Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
Il risultato è stato perentorio: i Repubblicani non hanno perso solo le elezioni, ma qualcosa di più. Il secondo mandato Trump mostra a tutti noi chi comanda davvero negli Stati Uniti. L’inquilino della Casa Bianca, sin dall’inizio della campagna politica, ha le mani legate innanzitutto dalla diffusione delle conversazioni e dalle foto degli Epstein file.
Inoltre, Trump sta continuando a pagare il suo rapporto con Israele, quindi con Netanyahu, oramai diventato troppo deleterio anche per gli USA. Non servono i proclami pubblici elettorali, ma risposte. E Trump, le risposte, le ha già avute e le continuerà ad avere. Non basta più affermare pubblicamente ai rally che bisogna sospendere i fondi per Israele.
Gli Stati Uniti non hanno fatto altro che mandare armi e soldi ai sionisti da sempre. Inoltre, affrontare la situazione in maniera guerrafondaia non è la soluzione per uscire da una vera e propria crisi, interna ed esterna al Partito Repubblicano. Adesso Trump se la prende con l’Iran e promette di usare persino il nucleare.
Certo… se i Repubblicani sono appena usciti con le ossa rotte dalla peggiore tornata elettorale degli ultimi anni, è colpa dell’Ayatollah e dell’intero Iran, non delle decisioni politiche prese con il placet sotterraneo di Netanyahu.
L’altra faccia della medaglia partitocratica, il Partito Democratico, sulla scia dell’elezione di un anno fa del sindaco di New York, Zoran Mamdani, riesce a trionfare anche in Stati storicamente repubblicani. Pensiamo al Texas, dove Gina Hinojosa è riuscita a spodestare il governatore Greg. Non solo, anche al Senato il dem James Talarico è riuscito a sconfiggere pesantemente l’avversario, Ken Paxton. Insomma, i cowboy hanno cambiato pelle.
La percentuale forse più clamorosa arriva dal Kansas, in cui Adam Hamilton è riuscito nell’impresa di conquistare un seggio al Senato. Non accadeva dal 1932 che un militante dei Democratici vincesse le elezioni in tale Stato. Ciò la dice lunga anche sull’elettorato repubblicano, che ha chiaramente espresso un’opposizione a Trump.
Per non parlare della storica roccaforte quale era la Georgia, passata ai Dem in queste midterm, con la vittoria di Keisha Lance Bottoms (prima donna afroamericana eletta governatrice dello Stato) e di Jon Ossoff, rieletto al Senato dopo la competizione politica con il trumpiano Mike Collins.
Non dimentichiamo anche “le due Caroline”. In quella del Nord, l’ex governatore democratico Ray Cooper ha superato Michael Whatley. È la prima volta dal 2008 che al ramo senatoriale del Congresso vince il DP.
Nella Carolina del Sud, Annie Andrews ha sconfitto l’uscente repubblicana Darline Graham. È la prima donna democratica ad essere eletta al Senato in questo Stato.
Cosa cambierà? I Democratici, alla fine, li conosciamo quanto i Repubblicani. Sono quelli delle guerre e ancora guerre. Andando oltre la retorica della vittoria della democrazia e della libertà, non possiamo dimenticare le malefatte di Obama, di Clinton, del duo Biden-Harris e di Carter, a proposito di Iran.
Indirizzando l’analisi in tempi più recenti, non possiamo ignorare le manovre propagandistiche del sindaco di New York Mamdani, che ha promesso addirittura di catturare Netanyahu, se quest’ultimo fosse andato nella “Grande Mela”. Bibi parla e sparla all’ONU senza che nessuno gli torca un capello. Non può passare inosservata la truffa che va di moda della tassazione ai ricchi. Mamdani non l’ha proposta e non ha mai approvato una seria imposta sui capitalisti newyorkesi. Ha semplicemente emanato una tassa riguardante esclusivamente i secondi immobili di coloro che risiedono fuori città. Ecco servito il contentino all’opinione pubblica statunitense e all’elettore medio di AVS in Italia.
Trump ha perso. Ma hanno vinto i Democratici.
Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
04.11.2026
A.P. 5 novembre 2026
Il migliore commento lo ha fatto la Cina: le elezioni americane sono una questione di politica interna americana, tradotto: per noi non cambia nulla.
Martin 5 novembre 2026
Peccato che siamo in Italia! Trump è stato giustamente castigato per aver scatenato una nuova guerra - dopo 10 anni di propaganda contro le guerre - e per aver trasformato il MAGA in MIGA (Make Israel Great Again). Ma non c'e' da fare nessun salto di gioia perche' i Dem neoglobalisti riprenderanno a puntare la Russia, insieme alla Commissione UE ed ai Governi guerrafondai europei. C'e' molto poco di cui essere allegri fino a quando la gente non afferrerà che la Commissione UE vuole la guerra contro la Russia ed ha inoltre richiesto un aumento dell'80% dei contributi nazionali. Da 25 miliardi all'anno dovremmo passare a 45 miliardi... e nessuno ne parla qui in Europa......