La voce del padrone e il popolo dei no vox

La voce del padrone e il popolo dei no vox

di Marcello Veneziani
marcelloveneziani.com

La Cupola e gli spalti. Al centro, incombente, oppressiva, uniforme, la Cupola esprime in video, in audio, sui giornali, la Voce del Padrone; il tema a senso unico sia esso la pandemia, la guerra, il voto francese; ai bordi in basso, gli spalti non aderiscono alla “narrazione” unilaterale e ideologica imposta dalla Cupola ed esprimono altre opinioni, cercano fonti alternative d’informazione e di orientamento, sentono di essere pressati sotto una vera e propria Macchina del Consenso. Sono outsider, provengono da mondi e culture politiche diversi, a volte sono studiosi, inviati, intellettuali che hanno un polso diverso della situazione; più spesso è gente comune, che però non vuole rinunciare all’uso dell’intelligenza e del pensiero libero, al senso critico. Oltre loro c’è inevitabilmente chi estremizza, chi sposa un manicheismo rovesciato rispetto a quello somministrato dalla Cupola, ha posizioni infantili e complottiste, deduce controstorie da piccoli indizi, voci non confermate. Ma gli uni e gli altri vengono assemblati dalla Ditta in una sola risma, la gente si fa gentaglia, se non marmaglia. E coloro che articolano un ragionamento con argomenti seri e pacati, coloro che si limitano anche a esprimere dubbi ragionevoli, a non accontentarsi delle versioni ufficiali e degli uffici propaganda all’opera nella guerra, nel voto come ieri nella pandemia, vengono stoccati in due categorie da macero: quelli di destra, di cui non conviene neanche parlare, se non quando entrano nella cronaca giudiziaria, sono ritenuti civilmente morti, e da prima; e quelli di sinistra, che avendo assunto posizioni difformi rispetto al Mainstream, all’Establishment, insomma alla Cupola, vengono trattati come casi clinici con improvvisi problemi mentali, menti soggette a processi degenerativi. Come un tempo si mandavano i dissidenti in manicomio, così oggi non potendo accettare che un intellettuale di sinistra possa esprimere argomentazioni difformi dalla Cupola, lo si attacca e deride come uno che sta vaneggiando, ha perso la bussola, o al più è uno stravagante. È ridicolo leggere editoriali, rubriche o sentire commenti della Ditta (i suddetti menano in gruppo, pensano in clan): sono sempre denunce contro ignoti; se la prendono coi “negazionisti”, così definiti ieri in tempo di virus come oggi in tempo di guerra, ma non si riesce a capire a chi si riferiscano. Usiamo omeopaticamente lo stesso metodo con loro, non citando nessun clone; ma basta sfogliare il Giornale Unico per vederli bene in vista, tutti allineati e coperti, con l’elmetto e il dito armato (digitali da guerra). Diventa oro colato per loro anche l’alternativa infelice di Draghi tra la pace e l’aria condizionata: ma i draghi sono pecilotermi, come tutti i rettili, non hanno problemi termici (immagino Draghi in tv con la maglietta di Zelensky, per mostrarsi solidale e termo-autarchico).

Nella Cupola mezzo popolo si rifugia come sotto un guscio protettivo. Mezzo popolo invece no, avverte il soffocamento. O per dir meglio, la popolazione si divide in più fasce: i convinti ripetitori di tutto quel che somministra la Gazzetta Ufficiale della Cappa; i perplessi, che però per prudenza e quieto vivere ne accettano i verdetti e vi si attengono; gli struzzi, che mettono la testa sotto terra per non vedere, per non pronunciarsi e per non prender parte. Poi, dicevamo, ci sono gli altri,i più, quelli che non si accontentano di quel che passa il regime.

Come definire questi ultimi? I No Vox, nel senso che non hanno voce in capitolo, o ce l’hanno flebile, fuori dal recinto, in luoghi periferici e remoti, oppure la pensano in questo modo ma sanno che è meglio non dirlo pubblicamente, e dunque adottano una formula a metà tra l’omertà e il mutismo volontario a scopo di sopravvivenza.

