LA VISIONE DEL SABBA

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DI GIANLUCA FREDA

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Le più recenti tendenze della ricerca antropologica, tendono a dividere le donne essenzialmente in due categorie: quelle carine e le femministe. Si tratta, naturalmente, di una distinzione di massima, utile a fissare in un principio universale una realtà tassonomica che è nei fatti di assai più complessa strutturazione. Molte donne carine, intorno ai 50 anni, quando ormai più nessuno se le fila, si buttano con convinzione nel femminismo; e molte femministe, riuscite a rendersi presentabili attraverso diete, lifting e chirurgie facciali e mammarie, gettano alle ortiche i sacri testi di Margaret Atwood e si trasformano gioiosamente in donne. Talvolta, cedendo ai morsi della fame arretrata, perfino in femmine. Le femmine rappresentano una terza ed assai rilevante, sebbene poco diffusa, categoria: quella delle donne utili. E’ in loro nome che l’umanità continua a sobbarcarsi il peso, sociale ed economico, delle donne carine e delle femministe, le quali sono sostanzialmente improduttive, fastidiose e piene di petulanti rivendicazioni che sfociano, non di rado, in gravi problemi di ordine pubblico. Alcune società evolute, prevedono per le donne carine e le femministe appositi programmi di reinserimento sociale, che forniscono, a spese dello stato, corsi di cucina e di economia domestica, seminari di riproduzione intensiva, interventi estetici e cosmetici gratuiti oppure sconti consistenti sull’acquisto di burqa integrali e tenute da palombaro, a seconda del grado di recuperabilità dei singoli casi.

Esiste poi la diffusa categoria degli equivoci, costituita dalle donne carine che si sentono femministe e dalle femministe che si credono donne carine.
Le prime sono essenzialmente una variante larvale delle femmine, che giunge a repentina maturazione se posta a contatto con una femminista vera. Nietzsche, in “Ecce homo”, spiegava: “«Emancipazione della donna» è l’odio istintivo della donna mancata, cioè inidonea alla procreazione, verso la donna realizzata. La lotta contro l’”uomo” è sempre soltanto strumento, pretesa, tattica”. Appena compreso ciò, la donna carina – sempre che sia carina davvero, naturalmente – si dà a fuga precipitosa, abbattendo nella foga teoremi e filosofie della diseguaglianza sessuale, calpestando trattati di sociologia e psicologia del patriarcato e richiedendo l’intervento immediato della forza pubblica. Solitamente si trasforma in femmina dopo pochi mesi d’incubazione. A volte si riproduce, spontaneamente e per più volte, già durante il percorso di ritorno verso la propria abitazione, dando luogo a fenomeni d’abbandono neonatale plurimo che scuotono profondamente la coscienza delle collettività.

Le seconde vengono comunemente classificate dagli zoologi nello stesso ordine degli scorpaniformi, famiglia degli scorpenidi. Vivono su fondali marini duri e rocciosi o sulle secche scogliose, dalle quali si staccano solo durante i tentativi d’accoppiamento, solitamente coincidenti con l’8 di marzo. In questa occasione esse si raggruppano in branchi famelici che sciamano per pubblici happening e salotti televisivi alla vorace ricerca di un partner. Si sa che la gente dà buoni consigli, sentendosi come Gesù nel Tempio. Si sa che la gente dà buoni consigli, se non può più dare il cattivo esempio. Costoro, aggredite dall’implacabilità della natura, ma non dome, non si accontentano dei buoni consigli elargiti alle femmine meno diroccate con una dovizia di retorica puntualmente accolta da fragorosi scoppi d’ilarità, ma pretendono di dare contestualmente il cattivo esempio, nei limiti entro cui lo consente la cruda impotenza della chirurgia estetica dinanzi alle grandi catastrofi.



