LAVORARE MENO LAVORARE TUTTI, MANTENENDO GLI STIPENDI INVARIATI. OVVERO: COME RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA DISOCCUPAZIONE IN 2 SEMPLICI MOSSE

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

3_4_2005

FONTE: UTOPIARAZIONALE (BLOG)

Se vi chiedessi di esporre la miglior soluzione per risolvere l'attuale crisi economica, quasi certamente mi rispondereste che bisognerebbe far crescere l'economia in modo da creare lavoro, risolvendo così il problema della disoccupazione. A quel punto i consumi ripartirebbero e il sistema economico si rimetterebbe in moto. Fine della crisi.

Bene, se la pensate in questo modo iniziate a preoccuparvi: i mass-media hanno fatto un ottimo lavoro su di voi, avete imparato in maniera ineccepibile quello che dovevate imparare, pensate esattamente ciò che dovete pensare e ripetete a pappagallo la presunta verità utile al potere.
Vi assicuro che esiste almeno una soluzione di gran lunga migliore. Come faccio ad esserne sicuro?
Semplice, perché quella appena illustrata è la soluzione di cui abbisogna il capitale, la classica idea diffusa a Ballarò per intenderci, e dal momento che il capitale trae vantaggio dallo sfruttamento indiscriminato di esseri umani e di risorse, io già intuisco che quella di certo non può essere la soluzione ottimale, perché i capitalisti non guardano al benessere collettivo ma al loro egoistico interesse.
Non c'è bisogno di creare più lavoro, di lavoro ce n'è anche troppo, solo che è mal ripartito. C'è chi lavora 10 ore al giorno sabato incluso e chi è disoccupato.
Non bisogna rilanciare ulteriormente i consumi, perché è evidente che stiamo già iper-consumando. L'ecosistema non ne può più del nostro stile di vita e inizia amorevolmente ad inviarci dei segnali che dovrebbero farci intuire che non è più il caso di continuare così.
Al netto di queste belle parole però, la disoccupazione resta. E allora, che fare?
Veniamo al dunque: per eliminare la disoccupazione è sufficiente ridurre l'orario di lavoro senza diminuire gli stipendi, finanziando l'operazione con una semplice manovra redistributiva.
Ora immaginate per un attimo che cosa accadrebbe se tutti tornassero ad avere un lavoro con un orario ridotto e con un livello di retribuzione invariato?
Semplice, finirebbe la crisi, le persone avrebbero più tempo per vivere la vita e i mass-media potrebbero tornare a dedicare maggior spazio a tutte le stupidaggini che desiderano, come la cronaca, il calcio mercato o il gossip, continuando a distrarre e ad anestetizzare la massa così come hanno sempre fatto.
Lo so a cosa state pensando... lo so perfettamente! Che non ci sono i soldi per una simile manovra economica, e che quindi sia impossibile mantenere la retribuzione invariata...
Vi leggo nella mente perché anche io sono quotidianamente indottrinato dal sistema, ma vivendo nella consapevolezza di questo fatto, cerco di andare oltre e mi chiedo: da dove prendiamo quei soldi?
Anche in questo caso, per quanto intendano farci credere il contrario, le risposte sono almeno due.
La prima, è che il denaro è semplicemente un segno contabile memorizzato all'interno di qualche server di una banca, che viene creato dal nulla e a costo zero. Quindi dire che non ci sono i soldi è una pura assurdità. I soldi ci sono, sono virtualmente infiniti e costano zero.
Guarda caso quando c'è da fare una guerra, o da rifinanziare il sistema bancario che è fallito, come per magia i soldi spuntano sempre fuori e chissà come mai invece, quando si tratta di migliorare le condizioni di vita degli esseri umani no!

