LA SFIDA TRA GOOFY E IL PISTOLERO TEXANO FINISCE 7 - 0

LA SFIDA TRA GOOFY E IL PISTOLERO TEXANO FINISCE 7 - 0

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org


Ditelo che siete piddini, forza, abbiate il coraggio di ammetterlo! Lo so è una disgrazia, è come svegliarsi una mattina e vedersi la pelle ricoperta di fetide pustolette o vesciche putrescenti, rosicchiate da invisibili acari microscopici annidatisi sottocute. Anche se un rimedio ci potrebbe essere, dovreste fare un viaggetto al mare alle prossime elezioni, tutti in massa. Ma del resto vi capisco, si sta così bene a crogiolarsi nel proprio brodo di bicamerali riscaldate (D’Alema), di salsicciotti riciclati dalle feste dell’Unità di bersaniana memoria, o di profumi d’incenso e fumi di candele dell’ultima cerimonia ecclesiale (Serracchiani).

Dico a voi del Fatto Quotidiano. E anche se negli ultimi tempi avete sgombrato molti lettori (ed io ero tra quelli), pazienza, resta sempre un bell’ingresso in Borsa e migliaia di azionisti che finanziano. Mi riferisco in modo particolare ad un’interessante intervista a due voci pubblicata sulle vostre pagine, che mi era sfuggita, ma che ora vorrei riprendere per commentarla.

L’intervista titolava così: Riforme, sovranità all’Ue. Scacciavillani: “Draghi ha ragione”. Bagnai: “E’ un suicidio.” Quale scenario prefigurano i tre passaggi del discorso del governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che più riguardano l'Italia? Lo abbiamo domandato a due economisti, uno favorevole e l'altro critico nei confronti dell'euro: Fabio Scacciavillani, docente e Chief Economist del Fondo d'investimenti dell'Oman, e Alberto Bagnai, professore di Politica economica all'università "Gabriele d’Annunzio" di Pescara.

Dunque il Fatto Quotidiano, giornale che si predica “libero e indipendente”, dotato di giornalisti “duri e puri” e rispettosi non solo del “diritto di cronaca”, ma anche del “dovere della verità” (Carta dei Doveri, 8 luglio 1993), considera equivalenti le considerazioni macroeconomiche di Fabio Scacciavillani, docente e Chief Economist del Fondo d’investimenti dell’Oman, e Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’università “Gabriele d’Annunzio” di Pescara (repetita iuvant).

Anzi meglio ancora, il Fatto ha anche destinato due blog ad entrambi i “giornalisti”, così la pluralità dell’informazione è garantita, così l’indottrinamento dell’opinione pubblica rispetta esattamente i requisiti base della salvaguardia del regime. Gatekeeper del sistema di potere esistente, il Fatto contribuisce a confondere ulteriormente le idee, con la scusa della par condicio dell’informazione, infatti i lettori, per la maggior parte insipienti su tematiche macroeconomiche, si ritrovano di fronte ad un dubbio amletico irrisolvibile: chi ha ragione? Chi ha torto? E non dovrebbe essere l’informazione “corretta” a sgombrare i dubbi?

Dice il prof. Scacciavillani di sé, sul suo profilo Facebook: “Ho lavorato al Fondo Monetario Internazionale 
a Washington, alla Banca Centrale Europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar e adesso a negli Emirati Arabi Uniti dove sono il Direttore della Ricerca Macroeconomica e Statistica al Centro Finanziario Internazionale di Dubai. Quindi più che un cervello in fuga (che sarebbe forse un'esagerazione) direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.”

Ora, questa sventurata “coscienza in esilio”, formatasi e cresciuta in cotanti ambiti professionali, è chiaramente espressione di quella fede neoliberista che domina da Chicago a Washington (sede dell’FMI e della Banca Mondiale), da diversi decenni, da cui l’espressione “Washington consensus”, per indicare quell’insieme di ricette economico dogmatiche che vengono imposte da tempo ai Paesi in crisi, con risultati disastrosi per la loro economia: contrazione della spesa e dei servizi pubblici, deregulation, pareggio di bilancio, privatizzazioni e liberalizzazioni, e conseguente svendita di beni e imprese statali.