Esulano da questa minima tassonomia scientifica, quei casi che è possibile classificare nel novero delle curiosità genetiche o degli scherzi della natura, come le donne barbute, le donne cannone e i maschi femministi. Appartenente a quest’ultima casistica è un fenomeno italiano di un certo interesse, noto agli studiosi del settore come “piazzata della Sora Gigia”. La Sora Gigia è l’attempata signora che vedete raffigurata in foto. Trattasi, in realtà, d’un transessuale emiliano, pervenuto ad una certa notorietà dopo la sua proclamazione a leader di un movimento politico un tempo piuttosto diffuso in ambito nazionale. La spaventosa virago trascorre le sue giornate rinchiusa nel suo appartamento, rifiutandosi di apparire in pubblico, sorda alle implorazioni dei pochi conoscenti che ancora le rivolgono la parola e ne supplicano invano un incisivo intervento nella vita politica e civile del paese. La Sora Gigia non apre a nessuno. Di tanto in tanto, la si vede affacciarsi al balcone di casa, fra i gerani appassiti e la lettiera del gatto, per inveire sguaiatamente contro l’immoralità dei condomini e le fornicazioni dei vicini di pianerottolo. Poi torna a sdraiarsi di fronte alla Tv, allungando le ciabatte bucate sullo sgabello di formica, sommersa dal fetore di cavolo bollito che promana dalle stoviglie affastellate nell’acquaio della cucina. C’è solo una cosa che riesce a strappare la cupa megera al suo eremo maleolente: la periodica celebrazione del Sabba mediatico di primavera. In tale occasione, la Sora Gigia si sciacqua le ascelle, si rade, si tinge con civetteria le labbra d’un’ombra di rossetto vermiglio, intonaca il viso con due mani di fondotinta utilizzando una pennellessa da imbianchino e si dirige festante verso la vauderie stagionale, unendosi alla moltitudine di befane mestruate che inneggiano, sulla pubblica piazza, alla dignità della donna e inveiscono, sotto i demoniaci auspici di Lucibello, contro l’opprimente preminenza del maschio.

Non del maschio in generale, che quest’anno non va di moda. E poi, neanche le più maltrattate dalla natura hanno il coraggio di chiudere del tutto la porta alla speranza. No, quest’anno va di moda un maschio specifico, con nome e cognome, fatto bersaglio di sortilegi ed invettive per l’ardire mostrato nel ricordare alle italiche giovenche ciò che sono e sempre sono state, ciò che desiderano e hanno sempre desiderato essere, facendo scempio del velame ideologico con cui il femminismo aveva nascosto le virtuose pulsioni della natura alle proprie adepte di sesso maschile e femminile.

La manifestazione di quest’anno rappresenta la summa di due grandi emblemi della convivialità femminile: il sabba e la “piazzata da comari”. Di entrambi, la Sora Gigia ha una conoscenza di alto livello, resa sopraffina dalle prolungate frequentazioni dei salotti politici romani. Gioiosamente disdegnando le preghiere dei suoi seguaci, i quali la impetrano di dedicare le proprie residue energie a cause meno futili, la democratica befana si lascia puntualmente irretire dalla chiamata del Magistelus, il demone messaggero d’oltreatlantico, che con voce calda e potente le ingiunge di recarsi ad ogni raduno in cui sia possibile inveire contro l’esistente senza con questo proporre nulla che possa scombinare i piani del Belzebub anglosassone, principe dell’universo, suo signore e padrone. Si cosparge dunque di unguenti abominevoli, monta in groppa al Magistelus, mutato in capro per l’occasione, e in un attimo è portata al Sabba telegiornalistico, volando o correndo.

