LA TROIKA HA SCRITTO LA MAIL DI VAROUFAKIS ALLA TROIKA!

LA TROIKA HA SCRITTO LA MAIL DI VAROUFAKIS ALLA TROIKA!

DI GEORGIOS

comedonchisciotte.org

Un terremoto politico (1) ha scatenato la rivelazione che l'autore della mail di Varoufakis alla Troika con le proposte del governo greco per il raggiungimento di un accordo circa la proroga di 4 mesi del contratto di prestito, e' stato un tal Declan Costello, rappresentante della Commissione alla Troika.

Questo risulta dalle proprietà del documento pubblicato dal Financial Times come si può osservare qui:

epistoli

e qui

epistoli_

specialmente se si tiene conto delle date inerenti alla creazione del pdf relativo.

Si spiega cosi la famosa sterzata (o calata di braghe) del governo Tsipras rispetto alle sue posizioni iniziali anti-troikane, di “orgoglio” e di “dignità” nazionale. Evidentemente questi 4 mesi sono giudicati essenziali per imporre questa sterzata anche all'opinione pubblica.

Nella sua grande maggioranza il popolo greco non ha ancora capito quello che stanno tramando dietro alle sue spalle e ancora crede in buona fede alla buone intenzioni della dirigenza di SYRIZA alla quale vuole anche dare un credito di tempo per “farla finita coi memoranda”.

Non vorrei essere nei loro panni quando si scoprirà l'inganno.

Intanto nei mercati, nei quali ora “regna l'ottimismo”, si sono fatti dei grandi affari con la compravendita dei bond greci, prima svalutati a causa delle posizioni iniziali di Varoufakis e co e poi rivalutati dopo il raggiungimento dell'accordo con la troika. Pardon, ora si dice “istituzioni”.

Georgios

Fonte: www.comeonchisciotte.org

27.02.2015

(1) una piccola parte di siti con l'argomento trattato

http://diadrastiko.blogspot.gr/2015/02/blog-post_519.html

http://www.antinews.gr/Kleidarotrupa/epistoli-baroufaki-dia-xeiros-costello/

http://www.triklopodia.gr/h-diapragmatefsi-tis-elladas-toys-thesmous-thimizi-tenia-ton-abbot-kai-costello/

http://www.capital.gr/news.asp?id=2238110

Commenti (43)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 3 caricati
    1. mimmogranoduro 27 febbraio 2015

      Lei è un romantico,sia chiaro il suo discorso è più che corretto-

      Purtroppo si pensa che le guerre del passato siano state un capriccio di qualcuno,dimenticando che esse furono una risposta al problema,forse si poteva fare altrimenti,convengo,ma evidentemente nò,esiste il punto del non ritorno?esiste,quando lo si oltrepassa,la ragione cede alla forza,poichè la ragione stessa non è stata in grado di fermarsi sulla soglia del non ritorno-
      Una nuova guerra in europa è dietro l'angolo,non oggi,nessuno sà prevedere quando,ma il punto del ritorno è stato passato,adesso tocca solo aspettare colui che invocherà ed userà la forza,dopo ,quando tutto sarà finito,solo dopo,tornerà l'uso della ragione,tutto rincomincerà,ma sia ben chiaro,la ragione ,per esercitare il suo primato ha bisogno di stimoli,quale miglior stimolo della morte e della disperazione?
      Ben venga alba dorata e la guerra civile,prima accade ,prima si rincomincia-
    1. Whistleblower 27 febbraio 2015

      Non capisco perché si debba sempre ragionare in termini di buona o malafede e di soluzioni di rottura improvvise e traumatiche.


      E' semplicemente impensabile che Tsipras e Varoufakis si siano fatti dettare una lettera sulle riforme dal funzionario della Troika. Può essere successa qualsiasi cosa ma non che si siano inginocchiati fino a quel punto.

