LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA...O NO ?

LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA...O NO ?

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

La ragazza mi interrompe con quel mezzo sorriso di chi vuole scusarsi: “Io della riforma della Giustizia non ne capisco molto, ti dispiace?…”. Mi fermo.



Romana, trentacinque anni, si era licenziata da un impiego a tempo indeterminato per esasperazione. I motivi. Nessun riconoscimento dell’impegno lavorativo, anzi, data per scontata. La collega appena assunta, una ex merciaia, diventò subito per ordine dall’alto la responsabile dell’ufficio che lei gestiva, questo senza aver inanellato neppure uno dei suoi 14 anni di esperienza. Da notare: la collega appena assunta faceva i weekend col titolare a Saturnia, e tale individuo se ne vantava in giro per l’azienda con battute da caserma. Per lei invece erano urli, telefonate isteriche dai piani alti, persino insulti, e non ultimo promesse di avanzamento di carriera mai mantenute. Altre colleghe le suggerivano “fregatene, tu fai il minimo, fai come noi”, un collega aggiunse “la vendetta è un piatto che si consuma freddo”. Lei aveva protestato con la dirigenza in ogni possibile modo, denunciando sia le ingiustizie che il clima di menefreghismo che regnava in tutto l’ufficio e che poi si traduceva di regola in un sovraccarico di lavoro per lei al limite del crollo fisico. Dal titolare le era arrivato di rimpallo un “rompicoglioni”. Così ogni giorno, mattina, pomeriggio e notte (il veleno ti insegue sempre) per 14 anni. Poi lo schianto.

Ha un mutuo e figlia a carico, ma lo spettro dell’annientamento personale la spinge finalmente a licenziarsi. Una denuncia per mobbing è da escludere, non troverebbe una pulce disposta a testimoniare a suo favore in quell’ufficio zeppo di complicità, servilismi, coltellate alla schiena e becero opportunismo. Cioè, un ufficio nella media. Dunque nessuna speranza di schivare le sanzioni per recesso con mancato preavviso, e perde migliaia di euro essenziali. Ora la disperata ricerca di un nuovo impiego. Interinali, interinali, interinali, cocopro, assunzioni a progetto. Le agenzie chiedono: “Ma perché si è licenziata?”, lei risponde “Mobbing, assenza di qualsivoglia professionalità”. La contro risposta: “Se dice questo ai nuovi datori lei è fottuta”. La verità fa sempre male. Poi arrivano i colloqui di lavoro del genere “guardi, sono 750 euro e il resto fuoribusta”; i colloqui di lavoro “ma lei ha un uomo? Può viaggiare con me all’estero?”; i colloqui di lavoro “io gli straordinari non glieli pago, faccia lei”. Nel frattempo, la banca di questo se ne fotte. Finisce per accettare un posto alla disperata, con la promessa di un contratto a tempo determinato dopo il periodo di prova. Che passa, e la nuova titolare è pure contenta, ma il contratto non si materializza. La nenia del “ah… scusa, domani chiamo il consulente del lavoro” diventa una litania quotidiana. Poi il classico “… e se facciamo 1.200 in nero?”, e poi “… e un cocopro?”, e infine l’immancabile “ok, un part time con fuoribusta”. Ma il contratto non affiora mai. E la banca tutto questo non lo vuole sapere. La Camera del Lavoro: “Fotocopi più prove possibile, tenga quell’unica busta paga, poi facciamo causa”. Lei risponde: “Ma così perdo il lavoro, e questi procedimenti vanno avanti per anni. Come faccio nel frattempo?”. La Camera del Lavoro: “Purtroppo la giustizia italiana è quello che è…”.