Già il saggio papa Giovanni XXII, nell’anno del Signore 1326, si era scagliato contro l’empietà di tali raduni, nella bolla Super illius specula. In essi, le brufolose baccanti si producono in gracchianti anatemi contro gli effetti indesiderati delle proprie vantate conquiste. Vogliono sculettare, ma detestano che gli si tocchi il culo; ciò rappresenta una grave discriminazione interna alla categoria, non possedendo tutti i culi la medesima appetibile consistenza. Vogliono esibire carni e glutei al desiderio del maschio, ma si sentono umiliate dal maschio che prova desiderio; anche il desiderio è selettivo, dunque discriminante. Vogliono strepitare contro l’attitudine delle meno attempate a “raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno”, senza minimamente chiamare in causa la vasta azione propagandistica, culturale e ideologica con cui hanno legittimato e avallato tali comportamenti negli ultimi 50 anni. In parole povere, vogliono continuare ad essere “puttane e madonne”, come fanno da millenni e millenni, mantenendo i vantaggi offerti dalla posizione, ma senza dover affrontare le responsabilità del ruolo, né l’inevitabile selezione estetica e meritocratica che ne consegue. In nome di tutto ciò, non esitano ad intrattenere abusivi commerci con demoni incubi e succubi, abiurando con bocca sacrilega l’emblema stesso della società dello spettacolo che le ha generate, nutrite e fortificate, ed anzi maledicendolo con eretica ed irriconoscente pravità.

L’adunca e lubrica Sora Gigia, con gli occhi temperati dal fiele, sguazza laidamente in questo crepuscolo femminista, sognando putsch egiziani, ribaltoni parlamentari, furenti sollevazioni del volgo in armi che la innalzino per via sovversiva all’altrimenti inavvicinabile scranno del potere. Addita la strega in altri, lontano da sé, mentre prepara le sue fiale di sterco di rospo, di polvere d’ossa dei sepolti senza battesimo, di capelli e peli inguinali bruciati, sorvolando gaudente le piazze delle lamie a cavallo della sua scopa. Congiunta in nefando amplesso al nemico del genere umano, non esita a promettergli nuove liberalizzazioni e nuovi scempi dell’economia nazionale in cambio del potere sufficiente a divenire grande nel mondo. S’invoca contro tali maligni spiriti ermafroditi l’istituzione d’un novello ufficio inquisitorio, il quale provveda alla punizione, incarcerazione e correzione dei delitti e degli eccessi sacrilegamente perpetrati contro il corpo della nazione, con pericolo delle anime, con offesa della maestà divina, con pernicioso esempio e scandalo di molti.

Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.altervista.org

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13.02.2011

Commenti (54)

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    1. Rossa_primavera 13 febbraio 2011

      Ah ah ah ottima osservazione.

    1. geopardy 13 febbraio 2011

      Parole sante.
      Ciao
      Geo

    1. Tao 13 febbraio 2011

      Non me ne frega se lui usa le donne. Ci sono donne che sembrano contente di farsi usare. Non me ne frega neppure se è un cattivo modello: in fondo è sempre stato un punk della politica, uno che sconvolge le regole, uno che occupa le istituzioni e insieme le mette in crisi, fa le corna nelle foto ufficiali e compie gesti sconvenienti. Tanti italiani lo amano per questo. Quanto al fatto che sia al centro di un giro di prostituzione, capirai che scandalo. Siamo un popolo di puttanieri. Le stime nazionali parlano di nove milioni di clienti maschi di prostitute, e anche alle signore piace pagare. In un campione di donne coinvolte in una recente ricerca della sessuologa Serenella Salomoni, il 37 per cento rivela di aver pensato almeno una volta di pagare un uomo per sesso, il 19 per cento lo ha fatto. Infine, se la mettiamo sul fatto delle minorenni, va bene, brutta storia. Ma quante volte tornando a casa di sera abbiamo visto sul marciapiede ragazzine-schiave a malapena sedicenni, aspettare che qualche nostro concittadino le tirasse su - e non abbiamo battuto ciglio?



