La politica monetaria e creditizia del fascismo

Dagli "Annali di Economia" del 1934 a firma Bottai e Guarneri.

La politica monetaria e creditizia del fascismo

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

Nella prima fase del ventennio, la politica economica del regime seguì in tutto e per tutto le logiche liberiste, per iniziativa soprattutto del ministro delle Finanze e del tesoro Alberto De Stefani, che diede vita a una politica di diminuzione del disavanzo del bilancio dello Stato. La sua politica entrò in crisi nel 1925 in occasione del deprezzamento massiccio della lira, a causa del quale si dimise nel giugno 1925, sostituito da Giuseppe Volpi. Il 18 luglio 1926 a Pesaro Mussolini pronunciò il discorso in cui lanciò l'obiettivo di quota 90, ossia il raggiungimento di un cambio con la sterlina pari a 90 lire. Iniziò così la politica di restringimento del credito che provocò la rivalutazione della lira, ma al contempo una deflazione "selvaggia" che comportò una contrazione dei salari, dell'occupazione industriale e una sostanziale stagnazione della domanda e dei consumi; impose cioè costi economici e sociali rilevanti che si ripercuoteranno nella fase successiva caratterizzata dalla crisi internazionale del 1929. Fu la necessità di un sostegno forte della domanda, oltre alla precaria situazione dei settori bancari e industriali, che provocò fin dai primi anni trenta un accentuarsi dell'intervento dello Stato in economia.

Pubblichiamo qui alcuni stralci dalla relazione degli Annali di Economia a firma di Giuseppe Bottai e Felice Guarneri, che tracciano in modo chiaro le problematiche economiche affrontate dal Regime nel primo decennio della sua esistenza.

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1. - Un campo dell'economia moderna, nel quale l'intervento dello Stato può ritenersi comune a tutti i paesi civili senza eccezione, è certamente quello della moneta. La generalità del fenomeno fa sì che esso sfugga all' osservazione dei più; non è meno vero che l'intervento dello Stato assume proprio nel dominio monetario, oltre che l'estensione più ampia, anche sua maggiore intensità. Dappertutto la moneta è emessa o dallo Stato direttamente o da istituti, cui lo Stato ha concesso la facoltà
di emetterla ; più generalmente, lo Stato emette la moneta divisionale e gli istituti di emissione i biglietti di banca. Nell'un caso o nell' altro, lo Stato regola l'emissione allo scopo di tenere la massa monetaria entro i limiti delle necessità economiche e finanziarie di ciascun paese.

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3. - Nel complesso, la politica monetaria e creditizia è, fra tutte le forme di intervento statale, quella che raggiunge forse il massimo di estensione e di profondità e, data l'importanza fondamentale dell' elemento su cui opera, è certamente quella che dà luogo alle ripercussioni più vaste ed imponenti, non soltanto nel campo strettamente economico, ma altresì nel più vasto campo dei rapporti sociali. Occorre appena ricordare, infatti, che, se la politica creditizia costituisce uno dei più cospicui fattori dell' orientamento dell' attività economica privata, e pertanto concorre in notevole misura a determinare, quando sia perseguita per un tempo abbastanza lungo e con uniformità di intenti, la struttura economica di ciascun Paese, la politica monetaria influisce, oltre che sull' attività produttiva, anche sulla distribuzione dei redditi provocando conseguenze notevoli per quello che attiene alla esistenza ed alla posizione rispettiva delle differenti categorie sociali.

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6. - Quando, nell' ottobre del 1922, venne instaurato in Italia il Regime fascista, la situazione dei Paese era, dal punto di vista monetario, così come da ogni altro punto di vista, estremamente delicata. La lira aveva subito nei primi anni del dopoguerra una rapida e violenta svalutazione : il dollaro che nel marzo 1919 valeva ancora meno di 7 lire, era arrivato a valerne 29.80 alla fine di dicembre 1920.

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7. - Sebbene una tendenza dell' ulteriore svalutazione della lira non risulti dall' andamento delle quotazioni, il pericolo di un improvviso crollo della nostra valuta incombeva ancora. Basterà ricordare la situazione del bilancio statale, che erasi chiuso nello esercizio 1921-22 con un deficit di oltre 15 miliardi e mezzo ; la situazione delicatissima che era venuta a crearsi in seguito alla crisi bancaria del 1921 e, infine, la scarsa copertura, che ammontava a poco più di un miliardo di lire (alla pari) in oro effettivo e poche centinaia di milioni di lire in valute equiparate, poco o nessun affidamento potendosi fare sull' oro depositato all' estero, che difatti non è rientrato ancora oggi che in minima parte.

