LA POLITICA DELLA CARENZA

LA POLITICA DELLA CARENZA

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Io qui parlo di ciò che colpisce al cuore i diritti umani e
la dignità umana riscattati dopo 5.000 anni di abietta schiavitù in Europa. E
quanto segue è terribilmente importante, per chi sa capire. Non sono molti
questi ultimi. Il fatto è che la stragrande maggioranza degli intellettuali
sceglie di ignorare gli aspetti più micidiali della recente evoluzione
storico-economica europea per un motivo, che non è sempre convenienza o
asservimento a un Potere, ma è qualcosa di molto più umano: terrore.Quando posti di fronte a ricerche molto ben documentate come la mia, o, molto più
autorevoli sono quelle degli studiosi che mi accompagnano, essi, gli
intellettuali, si fanno prendere dal panico, un terrore incontenibile e intimo causato
dal fatto che in effetti le cose stanno veramente come noi diciamo. Essi non
sono equipaggiati per affrontarle, e la violenza della loro reazione – siamo
complottisti, pagliacci, prezzolati, dementi ecc. – è proporzionale a quel
terrore. Per voi pochi capaci di reggere la realtà, eccola.

Il saggio politico di fama mondiale più scentrato dell’epoca moderna è di certo La Fine Della Storia di Francis Fukuyama. Se c’è una cosa che si è evoluta in aspetti inediti, e agghiacciati se si vuole, negli ultimi 20 anni è proprio la Storia. Fukuyama, un Neoconservatore americano, pensò che col crollo dell’Unione Sovietica la partita della Storia fosse stata vinta del capitalismo del libero mercato, quello dei consumi in veste democratica, e che in effetti non vi sarebbe stata altra significativa evoluzione. A parte l’aver clamorosamente mancato il cosiddetto Scontro della Civiltà (Samuel P. Huntington) insorto dopo la nascita dell’islamismo radicale negli tardi anni ‘80, Fukuyama non ha saputo vedere quale abisso di oscurantismo si stava aprendo in Europa, che avrebbe portato all’attuale Eurozona e alla crisi di cui tutti siamo preda. Questo, credo con quasi certezza, è accaduto perché l’intellettuale americano vive in quella parte del mondo, e come quasi tutti gli americani non capisce niente di Europa, proprio non ce la fanno a capirci.

Lascio Francis, di cui ci interessa poco, e vengo al punto. Ciò che tutti voi state osservando come crisi dell’euro, crescente disoccupazione, pressione per aumentare la produttività diminuendo i redditi, tagli alle spese sociali e aumenti delle tasse, fallimenti aziendali a catena, montante insicurezza economica, crescente e inaudita povertà, perdita di sovranità di Stati e parlamenti – le Austerità in altre parole – non è altro che la veste attuale di un’evoluzione micidiale del Vecchio Continente che io chiamo la Politica della Carenza. Essa trova le sue radici nel lavoro di uomini legati a doppia mandata al Vaticano negli anni ’30, e oggi è fermamente nelle mani dell’Opus Dei e dei maggiori ‘rentiers’ europei, coi favori vaticani non troppo distanti, anche se traballanti (vedi la corrente gesuita). La Politica della Carenza è un mostro, di gran lunga peggiore del fascismo, perché essa ha compiuto il prodigio dell’essere supinamente accettata da 27 Stati sovrani e da milioni di persone senza necessitare l’uso di armi o di squadre della morte, e i danni che sta portando sono immensamente superiori al fascismo (si pensi solo che le perdite finanziarie della disoccupazione negli ultimi 20 anni superano quelle di tutte le guerre della Storia). Infine, mentre le dittature erano facilmente identificabili e quindi colpibili, la Politica della Carenza no, anzi, è vista e propagandata come virtù economica. E la gente ci casca.

Ma cos’è esattamente? Come ho scritto nel mio saggio Il Più Grande Crimine 2011, dopo l’avvento della democrazia e dopo il conseguente riscatto di enormi masse verso un’esistenza più agiata ma soprattutto tutelata da diritti, l’obiettivo primario delle elites finanziarie e grandi industriali (Neomercantili), e in particolare dei ‘rentiers’ europei – cioè gli apparati di potere che per ‘diritto divino’ estraevano immense ricchezze dal lavoro altrui – fu uno solo: tornare a sottomettere quelle masse immense di esseri umani che, da poco più che mandrie di semi-animali totalmente asservite ai lussi dei ‘rentiers’, avevano acquisito istruzione, diritti, e soprattutto avevano assaggiato l’agio dei consumi. Questo, i ‘rentiers’, non l’accettarono mai, perché è ovvio che se la persona acquisisce i mezzi per rivendicare una fetta della ricchezza comune, e se queste persone divengono centinaia di milioni, la fetta di ricchezza che non andrà più ai ‘rentiers’ è enorme, e a loro questo non andò mai giù. Non solo: questi cittadini erano divenuti ‘arroganti’, ardivano reclamare sempre più diritti con sempre maggiori risorse, e i ‘rentiers’ si chiesero allarmati “ma di questo passo che ne sarà di noi?”. Non solo: il Vaticano vide sciami di fedeli staccarsi dai suoi ignobili ricatti superstiziosi, quindi dal suo controllo, proprio perché quelle persone stavano acquisendo una sicurezza economica e un’istruzione superiori al passato. Era finita l’epoca in cui la parola del parroco, e non di rado il suo diritto assoluto a stuprare le figlie del contadino/bracciante, erano la condicio sine qua non per l’assunzione di quell’uomo presso il latifondista, cioè la sottomissione in schiavitù di milioni di famiglie alla Chiesa. Era finita l’epoca in cui l’ignoranza sorella della povertà spingeva centinaia di milioni di esseri umani a subire senza fiatare le ignobili angherie della vampiresche elites benedette dal diritto divino sancito dai Papi.

