LEGA, TUTTO DA BUTTARE ?

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DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it


Alla Versiliana, dove due settimane fa il Fatto ha festeggiato lo straordinario successo del suo primo anno, ho sentito molte invettive contro Berlusconi, ma quasi altrettante contro la Lega. Secondo me è un errore. Quello che dovrebbero fare le opposizioni è cercare di inserire un cuneo fra Lega e Pdl. Ed è possibile. La Lega non è necessariamente di destra. In quanto movimento localista, almeno concettualmente, non è né di destra né di sinistra. Quando Bossi sognava ancora la “Padania libera” e organizzò le elezioni nei gazebo fece mettere in lizza anche un “Partito comunista padano“, a significare che, una volta liberatasi del giogo di Roma, tutti i partiti avrebbero avuto diritto di cittadinanza. E una sera che, davanti alla classica pizza, ero a cena con lui, ancora sano, oltre che affettivo e simpatico come sempre, gli chiesi: “Dimmi la verità, Umberto, pistola alla tempia, tu sei più di destra o di sinistra?”. “Di sinistra” rispose “ma se lo scrivi ti faccio un culo così”.

Umberto Bossi è l’unico, vero, uomo politico comparso sulla scena italiana negli ultimi vent’anni. E, come tale, è un pragmatico. Ha, da sempre, un obiettivo, il federalismo, e per raggiungerlo è disposto ad allearsi con chiunque. Certo sarebbe stato meglio se il federalismo si fosse realizzato nella forma, ipotizzata dalla Lega delle origini, delle tre “macroregioni“, senza per questo mettere in dubbio l’unità nazionale, perché è un fatto che Nord, Centro e Sud del Paese sono, economicamente, socialmente, culturalmente, climaticamente, realtà diverse e dovrebbero potersi sviluppare secondo le proprie vocazioni. E una “macroregione” è sufficientemente ampia per poter fare programmi di ampio respiro, ma anche sufficientemente coesa per dare risposta ai bisogni identitari. Mentre un federalismo spalmato su 20 regioni è molto meno convincente. Ma tant’è, pur di liberarci di Berlusconi, vale la pena di dare a Bossi questo federalismo intisichito e forse dispendioso. E il momento è favorevole.

Il Cavaliere, tutto teso a risolvere ex lege i suoi “problemi giudiziari”, non è in grado di realizzare il federalismo di cui, peraltro, non gli frega niente. Bossi lo sa ed è per questo, per rimescolare le carte, che vuole andare alle elezioni. Inoltre si profila nel Meridione la nascita di un forte movimento autonomista, che è una spina nel fianco del cesarismo berlusconiano ma corrisponde al programma originario di Bossi che è sempre stato quello di isolare Roma, in quanto centro assoluto del parassitismo, del clientelismo e del malaffare come la cronaca di ogni giorno ci dice. È anche vero che negli ultimi anni la Lega ha molto accentuato i suoi atteggiamenti xenofobi. Ma anche questa è una conseguenza dell’alleanza con Berlusconi. Avendo dovuto abbandonare, a causa di quest’alleanza, alcune idee fondanti, come il no alla globalizzazione, che è, in radice, antitetica a ogni localismo, e il no, per le stesse ragioni, all’imperialismo americano (qualcuno ricorderà che quando gli Usa attaccarono la Serbia, alcuni dirigenti leghisti si recarono a Belgrado a fare gli “scudi umani“), è stata spinta, per distinguersi, a pigiare il pedale della xenofobia.

Non era così alle origini. La mitica “Padania” era “di chi ci vive e ci lavora”. Punto. Senza andargli a fare l’esame del sangue. Ma una volta staccatasi da Berlusconi potrebbe, forse, alzare il piede da quel pedale. Infine la Lega è l’unico partito che, in questi anni, ha migliorato i suoi quadri passando dal folklorismo degli Speroni ai Cota, ai Calderoli, mentre Bobo Maroni si sta rivelando un ottimo ministro dell’Interno. E sulla legalità, proprio per la composizione popolana del suo elettorato, non è distante dalla sinistra. È facinorosa a parole, ma molto più moderata e ragionevole nei fatti, come ha dimostrato durante il governo Dini. È un movimento che, ovviamente, può non piacere, ma col quale, a differenza dell’energumeno Berlusconi, si può dialogare in modo serio. Se fossi nei panni dell’opposizione io ci proverei invece di continuare, ottusamente, a demonizzarla.



Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/25/lega-tutto-da-buttare/64596/

25.09.2010

Commenti (65)

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    1. cyrano-65 28 settembre 2010

      Io non vedo alcuna azione politica in questo senso, però. Repressione sì, ma cooperazione no, a parte quella con Gheddafi, della quale si sanno storie indicibili di autentici lager nel deserto.

    1. cyrano-65 28 settembre 2010

      perchè dare totalmente ad altri popoli dei "meriti" che non hanno se non in parte? Gli scritti del Veronese (poi Torinese) Cesare Lombroso (ironia della sorte, il poveretto era anche Ebreo, se avesse saputo che cosa stava combinando...) sono stati apprezzatissimi in tutto il mondo, e sono stati ben sfruttati da personaggi come Rosemberg, dai sostenitori dell'apartheid, dai razzisti degli stati uniti, e dal delicato personaggino che dirigeva "la difesa della razza" Telesio Interlandi (assurdamente questo era siciliano, di Palazzolo Acreide, nato quindi a pochi chilometri da dove sono nati Quasimodo e Vittorini). Se i Francesi tutto sommato tendevano a ipotizzare una superiorità culturale riassumibile in libertà, uguaglianza e fraternità da insegnare a forza, gli epigoni del nostro sono stati assai più radicali... Chiaro che si tratta sempre di affaracci. Però il punto è che la repressione dei poveracci è tutto sommato negli interessi degli affaristi. Mi sto divertendo con questa discussione: è costruttiva :) Il punto è proprio questo: la repressione dei migranti a chi fa comodo? a coloro che vogliono sfruttarli mantenendoli in condizioni di "minorità" e di paura: nascondersi, non curarsi se malati, non mandare i figli a scuola, lavorare per vitto e alloggio, pagati forse ma non sempre... E' questa la loro condizione attuale, spesso, recuperabile solo dando loro dei diritti e non trattandoli da subumani.

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      ""Se a casa loro staranno decentemente non sentiranno il bisogno di spostarsi""

      SU QUESTO, SONO COMPLETAMENTE D'ACCORDO.

    1. cyrano-65 28 settembre 2010

      non è la stessa cosa comunque: su 60 milioni di abitanti, quanti sono quelli che leggono? Amara riflessione.

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      Piccola aggiunta: le teorie razzista nascono (in Francia) nella seconda metà dell'Ottocento con lo scopo di giustificare il colonialismo. Il senso era: siccome loro sono inferiori a noi, è giusto che noi li colonizziamo per portar loro la nostra civiltà e migliorare le loro vite". Penso tu sappia meglio di me come il colonialismo abbia migliorato le vite delle popolazioni colonizzate. Il razzismo diventava quindi la giustificazione umanitaria (!!) per lo sfruttamento, a dir poco indiscriminato, delle materie prime e della manodopera di quei paesi. Sempre, solo ed esclusivamente affari.

    1. cyrano-65 28 settembre 2010

      l'umanità c'entra in tutte le cose umane. E qui sta il punto. Di fatto la Lega, come gli altri partiti, non fa nulla per combattere non tanto la libera circolazione delle merci, che è una cosa giusta (ci piacciono le banane e il caffè, noh?), ma lo sfruttamento dei poveracci, che vengono derubati del giusto compenso del loro lavoro. Attenzione: i poveracci arrivano lo stesso e arriveranno sempre di più se non si fa un modo che la situazione nei loro paesi d'origine cambi. Non c'è modo di fermarli, sono come la pioggia che diventa alluvione: sotto questo aspetto è ottimo ed opportuno per gli sfruttatori proprio il fatto che restino dei "nessuno" clandestini e senza diritti, gente che può essere all'occorrenza persino uccisa e fatta sparire. Possiamo però "cambiare la pendenza" e rendere meno pressante il loro bisogno di migrare. Non chiudendo le frontiere, ma migliorando le condizioni alla fonte. Se a casa loro staranno decentemente non sentiranno il bisogno di spostarsi. E comunque non vedo nessun pericolo d'invasioni. Vedo solo l'utilità politica di farcele temere... :(

