LA RIFORMA PRIMA DI OGNI ALTRA RIFORMA

LA RIFORMA PRIMA DI OGNI ALTRA RIFORMA

DI MARCO DELLA LUNA

marcodellaluna.info


Roma, il governo centrale, ha un rating BBB+, di appena un grado sopra la Sicilia di Lombardo e Cuffaro. E Calabria e Campania sono solo un filino meglio o più indietro nel dissesto della Sicilia. Ossia, la Sicilia è un disastro, avendo, per struttura sociopolitica, dissipato follemente per clientele, creste, mafie, ma altre regioni meridionali hanno fatto, avendo analoga struttura, esattamente la medesima cosa, che in fondo ha fatto e fa anche Roma, dato che a Roma non si ha la maggioranza e non si governa senza i voti della Sicilia e della Campania, e in generale dei territori che hanno la struttura e i costumi sociopolitici della Sicilia. Ciò vale per la destra come per la sinistra, che hanno dovuto allearsi con quella struttura sociopolitica per vincere le elezioni e per governare. E’ davvero ipocrita accusare un partito di collusione con la mafia: come potrebbe evitarlo senza accettare di perdere a priori?



Perciò da Roma, dallo Stato italiano, non può venire alcun risanamento di quelle regioni, alcun cambiamento di quelle mentalità, ma solo la crescita di una tassazione che già è la più pesante del mondo e che viene in buona parte rubata dalla politica e dall’affarismo dentro le istituzioni, che ne rendono solo una povera parte in grami servizi pubblici e in scarse opere pubbliche. Finora, anche con Monti, si è finto di fare ed eseguire riforme correttive, ma non ci crede più nessuno, soprattutto nelle capitali che contano e nelle agenzie che pesano, perché tutti hanno capito che la struttura sociopolitica dell’Italia è tale, che non è possibile che faccia tali riforme.

Monti ha cercato di simulare di adempiere le prescrizioni della famosa bolla della BCE, ma le sue manovre, le sue liberalizzazioni, le sue riforme e la sua spending review sono una serie di ciofeche che non cambiano nulla nella sostanza, salvaguardano privilegi e posizioni oligopolistiche e spingono ulteriormente il paese in recessione.


Berlino lo ha capito, e la riforma da fare, quella necessaria perché si facciano e funzionino tutte le altre riforme, è sciogliere un paese composto da mentalità e costumi ed esigenze monetarie troppo diverse tra di loro. Tirare una linea, istituire una frontiera, da qualche parte sopra Viterbo.


Rendere il Sud e il Nord indipendenti. Il Nord che, libero dal balzello di circa 100 miliardi l’anno per il Sud e Roma, va in avanzo di bilancio e investe per recuperare la distanza competitiva perduta sui paesi avanzati. E rimanda a casa loro, per quanto possibile, tutti quei personaggi venuti a portare schemi criminali di tipo mafioso. Il Sud, con Roma, a fare i conti, finalmente, con le proprie storture, quindi ad avere un vero incentivo per risolverle – a fare i conti con quanto lavora e produce e spreca, e quanto vuole spendere e come e attraverso chi, senza più scaricare il suo disavanzo sul Nord via Roma, quindi responsabilizzandosi per se stesso. E che esce dall’Euro e svaluta del 30% e così attira investimenti e turismo, e recupera competitività. La soluzione ai problemi dell’Euro potrà essere, sulla carta, la piena integrazione politica; ma I tedeschi e i popoli simili non accetteranno mai di integrarsi con popoli di cui hanno visto le caratteristiche all’opera, dalla Grecia alla Sicilia. Non sono masochisti. Stanno lavorando per costruire non un’Europa unita e solidale, ma una gabbia istituzionale, un organismo finanziario autocratico e tecnocratico da loro gestito, con cui essi domineranno e adatteranno ai loro interessi economici paesi come l’Italia, la Grecia , la Spagna.



Restare uniti, per il Nord e per il Sud d’Italia, significa finire in questa condizione. Presto.

