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LA GERMANIA PROBLEMA D'EUROPA

DI STEFANO SYLOS LABINI
sbilanciamoci.info

I tedeschi hanno il terrore che l’eccesso di debito pubblico spinga la Banca centrale europea a stampare grandi quantità di moneta che farebbe scoppiare l’inflazione. Per questo la Cancelliera Merkel, con la sua intransigenza sul risanamento dei bilanci dei paesi europei più in difficoltà e con la sua posizione contraria verso l’emissione degli Eurobond e verso gli acquisti di titoli del debito pubblico da parte della Bce, sta spingendo l’Europa in una pericolosa recessione e in una crisi di fiducia che potrebbero avere conseguenze devastanti. Ma i tedeschi, che hanno l’economia con la produttività più elevata d’Europa, dovrebbero ricordarsi di ciò che accadde dopo la prima guerra mondiale e di conseguenza dovrebbero essere più lungimiranti per evitare di ripetere gli stessi errori che loro furono costretti a subire.Lezioni di storia

Il Trattato di Versailles fu imposto alla Germania con la minaccia dell’occupazione militare e del blocco economico. Il Trattato istituì una commissione che doveva determinare le esatte dimensioni delle riparazioni che dovevano essere pagate dalla Germania. Nel 1921, questa cifra fu ufficialmente stabilita in 33 miliardi di dollari. John Maynard Keynes criticò duramente il trattato: non prevedeva alcun piano di ripresa economica e l’atteggiamento punitivo e le sanzioni contro la Germania avrebbero provocato nuovi conflitti e instabilità, invece di garantire una pace duratura. Keynes espresse questa visione nel suo saggio The Economic Consequences of the Peace. I problemi economici che questi pagamenti comportarono sono spesso citati come la principale causa della fine della Repubblica di Weimar e dell’ascesa di Adolf Hitler, che inevitabilmente portò allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Quando Hitler andò al potere nel 1933 oltre 6 milioni di persone (il 20% della forza lavoro) erano disoccupate ed al limite della soglia della malnutrizione mentre la Germania era gravata da debiti esteri schiaccianti con delle riserve monetarie ridotte quasi a zero. Ma, tra il 1933 e il 1936, si realizzò uno dei più grandi miracoli economici della storia moderna, anche più significativo del tanto celebrato “New Deal” di F.D. Roosevelt. E non furono le industrie d’armamento ad assorbire la manodopera; i settori trainanti furono quello dell’edilizia, dell’automobile e della metallurgia. L’edilizia, grazie ai grandi progetti sui lavori pubblici e alla costruzione della rete autostradale, creò la maggiore occupazione (+209%), seguita dall’industria dell’automobile (+117%) e dalla metallurgia (+83%).

Nel miracolo economico degli anni ’30 i nazionalsocialisti si erano creati una teoria monetaria che suonava pressappoco così: “le banconote si possono moltiplicare e spendere a volontà, purché si mantengano costanti i prezzi. Il solo motore necessario per questo meccanismo è la fiducia. Basta creare e mantenere questa fiducia, sia con la suggestione sia con la forza o con entrambe”.

Sorprendentemente, l’artefice del miracolo economico della Germania nazista fu un uomo di origini ebraiche, Hjalmar Schacht, Ministro dell’Economia e Presidente della Banca centrale del Reich. “Il dottor Schacht è inciampato per disperazione in qualcosa di nuovo che aveva in sé i germi di un buon accorgimento tecnico. L’accorgimento consisteva nel risolvere il problema eliminando l’uso di una moneta con valore internazionale e sostituendola con qualcosa che risultava un baratto, non però fra individui, bensì fra diverse unità economiche.

In tal modo riuscì a tornare al carattere essenziale e allo scopo originario del commercio, sopprimendo l’apparato che avrebbe dovuto facilitarlo, ma che di fatto lo stava strangolando. Tale innovazione funzionò bene, straordinariamente bene, per coloro che l’avevano introdotta, e permise a una Germania impoverita di accumulare le riserve senza le quali non avrebbe potuto imbarcarsi nella guerra. Tuttavia, come osserva Henderson, il fatto che tale metodo sia stato usato a servizio del male non deve impedirci di vedere il vantaggio tecnico che offrirebbe al servizio di una buona causa”. (1)

Per il commercio estero, Schacht ideò un ingegnoso sistema per trasformare gli acquisti di materie prime da altri paesi in commesse per l’industria tedesca: i fornitori erano pagati in moneta che poteva essere spesa soltanto per comprare merci fatte in Germania. Il meccanismo, di stimolo al settore manifatturiero, funzionava come un baratto: le materie prime importate erano pagate con prodotti finiti dell’industria nazionale, evitando così il peso dell’intermediazione finanziaria e fuoriuscite di capitali. Certamente, il protezionismo prima e l’autarchia in seguito crearono un mercato chiuso in cui tutta la realtà produttiva era indirizzata e finalizzata alla produzione di beni per lo stato e/o per il consumatore tedesco. Il controllo nazista dei cambi e dei commerci esteri dà alla politica economica tedesca una nuova libertà. Anzitutto, perché il valore interno del marco (il suo potere d’acquisto per i lavoratori) viene svincolato dal suo prezzo esterno, quello sui mercati valutari anglo-americani.

Cambiali garantite dallo Stato per le imprese

Lo Stato tedesco può dunque creare la moneta di cui ha bisogno nel momento in cui manodopera e materie prime sono disponibili per sviluppare nuove attività economiche, anziché indebitarsi prendendo i soldi in prestito. E ciò senza essere immediatamente punito dai mercati mondiali dei cambi con una perdita del valore del marco rispetto al dollaro ed evitando che il pubblico tedesco fosse colpito da quel segnale di sfiducia mondiale consistente nella svalutazione della sua moneta nazionale.
In realtà, non venne praticata la stampa diretta di moneta, poiché il principale provvedimento di Schacht fu l’emissione dei MEFO, obbligazioni emesse sul mercato interno per finanziare lo sviluppo. In questo sistema è direttamente la Banca centrale di Stato (Reichsbank) a fornire agli industriali i capitali di cui hanno bisogno.

Non lo fa aprendo a loro favore dei fidi; lo fa autorizzando gli imprenditori ad emettere delle cambiali garantite dallo Stato. Con queste promesse di pagamento gli imprenditori pagano i fornitori. In teoria, questi ultimi possono scontarle presso la Reichsbank in ogni momento, e qui sta il rischio: se gli effetti MEFO venissero presentati all’incasso massicciamente e rapidamente, l’effetto finale sarebbe di nuovo un aumento esplosivo del circolante e dunque dell’inflazione. Di fatto, però questo non avviene nel Terzo Reich. Anzi: gli industriali tedeschi si servono degli effetti MEFO come mezzo di pagamento fra loro, senza mai portarli all’incasso; risparmiando così fra l’altro (non piccolo vantaggio) l’aggio dello sconto. Insomma, gli effetti MEFO diventano una vera moneta, esclusivamente per uso delle imprese, a circolazione fiduciaria.

Gli economisti si sono chiesti come questo miracolo sia potuto avvenire e alla fine la risposta è stata che il sistema funzionava grazie alla fiducia che il regime riscuoteva presso i suoi cittadini e le sue classi dirigenti, una fiducia ottenuta non solo con la propaganda e la coercizione, ma anche attraverso il progressivo miglioramento delle condizioni economiche della popolazione. Hjalmar Schacht fu l’inventore del sistema rendendo invisibile l’inflazione: gli effetti MEFO erano un circolante parallelo che il grande pubblico non vedeva e di cui forse nemmeno aveva conoscenza, e dunque privo di effetti psicologici.

In seguito Schacht (che fu processato a Norimberga e ritenuto non colpevole) spiegò d’aver pensato che, se la recessione manteneva inutilizzato lavoro, officine, materie prime, doveva esserci anche del capitale parimenti inutilizzato nelle casse delle imprese; i suoi effetti MEFO non avrebbero fatto che mobilitare quei fondi dormienti. In realtà erano proprio i fondi a mancare nelle casse, non la manodopera. E Schacht sapeva che la prosperità della finanza internazionale dipende dall’emissione di prestiti con elevato interesse a nazioni in difficoltà economica.

La disoccupazione riassorbita

Un economista britannico, C.W. Guillebaud, ha espresso con altre parole lo stesso concetto: “nel Terzo Reich, all’origine, gli ordinativi dello Stato forniscono la domanda di lavoro, nel momento in cui la domanda effettiva è quasi paralizzata e il risparmio è inesistente; la Reichsbank fornisce i fondi necessari agli investimenti (con gli effetti MEFO, che sono pseudo-capitale); l’investimento rimette al lavoro i disoccupati; il lavoro crea dei redditi, e poi dei risparmi, grazie ai quali il debito a breve termine precedentemente creato può essere finanziato [ci si possono pagare gli interessi] e in qualche misura rimborsato”. Così Hitler raggiunse il suo scopo primario: il riassorbimento della disoccupazione e la crescita dei salari del popolo tedesco senza alimentare l’inflazione. I risultati sono spettacolari per ampiezza e rapidità: nel gennaio 1933, quando Hitler sale al potere, i disoccupati sono oltre 6 milioni; a gennaio 1934, si sono quasi dimezzati e a giugno sono ormai 2,5 milioni; nel 1936 calano ancora, a 1,6 milioni e nel 1938 non sono più di 400 mila. Fu questa ripresa economica ad accrescere il consenso di Adolf Hitler e a permettere alla Germania di lanciare negli anni successivi una massiccia politica di riarmo che portò allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Scarsa lungimiranza dei vincitori

Per evitare malintesi, tengo a precisare che considero il nazismo una ideologia criminale. L’intento del mio articolo è quello di mettere in evidenza la politica economica e monetaria seguita dalla Germania di Hitler per risollevare un Paese allo stremo. Una politica che, con i dovuti accorgimenti, potrebbe essere riproposta nell’Europa di oggi dove la disoccupazione ha raggiunto livelli inaccettabili. La Germania dovrebbe tener presente che fu la scarsa lungimiranza delle nazioni che vinsero la prima guerra mondiale a determinare l’esplosione del debito, la sua monetizzazione e l’iperinflazione. Questo generò un sentimento profondo di rivalsa nel popolo tedesco che si manifestò pienamente con il sostegno al nazionalsocialismo dopo la grande depressione. Ma il consolidamento del potere di Adolf Hitler fu reso possibile anche da una spettacolare ripresa economica che in tempi brevi permise di ricostruire le infrastrutture, di rilanciare l’industria civile e quindi di riassorbire l’enorme disoccupazione.

