LE 20 “BALLE” DEL PROGRAMMA DI M5S

LE 20 “BALLE” DEL PROGRAMMA DI M5S

DI MAURO BOTTARELLI

ilsussidiario.net

Alla fine ce l’hanno fatta. Avevo quasi scollinato, ero riuscito a passare il 95% della campagna elettorale fregandomene allegramente di Grillo e delle sue facezie da capopopolo da discount e invece, a poche ore dal voto, ecco che mi tocca leggere il delirante programma economico del comico genovese (che spaccava i computer in nome del luddismo antimodernista e ora vive solo grazie alle Rete e che detesta quella stessa tv che fino a qualche anno fa lo vedeva assoluto protagonista, con coté di spot immagino ben pagati per lo yogurt). Prendetevela con il direttore per questo, io non volevo. Dunque, cominciamo.

Primo punto del programma economico, introduzione della class action. La quale, tra l’altro, c’è già, anche se in maniera fumosa e tipicamente italiana. Il problema è che, nonostante chi mi conosce sappia il mio amore per il mondo anglosassone, anche nei paesi che possiamo definire più civili dal punto di vista del diritto questa pratica legale di azione congiunta contro un soggetto ritenuto colpevole di dolo o abuso verso un gruppo di persone, si scontra con limiti tutt’altro che di lana caprina. Invito Grillo a leggersi l’articolo pubblicato il 7 gennaio di quest’anno dal New York Times nel quale si dà conto del fatto che spesso e volentieri le class actions si trasformano in mere battaglia di testimonianza, visto che il regolatore Usa - parliamo della Corte Suprema - sta per porre notevoli limiti alle richieste dei difensori dei rappresentati nelle class actions, soprattutto per quanto riguarda la sede deputata a ospitare il giudizio. Insomma, dire class action è facile, tramutarla in messaggio populista in stile “dagli alla multinazionale” ancora di più.

Secondo, abolizione delle scatole cinesi in Borsa. Come? Vietando alla aziende di aprire holding in Lussemburgo o in altri paradisi fiscali? Dichiariamo guerra alle Cayman? Chi e come può definire, in punta di diritto, il concetto di scatola cinese? Chi sarà predisposto a certificare che la società xy è in realtà una prestanome o una scatola vuota della società xz? Viviamo in un Paese dove la Consob non ha sospeso il titolo Alitalia quando andava sulle montagne russe da mesi, vogliamo guardare in faccia la realtà? Tanto più che nessuna autorità di vigilanza è interessata a una simile questione: si controllano bilanci, eventuali casi di insider trading, posizioni nette corte, aumento delle partecipazioni azionarie entro la soglia che certifica di fatto una scalata ma nemmeno Houdini potrebbe, codici e leggi alla mano, bloccare le cosiddette scatole cinesi. A meno che non si voglia la Corea del Nord.

Terzo, abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate. Perché? Sono di ostacolo all’andamento del titolo o al piano industriale e finanziario dell’azienda? Sono un guaio per gli organi di vigilanza? Permettono atteggiamenti estorsivi? Direi di no e nel caso ci sono gli enti preposti alla vigilanza a controllare quanto di eventualmente non corretto accade. La scelta di Grillo è in puro stile sovietico: siccome l’eccesso di libertà apre spazio all’errore, allora vietiamo per legge la libertà e restringiamo gli ambiti. Grazie, questo Paese ha già dato per un ventennio.


Quarto, introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate. Come? Nominando l’ennesimo organismo rappresentativo che permetta a due piccoli azionisti di sedere in Consiglio? A che pro? A vostro modo di vedere se una banca o un’azienda quotata deve dar vita a un aumento di capitale terrà conto e si farà bloccare dal diritto di veto di tre “signor nessuno”, i quali magari sulla spinta della furia iconoclasta faranno in modo che il titolo che hanno in mano crolli e si ritrovino con carta straccia al posto di azioni? Signori, Gordon Gekko e il suo discorso alla Telder Paper sono un film e comunque, anche in quel caso, Michael Douglas la piazzata poté farla perché si era comprato un cospicuo pacchetto di azioni, non 10mila euro.