Disperazione, senso di impotenza, crollo dell’umore, sintomi gastrici, solitudine e quell’orribile depauperamento della propria autostima che filtra come un tumore dentro, perché si è nulla, si è oggetti, pedine di nessuna importanza, senza tutele, e si finisce col sentirsi colpevoli del fallimento di sé. E pensare che c’è voluta un’infanzia, un’adolescenza e lo sbarco palpitante nell’età adulta per arrivare a uno straccio di speranza di una vita degna. A trentacinque anni quel sogno ancorché modesto è già un cadavere inguardabile. A trentacinque anni il mondo del lavoro già dice ‘lasciate ogni speranza voi ch’entrate’. Ogni speranza di umana decenza.



La vita a trentacinque anni non si può vivere così, è un crimine. Questa donna è una, ce ne sono altri. Quanti? Milioni in Italia. Non diecimila, non duecentomila, milioni. Ogni giorno. C’erano ieri, ci sono oggi mentre leggete queste parole, siete magari voi. Di chi è la colpa?

“Sono venute meno le tutele dei lavoratori!”. Vero. Vero anche che quando c’erano, i lavoratori ne hanno approfittato oltre ogni pudore. “La giustizia italiana cui appellarsi in quei casi è allo sfascio!” Vero. Vero anche che se poi funzionasse non risolverebbe il problema. Poiché, come ogni cervello di buon senso comprende, il problema non si risolverà mai legiferando contro o punendo l’abuso, ma abolendo l’abuso in sé. In altre parole: la colpa per l’indecente miseria d’animo inflitta a quella ordinaria lavoratrice, inflitta a voi lavoratori, a tantissimi fra noi in ogni singolo giorno in centinaia di migliaia di settori d’impiego, non è di Ichino, di Biagi, di Berlusconi, di Alfano, della CGIL, ma dell’infame beceraggine morale e soprattutto professionale di milioni di normali italiani che prosperano sul suo putridume per bieco interesse, e che orrendi individui lo erano ieri, lo sono oggi, come lo saranno domani, con o senza leggi, con o senza riforme della giustizia o del lavoro, con o senza Berlusconi, Franceschini, multinazionali, Bilderberg Group o mafie e camorre.

La grande rovina d’Italia, come al solito, siamo noi italiani, la coviamo nei nostri animi di beceri incivili privi di un'etica anche minima, e la infliggiamo ogni singolo giorno con grande zelo ad altrettanti nostri simili. E si badi bene allo snodo cruciale: lo scempio che siamo come cittadini e qui descritto in ambito lavorativo (centralissimo nella vita di ciascuno), lo replichiamo in ogni altro aspetto della nostra ‘polis’ senza eccezioni, superando in distruttività qualsiasi scandalo politico, legge iniqua o corruttela della ‘Casta’. Se non vediamo ciò, se non ci curiamo, ogni altro marchingegno per un’Italia migliore sarà una perdita di tempo.


Alla fine della giornata di quella povera ordinaria trentacinquenne cosa le rimane di vivo? A malapena l’energia per arrivare a casa e sopravvivere qualche ora prima del prossimo turno di miserie lavorative, di speranze decomposte, di ansie implacabili per il conto in banca, prima dell’appuntamento dal medico per il Tavor, prima di rincontrare quel nauseabondo senso di fallimento, di muro di gomma, di ‘…tanto è tutto così, tanto è inutile’. E allora provate voi, se ne avete il fegato, ad andare da queste persone, da questa Italia maggioritaria, a dirgli in faccia: “La soluzione è la riforma della Giustizia… la difesa dei giudici… no alle nano particelle… il Parlamento pulito… no al Lodo Alfano… un partito nuovo…”.



La tragedia italiana siamo noi. C’è solo una cosa che ha senso fare: cambiare gli italiani. Basta. Buon lavoro.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=118

6.07.2009

Commenti (106)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. pietro200 6 luglio 2009

      mi sa che dormi da un bel po, ti informo che il paese é gia' finito da un pezzo e se gli italiani sono cosi' é solo perché i politici lo vogliono.
      nessun'altro motivo. ciao.

