LA MIA GUERRA

LA MIA GUERRA

DI BARBARA

cloroalclero.com

Fika Sicula su “Repubblica” che, nello stesso giorno, ha pubblicato un bellissimo articolo sulla morte di Vittorio e dopo poche pagine, nell’edizione di Milano, è stato dato spazio a Pasqua* e ai suoi deliri da frustrato, abbruttito da una vita fatta di diffamazioni e di tristezze:

(…) è interessante il metodo. Prendi una blogger, sbatti il mostro in prima pagina, fanne un caso, sicchè quelli che non l’hanno mai letta e neppure la conoscono fanno dichiarazioni e mettono in campo azioni per farle perdere il posto di lavoro. E’ successo a lei. Potrebbe succedere a chiunque tra noi.

Anzi già in qualche modo ci succede: i negazionisti della violenza maschile sulle donne, quelli che sostengono che le donne morte ammazzate dagli uomini non esistono, quelli che di una falsa sindrome (la Pas) pensata per rendere impossibile a donne e bambini che subiscono abusi di opporre qualunque difesa legale hanno fatto un dogma, diffondono volentieri insulti e diffamazioni nei confronti di quelle che stanno dalla parte delle vittime. Minacciano querele, evocano la galera, ambiscono a darci una lezione secolare. Ed è un fatto concreto, di cui ci occupiamo da tempo, giusto noi che sosteniamo che la libertà di espressione non può essere l’alibi che garantisce l’impunità a chi istiga alla violenza sulle donne.

Perciò, giusto per passare da un argomento all’altro, semmai Repubblica avesse bisogno di un nuovo scoop a denuncia di negazionismi, che sono tanti e vari, totalmente ignorati anzi puntualmente presenti nelle nostre televisioni di stato, in quelle private e in numerosi quotidiani, se volesse assumersi assieme a noi l’onere di produrre una gloriosa resistenza culturale in mezzo ad un silenzio fatto di complicità e omertà, noi saremo ben liete di fornire ampia documentazione sul fenomeno. Perchè ci sentiamo generose e vogliamo condividere la medaglia per questa eroica missione con chi ha voglia di occuparsene (…).

Mi rivolgo ora a Daniele Massimo Regard***, che gentilmente mi ha offerto un viaggio ad Auschwitz, anche se è stato molto meno gentile ignorando completamente la verità sul mio conto e cioè che io, negazionista, non sono.
In ogni caso, io il viaggio ad Auschwitz lo accetto volentieri perchè non ci sono mai stata (con bambini piccoli, essendo sola, non posso fare i viaggi di istruzione e da quelle parti proprio non mi è mai capitato di andare) e penso che quel luogo sia un emblema del potere che un umano ha, di far del male a un altro umano. E che sia da vedere.. Alla signora anonima citata nell’articolo, la figlia di un’ex deportata che scrive su “Focus On Israel” e che “chiederà il mio licenziamento” rispondo che il fatto di perpetrare violenza verso la mia persona sia incompatibile con l’onore dovuto alle vittime di una così immane tragedia.
Una calunnia, un attentato alla sussistenza di una donna è una violenza. E’ una violenza dire e scrivere pubblicamente bugie sui media per diffamarla. E’ una violenza attentare continuamente alla sua serenità familiare con i messaggi intimidatori che, tramite “Repubblica” (ma anche qualche delinquente che tenta l’aggancio al blog e che io banno senza spiegazioni) mi vengono veicolati, da qualche giorno, quotidianamente. C’è in questa violenza che subisco il germe stesso, malato, guerrafondaio, appartenente al marcio della natura umana che umiliava chi conduceva rassegnati gli ebrei (e i ROM e gli omosessuali e i disabili) nell’orrore dei campi nazisti.
L’immagine angosciosa, depressiva, di quelle file di corpi che entrano con le loro gambe nella casa della morte dovrebbe essere stata eliminata da tempo e invece è li, ad angosciarci con la sua realtà passata, senza che il presente possa giovarsene.

E quindi, visto che ci siamo, discutiamone sì sul significato della Memoria. Quei corpi martoriati, abbruttiti dalla sofferenza che han visto perdersi nel gelo di Auschwitz le speranze e gli affetti, cosa sono? Cosa devono significare per noi?