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8. - Nel corso dei secoli, gli Stati, essendo generalmente i più grandi debitori, sono sempre stati piuttosto favorevoli alle svalutazioni che hanno attuato prima di tutto a proprio beneficio. Ma il Governo fascista ha giustamente anteposto, ad ogni considerazione di bilancio, la necessità sociale ed economica di tutelare il risparmio ed il salario del lavoratore, ed ha conseguentemente messo in opera ogni sforzo per arrestare le pericolose fluttuazioni dei nostri cambi sull' estero.
A tale scopo, oltre ad infrenare l'aumento della circolazione bancaria, soprattutto di quella emessa per conto dello Stato, il Governo fascista ha dato opera al risanamento del bilancio statale, riducendo le spese e aumentando le entrate.

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10. - Il memorabile discorso di Pesaro, in cui il Duce riaffermò solennemente la volontà di difendere la lira a qualunque costo, ed il ben congegnato intervento del Tesoro sul mercato dei cambi, stroncarono la speculazione al ribasso della lira e, costringendola a coprirsi, determinarono in brevissimo volgere di tempo un movimento in senso opposto. Alla fine del 1926 il dollaro era già sceso a 22,12 e da sterlina a 107,93 ; alla fine di giugno 1927 il dollaro quotava 18,15 e la sterlina 88,09.

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12. - Effettuata la stabilizzazione, la difesa della nuova parità diventava naturalmente il compito fondamentale della politica monetaria italiana. Ma, se l'assolvimento di tale compito fu relativamente facile nei primi anni, grazie alla notevole disponibilità di divise, creata, con l' emissione di prestiti pubblici e privati sui principali mercati finanziari esteri, non così può dirsi certamente del periodo, a noi più vicino, che coincide con lo scoppio ed il progressivo aggravarsi della crisi economica mondiale.

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Ma la precipitosa caduta dei prezzi delle merci sui mercati mondiali imponeva all' interno un compito più arduo di quello che può comportare la difesa del
confronti dell' estero. A mano a mano che il potere di acquisto dell' oro aumenta, occorre, infatti, per mantenere l'equivalenza della moneta nazionale rispetto all'oro, provvedere a ciò che aumenti in proporzione il potere di acquisto di essa all'interno del Paese. S'impone, quindi, un processo continuo di deflazione, non facile ad attuarsi, anche dal punto di vista bancario, ma soprattutto gravoso per il continuo sforzo di adattamento nel campo economico e finanziario. Per renderci conto della gravità di tale sforzo basta, del resto, por mente alla serie numerosissima dei paesi che non hanno potuto resistervi ed abbandonare la parità legale delle rispettive monete.

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15. - Per quel che concerne l' attività creditizia italiana nell' ultimo decennio, possiamo tranquillamente affermare che, se essa non è sfuggita ad alcune tendenze inflazionistiche manifestatesi in certi periodi in tutti i Paesi, ha saputo contenere le deviazioni in limiti relativamente modesti ; ed ha, soprattutto, saputo evitare il formarsi di quelle forti esposizioni a breve termine verso l'estero, che hanno altrove messo a dura prova anche la stabilità monetaria o hanno addirittura portato le monete fuori dei gold standard.

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21. - Risulta, ad ogni modo, evidente da queste semplici indicazioni come il Governo fascista, se interviene per incoraggiare e sostenere l'attività economica privata, si preoccupa però nello stesso tempo di disciplinarla convenientemente indirizzandola al raggiungimento di fini di interesse generale. Il che non significa che lo Stato assume la diretta gestione delle aziende produttrici ; la sua azione mira essenzialmente ad orientare e disciplinare l' attività e l'iniziativa privata che rimane pur sempre alla base della nostra organizzazione economica. Questa azione, che in passato esercitavasi sporadicamente e pressoché esclusivamente nel campo
della politica doganale, investe oggi tutta la politica economica mettendo in moto un complesso di mezzi assai più efficace e di effetto più immediato.

22. - I provvedimenti cui abbiamo fatto cenno nel corso di questa breve nota sono naturalmente ben lontani dall' esaurire la complessa attività che il Governo fascista ha spiegato nel campo della politica monetaria e creditizia. Essi ci sono sembrati, tuttavia, particolarmente indicati per mettere in luce le linee direttive di
tale politica, nonché l'organicità di essa e la sua aderenza ai sani dettami della scienza e dell' esperienza economica e finanziaria.