Questi cambiamenti epocali a svantaggio di ‘rentiers’ e della Chiesa più retriva avevano ricevuto un impulso formidabile non solo da Illuminismo, Socialismo, Relativismo e altre correnti di pensiero europee, ma in epoca più recente anche da un’altra formidabile fucina sociale: gli Stati Uniti d’America. Negli USA il capitalismo dei consumi era divenuto un volano di una potenza incontenibile. Tutti, anche se solo vagamente, sappiamo come si sia edificato: il Sogno Americano era quello della famiglia che ha lavoro, casa, ferie, tv, shopping, svaghi, sport e che promette alle generazioni successive la medesima cosa, di più. Sappiamo che questo schermo nascondeva un’avidità mostruosa di profitti delle Corporations, una democrazia di plastica e parrucchini, e imprese coloniali intrise di sangue nel Terzo Mondo. Ma si faccia molta attenzione. Il capitalista americano doveva per necessità concedere alle masse almeno una cosa: sufficiente agio e democrazia affinché questi spendessero, oliando così una portentosa macchina di produzione, consumi e profitti. Le parole chiave sono SUFFICIENTE AGIO E DEMOCRAZIA. Esattamente ciò in cui i ‘rentiers’ e il Vaticano videro l’origine del loro incontenibile declino fra l’inizio del ‘900 e il boom del dopoguerra. Presero così ad odiare il modello americano, e a pensare a come distruggerlo qui in Europa, dove si era affermato in modo totale.

Non sto ora a riscrivere ciò che ho già pubblicato ne Il Più Grande Crimine (2011), cioè come si evolse il piano dei ‘rentiers’ e del Vaticano. Ricordo solo i passaggi principali. L’idea era dunque di riportare le masse europee a uno stato di povertà e carenza di diritti tale da ridurle alla sottomissione, quell’ordine sociale perduto ormai da decenni. Bisognava trovare il modo di costringere intere nazioni alla “singola ideologia del sacrificio” (Parguez, 2010), a una deflazione dell’economia su scala gigantesca, là dove si sarebbero ricreati gli “eserciti di riserva dei disoccupati” (Marx), con la creazione di sacche di nuova povertà su scala inaudita, e dove il mondo ideale degli economisti Neoagrari avrebbe trionfato, quel mondo dove i governi sono cartoline di rappresentanza privi di ogni potere reale, e dove non esiste la moneta nelle mani dello Stato, perché tutto si regola magicamente negli equilibri dei mercati (Ricardo, Walras, Jevons, Menger). Ecco nascere la Politica della Carenza.

Come si schiacciano milioni di persone sotto un volere e sotto interessi che esse non hanno mai votato e che le penalizzano a favore di pochi privilegiati? Con una psicosi di massa, semplice. Gli anni dal 1950 al 1989 sfornarono le psicosi del pericolo rosso sovietico, la Guerra Fredda, la strategia della tensione in Italia, poi quelle delle guerre balcaniche, poi quelle delle epidemie di massa Aids, Sars, Aviaria, Mucca Pazza ecc., poi quelle della Jihad planetaria di Al Qaida. Era nata la Politica della Paura, dove i consensi e quindi la sottomissione di intere popolazioni contro i loro reali interessi venivano ottenuti perché gli elettori, preda di ansie mediatiche, si arrendevano alla promessa di ‘protezione’ dei partiti forti. Ciò permise a diversi temi d’interesse strettamente elitario – dal complesso militare industriale, al mostro della farmaceutica, a quello della colonizzazione neoliberista dell’Est Europa, fino all’esecuzione capitale di una sfilza di diritti civili in diversi Paesi avanzati – di propagarsi con velocità fulminea sotto i nostri nasi. I ‘rentiers’ e il Vaticano capirono già dagli anni ’30 che la via più efficace per riconquistare il mondo feudale perduto – milioni di esseri umani intimoriti e indifesi per mancanza di reddito e quindi di diritti, da guidare alla sottomissione più abietta – era di creare un’altra psicosi di massa. La psicosi della crisi, di una crisi enorme, talmente travolgente da costringere alla resa anche gli Stati stessi, che quindi proclamassero l’INEVITABILITA’ della “singola ideologia del sacrificio, della deflazione dell’economia su scala gigantesca, là dove si sarebbero ricreati gli “eserciti di riserva dei disoccupati”, con la creazione di sacche di nuova povertà su scala inaudita, e dove il mondo ideale degli economisti Neoagrari avrebbe trionfato, quel mondo dove i governi sono cartoline di rappresentanza privi di ogni potere reale, e dove non esiste la moneta nelle mani dello Stato”.

