LE 20 “BALLE” DEL PROGRAMMA DI M5S

LE 20 “BALLE” DEL PROGRAMMA DI M5S

DI MAURO BOTTARELLI

ilsussidiario.net

Alla fine ce l’hanno fatta. Avevo quasi scollinato, ero riuscito a passare il 95% della campagna elettorale fregandomene allegramente di Grillo e delle sue facezie da capopopolo da discount e invece, a poche ore dal voto, ecco che mi tocca leggere il delirante programma economico del comico genovese (che spaccava i computer in nome del luddismo antimodernista e ora vive solo grazie alle Rete e che detesta quella stessa tv che fino a qualche anno fa lo vedeva assoluto protagonista, con coté di spot immagino ben pagati per lo yogurt). Prendetevela con il direttore per questo, io non volevo. Dunque, cominciamo.

Primo punto del programma economico, introduzione della class action. La quale, tra l’altro, c’è già, anche se in maniera fumosa e tipicamente italiana. Il problema è che, nonostante chi mi conosce sappia il mio amore per il mondo anglosassone, anche nei paesi che possiamo definire più civili dal punto di vista del diritto questa pratica legale di azione congiunta contro un soggetto ritenuto colpevole di dolo o abuso verso un gruppo di persone, si scontra con limiti tutt’altro che di lana caprina. Invito Grillo a leggersi l’articolo pubblicato il 7 gennaio di quest’anno dal New York Times nel quale si dà conto del fatto che spesso e volentieri le class actions si trasformano in mere battaglia di testimonianza, visto che il regolatore Usa - parliamo della Corte Suprema - sta per porre notevoli limiti alle richieste dei difensori dei rappresentati nelle class actions, soprattutto per quanto riguarda la sede deputata a ospitare il giudizio. Insomma, dire class action è facile, tramutarla in messaggio populista in stile “dagli alla multinazionale” ancora di più.

Secondo, abolizione delle scatole cinesi in Borsa. Come? Vietando alla aziende di aprire holding in Lussemburgo o in altri paradisi fiscali? Dichiariamo guerra alle Cayman? Chi e come può definire, in punta di diritto, il concetto di scatola cinese? Chi sarà predisposto a certificare che la società xy è in realtà una prestanome o una scatola vuota della società xz? Viviamo in un Paese dove la Consob non ha sospeso il titolo Alitalia quando andava sulle montagne russe da mesi, vogliamo guardare in faccia la realtà? Tanto più che nessuna autorità di vigilanza è interessata a una simile questione: si controllano bilanci, eventuali casi di insider trading, posizioni nette corte, aumento delle partecipazioni azionarie entro la soglia che certifica di fatto una scalata ma nemmeno Houdini potrebbe, codici e leggi alla mano, bloccare le cosiddette scatole cinesi. A meno che non si voglia la Corea del Nord.

Terzo, abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate. Perché? Sono di ostacolo all’andamento del titolo o al piano industriale e finanziario dell’azienda? Sono un guaio per gli organi di vigilanza? Permettono atteggiamenti estorsivi? Direi di no e nel caso ci sono gli enti preposti alla vigilanza a controllare quanto di eventualmente non corretto accade. La scelta di Grillo è in puro stile sovietico: siccome l’eccesso di libertà apre spazio all’errore, allora vietiamo per legge la libertà e restringiamo gli ambiti. Grazie, questo Paese ha già dato per un ventennio.


Quarto, introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate. Come? Nominando l’ennesimo organismo rappresentativo che permetta a due piccoli azionisti di sedere in Consiglio? A che pro? A vostro modo di vedere se una banca o un’azienda quotata deve dar vita a un aumento di capitale terrà conto e si farà bloccare dal diritto di veto di tre “signor nessuno”, i quali magari sulla spinta della furia iconoclasta faranno in modo che il titolo che hanno in mano crolli e si ritrovino con carta straccia al posto di azioni? Signori, Gordon Gekko e il suo discorso alla Telder Paper sono un film e comunque, anche in quel caso, Michael Douglas la piazzata poté farla perché si era comprato un cospicuo pacchetto di azioni, non 10mila euro.

