LE ESTERNAZIONI NAZISTE DI LARS VON TRIER

LE ESTERNAZIONI NAZISTE DI LARS VON TRIER

A seguire, la traduzione della parte d'intervista incriminata

DI STENIO SOLINAS

ilgiornale.it

von trier espulso da cannes per dichiarazioni sul nazismo; qui potete trovare la traduzione e la trascrizione

Le esternazioni naziste del regista, che ipocriti: non hanno il coraggio di cacciare von Trier

L’altro ieri Lars von Trier ha straparlato in maniera surreale, e quindi alla sua maniera. Ha detto che l’estetica del III Reich lo affascina, che Hitler non andava certo scusato, ma lo si poteva capire come uomo, che lui non ce l’ha con gli ebrei, ma non ama Israele, che ha sempre pensato di avere sangue ebreo nelle vene, ma poi ha cominciato a sentirsi tedesco e a piacergli questa cosa e sì, insomma, magari è anche nazista.
Ieri il Festival di Cannes ha straparlato in maniera surreale e quindi non alla sua maniera. Ha detto che il regista di Melancholia, film in concorso, è «persona non grata», che l’essersi poi scusato non basta, che, certo, resta in gara, ma, qualora dovesse vincere, non potrà andare alla premiazione, anche perché non ci sarà nessuno dello staff a consegnarli il riconoscimento.


Ora, questo è un modo di pensare e di agire ipocrita e illiberale. Che vuol dire premiare eventualmente l’opera, ma rifiutarsi di premiare il suo autore? Dove sta scritto che il pensiero, espresso in maniera informale e incoerente, o organica e razionale, di un romanziere, un regista, un architetto, un intellettuale, insomma, deve riflettersi e condizionare il suo lavoro? E ancora: poiché la giuria, con Robert De Niro presidente, non è il comitato organizzativo, perché quest’ultimo interviene, così ambiguamente e così pesantemente, in un campo che non è il suo?



Se la direzione del Festival ritiene non scusabili e lesive le dichiarazioni di von Trier, può e deve espellerlo senza se e senza ma. Violerà un diritto, quello di parola e di espressione, ma stabilirà un principio di responsabilità relativo a ciò che si afferma. È naturalmente una strada pericolosa da un lato, conformista dall’altro, perché si limita a rifarsi a un pensiero «politicamente corretto» e codificato per cui il totalitarismo di Lenin, di Stalin, di Mao, di Pol Pot può continuare ad avere i propri esegeti, mentre il totalitarismo opposto si merita solo la dannazione eterna.

Von Trier è un regista molto stimato e molto discusso. Soffre di depressione, ha varie fobie. Non fa mistero dell’una e delle altre. Come già gli è accaduto per le precedenti edizioni, è giunto a Cannes su un pullmino, perché odia viaggiare, sembra che ci dorma dentro perché detesta gli alberghi. Gli si riconosce un certo dono per la provocazione e per il paradosso, ama stupire. Nella conferenza stampa incriminata, ha parlato come se fosse in una birreria (visto il tema, non era fuori luogo). Ricapitolando, e spogliata da ogni indignazione a priori e un tanto al chilo, il senso delle sue parole è che Albert Speer, l’architetto del Terzo Reich, nel suo campo era un numero uno, che il Fuhrer era un essere umano e che la politica di Israele è un problema per il mondo. Avrà anche sbagliato il tono e il luogo, ma cosa vogliamo fare: mandarlo a Norimberga? Fossimo in De Niro lo premieremmo, anche se il film è brutto.



Stenio Solinas

Fonte: www.ilgiornale.it

Link: http://www.ilgiornale.it/spettacoli/dopo_esternazioni_filonaziste/20-05-2011/articolo-id=524302-page=0-comments=1

20.04.2011



GIORNALISTA: Ci può parlare un po’ delle sue origini e dell’aspetto gotico di questo film, visto che lei aveva fatto riferimento in una rivista di cinema danese al suo interesse per l’estetica nazista

VT: Ho pensato a lungo di essere ebreo, ero molto felice di questo. Poi è arrivata Susanne Bier (ndt: la produttrice dei film di Von Trier) e non ero più tanto felice di essere un ebreo. No, questo è uno scherzo. Scusate.

