La grande sfida

La grande sfida

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

In una quindicina d’anni di consulenze nel software di gestione aziendale ho maturato la convinzione che le aziende sono tutte strutturalmente molto simili, in tutto il mondo. Cambia solo la dimensione e alcune particolarità legate al settore di appartenenza.

Si tratta di strutture governate in modo gerarchico e finalizzate a soddisfare esigenze di mercato, con lo scopo primario del lucro quando sono a capitale privato, come ormai accade nella stragrande maggioranza dei casi.

Una prima grossolana suddivisione per argomenti gestionali comprende:

Contabilità - acquisti – vendite – logistica - produzione - risorse umane – asset – profittabilità.

Tutte le informazioni relative all’attività aziendale vengono continuamente aggiornate in un complesso database relazionale, utilizzato quotidianamente, tramite software dedicato, dal management a tutti i livelli della gerarchia interna.

E’ probabile che, una volta fissati i fini statutari e relative priorità, l’intelligenza artificiale possa progressivamente sostituire l’azione umana nella maggior parte delle funzioni all’interno dell’azienda.

Le aziende più longeve e/o di maggior successo commerciale tendono a crescere dimensionalmente, assorbendo la concorrenza e l’indotto, fino a diventare multinazionali oligopoliste di settore.

In ogni caso è fondamentale la funzione finanziaria, assolta dal settore bancario-assicurativo, concepito dall’allora presidente di Confindustria Montezemolo come “aziende al servizio delle aziende”.

Nella prassi tale servizio è diventato molto più che un servizio. E’ diventato controllo proprietario del tutto, dell’intera economia planetaria da parte di un’elite di padroni universali, che oltre al loro smodato patrimonio personale governano l’azionariato diffuso e più in generale il risparmio gestito, con tecniche e finalità speculative, godendo di ampi spazi di manovra per indirizzare gli investimenti strategici globali sia delle aziende, direttamente, che degli Stati, indirettamente, nelle direzioni da loro decise.

Ogni settore oligopolistico tende poi a consolidarsi in un monopolio di fatto, e quello finanziario ne è il capofila in un mondo dominato da un’economia politica fondata sull’ideologia neoliberista, che fa delle privatizzazioni il suo cavallo di battaglia. Un mondo dove non esistono più cittadini ma solo consumatori solventi (gli altri sono zavorra eliminabile), e l’autodeterminazione dei Popoli viene soppiantata da presunte “leggi di mercato”, dietro le quali si nascondono strategie di controllo dispotico finalizzate al consolidamento di un siffatto potere economico-politico di natura elitaria-piramidale, che manovra le masse dei consumatori per sostenere ed efficientare il sistema nel suo complesso. Paradossalmente tale potere fonda la propria abusiva legittimità nella funzione pubblica, interamente infiltrata e controllata in funzione antipopolare, ma formalmente in nome di uno sbandierato principio democratico. Tale ipocrisia di fondo implica il sovvertimento dello stesso linguaggio popolare ispirato al modello orwelliano, dove ogni parola assume nei fatti un significato opposto a quello originale, ma ne conserva l’apparenza e l’ufficialità come scudo falsamente ideologico contro ogni eventuale reazione popolare, soffocata sul nascere o strumentalizzata in rivoluzione colorata nei Paesi potenzialmente d’intralcio ad una siffatta agenda globalista.

Le periodiche ed epocali rivoluzioni industriali, rese possibili dai continui progressi tecnologici, vengono regolarmente cavalcate da questo potere egemone, che ne trae crescenti vantaggi nel consolidarsi in modo sempre più totalitario, a fronte di un’umanità che pure invoca le comodità offerte dagli stessi progressi tecnologici, rendendosene schiava ed equivocando i fini con i mezzi, in un mondo ormai completamente alienato dalla realtà originaria dell’essere umano, che se fosse veramente libero di esprimersi tenderebbe all’armonia di corpo, anima e spirito al servizio della collettività.

D’altra parte la logica aziendale è anche la stessa dell’economia, consistente nel perseguire il massimo risultato col minimo impiego di risorse. Cosa di per sé buona, ma che nell’impresa privata si traduce nel conseguimento del massimo profitto col minor impiego di capitale finanziario, ovviamente a spese dell’ambiente e della collettività tramite varie tecniche di esternalizzazione dei costi reali.

L’ultimo e più importante di questi costi è a carico dell’umanità stessa, inteso come degrado della qualità dell’essere umano, che degenera nel tempo fino costituire una reale minaccia per la nostra sopravvivenza sul pianeta. Un apparente controsenso dal punto di vista dei pochi piloti-decisori al vertice della piramide umana, visto che sono essi stessi esseri umani. Ma anche a questo lorsignori stanno trovando “soluzioni”, tra le più distopiche che si possano immaginare, ai confini della fantascienza horror. Meglio lasciar perdere questi incubi estremi, confidando nella loro improbabile realizzazione grazie alle leggi superiori di Madre Natura. Piuttosto è estremamente importante ed attuale comprendere questa tecnotrappola globale, acquisendo la consapevolezza necessaria per indicare la strada giusta verso l’uscita d’emergenza salvifica.