Quinto, abolizione della legge Biagi. Meravigliosa intuizione, cui penso seguirà l’abolizione del libero mercato in favore del baratto. La legge Biagi, con tutti i sui limiti assolutamente migliorabili, ha regolarizzato forme di lavoro che prima venivano svolte in nero, combattendo l’uso distorto di alcuni contratti di lavoro, armonizzando contratti di lavoro con le direttive europee e completando le riforme del collocamento e dell’apprendistato. Vogliamo far west del nero, stante che ormai la flessibilità è un obbligo, visto che dobbiamo competere non solo con paesi più avanzati sul piano della mobilità occupazionale come gli Usa, ma anche con giganti come Cina e India che nemmeno sanno cosa siano i diritti dei lavoratori? È così drammatico che si sia voluto normare il contratto co.co.co, trasformandolo in co.co.pro, cambiamento che dati alla mano ha permesso la regolazizzazione a tempo indeterminato di molte posizioni al termine del progetto?

Sesto, impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno. Scusate chi vuole smantellare queste industrie? Chi è quel pazzo? È ovvio, però, che in un mondo economico come quello che immagina Grillo, noi campiamo di utopia mentre le multinazionali estere vengono a fare shopping e, quando hanno finito di mungere, salutano e ringraziano. Non sense totale.

Settimo, vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale. Saremmo l’unico Paese al mondo dove questo avviene, a parte Zimbabwe e Corea del Nord. È ovvio che sarebbe meglio che chi siede nel cda di una banca evitasse, ad esempio, di essere anche nel cda di una fabbrica di auto o di un giornale di interesse nazionale, ma purtroppo non è possibile farlo per legge, per il semplice fatto che i blocchi di potere esistono e non sarà Grillo a cambiarli, guardiamo in faccia la realtà. Altra cosa è normarne la presenza, limitandone il potere di intervento attraverso partecipazioni che escludano il potere di scalata, di diluizione dei pacchetti e, finalmente, l’apertura di una discussione seria sull’istituto del lobbismo, rendendolo trasparente come negli Usa o nel Regno Unito e non ipocritamente non normato, ma presente nelle forme più deteriori in tutti i settori del business, tipo un genero che gode dei favori del giornale del suocero che fa anche palazzi.

Ottavo, introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite. Basterebbe vietare, come nel Regno Unito, l’utilizzo di derivati per gli enti locali, imporre sanzioni pesantissime alle banche che non presentino chiaramente i prospetti di investimento ai clienti e il gioco sarebbe fatto, visto che nessuna banca avrebbe paura di un processo del genere: il cittadino dovrebbe sobbarcarsi anni di attese e spese legali, gli istituti di credito l’ufficio legale - decisamente ben preparato e nutrito - già ce l’hanno e già lo pagano, quindi sai che paura. Multe da parte di una Consob rafforzata nei poteri e negli strumenti, non vuote minacce su eventuali quantificazioni delle perdite che diverrebbero dei sufflè a ogni udienza in tribunale.




Nono, impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati. Cosa significa? Perché? Se pinco pallino della xy ha fatto qualcosa di sbagliato, in base al diritto risponde lui civilmente o penalmente, perché il signor Rossi che è un buon membro del cda della stessa ditta non può ricoprire altra carica? Devono aver finito gli argomenti e questo l’hanno messo dentro dopo un bel televoto sulla Rete.

Decimo, impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (per esempio, Telecom Italia). Giustissimo, però va fatto a livello globale, altrimenti mentre noi facciamo le vergini vestali arrivano da mezzo mondo a comprarci, Telecom e non solo. Con sparate come queste diventiamo una colonia in sei mesi, visto che il mercato prezzerebbe questa discrasia tutta italiana e il valore di capitalizzazione delle aziende più appetibili andrebbe sotto zero: a quel punto, magari, non toccherebbe nemmeno fare i debiti per comprarsi Finmeccanica o chissà che altro.