(il pubblico ride…)

E poi è venuto fuori che non ero un ebreo, o, anche se lo fossi stato, sarei stato un ebreo di secondo livello… sapete, c’era una specie di gerarchia all’interno della popolazione ebrea.

Comunque, quello che sapevo era che volevo essere veramente un ebreo e poi ho scoperto di essere invece un ‘nazi’ (ndt: si riferisce al modo gergale con cui i danesi chiamano i tedeschi) perché la mia famiglia era tedesca, e questo mi ha dato del piacere (ride e poi esita…)

Quello che posso dire… è che capisco Hitler. Penso che abbia fatto delle cose sbagliate, assolutamente, ma riesco a vederlo mentre è seduto nel bunker vicino alla sua fine.

(L’attrice alla sua sinistra cerca di fermarlo in qualche modo…)

Volevo solo arrivare al punto: quello che voglio dire è che credo di comprendere l’uomo. Non è quello che si può chiamare un bravo ragazzo, ma (esita…) ho capito cosa gli passava per la testa e ho un po’ di comprensione per lui, ma su, andiamo… non sono a favore della Seconda Guerra Mondiale, e non sono contro gli ebrei – Susanne Bier sì, no nemmeno contro Susanne Bier (alcuni nel pubblico ridono), questo era uno scherzo. Io sono a favore degli ebrei, via, non troppo perché sono veramente un dito nel culo, ma ancora… come ne vengo fuori da questa frase…

UN’ALTRA PERSONA SUL PALCO: Con un’altra domanda.

ANCORA UN’ALTRA: Ecco la tua salvezza.

VT: No, volevo parlare della faccenda dell’arte. Speer, Speer mi piace. Anche lui non era uno dei migliori figli di Dio…. (esita) E va bene, sono un nazi (il pubblico ride mentre VT batte scherzosamente il pugno sul tavolo)

UN ALTRO GIORNALISTA: Riguardo Melancholia, lei considera questo film come una risposta ai blockbuster hollywoodiani e se prevede in futuro di fare un film più in grande scala rispetto a questo.

VT: (Ridendo) Sì, noi ‘nazi’ abbiamo una certa tendenza a fare le cose in grande scala…

(Alcuni del pubblico ridono…)

Sì, può darsi che mi possiate convincere… di mettere in scena una soluzione finale… (esita…) con i giornalisti....

RELATORE: Dopo queste strane considerazioni, il nostro tempo è scaduto…

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di VALERIO FABBRONI

Commenti (25)

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Nascondi area commenti 5 caricati
    1. lothar 21 maggio 2011

      Che Lars von Trier non sia il primo a 'naziferare' (con quel nome poi!) lo si evince da questo breve estratto dal mio "Gocce di pioggia a Jericoacoara":
      "... E non solo seguace dei maîtres à penser, ma anche sulla scia di mister (o miss?) alla David Bowie, l’algido dandy androgino stile Stefan George fermato alla frontiera con libri su Joseph Goebbels e Albert Speer. Sì, David Bowie, il Jonathan politically super-uncorrect, l’ossimoro pop-lirico (nel ‘73 premiato come il ‘musicista rock più popolare’ e… ’la donna peggio vestita’) – pure gli occhi dal colore diverso! (un ‘bicolore’ alla Lorenzo) – che, in un’intervista su Playboy, dichiarava: “… Sì, io credo con forza nel fascismo.” Oppure, non più space oddity ma pur sempre glam come il duca bianco, Bryan Ferry, popstar new wave, altro dandy british (Lorenzo, quello post-sessantottino, aveva tutti i suoi ciddì), il quale in un’intervista a un giornale tedesco aveva candidamente incensato aspetti non secondari del regime nazista (pur dissociandosene, in seguito, nella sostanza): “i film di Leni Riefenstahl, gli edifici di Albert Speer, le grandi parate e le bandiere erano semplicemente meravigliose, proprio belle.”
      Come si vede, ci sono dei precedenti e, come nel caso di von Trier, in ambiti che, per la vulgata, sembrano roccaforti della Sinistra (e spesso, a torto o a ragione, lo sono). Che dire: tout se tient...
      Nicola Perchiazzi
      Dal caos la stella danzante
      http://stelladanzante-nike.blogspot.com/

    1. Erwin 21 maggio 2011

      Sta succedendo qualcosa di anomalo nel mondo che fa tendenza:

      http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/05/18/i-6-milioni-di-ebrei-la-risposta-dell-alliance-d-abraham-a-r.html

      Mel Gibson,John Galliano,Charlie Sheen...

