LA VIOLENZA E' LEGITTIMA CONTRO CHI E' VIOLENTO

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DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it



L'eterna questione della violenza. La violenza è sempre illegittima ? Evidentemente no. È lecita quella che si oppone a un’altra violenza. Nel diritto penale di uno Stato si chiama “legittima difesa”. Nel mondo politico si considera legittima la violenza popolare quando si esercita contro un regime repressivo, dispotico, dittatoriale. Nessuno dubita che la violenza delle “primavere arabe” sia stata legittima.


Il primo a porsi la domanda è stato Seneca: è lecito uccidere il tiranno? (il filosofo pensava a Nerone, anche se sbagliava bersaglio perché Nerone è stato il più tollerante degli imperatori romani).Comunque la risposta che si diede Seneca e, dopo di lui, si è incaricata di dare la Storia è: sì, è lecito uccidere il tiranno. È legittima, anzi necessaria, la violenza in guerra dove vale ciò che è vietatissimo in tempo di pace: uccidere. Anche se col processo di Norimberga si è affermato un principio assai ambiguo: legittima è la violenza dei vincitori, non quella dei vinti per la quale è stato creato un reato di nuovo conio: “Il crimine di guerra”. Il generale Kesselring si prese dieci anni di reclusione perché a Cassino aveva osato resistere, per otto mesi, agli Alleati. Uno dei crimini addebitati al generale serbo-bosniaco Mladic - autore di ben altri efferati delitti - è di aver assediato Sarajevo. (Ma da quando in qua, in guerra, non è lecito assediare una città nemica? Annibale assediò Sagunto per otto mesi e quando, dopo 17 anni, i Romani lo andarono a prendere nella villa dove si era rifugiato non intendevano processarlo per “crimini di guerra”, ma eliminare un nemico che ritenevano ancora pericoloso. Comunque il grande generale li anticipò bevendo il veleno che teneva da sempre racchiuso nel suo anello).


Tutte le principali rivoluzioni democratiche sono nate su bagni di sangue. Borghesi contro nobili e contadini alleati, con una certa ragione da parte di questi ultimi perché la micragnosità economica dei nuovi proprietari borghesi si rivelerà molto più pesante della svagata e arruffona amministrazione nobiliare. Durante la Rivoluzione francese furono compiute atrocità spaventose (altro che gli “stupri etnici”, si stupravano anche le morte come l'infelice marchesa di Lamballe secondo il racconto di Restif de la Bretonne). Ma nessuno dubita che quelle violenze furono legittime.



Il problema della violenza si pone oggi per le democrazie che, come ogni Stato moderno, della violenza hanno il monopolio. È lecita una violenza popolare contro un regime democratico? In linea teorica no.


In democrazia, ogni cinque anni, tu vai a votare chi pensi rappresenti meglio le tue idee e i tuoi interessi. Se non ti soddisfa, alla successiva tornata voterai qualcun altro. Che bisogno c'è della violenza? Il fatto è che quasi tutte le democrazie rappresentative non sono democrazie, ma sistemi di minoranze organizzate, di oligarchie, di caste, politiche ed economiche, strettamente intrecciate fra di loro che, nella più piena legalità formale, possono sottoporre a ogni abuso, sopruso, violenza il cittadino che a esse non si è infeudato. Non sono democrazie ma la loro, non innocente, parodia. Se, come ha auspicato Grillo, i giovani poliziotti si unissero ai loro coetanei in maglietta, contro “i responsabili che stanno a guardare sorseggiando il tè” sarebbe rivoluzione. Legittima se vittoriosa, criminale se perdente. Questo è ciò che ci insegna la Storia.


Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

17.11.2012

Commenti (45)

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    1. Georgejefferson 19 novembre 2012

      Il coraggio si puo avere se lo si vuole.Ma il passero capisce che non gli bastera tutto il coraggio del mondo contro la forza del gatto...(non prenderla sul personale,e'un'aforisma)

    1. Mondart 19 novembre 2012

      PS: "E allora successe che il poliziotto di Fini non esercitò violenza, semplicemente abdicò dal compito imposto perchè razionalmente paradossale e intimamente ingiusto e contradditorio. Senza per questo dover crepare di fame. E allora successe che l' amministratore ( comunale, provinciale, regionale, ecc ) non privilegiò più il maneggione raccomandato, ritenendola cosa intimamente ingiusta e contradditoria, ma semplicemente si rifiuta. Perchè comunque non sarà costretto a crepare di fame per la sua scelta. E allora successe che il meritevole andò ad occupare posti di merito assumendosene la piena responsabilità, l' artigiano potè gioire dell' opera delle sue mani, il puro contemplatore andarsene in cima alla montagna. Perchè comunque non sarebbero crepati di fame per RICATTO SOCIALE. PUNTO.