Undicesimo, introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato. No al pauperismo e ai Robespierre, per carità, la battaglia da fare non è per i tetti agli stipendi, ma per far prevalere il merito, che va pagato e per cacciare a pedate nel sedere gli incapaci e i fannulloni, punto. Se come capo dipartimento di una banca macino utili, devo essere pagato e incentivato, perché sono bravo. Basta con la retorica del banchiere che deve guadagnare come l’operaio, per carità: creiamo più mercato e abbassiamo il cuneo fiscale, di modo che guadagneranno di più sia l’uno - che magari non ne ha bisogno - che l’altro, che invece ne ha sicuramente bisogno e deve veder premiato il suo lavoro (ve lo dice il figlio di un impiegato dell’Enel e di una casalinga).

Dodicesimo, abolizione delle stock option. Perché? Avete mai sentito di una crisi innescata dalle stock options o di aziende fallite per le stock options? Anzi, molte multinazionali e parecchie banche d’affari (quasi tutte), pagano i bonus dei manager in azioni, ma se quell’anno il bilancio va male, magari per colpa di quegli stessi manager, il titolo crolla e le stock options valgono meno, facendo pagare un costo diretto a chi le ottiene. Cosa c’è di distorsivo, scusate? Trovo più interessante limitare gli impieghi delle banche nelle detenzioni di debito sovrano, piuttosto o la divisione netta tra retail e investment, la vera battaglia epocale.

Tredicesimo, abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, Eni, Enel, Mediaset, Ferrovie dello Stato. D’accordo, peccato che si sconti una chiara pregiudiziale giacobina. Scusate ma dove sarebbe monopolista Mediaset? Negli ascolti, forse, visto che mi pare che la Rai non sia proprio una tv senza raccolta pubblicitaria, altrimenti spiegatemi a cosa serve la Sipra, eppure mi chiede anche il canone. Sul resto, va bene: apriamo al mercato. Certo, se la concorrenza alle Fs la fa Montezemolo, però, si passa da un monopolio o un duopolio di disservizi tra soggetti di potere, non un granché come miglioramento...

Quattordicesimo, allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri paesi europei. E qui Grillo fa il suo capolavoro. Lui che metterebbe pannelli solari anche sulla schiena dei gatti per farli saltare, vuole abbassare i costi dell’energia, portandoli a livelli europei: ovvero, ai livelli di chi ha il nucleare come la Francia e fino a oggi la Germania, per non parlare della Svizzera, dove ci sono centrali che se schioppano fanno del male anche a noi. Peccato che nell’attesa del disastro quantomeno improbabile - basti vedere i numeri - gli svizzeri pagano l’energia 3, noi 10. Sui trasporti, poi, siamo alla pantomima: Grillo, l’uomo che rappresenta i No Tav come nessun’altro, vuole abbassare i costi dei trasporti, magari ottimizzando anche il servizio, senza alta velocità o infrastrutture di innovazione? E come? Si va a dorso di mulo? In skateboard?

Quindicesimo, riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato, con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari. Grillo, questo lo dicono tutti da vent’anni, mi piacerebbe sapere quali costi dello Stato e come li si riduce. Per quanto riguarda l’informatizzazione, l’ultimo governo Berlusconi aveva cominciato una sua riforma anche nell’ambito della giustizia: certo se si vuole passare dal cancelliere borbonico alla Sylicon Valley in una legislatura, forse si sta prendendo in giro la gente. Facciamo che una proposta per ridurre il debito attraverso il taglio dei costi la avanzo io: taglio del numero di parlamentari e una spending review seria sul pubblico impiego. Ho lavorato alla Camera dei Deputati e vi assicuro che per un assunto che lavora, cinque bevono il caffé. Idem nei ministeri e nelle varie strutture statali: li-cen-zia-ti! E la Cgil protesi quanto vuole, anche i minatori gallesi hanno detto che non si sarebbero mai arresi alla Thatcher, come è andata a finire lo sappiamo tutti.



Sedicesimo, vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (per esempio, Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa. Controproposta, vietare la nomina di incapaci. Scaroni è stato ed è un ottimo presidente dell’Eni, lo dimostra la guerra che gli hanno fatto i suoi competitor esteri: io valuto questo. Certo, se nel curriculum ho una condanna per strage è un discorso, ma il dipietrismo a oltranza del buon selvaggio da casellario intonso lo lascio a chi si trastulla con codici e intercettazioni, a capo delle aziende deve andare il migliore per quel ruolo.

