La distruzione creativa colpisce ancora: 500 cinema chiusi

La gestione economicida della pandemia ha creato la crisi nera degli esercenti cinematrografici

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Una vera e propria tragedia quella che stanno vivendo i proprietari di sale cinematografiche e teatrali e il mondo dello spettacolo in generale. Così ha riferito all’ANSA il presidente dell’Anec Mario Lorini:

“Mancano all’appello dai dati Cinetel che monitorano il mercato italiano ben 500 schermi su i circa 3600 che abbiamo, riferiti a 1300 strutture. Andiamo verso un drammatico -20% e se non si prendono provvedimenti presto l’esercizio è a rischio e pure il settore. Sono urgenti iniziative strutturali di sostegno, prima fra tutte la definizione ‘dinamica’ della finestra tra la distribuzione in sala e sulle piattaforme, 90 giorni potrebbe essere un primo fondamentale passo e poi c’è bisogno di una road map certa e condivisa sui passi da fare per cambiare rotta”

L’agenzia stampa nazionale prosegue con una sviolinata sull’importanza della sala cinematografica, che va salvaguardata e aiutata politicamente: sì, ma come? Il solito pacchetto di aiuti, e il solito scaricabarile di responsabilità sul pubblico reso troppo poltrone dal lock-down e dall’offerta delle piattaforme. Quello che l’ANSA non dice è che i colossi multinazionali che gestiscono le piattaforme di streaming non pagano le tasse, mentre gli esercenti dei cinema subiscono la esosa e vessatoria tassazione italiana. Non dice che i cinema hanno dovuto chiudere i battenti per mesi e mesi, mentre i lavoratori delle grandi catene affollavano autobus e metropolitane. Non dice che il crollo del 70% degli spettatori nel 2021 non è avvenuto per caso, ma voluto deliberatamente dal governo, e che la “road map certa” chiesta da Lorini esiste già, e prevede il fallimento di tutte le pmi italiane, in favore degli interessi stranieri. Non dice, infine, come Amazon Prime, Netflix e compagnia cantando abbiano approfittato della pandemia per escludere completamente le sale dal ciclo di produzione filmico. Il laboratorio italiano, che tante soddisfazioni sta dando ai padroni del discorso, quelli che hanno spinto per l’adozione di misure economicide e totalmente inutili sul piano sanitario, sarà il fiore all’occhiello della distruzione creativa predicata da Leo Strauss e perpetrata da Herr Mario già in Grecia, coi risultati ben visibili che possiamo ammirare. Di fronte al sudore di migliaia di operatori cinematografici italiani che vedranno sgretolarsi sotto i piedi tutto ciò che hanno costruito, le chiacchiere di giornaletti e politicanti sulla ripartenza del settore suonano come insulti.

MDM 20/02/2022

Fonte https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2022/02/18/cinema-allarme-sopravvivenza-sale-chiudono-500-schermi_e4aed5db-ae17-46c3-a6ff-2a01554332f4.html

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