      ... E allora successe che la "società interna" si regolò AUTOMATICAMENTE in senso virtuoso ( e indipendentemente da eventuali limitatori posti a livello sovranazionale ) ...

      Ma perchè le cose più semplici ed ovvie devono sempre essere complicate da inutili fiumi di parole, propaganda, ideologie fatte ad hoc da chi te lo mette nel didietro ??? Perchè non iniziare a ragionare con una mente e cuore semplice, anzichè farloccare su ideologie fasulle, anzichè mettersi a giocare a fare i "grandi strateghi" giocando ai soldatini, o auspicare inesistenti assolutismi "buoni" ??? ... Mah ...

    1. Georgejefferson 19 novembre 2012

      La mia e'una provocazione p.d.sabbie.Dal momento che la tua opinione(tua in senso lato non tu)e'di legittimare le scelte di una minoranza a scapito della maggioranza non ha senso parlare di liberta,che e'sempre relativa.Giancarlo stesso lo dice(finisce dal momento che inizia ecc..)Se una persona descrive le oligharchie con la parola "democrazia"e'una sua opinione,legittima come quella di chiunque altro,anche di chi gli da tuttaltro significato,che poi sarebbe quello di "decidere a maggioranza"...Ovvio che se la maggioranza e'fatta di imbecilli e'un disastro e allora siamo tutti d'accordo sulla necessita di accrescimento culturale/civile/responsabile.Ma da li a dire"democrazia"uguale "brutto"solo perche le oligharchie spingono all'arretramento culturale delle persone non giustifica il fatto che una minoranza debba decidere per tutti(anche se ora e'cosi)

    1. AlbertoConti 19 novembre 2012

      La libertà consiste nel poter fare solo ciò che è legittimo, dove la fonte della legittimità è il sistema stesso di cui fai parte, che è cosa diversa oggigiorno dalla legalità, il rispetto delle leggi esplicite di un sistema di governo. Il grado di questa differenza misura il grado d'imperfezione della democrazia, oggi altissimo, a livello rosso di negazione pura e semplice. La libertà di pensiero è fuori discussione, esiste naturalmente. Diversa è la libertà di esprimere pubblicamente ogni pensiero, che rientra invece nella categoria del "fare", come ad es. questo articolo di Fini che non mi piace affatto. Una vera democrazia dev'essere necessariamente repressiva, altrimenti non è più governo e non è più popolo. E tale repressione è la fonte stessa della libertà del popolo, cioè di tutti e di ciascuno. Impresa ardua, soprattutto quanda "manca il popolo". La parola chiave non è quindi libertà, ma rispetto.

    1. Primadellesabbie 19 novembre 2012

      Non si tratta di una proposta operativa, dovrebbe essere evidente, ma di un modo di impostare il pensiero per non uscire dai seminati.

    1. Georgejefferson 19 novembre 2012

      La storia non insegna un cazzo.Non e'un soggetto che "insegna"...sono i "fatti accaduti" non una forza coscente che opera.Di cui tra l'altro sappiamo pochissimo,e piu si va indietro e piu la deduzione svanisce,oltre alla storia ufficiale,anche quella non..con solo deduzioni da doc.ritrovati,di cui chissa quali altri "non ritrovati" o tenuti nascosti o dispersi.Fino a due secoli fa si riteneva che il diritto di possedere schiavi e'sempre esistito,morale"il diritto di possedere schiavi e' "per natura" quindi ci sara sempre.Naturalmente lo dicevano seduti in scrivania

    1. Vocenellanotte 19 novembre 2012

      Credo invece abbia ragione Ercole. Tu proponi di uscire da una gabbia per entrarne in un'altra. Non mi sembra furbo . . .

    1. Vocenellanotte 19 novembre 2012

      Credo invece abbia ragione Ercole. Tu proponi di uscire da una gabbia per entrarne in un'altra. Non mi sembra furbo . . .