Diciassettesimo, favorire le produzioni locali. Nulla di rivoluzionario, ma nemmeno da obiettare. Certo non ci volevano né Krugman, né Von Hayek per elaborare questo punto.

Diciottesimo, sostenere le società no profit. Idem come sopra.



Diciannovesimo, sussidio di disoccupazione garantito. Con quali soldi, visto che pochi punti più in su si parla di tagli dei costi dello Stato e riduzione del debito? Se anche si finanzia questa politica estrema con quanto risparmiato, spiacente ma lo stock di debito resta. Ah già, Grillo dice di non pagarlo o rinegoziarlo a rete il debito o gli interessi sugli stessi: tre giorni di grillini in Parlamento e gli hedge funds ci riducono come lo Zambia.



Ventesimo e ultimo (grazie Signore!), disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (per esempio, distributori di acqua in bottiglia). Un danno sociale i distributori di acqua in bottiglia? Accidenti, alla redazione de Il Sussidiario, in corridoio, c’è un pericoloso danno sociale e nessuno fa nulla?! Capirei l’Ilva, capirei l’Acna di Cengio, ma i distributori di acqua in bottiglia che danno sociale arrecano? Non basta incentivare la raccolta differenziata di plastica (e non solo), serve per forza dichiarare guerra alla San Benedetto o alla Boario (tranquillo Grillo, sono marche a caso, non prendo stecche per pubblicità occulta) per salvare l’Italia?



Cari amici, grazie al cielo questo strazio è finito. Pensate ben,e ma bene davvero se siete stati punti dalla voglia di votare per distruggere tutto. Rischiate di farlo davvero.



Mauro Bottarelli

Fonte: www.ilsussidiario.net

Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2013/2/21/BEPPE-GRILLO-Le-20-balle-del-programma-di-M5S/4/365783/

21.03.2013

Commenti (66)

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    1. Masaccio 21 febbraio 2013

      Sono d'accordo che la rete, lungi dal rappresentare la salvezza, debba essere usata con estrema cautela, innanzitutto perché in quella marea spesso indistinta d'informazioni distribuite alla ben'e meglio e a velocita siderale è facile confondersi [e nel mondo di Facebook, dove si leggono i titoli e basta, e poi eventualmente si clicca su 'mi piace' prima di passare in tutta fretta ad altro, è fin troppo comune]. Ma l'articolo in questione non spiega nulla, attacca venti punti sostenuti da M5S in poche righe. Che senso ha?

      Invece di pubblicare un breve articolo polemico su una serie di argomenti assai complessi pochi giorni prima delle elezioni, l'autore avrebbe potuto offrirci, con calma, una serie di venti scritti ben documentati dove critica con chiarezza quello che non lo convince delle idee di Grillo e compagnia. Grillo dice le stesse cose da mesi.

    1. qasiqasi 21 febbraio 2013

      bottarelli, o sei in malafede o sei scemo.tertium non datur.

    1. Kvas 21 febbraio 2013

      90 minuti di applausi.....

    1. Aloisio 21 febbraio 2013

      oh Signur..l'anglomane Bottarelli ha detto la sua. Va bene abbiamo capito che il sussidiario bacia la pantofola a Monti, ma fate finta di essere un po' imparziali, dai....solo un pochino.

    1. Kevin 21 febbraio 2013

      nonostante chi mi conosce sappia il mio amore per il mondo anglosassone

      Wow.

      Vietando alla aziende di aprire holding in Lussemburgo o in altri paradisi fiscali?

      Sì.

      Dichiariamo guerra alle Cayman?

      Potrebbe essere un'idea.

      Chi e come può definire, in punta di diritto, il concetto di scatola cinese? Chi sarà predisposto a certificare che la società xy è in realtà una prestanome o una scatola vuota della società xz?

      Domande senza senso.

      Tanto più che nessuna autorità di vigilanza è interessata a una simile questione: si controllano bilanci, eventuali casi di insider trading, posizioni nette corte, aumento delle partecipazioni azionarie entro la soglia che certifica di fatto una scalata ma nemmeno Houdini potrebbe, codici e leggi alla mano, bloccare le cosiddette scatole cinesi. A meno che non si voglia la Corea del Nord.