      Comunque raccontiamo la storia, ci sono sempre due versioni. La versione di chi si scandalizza e quella di chi non vede motivo di scandalizzarsi, e le due versioni non parlano tra loro. C'è poi la chiave di lettura generazionale, forse più interessante: un sistema in cui la gioventù è merce di consumo estremo, carne da macello a buon mercato usata tanto per riempire reality e talent show, quanto per i festini dei capi. Sullo sfondo, un paese con la disoccupazione giovanile al 30 per cento. Dove le cronache dei movimenti e delle rivolte studentesche di dicembre sono state sepolte e mandate nell'oblio dalle cronache di Ruby e compagne, nuove protagoniste di servizi soft porno sui telegiornali. Anche qui, però, l'anima cinica scrolla le spalle: è il mercato, bellezza. Vogliamo crocifiggere quelle ragazze perché hanno colto l'occasione di farsi strada?



      Cerchiamo di essere realisti. Torniamo ad esempio al popolo di puttanieri. In un presente labile e precario, è più economico comprare un po' di amore che mettersi a corteggiare qualcuno, uscirci a cena e tutto il resto. Chi ha più tempo per i corteggiamenti? Chi ha i soldi, chi ha la voglia, l'energia? Il mercato vince perché risponde in modo pratico a problemi che la vita non può più risolvere. È troppo tardi per arricciare il naso. Quando abbiamo accettato di vivere in un sistema basato sul mercato estremo dovevamo sapere che tale sistema ha come esito quello di trasformare tutto, appunto, in mercato. E al di fuori del mercato non può restare niente. In questo senso le faccende sessuali del capo sono metaforiche ed emblematiche. Alla fine, la vera domanda sulla quale dobbiamo interrogarci, al di fuori delle belle parole, è se sia naturale contrattare tutto - o se ci siano ancora dei limiti e quali.

      Ora, l'opposizione italiana guarda ai casi sessuali e li considera un'anomalia, una degenerazione riprovevole, incidentale. Tolto di mezzo questo capo, il sistema ritroverà la sua normalità e potremo ricominciare a parlare dei problemi del paese. Peccato che ci sia poco di incidentale. L'errore prospettico del pallido riformismo italiano è ancora quello di considerare Berlusconi - dopo tutti questi anni! - un incidente di percorso anziché il compimento pieno, logico, estremo di un sistema. Dove per sistema si intende la manifestazione italiana del culto del mercato totale. Non serve neppure scomodare marxismi e liberismi, è una questione di percezioni immediate. Che all'interno di una società ci sia chi consapevolmente sceglie di vendere o comprare non ci turba molto. Ma qui un'intera società ha condotto alla prostituzione di massa: dei corpi, delle menti, delle idee, delle vite, delle giovinezze, di ogni cosa. Siamo tutti carne da macello. Ci piace divorare e farci divorare.

      Un'opposizione che si limiti a sperare di usare uno scandalo sessuale per togliere di mezzo Berlusconi, senza fare insieme lo sforzo di mettere in campo un'altra idea di società, merita l'accusa di moralismo. La mercificazione estrema del mondo e la democrazia dei rapporti umani difficilmente possono stare accanto. Senza contare la strana capriola, a cui abbiamo assistito in questi giorni, di un Pd che vuole scendere in piazza a fianco delle donne e nel frattempo litiga per l'ennesima volta sulle unioni civili. Allo stesso modo, un movimento delle donne che si limiti ad agitare questioni di rappresentazione - il problema di come le donne vengono rappresentate in televisione eccetera - rischia di mancare il colpo. La cultura del politically correct di sinistra si è concentrata per decenni sul problema di come le cose venivano rappresentate, e ha perso di vista il problema di come le cose venivano vissute. Quello a cui assistiamo è un problema di rapporti democratici: è lecito che un potente possa comprare chi gli pare? È soltanto da una prospettiva di sinistra autentica, cioè pronta a discutere questo sistema economico, sociale, emotivo, che può venire una critica significativa al capo e alle sue varie orge. Tutto il resto scivola via.

