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LE ESTERNAZIONI NAZISTE DI LARS VON TRIER

A seguire, la traduzione della parte d’intervista incriminata

DI STENIO SOLINAS
ilgiornale.it
von trier espulso da cannes per dichiarazioni sul nazismo; qui potete trovare la traduzione e la trascrizione

Le esternazioni naziste del regista, che ipocriti: non hanno il coraggio di cacciare von Trier

L’altro ieri Lars von Trier ha straparlato in maniera surreale, e quindi alla sua maniera. Ha detto che l’estetica del III Reich lo affascina, che Hitler non andava certo scusato, ma lo si poteva capire come uomo, che lui non ce l’ha con gli ebrei, ma non ama Israele, che ha sempre pensato di avere sangue ebreo nelle vene, ma poi ha cominciato a sentirsi tedesco e a piacergli questa cosa e sì, insomma, magari è anche nazista.
Ieri il Festival di Cannes ha straparlato in maniera surreale e quindi non alla sua maniera. Ha detto che il regista di Melancholia, film in concorso, è «persona non grata», che l’essersi poi scusato non basta, che, certo, resta in gara, ma, qualora dovesse vincere, non potrà andare alla premiazione, anche perché non ci sarà nessuno dello staff a consegnarli il riconoscimento.

Ora, questo è un modo di pensare e di agire ipocrita e illiberale. Che vuol dire premiare eventualmente l’opera, ma rifiutarsi di premiare il suo autore? Dove sta scritto che il pensiero, espresso in maniera informale e incoerente, o organica e razionale, di un romanziere, un regista, un architetto, un intellettuale, insomma, deve riflettersi e condizionare il suo lavoro? E ancora: poiché la giuria, con Robert De Niro presidente, non è il comitato organizzativo, perché quest’ultimo interviene, così ambiguamente e così pesantemente, in un campo che non è il suo?

Se la direzione del Festival ritiene non scusabili e lesive le dichiarazioni di von Trier, può e deve espellerlo senza se e senza ma. Violerà un diritto, quello di parola e di espressione, ma stabilirà un principio di responsabilità relativo a ciò che si afferma. È naturalmente una strada pericolosa da un lato, conformista dall’altro, perché si limita a rifarsi a un pensiero «politicamente corretto» e codificato per cui il totalitarismo di Lenin, di Stalin, di Mao, di Pol Pot può continuare ad avere i propri esegeti, mentre il totalitarismo opposto si merita solo la dannazione eterna.

Von Trier è un regista molto stimato e molto discusso. Soffre di depressione, ha varie fobie. Non fa mistero dell’una e delle altre. Come già gli è accaduto per le precedenti edizioni, è giunto a Cannes su un pullmino, perché odia viaggiare, sembra che ci dorma dentro perché detesta gli alberghi. Gli si riconosce un certo dono per la provocazione e per il paradosso, ama stupire. Nella conferenza stampa incriminata, ha parlato come se fosse in una birreria (visto il tema, non era fuori luogo). Ricapitolando, e spogliata da ogni indignazione a priori e un tanto al chilo, il senso delle sue parole è che Albert Speer, l’architetto del Terzo Reich, nel suo campo era un numero uno, che il Fuhrer era un essere umano e che la politica di Israele è un problema per il mondo. Avrà anche sbagliato il tono e il luogo, ma cosa vogliamo fare: mandarlo a Norimberga? Fossimo in De Niro lo premieremmo, anche se il film è brutto.

Stenio Solinas
Fonte: www.ilgiornale.it
Link: http://www.ilgiornale.it/spettacoli/dopo_esternazioni_filonaziste/20-05-2011/articolo-id=524302-page=0-comments=1
20.04.2011

GIORNALISTA: Ci può

parlare un po’ delle sue origini e dell’aspetto gotico di questo

film, visto che lei aveva fatto riferimento in una rivista di cinema

danese al suo interesse per l’estetica nazista

VT: Ho pensato a lungo

di essere ebreo, ero molto felice di questo. Poi è arrivata Susanne

Bier (ndt: la produttrice dei film di Von Trier) e non ero più tanto

felice di essere un ebreo. No, questo è uno scherzo. Scusate.