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      Con la libera circolazione delle merci e delle persone si è permesso agli sfruttatori di investire in paesi dove la manodopera è a costo bassissimo e di importare manodopera a basso costo nei paesi industrializzati. Il problema non è tanto la demonizazione che la Lega fa degli extracomunitari, ma lo sfruttamento che ne fa il grande capitale. Peraltro, creando nuove sacche di emarginazione, si aumentaranno i tossicodipendenti e di conseguenza il mercato della droga i cui provendi finiscono riciclati un po' dappeertutto. Gli extracomunitari ci sono perchè il grande capitale vuole che ci siano. Perchè, secondo te, Chiesa e Sinistra sono d'accordo nel volere l'immigrazione indiscriminata? Perchè i grandi proprietari di immobili in Italia sono la Chiesa e le cooperative e la presenza degli extracomunitari (che magari vivono stipati in sei in un appartamento di quattro vani) contribuisce a non far crollare il prezzo delle case. L'umanità non c'entra. Sono solo affari.

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      Nell'editoria (il mio campo) si cita spesso il ragionamento "logico, ma non vero" che dice: "In Italia ci sono 60 milioni di abitanti, vuoi dire che se io pubblico un libro, su 60 milioni non ce ne saranno almeno diecimila che me lo comprano"!? No...non ce ne sono diecimila che te lo comprano.

    1. cyrano-65 28 settembre 2010

      Se avesse 500.000 Italiani disposti a versare 10 euro, avrebbe cinque milioni di euro per fare un partito nazionale. Io glieli darei. Che mi costa? Potrebbero anche essere i soldini meglio spesi di tutta la mia vita :)

    1. cyrano-65 28 settembre 2010

      Il fatto è che - posti i problemi - la Lega non dà soluzioni, ma solo paure. Allora, proviamo a smontare le paure. La strada, guarda un poco, è la lettura comunista della realtà. E' in corso una vera lotta di classe (che non è una guerra con i generali, è semplicemente lo scontro di diversi interessi economici) esiste una classe dirigente che ha bisogno di mano d'opera a basso costo ma qualificata e la trova nell'est, nei Paesi emergenti e in sudamerica. Ora. I prodotti a basso costo prodotti in questi Paesi e non più in Europa o negli USA creano il problema che non c'è più stata la domanda del lavoro per produrli, quindi il reddito generale si è abbassato, ma non si è altrettanto abbassato il prezzo di mercato che noi siamo disposti a versare per quei beni. Inoltre, visto che la loro produzione non è decentrata perchè sono tutti beni importati invece di passare per i piccoli negozi passano per la grande distribuzione e gli ipermercati, il che incrementa i profitti di alcuni distruggendo ulteriormente il mercato del lavoro locale. Un paio di scarpe Bata, ad esempio, fatto in Cina, si potrebbe comperare a 10 euro anche nel piccolo negozio, ma noi paghiamo dieci volte tanto in un ipermercato perchè siamo abituati a pensare che siano fatte in Italia. Pensa che queste scarpe hanno fatto, prima ancora di finire ai piedi di qualcuno, più strada di quella che faranno in tutta la loro vita... (Queste sono cose che dice anche Tremonti, non troppo chiaramente, ma le dice) Qui sta l'inganno leghista: i poveri sciagurati che vivono in questi paesi sono sfruttati al punto da non potere comperare nemmeno i beni che
      producono e che noi al contrario strapaghiamo: chiaro che cerchino di scappare. Sono vittime (come lo siamo noi), ma ci vengono presentati come pericolosi concorrenti ed invasori. Così noi diamo voti, loro hanno potere, nulla cambia e i poveri restano poveri e impoveriscono anche noi (hai sentito recentemente Marchionne? Ha detto senza mezzi termini che si deve competere con i paesi dove danno 100 euro al mese agli operai. come pensi che voglia farlo?). Vediamo le cose da un altro punto di vista adesso. Cosa ne pensi dei seguenti concetti: "il lavoro non è una merce ed un'ora di lavoro deve potere comperare la stessa quantità di beni in tutto il mondo", ed anche "la retribuzione di un'ora di lavoro deve variare secondo la differenza di qualificazione e non secondo la geografia". Tu credi che arriverebbero disperati in massa se si imponesse questo? E questa massa, innescando una spirale xenofoba come pensi invece che possa essere arrestata se non con violenze sempre più feroci? Infine, la paura genera sfiducia nel futuro. Non per niente il nostro è il popolo meno prolifico del pianeta: chi non ha fiducia non fa figli. E noi ci sentiamo braccati: la Lega coi suoi discorsi ci fa sentire braccati. E invece la nostra è un'epoca di grandi sfide che potrebbe dare la possibilità a molti di vivere meglio. Ma bisogna provarci e riprenderci il nostro destino di UOMINI, più che di Padani, Marocchini o Terroni: le multinazionali altrimenti ragioneranno solo in funzione di massimizzare il profitto e si sforzeranno di avere sempre poveri da spremere. E allora, ieri il Giappone (e l'Italia) oggi la Cina e l'India, domani il Sudafrica, il Brasile e l'Argentina e poi chissà. Su queste cose si potrebbe scrivere un libro... Altro che Pontida... CIAO :) E pensaci su.