      Tra la Corea del Nord (?) e l'Unione Sovietica Europea abbiamo l'imbarazzo della scelta.

      La scelta di Grillo è in puro stile sovietico: siccome l’eccesso di libertà apre spazio all’errore, allora vietiamo per legge la libertà e restringiamo gli ambiti. Grazie, questo Paese ha già dato per un ventennio.

      Curioso che la scelta di Grillo sia in stile sovietico, ma noi abbiamo già dato un ventennio (non mi risulta che siamo stati un paese satellite dell'URSS, lo scopro ora grazie a questo genio).

      Meravigliosa intuizione, cui penso seguirà l’abolizione del libero mercato in favore del baratto.

      E perchè non l'invasione aliena sulla Terra?

      Vogliamo far west del nero, stante che ormai la flessibilità è un obbligo, visto che dobbiamo competere non solo con paesi più avanzati sul piano della mobilità occupazionale come gli Usa, ma anche con giganti come Cina e India che nemmeno sanno cosa siano i diritti dei lavoratori?

      La flessibilità (e la competizione) non è un obbligo, è una scelta politica.

      vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale. Saremmo l’unico Paese al mondo dove questo avviene, a parte Zimbabwe e Corea del Nord.

      Tanta precisione e poi dimentichi il Congo?

      È ovvio che sarebbe meglio che chi siede nel cda di una banca evitasse, ad esempio, di essere anche nel cda di una fabbrica di auto o di un giornale di interesse nazionale, ma purtroppo non è possibile farlo per legge, per il semplice fatto che i blocchi di potere esistono e non sarà Grillo a cambiarli, guardiamo in faccia la realtà.

      Dai: da che mondo è mondo esistono gli stupri, è inutile cercare di bloccarli, guardiamo in faccia alla realtà.

      Se pinco pallino della xy ha fatto qualcosa di sbagliato, in base al diritto risponde lui civilmente o penalmente, perché il signor Rossi che è un buon membro del cda della stessa ditta non può ricoprire altra carica?

      Perchè è divertente far sbottare il signor sBottarelli.

      Con sparate come queste diventiamo una colonia in sei mesi

      Lo siamo già dagli anni 40, di che ti preoccupi?

      No al pauperismo e ai Robespierre, per carità, la battaglia da fare non è per i tetti agli stipendi, ma per far prevalere il merito, che va pagato e per cacciare a pedate nel sedere gli incapaci e i fannulloni, punto. Se come capo dipartimento di una banca macino utili, devo essere pagato e incentivato, perché sono bravo.

      E se io come ricompensa della mia bravura non voglio denaro, ma più tempo per me stesso, come si fa? Proprio è difficile immaginare un altro mondo per queste zucche vuote, non c'è niente da fare.

      Quattordicesimo, allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri paesi europei. E qui Grillo fa il suo capolavoro. Lui che metterebbe pannelli solari anche sulla schiena dei gatti per farli saltare, vuole abbassare i costi dell’energia, portandoli a livelli europei: ovvero, ai livelli di chi ha il nucleare

      Il problema del nucleare in Italia è "in Italia". Inoltre se la Svizzera o la Germania avessero avuto la nostra stessa luce avrebbero molto probabilmente installato i pannelli solari. Non ce l'hanno, dunque ripiegano sul nucleare. Non capisco quale sia il problema. Ah ecco, c'è da consumare meno.

      Sui trasporti, poi, siamo alla pantomima: Grillo, l’uomo che rappresenta i No Tav come nessun’altro, vuole abbassare i costi dei trasporti, magari ottimizzando anche il servizio, senza alta velocità o infrastrutture di innovazione? E come? Si va a dorso di mulo? In skateboard?

      Magari evitando che gli amministratori di Trenitalia si mangino anche i tavoli anzichè investire nelle infrastrutture?

      Sedicesimo, vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (per esempio, Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa. Controproposta, vietare la nomina di incapaci.

      L'onestà è condizione necessaria ma non sufficiente per governare. La capacità è condizione necessaria ma non sufficiente per governare. Condizione necessaria ma NON sufficiente, Bottarelli. Imparalo bene.