(il pubblico ride…)

E poi è venuto fuori che non

ero un ebreo, o, anche se lo fossi stato, sarei stato un ebreo di secondo

livello… sapete, c’era una specie di gerarchia all’interno della

popolazione ebrea.

Comunque, quello che sapevo era che

volevo essere veramente un ebreo e poi ho scoperto di essere invece

un ‘nazi’ (ndt: si riferisce al modo gergale con cui i danesi chiamano

i tedeschi) perché la mia famiglia era tedesca, e questo mi ha dato

del piacere (ride e poi esita…)

Quello che posso dire… è che capisco

Hitler. Penso che abbia fatto delle cose sbagliate, assolutamente, ma

riesco a vederlo mentre è seduto nel bunker vicino alla sua fine.

(L’attrice alla sua sinistra cerca

di fermarlo in qualche modo…)

Volevo solo arrivare al punto: quello

che voglio dire è che credo di comprendere l’uomo. Non è quello

che si può chiamare un bravo ragazzo, ma (esita…) ho capito cosa

gli passava per la testa e ho un po’ di comprensione per lui, ma su,

andiamo… non sono a favore della Seconda Guerra Mondiale, e non sono

contro gli ebrei – Susanne Bier sì, no nemmeno contro Susanne Bier

(alcuni nel pubblico ridono), questo era uno scherzo. Io sono a favore

degli ebrei, via, non troppo perché sono veramente un dito nel culo,

ma ancora… come ne vengo fuori da questa frase…

UN’ALTRA PERSONA SUL PALCO:

Con un’altra domanda.

ANCORA UN’ALTRA: Ecco

la tua salvezza.

VT: No, volevo parlare

della faccenda dell’arte. Speer, Speer mi piace. Anche lui non era

uno dei migliori figli di Dio…. (esita) E va bene, sono un nazi (il

pubblico ride mentre VT batte scherzosamente il pugno sul tavolo)

UN ALTRO GIORNALISTA:

Riguardo Melancholia, lei considera questo film come una risposta ai

blockbuster hollywoodiani e se prevede in futuro di fare un film

più in grande scala rispetto a questo.

VT: (Ridendo) Sì, noi ‘nazi’

abbiamo una certa tendenza a fare le cose in grande scala…

(Alcuni del pubblico ridono…)

Sì, può darsi che mi possiate

convincere… di mettere in scena una soluzione finale… (esita…) con i giornalisti….

RELATORE: Dopo queste strane considerazioni, il nostro tempo è scaduto…

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di VALERIO FABBRONI

Pubblicato da Davide

25 Commenti

  1. onestamente mi sembr uno che la sera prima si è fatto due birrette in sana pace e dopo non ha saputo esprimere un suo qualche tentativo di esser spiritoso. Un regista non ha bisogno di parlare, e in genere non sono bravi comunicatori, comunica con il suo film e se il film non è nazista.. tanto dovrebbe bastare ai soliti pusillanimi ipocriti, terrorizzati come pulcini , si vede che certe posizioni sono molto ambite .

  2. abbraccio lars von trier, sicuro di abbracciare un genio e NON un nazista… purtroppo le persone con cui ha a che fare – le cacchine politically correct che di sicuro infestano le varie croisette dell’orbe terraqueo – non gliela perdoneranno. c’è mafia più mafia della crema dell’entertainement hollywoodiano e non?

