LE BESTIE ISLAMICHE E GLI WASP

LE BESTIE ISLAMICHE E GLI WASP

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

La religione islamica è violenta? Il suo integralismo fondamentalista si traduce necessariamente in aggressività mortale? I moderati islamici sono pacifici o fingono di esserlo? Le diverse scuole coraniche provocano l'ostilità dei fedeli verso le altre confessioni di fede? E ancora … l'Islam può mantenere la propria identità nell'integrazione con l'Occidente? Oppure l'Islamismo è una religione di pace strumentalizzata a fini politici? E allora il terrorismo presente oggi in Europa è provocato dalla violenza sanguinaria della religione islamica oppure ha cause diverse, estranee alla religione?

Il quesito arrovella le menti e impazza sul web … certo il problema è complesso e il tentativo di darne un'unica giustificazione lascerà sicuramente l'amaro in bocca. Per cominciare direi che l'Islamismo è una religione monoteista e come tale è violenta, però anche come l'Ebraismo, e così come lo è stato il Cristianesimo per tanti secoli, finché non si è secolarizzato.

Le Crociate durate per due secoli, ebbero soprattutto cause e conseguenze economiche, non tanto religiose, e se i luoghi santi rimasero in mano ai Turchi anche dopo, crebbero però di potenza le Repubbliche marinare italiane, a danno di Arabi e Bizantini, e il potere della borghesia ne trasse linfa vitale. Poi ci furono le guerre di religione del '500 tra ugonotti e cattolici, determinate dalla Riforma e seguite dall'età della Controriforma, con le sue torture, i roghi di streghe e fattucchiere, e l'Inquisizione per eretici e dissidenti religiosi. Quindi il Cristianesimo non lo si può definire una religione di pace, perché anche se nella sua versione dottrinale ha predicato l'amore, nella sua applicazione storico politica ha causato guerre devastanti. I cristiani, cattolici e protestanti, hanno seminato guerre fratricide e terroristiche in tutto il mondo attraverso i secoli. Se poi consideriamo che gli WASP (White Anglo-Saxon Protestant) sono i perfetti interpreti del governo imperialistico delle oligarchie, il cerchio si chiude.

Il terrorismo attuale che sta insanguinando l'Europa nasce da quello degli anni Ottanta del “pashtunistan” pakistano, a Peshawar, città-incubatore del Jihad globale, culla di Al Qaeda, luogo di incontro tra “i venditori del paradiso in cambio del martirio”, tra cui Osama Bin Laden e Ayman al Ẓawahiri. Washington e Rijad fabbricarono con miliardi di dollari queste prime cellule del terrore (tramite il Servizio Segreto Pachistano), composte di “freedom fighters”, perché servivano agli yankee in funzione anti-sovietica , e ai sauditi che invece esportavano attraverso le madrase (scuole coraniche) il pensiero "wahabita", preparando così il terreno culturale alla radicalizzazione.

I sauditi quindi da tempo sostengono la divulgazione dell’ideologia wahabita nel mondo, basata su una interpretazione estremista e deviante dei testi islamici, che afferma un'attitudine aggressiva verso l'occidente, e sostiene la necessità di convertire o uccidere cristiani e musulmani di altre confessioni.

Nel corso degli ultimi decenni la dinastia Al Saud ha speso la colossale somma di 87.000 milioni di dollari per diffondere il wahabismo nel mondo, secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Middle East Monitor”, importo reso pubblico durante una sessione del Senato degli Stati Uniti.


La propaganda però non ha investito solo i paesi arabo musulmani, ma ha preso di mira anche l’Europa, nel tentativo di reclutare migliaia di giovani nel ruolo di "foreign fighters" per le guerre in Siria ed in Iraq, da integrare nei gruppi terroristi dell’ISIS e di Al Qaeda. Secondo il giornale Asharq al Ausat, il regime saudita ha edificato centri religiosi in Europa in una superficie di 3.842 mq, come il centro della M-30 di Madrid (dove l’ISIS realizzava attività di reclutamento), quello di Marbella e quello di Malaga, pianificandone anche altri, a Cordoba e Granada, come a Ginevra, a Londra, in Scozia, a Vienna, a Lisbona, a Bruxelles (nel quartiere di Molenbeek), a Roma e infine a Nantes-La Jolie in Francia. E l’Arabia sta costruendo circa 1.359 moschee in tutto il mondo, dove si diffonderà l’ideologia wahabita.