Il miracolo economico fu promosso da Hjalmar Schacht che escogitò un meccanismo monetario non inflazionistico in grado di fornire i capitali all’industria tedesca. Esattamente ciò che, con le dovute differenze, bisognerebbe fare oggi in Europa ma che viene impedito dalla politica egoistica e suicida del governo di destra guidato da Angela Merkel che ha come dogma l’indipendenza della Banca centrale europea dal potere politico e si oppone alla possibilità di lanciare le obbligazioni europee che potrebbero avere la stessa funzione delle obbligazioni MEFO ideate da Schacht. Al riguardo, c’è chi ha obiettato che non si trattò di un diretto finanziamento monetario del Tesoro, né di un immediato aumento del debito pubblico, però, lo Stato e la Banca centrale del Reich ebbero un ruolo determinante perché autorizzarono le emissioni e diedero la garanzia.

Italia, quali le strade percorribili?

Ma se in Europa in questo momento ci sono grandi difficoltà per finanziare un progetto di crescita, qui in Italia quali sono le strade percorribili per uscire dalla recessione che ci attanaglia? Se consideriamo il sistema delle obbligazioni MEFO, forse la debolezza che deriva dall’enorme debito pubblico potrebbe diventare un punto di forza. Più precisamente, i titoli del debito pubblico potrebbero costituire una massa monetaria gigantesca in grado di finanziare lo sviluppo dell’economia italiana. La possibilità che i titoli pubblici possano essere utilizzati negli scambi e negli investimenti sostituendo la moneta non sembra che sia stato compreso appieno sul piano teorico; sul piano pratico invece sicuramente si era capito visto che con i titoli pubblici si pagavano anche le tangenti! E proprio in questi giorni è apparsa la notizia che il corposo debito della Pubblica amministrazione con le imprese – circa 70 miliardi di euro – sia corrisposto in titoli di Stato per dare fiato alle imprese strozzate dalla stretta creditizia. Un’ipotesi ventilata già da alcune settimane, caldeggiata dal ministro Passera e che non dispiace a Confindustria, artigiani e commercianti. Il dossier riscuote per ora le perplessità di Ragioneria e Tesoro.

Per attuare una strategia di questo tipo sarebbe essenziale la trasformazione del debito estero in debito interno (2). In questo modo si potrebbe stabilizzare il valore dei titoli del debito pubblico (3) e sarebbe possibile sfuggire alla “dittatura dei mercati finanziari” (4). Così i titoli pubblici potrebbero circolare e potrebbero essere usati nel mercato interno come strumenti di pagamento. Se, invece, i titoli pubblici sono detenuti da soggetti esteri, grosse vendite fanno svalutare questi titoli intaccando la possibilità di utilizzarli come strumenti di pagamento sul mercato interno. Inoltre, poiché i titoli sono accumulati all’estero, essi vengono sottratti alla circolazione e di conseguenza perdono la loro funzione monetaria. Allora, si potrebbe pensare di far rientrare una parte consistente dei Bot in Italia (5). “Consistente” significa di entità tale da evitare operazioni speculative da parte delle banche d’affari detentrici dei Bot italiani, che guadagnano non solo sulle pressioni al rialzo sui tassi di interesse sui Bot di nuova emissione, ma, soprattutto, sul valore dei titoli derivati che assicurano i titoli di Stato (Credit Default Swaps) (6). Quindi bisognerebbe costruire di fatto un sistema di compensazione fra imprese facendo funzionare i Bot rientrati come una moneta complementare (7). In sostanza, il problema è quello di costruire una nuova regolazione dei Bot italiani in circolazione tale da farli funzionare come monete complementari (capaci di finanziare l’attività produttiva) e non come riserva di valore. È probabile che un progetto del genere potrebbe essere più efficace se non fosse limitato solo all’Italia ma venisse esteso almeno ai Paesi del bacino mediterraneo, i quali sarebbero in grado di agire come un nuovo sistema innovativo e commerciale.

In conclusione, i titoli pubblici sono un tipo di moneta che può essere usata per fare pagamenti di una certa entità dove non serve il contante. Il loro controvalore monetario si regge sulla fiducia nella capacità di rispettare gli impegni di pagamento e uno Stato ricco come l’Italia, che ha un bilancio pubblico sotto controllo, è in grado di assicurare questa fiducia. Un progetto che si ponga l’obiettivo di utilizzare i Bot come strumento di pagamento richiede delle misure per stabilizzare il valore dei titoli di Stato. La stabilizzazione del valore dei titoli comporterebbe diversi benefici in quanto permetterebbe di: allentare la morsa dei mercati finanziari internazionali sulla finanza pubblica del nostro Paese; garantire dei rendimenti sicuri al risparmio delle famiglie; utilizzare i titoli di Stato come moneta complementare. Per questi motivi dobbiamo studiare le esperienze del passato, quanto oggi viene fatto in altri paesi come il Giappone e le esperienze sulle monete complementari che esistono nel mondo.

Stefano Sylos Labini
Fonte: www.sbilanciamoci.info
6.02.2012

NOTE

(1) Keynes, J.M., “Il problema degli squilibri finanziari globali. La politica valutaria del dopoguerra (8 Settembre 1941)”, in Keynes, J.M., “Eutopia”, a cura di Luca Fantacci, et. al. 2011, p. 43-55.
(2) Giuseppe Guarino: “La trappola di Maastricht. Avviso ai governanti”. il manifesto domenica 4 dicembre 2011.
(3) In Giappone, un paese che ha un debito pubblico doppio rispetto all’Italia ma non ha il problema dello spread, è prevista l’emissione di particolari certificati del Tesoro da riservare al risparmio delle famiglie con rendimenti sicuri e ancorati all’inflazione, che sfuggono alle micidiali aste. Per l’Italia è da segnalare la proposta di Claudio Gnesutta sull’emissione di “Buoni eccezionali del Tesoro”, Sbilanciamoci,

(4) Si veda “La crisi degli Stati Uniti e l’esplosione della moneta privata”, saggio di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini per Argomenti Umani

(5) Queste considerazioni sono basate sui preziosi commenti di Stefano Lucarelli, Professore presso l’Università degli Studi di Bergamo.

(6) Su questo punto si veda Andrea Fumagalli: “Prove (conclamate) di dittatura finanziaria”, Uninomade,

(7) Sulle monete complementari si veda “Introduzione alle monete complementari” di Massimo Amato e Luca Fantacci, . Di Luca Fantacci si veda anche: “Rilancio: una nuova Bretton Woods a partire dalla proposta di Keynes ” in Keynes J.M., “Eutopia”, a cura di L. Fantacci, et. al., 2011.

Articolo in corso di pubblicazione sul numero 754 de “Il Calendario del Popolo”, www.calendariodelpopolo.it, che sarà disponibile nelle librerie dal prossimo 12 febbraio

Pubblicato da Davide

  • RicBo

    Il figlio d’arte Labini dimentica di come la Germania si sia arricchita anche impossessandosi del denaro ebreo (esattamente come la Spagna 5 secoli prima), evita di dire che la fase del capitalismo era un’altra, che la produzione di beni era tutta finalizzata alla futura guerra imperialista, che lo sfruttamento del proletariato era a livelli cinesi, che le forze politiche e sociali in gioco molto diverse e che la Storia non si ripete mai uguale, attribuisce a zio Adolf meriti che dovrebbero essere attribuiti piuttosto all’etica protestante delle classi dirigenti e della borghesia tedesca, il tutto neanche troppo velato da una apologia dell’Uomo Forte.
    Il messaggio che passa è: se uno Stato forte è capace di risolvere i problemi, e di riportare la ricchezza, che importano i metodi e chi ne è a capo?
    Se Monti è un quisling del finazismo globalizzato, giornalisti come questi sono i quisling della borghesia perdente di questa fase della storia.

  • cardisem

    …Se questo articolo fosse apparso il Germania, il suo autore avrebbe passato dei guai. Ricordo il caso di una conduttrice televisiva (mi pare si chiamasse Hofman) che fu licenziata in tronco solo per aver detto che durante il nazismo vi era una buona politica di assistenza alle ragazzi madri… Un fatto assolutamente banale e plausibile.

    Siccome del nazismo di può dire solo del Male, ecco che…
    Ma trovo una conferma con i miei contatti tedeschi: per i primi anni del nazismo, cioè dal 1933 al 1936, non ci si doveva discolpare per l’adesione al nazismo, ma se mai si doveva spiegare perché non si aderiva ad una politica che aveva rimediato ai “mali” di Weimar… Se si fosse liberi nell’esprimere il giudizio storico e si fosse liberi di studiare la storia passata una tesi interessante potrebbe essere quella di studiare il periodo dal 1933 al 1945 a prescindere dalla “questione ebraica”, che condiziona interamente la ricerca storica, la critica storica, il dibattito scientifico…

  • cardisem

    Dopo aver fatto la premessa, la cautela è d’obbligo: «Per evitare malintesi, tengo a precisare che considero il nazismo una ideologia criminale». Sarà pure così, ma sarebbe pure opportuna una chiosa esplicativa. Non credo che sul piano delle filosofia politica l’autore dimostrerebbe eguale competenza che nella materia economica. Se proprio vogliamo stare all‘ideologia “criminale”, sarebbe il caso di vedere se vi sono stati dei precedenti di “ideologia criminale” prima e dopo il periodo 1933-45. Se ad esempio, Hiroshima e Nagasaki non superano in “criminalità” tutto quanto si possa e voglia ascrivere al nazismo… Mi vengono in mente tanti alti esempi, ma so che susciterei delle reazioni e mi limito ad indicare un libro che lessi di Paolo Barnard e che mi piacque molto: “perché ci odiano”… Direi che il quadro che ne viene fuori, successivo al 1945, è assai più fosco del Male identificato per antonomasia con il nazismo… In realtà, non è mai finita la “guerra ideologica” che accompagnò la guerra dei carri armati durante il periodo 1939-1945… Noi siamo i figli di quella “guerra ideologica” e ne portiamo ancora i segni nella lobotomizzazione dei nostri cervelli…

  • cardisem

    … volevo aggiungere anche del cervello del Silos Labini autore dell’ottimo articolo.

  • dana74

    Ma se in Europa in questo momento ci sono grandi difficoltà per finanziare un progetto di crescita, qui in Italia quali sono le strade percorribili per uscire dalla recessione che ci attanaglia?

    L’hai sentito il capo no? L’emigrazione (ma non avevamo bisogno di 30milioni di immigrati per la crescita secondo d’Alema?)

    Si rimprovera alla Germania di non voler concedere più poteri alla BCE e trasformarla in Federal Reserve, okkio che quei soldi non sarebbero liberi da interessi se venissero stampati, a differenza delle fu monete nazionali e per un periodo di proprietà dello Stato.