Il prof. Scacciavillani nell’intervista usa la tecnica fallace del pistolero texano, o “fallacy of the shooter Texan”, che consiste appunto nello scegliere arbitrariamente un casuale bagaglio di cause motivazionali per sostenere una tesi, una congettura. Il nome viene dalla storia del pistolero texano che sparava colpi a caso su di un capanno, per poi disegnare attorno ai fori di proiettile un bersaglio, così come Scaccia disegna intorno alle sue deduzioni, tesi argomentative complesse, ma prive di legittimazione documentata (tanto il lettore che ne sa, che ne capisce?).

Egli infatti riassumendo dice: La Bce è un’istituzione “governata” da 24 membri provenienti da 18 paesi (falso), la Bce non ha il potere di commissariare l’Italia, o altro stato membro dell’area euro (vero, ma ha il potere di controllare la casta politica alle sue dirette dipendenze), così come la Fed non il potere di commissariare il Presidente Obama, questa crisi è l’occasione storica per scardinare le resistenze della Vandea retrograda nazionalista agli Stati Uniti d’Europa (cioè per assumere direttamente il timone del comando); quando Berlusconi fu cacciato a furor di popolo il paese era a pochi giorni dalla bancarotta (falso), Renzi ha una maggioranza solida (cioè tutta la casta corrotta e succube), anche se finora ha speso capitale politico e negoziale per far girare il motore in folle, inoltre non si trova nel mezzo di una tempesta finanziaria, grazie al bluff della Bce che si è solennemente impegnata a fare qualsiasi cosa per preservare l’euro (vero).


Da due anni nessuno è andato a scoprire le carte perché fa comodo a tutti preservare l’arcano, ma la situazione sta diventando fragilissima per cui la quiete potrebbe tramutarsi in tempesta nel giro di pochi giorni (vero). Per cui un replay del novembre 2011 non si può certo escludere (sarà peggio). La crisi dura ormai da sette anni e a parte una riforma delle pensioni la cui urgenza era nota da decenni in Italia non si è preso nessun provvedimento significativo (urgono massacri sociali). La Francia, dove dopo il crollo alle europee persino i socialisti hanno preso atto che le ricette spendi e spandi sono un boomerang (solito mantra castacorruzionespesapubblicaimproduttiva). Io spero che il referendum sulla permanenza dei sudditi di sua Maestà Britannica nell’Ue venga convocato al più presto in modo da eliminare un membro da sempre dannoso per il processo di integrazione (e l’Europa non è dannosa?). Finalmente a una classe politica corrotta e incapace, parolaia e collusa con la criminalità organizzata, verrà sottratto il potere di decidere l’utilizzo delle risorse pubbliche per mantenersi al potere, al di fuori di qualsiasi controllo e violando sistematicamente lettera e spirito della Costituzione. (Perfetto, ci siamo, diciamolo, gridiamolo a squarciagola: dobbiamo diventare definitivamente schiavi della BCE !!!)

Abilissimo il nostro Scaccia, le solite bufale neoliberiste che abbiamo sentite sbandierate ai 4 venti da diversi anni: corruzione della classe politica, debito pubblico, necessità di austerity, tagli alla spesa pubblica, destabilizzazione finanziaria, necessità delle riforme, spread …

