Le vere pandemie finiscono. Quelle finte pure.

Ruggero Arenella
Comedonchisciotte.org

 

A due anni dall’inizio dell’operazione coronavirus siamo ad un punto di svolta. Una pandemia non può durare per sempre.

L’elite che muove questo processo ha convinto miliardi di esseri umani in ogni paese del mondo dell’esistenza di un virus tanto pericoloso dal giustificare la soppressione delle libertà fondamentali (laddove queste esistano e dove vengano in qualche modo rispettate), riuscendo a inoculare in miliardi di esseri umani un siero genico sperimentale. La minoranza oppressa, quella parte di società che ha decifrato l’inganno, si sente spesso spacciata. Chi pensa di ritirarsi nella campagna, chi pensa all’espatrio, chi pensa alla rivoluzione. La ritirata o il martirio.

Cercando di guardare con lucidità al futuro prossimo si vede che Loro sono dei giganti coi piedi d’argilla. Il loro potere è una proiezione, della realtà che riescono a creare. Una pandemia non può durare all’infinito, nonostante una nuova variante da poter sfruttare ogni 6 mesi con tutta la potenza dei mezzi di informazione che possiedono, è oggettivamente molto difficile proseguire con la narrazione del Covid-19, siamo già al Covid-22. Verosimilmente, una buona parte delle masse in occidente, non continuerà a porre il braccio ogni sei mesi per continuare a svolgere la propria vita sociale, in questa società distopica.

Ci sono diverse categorie di persone che hanno voluto o dovuto inocularsi il siero. Le fondamenta più solide di questo castello di carte sono la parte sociale più convinta della narrazione covidiana, una buona parte seppur minoritaria, che continuerebbe a rinnovare il lasciapassare a forza di ripetute inoculazioni a tempo indeterminato, fino al compimento transumano di se stessi. C’è poi una grande zona grigia, che separa la prima parte degli irriducibili sostenitori del regime tecnosanitario dalla parte resistente, composta da tutti quelli che hanno porto il braccio la prima e la seconda volta ma cominciano a divenire scettici riguardo la terza, progressivamente più coscienti che ci sarà anche una quarta, una quinta, e una sesta. E forse che le inoculazioni diventeranno un richiamo periodico, l’abbonamento semestrale della tua vita, da svolgere in questo surreale parco giochi globale.

Sempre più spesso si captano segnali riguardo una possibile fine della pandemia nel 2022. Con la finta pandemia, di logica, dovrebbe sparire anche l’assurda narrazione pandemica di questi due anni o, quantomeno, si dovrà fortemente ridimensionare. Il progetto del grande reset, invece, deve continuare come da programma. Bisogna quindi chiedersi: come faranno a continuare a imporre un lasciapassare? Come arriveranno al microchip? All’abolizione del contante? Al riconoscimento facciale? Ai crediti sociali?

Forse è ancora presto per un’emergenza climatica, o per un’emergenza di sicurezza informatica. L’emergenza terrorismo è stata ampiamente usata ma potrebbe essere rispolverata. L’emergenza economica non produrrebbe effetti che servano direttamente per lo scopo del tracciamento, ma una crisi economica offre innumerevoli possibilità e potrebbe essere usata come leva fondamentale per la digitalizzazione sociale. Forse potrebbero continuare a simulare un’emergenza sanitaria con qualsiasi nuovo ceppo influenzale che più o meno spontaneamente si presentasse nel mondo. In ogni caso, hanno bisogno di creare una nuova realtà per continuare e resettare il mondo. E devono farlo in fretta.

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