ancora presente in Italia,altrettanto liberamente possiamo dire che chi taglia naso
    e mano ad un cittadino che e’ andato a votare o chi lapida un’adultera e’
    un bieco tagliagole oscurantista,questo almeno ci sia concesso.

  • Sassicaia

    Ettore Muti fu ucciso prima che nascesse la Repubblica Sociale Italiana,
    pertanto non puo’ in ogni caso essere definito un collaborazionista.La sua
    morte e’ tuttora avvolta nel mistero.

  • castigo

    credo che, fintanto che te ne stai a cà tua, tu possa dire ciò che più ti aggrada.
    quando però si è in casa altrui, non invitati, a spadroneggiare, si dovrebbe avere il buon gusto di tacere.
    perchè ti assicuro che se io fossi afghano ed avessi perso qualche parente od amico ad opera di questi “esportatori di democrazia”, altro che mani e nasi tagliati…..

  • castigo

    vic:

    Cara NATO,

    ti scrivo questa lettera, perche’ ho capito che non fai per me.
    E’ meglio per entrambi: ognuno per la sua strada.
    Sinceramente non ho piu’ sufficiente democrazia da esportare,
    quella poca rimastami e’ meglio che me la tenga stretta.

    Non volermene

    Ex tua Italia

    hemmm…. meglio che me la tenga stretta??
    ma lasciamogliela tutta questa bella “democrazia”, che magari si riesce a combinare qualcosa di meglio, una volta che ce ne siamo liberati…..

  • Sassicaia

    Infatti io voto per un partito il cui leader ha appena dichiarato di voler
    portare a casa i ragazzi per Natale:una sola vita italiana vale piu’ della
    presunta democrazia che dovremmo esportare.Che restino coi tagliatori
    di nasi e i lapidatori di adultere.

  • Santos-Dumont

    Certo, nessuno nega questo diritto. Ma gli unici ad aver diritto di protestare e sollevarsi contro questo trattamento, sono i diretti interessati: senza ingerenze esterne interessate, mascherate da “esportazione di valori etici superiori”.

  • Santos-Dumont

    E’ più umano (troppo umano…) recidere nasi o mani e lapidare adulteri, o arrostire un essere umano sulla sedia elettrica, o avvelenarlo, dinnanzi a un pubblico non pagante? Per fortuna in Italia questa barbarie “civilizzata” non esiste, però siamo i cagnolini scodinzolanti dei barbari.

  • Sassicaia

    Abbiamo anche perso una guerra contro di loro,una guerra da noi dichiarata.

  • Sassicaia

    Ricordati poi che la maggioranza dei talebani non e’ afghana:perche’ allora
    anche costoro non vengono giudicati invasori imperialisti?Solo la nato e l’onu
    lo sono?

  • cloroalclero

    adesso, io sono ignorante, ma non sono pashtun i talebani?
    sono afghani e quanto bene…. un’etnia minoritaria afghana.

  • cloroalclero

    qui con tutta l’iignoranza che c’è e che fa comodo che ci sia, è bene che si usino categorie comprensibili ai piu’, considerando anche che sta parlando a un amico di sinistra.

    Nel ’43 è scoppiata una guerra civile innescata su una guerra esterna. Perchè fate i sofisti sulle categorie? Il discorso di Cardini è inattaccabie.

  • Sassicaia

    Si ma non tutti:i talebani esattamente sono gli studenti del corano che
    hanno studiato nelle scuole coraniche del Pakistan,si dicono studenti ma
    in realta’ sono per la maggior parte analfabeti e imparano i testi sacri a
    memoria.Osama,che appunto non e’ afgano,e’ stato a lungo uno dei loro
    capi:essi provengono da diversi paesi islamici insomma e vengono reclutati
    tra i piu’ fanatici.Sono in pratica la milizia armata della Sharia,le ss del
    Corano,questo per sapere con chi abbiamo a che fare.
    Cio’ non toglie,cara cloro,che noi non dovremmo essere in Afghanistan e
    dovremmo ritirarci quam primum.