Dice invece il prof. Bagnai: La situazione in cui si trova Renzi è ancora più tragica, perché il premier non fa nemmeno finta di opporsi all’Unione Europea (vero). Se continua così, finirà maciullato (vero). C’è una parte dell’opinione pubblica che, con molta malizia, è portata a pensare che aver messo al governo un inetto che va in giro dicendo che la crescita non è importante sarebbe una strategia per favorire la cessione di sovranità (vero). Renzi, purtroppo, è un personaggio inaffidabile e rafforza nell’opinione pubblica l’opinione secondo cui al suo posto sarebbe meglio un governo fatto di tecnici (vero). Non c’è nulla che una politica monetaria di livello europeo possa fare. Una politica monetaria nazionale potrebbe fare molto: per poterne avere una è necessario uscire dall’euro (vero). Accadrà che la Bce deciderà quanto pagheremo le cure in ospedale, quale sarà la percentuale delle nostre tasse che andranno a finanziare i bisogni di un altro Paese, a quanti chilometri da casa mia sorgerà la scuola in cui andrà mio figlio” (vero, però, a Goofy il Fatto ha destinato meno spazio, una casualità?).

Due tesi antitetiche a confronto dunque, la prima espressione della politica neoliberista più becera e meschina, che ha provocato tante “vittime della schiavitù del debito” in giro per il globo, strozzando l’economia dei paesi e costringendoli alla perdita della loro sovranità economica, la seconda invece a difesa della sovranità monetaria ed economica dell’Italia, condizione imprescindibile per una possibile rinascita.

Ora cerchiamo di capire se è legittimo che Mario Draghi chieda all’Italia di cedere la propria sovranità. Partiamo con il rammentare che secondo l’art. 1 della nostra Costituzione “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione.” Suddetti limiti sono meglio specificati nell’art. 11, con il quale vengono consentite espressamente “limitazioni della sovranità”, limitazioni che tuttavia debbono anche rispettare precise condizioni. Le “cessioni” di sovranità invece “non sono minimamente contemplate”, ma anzi costituiscono pacificamente “reato penale”, ex art. 241 c.p., in quanto “menomazioni definitive della personalità dello Stato” e dunque atti, per definizione, ostili allo Stato stesso in quanto ne determinerebbero la sua cancellazione.

È giusto chiarire anche il concetto di “limitazione di sovranità”. La limitazione è qualcosa che consente alla Nazione di conservare la propria potestà sovrana. Dunque non si tratta di una “cessione del proprio potere” a titolo definitivo ma di una “momentanea compressione dello stesso”, necessariamente “reversibile”. Peraltro tale limitazione dovrebbe avvenire in favore di un “ordinamento politico sovranazionale” e non certo verso organismi privati come i mercati o le banche. A ciò si aggiunga che i Trattati UE sono “necessariamente subordinati” alle norme costituzionali della Nazione, come già ampiamente riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale. (Marco Mori, Chi detiene la sovranità in Europa?)

In ambito monetario abbiamo invece subito, senza alcun consenso da parte dei cittadini europei, una “cessione integrale di sovranità” in favore di un organismo che sfugge a qualsivoglia controllo democratico, la BCE. In particolare i trattati UE prevedono che sia la BCE a decidere la politica monetaria ed ad emettere moneta (esclusivamente in favore delle banche commerciali), senza neppur poter prendere consiglio dalle nazioni e addirittura dagli altri organi dell’Unione Europea (a differenza di quello che dice Scaccia). La BCE per di più non è “prestatrice di ultima istanza” (lender of last resort), quindi non può concedere nessun tipo di agevolazione creditizia agli Stati (che strano, vero?).

L’Italia ha pertanto “ceduto” e non solo “limitato” la propria sovranità monetaria, dovendo poi ricorrere ai mercati per soddisfare ogni sua esigenza monetaria, con conseguente impossibilità di fare politiche espansive e di favorire l’occupazione. Senza moneta non è possibile fare politica economica. Ma la Repubblica italiana non era fondata sul lavoro? E la sovranità non apparteneva al popolo?

Dunque la sovranità non è stata “delegata” ad organi sovranazionali democratici ma è stata “sostituita” da altro tipo di sovranità, quella dettata dal monopolio del potere economico, quella dei mercati, quella della BCE. Una banca privata che si occupa di problemi pubblici, scuola, sanità, servizi, lavoro, diritti, non vi sembra un’anomalia.