Il loro lavoro di pianificazione, sempre spiegato ne Il Più Grande Crimine 2011, richiese 70 anni. Gli strumenti per creare la crisi, quella crisi immensa e travolgente, furono identificati nell’economia monetaria. Cioè: se si toglie allo Stato il potere di emettere la sua moneta; se questo Stato viene messo nelle condizioni di dover prendere in prestito la moneta dai grandi capitali privati; se si toglie alle Banche Centrali degli Stati il potere di garantire la spesa dei governi per cittadini e aziende; se si impone la regola dei pareggi di bilancio agli Stati che avevano alti debiti, lasciando così a secco tutto il settore produttivo e dei redditi; se si deregolamentano le banche e le si lascia fare truffe colossali; questo non può che innescare la disintegrazione dell’economia di quei Paesi senza possibilità di riscatto. Proprio una carneficina economica epocale, una crisi epocale. Dalla crisi, che oggi viviamo sulla nostra pelle, nasce la psicosi. Ed eccola la psicosi e la sua applicazione: la Politica della Carenza.

C’è la crisi degli spread. La crisi dell’euro. La crisi delle banche fallite, la crisi dei mercati, la crisi del debito, la crisi del deficit, la crisi non dà lavoro, la crisi distrugge aziende, la crisi abbassa gli stipendi, la crisi alza le tasse, la crisi richiede sacrifici, la crisi manda a spasso gli operai, la crisi non dà lavoro ai giovani, la crisi chiude i rubinetti dei crediti, la crisi è ovunque, la crisi non si ferma, la crisi ti fa rassegnare, la crisi non sai come prenderla, non la capisci, è più grande di te. La crisi crea CARENZA, non c’è lavoro, non c’è liquidità, non ci sono spese pubbliche, si deve risparmiare, non ci sono investimenti, non ci sono case a prezzi umani, non ci sono mutui, non ci sono crediti, non ci sono quindi consumi, non ci sono profitti per le piccole imprese, non ci sono redditi sufficienti, non ci sono alternative, non ci sono alternative! C’è carenza, e tu non ti puoi licenziare da un posto di lavoro infame a tempo determinato a 890 euro, o da un posto di lavoro infame dove ti spremono la vita umiliandoti, c’è carenza di lavoro. Non possiamo salvare dalla disoccupazione le famiglie dei lavoratori Fiat o Alcoa, e spedire al macero le rispettive aziende, con un New Deal rooseveltiano, c'è carenza nelle casse dello Stato, che non ha neppure più la sua moneta. Non puoi evitare di indebitarti per fare quella risonanza magnetica urgente, perché c’è carenza di servizi. Non puoi pagare i tuoi operai, c’è carenza di crediti. Non puoi sposarti, c’è carenza di mutui per un reddito come il tuo. Non puoi protestare, c’è carenza in casa tua e se perdi quel poco che hai sei finito. E hai paura.

Hai paura che anche quel poco che c’è può sparire. Ti dicono che devi accettare il ‘risanamento’, sai che ti fa morire, ma lo accetti per paura, perché c’è carenza, e non sai come girarti. La crisi ti assilla, e se peggiora? Ti propongono la Chemioeconomia, la accetti per paura della carenza. Ti propongono tutto e accetti tutto, lungo la una strada che tu non vedi ma che si chiama Spirale della Deflazione Economica Imposta, una spirale che porta dritti al feudalesimo dei diritti e dei redditi, la Grecia di oggi, 450 mila bambini denutriti e gente che si scalda d’inverno nell’auto dei vicini col diesel rubato dai camion. In Grecia, non a Calcutta. Ti propongono la morte delle prerogative del tuo Stato di proteggerti, e tu l’accetti, perché c’è carenza. Lo Stato stesso l’accetta, per la carenza, come accaduto alla Repubblica Italiana l’11 novembre 2011, dove la carenza di compratori dei nostri titoli di Stato, causata UNICAMENTE dall’euro, ha imposto un rovesciamento di un governo eletto e l’esautorazione di Camera e Senato.

La carenza economica ti ricatta, e se diventa come oggi un’epidemia continentale ti annienta la testa. Lo ripeto: ti obbligano ad accettare l’inimmaginabile reso plausibile. Il TUO parlamento sta seduto ad aspettare che la TUA finanziaria sia letta e approvata da gente che sta all’estero, poi e solo poi può balbettare qualcosa (Fiscal Compact). Il tuo Stato deve indebitarsi con le banche per dare miliardi a un fondo da cui gli verranno prestiti che dovrà ripagare spremendo a sangue i cittadini e le aziende… cioè dobbiamo fare un debito per comprare la mazza con cui ci spaccheranno le ginocchia (Meccanismo Europeo di Stabilità MES). Una lobby di un centinaio di ‘rentiers’ (ERT) scrive la regola secondo cui l’Italia sarà approvata dai mercati solo se i risparmi saranno trovati nella Sanità e nelle pensioni, e questa regole diventa legge italiana (Europact). Abbiamo accettato l’inimmaginabile reso plausibile perché c’è carenza. Stiamo impoverendo il Paese verso un’economia kosovara, verso il sogno dei ‘rentiers’ e del Vaticano, perché c’è carenza, e l’accettiamo perché la carenza non ci dà alternative.