Si potrebbe certamente pensare ad una politica monetaria volta ad integrare la diminuzione dello stipendio, ad esempio istituendo un reddito d'esistenza, ovvero una somma di denaro accreditata mensilmente, che viene concessa a tutti gli individui solo ed esclusivamente per il fatto di esistere.
La seconda, è che il PIL pro-capite in Italia è di 23.000€ all'anno circa (nonostante la crisi). Pro-capite significa per ogni individuo: neonati, bambini, adolescenti, studenti universitari, disoccupati, occupati e pensionati inclusi.
In linea teorica ogni italiano potrebbe disporre di 23.000€ all'anno a testa. Così facendo una famiglia composta da padre, madre e 2 figli avrebbe un reddito di 92.000€ all'anno! Mica male!
Ma allora i soldi ci sono!?! Certo, e anche se non ci fossero potremmo sempre crearli dal nulla a costo zero, se solo i politici, che notoriamente stanno dalla parte del popolo, non avessero ceduto la sovranità monetaria alle banche private!
Ma se tutti questi soldi sono in circolo, perché esiste la povertà? Oh è semplicissimo: perché invece di suddividere la ricchezza che siamo in grado di produrre in parti uguali, c'è chi ne accumula avidamente in eccesso dalla media.
La matematica ci dice che per ogni individuo che ha ricchezza sopra la media devono essercene altri che ne hanno al disotto, altrimenti i conti non tornerebbero!
Che ci volete fare, a forza di guardare la Tv ci siamo convinti che sia giusto che esistano delle persone ricche, perché sono meritevoli, intelligenti, bravi, furbi, belli... ma purtroppo ci siamo anche dimenticati che in una società capitalistica all'opulenza dei pochi corrisponde il malessere di molti, perlomeno fin quando non tocca a noi scendere sotto la media e trasformarci in poveri.
Allora chiediamoci: com'è allocata la ricchezza in Italia? Ce lo dice Bankitalia: il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% delle ricchezza netta familiare totale. (Fonte: indagine sui bilanci delle famiglie italiane nel 2012 della Banca d’Italia)
E nel mondo va ancora peggio: nel 2016 l’1% della popolazione sarà più ricco del restante 99%, stando a quanto recentemente dichiarato da Oxfam.
Bene, ma se l'1% della popolazione mondiale detiene il 50% della ricchezza totale, questo significa che il restante 99% potrebbe raddoppiare la propria ricchezza se solo quell'eccesso di accumulazione venisse redistribuito. E già, avete capito bene: raddoppiare!
Ma noi per risolvere la crisi in Italia non dobbiamo mica raddoppiare la nostra ricchezza! Abbiamo bisogno di diminuire l'orario di lavoro e riportare gli stipendi al livello precedente, integrando la diminuzione con una manovra redistributiva che potrebbe essere finanziata prelevando la ricchezza da chi ne ha in eccesso. Tutto qui!
Se immaginiamo di diminuire l'orario di lavoro di 1 ora al giorno, il nostro stipendio non verrà di certo dimezzato, ma diminuirà del 12,5% . Se invece volessimo ridurlo di 2 ore al giorno, calerebbe di un 25%, nel caso di un calo di 3 ore, ci sarebbe un ammanco del 37.5%.
Qualche tempo fa, mi sono divertito a stimare, nel modo più semplice possibile, di quanto sarebbe dovuto diminuire l'orario di lavoro per eliminare la disoccupazione, ipotizzando di assumere qualche dipendente pubblico per compensare l'ammanco di lavoro dovuto alla diminuzione del loro orario. Ho anche cercato di stimare i costi totali che trovate qui.
Quello che ho scoperto è che per risolvere la disoccupazione in Italia (dato Istat ufficiale 12,6%) è sufficiente lavorare 1h al giorno in meno, e che il costo per integrare i redditi dei lavoratori (in modo da non farli diminuire) ed assumere 500 mila nuovi dipendenti pubblici (per offrire il medesimo numero di ore di servizi pubblici), è di circa 70 miliardi di euro all'anno.
70 miliardi sono veramente bazzecole per una manovra che garantirebbe la piena occupazione, inducendo effetti straordinari sull'intera economia italiana e, cosa ben più importante, sulla felicità di 60 milioni di persone.
Quel valore potrà essere certamente ricalcolato in modo molto più accurato, ma come dicono i fisici dato l'ordine di grandezza ottenuto, comprendiamo che è realmente possibile eliminare la disoccupazione diminuendo l'orario di lavoro, pur mantenendo invariati i livelli di retribuzione.
Ora spero che sia chiaro a tutti che non abbiamo bisogno di “più lavoro”; al contrario, visti gli eccessi consumistici e le innumerevoli apparecchiature soggette ad obsolescenza programmata, nell'odierna ingiusta ed inefficiente società capitalistica di lavoro ce n'è addirittura in eccesso e anche di consumo, ovviamente.
Le due cose sono correlate: più consumiamo e più dobbiamo lavorare, ma più consumiamo più inquiniamo; più lavoriamo e meno tempo abbiamo per vivere; più lavoriamo e più inquiniamo, più ci ammaliamo... e così facendo peggioriamo drasticamente le condizioni di vita dell'intera umanità.