Finkelstein nella famosa scena della cryng girl , dove una ragazzina gli dice piangendo che con le sue speculazioni sulla strumentalizzazione dell’Olocausto, “offende le vittime della violenza e della morte nazista” risponde: “Se davvero sentisse la sofferenza di chi è stato prigioniero nei campi, lei a quest’ora starebbe piangendo per le sofferenze dei palestinesi”.

Cosa abbiamo imparato dalla storia? a costruire testate nucleari mille volte piu’ potenti di Hiroshima. A inquinare e soffocare la madre terra. A costruire campi di concentramento a regime democratico, governati da un Hamas. Questo è l’oggi. Nel mio blog non s’è mai negato che Hamas fosse corrotta. Che vi siano in Hamas persone disposte a far entrare di tutto per soldi, magari anche dei killer arabi assoldati per ammazzare un uomo giusto come Arrigoni.

Se dalla storia c’è da “imparare” qualcosa (visione un po’ didascalica della cultura, che poco sarebbe piaciuta a Nietzsche e a D’annunzio) quella è la non violenza. La rinuncia alla sopraffazione, fisica, psicologica, di un individuo solo, come di sei milioni. L’idea del mondo come spazio condiviso, come sfida al Malthusianesimo: tanti, dove nessuno sopraffa’ l’altro e usa chili di Goldoni per controllare le nascite. Un mondo dove la scienza non fosse dominata dagli interessi delle corporation farmaceutiche..Dove non si costruissero balle spaziali coi mass media per giustificare le guerre (tutti i tipi di guerre, anche quella meschina che sto combattendo io). Dove le risorse fossero gestite a mezzo elezioni e le decisioni importanti pure. Liberi scambi in una “federazione di comunità” come propugnava (inascoltato) Gandhi. Voi direte: è impossibile. No, non lo è: come orizzonte è un’idea praticabile e perfezionabile (a cominciare…) insieme ad una democratica decrescita. Certo, è anche possibile che si finisca come quasi tutti i film sull’apocalisse dell”umanità: in mezzo a guerra, cadaveri, fumo e macerie.

E questi sono i discorsi che faccio anche a scuola, questi sono il massimo della deroga alla consuetudine di non far entrare il blog a scuola e viceversa. La mia concezione del lavoro che faccio, lo dico espressamente, per me è sacra e se me lo togliessero morirei come Arrigoni.
Fare “l’ insegnante” è quel genere di lavoro dove gli errori che si fanno o entrano nella dialettica quotidiana e si trova la comunicazione per ammortizzarli (e allora si arricchisce il contesto e si impara reciprocamente di piu’) o altrimenti si diventa dei falliti. Ed essere falliti a 1600 euri al mese, vi assicuro, è un pensiero intollerabile, che impoverisce di senso la vita. Ho conosciuto persone che ne soffrivano frequentemente, nei miei 30 anni di carriera, di senso del fallimento e devo dire che oggi, nel mio liceo, ne ho incontrate veramente poche.

Il senso dell’agire è il portare a compimento. Ditelo chiaro o gestori di Repubblica e della stampa in generale che presta il fianco a questi reati, che mi perseguitate col cagnaccio livido Pasqua* perchè dò fastidio a quel gruppo di persone che vogliono “Promuovere l’immagine di Israele in Italia” (chiamala lobby, baby, ma non farti sentire da pasqua).

Nel livore del linguaggio di Pasqua c’è una concezione precisa della vita. Che, per esempio, suggerisce che nel mio post “Tristi destini” l’immagine di Sharon accanto a quella mummia sia un’intollerabile offesa. Ma Sharon è il macellaio di Sabra e Chatila: non l’ha fatto direttamente lui, ma ha assistito impedendo che i palestinesi potessero fuggire, circondandone il campo profughi e quando i falangisti si sono stancati di genocidare, ha completato l’opera. Un regista svedese (ebreo, lo preciso) ha detto di aver visto Sharon che sparava personalmente a due bambini palestinesi. Volete chiedermi se quell’immagine mi consola? la risposta è sì. E’ la mia, di parte bestiale, e ha diritto di cittadinanza come la vostra.