    E’ troppo comodo scaricare tutto sulla Germania intanto l’Italia non solo non ha mai concesso di votare sui trattati, ma li ha firmati senza se e senza ma, come altri paesi della zona euro, con tutti i filoeuropeisti ad applaudire la grandiosità del progetto. Domande allora non ne avevano ora accortisi della cazzata via tutta colpa dei tedeschi tanto su di loro si può sempre sparare a zero dimenticandosi con quanta prosopopea ed arroganza si respingesse ogni obiezione con risposte censorie e dogmatiche
    All’europa ci si doveva inchinare senza riserve, nessuno ci ha costretto ad entrarci e solo di recente agli euroscettici è “consentito” obiettare.

  • dana74

    una cosa ma se ogni qual volta si parlasse di italia ovunque nel mondo si mettesse un uomo con la coppola e la lupara così come tutto ciò che è Germania oggi riguarda il suo passato, chissà come saremmo indignati.
    Come mai non si guarda al welfare tedesco chiedendolo anche per gli italiani?

  • alvise

    Non la vedo così. E’ vero che hitler depredò i beni degli ebrei, ma quando prese il potere, non solo questi beni non li aveva ancora arraffati, ma lo prese il potere, insieme ad un debito enorme, tanto è vero che, come dice l’articolo, si inventarono una sorta di moneta complementare. Non ho mai visto un arricchito, con miliardi di debito. In questo caso l’ossimoro di una tale condizione economica mi pare che non dovrebbe coerentemente addattarsi. Ricordiamoci che, anche se la notizia è passata inosservata ai più, non ricordo se nel 2010 o 2009, la germania ha finito di pagare i debiti di guerra, che gli pesavano sicuramente per ogni anno che passava, quindi non so se l’equazione: (beni ebrei debito di guerra), quanto l’abbia arricchito. Ma può darsi mi sfugga qualcosa.

  • alvise

    E va bene, allora faccio io una aggiunta alla tua ritrosia (secondo me, giusta osservazione). Le bombe al Napalm su villaggi popolati da vecchi donne e bambini….

  • alvise

    “Come mai non si guarda al welfare tedesco chiedendolo anche per gli italiani?”

    Che ingenuo, ma perchè mancano i soldi no? ah ah ah. Benetazzo ha detto che il 60% del welfare europeo grava sulla sola italia

    Quando tre giorni fa ad un incontro pubblico Benetazzo disse che se un palazzo va a fuoco qualcuno che lo deve spegnere ci deve essere, gli ho risposto; sì, peccato due cose però, che le spese le fanno pagare a tutto il condominio, e peccato che non le si fanno pagare a chi l’ha appiccato. Questa non è retorica, ed a qualunque discussione in merito, non ci sto se non viene messo sul piatto del problema economico, anche chi ha appiccato il fuoco, e questo non l’ho mai sentito dire dal sig. monti. Lo so che i benpensanti mi direbbero “si ma intanto che facciamo”? Non mi inteeressa, io sono un malpensante, e non so suonare la cetra.

  • RicBo

    scusa cardisem, ma cosa vuoi “prescindere”? dal 1922 al 1945 in Europa (Russia compresa) si è consumato lo sterminio totale delle idee libertarie e del sogno di emancipazione delle classi subalterne per mano della borghesia capitalista che se ne stava con il culo protetto a contare i guadagni prodotti dalla guerra che aveva provocato.
    E la storia si sta ripetendo perchè articoli come questo stanno montando la piena verso nuovi nazionalismi e nuove divisioni. Fammi l’esempio di qualcuno che dica che l’euro va mantenuto rifondandolo piuttosto che abolirlo tout court o che l’idea di una Europa unita, federale e davvero democratica vada mantenuta. Queste idee esistono e non sono da buttare. Ma vengono diffuse con il contagocce, specialmente qui su CDC. E intanto la soluzione dell’Uomo Forte avanza.

  • Tonguessy

    Punto per punto.
    1-vero che Keynes criticò gli accordi di Versailles. Altrettanto vero però che gli USA ebbero cospicui accordi commerciali con la Germania nazista fino allo scoppio della crisi del ’29. E anche dopo ci furono intensi scambi commerciali tra Standard Oil e IG Farben, vera macchina da guerra nazista. Quindi si tratta di vedere la pace e la guerra esattamente come possibilità di lucro, e tanti cari saluti alla buona volontà di Keynes.
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=2002
    2-disoccupazione: facile azzerare le statistiche della disoccupazione quando a molti ebrei viene tolta la cittadinanza, i loro posti di lavoro vengono assunti da tedeschi, gli oppositori di regime e gli “indesiderati” (zingari, omosessuali etc.) vengono spediti nei campi di lavoro a lavorare gratis ed i rimanenti vengono fatti lavorare GRATIS per le grandi opere tipo autobahn. Il Reichsarbeitsdienst (RAD, servizio di lavoro del Reich), un’organizzazione che raccoglieva i disoccupati e li usava – inizialmente – nei grandi lavori pubblici del Reich. Nel 1935 divenne obbligatorio per tutti i maschi tra i 18 e 25 anni, per la durata di 6 mesi, prima del servizio militare obbligatorio. Le grandi opere (come l’autostrada) furono il prodotto di tale schiavitù. Anche Stalin riuscì nel giro di pochi anni a trasformare una nazione agricola in una superpotenza industriale, grazie ai campi di lavoro (vedi kulaki). Questo cosa dimostrerebbe?
    Inoltre: nel 1933 l’esercito tedesco era composto da 100.000 unità, limite massimo imposto dai trattati di Versailles. Nel 1938 l’esercito contava 600.000 unità, che naturalmente non entravano più a far parte delle stime sulla disoccupazione; un anno dopo (quando la disoccupazione raggiunse il valore più basso) l’esercito contava su una forza di 1 milione e 400.000 uomini.
    3- Schacht: Hitler voleva che per il 16 marzo del ’36 fosse pronto un esercito di 36 divisioni. Schacht spiegò che per mantenere il programma segreto “è stato necessario usare la stampante”.

    La grande opera di Schacht fu quella di aver saputo manipolare la moneta ad uso e consumo della Germania.

    Il problema di Hitler era la necessità di mantenere la corsa agli armamenti segreta (in quanto vietata dal Trattato di Versailles) e quindi l’impossibilità, da parte del Reich, di indebitarsi senza destare sospetti. MEFO erano cambiali usate per pagare l’industria bellica e vennero mantenute segrete. I MEFO quindi non esistevano se non come entità contabile, non apparivano ufficialmente da nessuna parte e quindi la grande corsa agli armamenti – sempre ufficialmente – non risultava da nessuna parte.

    Nel ’36 sia Schacht, l’artefice del riarmo tedesco, che Carl Goerdeler, il Commissario dei Prezzi, consigliarono ad Hitler di rallentare il riarmo e di cercare di tornare ad una economia di mercato. Non li ascoltò. Schacht si dimise e Goerdeler venne destituito. Questo per completezza dell’informazione.
    4- E’ lapalissiano che non solo il nazismo, ma qualsiasi sistema politico funziona “grazie alla fiducia che il regime riscuote presso i suoi cittadini e le sue classi dirigenti, una fiducia ottenuta non solo con la propaganda e la coercizione”. I telefonini, internet e le tv digitali simboli di democrazia ad esempio. Sfido chiunque a dimostrare il contrario.
    5- Considerare “il nazismo una ideologia criminale” sulla base degli entusiastici ragionamenti fin qui fatti da Sylos Labini mi sembra quanto meno bizzarro. Perchè sarebbe criminale azzerare la disoccupazione? Perchè sarebbe criminale azzerare il debito e riportare una nazione in posizioni internazionali prestigiose? Se “la disoccupazione ha raggiunto livelli inaccettabili” basta ricorrere ai vecchi metodi nazisti del Reichsarbeitsdienst per costruire il ponte sullo stretto di Messina. I giovani disoccupati lavorano gratis per almeno 6 mesi a rotazione e quindi spariscono dalle liste di disoccupazione. Tutto fila liscio, no?

  • Tonguessy

    Dimenticavo due cose:
    Certamente i MEFO possono essere una via percorribile. Schacht organizzò l’economia finalizzata al riarmo tedesco. Ma si era in pieno capitalismo industriale. Oggi non è più così. Quale grossa lobby sosterrebbe oggi l’industria tramite MEFO corrispettivi? Ed eventualmente, per quali scopi?
    Infine: tutta la storia può essere mirailmente riassunta da ciò che la foto rappresenta. La “autoperilpopolo” (VolksWagen) ed il suo tragicomico epilogo.
    Come ben sapete l’antenato del Maggiolino fu progettato da Ferdinand Porsche. Al Salone dell’automobile di Berlino, nella primavera del 1935, il führer annunciò pubblicamente che «una nuova vettura popolare, la quale non sarebbe costata più di una motocicletta di media cilindrata e a basso consumo di carburante» stava «per essere realizzata e messa a disposizione del popolo tedesco». Costava 5 marchi alla settimana per prenotarsi una Kdf-Wagen (cioè vettura della Kraft durch Freunde, la «potenza attraverso la gioia», ma nessuno degli entusiasti nazisti che la prenotarono la guidò mai.
    Duecentodieci Vw, tutte nere, giravano, sì, per le città tedesche, ma erano state costruite a Stoccarda e consegnate a funzionari del partito. Nessuna vettura venne mai data a coloro che pur avevano pagato le rate prescritte sborsando decine di milioni di marchi. In questo senso, l’«operazione Maggiolino» dei nazisti si trasformò in una grossa truffa: chi anticipò quel denaro non ebbe indietro nemmeno un Pfennig.
    http://www.disinformazione.it/wolkswagen.htm

  • ericvonmaan

    Truman scusa, credo che lo spirito dell’articolo non sia quello di “copiare quanto fatto da Hitler” anche perchè il periodo storico è completamente diverso. Al di là dei punti che hai sottolineato, e sui quali non si può che concordare, nel sistema ci sono delle idee che potrebbero essere utilmente usate per sistemare il disastro della attuale situazione monetaria, ed è su queste idee che mi piacerebbe vedere svilupparsi il discorso.

    In particolare, credo che il punto fondamentale sia quello di passare da una moneta gestita dai privati, ad una moneta gestita daistituzioni pubbliche, nazionali o internazionali, che abbiano finalità non più strettamente ragionieristiche come adesso (è ovvio, fanno gli interessi dei proprietari del sistema) ma di benessere sociale.

