LA VITTORIA DELLA RAGGI A ROMA ? UNA TRAPPOLA MORTALE …

LA VITTORIA DELLA RAGGI A ROMA ? UNA TRAPPOLA MORTALE …

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il fenomeno “sovranisti”, nato all’ombra di noti economisti del terzo millennio che spopolano sul web da alcuni anni (Bagnai, Borghi, Rinaldi, BarraC), con il solito corteo di giuristi, costituzionalisti e filosofi al seguito, è cresciuto come un cenacolo di sapienti eruditi, che sono soliti elaborare teoremi precostituiti, di cui si servono come clave nei confronti dei dissidenti e per sostenere i loro dogmi assolutamente inconfutabili … abili comunicatori di dottrine economiche, hanno pilotato anche le scelte politiche di molti frequentatori di blog e social network verso quel partito che secondo loro sarebbe risolutivo per l’uscita dall’euro e darebbe ottime garanzie per il ripristino della sovranità monetaria nel paese: la Lega.

Alcuni di questi salviniani (Bagnai in primis) non si sono fermati nemmeno sulla soglia del cordoglio nei confronti della morte di Gianroberto Casaleggio, definito dai tanti altri detrattori della cloaca maxima dell’informazione con vari epiteti, che nemmeno i più grandi criminali della storia hanno meritato: lobbista, fondatore di “una setta”, anzi di “un’associazione violenta e antidemocratica” segnata dal “fanatismo”, “lato oscuro della forza”, autore di una autentica “dittatura”, “Casaleggio avrebbe fatto fucilare Churchill” perché era stato prima conservatore e poi liberale … massone, autistico, coreografo-nazi, bifronte, esoso e fantascientifico, aristocratico aggressivo, autoreferenziale, cazzone, cimiteriale, conservatore, decapitato, distruttore e … via cazzeggiando.

Dunque i sovranisti salviniani sostengono un partito, la Lega, riesumato alle ultime europee dai suddetti economisti, un piccolo partito del 15%, che in caso di vittoria, necessariamente subordinata all'alleanza storica con Berlusconi, subirà inevitabilmente l’autoritarismo del capo, che l’ha sempre comandato a bacchetta. Per recuperare la propria sovranità infatti non basterà uscire dall’euro, come sostengono inesorabilmente i sovranisti, perché il problema è molto più ampio ... se poi pensiamo che i nostri "maestri di economia" nel famoso Manifesto di solidarietà europea si sono alleati con esponenti di banche, emissari di finanziarie e di enti di chiara matrice neoliberista ... beh la cosa risulta piuttosto imbarazzante... E’ anche vero che cercano poi di girare la frittata sostenendo che ci vorrebbero altre misure correttive, però il loro chiodo fisso è sempre l’uscita dall’euro, come istanza necessaria per provocare eventualmente il crollo dell’Eurozona.

Ma sottovalutano dinamiche storiche ben note … l'Italia infatti è uscita dall'ultimo conflitto mondiale clamorosamente sconfitta, di conseguenza ha subito aiuti atlantici (Piano Marshall), per rimediare all’inevitabile declino politico, economico e sociale dell'immediato dopoguerra. L'allora Segretario di Stato statunitense George Marshall il 5 giugno 1947 annunciò al mondo la volontà di avviare l'elaborazione di un piano di aiuti economico-finanziari per l'Europa, augurandosi che da esso sarebbe potuta emergere una nuova e più proficua collaborazione tra le due sponde dell'Atlantico, ed anche una prima realizzazione di quei progetti europeisti fino a quel momento ancora piuttosto vaghi.

Da allora l'Italia è una colonia degli Usa … un feudo economico militare, divenuto un mercato di scambio dei prodotti statunitensi (Coca Cola, Kellogg, Pepsico …), ma anche un membro della Nato per la "difesa della pace" nel mondo, e una portaerei protesa verso Africa e Medio Oriente, con le sue 110 basi missilistiche disseminate sul proprio territorio. Quindi i vincoli tra Italia e Usa sono vitali e strategici, e considerando che l'euro e l'Europa sono creature degli Stati Uniti, il modo per sganciarsi dal loro dispotismo imperialistico dovrebbe essere perseguito come una sorta di “omicidio del padre”, o superamento del complesso di Edipo … insomma il “delitto perfetto”.
Ma tutto ciò richiede coraggio, forza, potere e determinazione … invece gli economisti del terzo millennio delle 4 B (Bagnai, Borghi, BarraC + Berlusconi) sono fermamente convinti che la Lega, un piccolo partitino del 15% (colluso da sempre con i poteri neoliberisti), ci possa riuscire.