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      Tempo fa, lessi su un libro una frase che riporto "ad sensum":
      "Tutti i grandi rivoluzionari, da Lenin a Hitler, sono sempre scesi a compromessi con i vari potentati e hanno accettato i finanziamenti più disparati (Lenin dai capitalisti americani, Hitler dagli ebrei) nel corso della loro lotta ed è proprio grazie a questa spregiudicatezza e all'arte del compromesso che hanno raggiunto i loro obiettivi. QUESTO DISTINGUE I VERI RIVOLUZIONARI DALLE FLATULENZE DEI GRUPPI RIVOLUZIONARI STRACCIONI E FALLIMENTARI (quest'ultimo pezzo lo ricordo benissimo). Grillo per me è solo uno "scorreggione", magari in buona fede, ma senza la minima competenza politica. Vorrebbe arrivare al potere senza soldi, abolendo i finanziamenti pubblici ai partiti. Allora, da dove prenderà i soldi per avere una sede del suo partito in ogni città italiana? Dove prenderà i soldi per stampare i manifesti e quant'altro? Si tratta (per un partito piccolo piccolo) di milioni e milioni e milioni di euro all'anno che per un partito grande diventano decine e decine e decine di milioni di euro all'anno. Li pagherà lui? In realtà, anche lui parla, parla, parla, parla, parla, ma non ha ancora abbozzato ad un progetto concreto e fattibile di riforma (pensioni, sanità, burocrazia e quant'altro).

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      Il senso del mio intervento, esageratamente esasperato (lo ammetto) voleva essere contro chi identifica la mediocrità e l'ignoranza solo ed esclusivamente nella Lega, mentre questa si trova sparsa abbondantemente in tutti i partiti, così come esiste qualche (rarissimo) elemento capace in tutti partiti (Lega compresa, ovviamente). Personalmente, penso che la Lega ponga problemi più pratici che ideologici: un paese spaccato in due, da un punto di vista economico, non ha, a mio avviso, nessuna possibilità di uscira da una crisi globale che mette in difficoltà potenze economicamente compatte per quel che riguarda la ripartizione della produttività sul territorio. Se si arriverà alla secessione, non sarà perchè la vogliono Bossi e la Lega, ma perchè si verificheranno le condizioni economiche (e geopolitiche) affinchè questa avvenga inevitabilmente. Quanto al discorso extracomunitari, attualmente abbiamo nel mondo circa 3-4 miliardi di persone che vivono nell'indigenza. E' evidente che 3-4 miliardi di persone in Italia non...ci stanno, e non stanno neanche in Europa o nel resto dei paesi sviluppati (che peraltro si stanno deindustrializzando causa globalizzazione). Io non trovo che un partito che si pone questi problemi possa essere definito un partito di mediocri e ignoranti. Mi sembrano molto più ingenui quei partiti che vorrebbero spalancare le porte a tutti e chiudere i centri di accoglienza.

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      Hai ragione, mi scuso con Moira Orfei e anche con pepe, ma ammetterai che la sua era un'osservazione gratuita e priva di argomentazioni e come tale meritava una risposta sullo stesso tono.

    1. cyrano-65 28 settembre 2010

      non capisco proprio bene questo scambio, ma questi mi sembrano proprio insulti. Chiaramente nei confronti di Moira Orfei.

    1. cyrano-65 28 settembre 2010

      non saprei. Ma Maroni si preoccupa anche del fatto che nei tribunali questi poi magari escono per decorrenza dei termini a causa di leggi che pare non lo interessino? E si preoccupa anche del fatto che a volte la polizia deve mettere la benzina nelle auto di tasca propria? No, perchè quando si parla di "magistrati lasciati soli" non si parla solo di Falcone e Borsellino, ma anche di gente che è stata ammazzata anche recentissimamente. Ah, quel povero sindaco Calabrese ammazzato poco tempo fa, in giro senza scorta... ma come mai? A Maroni di lui non importava?