  3. Chi era Hitler?

    A chi è nato dopo il 1945 non è concesso di dire: “c’ero anche io… Ho visto con i miei occhi… So tutto quello che occorre per avere un’opinione personale, e non semplicemente tramandata ed imposta con un sistema di condizionamento che non ha proprio nulla di meno dei sistemi totalitari menzionati”.
    Mi viene sempre in mente quel caso di una conduttrice televisiva tedesca, mi pare si chiamasse Hofmann, subito licenziata per aver detto che durante il nazismo vi era una buona politica verso le ragazze madri, che non erano abbandonate e relegate ai margini della società.Il fatto in sé non era poi difficile da comprendere nell’ottica di una politica demografica che puntava all’incremento della popolazione ed alla sua salute. Magari la conduttrice poteva avere altre vedute in un giudizio generale sul nazismo, ma su quel singolo aspetto perché non riconoscere che quella politica del nazismo era buona? E come non riflettere sul fatto che Göring sia stato il padre degli odierni ecologisti? Almeno, a giudicare dal suo “irresistibile” amore per la natura e la fauna…

    Quali sono i ‘crimini’ di Hitler ed in generale dei grandi personaggi storici sui quali si può avere un giudizio discorde?

    Credo che le risposte siano in genere due:

    a) La sua presunta responsabilità per la seconda guerra mondiale;

    b) La sua politica verso gli ebrei.

    Circa il primo aspetto basta ricordare che la seconda guerra mondiale è in realtà una continuazione della prima e che un noto storica parla più propriamente di una guerra civile europea che va dal 1917 al 1945. Inoltre, nel 1914 all’inizio della prima guerra mondiale tutti gli stati europei in quanto potenze coloniali dominavano sull’85% delle terre emerse. Ed in questo contesto, direi, la presunta presunta responsabilità di Hitler si perde in una situazione assai più grande e complessa. Inoltre, pur con tutto il male che si voglia dire del fascismo e del nazismo, resta il fatto che allora, prima del 1945, l’Europa era ancora indipendente e sovrana. Oggi non lo è più. E da un punto di vista squisitamente politico questo dovrebbe essere il sommo di tutti i mali che da solo sovrasta tutti gli altri.

    Quanto al secondo aspetto, cioè gli ebrei, cosa si può dire, se appena appena uno dice qualcosa va filato in galera, come succede in Germania e in Francia, e come si vorrebbe succedesse anche in Italia? Ma in fondo, a ben vedere, non è se certe cose siano o non siano successe, ma PERCHÈ sarebbero mai successe? Il sionismo, poi, ebbe o non ebbe rapporti sostanziali con il nazismo e il fascismo? Vi fu una responsabilità sionista nell’esito della prima guerra mondiale, che videro gli inglesi vincitori ed i sionisti compensati con la dichiarazione Balfour e la “Terra promessa” (da Balfour, appunto)?

    Insomma, le domande e le risposte sarebbero tante. In fondo l’illiberalità di chi si indigna senza spiegare la ragioni delle sua indignazione, ma che invece terrorizza chi per avventura vedesse le cose in altra luce, è una sorta di autocensimento che consente di riconoscere la potenza di una Lobby che ha piantato le sue bandiere sul nostro cervello come terra di occupazione militare

  4. Sta succedendo qualcosa di anomalo nel mondo che fa tendenza:

    http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/05/18/i-6-milioni-di-ebrei-la-risposta-dell-alliance-d-abraham-a-r.html

    Mel Gibson,John Galliano,Charlie Sheen…

    Il tabù non regge più!(la rima non è voluta)

  5. Che Lars von Trier non sia il primo a ‘naziferare’ (con quel nome poi!) lo si evince da questo breve estratto dal mio “Gocce di pioggia a Jericoacoara”:
    “… E non solo seguace dei maîtres à penser, ma anche sulla scia di mister (o miss?) alla David Bowie, l’algido dandy androgino stile Stefan George fermato alla frontiera con libri su Joseph Goebbels e Albert Speer. Sì, David Bowie, il Jonathan politically super-uncorrect, l’ossimoro pop-lirico (nel ‘73 premiato come il ‘musicista rock più popolare’ e… ’la donna peggio vestita’) – pure gli occhi dal colore diverso! (un ‘bicolore’ alla Lorenzo) – che, in un’intervista su Playboy, dichiarava: “… Sì, io credo con forza nel fascismo.” Oppure, non più space oddity ma pur sempre glam come il duca bianco, Bryan Ferry, popstar new wave, altro dandy british (Lorenzo, quello post-sessantottino, aveva tutti i suoi ciddì), il quale in un’intervista a un giornale tedesco aveva candidamente incensato aspetti non secondari del regime nazista (pur dissociandosene, in seguito, nella sostanza): “i film di Leni Riefenstahl, gli edifici di Albert Speer, le grandi parate e le bandiere erano semplicemente meravigliose, proprio belle.”
    Come si vede, ci sono dei precedenti e, come nel caso di von Trier, in ambiti che, per la vulgata, sembrano roccaforti della Sinistra (e spesso, a torto o a ragione, lo sono). Che dire: tout se tient…
    Nicola Perchiazzi
    Dal caos la stella danzante
    http://stelladanzante-nike.blogspot.com/