Quella che, tuttavia, merita di essere rilevata è la continuità della politica seguita dal Governo fascista e la sua perfetta aderenza agli interessi generali del Paese interpretati e tutelati con assoluta indipendenza da ogni ristretta visione particolaristica e da qualsiasi influenza perturbatrice di interessi di categoria.

Giuseppe Bottai e Felice Guarneri

Annali di Economia
Vol. 9, No. 2 (Giugno 1934)


Commenti (29)

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Mostra commenti 29 caricati
    1. A.P. 3 luglio 2024

      Ma che diamine! Sotto il fascismo si stava benissimo sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sociale, chi lo nega è uno "squarachiacchio"......D'altra parte la necessità di eliminare i partiti era solo un espediente per ottimizzare il percorso di riforme economiche senza avere intralci per i piedi; la necessità del colonialismo era solo un altro espediente politico per avere finalmente un impero e un posto al sole nel consesso internazionale; l'entrata in guerra con Hitler era semplicemente una necessità storica per l'avanzata del fascismo quale risanatore del guasti del mondo; le leggi razziali erano necessariamente una politica di "endorsment" per aggraziarsi l'alleanza col baffetto austro-ebraico. Ora, se Beneduce fondò necessariamente l'IRI, gran cosa non c'è che dire, lo fece perché il regime nella sua più totale ignoranza in materia economica, non sapeva più come dare un senso alle sue smargiassate demagogiche che erano proporzionate alla miseria che incombeva nelle campagne italiane. Quindi non restava che assegnare allo stato un compito che il fascismo era lontanissimo dall'immaginare: assumersi la responsabilità del rilancio industriale del paese. Ecco cosa fece di buono Il Duce: lasciare che Beneduce si occupasse di cose serie mentre lui andava a combattere le battaglie del grano. Il fascismo fu una farsa che finì in tragedia: coloro che non lo vogliono capire è come chi in una giornata di sole si mette l'impermeabile, il che non è vietato affatto, ma.............
      Speriamo di essere stati chiari una volta per tutte, ma ne dubito profondamente.

    2. Arian Van Heisen 3 luglio 2024

      Sei stato chiarissimo..! da perfetto anti... che pensa di sapere e di aver capito tutto..! proprio come la nasona svizzera e suoi mentori..
      Hitler non era Ebreo e combatteva le Famiglie Ebree controllori del Denaro nel tentativo di una terza via al Liberismo o al Comunismo, questo si,....che sia chiaro..!

    3. Primadellesabbie 3 luglio 2024

      Invece risulta che abbia rastrellato e sterminato le Famiglie Ebree senza denari.

      Si sarà trattato senz'altro di una svista!

    4. Arian Van Heisen 3 luglio 2024

      No, non era una svista...!, durante la guerra venivano rastrellati tutti coloro che si opponevano alle leggi speciali o i sovversivi che siano stati ebrei o indigeni, d è quello che succede tutt ora in tempi di pace o di guerra vedi Guantamano o Palestina
      Pare secondo molti storici che lo sterminio sia stato ricostruito postumo con il Turismo Macabro dell' industria sull' olocausto di matrice AngloUsa Giudea,

    5. Martin 3 luglio 2024

      A.P., ma fammi capire, e chi nega che il fascismo e' stato una dittatura?

      Tanto premesso, il modello IRI che tu molto sgangheratamente cerchi di svilire alle smargiassate del povero (per come e' finito) Achille Starace, e' stato integralmente e dichiaratamente preso a modello e imitato dagli Usa di Roosevelt e post WW2 dalla GB (i laburisti), Francia, Belgio e Olanda. La Germania gia' aveva il suo - lol.
      Puoi documentarti in materia.

      Si e' quindi trattato di una smargiassata di enorme successo!

      Appunto, dato che e' stato un successo incontrovertibile, e intimamente connesso al concetto ed alla realta' storica del welfare state o stato sociale, si cerca di negarlo in tutti i modi, usualmente dando del fascista a chi invece lo riconosce.

      Hai senza dubbio ragione! Dobbiamo tutti vigilare contro il rischio di un ritorno del fascismo!
      Che nessuno disturbi il Governo imperiale della Commissione UE!

    6. BrunoWald 3 luglio 2024

      "D’altra parte la necessità di eliminare i partiti era solo un espediente per ottimizzare il percorso di riforme economiche senza avere intralci per i piedi;"

      No, ha solo preso esempio dai bolscevichi in Russia.

