LA CULTURA DELLA VISIBILITA’ VI UCCIDERA’. E ANCHE FACEBOOK

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Accetto che questo popolo sia condannato a essere, anche nella sua parte ‘illuminata’, una massa di fans ferocemente contrari a divenire persone e ostinatamente determinati a rimare seguaci fino alla morte e nonostante la morte, ma almeno lasciatemi fuori da questo schifo. Non avete capito niente, e mi va bene. Ma che io debba contorcermi ogni volta che leggo “fans di Paolo Barnard”, o “il Barnard pensiero”, o “Barnard sei grande, continua così!”, è ingiusto, non me lo merito. Io disconosco chiunque si allinei a quelle espressioni. Avete letto bene, gentili amici e amiche che mi scrivete e che vi iscrivete ai fan club di Barnard su Facebook, o che vi azzuffate su Comedonchisciotte attorno alla figura del Barnard sì o Barnard no esaltandomi o denigrandomi: io detesto ciò, perché voi mettete me al centro e non è questo che deve accadere. Non è mai questo che deve accadere. Non è per questo che ho lavorato e pagato tanto, non mi è tollerabile che anche quello 0,2% di presa che ho sui cittadini vada catastroficamente nella direzione sbagliata perché voi decretate così.


Guardate, non c’è tanto da aggiungere, ma se non si vuole capire che la Cultura della Visibilità massmediatica (leggi: essere Vip e se non lo sei non esisti) è ciò che vi fa mettere me al centro e voi ai margini, che è un male che vi/ci ha tutti infettati anche nell'alternativa, anche lì!; se non vi rendete conto neppure dopo ciò che ho detto e scritto che essa è lo strumento che il Potere ha calato sul Pianeta per fermarne la Storia; se ancora non comprendete che voi, sì proprio voi 'diversi', ne siete zuppi al punto grottesco che anche uno come me si ritrova coi fan club su Facebook e le mail di adorazione, allora di che stiamo parlando? Se tutto il mio lavoro deve ridursi alla constatazione che anche io sono un Valentino Rossi in miniatura, oddio, che orrore.

Vi mentite, e non ve ne vergognate. Ho visto con ribrezzo crescere in Italia il mondo dei patetici ‘grillini’, gente che si mentiva fino al ridicolo nel definirsi cittadini critici, quando nella realtà senza quel nomignolo da cartone animato e senza il Vip Beppe non solo non sarebbero mai esistiti, ma mai avrebbero neppure pensato collettivamente: cervelli inerti in attesa della Casaleggio Associati per concepire un passo (liste civiche? V-days? Parlamento Pulito?). Prima di loro, al grido di “non perdiamoci di vista”, c’erano stati quelli del Vip Nanni Moretti. Non parlo neppure dei di pietrini, travaglini, cioè le camice brune risciacquate di fresco dal massone De Benedetti ma del tutto decerebrate dal vippismo dei loro idoli. Poi i Riccaboys, i falseflag people di Mazzucco, la signoraggiocrowd di Zeitgeist, e persino i Zanotellipeaceniks. Tutti bugiardi che spergiurano di essere persone pensanti, e non è vero. Mai sono esistiti prima e mai sarebbero esistiti senza (quei Vip). Né esisteranno dopo; su questo la Storia dei passati Movimenti porta prove incontestabili.