Per di più il governo Renzi sembra essere arrivato al capolinea, sotto i colpi degli scandali petroliferi (Guidi), bancari (Boschi) e mafiosi (Del Rio)… In poco più di due anni l’esecutivo ha approvato parecchie disposizioni molto vicine agli interessi delle grandi lobby: assicurazioni, armi, banche, navi, autostrade, tabacchi ... e quando inizia il conflitto con la magistratura il significato è chiaro … il governo comincia a puzzare, e come il pesce dopo tre giorni va buttato.

Il caso Guidi arriva puntuale, in un momento di massima debolezza dell’esecutivo, dopo il bail-in di gennaio, il fallimento delle banche (Etruriopoli), il conflitto d'interessi della ministra Boschi, e l'attuale coinvolgimento di Del Rio in oscure relazioni pericolose. Come dice appunto Walter Pastena, intercettato nell’inchiesta sul petrolio in Basilicata, quando rivolgendosi al solito Gianluca Gemelli afferma: “Finito sto casino usciranno le foto di Delrio a Cutro con i mafiosi”… “così ti puoi togliere qualche sfizio”. Il riferimento è all’inchiesta "Aemilia", che ha scovato intrallazzi tra ‘Ndrangheta, imprenditorie e politica nelle città di Reggio Emilia – città di cui Delrio è stato sindaco – e Modena. Solo ora quindi si denunciano degli scandali evidenti da tempo, e tutto questo non può non suscitare dubbi e quesiti sulla tempistica e sulle motivazioni di questa improvvisa attenzione.

Nel mentre sta avanzando a marce forzate il consenso sempre più crescente per il M5S, secondo l’Economist il MoV con Virginia Raggi si normalizza e può vincere, e lei ha uno stile che evoca quello di «un’aspirante parlamentare democratica in America o di un politico tory in Gran Bretagna» ... Dopo il gradimento di Silvio Berlusconi, che l’ha definita «telegenica» e anche «un bravo avvocato», Virginia Raggi incassa le attenzioni del quotidiano d’Oltremanica, che titola «Smartening up» (mettersi in ghingheri) è il titolo dell’articolo, che sostiene appunto che la candidata «ha una chiara chance di vittoria» alle elezioni comunali di Roma.

Quindi la Raggi sembra piacere non solo all'Economist, ma anche al Guardian, agli industriali romani, al Vaticano, a Vespa, all'Espresso, a Unindustria, a Confcommercio ... insomma a tutti i poteri che contano e soprattutto alla Roma padrona ... questo vorrebbe dire che la probabile futura sindaca sarebbe disposta ad elargire favori a destra e a manca, come la dea Flora che sparge sulla terra le infiorescenze che tiene in grembo ... proprio a primavera ?

Ma la partita che si sta giocando è solo all'inizio ... l'agone politico è lo spazio degli inganni e delle insidie sfuggenti di quei poteri che sanno perfettamente come muoversi ... quindi tifano per spedire la Raggi al Campidoglio, sapendo benissimo che Roma è una città ingestibile, un feudo del PD, della Casta padrona, della Mafia e del Vaticano, quindi il fallimento della Raggi equivarrebbe alla vittoria di Pirro ... perché una sconfitta nella gestione della Capitale pregiudicherebbe la vittoria alle politiche del 2017/18. Francesco Storace, vecchia volpe tiberina infatti commenta: "Un'aula Giulio Cesare con 29 consiglieri grillini, sarebbe meglio che andare al cinema".

Intanto anche Luigi Di Maio, la figura più istituzionale del MoV, ha iniziato una serie di colloqui con gli ambasciatori dei 28 paesi UE, sulle posizioni del Movimento sullEuropa e sull’Unione Monetaria. Colloqui che serviranno a tastare il terreno programmatico della nuova forza politica che si candida a governare Roma ed anche il Paese. Comunque la sua moderazione riguardo posizioni eventualmente euroscettiche sembrano aver rassicurato le grandi cancellerie europee. Quindi se il governo Renzi soccomberà, sotto i colpi della Troika che sta preparando il ricambio politico, il M5S sembra già pronto per raccoglierne il testimone.