Basterebbe seguire la logica più elementare, che suggerisce un controllo consapevole e condiviso del processo di modernizzazione dell’esistenza umana, affinché non degeneri nei modi suddetti, come purtroppo possiamo già chiaramente osservare nella realtà attuale che stiamo vivendo.

Ma è possibile una larga condivisione di fini positivi nel caso questi non fossero del tutto chiari e/o non fossero connaturati alla realtà dell’essere umano? Ovviamente no, ma confidiamo che non sia così, per molti buoni motivi, da approfondire in altra sede.

Quale sia la nostra realtà di esseri umani sul pianeta Terra lo possiamo sapere solo noi, indagando noi stessi, come già suggerito dai più grandi saggi millenni orsono.

Gli esiti di queste ricerche, tante quante sono le persone viventi e vissute, sono in parte già noti alla letteratura, che però fatica a descriverli, proprio perché appartenenti alla percezione individuale di senso originario, intraducibile in linguaggio simbolico. Una percezione intima e privata, nel senso nobile del termine “privato”, contrapposto all’abuso che se ne fa in altri contesti, causa di infinite contraddizioni sociali. Ma anche perché la consapevolezza di questi fini “ultimi” è l’immagine della consapevolezza stessa fatta coscienza, in un gioco di specchi che restituisce un’approssimazione a più livelli di profondità, senza limite. Ed è proprio questa illimitatezza dello spirito conoscitivo che ne fa un valore universale, mai superabile ed archiviabile definitivamente nella storia.

Tornando al concreto la questione è abbastanza semplice. L’azienda produttiva, nata come realtà di alcuni soci imprenditori, con lo scopo di meglio soddisfare le esigenze individuali e sociali, è cosa buona e necessaria in ogni civiltà organizzata. L’azienda però è anche il laboratorio di sempre più avanzate tecnologie, che inducono sia una sua continua crescita dimensionale, fino ai limiti di sviluppo dell’intero sistema, che una progressiva espulsione del lavoro umano in favore degli automatismi tecnologici. Entrambe i fenomeni concorrono a favorire la negazione della libertà e della dignità umana, considerate superflue al contrario del consumismo edonistico che va massimizzato a beneficio aziendale.

La prima cosa da riconoscere in queste dinamiche è la loro indipendenza dalle ideologie pregresse, trattandosi di un percorso evolutivo obbligato. In tal senso l’ideologia che promuove e giustifica tale processo è più una conseguenza degli stati di fatto che la loro causa. Perciò la collettivizzazione socialista e il neoliberismo capitalistico privatistico, con le loro alterne fortune/disgrazie epocali, finiscono per somigliarsi negli esiti finali nefasti ed evidentemente non possono costituire un baluardo valido per contrastare i fenomeni sovraesposti, la cui universalità va ben oltre il caso specifico della razza umana con le sue peculiari caratteristiche, intelligenza in primis. Ciò non toglie che una nuova ideologia valoriale possa essere concepita e sviluppata per superare questa crisi di crescita dell’umanità, come saldo riferimento condiviso per poter maturare le scelte politiche necessarie a reindirizzare l’azione economica verso finalità autenticamente umane, imbrigliando le enormi forze in gioco all’interno di percorsi virtuosi.

Tale immane compito, paragonabile alla fondazione delle religioni per importanza e difficoltà, non è però impossibile, e può anche procedere per gradi, in base alle evidenze più innegabili.

Ne accenno una sola, tanto per cominciare: l’incompatibilità tra grande azienda a scopo di lucro privato e bene comune. Basti pensare ad es. alla sanità vaccinomane genocida, o al complesso industriale-militare guerrafondaio, o alla privatizzazione dei servizi pubblici fondamentali per estrarne profitto sacrificandone la qualità e la convenienza per gli utenti. Ma a ben pensare il discorso si allarga all’intera produzione di beni e servizi utili alle popolazioni di tutto il mondo, dal comparto alimentare a quello educativo e formativo, dalla mobilità alla salute pubblica e la tutela ambientale, ecc. ecc.

Insomma è ora di farla finita col “privato e bello”, mettendo sullo stesso piano il verduraio sotto casa e il produttore di automobili. La dimensione fa la differenza, e come abbiamo visto le dimensioni aziendali, ormai multinazionali, sono destinate ad aumentare ancora saturando “il mercato”. Perciò la grande proprietà privata è diventata un controsenso storico, che va corretto con la forza di una ritrovata primazia della politica, risanata proprio da questo abuso epocale, dall’invasività dittatoriale del grande capitale finanziario privato.

I grandi investimenti devono tornare ad essere di dominio di un ricostituito capitale pubblico, per decisione politica autenticamente democratica a favore della gente, e questo non è “comunismo” vecchia maniera, o becero statalismo inefficiente e corrotto; è solo pura logica utilitaristica dal punto di vista umano e sociale. Il resto verrà a ruota, più libera è e meglio è.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

26.10.2022

Alberto Conti. Laureato in Fisica all’Università Statale di Milano, docente matematica e fisica, sviluppatore software gestionale, istruttore SAP, libero pensatore, collaboratore di Giulietto Chiesa, padre di famiglia, appassionato di filosofia, psicologia, economia politica, montagna, fotografia, fai da te creativo, sempre col gusto alla risoluzione dei problemi.