Va compreso, vi prego con tutto me stesso, che quanto descritto è reale, e va ben oltre i più arditi sogni dei capitalisti Neoliberali o Neoclassici. Ciò che le elite dei ‘rentiers’ e dei servi dell’Opus Dei hanno creato in Europa è precisamente un percorso di ritorno a condizioni di tale tracollo economico da riportare milioni di persone all’abbruttimento e alla paura delle epoche feudali. La Politica della Carenza non è più Neoliberismo, è Neofeudalesimo.

Ma come sono identificabili i ‘rentiers’ esattamente? La risposta è piuttosto semplice se si volge lo sguardo al passato: i nobili, i latifondisti, gli oligarchi, e già dai primi anni del XX secolo gli speculatori finanziari. Oggi la cosa è più complessa. Scomparsi duchi e baroni, e i latifondisti delle corti borboniche, i ‘rentiers’ hanno dovuto modernizzarsi, cioè apprendere un mestiere almeno di facciata, pur sempre ricavando le loro fortune dal sudore e dalle abilità di altri. La famiglia Agnelli in Italia è un esempio. Forse i più inetti produttori di auto del mondo occidentale per quasi un secolo, sono sopravvissuti e hanno goduto di immensi privilegi grazie allo sfruttamento di generazioni di immigrati meridionali e a sussidi di denaro pubblico in quantità grottesca. Ben altri autori hanno documentato tutto ciò.

‘Rentiers’ della più tradizionale specie sono ancora i rampolli di famiglie europee di altissimo lignaggio. Probabilmente la famiglia ancora oggi più ricca di Germania è quella che discende dalla casata Thurn Und Taxis, proprietari immobiliari e terrieri da epoca feudale, con un ramo italiano di tutto rispetto. Un altro nome è quello del Visconte Etienne Davignon, di origine belga, ma notorio soprattutto perché è stato il gran cerimoniere del più segreto e controverso club di Globocrati (definizione dell’Economist) al mondo: il Bilderberg. Si legga a pagina 45 del mio Il PGC 2011 la impressionante lista di potentissimi internazionali che appartengono alla corte di Davignon. Altro nome di rilievo è quello dell’attuale presidente del Consiglio Europeo Herman Von Rompuy. Ma ve ne sono migliaia, includendo le diverse case reali ancora parassitarie in Europa. Per costoro è persino intuitivo capirlo, la crescita di blocchi di milioni di cittadini benestanti e tutelati da crescenti diritti fu, e rimane, una bestemmia al loro diritto ‘divino’ di essere le elites in controllo della ricchezza planetaria. La Politica della Carenza è vista da costoro come la penicillina dell’ordina naturale delle cose: il loro potere.

Oggi l’Italia, e l’Europa, vedono crescere coorti di banchieri ‘rentiers’, cioè affaristi i cui istituti di credito sono stra-falliti ma che godono delle rianimazioni dei gentili Mario Draghi e Mario Monti, David Cameron o Mariano Rajoy, a suon di favori miliardari per favorirne la ricapitalizzazione (cioè acquisti di quote societarie), che altrimenti sarebbe impossibile. In Italia i nomi di Monte dei Paschi e Unicredit sono in primo piano in ciò. Va compreso che queste grandi banche oggi non necessitano più dell’economia reale, quella dei redditi-consumi-produzione, poiché ricavano appunto margini enormi dalla protezione dei governi e delle Banche Centrali, possono giocare con assets finanziari assai più che con i crediti, per cui poco gli importa se il Neofeudalesimo dimezza lo standard di vita di noi cittadini e aziende.

Ma ben oltre le banche, spesso incolpate di cose inesatte, vi sono i ‘rentiers’ degli Hedge Funds, i grandi speculatori, coloro cioè che grazie a una deregolamentazione scellerata degli scambi finanziari possono oggi sedere in un ufficio e, senza neppure possedere il capitale, giocare d’azzardo sul debito pubblico di un intero Paese come l’Italia. Il meccanismo è complesso, prende il nome di Over the Counter contracts (OTC), shorting e via discorrendo, dove il ‘rentier’ prende in prestito un pezzo di debito italiano, scommette che calerà di valore, collude con tutta una serie di attori finanziari per far sì che ciò accada, e poi incassa fortune incredibili al momento buono. Non ha rischiato quasi nulla, meno che meno un proprio capitale, succhia ricchezza da noi e noi viviamo poi sulla nostra pelle il disastro degli spread e delle Austerità conseguenti (si legga pag. 64 del mio Il PGC 2011). Hedge Funds sono JP Morgan, Bridgewater, John Paulson, Soros Fund, Man Group, BlackRock, Goldman Sachs Asset Management, Blue Crest, Magnetar, Tricadia. In Italia i principali sono: Generali I.A., Azimut Capital Management, Euroimmobiliare A.I., Capitalia I.A., Intesa, Lyxor, Pioneer A.I.M., Pirelli Re Opportunities, Zenit A.I., Duemme Hedge.

