DI IDA MAGLI
italianiliberi.it
I politici si ostinano a tacere sui veri problemi dell’economia. Nessuno, né nei partiti di governo né in quelli di opposizione, si riferisce mai, neanche per negarne l’esistenza o l’importanza, alle questioni sollevate ormai da anni da studiosi ed economisti italiani, tedeschi, francesi, americani, che riguardano la sovranità monetaria, l’adesione all’euro, le basi dei sistemi di mercato. Questo silenzio, al quale si attengono anche tutti i giornalisti, è di per sé la prova più significativa della sopraffazione e della dittatura europea.
In questi giorni il governo Berlusconi si appresta a presentare l’ennesima “riforma dell’economia” basata, come tutte le precedenti, sull’ossequio alle direttive dei Banchieri che sono gli unici, i veri governanti dell’Unione europea: ridurre il più possibile e al più presto possibile, il “debito” al fine di rientrare nei parametri di Maastricht, legge salvifica inderogabile. Inutile aggiungere che, per quanti espedienti Berlusconi possa inventarsi, le tasse aumenteranno e il “debito” pure per due motivi fondamentali: la mancanza della sovranità monetaria con l’accumulo degli interessi sul “debito” e il fondamentalismo di un mercato basato sul circolo perverso del più consumo più produzione.
Come tutti sappiamo, l’Italia non è una nazione libera e indipendente, perché ha ceduto il diritto sovrano di creare la propria moneta ai banchieri della BCE. La moneta è fabbricata (“emessa”) dai banchieri della BCE i quali ne sono gli azionisti, ossia dei proprietari privati. A costoro, persone ricchissime, azioniste delle più importanti banche d’Europa e d’America (Rockfeller, Rothschild, Beatrice Regina d’Olanda, Sofia Regina di Spagna, e per l’Italia gli azionisti della banca d’Italia compresa l’Unicredit, Draghi ecc.) che siamo “debitori”. Per avere la quantità di denaro necessario alle spese di bilancio, l’Italia lo prende a debito dai banchieri della BCE pagandovi l’interesse fissato dagli stessi banchieri e mettendo in cambio sul mercato il corrispondente quantitativo di titoli.
In sintesi, dunque, il nostro “debito” è ciò che “dobbiamo” restituire ai banchieri cui è stato ceduto dai nostri governanti il diritto a creare la moneta. Tutto questo è naturalmente talmente assurdo da apparire addirittura paradossale, o meglio folle, ma i politici vi hanno fondato il loro vero potere, il “sistema del potere”, da cui discende quello “politico”, il governo degli Stati. Tutti i politici sanno, com’è ovvio, che non potremo mai restituire un debito che non deve essere restituito: è forse interesse dell’usuraio che un debito venga estinto? Per averne una prova è sufficiente guardare a quanto si sono dati da fare banchieri e politici, riuniti in quell’orrido nido del malaffare che è Bruxelles, per convincere gli Stati più debitori a farsi “aiutare”, accollandosi un enorme prestito carico di interessi che non potranno, appunto, mai restituire. “Lacrime e sangue” per i popoli così amorosamente beneficiati dall’animo generoso dei banchieri. Soprattutto però che non vi venga in mente di uscire dall’euro, come qualcuno ha ventilato. Non pensiate di poterci sfuggire: noi abbiamo spinto la nostra generosità fino al punto di comprare i vostri titoli e di controllare preventivamente le vostre leggi di bilancio: dunque ormai ci appartenete.
Rientrare dal debito è la parola d’ordine di Tremonti e di Berlusconi; rientrare dal debito è la parola d’ordine degli usurai-traditori della sinistra (gli Amato, i Prodi, i Ciampi, i Monti) che ci hanno portato vittoriosamente a questo approdo. Il programma economico di Berlusconi è supportato dal suo abituale ottimismo: niente patrimoniale, per carità. Ma vendiamo quel poco di patrimonio che ancora possiede lo Stato perché è l’Italia, la nazione Italia che deve sparire. Insieme al federalismo, non ci vorrà nulla a cancellarla e, pensate: risparmieremo! Rimettiamo in marcia i consumi e vedrete: in tre anni il “debito” rientrerà, l’Europa batterà le mani davanti ai nostri miracoli. Povero Berlusconi, ci crede soltanto lui. Il “consumo” è la droga che si sono inventati quegli stessi che ci hanno espropriato della moneta per possederci: spendi, spendi, non risparmiare nulla. Adesso l’effetto-droga è finito e i popoli hanno recuperato il buon senso. Se le immatricolazioni delle auto sono diminuite del 20% rispetto al gennaio dell’anno scorso, è perché nessuno cambia più l’auto quando funziona ancora bene soltanto perché gli piace un modello diverso. Il mercato vero è questo, fondato sul bisogno e sulla ragione, non sull’avidità dei banchieri.
Non dimentichiamocelo mai: i banchieri sono quelli che ci hanno portato al disastro; sono quelli che, chiamando “gioco” la propria cupidigia, si sono impadroniti del mondo.
Ida Magli
Fonte: www.italianiliberi.it
Link: http://www.italianiliberi.it/Edito11/propostaeconomica.html
3.02.2011
sovranidade 8 febbraio 2011
In una comunità, semplice o complessa che sia, i cittadini lavorano e con il loro lavoro creano ricchezza. Se questo è il presupposto allora possiamo dire che due contadini, che dalla terra producono i frutti, devono essere necessariamente liberi di scambiarseli. Essi devono poterlo fare “gratuitamente” con qualsiasi fattispecie giuridica: il baratto, una cambiale, una qualsiasi forma scritta o un foglio di carta che si chiama banconota. Non importa il modo, l’importante che i contadini o un miliardo di persone che produce beni materiali o immateriali, siano liberi di potersi scambiare i beni prodotti quando e come essi stessi lo ritengono opportuno. Ecco perché parliamo di Sovranità Popolare (e quindi Sovranità monetaria).
La radice di ogni male si cela nella moneta perché essa non è solo uno strumento utilizzato per lo scambio di merci ma essa stessa diventa merce. Una semplice, impercettibile, piccola ed apparente innocua differenza che devasta l’esistenza di tutti gli organismi viventi.
L’attuale economia, fondata sul denaro, sul profitto, sulla crescita economica è fondamentalmente sbagliata perché in ogni nazione del mondo i governi non stampano la moneta necessaria per scambiare i beni e servizi prodotti dai cittadini, ma la chiedono in “prestito” alle banche centrali nazionali, tutte private, generando cosi un illegale debito pubblico che, legato ad un interesse percentuale, non può far altro che aumentare. Questa meccanismo di creazione della moneta si traduce nella più grande e disumana truffa per tutti i popoli della terra, perché i cittadini, di conseguenza, si troveranno in questo modo indebitati solo per aver ricevuto della carta (oggi solo impulsi elettronici). Per questo motivo tutti gli Stati del mondo cosi come tutti gli enti (regioni, province, comuni, scuole, ospedali, etc.) sono indebitati. E’ da questo debito che, come conseguenza, le tasse aumentano sempre più ed i servizi diminuiscono. La cosa peggiore è che da tutto ciò si genera un danno ambientale sempre crescente. Il profitto che trae la banca centrale di ogni nazione, per l’emissione delle banconote, si chiama “Signoraggio bancario”. Potremmo chiamarlo in centomila altri modi...ma la sostanza rimarrebbe invariata: il problema sta nel fatto che la moneta da semplice strumento per misurare il valore della merce prodotta, è diventata essa stessa una "merce" e il monopolio della creazione dal nulla di questa merce è in mano ai "privati" e non in mano ad uno Stato Sovrano. Punto !