LA GERMANIA PROBLEMA D'EUROPA

DI STEFANO SYLOS LABINI
sbilanciamoci.info

I tedeschi hanno il terrore che l’eccesso di debito pubblico spinga la Banca centrale europea a stampare grandi quantità di moneta che farebbe scoppiare l’inflazione. Per questo la Cancelliera Merkel, con la sua intransigenza sul risanamento dei bilanci dei paesi europei più in difficoltà e con la sua posizione contraria verso l’emissione degli Eurobond e verso gli acquisti di titoli del debito pubblico da parte della Bce, sta spingendo l’Europa in una pericolosa recessione e in una crisi di fiducia che potrebbero avere conseguenze devastanti. Ma i tedeschi, che hanno l’economia con la produttività più elevata d’Europa, dovrebbero ricordarsi di ciò che accadde dopo la prima guerra mondiale e di conseguenza dovrebbero essere più lungimiranti per evitare di ripetere gli stessi errori che loro furono costretti a subire.Lezioni di storia

Il Trattato di Versailles fu imposto alla Germania con la minaccia dell’occupazione militare e del blocco economico. Il Trattato istituì una commissione che doveva determinare le esatte dimensioni delle riparazioni che dovevano essere pagate dalla Germania. Nel 1921, questa cifra fu ufficialmente stabilita in 33 miliardi di dollari. John Maynard Keynes criticò duramente il trattato: non prevedeva alcun piano di ripresa economica e l’atteggiamento punitivo e le sanzioni contro la Germania avrebbero provocato nuovi conflitti e instabilità, invece di garantire una pace duratura. Keynes espresse questa visione nel suo saggio The Economic Consequences of the Peace. I problemi economici che questi pagamenti comportarono sono spesso citati come la principale causa della fine della Repubblica di Weimar e dell’ascesa di Adolf Hitler, che inevitabilmente portò allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Quando Hitler andò al potere nel 1933 oltre 6 milioni di persone (il 20% della forza lavoro) erano disoccupate ed al limite della soglia della malnutrizione mentre la Germania era gravata da debiti esteri schiaccianti con delle riserve monetarie ridotte quasi a zero. Ma, tra il 1933 e il 1936, si realizzò uno dei più grandi miracoli economici della storia moderna, anche più significativo del tanto celebrato “New Deal” di F.D. Roosevelt. E non furono le industrie d’armamento ad assorbire la manodopera; i settori trainanti furono quello dell’edilizia, dell’automobile e della metallurgia. L’edilizia, grazie ai grandi progetti sui lavori pubblici e alla costruzione della rete autostradale, creò la maggiore occupazione (+209%), seguita dall’industria dell’automobile (+117%) e dalla metallurgia (+83%).

Nel miracolo economico degli anni ’30 i nazionalsocialisti si erano creati una teoria monetaria che suonava pressappoco così: “le banconote si possono moltiplicare e spendere a volontà, purché si mantengano costanti i prezzi. Il solo motore necessario per questo meccanismo è la fiducia. Basta creare e mantenere questa fiducia, sia con la suggestione sia con la forza o con entrambe”.

Sorprendentemente, l’artefice del miracolo economico della Germania nazista fu un uomo di origini ebraiche, Hjalmar Schacht, Ministro dell’Economia e Presidente della Banca centrale del Reich. “Il dottor Schacht è inciampato per disperazione in qualcosa di nuovo che aveva in sé i germi di un buon accorgimento tecnico. L’accorgimento consisteva nel risolvere il problema eliminando l’uso di una moneta con valore internazionale e sostituendola con qualcosa che risultava un baratto, non però fra individui, bensì fra diverse unità economiche.

In tal modo riuscì a tornare al carattere essenziale e allo scopo originario del commercio, sopprimendo l’apparato che avrebbe dovuto facilitarlo, ma che di fatto lo stava strangolando. Tale innovazione funzionò bene, straordinariamente bene, per coloro che l’avevano introdotta, e permise a una Germania impoverita di accumulare le riserve senza le quali non avrebbe potuto imbarcarsi nella guerra. Tuttavia, come osserva Henderson, il fatto che tale metodo sia stato usato a servizio del male non deve impedirci di vedere il vantaggio tecnico che offrirebbe al servizio di una buona causa”. (1)

Per il commercio estero, Schacht ideò un ingegnoso sistema per trasformare gli acquisti di materie prime da altri paesi in commesse per l’industria tedesca: i fornitori erano pagati in moneta che poteva essere spesa soltanto per comprare merci fatte in Germania. Il meccanismo, di stimolo al settore manifatturiero, funzionava come un baratto: le materie prime importate erano pagate con prodotti finiti dell’industria nazionale, evitando così il peso dell’intermediazione finanziaria e fuoriuscite di capitali. Certamente, il protezionismo prima e l’autarchia in seguito crearono un mercato chiuso in cui tutta la realtà produttiva era indirizzata e finalizzata alla produzione di beni per lo stato e/o per il consumatore tedesco. Il controllo nazista dei cambi e dei commerci esteri dà alla politica economica tedesca una nuova libertà. Anzitutto, perché il valore interno del marco (il suo potere d’acquisto per i lavoratori) viene svincolato dal suo prezzo esterno, quello sui mercati valutari anglo-americani.

Cambiali garantite dallo Stato per le imprese

Lo Stato tedesco può dunque creare la moneta di cui ha bisogno nel momento in cui manodopera e materie prime sono disponibili per sviluppare nuove attività economiche, anziché indebitarsi prendendo i soldi in prestito. E ciò senza essere immediatamente punito dai mercati mondiali dei cambi con una perdita del valore del marco rispetto al dollaro ed evitando che il pubblico tedesco fosse colpito da quel segnale di sfiducia mondiale consistente nella svalutazione della sua moneta nazionale.
In realtà, non venne praticata la stampa diretta di moneta, poiché il principale provvedimento di Schacht fu l’emissione dei MEFO, obbligazioni emesse sul mercato interno per finanziare lo sviluppo. In questo sistema è direttamente la Banca centrale di Stato (Reichsbank) a fornire agli industriali i capitali di cui hanno bisogno.

Non lo fa aprendo a loro favore dei fidi; lo fa autorizzando gli imprenditori ad emettere delle cambiali garantite dallo Stato. Con queste promesse di pagamento gli imprenditori pagano i fornitori. In teoria, questi ultimi possono scontarle presso la Reichsbank in ogni momento, e qui sta il rischio: se gli effetti MEFO venissero presentati all’incasso massicciamente e rapidamente, l’effetto finale sarebbe di nuovo un aumento esplosivo del circolante e dunque dell’inflazione. Di fatto, però questo non avviene nel Terzo Reich. Anzi: gli industriali tedeschi si servono degli effetti MEFO come mezzo di pagamento fra loro, senza mai portarli all’incasso; risparmiando così fra l’altro (non piccolo vantaggio) l’aggio dello sconto. Insomma, gli effetti MEFO diventano una vera moneta, esclusivamente per uso delle imprese, a circolazione fiduciaria.

Gli economisti si sono chiesti come questo miracolo sia potuto avvenire e alla fine la risposta è stata che il sistema funzionava grazie alla fiducia che il regime riscuoteva presso i suoi cittadini e le sue classi dirigenti, una fiducia ottenuta non solo con la propaganda e la coercizione, ma anche attraverso il progressivo miglioramento delle condizioni economiche della popolazione. Hjalmar Schacht fu l’inventore del sistema rendendo invisibile l’inflazione: gli effetti MEFO erano un circolante parallelo che il grande pubblico non vedeva e di cui forse nemmeno aveva conoscenza, e dunque privo di effetti psicologici.