      Diciannovesimo, sussidio di disoccupazione garantito. Con quali soldi, visto che pochi punti più in su si parla di tagli dei costi dello Stato e riduzione del debito? Se anche si finanzia questa politica estrema con quanto risparmiato, spiacente ma lo stock di debito resta. Ah già, Grillo dice di non pagarlo o rinegoziarlo a rete il debito o gli interessi sugli stessi: tre giorni di grillini in Parlamento e gli hedge funds ci riducono come lo Zambia.

      Non era lo Zimbabwe?

      Un danno sociale i distributori di acqua in bottiglia?

      Non riesco a credere che un Homo Sapiens non riesca a vedere l'evidente correlazione tra "plastica" e "problema di smaltimento". Vabbè, Bottarelli ha perso un'ottima occasione per respirare dal naso. La cosa buffa è che sembra davvero credere alle proposte di Grillo. Grillo farà meno della metà di quello che ha scritto. Ma è divertente votarlo: fa incazzare farlocchi come Bottarelli e altri tizi con siti ingialliti e storielle melodrammatiche numerate. LOL.

    1. daveross 21 febbraio 2013

      Un'invettiva colma di fandonie.

    1. Roma 21 febbraio 2013

      Uno scrive dei commenti al programma di Grillo e tutti i grillini a dargli addosso, senza ovviamente rispondere ai commenti fatti ma semplicemente vomitandogli contro contumelie, sarcasmo, ecc.
      Io penso che sia ormai giunto il momento di coniare un nuovo termine: i rincRETEniti, ovvero coloro resi cretini da Internet. Per costoro tutto quello che c'è sulla rete è ORO, tutto quello che è fuori dalla rete è merda, per definzione. Se devono cercare qualcosa vanno su Wikipedia, dove magari poche ore prima qualche altro rincRETEnito ha scritto una marea di fregnaccie che però loro si bevono come se fossse oro colato. Guai a prendere in mano un giornale, tantomeno un libro, puzzano! Oddio, qualche eccezione si fa: se l'amico pirla su facebook dice che quel libro lì si può leggere allora va bene, ma con moderazione, perchè leggere allontana dalla RETE e quindi dalla fonte del proprio stato comatoso: il rincRETEnimento. La Televisione poi è l'orco, il Girolimoni del terzo millennio. La televisione è in mano ai cattivi, tutti coloro che fanno la televisione sono dei servi e i poveretti che si ostinano a guardarla sono dei decerebrati che ancora non hanno scoperto la luce. Se per caso un rincRETEnito entra in un bar dove c'è il televisore acceso, deve rientrare immediatamente a casa e prendere l'antidoto: 2 ore su facebook ininterrottamente. Se poi, per pura sfiga, in quel momento lì c'era proprio Berlusconi che parlava, allora non basta l'antidoto ma ci vuole anche la redenzione: oltre alle due ore su facebook è necessaria una ricerca in rete per sapere come nel lontano Stato del Pincopallino alcuni ricercatori dell'Università di Sfigolandia hanno scoperto come convertire la cacca in oro, e quindi proporre l'idea in un meetup per poi introdurla anche in Italia dove c'è solamente gente che porta ancora l'anello al naso. Perchè un altro mito dei rincRETEniti è l'estero e gli stranieri. All'estero sono tutti furbi e bravi. Se all'estero pisciano controvento i rincRETEniti si mettono anche loro a pisciare controvento. Soprattutto i "Paesi del Nord Europa"!!! Lì sono veramente dei maghi. I rincRETEniti si collegano con i siti danesi o norvegesi per scoprire un sistema che permetta di produrre energia lettrica col pensiero, poi vanno sul forum, non ci capiscono una mazza ma possono comunque tornare poi su facebook a linkare centinaia di indirizzi dove c'è appunto gente "furba" che ha scoperto l'eldorado. E' un universo così. Ed in questo universo ci si è tuffato un gruppo (Grillo e Casaleggio) che per primi hanno capito l'esistenza dei rincRETEniti

    1. namincazza 21 febbraio 2013

      Solo due cosette, per indurre Bottarelli a sparare meno cazzate.