    Anche le finalità stesse della EU vanno riviste e riscritte: i fini dell’unione devono essere il benessere economico e sociale dei popoli europei, e non l’adesione a criteri contabili che come abbiamo visto hanno creato solo maggior ricchezza per il famoso 1% e incertezza, sofferenza e problemi per il restante 99%. Sicuramente il primo punto sul quale mettere le mani è la gestione della moneta.

    Altrimento il nostro destino è soccombere alle altre potenze mondiali: gli USA che seppure in declino hanno l’esercito più forte del mondo e nessuno scrupolo ad usarlo, la Cina e i suoi satelliti che hanno la forza lavoro, il decisionismo e una devastante forza finanziaria, e la Russia coi suoi satelliti che hanno le risorse energetiche. Se non ci mettiamo d’accordo, noi europei siamo destinati a diventare una colonia dei vincitori.

  • Tonguessy

    Ciao Ericvonmaan, purtroppo non sono Truman, ma Tonguessy (buon per lui)..:)
    L’idea di passare a gestione di “benessere sociale” non può che trovarmi d’accordo. Ho le mie perplessità sul fatto che esista la volontà dei padroni del vapore di ridurre il trend attuale che vede allargarsi la forbice tra il benessere sociale e i detentori dei capitali (benessere tout court). Come dicevo siamo passati dagli investimenti industriali (che per fall out hanno creato la middle class ovunque) alle speculazioni finanziarie che hanno azzerato la middle class. Chi o cosa pensi abbia voglia di rimettersi a pensare ad investimenti e piani decennali quando la cedola trimestrale viene staccata, appunto, ogni tre mesi? Gli investitori che sono interessati a quella cedola oppure i lavoratori che non possiedono capitali?

  • ericvonmaan

    Scusami!!!! Lapsus freudiano!!! Chiedo venia!!!

  • RicBo

    Il tuo preciso commento è la dimostrazione che articoli come questo di Labini vengono diffusi con precise intenzioni di orientamento ideologico. Il messaggio che sottendono è molto pericoloso. Grazie per smascherarlo Tonguessy.

  • RicardoDenner

    Mi sembra che la guerra sia stata vinta portando libertà .. privatizzazioni e banche ..e presumo che la finanza al servizio della popolazione non sia un concetto gradito a chi comanda..per cui dovremo aspettare che la crisi peggiori e maturi fino alla catastrofe finale..se il 2012 non interviene magicamente a raddrizzare i cervelli di chi li ha storti..
    cosa non assicurata..

    Per il resto mi sembra ovvio quello che dice l’articolo..ma appunto per questo improponibile

  • Tonguessy

    sinceramente mi sembra ingeneroso accusare Sylos Labini si nutrire “precise intenzioni di orientamento ideologico”. Sono sicuro della sua buona fede in tal senso, fermo restando che i punti che ho sollevato pongono dei dubbi sull’interpretazione da lui offerta.

  • Iacopo67

    Potrei sbagliare, ma la mia opinione è questa:
    la mancanza di moneta in circolazione e la conseguente crisi economica non sono casuali, o frutto di un errore, ma sono atti studiati, voluti e messi in pratica da potenti organizzazioni di capitalisti, con lo scopo di distruggere le democrazie nazionali, (attraverso l’asfissiamento delle economie per mancanza di liquidità, i ricatti sui debiti pubblici) e trasferirne i poteri all’europa, ovvero a se stessi.
    Siccome la proposta di Labini non è altro che un trucco, in senso buono, per rimettere in circolazione un mezzo di pagamento, mi sembra logico che questa proposta verrà decisamente osteggiata dalle elite europee poichè ne scombussolerebbe i piani.

  • mincuo

    Al signor Tonguessy & C che a occhio e croce si rifaranno a un opuscoletto pieno di menzogne e tabelle manipolate del tipo di questo: http://ckprojects.org/nazi_economy.pdf dove spicca tra l’altro questa autentica perla (che Tonguessy puntualmente riprende nel senso) per dire il livello di menzogne: “The unemployment statistics got ’sexed up’ in 1933 which made some 1 million jobless disappearing, jobs previously done by Jews got taken over by ’Aryan’ Germans” . Un milione di posti tolti agli Ebrei, ma gli Ebrei erano 523.00 in Germania perfino secondo l’USHMM, cioè il museo dell’Olocausto Americano, e di questi poi una parte emigrarono (Haavara agreement). Tutte le fonti danno questi numeri, cioè meno dell’1% della popolazione, basta che Tonguessy si informi.
    Io cito invece Sarah Gordon, storica Ebrea, su qualcosa di meno conosciuto: “In Germania, dove gli Ebrei rappresentavano nemmeno l’uno per cento della popolazione, stampa, banche, industria, teatro, cinema, commercio ecc..erano in gran parte in mano loro. Nel 1923 su 161 banche private 150 erano Ebraiche, il 41% dell’industria del ferro, il 57% degli altri metalli, l’80% dei leading members dello Stock Exchange, un quarto dei Professori d’Università, oltre il 50% dei 234 teatri, il 60% della Stampa, l’80% delle catene di negozi. (“Hitler, Germans and the Jewish question”, Princeton University). Se non è sufficiente si può consultare anche un altro storico ebreo, Arthur Koestler (The God that Failed) così si vede anche altrove, in Ungheria ad esempio. (cito sempre storici ebrei in quanto gli altri, se non si acconciano perfettamente a menzogne e propaganda sono trasformati immediatamente in “antisemiti”, è escluso che possano essere persone oneste, ma la gente ha cominciato a capire questa cosa).
    La situazione per gli Ebrei cambiò drasticamente dal 1938, ma mentre nessun dubbio c’è che furono discriminati e che furono rimossi dalla vita culturale che dominavano precedentemente, ciò non è così vero per la vita economica. Ancora nel 1937 in Germania operavano tutte le maggiori banche ebraiche, da Mendelssohn, a Bleichröder, Arnhold, Dreyfuss, Strauss, Warburg, Aufhäuser, e Behrens. Lo stesso vale per le proprietà immobiliari. E c’è pure un caso di salvataggio di Stato di una catena di negozi in difficoltà, la Hertie, di proprietà ebraica, con 14.000 dipendenti, salvata con finanziamenti statali per 14,5 milioni di marchi.
    Per quanto riguarda economia, non furono gli armamenti, che iniziarono dal 36 e non in forma massiccia come si spaccia (e non ci fu poi nessuna economia volta totalmente a economia di guerra fino al 1943).
    I disoccupati Tedeschi nel 1933 erano oltre 6 milioni più altri 600.000 che avevano un sussidio pari a 13 dollari mensili (circa 150 EUR odierni) cioè di fatto dei disoccupati totali. Il signor Tonguessy mescola e fa pensare che 7 milioni di persone sono state occupate in 5 anni per caso o anzi coi “lavori tolti agli ebrei” o coi lavori “gratis”.
    Basta prendere un testo di storia economica “decente” per vedere a cosa si deve l’economia Tedesca. E i dati si vedono a partire da produzione, consumi e profitti Ad esempio beni per famiglie raddoppiati, tessile, meccanica, edilizia, chimica altrettanto ecc… I profitti delle imprese quadruplicarono. Tonguessy poi a rinforzo riporta della Volkswagen, che è vero che non divenne auto del popolo, ma perchè scoppiò la guerra e produssero veicoli militari, e racconta la vicenda con la sua consueta onestà. Tuttavia l’industria automobilistica Tedesca dal 33 al 37 triplicò, (non esisteva solo il Maggiolino evidentemente) compresa quella Tedesca di Ford e General Motors (Opel), e l’export crebbe di 8 volte. Riguardo a turismo quello raddoppiò e il traffico passeggeri degli areoporti triplicò.
    I salari dei lavoratori aumentarono costantemente, in 4 anni del 21%. Andrebbe evidenziata poi agricoltura, ma soprattutto strutture sociali, e basta prendersi i giornali Inglesi, Francesi e Americani dell’epoca, che le decantano, e così si leggerebbero anche le proteste dei lavoratori e dei sindacati che protestavano e chiedevano una regolamentazione e tutela del lavoro, dell’ambiente, dell’orario (40 ore), e un livello di assistenza sanitaria ecc….come quello Tedesco. Ce ne sono a migliaia. E infine quel modello, zitti zitti, poi nel dopoguerra fu preso in parte o in blocco da tanti, gli Svedesi in primis.
    Invece di Tonguessy e la sua propaganda meglio John Kenneth Galbraith, o John A. Garraty o perfino Joachim Fest.
    Di Galbraith voglio citare una sola cosa perchè dipinge poi bene la mentalità manichea dei Tonguessy:
    “The German example was instructive but not persuasive. British and American conservatives looked at the Nazi financial heresies — the borrowing and spending — and uniformly predicted a breakdown … And American liberals and British socialists looked at the repression, the destruction of the unions, the Brownshirts, the Blackshirts, the concentration camps, and screaming oratory, and ignored the economics. Nothing good [they believed], not even full employment, could come from Hitler.”

  • mincuo

    523.000 naturalmente. Si capisce,per uno in buona fede, anche dal puntino di separazione delle migliaia, oltre che dal fatto che si dice che ce ne erano un pò meno dell’1%. Ma meglio specificare, mica tutti sono in buona fede.

  • RicBo

    Non ho elementi per confutare quello che dici ma rimane improbabile se non impossibile che un miracolo economico di quella portata possa avvenire in soli 3 anni senza una qualche sorta di rapina o trucco contabile.
    E comunque volevamo porre l’accento sul messaggio che articoli come questo sottindendono.