La questione non riguarda solo i temi della guerra, il voto o la pandemia, e non riguarda solo gli italiani che pure restano la punta più avanzata del servilismo. Ma si allargano a gran parte dell’Europa, e buona parte d’Occidente, almeno nell’emisfero nord. Poi c’è il resto del mondo, che è quasi il novanta per cento ma agli occhi bolliti dell’Occidente è una “trascurabile maggioranza”, direbbe ironicamente Ennio Flaiano. La sensazione generale è di vivere in un mondo prefabbricato che nega la realtà del mondo, le sue varietà, le sue verità, evidenti e nascoste.

Aldo Giorgio Salvatori lo chiama il “ControMondo” in un libro da poco uscito da Solfanelli (Naufragio nel Contromondo, pp.196, 13 euro). Salvatori colleziona e commenta notizie, articoli dei giornali, perfino cartelloni stradali per mostrare le tante applicazioni ed effetti di questo sistema globale che ben riassume nella sigla PUG, acronimo di Pensiero Unico Globale: dai migranti agli sfruttati, dai grandi cancellati perché non conformi ai temi dell’omofobia e del gender fluid; dall’ideologia del clima alle mutazioni genetiche in corso, dal potere nero al potere degli eurocrati, dai fumetti agli spot, dall’animalismo al veganesimo fino all’antispecismo umano, solo per citarne alcuni. Brevi capitoli che danno uno spaccato del tempo in cui viviamo, rispetto a cui Salvatori esprime tutto il disagio di chi si sente un naufrago, uno straniero rispetto al suo mondo e al suo tempo. E’ una percezione che sento di condividere, e che ho espresso anch’io altrove.

Ma torno nel frangente dei nostri giorni e osservo che ogni mutazione, ogni costrizione, ogni assuefazione nasce dall’annuncio di un’emergenza, rispetto a cui non è più tempo di dividersi, di discutere, di avere divergenze: sia esso il covid o la guerra, i crimini contro l’umanità o il razzismo tornante, la violenza dei social, la minaccia sovranista e il rigurgito negazionista. Da una parte la Voce del Padrone, dall’altra i No Vox, coloro che hanno scarsa voce, tacciono o sono messi a tacere. Una guerra globale tra Mondo reale e Contromondo.

MV, La Verità (13 aprile 2022)

Fonte: https://www.marcelloveneziani.com/articoli/la-voce-del-padrone-e-il-popolo-dei-no-vox/

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. paolo ro 10 maggio 2022

      manca una ricerca su messaggi sublimali in internete e tv

    1. Martin 18 aprile 2022

      Intellettualizzare o "letteraturalizzare" la triste realta', come fa Veneziani, non aiuta per nulla. Va a diretto danno della chiarezza, e spalanca la porta a diverse interpretazioni soggettive dello stesso, oscuro, messaggio. Veneziani dovrebbe ridurre le metafore piu' o meno colorate o letterarie e scrivere molto piu' semplicemente e chiaramente.

    2. Ricciardo 18 aprile 2022

      Veneziani rimandato a settembre; Che Guevara bocciato. Ne prendo atto.

    1. Eugiorso 18 aprile 2022

      A suo tempo, il Filosofo Costanzo Preve, defunto purtroppo da molti anni, mi aveva parlato dell'autore di questo articolo, risentito perché gli aveva rubato dell'idee senza citarlo e descrivendomelo come un essere ambiguo, con un piedi fuori e un piede dentro al sistema, probabilmente per cercare di "galleggiare" senza essere colpito dall'"ostracismo" definitivo.

      Fatta la debita premessa, voglio precisare che io sono proprio uno di quelli che "sposano un manicheismo rovesciato rispetto a quello somministrato dalla Cupola" e me ne vanto!

      Se si deve combattere un nemico senza scrupoli, stragista come mai prima nella storia umana, privo di ogni etica e disposto a distruggere qualsiasi ostacolo sul suo cammino, solo una visione contraria ed estrema, integralista e manichea può consentire una speranza di vittoria, a meno che non si voglia ricadere nelle pelose cazz**e dello pseudo-filosofo popper che demonizzava i nemici (integralisti, non demokrat) dei questa fottutissima società aperta che ci sta divorando.

