LA VIOLENZA E' LEGITTIMA CONTRO CHI E' VIOLENTO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it



L'eterna questione della violenza. La violenza è sempre illegittima ? Evidentemente no. È lecita quella che si oppone a un’altra violenza. Nel diritto penale di uno Stato si chiama “legittima difesa”. Nel mondo politico si considera legittima la violenza popolare quando si esercita contro un regime repressivo, dispotico, dittatoriale. Nessuno dubita che la violenza delle “primavere arabe” sia stata legittima.


Il primo a porsi la domanda è stato Seneca: è lecito uccidere il tiranno? (il filosofo pensava a Nerone, anche se sbagliava bersaglio perché Nerone è stato il più tollerante degli imperatori romani).Comunque la risposta che si diede Seneca e, dopo di lui, si è incaricata di dare la Storia è: sì, è lecito uccidere il tiranno. È legittima, anzi necessaria, la violenza in guerra dove vale ciò che è vietatissimo in tempo di pace: uccidere. Anche se col processo di Norimberga si è affermato un principio assai ambiguo: legittima è la violenza dei vincitori, non quella dei vinti per la quale è stato creato un reato di nuovo conio: “Il crimine di guerra”. Il generale Kesselring si prese dieci anni di reclusione perché a Cassino aveva osato resistere, per otto mesi, agli Alleati. Uno dei crimini addebitati al generale serbo-bosniaco Mladic - autore di ben altri efferati delitti - è di aver assediato Sarajevo. (Ma da quando in qua, in guerra, non è lecito assediare una città nemica? Annibale assediò Sagunto per otto mesi e quando, dopo 17 anni, i Romani lo andarono a prendere nella villa dove si era rifugiato non intendevano processarlo per “crimini di guerra”, ma eliminare un nemico che ritenevano ancora pericoloso. Comunque il grande generale li anticipò bevendo il veleno che teneva da sempre racchiuso nel suo anello).


Tutte le principali rivoluzioni democratiche sono nate su bagni di sangue. Borghesi contro nobili e contadini alleati, con una certa ragione da parte di questi ultimi perché la micragnosità economica dei nuovi proprietari borghesi si rivelerà molto più pesante della svagata e arruffona amministrazione nobiliare. Durante la Rivoluzione francese furono compiute atrocità spaventose (altro che gli “stupri etnici”, si stupravano anche le morte come l'infelice marchesa di Lamballe secondo il racconto di Restif de la Bretonne). Ma nessuno dubita che quelle violenze furono legittime.



Il problema della violenza si pone oggi per le democrazie che, come ogni Stato moderno, della violenza hanno il monopolio. È lecita una violenza popolare contro un regime democratico? In linea teorica no.


In democrazia, ogni cinque anni, tu vai a votare chi pensi rappresenti meglio le tue idee e i tuoi interessi. Se non ti soddisfa, alla successiva tornata voterai qualcun altro. Che bisogno c'è della violenza? Il fatto è che quasi tutte le democrazie rappresentative non sono democrazie, ma sistemi di minoranze organizzate, di oligarchie, di caste, politiche ed economiche, strettamente intrecciate fra di loro che, nella più piena legalità formale, possono sottoporre a ogni abuso, sopruso, violenza il cittadino che a esse non si è infeudato. Non sono democrazie ma la loro, non innocente, parodia. Se, come ha auspicato Grillo, i giovani poliziotti si unissero ai loro coetanei in maglietta, contro “i responsabili che stanno a guardare sorseggiando il tè” sarebbe rivoluzione. Legittima se vittoriosa, criminale se perdente. Questo è ciò che ci insegna la Storia.


Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

17.11.2012

Commenti (45)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 5 caricati
    1. aristanis 18 novembre 2012

      io mi pongo il problema di come uscire dall'euro,cosa che probabilmente nessun politico proporrà, e che subiremo dopo che avremo raggiunto la situazione greca. Io ti do un consiglio: Vuoi conoscere un vero economista rivoluzionario rispetto agli economisti del panorama italiano? leggiti alberto bagnai,il suo blog è GOOFYNOMICS. dai un'occhiata lì,è un docente che si sbatte contro l'euro. a me,ignorante in economia,è stato utilissimo. io credo che si agisca per piccoli passi. prima di tutto uscire dall'euro. l'euro è ora l'unica grande causa di sfruttamento dei popoli del sud europa,leggi bagnai e capirai, e capirai soprattutto chi sono i veri nemici del popolo italiano, chi sono coloro che quando usciremo dall'euro dovranno essere almeno condannati dalla storia,dovranno essere umiliati dalla cultura scientifica ed economica nazionale ed internazionale. io spero che almeno una condanna in tal senso vi sarà,dopo i disastri che ci colpiranno,perchè siamo ancora all'inizio del disastro, e solo quando la francia arriverà ai nostri livelli o ai livelli della grecia si uscirà dall'euro. dico ciò perchè i veri responsabili non la pagheranno mai fisicamente nè economicamente,ma spero che la storia umili loro,tutti i giornalisti loro complici e tutti i politici che hanno sostenuto questi tecnici criminali.

    1. Lif 18 novembre 2012

      D'altronde, l'ordine per l'ordine non ha senso. Ci pasteggiano i parassiti. Mi chiedo come vivano l'attuale stato di crisi i parenti degli appartenenti alle forze dell'ordine. La crisi non li ha toccati, oppure basta dire che bisogna passare la nottata, perché tutto vada a posto? Peccato che certe notti sono molto lunghe e con l'ordine per l'ordine (che nei fatti tale non può essere) non è detto che si arrivi all'alba.

    1. Ercole 18 novembre 2012

      caro ,,,rivoluzionario ,,,non agitarti anziche inveire contro una moneta ,e fini, adoperati per abbattere il capitalismo ,cosi faremo a meno anche delle monete e di grillo.poniti anche il problema di cosa si fa dopo essere usciti dall,euro e come si esce dalla crisi ......

    1. aristanis 18 novembre 2012

      Legittima o no, pochi VERI rivoluzionari vedo esporsi in campo pubblico. Chi ci sta mettendo la faccia sono Alberto Bagnai e Claudio Borghi, ma anche Claudio Messora, e per certi versi Paolo Barnard. Gli unici che vanno in tv a viso aperto CONTRO L'EURO. L'unica battaglia rivoluzionaria da fare in Italia è questa, prima di tutte le altre. Non basta parlare di MES, di Fiscal Compact, di Potere bancario, di Potere finanziario. Il disastro italiano,greco,portoghese,spagnolo ha una madre comune: L'EURO. Perciò,caro Massimo Fini,ma questo vale anche per Grillo,è inutile sognare l'alleanza polizia-popolo, basterebbe prendere posizione CONTRO L'EURO e divulgare argomentazioni logiche come fa il docente ALBERTO BAGNAI. Tutto il resto sono chiacchiere. Il Fatto Quotidiano su questo versante è come tutti gli altri, può accennarti di MES, di Fiscal Compact, ma MAI PARLA DI EURO,MAI! Quindi Fini,se vuole fare il rivoluzionario oggi,parli dell'euro negli spazi che gli concede Stefano Feltri,responsabile dell'economia del Fatto(laureato alla Bocconi, e collaboratore della Gruber su la7, tanto per aver chiaro da che parte sta), e non perda tempo con articoli inutili, perchè se siamo alla distruzione è perchè chi ha la possibilità di parlare nei mezzi d'informazione NON LO FA, magari in buona fede sia chiaro, MA NON LO FA. E anche quando fa le interviste per Grillo dovrebbe parlare dell'Euro sempre.

    1. Ercole 18 novembre 2012

      casta malaffare mafia corruzzionesono il prodotto del capitalismo,

      oggi ci sono le condizioni economiche per il superamento del capitalismo in

      tutto il mondo,dobbiamo liberarci da ogni mistificazione da ogni addomesticamento ideologico,addirittura di tipo moralistico con la pretesa di,,,riordinare,,,il sistema attuale ,appellandoci alla,,, sovranita del popolo,,,,su quella del capitale.dobbiamo lottare organizzandoci politicamente a livello nazionale e internazionale ,puntando ad un superamento rivoluzionario della societa borghese e del suo regime economico,affinche si produca per i bisogni e non per il profitto.

Visualizzati 5 di 45 commenti approvati.