      Il colonialismo sì che fu un misfatto inutile, ma vedi, visto che tutti gli davano del dittatore, forse avrà voluto redimersi imitando le grandi democrazie occidentali che - lo scoprirai facilmente consultando le mappe dell'epoca - coprivano i continenti con le loro colonie.

      L'alleanza con la Germania e leggi razziali nacquero dalla constatazione che la guerra era inevitabile, perché ormai decisa dalla finanza ebraica e dalla masson... ooops, volevo dire "dalle democrazie occidentali".

      La "miseria che incombeva nelle campagne italiane", mica come in Russia, o negli USA...

      "Ecco cosa fece di buono Il Duce: lasciare che Beneduce si occupasse di cose serie"...

      E ti pare poco? La "democrazia" li ammazza, quelli che hanno voluto occuparsi di cose serie, da Mattei a Gardini.

    7. Primadellesabbie 4 luglio 2024

      Ebrei, specialmente se poveri, comunisti, zingari e omosessuali si opponevano alle leggi contro di loro?

      Ma guarda che combinazione.

      E c'è chi ha la perversione di accomunarsi ai sadici sostenitori di un tale regime, concepito per ridurre le possibilità umane all'esaltato nanismo intellettuale dei suoi ideatori, ispirati da abortite contorsioni culturali asiatiche.

    1. Primadellesabbie 3 luglio 2024

      Se invece si parte dall'eliminazione rituale del protagonista, si rischia di spiegare ogni cosa fin dagli inizi.

    2. Hospiton 3 luglio 2024

      Nel seguente video un'intervista a Enrico Montermini, ricercatore che si è occupato della morte di Mussolini (ha pubblicato un saggio su quei fatti, "Mussolini e gli Illuminati"). Circa 35 minuti
      https://www.youtube.com/watch?v=i8opNm1S1LU

    3. BrunoWald 4 luglio 2024

      Ti ringrazio per il link, il video è estremamente interessante e le considerazioni di Montermini permettono di comprendere, o anche solo di intuire, molte cose. Sicuramente illustrano la natura tenebrosa delle forze che prevalsero in quel conflitto, e alle quali così tanti hanno venduto la loro anima.

    4. Primadellesabbie 4 luglio 2024

      Ho seguito con attenzione, lo rivedrò.
      Nella prima parte riporta molti accadimenti secondo una versione che ormai le persone attente conoscono, ha colto alcune cose altre no, certi collegamenti non sono intuitivi, es.: non si è trattato di una 'consacrazione', ma della celebrazione rituale della dissacrazione (non sa come e quando era avvenuta la consacrazione), inoltre poco credibili le modalità della esecuzione (che doveva essere parte del rito), invece ci ha preso su quale massoneria sia stata maggiormente coinvolta (e tradita) nell'intera avventura.

      Anche la seconda parte è molto interessante, specialmente l'individuazione della figura di Rees.

      Ti ringrazio.

      PS - Annie Besant ai vertici del Movimento teosofico, che cita all'inizio parlando di reincarnazione, ha avuto dei guai giudiziari in India per un progetto analogo che coinvolse un bimbo.

    5. Hospiton 4 luglio 2024

      Figurati Primadellesabbie, un piacere condividere questi contenuti. In effetti quello della "consacrazione" è un errore che ripete anche nel libro...svolgendo qualche ricerca su Piazzale Loreto mi sono imbattuto anche in questo, tanto per aggiungere carne al fuoco

      "Il direttore di Abruzzopress, Marino Solfanelli, ricorda i giorni del Concordato e la rivelazione, negli anni '70, del settimanale "La Rivolta del Popolo", un articolo in cui si parlava di Mussolini condannato a morte della Massoneria inglese. Il settimanale che fece lo scoop ebbe vita breve e chiuse poco dopo.

      fonte Abruzzo Press

      I “Patti Lateranensi”, ovvero il Trattato (Concordato) fra la Santa Sede e l’Italia, sottoscritto l'11 febbraio 1929, è stato celebrato nei giorni scorsi con manifestazioni ufficiali cui hanno preso parte alte personalità dello Stato del Vaticano e della Repubblica Italiana. Con il Trattato, pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis n. 6 del 7 giugno 1929, si pose finalmente termine ad un annoso conflitto tra Stato a Chiesi, stabilito i confini del territorio dello Stato della Città del Vaticano, e definito l’elenco e la pianta degli immobili con privilegio di extraterritorialità e con esenzione da espropriazioni e da tributi, e quant’altro. Il Crocifisso tornò nelle aule scolastiche e la Religione cattolica fu materia di insegnamento scolastico.

