Le radici della resilienza

Gli elementi della resilienza possono aiutare a trasformare le avversità in un'opportunità di crescita

Le radici della resilienza

Lynn Jaffee – The Epoch Times - 16 dicembre 2021

Molti anni fa, ho seguito una lezione di una donna che stava preparando la sua tesi di dottorato sul tema della solidità psicologica. Era una suora, ma non il tipo di suora in bianco e nero che ricordo quando ero piccola. Questa particolare suora indossava camicie di flanella e di tanto in tanto imprecava anche, ma non è quello che ricordo di più. Ciò che mi è rimasto impresso nel corso dei decenni è stato il suo studio sulla solidità psicologica e su cosa significhi esattamente.

Nella medicina cinese, gli antichi dicevano che se lo "shen" era luminoso, il paziente sarebbe sopravvissuto; ma se lo shen era spento, la prognosi non sarebbe stata così buona. Shen, in cinese, è l'idea che lo spirito, la coscienza, i ricordi e l'essere di una persona risiedono nel suo cuore ma si riflettono nei suoi occhi. Come praticante di questa medicina, sono d'accordo che guardare negli occhi di una persona è un buon indicatore del suo spirito o della sua solidità psicologica, e può essere un indicatore della prognosi.

Negli anni trascorsi da quando ho sentito la tesi di Suor "Flanella", ho pensato al tema della solidità psicologica e al perché alcuni pazienti sembrano ignorare grandi dolori o disabilità, mentre altri sono completamente annientati da disturbi di salute relativamente insignificanti. E anche se non ho tutte le risposte, una parola continua a saltare fuori per spiegare tali fenomeni: resilienza.

La resilienza è la capacità di riprendersi rapidamente da una situazione difficile. Mi fa pensare all'elemento del legno nella medicina cinese: dai germogli verdi che spuntano dalla terra ogni primavera alla forza flessibile del legno stagionato che può piegarsi senza rompersi.

La resilienza non è una cosa o l'altra, ma è la somma di diversi elementi che formano il tutto. I componenti della resilienza sono anche gli strumenti che aiutano a superare i momenti difficili, tra cui:

La perseveranza. I giapponesi hanno un proverbio: Cadi sette volte, alzati otto. Non mollare quando le cose si fanno difficili è una componente chiave della resilienza, sia che si tratti di qualcosa di semplice come continuare a suonare la chitarra anche se ti fanno male i polpastrelli, sia che si tratti di qualcosa di travolgente come continuare a essere efficienti nonostante un grande dolore o una malattia.

L’ottimismo. Sapere che le cose andranno bene anche quando le carte sono contro di te.

La gratitudine. Personalmente, durante alcuni giorni molto bui, ho scoperto che essere grato per ciò che non andava male, apprezzare le persone intorno a me e riconoscere i piccoli miracoli nella mia vita è ciò che mi ha fatto e continua a farmi andare avanti.

La fiducia di poter gestire i momenti difficili, anche quando ci si trova in mezzo. La sicurezza di sé nelle proprie capacità di farcela significa che, alla fine, ce la farai.

Un forte gruppo di supporto è un elemento essenziale della resilienza. Sapere di avere persone nella propria vita che ci coprono le spalle quando le cose vanno male può darci la forza di andare avanti.

(Avanti, amici di ComeDonChisciotte!)

La flessibilità. Essere in grado di vedere le cose in sfumature di grigio, piuttosto che in bianco e nero, o di fermarsi e guardare la situazione da un punto di vista diverso, richiede flessibilità. Inoltre, come l'elemento legno nella medicina cinese, essere in grado di piegarsi senza rompersi è l'essenza della resilienza.

L’umorismo. Quando la tua vita si sta sgretolando intorno a te, essere in grado di buttarla in umorismo mantiene le cose in prospettiva e allevia la tensione. Chiaramente, ci sono momenti in cui l'umorismo non è appropriato, ma sono rari.