    1. gianni72 6 luglio 2009

      gentile sig.ra Mikaela,
      ma di cosa sta parlando? ma legge prima di sparare sentenze?
      Dove ha letto che io sono un Vip e che leggo il Giornale e il Corriere?
      Se sono qui, come lei, evidentemente cerco di informarmi al meglio con mezzi di informazione "alternativi".
      E certo che sono incazzato. Lo sono con la maggioranza degli italiani che sono come li descrive barnard, ma non tutti. Anzi, c'è una buona fetta d'italia che cerca ogni giorno di far venire a galla la propria competenza e la propria professionalità.
      Vede, l'articolo di Barnard si può riassumere in poche parole: gli italiani (tutti) sono una massa di pecoroni deficienti ed è inutile che proviate a cambiarli, non c'è niente da fare, perciò rassegnatevi.
      Ora le chiedo: lei sig.ra Mikaela si è già rassegnata a voler cambiare questo stato di cose? Si è già rassegnata a subire i soprusi del suo capoufficio che fa passare davanti a lei la "simpatia" piuttosto che la "competenza"? Si è già rassegnata a veder passare davanti a lei degli incompetenti? Lei si sente che potrebbe avere di più oppure si è rassegnata ad avere solo quello che ha?
      Bene, io non mi sono rassegnato, mentre Barnard a questo punto sì. Ecco le mie critiche.
      Ultima cosa: scrivere 2 righe e in queste due righe far comprendere il proprio pensiero è molto più difficile che scrivendo la divina commedia.
      Secondo lei, tra 2 righe e 1000 righe (come a volte capita di leggere su questo sito) quale verrà letto di più?
      Gli italiani, essendo la maggior parte ignoranti e pecoroni, leggerebbero più volentieri 2 righe o 1000?
      Vede, è un pò la tecnica utilizzata da Berlusconi (e dai presidenti USA) che viene insegnata in qualsiasi corso di marketing: frasi breve, concise e ad effetto fanno subito breccia nelle persone. Al contrario la prolissità non viene capita anzi disprezzata. Alle prossime elezioni vogliamo cacciare Berlusconi oppure farlo rivincere, magari con una forza ancora maggiore della Lega?
      Saluti

    1. pietro200 6 luglio 2009

      "Io non sono "gli italiani", io sono io e sono professionale, istruito ed educato. E come me ci sono tante altre persone. Non saremo maggioranza, è vero, ma siamo tanti e stufi di sentirci dire che noi "siamo gli italiani".
      ma chi sei non lo dici, cosa hai in testa non lo dici.
      ti risulta che succedano di queste storie? a me, si, risulta che la degenerazione socio-culturale sta facendo passi da gigante e che questa é solo una delle tantissime storie di squallore sociale.
      magari sei la perfezione in persona, non lo so, ma non puoi negare lo squallore che avanza in italia.
      non puoi negare gli interessi prioritari dell'italiano contemporaneo. scusa.

    1. Affus 6 luglio 2009

      Bravo Paolo !
      E' una riforma morale quello di cui ha bisogno l'italia , su questo mi trovi solidale e complice .
      Bisogna rifare i connotati agli italiani !
      Per tale motivo noi della vera destra proponiamo un governo atidemocratico ma tradizionale rispettoso della nostra identità.
      Per fare questo governo ci vorrebbero prima dei colonnelli con le palle e un' infarinatura di politica , quindi poi un nuovo sistema basato sull'etica , appunto .
      Si potrebbe iniziare con cinque o sei campi di restrizione o di lavoro :
      due al nord, due al centro e due al sud.
      Eliminare tutti i partiti e tutti i sindacati ! Eliminare Camera e Senato !
      eccc..etc.
      il resto lo sai ...... come da copione .
      potresti consultare LA NUOVA COSTITUZIONE ITALIANA pubblicata su questo sito , ecco li c'è tutto quello che ci vuole in italia.