Che fare per fermare questa scuola che semina morte? Ma soprattutto, di chi è la responsabilità? Della religione islamica in sé o della volontà imperialistica dei due Paesi alleati che si sono spartiti il compito di governare il caos? Inoltre il jihadismo è radicato in Francia da anni, e numerosi sono i cittadini francesi che hanno scelto di arruolarsi nelle file di Daesh per combattere contro il governo siriano di Bashar Al Assad, non a caso la Francia è il Paese che produce più jihadisti in Europa (oltre 1.500 i giovani), e le banlieue assomigliano sempre di più a vere e proprie fabbriche del terrore (vedi Möllenbeck o Saint Denis).

Il terrorismo dell'ISIS dunque non sembra avere un fondamento ontologico "islamico", perché quei terroristi sono reclutati tra le frange emarginate degli immigrati, abitanti delle periferie degradate, anche di seconda generazione, che però vivono ai margini della società, di spaccio di droga e di fanatismo indotto anche dalle droghe … per esempio la Siria è uno dei maggiori produttori di "captagon", una droga che serve a reclutare quei poveri miserabili pronti a tutto, da parte delle potenze occidentali, Inghilterra e Francia in primis.

L'Islam dunque inteso come religione non c'entra molto, se mai c'entra la radicalizzazione dell'Islam, il "wahabismo" appunto, promosso dalle monarchie del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, etc.), e utilizzato anche come strategia politica in funzione di controllo sociale. La teocrazia saudita promuove l'Islam radicale per rafforzare il proprio potere all'interno e all'esterno, infatti gli attentatori in Belgio frequentavano non a caso un centro studi wahabita finanziato dall'Arabia Saudita nel cuore di Bruxelles.

La Siria poi, sede di un groviglio di conflitti, con attori diversi, veterani di al-Qaeda, ribelli iracheni, jihadisti arabi, volontari occidentali, è il più grande produttore mondiale di Captagon, la droga che rende "onnipotenti" i terroristi. Per di più, mentre gli Usa fingono di combattere l'ISIS, quando arriva Putin, nel giro di un mese riesce a sbaragliare le loro forze, che sono solo apparentemente solide, dato che divergono in cellule separate tra di loro e situate in territori distanti. Questo a dimostrazione che il terrorismo cosiddetto islamico sarebbe facilmente eliminabile, solo se lo si volesse fare … ma guarda caso interessa all'Occidente (USA) tenerlo in vita, perché serve a destabilizzare il Medio Oriente, ricco di petrolio e gas, e serve anche ad infliggere leggi liberticide in Europa, che demoliranno definitivamente una democrazia già in stato comatoso, per imporre ulteriori trattati capestro, come il TTIP o il TISA.

Quindi non crogioliamoci su falsi miti depistanti, non insistiamo sulla criminalizzazione della religione, nessuna religione è stata mai violenta nella storia nella sua matrice dottrinale, se non quando è servita al potere in funzione terroristica, per combattere i nemici interni ed esterni, per colonizzare le coscienze dei popoli, per seminare l'odio sociale, il conflitto tra le etnie, il disprezzo per le culture diverse … il terrorismo europeo, non è altro che una diretta emanazione della strategia della tensione messa in atto dai soliti noti, per imporre all'Europa scelte governative autoritarie e leggi eccezionali, istituire i vari trattati che interessano le oligarchie, e demolire gli stati nazione, mischiando appositamente culture diversissime tra loro e scatenando guerre civili. E mentre si discute di una gola recisa o di alcune centinaia di vittime (Parigi, Bruxelles, Monaco, Nizza ...), i potentati affaristici hanno prodotto negli ultimi anni milioni di morti con le loro " freedom wars": Iraq, Afghanista, Siria, Libia, Ucraina ...

