LA FUNZIONE DELLA SCUOLA

LA FUNZIONE DELLA SCUOLA

DI SOLANGE MANFREDI

paolofranceschetti.blogspot.com

Con l’inizio dell’anno scolastico l’istruzione in Italia è stata argomento di numerosi articoli.

Si è parlato del problema dei precari, della riforma, ma poco della reale funzione della scuola.

Iniziamo subito con il dire che si deve uscire dall’illusione che la scuola operi per il bene e la crescita della persona. Niente di più falso. L’istruzione ha sempre mirato a seguire gli interessi della classe dominante imponendo un sistema educativo che rendesse agevole mantenere l’ordine sociale. Che cosa significhi questo è sotto gli occhi di tutti. La scuola, come l’Università, svolge tre compiti fondamentali:

1. Insegna lo stretto necessario perché la popolazione possa essere produttiva nei termini e nei modi voluti dal potere;


2. Impone sistemi d’istruzione che sono volti a uniformare e conformare la popolazione evitando accuratamente di insegnare le materie che sviluppino la capacità di ragionamento (dialettica, retorica, logica, ecc..), ovvero quelle materie che sviluppano il pensiero critico, autonomo;

3. instilla nei giovani quei preconcetti, pregiudizi e stereotipi su cui poi conformeranno tutte le loro esperienze.

La funzione della scuola italiana è, dunque, quella di atrofizzare le menti, non certo quella di istruire e formare, e sono i dati a confermarlo. Il 25% degli italiani che finiscono la terza media non sa leggere e scrivere. Il 66% della popolazione italiana ha una formazione insufficiente per partecipare allo sviluppo della società, ovvero 36 milioni d’italiani che sono da considerarsi analfabeti totali, semi-analfabeti o analfabeti di ritorno.

Non diverso è il discorso per quanto concerne l’Università. Anche questa è costruita in modo tale da formare una classe dirigente assolutamente incapace di sviluppare un pensiero critico e mettere in discussione l'ordine sociopolitico.

Dopo che la scuola, per anni, ha operato come sopra descritto per la classe dominante è facile influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamento della popolazione perché la nostra mente atrofizzata è attratta da tutto ciò che non richiede lo sforzo di pensare e il “non-pensiero” ci impone di aggrapparci a regole di condotta già prescritte.

Ecco quindi che, per proteggerci dalla realtà, dallo stimolo a pensare che proviene da ogni evento della nostra vita, quotidianamente ci vengono servite frasi generiche, semplici, banali, slogan che fanno presa su quei pregiudizi e stereotipi che ci hanno inculcato sin dall’infanzia. Codici standardizzati di espressione che ripetiamo meccanicamente i giorni seguenti nelle nostre conversazioni, frasi generiche che diventano verità assolute, che non hanno bisogno di alcuna argomentazione, di nessun approfondimento.

E così andiamo avanti, in questa totale assenza di pensiero, per schemi precostituiti che non siamo in grado di aggirare perché, su questi, abbiamo fondato il nostro mondo, la nostra persona, e su cui abbiamo bisogno di conformare tutte le nostre esperienze.



Questo crea in noi un meccanismo mentale perverso che ci impone di inserire immediatamente in quegli schemi qualsiasi cosa nuova (che sia un’informazione, uno scritto, una persona). E non ha alcuna importanza se dobbiamo modificare e stravolgere la realtà per inserire il “nuovo” in uno schema, l’importante è riuscire a inserirlo, perché questo ci permette di non fare lo sforzo di pensare, di non veder crollare il nostro mondo. Attuiamo questo meccanismo mentale quotidianamente, senza neanche accorgercene.

Facciamo un esempio. Sono fascista o comunista? Cattolica o atea? Nazionalista o europeista? Per alcuni lettori pare che la cosa più importante, per leggere e capire i miei articoli, sia riuscire a “inquadrarmi”. Qualche settimana fa ho ricevuto l’ennesima mail, dell’ennesimo anonimo che mi chiedeva per l’ennesima volta se, poiché i miei articoli erano comparsi su effedieffe, da lui definito, sito "cult" dell'ultradestra-cattolica-antagonistafilogovernativa EFFEDIEFFE”, vi fosse da parte mia una “cameratesca comunanza di "ideali" con i sopracitati”.

Normalmente non rispondo a tali mail, per il semplice motivo che, per esperienza, so che l’interlocutore (uno dei molti “eroi da tastiera” che anche in mail private preferiscono mantenere l’anonimato) non vuole veramente una risposta, ha già deciso. In questo caso, però, avendo già in animo di scrivere sull’argomento, ho risposto certa che “l’eroe da tastiera” avrebbe interpretato liberamente la mia risposta permettendomi di portarla ad esempio in quest’ articolo.

“Non sono di destra, né di sinistra, né tanto meno di centro. Il mio interesse per la politica, data la mia età, sarebbe potuto nascere nel periodo di tangentopoli, ma in quegli anni la politica non aveva più alcun ideale da trasmettere. Oggi siamo in presenza di una politica della paura, si vota per partiti che promettono sicurezza, non ideali”.