In seguito Schacht (che fu processato a Norimberga e ritenuto non colpevole) spiegò d’aver pensato che, se la recessione manteneva inutilizzato lavoro, officine, materie prime, doveva esserci anche del capitale parimenti inutilizzato nelle casse delle imprese; i suoi effetti MEFO non avrebbero fatto che mobilitare quei fondi dormienti. In realtà erano proprio i fondi a mancare nelle casse, non la manodopera. E Schacht sapeva che la prosperità della finanza internazionale dipende dall’emissione di prestiti con elevato interesse a nazioni in difficoltà economica.

La disoccupazione riassorbita

Un economista britannico, C.W. Guillebaud, ha espresso con altre parole lo stesso concetto: “nel Terzo Reich, all’origine, gli ordinativi dello Stato forniscono la domanda di lavoro, nel momento in cui la domanda effettiva è quasi paralizzata e il risparmio è inesistente; la Reichsbank fornisce i fondi necessari agli investimenti (con gli effetti MEFO, che sono pseudo-capitale); l’investimento rimette al lavoro i disoccupati; il lavoro crea dei redditi, e poi dei risparmi, grazie ai quali il debito a breve termine precedentemente creato può essere finanziato [ci si possono pagare gli interessi] e in qualche misura rimborsato”. Così Hitler raggiunse il suo scopo primario: il riassorbimento della disoccupazione e la crescita dei salari del popolo tedesco senza alimentare l’inflazione. I risultati sono spettacolari per ampiezza e rapidità: nel gennaio 1933, quando Hitler sale al potere, i disoccupati sono oltre 6 milioni; a gennaio 1934, si sono quasi dimezzati e a giugno sono ormai 2,5 milioni; nel 1936 calano ancora, a 1,6 milioni e nel 1938 non sono più di 400 mila. Fu questa ripresa economica ad accrescere il consenso di Adolf Hitler e a permettere alla Germania di lanciare negli anni successivi una massiccia politica di riarmo che portò allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Scarsa lungimiranza dei vincitori

Per evitare malintesi, tengo a precisare che considero il nazismo una ideologia criminale. L’intento del mio articolo è quello di mettere in evidenza la politica economica e monetaria seguita dalla Germania di Hitler per risollevare un Paese allo stremo. Una politica che, con i dovuti accorgimenti, potrebbe essere riproposta nell’Europa di oggi dove la disoccupazione ha raggiunto livelli inaccettabili. La Germania dovrebbe tener presente che fu la scarsa lungimiranza delle nazioni che vinsero la prima guerra mondiale a determinare l’esplosione del debito, la sua monetizzazione e l’iperinflazione. Questo generò un sentimento profondo di rivalsa nel popolo tedesco che si manifestò pienamente con il sostegno al nazionalsocialismo dopo la grande depressione. Ma il consolidamento del potere di Adolf Hitler fu reso possibile anche da una spettacolare ripresa economica che in tempi brevi permise di ricostruire le infrastrutture, di rilanciare l’industria civile e quindi di riassorbire l’enorme disoccupazione.

Il miracolo economico fu promosso da Hjalmar Schacht che escogitò un meccanismo monetario non inflazionistico in grado di fornire i capitali all’industria tedesca. Esattamente ciò che, con le dovute differenze, bisognerebbe fare oggi in Europa ma che viene impedito dalla politica egoistica e suicida del governo di destra guidato da Angela Merkel che ha come dogma l’indipendenza della Banca centrale europea dal potere politico e si oppone alla possibilità di lanciare le obbligazioni europee che potrebbero avere la stessa funzione delle obbligazioni MEFO ideate da Schacht. Al riguardo, c’è chi ha obiettato che non si trattò di un diretto finanziamento monetario del Tesoro, né di un immediato aumento del debito pubblico, però, lo Stato e la Banca centrale del Reich ebbero un ruolo determinante perché autorizzarono le emissioni e diedero la garanzia.

Italia, quali le strade percorribili?

Ma se in Europa in questo momento ci sono grandi difficoltà per finanziare un progetto di crescita, qui in Italia quali sono le strade percorribili per uscire dalla recessione che ci attanaglia? Se consideriamo il sistema delle obbligazioni MEFO, forse la debolezza che deriva dall’enorme debito pubblico potrebbe diventare un punto di forza. Più precisamente, i titoli del debito pubblico potrebbero costituire una massa monetaria gigantesca in grado di finanziare lo sviluppo dell’economia italiana. La possibilità che i titoli pubblici possano essere utilizzati negli scambi e negli investimenti sostituendo la moneta non sembra che sia stato compreso appieno sul piano teorico; sul piano pratico invece sicuramente si era capito visto che con i titoli pubblici si pagavano anche le tangenti! E proprio in questi giorni è apparsa la notizia che il corposo debito della Pubblica amministrazione con le imprese – circa 70 miliardi di euro – sia corrisposto in titoli di Stato per dare fiato alle imprese strozzate dalla stretta creditizia. Un’ipotesi ventilata già da alcune settimane, caldeggiata dal ministro Passera e che non dispiace a Confindustria, artigiani e commercianti. Il dossier riscuote per ora le perplessità di Ragioneria e Tesoro.

Per attuare una strategia di questo tipo sarebbe essenziale la trasformazione del debito estero in debito interno (2). In questo modo si potrebbe stabilizzare il valore dei titoli del debito pubblico (3) e sarebbe possibile sfuggire alla “dittatura dei mercati finanziari” (4). Così i titoli pubblici potrebbero circolare e potrebbero essere usati nel mercato interno come strumenti di pagamento. Se, invece, i titoli pubblici sono detenuti da soggetti esteri, grosse vendite fanno svalutare questi titoli intaccando la possibilità di utilizzarli come strumenti di pagamento sul mercato interno. Inoltre, poiché i titoli sono accumulati all’estero, essi vengono sottratti alla circolazione e di conseguenza perdono la loro funzione monetaria. Allora, si potrebbe pensare di far rientrare una parte consistente dei Bot in Italia (5). “Consistente” significa di entità tale da evitare operazioni speculative da parte delle banche d’affari detentrici dei Bot italiani, che guadagnano non solo sulle pressioni al rialzo sui tassi di interesse sui Bot di nuova emissione, ma, soprattutto, sul valore dei titoli derivati che assicurano i titoli di Stato (Credit Default Swaps) (6). Quindi bisognerebbe costruire di fatto un sistema di compensazione fra imprese facendo funzionare i Bot rientrati come una moneta complementare (7). In sostanza, il problema è quello di costruire una nuova regolazione dei Bot italiani in circolazione tale da farli funzionare come monete complementari (capaci di finanziare l’attività produttiva) e non come riserva di valore. È probabile che un progetto del genere potrebbe essere più efficace se non fosse limitato solo all’Italia ma venisse esteso almeno ai Paesi del bacino mediterraneo, i quali sarebbero in grado di agire come un nuovo sistema innovativo e commerciale.

In conclusione, i titoli pubblici sono un tipo di moneta che può essere usata per fare pagamenti di una certa entità dove non serve il contante. Il loro controvalore monetario si regge sulla fiducia nella capacità di rispettare gli impegni di pagamento e uno Stato ricco come l’Italia, che ha un bilancio pubblico sotto controllo, è in grado di assicurare questa fiducia. Un progetto che si ponga l’obiettivo di utilizzare i Bot come strumento di pagamento richiede delle misure per stabilizzare il valore dei titoli di Stato. La stabilizzazione del valore dei titoli comporterebbe diversi benefici in quanto permetterebbe di: allentare la morsa dei mercati finanziari internazionali sulla finanza pubblica del nostro Paese; garantire dei rendimenti sicuri al risparmio delle famiglie; utilizzare i titoli di Stato come moneta complementare. Per questi motivi dobbiamo studiare le esperienze del passato, quanto oggi viene fatto in altri paesi come il Giappone e le esperienze sulle monete complementari che esistono nel mondo.