  6. a parte il fatto che mi paiono le esternazioni di uno che sta uscendo da una sbronza e che vuole fare lo spiritoso in modo goffo, avete notato come il diritto alla libertà di espressione viene automaticamente sospeso quando c’è di mezzo l’ebraismo?
    se avesse detto: “sono un simpatizzante del Fondo Monetario Internazionale” perchè mi piace quel suo modo elegante di brutalizzare i poveri del mondo e affamare i popoli” … allora sarebbe stata interpretata come satira, nonostante il FMI faccia molte più vittime dei lager nazisti…ehhhh….brutta cosa la “democrazia si ma fino a un certo punto”…

  7. Chi conosce bene la filmografia del regista danese, Europa innanzitutto, sa che non può proprio esserlo un nazista. La conferenza stampa era spassosa, ridevano tutti e nessuno si è indignato et similia. L’ipocrisia dimostrata dal festival è quella assolutamente vergognosa, è stato toccato più di un nervo scoperto della cattiva coscienza francese passata e presente, basti vedere come ancora oggi ci si divida su L.F.Cèline… Von Trier è stato solo molto ingenuo e magari poteva scegliere un altro oggetto per del sarcasmo un po’ stupidotto, lo ha poi ammesso anche lui, soprattutto sulla regista connazionale Bier. Ed ancora più patetico che un regista bluff come Sorrentino abbia utilizzato questo episodio per sponsorizzare il suo filmetto contra l’opera di Von Trier che almeno un paio di premi probabilmente poteva vincerli.

  8. quello che fa cagare e’ solo l’articolo del ilgiornale, ad opera del giornalaio di turno. Saper essere bastian contrari, senza poi scomodare Lenin, abbisogna di cervello e non di lingua che e’ cosa che abbonda a discapito della grigia materia.

  9. Lasciando perdere sulle posizioni ideologiche di ognuno di noi,vorrei incentrare la cosa,come questo fatto è l’ennesima prova che la libertà di parola,pensiero tanto sventolata è assolutamente falsa,sopratutto quando si toccano certi “intoccabili”che conosciamo bene.
    Ho letto tutto l’articolo e visto il video,conosco abbastanza bene l’inglese e quindi so con certezza che la traduzione è al 100%esatta.
    Dopo aver letto l’articolo e visto il video,sono andato su google per cercare info e ho guardato la filmografia presente su wikipedia.
    Poi casualmente mi cade l’occhio sulla parte che parla di questo episodio,e con mia sorpresa,anzi no ormai ci sono abituato,noto la solita è sottile manipolazione delle parole,in puro stile 1984 orweel,la neolingua colpisce ancora.
    Ecco il testo che appare su wikipedia,provate un po a confrontarlo con le parole vere dette da Lars.