      Marco Mancassola

      Fonte: www.ilmanifesto.it

      13.02.2011

    1. Tonguessy 13 febbraio 2011

      Non mi meraviglia che due fan delle piscine per svago di Auschwitz abbiano molti punti di contatto. Venire a dire che la prostituzione minorile sia una scusa indecente per defenestrare il despota di Arcore è perfettamente in linea con il pensiero revisionista tout-court. Adesso quand'è che prenderete le difese dei preti pedofili?

    1. geopardy 13 febbraio 2011

      Devono aver messo degli internet point nei coffee shop di Amsterdam, da dove puoi connetterti anche a tarda notte.

    1. cardisem 13 febbraio 2011

      Magistrale.

      In effetti, guardando - anzi non guardando – quello che succede in questi ultimi giorni e settimane e mesi ho netta la sensazione di un popolo allo sbando, dove nessuno sa cosa vuole e dove vuole andare. Non ha la dimensione dei problemi reali. Non sospetta neppure cosa ci aspetta. Non si accorge di essere manipolato.

      La futilità e l’irrilevanza sembra essere sostanza e oggetto dell’agire politico, almeno di quella rappresentanto da questa classe di politici. Già, questo è il problema: gli intramontabili. Potremo votare quanto vorremo, cento mille volte, ma ci ritroveremo sempre con questa zuppa, con questa minestra sporca e puzzolente.

      Ho osservato con speranza quanto succede in Egitto. Non per fare il tifo, ma chiedendomi se siamo capaci di insorgere per davvero. Non di passeggiare a comando.

      Siamo capaci di rivoltarci, non per liberarci di Berlusconi, ma di tutto un ceto politico?

      Berlusconi?

      Io così ragiono:

      Tutti gli altri si sono dati e si danno alla politica, con le pezze al culo, solo per raggiungere in parte quello che Berlusconi ha, cioè i soldi. Ed in cosa sono dunque migliori e più affidabili?

      Tranquilli!

      Non sono un fan acritico di Berlusconi. Tante sono le colpe che gli si possono imputare, ma che debba cadere perché paga delle puttane – se le paga –, che siano o non siano minorenni, ma sempre puttane, anzi ancora più puttane quanto più minorenni, ebbene questo mi sembra davvero indecente.

    1. martiusmarcus 13 febbraio 2011

      Freda ha dalla sua una penna che taglia meglio di un bisturi, e il suo buttarla nel grottesco mi ha regalato cinque minuti di risate. Purtroppo, però, non c’è molto da ridere. Se l’offensiva della “bestia trionfante” – quale appare il “femminismo” oggi agli ordini della cosiddetta “sinistra” – si limitasse a queste pagliacciate (che hanno l’unico scopo di dare la spallata finale al berlusconismo cadente), beh, ci si potrebbe limitare alla risata. Ma non è così. Il risultato della morale femminista imperante – quella che controlla il mondo dell’istruzione dalla materna all’università - è che nel mondo occidentale è palesemente immorale avere rapporti sessuali con donne – manifestamente donne – che però in una anagrafe ballerina e incerta non hanno compiuto i fatidici diciotto. Mentre è perfettamente lecito, anzi è di moda, farsi inchiappettare da maggiorenni maschi travestiti da iper-donne.
      Ma c’è molto di più, purtroppo. E qui si va sul tragico. Avete notato l’epidemico diffondersi del “muoia-sansone-e-tutti-i-filistei” che fa da corollario al “più grave crimine del mondo occidentale” (per parafrasare barnard)? Mi riferisco al “diritto di famiglia che regola le separazioni. Vi sfuggono gli episodi etichettati come “violenza sulle donne” che si danno il cambio nelle prime pagine dei giornali? E che spesso distruggono in suicidi-infanticidi delle famiglie già messe nel tritacarne da improvvide – se non proprio grottesche – sentenze figlie di un “diritto di famiglia” più nefasto di cent’anni di berlusconismo? Di quale ideologia – se non di quella femminista - è figlio il nostro diritto di famiglia che assegna sempre alle donne la ragione, e mai il torto? Chi darà mai voce alla disperazione di centinaia di padri costretti a far le valige (con relativo taglieggiamento-mantenimento) per andare a vivere in qualche camera ammobiliata e mangiare alla mensa della charitas? Queste violenze – sì, certo: mai condivisibili, mai giustificabili – sono l’espressione di personalità non abbastanza forti, ma pur sempre sono la punta dell’iceberg di un disagio maschile che NON TROVA una voce che lo possa esprimere. Questo chiedo a Freda: se ne occupi lui, con la sua mente così felicemente in grado di analisi approfondite. Gianluca: dicci tu qualcosa di esaustivo sul “diritto” di famiglia.

