Home / Attualità / La potenza di fuoco russa in Siria

La potenza di fuoco russa in Siria

DI ANDREI MARTYANOV

unz.com

Quanto si tratta di armi, le dimensioni sono importanti, così come gittata e velocità. C’è un piccolo contingente militare russo in Siria che crea grandi problemi agli americani, che si dice vogliano attaccare la base aerea Khmeimim.

Molti personaggi influenti in America non solo stanno considerando l’opzione, ma la stanno spingendo. Il tenente colonnello Ralph Peters non fa giri di parole quando si tratta di attaccare i russi: “la situazione potrebbe andare fuori controllo. In quel caso, dobbiamo vincere con rapidità e decisione – mantenendo le cose all’interno della Siria”.

Peters ed altri capi militari avranno sicuramente studiato gli strateghi del passato, da Clausewitz a Moltke a Guderian, ma bombardare i Russi a Khmeimim non ha senso. Gli Stati Uniti ovviamente possono sganciare il proprio arsenale e sterminare gli armamenti russi, siano essi SU-35, S-300 o S-400, con alta probabilità di mantenere l’intero conflitto confinato in Siria. Ma non è così scontato.

Che la Russia sia una superpotenza nucleare è indubbio, lo sanno tutti, anche i russofobi americani più accaniti. La Siria, però, è un po’ diversa: l’escalation verso un conflitto nucleare, infatti, potrebbe essere controllata da chi è più forte in un conflitto convenzionale. Il problema qui è proprio il concetto di guerra convenzionale – un tipo preciso di conflitto su cui i militari statunitensi si sono gettati negli ultimi 30 anni, vantando di essere in grado di gestire qualsiasi tipo di avversario.

Alla base di questo approccio stava la convinzione americana di avere le migliori armi stand-off (1). L’aggressione contro la Jugoslavia dimostrò che le forze armate potevano sopraffare la difesa aerea di una nazione come la Serbia abbastanza velocemente e da distanze ben al di là della portata delle sue obsolete difese aeree. Le migliaia di missili da crociera Tomahawk resero la difesa aerea serba praticamente inutile dopo le prime due settimane di incessanti bombardamenti.

Ma il problema per gli Stati Uniti scatta qui: la Russia può fronteggiare questo ipotetico conflitto convenzionale ben più della Siria. Può infatti rispondere colpo su colpo in qualsiasi parte del Medio Oriente, essendo dotata del più avanzato arsenale di armi stand-off ad alta precisione ad oggi noto.

Per questo è abbastanza ridicolo parlare di “sconfiggere” il contingente russo in Siria. La guerra non è una sparatoria, comincia nelle sale operative e negli uffici politici ben prima che venga sparato il primo colpo. Se il contingente russo in Siria fosse stato dispiegato diciamo nel 2005, lo scenario di Peters non avrebbe avuto alcun ostacolo. Ma non è il 2005 e la Russia è in grado di contraccare efficacemente in caso di attacco convenzionale su Khmeimim.

Ieri, a seguito della morte del tenente generale (2) Asapov in Siria, presumibilmente “favorita” dalla cosiddetta Coalizione in prossimità della liberata Deir-ez-Zor, l’aviazione strategica russa ha lanciato dei missili da crociera X-101 a lungo raggio verso bersagli ISIS in Siria. Non è una novità che i russi usino missili da crociera con più di 5.500 chilometri di gittata, né che la Marina lanci 3M14 della famiglia Kalibr con più di 2.500 km di gittata da qualsiasi parte del Mediterraneo orientale o del Mar Caspio. Queste gittate sono fuori portata per qualsiasi arma difensiva americana, come il Tomahawk TLAM-A Block II che al massimo ne ha una di circa 2.500 chilometri ed il TLAM Block IV che ne ha una di 1.600 chilometri.