Stefano Sylos Labini
Fonte: www.sbilanciamoci.info
6.02.2012

NOTE

(1) Keynes, J.M., “Il problema degli squilibri finanziari globali. La politica valutaria del dopoguerra (8 Settembre 1941)”, in Keynes, J.M., “Eutopia”, a cura di Luca Fantacci, et. al. 2011, p. 43-55.
(2) Giuseppe Guarino: “La trappola di Maastricht. Avviso ai governanti”. il manifesto domenica 4 dicembre 2011.
(3) In Giappone, un paese che ha un debito pubblico doppio rispetto all’Italia ma non ha il problema dello spread, è prevista l’emissione di particolari certificati del Tesoro da riservare al risparmio delle famiglie con rendimenti sicuri e ancorati all’inflazione, che sfuggono alle micidiali aste. Per l’Italia è da segnalare la proposta di Claudio Gnesutta sull’emissione di “Buoni eccezionali del Tesoro”, Sbilanciamoci,

(4) Si veda “La crisi degli Stati Uniti e l’esplosione della moneta privata”, saggio di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini per Argomenti Umani

(5) Queste considerazioni sono basate sui preziosi commenti di Stefano Lucarelli, Professore presso l’Università degli Studi di Bergamo.

(6) Su questo punto si veda Andrea Fumagalli: “Prove (conclamate) di dittatura finanziaria”, Uninomade,

(7) Sulle monete complementari si veda “Introduzione alle monete complementari” di Massimo Amato e Luca Fantacci, . Di Luca Fantacci si veda anche: “Rilancio: una nuova Bretton Woods a partire dalla proposta di Keynes ” in Keynes J.M., “Eutopia”, a cura di L. Fantacci, et. al., 2011.

Articolo in corso di pubblicazione sul numero 754 de “Il Calendario del Popolo”, www.calendariodelpopolo.it, che sarà disponibile nelle librerie dal prossimo 12 febbraio

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RicBo
RicBo
7 Febbraio 2012 , 16:39 16:39

Il figlio d’arte Labini dimentica di come la Germania si sia arricchita anche impossessandosi del denaro ebreo (esattamente come la Spagna 5 secoli prima), evita di dire che la fase del capitalismo era un’altra, che la produzione di beni era tutta finalizzata alla futura guerra imperialista, che lo sfruttamento del proletariato era a livelli cinesi, che le forze politiche e sociali in gioco molto diverse e che la Storia non si ripete mai uguale, attribuisce a zio Adolf meriti che dovrebbero essere attribuiti piuttosto all’etica protestante delle classi dirigenti e della borghesia tedesca, il tutto neanche troppo velato da una apologia dell’Uomo Forte.
Il messaggio che passa è: se uno Stato forte è capace di risolvere i problemi, e di riportare la ricchezza, che importano i metodi e chi ne è a capo?
Se Monti è un quisling del finazismo globalizzato, giornalisti come questi sono i quisling della borghesia perdente di questa fase della storia.

cardisem
cardisem
7 Febbraio 2012 , 17:41 17:41

…Se questo articolo fosse apparso il Germania, il suo autore avrebbe passato dei guai. Ricordo il caso di una conduttrice televisiva (mi pare si chiamasse Hofman) che fu licenziata in tronco solo per aver detto che durante il nazismo vi era una buona politica di assistenza alle ragazzi madri… Un fatto assolutamente banale e plausibile.

Siccome del nazismo di può dire solo del Male, ecco che…
Ma trovo una conferma con i miei contatti tedeschi: per i primi anni del nazismo, cioè dal 1933 al 1936, non ci si doveva discolpare per l’adesione al nazismo, ma se mai si doveva spiegare perché non si aderiva ad una politica che aveva rimediato ai “mali” di Weimar… Se si fosse liberi nell’esprimere il giudizio storico e si fosse liberi di studiare la storia passata una tesi interessante potrebbe essere quella di studiare il periodo dal 1933 al 1945 a prescindere dalla “questione ebraica”, che condiziona interamente la ricerca storica, la critica storica, il dibattito scientifico…

cardisem
cardisem
7 Febbraio 2012 , 17:55 17:55

Dopo aver fatto la premessa, la cautela è d’obbligo: «Per evitare malintesi, tengo a precisare che considero il nazismo una ideologia criminale». Sarà pure così, ma sarebbe pure opportuna una chiosa esplicativa. Non credo che sul piano delle filosofia politica l’autore dimostrerebbe eguale competenza che nella materia economica. Se proprio vogliamo stare all‘ideologia “criminale”, sarebbe il caso di vedere se vi sono stati dei precedenti di “ideologia criminale” prima e dopo il periodo 1933-45. Se ad esempio, Hiroshima e Nagasaki non superano in “criminalità” tutto quanto si possa e voglia ascrivere al nazismo… Mi vengono in mente tanti alti esempi, ma so che susciterei delle reazioni e mi limito ad indicare un libro che lessi di Paolo Barnard e che mi piacque molto: “perché ci odiano”… Direi che il quadro che ne viene fuori, successivo al 1945, è assai più fosco del Male identificato per antonomasia con il nazismo… In realtà, non è mai finita la “guerra ideologica” che accompagnò la guerra dei carri armati durante il periodo 1939-1945… Noi siamo i figli di quella “guerra ideologica” e ne portiamo ancora i segni nella lobotomizzazione dei nostri cervelli…

cardisem
cardisem
7 Febbraio 2012 , 17:55 17:55

… volevo aggiungere anche del cervello del Silos Labini autore dell’ottimo articolo.

dana74
dana74
7 Febbraio 2012 , 17:59 17:59

Ma se in Europa in questo momento ci sono grandi difficoltà per finanziare un progetto di crescita, qui in Italia quali sono le strade percorribili per uscire dalla recessione che ci attanaglia?

L’hai sentito il capo no? L’emigrazione (ma non avevamo bisogno di 30milioni di immigrati per la crescita secondo d’Alema?)

Si rimprovera alla Germania di non voler concedere più poteri alla BCE e trasformarla in Federal Reserve, okkio che quei soldi non sarebbero liberi da interessi se venissero stampati, a differenza delle fu monete nazionali e per un periodo di proprietà dello Stato.

E’ troppo comodo scaricare tutto sulla Germania intanto l’Italia non solo non ha mai concesso di votare sui trattati, ma li ha firmati senza se e senza ma, come altri paesi della zona euro, con tutti i filoeuropeisti ad applaudire la grandiosità del progetto. Domande allora non ne avevano ora accortisi della cazzata via tutta colpa dei tedeschi tanto su di loro si può sempre sparare a zero dimenticandosi con quanta prosopopea ed arroganza si respingesse ogni obiezione con risposte censorie e dogmatiche
All’europa ci si doveva inchinare senza riserve, nessuno ci ha costretto ad entrarci e solo di recente agli euroscettici è “consentito” obiettare.

dana74
dana74
7 Febbraio 2012 , 18:03 18:03

una cosa ma se ogni qual volta si parlasse di italia ovunque nel mondo si mettesse un uomo con la coppola e la lupara così come tutto ciò che è Germania oggi riguarda il suo passato, chissà come saremmo indignati.
Come mai non si guarda al welfare tedesco chiedendolo anche per gli italiani?

alvise
alvise
7 Febbraio 2012 , 20:42 20:42

Non la vedo così. E’ vero che hitler depredò i beni degli ebrei, ma quando prese il potere, non solo questi beni non li aveva ancora arraffati, ma lo prese il potere, insieme ad un debito enorme, tanto è vero che, come dice l’articolo, si inventarono una sorta di moneta complementare. Non ho mai visto un arricchito, con miliardi di debito. In questo caso l’ossimoro di una tale condizione economica mi pare che non dovrebbe coerentemente addattarsi. Ricordiamoci che, anche se la notizia è passata inosservata ai più, non ricordo se nel 2010 o 2009, la germania ha finito di pagare i debiti di guerra, che gli pesavano sicuramente per ogni anno che passava, quindi non so se l’equazione: (beni ebrei debito di guerra), quanto l’abbia arricchito. Ma può darsi mi sfugga qualcosa.

alvise
alvise
7 Febbraio 2012 , 20:49 20:49

E va bene, allora faccio io una aggiunta alla tua ritrosia (secondo me, giusta osservazione). Le bombe al Napalm su villaggi popolati da vecchi donne e bambini….

alvise
alvise
7 Febbraio 2012 , 21:09 21:09

“Come mai non si guarda al welfare tedesco chiedendolo anche per gli italiani?”