      Primo punto del programma economico, introduzione della class action.
      In Italia c'è ma fa schifo. Paragonare il sistema giuridico italiano a quello anglosassone è semplicemente da "fuori dal mondo".



      Secondo, abolizione delle scatole cinesi in Borsa.
      Forse finalmente così sappiamo CHI sono i proprietari di COSA. O è sbagliato pretenderlo?



      Terzo, abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate.
      Difficile da realizzare, ma se si facesse, si eviterebbero intrecci forse un poco nocivi alla trasparenza del sistema. O no?



      Quarto, introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate.
      Si tratta solo di usare un poco di intelligenza per capire che potrebbe essere un sistema per far evitare che il "parco buoi" diventi carne da macello. O no?



      Quinto e Sesto.

      Ci vorrebbe troppo tempo per entrare nel merito. E dubito che Bottarelli abbia voglia di capire le cose.



      Settimo, vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale. Bottarelli scrive: "Saremmo l’unico Paese al mondo dove questo avviene, a parte Zimbabwe e Corea del Nord.".
      Egli IGNORA che fino al nuovo testo unico bancario del 93, alle banche era VIETATO possedere partecipazioni di società non bancarie.
      E mi pare che l'economia del nostro Paese abbia cominciato ad andar giù proprio dopo il 93.

      Ritornare a quelle poche regole che avevano dimostrato di funzionare bene, non sarebbe sbagliato.



      E qui mi fermo, perché mi pare che basti.



      Ho cose più serie da fare che star dietro a gente che è troppo intrisa di pregiudizi per capire anche le cose più semplici della vita.

    1. pegaso62 21 febbraio 2013

      Ma dai, fate finta di nulla, a certe persone sono rimaste ancora solo 72 ore per sparlare e poi ........ sarà un piacere.

    1. cnj 21 febbraio 2013

      Ma chi è sto Mauro B.?
      Mi pare inutile stare a spiegargli chi è quel sant'uomo di Scaroni e che società come Telecom sono la rovina dell'Italia.
      Caro Mauro P. studiati il programma del PDL e del PD-L. Potrai trovarci sicuramente delle ottime idee, nuove e rivoluzionarie per un futuro meraviglioso. Buonanotte e sogni d'oro.

    1. jishin 21 febbraio 2013

      Ma che cavolo stai dicendo... mi auguro con il cuore che ci sia in giro poca gente ottusa come te ...

    1. Aironeblu 21 febbraio 2013

      Allucinante... Gli sta franando il terreno sotto i piedi, si sentono con l'acqua alla gola, e come colpo di coda, come carta della disperazione, tirano fuori articolisti come QUESTO?!?

      Il nulla che partorisce il vuoto cosmico.

    1. Mondart 21 febbraio 2013

      CORRIGE:


      "So che Babbo Natale è invenzione fittizia, ma affermo che le renne e la slitta CHE VOLANO sono assolutamente vere" ...
    1. Mondart 21 febbraio 2013

      Giochiamo a carte scoperte: a Grillo ( o chiunque altro salga in carica ) sarà permesso fare SOLO QUANTO CONSENTITO al puro scopo di avviare un nuovo ventennio di ripresa socio-economica ( cui seguiranno le altre fasi cicliche con nuova crisi "aspiratoria" finale ) QUESTO E' IL SISTEMA. E Grillo è "sistemico", di questo ho già detto più volte.


      TUTTAVIA: in un contesto sistemico ( finanziario e politico ) in cui TUTTO E' DEBORDIANO ( spettacolo, finzione ), ragionare come l' autore equivale a dire: "SO che Babbo Natale è invenzione fittizia, ma AFFERMO che le renne e la slitta sono ASSOLUTAMENTE VERE" ... Forte, n' est-ce pas ??

      Fuor di metafora: CHI e COSA mi consente di poter ipotecare 10/15 volte la mia casa ( estendi a nazione e mondo stesso ), se non la connivenza tra truffatori e controllori del "sistema" ?? E la finanza vive e prospera appunto in questo "iperuranio", la terra è bassa da coltivare ...

      ORA: Inserire un po' di "sabbia concreta" tra questi ingranaggi virtuali, partendo appunto dalla connivenza dei politici, è forse poca cosa rispetto allo strapotere della bacchetta magica finanziaria, ma molta in termini di ridimensionamento immaginario della "fata morgana" per eccellenza.