La Raytheon dice che questi missili ed il Tomahawk sono in grado di colpire obiettivi in movimento. Le cose importanti però sono gittata e precisione e questo è un po’ il punto debole degli U.S.A. La portata offre una flessibilità operativa senza precedenti ed il lancio di ieri dai bombardieri strategici russi Tu-95 Bears ha lanciato un messaggio molto chiaro – non in termini della gittata degli X-101, ci sono in costruzione missili da crociera con distanze ancor maggiori, fino a 10.000 chilometri. Il messaggio stava nel fatto che i missili sono stati lanciati dallo spazio aereo iraniano ed iracheno. Non ce n’era bisogno, si poteva fare più comodamente dall’area del Mar Caspio. Ma i Bears sono stati lanciati mentre venivano portati nello spazio aereo iraniano da Su-30 e Su-35 delle Forze Spaziali Aeree russe e questo, oltre a dimostrare di poter raggiungere qualsiasi asset terrestre americano nell’area, ha lanciato un segnale inquietante.

L’Iran sa bene che, dovessero gli americani attaccare i russi in Siria, verrebbe immediatamente “coinvolto”, volente o no. Per cui, perché non prepararsi al meglio a quando resterà solo l’opzione nucleare? Ecco dunque che avere forze russe al proprio fianco e nel proprio spazio aereo aiuta notevolmente. Ma ciò apre anche ad un’altra grave possibilità in caso di conflitto convenzionale tra Russia e Stati Uniti – scenario che i neocon sognano. Mettendo da parte le emozioni e guardando i dati, la Dottrina Militare russa, riaffermata nell’Edizione 2014, dal 2010 considera l’uso delle stand-off High Precision come una chiave della strategia di contenimento, come l’articolo 26 della suddetta dottrina chiaramente afferma. La Russia non vuole la guerra con gli Stati Uniti, ma se spinta è in grado non solo di raggiungere gli asset terrestri statunitensi, come il nucleo CENTCOM in Qatar, ma, cosa ancor più significativa, anche quelli navali nel Golfo Persico.

Oltre a 66 bombardieri strategici di lunga portata, i Tu-160 e Tu-95, la Russia ha a disposizione più di 100 bombardieri TU-22M3, molti dei quali sono capaci sia di rifornirsi in volo sia di portare un’arma piuttosto intimidatoria: il missile da crociera X-32 (Kh-32), la cui gittata è di 1000 chilometri e la cui velocità supera i 4.2 Mach. Questo missile è stato precipuamente progettato per colpire qualsiasi cosa si muova sulla superficie del mare. Il missile praticamente non è intercettabile e come dimostrato ieri l’Iran non ha problemi a consentire a questi TU-22M3 di operare nel proprio spazio aereo. Lanciata dalla zona di Darab, la salva non solo coprirebbe tutto il Golfo Persico ma chiuderebbe il Golfo di Oman a qualsiasi forza navale. Nessuna nave e nessun Carrier Battle Group sarebbe in grado di entrare in questo settore in caso di conflitto convenzionale con la Russia in Siria. La salva di 3M14 dal Mar Caspio del 7 ottobre 2015 ha impressionato così tanto la USS Theodore Roosevelt ed il suo CBG da costringerle ad abbandonare quasi immediatamente il Golfo.

Questo semplice fatto dimostra perché per due anni un piccolo contingente militare russo sia stato in grado di operare in modo efficace in Siria e, difatti, imporre condizioni nella zona delle proprie operazioni. Il contingente non è solo una base militare, è una forza strettamente integrata con le Forze Armate, e sono queste ultime a decidere l’eventuale escalation. Speriamo solo che tutto quanto sopra descritto rimanga solo speculazione e non abbia alcuna base nella vita reale – se questi scenari non si avverano è meglio per tutti.

 

Andrei Martyanov

Fonte: www.unz.com

Link: http://www.unz.com/article/russia-the-800-pound-gorilla/

27.09.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

 

NOTE:

(1) Gli armamenti di tipo stand-off (tipicamente sono missili) sono quegli armamenti che possono essere lanciati da una distanza così lunga da consentire all’attaccante di restare al di fuori della portata delle armi difensive dell’attaccato. http://encyclopedia2.thefreedictionary.com/standoff+weapon

http://en.wikipedia.org/wiki/Standoff_missile

(2) Generale a due stelle, corrispondente al grado italiano di Generale di divisione.

Pubblicato da Davide

Precedente Populismi e Postmodernità
Prossimo Mi do i pizzicotti

7 Commenti

  1. Il segnale che gli americani non possono accettare la posizione che i russi si sono conquistati in Siria è la diffusione dell’ultimo messaggio vocale di Al Baghdadi che subito gli analisti americani hanno dichiarato autentico mettendone quindi in dubbio la morte che era stata annunciata dai russi.