L’anonimo, ovviamente, non ha deluso le mie aspettative e la sua risposta è stata:

"Non ho idea della sua età, ma non aver ancora scoperto (o forse non voler ammettere)la propria appartenenza politica (che centrano i partiti ??) è molto singolare,

comunque per sciogliere i suoi enigmi esistenziali (e quelli dei lettori):

dimmi chi frequenti e.....

Grazie per aver dissipato totalmente i miei dubbi"


Dunque, per l’anonimo lettore, io sono sicuramente di estrema destra, se non addirittura fascista, ma non l’ho ancora scoperto! Ovviamente non argomenta in alcun modo la sua opinione e si affida a un proverbio.

Ecco il vero compito della scuola, quello di atrofizzare le menti, quello di creare una popolazione che procede per schemi basati su pregiudizi e stereotipi ancorati a frasi semplici e banali (dimmi chi frequenti…), una popolazione priva della capacità di pensare, ma convinta di aver capito tutto.

Solange Manfredi

Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com

Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/09/la-funzione-della-scuola.html

22.09.2010

Commenti (30)

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    1. martiusmarcus 23 settembre 2010

      Il punto di vista di chi ha scritto il post rischia di essere unilaterale quanto la doxa celebrativa (della scuola, dell'istruzione, della scienza...) dentro la quale siamo perennemente immersi come in un tiepido brodo di coltura. Se lo prendiamo come una doccia ghiacciata per svegliarci, può andare, altrimenti... La società umana è essenzialmente una "potatura" di quel cespuglio anarchico che è l'animale "uomo" al suo nascere: la scuola è solo una delle tante cesoie che ci squadrano per farci un posticino in quell'enorme giardino all'italiana che è la struttura del nostro vivere con l'Altro. Rimane il fatto che il primo giorno di scuola è ancora vivido nella mia mente: VIOLENZA ALIENA allo stato puro! Da lì in poi l'ho sempre saputo per averlo appreso sulla mia carne.

    1. TitusI 23 settembre 2010

      Ottimo commento, mi hai anche dato due spunti per un approfondimento (Ellul e Parkinson) ma la frase: "Eppure all'interno dello Yin c'è sempre un po' di Yang, così come all'interno dello Yang c'è un atomo di Yin." te la potevi risparmiare :P

      saluti

    1. Altrove 23 settembre 2010

      Prima si cambia, poi si guarda che succede. Ciò che fai notare è lampante per una mente proiettiva, sviluppata. E' la natura della mente: negare, dubitare. Si critica un non pensiero con un eccesso di pensiero. E' onesto porsi certe problematiche, ma capire che non si può prevedere il futuro andrebbe accettato profondamente. Si può creare delle teorie o delle simulazioni, ma esse non hanno niente a che fare con la realtà, specie per la reazione ad un'azione. Di questo abbiamo evidenze quotidianamente, eppure continiuamo a passare da un pregiudizio all'altro, chiamando questo processo "Apprendimento". Per quanto riguarda i peggiori istinti umani, personalmente penso che ogni cosa che funziona annichilisce ciò che non funziona. Ma per questo è necessario passare attraverso l'esperienza, cosa che sempre più spesso evitiamo di fare. Sull'istruzione istituzionale penso meglio niente che questo. In una situazione ideale bisognerebbe creare individui capaci di sviluppare al meglio le proprie capacità e la propria felicità.
      Tutto il resto si può imparare dopo e con molta più facilità.

    1. lucamartinelli 23 settembre 2010

      brava Solange. Ottimo articolo. Ho appena finito di apprezzare la sua videoconferenza sulle tecniche di propaganda: assolutamente da vedere e divulgare. Per chi fosse interessato, scorrere gli articoli su Stampa Libera fino a trovarlo. saluti

    1. Tetris1917 23 settembre 2010

      Se vogliamo materialisticamente, la scuola (occidentale) e' prettamente una sovrastruttura del sistema. E' stata storicamente il primo e' piu' importante grado, di inculcamento dell'ideologia della classe dominante: basti vedere come tratta (ancora oggi) la storia o le materie economiche, e chi pone come modello. Ma anche dopo la rivoluzione russa, Lenin diede un'importanza fondamentale alla scuola, tanto e' vero che impiego' le migliori risorse per riprendere le popolazioni rurali dall'ignoranza, mandando professori bolscevichi (scuola rivoluzionaria). Ecco, anche nella rivoluzione, la scuola ricopre un'importanza fondamentale. Allora, cosa non va in questa scuola d'occidente. Io direi che il problema fondamentale e' e rimane il suo obiettivo base: formare merce forza lavoro (un po' istruita e in grado di realizzare le funzioni base) sempre piu' a basso costo. E in questo sono complici i tanto bistrattati maestri-professori, quanto i genitori, oltre che i manovratori storici. Io faccio solo un esempio, per summa: il laureato in ingegneria elettronica. Egli studia, in Italia almeno, 5 di elementari + 3 di medie + 5 di superiori + 5/6....anni di universita': in tutto circa 20 anni! Per fare cosa? Nella migliore delle ipotesi (attuali) prendere 1600/1800 euro al mese e forse pure precario, applicando il 3-4% di quello che ha incamerato studiando. E quanto piu' passera' il tempo, il restante 95% verra' dimenticato e seppellito per sempre. Ecco, la scuola questa, non libera niente di nuovo, di originale, di innovativo. Ma solo pezzi umani incastrati nelle factory contemporanee.