Ma ‘rentiers’ sono in Italia anche i magnate dell’imprenditoria che avendo fallito miseramente in qualsiasi ambito innovativo e produttivo, schiacciati come mosche dalla bravura dei concorrenti stranieri, si sono riciclati in due settori: 1) le privatizzazioni, dove acquisiscono a prezzi stracciati grazie appunto alla Politica della Carenza blocchi interi di assets pubblici edificati col lavoro di generazioni, favoriti da criminali pubblici come Romano Prodi o Visco o Bassanini, Padoa Schioppa ecc. 2) l’acquisizione, sempre per mezzo del punto precedente, dei servizi essenziali, quelli di cui nessun essere umano può fare a meno, con strade, treni, telefonia, sanità, gas, luce, e presto anche l’acqua. Sanno che anche se la Politica della Carenza riportasse povertà semi-ottocentesche fra di noi, noi saremo comunque costretti a pagare quei servizi, a costo di mangiare una sola volta al giorno. Sono profitti garantiti per questi ‘rentiers’, che si chiamano Carlo De Benedetti, Luca C. di Montezemolo, la famiglia Benetton, Cesare Geronzi, Marco Tronchetti Provera, la famiglia Moratti, Roberto Colaninno, Corrado Passera, Leonardo Del Vecchio, Francesco Caltagirone, Antonio Angelucci, il simpatico Della Valle ecc., tutti coloro che si sono gettati qui nell’abbuffata delle privatizzazioni.

Infine, e con una portata demolitrice immensamente superiore, ‘rentier’ si può considerare la Germania stessa, che di fatto ha costruito la sua presente fortuna su altri due punti: 1) sulla gabbia dell’euro e sfruttando l’indebitamento dei noi mediterranei che gli abbiamo comprato l’ira di Dio di prodotti per 30 anni, per poi essere oggi additati come ‘mailai PIIGS’ spendaccioni. 2) sfruttando il lavoro ossessivo e sempre meno pagato di milioni di lavoratori tedeschi che con le riforme Hartz hanno ceduto alle Corporations Neomercantili della Germania una mole immane di forza lavoro tutta goduta da chiunque tranne loro, perché il frutto di essa, i prodotti, sono esportati in tutto il mondo a beneficio di altri, mentre i profitti sono solo delle Corporations. La Germania dei Neomercantili – unitamente a tutte le industrie similmente ‘rentiers’ della UE fra cui le poche italiane – ha un interesse diretto che milioni di europei vengano impoveriti drammaticamente dalla Politica della Carenza. Berlino sogna di trovare a pochi chilometri a sud di Monaco di Baviera masse di disoccupati alla disperazione pronti a lavorare per le succursali tedesche, o per le imprese italiane acquisite dalla Germania, a stipendi quasi cinesi. Sarebbe una delocalizzazione a due passi da casa e in più in un Paese, come l’Italia, o come la Spagna, dove le infrastrutture sono modernissime. Naturalmente, ai ‘rentiers’ Neomercantili non importa un accidenti se i nuovi poveri neofeudali europei smetteranno di comprargli i prodotti. I managers di queste Corporations guardano con 40 anni di lungimiranza, e sanno che i nuovi immani mercati di domani non sono qui, ma in Brasile, Cina e India. Là devono competere. Qui gli schiavi al lavoro.

Sull’Opus Dei è stato scritto e pubblicato di tutto. Trovare le prove però del loro coinvolgimento nella creazione della micidiale macchina di impoverimento sociale automatico che si chiama Eurozona è semplice: l’economista francese ed ex insider del governo Mitterrand, Prof. Alain Parguez, ha personalmente testimoniato l’appartenenza all’Opus Dei del padre creatore di tutto il disegno dell’Europa moderna, l’onnipotente Jaques Delors, che fu anche a capo della Commissione Europea dall’85 al ‘95. A questo, l’accademico parigino aggiunge: “E tutti i membri dei consigli economici del Papa sono uomini dell’Opus Dei, la maggioranza dei quali proviene dall’università Bocconi di Milano”.

La Politica della Carenza, sostengo con disperata serietà, è oggi la forza dominante di tutto ciò che voi persone conoscete come Unione Europea, come governi tecnici, come ‘risanamento’. La devastazione che essa mira a portare fra centinaia di milioni di famiglie degne e ignare ha appena ora iniziato a far sentire i propri fetidi morsi con le Austerità. Non si fermeranno davanti a nulla, a meno che quelle milioni di famiglie rompano la maledizione dell’ignoranza su cui i ‘rentiers’ contano per distruggerle e si ribellino. L’Illuminismo ci riuscì 250 anni fa. Oggi si inizia da qui:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=429

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=460
25.09.2012

Commenti (80)

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    1. gattocottero 25 settembre 2012

      Perché invece non scrivi:


      «PER ME i preti sono sopportabili e Barnard no.»

      ???



      PER TE i preti saranno sopportabili, perché a me invece i preti stanno sui coglioni di brutto!