    1. NOWG 6 luglio 2009

      Raccontalo ai lavoratori (anche quelli al bar) che sono stronzate.

    1. mikaela 6 luglio 2009

      Se lei avesse (e senza neanche tanto "avventurarsi tanto)" letto quello che ha scritto Barnard nella sua pagina Web(e i tanti lavori che ha proposto in giro per il mondo)
      ........www.paolobarnard.inf ...... da ben 17 anni. se solo l'avesse fatto prima di commentare il post sicuramente avrebbe scritto cose differente.

    1. Pausania 6 luglio 2009

      Ma perché, secondo voi fuori dall'Italia si sta tanto meglio? Credete che siano tutti buoni e bravi, che non abbiano il lavoro interinale, a progetto, a scomunica o quello che è? No, per niente. Ci sono le stesse tipologie di lavoro, con gli stessi problemi teorici, solo che si vede di meno perché magari in Paesi con meno problemi pregressi rispetto all'Italia.

      Ma mi fa ridere leggere che solo in Italia ci siano i lavoratori precari

    1. mat612000 6 luglio 2009

      Ma sbaglio o l'autore dell'articolo ha confuso la riforma della giustizia con la riforma del mercato del lavoro?
      Le due cose possono avere punti in comune (le vertenze individuali e collettive di lavoro si risolvono davanti ad un magistrato) ma oltre quello non si va.
      Il magistrato in questione sarà (più o meno costretto) ad applicare le leggi giuslavoristiche che regolano i rappori di lavoro, quindi, riforma della giustizia o meno per il lavoratore interessato poco cambia.
      Trovo d'un qualunquismo devastante attribuire al solito malcostume italico situazioni lavorative come quella descritta, e, nello stesso articolo assolvere chi approvando le leggi di riforma dei modelli di contratto di lavoro, mettendo mano alla contrattazione collettiva e (anche se poco) al processo del lavoro, ha permesso tutto questo.
      Le leggi di cui parlo non le hanno fatte i milioni di italiani che Barnard stigmatizza ma i politici da loro eletti ed inizia ben prima di Berlusconi e del lodo Alfano, inizia con la legge sulla liberalizzazione del contratto a termine e prosegue con altri interventi legislativi (appoggiati dai sindacati confederali), per arrivare alla c.d. "Legge Biagi".
      Altro che malcostume: ci sono degli ideatori, degli esecutori e dei complici nella manovra economica e politica che con l'intento di rendere più "flessibile" il contratto di lavoro subordinato, ne ha scardinato le garanzie e le tutele per il lavoratore.
      Barnard dovrebbe leggersi qualcosina delle leggi sul lavoro approvate dai vari governi negli ultimi 15 anni, prima di avventurarsi in simili analisi.

    1. Aktarus73 6 luglio 2009

      come sempre le Puttane Fanno la storia e senza parlare !!! Non c'è traccia di loro nei libri di scuola, ma nella loro gola si nascondono le verità di questo strano mondo

    1. rox 6 luglio 2009

      d'accordo con Barnard e Santos. Gli italiani non sono un popolo che brilla per virtu' e correttezza morale. In molti si sentiranno offesi e non inclusi nell'immagine dipinta da Barnard, ma negare la veridicita' delle sue parole mi sembra la reazione ostinata di chi si vergogna, sapendo di essere nel torto. Certo, noi italiani non siamo TUTTI cosi', ma non saranno quei pochi onesti a fare la differenza di un giudizio complessivo.

    1. mikaela 6 luglio 2009

      Visto che lei non ha bisogno di questo tipo d'informazione e sta' cosi' bene nel suo mondo di VIP mi chiedo cosa ci fa su Comedonchiscotte.Continui pure ad informarsi sul Giornale e sul Corriere della Sera,ma io credo
      che un po' incazzatello lo sia anche lei.
      Forse solamente con i preti oltre che con Barnard che ha sempre contestao i VIP e tutti gli altri che si mettono al centro dell'attenzione per sentirsi importanti.Pero' visto che e' tanto colto e tanto bene informato e tanto intelligente non se la puo' cavare scrivendo 2 righe,questo non e' da uno intelligente e colto e' un commento da uno che gli hanno iniettatto tanta di quella cacca nel cervello che ormai non si accorge neanche della puzza che ha sotto al naso.