    1. Mondart 19 novembre 2012

      Dibattito sterile, pleonastico, insulso, tendenzioso e logicamente mal orientato. Ancora una volta si prospetta UNA SOLA delle centomila possibili direzioni che si sarebbero potute intraprendere.


      Una trappola è una trappola. PUNTO. Il che vuol dire che lascia UNA SOLA possibilità di uscita da una situazione, una sola direzione obbligata. Ovvio che sarà quella che si concretizza, come sempre è stato. Perchè se è una trappola, funziona così ... anche il lupo, anche la volpe cadono in trappola. Perchè non ne riescono a prevedere il meccanismo.

      ARCHITETTI, parbleu ... siete solo sadici, siete solo matti, o cosa ???? ... Tutti questi anni di disclosure, tutti questi anni di siti, forum e web, tutti questi anni a rivelare ( per chi abbia orecchie da intendere, e non sono poi tante, ovvio ... per i commentatori genuini, non per i trolls, ovvio ... per chi non ha le mani in pasta, non per le trombe della propaganda, ovvio ... per chi la testa voglia usarla, non per chi la delega a puro recettore di dinamiche indotte, ovvio ... ) i REALI meccanismi della trappola solo per l' intima soddisfazione sadica di dirci che "comunque non c'è alternativa" ??? ...

      QUESTO è infatti il più grosso punto di domanda: a che pro capire le dinamiche se comunque non c'è alternativa ... Boh ... Quand' anche TUTTI i poveri pirla come noi capissero le dinamiche e solo dodici vecchi rincitrulliti ( ma perchè dodici poi ? ) le possano materialmente decidere, a che pro ??? ...

      RIPETO: date al poliziotto un salario di cittadinanza, e questo basterà a stravolgere l' ordine prestabilito delle cose. Perchè una trappola si basa sul ricatto, una trappola si basa sulla mancanza di scelta. Mica sul Capitale, mica su Mia Nonna. Date al "goverrno del popolo" la possibilità di "garantire l' esistenza interna", e poi fate tutti gli "ordini mondiali" che volete.

      Giacchè, come disse Mondart: "Non mi interessa chi fa le leggi in un paese, non mi interessa chi batte moneta: datemi un' alternativa di scelta, e tutto comunque si autoregola per il NATURALE e GIUSTO verso"

      L' alternativa di scelta può crearla solo una sopravvivenza comunque garantita. TUTTO IL RESTO E' NOIA ... Che Grillo, grillini e Casaleggio aprano le orecchie quindi, oltre a dar aria ai denti ... perchè alternativa è, per quanto facilmente eludibile, ANCHE IL NON VOTO.

      Perchè L' UNICA proposta politica CREDIBILE è e rimane solo quella che crea la sola via d' uscita dalla trappola: un salario di cittadinanza. PUNTO. CHIARO ? E se non è chiaro vaff .... anche tu.

    1. Georgejefferson 19 novembre 2012

      "Questo ci deve portare all'unico freno alla nostra libertà ed il freno è quello che la nostra libertà di agire deve finire esattamente nel momento stesso in cui viene in contrasto con la libertà di un altro. Questo è l'unico "paletto" che dovrebbe regolare il nostro modo di intendere la libertà".....Quindi non sono libero.Non e'libero un delinquente di venire a depredare casa tua.Chi gli impedisce senza una organizzazione collettiva che emana leggi?Puoi sempre farlo tu con la lupara,autodifesa anarchica,in attesa dell'accrescimento culturale che ci fara tutti onesti

    1. Primadellesabbie 19 novembre 2012

      Attenzione nel fare ordine. La democrazia é, teoricamente, l'imposizione della volontà della maggioranza sul restante degli elettori e questo é molto poco ...democratico comunque si voglia metterla (lascio da parte la questione che in realtà si tratti di oligarchia ecc.). É quindi un regime, ma come tale può essere organizzata attorno a leggi diverse, non necessariamente quelle che si é ritenuto di adottare di questi tempi.