Del resto ve lo aveva già detto Samuel Huntington, nel suo best seller «The Clash of Civilizations and the Remaking of World Order» del 1996, lo scontro delle civiltà e la ridefinizione dell’ordine mondiale, quindi avreste dovuto essere preparati. Al centro della sua teoria geopolitica c’è l’urgenza di mobilitare il “mondo occidentale” contro quelle nazioni che si stanno impegnando nella realizzazione dello Sviluppo Eurasiatico, la Russia in primis, ma anche quelle nazioni che compongono quella immensa regione in cui sono stanziati tre quarti della popolazione mondiale, che l'inglese sir Halford Mackinder chiamò “il cuore territoriale eurasiatico”, perché chi controlla questa regione controlla il mondo.

Huntington, allievo di Kissinger, è stato il teorico di un progetto ben preciso, che prevedeva l’imposizione di misure di austerità e inaugurava regimi post-democratici, un autentico “piano di guerra” organizzato dalla solita alleanza atlantica, rappresentata da due potenti esponenti di questo mondo: Henry Kissinger e Zbignew Brzezinski.

Nel National Security Council diretto da Brzezinski l’incarico di direttore della pianificazione della sicurezza venne affidato proprio ad Huntington. Brzezinski e Huntington, giunsero poi nell’amministrazione Carter attraverso la Commissione Trilaterale … la "rabbia musulmana" avrebbe portato niente meno che ad uno scontro di civiltà, l'antica rivalità tra islam ed eredità giudaico-cristiana sarebbe riapparsa in tutto il suo furore.

Huntington dice: “La divisione dell’umanità lungo le linee della guerra fredda è finita. Resta ora la divisione più fondamentale lungo le linee etniche, religiose e di civiltà che producono nuovi conflitti”.
Lo stesso punto è ribadito poi in maniera ancora più cruda: “Le civiltà sono le forme tribali ultime e lo scontro tra le civiltà è il conflitto tribale su scala globale ... I rapporti tra gruppi di civiltà diverse, non saranno quasi mai stretti, ma piuttosto freddi e spesso ostili”. Volendo è l'antico "divide et impera" dell'imperialismo romano …

Successivamente Huntington, citando «Dead Lagoon» di Michael Dibdin, dice ancora: “Non ci possono essere veri amici senza veri nemici. Se non odiamo ciò che non siamo non possiamo amare ciò che siamo. Sono verità antiche che dolorosamente riscopriamo dopo un secolo e più di sentimentali eufemismi. Chi le nega nega la propria famiglia, la propria eredità, la propria cultura, i propri diritti di nascita, negando perfino sé stessi. Esse non possono essere dimenticate tanto facilmente”.


Date queste premesse assiomatiche poi va subito a concludere che le guerre sono inevitabili: “Nel mondo che emerge, tra gli stati ed i gruppi di civiltà diverse non vi saranno rapporti stretti ma piuttosto antagonistici. Ed inoltre alcune relazioni tra le civiltà sono più predisposte di altre alla conflittualità. A livello di microscala, la spaccatura più violenta è quella che separa l’Islam dai suoi vicini Ortodossi, Hindu, Africani e Cristiani occidentali. A livello di macroscala, la divisione dominante è tra l’occidente e tutto il resto, dove i conflitti più intensi si verificano tra società musulmane e quelle asiatiche da una parte e l’Occidente dall’altra. I pericolosi scontri del futuro deriveranno probabilmente dall’interagire di arroganza occidentale, intolleranza islamica e invadenza cinese.”

Pertanto noi occidentali siamo in una inevitabile rotta di collisione con i musulmani che sono intolleranti e con i cinesi che sono invadenti. Perché mai? Perché gli asiatici ci minacciano con la loro “crescita economica” mentre i musulmani con i loro “tassi elevati di crescita demografica”.