Commenti (70)

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    1. uparishutrachoal 28 ottobre 2022

      Gli uomini non sono tutti uguali..ma sono bottiglie che galleggiano nel mare della Coscienza.
      Alcune bottiglie non hanno tappo, altre hanno un tappo di sughero che prima o poi si corrode, ed altre sono senza tappo..
      La maggior parte degli uomini sono chiusi all'acqua e rimangono in superficie ..altri aspettano che il tappo si sblocchi con pazienza, mentre pochi vanno a fondo nel mare della Coscienza e si perdono di vista.
      E voi..quale bottiglia siete?

    2. LuxIgnis 28 ottobre 2022

      Ci siamo quasi credo. Solo che non sono bottiglie è acqua stessa, per così dire solidificata, che prende forma. Un involucro d'acqua che contiene acqua. Come una bolla. Un fluido dilatante.

    3. uparishutrachoal 28 ottobre 2022

      Sì, ma l'involucro rimane come residuo Karmico, non scompare nell'acqua...almeno finché siamo in vita corporale.

    4. LuxIgnis 28 ottobre 2022

      Concordo, sta da capire cos'è questo involucro.

    5. uparishutrachoal 28 ottobre 2022

      Si potrebbe dire che è acqua cristallizzata in vari livelli vibrazionali nella discesa verso la densità..
      La risalita verso l'Origine è possibile solo con i corpi più sottili mentre quello grossolano rimane indietro perché troppo solidificato.
      Qualcuno dice che è possibile ascendere con il corpo come Enoch..ma sicuramente non è cosa facile già all'interno di cose difficili.

    6. sbregaverse 29 ottobre 2022

      Se vi divertite con codeste arzigogolate menate io mi diverto di più .

    7. sbregaverse 29 ottobre 2022

      Upa...Lux....travolti da un T.I.R. al largo del triangolo delle Bermude, nell'azzurro mare d'agosto , e con quell'espressione un po' così di chi pensa di aver visto GEOVA.

    8. LuxIgnis 29 ottobre 2022

      No io non vedo, lascio agli altri questo privilegio. Così i muri in faccia li prendono loro.

    1. Violetto 28 ottobre 2022

      "Insomma è ora di farla finita col “privato e bello”, mettendo sullo stesso piano il verduraio sotto casa e il produttore di automobili"

      Musica per le mie orecchie!

    2. AlbertoConti 28 ottobre 2022

      Da piccolo mi dicevano che ero stonato.
      Mai perdere la speranza!

    1. IlContadino 28 ottobre 2022

      Dopo anni di duro lavoro e tanti sacrifici fatti, sto uscendo, molto lentamente e con grande fatica, dal concetto di: devo spendere poco - ho fatto un affare - era in offerta.
      Meccanismi mentali indotti che hanno più scopi: legare la persona ad una esistenza "misera", di rincorsa; legare la persona ad un riscatto emotivo nei suoi acquisti; legare la persona ad un "risparmiare" che sovente si traduce in spendere spesso, in prodotti di dubbia qualità; in ultima analisi, legare la persona alle multinazionali e alle loro politiche.
      Mamma mia quanti legacci!
      Mi si dirà che sono stronzate newage, ma dico che se ti allinei (principalmente perché ti ci hanno educato) ai meccanismi mentali di cui sopra, poi la vita fa la tara a quel che tu le hai proposto (inconsciamente).
      La multinazionale sfrutta popoli è prima di tutto dentro di noi. Date un'occhiata, la trovate di sicuro.

    2. absitiniuriaverbis 28 ottobre 2022

      Dai per scontato che chiunque sia in grado di guardarsi dentro ed in profondo?
      A quando? E... non mi tolgo dal totale.

    3. IlContadino 28 ottobre 2022

      Chiunque è un parolone.
      Noi qui dentro siamo in pochi, parlo di chi legge non solo di chi commenta. A quei pochi ci riferiamo quando scriviamo sotto agli articoli. Questi pochi sono una élite, questa èlite ha la capacità di guardarsi dentro, così voglio credere, e per questo offro spunti di riflessione.
      A forza di darci spunti e di osservazione qualcosa di buono ne ricaveremo di sicuro. Speriamo;-))

    4. Primadellesabbie 28 ottobre 2022

      Qui ti capisco ma preferisco vedere la cosa con un'altra ottica.

      In un mondo in cui la ricerca sistematica di circondarsi e di esibire quello che si crede e si cerca di far credere, sia il meglio e il massimo, spendere poco come attitudine e punto di riferimento, o meglio spendere il giusto e a volte rinunciare, accontentarsi di ciò che risolve il bisogno senza sollecitare emozioni parallele è un esercizio di equilibrio e di rispetto per le cose che ci circondano e per noi stessi.

      Si può fare senza rinunciare a piaceri estetici o a necessità funzionali.

      Poi spendere poco non significa aderire alle offerte speciali del supermercato (anche se queste sono, oltre che ordinarie astuzie commerciali, anche il risultato di calcoli sbagliati degli strateghi aziendali).