Che ingenuo, ma perchè mancano i soldi no? ah ah ah. Benetazzo ha detto che il 60% del welfare europeo grava sulla sola italia

Quando tre giorni fa ad un incontro pubblico Benetazzo disse che se un palazzo va a fuoco qualcuno che lo deve spegnere ci deve essere, gli ho risposto; sì, peccato due cose però, che le spese le fanno pagare a tutto il condominio, e peccato che non le si fanno pagare a chi l’ha appiccato. Questa non è retorica, ed a qualunque discussione in merito, non ci sto se non viene messo sul piatto del problema economico, anche chi ha appiccato il fuoco, e questo non l’ho mai sentito dire dal sig. monti. Lo so che i benpensanti mi direbbero “si ma intanto che facciamo”? Non mi inteeressa, io sono un malpensante, e non so suonare la cetra.

RicBo
RicBo
8 Febbraio 2012 , 3:11 3:11

scusa cardisem, ma cosa vuoi “prescindere”? dal 1922 al 1945 in Europa (Russia compresa) si è consumato lo sterminio totale delle idee libertarie e del sogno di emancipazione delle classi subalterne per mano della borghesia capitalista che se ne stava con il culo protetto a contare i guadagni prodotti dalla guerra che aveva provocato.
E la storia si sta ripetendo perchè articoli come questo stanno montando la piena verso nuovi nazionalismi e nuove divisioni. Fammi l’esempio di qualcuno che dica che l’euro va mantenuto rifondandolo piuttosto che abolirlo tout court o che l’idea di una Europa unita, federale e davvero democratica vada mantenuta. Queste idee esistono e non sono da buttare. Ma vengono diffuse con il contagocce, specialmente qui su CDC. E intanto la soluzione dell’Uomo Forte avanza.

Tonguessy
Tonguessy
8 Febbraio 2012 , 3:15 3:15

Punto per punto. 1-vero che Keynes criticò gli accordi di Versailles. Altrettanto vero però che gli USA ebbero cospicui accordi commerciali con la Germania nazista fino allo scoppio della crisi del ’29. E anche dopo ci furono intensi scambi commerciali tra Standard Oil e IG Farben, vera macchina da guerra nazista. Quindi si tratta di vedere la pace e la guerra esattamente come possibilità di lucro, e tanti cari saluti alla buona volontà di Keynes. http://www.appelloalpopolo.it/?p=2002 2-disoccupazione: facile azzerare le statistiche della disoccupazione quando a molti ebrei viene tolta la cittadinanza, i loro posti di lavoro vengono assunti da tedeschi, gli oppositori di regime e gli “indesiderati” (zingari, omosessuali etc.) vengono spediti nei campi di lavoro a lavorare gratis ed i rimanenti vengono fatti lavorare GRATIS per le grandi opere tipo autobahn. Il Reichsarbeitsdienst (RAD, servizio di lavoro del Reich), un’organizzazione che raccoglieva i disoccupati e li usava – inizialmente – nei grandi lavori pubblici del Reich. Nel 1935 divenne obbligatorio per tutti i maschi tra i 18 e 25 anni, per la durata di 6 mesi, prima del servizio militare obbligatorio. Le grandi opere (come l’autostrada) furono il prodotto di tale schiavitù. Anche Stalin riuscì nel giro di pochi… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
8 Febbraio 2012 , 3:30 3:30

Dimenticavo due cose: Certamente i MEFO possono essere una via percorribile. Schacht organizzò l’economia finalizzata al riarmo tedesco. Ma si era in pieno capitalismo industriale. Oggi non è più così. Quale grossa lobby sosterrebbe oggi l’industria tramite MEFO corrispettivi? Ed eventualmente, per quali scopi? Infine: tutta la storia può essere mirailmente riassunta da ciò che la foto rappresenta. La “autoperilpopolo” (VolksWagen) ed il suo tragicomico epilogo. Come ben sapete l’antenato del Maggiolino fu progettato da Ferdinand Porsche. Al Salone dell’automobile di Berlino, nella primavera del 1935, il führer annunciò pubblicamente che «una nuova vettura popolare, la quale non sarebbe costata più di una motocicletta di media cilindrata e a basso consumo di carburante» stava «per essere realizzata e messa a disposizione del popolo tedesco». Costava 5 marchi alla settimana per prenotarsi una Kdf-Wagen (cioè vettura della Kraft durch Freunde, la «potenza attraverso la gioia», ma nessuno degli entusiasti nazisti che la prenotarono la guidò mai. Duecentodieci Vw, tutte nere, giravano, sì, per le città tedesche, ma erano state costruite a Stoccarda e consegnate a funzionari del partito. Nessuna vettura venne mai data a coloro che pur avevano pagato le rate prescritte sborsando decine di milioni di marchi. In questo senso,… Leggi tutto »

ericvonmaan
ericvonmaan
8 Febbraio 2012 , 3:40 3:40

Truman scusa, credo che lo spirito dell’articolo non sia quello di “copiare quanto fatto da Hitler” anche perchè il periodo storico è completamente diverso. Al di là dei punti che hai sottolineato, e sui quali non si può che concordare, nel sistema ci sono delle idee che potrebbero essere utilmente usate per sistemare il disastro della attuale situazione monetaria, ed è su queste idee che mi piacerebbe vedere svilupparsi il discorso. In particolare, credo che il punto fondamentale sia quello di passare da una moneta gestita dai privati, ad una moneta gestita daistituzioni pubbliche, nazionali o internazionali, che abbiano finalità non più strettamente ragionieristiche come adesso (è ovvio, fanno gli interessi dei proprietari del sistema) ma di benessere sociale. Anche le finalità stesse della EU vanno riviste e riscritte: i fini dell’unione devono essere il benessere economico e sociale dei popoli europei, e non l’adesione a criteri contabili che come abbiamo visto hanno creato solo maggior ricchezza per il famoso 1% e incertezza, sofferenza e problemi per il restante 99%. Sicuramente il primo punto sul quale mettere le mani è la gestione della moneta. Altrimento il nostro destino è soccombere alle altre potenze mondiali: gli USA che seppure in declino… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
8 Febbraio 2012 , 3:54 3:54

Ciao Ericvonmaan, purtroppo non sono Truman, ma Tonguessy (buon per lui)..:)
L’idea di passare a gestione di “benessere sociale” non può che trovarmi d’accordo. Ho le mie perplessità sul fatto che esista la volontà dei padroni del vapore di ridurre il trend attuale che vede allargarsi la forbice tra il benessere sociale e i detentori dei capitali (benessere tout court). Come dicevo siamo passati dagli investimenti industriali (che per fall out hanno creato la middle class ovunque) alle speculazioni finanziarie che hanno azzerato la middle class. Chi o cosa pensi abbia voglia di rimettersi a pensare ad investimenti e piani decennali quando la cedola trimestrale viene staccata, appunto, ogni tre mesi? Gli investitori che sono interessati a quella cedola oppure i lavoratori che non possiedono capitali?

ericvonmaan
ericvonmaan
8 Febbraio 2012 , 3:58 3:58

Scusami!!!! Lapsus freudiano!!! Chiedo venia!!!