A che serve la memoria? ad attenuare la bestialità che ci contraddistingue. Restare umani come diceva Vik “utopia”. Restarlo sempre, non a corrente alternata. Come faceva lui. Aveva raggiunto il successo col libro. Avrebbe potuto girare l’Italia pagato a fare conferenze col pavido Chomsky, piuttosto che rischiare il culo in Palestina. Non l’ha fatto. E non perchè avesse rapporti e favori da hamas come qualche scribacchino (non distinguo piu’ se su libero o repubblica) ha calunniosamente insinuato, perchè Vittorio due mesi fa criticava hamas pesantemente e ha condotto qui informazioni sulla campagna- da lui appassionatamente appoggiata- dei giovani dimostranti palestinesi incarcerati da hamas perchè contestavano quell’organizzazione.

Vedendo queste immagini di morte che unicamente Vittorio ci spediva da Gaza: foto, filmini o racconti, in noi tutti della “razza umana” dovrebbe scattare il parallelo, rapido, con l’orrore di Auschwitz. E invece no, a parlarne di questo argomento si rischia la morte civile (e quindi a scuola non ne parlo, ça va sans dire)
La bestia che c’è nelle piccole anime filosioniste (mica necessariamente ebrei eh…anzi mi sa che son pure minoranza tra quelli che, per esempio, vengono a vomitare sul mio blog) Specie se ne parli nel contesto di “Palestina”. Quello è quello, questo è questo: è diverso, non è comparabile. OK intanto però l’orrore prosegue con lo stesso schema: la terra è nostra, la stirpe, la lebensraum. QUesto, per quel poco che significa, ci dice come minimo che dalla storia abbiamo imparato molto ma molto poco. E questo argomento sarebbe un buon argomento per una discussione in un liceo.

L’immesimazione con le sofferenze personali dei deportati ad Auschwitz non dev’essere il “mito fondativo” dell’escatologia sionista (lo stato per soli ebrei di modo che un altro hitler non ci perseguiterà) ma l’occasione di soffrire per le sofferenze di tutti. Di avere almeno per qualche attimo gli stessi sentimenti. Esercitare e ricevere compassione.

Questo darebbe un senso “Politico” buono alla condotta dell’umanità. La sintesi delle pulsioni originarie, quelle che facevano soffermare la tribu sugli stessi sentimenti. Quando quest’azione politica collettiva è esercitata da chi è disinteressato funziona. Quando lo è da chi ha secondi fini (arricchirsi, scopare fino a 100 anni. Che sono obiettivi spesso perseguiti) la capacità della collettività di provvedere ai bisogni di se medesima va a ramengo.

Di queste cose a scuola parlo? Sì, ma non in storia, dove sono pedissequa al libro, ma in filosofia, in 3°, parlando delle differenze dele concezioni politiche di Platone e Aristotele. All’ombra di Socrate. Che quando ha dovuto difendersi al processo dove lo uccisero “democraticamente” apparve arrogante: “Punirmi? Dovreste darmi un premio per quello che sono e per quello che è il mio apporto per la civiltà di atene”.

Sbaglio? Faccio politica a scuola?

Concludo invitando la Gelmini a partecipare personalmente all’ispezione**, che sia pubblica e trasparente -of course- e a fare un discorso non letto sui “valori” della democrazia e magari anche della Memoria.

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*Parlare di negazionismo tirando in ballo una prof che nella privata vita scrive un blog pubblico (pacifista e libertario) è un deliberato attacco alla persona. Anche perchè Pasqua continua a tirar fuori le parole “negazionista” o antisemita ma non riesce a tirar fuori un post compiuto, che sia uno, che lo dimostri (un post=un testo) . A Pasqua affidano il compito di comporre collage menzogneri decontestualizzati per calunniarmi. Hanno fatto di me davvero carne da brodo. Hanno ragionato: visto che siamo costretti a piangere Arrigoni, compensiamo e impicchiamo Albertoni. Secondo me Pasqua, basando le sue diffamazioni su un testo pubblicamente disponibile, agisce in flagranza di reato perchè lì ci sono le prove e anche le non prove, esibite in modo evidente. In teoria potrebbe essere denunciato direttamente dall’autorità giudiziaria. O radiato dall’albo in tempo reale.
Ma perche’ questo cercatore di siti negazionisti Pasqua al posto che venire ad inquinare la mia vita non è andato a rompere le balle a qualcuno delle decine di siti neonazisti che ci sono in italia per vedere se ci son frasi antisemite al posto che rompere le balle qui? Non sarà perchè teme che andando a scandagliare quel mondo si ritroverebbe aperto come una bottiglia di coca, mentre con me sa che non rischia nulla?