Una banca privata che gestisce un sistema di potere autoritario ed autoreferenziale, imponendo l’isteria dell’austerity e il pagamento di tasse e balzelli ingiustificati, come nel Medioevo, sconfessando quella norma che ha permesso l’affermazione della sovranità politica della borghesia, e che è stata decretata dallo scoppio della Rivoluzione francese: “No taxation without representation”. Un potere finanziario che pretende di governare una società conformatasi ad un’unica “classe sociale proletaria”, dopo aver spazzato via il ceto medio borghese e intaccato anche quella che è stata la sua prerogativa distintiva per secoli, la proprietà privata.

Si sta realizzando sotto i nostri occhi, senza troppe resistenza sociali, la costruzione di una società verticistica, dove il 99% della popolazione viene governata dal “Gran Maestro dell’Ordine dei Templari”, che assegna, toglie, concede QE, secondo la sua disponibilità misericordiosa, incapace per sua natura di comprendere i bisogni sociali e interessato soltanto alla sopravvivenza del proprio potere finanziario.

Dunque in questo strano autunno, in cui i venti di una guerra mondiale si stanno addensando all’orizzonte, insieme alle brume grigie e umide di settembre, è molto triste assistere alla morte della propria Nazione, alla perdita della sua sovranità, quella che è stata sancita a chiare lettere nella nostra Costituzione, scritta col sangue degli italiani, quella che ora vale quanto un libro vecchio e consunto, dimenticato in un cassetto, di una catapecchia abbandonata.

E tutto ciò è potuto accadere anche e soprattutto grazie ad un’informazione complice e colpevole, che non fa alcuna distinzione di tipo non solo “scientifico”, ma neppure “etico”, tra chi propone analisi economiche documentate, sensate, veritiere, puntuali, libere (Goofy) e invece chi le propone indottrinate, dogmatiche, astratte, alogiche, ascientifiche (il Pistolero).

Che la forza sia con noi.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

5.09.2014

Commenti (43)

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    1. Rosanna 6 settembre 2014

      Grande !!

    1. Cataldo 6 settembre 2014

      Se è per questo sei arrivato anche Tu tardi, caro P.B. o chi per Lui, noi parlavamo del "vero potere" come lo chiami, in tante occasioni, su internet e non, quando Tu stavi ancora culo e camicia con la Gabbanelli, quella della moneta tutta elettronica e dei killeraggi a comando, tanto per dire, poi sei cascato dal pero pure tu e adesso sei il sisifo dell'informazione ...
      ti arrampichi su un pero dopo l'altro e ti tuffi di testa :)

    1. Teopratico 6 settembre 2014

      Scusate il problema tecnico, non volevo aprire un nuovo commento prima, qualcuno sa dirmi come si può cancellare, modificare, spostare ciò che si scrive?

    1. Rosanna 6 settembre 2014

      Grazie Teopratico, le tue parole mi confermano le mie convinzioni riguardo la speranza di poter rinascere come Italia e come popolo italiano, finché ci sono persone come te e come voi tutti che leggete questo blog, e che usate la testa in maniera autonoma. Infatti le rivoluzioni della storia italiana sono partite sempre da una "minoranza pensante": Resistenza, Rivoluzioni liberali dell'800, Rivoluzione giovanile del '68.

      Hai ragione riguardo al M5S, anch'io mi sono posta delle domande, ma ho cercato di capire con la mia testa, senza pregiudizi né falsi miti. Proprio ieri sera guardavo un video di Giulietto Chiesa su Pandora.tv, che commentava le esercitazioni della Nato ai confini della Russia, poi alla fine si è messo a criticare Grillo e il Movimento, ma dico, anche lui?