RicBo
RicBo
8 Febbraio 2012 , 5:54 5:54

Il tuo preciso commento è la dimostrazione che articoli come questo di Labini vengono diffusi con precise intenzioni di orientamento ideologico. Il messaggio che sottendono è molto pericoloso. Grazie per smascherarlo Tonguessy.

RicardoDenner
RicardoDenner
8 Febbraio 2012 , 6:53 6:53

Mi sembra che la guerra sia stata vinta portando libertà .. privatizzazioni e banche ..e presumo che la finanza al servizio della popolazione non sia un concetto gradito a chi comanda..per cui dovremo aspettare che la crisi peggiori e maturi fino alla catastrofe finale..se il 2012 non interviene magicamente a raddrizzare i cervelli di chi li ha storti..
cosa non assicurata..

Per il resto mi sembra ovvio quello che dice l’articolo..ma appunto per questo improponibile

Tonguessy
Tonguessy
8 Febbraio 2012 , 7:04 7:04

sinceramente mi sembra ingeneroso accusare Sylos Labini si nutrire “precise intenzioni di orientamento ideologico”. Sono sicuro della sua buona fede in tal senso, fermo restando che i punti che ho sollevato pongono dei dubbi sull’interpretazione da lui offerta.

Iacopo67
Iacopo67
8 Febbraio 2012 , 7:58 7:58

Potrei sbagliare, ma la mia opinione è questa:
la mancanza di moneta in circolazione e la conseguente crisi economica non sono casuali, o frutto di un errore, ma sono atti studiati, voluti e messi in pratica da potenti organizzazioni di capitalisti, con lo scopo di distruggere le democrazie nazionali, (attraverso l’asfissiamento delle economie per mancanza di liquidità, i ricatti sui debiti pubblici) e trasferirne i poteri all’europa, ovvero a se stessi.
Siccome la proposta di Labini non è altro che un trucco, in senso buono, per rimettere in circolazione un mezzo di pagamento, mi sembra logico che questa proposta verrà decisamente osteggiata dalle elite europee poichè ne scombussolerebbe i piani.

mincuo
mincuo
8 Febbraio 2012 , 8:21 8:21

Al signor Tonguessy & C che a occhio e croce si rifaranno a un opuscoletto pieno di menzogne e tabelle manipolate del tipo di questo: http://ckprojects.org/nazi_economy.pdf dove spicca tra l’altro questa autentica perla (che Tonguessy puntualmente riprende nel senso) per dire il livello di menzogne: “The unemployment statistics got ’sexed up’ in 1933 which made some 1 million jobless disappearing, jobs previously done by Jews got taken over by ’Aryan’ Germans” . Un milione di posti tolti agli Ebrei, ma gli Ebrei erano 523.00 in Germania perfino secondo l’USHMM, cioè il museo dell’Olocausto Americano, e di questi poi una parte emigrarono (Haavara agreement). Tutte le fonti danno questi numeri, cioè meno dell’1% della popolazione, basta che Tonguessy si informi. Io cito invece Sarah Gordon, storica Ebrea, su qualcosa di meno conosciuto: “In Germania, dove gli Ebrei rappresentavano nemmeno l’uno per cento della popolazione, stampa, banche, industria, teatro, cinema, commercio ecc..erano in gran parte in mano loro. Nel 1923 su 161 banche private 150 erano Ebraiche, il 41% dell’industria del ferro, il 57% degli altri metalli, l’80% dei leading members dello Stock Exchange, un quarto dei Professori d’Università, oltre il 50% dei 234 teatri, il 60% della Stampa, l’80% delle catene… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
8 Febbraio 2012 , 8:57 8:57

523.000 naturalmente. Si capisce,per uno in buona fede, anche dal puntino di separazione delle migliaia, oltre che dal fatto che si dice che ce ne erano un pò meno dell’1%. Ma meglio specificare, mica tutti sono in buona fede.

RicBo
RicBo
8 Febbraio 2012 , 9:03 9:03

Non ho elementi per confutare quello che dici ma rimane improbabile se non impossibile che un miracolo economico di quella portata possa avvenire in soli 3 anni senza una qualche sorta di rapina o trucco contabile.
E comunque volevamo porre l’accento sul messaggio che articoli come questo sottindendono.

mincuo
mincuo
8 Febbraio 2012 , 10:18 10:18

Le rapine e i trucchi contabili si possono anche fare, ma i trucchi non fanno nascere case, strade, industrie, ospedali, scuole, strutture sociali, kinderheim (a proposito mica un nome Inglese questo, no? Stavano in ogni grande fabbrica, e un grande Ebreo e uomo di cultura, non un bigotto, come Adriano Olivetti se le studiò queste strutture sociali). Non tutti gli ebrei sono Sionisti fanatici alla Nethaniau o alla Wolfowitz o dall’altra parte dei religiosi fanatici alla Ovadia o i Chabad Lubavitch, anche se oggi comandano, e nemmeno sono i pluri miliardari che controllano informazione e condizionano l’opinione, purtroppo anche quella ebraica, per quanto se uno legge El Hareetz vede già che è meno bigotta che qui. Ci sono fiore di ebrei, RicBo, e ci sono sempre stati per fortuna, testardi e indipendenti, che mica son neanche tanto contenti di coloro a cui è in mano l’ebraismo. E’ vero che forse non li conosce Lei, è vero che non vanno in TV, ma esistono. Anche ex Presidenti della Camera di Israele, come Avraham Burg, o gente come Avnery, o Atzmon, o Sand o Pappè ecc…tanti… ma che Lei non vedrà mai. Certo li hanno pure messi in una lista odiosa di… Leggi tutto »

chinaski137
chinaski137
8 Febbraio 2012 , 11:18 11:18

scusami ma, anche ammettendo che Hitler adottò corrette politiche macroeconomiche volte alla piena occupazione ed alla crescita della domanda aggregata,dove vuoi andare a parare?

cardisem
cardisem
8 Febbraio 2012 , 12:01 12:01

Stiamo parlando di cose diverse. L’autore dell’articolo ha detto una cosa importante, che è vera ma deliberatamente ignorata. Ha detto che Weimar è stato un fallimento totale, ma che certamente nei primi tre anni, dal 1933 al 1936, il “nazismo” ha egregiamente risolto tutti i problemi di cui Weimar si è dimostrato incapace. So dell’esistenza di prevenzioni e pregiudizi e non voglio fare un lungo ed inutile discorso. Ma su queste pietra angolare: anni 1933-36 in Germania è possibile costruire un discorso con logica matematica deduttiva. Basta aver studiato la geometria euclidea per ricavare tutti i tasselli del discorso.