  • stefanodandrea

    Ovviamente in tempi di pace anche nella mia.
    Il problema è in tempo di guerra, quando il buonismo è ridicolo, essere buoni con il nemico è suicida ed essere buoni con i cittadini che sostengono il nemico è quasi sempre impossibile.

  • vic

    Uhm,

    gia’, troppo prolissa quella lettera. Togliamo l’ultima riga. Cosi’ la capiscono tutti.

    Bye

  • AmonAmarth

    Giusto. Usare la violenza (di qualsiasi tipo) per togliere la libertà ai più, con giustificazioni di qualsiasi tipo. Fascismi. Produrre, vendere, comprare e utilizzare armi. Fascismi o promozione di questi. O meglio si, “assolutismi”.

  • eresiarca

    Non è inattaccabile. Serve solo all’interno di una ‘famiglia di pensiero’ di quelle ammesse nella Repubblica “nata dalla Resistenza”. Tutto qui.

  • Truman

    Leggendo Cardini mi viene il dubbio per la prima volta che il parallelo tra la resistenza italiana e quella afghana non sia del tutto appropriato.

    Dal punto di vista della legittimità la RSI era in continuità con l’Italia fascista e la resistenza italiana appoggiava gli invasori provenienti dagli USA. Ci sarebbero molti distinguo da fare, ma diciamo che qualche giustificazione per chi difendeva la RSI e Mussolini si può trovare.

    Per la nostra partecipazione alla illeggittima occupazione dell’Afghanistan non si può proprio trovare alcuna giustificazione. Semplicemente noi siamo in modo assoluto dalla parte del torto e la resitenza afghana dalla parte della ragione.

    Gradirei che si smettesse con i discorsi sull’inciviltà degli afghani come motivazione per la nostra invasione. Con la stessa logica qualsiasi paese potrebbe invaderci per liberare le popolazioni del sud dal regime mafioso attuale e dai suoi crimini. Proprio per evitare ragionamenti di questo tipo l’ONU sancì il diritto all’autodeterminazione dei popoli.

  • mendi

    Dico solo che la mia solidarietà “politica” per i partigiani talebani è totale.
    Per i mercenari italiani ammazzati provo lo stesso cordoglio che provo per qualsiasi morte violenta, per incidente, malattia o infortunio sul lavoro. Niente di più, niente di meno.
    Quanto agli “eroi”, lasciamo perdere.

  • Biribissi

    Ti quoto completamente..ma direi più che assolutismi..autoritarismi..che a mio modo di vedere sono degenerati nel comunismo, ma sono invece alla base del nazifascismo e capitalismo, che l’anarchia sia l’unica via è inutile discuterne..

  • materialeresistente

    Questo cerca qualsiasi appiglio per dare un minimo di dignità ai fascisti di Salo’, ma vaffanculo te fascio di merda.

  • Santos-Dumont

    Hai ragione circa il termine, “autoritarismo” è sicuramente più corretto.

    Tuttavia non credo che nel caso del comunismo si sia trattato di una “degenerazione”, tant’è che Bakunin seppe prevedere l’involuzione del comunismo in tempi non sospetti. Cito:

    La posizione di Bakunin (e, con lui, di tutti gli anarchici) è che lo Stato, strumento prettamente in mano alla borghesia, non può essere usato che contro il proletariato: dato che l’intera classe sfruttata non può amministrare l’infrastruttura statale, ci vorrà una classe burocratica che lo amministri. Bakunin temeva l’inevitabile formazione di una “burocrazia rossa”, padrona dello Stato e nuova dominatrice. L’ugualianza e quindi la libertà, secondo il pensatore Russo, non possono esistere nella società marxista. Lo Stato va quindi abbattuto in fase rivoluzionaria.

    ( Bakunin – Anarcopedia [ita.anarchopedia.org])

    Dunque una caratteristica congenita, non una degenerazione.

  • Santos-Dumont

    Abbiamo anche perso una guerra contro di loro, una guerra da noi dichiarata.

    Personalmente non ho mai dichiarato querra a nessuno, essendo nato vent’anni dopo la fine della IIGM non mi riconosco neanche lontanamente in quel “noi”, ma secondo te fino a quando si dovrebbe pagare lo scotto della sconfitta? Quante generazioni?