      Allora sono arrivata alla conclusione, che veramente il Movimento rappresenta una vera rottura con il passato, è veramente un'opportunità che non ci dobbiamo far sfuggire di mano, anche perché il momento è veramente molto critico, e anche se abbiamo dubbi o riserve, serviranno per marciare insieme più consapevoli (anche naturalmente solo al fianco, senza condividere tutto e in maniera anche critica, ma costruttiva, dividersi non è mai servito a nessuno).

      Hai ragione tu, avremo modo di pensarci e di risentirci, ma non abbiamo mille giorni, saranno meno, molti meno ...


    1. Teopratico 6 settembre 2014

      Ciao Rosanna, mi colpisce la fiducia che tracima dai tuoi commenti sul movimento5s e soprattutto su Grillo e Casalegggio. Spesso si incontrano grillini che sembra abbiano abbracciato una fede, ma tu non sei fra quelli per le argomentazioni e le informazioni che sei in grado di scrivere, sei una testa pensante eccezionale e, se posso, saperti una insegnante cambia anche il mio (pre)giudizio su di te come intellettuale. Ho espresso le mie riserve sul m5s nel tuo articolo sulla pornografia, avremo modo di discuterne spero, per il momento rifletto (ho almeno mille giorni per farlo, no?) e posso solo dire: beati i tuoi alunni, anzi beati tutti noi poichè l'opera di una brava insegnante è una montagna rispetto ai granelli di sabbia scritti da tanti quaquaraquà, questo è certo. Saluti e stima.

    1. Rosanna 6 settembre 2014

      Ciao Teopratico, hai meditato circa il M5S? Che cosa ti sembra giusto di quello che ho detto?

      Hai visto nel commento di sopra che ho meritato anche qualche insulto da Barnard?

      E' un segnale di prestigio conquistato sul campo.

    1. Teopratico 6 settembre 2014

      Un articolo importante, vederlo come editoriale di una seria testata nazionale significherebbe legittimare altre "opzioni", magari quelle giuste, da poter esprimere ovunque. Oltre a sorprendermi l'autrice va a finire che mi fa riflettere anche sul M5S visti i suoi commenti.

    1. Rosanna 6 settembre 2014

      Carissimo Barnard, sei proprio tu? Non credo alle mie fosche pupille, veramente ti sei degnato di commentare una "poverina" del web, che si permette di esprimere qualche miserevole giudizio su quello che le gira intorno?

      Veramente ti sei abbassato a ricoprire il ruolo di follower? Veramente hai avuto l’umiltà di commentare un altro, anzi un’altra, peggio ancora, una donna che si premette di pensare?

      Ma non ce la farai ad offendermi, puoi dire quello che vuoi, ma io sono abituata da secoli ad essere ingiuriata, disprezzata, schernita, detestata, oltraggiata, violata … ho le spalle veramente robuste.

      Però non credo che tu sia veramente LUI, che è troppo nobile per offendere una donna, o comunque troppo democratico, per offendere una che tutto sommato la pensa proprio come LUI.

      Quindi credo che sia uno scherzo. A presto, mattacchione …

    1. BarnardP 5 settembre 2014

      Ma chi è sta poverina che scrive cose dette da altri qualche millennio fa e che il suo puzzolente giornale smentiva come deliri? Ma non si vergogna sta tizia? Adesso cani gatti scarrafoni e marionette si accorgono sul FQ che l'euro è un tantino sbagliato. Non sanno un cazzo di macro né di analisi storica. Da noi si dice "arrivano dopo la puzza". E questi sarebbero giornalisti. Ok

    1. yago 5 settembre 2014

      lavoro in un Liceo Classico, dove gli insegnanti dovrebbero essere persone colte, perspicaci, intellettualmente flessibili e aperte, bene se ti dico che su 80 insegnanti, saremo in 5 ad aver capito qualcosa di questa crisi, tu ci crederesti?

      Ci credo benissimo. Quando parlo con qualcuno di questa crisi ho imparato ad essere prudente, se si insiste con la verità si rischia di esser presi per pazzi.

      Non a caso spesso cerco di stimolare discorsi intrisi di semplicità perché altrimenti hanno un effetto contrario.