“L’invadenza asiatica – scrive Huntington – affonda le radici nella crescita economica. L’invadenza musulmana deriva in massima parte dalla mobilità sociale e dalla crescita demografica. Ciascuna di queste sfide continuerà ad avere nel XXI secolo un effetto altamente destabilizzante sulla politica globale. La crescita demografica nei paesi musulmani, specialmente l’espansione della fascia d’età compresa tra i 15 ed i 24 anni, fornisce nuove leve per il fondamentalismo, il terrorismo, l’insurrezione e i moti migratori ... All'inizio del XXI secolo si assisterà probabilmente al risorgere della violenza di culture e forze non occidentali e allo scontro di popolazioni di civiltà non occidentali con l'occidente e tra di loro."

Ma lui con “Occidente” intende soprattutto il sistema imperiale britannico e l’Illuminismo del XVIII secolo. Per lui il termine “imperialismo occidentale” è perfettamente interscambiabile con “Civiltà Euro-Americana” e “Cristianesimo occidentale”.

In realtà però la vera e più feroce aggressione terroristica attuale è altra rispetto allo scenario razzista e pregiudiziale costruito da Huntington nel suo libro … ed è quella sostenuta dallo stesso potere euro-atlantico occidentale, al fine di mantenere la propria egemonia mondiale, verso i paesi "orientali" asiatici, per impedirne la riproposizione coalizzata dei nuovi rapporti politico economici, per ostruirne la defezione dal predominio del dollaro e della Nato.

Di certo oggi stiamo vivendo in tempo reale la realizzazione di quel progetto, la situazione sta diventando esplosiva, ma gli organi d'informazione, soggiogati dalle agenzie d'influenza e dallo spionaggio occidentale, continuano a darne una lettura iconodiagnostica … non sarebbero gli interessi del capitale a muovere la storia, ma stati depressivo compulsivi costringerebbero i terroristi a scelte omicide … insomma a sentire certi tg sembra che la prognosi del terrorismo islamico sia più fisiologica che sociale, più etnica che politica, più dogmatica che imperialistica …

Probabilmente per sconfiggere il terrorismo potrebbe bastare qualche seduta psicanalitica, o una terapia a base di Zoloft e Lorazepam, più che una ricomposizione delle alleanze internazionali, insieme con la riaffermazione degli stati nazione d'Europa, liberi, indipendenti e sovrani … affrancatisi finalmente dal potere finanziario euro-atlantico.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

1.08.2016

Commenti (40)

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    1. dcaput 7 agosto 2016

      E va be' che ci vuoi fare... Siamo su un sito di controinformazione, infatti. Com'è che non parli dell'imprinting violento dell'Islam che nasce con le guerre di supremazia di Maometto nella penisola arabica per la conquista del potere? Qui non c'è bisogno di esegesi, ma è tutto chiarissimo a livello di verità storica consolidata. Ed è un dato di fatto che il wahabismo si richiami ad esso: la volontà di supremazia nel mondo arabo e islamico dei sauditi e loro affiliati non nasce per caso ma ha chiari riferimenti storici, religiosi, sociali, politici.

    1. Rosanna 7 agosto 2016

      Vabbè ... che ci vuoi fare? io ti porto argomentazioni storiche, ti consiglio un testo fondamentale, ti dico che tutti noi siamo stati condizionati dalla stessa solita narrazione cristiana che ci dà solo una versione dei fatti storici, della vita di Gesù e del suo profilo storico ... mentre dimentica, appositamente tutta l'altra verità, che è molto più sensata e condivisibile ... e tu che fai? riproponi la stessa tesi di prima ..


      che dire? e meno male che siamo su di un sito di controinformazione ...
    1. dcaput 7 agosto 2016

      Può anche essere che la revisione paolina abbia costruito un cristianesimo diverso da quello storico. Ma certo non in tutto. Che Cristo sia stato un uomo di pace è indubitabile e lo confermano anche i Vangeli apocrifi. La morte per croce era tipica del tempo, comminata dai Romani ai ribelli. E Cristo, ancorché uomo di pace, era sicuramente un ribelle per l'ordine costituito, a cominciare dai sacerdoti ebrei che vedevano messa in discussione la loro autorità.