**Se ci scambiassimo il posto di lavoro (mettete me e la Gelmini) io mi adatterei bene al suo, ma lei non avrebbe mai lo spessore per scambiarsi con me. Ma questo dato, politicamente e meritocraticamente, non è preso in considerazione. Io sono “carne da brodo” per una battaglia legale e intellettuale miserrima dove io dispongo del mio blog e Pasqua di “Repubblica” che oggi sull’edizione di Milano pubblicava un trafiletto anonimo in cui si preannuncia un “sit in antifascista” e un “picchetto” contro la prof. negazionista, che poi sarei a detta di Repubblica, io. Ma posso io credere che alla Manzoni vi sia un sit in contro di me? No, io non ci credo.
Pare che ci sara’ Moni Ovadia, da me omaggiato con questo e con quest’altro post.

***Non fa onore alla Memoria, comunque, l’essere vicini, amici, complici di uno come Marco Pasqua. Non fa onore a nessun politico affidare a Pasqua la ponteficità sull’operato intellettuale libero per costituzione di un’insegnante di liceo. Direi di no. Nè a quella dei vostri padri, di Auschwitz, ne a quella dei miei, di Hereford.

ps Poichè Finkelstein è veramente stato un danno per l’Olocausto come mito fondativo con il suo libro “L’industria dell’Olocausto” e si è messo contro il guru della lobby sionista Dershowitz (un Pasqua alla n° potenza) sputtanandolo perchè aveva copiato intere parti di un vecchio libro ha dovuto subire l’oltraggio della madre Mary bollata dai sionisti come collaborazionista coi nazi. Oltre che aver perso la cattedra. Lui pero’ raggiunse un accordo per una pensione….

Barbara
Fonte: www.cloroalclero.com
Link: http://www.cloroalclero.com/?p=6239
16.04.2011

Commenti (60)

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    1. alverman 17 aprile 2011

      Ti ricordo che c'è in discussione al parlamento una proposta di un tal Pacifici per rendere reato il negazionismo anche qui in italia ( come in Francia, Germania e altri stati). Quindi, monta un caso oggi, monta un caso domani fino a quando l'opinione pubblica ( dei lobotomizzati) sarà indignata e allora ci sarà terreno fertile su cui lavorare.
      Ciao

    1. Albert_Wesker 17 aprile 2011

      Ma secondo te l'Olocausto e' esistito o e' un'invenzione?

    1. lanzo 17 aprile 2011

      Prova ad affermare (non negare) che ci sia stato uno sterminio di Armeni in Turchia...

      Naturalmente, sempre che uno viva e lavori inTurchia... Non sono ancora riusciti a farlo recepire in sede europea... In tal caso, il criminale come si dovrebbe chiamare ? Affermazionista ?

    1. epicblack 17 aprile 2011

      Solidarietà a Barbara. Anch'io ho fatto come Maxim:" per quel che mi riguarda d' ora innazi mi asterrò dall' acquistare Repubblica .
      ho pure cancellato la testata on line dal mio segnalibri"
      Appena ora ho creato un gruppo facebook per lanciare il boicottaggio a la Repubblica: si chiama "Boicottiamo la Repubblica"
      Boicottaggio virale per dare una mano a Barbara.
      Io scriverò: "Io condivido le idee di Barbara"
      Aderite al gruppo facebook e sosteniamo Barbara!!!!!!!!
      Barbara resisti e battiti in onore di Vik!
      Emilio

    1. lanzo 17 aprile 2011

      E' da tanto che non compro piu' Repubblica, ma ormai i giornali di questo se ne fottono, i contributi se li beccano sempre, la pubblicita' li nutre e quindi ? Gli facciamo una sega a non comprarla piu' !
      Tutti i ministeri e immagino regioni sono abbonati... tanto per dirne una.

    1. Affus 17 aprile 2011

      mai stato dalla parte dei compagni e non sono negazionista ,sono a favore degli ebrei ma non sono sionista .