Marco Della Luna

Fonte: http://marcodellaluna.info/

Link: http://marcodellaluna.info/sito/2012/07/21/la-riforma-prima-di-ogni-altra-riforma/

21.07.2012

Commenti (75)

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    1. luigidifrancesco 22 luglio 2012

      Ci risiamo. questa secessione da bar dello sport ritorna periodicamente ad affliggerci le scatole. La solita risposta: va bene,ma prima di dividerci facciamo le parti uguali partendo dall' unità con i calcoli,d' accordo? E poi ricordate che ogni frammento ha sempre un sud che consuma piu risorse di quante ne produce, e quindi dividi dividi si arrivera alle città stato; la città di Milano produrrà un sacco di servizi e polizze assicurative, ma pagherà un chilo di pomodori 28 dollari

    1. Nauseato 22 luglio 2012

      Non abbiamo idea, dice Parguez, già consigliere economico di Mitterrand, di quanto gli “inventori” dell’euro odiassero l’Italia e la vitalità creativa della sua economia,

      Potrebbe anche essere.

      Ma detto questo non mi pare che – generalmente – l'italia sia mai stata particolarmente amata ...

    1. Georgejefferson 22 luglio 2012

      Saperne un po di economia a?Piu facile seguire la propaganda Mainstream...piu facile eventuale carriera,Certo che ci sono fondi di verita sul degrado del sud...Ma,ha chi giova?a chi ha sempre giovato per 150 anni?Io sono del Nord,ma non facciamoci ingannare,oltre alle verita sulle mafie...ci sono altre verita omesse...se due aree geografiche hanno in partenza due economie di diverse dimensioni....utilizzando una moneta unica senza fluttuazioni livellatrici diverse,Chi se ne avvantaggia nell'export?Perche nonostante anni di propaganda sulla roma ladrona,sud ruba risorse generalmente si vive meglio al nord?(servizi,stipendi)Solo per il virtuosismo Nordico?Stessa propaganda verso la Crande Germania...ha gia detto tutto xl_alfo_lx...ripetiamolo

      :"Se il sud, con una sua moneta, acquista competitività e importa sempre meno prodotti lo farà a danno del Nord. Il surplus commerciale del nord rappresenta il deficit commerciale del sud, nord produttore e sud consumatore. Il 25% del PIL della sola Lombardia sono dovuti all'esportazioni verso il sud, la stessa regione che ha un deficit verso l'estero, deficit che viene sanato grazie al surplus vantato verso le regioni meridionali. Quindi il nord può trarre vantaggio da uno sviluppo del sud? La Germania può trarre vantaggio dall'uscita dell'Italia dall'euro? No, perchè se l'Italia acquista competitività lo farà a danno della Germania, quindi idem Nord-Sud, avendo la stessa moneta.

      Riguardo alla Grande Germania,riposto le dichiarazioni autorevoli incontrovertibili:

      Theo Weigel, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato PUBBLICAMENTE di aver voluto l’Euro in questo modo e senza salvaguardie per nessuno

      Mario Monti intervista a piazza pulita.La Germania è un grande beneficiario dell’integrazione europea, hanno un grande mercato europeo a disposizione nel quale i singoli paesi non possono più svalutare. Io non voglio neanche citare questi scenari, ma se per esempio l’Italia dovesse uscire dall’euro e riacquistare libertà sul proprio tasso di cambio e la lira si svalutasse, sarebbe un grosso problema per le esportazioni tedesche

      commento di Vincenzo Visco sui conti truccati affinché l'Italia entrasse nell'Euro..... "Un’Italia fuori dall’euro, visto il nostro apparato industriale, poteva fare paura a molti, incluse Francia e Germania che temevano le nostre esportazioni prezzate in lire. Ma Berlino ha consapevolmente gestito la globalizzazione: le serviva un euro deprezzato, così oggi è in surplus nei confronti di tutti i paesi.Era un disegno razionale, serviva l’Italia dentro la moneta unica proprio perché era debole. In cambio di questo vantaggio sull’export la Germania avrebbe dovuto pensare al bene della zona euro nel suo complesso...non mi pare lo abbia fatto"

      «Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l’euro l’abbiamo creato per la loro felicità?». Parole, testuali, dell’economista francese Jacques Attali, gran maestro – insieme a Jacques Délors – di leader storici del centrosinistra italiano, come Massimo D’Alema. A raccontare lo sconcertante aneddoto è Alain Parguez, già consigliere di François Mitterrand.

      Da Bagnai(economista)....Attali, ha anche lui partecipato, in quota Mitterand, alla costruzione di questa catastrofe annunciata,Non sense economico dotato però di un ben preciso senso politico: la rivincita del capitale sul lavoro, con la compressione dei salari e l’espansione della disuguaglianza, come ci indicano i dati e tanti studi scientifici
      Lui che ha scritto il Trattato di Maastricht, ci dice che in effetti il metodo seguito non è stato democratico, ma che questo era essenziale per costringere gli elettori ad andare verso il famoso “più Europa”.