    1. Tanita 25 settembre 2012

      Per comprendere meglio ció che Barnard spiega forse servirebbe leggere un po' di questo. Ho cercato qualcosa di semplice e comprensibile:
      "L’intera Dialettica dell’Illuminismo è percorsa dalla speranza che, qualora l’Illuminismo riesca a capirsi meglio, esso possa parzialmente sottrarsi a quella domanda martellante che compare fin dalle prime pagine dell’opera: "perché l’umanità, invece di entrare in uno stato veramente umano, sprofonda in un nuovo genere di barbarie?".
      E Marx:
      "Manoscritti economico-filosofici del 1844, fino ad allora rimasti sconosciuti: dalla lettura dei Manoscritti affiora un Marx diverso da quello a cui si era generalmente abituati (il Marx ispiratore del partito e critico di economia, il Marx de Il Capitale), in particolare emerge la figura di un attento lettore di Hegel e critico di Feuerbach e della religione. E’ in quest’epoca che nasce il cosiddetto "marxismo occidentale", una pianta su cui si innestano nuove discipline, tra le quali la psicanalisi (Fromm, Reich, ecc). Quest’ultima è chiamata a rispondere ad una domanda che colpiva al cuore il marxismo: perché la rivoluzione - che secondo Marx era necessaria non meno della caduta di un grave gettato da un’altura - non è arrivata?"

      http://www.filosofico.net/auschwitz/ausch9.htm

      Horkheimer:
      "Dal momento in cui la ragione divenne lo strumento del dominio esercitato dall’uomo sulla natura umana ed extraumana - il che equivale a dire: nel momento in cui nacque -, essa fu frustrata nell’intenzione di scoprire la verità. Ciò è dovuto al fatto che essa ridusse la natura alla condizione di semplice oggetto e non seppe distinguere la traccia di se stessa in tale oggettivazione. […] Si potrebbe dire che la follia collettiva imperversante oggi, dai campi di concentramento alle manifestazioni apparentemente più innocue della cultura di massa, era già presente in germe nell’oggettivazione primitiva, nello sguardo con cui il primo uomo vide il mondo come una preda ".

      La nostra unica alternativa sarebbe EVOLVERE.

    1. Faulken 25 settembre 2012

      Prima di altri economisti, prima di altri strumenti per l'economia, prima di persone che si mettano a studiare economia, abbiamo bisogno di (ri)partire dall'etica, leggete Platone, leggete Aristotele, leggete Seneca, leggete Spinoza, leggete Simone Weil, leggete chi possa andar bene per voi ma bisogna ripartire dall'etica per formare non moralisti e falsi moralisti (non mi riferisco a Barnard) ma persone giuste, equilibrate, buone (perdonate il platonismo). Altrimenti qualunque sia la buona intenzione e lo strumento che si possiede purtroppo il finale è già scritto. Se qualcuno ha voglia magari legga questo testo mooooolto istruttivo

      http://www.operediplatone.virtuale.org/Testi/Lettera%207.pdf

    1. nuovaera89 25 settembre 2012

      Hai detto tutto quello che volevo esprimere :) quoto in pieno tutto...

    1. bysantium 25 settembre 2012

      Già, e dovrebe quantomeno leggersi le encicliche sociali.

    1. ottavino 25 settembre 2012

      I preti sono sopportabili. Barnard no.

    1. nuvolenelcielo 25 settembre 2012

      e basta con sto marx..., siete patetici.

      marx è morto, tanto come Dio. e come risultati e quindi reputazione, siamo più o meno lì.
      noleggiate piuttosto un film sugli zombi.

    1. Lewis 25 settembre 2012

      Conosco bene l'Opus Dei e non puoi neanche immaginare quanto tu sia lontano dalla verità. Le tue "informazioni” sono drogate da chi vede consorterie ovunque, anche dove non ci sono. A volte lo fanno per ignoranza, a volte per malizia. Grazie al tuo pregiudizio anticristiano, che trasuda in tutto il pezzo, ci sei caduto con tutte le scarpe. Se queste élite del capitalismo sfrenato hanno un nemico, questo è senz'altro il cattolicesimo, che ha espresso più volte parole di critica (vedi ad esempio gli ultimi due papi) e che propone una visione della vita e del mondo completamente diversa. La chiamata a correo del cristianesimo fa parte del gioco. Invece loro nascono proprio dall'illuminismo: lo strafalcione è grave ed è stato già fatto notare da Giancarlo54 e Faulken.

    1. AlbertoConti 25 settembre 2012

      Non ho parlato di primogenitura dell'uno o dell'altro, ma di convergenza di analisi tra cane e gatto. Della serie: dice anche molte cose giuste .... ma la verità in tasca non ce l'ha neanche lui, per quanto ne sia convinto .... e si vede

    1. bysantium 25 settembre 2012

      Circa la "politica della carenza" impiegata terroristicamente per annichilire le persone e far loro accettare la " chemioeconomia" non ho alcun dubbio e neppure mi sembra una novità, sono ormai in molti a parlare del sistema "TINA".