    1. Albert_Wesker 17 aprile 2011

      Se c'e' un giornale che ha fatto fortuna con le campagne diffamatorie ad
      personam e' proprio Repubblica,quanto alla correttezza e rigore morale di
      Scalfari stendiamo un velo pietoso

    1. maristaurru 17 aprile 2011

      Cloro, questa è una porcheria assurda. Non mi meraviglia che da Repubblica ( giornale al quale ho rinunciato da molto tempo ), parta un attacco irresponsabile, ma non capisco perchè attaccare te. Che vantaggio ne hanno a imbastire un caso, montarlo, su una insegnante del Manzoni a Milano. Mi sfugge qualcosa, ma credo si debba fare sentire la voce di chi ha sale in zucca, forte e chiara, a questo figuro si deve fare passare la voglia di farsi pubblicità sulla pelle degli altri con dei copia /incolla spacciati per giornalismo. Sono confusa. Mi spiace che si sia arrivati a tanto, ti sono vicina

    1. Albert_Wesker 17 aprile 2011

      Ora la vera alleanza e' tra compagni e camerati per negare l'Olocausto e
      mi stupisco che un camerata come te si compiaccia di essere dalla stessa parte dei compagni

    1. Maxim 17 aprile 2011

      per quel che mi riguarda d' ora innazi mi asterro' dall acquistare Repubblica .

      ho pure cancellato la testata on line dal mio segnalibri

    1. Affus 17 aprile 2011

      non posso che essere felice e vedere di buon occhio questa incrinatura della santa alleanza tra sinistrismo italiano e sionismo . Spero che si continui cosi e sia portatrice di migliori frutti.

    1. dana74 17 aprile 2011

      ps probabilmente cloro l'hai scritto ma come fanno a sapere ogni parola che uno dice a lezione....ma le registrano o c'è qualcuno dentro in aula a prendere appunti (che non sia studente)?
      veramente inquetante

    1. dana74 17 aprile 2011

      caspita. hanno fatto muovere4 ispettori, per l'inquisizione il personale è abbondante. Come mai tanto riguardo verso questa mitologia?
      Succede se nego lo sterminio degli indiani d'America o i tanti epoisodi edificanti? NO, perché c'è una razza che vale più delle altre (e non sono i tedeschi).Per quanto ti possa essere di aiuto, cloro, mi dispiace, veramente è allucinante come si possa sbattere una persona in prima pagina come avesse commesso i più gravi dei reati quando invece esprimeva solo le proprie opinioni.Sono solidale con te in todo.

    1. ericvonmaan 17 aprile 2011

      Scalfari risorgimentale... esempio di correttezza e rigore bla bla bla... ma da dove scappa fuori questa? Ma va va va va va

    1. levred 17 aprile 2011

      Ho letto Repubblica fin dall'età di tredici anni; spesso non ho condiviso i punti di vista, qualche volta sono stato invece felicemente sorpreso...
      Da parecchi anni la stragrande maggioranza delle penne, profumatamente ricompensate per distillare perle di saggezza sulla situazione dei Balcani, Medioriente, Caraibi e Sud America, non incontrano più la mia strada verso la comprensione...i fatti raccontati non corrispondono più con ciò che accade per davvero sulla pelle di indios, palestinesi, cubani.

      Anzi alla stessa maniera dello spagnolo El Pais spesso Repubblica contribuisce alla costruzione di una realtà in cui "il vero non è altro che un momento del falso". La manipolazione dei dati reali edifica nel quotidiano una versione altamente sofisticata ed adulterata della storia che viviamo; sono questi sicari del reale che contribuiscono alla sua desertificazione...

      Ciò che i quotidiani trascurano nella loro verticale discesa verso il fallimento d'informazione e di vendite...è che le fonti adesso sono disponibili, verificabili e confutabili in rete...non abbiamo più bisogno di voi... lo sappiamo da tempo...

      Non acquisterò più una copia di questi giornali, mai più...e qualora mi mancassero argomenti (ma non è così) ripenserò al trattamento di pasqua che scimmiotta grottescamente l'infamia volgare e meschina...

      La maschera non è ancora caduta ma siete stati riconosciuti!
      Siete parte dello spettacolo e parte del problema...