    5. LuxIgnis 28 ottobre 2022

      No chiunque è in grado che poi lo faccia o no è un altro discorso. Ma la coscienza appartiene a tutti, nessuno escluso.
      E questo è ancora peggio di quel che dici tu, perché ha bisogno di responsabilità per funzionare. La responsabilità porta alla libertà. Ergo, la maggior parte delle persone non vuole la libertà; troppo faticosa.

    6. LuxIgnis 28 ottobre 2022

      C'è un libro che parla come la base del capitalismo sia i bassi prezzi, poiché per il produttore danno un guadagno molto alto. "Una storia del mondo a buon mercato".
      Un esempio sono le lampadine che si devono rompere dopo tot ore ma costano poco, mentre esistono lampadine praticamente indistruttibili che costano di più e difficili da trovare. Ma alla lunga conviene quella indistruttibile, per l'utente, mentre per il produttore conviene l'altra.
      Il discorso del risparmiare aspettando l'offerta a volte può essere valido, ma non su tutto. A parte il fatto che sarebbe meglio stare alla larga dalle grandi case. Monnezza e non sempre a basso prezzo perché ne paghi la pubblicità. Trovi la stessa qualità nei discount. A meno prezzo.
      Per molti oggetti vale la pena, mettere soldi da parte per comprare un prodotto di qualità che spesso dura una vita.
      Quando lavoravo come artigiano, all'inizio anch'io ho buttato soldi per prodotti e utensili di basso valore, poi ho capito che erano appunto soldi buttati. Una punta da trapano da pochi soldi, fa un lavoro sporco e faticoso, e rischia anche di rompersi. Una punta da trapano di alta qualità, e che costa almeno 10 volte di più, rende il lavoro facile e dura una vita, con una piccola manutenzione ogni tanto (affilatura).
      Un mobile fatto come si deve, con un buon legno, dura generazioni, quelli di Ikea si smontano dopo poco tempo. E così via.
      Però capisco anche che per molta gente che non ha una disponibilità finanziaria importante è difficile attuare questo. E quindi rincorre le offerte e i prodotti a basso costo perché non ha alternativa. È difficile risparmiare se poi non hai nemmeno di che mangiare! Ma qualcosa almeno per alcune cose si può sempre fare.

    7. IlContadino 28 ottobre 2022

      Mi trovi più che d'accordo, tanta saggezza nelle tue parole.
      Non voglio certo dire che si debba scialacquare denaro o tirare fuori il portafoglio a cuor leggero, tutt'altro, è proprio quando si spende denaro che si deve prestare la massima attenzione, avere una minima centratura, ed è un momento che si ripropone con una certa frequenza.
      Io sono contadino, povero di natura, frugale per scelta, faccio economia costante. Il denaro meglio speso? Viaggi, libri e cibo salutare.

    8. danone 28 ottobre 2022

      Ti sei dimenticato il sangiovese :-))

    9. IlContadino 28 ottobre 2022

      Era incluso nel cibo salutare;-))

    10. danone 28 ottobre 2022

      Ah ah ah sei un grande!!

    11. absitiniuriaverbis 28 ottobre 2022

      Precisazione puntuale la tua, grazie.
      Scrivi 'coscienza' . Spinosa questione.

      Sono tra quelli che ritengono che la coscienza sia ancora un mistero. Quello che sappiamo, se erro sono tutt'orecchi, sui neuroni ed il cervello non richiede la coscienza. Almeno secondo le neuroscienze.
      Nel nostro cervello non ci sono schermi su cui si proietta il mondo esterno. L’ipotesi è che ci siamo sempre sbagliati nel cercare noi stessi nel corpo. Il nostro corpo è una condizione necessaria per farci esistere, ma noi non siamo dentro il corpo. L’ipotesi radicale è che noi siamo tutt’uno con il mondo esterno. Non siamo un cervello, abbiamo un cervello.

      "Ovvero, noi siamo là, nel mondo, non qui, nel corpo».Riccardo Manzotti, uno studioso italiano dalle competenze a largo spettro (è ingegnere e psicologo, ora insegna filosofia teoretica allo Iulm di Milano), da molti anni si occupa di coscienza cercando un approccio nuovo, che possa superare l’impasse in cui sembra trovarsi la ricerca.

      Questo tipo di letture porta a pensare che non tutti abbiano sviluppato le capacità necessarie. Anche se, come scrivi, dovrebbero essere innate.