    L’espulsione dal Festival di Canness
    Il 18 Maggio 2011, durante la presentazione al Festival di Cannes del suo film Melancholia, Von Trier si lascia scappare una sua dichiarazione:
    “Sì, Adolf Hitler mi fa un pò simpatia, e lo capisco”. Il motivo? “Israele è un dito nel culo”. Sono un po’ nazista, e non mi dispiace. Credevo di avere origini ebraiche e invece ho scoperto di essere un vero nazista. “Hitler lo capisco. Ovviamente ha fatto molte cose sbagliate, assolutamente, ma riesco a immaginarmelo mentre sedeva nel suo bunker quando tutto era finito”
    Questo gli comporta l’espulsione immediata dal Festival di Cannes.

    notate niente di strano??
    http://it.wikipedia.org/wiki/Lars_von_Trier

  10. Tipico articolo de il giornale di uno pseudo giornalista parolaio di turno. Anche se concordo sull’ipocrisia di Cannes, spiace dirlo ma VT ha proprio pisciato fuori dal vaso: capisco Hitler come uomo? ma che significa? se voleva dimostrare pietas verso l’uomo richiuso nel bunker poteva ben usare altre parole (anche se tutti si dimenticano che con lui si suicidarono la Braun e vari altri fedeli: costretti o consenzienti?) e comunque non in quel luogo.. a vederlo sembra proprio ubriaco questo VT e si sa che l’alcool smaschera a volte il vero volto di alcuni presunti “intellettuali” ed “artisti”. Si poteva anche risparmiare l’apologia di Speer, uno che ha portato l’architettura di stile dittatoriale a vette abominevoli a spese di ben altre personalità come Mies Van Der Rohe ad esempio costretto ad emigrare negli USA e chiudere la scuola Bauhaus (ma immagino già il nazista Erwin dire che erano tutti comunisti da mettere al rogo).

  11. ah un’altra cosa: a quelli che sbraitano sulla libertà di espressione dicendo che le dichiarazioni a favore, che so, di Stalin o del FMI sono trattate diversamente dalle dichiarazioni filonaziste come quella di quel buontempone di VT, vorrei chiedere di produrre documentazione di quello che vanno dicendo: provatemi di qualche personaggio pubblico o intellettuale o artista famoso (a parte forse Saramago) che sia stato trattato con indulgenza per aver fatto l’apologia dello stalinismo o del maoismo o del capitalismo neoliberista. Difficile trovarlo, vero? E sapete perchè? Perchè praticamente non ce n’è..

  12. scusate, ma c’è ancora qualcuno che vede nel nazifascismo un orizzonte di libertà per l’uomo?
    chi lo vede è un pagliaccio.

    seconda cosa.
    se l’umanità è stata in grado di cavare il peggio da se stessa, vale anche il reciproco: può cavare il meglio da se stessa; non sò se questa realizzazione si può definire comunismo, certo non è nazifascista; e questo è tutto.

    le dichiarazioni di von trier sono, in ogni caso, una pagliacciata.

  13. Correttamente si scrive nazionalsocialista.
    “Nazista” è un termine scorretto o volutamente offensivo.
    Personalmente non ho mai offeso nessuno,qui si usa l’offesa contro di me,perchè?
    Il codice penale ha qualcosa da dire in proposito.
    Nel mio intervento precedente segnalavo SOLO quella tendenza esistente in certi ambienti.

  14. Esatto, sono una pagliacciata: ha cercato di provocare (come succede a quasi tutti) e ha sbagliato il modo e il posto dove farlo. Non è andato lui a cercare il proposito per parlare di nazismo, è stato tirato dentro con una domanda. Ha voluto fare il divertente su un argomento su cui è quasi impossibile risultare divertenti, anche per la sua intoccabilità. E all’inizio c’era anche riuscito, con la sortita sulla produttrice.
    Poi ha voluto giocare l’asso, ma la carta gli è rimasta in mano, anche perché Hitler in quel contesto non c’entrava assolutamente una ceppa.
    E’ andato nel pallone, sapendo di essersi infilato nella cacca e non ne è più uscito. Tutto qui, non c’è né apologia, né disquisizioni sul senso di liberazione orgonica del nazismo. E’ tutto molto meno alto, ha fatto una cazzata e se ne è reso perfettamente conto.