      Il tabù non regge più!(la rima non è voluta)

    1. cardisem 21 maggio 2011

      Chi era Hitler?



      A chi è nato dopo il 1945 non è concesso di dire: “c’ero anche io... Ho visto con i miei occhi… So tutto quello che occorre per avere un’opinione personale, e non semplicemente tramandata ed imposta con un sistema di condizionamento che non ha proprio nulla di meno dei sistemi totalitari menzionati”.

      Mi viene sempre in mente quel caso di una conduttrice televisiva tedesca, mi pare si chiamasse Hofmann, subito licenziata per aver detto che durante il nazismo vi era una buona politica verso le ragazze madri, che non erano abbandonate e relegate ai margini della società.Il fatto in sé non era poi difficile da comprendere nell’ottica di una politica demografica che puntava all’incremento della popolazione ed alla sua salute. Magari la conduttrice poteva avere altre vedute in un giudizio generale sul nazismo, ma su quel singolo aspetto perché non riconoscere che quella politica del nazismo era buona? E come non riflettere sul fatto che Göring sia stato il padre degli odierni ecologisti? Almeno, a giudicare dal suo “irresistibile” amore per la natura e la fauna...

      Quali sono i ‘crimini’ di Hitler ed in generale dei grandi personaggi storici sui quali si può avere un giudizio discorde?


      Credo che le risposte siano in genere due:

      a) La sua presunta responsabilità per la seconda guerra mondiale;

      b) La sua politica verso gli ebrei.

      Circa il primo aspetto basta ricordare che la seconda guerra mondiale è in realtà una continuazione della prima e che un noto storica parla più propriamente di una guerra civile europea che va dal 1917 al 1945. Inoltre, nel 1914 all’inizio della prima guerra mondiale tutti gli stati europei in quanto potenze coloniali dominavano sull’85% delle terre emerse. Ed in questo contesto, direi, la presunta presunta responsabilità di Hitler si perde in una situazione assai più grande e complessa. Inoltre, pur con tutto il male che si voglia dire del fascismo e del nazismo, resta il fatto che allora, prima del 1945, l’Europa era ancora indipendente e sovrana. Oggi non lo è più. E da un punto di vista squisitamente politico questo dovrebbe essere il sommo di tutti i mali che da solo sovrasta tutti gli altri.


      Quanto al secondo aspetto, cioè gli ebrei, cosa si può dire, se appena appena uno dice qualcosa va filato in galera, come succede in Germania e in Francia, e come si vorrebbe succedesse anche in Italia? Ma in fondo, a ben vedere, non è se certe cose siano o non siano successe, ma PERCHÈ sarebbero mai successe? Il sionismo, poi, ebbe o non ebbe rapporti sostanziali con il nazismo e il fascismo? Vi fu una responsabilità sionista nell’esito della prima guerra mondiale, che videro gli inglesi vincitori ed i sionisti compensati con la dichiarazione Balfour e la “Terra promessa” (da Balfour, appunto)?


      Insomma, le domande e le risposte sarebbero tante. In fondo l’illiberalità di chi si indigna senza spiegare la ragioni delle sua indignazione, ma che invece terrorizza chi per avventura vedesse le cose in altra luce, è una sorta di autocensimento che consente di riconoscere la potenza di una Lobby che ha piantato le sue bandiere sul nostro cervello come terra di occupazione militare

    1. martiusmarcus 21 maggio 2011

      abbraccio lars von trier, sicuro di abbracciare un genio e NON un nazista... purtroppo le persone con cui ha a che fare - le cacchine politically correct che di sicuro infestano le varie croisette dell'orbe terraqueo - non gliela perdoneranno. c'è mafia più mafia della crema dell'entertainement hollywoodiano e non?

    1. maristaurru 21 maggio 2011

      onestamente mi sembr uno che la sera prima si è fatto due birrette in sana pace e dopo non ha saputo esprimere un suo qualche tentativo di esser spiritoso. Un regista non ha bisogno di parlare, e in genere non sono bravi comunicatori, comunica con il suo film e se il film non è nazista.. tanto dovrebbe bastare ai soliti pusillanimi ipocriti, terrorizzati come pulcini , si vede che certe posizioni sono molto ambite .

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