Non abbiamo bisogno di più beni che durano sempre di meno, ma di un minor numero di oggetti che però siano di qualità elevata.

Non abbiamo neanche bisogno di più lavoro, semmai di un maggior tempo libero per vivere la vita in condizioni di libertà.
Che strano, ancora una volta tutto il contrario di quello che ci dicono i massmediologhi!
In Tv ci dicono che il lavoro nobilita l'uomo e che il lavoro è salutare, che lo scopo è di garantire un bel lavoro a tempo pieno a tutto il popolo, per gli uomini le donne e anche per i ragazzi, che ovviamente potrebbero lavorare d'estate durante le vacanze!
Una palese follia sociale, figlia di qualche mente malata di profitto, che non guarda minimamente al benessere degli esseri umani.
Se invece eliminassimo l'iper-consumo, ad esempio sostituendo tutti i beni scadenti e soggetti a obsolescenza con altri durevoli e di elevata qualità (nel medio-lungo periodo) di lavoro ce ne sarebbe di meno, pur avendo in produzione tutti i beni di cui abbiamo bisogno.
Tutto ciò si tradurrebbe in un minor lavoro ed in un minor inquinamento ambientale, quindi in maggior tempo libero per vivere la vita e in una ritrovata salute fisica. Mica male?
Se poi consideriamo il fatto che le automazioni e le IA andranno a sostituire sempre di più gli esseri umani nelle loro funzioni, comprendiamo ancor meglio che di lavoro ce ne sarà sempre di meno (per nostra fortuna)!
Sì! Per fortuna! Tutto ciò non è un problema, ve l'assicuro! Piuttosto direi che è una benedizione!
Il vero problema non è il lavoro che manca o quello che mancherà, ma è la più totale inefficacia ed incapacità del sistema economico attuale di cogliere le opportunità che si prospettano per il nostro futuro, e che potrebbero elevare gli esseri umani a una condizione di abbondanza, di benessere e di libertà inimmaginabili fino a pochi decenni fa.
Infatti se i beni ci sono, perché vengono prodotti dalle automazioni invece che dagli esseri umani, ma non c'è il lavoro, quale sarebbe il problema?
Direte, ma così restiamo senza lavoro ecco dov'è il problema. Certo, con le folli regole attuali questo è vero, ma non esiste mica solo questo tipo di economia!
Ci sono più soluzioni per far tornare tutti al lavoro, permettendo comunque a quei lavoratori di avere l'accesso ai beni ed ai servizi di cui hanno bisogno e che sono fisicamente disponibili.
Lo ripeto, il problema non è nel lavoro che diminuisce, ma nella visione socio-economica nei confronti del lavoro, che è una vetusta impostazione ottocentesca e che evidentemente non è più in grado di stare al passo con i tempi. Basta cambiarla, fine dei problemi.
Ma di questo parleremo nei prossimi post, ora abbiamo un'impellente necessita:
dobbiamo adoperarci in prima persona affinché l'orario di lavoro venga diminuito mantenendo gli stipendi invariati, attuando una doverosa manovra di redistribuzione della ricchezza già esistente.
Fonte: http://utopiarazionale.blogspot.it
Link: http://utopiarazionale.blogspot.it/2015/04/lavorare-tutti-lavorare-meno-mantenendo.html
6.04.2015

Commenti (24)

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    1. Hamelin 9 aprile 2015

      Molto perplesso su questo articolo alquanto fantasioso .
      Una piccola precisazione su un punto innanzitutto .

      Il Denaro per come è strutturata ora l'emissione in Europa viene emesso a debito dalla BCE , quindi non è vero che è a costo 0 .
      ( Questo è anche il motivo perchè il debito è inestinguibile con questo meccanismo ) .

      Il sistema in cui viviamo è una struttura piramidale dove chi sta sopra assorbe le ricchezze ed il potere da chi sta sotto .
      Quindi difficilmente chi sta sopra scenderà dal piedistallo per abolire questo sistema visto che comporta loro benefici immensi ( quasi divini ) .

      Il problema vero è che quelli che stanno sopra riescono ad ingannare quelli che stanno sotto facendo credere loro di essere nel migliore dei mondi possibili e che loro sono dei luminari benefattori dell'umanità .
      Quelli che stanno sotto li servono senza fiatare tramite la schiavitu' del lavoro .