      Ma chi furono gli artefici del Concordato, ovvero i personaggi che vollero, realizzarono e sottoscrissero i Patti Lateranensi?

      Durante le rievocazioni dei giorni scorsi nessuno lo ha detto. Ebbene lo diciamo noi: Il documento fu redatto e sottoscritto dal Cardinale Pietro Gasparri e dal Primo ministro italiano Cav. Benito Mussolini, Capo del Governo e Duce del Fascismo, che il Papa Pio XI definì “L’uomo inviato dalla Provvidenza”.
      Per quel concordato, come fu rivelato dal settimanale “La Rivolta del Popolo” negli anni ’70, fu emessa una sentenza di condanna a morte contro Benito Mussolini dalla Massoneria inglese. Condanna che sarebbe stata regolarmente eseguita nel 1945, sempre secondo le rivelazioni di quel settimanale, da Eugenio Cefis e Italo Pietra, che rientrarono in Italia attraverso la Svizzera, con un finanziamento di 50 mila sterline.

      Sull’avvenimento si intrecciano altre importanti e curiose circostanze: Eugenio Cefis fu presidente dell’Eni, Italo Pietra fu direttore de Il Giorno, quotidiano dell’Eni, il Colonnello “Valerio”, ovvero il rag. Walter Audisio che si assunse la responsabilità dell’uccisione di Mussolini fu dipendente dell’Eni. Lo stesso Comandante partigiano Pedro, Pier Luigi Bellini delle Stelle, che catturò Mussolini, fu messo al vertice della Sarom Progetti, che ebbe una sede anche a Chieti Scalo, la organizzazione deputata alla conservazione della struttura tecnica del patrimonio Eni.

      Il cadavere di Mussolini fu recato a Piazzale Loreto, ove fu impiccato per i piedi alla stazione di benzina, da un furgoncino targato CDV (Città del Vaticano), rituale simbolico che lo ricollegava al Concordato.
      Il settimanale “La rivolta del Popolo”, artefice delle rivelazioni, ebbe vita breve poiché tutte le agenzie giornalistiche si rifiutarono di distribuirlo. L’ultimo numero, di 50 mila copie, fu distribuito gratuitamente per le vie di Roma da studenti universitari della Facoltà di Giurisprudenza della Università degli Studi della Capitale"

      Naturalmente vien spontaneo collegare tutto ciò con i fatti che coinvolsero Cefis negli anni 60 e 70, più in generale con il ruolo fondamentale interpretato da Cefis nell'Italia del tempo, sostanzialmente una sorta di professionista dell'intelligence dislocato sullo scacchiere economico e politico italiano.

      Il futuro presidente ENI nel 1945 aveva solo 24 anni, forse pochi per venir coinvolto in una simile operazione, eppure lo scrittore Paolo Morando (che ha dedicato una biografia a Cefis) in un'intervista riporta che
      "lo storico Aldo Giannuli ha trovato delle prove sull’appartenenza di Cefis al Sim (Servizi Informazioni Militari) già dal periodo pre-Resistenza. Che lui abbia avuto contatti- come Ufficiale Sim- con l’intelligence alleata che gravitava intorno al confine con la Svizzera per contrastare il nazifascismo è molto probabile"

      Inoltre mi pare che la vicenda del Concordato -con conseguente reazione della Massoneria inglese- si inserisca ragionevolmente nel contesto del possibile tentativo di smarcamento di Mussolini dai Poteri che ne avevano sostenuto l'ascesa.

      ps concordo sull'importanza dell'aver citato Rees e il Tavistock, notavo come su Wikipedia italiana non vi siano pagine dedicate alla questione.

    6. Hospiton 4 luglio 2024

      Di niente Bruno. Più si raccolgono informazioni più aumentano i dubbi, intuiamo giochi di potere ardui da decifrare anche a distanza di decenni, immaginiamo quanto sia complicato analizzare l'attualità...nel libro che Montermini ha dedicato all'esecuzione di Mussolini è presente una splendida postfazione di Giorgio Galli, purtroppo non sono riuscito a trovarla in pdf sul web altrimenti l'avrei postata. Troppo lunga per ricopiarla qui, oltre 10 pagine, riporto però un passaggio curioso in cui Galli cita un messaggio che gli pervenne da Giacomo Scalfari, scrittore e archeologo