  15. veramente Speer più che un architetto è stato un grande organizzatore: alla fine della guerra, bombardamenti e tutto, l’industria tedesca produceva 5 volte di più che non nel 1939….

  16. Secondo me è un genio su tutti i fronti Von Trier.
    … si può notare quanto ancora scotti a distanza di anni parlare di certe cose.La provocazione del regista alimenta il clichè attuale.Basta con queste condanne da 4 soldi…L’Europa è morta nel 1945? W l’Europa “unita”…

  17. Le sue non sembrano affatto opere naziste o filonaziste, direi quasi l’opposto. Voleva esprimersi in altro modo secondo me, ma trovandosi in un terreno minato ha fatto un po’di confusione. I media servili han preso la palla al balzo.

  18. la costituzione italiana ti basta???

  19. Vediamola così: probabilmente Trier capisce e vede in Hitler lo stato dell’uomo (bestia?) sconfitto, dopo aver tentato di diventare padrone del mondo e tentato di sconfiggere quelli che riteneva i nemici più acerrimi.
    Parliamoci chiaro: ma chi pensa che i discorsi sulla razza, con la coscienza di come sta andando il mondo adesso, fossero il motore che ha spinto il nazismo allo sterminio?
    Il motivo vero era uno solo: potere economico. Requisizione delle fortune costruite e accumulate dal popolo ebraico in secoli di lavoro duro, in sordina e, anche spesso, purtroppo, meschino.
    I discorsi sulla razza erano solo specchietti per allodole per poveri dementi mentali che ci credevano. Un po’ come le promesse per dementi di quella caricatura di presidente del consiglio che ci ritroviamo noi in Italia. Dei dementi possono continuare a credergli.

    Hitler e i suoi adepti erano dei pazzi invasi da estrema razionalità: né più né meno dell’estrema razionalità che viene applicata oggi nell’allevamento industriale del bestiame per uso e consumo umano.
    L’unica differenza è che i nazisti lo applicarono ad altri esseri umani; ora invece normali persone (?), razionali, tecnologiche e magari anche “cavalieri del lavoro”, insigniti dell’alta onorificenza per il contributo dato alla società (di merda dei consumi) lo applicano ad animali che non solo non hanno diritto a nulla, se non a mangiare per ingrassare, ma non possono neanche esprimere il loro dissenso. Non cogitano, ergo non sono.
    Ho divagato, torniamo a bomba: tutta la solidarietà al popolo ebraico per ciò che ha subito.
    Condanna senza riserve per Hitler e il nazismo.
    Ma questo non può e non deve bastare.
    Trier ammette la sua non antipatia per Hitler. Almeno è onesto. Israele, ammetti i crimini che stai commettendo da 40 anni in Palestina. Sii onesta intellettualmente quanto Trier.
    Goldman-Sachs (che strano cognome, vero?), banche americane e svizzere e oltre, ammettete i crimini che perpetrate ogni giorno con le vostre operazioni finanziarie. Avete lo stesso coraggio di Trier ad ammetterli? Quando ammetterete le vostre “consapevoli” colpe, i vostri crimini quotidiani mascherati da operazioni di alta finanza, o di alta strategia industriale, allora Trier potrà essere espulso dal festival.
    Saluti a tutti.

  20. Postilla 1:

    Pongo a me stesso ed a tutti una domanda, che è la seguente:

    – ma siamo proprio sicuro che il mondo in cui noi oggi viviamo, cioè un mondo dopo Hitler e con Hitler finito come finito, sia migliore di quello che avremmo avuto con lui? Ossia, se la Germania e l’Italia non avessero perso un conflitto mondiale, le cui origini e responsabilità vanno cercate altrove?
    Certo, non si fa la storia con i se, ma la perdita dell’indipendenza e della sovranità, che incide in modo concretissimo sul nostro vivere quotidiano, non è un “se”, bensì una concretissima realtà che si andò subito delineando al momento della sconfitta bellica. La classe politica che allora si insediò non seppe darsi altri titoli di legittimazione che per un verso la delegittimazione di quello che era stato fino al giorno prima il legittimo governo del proprio paese e per l’altro in una crescente ed incessante gara di servilismo verso i vincitori, che li ripagavano dando loro il controllo ed il dominio secondario sul popolo che avrebbero dovuto governare e di cui si dichiaravano rappresentanti… ah dimenticavo… “democraticamente eletti!”