    1. nessuno 6 luglio 2009

      Cerco giovani ragazze in età 20-30 massimo, molto carine, ma molto, che abbiano un chiaro interesse in quello che ho detto, e che di conseguenza siano disposte a trombarmi.
      Cioè, mi incontrano, chiacchierano per un po' e poi si scopa.
      Alcool e altre sostanze incluse.
      Contattatemi via mail: [email protected].
      Grazie. Paolo Barnard

    1. Marcusdardi 6 luglio 2009

      E tutto tristamente vero!!!!
      Dobbiamo migliorare il nostro livello singolo di coscienza per migliorare il paese dal basso. Non possiamo attenderci nulla dall'alto.
      Dobbiamo chiedere a voce alta, in ogni luogo, delle riforme strutturali del lavoro (riduzione di orario e contratti sani per tutti) e riforme delle assistenze sociali.....il resto non ci può interessare, appartiene al turpiloquio della casta.
      Marcusdardi

    1. mikaela 6 luglio 2009

      3- ha un finale miserello: rimpallare tutto ad un generico " rifare gli italiani"''''''''''''''''

      Mi chiedo se lei ha letto qualche considerazione di Barnard. nella sua Web o se l'ha mai sentito prima d'ora.
      E' da una vita (2001)che Barnard dice("Per Un Mondo Migliore”) http://www.paolobarnard.info/mondo.php................................................................... il lungo documento riportato nel link, fu la risposta/appello ai Movimenti all’indomani del primo Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre nel 2001 di Paolo Barnard)
      che per rifare la societa' italiana e mondiale sara' un lavoro lungo capillare e poco remunerativo,dice anche ,forse se cominciamo ora fra venti anni vedremo qualche risultato. Ma a quanto pare siamo in pochi a non aver subito il lavaggio del cervello dai vari paladini dell'informazione corretta, giusta , storta , o vera, che si trova in giro. se anche loro avessero avuto la stessa coscienza di Barnard il processo sarebbe stato piu' veloce,ma si sa ognuno ha la sua di coscienza cosi gli innocenti seguaci dei vari guru non erediteranno niente,

    1. mikaela 6 luglio 2009

      """"La ragazza mi interrompe con quel mezzo sorriso di chi vuole scusarsi: “Io della riforma della Giustizia non ne capisco molto, ti dispiace?…”. Mi fermo."""""''''''

      E' un racconto che hanno fatto a lui
      rileggi l'inizio.Sicuramente nel bel mezzo di una conferenza Barnard ha lasciato parlare questa ragazza (lui non si eregge a paladino dell'informazione lui ascolta gli altri specialmente i piu' indifesi e deboli, per i ridargli un po' autostima)e ci ha riportato il racconto.
      non c'e' tanto da infiocchettare un racconto simile e' solo una triste verita' della realta' quotidiana nei posti di lavoro che si perpetra da piu' di 30 anni.Infiocchettarlo e addolcirlo avrebbe reso l'articolo piu' importante della racconto.(questo metterebbe Barnard aldisopra del racconto ereggendosi a paladino )Barnard racconta i fatti
      e dice "non scrivete ,consultatemi come una Wikipedia e ragionate con la vostra mente".E poi, se a lei sembra brutto perche' l'ha associato ai preti vuol dire che ha dei problemi con se stesso e con il suo mondo spirituale.