Quinto, abolizione della legge Biagi. Meravigliosa intuizione, cui penso seguirà l’abolizione del libero mercato in favore del baratto. La legge Biagi, con tutti i sui limiti assolutamente migliorabili, ha regolarizzato forme di lavoro che prima venivano svolte in nero, combattendo l’uso distorto di alcuni contratti di lavoro, armonizzando contratti di lavoro con le direttive europee e completando le riforme del collocamento e dell’apprendistato. Vogliamo far west del nero, stante che ormai la flessibilità è un obbligo, visto che dobbiamo competere non solo con paesi più avanzati sul piano della mobilità occupazionale come gli Usa, ma anche con giganti come Cina e India che nemmeno sanno cosa siano i diritti dei lavoratori? È così drammatico che si sia voluto normare il contratto co.co.co, trasformandolo in co.co.pro, cambiamento che dati alla mano ha permesso la regolazizzazione a tempo indeterminato di molte posizioni al termine del progetto?

Sesto, impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno. Scusate chi vuole smantellare queste industrie? Chi è quel pazzo? È ovvio, però, che in un mondo economico come quello che immagina Grillo, noi campiamo di utopia mentre le multinazionali estere vengono a fare shopping e, quando hanno finito di mungere, salutano e ringraziano. Non sense totale.

Settimo, vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale. Saremmo l’unico Paese al mondo dove questo avviene, a parte Zimbabwe e Corea del Nord. È ovvio che sarebbe meglio che chi siede nel cda di una banca evitasse, ad esempio, di essere anche nel cda di una fabbrica di auto o di un giornale di interesse nazionale, ma purtroppo non è possibile farlo per legge, per il semplice fatto che i blocchi di potere esistono e non sarà Grillo a cambiarli, guardiamo in faccia la realtà. Altra cosa è normarne la presenza, limitandone il potere di intervento attraverso partecipazioni che escludano il potere di scalata, di diluizione dei pacchetti e, finalmente, l’apertura di una discussione seria sull’istituto del lobbismo, rendendolo trasparente come negli Usa o nel Regno Unito e non ipocritamente non normato, ma presente nelle forme più deteriori in tutti i settori del business, tipo un genero che gode dei favori del giornale del suocero che fa anche palazzi.

Ottavo, introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite. Basterebbe vietare, come nel Regno Unito, l’utilizzo di derivati per gli enti locali, imporre sanzioni pesantissime alle banche che non presentino chiaramente i prospetti di investimento ai clienti e il gioco sarebbe fatto, visto che nessuna banca avrebbe paura di un processo del genere: il cittadino dovrebbe sobbarcarsi anni di attese e spese legali, gli istituti di credito l’ufficio legale - decisamente ben preparato e nutrito - già ce l’hanno e già lo pagano, quindi sai che paura. Multe da parte di una Consob rafforzata nei poteri e negli strumenti, non vuote minacce su eventuali quantificazioni delle perdite che diverrebbero dei sufflè a ogni udienza in tribunale.




Nono, impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati. Cosa significa? Perché? Se pinco pallino della xy ha fatto qualcosa di sbagliato, in base al diritto risponde lui civilmente o penalmente, perché il signor Rossi che è un buon membro del cda della stessa ditta non può ricoprire altra carica? Devono aver finito gli argomenti e questo l’hanno messo dentro dopo un bel televoto sulla Rete.

Decimo, impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (per esempio, Telecom Italia). Giustissimo, però va fatto a livello globale, altrimenti mentre noi facciamo le vergini vestali arrivano da mezzo mondo a comprarci, Telecom e non solo. Con sparate come queste diventiamo una colonia in sei mesi, visto che il mercato prezzerebbe questa discrasia tutta italiana e il valore di capitalizzazione delle aziende più appetibili andrebbe sotto zero: a quel punto, magari, non toccherebbe nemmeno fare i debiti per comprarsi Finmeccanica o chissà che altro.

Undicesimo, introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato. No al pauperismo e ai Robespierre, per carità, la battaglia da fare non è per i tetti agli stipendi, ma per far prevalere il merito, che va pagato e per cacciare a pedate nel sedere gli incapaci e i fannulloni, punto. Se come capo dipartimento di una banca macino utili, devo essere pagato e incentivato, perché sono bravo. Basta con la retorica del banchiere che deve guadagnare come l’operaio, per carità: creiamo più mercato e abbassiamo il cuneo fiscale, di modo che guadagneranno di più sia l’uno - che magari non ne ha bisogno - che l’altro, che invece ne ha sicuramente bisogno e deve veder premiato il suo lavoro (ve lo dice il figlio di un impiegato dell’Enel e di una casalinga).