cardisem
cardisem
8 Febbraio 2012 , 12:43 12:43

Ma certo! Non voglio mettere in imbarazzo i gestore del sito… che è una risorsa per tutti noi. Ho notato che in un caso precedente dove avevo postato molti commenti, alla fine hanno eliminato tutto l’articolo con tutti i commenti… Se è un modo per dirci di stare prudenti, in questi tempi tristi, accolgo gli inviti alla prudenza… Dobbiamo abituarci all’idea di vivere sotto censura… E quindi esprimiamoci in modo da gabbare la censura…

cardisem
cardisem
8 Febbraio 2012 , 15:08 15:08

Per quel che mi riesce di capire, pur avendo studiato economia, non si tratta di caricare sulla Germania o su altri, ma si tratta di tornare al principio che è la politica che deve governare l’economia e non l’economia, cioè la finanza, la politica e la nostra vita. Mi permetto una citazione, anche se di seconda mano. Il “controrivoluzionario” de Bonald esprimeva nella sua epoca, subito dopo la rivoluzione francese, questo concetto: finché la ricchezza è rappresentata da beni fondiari (feudi, terre, case, …) un potere politico, un governo, può controllare una simile ricchezza. Ma quando la ricchezza si volalitilizza come finanza diventa invisibile ed inafferabile. È quanto succede oggi. La nostra vita è governata dallo spread, che è capriccioso più della roulette, dai “mercati”, dalle AAA che diventano BBB, dalla dichiarazione di qualcuno, dai tassi di interesse… E mentre la gente ha delle belle buone braccia ed anche delle belle buone teste con le quali potrebbe e vorrebbe lavorare… E non lo può fare… Occorre dunque una volontà politica (che non è e non può essere quelle di Monti e dei suoi complici e manutengoli), un governo, un Uomo, che abbia il carisma sufficiente per trarci fuori dalla merda…

cardisem
cardisem
8 Febbraio 2012 , 15:13 15:13

Confesso di non essere così bravo come te che vedi chiaro e pensi subito al riarmo tedesco… Questo ci fu, ma fu una conseguenza del pericolo che incombeva sulla Germania… Mi ricordo di un generale che già durante le trattative della cosiddetta pace di Versailles disse che si era già preparata la seconda guerra mondiale, come in effetti poi avvenne. Io che non sono così bravo come te, vedo che al fallimento (e su questo mi pare tutti gli storici concordano, che Weimar fallì) seguì una ripresa della vita della gente che moriva di fame… Che poi il Cattivo debba essere per forza il Cattivo, beh si questa è ideologia…

Tonguessy
Tonguessy
8 Febbraio 2012 , 15:22 15:22

Ebbene anch’io devo confessare di non essere altrettanto bravo a dimenticare quei 55 milioni di morti che il riarmo nazista causò. Ma si sa, sono facile preda di ideologie. A proposito: quali? Così almeno mi rendo conto di cosa stai parlando….

cardisem
cardisem
8 Febbraio 2012 , 15:51 15:51

Che i 55 milioni di morti siano imputabili al riarmo tedesco e non ad una situazione generale di interdipendenze che partono almeno dal 1914, ecco questo mi sembra “ideologia”. Io non voglio entrare in questione eccessivamente tecniche sulle quali non mi riconosco sufficiente competenza (ma non sono per nulla certo che altri siano più competenti di me e ne sappiano più di me), ma in un problema generale di interpretazione del passato che ancora oggi non mi sembra “libera”. Aiutami tu, che sembri più bravo, quando si dice che in Nazismo sia il Male Assoluto, in cosa poi si concretizza questo male. Io vedo due capitoli: 1) la faccenda ebraica; 2) la presunta responsabilità tedesca per la guerra, o meglio la guerra preventiva. Sul primo punto (e non ho testi precostituite!) non mi pare che la discussione a 70 anni dalla fine della guerra sia libera. Se tu sostieni una cosa, ed il contrario: io vado in galera e tu resti libero. Si può ragionare su questa base? Non possum scribere contra eum qui potest me proscribere (se mi ricordo ancora un poco di latino). 2) Quanto al 2° punto voglio ricordare il caso della ministra tedesca della giustizia che… Leggi tutto »

cardisem
cardisem
8 Febbraio 2012 , 15:54 15:54

Ed io posso chiederti dove tu vuoi andare a parare? Che se anche Hilter avesse fatti i miracoli di Gesù Cristo, resta Hitler? Ma allora: è un personaggio “storico” quello di cui ci dovrebbe occupare o un Simbolo su cui non vi è nulla di discutere?

mincuo
mincuo
8 Febbraio 2012 , 16:29 16:29

Approfitto così rispondo anche a Chinarsky, che chiede astutamente: dove vado a parare? Da nessuna parte Chinarsky a parte etica, dignità, e verità. Cose senza importanza, non si allarmi. Rispondo ora più compiutamente anche a RicBo. Lei RicBo dice che “non ha elementi” ma comunque sia “rimane improbabile” (sempre senza avere elementi, I presume) “che senza trucchi e rapine” (non dice quali rapine però, ah già non ha elementi, dimenticavo…) fosse possibile un miracolo economico….E sempre immagino che non avesse molti più elementi ancor prima di rispondermi, ma ciò non toglie che, sempre senza elementi, non abbia avuto precedentemente alcuna remora o scrupolo a sentenziare: ———”Il tuo preciso (sic!) commento è la dimostrazione che articoli come questo di Labini vengono diffusi con precise intenzioni di orientamento ideologico. Il messaggio che sottendono è molto pericoloso. Grazie per smascherarlo Tonguessy”———- E nemmeno aveva molti più elementi prima, presumo, dichiarando: “Il figlio d’arte Labini (elegante questo, un ottimo argomento ad personam, etico) dimentica di come la Germania si sia arricchita anche impossessandosi del denaro ebreo (esattamente come la Spagna 5 secoli prima)”. Naturalmente non ha la più pallida idea (ah già, non ha elementi) di come il popolo Tedesco e non solo quello… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
8 Febbraio 2012 , 16:49 16:49

Amicus Plato sed magica amica veritas

Tonguessy
Tonguessy
8 Febbraio 2012 , 17:35 17:35

le classi politiche europee, insediate e tuttora al potere grazie alla decisioni dei vincitori.. Curiosa affermazione. Perchè vedi, Adenauer Il 22 ottobre 1952 fu costretto ad ammettere, replicando al deputato Erler che era stato incaricato di riferire al Parlamento sull’infiltrazione nazista nel ministero degli Esteri: “Erler ha dichiarato che più si sale in alto nelle cariche dello Stato e più nazisti si trovano. Questo è vero. E’ vero che il 66% dei funzionari sono stati membri del partito nazista. A mio avviso dovremmo smetterla di dare la caccia ai nazisti”. E si comportò conseguentemente. Quindi stai dicendo che hanno vinto i nazisti. Su questo non posso che essere d’accordo. W. von Braun era membro del partito nazista ed ufficiale SS nonchè progettista a Peenemünde dei temibili V2 che causarono parecchie migliaia di morti e decine di migliaia di feriti. I V2 venivano assemblati nel vicino campo di concentramento di Mittelbau-Dora in condizioni disumane, tanto che per quel solo progetto si calcola morirono 20.000 lavoratori/schiavi. Diventò il capo della NASA grazie all’operazione paperclip, quando gli USA arruolarono moltissimi scienziati nazisti. Consideri questo una vittoria del nazismo o di qualcos’altro? Vedi poi com’è andata la storia dell’industria che finanziò Hitler, la IG… Leggi tutto »

RicBo
RicBo
8 Febbraio 2012 , 18:22 18:22

Lei è molto informato e sicuramente ha letto molto, ma il suo intervento fiume non evita di lasciarmi incredulo di fronte alla sua affermazione di essere mosso solo dall’amore per l’etica, la dignità e la verità. Questo lo vada a raccontare ai bambini.
A me non sembra una questione secondaria che il grande miracolo economico nazista, vero o no che fosse, tendesse al dominio tedesco sull’europa attraverso la guerra, ma la questione non è questa.
La questione da me e da altri sollevata è la seguente: perchè andare a ripescare le politiche economiche dei nazisti (o anche di Mussolini come alcuni fanno) e presentarle come un successo, per ignorare sistematicamente tutte le alternative del 900 che sono partite da una base democratica? Perchè non citare la Spagna della prima repubblica o la Svezia di Palme o il Cile di Allende o lo stesso Lenin della NEP? Perchè non ammettere che il nazismo ed il fascismo erano e sono l’espressione della borghesia capitalista (cioè dei padroni, caro mincuo), la forma più violenta di oppressione delle classi subalterne? Cui prodest? Lei non ci vede un pericolo in articoli come quello di Sylos Labini?