Ora su Facebook ci sono anche i Barnardpensiero fans, ma qui veramente si tocca il fondo dell’assurdo. Perché se c’è uno che ha dato tutto per non arrivare a quell’obbrobrio sono io. Se c’è uno che le ha provate tutte per dirvi IO SONO UNA FONTE, VOI SIETE IL CENTRO, bè quello sono io. Vi ho chiesto: AVETE MAI VISTO UN FAN CLUB DELLE GARZANTINE? Io sono una Garzantina, Travaglio è una Garzantina, Moni Ovadia, Fo, Serra, Fini, sono Garzantine. Chi vi dà informazioni non può mai essere un simulacro, i simulacri siete voi, va cambiata tutta questa cultura idiota dove un volto diviene implacabilmente la venerata Madonna (delle regole: Gherardo Colombo - dell’anti Silvio: Travaglio - dell’antimafia: Saviano - del giornalismo: Santoro - dell’anti-antitutto: Barnard…) e dove voi siete sempre ai margini adoranti, trepidanti, scriventi, aderenti, iscritti, fans, ispirati, guidati, svegliati… Lo accetto, non c’è verso di farvi prendere posizione al centro, avete nel sangue il DNA di chi segue, di chi scrive “mi scusi se la disturbo… non mi attendo una risposta”, è il destino che volete per voi. Ok. Ma allora facciamo un patto: voi togliete dalla rete ogni traccia di Barnard fan club e Facebook gruppi col mio nome, con la mia foto (toglietela!), piantatela di scrivermi cose trepidanti di ammirazione, ed emigrate da altri Valentino Rossi dell’alternativa, ne avete decine, prego accomodatevi. Lasciatemi fuori, vi scongiuro, e vi disconosco uno a uno se non lo fate.



Facebook è una trappola dove milioni di persone hanno consegnato alle multinazionali del futuro, quelle Web, i propri dati personali/gusti/idee/intenzioni, e dove si perpetua il disegno della Commissione Trilaterale del 1975 di rincretinire milioni di cittadini affinché divenissero marginali. L’attivismo di tastiera in cui milioni di persone sono cadute trova il suo apogeo nell’illusione che “grazie ai social network le informazioni si diramano”. NON E’ VERO!! E’ vero il contrario, cioè che per colpa di questo maledetto aspetto della Rete siamo sempre più inutili e incapaci di uscire di casa e agire. Per colpa della Cultura della Visibilità alternativa, del tutto identica a quella di Clooney, Pitt, Briatore e Corona, con al loro posto Grillo, Gabanelli, Travaglio, M. Fini e soci, milioni di noi sono inerti seguaci e mai cittadini protagonisti e centrali. E’ vero, verissimo, che il mio volto con sotto fans e iscritti ricrea l’odiosa Cultura della Visibilità anche di Barnard, e dunque perpetua tutto ciò che detesto e contro cui lotto, e che alla fine distrugge proprio quelle mie idee. Le distrugge, NON le dirama, lo capite? Il danno a lungo termine del sistema della Visibilità supera immensamente il vantaggio a breve di una divulgazione a chi altrimenti non mi avrebbe conosciuto.



E sia chiaro per tutti: sono le idee fornite da gente come me che devono essere discusse SENZA IL NOSTRO VOLTO, discusse da voi cittadini protagonisti e solo perché siate voi a produrre l'idea finale per agire, la VOSTRA idea. Questa sì che deve avere un volto di un Vip, il vostro.



Se non volete per nessuna ragione al modo capire che IL CENTRO DELL’IMPORTANZA SIETE VOI, e che i cosiddetti ‘Personaggi Pubblici’ che costellano la vostra vita e Facebook sono SEMPRE i vostri nemici perché vi usurpano il posto che vi toccherebbe al centro, allora andate al macero. Ma non mi ci portate con voi, ok? Quindi: chiunque mi scrive ammirandomi e chiunque si lista come mio fan mi fa danno. Fatemi sparire da Facebook e trattatemi come una Garzantina. O se no sparite voi dalla mia vita.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=167

4.01.2010

Commenti (137)

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    1. Shunyam 5 gennaio 2010

      Ma tu prendi in considerazione la possibilità che forse, inconsciamente, anche in questo tuo ultimo scritto, tu stia facendo di tutto, per ottenere quello che sta succedendo?
      Buttare tutta la responsabilità sugli altri è un'altra vecchia trappola, nella quale cadiamo spesso; ed è molto simile a quella in cui cadiamo, quando diventiamo “fan” di qualcuno, sulle spalle del quale buttiamo il compito di pensare e/o agire, anche per nostro conto.
      Cambiare il comportamento degli altri è difficile, spesso impossibile e probabilmente non è la cosa migliore da fare.
      Anche cambiare il nostro comportamento è difficile, soprattutto se non dubitiamo, spesso e volentieri, di noi stessi e di quello che crediamo, ma probabilmente è la cosa migliore che possiamo fare.
      Silvio Dell'Accio
      www.nautica.it/freelife
      http://digilander.libero.it/silviodellaccio
      http://www.facebook.com/inbox/?tid=1297241552299#/silvio.dellaccio?ref=profile

    1. backtime 4 gennaio 2010

      Questa volta non mi trovo daccordo col Barnard pensiero.