La gentilezza e l’empatia. Le parole gentili hanno la capacità di cambiare in meglio l'intera giornata di qualcuno. Certo, può essere davvero difficile essere felice per qualcuno che ha appena ottenuto il lavoro dei suoi sogni proprio quando tu sei stato recentemente licenziato. Tuttavia, la realtà è che la loro felicità non rende la tua situazione peggiore, a meno che tu non voglia cadere nella trappola dei confronti. È del tutto possibile che dire qualcosa di gentile o essere sinceramente felici per la buona fortuna di qualcun altro possa farti sentire un po' meglio.

Tutti noi conosciamo persone che ispirano soggezione per la loro capacità di vivere pienamente nonostante le grandi difficoltà. In poche parole, è la differenza tra far fronte e rimanere bloccati. Che la chiamiate resilienza o solidità psicologica, l'abilità di affrontare, riprendersi e forse anche imparare qualche lezione dai momenti difficili della vita è il modo in cui li superate e forse ne uscite anche più forti.

Fonte: https://www.theepochtimes.com/mkt_breakingnews/the-roots-of-resilience-2_4144204.html?utm_source=newsnoe&utm_medium=email&utm_campaign=breaking-2021-12-16-2&mktids=339f85ed4f93d036564993428f5fe355&est=aZh%2FNIlHiHjoCNsG3DBjAWJ8pK7h3Z53iLR2jDrX4pk3BUIqP%2Bjx737h7UnkxlRPZt16ng%3D%3D

Traduzione di Cinthia Nardelli per ComeDonChisciotte.

Commenti (34)

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    1. Rama 20 dicembre 2021

      Miglior articolo di sempre!

    1. fantelesto 20 dicembre 2021

      Volevo esporre una mia teoria sul trattamento della resilienza. Ipotizziamo che in un futuro remoto una oligarchia misteriosa voglia ottenere il controllo di tutta la popolazione. La cosa migliore è renderli tracciabili dalla nascita alla morte senza alcuna possibilità di rimuovere il tracciante. Ogni persona nella sua vita produce un log di dati con data, luogo, contatti. Il sistema di rilevamento è ubiquitario tramite chip economici tipo bleutooth del futuro. Ipotizziamo che la tecnologia futura possa produrre lamine stabili di idrossido di grafene portatore di informazione. Lamine monoatomiche non individuabili con nessuna analisi e iniettabili con una punturina. Chiaramente dovrà essere eseguito a livello mondiale e convincere tutti a farsi una punturina in un tempo limitato. Come procedere? L'inizio è sempre una fase critica, vanno istruiti i gatekeeper, influencer, poteri decisionali su vari livelli. Si muove una macchina colossale quindi preventivamo 6-12 mesi per stabilizzare l'organizzazione. Si crea un’ ansia generalizzata con uno spauracchio mortale tipo un virus, si creano morti e sofferenze anche forzando un po' la mano. La gestione folkloristica viene lasciata ai quadri inferiori possibilmente contraddicendo quelli superiori pubblicamente. I più fantasiosi imporranno distanziamento interpersonale, copertura facciali e altre amenità. Ciò sempre in funzione del grado di accettabilità delle varie culture dei vari paesi. Dopo un anno si contano i risultati e spunta un vaccino come soluzione.
      In funzione del grado di ansia generato, calcando la mano con ricatti lavorativi, ricreativi, morali, etc. riusciamo a pungere il 70-90% della popolazione anche con più dosi.
      Seconda fase critica, convincere la popolazione rimanente. I renitenti sono persone istruite, con forte personalità, combattivi. Per fare ciò usiamo sempre l'atavica paura della morte ma invertita. Nel senso che il vaccino dovrà creare morti e invalidi peggio del virus stesso. Il vaccino deve essere di nuova generazione, non deve avere nessuno storico consultabile.
      Nella prima fase di vaccinazione si è creata un letteratura sterminata sulla tossicità del vaccino consultabile da chiunque. I dibatti imperversano sui social che eliminano qualche video o post dei critici nel confronti del vaccino ma in definitiva ne permettono la pubblicazione della maggior parte. Lo scopo è di saturare la parte cognitiva razionale dei renitenti fornendo dati reali e inequivocabili. A questo punto i centri governativi emanano direttive farsesche, contradditorie, leggi assurde che tendono al ridicolo, non mi viene nulla ora, tipo ti multo se bevi un aperitivo. Analisi su satanisti globalisti, decrescita della popolazione, massoni, vengono proposte in continuazione per sviare le menti dal vero scopo finale.
      Il cervello umano cerca un’uscita da questa situazione ambivalente tra farsa sociale e certezze accumulate. E qui il colpo da maestro, degli illuminati (persone di cultura non esposte precedentemente), incominciano ad attaccare il sistema, tra i molti argomenti propongono un vaccino tradizionale etico senza effetti collaterali.
      Gloria e tripudio risulta vaccinato il 99 e qualcosa per cento.
      A questo punto le frazioni percentuali rimanenti di novax vengono chiuse in riserve circoscritte a creare manufatti artigianali per turisti.
      La cosa migliore sarebbe convircerli a chiudersi da soli. A questo scopo vengono incentivati e finanziati ecovillaggi dove persone con idee e valori simili potranno vivere in serenità e armonia. Lentamente saranno dimenticati o ignorati, moriranno per mancanza di cure e per qualche refluo tossico sversato per caso.
      A questo punto viene consolidata e realizzata la società perfetta, armoniosa e pacifica.
      Attualmente a livello tecnologico e organizzativo una cosa del genere non sarebbe realizzabile, però attenzione al futuro.