    12. LuxIgnis 28 ottobre 2022

      La coscienza è un mistero solo perché guardiamo dalla parte sbagliata e perché la coscienza è non locale e quindi ha le sue fondamenta su qualcosa che la nostra mente non è in grado di elaborare logicamente ma solo di farne esperienza. Il mistero appunto.
      Le neuroscienze riflettono purtroppo la concezione dominante materialistica e della logica binaria. Per loro la coscienza è solo un prodotto dell'attività cerebrale e neuronale. Questo però è ampiamente smentito dai fatti. Esempio le esperienze delle NDE (Near death experience) dove accade qualcosa con un cervello completamente privo di ossigeno e quindi non funzionante e addirittura privo di sangue (durante un'operazione chirurgica). In più vi sono rari casi di persone che non hanno un cervello o ridotto all'osso e hanno un quoziente intellettivo normale o addirittura in alcuni casi, superiore alla media. Molte volte queste persone nemmeno lo sanno se non quando devono affrontare determinati esami.
      Quindi la coscienza non può essere collegata esclusivamente al cervello. Il cervello è uno strumento.
      Non è solo adesso che si ha un approccio alla coscienza diverso dalle neuroscienze. Nell'800 vi fu un personaggio, dimenticato, di nome F. W. H. Myers che teorizzò tutto questo. Sto leggendo un libro che parla di lui e della sua teoria dal titolo: "Irreducible mind".
      https://en.wikipedia.org/wiki/Frederic_W._H._Myers
      Sono agli inizi ma sembra promettente.
      La sua teoria va molto oltre sia le neuroscienze sia la psicologia, dando una specie di sintesi delle due. In sostanza le neuroscienze dicono che la coscienza è una e corrisponde ai moti del cervello, esclusivamente biologica. La psicologia dice invece che la coscienza è scollegata dal corpo e che ne esistono varie (inconscio, superconscio, subconscio), scollegate in un certo senso tra loro.
      Myers dice che sono sbagliate e vere allo stesso tempo. La coscienza è una e molti.
      Fa l'esempio della luce per chiarire la sua idea. Noi della luce percepiamo un ristretto intervallo di frequenze dal rosso al violetto. Ma esiste un infinità di frequenze che non percepiamo, gli infrarossi e gli ultravioletti.
      La coscienza è la luce ed è quindi una, ma quello che è conscio è solo una parte. Le altre parti sono anch'esse coscienti ma a un livello che normalmente non percepiamo o ne facciamo esperienza. In realtà ne facciamo esperienza tutti i giorni sotto forma di sensazioni e intuizioni, e tramite i sogni o esperienze "mistiche" varie, ma non gli prestiamo particolare attenzione.
      Sono sempre più convinto che non esiste una vera e propria incoscienza ma solo una volontà (anche imposta dall'esterno) di non volere vedere o percepire alcune parti. Nell'esempio della luce è come se le persone volessero vedere solo il rosso o il giallo o il blu ma non l'intero spettro. E chiaramente non ci pensano nemmeno per un attimo di andare oltre verso gli infra o gli ultra. Credo che la percezione di questi oltre possa avvenire quando si ha già una percezione dell'intero spettro.
      È una scelta dunque, anche condizionata ma è pur sempre una scelta.
      Se leggi l'inglese quel libro è da prendere in considerazione, mi sembra interessante.

    13. absitiniuriaverbis 28 ottobre 2022

      Buona idea!

    14. absitiniuriaverbis 28 ottobre 2022

      Errere di risposra

    15. absitiniuriaverbis 28 ottobre 2022

      Appena uscita:
      Reference: “Consciousness as a Memory System” by Andrew E. Budson, MD, Kenneth A. Richman, Ph.D., Elizabeth A. Kensinger, Ph.D., 3 October 2022, Cognitive and Behavioral Neurology.
      DOI: 10.1097/WNN.0000000000000319

    16. indipendente 28 ottobre 2022

      Per quella che è la strada che abbiamo scelto (parlo di umanità intera), alla meglio la testa tutta (corteccia cervello coscienza e conoscenza), possiamo usarla come ferma porte:-)

    17. indipendente 28 ottobre 2022

      Ciao Lux. Prova a scrivere coscienza con la C, anche se ti fa ridere, dai, provaci :-)

    18. LuxIgnis 28 ottobre 2022

      Nel libro da me citato fa degli accenni sul fatto che la coscienza sia legata alle memorie ma non so ancora in che modalità.
      A occhio direi, memoria di che cosa?

    19. LuxIgnis 28 ottobre 2022

      Seguo ancora le regole dell'italiano.

    20. sbregaverse 29 ottobre 2022

      Sì è così e anche peggio.
      Coscienza è sinonimo di conoscenza e AZZARDO(ma non troppo) di consapevolezza.
      L'è tuta 'na SCOASSA.

    21. sbregaverse 29 ottobre 2022

      Ogni spesa è perfetta così com'è.
      E anche una spesa non fatta è perfetta proprio perchè non è stata fatta.
      Pure perfetta è una spesa sbagliata.
      OGNI COSA È PERFETTA COSÌ COM'È

    22. sbregaverse 29 ottobre 2022

      Anche il santo che giova è perfetto così com'è.

    23. absitiniuriaverbis 29 ottobre 2022

      Leggiamo entrambi. Vedremo.
      Non ho la risposta e se avessi un idea la discuterei con te ed altri e magari la pubblicheremmo... 😁
      Uno degli spunti è che ci sia una parte incosciente che sceglie/decide e, dopo 'mezzo secondo', trasmette il tutto alla parte cosciente. Questa sequenza farebbe della coscienza la memoria della parte incosciente (quella che Sbregaverse forse intende con la C).