    1. Cataldo 5 settembre 2014

      Il fatto quotidiano nasce con il peccato originale, che è incarnato nella figura di Furio Colombo, antico esponente della componente atlantista travestita da sinistra, non mi aspettavo niente di importante, anche se come giornale ha affrontato qualche argomento delicato, sul ruolo del Presidente della Repubblica, ad esempio, va sempre inquadrato in quell'ambito.
      Chi nasce rotondo non muore quadrato :)

    1. Rosanna 5 settembre 2014

      Io credo che l'atteggiamento di Grillo e Casaleggio sia stato ambiguo fin qui per motivi strategici, se avessero parlato di uscita dall'euro e dall'Europa 3 anni fa, nessuno gli avrebbe creduto, e anche oggi, nonostante tutto, ancora molti non vogliono attribuire loro (euro/UE) la colpa di questa crisi economica,

      io lavoro in un Liceo Classico, dove gli insegnanti dovrebbero essere persone colte, perspicaci, intellettualmente flessibili e aperte, bene se ti dico che su 80 insegnanti, saremo in 5 ad aver capito qualcosa di questa crisi, tu ci crederesti?

      Se posso dire ne sapete più voi di tutti loro messi insieme. Ultimamente però Grillo i sembra più orientato sull'uscita, lo ha detto apertamente poco tempo fa, in maniera chiara, e anche sul suo blog buona parte della base lo dice continuamente, ma anche molti dei parlamentari sembrano orientati in questo senso.

      Io dunque non credo che non abbiano avuto le idee chiare, credo che abbiano aspettato tempi più maturi, dando spazio agli eventi, e sono anche convinta che nessuna forza politica ci farà uscire dal guado, ma l'euro collessarà di qui a breve, per l'anomalia assurda del suo stesso esistere.

      Come dice anche il bellissimo articolo precedente sull'Economist: le élites al potere sanno perfettamente che l'euro sta collassando, ma si stanno già attrezzando per agganciarlo al dollaro, per prolungarne l'agonia.

    1. Albertof 5 settembre 2014

      dai partiti "standard" non mi aspetto più nulla e così pure dal giornalismo "asservito", ma lasciami dire, se vuoi anche in maniera provocatoria, che anche il M5S, da un punto di vista macroeconomico brancola nel buio e non ha una chiara visione delle vere problematiche (mi riferisco in particolar modo alla questione legata alla sovranità monetaria, all'uscita immediata dall'Euro).

    1. Truman 5 settembre 2014

      Grazie della precisazione.

      Comunque in sostanza l'Italia ha oggi un livello di tassazione tra i più elevati del mondo, in contemporanea con il terzo governo consecutivo imposto dai banchieri invece che eletto in qualche modo dal popolo.

      Quando non c'è rappresentanza le tasse salgono, indipendentemente che si tratti di USA, Francia o Italia.

    1. Rosanna 5 settembre 2014

      Ripeto perché mi sembra molto importante:

      “Perché non si può essere equidistanti tra la vittima e il carnefice. Agendo cosi si favorisce il carnefice legalizzando moralmente la sua azione repressiva, presentandola come "una delle opzioni". Non esistono "opzioni" quando si parla della vita stessa delle persone.”

      Allora bisogna cominciare a denunciare apertamente i complici, i collaborazionisti, i servi, gli ipocriti, soprattutto quando sono responsabili di un compito così nobile quale è quello dell’ “informazione libera”, perché quella fasulla depista la pubblica opinione, confonde le idee, conferma il potere degli aguzzini, e dunque sopravvive sulle disgrazie altrui.

      Purtroppo anche Travaglio e Scanzi, che sembrano così audaci e coraggiosi, sono invece anche loro gatekeepers del potere costituito, non cambiano una virgola del processo economico devastante in atto. Per di più non capiscono una mazza di economia. Ma dico io, non sarebbe loro dovere documentarsi?