Però se l'esito delle elezioni romane pare abbastanza scontato … quello delle prossime politiche non lo è altrettanto. Infatti poiché la missione della Raggi appare piuttosto ardua, per non dire "mission impossible", nel caso dovesse fallire nella conduzione politica della città eterna (per gloria terrena e nefandezze schifose), i poteri che ruotano attorno all’asse trilaterale Washington - Bruxelles - Berlino hanno già predisposto le tessere del loro puzzle, dato che i sondaggi prevedono fin d'ora il PD in calo di oltre due punti percentuali ad aprile 2016, in confronto con i dati del febbraio.

Intanto anche Matteo Salvini si è recato in Israele per ricevere l’investitura di “cavaliere del tempio” a difesa del sistema … dal valico di Kerem Shalom, tra Gaza e Israele, attacca Hamas e rilancia, candidando la Lega al governo del paese «con chi ci sta»: obiettivo prendere il posto del governo Renzi e correggere le politiche della sinistra che «creano muri e filo spinato» e non invece «regole certe e trasparenti». Camicia, giacca e cravatta, il leader felpato si presenta in Israele, nella sua prima visita ufficiale. Ha incontrato alcuni esponenti del Knessett, il Parlamento israeliano, postando con frequenza sui social network immagini di strette di mano e incontri. Ma in Italia dopo la sconfitta alle comunali a Roma, rilancerà la palla al centro per agganciare Berlusconi.

Intanto il Financial Times distrugge Renzi … e secondo l’analista tedesco Wolfgang Munchau “La sostenibilità a lungo termine del paese nella zona euro è allo stesso modo incerta, a meno che non si creda che la sua performance economica possa miracolosamente migliorare quando non c'è nessun motivo per farlo". Molto dannosa infatti è l’incapacità del premier di non aver saputo affrontare l'emergenza immigrazione e la crisi del sistema bancario. "L'Italia è stata sopraffatta dalla crescita di profughi provenienti dal Nord Africa lo scorso anno - spiega Manchau - oltre a questo, l'Italia si trova ad affrontare problemi economici irrisolti: la crescita della produttività ferma per 15 anni; un grande debito pubblico che lascia il governo praticamente senza margine di manovra; e un sistema bancario con 200 miliardi di crediti deteriorati, più altri 150 miliardi di debito classificato come problematico".

E non si ferma qui: "Bisogna poi prendere in considerazione che i tre principali partiti di opposizione hanno, in vari momenti, messo in discussione l'appartenenza del paese all'Eurozona. Anche se nessuna di queste forze politiche sembra avere possibilità di arrivare al governo nel prossimo futuro, è chiaro che l'Italia ha un tempo limitato per risolvere i suoi molteplici problemi".

Dunque chi arriverà al traguardo della presa del potere nazionale ? Grillini o salviniani ? per ora si fanno la guerra sul web … però nella terra del gattopardo difficilmente qualcosa cambierà … tutto dovrà apparentemente muoversi … per restare inesorabilmente immobile. Tanto che la vittoria a Roma di Virginia Raggi appare più come un incubo che una chance spendibile per le politiche. Ma il percorso è obbligato e la trappola è semplicemente … mortale.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

14.04.2016

Riferimenti

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/11/riforme-costituzionali-alla-camera-parla-renzi-le-opposizioni-escono-dallaula-il-premier-dispiace-per-loro/2627083/

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ma-quanto-piace-raggi-pigliatutto-poteri-forti-dall-economist-121286.htm

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/07/petrolio-basilicata-il-consulente-della-guidi-e-il-regalo-dei-carabinieri-usciranno-foto-di-delrio-con-i-mafiosi/2615719/

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/financial-times-caccia-renzi-litalia-non-pu-stare-nellue-1218996.html

http://www.corriere.it/politica/16_marzo_21/maxi-summit-diplomatici-di-maio-m5s-vaticano-usa-raggi-d273a0e6-eed9-11e5-a851-4eb96ea5fe45.shtml?cmpid=SF020103COR

Commenti (113)

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    1. sfruc 15 aprile 2016

      D'accordissimo con SanPap su Alitalia, che aveva il miglior reparto tecnico di manutenzione aeromobili del mondo. Una cosa nota a tutti gli esperti del settore, di qualunque paese e compagnia.

      Alitalia è stata distrutta scientemente - anche promuovendo la corruzione interna, come è ovvio in questi casi - per poterla neutralizzare e svendere. Come tutto il sistema industriale e produttivo italiano, leggere Nino Galloni in proposito.
    1. sfruc 15 aprile 2016

      Rosanna, lucida come sempre tranne quando ti scagli contro Bagnai e Barra Caracciolo.