RicBo
RicBo
8 Febbraio 2012 , 18:23 18:23

Lei è molto informato e sicuramente ha letto molto, ma il suo intervento fiume non evita di lasciarmi incredulo di fronte alla sua affermazione di essere mosso solo dall’amore per l’etica, la dignità e la verità. Questo lo vada a raccontare ai bambini.
A me non sembra una questione secondaria che il grande miracolo economico nazista, vero o no che fosse, tendesse al dominio tedesco sull’europa attraverso la guerra, ma la questione non è questa.
La questione da me e da altri sollevata è la seguente: perchè andare a ripescare le politiche economiche dei nazisti (o anche di Mussolini come alcuni fanno) e presentarle come un successo, per ignorare sistematicamente tutte le alternative del 900 che sono partite da una base democratica? Perchè non citare la Spagna della prima repubblica o la Svezia di Palme o il Cile di Allende o lo stesso Lenin della NEP? Perchè non ammettere che il nazismo ed il fascismo erano e sono l’espressione della borghesia capitalista (cioè dei padroni, caro mincuo), la forma più violenta di oppressione delle classi subalterne? Cui prodest? Lei non ci vede un pericolo in articoli come quello di Sylos Labini?

Iacopo67
Iacopo67
9 Febbraio 2012 , 7:48 7:48

Quello che suggerisce Labini non è altro che un meccanismo contabile di considerare i titoli di stato come fossero moneta, il che di fatto aumenterebbe la disponibilità di un mezzo di pagamento per la nazione che mettesse in pratica questo espediente. Tutto qui.
Questo meccanismo non ha niente a che vedere con l’oppressione delle classi subalterne, sono due cose del tutto scollegate.
Così come non ha senso scartare aprioristicamente qualunque cosa che provenga da qualche “cattivone” della storia.
Anche perchè i giudizi sui personaggi storici sono intrisi di propaganda, fino a che punto sono veramente cattivi ?
Stai tranquillo che se Hitler avesse vinto la guerra, la propaganda dominante sarebbe stata tutta un’altra, e noi staremmo qui a dire, ne sono fermamente convinto, meno male che Hitler e i tedeschi hanno vinto e ci hanno salvato, loro così generosi, nobili, altruisti, meno male che quei cattivoni di americani sono stati sconfitti… eh si, perchè i cattivi sono sempre quelli che hanno perso, mentre i buoni sono sempre i vincitori, i dominatori. E’ ovvio, visto che i media sono controllati dai forti, dai vincitori, mentre agli sconfitti gli viene spento il microfono.

mincuo
mincuo
9 Febbraio 2012 , 8:28 8:28

Le rispondo, anche se il suo argomentare è sempre ad personam. Non me la prendo, l’avevo già notato, e poi lo do sempre per scontato con le persone, perchè la formazione culturale che hanno le porta a questo, inevitabilmente. Io sono un finanziario, (anzi uno dei cattivi dei derivati) però anche con una passione (e tradizione di famiglia) per la storia e infine per la storia (e non solo) della comunicazione di massa. L’argomento economia Nazista è uguale a tanti altri. Non si allarmi. E’ più sensibile essendo più recente, ed essendo stato caricato di una dose emotiva superiore, e di molto, ad altri. Ma la sostanza è la medesima. Ed è questa: la storia è insegnata con il libro di scuola prima, il quale ne cancella metà e metà la racconta a modo suo, cioè spesso la distorce, o ne prende una parte sola e la interpreta. Successivamente è fatta da giornali, film (cioè fiction), TV e libri divulgativi che consolidano questa propaganda. Non ha mai niente a che vedere con storia scientifica, la quale anche può essere ed è spesso orientata, ma ha dei criteri, e quella c’è ma è appannaggio dell’un per mille, forse. Non è solo… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
9 Febbraio 2012 , 8:47 8:47

Le rispondo, anche se il suo argomentare è sempre ad personam.

Esilarante. Semplicemente esilarante. Mai pensato di proporre qualche sketch a Zelig? ROTFL!

Tonguessy
Tonguessy
9 Febbraio 2012 , 8:58 8:58

Concordo con la seconda parte del discorso, molto meno con la prima. Dovresti spiegarmi perchè oggi, in piena era finanziaria dove i banksters le vincono tutte, qualcuno sarebbe disposto a scommettere sugli omologhi dei MEFO e quindi accollarsi piani decennali di investimenti industriali, visto che le cedole dei dividendi sono incassate trimestralmente, per lo più.
Trovo che sia un errore di ingenuità pensare che ancora sia possibile attivare dei meccanismi tipo MEFO. Ormai abbiamo passato quella fase storica che vedeva al centro dell’attenzione delle elites la produzione industriale. Oggi, dati alla mano, solo in poche parti del mondo la produzione industriale è ancora attivamente sostenuta. Sicuramente non nell’opulento occidente, che ama trasferire conoscenze e competenze in oriente, divenuto ormai la principale forza industriale. Qui siamo impegnati a versare la più alta quantità possibile di denaro nel terziario avanzato (banche e relativi servizi) impoverendo il secondario. Ripeto la domanda: chi avrebbe oggi intenzione di resuscitare il secondario con delle manovre di lungo respiro e che necessitano di molta coordinazione e risorse?

mincuo
mincuo
9 Febbraio 2012 , 9:25 9:25

Vede, normale. Dissonanza cognitiva. Di cui uno sente il bisogno di liberarsi. E lo fa sempre con un argomento ad personam. Un’offesa, in genere. Ne han bisogno, si salvaguardano il loro impianto. Normale. Steven Pinker purissimo.

RicBo
RicBo
9 Febbraio 2012 , 11:25 11:25

E’ evidente che lei ha molto più tempo di me per informarsi e scrivere, ma non posso fare a meno di notare che nel suo ultimo intervento, nonostante sia come gli altri molto lungo, non ha risposto a nessuna delle mie domande ma si è limitato a esporre la sua attitudine e il suo metodo verso gli studi storici.
E comunque non dia per scontato che io sia da includere tra gli ignoranti alla mercè della propaganda mainstream, fino al punto di spiegarmi come andò realmente la spedizione dei 1000. Anche mio nipote di 7 anni non considera plausibile quella favola.
Ma visto che sono sempre aperto al dialogo la invito a continuarlo privatamente.

Simulacres
Simulacres
9 Febbraio 2012 , 12:01 12:01

I miei più estasiati complimenti! Davvero, e non soltanto per la sua passione per la ricerca della verità storiografica, ma per la bellezza delle sue concezioni, il rigore dell’analisi, e non meno, per la sua sottigliezza filosofica che non gonfia mai la pappagorgia degli imbecilli dei quali, ad alcuni, immagino, avrà fatto spalancare quell'”armadio delle certezze” da dove ora gli schizzano scheletri che si vedono rimbalzare da un capo all’altro della stanza così agitati e numerosi da fargli venire le traveggole.

La saluto con questa citazione: “Sappiate avere torto, il mondo è pieno di gente che ha ragione. È per questo che marcisce” (L-F. Celine)

Simulacres
Simulacres
9 Febbraio 2012 , 12:08 12:08

sorry… vedo che non è postato nella giusta posizione, onde evitare equivoci, è a mincuo che mi rivolgo

pippo74
pippo74
9 Febbraio 2012 , 12:18 12:18

ti straquoto, veramente tanto di cappello a mincuo.