    1. Kiddo 13 febbraio 2011

      @Albakan quoto in toto. Per fortuna che le donne di questo blog , a giudicare dai commenti fin qui' letti, non si sono fatte abbindolare pu' di tanto.

    1. AlbaKan 13 febbraio 2011

      • Io non mi ero accorta che la dignità delle donne fosse in pericolo o compromessa in qualche modo.
      • La manifestazione in difesa della dignità delle donne è una delle tante pagliacciate politiche.
      • Non è la dignità delle donne ad essere compromessa, ma quelle delle istituzioni.
      • Qualche politico di destra o di sinistra si è accorto di questo?
      • La destra è la dimostrazione più evidente di questo, ma la "finta" sinistra senza idee, nè proposte, né ideali, segue a ruota il circo dell'insulsa politica italiana.
      • Questa sinistra allo sbando non sa più cosa inventarsi, per un pò di propaganda politica, nella speranza di imminenti elezioni.
      • Siamo sempre alle solite: il cittadino non ha diritto a governanti degni di questo nome, deve sempre accontentarsi del meno peggio!
      • Adesso si cavalca l'onda della guerra dei sessi, ieri quella dei "pericolosi immigrati" che vengono a rubarci il lavoro...
      • Trovano sempre il modo per farci scannare l'uno con l'altro, e sapete il perchè?
      • Perchè c'è sempre una massa di cretini che gli va dietro!
      • A volte mi chiedo se dobbiamo avere più paura di Berlusconi o di chi potrebbe venire dopo di lui, e l'unica cosa che mi viene in mente, vedendo l'attuale situazione, è emigrare in Bolivia! (W Morales!)
    1. Hassan 13 febbraio 2011

      "Una guerra a cui non ero abituato, essendo vissuto per più di 25 anni in Asia, era la guerra dei sessi, combattuta in una direzione soltanto: le donne contro gli uomini.
      Seduto ai piedi di un grande albero a Central Park, le stavo a guardare.
      Le donne: sane, dure, sicure di sé, robotiche. Prima passavano sudate, a fare il loro jogging quotidiano in tenute attillatissime, provocanti, con i capelli a coda di cavallo; piu tardi passavano vestite in uniforme da ufficio - tailleur nero, scarpe nere, borsa nera con il computer -, i capelli ancora umidi di doccia, sciolti. Belle e gelide, anche fisicamente arroganti e sprezzanti.
      Tutto quello che la mia generazione considerava "femminile" è scomparso, volutamente cancellato da questa nuova, perversa idea di eliminare tutte le differenze, di rendere tutti uguali e fare delle donne delle brutte copie degli uomini."