      Caro Paolo,
      premettendo che non sono un iscritto a facebook e di conseguenza a uno dei gruppi di cui ti risenti, vorrei farti notare, che non puoi pretendere di illuminare le genti e poi vietargli di seguire la tua luce, allo stesso modo di come non è giusto che tu richiami la gente per esserti vicina, essendo stato epurato dalla RAI ingiustamente e giustamente chiedi sostegno. Noterai che c'è una ovvia incongruenza nel Barnard pensiero.



      Io stesso, senza quel richiamo non ti avrei mai conosciuto, so che non sei un mediocre e per ciò ti seguo, ma sono pronto anche ad abbandonarti se devo poi essere rimbrottato perché lo faccio.



      Tutto ciò che fa luce ha il suo seguito, anche il solo lampione acceso ha le sue falene e moscerini disposti a girargli attorno fino a che la mattina non si spenge, pensa al sole, quanti coglioni ha visto prostrarsi solo perché da a loro luce e li riscalda, in più, se consideri la natura umana nasce per un quarto per dominare e tre quarti per essere dominata, se ogni burattino non trova poi il suo puparo è un burattino morto.



      Dopo questa tua ultima esternazione, sappi che non è la gente a dover scegliere, ma sei tu che devi decidere una volta per tutte, se essere puparo o burattino. Ti prego di considerare anche il fatto, che se dai del puparo nessuno se ne risente, mentre se dai del burattino a un burattino professionista, questi se ne risente. Che, che se ne dica, l'intelligenza non è un dono per tutti.

    1. vic 4 gennaio 2010

      Oggi siamo in una scuola molto elitaria. Qui si insegna l'arte della bilocazione. Vediamo un po' come funziona.

      Maestro Bi:
      Bene, siamo all'esame di fine corso. Oggi ognuno esibira' le sue capacita' bilocative. Per questo siamo riuniti nella sala centrale. Ognuno di voi pur restando qui, dovra' entrare col sujo doppio in una sala larterale a sua scelta. Li' ci sara' un bottiglia di gazzosa ed un bicchiere. Ne berra' un po'. Come prova il suo originale rimasto qui fara' un piccolo rutto.

      Padre Bio: Io bevo solo acqua santa, maestro!
      Maestro Bi: Va bene. Il tuo doppio fara' la pipi' in questo pappagallo consacrato.
      Tutti i Bi: (si guardano, padre Bio invece prega)
      Maestro Bi:
      Attenti che c'e' una porta laterale a senso unico, si puo' solo entrare da quella porta, nessuno ne e' mai uscito. Il mio consiglio e': evitatela! La riconoscete dallla scritta "FaceB". Potete procedere con la bilocazione, tornate col vostro doppio fra un quarto d'ora per la discussione e la nota di fine corso

      Tutti si sdoppiano, ogni doppio lascia l'aula da una porta diversa. Dopo qualche minuto gli originali rimasti seduti nell'aula centrale cominciano ad emettere i loro rutti. Padre Bio fa' la sua pipi' in odore di santita'.
      Poi alla chetichella i doppi rientrano e si reintegrano con il proprio originale. Salvo uno!

      Maestro Bi: Bene, vedo che ce l'avete fatta tutti a sdoppiarvi ed a bere. Pero' c'e' uno molto testardo fra voi.
      Porta FaceB: Aprite aprite fatemi uscire da qui, perdio!
      Maestro Bi: Barnard Bi, sei il solito testardo, non ci dovevi entrare, ti avevo avvisato!
      Porta FaceB: Sono incazzatissimo, voglio uscire da qui!
      Maestro B: Consolati, hai passato l'esame di bilocazione. Pero' paghi per la tua testardaggine.
      Porta FaceB: (boum boum).
      Maestro Bi:
      Risparmia le forze Barnard Bi, e' una porta blindata, nessuno e' mai riuscito ad uscirne. E' progettata cosi'. Non preoccuparti, il tuo originale continuera' la sua vita normale.
      Padre Bio: Ave Maria gratia plena, .., benedictus fructus ventris tuis Jesus.
      Tutti i Bi salvo B: Ave Maria, ecc. ecc.