      «Lo spettacolo è il cattivo sogno della moderna società incatenata che esprime solo il proprio desiderio di dormire. Lo spettacolo è il guardiano di questo sonno». [Guy Debord]

      Onore ai caduti per la libertà dei popoli e per coloro che quotidianamente nei loro mondi e nei propri modi contribuiscono a far uscire l'umanità dalla grotta in cui si è rinchiusa a contemplare le ombre...
      Grazie Barbara

    1. Erwin 17 aprile 2011

      Sulla "figura" di tale wiesenthal simon,ebreo, "sopravvissuto",
      Le segnalo l'articolo di un NON negazionista,ripreso e commentato.

      Le riporto ,qui,solo una frase ..."Dalla fine della seconda guerra mondiale alla sua morte nel 2005, ha mentito ripetutamente"...
      Qui il collegamento

      http://olo-truffa.myblog.it/archive/2011/03/28/temp-41a8b8f015df95a339d7135321983d3f.html


      La sua opera di menzogna si spinse ad affermare l'orrorifica "verità" del "sapone fatto con gli ebrei",in un suo libretto del 1946.
      Quindi a mente lucida e ricordi freschi!
      Addirittura pretendeva che 900.000 ebrei fossero stati trasformati in sapone nel lager di Belzec!
      Quindi un FALSARIO in piena regola,con tanto di certificazione del "Corriere", qui i collegamenti:

      http://olo-dogma.myblog.it/archive/2009/07/03/chi-era-simon-wiesenthal.html

      http://archiviostorico.corriere.it/2005/marzo/25/Storici_ebrei_sapone_con_deportati_co_9_050325082.shtml

    1. edo 17 aprile 2011

      Perchè passqua non va a scoperchiare i siti neonazisti??? Perchè sono esche!

    1. cloroalclero 17 aprile 2011

      x Eli: ma che stai a di? Pasqua sa perfettamente quello che fa. E' il suo mestiere e con me, come sai, aveva il sassolino nella scarpa da levarsi.

    1. Eli 17 aprile 2011

      Sono basita.
      Ero lettrice di La Repubblica dalla sua fondazione, nel 1976,
      e la ritenevo un baluardo di democrazia e civiltà nell’ondata
      di barbarie e degrado etico e sociale che sta sommergendo
      un po’ tutto in questo paese.
      Quanto è accaduto in questi ultimi giorni mi ha costretto ad
      aprire gli occhi ed a ricredermi.
      Anche La Repubblica, il quotidiano del laico Eugenio Scalfari,
      figura quasi risorgimentale, esempio di correttezza e di
      rigore repubblicano e costituzionale, ha imboccato la strada
      scivolosa del metodo Boffo, della gogna mediatica che
      distrugge socialmente, del killeraggio a mezzo stampa
      che pensavo fosse lo stile dei Feltri e dei Sallusti, ma mai
      mi sarei aspettata da La Repubblica.
      Anche perché in questo caso viene applicato ad una madre single di due figlie ancora piccole, non in grado di mettere
      insieme la corazzata di difensori che ha a disposizione un
      direttore di giornale od un giudice del tribunale, precedenti
      vittime dei due succitati killers.
      E tuttavia il giornalista Marco Pasqua non è un killer
      intenzionale, è soltanto un incosciente, non ha cioè
      consapevolezza di quello che fa.
      Infatti non distingue antisemita da antisionista (che per
      un giornalista è grave), va a caccia di siti antisemiti come
      Simon Wiesenthal andava a caccia di nazisti,
      ma gli sfugge la differenza di proporzioni fra le due cose,
      drammatica nel caso di Wiesenthal, che arriva a scadere
      nel ridicolo e nella farsa nel caso di Pasqua.
      E soprattutto appare privo di deontologia professionale e
      del senso di responsabilità che dovrebbe animare tutti i
      giornalisti, ed a cui sfuggono quelli del Foglio, del Giornale
      e di Libero. Insomma, lui è un killer inconsapevole.
      Se nel caso di Feltri e Sallusti è necessario stare alla larga
      per la pericolosità sociale ed umana dei due perfidi, nel
      caso di Pasqua si può dire solo:”Padre, perdona, perché
      non sa quello che fa”.
      Inoltre applica la Proprietà Transitiva anche al libero
      pensiero: se difendi la libertà di espressione dei negazionisti, SEI negazionista! Operazione spericolata ed
      un tantino inquisitoria, sento già arrivare l’odore di bruciato
      delle fascine accatastate sul rogo…
      Mentre sul blog di Cloro, che frequento costantemente da
      due anni e mezzo, a parte qualche rigurgito di nazi-fasci
      di passaggio, prontamente rimbeccati dai bloggers, nessuno ha mai negato nessuna Shoah, camere a gas, o soluzione
      finale, ma abbiamo sempre espresso LIBERAMENTE critiche
      alla politica genocida di Israele, come garantito dalla
      Costituzione e dall’Articolo 21.
      La Repubblica ha perso una lettrice, e di questo poco le
      importerà, è il quotidiano più venduto in Italia.
      Ma mi rivolgo ancora una volta a Marco Pasqua, affinché
      provi a valutare le conseguenze dei suoi atti carichi di
      violenza e di superficialità: non si può essere superficiali
      quando si gioca con la vita degli altri.
      E l’ideologia che travolge tutto, anche il buonsenso e l'umanità, era prerogativa dei nazisti
      e dei fascisti, lo ricordi.