      -Tiziano Terzani (tratto da "Un altro giro di giostra")




      ps. adesso il buon Gianluca capirà perchè a suo tempo gli chiesi se poteva cambiare nome ad una sezione del forum... Uomini e donne devono comprendere che la "guerra fra i sessi" è artificiale, imposta dall'alto, con scopi precisi di "divide et impera" dal basso, dalla cellula fondante della società. E utilizzano soprattutto queste "indignate in servizio permanente" delle femministe per gettare benzina sul fuoco, accompagnate dai loro viscidi servetti-maschi. D'altronde, se maschi e femmine sono occupati a farsi una quotidiana guerra fra di loro, fiaccati da questa, quando mai avranno le energie per fare la guerra al "Vero Potere" ? Questa "guerra fra i sessi" è l'ennesima guerra fra i poveri orchestrata dai potenti, esattamente come cercano sempre di aizzare una guerra fra i poveri tra italiani e immigrati.

    1. dana74 13 febbraio 2011

      che manifestazione insulsa, oltretutto mascherata dal sentimento volemose bene (non contro le donne siano esse puttane o suore) ma per la dignità, la vogliono far passare per trasversale quando è "contro B"
      che non mi interessa certo difendere, assurdo che per "attaccare" un bugiardo ci si debba affidare ad altri bugiardi.
      Patetico.

      La piattaforma poi è nascosta come petizione, dove il riferimento è esplicito, la presentazione della manifestazione anche in inglese e tutte le piazze straniere "che manifesterebbero" per la dignità dell'italica donna...

      RIDICOLO E PATETICO
      Testo petizione (che sarebbe la piattaforma della manifestazione)
      http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=Mobdonne

      sarebbe “trasversale”? E come mai oggi i giornali titolano "manifestazione ANTICAV"?
      Non sanno più come farsi "cagare"
      Il blog della "manifestazione"
      http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/

      Ecco anche lo SPOT PUBBLICITARIO DEL LOGO:
      vogliamo che sia anche rispettata la nostra “trasversalità”
       on è previsto alcun segno di riconoscimento (oggetti, fiocchi, sciarpe, colori..), solo il logo della manifestazione creato da Maddalena Fragnito disponibile on line.
       Il logo può essere usato per fare magliette, spillette, bandiere, manifesti e tutto quel che di creativo vi viene in mente

    1. brezzarossa 13 febbraio 2011

      ha scritto un bell'articolo (gli succede spesso), vibrante, tagliente, intelligente.

    1. ventosa 13 febbraio 2011

      Notevole articolo in chiave satirica.
      Nel concreto, è evidente che quando si muove una massa, l'impalpabile egregor che la guida è la reale forza su cui le leve del potere basano la loro spinta propulsiva. Destra-sinistra, Roma-Lazio, religione-laicità, cristianesimo-islam, e chi più ne ha, più ne metta.
      Vorrei solo ricordare che molti di quelli che oggi volano alti, forti della propria sapienza corroborata(spero!), da esperienze dirette, hanno iniziato scendendo nelle piazze, facendosi, perchè no, manipolare e da li ripartire con nuove idee, prese di posizione, errori a ripetizione e correzioni di tiro.
      Ma, vivaddio, hanno alzato il culo da una comoda poltrona (oggi direi da una onnipotente tastiera) e vanno a viso aperto a farsi dare delle imbecilli-testa vuota-manipolate-prezzolate- fanatiche-ecc... L'importante è che una pur minima parte di loro, probabilmente le più giovani, abbiano modo poi di riflettere e confrontarsi per elevare le proprie coscienze.
      E speriamo che siano più sveglie di chi le ha precedute(..ti dei salvato, o sei entrato in banca pure tu, scriveva Venditti), che oggi fa spesso l'intellettuale postumo, con la pancia piena, senza avere la forza di cambiare un cazzo di niente.
      Saluti.

    1. Boero 13 febbraio 2011

      Freda?Semplicemente il migliore,era da tempo che aspettavo un 'po di satira su figure su cui in effetti non è difficile fare satira,ma di cui un tabù sinistrorso impediva di rilevare le ciclopiche e assurde contraddizioni.Chissà che diranno le ''sore gigie''...rotolo dalle risate...

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