  • Santos-Dumont

    Biribissi me l’ha giustamente corretto: meglio usare il termine autoritarismi, perché assolutismo riconduce a un despota, mentre ci si vuole riferire a oligarchie…

  • sentinella

    a coloro che chiamano mercenari i soldati caduti a Kabul, a coloro che stanno dalla parte dei Taleban, voglio solo dire siete la vergogna dell’Italia. In nessun paese al mondo si manca di rispetto ai propri soldati che sono morti per il proprio paese, anche se non si è daccordo con le scelte del proprio governo. Ma dubito che chi scrive certe frasi abbia il minimo senso del pudore. Qua non si tratta di destra o di sinistra ma di portare rispetto al proprio paese: Non c’entra niente se non si condividono le scelte politiche o militari, quei ragazzi portano cucita sull’uniforme la nostra bandiera: di fronte alla loro morte non si può far altro che portare rispetto. MI VERGOGNO PER VOI.
    Abbiate la decenza di non giudicare gli altri con il metro della vostra anima infima: chi va in missione per guadagnare i soldi che gli permetteranno di metter su famiglia o di pagarsi gli studi non merita alcun disprezzo: merita disprezzo che vive a carico dei genitori e poi dice: ah se la sono cercata!!!

  • Santos-Dumont

    Leggete qui:
    Vicenza: 1500 alla fiaccolata di ieri [toscana.indymedia.org]
    La notizia fa un certo effetto.

  • Santos-Dumont

    E io, che risiedo all’estero _anche_ perché in un paese del genere mi fa specie viverci, trovo allucinante che si giustifichi l’imperialismo e la guerra di aggressione in nome di interessi individuali. E’ proprio vero che ogni popolo ha il governo che si merita, questo intervento esprime alla perfezione il concetto.
    Invece di andare a sparare e a invadere, quei giovani potevano benissimo trovare un lavoro dignitoso. Qualsiasi lavoro è meglio che agire da mercenari.

  • adriano_53

    Che ci stanno a fare dei soldati italiani in afghanistan?

    A questa domanda non c’è una risposta decente e pertanto quelle sono morti indecenti. Come indecenti sono le morti delle centinaia di migliaia di donne, bambini, vecchi e di combattenti afghani contro gli invasori e i loro quinsling nostrani. E, non ad un generico animo umano naturalmente malvagio, ma a coscienze, in carne ed ossa, con nome e indirizzo, tutte queste morti devono essere ascritte. E dato che nessun tribunale terreno, nessuna corte dell’Aja che chiamerà alla sbarra i veri responsabili della morte di tutte queste persone, Dike dovrà tenere le sue udienze direttamente all’Inferno.

    Ma di quale sinistra va cianciando Cardini?

  • vic

    Dico la mia a entrambi, se ce la faccio.

    L’italia e’ nella NATO, per cui, volens-nolens, e’ obbligata a seguire chi mena il torrone.

    Questo spiega perche’ governi apparentemente di ispirazione diversa (sinistra vs destra) su queste faccende han preso decisioni analoghe. Anzi d’Alema fece ben di peggio entrando direttamente in guerra in ex-Yugoslavia, vicina di casa dell’Italia.

    Una volta stabilito che devi forzatamente seguire il menatorrone, qualcuno deve pur farlo il lavoro sporco. E questo qualcuno solitamente, non solo qui ma anche oltreoceano, proviene da famiglie semplici, che magari sono molto legate al concetto di patria. E non si rendono conto che proprio su quel concetto vengono turlupinati dai loro stessi governanti.

    Ai tempi dei Romani, su’ su’ fino a Napoleone, i condottieri scendevano in campo di persona. Non stavano a migliaia di miglia di distanza, come han fatto Clinton e i Bush, oppure come fanno Obama e il cavaliere. Come possono costoro arrogarsi il diritto di mandare la meglio gioventu’ del loro paese a farsi maciullare e a maciullare, mentre loro se la spassano trastullandosi magari con una stagista o con una escort di passaggio? Napoleone non era fatto di questa pasta. Nemmeno Giulio Cesare. Purtroppo nessun giornalista ha il coraggio di scrivere l’elogio al disertore, per questi precisi motivi! Oggi come oggi anche il disertore e’ eroico, perche’ si rende conto che non puo’ stare ad un gioco siffatto.