    1. Primadellesabbie 20 dicembre 2021

      Sorprendente!

      Mentre i "grandi" sbarellano, qui ci sono commentatori che riescono a fare interventi significativi anche alla rubrica di Donna Letizia.

    1. Rnamessaggero 20 dicembre 2021

      Gli antropologi ritengono che la tendenza al sacrificio sia nata nei piccoli villaggi protetti da una recinzione. Capitava, ogni tanto, che bestie feroci e affamate circondassero il villaggio, dopo alcuni giorni i componenti del villaggio decidevano di sacrificare qualcuno, lasciandolo uscire, per liberarsi dalle bestie. Il sacrificio permetteva a tutti di ritornare alla libertà. La superstizione poi, adottava il sacrificio per ogni tarlo mentale, si arriva addirittura a leggere che un tempo veniva sacrificato il primogenito per propiziare la costruzione di una nuova casa.
      Ho apprezzato molto l' elenco dei vari componenti che danno forma alla resilienza, non è completo ma basta e avanza.
      Cedere al pessimismo, dal mio punto di vista, significa sacrificare una parte di se stessi, la stessa pratica adottata dai componenti del piccolo villaggio preso di mira dalle fiere feroci.
      Tiremm innanz ( Antonio Sciesa ), anche l' antropologia è superata da un bel po.

    1. IlContadino 20 dicembre 2021

      In una società come questa, dove la discriminazione è uno dei valori portanti, o sei colui che viene discriminato o sei colui che discrimina, non c'è via di mezzo, non c'è alternativa.
      Per me, oggi, essere minoranza discriminata ha una valenza enorme.
      Chi riesce a non lasciarsi incantare possiede qualità pregiate, su quelle qualità si costruisce una vita che val la pena d'essere vissuta. Siamo sempre meno, vedo cadere persone di giorno in giorno; diventeremo l'eccezione, più rari dello Yeti, nascosti negli anfratti della società. Poche, pochissime persone colme di amor proprio e di senso del giusto, ci sapremo riconoscere guardandoci negli occhi, luccichio di un'anima ribelle, di una volontà che non può essere domata, di una vitalità primordiale. Ai miei fratelli dedico tutto me stesso, gli altri sapranno arrangiarsi, io trovo conforto nell'amore per la vita loro nella siringa, a ognuno il suo.
      Non cedete, se siete arrivati fin qui vuol dire che potete arrivare in fondo.