    1. vimana2 6 luglio 2009

      La mia storia è molto peggio e sono almeno un paio di anni che dico:
      Società parallela!!!!.....che facciamo? Regole nuove? Fatta la legge trovato l'inganno! Smettiamola di lavorare per degli scemi che sanno solo fare prodotti inutili, per degli imprenditori che collaborano con i banchieri andando contro i loro stessi interessi, con degli imprenditori così incapaci che nn capiscono che maltrattando i loro dipendenti vanno contro i loro interessi, che nn pagando le tasse alla fine si fregano da soli perchè a rimetterci sono tutti e quindi anche l'economia.....la società è ormai a pezzi.....società parallela!

    1. Santos-Dumont 6 luglio 2009

      Sono totalmente d'accordo con Barnard. E anch'io sono tra quelli che hanno detto CIAO al "Bel Paese", infatti se occasionalmente ci torno, è solo per rivedere la famiglia. E' innegabile che ci siano tante persone che sfuggono alla definizione di Paolo, ma purtroppo è altrettanto vero che si tratta di una minoranza, generalmente senza potere. Non cadano nell'equivoco quelli che si alterano, sentendosi inclusi nel novero dei colpiti dalle saette... Non ho motivi per dubitare di quanto affermano riguardo sé stessi, ma se sono onesti devono pure ammettere che per chi come loro vuole mantenere intatta una certa etica, operare in Italia è come sbattere costantemente contro un muro di gomma fatto di corruzioni varie e ipocrisia. Io mi rifiuto di vivere in quel modo, dovendo lottare tutti i giorni per l'ovvio e addivenendo costantemente a compromessi per la semplice sopravvivenza. Non dico che qui in Brasile, dove vivo da dieci anni, siano rose e fiori: i problemi esistono eccome, a iniziare dall'estrema ingiustizia sociale visibile a chiunque, ingiustizia che solo in tempi recenti si è iniziato a combattere con misure (probabilmente) adeguate. Ma perlomeno esiste una differenza fondamentale: lo studio fa ancora la differenza e la competenza è riconosciuta e premiata in "conquibus". Non succede quello che vediamo quotidianamente in Italia, dove, passatemi l'espressione, ci si fa letterlamente il mazzo per studiare e poi il meglio che si riesce a trovare sono contratti "cocodènonsodeche", fatti esclusivamente per arricchire sfruttatori e agenzie interinali, per rassicurare il FMI e per lasciare il popolo nella miseria e nell'incertezza
      Saudações.

    1. Galileo 6 luglio 2009

      Barnard, dovresti vergognarti di quello che scrivi. Hai veramente stufato tu e la tua miseria umana. Basta con queste stronzate che la colpa è sempre degli italiani...smettila di scrivere questi pensierini da bambino infelice che ha come unica aspirazione andare al bar.

    1. icemark 6 luglio 2009

      Ok la colpa sono gli italiani, questo ormai lo danno per scontato tutti, ma allora che facciamo? Emigriamo? Pulizia etnica? Apriamo di più le frontiere in modo da "diluirci" con gli stranieri?
      Oppure cominciamo dalla famiglia e dalla scuola ad insegnare VALORI e CONCETTI invece delle nozioni (servono anche queste, ma non solo queste), cerchiamo di svegliare un minimo di COSCIENZA SOCIALE e, soprattutto, cominciamo a RAGIONARE autonomamente, senza vedere il Grillo o il Barnard di turno come "eroi" ma come fonti (a volte preziose) di informazioni e spunti di riflessione.
      Sopratutto basta con il solito ‘…tanto è tutto così, tanto è inutile’ che è il modo migliore per lasciare le cose come stanno; poi si possono fare la riforma della giustizia, il parlamento pulito, ecc.

      Saluti

    1. motopodista 6 luglio 2009

      E' cosi'...,la realta' e' quella che ha descritto Barnard;e una vita di M...;infatti la soluzione piu' gettonata e quella di arraffare tutto nel piu' breve tempo possibile,per poi concedersi la liberta'.....,bella roba....

Visualizzati 20 di 106 commenti approvati.