Dodicesimo, abolizione delle stock option. Perché? Avete mai sentito di una crisi innescata dalle stock options o di aziende fallite per le stock options? Anzi, molte multinazionali e parecchie banche d’affari (quasi tutte), pagano i bonus dei manager in azioni, ma se quell’anno il bilancio va male, magari per colpa di quegli stessi manager, il titolo crolla e le stock options valgono meno, facendo pagare un costo diretto a chi le ottiene. Cosa c’è di distorsivo, scusate? Trovo più interessante limitare gli impieghi delle banche nelle detenzioni di debito sovrano, piuttosto o la divisione netta tra retail e investment, la vera battaglia epocale.

Tredicesimo, abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, Eni, Enel, Mediaset, Ferrovie dello Stato. D’accordo, peccato che si sconti una chiara pregiudiziale giacobina. Scusate ma dove sarebbe monopolista Mediaset? Negli ascolti, forse, visto che mi pare che la Rai non sia proprio una tv senza raccolta pubblicitaria, altrimenti spiegatemi a cosa serve la Sipra, eppure mi chiede anche il canone. Sul resto, va bene: apriamo al mercato. Certo, se la concorrenza alle Fs la fa Montezemolo, però, si passa da un monopolio o un duopolio di disservizi tra soggetti di potere, non un granché come miglioramento...

Quattordicesimo, allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri paesi europei. E qui Grillo fa il suo capolavoro. Lui che metterebbe pannelli solari anche sulla schiena dei gatti per farli saltare, vuole abbassare i costi dell’energia, portandoli a livelli europei: ovvero, ai livelli di chi ha il nucleare come la Francia e fino a oggi la Germania, per non parlare della Svizzera, dove ci sono centrali che se schioppano fanno del male anche a noi. Peccato che nell’attesa del disastro quantomeno improbabile - basti vedere i numeri - gli svizzeri pagano l’energia 3, noi 10. Sui trasporti, poi, siamo alla pantomima: Grillo, l’uomo che rappresenta i No Tav come nessun’altro, vuole abbassare i costi dei trasporti, magari ottimizzando anche il servizio, senza alta velocità o infrastrutture di innovazione? E come? Si va a dorso di mulo? In skateboard?

Quindicesimo, riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato, con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari. Grillo, questo lo dicono tutti da vent’anni, mi piacerebbe sapere quali costi dello Stato e come li si riduce. Per quanto riguarda l’informatizzazione, l’ultimo governo Berlusconi aveva cominciato una sua riforma anche nell’ambito della giustizia: certo se si vuole passare dal cancelliere borbonico alla Sylicon Valley in una legislatura, forse si sta prendendo in giro la gente. Facciamo che una proposta per ridurre il debito attraverso il taglio dei costi la avanzo io: taglio del numero di parlamentari e una spending review seria sul pubblico impiego. Ho lavorato alla Camera dei Deputati e vi assicuro che per un assunto che lavora, cinque bevono il caffé. Idem nei ministeri e nelle varie strutture statali: li-cen-zia-ti! E la Cgil protesi quanto vuole, anche i minatori gallesi hanno detto che non si sarebbero mai arresi alla Thatcher, come è andata a finire lo sappiamo tutti.



Sedicesimo, vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (per esempio, Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa. Controproposta, vietare la nomina di incapaci. Scaroni è stato ed è un ottimo presidente dell’Eni, lo dimostra la guerra che gli hanno fatto i suoi competitor esteri: io valuto questo. Certo, se nel curriculum ho una condanna per strage è un discorso, ma il dipietrismo a oltranza del buon selvaggio da casellario intonso lo lascio a chi si trastulla con codici e intercettazioni, a capo delle aziende deve andare il migliore per quel ruolo.

Diciassettesimo, favorire le produzioni locali. Nulla di rivoluzionario, ma nemmeno da obiettare. Certo non ci volevano né Krugman, né Von Hayek per elaborare questo punto.