      Al netto del narcisismo del primo e del tecnicismo compiaciuto del secondo, hanno fatto un'opera meritoria e sono tutto tranne che portatori d'acqua della Lega - il cui anti-eurismo mi puzza peraltro di opportunismo gattopardesco giacché uscire dall'Euro senza nazionalizzare la Banca d'Italia e il sistema bancario principale, senza eliminare la moneta-debito (ossia senza annullare il golpe Ciampi-Andreatta del 1981) nonché senza predisporre misure protettive, nel transitorio, per le fasce più deboli, significa rimanere nel sistema neoliberista euroatlantico. La Lega è neoliberista nell'anima e infatti con essa si è schierato il solo Borghi, che rimane un liberista AL CONTRARIO DI BAGNAI.
      E' vero che la partita è complessa giacché occorrerebbe uscire non solo dall'Euro e dalla moneta-debito ma anche, almeno, dalla NATO (cui peraltro la Russia chiese di essere ammessa sin dall'aprile 1954, ricevendone uno sdegnato rifiuto). E' tutto verissimo e ciò rende assai ardua la partita. Ma in tutto questo occorrerebbe fare fronte comune con uno come Bagnai invece di infangarlo assimilandolo senza alcuna ragione al kapò Salvini o addirittura al Berlusca. In questo modo si commette lo stesso errore di miopia del Bagnai stesso quando spara a zero con insofferenza sugli ortotteri (grillini) proprio perché non li vede affatto convinti della battaglia sull'Euro. Lui sbaglia perché il M5S è una galassia complessa (basti analizzare le profonde differenze, non solo stilistiche tra Di Maio e Di Battista) oscillante tra un'autentica buonafede e l'essere l'ennesimo burattino dei poteri euroatlantici (leggere Federico Dezzani in proposito).
      Invece di acconsentire al divide et impera, occorrerebbe invece coordinare tutte le voci autenticamente alternative per neutralizzare le inevitabili manovre di strumentalizzazione. Rinunciando a dar corso alle proprie, pur legittime, antipatie.
    1. Chigi 15 aprile 2016

      Rispondere puntualmente mai...

      "però a differenza tua io credo ai fatti..."

      Li ho chiesti, ma preferisci svicolare...
      Buona giornata

    1. olmo 15 aprile 2016

      L'ho capito che è un problema di decisione politica, grazie, ma non vedo tutta questa decisione nel movimento, fermo restando che anch'io non ho alcuna fiducia che lega+fi possano, riproponendosi, cambiare qualcosa ( fi come il pd trascinano a fondo chiunque li frequenti! ).
      Ciao e alla prossima.

    1. pippospano 15 aprile 2016

      Ma chi e'questo Zanni fatelo sparire...i parlamentari 5 Stelle sono solo dei fanatici che sparlano di scie chimiche e di rettili alieni!!!


    1. radisol 15 aprile 2016

      Luciano Vasapollo (1955), professore di Analisi Dati di Economia Applicata alla « Sapienza» Università di Roma, Delegato del Rettore per le Relazioni Internazionali con i Paesi dell’ALBA; è anche professore all’Università de La Habana (Cuba) e all’Università «Hermanos Saíz Montes de Oca» di Pinar del Río (Cuba). Direttore del Centro Studi CESTES e delle riviste PROTEO e NUESTRA AMÉRICA.

      Ha ottenuto nel 2011 la Laurea e dottorato Honoris Causa in Scienze Economiche all’Università di Pinar del Rio (Cuba).

      E’ “Miembro de honor” del Consiglio Accademico del Centro Studi del Ministero di Economia e Pianificazione della Repubblica di Cuba.

      È medaglia per la Distincion «Por la Cultura Nacional» assegnata dal Ministero della Cultura della Repubblica di Cuba. «Miembro Distinguido» dell’ANEC (Asociación Nacional de Economistas y Contadores de Cuba).

      «Miembro pleno del Comité de Honor Científico» di SEPLA (Sociedad Latinoamericana de Economía Política y Pensamiento Crítico). «Miembro honorario Distinguido» de la sociedad Mexicana de Economia Politica (SMEXEP). Vincitore del Concurso Internacional de Ensayo Pensar a Contracorriente .

      È autore o coautore di oltre 50 libri, molti dei quali tradotti anche in Europa, Stati Uniti e in America Latina.