      La questione della libertà (una delle parole piú abusate e quindi quasi private di significato). Una persona cresciuta in un ambiente che permetta di capire dove si trova, il senso delle cose che la circondano e valutare le direzioni ed i modi in cui potersi sviluppare può essere in grado di agire liberamente inserendosi nella comunità al posto che gli appartiene. Siamo molto lontani da questa possibilità, di conseguenza ciò che si pretende di fare "liberamente" sono per lo più "capricci o licenze" ed in questo caso, solo in questo caso, é utile (non giusto) fermare chi interferisce con il cosiddetto diritto di altri, che é dello stesso segno. É comunque una regola molto approssimativa che si presta ad infinite ambiguità, come chiunque può constatare.

    1. Affus 19 novembre 2012

      esportare la democrazia con le bombe è giustizia o violenza ? bohhh

    1. Affus 19 novembre 2012

      scusa , chi decide se una violenza è stupida oppure non è stupida ?
      ma come fai ad essere cosi generico e insignificante in quello che dici ?

      la violenza è sempre stupida ? ma sei sicuro ? ma se prendessimo tutta la casta e la mettessimo davanti un plotone di esecuzione, sarebbe stupido o intelligente ? se un nugolo di esagitati lo facesse , sei sicuro che sarebbe stupido ? devi convincerti che la giustizia non è violenza ,ma un atto razionale per rimettere a posto una situazione malata , violenta , avariata . La giustizia che risana un corpo malato, diventa giustizia . Dal chirurgo devi imparare .....
      Uno sterminio di polli che sono affetti da virus letali per tutti , lo ritieni una cosa stupida ?

    1. Giancarlo54 19 novembre 2012

      L'articolo di Fini è leggibile e godibile ma, e c'è un MA grosso come una casa, Fini commette il solito e medesimo errore che commettono quasi tutti gli analisti e cioè quello di confondere la DEMOCRAZIA con la LIBERTA'. Sono cosa totalmente diverse, non sono sinonimi, come lascia intendere Fini (anzi in realtà Fini non si pone nemmeno il dubbio che siano cose diverse), ma sono spesso, troppo spesso esattamente CONTRARI. La democrazia come tutti gli altri regimi umani è, appunto, un regime. Ed è una regime particolarmente pericoloso perchè, appunto, si ammanta della parola LIBERTA'. In realtà l'unico regime umano in cui la libertà sarebbe assoluta è il NON-REGIME dell'Anarchia, ma neanche di tutta l'Anarchia ma solamente di quella individualista stirneriana.
      Quindi sgomberiamo il campo dagli equivoci, sopratutto da quel pericoloso equivoco senza lo sgombero del quale qualsiasi analisi, anche fatta a quello a cui si riferisce Fini, risulta errata.
      Non è questa democrazia ad essere repressiva MA E' LA DEMOCRAZIA AD ESSERE REPRESSIVA. Sempre e comunque. Chi non si adegua alle leggi e alle forme che la democrazia si dà deve mettere sempre nel conto che dovrà prima o poi incorrere nei rigori e nelle repressioni delle leggi democratiche. La libertà è altra cosa, la libertà è fare e sopratutto pensare tutto quello che una persona ritiene di fare e di pensare. Il pensare e il mettere nero su bianco quanto uno pensa deve essere assoluto senza nessuna remora e senza nessun divieto.
      Però noi abiatiamo in un mondo dove oltre a noi ci sono anche altre persone ed altri esseri viventi. Questo ci deve portare all'unico freno alla nostra libertà ed il freno è quello che la nostra libertà di agire deve finire esattamente nel momento stesso in cui viene in contrasto con la libertà di un altro. Questo è l'unico "paletto" che dovrebbe regolare il nostro modo di intendere la libertà. Tutto il resto, le leggi, le regole, le ipocrisie sopratutto, castrano la libertà. La democrazia, e mi ripeto per la centesima volta, non ha nulla a che fare con la libertà, prima il maggior numero di persone prendono atto di questa semplice verità, meglio sarà per tutti.

    1. Silvio_DellAccio 19 novembre 2012

      Ma non siamo tutti uguali... Per alcuni forse la violenza potrebbe essere giusta e possibile, ma per tanti altri, e per me, la violenza è praticamente impossibile. Fin da bambino sfuggivo dagli scontri fisici, ed ero considerato un vigliacco. E ho dovuto traversare da solo gli oceani, su piccole barche a vela, per dimostrare, soprattutto a me stesso, che avevo anch'io, un po' di coraggio. www.silviodellaccio.it

    1. Affus 19 novembre 2012

      LA VIOLENZA E' LEGITTIMA CONTRO CHI E' VIOLENTO..... ?
      è una legitima domanda da parte di chi non capisce nulla e aggiunge confusione a confusione .