Diciottesimo, sostenere le società no profit. Idem come sopra.



Diciannovesimo, sussidio di disoccupazione garantito. Con quali soldi, visto che pochi punti più in su si parla di tagli dei costi dello Stato e riduzione del debito? Se anche si finanzia questa politica estrema con quanto risparmiato, spiacente ma lo stock di debito resta. Ah già, Grillo dice di non pagarlo o rinegoziarlo a rete il debito o gli interessi sugli stessi: tre giorni di grillini in Parlamento e gli hedge funds ci riducono come lo Zambia.



Ventesimo e ultimo (grazie Signore!), disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (per esempio, distributori di acqua in bottiglia). Un danno sociale i distributori di acqua in bottiglia? Accidenti, alla redazione de Il Sussidiario, in corridoio, c’è un pericoloso danno sociale e nessuno fa nulla?! Capirei l’Ilva, capirei l’Acna di Cengio, ma i distributori di acqua in bottiglia che danno sociale arrecano? Non basta incentivare la raccolta differenziata di plastica (e non solo), serve per forza dichiarare guerra alla San Benedetto o alla Boario (tranquillo Grillo, sono marche a caso, non prendo stecche per pubblicità occulta) per salvare l’Italia?



Cari amici, grazie al cielo questo strazio è finito. Pensate ben,e ma bene davvero se siete stati punti dalla voglia di votare per distruggere tutto. Rischiate di farlo davvero.



Mauro Bottarelli

Fonte: www.ilsussidiario.net

Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2013/2/21/BEPPE-GRILLO-Le-20-balle-del-programma-di-M5S/4/365783/

21.03.2013

Commenti (66)

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    1. bstrnt 23 febbraio 2013

      Mah ... forse i soloni che con somma supponenza disquisiscono con una certa spocchia sui punti del programma di Grillo, che per me è un programma d'intenti, dovrebbero prima spiegarmi per quanto tempo l'attuale sistema economico di rapina è ancora sostenibile.
      Siamo in un’economia basata sul debito, non più debito del singolo individuo, ma debito addirittura di stati sovrani, che in questo tipo di economia sovrani più non sono!
      Un’economia basata sul debito è sostenibile a patto di una continua crescita della stessa economia, purtroppo, nel nostro universo perverse leggi fisiche ci suggeriscono che questo è impossibile.
      Ciononostante i soloni dell’ignoranza e le sirene del nulla ci ripetono che TINA (non c’è alternativa) e che bisogna crescere, ovviamente tacendo che stiamo praticamente consumando ogni anno una volta e mezza le risorse rigenerabili in natura, non perché la tecnologia manca totalmente, ma solamente perché alcune entità devono speculare e accumulare ricchezze che realmente non esistono.
      Allora certe leggi fisiche sono state enunciate circa 2500 anni orsono (Anassagora) e perfezionate in tempi meno remoti (Lavoisier , Bacon, ecc…), e almeno dai tempi del Macchiavelli si disserta su quello che dovrebbe fare uno stato sovrano: coniare moneta sovrana, sostenere delle politiche interne, sostenere delle politiche estere, tenere un esercito per varie ed eventuali (che per me sta a significare non per andare a casa d’altri a fare i bulli, ma per dissuasione e difesa e in caso di calamità naturali).
      Posso pure ammettere che il Macchiavelli sia un po’ datato, ma snobbare platealmente le leggi fisiche penso sia quantomeno imbecille oppure criminale.
      O per caso la soluzione finale sta scritta nelle Georgia’s guidestones?
      Però, cortesemente, fatemi prima sapere qual è quel 93% di popolazione mondiale che dovrebbe togliere l’incomodo!

    1. icynose 23 febbraio 2013

      Un Bottarelli e via eh? ...mimorti come sei messo!

    1. alvise 22 febbraio 2013

      Io voterò 5 stelle, tuttavia non mi arrabbio gratuitamente su chi schernisce il movimento, sarebbe troppo facile e sopratutto dozzinale, a me piace la discussione, perchè un bottarelli qualunque potrebbe avere ragione. Perchè bottarelli non ha ragione? Non ha ragione perchè il 5 stelle andrà in parlamento ma non potrà governare, visto che non vuole apparentarsi con nessuno, il movimento sarà, come dice grillo nei suoi comizi, un faro enorme che farà luce sugli inciuci e corruzioni parlamentari, è forse brutta cosa questa? O forse bottarelli è rimasto scioccato nel constatare che dopo 60 anni sta vedendo un partito furi dai dai "soliti" giochi del transatlantico? Cioè questo è al di fuori dei suoi triti e ritriti schemi politici?