      "Scalfari mi scrive: "tra i tanti misteri che avvolgono il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, si dà il caso che la strage di via Fani avvenne il 16.03.78 e che a questa serie di numeri corrispondono le seguenti rune: 16 (S) 3 (T) 15 (R) 7 (G) STRG - STRAGE. Può esser solo una coincidenza, e se non lo fosse la nostra conclusione non sarebbe certo che le BR avessero una passione per le rune germaniche! Ma che le BR (per lo meno quelle che organizzarono il rapimento e l'uccisione di Moro) fossero pilotate da forze occulte, servizi segreti italiani e esteri, ecc, e che tali forze abbaino potuto utilizzare l'alfabeto runico come codice per segnalare che tale rapimento, come le stragi di Stato e tanti altri delitti politici, era gestito da loro"

      Al di là della fondatezza della teoria di Scalfari, su cui non sono minimamente in grado di pronunciarmi, ciò che trovo significativo è che anche studiosi rigorosi come Galli non esitassero a confrontarsi su queste tematiche e a interpretare in chiave esoterica determinati fatti.

    7. Primadellesabbie 4 luglio 2024

      Credo sia una buona ricostruzione.

      Ricordo, alla metà degli anni '70 il distributore transennato.

      C'è anche da ricordare un certo Bernardino Nogara, fratello di un arcivescovo o cardinale, ingegnere, banchiere tuttofare, di matrice vaticana che svolse un importante ruolo nel cambio di bandiera, qui Wiki che però glissa sul suo ruolo nei Patti Lateranensi: https://it.wikipedia.org/wiki/Bernardino_Nogara

      Cefis sarebbe divenuto in seguito il capo della P1 (ho qualche ricordo legato alla sorella, ma ero troppo piccolo, ero attratto dai biscotti non dalle informazioni).

      Altra cosa, il figlio della dama di compagnia (di cui nessuno parla) morta in UK qualche anno fa, che è stata accanto alla coppia fino all'ultimo diceva (anche a un mio famigliare) che sua madre, pur tenendo il segreto, ha categoricamente e significativamente smentito tutte le versioni che si sono succedute fina alla sua scomparsa.

      Possibile che tra le carte del Vate non ci sia qualche accenno alla consacrazione?

      Grazie per lo scambio, forse ho ripetuto qualcosa già detta, ma era il caso.

    8. Hospiton 4 luglio 2024

      Grazie a te, non ricordavo la figura di Nogara. Un ripasso è sempre utile, quante cose da tenere a mente...per quel che riguarda il Vate sarebbe interessante chiedere lumi a Giordano Bruno Guerri, che credo sia il massimo esperto vivente su D'Annunzio, oltreché studioso del Fascismo, dei rapporti con la Chiesa, in generale della società del tempo (le sue biografie su Malaparte e Galeazzo Ciano offrono spunti notevoli). Tempo fa si è pronunciato sulla morte del poeta, a suo parere i tentativi di allontanare Mussolini da Hitler, o comunque l'ostilità mostrata da D'Annunzio (figura che godeva ancora di prestigio internazionale, quindi scomoda) nei confronti del Fuhrer e di un'alleanza coi tedeschi potrebbero essergli costati cari. https://www.ilpuntoquotidiano.it/mix-di-sesso-e-droga-uccise-dannunzio/

    9. Primadellesabbie 4 luglio 2024

      Ho letto, il fatto è che, come accenna Guerri (mi procurerò i suoi libri) in conclusione del pezzo, D'Annunzio è stato Gran Maestro della stessa fratellanza di cui facevano parte Churchill e Roosevelt e alcuni personaggi che si sono dati molto da fare per far nascere il regime. Era anche il capo dei Rosa Croce e la costituzione di Fiume è lontana anni luce dal fascismo, non solo dal razzismo nazista.

      Non può non aver lasciato scritto qualche cosa, finito chissà dove.

      Bella la pista Emy Heufler.

    10. Hospiton 4 luglio 2024

      Non c'è dubbio, e alcuni proclami originari del Fascismo sansepolcrista che potevano aver qualche punto di contatto con la Carta del Carnaro vennero via via disattesi, man mano che il Regime si consolidò nel corso degli anni 20...