      Informazioni personali

      Nato ad Arena (VV) il 13.09.1955; residente in Via Pisino 155, 00177, Roma

      Ufficio : Dipartimento di Economia,ora Dipartimento di Scienze Sociali, "Sapienza" Università di Roma, Piazzale Aldo Moro 5, 00185, Roma.

      Formazione Universitaria

      - Laureato in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1980 con la votazione di 110 e lode.

      - Ha conseguito nel 1990 il Dottorato di Ricerca in “Analisi economico-matematico-statistica dei fenomeni sociali” (Università di Roma “La Sapienza”) con la tesi dal titolo "Analisi statistico-economica dei mercati finanziari emergenti. Ruolo bancario nei progetti di intervento in alcuni PVS".

      Posizione attuale

      - Da ottobre 1998-2009 : Professore Associato di Statistica Aziendale nella Facoltà di Scienze Statistiche,2009-2012 Professore Associato di Analisi Dati di Economia Applicata, Fac. di Filosofia, "Sapienza" Università di Roma, con afferenza al Dipartimento di Contabilità Nazionale e Analisi dei Processi Sociali (poi Dipartimento di Economia, ora Dipartimento di Scienze Sociali ).

      - Delegato del Rettore per le Relazioni Internazionali con i Paesi dell’ALBA latinoamericana

      Interessi di ricerca

      L'attività scientifica e di ricerca ha riguardato sia tematiche di natura statistico-economica e di Economia Applicata legate in particolare ai contesti macroeconomici e alla contabilità nazionale sia quelle riconducibili a contesti microeconomici e più direttamente a problematiche statistico-aziendali. La linea guida è stata sempre, comunque, quella di indagare la realtà e i mutamenti negli assetti economici e produttivi sia negli aspetti micro sia in quelli macro, analizzando e approfondendo cioè i processi di collegamento, sviluppo e interconnessione tra problematiche legate alle dinamiche dei singoli operatori economici e quelle riferite al quadro economico-produttivo generale del sistema nell’ambito della cosiddetta globalizzazione (economico-finanziaria e sociale) sia con studi di tipo settoriale sia con analisi a carattere territoriale, sia con riferimento nazionale sia per aree geoeconomiche internazionali. In tal senso gli obiettivi scientifici sono stati orientati non solo allo studio della realtà aziendale ed imprenditoriale ma anche a varie problematiche riguardanti le dinamiche e i fenomeni connessi al mondo del lavoro e agli aggregati di contabilità nazionale, con attenzione alla struttura della spesa pubblica, dello Stato sociale, e all’impatto delle strutture economico-produttive delle realtà nazionali e della mondializzazione capitalista sui fenomeni sociali e ambientali in relazione anche ai processi culturali-educativi proponendo strumenti, metodologie e linee di politica economica capaci di individuare e realizzare modelli di sviluppo alternativi qualitativo a connotato solidale con compatibilità socio-ambientale. Tutto ciò con particolare riferimento ai processi socio–politico-economici internazionali , con particolare riferimento ai percorsi legati alla nascita e al consolidamento dell’ALBA e dell'Unione Europea Economica e Monetaria e in genere alle dinamiche socio-economico-produttive dell’attuale fase della competizione globale.

      Le linee di ricerca hanno sempre seguito un ambito di indagine di carattere temporale, spaziale e settoriale. A tal fine gli studi sono stati orientati a fornire non solo un proprio autonomo contributo al processo di "istituzionalizzazione" del collegamento tra indagini e rilevazioni contabili a carattere microeconomico e quelle a carattere macroeconomico, a livello regionale, nazionale e per aree internazionali ( in particolare Europa e America Latina), con specifici interessi anche per l’economia del lavoro, l’economia ambientale e quella ecologica, l’economia internazionale ma anche a determinare quel quadro di riferimento univoco di analisi capace di superare le diversità di linguaggio, la differente logica ispiratrice politico-economica e le divergenze dei metodi di valutazione e di impostazione sia logico-contabile sia più in generale logico-economica, dovuti alla specificità dell'approccio da parte dei vari studiosi appartenenti ad aree disciplinari diverse.

      L'originalità dei propri contributi è stata anche quella di tentare di dare un apporto all'interpretazione della Statistica Economica come disciplina nell’ambito dell’Economia Applicata e quindi come metodo di collegamento tra discipline più a carattere statistico-aziendale e quelle più di impostazione contabile nazionale. Tali approcci interdisciplinari nei diversi lavori risultato di linea di ricerca sono stati sempre connessi in un ambito economico applicativo ed economico quantitativo per le scelte di politica economica a connotato qualitativo atte a favorire i processi dei decisori istituzionali.