      Se ci si pensa un attimo queste condizioni della Troika non solo sono durissime ma sono sostanzialmente insostenibili ossia porteranno nuovamente la Grecia sull'orlo del default; ora i cittadini se ne accorgeranno sperimentandolo sulla propria pelle, per di più trovandosi a pagare un prezzo spaventoso in termini economici, di sanità pubblica etc etc

      Le conseguenze per Tsipras e Varoufakis sarebbero molto ma molto peggiori della semplice esautorazione.

      Allora che diavolo significa che Syriza acconsenta a istituire lei stessa i presupposti della prossima crocefissione pubblica dei suoi rappresentanti in parlamento?


      La verità è che Tsipras e Varoufakis hanno pensato che sarebbe stato sufficiente sbandierare la democratica volontà popolare espressa alle urne dai greci per darsi non solo una legittimità ma un peso contrattuale sufficiente.

      Non è stato così perché la vera chiave di lettura di questa crisi economica è che si tratta in primis di un tentativo di depotenziare la democrazia e quindi la prima forse unica preoccupazione della Troika era proprio quella di spuntare l'arma del successo elettorale in mano a Syriza.

      Cosa diavolo si voleva che facessero Tsipras e Varoufakis messi di fronte a FMI, BCE, Commissione Europea, la Germania, i governi conservatori e soprattutto creditori verso la Grecia degli altri paesi dell'Unione?

      Ma ci rendiamo conto di cosa vuol dire che le banche greche si trovino dall'oggi al domani senza soldi? Che i mercati si rifiutino di prestare i soldi alla Grecia almeno per i prossimi 24 mesi o anche solo 6?

      Ma lo vogliamo capire che significa consegnare il paese a Alba Dorata e a una nuova guerra civile come quella del dopoguerra?


      Se si esce dall'euro lo si deve fare in maniera razionale con un fortissimo consenso e consapevolezza popolare; Syriza sa che il 65% dei greci non vuole uscire dall'euro e quindi si è presentata alle elezioni con un programma che non prevedeva l'uscita dall'euro.

      Ora pensiamoci un attimo: dato che se Syriza sia che si pieghi alla Troika sia che esca dall'euro rischia la guerra civile cosa gli restava da fare?

      Ovvio: prendere tempo.

      In attesa di che? Che negli altri paesi dell'Unione, proprio di fronte all'eroico anche se perdente tentativo di Tsipras e Varoufakis, il popolo e le classi dirigenti locali si rendano conto che le oligarchie vogliono solo la loro distruzione definitiva.


      Se a marzo in Francia per le dipartimentali, a maggio in Spagna per le lezioni delle comunità autonome e in autunno sempre in Spagna per le politiche i partiti anti euro ottrranno un consistente risultato; se in italia Fassina che già sta cominciando a parlare di obbligatoria uscita dall'euro della Grecia si decide a mollare il PD di Renzi; se in Inghilterra Farage si gioca bene le sue carte; se si verificheranno queste condizioni tutte sempre più probabili a mano a mano che la Troika si leva pubblicamente la maschera, i rapporti di forza cambieranno radicalmente.

      A quel punto si capirà che il tentativo per adesso isolato di Syriza, anche se destinato alla sconfitta, ha avuto l'enorme merito di mostrare, col proprio sacrificio, qual'è il terribile prezzo che dovranno pagare i popoli se non apriranno gli occhi e non riprenderanno in mano il proprio destino democratico di fronte alla sete di sangue delle élites internazionali.


      Georgios sta sul pezzo e soffre in prima persona quindi se da un lato conosce meglio la situazione nel suo paese dall'altro non può in alcun modo essere obiettivo.

      Gli rinnovo le mie espressioni di grandissimo affetto verso il popolo greco che sta dimostrando per adesso molto più coraggioso di quello italiano ma lo invito ad aspettare gli sviluppi dei prossimi mesi.

      Un'ultima considerazione: in Italia si sta svegliando Fassina e addirittura la CGIL; secondo te Georgios quale sarà la loro unica valida parola d'ordine per riunificare una sinistra disastrata che deve riprendersi il suo ruolo al più presto?

      Può essere solamente: facciamo come Syriza.