    24. LuxIgnis 29 ottobre 2022

      Sono andato a riguardare e Myers dice questo sulla memoria ma riferito al fatto che la coscienza è un qualcosa che è ricordabile.
      "Quando concepiamo un atto diverso dal nostro come atto cosciente, lo facciamo o perché lo consideriamo complesso, e quindi finalizzato, o perché percepiamo che è stato ricordato... La memorabilità di un atto è, infatti, una prova di coscienza migliore della sua complessità...
      Non riesco a vedere come possiamo formulare la nostra definizione in modo più semplice che dicendo che qualsiasi atto o condizione deve essere considerato cosciente se è potenzialmente memorabile."

      Ma Myers non dice che la coscienza è solo una memoria, anzi mi pare che venga criticato questo approccio. Concetto che verrà sviluppato più avanti nel libro. Il capitolo IV è dedicato alla memoria.

    1. sbregaverse 28 ottobre 2022

      La grande sfida ¿?
      La sfiga finale.....meno 9....8....7....6......5......4......3.....2.....1.....0.........
      0............0............0............0............0...................
      .. . .. ... . . . .. .

    1. ignorans 28 ottobre 2022

      Belle parole ma la questione è: il popolo merita tutta questa considerazione? No non la merita. Un popolo che si vaccina al 90% non merita nulla.
      Perciò tirem innanz

    2. uparishutrachoal 28 ottobre 2022

      Il problema è come sfuggire al popolo...
      Ma penso che ormai lo sia possibile sono trasferendoci nel corpo astrale, che non è cosa semplice, ma unica possibilità, anche perché la morte ci raggiungerà comunque a prescindere dal reset o qualche altra diavoleria che stanno inventando.
      La morte, naturale o atomica, dovrà trovare solo un guscio vuoto..mentre noi staremo comodi nell'altrove.

    3. sbregaverse 28 ottobre 2022

      NON ci resta altro che la :
      CONTEMPLAZIONE*{[e sinonimi (i contrari tutti)] già esperiti e falliti}

      *Contemplazione come NECESSITÀ.

    4. absitiniuriaverbis 28 ottobre 2022

      ... più che 'tirem innanz' sembrerebbe più appropriato 'facite ammuina' 😜

    5. lazarovici 28 ottobre 2022

      il problema è che ogni spazio di cielo è occupato dalle scie chimiche. Gli dei sono bloccati, ci restano gli alieni

    1. Luca VFR 27 ottobre 2022

      Mah! Dieyro la comodità spesso e volentieri c'è una totale ignoranza del come le cose si devono fare. Poi certe comodità sono irrinunciabili: avresti voglia di passare un bel po' di ore a lavare lenzula e federe a mano, piegato sul bigoncio come facevano le nostre nonne? Io, personalmente, no. Anche perché ricordo la fatica che faceva mia madre prima che arrivasse la lavatrice.

    2. maghi 28 ottobre 2022

      Jevons spiega bene col suo paradosso come funzionano le cose con la tecnologia. Alla fine a pagare il conto siamo tutti per l'aumento dell'inquinamento, il peggioramento della qualità della vita sociale, che diventa sempre più frenetica e alienante, e la degradazione ambientale. Purtroppo all'essere umano mancano in genere, cioè quasi a tutti, le doti intellettuali e spirituali per usare correttamente i doni tecnologici, che, ricordiamo, sono frutto della grande disponibilità energetica arrivata con le fonti fossili, che non dureranno in eterno. Come dicevano i filosofi antichi: Prudentia, auriga virtorum.

    3. Luca VFR 28 ottobre 2022

      Gli antichi nella nostra società sono, per default, obsoleti e, conseguentemente, idioti. Vuoi mettere la pirlosofia woke?

    4. maghi 28 ottobre 2022

      con questi pirlosofi woke sì che bisogna essere prudenti, che a ritrovarsi con una denuncia come il cameriere di Riccione accusato di apologia del fascismo da un gruppo familiare di neri, è un secondo. Questi sono alla ricerca di qualche razzista da odiare, anche dove non ce ne sono. Queste ideologie identitarie andrebbero combattute, invece certe correnti politiche ci sguazzano dentro compiaciute e le favoriscono.

    1. Nestor Halak 27 ottobre 2022

      E’ probabile che, una volta fissati i fini statutari e relative priorità, l’intelligenza artificiale possa progressivamente sostituire l’azione umana nella maggior parte delle funzioni all’interno dell’azienda.

      L'impressione che traggo da molti proclamati traguardi che la nostra epoca si propone con entusiasmo, è che tendano a rendere superflua la specie umana. I fini che ci stiamo dando paiono sempre più acquistare importanza di per sé a prescindere dall'uomo.
      Una volta si diceva: con le macchine potremo lavorare di meno, oggi si dice: le macchine potranno gestirsi da sole. Certo, ma a quale scopo?
      Le aziende sono in grado di essere gestite da macchine, le macchine da altre macchine, il mercato funziona meglio se lasciato a sé stesso, per l'ambiente l'uomo è addirittura di troppo, quasi fosse estraneo all'ecologia del pianeta.Gli idiot savant guidano i cortei.
      Nel mio piccolo non ho mai dubitato che l'uomo fosse oggettivamente trascurabile nell'universo, ma neppure ho mai dubitato che fosse soggettivamente l'indispensabile centro di tutto.
      Se ci molliamo da soli, certamente le stelle non ci prenderanno mai in considerazione:sarebbe ben folle ricercare un senso per l'uomo che non sia in rapporto all'uomo.