      Non abbiamo idea, dice Parguez,gia consigliere economico di Mitterrand, di quanto gli “inventori” dell’euro odiassero l’Italia e la vitalità creativa della sua economia, capace di rivaleggiare con la Germania dopo aver surclassato, in molti settori, grandi potenze come Francia e Gran Bretagna.

      DER SPIEGEL (13/06/2012):
      Con un’uscita dall’Euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente perché si dovrebbe ricapitalizzare il settore bancario e investire ancora centinaia di miliardi per le perdite dovute al sistema dei pagamenti target 2 intraeuropei. E chi crede che non vi saranno allora dei rifiuti tra i paesi europei, non s’immagina neanche cosa possa accadere durante una crisi economica così profonda. Un’uscita dall’euro da parte dell’Italia danneggerebbe probabilmente molto più noi che non l’Italia stessa e questo indebolisce indubbiamente la posizione della Germania nelle trattative. Non riesco ad immaginarmi che in Germania a parte alcuni professori di economia statali e in pensione qualcuno possa avere un Interesse a un crollo dell’euro.

      http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/euro-krise-der-euro-zone-droht-der-kollaps-a-838581.html

      La costruzione europea é una rivoluzione, anche se i rivoluzionari non sono dei cospiratori pallidi e magri, ma degli impiegati, dei funzionari, dei banchieri e dei professori. L'Europa non nasce da un movimento democratico. Essa si crea seguendo un metodo che potremmo definire con il termine di dispotismo illuminato.


      tommaso padoa-schioppa.estratto da un articolo intitolato “gli insegnamenti dell’avventura europea”, apparso sulla rivista francese “commentaire” n. 87, autunno 1999.Economista e politico,ha fatto parte delle più alte istituzioni finanziarie italiane (banca d’italia) ed europee (commissione e bce).Convinto europeista, ha fatto parte del comitato delors che ha disegnato la strada per la creazione della moneta unica.Poi ministro dell’economia e delle finanze nel governo prodi ii e dirigente del fondo monetario internazionale.

      http://www.pmcouteaux.org/cabris/cabris2.html

    1. misunderestimated 22 luglio 2012

      La mafia e le basi NATO dove le metti?

    1. misunderestimated 22 luglio 2012

      Citare le fonti che accertano al 25% il PIL lombardo generato dall'export verso il sud, prego. Mi sembrano tante favolette da neoborbonici.

    1. xl_alfo_lx 22 luglio 2012

      Se il sud, con una sua moneta, acquista competitività e importa sempre meno prodotti lo farà a danno del Nord. Il surplus commerciale del nord rappresenta il deficit commerciale del sud, nord produttore e sud consumatore. Il 25% del PIL della sola Lombardia sono dovuti all'esportazioni verso il sud, la stessa regione che ha un deficit verso l'estero, deficit che viene sanato grazie al surplus vantato verso le regioni meridionali. Quindi il nord può trarre vantaggio da uno sviluppo del sud? La Germania può trarre vantaggio dall'uscita dell'Italia dall'euro? No, perchè se l'Italia acquista competitività lo farà a danno della Germania, quindi idem Nord-Sud, avendo la stessa moneta.

    1. epicblack 22 luglio 2012

      ad ogni modo la questione di una riforma a monte di ogni altra riforma esiste, eccome. Ma non si tratta di dividere per combattersi, ma dividersi per unirsi con maggior forza. E' il concetto di federalismo. Non quello folle e sconclusionato della lega di bossi. Ma quello del modello svizzero; quello dei Cantoni per intenderci. Una cosetta che ha radici lontane e che ha prodotto la democrazia più avanzata della storia umana. Una riforma che affronti questa cosa implica rivedere il concetto di democrazia. I partiti vanno del tutto ridimensionati e la gente deve potersi aggregare come meglio crede, in forma agile e variabile e senza schemi prefissati da sterili ideologie. La gente infine deve avere a disposizione strumenti efficaci di proposta, decisione e controllo (referendum senza quorum e iniziativa popolare obbligatoria). Si tratta in fin dei conti di affrontare una riforma basilare della Costituzione per arrivare, questa volta, a una DEMOCRAZIA EVOLUTA.