    La questione dei mercenari non e’ campata in aria. Gli USA con le guerre del Golfo si son messi ad impiegare mercenari in grande quantita’. Chiamare mercenari i soldati del proprio paese, beh, mi sembra che e’ questione di punti di vista. Se i soldati sono di milizia non direi che sono mercenari. Se sono professionisti la distinzione diventa sottile. Alla fin fine si dovrebbe entrare nella testa di ognuno di loro per capire se si sentano mercenari oppure no.

    La soluzione mi sembra assai semplice: uscire da questa NATO perche’ ha stravolto i propri scopi originiali (d’altronde ormai obsoleti).

    E non dimentichiamoci che son ben rare le guerre fatte in nome della guerra, di solito son fatte in nome della pace. Eppure cadiam sempre nello stesso tranello.

    Cordialmente

  • mat612000

    Affrontare i temi che pone l’articolo presupporrebbe l’esistenza in Italia di una stampa libera e di un’informazione indipendente degna di questo nome, ma come risposta all’attentato di Kabul la FNSI ha subito annullato la manifestazione di Roma di ieri.
    Proprio nel momento in cui il nostro paese ha bisogno di ribellarsi e mostrare questa ribellione al monopolio dell’informazione, alle minacce, alle querele, alla dissinformazione i nostri coraggiosi giornalisti che fanno?
    Si accodano al cordoglio patriottardo di maggioranza e “opposizione”…ovvio…
    La prossima volta che si mettono a raccoglier firme, adesioni e partecipazioni li mando affanculo!

  • Santos-Dumont

    Essendo anarchista non posso accettare, neppure minimamente, quello che scrivi. Partendo dal caposaldo irrinunciabile della responsabilità individuale ed esclusiva di fronte a sè stessi, semplicità non è sinonimo di stupidità. Si può essere “ignoranti” nel senso di non possedere un alto grado di istruzione formale, ma raziocinare è più un risultato della volontà che dell’istruzione formale. Non mi è possibile scusare persone che scelgono consapevolmente di associarsi a una guerra di aggressione, solo perché si guadagna tanto in poco tempo, invece di cercare alternative di lavoro (come fanno per esempio tanti meridionali che se ne vanno in Germania o altri paesi a fare gli stagionali o a cercare miglior fortuna quando non trovano opportunità in patria: scelta che io stesso ho fatto, infatti vivo in Brasile). Ma se anche fossero, come suggerisci, degli “ingenui”, o “innocenti”, una volta arrivati sul posto e resisi conto della differenza tra propaganda mediatica e realtà, se fossero coerenti con la “missione” loro assegnata di “difesa della patria”, si rifiuterebbero di continuare anche se dovessero pagare tale scelta col carcere.
    Il fatto che questo non avvenga, implica che innocenti non lo sono affatto, al contrario: sono responsabili per la loro quota di ciò che accade sul teatro del conflitto, e ne pagano le conseguenze. Il mio cordoglio, dunque, non può spingersi oltre quello che provo per qualsiasi lavoratore perito nell’esercizio delle sue funzioni, anzi, molto meno… Perché un lavoratore pensa solo a guadagnarsi il pane e non ad ammazzare.
    In quanto ai generali che scendevano in campo coi soldati, beh… Al massimo non potevano essere tacciati di codardia, niente più. Evito qualsiasi commento su d’Alema, ribadendo il fatto di non riconoscere la legittimità di nessun tipo di governo “democratico” o di altro tipo.
    Ciao.