    1. robertoz 23 settembre 2010

      Ho la moglie insegnante elementere, e da quello che vedo e sento, direi che al giorno d'oggi i programmi d'insegnamento sono molto più complessi e articolati rispetto a 40 anni fa.
      Che li rende stupidi, i bambini, sono i genitori presuntuosi che pensano di sapere una pagina più del libro, abbinati alla tv, vera maestra unica dei ragazzi. Se delle donne anziane si prestano a partecipare al programma le velone, capite bene che siamo messi proprio male, ancor più se si pensa che c'è chi guarda queste pagliacciate.

    1. AlbertoConti 23 settembre 2010

      Bene, partiamo dall'osservazione che tutte le istituzioni hanno stravolto, spesso ribaltato, il loro compito originario, e la scuola è una di queste, di primaria importanza nel "gioco di squadra" istituzionale. E allora che fare? Abolire le istituzioni, riformarle, cercare di cambiarle dal "basso" o dall'"alto"? Visto che i complotti esistono e sono cose d'elite, quasi sempre verticistiche in una struttura complessa ma quasi sempre piramidale, viene spontaneo rispondere almeno ad una delle precednti domande: molto meglio partire dal "basso", dalla base della piramide. Ma non è che così facendo si affida il cambiamento al peggio degli istinti umani, esasperati proprio dalle carenze che si vorrebbero superare? OK, dal lato opposto è molto peggio, interessi e paranoie la fanno da padrone, ma è pur vero che così va il mondo, da millenni. E qualche "genio" ed "eroe" tra tanti delinquenti c'è pur stato. Quando? Quando la "base" ha saputo esprimerli e ha dato loro l'opportunità di esprimersi. Questo è un tipico anello, di sempre.

    1. Truman 23 settembre 2010

      Chi ha studiato il materialismo dialettico sa che niente è mai del tutto vero o falso, bianco o nero, buono o cattivo. Ogni volta che si pensa di aver catalogato in modo definitivo un concetto, un nuovo ciclo di tesi - antitesi - sintesi porta a nuove conclusioni. E la contraddizione è sempre intrecciata con il potere, per cui sulle contraddizioni su può far leva per rivoltare il potere.


      Chi conosce le filosofie orientali è abituato a pensare in termini di Yin e Yang, due principi vitali che sempre si intersecano, due concetti primordiali che si toccano in continuazione, ma sono separati. Eppure all'interno dello Yin c'è sempre un po' di Yang, così come all'interno dello Yang c'è un atomo di Yin.


      Ecco, ci sono persone che fanno discorsi sensati, ma non riescono a vedere Yin e Yang, per cui estremizzano la visione della scuola e vedono nemici negli insegnanti. Le cose sono quasi sempre sempre più complesse di come vorremmo. E' possibile addirittura che la scuola, nata per scopi di controllo sociale, abbia oggi effetti opposti.

      Ma bisogna saper vedere i paradossi. Per esempio il fatto strano che quasi tutte le istituzioni umane con il tempo tendono a perdere gli obiettivi iniziali. Jacques Ellul spiegava bene il degrado delle istituzioni, ma Parkinson lo racconta in modo più divertente (Cyril Northcote Parkinson, La legge di Parkinson).


      Il mio punto di vista in breve: oggi i mass media sono molto più efficaci della scuola nel controllo sociale e per questo motivo il potere sottrae fondi alla scuola, mentre spinge il sistema mediatico commerciale. Non si può abolire la scuola senza spiegare che i suoi scopi fondativi sono diversi da quelli dichiarati, ma non si può nemmeno spiegare che oggi la scuola pubblica è in sostanza opposta al potere, non a favore.

      Il rischio di chi oggi attacca la scuola, in particolare quella pubblica, è di diventare un utile idiota al servizio del potere.

    1. mazingazeta 23 settembre 2010

      Il grado di eccellenza o mediocrità delle istituzioni scolastiche, dalle prime scuole fino alle università, non dovrebbe essere imputato non soltanto agli scolari ma in special ragione agli insegnanti o istruttori ? se le direttive ministeriali sono di tale qualità, esse sono un limite a cui i professori, i più predisposti a questa passione-professione, si devono sentire spinti a incentivare gli studenti tutti a "superarle".

    1. Tao 22 settembre 2010

      La scuola ha anche una altra funzione nascosta,crea cervelli che aiutano il sistema a vivere,non sono le loro discendenze che continuano il progetto ma coloro che nelle scuole eccellono.

      venezia63jr

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