    1. Santos-Dumont 22 febbraio 2013

      Che cumulo di str...ate. Da oggi mi sento un po' filocoreano.

    1. Upetto77 22 febbraio 2013

      Caro sig. Bottarelli dato che ha gia' preso una serie infinita di insulti e critiche ho deciso per pieta' di evitare il mio. Mi limito solo a far notare la ancora ottima liberta' di parola e di opinione che offre il blog Come don Chisciotte perche' per aver permesso di far riportare un articolo del genere scritto da uno che e' palesemente stato pagato da qualcuno per scrivere queste cose, un attacco davvero poco costruttivo fatto di critiche gratuite, allora vuol dire che in questo blog si e' davvero coerenti, proprio tutti possono scrivere anche gente cosi palesemente distruttiva con chissa' quali interessi dietro. Da parte mia esprimo invece il fatto che essendo molto attivo in rete su tutti i canali mi adoperero' il piu' possibile per segnale il sussidiario.it com un blog da evitare in assoluto perche' facente parte di un sistema che anche se agonizzante e' duro a morire.
      Cordialmente, saluti Io con fierezza voto Movimento 5 Stelle.

    1. kenoby 22 febbraio 2013

      ma a sto bottarelli va bene tutto cosi come è??? Buon per lui. Significa che è uno dei pochi fortunati. E' comunque abbastanza ottuso da non capire che chi vota m5s lo fa proprio per cambiare tutto... costi quel che costi.

    1. Mondart 21 febbraio 2013

      Se invece ti riferivi all' ultima frase ( sto andando a tentoni nell' interpretare il tuo intervento ), beh ribadisco quanto già detto più volte:


      1) Una "apocalisse morbida" è già posta in essere dal sistema stesso: tantovale aspettare un annetto, e vedere di nascosto l' effetto che fa.

      2) Ai duri e puri della rivoluzione armata: beh, se davvero la credono possibile, se davvero pensano che non sia pia illusione, che stanno ancora aspettando parbleu ??

      3) Ai non-votanti: mi auguro parallelamente anche una comunque altissima percentuale di astensione dal voto, sola "opposizione" che può indurre un po' di vera strizza negli "architetti del sistema", costringendoli ad una maggior accortezza di guida, ad impostare tornanti meno bruschi, e ad adottare narrazioni meno fantasiose del reale: chi non vota -forse- è perchè ha perfettamente capito l' essenza fatua di OGNI "Fata Morgana" sistemica, e comunque sia non è più "conducibile" attraverso esse.

    1. Borokrom 21 febbraio 2013

      fonte:http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=3609

      19.07.2002
      A Libero c'è un fantasma
      di Bds

      Gli ispettori dell'Inpgi entrano nel giornale di Feltri e scoprono che non ci sono contributi versati per Mauro Bottarelli, caposervizio Esteri. Di più: non è praticante, nè professionista, non ha mai fatto nessun esame...

      Curiosa vicenda quella di Mauro Bottarelli, giovane caposervizio Esteri del quotidiano Libero.

      In seguito ad una visita degli ispettori dell'Inpgi, che a casa della redazione centrale (Milano, via Merano 18) del giornale fondato e diretto da Vittorio Feltri ci sono rimasti per ben tre giorni, è venuto fuori che Bottarelli non solo non risulta tra gli iscritti al Fondo di previdenza, ma non risulta proprio da nessuna parte.

      Infatti non si è mai iscritto all'albo dei professionisti né a quello dei praticanti, non ha mai superato nessun esame dell'Ordine dei giornalisti e può esibire solo una tessera da pubblicista, tessera che però non basta di certo per godere dei contributi Inpgi e Casagit.

      Bottarelli avrebbe, dunque, secondo le voci interne alla redazione, firmato e sostenuto il falso per due anni, da quando fu assunto in qualità di redattore ordinario - alla nascita del giornale - a quando passò dal servizio Interni a quello Esteri fino alla sua recente promozione a caposervizio.