    2. AlbertoConti 28 ottobre 2022

      "sarebbe ben folle ricercare un senso per l’uomo che non sia in rapporto all’uomo."

      E' una frase molto profonda. Che non va equivocata con una interpretazione antropocentrica, visto che l'uomo è in rapporto con l'universo.

    1. Eugiorso 27 ottobre 2022

      Se pensiamo al popolume italiota, la grande sfida è già persa, se pensiamo ai Russi, di ben altra pasta, che nessuno può "addomesticare" o prendere in giro, allora la grande sfida non è perduta ...

      Cari saluti

    2. Hospiton 28 ottobre 2022

      Sul fatto che i russi non possano esser presi in giro non saprei, ma su quello che siano ben più tosti dell'italiano medio attuale pochi dubbi... d'altronde qual è l'unico Paese che ha accolto con gioia il lockdown, con tanto di pagliacciate canore sui balconi? Patetici.

    1. Eugiorso 27 ottobre 2022

      Il "consumismo", che fra poco sarà solo un ricordo, non è comunista, non si può imputare a Stalin buonanima e all'Urss, compianta rispetto a ciò che accade oggi.
      Oggi non serve più a questo capitalismo, che saccheggia le risorse ed è effettivamente apolide, privodi etica e infedele, perché non fa riferimento a nazioni e popoli, tardizioni e simili.
      Siamo giunti all'ultimo stadio, che è il più pericoloso e infatti già si profila il rischio di guerra nucleare, visto che l'aver diffuso il covid non è bastato, l'aver distrutto Siria, Libia, Afghanistan, Iraq non è bastato, l'accerchiamento della Russia e le sanzioni non sono bastate, il conflitto scatenato per conto élite dai troll nazi-ukrainofoni non è bastato, eccetera eccetera.
      La peste del libbero merkato è ormai diffusa e i sub-politici servi presto faranno da monatti ...
      Non si tirino in ballo, però, il comunismo, Stalin, Lenin, i Bolscevichi, l'Urss, che appartengono al passato.

      Cari saluti

    1. danone 27 ottobre 2022

      Alberto sai che concordo totalmente con quello che hai ottimamente scritto.
      Ti invito a considerare che il vertice del paradosso che osservi, circa la contrapposizione fra logica aziendale privata e bene comune, si gioca in prima istanza e in prima battuta sulla tipologia di moneta e di sistema monetario che stiamo utilizzando a livello mondiale, per strutturare sia l'economia reale, che la finanza usuraia.
      Per ottenere ciò che tu esponi nella tua analisi, ovvero una nuova economia basata sui beni comuni e non sul profitto uber alles, per come la vedo io, bisogna prima intervenire sulla moneta fiat per riformarla o sostituirla, però già essendo consapevoli che non saranno mai quei poteri a farlo per noi e sapendo che al comando dello Stato, per riformare il sistema con una moneta pubblica sovrana, noi non ci arriveremo mai.
      Quindi giocoforza bisognerà riuscire a fondare una nuova convenzione monetaria a livello locale, fra gruppi di persone e cittadini già consapevoli di doversi organizzare privatamente per i fatti loro, in questo senso ed in questa direzione.
      Aggiungo che strutturare una comunità di persone consapevoli, spontanea e naturale, che crea e difende una loro nuova convenzione monetaria, che permetta loro di relazionarsi soprattutto economicamente, con scambi di beni e servizi, è la base di partenza anche di una comunità politica consapevole, che proprio su questi nuovi strumenti e sulla loro tutela collettiva, concepiti come bene comune, si può concretamente costruire e strutturare, nel tempo ovviamente, non in pochi mesi-anni.
      Non vedo altra via possibile e non è detto che lo sia anche quella che ho appena rapidamente enunciato, ma non far nulla perchè si sta aspettando una massa critica che si svegli, è tempo perso.
      E' con l'esempio e la costruzione di una proposta alternativa concreta conveniente che si può attirare partecipazione, non con le parole seppure di buon senso.
      Per cambiare una realtà non bisogna combatterla, ma bisogna riuscire a creare un nuovo modello, che renda obsoleto quello vecchio.
      Bisogna saper costruire un'intera alternativa possibile operativa al sistema neo-liberista, scordandoci di riuscire ad ottenere dall'alto una vera moneta sovrana e una vera indipendenza e auto-determinazione..

    2. ducadiGrumello 27 ottobre 2022

      io ci sto Dan

    3. Primadellesabbie 28 ottobre 2022

      Vorrei crederti ma non ci riesco.

      Metto questo per temperare il pessimismo (però dura 30'):

    4. absitiniuriaverbis 28 ottobre 2022

      Come posso aiutare?