  • mincuo

    Le rapine e i trucchi contabili si possono anche fare, ma i trucchi non fanno nascere case, strade, industrie, ospedali, scuole, strutture sociali, kinderheim (a proposito mica un nome Inglese questo, no? Stavano in ogni grande fabbrica, e un grande Ebreo e uomo di cultura, non un bigotto, come Adriano Olivetti se le studiò queste strutture sociali). Non tutti gli ebrei sono Sionisti fanatici alla Nethaniau o alla Wolfowitz o dall’altra parte dei religiosi fanatici alla Ovadia o i Chabad Lubavitch, anche se oggi comandano, e nemmeno sono i pluri miliardari che controllano informazione e condizionano l’opinione, purtroppo anche quella ebraica, per quanto se uno legge El Hareetz vede già che è meno bigotta che qui. Ci sono fiore di ebrei, RicBo, e ci sono sempre stati per fortuna, testardi e indipendenti, che mica son neanche tanto contenti di coloro a cui è in mano l’ebraismo. E’ vero che forse non li conosce Lei, è vero che non vanno in TV, ma esistono. Anche ex Presidenti della Camera di Israele, come Avraham Burg, o gente come Avnery, o Atzmon, o Sand o Pappè ecc…tanti… ma che Lei non vedrà mai. Certo li hanno pure messi in una lista odiosa di migliaia di persone chiamata SHIT LIST (traduca Lei “shit”) http://www.masada2000.org/list-A.html
    facendo però un pò un boomerang dato che uno facilmente vede che ci stanno dentro quasi tutte le migliori teste ebraiche.
    L’idea che un Paese come la Germania di 66 milioni di abitanti fosse fatto di stivaloni, niente medici, operai, impiegati, avvocati, studenti, niente madri, padri, nonni, figli, niente pensioni, niente cure, niente lavoro, cinema, ristoranti, vacanze, alberghi, niente vita sociale, niente educazione, e tutti mostri e tutto Heil Hitler, è un’idea, mi creda, peregrina. E l’idea che fossero così costretti e infelici si scontra con ogni reportage dell’epoca, basta leggere, e anche un pò col fatto che fino all’ultima ora combatterono.
    L’idea invece che anche un criminale ha diritto alla verità è un’idea non proprio peregrina, mentre invece quella per cui per affermare dei valori e delle verità si possa appiccicare di tutto e di più, e qualunque menzogna sia consentita, non è un granchè, e anzi poi a qualcuno qualche dubbio di quanto fossero solide queste verità e valori viene. E andando a vedere e studiando, senza pregiudizio, si vede poi infatti. Eccome. Per questo si fa censura a manetta e leggi speciali e si creano reati d’opinioni, da Inquisizione, o tipicamente da dittature, mica per altro sa, per zittire. Anche coi tribunali.
    Non si tratta di riabilitare o sposare qualcuno o qualcosa, si tratta della verità, e della democrazia, che poi avrebbe combattuto le dittature proprio per quello, a parole. Non per fare peggio. Stia bene.

  • chinaski137

    scusami ma, anche ammettendo che Hitler adottò corrette politiche macroeconomiche volte alla piena occupazione ed alla crescita della domanda aggregata,dove vuoi andare a parare?

  • cardisem

    Stiamo parlando di cose diverse. L’autore dell’articolo ha detto una cosa importante, che è vera ma deliberatamente ignorata. Ha detto che Weimar è stato un fallimento totale, ma che certamente nei primi tre anni, dal 1933 al 1936, il “nazismo” ha egregiamente risolto tutti i problemi di cui Weimar si è dimostrato incapace. So dell’esistenza di prevenzioni e pregiudizi e non voglio fare un lungo ed inutile discorso. Ma su queste pietra angolare: anni 1933-36 in Germania è possibile costruire un discorso con logica matematica deduttiva. Basta aver studiato la geometria euclidea per ricavare tutti i tasselli del discorso.

  • cardisem

    Ma certo! Non voglio mettere in imbarazzo i gestore del sito… che è una risorsa per tutti noi. Ho notato che in un caso precedente dove avevo postato molti commenti, alla fine hanno eliminato tutto l’articolo con tutti i commenti… Se è un modo per dirci di stare prudenti, in questi tempi tristi, accolgo gli inviti alla prudenza… Dobbiamo abituarci all’idea di vivere sotto censura… E quindi esprimiamoci in modo da gabbare la censura…

  • cardisem

    Per quel che mi riesce di capire, pur avendo studiato economia, non si tratta di caricare sulla Germania o su altri, ma si tratta di tornare al principio che è la politica che deve governare l’economia e non l’economia, cioè la finanza, la politica e la nostra vita. Mi permetto una citazione, anche se di seconda mano. Il “controrivoluzionario” de Bonald esprimeva nella sua epoca, subito dopo la rivoluzione francese, questo concetto: finché la ricchezza è rappresentata da beni fondiari (feudi, terre, case, …) un potere politico, un governo, può controllare una simile ricchezza. Ma quando la ricchezza si volalitilizza come finanza diventa invisibile ed inafferabile. È quanto succede oggi. La nostra vita è governata dallo spread, che è capriccioso più della roulette, dai “mercati”, dalle AAA che diventano BBB, dalla dichiarazione di qualcuno, dai tassi di interesse… E mentre la gente ha delle belle buone braccia ed anche delle belle buone teste con le quali potrebbe e vorrebbe lavorare… E non lo può fare… Occorre dunque una volontà politica (che non è e non può essere quelle di Monti e dei suoi complici e manutengoli), un governo, un Uomo, che abbia il carisma sufficiente per trarci fuori dalla merda…

  • cardisem

    Confesso di non essere così bravo come te che vedi chiaro e pensi subito al riarmo tedesco… Questo ci fu, ma fu una conseguenza del pericolo che incombeva sulla Germania… Mi ricordo di un generale che già durante le trattative della cosiddetta pace di Versailles disse che si era già preparata la seconda guerra mondiale, come in effetti poi avvenne. Io che non sono così bravo come te, vedo che al fallimento (e su questo mi pare tutti gli storici concordano, che Weimar fallì) seguì una ripresa della vita della gente che moriva di fame… Che poi il Cattivo debba essere per forza il Cattivo, beh si questa è ideologia…

  • Tonguessy

    Ebbene anch’io devo confessare di non essere altrettanto bravo a dimenticare quei 55 milioni di morti che il riarmo nazista causò. Ma si sa, sono facile preda di ideologie. A proposito: quali? Così almeno mi rendo conto di cosa stai parlando….

  • cardisem

    Che i 55 milioni di morti siano imputabili al riarmo tedesco e non ad una situazione generale di interdipendenze che partono almeno dal 1914, ecco questo mi sembra “ideologia”. Io non voglio entrare in questione eccessivamente tecniche sulle quali non mi riconosco sufficiente competenza (ma non sono per nulla certo che altri siano più competenti di me e ne sappiano più di me), ma in un problema generale di interpretazione del passato che ancora oggi non mi sembra “libera”. Aiutami tu, che sembri più bravo, quando si dice che in Nazismo sia il Male Assoluto, in cosa poi si concretizza questo male. Io vedo due capitoli: 1) la faccenda ebraica; 2) la presunta responsabilità tedesca per la guerra, o meglio la guerra preventiva. Sul primo punto (e non ho testi precostituite!) non mi pare che la discussione a 70 anni dalla fine della guerra sia libera. Se tu sostieni una cosa, ed il contrario: io vado in galera e tu resti libero. Si può ragionare su questa base? Non possum scribere contra eum qui potest me proscribere (se mi ricordo ancora un poco di latino). 2) Quanto al 2° punto voglio ricordare il caso della ministra tedesca della giustizia che fu subito dimissionata quando Bush decise la guerra “preventiva” contro l’Iraq. Disse la ministra: ed Hitler non ha fatto lo stesso? – Quindi, per concludere, la mia lettura dell’articolo di Labini non si sofferma su singoli particolari ma su un problema generale di interpretazione storica che ancora oggi non mi pare libera. Credo che le classi politiche europee, insediate e tuttora al potere grazie alla decisioni dei vincitori, abbiano ancora oggi per sentirsi legittimate di una “demonizzazione” di tutto il periodo della storia europee dal 1914 al 1945. Dopo di allora, è un fatto che tutti gli stati europei non dispongono più di una propria sovranità. Questo è un bene o un male? I fatti economici di questi giorni, la grande miseria che ci attende, la fame che è alle porte, cosa ci insegna? Che la sovranità politica è l’unica cosa che può trarci fuori dalla miseria e da tutte le angustie della vita. Nel 1933-36 uno stato sconfitto, la Germania, sottoposta ad un regime costante di umiliazioni, riuscì a riacquistare la sua sovranità (che però era subito minacciata, da cui la necessità del riarmo) e a ridare fiducia e serenità al suo popolo. Che l’Uomo si chiamasse in un modo o nell’altro poco importa, poteva fare un poco diversamente da come ha fatto, meglio o peggio, ma come ho già scritto (riferendo cose non mie) nei primi tre anni del nazismo è da spiegare la ragione del “dissenso” con il regime, non il “consenso” che il nuovo ordine ebbe dalle persone che tolse dalla miseria… La storia è tragedia… Ma non è nostro potere evitare la tragedia…

  • cardisem

    Ed io posso chiederti dove tu vuoi andare a parare? Che se anche Hilter avesse fatti i miracoli di Gesù Cristo, resta Hitler? Ma allora: è un personaggio “storico” quello di cui ci dovrebbe occupare o un Simbolo su cui non vi è nulla di discutere?