      Cari saluti

    2. Martin 18 aprile 2022

      Concordo al 100% su Popper. Il suo principio di falsificabilita' come linea di demarcazione tra SCIENZA e "non scienza" fa integralmente ridere i proverbiali polli. E si che il quantismo (Heisenberg) aveva gia' rivoluzionato il concetto di scienza quando Popper ragliava. La sua "societa' aperta" altro non e' che un anticipo delle pseudo teorie di Soros (suo seguace) e dei neoglobal, e ne stiamo vedendo gli effetti. Se proprio si puo' dire qualcosa di buono, e' che Popper alla fine resta una figura decisamente minore, e che i danni che ha fatto non sono in ogni caso minimamente comparabili a quelli inferti a 360 gradi dalla famigerata "scuola" (???) di Francoforte (Marcuse, Adorno e Horkheimer).
      Cmq citare Popper fa molto chic a sinistra, quindi non ce ne libereremo mai. Come non ci libereremo mai dell'immagine di quel criminale assetato di sangue di Che Guevara, semplicemente perche' aveva un bel viso da attore cinematografico.

    1. Primadellesabbie 17 aprile 2022

      Insolito, per questo giornalista, un articolo senza i consueti spruzzi di me..da (da cui la fama e il seguito).

    1. Eugiorso 17 aprile 2022

      Il discorso fondamentele è che una maggioranza assoluta della popolazione, procedendo l'impoverimento di massa, con covid/ restizioni/ vaccini/ poi guerra e sanzioni, non ha alcuna rappesentanza politica all'interno dell'infame sistema demokrat-occidentaloide ed è esposta a qualsiasi violenza da parte dei collaborazionisti di questo miserabile potere ...

      Mi chiedo quando e se questa maggiornaza se ne renderà pienamente conto. Il problema è particolarmente serio perché all'inetrno di questo sistema degenerato, assassino e infame non c'è alcuna vera opposizione e non la si vede all'orizzonte.

      Cari saluti

    2. sbregaverse 17 aprile 2022

      Certo buon AMICO ma.....NON SIAMO QUATTRO GATTI e ci sta pure qualche altro orso con i controcazzi che non venderà la pelliccia tanto facilmente.

    3. Eugiorso 18 aprile 2022

      Temo che tu, che sei un AMICO, sia un po' troppo ottomista quando scrivi che NON SIAMO QUATTRO GATTI, potrebbe anche essere, in effetti, ma il problema, a prescindere dal numero, è che non siamo organizzati perché qui non c'è una vera forza di opposizione, non abbiamo quasi voce e non abbiamo risorse.

      Cari saluti

    1. Rnamessaggero 17 aprile 2022

      Dai, ben arrivato, da quando sono nato vedo le stesse cose descritte in questo articolo. Bastava un minimo si sensibilità per percepirle, ora volano cazzi grandi come case e gli esperti ornitocazzologici spuntano come funghi: andate andate, non è più tempo per le minchiate, i nodi frocio culturali, si sciolgono alla Alessandro Magno, come da sempre.

    1. berlioz 17 aprile 2022

      ma in questi due anni dove si era rimpiattato marcello veneziani? sono io che non sono stato attento o era lui in qualche grand tour alle isole marchesi? hanno fatto meglio di lui heather parisi e povia...

    2. Ricciardo 17 aprile 2022

      Ciao Berlioz, questo opinionlider, lo dico senza appiccicargli alcuna infamia né alcuna lode, rappresentano la cartina di tornasole.
      Mi spiego meglio, appena questi soggetti trovano il coraggio (magari anche opportunistico) di esprimere opinioni accettabili, ebbene, vuol dire che forse i tempi stanno cambiando. Sperèm.

    1. DrCaligari 17 aprile 2022

      Io più che popolo no vox la chiamerei la "sindrome dell'Aventino". Una risposta compromissoria di adattamento che si verifica ogni volta che il Potere si fa intollerante e assolutistico. A volte è consentita, altre volte no. Agli Ebrei ad esempio non era permesso un Aventino, e cosi ai Tutsi. Io speriamo che me la cavo.

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