    1. danone 20 dicembre 2021

      Una cosa importante per la solidità interiore, e che nell'articolo non compare, è imparare ad essere il più possibile onesti con se stessi.
      L'onestà interiore è come un esercizio che fortifica più la si pratica, come un muscolo che si allena diventa sempre più forte e solido.
      Tutto il resto accennato nell'articolo, l'umorismo, la gratitudine, la resilienza-resistenza interiore, aumentano all'aumentare della pratica dell'onestà interiore.
      Immaginatevi al cospetto di potentissime entità che plasmano gli universi, ebbene, io, piccolo e fragile, ma totalmente onesto interiormente, divento l'unico testimone di verità in circolazione, per cui nessuna potenza o entità può più condizionarmi, anzi, diventano tutte mie alleate nel realizzare i più grandi obiettivi, veri, che l'universo ha deciso di realizzare.
      Se diventiamo onesti interiormente, diventiamo delle "autorità" sulla quale le forze spirituali della verità investiranno affinchè possa essere manifestata, e siccome la verità è l'unica cosa che esiste, chi pratica onestà interiore, diventerà sempre più vero e reale, ecco perchè si diventa forti.

    2. Armin 20 dicembre 2021

      Molto bene. Ciao.

    1. Darkman 20 dicembre 2021

      Per come la vedo io noi siamo soli e loro sono tutti. I confini sono stati già ampiamente delineati: non bisogna fare alcun affidamento alla possibilità che la gente passi dalla nostra parte. Una controinformazione di qualità non può avere la maggioranza come obiettivo, altrimenti si finisce col reiterare di continuo ovvietà nel vano tentativo di predicare ai sordi. La maggioranza vive per servire: è quella che ha spalancato le porte a questo nuovo dispotismo e ai suoi abusi in maniera già irreversibile. Per quel che ne so, vista la blandissima resistenza che sta incontrando il Nuovo Ordine Mondiale, l'impero delle corporazioni potrebbe andare avanti per almeno un altro secolo o comunque abbastanza a lungo affinché nessuno dei presenti avrà modo di vederne la fine. Quindi se vogliamo essere resilienti prepariamoci esistenzialmente a quello che forse sarà il peggio schifo della storia prendendo la realtà di petto senza perderci in illusioni consolatorie che lasciano lo spazio che trovano (il ritorno del Cristo alla fine dei tempi, il Putin redentore, il sacro meteorite, il risveglio delle coscienze, ecc...). Certi giorni penso che potremmo essere gli ultimi uomini a cui è data la possibilità di poter resistere in qualche misura. Che le generazioni che verranno non avranno più niente di propriamente umano segnati già in partenza da un clima di omologazione assoluta e morte spirituale. E' inevitabile che la zootecnia renderà sempre più latenti le qualità nobili della nostra specie col fine di ridurci a poco più di delle bestie parlanti dagli istinti eterodiretti dimentichi delle proprie radici, delle proprie origini o della propria storia.
      Confido che il tempo possa darmi torto.

    2. LuxIgnis 20 dicembre 2021

      Non siamo soli siamo disuniti. E' sempre stato così. Il potere ha sempre agito creando e facilitando le divisioni tra gli antagonisti.
      Anche se siamo in minoranza, ma anche questo lo è sempre stato visto che la massa facilmente segue ciecamente quello che gli viene detto, noi abbiamo un valore 10 volte superiore ad ognuno di loro.
      E' la differenza tra l'aggregazione, che è un simulacro dell'unione, e l'unione vera e propria. Per usare un simbolo preso dalla matematica nell'aggregazione 1+1=2, ma nell'unione 1+1=11. SI ribaltano facilmente i rapporti di forza.
      1+1=11 vuol dire che nell'unione non c'è una fusione, non c'è l'assimilazione di un pensiero unico ma c'è l'espressione del proprio pensiero, delle proprie esperienze, del proprio vissuto che si sommano a quello degli altri. Uno rimane sempre Uno.
      Ma per far questo bisogna che i "pensieri unici" vengano abbandonati una volta per tutte. Ed io ho l'impressione che tanti antagonisti questo non l'hanno proprio capito. In realtà vorrebbero solo imporre poi il proprio pensiero unico. Ed allora che differenza ci sarebbe. Un pensiero unico è un pensiero unico. Forse uno è migliore dell'altro ma sempre di quello si tratta e cioè di feccia.
      Questa è la grande sfida che attende tutti noi in questi tempi eccezionali. Se non capiamo questo è inutile andare avanti saremo sempre sconfitti, ed anche se qualcuno vincesse avrebbe creato solo l'ennesimo mostro ideologico che ha infestato la storia.
      Creiamo o meglio scopriamo delle basi comuni imprescindibili e tutto il resto buttiamolo nella pattumiera o teniamocelo come esperienza personale, singola, unica ma non generalizzata.
      Questo è il valore della libertà.
      La mia libertà non finisce dove inizia la tua, questo sentire comune è una grande stronz*ta.
      La mia libertà si espande dove inizia la tua.