      sui collegamenti tra la Massoneria e l'esperienza di Fiume è recentemente uscito un saggio di Luigi Pruneti, "Quis Contra Nos? La massoneria nell'impresa fiumana di D'Annunzio", non l'ho letto ma ho seguito alcuni interventi dell'autore su youtube. Ebbene mi ha stupito il fatto che Pruneti -che fa parte della Gran Loggia d'Italia degli Alam e mi sembra uno studioso attendibile- ritenga non ci siano prove sufficienti che attestino l'appartenenza di D'Annunzio alla Massoneria. Devo dire che queste dichiarazioni mi hanno un po' sorpreso, anch'io ero a conoscenza di un'altra storia (ero convinto che il Vate appartenesse non solo alla Massoneria ma proprio all'Obbedienza di Pruneti, come del resto risulterebbe anche dalla pagina wikipedia del GLDI, per quanto la fonte non sia il top) ma tant'è...comunque se ti incuriosisce la questione ecco il link di una conferenza di Pruneti del maggio 2024, intervento un po' lungo (75 minuti, anche se la parte su D'Annunzio massone inizia a 50.40) però interessante
      https://www.youtube.com/live/iKypHBa-9z0?feature=shared

    11. Hospiton 4 luglio 2024

      Questo articolo invece cita come certa l'appartenenza di D'Annunzio al GLDI

      https://centrostudiomisteritaliani.com/2022/03/05/dannunzio-esoterico-i-misteri-del-vate-di-italia-parte-2/

      Riporto dall'articolo: "Sicuramente molta della simbologia fiumana fu ispirata alla Massoneria. Il Vate era affiliato alla Gran Loggia d’Italia degli Alam detta “di Piazza del Gesù” le cui posizioni, a differenza di quelle del Grande Oriente erano più interventiste, “dove si giura al grido di “O Fiume o morte”. Per alcuni la carta del Carnaro era un esempio autentico di legislazione massonica utopica e visionaria"

    12. Hospiton 4 luglio 2024

      "Bella la pista Emy Heufler", concordo, certe storie sul suo conto le ho lette per la prima volta in quell'articolo.

    13. Primadellesabbie 4 luglio 2024

      Lo guarderò con interesse, sull'appartenenza del vate al Rito Scozzese, stabilito dal consigliere di Federico II, Dom Pernety (https://en.wikipedia.org/wiki/Antoine-Joseph_Pernety) come Churchill e Roosevelt, di cui è stato Gran Maestro ci sono pochi dubbi in quanto la sua firma appare su documenti d'iniziazione.

      Questo rito è stato sciolto in Italia e fatto confluire nella Gran Loggia d'Italia da Gianfranco Pecoraro l'ultimo Gran Maestro.

    14. Hospiton 4 luglio 2024

      Incredibile la quantità di personaggi di spicco, rilevanza e enorme interesse come Pernety di cui non vi è traccia nella versione italiana di Wikipedia. Ti ringrazio per il link

    15. Primadellesabbie 4 luglio 2024

      Giusta osservazione, anche nelle traduzioni di testi di rilievo della letteratura e saggistica internazionale siamo in gran ritardo, es. secondo me rilevante, uno tra tanti purtroppo, delle opere sulla naturphilosophie di Goethe e alcuni seguaci, che apre una singolare e valida controversia con il darvinismo non esiste alcuna traduzione in italiano:
      https://en.wikipedia.org/wiki/Goethean_science
      Ancora grazie.

    16. Hospiton 4 luglio 2024

      Concordo, me ne sono reso conto osservando la qualità degli studi storiografici disponibili in inglese (che aprono un mondo) e immaginavo che il problema fosse generale. Quella che segnali è una lacuna ancora più agghiacciante della precedente, trascurare uno tra i momenti più alti del pensiero e della scienza europee (bastano i nomi di Goethe e Schelling, o di geniali scienziati come Ørsted)...per fortuna almeno la Treccani non se l'è scordata
      https://www.treccani.it/enciclopedia/naturphilosophie_(Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco)/

    17. Hospiton 4 luglio 2024

      Cercando "scienza goethiana" una pagina italiana l'ho rintracciata, corrisponde però a quella inglese "Goethanism", da cui poi si accede alla citata "Goethan science" (che non esiste in italiano)...nella versione nella nostra lingua mi sembra manchino -come spesso accade- molte delle parti più interessanti che in inglese vengono ampliate all'interno della pagina da te linkata (per esempio in italiano mi pare che la questione sull'Evoluzione venga tralasciata, se non un micro-cenno alla scoperta dell'osso intermascellare, così come il riferimento alla Scienza olistica e vari altri).

      https://it.wikipedia.org/wiki/Scienza_goethiana

      Insomma hanno fuso varie pagine inglesi in una unica, credo omettendo vari passaggi, vizio (o pecca) già riscontrato su altri argomenti. Qualche timido miglioramento ma c'è ancora parecchia strada da fare, anche se riconosco una bella citazione in chiusura con il messaggio che Goethe indirizzò a Jacobi

      «Dio ha punito te con la metafisica e ti ha piantato uno spino nelle carni; invece ha benedetto me con la fisica [...] Io mi attengo fermamente e sempre più fermamente alla devozione a Dio dell'ateista [Spinoza], e abbandono a voi tutto ciò che chiamate e dovete chiamare religione. Tu ti attieni alla fede in Dio, io alla contemplazione di Lui
      ...