  • mincuo

    Approfitto così rispondo anche a Chinarsky, che chiede astutamente: dove vado a parare?
    Da nessuna parte Chinarsky a parte etica, dignità, e verità. Cose senza importanza, non si allarmi. Rispondo ora più compiutamente anche a RicBo.
    Lei RicBo dice che “non ha elementi” ma comunque sia “rimane improbabile” (sempre senza avere elementi, I presume) “che senza trucchi e rapine” (non dice quali rapine però, ah già non ha elementi, dimenticavo…) fosse possibile un miracolo economico….E sempre immagino che non avesse molti più elementi ancor prima di rispondermi, ma ciò non toglie che, sempre senza elementi, non abbia avuto precedentemente alcuna remora o scrupolo a sentenziare:
    ———”Il tuo preciso (sic!) commento è la dimostrazione che articoli come questo di Labini vengono diffusi con precise intenzioni di orientamento ideologico. Il messaggio che sottendono è molto pericoloso. Grazie per smascherarlo Tonguessy”———-
    E nemmeno aveva molti più elementi prima, presumo, dichiarando:
    “Il figlio d’arte Labini (elegante questo, un ottimo argomento ad personam, etico) dimentica di come la Germania si sia arricchita anche impossessandosi del denaro ebreo (esattamente come la Spagna 5 secoli prima)”.
    Naturalmente non ha la più pallida idea (ah già, non ha elementi) di come il popolo Tedesco e non solo quello fosse stato prima spogliato e impoverito, al pari di quello Spagnolo 5 secoli prima. Non ha “elementi” ma chissenefrega, va bene lo stesso calunniare un articolo, sul fondamento di una presunta “ideologia pericolosa sottostante” che per fortuna c’è Lei a scovarla. A posto. Quindi, senza elementi, accusa un autore e gli affibbia intenzioni, ma non è mica ideologico questo, macchè. E’ laico. Molto.
    E magari cominciare una buona volta con qualche “elemento” decente prima di parlare di Franza e Spagna che sia così sbagliato? Ad esempio prendersi uno storico ebreo del 1900 come Bernard Lazare e studiarsi realmente l’antisemitismo, no? Sbagliato? (L’antisemitisme, son histoire et ses causes). Sta anche su WEB e basta leggere anche solo l’indice dei capitoli, per avere almeno un pallido “elemento”.
    E magari si capisce come, anche solo partendo dall’anno mille, Inglesi, Spagnoli, Portoghesi, Arabi, Turchi, Francesi, Italiani, Polacchi, Austriaci, Russi ecc. cioè popoli, tradizioni, religioni, costumi, usanze e poteri tutti differenti, abbiano fatto regolarmente decreti di espulsione (oltre 150), senza contare discriminazioni, vessazioni, proibizioni, inibizioni, restrizioni, confische, ecc… sempre contro la stessa comunità.
    E domandarsi perchè mai vennero creati i Monti di Pietà e i Monti dei Paschi (ovvero dei pascoli) per soccorrere i contadini, costretti perfino a impegnare le sementi? A lei come glielo hanno spiegato? Sbagliato leggere? Pericoloso?
    E prendersi un economista, Ministro del Tesoro USA, come Alexander del Mar, non a caso oscurato (c’è voluto un Nobel come Robert Mundell per ricordarlo), nonostante sia uno dei giganti del 900, e nonostante sia anche lui ebreo, (ma di quelli che non vanno bene, perchè non raccontano bubbole) http://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_del_Mar e studiarsi la storia delle monete e dei sistemi finanziari così si capisce come si fa nei secoli a impossessarsi finanziariamente dei beni delle collettività e ridurle in miseria? Sbagliato RicBo? Pericoloso?
    E studiare un James Kenneth Galbraith http://it.wikipedia.org/wiki/John_Kenneth_Galbraith sai mai che dia qualche “elemento”, e pure dei numeri su economia degli anni 30? O anche qualcun altro, e ce ne sono, da Milward in su. Sbagliato? Pericoloso?
    E come è stato “smascherato” l’orribile complotto di questo pericoloso sovversivo, Sylos Labini, che avrebbe osato dire dopo 70 anni “alla gente comune”, orrore!!, quel che sta scritto sui libri scientifici, e cioè che quell’economia fu un successo, e nonostante un embargo mondiale (questo magari è un altro “elemento” che le manca). Embargo decretato proprio dagli Ebrei nel 1933 e quando ancora Hitler non era ancora un dittatore, ma eletto al Governo a capo di una coalizione di partiti?
    “Smascherato” poi con cose del tipo: fu tolto 1 milione di posti di lavori agli Ebrei. Che però erano 500.000. Tutti spogliati, rapinati, ma le cui banche stavano tutte lì ancora nel 1937. Oppure coi lavori “forzati” e “schiavistici”. Pensa un po’ che mente raffinata e che cultura l’autore del ”preciso commento” sposato immediatamente, pur senza “elementi” ma chissenefrega degli elementi.
    Una Nazione di 66 milioni di persone, produzione, consumi, profitti, salari, occupazione, niente….Un momento: le armi!!!! Ecco!!! Per conquistare il mondo!!! Immagino che anche questa faccia parte dei suoi “elementi” mentre guardare una cartina dell’epoca con la Germania confrontata col solo Impero Inglese, un quarto del mondo e 500 milioni di persone soggiogate e asservite, tutto democraticamente,
    http://en.wikipedia.org/wiki/File:The_British_Empire.png o quello Francese, mezza Africa, quello è troppo difficile. Come andarsi a guardare due numeri sugli eserciti e i mezzi, Francese, Polacco, Inglese….
    Nel 1939 quando attaccò la Polonia l’esercito Tedesco aveva poche settimane di autonomia, (archivi, Istituto di Storia Contemporanea di Monaco). E anche successivamente l’esercito Tedesco, che viene illustrato sempre come tecnicamente mirabolante, corazzatissimo e meccanizzatissimo, fu in realtà al 90% ippotrainato (cioè trainato da cavalli). Qualunque storico “decente”, da Werner Maser, a Jan Kershaw, o a chi le pare, gliele scrive queste cose. Ma anche col ditino sul PC uno se le trova da solo. Così ha un “elemento” invece che storielle. (Non che poi qualcuno si chiederà come mai tutte queste si rivelano puntualmente storielle, non appena approfondisce un pò, se no dovrebbe fare qualche riflessione sull’informazione, e pure sulla storia. Pericoloso).
    I Nazisti andarono al potere non sulle questioni razziali ma proprio sulla disoccupazione. Ancora nel 1928 i Nazisti non erano nessuno elettoralmente, facevano il 2,6% e non contavano nulla. Lo NSDAP crebbe correlato perfettamente al crescere vertiginoso della disoccupazione. Legga qualcosa, non è pericoloso. Ad esempio su questo argomento, crescita del partito Nazista e disoccupazione c’è un breve studio di Societè Generale, e lo trova pure on line. Almeno avrà un elemento, non sarà molto, ma uno almeno ce l’avrà. Sbagliato?
    E poi magari legga qualcosa su collaborazione tra Sionismo (Sionismo, non ebraismo) e Nazismo, e sugli interessi comuni (Judenfrei gli uni, e il popolare la Palestina in massa gli altri, mettendo gli Inglesi di fronte allo stato di fatto) che durò 12 anni, e trova quanti “elementi” vuole, libri interi. C’è Yehuda Bauer, c’è Lenni Brenner (Zionism in the age of Dictators) o Edwin Black (The transfeer agreement) tutti storici ebrei.
    Infine potrà anche fare un salto sulla sua sedia molto politically-correct tanto generosa di giudizi morali quanto un po’ scarsina di elementi, leggendo che la politica Nazista ebbe alcuni aspetti abbastanza contraddittori perfino sull’antisemitismo. C’è un altro autore ebraico, Bryan Mark Rigg, che Le dice che furono 150.000 (centocinquantamila) gli Ebrei arruolati nella Wermacht e nelle SS, e alcuni in posizioni molto elevate. http://www.asiablog.it/2007/06/20/i-150mila-soldati-ebrei-di-hitler/
    E c’è tanto altro, quando uno vuole conoscere. Ma è giusto per quelli senza una dottrina impiantata nel cranio, e con un minimo di etica, non certo per quelli che l’ideologia ce l’hanno inculcata a suon di propaganda, e non se ne rendono nemmeno conto, e poi in base a quella giustificano qualunque menzogna, e qualunque doppia morale, per farla convergere sulle proprie tesi. Non è perchè il Nazismo fu una dittatura totalitaria e giustamente da condannare che ciò significhi affibbiargli ogni mostruosità a proprio piacimento o magari censurare o calunniare o anche spedire sotto processo chi osa contraddirle sulla base di fatti o anche chi faccia solo delle domande. Quello lo facevano nel Medioevo, Ric Bo, e non dovrebbero farlo le democrazie, non dovrebbero, se no qualcosa non funziona. E’ un “elemento” alla portata di chiunque questo.
    Amicus Plato sed magica magica veritas. Temo però che non faccia molto al vostro caso, che mi ricorda più quello dei moralmente e antropologicamente superiori.

  • mincuo

    Amicus Plato sed magica amica veritas

  • Tonguessy

    le classi politiche europee, insediate e tuttora al potere grazie alla decisioni dei vincitori..
    Curiosa affermazione. Perchè vedi, Adenauer Il 22 ottobre 1952 fu costretto ad
    ammettere, replicando al deputato Erler che era stato incaricato di
    riferire al Parlamento sull’infiltrazione nazista nel ministero degli
    Esteri:
    “Erler ha dichiarato che più si sale in alto nelle cariche dello
    Stato e più nazisti si trovano. Questo è vero. E’ vero che il 66% dei
    funzionari sono stati membri del partito nazista. A mio avviso
    dovremmo smetterla di dare la caccia ai nazisti”. E si comportò
    conseguentemente.
    Quindi stai dicendo che hanno vinto i nazisti.
    Su questo non posso che essere d’accordo. W. von Braun era membro del partito nazista ed ufficiale SS nonchè
    progettista a Peenemünde dei temibili V2 che causarono parecchie
    migliaia di morti e decine di migliaia di feriti. I V2 venivano
    assemblati nel vicino campo di concentramento di Mittelbau-Dora in
    condizioni disumane, tanto che per quel solo progetto si calcola
    morirono 20.000 lavoratori/schiavi. Diventò il capo della NASA grazie all’operazione paperclip, quando gli USA arruolarono moltissimi scienziati nazisti. Consideri questo una vittoria del nazismo o di qualcos’altro?
    Vedi poi com’è andata la storia dell’industria che finanziò Hitler, la IG Farben. Il pubblico ministero americano del Tribunale per i crimini di guerra
    di Norimberga prefigurò questo scenario contro la IG Farben dicendo:
    “Questi esponenti della IG Farben e non i pazzi fanatici nazisti sono
    i principali criminali di guerra. Se i loro crimini non verranno
    portati alla luce e puniti, rappresenteranno una minaccia per la
    futura pace del mondo ancora più grande che se Hiltler fosse ancora
    vivo”.
    http://www4it.dr-rath-foundation.org/notizie/discorsi/chemnitz.html?page=8
    Nel 1946, le indagini del governo americano giunsero alla conclusione che senza la IG Farben, la seconda guerra mondiale non sarebbe stata possibile. Come siamo messi oggi?
    Il Tribunale di Norimberga divise la IG Farben in Bayer, Hoechst e BASF. Oggi, ognuna delle tre società figlie della IG Farben è 20 volte più grande di quanto la IG Farben madre fosse al massimo del suo sviluppo nel 1944, ultimo anno della seconda guerra mondiale. Cosa più importante, per quasi trent’anni dopo la seconda guerra mondiale i presidenti del consiglio di amministrazione, la carica più alta, di BASF, Bayer e Hoechst, furono ex membri del partito nazista. Chi è il vincitore quindi?

  • RicBo

    Lei è molto informato e sicuramente ha letto molto, ma il suo intervento fiume non evita di lasciarmi incredulo di fronte alla sua affermazione di essere mosso solo dall’amore per l’etica, la dignità e la verità. Questo lo vada a raccontare ai bambini.
    A me non sembra una questione secondaria che il grande miracolo economico nazista, vero o no che fosse, tendesse al dominio tedesco sull’europa attraverso la guerra, ma la questione non è questa.
    La questione da me e da altri sollevata è la seguente: perchè andare a ripescare le politiche economiche dei nazisti (o anche di Mussolini come alcuni fanno) e presentarle come un successo, per ignorare sistematicamente tutte le alternative del 900 che sono partite da una base democratica? Perchè non citare la Spagna della prima repubblica o la Svezia di Palme o il Cile di Allende o lo stesso Lenin della NEP? Perchè non ammettere che il nazismo ed il fascismo erano e sono l’espressione della borghesia capitalista (cioè dei padroni, caro mincuo), la forma più violenta di oppressione delle classi subalterne? Cui prodest? Lei non ci vede un pericolo in articoli come quello di Sylos Labini?