    1. Tao 17 aprile 2011

      I diabolici Agit-Prof

      È probabile che, dopo tante battaglie vinte e pareggiate, ormai l'anonimato on line abbia perso la guerra. E siccome la Storia la scriveranno i vincitori, diranno cose terribili di noi ex-anonimi. In sostanza, eravamo un esercito di rosiconi in pigiama che usavano internet per infamare le persone normali. E alcuni di noi erano veramente così. Però. Vi va di ascoltare l'altra campana, per una volta? Potrebbe essere l'ultima.



      Il motivo per cui ho cercato per tanti anni di restare anonimo, lo trovavate ieri in homepage sulla Repubblica. No, non ci sono io (grazie al cielo): però avrei potuto benissimo essere io, mi è andata bene. Invece c'è un'altra persona, con un nome e un cognome, che insegna in una scuola e ha il torto imperdonabile di scrivere le proprie opinioni su un blog. E siccome questo non costituisce ancora reato, il giornalista Marco Pasqua calca la mano, e si inventa che questa persona sia una negazionista, una che non crede allo sterminio degli ebrei. Non che sia vero. Basta leggere il suo blog. Ma Pasqua il blog non lo linca: virgoletta un sacco di citazioni, ma non rimanda alla fonte. Chi ha davvero voglia di verificare, cercherà. Per tutti gli altri Barbara Albertoni resterà una negazionista. C'è scritto in homepage sulla Repubblica, “La prof negazionista del Manzoni”, sarà vero, no? Perché nel pezzo si legge che tiene lezioni negazioniste al liceo Manzoni, no?

      No. Nel pezzo c'è solo un mosaico di citazioni prese da un blog (e nessuna di queste nega l'evidenza dello sterminio degli ebrei). Nessun riferimento alle lezioni della professoressa Albertoni. Soltanto, verso la fine del pezzo, un “chissà”:

      “E chissà se alcuni di questi concetti riescano a insinuarsi nelle sue lezioni”.

      Già, chissà se si insinuano. Non lo sapremo mai.

      Perché per saperlo ci servirebbe un giornalista vero. Uno che muova il culo e vada a intervistare gli studenti: è vero che la vostra prof è negazionista? Che discorsi vi fa? Sapete che ha un blog? Lo leggete? Eh, ma sarebbe faticoso.Virgolettare frasi qua e là da un blog è molto più semplice. Accusare un nome e cognome di negazionismo, facilissimo. Rovinare la reputazione a un dipendente pubblico: come fare due più due. Ho trovato sul blog che scrivi nel tempo libero delle frasette che non condivido. Questo mi fa pensare che tu non sappia fare il tuo mestiere. Lo scriverò su un quotidiano ad ampia diffusione nazionale...

      L'Albertoni l'ha presa bene, buon per lei: non so come avrei reagito al suo posto. Quel che è sicuro è che avrei benissimo potuto essere al suo posto. Non importa ora quali opinioni abbia in comune con lei e quali no. Un bel giorno qualcuno decide che sono un negazionista, o un terrorista, o un pedofilo, e lo scrive sul giornale. Non è vero? Al limite qualche mese dopo ci sarà un trafiletto di rettifica a pagina trenta. Nel frattempo toccherà a me giustificarmi. Col dirigente, coi ragazzi, coi genitori, con gli ispettori del Ministero, con quelli del Comune: me la sbriglio io, del resto è colpa mia. Ho osato avere opinioni personali e scriverle, nel mio tempo libero, su un blog pubblico. Non si fa. Le opinioni vanno lasciate a quelli che sono pagati per scriverle. Hanno un albo, hanno l'assistenza legale, hanno uno stipendio, hanno un nome e un cognome. Possono permetterselo, loro. La libertà di opinione è roba per loro.