      Riconoscimenti internazionali
      - Ha ottenuto nel 2011 la Laurea e dottorato Honoris Causa in Scienze Economiche all’Università di Pinar del Rio (Cuba).

      - E’ medaglia per la “Distincion por la Cultura Nacional” assegnata dal Ministerio de Cultura della Repubblica di Cuba.

      - E’ Miembro Pleno del Comité de Honor Científico de La Sociedad Latinoamericana de Economía Política y Pensamiento Crítico (SEPLA).

      - E’ Professor Invitado a la Universidad de Pinar del Rio “Hermanos Saiz Montes de Oca”, per nomina del Ministerio de Educacion Superior de Cuba.

      - E’ Professore Invitado all’Università de La Habana (Cuba) per nomina del Ministerio de Educacion Superior de Cuba.

      - E’ vincitore del Concorso Internazionale di saggistica “Pensar a Contracorriente” per il 2006.

      - E’ Miembro Distinguido de la “Asociacion Nacional de economistas y contadores de Cuba&rdqu
      o;.

      - E’ “Visitante Ilustre” a la Universidad de Pinar del Rio “Hermanos Saiz Montes de Oca”.

      - E’ “Collaborador de Merito” del Centro de Estudios Martianos di Cuba.

      - E’ “Miembro honorario distinguido” de la Società Mexicana de Economia Politica (SMEXEP)

      - E’ “Miembro de honor” del Consiglio Accademico del Centro di Studio del Ministero di Economia e Pianificazione di Cuba

      Altre attività scientifiche

      - Ha effettuato studi e ricerche svolgendo attività scientifica di carattere statistico-economico-aziendale per vari Enti Pubblici ed aziende, collaborando anche alla realizzazione di corsi di studio, seminari e convegni su problematiche economico- finanziarie anche connesse all’impatto sociale sui PVS del debito estero e i caratteri dell’insostenibiltà del debito internazionale.

      - Ha effettuato lunghi soggiorni all’estero (Europa, anche orientale, Africa, America Centrale e America Latina) per motivi scientifici e di studio partecipando in qualità di relatore e anche di organizzatore a convegni, seminari e conferenze internazionali.

      - E’ membro del Centro Interuniversitario di Ricerca sui Paesi in Via di Sviluppo (CIRPS), di cui è stato uno dei fondatori e promotori sviluppando per lungo tempo studi e ricerche di carattere economico-finanziario con attenzione alle problematiche del debito internazionale,

      - E’ membro del Consiglio Scientifico del NEST (Nucleo de Estudos Estrategicos) – Universidade Federal de Pernambuco, Brasile, dove ha promosso ricerche anche finanziarie con riguardo all’insostenibilità del debito internazionale.

      - E’ direttore scientifico del Centro Studi Trasformazioni Economico-Sociali (CESTES).

      - E' Direttore Scientifico della rivista PROTEO (rivista a carattere scientifico di analisi delle dinamiche economico-produttive e di politiche del lavoro).

      - E' Direttore Scientifico della rivista NUESTRA AMERICA (Rivista quadrimestrale di analisi socio-politica sull’America Latina)

      - Come direttore scientifico del Centro Studi CESTES e delle riviste PROTEO e NUESTRA AMERICA svolge un’intensa attività di direzione di ricerca, studio e formazione e organizza incontri, convegni, conferenze e seminari a carattere nazionale e internazionale per favorire un attivo confronto e dialogo tra il mondo scientifico e della cultura con le realtà sociali, politiche e sindacali.

      Attività di revisione scientifica

      - Svolge attività di Advisory Board nella rivista Historical Materialism

      - Svolge attività di referee, di editor e Direttore Scientifico per la riviste PROTEO e NUESTRA AMERICA e di valutazione dei lavori e relazioni sottoposti per la presentazione a convegni nazionali e internazionali organizzati tra gli altri dal CESTES, dal Laboratorio Europeo per la Critica Sociale.