  • marcello1950

    magari ripetendo riflessiomi già fatte dal altri:

    guardando il tutto da un semplice interesse OCCIDENTALE.
    L’INVASIONE DELL’AFGANISTAN E’ UN MONUMENTO ALLA STUPIDITA’ POLITICA ALLA IMPREPARAZIONE MILITARE E ALLA INEFFICIENZA STRATEGICA E TATTICA.
    tale iniziativa appartiene di diritto alla categoria FACCIAMOCI MALE DA SOLI.
    CHI LA STA PRATICAND STA DELIBERATAMENTE SVENDENDO L’ONORE ED IL RISPETTO FUTURO DEGLI OCCIDENTALI DI FRONTE AI POPOLI DEL MONDO.
    ORMAI SIAMO NELLA CONDIZIONE DI ESSERE SPUTATI IN FACCIA DA TUTTO IL MONDO PER LA FIGURA MESCHINA CHE SIAMO COSTRETTI A FARE A CAUSA DELL’IMPERIZIA E DELLA LEGGEREZZA CON CUI SI E’ ENTRATTI NEL PAESE QUANDO SI ERA VINTO LA GUERRA SE SOLO SI FOSSERO LASCITI GLI AFGANI DECIDERE SI SCANNARSI TRA LORO.
    prima di andare in giappone gli americani ordinarono a Ruth Meredit uno studio antropopogico dei Giapponesi PERCHE’ NON HANNO FATTO L STESSA COSA CON L’AFGANISTAN, se lo avessero fatto non ci sarebbero mai andati.
    TUTTI QUELLI COINVOLTI NELLA DECISIONE DI MANDARE TRUPPE DI TERRA IN AFGANIZTAN DOVREBBERO ESSERE SPEDITI DI FROTNE AD UNA COTE MARZIALE.
  • g10rdan0

    Suonerà piaggesco, ma sottoscrivo in pieno quanto da te scritto. Bravo!

  • foolvio

    (21 settembre ’09)

    “Provate a tenere una pistola tra le mani. Sentitene il peso e l’odore, guardate le linee scavate sul metallo, perfettamente disegnate. Provate a tenerla come vedete nei film, con l’indice sul grilletto e il polso teso all’indietro, abbassate la testa fino a far coincidere la piccola sporgenza sulla punta della canna con l’altra più’ vicina agli occhi e guardate. Ogni cosa che vedrete da li puo’ essere distrutta dal movimento del vostro indice. Ogni vita che vedete da li puo’ essere finita in un attimo, su vostro desiderio. E voi lo sapete bene, se decidete di impugnare un’arma. Non siete soltanto dei probabili uccisori, degli assassini latenti, e neanche siete semplicemente difensori della vostra vita o di quella altrui, poiche’ lo sapete bene che state promettendo alla morte di dargli comunque una mano..

    Chiunque impugna un arma e’ un assassino. Chiunque dica o pensi che la difesa della propria vita uccidendo, sia l’autentica priorita’ necessaria a sopravvivere, e’ bugiardo oltre che vile e assassino. Vorrei l’auto-eliminazione di ogni essere vivente che per vivere decida di uccidere. Gli stati fanno gli eserciti, gli eserciti fanno le guerre, e le guerre non sono fatte che da persone che decidono di impugnare un’arma e uccidere. E non piangete quando muoiono, e non commuovetevi tanto quanto fate vedendo bambini morire. Le guerre sono fatte dagi uomini che decidono di uccidere imbracciando armi, e senza quegli uomini le guerre non ci sarebbero, e gli innocenti non morirebbero. 6 ne sono morti, 21 in tutto ne sono morti e quasi 800.000 civili disarmati uccisi e 1.400.000 feriti e amputati. Piangete del pianto che non avete per gli innocenti uccisi. Vergognatevi della vergogna che non provate mentre piangete la morte degli assassini. Soltanto chi li ha generati puo’ degnamente piangerli, poiche’ soltanto loro hanno perduto i propri figli. Bisognerebbe ucciderlo quell’assassino: andate davanti ad uno specchio e provate a tenere una pistola tra le mani, toccatela e sentitene il peso, giratela e puntatevela in mezzo agli occhi e guardatevi in faccia prima di sparare, che chi piange degli assassini e’ gia’ un assassino.”

    Fulvio A.T. Renzi
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