      Non hanno tradito, questo è certo fin da adesso anche se alcuni lo capiranno solo fra qualche tempo.

    1. GioCo 27 febbraio 2015

      Se si rivela vero, non mi sorprenderebbe. L'ingenuità patetica con cui le persone accettano le armi con cui saranno annientate (computer, cellulare, carta di credito, videocamere, navigatori, TV al plasma, e tante altre che devono venire) è talmente disarmante vedere come siano disarmate tutte le critiche che riguardano la loro oggettiva smisurata pericolosità intrinseca che è come vedere un bambino accompagnato per mano a giocare dentro la sala con un gigantesco cartello "sala discioglimento nell'acido di corpi infantili vivi".

      A volte guardo con una sorta di profonda pietà che si arrampica sui vetri per difendere questi ordigni, avendoli studiati nella loro complessità produttiva, nella ramificata interrelazione di accordi militari e avendo intuito come funziona l'inganno. Non è difficile, basta ripetere stronzate e quando ti sfuggono notizie, gli stessi mezzi ti forniscono una smisurata capacità di fuoco, ben più potente della bomba atomica: puoi annullare socialmente chiunque a tanti e tali livelli da rendere praticamente inutile qualsiasi iniziativa di contrasto, anche la più banale e insulsa, come questa qui. La capillarità dell'azione per ora manca in un tassello: l'identità organica del target. Mi spiego meglio, con decine di mezzi tecnologici, posso arrivare a fare cose incredibili, come registrare dati biometrici. In un teatro di guerra posso diffondere smart-dust a basso impatto, che mi permette di rilevare viventi in movimento più piccoli di una capocchia di spillo individuandone i connotati biometrici. Ma non so se quello che rilevo è Mario o Giovanni, quel Mario che scrive su facebook stronzate sulla Troika e che vorrei colpire capillarmente. Questa è la sola libertà che esiste adesso.

      Un altro limite è il costo dei "transponder" e delle infrastrutture e la loro delicata interconnessione, facile da disturbare. Per ciò Leader come Putin non sono raggiungibili come chiunque, ma altri come il fu Chavetz, non hanno sempre la possibilità schermarsi bene allo stesso modo. Queste tecnologie possono provocare cancro, attacchi cardiaci o ictus a seconda dei casi e della volontà dell'incursore, su bersagli mirati e specifici. Possono cioè eliminare o invalidare il bersaglio a piacere. Ovviamente a patto che sia possibile individuare il bersaglio stesso, cosa più facile se sei un personaggio pubblico.
      Se avete attaccato il cervello alle parole, allora adesso provate a rispondere: quali pollici possono realmente opporsi al mercato mondiale e ai loro signori e padroni? Bastano due parole giuste dell'incaricato giusto e non esiste politico che non faccia silenzio e ubbidisca. Anche se invero, si arriva raramente anche solo alla minaccia, stiamo parlando di individui che capiscono perfettamente dove tira il vento e che non c'è da scherzare, anche senza scendere in dettagli come questi.

      L'altro problema è il così detto "effetto domino". Non si può eliminare tutto quello che non ci è gradito senza che questo non riverberi come un atto dichiaratamente ostile verso tutti gli altri potenziali target, tra l'altro mettendo a rischio le coperture (per usare un linguaggio sdoganato da Hollywood). Quindi si agisce dall'interno delle infrastrutture dei media civili per controbilanciare l'azione di contro-propaganda e questo spesso salva la vita di chi si oppone ma con costi personali così alti da scoraggiare chiunque altro voglia provarci.

      Qualcuno vede la cosa come una gara: arriverà prima il risveglio collettivo o la conquista delle menti dell'Impero? Ma la questione è mal posta e dipende da impostazione comune cartesiana. Noi siamo già totalmente succubi, non c'è alcuna gara! E' come credere che dopo l'ecatombe del popolo dei pellirossa, ci siano ancora dei pellirossa ribelli che rovesceranno l'impero perché c'è stata l'ecatombe. Se si può dire oggi, è per questo.

Visualizzati 3 di 43 commenti approvati.