    3. Rnamessaggero 20 dicembre 2021

      "La mia libertà si espande dove inizia la tua", se fossi un insegnante ti darei 10 con lode.

    1. Armin 20 dicembre 2021

      Oggi, domenica, a Bruxelles mega manifestazione e guerriglia contro le "forze dell'ordine". C.V.D. La situazione è instabile, non si stabilizza, ed è un brutto segno per gli onnipotenti (non tanto).

    1. FrankDax 19 dicembre 2021

      Buonasera , secondo il sottoscritto , la parola Resilienza nel contesto attuale significa : La capacità di resistere di una Minoranza di fronte ha sopprusi e ingiustizie , di una Maggioranza composta per gran parte di "addormentati" pilotati da uno sparuto gruppo di Burattinai... Una Maggioranza che si trova ora nella fase "orgasmica" , a cui seguirà la fase del "dubbio" e , inevitabilmente , a seguire la fase della "ho sempre saputo che c'era del marcio"... ;-) , per poi terminare con "l'esecuzione" dei Burattinai sulla Pubblica Piazza... purtroppo non possiamo conoscere i tempi delle varie fasi e forse Noi come Minoranza vedremo solo la prima , ma il percorso è segnato inesorabilmente... probabilmente ci è toccato il compito più ingrato , ma secondo me conta più la Qualità della Tua vita , che la Quantità , e penso di non essere il solo... e me ne ha dato la certezza anche piccolo universo di CDC ,...

    1. Arthur 19 dicembre 2021

      A proposito!
      Voglio esortare tutti a confidare nel fatto che possa succedere qualcosa di imprevisto che faccia implodere tutto.
      Non dobbiamo pensare che dipenda soltanto da noi.
      Certo, ognuno deve fare la propria parte, ma è necessario innalzarsi nella mente e nel cuore.
      Sursum corda!
      Che sia Dio, o l'Universo o l'energia cosmica, bisogna avere fede.

    2. lilithdea 20 dicembre 2021

      Che la Provvidenza manzoniana ci liberi del Rettiliano? Non basterebbe...il virus del SERVILISMO, EGOISMO e DISUMANESIMO è ormai endemico, non basterà che DRAGHI ed i suoi Sgherri spariscano il "gregge" ne vorrà ed accetterà di nuovi: forse per alcuni cittadini che resisteranno non è Finita, ma è invece FINITA per questo paese: tramite l' ennesima "eutanasia" questo paese ritornerà ad essere sempre quello che Montaigne aveva descritto: "terra di morti, abitata da un pulviscolo umano". Non poteva prevedere che ormai questo pulviscolo potesse essere dotato di un codice a barre che lo identificasse. Di "umano" questi non hanno più nulla, nemmeno una resilienza di tipo basico.

    3. Arthur 20 dicembre 2021

      Che siano disumani, ok.
      Ma è una disumanità legata da una parte (la massa) ad ignoranza e stupidità e dall'altra (chi è al potere) ad arroganza folle e atteggiamenti psicotici.
      Quindi so come andrà a finire.
      È prevedibilissimo e matematico.
      Molto ma molto male per loro.

      E non credo che tutta questa malvagità sia semplicemente frutto di progetti ed azioni umane.
      Ci sono dietro forze diaboliche e non umane.
      E questo segnerà la loro fine.

      Quando si vende la propria anima e la vita al diavolo, prima o poi questo passerà a chiedere il conto, cioè a reclamare ciò che è diventato suo poiché gli è stato ceduto.

      Siate ottimisti.

    4. lilithdea 20 dicembre 2021

      Vedremo...vedremo. Nel mio piccolo penso che la Stupidità umana del servo sciocco sia spesso più difficile da combattere della Cattiveria del potere, che spesso implode. E la massa ormai Automatizzata il problema.