      Il direttore, Vittorio Feltri, pare si sia arrabbiato non poco, urlando - en plein air - "Se faccio il maniscalco, non chiedo di fare il manager sapendo di non aver la laurea!" e ne avrebbe chiesto le dimissioni. Il condirettore, Alessandro Sallusti, nega di aver saputo e taciuto, gli altri vicedirettori (Farina e Santambrogio) pure, ma qualcuno doveva pur sapere, dentro Libero.

      Forse il caporedattore centrale Giacomo Pelliccetti, in procinto di trasferirsi armi e bagagli al Giornale, da dove rientra a Libero Pietro Senaldi, che di Bottarelli è stato caposervizio al Politico.

      Forse l'ex caporedattore centrale ed oggi inviato Gianluca Marchi, che scoprì e valorizzò il talento di Bottarelli alla Padania e al Giornale d'Italia, caldeggiandone due anni fa l'assunzione a Libero. Forse i suoi colleghi di scrivania, anche se nelle redazioni le calunnie soffiano come venti.

      "Perché, ad esempio", domanda un suo collega, "Bottarelli firma un libro (peraltro di una casa editrice vicina ai no global - area di certo poco amata a Libero - Malatempora) attribuendosi la qualifica di inviato di guerra, nel retro di copertina, quando, a quanto ne so, non s'è mai mosso dalla sua scrivania per tutta la guerra in Afghanistan?".

      E soprattutto che fine hanno fatto i contributi che l'azienda avrebbe versato a suo nome all'Inpgi? Gli ispettori dell'ente di previdenza se ne sono andati com'erano arrivati, in assoluto silenzio, mentre chi difende il collega oggi sotto accusa e sulla bocca di tutti, in redazione fa notare: primo, che l'accusato ha sempre detto di non credere negli istituti di categoria, proprio come Feltri.

      Secondo, che Libero potrebbe aver benissimo fatto nel caso di Bottarelli un regolare contratto di assunzione ad un giornalista pubblicista (la possibilità è prevista sia dal vecchio che dal nuovo contratto) e che, di fronte ai buchi e alle irregolarità riscontrate dagli ispettori dell'Inpgi, voglia sacrificarne uno (lui) per salvare gli altri cinquanta (redattori) del giornale.

      Com'è, come non è, la vicenda ha sollevato un pandemonio dentro una redazione già affaticata dal superlavoro: probabilmente Bottarelli si dimetterà e l'organico di Libero - che pure sta ampliando le sue mire, aprendo ben due redazioni di cronaca, una a Milano, già operativa, ed una, nuova di zecca, a Roma - ne soffrirà ancora di più, considerando che di giornalisti in uscita, con diverse motivazioni, ce n'è almeno tre, in via Merano.

      Quanto a Bottarelli una cosa non si può negare: che non sia un gran lavoratore, abile e veloce. A prescindere da tesserini dell'Ordine, contributi Inpgi e status giornalistici "in regola" o meno.

      Non a caso, alla fine, la redazione solidarizza molto di piu' con lui - Cdr, appena rinnovato, in testa - che con la direzione del giornale e soprattutto avvocati e amministratori degli Angelucci (la famiglia di costruttori romani che edita Libero), subito andati su tutte le furie di per la figuraccia che Bottarelli ha fatto fare al giornale con l'Inpgi.

      Bds

    1. Mondart 21 febbraio 2013

      Beh, quello è dovuto alla conduzione "emozionale" ( debordiana, appunto ) del tutto. In cuor mio mi ( e ti ) auguro che il volano che, bene o male, è ormai stato introdotto da Grillo nel corpo sociale ( l' idea ha già vinto, aldilà dei risultati elettorali ) serva a imprimere davvero un cambio di paradigma, e riformare davvero il "motore finanziario" fin qui usato a motore storico.