      Ave a voi tutti che siete fuori dai gangheri e dentro facebook

    1. cris79 4 gennaio 2010

      non sono sempre daccordo su quello che dice. Su questa provocazione dei suoi fan su facebook, invece a colto il segno o almeno ci vedo il mio modo di pensare.
      ...se le persone si accorgessero che nella loro vita non hanno quasi mai scelto niente, ma l'hà fatto un altro per loro,cadrebbe tutto come un castello di sabbia questo mondo....caro Barnard,purtroppo la maggior parte delle persone preferisce delegare la verità o le scelte ad altri...chi invece lo capisce e si sente libero da questo sistema veramente,manderà aff@@@@@ questa gente e imparerà il significato del vivere al massimo e al meglio la propia vita e non un semplice lobotizzato marchiato come un bestiame....riprendetevi la vostra vita gente!..meditate.

    1. Nellibus1985 4 gennaio 2010

      Il succo del discorso è chiaro, ma la forma con cui Paolo Barnard lo esprime è difficilmente accettabile. Su facebook, se si diventa membri di un gruppo o "fan" (termine che odio) di un individuo si ha magari la possibilità di leggere ciò che l'individuo in questione scrive, ed è questo il motivo che spinge le persone dotate di cervello ad "iscriversi", niente di più. Se uno poi, schiavo della televisione, vuole attribuire alla cosa significati trascendentali, cosa dire, affari suoi. Io mediante "l'amicizia" con Carlo Gambescia ho avuto la possibilità di leggere i suoi articoli e discuterne il contenuto, cosa che mi stimola molto. Mai, però, mi sono sentito guidato dal "gambesciapensiero" (senza la minima offesa, Gambescia è una delle migliori firme in circolazione). Lo scopo per molti è questo e tu, caro Barnard, nella tua solita, estremista mania di vedere tutto bianco o nero, hai fatto un bel mucchio ficcando tutti dentro, me compreso, che ti ho sempre letto con piacere e stimato per quello che scrivi (non lo fanno tutti), ma mai ti ho considerato più di una fonte. Questo non mi sembra affatto corretto. Saluti.

    1. BarnardP 4 gennaio 2010

      "...sii una persona al servizio di chi ti legge e degli ideali che hai" sentenzia Cornelia.

      Lavoro per i lettori dal 2004 senza stipendio per iscritto e in video pagando tutto di tasca mia, studio giorno e notte, mi espongo a denunce e querele nel nome della giustizia, faccio le 7 del mattino per rispondere a ogni singolo cittadino che mi scrive, ho perduto per i miei ideali il reddito e la carriera, ho rifiutato ogni singola proposta di sovvenzione dei lettori per rimanere inattaccabile, mi sono autosospeso da RAI Educational per la mia lotta per tutti i freelance (Censura Legale), vivo di lavoretti e della metà della pensione di mia madre, non ho rendite. Ora, fatto tutto questo, spiegami cosa devo fare per essere "al servizio di chi mi legge e degli ideali che ho".

    1. mikaela 4 gennaio 2010

      Tutto il mondo e' paese ,la cultura della visibilita' e' stata inventata dal nemico che marcia alla nostra testa in nome di una democrazia che sta sparendo.

    1. karmelo 4 gennaio 2010

      caro paolo, quello che dici è giusto ma da che mondo è mondo in un esercito ci sono tanti soldati, un certo numero di graduati e uno (o al massimo qualche) generale.




      un esercito di generali non credo che avrebbe mai qualche possibilità di vittoria, almeno così è stato da sempre.




      così è in guerra, così è in politica, così è, più o meno, in tutti i campi (anche nel semplice gioco del calcio ci sono tanti giocatori ma solo un allenatore)




      sei liberissimo di non voler essere tu il generale (o il mister, il leader... o qualunque altro termine preferisci usare), ma credo sia inevitabile che qualcuno si metta, o che riceva, quei gradi