    Il 24 settembre, quasi in coincidenza col messaggio, il Ministero delle Difesa russo sulla sua pagina facebook aveva postato le foto di hummer americani localizzati nelle zone controllate dall’ISIS.
    Si scrive:

    “This suggests that the US troops feel safe in terrorist controlled regions.”

    https://www.facebook.com/mod.mil.rus/posts/1985701461672600

    Sembra che si stia cercando di portare la situazione al punto in cui anche questo precario equilibrio diventerà insostenibile.

    • Pare comunque che gli USA abbiano cambiato cavallo in Siria. Ora, insieme a Israele, hanno gettato i Curdi e la lora “causa” nella mischia. Il nuovo stato “curdo” prenderà il ruolo dell’ormai evaporato “califfato”. Una nuova pedina per continuare lo stato di conflitto permanente a cavallo tra Siria e Iraq e, delizia di Sion, spina direttamente sul fianco dell’Iran.

  2. Non so se è un problema di traduzione, ma l’articolo parte da un concetto errato, un attacco alle forze russe in Siria è un conto, un attacco alla Base Russa in Siria è un altro, nel primo caso è uno scontro tra parti su un terreno terzo, nel secondo è un attacco diretto alla Russia, ne più ne meno, cosi come sarebbe un attacco diretto agli USA quello contro la base in Qatar, questo sul piano giuridico-politico, le conseguenze sul piano militare sono completamente differenti, si passa dalle opzioni tattiche a quelle di teatro a quelle stragiche in contemporanea, non ci sarebbe una “escalation” nel senso che si partirebbe già con tutte le opzioni operative.

    Sul piano militare l’intervento russo ha introdotto una serie di novità impossibili da sopravvalutare, influenzerà in modo determinate tutta la “postura” delle grandi potenze, non ho modo di approfondire in questa sede, in altri commenti avevo indicato
    – La fine del monopolio USA sull’utilizzo di armi a lunga gittata con sorvolamento di più spazi aerei
    – La capacità di controllare lo spettro elettromagnetico in teatro su tutte le frequenze, con dimostrazione anche di capacità di obliterazione dell’ELINT avversaria su vaste aree.
    Aggiungo qualche altro elemento
    – Utilizzo di missili da crociera a lunga gittata da sommergibili immersi
    – La capacità di schierare da subito una forza “completa” di tutti gli assetts indispensabili, uno sforzo logistico di primaria grandezza
    – La valorizzazione delle forze sul terreno come moltiplicatori, sia in fase “cinetica” che logistica, ad iniziare dalla ristrutturazione del ciclo di recupero dei mezzi danneggiatii, una cosetta che sembra secondaria, ma che si è rivelata invece decisiva in poche settimane
    – L’utilizzo di armamenti di precisione su obiettivi ben determinati, e non a pioggia
    CI sarebbe molto da dire, un elemento che pochi aggiungono al discorso è la genesi di questa risposta Russa in Siria; a mio avviso molto risale all’esperienza della guerra in Georgia, i russi in quella fase hanno mostrato diverse debolezze, che hanno generato una profonda riflessione all’interno sia delle forze armate che dell’industria bellica, con risultati eclatanti. In Georgia, tra le altre cose, i russi hanno avuto modo di acquisire al completo un paio di centri di comando e controllo organizzati dalla NATO e da Israele, credo che abbiano capite molte cosette da questa esperienza.

    • In Georgia i russi hanno rischiato una figuraccia incredibile e dopo si sono rimessi in riga.

    • Certo che è dura accettare, per gli USA, che una superportaerei da 14 miliardi di $ sia un ferrovecchio. Meno male che il Pentagono non ha una spending review…

  3. Ho smesso di leggere qui.
    “Le migliaia di missili da crociera Tomahawk resero la difesa aerea serba praticamente inutile dopo le prime due settimane di incessanti bombardamenti”
    Come no gli americani i famosi bombardamenti in Serbia l’hanno fatti da 10.000 km di altezza, proprio per paura della contraeri serba, tutta quell’operazioni fu una gigantesca macchina mediatica, visto che la maggior parte delle forze militari serbe rimasse intatta, gli americani se la presero con gli obiettivi civili fare un po’ di danni, tra l’alto ci rimisero anche un bombardieri stealth con relativa figuraccia.