    1. cyrano-65 28 settembre 2010

      Per quanto riguarda il consenso, i leghisti non hanno mai avuto (saputo meritare) il mio. Per quanto riguarda il successo, l'hanno ottenuto con dei metodi ben noti da circa un secolo: dicendo alla gente quel che voleva sentire e facendosi poi i comodi propri, niente di utile per la collettività. Essere comunisti non è nè deplorevole nè un reato. Tu sembri avere una lettura negativa della parola Comunista, e arrivi, si direbbe, ad attribuire ai Comunisti le colpe di tutte le sciagure politiche accadute nel mondo. Eppure Papà Doc, Salazar, Franco, Peron, Pinochet, Lope Rega non erano Comunisti: i morti che hanno fatto loro sono legittimi? I dittatori sono solo dittatori, sotto qualsiasi colore si nascondano (non l'ho detto io, l'ha detto Ignazio Silone, che guarda caso era comunista e contestava, sostanzialmente, Stalin). Il Comunismo quando diventa ideologia diventa un'aberrazione come ogni idea politica radicale, liberismo compreso. Io, rispettabilmente non ho affatto un'idea negativa dei Comunisti: per me "comunista" non è un insulto, e un comunista è uno che ha scelto una ben precisa lettura della società e dell'economia, fondata sulle idee che trovo molto sensate di un filosofo che si è ispirato ad Hegel e a Kant. Quelli che hanno sposato un'ideologia, quale che sia (fascimo, comunismo, perchè no, anche il leghismo) per me sono solo pericolosi fanatici forieri di morte: Satana (inteso come "colui che semina discordia") adora queste aberrazioni. Sull' "elezione democratica" dei Leghisti, non metto verbo. Io non contesto mica l'elezione o la democrazia, contesto le persone che sono state elette e quel che di folle, forse criminale e insensato fanno, ciò che è un mio diritto (un dovere?). Ho il diritto di dire che non mi riconosco in chi manda i Carabinieri a devastare i campi ROM? in chi, in veste di ministro, s'inventa che i Romani sono porci? in chi mette magliette inutilmente provocatorie e causa una strage? Oppure devo ammettere che Bossi può dire quel che gli pare e io non lo devo contestare e dissentire da lui perchè è "democraticamente eletto"? Ma chi se ne frega! Se dice e fa sciocchezze dissento, forte anche del fatto di non averlo MAI votato. E' questa la Democrazia, sai? O non ti piace?

    1. TitusI 28 settembre 2010

      Si, anche io ho apprezzato quella scena, ma il patriottismo è una cosa diversa dal nazionalismo, e non necessariamente nociva.

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      Il fatto è che tu voti persone che fino a rieri erano comunisti (e lo sono rimasti) ovvero seguaci di un'ideologia che ha causato 200 miloni di morti, mai eletta democraticamente e che, appena arrivata la potere, in qualsiasi paese, chiudeva le frontiere per impedire che la gente scappasse (cosa che nessun regime fascista o interalista islamico ha mai fatto, chi vuole o voleva era libero di andarsene). Tra i mediocri (secondo la tua opinione) della Lega e i perfetti idioti della sinistra ex PCI preferisco di gran lunga i primi, tanto più che sono tutt'altro che mediocri, visto che continuano ad aumentare il consenso, mentre i perfetti idioti della sinistra continano a perderlo.

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      Non è proprio così. Quando ad esempio si parlò di magistrati "lasciati soli" dal governo, cosa si intendeva? Si intendeva magistrati che il governo metteva nelle condizioni di non operare adeguatamente e per governo si intendeva soprattutto ministero degli interni che si occupa della sicurezza nazionale. Se un chirurgo, come dici tu salva la vita ad una persona è "anche" perchè il ministero della salute gli mette a disposizione le attrezzature, i farmaci, gli assistenti e quant'altro. Altrimenti scusa, a cosa servirebbe il ministero degli interni? Semplice rappresentanza? Last but non least, le informazioni dei servizi segreti (fondamentali nella lotta allla mafia) arrivano al ministro degli interni e non ai magistrati.

    1. Alfio200 28 settembre 2010

      Come può essere ritenuto un vero politico uno che partendo dai comizi nei bar ha dato vita a quello che adesso è il primo partito del Nord e il terzo in Italia?

      Forse tu non sei Moira Orfei, ma di cero hai il suo quoziente intellettivo.

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