    1. BarnardP 4 gennaio 2010

      Per far comprendere a chi legge quale dovrebbe essere l’atteggiamento esteriore e interiore di una cittadinanza sana nei confronti di chi li informa, chiuque egli/ella sia, vi chiedo di immaginare come il Consiglio di Amministrazione di un gigante industriale – per es. la Microsoft Corporation – si relaziona con un loro consulente. Lo convoca, gli dice senza troppe storie “Prego si faccia avanti, ci dica”, lo ascolta e poi “Bene, grazie, si accomodi”. Punto. Il consulente saluta e si mette da parte piccolo e secondario, per lasciare ai manager l’importante compito esecutivo. Ora, un pubblico di cittadini sani deve sentirsi esattamente come il management, cioè al centro del potere e delle decisioni, e deve ridurre gli odierni 'giornalisti/divi/esperti' al ruolo del consulente. Sgonfiate noi e ingrandite voi.

      Oggi purtroppo accade l’esatto contrario: il 'giornalista/divo/esperto' troneggia, sentenzia, lancia diktat, e il pubblico piccolo piccolo lo adora, lo ammira, e, peggio, si raggruppa in fans club e ‘parrocchie’ dal seguito quasi sempre acritico. Ed è tristemente emblematico che l’immaginario colloquio che ho sopra descritto sia nella realtà di oggi esattamente il modo in cui, al termine della serata-dibattito con l’esperto/divo, viene invece accolto il pubblico quando chiede timidamente la parola: i 'personaggi' gli dicono “Prego si faccia avanti, chieda”, e poi “Bene, grazie, si accomodi”, cioè torni piccolo piccolo, marginale. I 'personaggi' troneggiano, firmano autografi, sono al centro. Voi ai margini. Assurdo, deleterio.

      In questo modo la gente è solo sospinta a rimanere secondaria, cioè si annulla e non crescerà mai. La gente deve ripensarsi Consiglio di Amministrazione, e mettersi sempre al centro. Barnard

    1. tersite 4 gennaio 2010

      Quì, Barnard, ha ragione Cornelia: hai più probabilità di riportare la pace nell'intero medioriente che pretendere dalle donne italiane una reale emancipazione sessuale

    1. myone 4 gennaio 2010



      Non c'e' piu' un Gandi.

      Un Gandi con altri gandi che la sanno lunga sul sistema, che riscritto,

      fara' un sistema nuovo.

      Chiunque politico o no, aderisce a un sistema, ad una amministrazione,

      solo che l' amministrazione non aderisce alla Costituzione.

      Chiunque puo' con un po' apprendimento della prassi, amministrare.

      Solo che, l' intento e il fine, usando la prassi dellì amministrazione, si puo' pilotare e legiferare altrove.

      E si vede. Cosa fa e a cosa ci porta.

      Fatta la legge fatto l' inganno. Fatto l' inganno, diventa legge, prima e poi.

      Qui e nel mondo, siamo come gli struzzi, ci si nasconde in tutto decantato,

      poi si va' a parare dove le cose hanno la sua vera faccia, destabilizzante, irruenta, falsa,
      ipocrita, distruttiva.

      E non e' che migliora, anzi, si perfeziona, e ha gia' preso la strada della discesa, e quelle a picco.

      Un solo pensiero, escludendo il tutto che si sa':

      ma voi, anche se non ci fossero problemi mondiali, di pavoro, di soldi, ecc ecc,

      farete la firma per vivere in un mondo cosi?

      Se c'e' voluto, facciamo 40 anni, per arrivare a questo, quanti ce ne vorranno per uscirne?

      Almeno gli stessi, ma fatti tutti al contrario, come sforzi e come volonta'.

      Ma se mettete la coscenza, l' apprendimento, la comunicazione, in altro,

      solo le catastrofi porteranno la gente con i iedi per terra, ma in altre situazioni.

      E se vivessimo in situazioni di non disastri, solo a come viviamo, e' un disastro garantito,

      non solo materiale, ma sopratutto come evoluzione e stare dell' essee umano.

      Io direi; un essere umano che si crede intelligente, ma si perde nella propria imbecillita',

      solo perche' puo', solo perche', pensa che la sua imbecillita', potendola, sia un libertinaggio del tutto, sia da subirla ironicamente, sia da istituzionalizzarla come idiozia.