Tonguessy
Tonguessy
9 Febbraio 2012 , 12:22 12:22

Quindi il suo borioso e prolisso intervento (che giova ricordare non tocca nessun punto da me sollevato) che inizia con :
“Al signor Tonguessy…bla bla”
non sarebbe un argumentum ad personam?
Esilarante, ripeto semplicemnte esilarante. Mi saluti Pavlov ed i suoi cani.

mincuo
mincuo
9 Febbraio 2012 , 12:44 12:44

Non è rivolto a lei Garibaldi. Ma ho contribuito a una ricerca,approfittando del 150nario. Con vari gradi di domande: a connessione logica attiva richiesta, o già offerta, o con premessa culturale favorevole e possibilità di espansione, ecc…
Interessava appunto struttura logica, pensiero originale, caratteristiche fuzzy ecc….Quindi ho citato Garibaldi, ma non inteso come rivolto a Lei, quanto a ciò che è stato osservato. Non ho risposto a quelle cose su borghesia,Pinochet, Lenin, nè l’uomo forte, perchè non credo sia nemmno possibile onestamente. Tenga conto che io ho una visuale abbastanza neo-Paretiana, non credo che risponderei come lei si aspetta, soprattutto diventerebbe complicato un terreno critico comune, senza averlo precisato. Inoltre dovrei pecedentemente condividere i fatti storici, su Lenin o Pinochet, e non sono sicuro nemmeno di questo, un’altra complicazione. Come vede non si presta molto a un blog. La ringrazio comunque della sua nota.

mincuo
mincuo
9 Febbraio 2012 , 13:25 13:25

I MEFO erano uno strumento monetario Tonguessy. Promissory notes semestrali inizialmente ed estendibili trimestralmente, o poi direttamente trimestrali. Scontabili contro marchi. La speranza era che non fossero scontate. Funzionò, e non dette luogo ad inflazione, in quanto non andarono all’incasso quasi mai, divenendo moneta, e funzionarono perciò come un circolante parallelo, non scaricando sui consumi. Cosa c’entri colle cedole dei dividendi incassate trimestralmente è un mistero, salvo aver capito che i piani decennali fossero finanziati da titoli decennali, che è l’unica spiegazione possibile. I MEFO erano moneta, di fatto.
Non ce ne è proprio una sola cosa che Lei conosca, Tonguessy, almeno un pochino.

mincuo
mincuo
9 Febbraio 2012 , 14:29 14:29

………..Perchè non ammettere che il nazismo ed il fascismo erano e sono l’espressione della borghesia capitalista (cioè dei padroni, caro mincuo), la forma più violenta di oppressione delle classi subalterne? Cui prodest? Lei non ci vede un pericolo in articoli come quello di Sylos Labini?……………. Io ho risposto su questo. Lei non ha colto. Ho risposto nell’unica forma possibile. Perchè vede Lei ad esempio nell’estratto fa un’affermazione, ma io non la condivido riguardo al NazionalSocialismo (Nazismo è termine inventato dalla propaganda). (N.B. Su Bolscevismo poi direi cose per lei almeno sorprendenti, sono sicuro). Il Nazional Socialismo aveva due componenti: Nazionalista e Socialista. Solo a dire questo però, che detto a uno storico al massimo lo fa sbadigliare, è l’inizio, detto a Lei diventa un insulto. Una provocazione. E io me ne rendo conto, come mi rendo conto di che storia conosce, ci vuole un decimo di secondo a uno specialista per capirlo, e io ho sondato prima. Quindi io avrei la stessa reazione al posto suo, non è una critica a Lei. E nella risposta ho cercato di spiegare come funziona questo meccanismo. Quindi so anche che la discussione (su borghesia, classi subalterne…) virerebbe subito sul tema se io, Mincuo,… Leggi tutto »

Iacopo67
Iacopo67
9 Febbraio 2012 , 14:46 14:46

Non ho detto che la proposta di Lavini sia di per se efficace.
Potrebbe aiutare a risolvere uno dei problemi che abbiamo, ovvero la poca moneta in circolazione; si tratterebbe come di una moneta complementare, emessa dallo Stato, senza indebitarsi con le banche.
Il che non è un male, io credo.
Ma da se non basta, bisognerebbe anche creare una politica che incentivi lo sviluppo e disincentivi le speculazioni finanziarie, altrimenti la nuova moneta in circolazione non produrrà un ammodernamento dell’economia e un aumento dell’occupazione, ma soltanto delle bolle speculative; come per esempio è già successo quando siamo entrati nell’euro, c’era stato un aumento di moneta perchè le banche avevano facilitato i prestiti abbassando i tassi d’interesse, ma quella moneta in più per l’appunto non portò sviluppo e occupazione, ma produsse meramente una bolla sui prezzi degli immobili.

cardisem
cardisem
9 Febbraio 2012 , 17:22 17:22

Mi sembra che non ci capiamo… Tu mi citi singoli episodi sui quali io non potrei neppure risponderti, perché non li conosco. Io ragiono su basi di modellistica. Nel 1945 vi è stata la debellatio di tutta l’Europa che si trova spartita a Yalta. La nostra costituzione fu in realtà scritta a Yalta. Che poi molte persone dei precedenti regimi si sia allocate qua o la… significa poco. È un fatto privato di singole persone. Io dico cosa molto semplice: dal 1945 ad oggi l’Europa non ha più sovranità. Per hanno i teorici politici hanno perfino elaborato la scomparsa del concetto di sovranità… omettendo il piccolo particolare che è scomparsa la nostra di sovranità, non quelle degli stati vincitori… se occorre un dato di fatto, basta vedere dove è andata a finire la nostra finzione di sovranità nel caso della Libia… A me questa sembra chiaro, su un piano di modellistica teorica…. Tu mi parli di Adenauer, di questo o quel caso… Ed io non ti so che dire: credo che parliamo due linguaggi del tutti diversi… Non è che il abbia il gusto della contrapposizione per principio… se posso apprendere qualcosa dal mio interlocutore, ne sono più che lieto….… Leggi tutto »

cardisem
cardisem
9 Febbraio 2012 , 17:38 17:38

L’intervento è lungo. La grafica pesante. Combinate insieme la lettura è pensate. Ma ho tutto e penso di convenire su tutto. Non so se anche io sono stato oggetto dell’interlocuzione. Vorrei solo aggiungere brevemente, come sintesi di tutti i miei interventi, che io ho posto un unico e semplice problema: il passato storico non ci appartiene perché ce lo hanno sottratto. In particolare, nel caso del nazismo o del fascismo, ma anche dell’unificazione d’Italia, e chissà quanti altri casi, ma direi più con il nazismo, è prevalsa la Demonologia al posto della Storia. Sulle conclusioni si può tranquillamente dissentire e confrontarsi dialetticamente, con reciproco beneficio, se si seguono le corrette regole platoniche del dialogo, ma qui… appunto la libertà non esiste… e si finisce facilmente il galera se non si assumono determinati punti di partenza e se non si giunge a conseguenze obbligate. Questo mi sembra tragico, da Orwel, 1984, che guarda caso ha pure: 4 aprile. Caspita, sono nato proprio quel giorno! Ritengo che per prima cosa ci si debba ribellare contro le gabbie entro cui si vuol costringere anche il nostro pensiero… Beh, non così breve come promesso e come volevo. Chiedo venia.

Jor-el
Jor-el
22 Ottobre 2013 , 1:32 1:32

Forse è proprio pensando ai MEFO che i padri dell’Euro hanno scritto le regole che rendono impossibile sforare i tetti di spesa.