    – stringi, stringi, mi sembra che tutte le colpe di Hitler si riassumino in una sola: aver toccato gli Ebrei. Ma su questo tema esiste – pena il carcere, la gogna mediatica, la vera discriminazione ed emarginazione – il divieto assoluto di ricerca, di parola, di contraddittorio.

    – Infine, pur sapendo poco o nulla di Hitler e del nazismo, riesco a capire la “simpatia” che il nostro cineasta dichiara di provare per quel “pazzo” di Hitler. Solo un “pazzo” può arrivare a concepire e tentare di attuare l’impensabile.

    – Nessuno ha commentato la mia provocazione:

    – – L’avere noi perso, dopo il 1945, ogni barlume di indipendenza e sovranità non è il maggiore dei mali pensabili ed immaginabili?

    • Pongo la domanda seguente a chi legge:

    – osservando idealmente lo spettacolo dell’Italia e dell’Europa dopo il 1945 cosa vedi?

    – – L’immagine di un’Italia e un’Europa “liberata” (e da chi? Chi sarebbe stato il Liberatore e chi il Liberato?)

    – – Oppure l’immagine di un’Italia distrutta ed asservita, per sempre, o almeno fino ai nostri giorni?

    • A seconda della risposta ci si colloca nell’una o nell’altra tribù politica. Ed in un certo senso la guerra “continua…”, fra di noi, con tutti i soggetti, le motivazioni, le pulsioni di allora.

  21. Niente di strano! Wikipedia.

  22. che dire.
    tanto di cappello per il post.
    serio, pacato , inappuntabile.

  23. Non voglio fare il difensore di Erwin, che è ben capace di difendersi da solo. Ma traggo spunto del tuo attacco insultante ad Erwin per chiederti: a) cosa è o cosa intendi per nazismo e quali sono le fonti delle tue conoscenze? b) Poiché è evidente che per te dare del “nazista” a qualcuno è un insulto, che a legislazione vigente ha conseguenze penali non tanto per chi lancia l’insulto, ma per chi lo riceve, cosa ti proponi esattemente? c) Posso chiederti se per caso non sei uno di quei Troll di cui si legge che sono stati assoldati da Israele? d) Se dobbiamo qui limitarci all’analisi di un articolo, che senso ha insultare qualcuno? Cosa credi di dimostrare insultando? Forse pensi di essere più convincente? Più brillante?… e) Come si fa ad essere seriamente “nazisti” o “fascisti”, quando ormai dopo il 1945 né il fascismo né il nazismo esistono più storicamente? f) E perché non insultare qualcuno dicendogli che è un bonapartista, un cesariano, un pompeiano etc., riesumando tutti i partiti e movimenti politici della storia? – In conclusione, mi sembra che tu sia o un Troll o uno stupido. Spero di non averti offeso. Non era nelle mie intenzioni.

  24. Ma è mai esistito il “nazi-fascismo”?
    Non ne ho mai sentito parlare, a parte qui ed in altri slogans che mai specificano l’uso dei termini.
    In effetti, è esistito il fascismo che è una cosa. Ed è poi esistito il nazismo che è un’altra. Ed entrambi sono storicamente cessati nel 1945. Dell’uno e dell’altro si hanno delle fiction televisive, delle narrazioni sempre identiche, difficile condurre studi critici senza correre rischi di finire in galera. Non so dunque bene come stessero le cose prima del 1945, ma pur considerando le più fosche narrazioni del fascismo e del nazismo, io non sono per nulla convinto che il mondo che è venuto dopo, cioè il nostro, sia migliore delle peggiori narrazioni di quello che Victorserge chiama il “nazifascismo” e che solo lui sa cosa sia.