      In ogni caso, hai spostato la questione da quella centrale: e cioè che l'Islam è nato da guerre di religione interne alle tribù della penisola arabica. Questo è un dato di fatto storico, mentre non risulta affatto che Cristo fosse uno zelota (e, quindi, un capo politico che voleva compiere una rivolta cruenta contro i dominatori Romani), tanto che Giuda lo tradì perché Gesù si discostava dal credo degli zeloti a cui Giuda apparteneva.

      Nelle radici del cristianesimo non c'è la violenza quale matrice: l'unico episodio "forte" ascrivibile a Gesù è la cacciata dei mercanti dal tempio. Una "caramellina" a confronto delle violenze che il Profeta Maometto (o se preferisci Mohammed) compì personalmente contro i suoi avversari politici e che i suoi successori adoperarono come "imprinting" di una religione politica espansionista.

      Tale modello originario è quello che i wahabiti hanno ripreso dalla resistenza afgana all'invasione sovietica in poi e che ripropongono quale strumento di potere odierno.



    1. Rosanna 6 agosto 2016


      Scusa dcaput , ma le tue riflessioni mi sembrano condizionate dalla nostra cultura, dai nostri frame religiosi, dalla stessa nostra storia e perfino dalla letteratura ... basti pensare che il Medioevo definiva il profeta islamico con il termine di Maometto, che derivava da "Mal commetto" ... anche se non aveva molta affinità con il vero nome del profeta: Mohammed.

      Ci hanno insegnato che il Vangelo rappresenta la religione dell'amore, ed è vero che molti insegnamenti di Cristo vanno in questo senso ... però non c'è nulla di più violento per esempio del simbolo stesso del Cristianesimo, che è appunto la croce, un atto di violenza del padre Dio nei confronti di suo figlio ...

      Ci hanno insegnato anche che il Cristo giustiziato da Ponzio Pilato, con l'accusa di avere militato per diventare "re dei Giudei", avesse l'intenzione di diventare realmente "re dei Giudei" e abbia mai avuto a che fare col messianismo nazional-religioso degli esseni e degli zeloti.

      La tradizione religiosa ci ha mostrato l'immagine evangelica di un Gesù che predica amore, pace, perdono, non violenza, e si considera la vicenda del processo, della condanna e della esecuzione romana mediante crocifissione (il tipico destino dei latrones e dei sicarii, ovverosia degli Zeloti, cioè i partigiani dell'epoca, che combattevano contro la dominazione romana) come un clamoroso equivoco giudiziario, da cui Pilato, vittima dei raggiri dei sacerdoti del tempio, esce praticamente scagionato, e con lui tutti i romani.

      In realtà l'eucarestia teofagica come rito sacrificale del dio incarnato è una immagine costruita a posteriori dalla scuola di San Paolo di Tarso.

      Insomma, quando noi leggiamo i Vangeli (i Vangeli del canone ecclesiastico, naturalmente, non la letteratura primitiva del giudeo-cristianesimo che, del resto, è stata opportunamente tolta di mezzo), noi non abbiamo davanti agli occhi l'immagine storica di Gesù Cristo, bensì l'immagine costruita artificialmente dalla revisione paolina come base della catechesi neocristiana.

      Un bel libro di Samuel Brandon, Gesù e gli zeloti


      La condanna a morte di Gesù raccontata come fatto storico in tutti i particolari delle vicende politiche e giudiziarie. Si tratta del processo più rilevante per la cultura europea occidentale, eppure poche sono le ricostruzioni dettagliate dell'accaduto. Questo libro colloca la più grande condanna a morte della storia nel suo contesto. Al centro del racconto ci sono le tensioni tra i conquistatori romani e i movimenti ebrei ribelli: protagonista quello degli Zeloti. La figura di Gesù è riletta in chiave temporale come quella di un grande capo carismatico.