      Se pensiamo a quante milioni di clausole ci sono che governano pensiero ragione politica gisutizia,

      cultura, sapere, ecc ecc, e arriviamo a fare la spesa, ad avere un auto,
      e una casa, e il rimanente,

      diventa discarica di tutto, siamo in un' opulenza del tutto che ci meritiamo l' idiozia per cui la coltiviamo.

      Perche' tutto si basa sul danaro, la materia, e l' imbecillita' istituzionalizzata e come cultura.

      Se si dovesse prendere mano realamente alle cose, ci sarebbe un dirupo incolmabile, solo farle esiste, sia come legge, sia come mentalita'.

      Io vedo un uomo troglodita del secondo millenio, con la liberta' e l' intelligenza,

      di scegliere come come continuarla e finirla, al di la' di una vergona che non si prova proprio,

      dove siamo solo polli d' allevamento su vasta scala, e dove la dignita' nemmeno dell'intelligenza, ci sopporterebbe.

      E nessuno molla l' osso. Tutti tacciono e usano e abusano. Chi non puo', nemmeno si ribella.

      E' un mondo soffocante. Tacito ma soffocante. Roba da vulcani eterni, dove quando mollano, sono sempre disastri.

      E il vero disastro, e' nelle incapacita' che sono diventate collettive.

      Se usciste da facebook e provocaste qualche patos di discussione, si arriverebbe alle solite cose irrisolte;

      quelle per cui ripudiamo, ma ci gozzovigliamo sopra, finche' durano, nell' impossibilita' di affrontarle e di risolverle,

      o almeno, di crearle in vero, di sana pianta.

    1. nicus 4 gennaio 2010

      scusa Cornelia, ma tu veramente credi che con quegli articoli Barnard stesse raccontando i fatti suoi o è una battuta e io non l'ho capita?

      seriamente, non c'è polemica nelle mie parole.

    1. myone 4 gennaio 2010



      Questa e' l' 'unica risposta su facebook e la rete.

    1. Cornelia 4 gennaio 2010

      Non ami i fans club a tuo nome?

      Non vuoi che la gente discuta di te, ma dei fatti che racconti?

      Ebbene, eccoti un consiglio gratis:


      SMETTI DI FARE IL PERSONAGGIO.


      Il giorno in cui riuscirai a scomparire dietro i fatti che racconti, ai quali aggiungerai solo qualche tua arguta osservazione, allora magicamente tutto andrà come vuoi tu.

      Conosco molti diffusori di notizie alternative su Internet, molti dei quali hanno decine di migliaia di lettori, eppure nessuno di essi è un Grillo o ha i fans club. Perché? Perché non si sono messi a strafare raccontando i fatti loro, di quanto le donne siano zoccole o gli uomini mascalzoni o di quanto trombino poco per colpa della marcia società.

      E' questo tipo di esposizione che ti rende "personaggio": sei TU che vuoi fare il Clooney, o il Grillo.

      Nascondi il tuo essere personaggio, e sii una persona la servizio di chi ti legge e degli ideali che hai. Vedrai che andrà tutto molto meglio.

    1. helios 4 gennaio 2010

      Penso che FB sia proprio funzionale a quelli che non hanno nulla da scrivere però vogliono una loro visibilità oppure una vetrina per la loro vanità/nulla.
      Per quanto un blog esponga a delle critiche c'è sempre un nessuno che espone le proprie idee e pensa per questo di essere qualcuno....
      D'accordissimo che parlare con la gente di persona è una cosa del tutto diversa che esporre anche pensieri eruditi su di un blog....è tutta un altro modo di discutere ....e se si è un 'nessuno' lo capisci subito e non ci si illude di essere qualcuno.....mica tutti possono essere persone importanti. E' già tanto essere se stessi ed essere capiti dalle persone che conosciamo da sempre.

    1. myone 4 gennaio 2010



      Bravo killer. E 1 su 100 sta' su facebook per considerare di come pensare per tirarsi fuori dalla situazione, gli altri, cazzeggiano.