    18. Hospiton 5 luglio 2024

      A proposito di Goethe, non sapevo dell'esistenza del Goetheanum vicino a Basilea, progettato da Steiner

      https://en.wikipedia.org/wiki/Goetheanum

    19. Primadellesabbie 5 luglio 2024

      Magnifica!

      La sua filosofia della natura parte da accurate e 'illuminate' osservazioni nel mondo vegetale in particolare del modo in cui le piante crescono.

      Il Goetheanum, sulle alture nei dintorni di Basilea (ci sono stato molti anni fa), è stato costruito da Steiner, tra altro curatore dell'archivio del pensatore tedesco (per un filo non gli è stato affidato anche quello di Nietzsche, credo che mettere a disposizione di un'unica persona i due patrimoni avrebbe dato risultati sorprendenti), ha avuto una storia tormentata, la prima costruzione è stata incendiata, a riflesso delle tensioni sorte attorno alla comunità antroposofica (alla quale si ispirava Olivetti nello strutturare le sue imprese) nei torbidi novecenteschi.

    20. Hospiton 5 luglio 2024

      Storia affascinante quella di Steiner e dell'antroposofia. Date le teorie veicolate e l'autorevolezza con la quale venivano divulgate, non stupisce che abbiano lanciato loro messaggi abbastanza evidenti (noto che il rogo è piuttosto gettonato in certi ambienti, da Notre Dame a Casa Draghi). E anche la fine di Olivetti, Tchou e conseguentemente del loro progetto, spiati per anni da CIA e affini, insomma...

      sul simbolismo legato al Goetheanum ho trovato diversi documenti ben redatti, un'opera notevole sotto tutti gli aspetti

      https://progettoantropos.altervista.org/alterpages/files/CennisullastrutturaesotericadelprimoesecondoGoetheanum-Montelatici.pdf

    21. Primadellesabbie 5 luglio 2024

      Bel link, grazie.

      Steiner, assieme a Hartmann e a Schuré, è stato segretario della Blavatsky prima di dare vita al suo movimento.

      In questi ambienti le tensioni e le discordie sono all'ordine del giorno, dato che i seguaci non rinunciano a portare con sé e a covare inesorabilmente, adattandoli in modo per lo più precario, gli assunti culturali esterni e le relative contraddizioni.

      Quando De Benedetti si è impadronito dell'Olivetti è andato in America, dove gli hanno spiegato cosa poteva e cosa non avrebbe potuto fare: più chiaro di così!

    1. Martin 2 luglio 2024

      Il documento in questione e' francamente inutile se non viene considerato nel contesto della politica economica fascista, a partire dalla fondazione dell' IRI nel 1933, ossia pura avanguardia nella fondazione di un sistema di cooperazione pubblico-privato, dichiaratamente imitato dal New Deal di Roosevelt e dopo la WW2, in tutta Europa, Francia, Paesi Bassi e GB inclusi.
      E' un discorso scomodo e complicato, notoriamente.

      Come si riconoscono gli innegabili e progressisti meriti della logica della cooperazione pubblico-privato fascista e dell' IRI, puntualmente si viene accusati di essere filo fascisti.
      In sostanza, arrivano gli ignorantoni e/o gli antifascisti integralisti militanti, e non si puo' più ragionare. Si finisce a insulti o quasi.

      Più o meno come le contestazioni violente dell'estrema sinistra marxista a Lettere negli anni 70 contro Renzo De Felice, di gran lunga il maggiore storico mondiale del fascismo (pur nei suoi noti limiti), perchè asseritamente troppo moderato nella visione del fascismo come Male Assoluto (Mordor, per le giovani generazioni).

      Da notare che Renzo De Felice era ebreo, ma guarda che caso non lo sa quasi nessuno dei suoi critici. Diciamo che aveva certamente valide ragioni per essere prevenuto, ma mai come i nostri antifascisti militanti, ancora oggi, ossia 80 anni dopo la WW2, e mentre siamo governati da un Governo di burocrati eletti da nessuno, la Commissione UE. Veramente tanto patetico.

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