      Saranno i posteri a dirlo, ma solo tra 20/30 anni, e gli indicatori di una ennesima "discesa ciclica" sono sempre gli stessi: Propaganda e fioritura di bolle virtuali. Che i "grillini" quindi siano già edotti e preparati a ciò.
    1. Georgejefferson 21 febbraio 2013

      Dopo le elezioni comincera il balletto(non subito dopo)

    1. Denisio 21 febbraio 2013

      A questi articoli pieni di livore e privi nella loro logica frammentata di una visione estesa nello spazio e nel tempo si risponde se davvero si vuole cambiare questo parlamento di carcasse ambulanti attivandosi, anche con una piccola donazione al sostentamento del M5S, abbiamo bisogno di essere in tanti e di seguire una strada che è quella della verità, non so se la storia poteva prospettarci qualcosa di più eccitante . Allacciamo le cinture e dimentichiamo il passato !

    1. modo16 21 febbraio 2013

      interessante, dico davvero. Però è un peccato che per eccitarmi debba fingere. Vabbè, e allora a quando un orgasmo reale?le strade notturne sono l'ultima vita pulsante?

    1. nigel 21 febbraio 2013

      Straquoto 100%

    1. Kevin 21 febbraio 2013

      Anche io penso che votare non serva a nulla. Voto solo a sto giro perchè ogni voto che va al M5S equivale a un politico che si deve cercare un lavoro. Tutto qui ;)

    1. castigo 21 febbraio 2013

      il disprezzo è reciproco, credimi, perché io non sopporto i COMPLICI, cosa che si diventa ogni volta che ci si presta a questa pagliacciata.

      votare non cambia nulla, se così fosse avrebbero abolito il voto da tempo.

      siete VOI, che vi presentate con pervicacia alle urne (urne, che bel termine funerario, molto appropriato), che andate disprezzati.

      i politici da VOI votati non hanno già fatto abbastanza danni??

      eppure votate gli stessi da tempo immemore.

      cosa vi serve ancora per capire che VOTARE NON SERVE A UN CAZZO??

      cosa vi serve ancora per capire che VI STANNO PRENDENDO PER IL CULO??

    1. castigo 21 febbraio 2013

      se non ricordo male, la sua morte fu il pretesto forzoso per l'approvazione.

      vero, e lo è anche per considerarla alla stregua di un dogma intoccabile.....

    1. mariosoldati 21 febbraio 2013

      L'autore dell'articolo non ha capito che il programma del M5S di cui Grillo e' solo un portavoce, non ha bisogno di essere sostenuto dai numeri o da governi sovranazionali, perche' e' una visione completamente rivuzionaria del modo di vedere il mondo, una visione che produrra' in tutta europa e non solo, il ribaltamento dei valori fondati sull'individualismo egocentrico propinato mediante una propaganda ideologica consumistica alla "Rapanui", per intenderci, finalizzata allo svuotamento dei principi basilari che determinano la felicita' degli esseri umani in questa breve vita.

    1. Coilli 21 febbraio 2013

      Leggo da mesi questo sito. Il tizio che ha scritto questo articolo ha ottenuto l'effetto di farmi registrare per potergli dire pubblicamente due cose. La prima è che per trovare un altro articolo altrettanto penoso e mal argomentato bisogna cercare per ogni dove, per settimane, con il lanternino. La seconda è che se dalla settimana prossima sostituiamo d'ufficio tutti i parlamentari con un migliaio di disoccupati presi a caso qua e là SICURAMENTE non possono fare peggio di quel che hanno fatto quelli che occupano le poltrone ora. Anzi... azzarderei che SICURAMENTE non potrebbero che fare di meglio.

    1. RicBo 21 febbraio 2013

      Io non voto M5S, ma questo Bottarelli è davvero irritante e basta questo per capire che razza di quisling sia:

      È ovvio, però, che in un mondo economico come quello che immagina Grillo, noi campiamo di utopia mentre le multinazionali estere vengono a fare shopping e, quando hanno finito di mungere, salutano e ringraziano. Non sense totale.

      A me più che "non sense" mi sembra esattamente la descrizione di ciò che stiamo vivendo...

    1. Tonguessy 21 febbraio 2013

      Hanno capito di aver fatto un errore colossale con il montismo e sperano che un governo di tipo diverso possa fare di meglio

      Lo trovo altamente improbabile.....dato che hanno fatto del montismo (il golpe bianco del nuovo millennio) il loro cavallo dibattaglia. Diciamo pure che se avessero capito questo avrebbero da tempo defenestrato l'omologo greco Papademos.

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