    1. dcaput 5 agosto 2016

      Rosanna Spadini ha ragione in molte parti della sua analisi, tuttavia dimentica di ricordare che, mentre la predicazione di Cristo ebbe concretamente al centro la pace e l'amore per il prossimo, Maometto invece si fece in prima persona capo di un esercito che sconfisse le tribù politeiste della penisola arabica e, quindi, praticò direttamente la violenza.

      Da quella primigenia violenza nacque poi l'espansione armata degli Arabi maomettani nella regione e, successivamente, lungo il Maghreb e verso Oriente.

      Pertanto, la matrice dell'Islam è di natura violenta ed espansionistica, pur se nei secoli successivi alla jihad si ebbero anche periodi di pace, prosperità e progresso nelle terre conquistate dagli arabi. Il wahabismo attuale non sta facendo altro che riportarsi a quella primordiale matrice, religiosa, culturale e politica.

      E' ovvio che quel ricondursi ha motivazioni geopolitiche e di controllo sociale e delle risorse energetiche, tuttavia le ragioni religiose sono primarie e strategiche.


    1. Rosanna 2 agosto 2016

      Beh insomma ... questa è la TUA interpretazione, non certo quella della Chiesa ... infatti come ho detto il Cristianesimo non è stato fondato da Gesù, che non aveva nessuna intenzione di fondare una nuova chiesa, ma appunto da Paolo di Tarso ... ma questo la Chiesa non lo ammette ... e non ammette nemmeno che i vangeli gnostici o apocrifi siano attendibili come quelli canonici ... anzi li ha banditi come assolutamente inattendibili ...


      quindi è la stessa cosa del Corano, il quale viene interpretato a seconda dei paesi diversi e delle diverse latitudini ... dato che la maggior parte di islamici sono moderati

      la separazione tra stato e chiesa non esiste nemmeno qua, se pensiamo quanti privilegi le vengono concessi, l'ora di religione a scuola, l'enorme evasione fiscale e l'ingerenza nella politica e sulla proclamazione delle leggi ... per di più la Chiesa è uno stato, e il Vaticano ha un banca che gestisce interessi in tutto il mondo, gli interessi di una grande multinazionale appunto - Vaticano SPA

      però il vero errore consiste nel credere che il religioso islamico coincida con il terrorista ...
    1. Quantum 2 agosto 2016

      Tutte belle le religioni giudaiche.

      Lasciando da parte il Mauro Biglino della situazione...

      ...Se ti leggi i testi sacri di queste religioni e li interpreti in maniera ampia e radicale, scopri stranezze che ti fanno pentire di avere mai creduto a questo Dio farlocco e psicopatico.

      Crea esseri perché ha bisogno di essere adorato.
      Ma quando questi si rifiutano di farlo ne uccide a milioni con carestie, piaghe, inondazioni.
      Incredibile come si scelga un popolo eletto formato militarmente per andare ad uccidere altri popoli infedeli, composti da sue stesse creature.

      E qui il cristianesimo si separa dal Dio psicopatico e vendicativo di ebraismo e islam, diventando addirittura dissociato.
      Nel cristianesimo questo Dio fa una cosa strana, decide di mettere al mondo se stesso, per martirizzare se stesso allo scopo di placare la propria stessa ira contro le sue stesse creature.


    1. PietroGE 2 agosto 2016

      Rosanna, vedo che non hai compreso la differenza sostanziale che c'è tra cristianesimo e islam :

      1.I testi sacri del cristianesimo sono stati scritti da UOMINI anche se, come si dice, ispirati da Dio. Il Corano è il testo sacro dettato da Dio stesso, è la copia identica del testo che è presente presso Dio, almeno questo è quello che loro credono. Non ti lasciar confondere dal versetto che si ascolta durante la Messa 'Parola di Dio'...'Rendiamo grazie a Dio'.

      Il fatto stesso che esistono divergenze tra i Vari Vangeli dimostra proprio questo. Il Corano non ammette nessuna divergenza o interpretazione.

      2.Il cristianesimo ammette la separazione tra stato e chiesa ('da a Cesare quel che è di Cesare..'.), l'islam NO.