      - E’ nei Comitati e nei Consigli editoriali e nelle Commissioni di Redazione di diverse riviste internazionali, tra le quali la “Revista de Cencias Sociais, Politica y Trabalho” (Universidade Federal Da Paraiba- Brasile), la “Revista Outubro do Istituto de Estudos Socialistas” , (Sao Paulo, Brasile); la revista da Sociedade Brasileira de Economia Politica” ; la “Revista Laberinto de Filosofia, Politica y Economia”, (della Università di Malaga , Spagna).

      - E’ Adviser (consigliere editoriale) della casa editrice Jaca Book (Milano, Italia) per l’area “Macroeconomia e statistica economica”

      P.S.. Al curriculum manca un lungo soggiorno negli anni ottanta nel "gran tour" delle carceri speciali italiane ... al termine del quale, come molti altri, risultò del tutto prosciolto da ogni accusa ... la sua unica colpa era l'aver frequentato, nel decennio precedente, la sede di un comitato del suo quartiere, Centocelle, dal quale erano usciti alcuni appartenenti alle Brigate Rosse ...

    1. Rosanna 15 aprile 2016

      Dostojevskij, la prossima volta che leggi il blog di BarraC prova a sporgerti oltre le righe ... c'è tutto un mondo, un sottobosco di intenzioni, un background di convinzioni , un sistema di falsi messaggi subliminali ... e prova un po' a contestare una sua affermazione ... vedrai che fine fai ...

    1. Vocenellanotte 15 aprile 2016

      Roma, per quanto l'abbia vissuta, abitata, amata, studiata, rimane una città che non è governabile con le strategie politiche ordinarie. Città pure più complesse e articolate tipo NY, Berlino, Londra, Parigi rimangono organismi unitari nella loro molteplicità.


      Roma no. Già al tempo dei Gracchi, i Tribuni della plebe, Cola di Rienzi . . . . è una città unica, eterna, immutabile.


      La Roma repubblicana, imperiale, medievale, rinascimentale, barocca, neoclassica, ottocentesca, giolittiana, fascista, postbellica, felliniana, ha sempre mantenuto la propria ingovernabilità.


      Auguri alla Raggi se riuscirà a cambiare i romani, passerà alla Storia.

    1. radisol 15 aprile 2016

      Si, è lui ...

    1. Rosanna 15 aprile 2016

      E a che titolo il nostro Salvini, baciato in fronte dal guru, se ne è andato in Israele per farsi accreditare nuovo leader filoistraeliano ... sostenendo anche la causa nazisionista ? mah ...
      vedo comunque che sei un abile critico letterario , un cultore della vera fede gufynomista ,
      ed anche un fanatico del profeta delle 12 Tavole della Legge ...

      però a differenza tua io credo ai fatti , non tanto alle parole dei falsi profeti


    1. Rosanna 15 aprile 2016

      arridaje ... mi sembra che tu non abbia ancora messo a fuoco che il problema è POLITICO e non ECONOMICO ... quegli economisti che conosciamo, compresi Bagnai e Sapir ... e tutti gli altri , sono pronti a mettersi a disposizione di quella forza poltica che avrà DECISO di uscirne ... la necessità di uscirne è UNA SOLA ed è POLITICA ... e non può essere rappresentata da Lega + FI, perché in questo modo non cambia nulla e tutto il sistema neoliberista si rigenera ... dato che sono forze politiche profondamente colluse col neoliberismo e responsabili della condizione attuale ... invece i MODI per uscirne sono tanti ... e questo lo consiglieranno gli economisti ...

    1. Dostojevskij 15 aprile 2016

      Ignoranza sui contenuti del suo blog, non sul suo cv o in generale. come ho detto rispondendo all'autrice è il suo parlare che può influenzare il voto di altri non chi è stato o cosa ha fatto. e il suo blog non spinge verso salvini né berlusconi, anzi ci sono degli articoli interessanti che consiglierei a tutti di spulciare di tanto in tanto.

    1. Dostojevskij 15 aprile 2016

      Mi riferisco all'opera divulgativa del suddetto nella fattispecie il blog orizzonte48. Io quello conosco e tramite quello mi sembra barrac si esprima principalmente, ed è proprio il suo esprimersi che potrebbe "convincere" qualcuno nelle intenzioni di voto, non il suo cv. e leggendolo non ci ho mai trovato marchette a salvini né a berlusconi, mi è sempre sembrato accurato nell'esposizione delle sue critiche all'attuale sistema, anche se, come dicevo, eccessivamente ampolloso a volte (ma parlando spesso di materie giuridiche come non esserlo?).


      io continuo a pensare che è ingiusto associarlo a bagnai e borghi nel senso che intendi, non ho mai letto una parola di politica "concreta" nel suo blog e mi sembra più un buon cronista delle attuali vicende su cui non sparerei a gratis solo in base ai suoi trascorsi. Mia opinione..