    5. danone 28 ottobre 2022

      Che domanda impegnativa che mi fai Absi, anche se il solo fatto di averla fatta, ti pone fra coloro che considero necessari e indispensabili per iniziare un percorso, che poi gli altri seguiranno per convenienza o imitazione.
      Alcune idee su cosa fare le ho, avendo negli anni approfondito per interesse personale l'argomento monetario.
      Se vuoi ti mando qualcosa che ho imbastito come esempio,
      se hai un recapito email che puoi pubblicare qui, se no passiamo da redazione :-))

    6. danone 28 ottobre 2022

      Anche a te duca mando qualcosa se vuoi.
      Il tuo contatto già ce l'ho.

    7. absitiniuriaverbis 28 ottobre 2022

    8. Fantine 28 ottobre 2022

      Perché Abs è Abs!

    9. ducadiGrumello 28 ottobre 2022

      sarebbe cosa graditissima, grazie

    10. AlbertoConti 28 ottobre 2022

      Concordo in linea di massima. Osservo però che la moneta ha molte valenze, tra le quali quella di mettere in relazione non solo gli individui di una comunità locale (che è il minimo per avere un senso), ma anche i popoli tra di loro. Quindi dal basso deve venire anche uno spirito universale, al quale non c'è oligarchia che possa opporsi.

    11. danone 29 ottobre 2022

      Lo spirito universale Alberto è essenziale, ma se nella costruzione dello strumento ci manteniamo nel rispetto di principi di verità e giustizia, il più allineati ad essi, tramite la dimostrabilità oggettiva e la trasparenza dei percorsi logici intrapresi per costruire le nostre soluzioni, credo che sia la migliore applicazione dello spirito universale, invece di nasconderci dietro ad ideologismi o filosofismi.
      Quando non si hanno doppi fini di potere e non si ha necessità di mentire, come invece fanno tutti gli esperti monetaristi di oggi, che devono per forza giustificare dei crimini e delle truffe, si è già sulla via dell'universalismo e quando poi si costruisce un percorso che in trasparenza e collegialità cerca la verità logica, qualunque soluzione si creerà, sarà per forza di cose una soluzione migliore di quelle prese a porte chiuse e in base ad arbitri invece che alla logica verificabile da tutti.

    1. AmonAmarth 27 ottobre 2022

      "I grandi investimenti devono tornare ad essere di dominio di un ricostituito capitale pubblico, per decisione politica autenticamente democratica..." manca un bel condizionale, storico condizionale direi... Ci rendiamo conto che non è sul piano economico che se ne esce vero? No perchè chi potrebbe decidere una così semplice e auspicabile soluzione di molti mali non può fisicamente mettere piede in parlamento in quanto i padroni di suddette multinazionali hanno al soldo proprio la maggior parte di quelli che contano per fare appunto in modo che la loro ideologia neoliberista non trovi ostacolo, ieri come oggi come domani. La svolta deve essere umana, ben detto quindi sulla ricerca di "nuovi valori condivisibili"... Insomma un "qualcosa in cui credere"... ahah una cosetta! Comunque occhio a cose del tipo "Tale immane compito, paragonabile alla fondazione delle religioni per importanza e difficoltà, non è però impossibile, e può anche procedere per gradi, in base alle evidenze più innegabili."... Perchè roba molto simile la sostiene niente po' po' di meno che Yiuval Harari, braccio destro ideologico di Schwab, nel suo libro Homo Deus... E' stato li che ho cominciato a pensare che sta gente è semplicemente allucinata e molto, molto sopravvalutata. Saluti.

    1. alessandroparenti 27 ottobre 2022

      Tante chiacchiere e l'unico provvedimento a livello globale che risolve tutto e senza il quale non si arriva a niente non lo vede. Un limite alla proprietà privata di un individuo, che so, un milione di dollari-euro o giù di lì, legato con un rapporto alla ricchezza media, tra 5 e 10 volte in più. Ciò che avanza donato alla comunità, pubblicizzato dallo stato per la soddisfazione del benefattire. Ogni anno chi accuma di più lo rende. E tutto si sistema.

    2. Rnamessaggero 27 ottobre 2022

      Poche chiare parole, perfetto.

    3. Arian Van Heisen 27 ottobre 2022

      Qualcuno lo fece già nel secolo scorso ..!

    4. sbregaverse 27 ottobre 2022

      Eh no almeno:6697345(seimilioniseicentonovantasettemilatrecentoquarantacinque) l'ammontare del mio patrimonio,euro più euro meno.

    5. cruzaros 28 ottobre 2022

      "cio' che avanza ,donato alla comunità..." purche' non venga usato per la ricerca su armi , virus, scie chimiche... insomma non finisca in mano agli scienziati pazzi o ai benefattori ONG e alle loro onlus rivoluzionarie dipinte

    6. cruzaros 28 ottobre 2022

      investito in onlus pro "verse" immagino

    7. alessandroparenti 28 ottobre 2022

      Certo! E le ONG con un milione non si comprano neanche la barca.

    8. sbregaverse 29 ottobre 2022

      Macchè il SOLITO SOLIDO GIARDINETTO:
      immobili, mobili, liquidi,beni rifugio.......

    9. sbregaverse 29 ottobre 2022

      Macchè :《 solus onlus pro me pe'i altri se~ghe nè》

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