      Non per noi. Oltre a non poter avere opinioni a scuola, sarebbe meglio che non ne manifestassimo nemmeno nel tempo libero. Perché, c'è differenza? Alla fine anche Pasqua, come l'onorevole Innominabile e gli amici della sua commissione anti-libri-di-testo-comunisti, sembra persuaso che la scuola sia una formidabile macchina di propaganda. Ma da quand'è che tutti questi signori non mettono il loro vero piede in una vera scuola? Fingiamo per un istante che sia tutto vero: che i libri di testo siano tutti approvati da una commissione congiunta Hamas - Quarta Internazionale, e che gli insegnanti di ogni ordine siano tutti affiliati a questa organizzazione comunista antisemita clandestina: anche in questo caso, non meriteremmo di essere giudicati per i risultati? E vi risulta che stiamo producendo una generazione di comunisti filopalestinesi? Forse varrebbe la pena di tenerci così, faziosi come siamo.



      Però, davvero, secondo voi la scuola funziona così? Cioè: credete davvero che abbiamo tutto questo tempo per parlare di Intifada, di camere a gas, di Togliatti e Berlusconi? Avete mai dato un'occhiata agli orari, ai programmi? Avete un'idea di quante classi arrivano davvero a leggiucchiare le ultime cento pagine del testo di Storia? Ma lo avete capito che tutte quelle faziosissime frasi su Berlusconi e Togliatti non le leggerà nessuno; che quei capitoli arriveranno intonsi al macero; che ha già del miracoloso se un ragazzino di terza liceo è in grado di trovarla su una carta, la Palestina?



      Ma mettiamo anche il caso estremo di un insegnante che decide di affrontare proprio quegli argomenti, e di affrontarli nel modo più fazioso possibile. L'avete mai conosciuto, un insegnante così? E vi ha mai convinto di qualcosa? Io non credo che l'Albertoni faccia propaganda antisemita nelle sue classi; ma penso che qualora cominciasse a farla, molti suoi studenti si convertirebbero all'ebraismo semplicemente per contraddirla. La scuola italiana è refrattaria alla propaganda: l'insegnante medio lo sa, e non ha davvero nessun interesse a mescolare le sue opinioni col suo mestiere.

      Certo, ci saranno anche insegnanti faziosi e poco professionali. Ma non li si riconosce dai blog. Chi apre un blog molto spesso sta cercando proprio una valvola di sfogo, un posto confortevole dove gestire le proprie opinioni, lontano dalla classe e dal mestiere quotidiano: che non è quello di catechizzare classi di discepoli adoranti.

      Le opinioni sono cose personali. Chi le esprime, si scopre. I ragazzi lo sanno, e ci provano sempre, a chiederti per chi tifi o per chi voti. Non è che siamo tutti delle cime, noi insegnanti, ma non siamo nemmeno tutti così fessi da scoprirci davanti a venticinque ragazzi che non vedono l'ora di metterti in discussione. È una banale questione di sopravvivenza: chi fa questo mestiere di solito conosce la differenza tra un'informazione e un'opinione. Non si può dire la stessa cosa di tanti giornalisti.

      Poscritto. Mentre cercavo di buttar giù questa paginetta senza mandare al diavolo un'intera categoria di nomi-cognomi, ho appreso che Vittorio Arrigoni è stato rapito. Arrigoni è ben più di un “blogger”: ma quando i giornalisti se ne sono andati da Gaza, lui è rimasto là, e aveva un blog. Sono sempre i migliori che si ficcano nei guai. Mi unisco alla preghiera dei palestinesi che lo vogliono vivo e libero.

      Fonte: http://leonardo.blogspot.com

      Link: http://leonardo.blogspot.com/2011/04/i-diabolici-agit-prof.html

      14.04.2011

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