  • RicBo

    Lei è molto informato e sicuramente ha letto molto, ma il suo intervento fiume non evita di lasciarmi incredulo di fronte alla sua affermazione di essere mosso solo dall’amore per l’etica, la dignità e la verità. Questo lo vada a raccontare ai bambini.
    A me non sembra una questione secondaria che il grande miracolo economico nazista, vero o no che fosse, tendesse al dominio tedesco sull’europa attraverso la guerra, ma la questione non è questa.
    La questione da me e da altri sollevata è la seguente: perchè andare a ripescare le politiche economiche dei nazisti (o anche di Mussolini come alcuni fanno) e presentarle come un successo, per ignorare sistematicamente tutte le alternative del 900 che sono partite da una base democratica? Perchè non citare la Spagna della prima repubblica o la Svezia di Palme o il Cile di Allende o lo stesso Lenin della NEP? Perchè non ammettere che il nazismo ed il fascismo erano e sono l’espressione della borghesia capitalista (cioè dei padroni, caro mincuo), la forma più violenta di oppressione delle classi subalterne? Cui prodest? Lei non ci vede un pericolo in articoli come quello di Sylos Labini?

  • Iacopo67

    Quello che suggerisce Labini non è altro che un meccanismo contabile di considerare i titoli di stato come fossero moneta, il che di fatto aumenterebbe la disponibilità di un mezzo di pagamento per la nazione che mettesse in pratica questo espediente. Tutto qui.
    Questo meccanismo non ha niente a che vedere con l’oppressione delle classi subalterne, sono due cose del tutto scollegate.
    Così come non ha senso scartare aprioristicamente qualunque cosa che provenga da qualche “cattivone” della storia.
    Anche perchè i giudizi sui personaggi storici sono intrisi di propaganda, fino a che punto sono veramente cattivi ?
    Stai tranquillo che se Hitler avesse vinto la guerra, la propaganda dominante sarebbe stata tutta un’altra, e noi staremmo qui a dire, ne sono fermamente convinto, meno male che Hitler e i tedeschi hanno vinto e ci hanno salvato, loro così generosi, nobili, altruisti, meno male che quei cattivoni di americani sono stati sconfitti… eh si, perchè i cattivi sono sempre quelli che hanno perso, mentre i buoni sono sempre i vincitori, i dominatori. E’ ovvio, visto che i media sono controllati dai forti, dai vincitori, mentre agli sconfitti gli viene spento il microfono.

  • mincuo

    Le rispondo, anche se il suo argomentare è sempre ad personam. Non me la prendo, l’avevo già notato, e poi lo do sempre per scontato con le persone, perchè la formazione culturale che hanno le porta a questo, inevitabilmente. Io sono un finanziario, (anzi uno dei cattivi dei derivati) però anche con una passione (e tradizione di famiglia) per la storia e infine per la storia (e non solo) della comunicazione di massa. L’argomento economia Nazista è uguale a tanti altri. Non si allarmi. E’ più sensibile essendo più recente, ed essendo stato caricato di una dose emotiva superiore, e di molto, ad altri. Ma la sostanza è la medesima. Ed è questa: la storia è insegnata con il libro di scuola prima, il quale ne cancella metà e metà la racconta a modo suo, cioè spesso la distorce, o ne prende una parte sola e la interpreta. Successivamente è fatta da giornali, film (cioè fiction), TV e libri divulgativi che consolidano questa propaganda. Non ha mai niente a che vedere con storia scientifica, la quale anche può essere ed è spesso orientata, ma ha dei criteri, e quella c’è ma è appannaggio dell’un per mille, forse.
    Non è solo la storia fatta così. Anche letteratura, costume, e anche la cronaca. La persona cresce e ha dei mattoni, delle fondamenta certe, ma basate solo su enunciati, che l’hanno sempre diretta, e sulla fiducia cieca nell’autorità che li emana (il padre introitato, tecnicamente). Siccome progressivamente sono state diminuite le capacità logiche delle persone, sostituite da sillogismi, analogie, paralleli accattivanti, la gente quel pò di logica che le rimane la esercita solo come conseguenza di enunciati, già accettati per fede, squasi sempre declinati dicotomicamente, in modo da dare impressione di libertà di scelta. (Ex: come si risolve la tal cosa? subito stimolata la discussione: o così o colà, ci si divide. Il risultato però è comunque che la tal cosa (enunciato) è data per accettata, non discussa, e la divisione contribuisce proprio a questo, che è l’obiettivo reale). Tutti gli esperimenti fatti da 30 anni a questa parte dimostrano l’incapacità di un pensiero indipendente del 98,5% delle persone. E’ un dato ormai stabile. Non c’entra cultura, o pseudo tale, perchè nel 98,5% evidentemente non ci sono solo ignoranti. Ora la persona che si pensa libera ecc.., se tocchi argomenti che comunque derivano dal sistema di mattoni inculcato allora tutto relativamente bene, ma quando solo tocchi un mattone, che è imposto non solo in forma consapevole, ma soprattutto inconscia, emotiva, ha una reazione sempre uguale, e questo specie se viene da evidenza e competenza dell’interlocutore. E gli provoca dissonanza cognitiva, regolarmente, per cui non discute nel merito, ma se ne deve liberare e sempre nelle stesse forme, in genere prima col red-herring, poi con argomenti morali, o ad hominem. La stessa formazione della cultura è stata imposta progressivamente in forma di opinioni autorevoli sui testi, sostituendo la lettura delle fonti, e in particolare la parola erudizione (da ex rudio, sgrezzare) è divenuta perfino negativa. In sostanza uno accetta una serie di “concetti” “valori” “enunciati” da un’autorità, e viene abituato fin da bimbo. S’è creata in questo modo una società bigotta, fideista, ma inconsapevole d’esserlo. Un erudito fa l’operazione inversa, che sviluppa la logica, e cioè l’opinione e i valori li forma dopo. E l’erudizione, terra terra, è proprio la quantità di cose lette che, se sono moltissime, risolvono abbastanza anche il problema della qualità delle cose lette.
    Per fare un esempio tra milioni analoghi dell’incapacità logica elementare delle persone e del fideismo, dell’accettazione dell’autorità, basta prendere la spedizione dei Mille di Garibaldi, insegnata da 150 anni in quel modo. Il Regno dei Borbone aveva 12 milioni di persone, la seconda o terza marina militare Europea, un esercito con presidii e forti, un’artiglieria, una fanteria, una cavalleria e anche una gendarmeria che stava in ogni città e Paese. Come fanno mille persone a conquistare da sole un regno simile? E’ una domanda logica, immediata, che si farebbe un bambino. Ma non se la fa. E non se la fa perchè viene fin da bambino disabituato, e inoltre perchè non gli vengono mai dati termini certi di confronto, e non casualmente come si potrebbe pensare. Invece si punta sulle emozioni, sulle cose che non hanno mai una descrizione reale, un contesto, e vanno bene per tutto: il cavallo bianco, l’eroe, l’orco cattivo, il bambino e la mamma che piange. Sempre quelle. La storia che conosce la gente è sempre sospesa, una favola, non è calata nel reale, non ha dimensioni geografiche certe, non ha numeri, gente reale, Governi, diplomazie, industrie e non ha ragioni reali. E non ha mai le fonti, entrambe. C’è Cesare, o Napoleone, o Hitler, o Garibaldi, che fanno tutto loro, come nelle favole. Su questa cultura poi la gente fonda i giudizi, o crede di farlo perchè viene imboccata anche lì. Cioè gli si da il 90% e lui deve poi fare il suo 10% previsto. Per questo se Gheddafi bombarda 10.000 civili che sono una cittadina media intera coperta di cadaveri e buche e crateri si può dirlo su tutti i giornali, senza che nessuno si chieda come non ci siano centinaia di foto di un disastro simile, con 5 milioni di telefonini di ultima e penultima generazione che stavano lì, e con gli oppositori interessati a mostrarle. E invece niente. Ma crede, come per Garibaldi, e non prova a calare nel reale, a farsi una domanda semplice. E anche se poi annota che la sua autorità è capace di un falso simile, e anche se in passato ne ha fatti a bizzeffe, questo non scuoterà minimamente la sua fiducia nella prossima. Ai responsabili della strage niente processo ora, dopo che l’intervento “umanitario” e la sua urgenza si basava su quello. Niente processo perchè la strage non c’era. Ma lei dirà, inevitabilmente: “non importa” era comunque cattivo Gheddafi. Perchè l’enunciato glielo ha detto, e quindi strage o no, va bene lo stesso. E’ il “valore”, il “principio” dettato e accettato che però non importa se e come è stato costruito, manipolato, imposto. E’ accettato, come Garibaldi e i mille, perchè lo dice l’autorità culturale e informativa. Che è costruita tipicamente in forma binaria, polarizzata, come le religioni: Angelo-Demonio, 0-100, tutto buono o tutto cattivo. Per cui poi se al buono trovi una pecca, allora sei dalla parte dei cattivi, e viceversa se al cattivo (l’economia Nazista ad esempio) trovi una cosa buona allora sei cattivo. Bambini di 6-8 anni, e Pinker o prima Bernays o Lippmann su quelli si basano e si basavano infatti, come risultato da ottenere nell’indottrinamento di massa.
    Se solo provi su quella strada, la logica, l’evidenza, i fatti, cioè nel caso le buche, i morti, le foto, la persona li rifiuterà e ti dirà “tu sei per Gheddafi e per i dittatori”, che è un altro argomento come minimo. Dissonanza cognitiva.
    Infine basti questo: un processo equo è l’applicazione della democrazia alla giustizia. E significa che il giudice giudica proprio perchè ha la più ampia informazione possibile. Cioè parla l’accusa e porta le sue prove e tesi, e però parla la difesa e porta le sue prove e tesi. Se mancasse la difesa e ci fosse solo l’accusa, la quale parlasse anche a nome della difesa, non si potrebbe nemmeno parlare di processo, e LEI riterrebbe inaccettabile un sistema in cui parli solo l’accusa. ORRIBILE. L’informazione, nella quale il giudice è la gente, che deve farsi un’opinione, è la stessa cosa, ma è molto più importante, perchè un giudice in fondo è una persona sola limitatamente a un fatto solo, mentre l’opinione sono milioni di persone. Solo che nell’informazione parla solo l’accusa, il buono (perciò già definito, un enunciato). E non c’è mai nel giornale la colonna a fianco in cui parla il cattivo, di persona. Semmai c’è il “buono” che parla sempre lui del cattivo, e solo LUI dice cosa avrebbe detto e fatto il cattivo. Questo è accettato da tutti. Non è più ORRIBILE. Anzi è democratico. Perchè non hanno logica, gli è stata distrutta. Al suo posto hanno la fede, e con la fede una doppia percezione, e doppia morale. Ma se gli domandi in merito, si definiscono dei laici a tutto tondo. Stia bene.