    5. Armin 20 dicembre 2021

      Tesi ottima. Concordo. Ciao.

    6. catgarfield 20 dicembre 2021

      Poco prima di leggere il tuo "manzoniana" stavo proprio pensando all'Innomina(bile)to abbinandolo alla lucertola. Ma è il romanzo di un cattolico che vive di "speranza" ... e mi fermo qui per carità di patria.

    7. lilithdea 20 dicembre 2021

      Beh io considero quel Romanzo in sé una Pietra miliare della letteratura Mondiale, per il suo essere ancora attuale, è questa l' Opera che davvero ha reso immortale Manzoni, perché anche a me il suo giansenismo spesso trovo puzza troppo di "cattolicesimo andato a male". La Provvidenza è ovviamente una metafora che utilizzo per non dire apertamente cosa augurerei al Rettiliano, non vorrei turbare qualcuno/a: "io non perdono, non dimentico, ma faccio prigionieri(almeno io) : e posso anche farli più male di quanto loro abbiano fatto a me". Giusto per chiarire meglio il concetto. P.S. meno male che hai scritto Innominabile e non Innominato(uno dei più Grandi Personaggi di quel Romanzo), altrimenti facevo "prigioniero" anche te. Scherzo..anzi ora mi va di nominarlo io il Rettiliano, senza filtri: DRAGHI spero che la Nemesi della Storia ti PUNISCA DURAMENTE e che tu debba strisciare non solo metaforicamente schiacciato dai tuoi attuali Servi: una fine peggiore di qualsiasi altro CRIMINALE che ti abbia preceduto.

    8. sbregaverse 21 dicembre 2021

      Ah ecco conturbante non sanguinaria.

    9. sbregaverse 21 dicembre 2021

      Non è più semplice dire che l'autore,per quella volta li, la Provvidenza l'ha fatta funzionare così?

    10. lilithdea 25 dicembre 2021

      Sei più noioso, prevedibile e pedante di Bassetti e Burioni messi insieme.. lo sapevi? XD

    1. Eugiorso 19 dicembre 2021

      Se mai ci sarà una resistenza vera, in Italia, alle bestie globaliste e ai loro servi locali, non sarà certo con queste cose che si rafforzerà e potrà (almeno) sperare di vincere.
      Ideologia contraria a quella globalista, che la escude e la distrugge.
      Organizzazione di tipo militare.
      Programmi contrari a quelli globalisti.
      Forte operazione di controdemiurgia a livello di massa.
      Quadri preparati, disposti a rischiare anche la pelle e a uccidere il nemico, sapendo che è cosa Eticamente giusta.
      Appoggio esterno, da parte delle Potenze Libere (penso alla Russia).

      Cari saluti

    2. Arthur 19 dicembre 2021

      Io attendo che la gente si inc****.

    3. A.P. 20 dicembre 2021

      Se dovesse mai realizzarsi quello che lei auspica non sarà nell'immediato.
      rispetto al passato il grado culturale della massa è sicuramente migliorato, la consapevolezza, rispetto a un uomo del medioevo, del rinascimento o dell'epoca romantica è enormemente aumentato, ma oggi ci troviamo di fronte a un ostacolo al momento insormontabile che nessuna teoria filosofica può al momento scardinare: la dominanza dell'apparato tecnologico applicato al controllo del pensiero e della fine della filosofia come ricerca del vero.
      heidegger lo aveva previsto (dominio della tecnica), anders lo ha confermato (l'uomo è superato, antiquato), kosik ha provato a far intendere dove era la falla (pseudo-concretezza),ma l'avvento della tecnologia abbinata alla fine della filosofia come ricerca del vero sostituita dalla epistemologia hanno fatto il resto. d'altronde oggi regnano popper, habermas, cacciari, vattimo; insomma lei sa bene che il "noncepiùnientedafarismo" è la religione filosofica oggi dominante e con questo possiamo già chiudere la discussione, non tra di noi, ma tra noi e gli "altri".

    4. sbregaverse 21 dicembre 2021

      Fine della filosofia come ricerca del VERO.
      Va bene così e non è poco.