      Quando si parla di libertà religiosa si assume che in tutte le religioni esista una separazione tra stato e chiesa, cosa non vera nel caso dell'islam. Ne segue quindi che l'islam non può essere trattato allo stesso modo del cristianesimo.

    1. Rosanna 2 agosto 2016

      Scusa PietroGe ... ma nemmeno il cristianesimo ha permesso facilmente attraverso i secoli una diversa interpretazione della parola di Dio, rivelata dai testi sacri ... infatti da sempre la Chiesa ha impedito un'interpretazione libera della parola di Dio, e questo è stato uno dei motivi che ha dato vita alla Riforma Protestante, infatti Lutero traduce per la prima volta la Bibbia in tedesco nel 1521, proponendone l'interpretazione ai fedeli ... se poi pensiamo che il Cristianesimo non è stato fondato da Gesù, ma da Paolo di Tarso ... e dei numerosi vangeli scritti dopo 30 o 70 anni dalla vicenda di Cristo, solo 4 vengono salvati dalla vulgata canonica, beh ... allora il discorso si fa complicato, e ci rendiamo conto che l'evoluzione delle pratiche teologiche vivono necessariamente percorsi molto complicati e dettati sempre dalle gerarchie di potere interne al "sinedrio".

    1. Rosanna 2 agosto 2016

      Giusto chris, che siano gli Wasp a governare il mondo è sotto gli occhi di tutti, sono loro che detengono il più potente apparato tecnologico militare della storia, e il terrorismo islamico è nato proprio in funzione delle guerre sostenute da loro, in Afghanistan, Iraq, Siria, Libia e Medio Oriente in genere ... non occorre grande ingegno per capire che le truppe del terrore, Al Qaeda e poi Isis, sono truppe corsare al servizio dell'Impero ...


      ultime notizie da Nizza per esempio: come mai gli inquirenti nei primi giorni dell'attentato hanno sempre parlato di un solo terrorista? poi si vedono dei video che mostrano un altro complice a terra, sotto il camion, che viene picchiato e poi trasportato via ... poi si parla di 5 complici che hanno architettato il massacro ... ma comunque le cose non sono per niente chiare ...

      La strage di Nizza diventa un mistero: la bici, le finte armi e l'ultimo sms

      http://www.repubblica.it/esteri/2016/07/18/news/la_strage_di_nizza_diventa_un_mistero_la_bici_le_finte_armi_e_l_ultimo_sms-144334808/
      [www.repubblica.it]
      "Il killer aveva complici e non ha agito da martire". Il selfie prima del massacro




    1. PietroGE 2 agosto 2016

      le crociate sono considerate le guerre per la liberazioni dei luoghi santi del cristianesimo. Le guerre contro gli eretici sono altra cosa.

      I punti non sono per importanza, delle crociate, tranne l'IS per scopi propagandistici, si interessano solo gli storici.

    1. Oxymen 1 agosto 2016

      Visto che mi sono dovuto scomodare a cercare i libri di Todd, ecco cosa scrive nella prefazione del suo libro "L'incontro delle Civiltà", prendendo per il naso quel simpaticone di Huntington:
      "Presentare l'Islam come una religione refrattaria alla modernità è diventato un esercizio banale. Sempre più teologi di circostanza si dedicano così alla vita di Maometto e al Corano per trovarvi le cause dell'irrimediabile blocco mentale e culturale che affliggerebbe, a loro dire, il mondo musulmano. Per questa erudizione di nuovo genere, il fondamentalismo islamico sarebbe l'espressione di un antagonismo essenziale tra Islam ed Occidente.
      Questo saggio mostrerà il carattere superficiale di tali analisi pessimiste ed aggressive. La sua ambizione è proporre un'interpretazione differente del mondo e della sua evoluzione. Lo "scontro delle civiltà" non avrà luogo. L'esame degli indicatori sociali e storici profondi impone al contrario l'idea di un "incontro delle civiltà".
      pg9