    1. olmo 15 aprile 2016

      Certo, nella storia del marxismo invece i leader non esitono entrano ed escono dalla storia senza nessun peso "personalistico".
      Quanti anni hai, sei ancora matricola o hai appena finito gli studi?

    1. olmo 15 aprile 2016

      Rosanna,
      i 5 stelle europei sono diventati tutti "venduti" e "impuri" perchè hanno organizzato un dibattito con personaggi come Sapir che intrattiene rapporti regolari con Bagnai e soci? (immagino anche gli altri partecipanti)
      Non ha senso battibeccare su questioni secondarie quando alla fine il MONDO ECONOMICO DI RIFERIMENTO E' LO STESSO!
      Queste restano le forze in campo o si trova un qualche accordo o si va avanti sparpagliati e succeda quel che succeda.

    1. Fischio 15 aprile 2016

      Non si discute più su sfondo pluralistico ma sull'esaltazione del personaggio(leader). E il leaderismo di scuola statunitense rappresenta il decadimento della politica. Ma davvero pensate ancora che Renzi, Berlusconi, Salvini, Di Maio o chi per loro, possono sistemare le cose? Roba da psicoanalisi!..." La Storia insegna ma non ha scolari" (A. Gramsci)...

    1. omega86 15 aprile 2016

      "Parla bene"
      "Sta bene in video"

      ...

      A quante tornate elettorali hai partecipato?

    1. Toussaint 15 aprile 2016

      Ma lei l’ha letto il mio commento? Ho sostenuto che a mio parere l’articolo della Spadini è un atto di resa ed anche la dimostrazione della vera natura del Movimento. Che c’entra il suo commento e perché lo pubblica in calce al mio?

      Lei vuol solo sparlare di Bagnai, probabilmente lei sarà stato mandato a quel paese in un qualche precedente commento ed ora vuol solo ‘vendicarsi’, pubblicando i suoi deliri ad ogni occasione utile, ad ogni articolo del Prof. pubblicato su questo sito.

      Non lo capisce da solo che il suo è un atteggiamento patetico? Perché non la pianta? Non replicherò più. Lei non esprime concetti, ma solo rabbia e frustrazione. Non mi interessano.

    1. Evitamina 15 aprile 2016

      Sinceramente io non ho gli strumenti per poter affermare che il M5S è una risorsa per il sistema Italia e dopo per il sistema mondiale.

      Se solo ci limitiamo ad osservare le cose accessibili ai più, ci accorgiamo che in Italia nel 2005 secondo il corriere, gli analfabeti erano circa 6 milioni, più della metà degli italiani non capisce e non parla la lingua italiana. Ecco se accostiamo a questi dati il fatto che l'Italia rientra nelle prime 10 economie mondiali e non andava meglio quando abitava qualche scalino più alto della stessa classifica, dovremmo avere la chiarezza che qualcosa non sta andando bene.

      Se adesso proviamo a vedere le cose da un punto di vista più ampio, troviamo titoli di notizie tipo "85 persone detengono la metà della ricchezza mondiale" e poi " chi sono i 62 super miliardari del mondo?" Tutto questo accade mentre tutto il pianeta procede con il solito ritmo quotidiano. Il solito ritmo procede anche quando troviamo notizie che ci dicono che poco meno di un miliardo di persone nel nostro pianeta non riesce a nutrirsi a sufficienza.

      Personalmente credo che oltre a quei 62 ricchi personaggi, almeno un altro miliardo di persone possono aprire la dispensa di casa e trovare alimenti a sufficienza legittimamente, ma si da il caso che sono 7 miliardi, le persone che abitano questo pianeta.

      La domanda è, con questi fatti noti a tutti, vogliamo veramente credere che il problema e quella della Raggi a Roma? Magari, il sistema così strutturato, a meno di 50 anni di tempo e questo non è un bene a meno che non fai parte di quel 10% privilegiato, in quel caso non è una buona idea smuovere le acque.

    1. Rosanna 15 aprile 2016

      Per Rinaldi hai ragione, è il più obiettivo e spesso ha sostenuto i 5 stelle ... ma comunque è orientato verso la Lega, infatti fa parte del think tank di scenarieconomici.it ed anche di a/simmetrie ...

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