    1. misunderestimated 22 luglio 2012

      I tedeschi, se l'Italia affonda, perderanno un bel po' di clienti VW usi a solcare l'autostrada dell'A4 e del Brennero con le loro automobiline. E come per l'automobile ci sono altre fette di mercato a rischio: macchine utensili, impianti industriali, logistica ecc.


      Mi fa sorridere l'accostamento di questa ipotesi di "scorporo" a ideologie paranazziste: 26.000 dipendenti pubblici e 30.000 forestali solo in Sicilia cosa sono? Socialismo reale?


      Anche qui la colpa ricade pelosamente sul cattivo uomo bianco della Val Brembana o sui nipoti dei "martellatori" della Val Passiria.


      Auguri.

    1. epicblack 22 luglio 2012

      concordo al 100%

    1. epicblack 22 luglio 2012

      caro Marco Della Luna, mi meraviglio che anche un cervello come il tuo cada nel tranello nord-sud, senza minimamente considerare che la dicotomia nord-sud è un inevitabile prodotto del capitalismo. Ogni nazione, ogni regione porta in sè questa contraddizione che non è geografica ma sostanzialmente economica, tradotto vuol dire forte-debole. Esiste in tutte le nazioni a regime capitalista perché è nella natura di tale sistema.
      La soluzione quindi non va cercata nell'aggregare all'infinito nord con nord (forte con forte) e sud con sud (debole con debole), perché nelle nuove aggregazioni si ripeterà la polarizzazione.
      La via di uscita è mitigare l'effetto capitalista sulle economie dei popoli, non a esasperarne gli effetti!
      Spero in una tua riflessione, caro Marco Della Luna.

    1. misunderestimated 22 luglio 2012

      "Se le sedi legali di molte aziende sparse per l'Italia NON fossero nel nord, specialmente in Lombardia, il disavanzo di cui tanto si vantano al Nord sarebbe mooooolto più piccolo"


      Veramente accade il contrario: quante sedi centrali di aziende, multinazionali, partecipate e banche hanno residenza a Roma?

    1. epicblack 22 luglio 2012

      scusa, io sono trentino e non mi sento per nulla razzista o secessionista come, ne sono certo, la stragrande maggioranza della gente di questa terra. In ogni casi i pochi secessionisti trentini non sono più numerosi di quelli siciliani, sardi o friulani.
      Quindi ti invito a essere un po' meno pressapochista quando posti.
      Ad ogni modo sono d'accordo con te nella sostanza riguardo alla divisione nord-sud.

    1. gramscixxi 22 luglio 2012

      Il sistema capitalistico trae vantaggi da ogni differenza di poteziale sia su base globale che locale.

      Questione meridionale: Nord virtuoso e produttivo vs. Sud non virtuoso e parassita.
      Focalizzarsi e rappresentare questo significa, nella migliore delle ipotesi, avere una visione miope.
      Recidere la parte malata per salvare quella buona è un ragionamento paranazista
      La parte malata recisa con ogni probabilità diventerebbe uno stato "canaglia", tipo quelli che gli USA cercano per esportarvi "democrazia".
      Il tema Nord/Sud è purtoppo destinato ad essere sempre spendibile, anche quando tutto sta franando sotto le spinte delle oligarchie finanziarie e guerrafondaie.

    1. ericvonmaan 22 luglio 2012

      Ecco perchè si doveva lasciare ogni stato con la sua moneta e le sue regole locali... l'Unione Europea andava implementata su altre basi. L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare.

    1. NerOscuro 22 luglio 2012

      Se le sedi legali di molte aziende sparse per l'Italia NON fossero nel nord, specialmente in Lombardia, il disavanzo di cui tanto si vantano al Nord sarebbe mooooolto più piccolo. E voglio qui ricordare che il Nord Italia non è la Padania, non inizia a Viterbo, dove fa più comodo per separare i ricchi dai poveri, non comprende le Marche, l'Emilia Romagna e la Toscana che sono CENTRO. Ti piacerebbero l'Emilia, le Marche e la Toscana, eh?! Attaccati. Invece fanno parte del NORD la Val d'Aosta e il Trentino. Tieniti pure due belle regioni a statuto autonomo, secessioniste e razziste nello spirito. Dulcis in fundo, voglio proprio vedere come separate l'Italia. Tu e quale esercito? Giusto per rimetterti un po' i piedi per terra.

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