    1. Georgios 5 settembre 2014

      La critica al FQ e' assolutamente giusta. Io aggiungerei che la critica verso certi organi di stampa o giornalisti dovrebbe essere assolutamente spietata. Devono cominciare a capire che le cose possono benissimo cambiare quando meno se lo aspettano e allora...

      In base all'esperienza accumulata in Grecia posso affermare con certezza che quelli che "osservano le regole democratiche" o le cosiddette "regole del gioco" sono i più pericolosi strumenti del sistema.

      Perché non si può essere equidistanti tra la vittima e il carnefice. Agendo cosi si favorisce il carnefice legalizzando moralmente la sua azione repressiva, presentandola come "una delle opzioni". Non esistono "opzioni" quando si parla della vita stessa delle persone.

      Subito dopo la fine della guerra in Grecia si erano costituiti dei tribunali per giudicare i collaboratoti degli occupanti del paese. L'accusa era di indegnità nazionale. Tra le 12 ipotesi di reato, la 5a afferma: "Chi e' diventato strumento cosciente del nemico con lo scopo di trasmettere la sua propaganda".

      https://el.wikipedia.org/wiki/%CE%95%CE%B8%CE%BD%CE%B9%CE%BA%CE%AE_%CE%B1%CE%BD%CE%B1%CE%BE%CE%B9%CF%8C%CF%84%CE%B7%CF%82

      Non sarà il caso di cominciare a parlare apertamente di indegnità nazionale anche in Italia?

    1. Rosanna 5 settembre 2014

      Tenendo presente che gran parte delle Rivoluzioni della storia nascono dall’imposizione di tasse, in quella americana (hai ragione, non sono stata chiara) la ribellione alla madre patria era nata dall’imposizione di tasse, ma era anche potente l’istanza di autonomia identitaria della nascita di un nuovo Stato e una nuova Nazione:

      “Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo, già in vigore nella madrepatria, per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali, eccetera, era sottoposto a un tributo, che veniva pagato mediante l'apposizione di un bollo (questo documento passò alla storia sotto il nome di "Stamp Act"). Però gli inglesi usarono il fatto che fosse in vigore in madrepatria per farla pagare. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese fin dai tempi della Magna Carta i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l'alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti, secondo il famoso principio No taxation without representation che era diventato uno slogan del partito whig.” (wikipedia)

      Io ho trasferito il concetto alla Rivoluzione francese, perché mentre quella americana comporta anche l’esigenza di affrancarsi dal governo “politico fiscale della madrepatria”, quella francese vede l’affermazione e la conseguente vittoria di una borghesia Terzo Stato, che era esclusa dall’esercizio del potere e che doveva subire le imposizioni fiscali da parte degli altri due Stati (Clero e Aristocrazia).

      Dunque la condizione della borghesia francese, mi sembra più vicina alla nostra condizione, perché vengono imposte tasse e balzelli alla borghesia morente (ceto medio), da parte delle altre classi sociali: casta politica e finanziaria. Mentre lì la Borghesia nasceva potente da una Rivoluzione, ora qui la Borghesia sta morendo tra l'indiffernza di tutti. Il conflitto si sta dichiarando all’interno del contesto sociale di un unico continente, mentre in quella americana era presente anche l’istanza di autonomia identitaria della nascita di un nuovo Stato e una nuova Nazione.

      Grazie comunque per l’appunto, molto giusto.

    1. Truman 5 settembre 2014

      Credo ci sia un refuso:

      scoppio della Rivoluzione francese: “No taxation without representation”.

      Dovrebbe essere la rivoluzione americana e non quella francese.

    1. Servus 5 settembre 2014

      Rosanna Spadini sta migliorando di articolo in articolo.


      Se continua così la voterei for President.

      Vai avanti che sei fra i pochi giornalisti che ammiro.
    1. Penta 5 settembre 2014

      La miglior recensione del Fatto Quotidiano.
      Complimenti!

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