  • Tonguessy

    Le rispondo, anche se il suo argomentare è sempre ad personam.

    Esilarante. Semplicemente esilarante. Mai pensato di proporre qualche sketch a Zelig? ROTFL!

  • Tonguessy

    Concordo con la seconda parte del discorso, molto meno con la prima. Dovresti spiegarmi perchè oggi, in piena era finanziaria dove i banksters le vincono tutte, qualcuno sarebbe disposto a scommettere sugli omologhi dei MEFO e quindi accollarsi piani decennali di investimenti industriali, visto che le cedole dei dividendi sono incassate trimestralmente, per lo più.
    Trovo che sia un errore di ingenuità pensare che ancora sia possibile attivare dei meccanismi tipo MEFO. Ormai abbiamo passato quella fase storica che vedeva al centro dell’attenzione delle elites la produzione industriale. Oggi, dati alla mano, solo in poche parti del mondo la produzione industriale è ancora attivamente sostenuta. Sicuramente non nell’opulento occidente, che ama trasferire conoscenze e competenze in oriente, divenuto ormai la principale forza industriale. Qui siamo impegnati a versare la più alta quantità possibile di denaro nel terziario avanzato (banche e relativi servizi) impoverendo il secondario. Ripeto la domanda: chi avrebbe oggi intenzione di resuscitare il secondario con delle manovre di lungo respiro e che necessitano di molta coordinazione e risorse?

  • mincuo

    Vede, normale. Dissonanza cognitiva. Di cui uno sente il bisogno di liberarsi. E lo fa sempre con un argomento ad personam. Un’offesa, in genere. Ne han bisogno, si salvaguardano il loro impianto. Normale. Steven Pinker purissimo.

  • RicBo

    E’ evidente che lei ha molto più tempo di me per informarsi e scrivere, ma non posso fare a meno di notare che nel suo ultimo intervento, nonostante sia come gli altri molto lungo, non ha risposto a nessuna delle mie domande ma si è limitato a esporre la sua attitudine e il suo metodo verso gli studi storici.
    E comunque non dia per scontato che io sia da includere tra gli ignoranti alla mercè della propaganda mainstream, fino al punto di spiegarmi come andò realmente la spedizione dei 1000. Anche mio nipote di 7 anni non considera plausibile quella favola.
    Ma visto che sono sempre aperto al dialogo la invito a continuarlo privatamente.

  • Simulacres

    I miei più estasiati complimenti! Davvero, e non soltanto per la sua passione per la ricerca della verità storiografica, ma per la bellezza delle sue concezioni, il rigore dell’analisi, e non meno, per la sua sottigliezza filosofica che non gonfia mai la pappagorgia degli imbecilli dei quali, ad alcuni, immagino, avrà fatto spalancare quell'”armadio delle certezze” da dove ora gli schizzano scheletri che si vedono rimbalzare da un capo all’altro della stanza così agitati e numerosi da fargli venire le traveggole.

    La saluto con questa citazione: “Sappiate avere torto, il mondo è pieno di gente che ha ragione. È per questo che marcisce” (L-F. Celine)

  • Simulacres

    sorry… vedo che non è postato nella giusta posizione, onde evitare equivoci, è a mincuo che mi rivolgo

  • pippo74

    ti straquoto, veramente tanto di cappello a mincuo.

  • Tonguessy

    Quindi il suo borioso e prolisso intervento (che giova ricordare non tocca nessun punto da me sollevato) che inizia con :
    “Al signor Tonguessy…bla bla”
    non sarebbe un argumentum ad personam?
    Esilarante, ripeto semplicemnte esilarante. Mi saluti Pavlov ed i suoi cani.

  • mincuo

    Non è rivolto a lei Garibaldi. Ma ho contribuito a una ricerca,approfittando del 150nario. Con vari gradi di domande: a connessione logica attiva richiesta, o già offerta, o con premessa culturale favorevole e possibilità di espansione, ecc…
    Interessava appunto struttura logica, pensiero originale, caratteristiche fuzzy ecc….Quindi ho citato Garibaldi, ma non inteso come rivolto a Lei, quanto a ciò che è stato osservato. Non ho risposto a quelle cose su borghesia,Pinochet, Lenin, nè l’uomo forte, perchè non credo sia nemmno possibile onestamente. Tenga conto che io ho una visuale abbastanza neo-Paretiana, non credo che risponderei come lei si aspetta, soprattutto diventerebbe complicato un terreno critico comune, senza averlo precisato. Inoltre dovrei pecedentemente condividere i fatti storici, su Lenin o Pinochet, e non sono sicuro nemmeno di questo, un’altra complicazione. Come vede non si presta molto a un blog. La ringrazio comunque della sua nota.

  • mincuo

    I MEFO erano uno strumento monetario Tonguessy. Promissory notes semestrali inizialmente ed estendibili trimestralmente, o poi direttamente trimestrali. Scontabili contro marchi. La speranza era che non fossero scontate. Funzionò, e non dette luogo ad inflazione, in quanto non andarono all’incasso quasi mai, divenendo moneta, e funzionarono perciò come un circolante parallelo, non scaricando sui consumi. Cosa c’entri colle cedole dei dividendi incassate trimestralmente è un mistero, salvo aver capito che i piani decennali fossero finanziati da titoli decennali, che è l’unica spiegazione possibile. I MEFO erano moneta, di fatto.
    Non ce ne è proprio una sola cosa che Lei conosca, Tonguessy, almeno un pochino.

  • mincuo

    ………..Perchè non ammettere che il nazismo ed il fascismo erano e sono l’espressione della borghesia capitalista (cioè dei padroni, caro mincuo), la forma più violenta di oppressione delle classi subalterne? Cui prodest? Lei non ci vede un pericolo in articoli come quello di Sylos Labini?…………….

    Io ho risposto su questo. Lei non ha colto. Ho risposto nell’unica forma possibile. Perchè vede Lei ad esempio nell’estratto fa un’affermazione, ma io non la condivido riguardo al NazionalSocialismo (Nazismo è termine inventato dalla propaganda). (N.B. Su Bolscevismo poi direi cose per lei almeno sorprendenti, sono sicuro). Il Nazional Socialismo aveva due componenti: Nazionalista e Socialista. Solo a dire questo però, che detto a uno storico al massimo lo fa sbadigliare, è l’inizio, detto a Lei diventa un insulto. Una provocazione. E io me ne rendo conto, come mi rendo conto di che storia conosce, ci vuole un decimo di secondo a uno specialista per capirlo, e io ho sondato prima. Quindi io avrei la stessa reazione al posto suo, non è una critica a Lei. E nella risposta ho cercato di spiegare come funziona questo meccanismo. Quindi so anche che la discussione (su borghesia, classi subalterne…) virerebbe subito sul tema se io, Mincuo, sia effettivamente o no una specie di Erode che auspica la strage degli innocenti. La cosa non mi appassiona nè punto nè poco, e ho già esperienza, per cui non entro nemmeno nel merito.

  • Iacopo67

    Non ho detto che la proposta di Lavini sia di per se efficace.
    Potrebbe aiutare a risolvere uno dei problemi che abbiamo, ovvero la poca moneta in circolazione; si tratterebbe come di una moneta complementare, emessa dallo Stato, senza indebitarsi con le banche.
    Il che non è un male, io credo.
    Ma da se non basta, bisognerebbe anche creare una politica che incentivi lo sviluppo e disincentivi le speculazioni finanziarie, altrimenti la nuova moneta in circolazione non produrrà un ammodernamento dell’economia e un aumento dell’occupazione, ma soltanto delle bolle speculative; come per esempio è già successo quando siamo entrati nell’euro, c’era stato un aumento di moneta perchè le banche avevano facilitato i prestiti abbassando i tassi d’interesse, ma quella moneta in più per l’appunto non portò sviluppo e occupazione, ma produsse meramente una bolla sui prezzi degli immobili.

  • cardisem

    Mi sembra che non ci capiamo… Tu mi citi singoli episodi sui quali io non potrei neppure risponderti, perché non li conosco. Io ragiono su basi di modellistica. Nel 1945 vi è stata la debellatio di tutta l’Europa che si trova spartita a Yalta. La nostra costituzione fu in realtà scritta a Yalta. Che poi molte persone dei precedenti regimi si sia allocate qua o la… significa poco. È un fatto privato di singole persone. Io dico cosa molto semplice: dal 1945 ad oggi l’Europa non ha più sovranità. Per hanno i teorici politici hanno perfino elaborato la scomparsa del concetto di sovranità… omettendo il piccolo particolare che è scomparsa la nostra di sovranità, non quelle degli stati vincitori… se occorre un dato di fatto, basta vedere dove è andata a finire la nostra finzione di sovranità nel caso della Libia… A me questa sembra chiaro, su un piano di modellistica teorica…. Tu mi parli di Adenauer, di questo o quel caso… Ed io non ti so che dire: credo che parliamo due linguaggi del tutti diversi… Non è che il abbia il gusto della contrapposizione per principio… se posso apprendere qualcosa dal mio interlocutore, ne sono più che lieto…. ma qui appunto mi pare che non ci capiamo…

  • cardisem

    L’intervento è lungo. La grafica pesante. Combinate insieme la lettura è pensate. Ma ho tutto e penso di convenire su tutto. Non so se anche io sono stato oggetto dell’interlocuzione. Vorrei solo aggiungere brevemente, come sintesi di tutti i miei interventi, che io ho posto un unico e semplice problema: il passato storico non ci appartiene perché ce lo hanno sottratto. In particolare, nel caso del nazismo o del fascismo, ma anche dell’unificazione d’Italia, e chissà quanti altri casi, ma direi più con il nazismo, è prevalsa la Demonologia al posto della Storia. Sulle conclusioni si può tranquillamente dissentire e confrontarsi dialetticamente, con reciproco beneficio, se si seguono le corrette regole platoniche del dialogo, ma qui… appunto la libertà non esiste… e si finisce facilmente il galera se non si assumono determinati punti di partenza e se non si giunge a conseguenze obbligate. Questo mi sembra tragico, da Orwel, 1984, che guarda caso ha pure: 4 aprile. Caspita, sono nato proprio quel giorno! Ritengo che per prima cosa ci si debba ribellare contro le gabbie entro cui si vuol costringere anche il nostro pensiero… Beh, non così breve come promesso e come volevo. Chiedo venia.

  • Jor-el

    Forse è proprio pensando ai MEFO che i padri dell’Euro hanno scritto le regole che rendono impossibile sforare i tetti di spesa.