      Nella codificazione mosaica della legge naturale ( 18 secolo a.C. ,anno piu anno meno , alias occhio per occhio ... ) nessuno di sua iniziativa , nessun individuo aveva il potere o il diritto di farsi giustizia da se . Quindi nemmeno di fare violenza ad alcuno .
      Già si stabiliva il principio che solo un autorità terza o un insieme di persone della società in cui si viveva , potevano usare violenza e dare la morte. Cosa molto importante da specificare ; solo un autorita puo usare violenza , ma non sarebbe violenza poi,ma un tentativo di giustizia .punto . In un solo caso Mosè chiede aiuto al popolo , anzi agli zelanti del popolo .. di aiutarlo a fare giustizia , uno solo caso, dico, ma col consenso suo !!!!! Lui da il mandato e il potere !!!! " Ognuno vada nella sua famiglia ,nella propria tenda e uccida chinque si sia unito a una donna moabita .... """" ci dice il pentateuco. Quindi quando si parla di fare violenza , bisogna specificare chi la deve fare e chi no . La vendetta è vietata in maniera assoluta , anche se ci fosse il tiranno . Ma questo è un altro tema e riguarda se è lecito defenestrare un tiranno che io penso sia lecito se parte dal popolo ,anzi è lecito contro lo stesso popolo che si sia macchiato di furto o altro .

    1. Hamelin 19 novembre 2012

      Bell'articolo!

      La storia è sempre fatta di 2 pesi e 2 misure.

      C'è la storia dei vinti e dei vincitori che di solito sono diametralmente opposte.

      Molti infatti reputano la Storia come una certezza , una verità assoluta , quando invece è solo una pura interpretazione personale.

      La violenza in mancanza di ragione è piu' che lecita , è doverosa .

    1. Aironeblu 19 novembre 2012

      Ottimo commento, mi associo.

    1. Delusidalbamboo 19 novembre 2012

      La violenza è legittima quando non è stupida e controproducente.

      Dato che la violenza è sempre stupida e controproducente.

      Quindi la violenza non è mai legittima.

      La violenza è lo strumento con cui un'impero viene sostituito da un'altro impero.

      Infatti, dato che l'impero è il risultato di catene mentali nella testa dei sudditi: la violenza che implica una reazione istintiva priva di pensiero è un processo che lascia quelle catene lì dove stanno.

      Guido Mastrobuono - http://www.delusidalbamboo.org [www.delusidalbamboo.org]

    1. Primadellesabbie 19 novembre 2012

      Esistono molte forme di violenza. Il singolo tende ad aggregarsi, é spinto a farlo da una forza irresistibile insita nella natura umana che la sociologia chiama in diversi modi. Usare questa tendenza naturale per imprigionarlo in regole che ne pregiudicano le possibilità esistenziali o lo rendono succube di organizzazioni prive di scrupoli é violenza? Impedirgli di aggregarsi é violenza? Indurlo a dare libero sfogo a bassi istinti (ingiustificati egoismi ad es.) per poi imprigionarlo con sensi di colpa é violenza? Indurlo a sentirsi responsabile di situazioni che non può controllare é violenza? Negargli le possibilità di vivere a meno di non accettare ricatti che ripugnano é violenza? Circondarlo di falsità spacciandole per cose sacre é violenza? Condurlo per mano a vivere una vita priva di significato é violenza? Consentire metodicamente che spiriti grandi si trovino alla mercé di miserabili é violenza? Disorientare sistematicamente i giovani e i deboli riguardo le finalità dell'esistenza é violenza?

      Se sí, le democrazie contemporanee praticano e si fondano sulla violenza. A ciascuno decidere se si tratti di violenza necessaria o gratuita, utile o letale.

      P.S.- I manuali che consigliano al principe le astuzie utili a "ben governare" (tipo Macchiavelli, ma ne esistono di molto più antichi e completi) insegnano a maneggiare queste ed altre forme di violenza: vanno presi con le pinze e citati con prudenza e non con la disinvolture che qualche volta mi pare di scorgere.

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