    1. Arthur 19 dicembre 2021

      Articolo ottimo.
      Ma la capacità di resistere è soprattutto legata al rimanere saldi nonostante tutti siano diversi da noi.
      Anche se dovessi essere l'ultimo sulla Terra, non mi piegherò mai, non chinerò mai la testa, non sarò mai un servo, né uno stolto o un vile, e neanche una pecora.

      Mi spiace dirlo, ma spero che i miserabili (mi riferisco agli stolti perfidi) inizino a cadere come birilli.

      Sarebbe la fine dell'incubo.

    1. clausneghe 19 dicembre 2021

      Resilienza..Una volta si diceva Resistenza e andava bene così.
      Che è poi quella postura che ho praticato istintivamente da sempre, contro le cosiddette Autorità, fin dalla fanciullezza, nella mia vita, giunta ora a veneranda età.
      Ho la mia morale e seguo solo quella, il mio sentiero lo conosco bene e non devio. Resto integerrimo e non ubbidisco al nemico, in attesa di vederlo galleggiare in una inondazione, magari.

    1. PietroGE 19 dicembre 2021

      La resilienza è proprio la proprietà che i media di regime si sono imposti di distruggere insinuando sensi di colpa, annientando identità e imponendo una loro 'verità'. Ci sono riusciti solo in parte. Resilienza è parente della resistenza e oggi più che mai c'è bisogno di resistenza alle imposizioni, capacità di vedere al di la delle menzogne e fare affidamento sui valori identitari di sovranità, libertà e giustizia.

    1. Armin 19 dicembre 2021

      La Resilienza, tecnicamente, è la capacità di un materiale a resistere agli urti.
      Metaforicamente, è la capacità del Popolo a resistere agli attacchi, agli urti, dei negativi al governo (i nemici del Popolo). Tutta questa guerra delle siringhe ......... ha aumentato la resilienza .............. ora i Popoli dell'occidente decadente sono più determinati, più forti. e l'agenda (il piano di conquista!) delle "élite" è di nuovo in crisi (come sempre!). Come si dice, fare i conti senza l'Oste.

    2. JA 20 dicembre 2021

      Sarà perché la prima volta che ho sentito usare quello strano termine è stato dal cicisbeo Giuseppi. Ma ha un suono così viscido e “disossato” da produrmi l’effetto contrario appena lo sento. :(

    3. Armin 20 dicembre 2021

      E' un termine tecnico, ingegneristico, non lo usano gli umanisti. Forse voleva darsi delle arie. E' uno presuntuoso. c.v.d.

    4. JA 20 dicembre 2021

      Molto peggio, ma tipico del pidocchio rifatto, è un millantatore compulsivo.
      Che però darà il colpo di grazia ai suoi simili 5s.

    1. LuxIgnis 19 dicembre 2021

      Forse c'è un piccolo errore. Un legno stagionato non si piega nemmeno se preghi in turco! E se si applica la giusta forza si spezza. Alcuni legni sono molto resistenti e ci vuole molta forza.
      Fa eccezione il bambù che mantiene una buona flessibilità unita ad una certa resistenza, anche da stagionato, visto che viene utilizzato per fare le impalcature essendo superiore all'acciaio proprio per la sua capacità di flettersi ed ammortizzare qualunque pressione

      Comunque, la mente umana è un po' birichina. Di solito punta attenzione più sulle cose "negative" che su quelle "positive". Se sono accadute 10 cose positive ed una sola negativa, allora la mente si focalizzerà su quest'ultima, rimuginandoci fino all'esaurimento.
      Questo è un atteggiamento che va cambiato. Spostare l'attenzione su altro è un imperativo e serve quel poco di sforzo che di solito usiamo per tante altre cose. Niente di particolare, quindi.
      Don Juan diceva, nei libri di Castaneda, che lo sforzo per stare bene, migliorare, è uguale a quello per stare male. La stessa energia ma indirizzata in maniera differente.
      A me non piace il termine resilienza, termine un po' troppo abusato, ma il senso dell'articolo è giusto. E' solo questione di spostare l'attenzione. Ed essere al 100% presenti su quello che si sta facendo.

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