    1. Oxymen 1 agosto 2016

      Sicuramente tu e l'ONU avete dati più significativi di quelli che snocciola Todd. Ciononostante voglio citarti alcune sue frasi:
      "Nel 1981 l'indice mondiale di fecondità era ancora a 3,7 figli per donna. Nel 2001 è sceso a 2,8 figli per donna, cifra ormai molto vicina a quel 2,1 che si limita ad assicurare la semplice riproduzione della popolazione, 1 a 1. Queste cifre permettono di pensare, in un futuro che cessa di essere indeterminato, forse per il 2050, una popolazione stazionaria, un mondo in equilibrio"
      Dopo l'impero, pg32
      "Da una trentina d'anni i demografi vedono crollare la fecondità nel mondo musulmano. Da 6,8 figli per donna nel 1975 la media è precipitata a 3,7 nel 2005....Nessuna religione sembra essere in grado di ostacolare la rivoluzione demografica, l'islam non più del cristianesimo o del buddismo"
      L'incontro delle civiltà, pg10


    1. Lif 1 agosto 2016

      Come sempre: le Crociate...

      Come sempre: i non-occidentali pupazzetti degli occidentali...

      Che noia...

    1. Oxymen 1 agosto 2016

      Vedo che ti piace ciurlare nel manico. Hai elencato 9 punti che, mi insegni, sono ordinati per importanza. Il primo punto, conseguentemente, è quello più importante. Ho smontato la tesi beota del primo punto e tu cosa mi rispondi? Ciurlando nel mainco, appunto.
      Quindi ti ripeto la domanda: sei al corrente che la seconda crociata contro i Catari, voluta da Innocenzo II, fu il primo genocidio del medioevo e fu perpetrato contro cristiani eretici?

      Come collochi in questo contesto la tua affermazione secondo cui "1.Le crociate furono provocate dal possesso dei luoghi santi del cristianesimo da parte di gente non cristiana."? Che "luoghi santi del cristianesimo" possedevano i Catari? Davvero i Catari erano "gente non cristiana"?

    1. chrisbarlati 1 agosto 2016

      Una bella analisi di cosa NON sia effettivamente il radicalismo islamico. La strumentalizzazione saudita dietro era intuibile, ma non sapevo che gli arabi avessero speso tutti quei ''mila milioni'' per creare dal nulla i terroristi. Ecco spiegato il motivo che spinge quei reietti puritani degli angloameriCANI a non abbandonarli: sono in pratica un investimento che potrebbe ancora fruttare.

      Per quanto riguarda la fine dell'articolo, è sempre utile ricordare al lettore medio, che commenta e critica senza un perché, come alla fine dei conti non esistano sconvolgimenti che non siano stati in qualche modo frutto di preparativi internazionali. Specialmente se ci sono in mezzo gli wasp.
    1. Rosanna 1 agosto 2016

      Non nego che ci sia stato un imperialismo islamico, ma metterlo a confronto con quello cristiano e protestante mi sembra azzardato … l'arretratezza culturale dell'Islam invece è ben nota, ed anche il dispotismo nei confronti della donna e l'emarginazione sociale cui è costretta, quindi la convivenza con queste realtà è davvero difficile.

      E non è nemmeno un mistero che il terrorismo attuale non sia di matrice religiosa, ma socio-politica, e per di più pilotato al fine di terrorizzare l'Europa, per sottoporla alla restrizione dei diritti, all'accettazione di regimi sempre più autoritari, degrado sociale, dumping salariale …

      Anche perché il caos governato dall'establishment al potere, è funzionale agli interessi del potere stesso … ed è lui che decide alla fine.

    1. giannis 1 agosto 2016

      Si , l' ISIS fa proprio quello che voleva il YAWHEH bibblico

    1. clausneghe 1 agosto 2016

      Esattamente. Ciao Rosanna.

    1. Rosanna 1 agosto 2016

      Giustissimo ... però non credo che sia l'aumento della popolazione islamica ad aumentare il rischio di terrorismo ... che invece ha cause molto più complesse ... sociali, politiche e culturali, inserite in un tessuto caotico di confluenze multiculturali, di emarginazione e di difficile convivenza ...

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