      E Grillo rappresenta, rispetto agli altri competitor, il maggior "spin angolare", la maggior "curvatura evolutiva" del sistema stesso nel senso di un suo ripensamento e ridisegnamento.

      Poi, chi ama e crede nelle rivoluzioni, beh ... che sta aspettando ancora, parbleu ??

    1. Bai 21 febbraio 2013

      " .... Sedicesimo, vietare la nomina di persone condannate in via definitiva .... Controproposta ...."

      perché serve una controproposta? Questa idea è sacrosanta. Chi ha avuto condanne non può fare neanche il bidello e lo mettiamo a capo di una amministrazione?

      L'articolo sembra un esercizio retorico di BC (Bastian Contrario)

    1. Giovanni_D 21 febbraio 2013

      Arguisco che l'autore dell'articolo sia un esperto di economia e finanza e certamente avrà parecchi interessi acchè non vengano intaccati certi privilegi degli operatori finanziari categoria a cui lui probabilmente appartiene. Io capisco poco di finanza ma quel tanto che basta per essere convinto che, se questi sono i 20 punti discutibili del programma Beppe Grillo, io li sosterrei e anzi ne aggiungerei un 21° che Grillo ha dimenticato: Visto che oggi gli scambi azionari vengono pilotati da software intelligenti e si fanno alla velocità della luce tanto che nemmeno i traders si rendono conto di quello che stanno facendo le macchine, proporrei di ritornare agli scambi di titoli come da origine delle società per azioni. Mi spiego meglio: poichè il risparmio azionario è nato appunto come finanziamento alle aziende che si ritengono sane e da cui si spera di ricavarne un utile col proprio investimento, appoggerei l'idea che chi aquista titoli azionari non li debba poter rivendere per un periodo congruo (per esempio qualche mese o anche solo qualche settimana) al fine di evitare la speculazione selvaggia, normalmente attivata dai personaggi o società più influenti, che condizionano i mercati in modo sporco e sempre più rapido e che nemmeno un provvedimento come la TobinTax potrebbe ottenere.

    1. Antitalioti 21 febbraio 2013

      Gli articoli del Sussidiario Vaticano non sto neanche a commentarli.

      (quella su Scaroni poi è fenomenale , basta vedere lo speciale di Report sull'Eni)

      Voglio dire solo che,
      più di coloro che domenica permetteranno, col loro voto, di tornare in parlamento a questa banda di corrotti, mafiosi e massoni, ( www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com )
      c'è una sola categoria che disprezzo di più:

      quelli che non andranno a votare,
      permettendoglielo passivamente

    1. yago 21 febbraio 2013

      Bisognerebbe rispondere a tutti i punti , non ne vale pena. Grillo comincia a far paura per davvero , bene , meglio cosi'. Cio' che da fastidio è il tono del professorino che pensa di essere il depositario della verità.

    1. Marshall 21 febbraio 2013

      Ahahahha ma che caz*o stai a dire. La Legge Biagi con tutti i suoi limiti non ha regolarizzato forme di lavoro che prima venivano svolte in nero ha indrodotto lo sfruttamento e la schiavitù. Il treno dell'iperliberismo che sta conducendo dritti alle società in cui il lavoratore è uno schiavo vedi Cina e India va fermato prima che sia troppo tardi. Ci metterei questo bottarello bastardello a lavorare a progetto per due lire al mese e calci in culo grazie alla legge di quel delinquente. Non si può avere la Cina come termine di paragone per dire che non si è competitivi e giustificare questo scempio perchè altrimenti finiamo tutti a lavorare in una celletta per topi tutto il giorno per due lire.

    1. baffo76 21 febbraio 2013

      ma chi e' questo ?????????? io mi sono fermato all'abolizione della legge biagi!!! ma come si fa''ad affermare cio', ne conosce questo tizio persone che soffrono quotidianamente per le condizioni di lavoro offerte dalla legge biagi !!! Bottarelli continua cosi .......siete i migliori alleati del movimento 5 stelle ogni articolo il movimento cresce di un punto percentuale

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