      Però non mi convince tutta l'analisi storica, a partire dalla grande liberazione portata dall'Illuminismo e dal fatto che sia stato il frutto di un movimento e di una ribellione popolare e non, invece, l'esito del lavoro minuzioso e spesso segreto di un'élite di pensatori, appunto" illuminati", che avevano dei piani a lungo termine.

      Se poi a questo non si connette il fatto che proprio dall'illuminismo nacque il liberalismo, da cui il capitalismo e la società mercantile e il libero scambio e le deregolamentazioni e le speculazioni finanziarie, etc., diventa difficile trovare dei rimedi o perlomeno individuare dei percorsi alternativi.

      Infatti Paolo Barnard continua a sostenere la responsabilità delle persone che non si ribellano e che non hanno gli attributi per mettersi in gioco; allo stesso modo insistono quelli del 99 contro l'1%.

      Ma la storia non l'hanno mai, mai, fatta il 99%, l'ha sempre fatta l'1%. Il 99% segue le idee del momento che, come dice Marx, sono sempre quelle della classe dominante.

      Su la MMT non mi esprimo in quanto non ne ho la competenza, mi auguro soltanto che non sia frutto di analisi altrettanto approssimative.

    1. lunicoelasuaproprieta 25 settembre 2012

      E' giunta l'ora che Barnard si legga un po' di teoria marxiana sul valore...è arrivato ad un punto di non ritorno...

    1. Faulken 25 settembre 2012

      Giancarlo54 mi ha anticipato.

      "L’Illuminismo ci riuscì 250 anni fa." Caro Paolo ti invito a correggere questo errore nel tuo scritto. Il sistema che stigmatizzi, con un'analisi per molti versi corretta, nasce proprio da quell'illuminismo. Non comprendo perché tu abbia scritto una cosa del genere.

    1. tersite 25 settembre 2012

      Barnard, dopo questo articolo ti auguro di arrivare a 15000 partecipanti!

    1. Giancarlo54 25 settembre 2012

      L'articolo di Barnard potrebbe anche definirsi illuminante se non inciampasse in una clamorosa svista, ed è una svista gravissima perchè inficia tutto il suo discorso. Barnard parte dal presupposto che la democrazia, figlia dell'illuminismo, sia nata e si sia sviluppata per garantire agli "ultimi", per la prima volta in un milione di anni (dico io), una vita finalmente decente. E' questo il presupposto sbagliato di Barnard, egli infatti ritiene che i "rentiers" stiano distruggendo la democrazia per riportare gli "ultimi" al loro ruolo naturale, quel ruolo che gli "ultimi" hanno da 1 milione di anni. Niente di tutto questo invece. La democrazia è nata e si è sviluppata come sovrastruttura del capitalismo ed essendo sovrastruttura si sta adattando alle modifiche del capitalismo stesso. Il capitalismo è diventato finanziarismo (schematizzo)? Orbene anche la sovrastruttura democratica si adatta. E' un errore grave quello di Barnard, ragionando in questi termini lui viene portato a credere che fascismo e nazismo siano stati gli strumenti dei "rentiers" per cercare di far cadere la democrazia e quindi i diritti degli "ultimi" già 70 anni fa. Non essendoci riusciti allora stanno cercando di farlo con lo spread. Sbagliato, sbagliatissimo! A me non interesse difendere il fascismo che considero, contrariamente a tanti, una esperienza chiusa nel 1945, io dico solamente che sbagliando, e di molto, l'analisi storica, Barnard sbaglia clamorosamente le conclusioni. Barnard dimentica che furono i "rentiers" con la democrazia al servizio che sconfissero il fascismo e il nazismo e se non si riesce a capire questo non si capisce nemeno quello che sta succedendo oggi.

    1. gattocottero 25 settembre 2012

      L'articolo più importante dell'anno. Se non del decennio. Se non del secolo.


      Da stampare, e da affiggere sui muri di tutte le piazze di tutte le città d'Italia.


      Questo è un testo che va fatto circolare, bisogna condividerlo a tutta forza!

    1. mikaela 25 settembre 2012

      "Quest'analisi di P.Barnard tra l'altro contiene anche quelle di A.Bagnai sul rapporto Germania-PIIGS e sulla "moderazione salariale" (relativa, fondata più sul differenziale........."

      Non Credo che contenga quelli di Bagnai, infatti Barnard ha scritto sul rapporto germanico in europa appena subito dopo la sua scomparsa dalla rete in lingua italiana.Il tutto era indirizzato (scritto in inglese) a uno dei professori fondatori di MMT e gli diceva piu' o meno cosi',"appena lo finisco........ te lo consegno"

      Ricordo d'aver messo un link sotto un articolo (non so di chi, forse Bagnai ) qui su CDC dove scrissi chiaramente che Barnard ne parlava gia' da un bel po'.

      lo so che non leggi i miei link quindi te lo dico solo per tua personale informazione, Barnard non ha attinto da Bagnai ma e da tanto che ritroviamo nei suoi scritti quello che ha riscritto oggi. Se poi non mi credi ti ritrovo anche i link.