      Il lavoro è il principale mezzo di controllo assieme al denaro con cui l'1% ricco tiene in piedi il sistema .

      I Globalisti stanno riportando il lavoro agli antichi fasti di un tempo dove veniva svolto solo da schiavi.
      ( Tutte le abolizioni dei diritti che stanno facendo e del Welfare sono propedeutici per il ritorno a questa loro età dell'oro ) .

      Con le implementazioni tecnologiche il lavoro umano è destinato per sua natura all'estinzione .
      Le macchine sono in grado di fare quello che 10,100 uomini facevano prima con minor costo e maggior precisione.
      Piu' andremo Avanti piu' i robot e le IA soppianteranno il ruolo umano nel lavoro .
      In una logica mercantilista globalista ( quella dell'1%) quindi le persone diventeranno sempre di piu' un costo inutile e obsoleto ( uno spreco di risorse ) e non un profitto .
      ( Questo è un altro motivo per cui credo che abbiano un piano per fare una Grande Guerra e liquidare qualche Miliardo di persone ) .

      La logica del sistema ha indottrinato le persone a pensare erroneamente che l'unico modo per ottenere del denaro sia lavorare ( o delinquere ) .
      Questo perchè cosi' si crea un legame di subordinazione e controllo che permette una struttura piramidale , dove chi lavora è dipendente in toto da chi emette il denaro e lo possiede .

      Per risolvere il problema quindi bisognerebbe distruggere questa logica perversa ed autodistruttiva per il genere umano che lo incatena in condizioni di schiavitu' ( piu' o meno inconsapevole ) .

      La proposta fatta nell'articolo è quindi valida ma utopica poichè non tiene in considerazione la struttura del sistema .

      Se il sistema è stato creato per sfruttare , difficilmente andrà contro se stesso e smetterà di sfruttare .

      Se il sistema è stato creato affinchè l'1% assorba la ricchezza del 99% difficilmente andrà contro se stesso smettendo di drenare la ricchezza dal 99% ( anche perchè il potere decisionale per quel che ne dicano i cazzari della democrazia sta in mano all'1% ) .

    1. Penta 9 aprile 2015

      Mantenendo gli stipendi invariati? Ma perché non aumentandoli? Meglio ancora raddoppiandoli?

    1. yago 9 aprile 2015

      Marchionne guadagna come un intero stabilimento fiat. Di marpionni in giro ce ne sono moltissimi e non solo nel privato. Se venissero tassati senza elusioni varie si potrebbero assumere migliaia di operai addetti a fare gli spacchetti al caffè.

    1. gimo 9 aprile 2015

      Dico la mia:


      Disoccupazione non significa che manca il lavoro da fare, mancano solo i soldi per pagare la gente.
      Di lavoro da fare siamo pieni e consideriamo innanzitutto, come dice l'articolo, le ore lavorate. Basterebbe abbassare un po' le ore giornaliere e lasciare2 giorni liberi a settimana.
      Poi di lavoro assistenziale, di lavoro per i comuni ce n'è tanto. Si devono ristutturare scuole, strade, citta, ricostruire intere citta e pezzi di territorio distrutto da alluvioni e terremoti.
      Tanto tanto lavoro.

      Ma appunto non ci sono i soldi. O meglio.....chi li ha non paga.
      Le multinazionali della grande distribuzioneme della telefonia non pagano.
      La telefonia apre decine di callcenter a paghe da fame. La grande distribuzione assume al minimo sindacale, sfrutta anche lavoratori e aziende in nero, nella mia regione i grandi marchi di supermercati elettronica etc fanno per esempio volantinaggio in nero. McDonald paga quattro soldi e chissa dove paga le tasse..,,.

      Di conseguenza se chi ha i soldi in questo momento, non scuce.... C'è poco da fare.
      Faccio anche notare che si continua con il recuper dell'evasione da scontrino.... Ma se l'1% ha in mano il 90% della ricchezza..... Davvero ci vuole cosi tanto a capir CHI evade? Le grosse aziende del web per esempio pagano le tasse dove gli conviene......

      In fondo... La liberalizzazione e il liberismo dei mercati cos'è? Facciamo cio che ci pare.

      Quindi in realta è appuntonsolo utopia perche LORO vogliono esattemente il contrario. Farci lavorare tanto, a lungo e per pochi soldi, quindi tutte le facili soluzioni si scontrano con la realta del regime che ci domina

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