      Il fatto e' che, come dicono alcuni, non basta che sia mediatico e che maturi le coscenze o che sia una novita' che sviluppi, il fatto e' che, si sviluppa all' incontrario, ovvero, non e' altro che il frutto dell' inutile, quando dovresti alemno usare qualche generazione a lignaggio e regola, per non far trovare un mondo cosi e peggio, a chi metti al mondo, sempre che sia nel programma proprio di vita.

      Se togli il "mentale", non rimane piu' niente, nemmeno l' effimero, perche' nel vero, e' tutto da vedere, e sempre, tranne qualche eccezzione, e' l' opposto da come lo si palesa idealmente.

      Quindi, faccebook, e' proprio una faccia con il buco.... quello del niente, e quello del senza identita', nonostante l' identita' la si mostri, ma e' solo apparenza.

    1. FrancescoCanu 4 gennaio 2010

      Credo che Paolo tema il profilarsi all'orizzonte dei... barnardini.

    1. maristaurru 4 gennaio 2010

      non sono d'accordo con questa impostazione . Tolgo facebook che per me equivale ad un gioco, visto che non essendo io nessuno, frega poco assai quel che posso scrivere in quella folla. Avere un blog, anche un blogghino o scrivere in un blog invece ti espone a critiche ed attacchi, magari utilissimi, ma davvero a volte anche spiacevoli, se in qualche modo più visibile. Poi mi chiedo come possa uno di noi "di persona" parlare a tanta gente, mica siamo barnard o beppe grillo, al massimo nel nostro club se ci va e se lo abbiamo, o nel centro sociale o al bar, o a scuola, ma dopo una o due volti.. rompi immagino, meglio in quei contesti ascoltare e fare tesoro

    1. Altrove 4 gennaio 2010

      Non è tutto oro quel che luccica. Io non ho facebook e mai lo avrò, sinceramente da quello che ho visto mi disgusta. Tutti belli, tutti sorridenti, tutti felici, tutti realizzati, tutti amici... Ma dove è sta roba?! ho visto la gente che conosco su facebook, non sono loro!!! Non è comunicazione quella!!
      Certo, alcuni (che conosco) lo utilizzano per dare visibilità a certi argomenti, ma amici miei, sono anni che queste cose sono visibili!!! Come mai non è cambiato niente nelle persone che incontriamo tutti i giorni? i libri esistono, alcuni programmi televisivi pure, eppure è tutto immobile. Non credete a facebook, è una immagine distorta della quotidianità. Non è un problema di comunicazione di "cose" ma di comunicazione fra persone! "Mi sono iscritto al gruppo di quello o l'altro e..." ...che cazzo vuol dire?!? Accidenti, è anni che esistono le e-mail, i forum, skype, msn, ecc... Le stesse persone useranno mezzi diversi per fare le stesse cose!!!! Facebook non serve a niente di più che dirsi cazzate tra amici (giustissimo, ognuno si deve divertire). Ma è inutile riempire la propria bacheca di stronzate da bacio perugina quando poi esci di casa e la gente sclera se gli sfiori lo specchietto retrovisore. Almeno siate voi stessi e non tentare di falsare la vostra vita per apparire migliori. Uscite e miglioratevela, non mentitevi... Mi riferisco a persone reali che non fanno parte di questo contesto di commenti, scusate lo sfogo che non riguarda tanto voi... Comunque la questione è: stiamo comunicando cosa a chi?
      La comunicazione non è solo parole scritte o parlate, cavolo, ma un manuale di comunicazione aziendale lo avete mai letto?

    1. nicus 4 gennaio 2010

      beh, oddio, modi per aggregarsi al giorno d'oggi ce n'è parecchi, escludendo internet e manifestazioni/partitucoli sterili. i primi che mi vengono in mente: le piazze, le strade (ma forse adesso fa un po' freschino per l'aria aperta), i bar, le case di amici...

      io ad esempio sto ricominciando a parlare di politica a tavola, con amici, parenti, o chiunque mi capiti a tiro. svicolo le battute su trans, mignotte e pederasta sorridendo pacatamente e proponendo altro. devo ammettere che qualcosa si muove, ogni tanto escono anche fuori delle idee....

      poi, certo, la maggior parte delle volte mi becco insulti e mugugnii di disapprovazione, ma intanto...

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