    1. Skorpio_B3 25 settembre 2012

      Troppo lungo l'articolo, ma sicuramente interessante, anche se il liet motiv di fondo è sempre lo stesso... e +/- chi vuole sapere lo sà a memoria.
      Paolo Bardnard ha colto nel segno quando parla di TERRORE INTELLUTTUALE ... la gente capisce tutto ma ha paura, una dannata paura di vedersi il mondo crollare adosso, questo x un motivo specifico: NON PENSA ALLA MORTE, ha escluso l'idea della morte.
      E questo ci rende inferiori agli animali stassi, pur non essendo animali di certo!

      Come diceva un poeta:
      LA MORTE SI SCONTA VIVENDO!!

    1. AlbertoConti 25 settembre 2012

      Quest'analisi di P.Barnard tra l'altro contiene anche quelle di A.Bagnai sul rapporto Germania-PIIGS e sulla "moderazione salariale" (relativa, fondata più sul differenziale d'inflazione) come causa del "miracolo competitivo" tedesco. Quindi anche la Germania nel suo complesso viene assimilata ai rentiers singoli ed elitari, peraltro diffusi in tutta l'eurozona, noi compresi. Il leit-motiv barnardiano viene così reiterato per concentrare le energie reattive sulle elite, unica e vera causa di tutti i problemi. Perciò la "carenza" non è affatto un problema in se, è una palla gigantesca creata ad arte per schiavizzare i popoli. Peccato che invece la carenza in se sia un problema vero, un problema gigantesco legato all'evoluzione tecnologica su un pianeta finito. Fino a che si tratta di neutralizzare le elite con l'arma democratica, togliendo loro "IL RIPARO DAL PROCESSO ELETTORALE" su cui si fonda l'impianto dell'euro e dell'unione attuali, sono con Barnard. Sul sogno di futura felice abbondanza, così come concepita dall'abuso della memoria di Keynes, mi dissocio esplicitamente. Peccato, perchè effettivamente la monetodinamica, senza errori ed omissioni, potrebbe veramente porre le basi per quel salto evolutivo che occorre all'umanità per salvarsi.

    1. Ercole 25 settembre 2012

      Hai dimenticato C.MARX caro barnard l,illuminismo e superato,ritorna al materialismo storico e dialettico,leggiti la caduta tendenziale del saggio di profitto ,e sicuramente ,ti spiegherai perche accade tutto questo.Sei ancora schiavo di hegel.

    1. SeveroMagiusto 25 settembre 2012

      Uno dei post più interessanti di Paolo Barnard, il quale riesce a condensare in pochi paragrafi anni di studio su come le elite agiscono nei confronti di noi plebei. Chiedo perdono al buon Barnard per l’irriverente espediente, ma non avendo io un curriculum come il suo, ho pensato di semplificare ancora di più tutta la storia a beneficio di altri sempliciotti come me. Ho scelto per questo un video (http://www.youtube.com/watch?v=tl4T26O0eq0) che secondo me rappresenta perfettamente la situazione che stiamo vivendo, che si riassume nel proverbio “PESCE GRANDE MANGIA PESCE PICCOLO”. Ovviamente noi ci troviamo nella scomoda posizione di essere quelli piccoli. Sarebbe bello se riuscissimo a trasformarci da innocue sardine a famelici piranha.
      Purtroppo al momento continuiamo ad essere “carne da cannone”. Il perché ce lo dice il giornalista bolognese: agiamo in maniera irrazionale spinti a ciò dalla paura, e non abbiamo alternative. Però ragazzi, non siamo sardine, perbacco! Abbiamo una VOLONTA’; cerchiamo di evitare di seguire sempre la corrente, perché il Potere cerca di portarci dove vuole lui. Dritti in trappola. E lo fa usando sempre le solite vecchie tecniche: paura, propaganda, disinformazione, corruzione, e tanto per cambiare, il buon vecchio “divide et impera”, che funziona sempre bene. Purtroppo infatti a differenza delle sardine che si muovono in banchi, noi umani abbiamo la straordinaria capacità di dividerci in fazioni, partitini, gruppuscoli, e di muoverci in ordine sparso. Questo fa il gioco delle élite. Possiamo per una volta, visto che ne va delle nostre vite, cercare un terreno comune ? Il che non vuol dire necessariamente scendere a compromessi, né con gli altri né con sé stessi, ma semplicemente fissare degli obbiettivi comuni. Poi possiamo anche agire singolarmente o per gruppi di appartenenza, basta stabilire un coordinamento. Molti di noi hanno dei blog, pagine di Facebook, Twitter, ecc…ognuno con il suo bacino di utenza. Possiamo contattare e coinvolgere milioni di persone. Bisogna stabilire uno sviluppo che ci porti dalla spesso sterile protesta sul web, all’azione sulle strade e nella vita reale. Il che non implica il ricorso alla violenza, che rifiuto se non assolutamente necessaria, ma ad una sana, intelligente, dura e legale (o almeno il più possibile) opera di resistenza.
      Il mio miserrimo blog è a disposizione. Certo se strutture più organizzate come CDC ci mettessero a disposizione la loro piattaforma, sarebbe tanto di guadagnato. Se ne può parlare?
      Severo Magiusto – http:www.lavocedellaplebaglia.net

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