La cancellazione della civiltà europea

"Volontà d’impotenza": Intervista al saggista Roberto Pecchioli

La cancellazione della civiltà europea

Di Costantino Ceoldo, ComeDonChisciotte.org

Per qualcuno può essere difficile trovare una risposta alla domanda su come abbiamo fatto a finire in questo stato di isteria irrazionale e totalmente ascientifica che perdura oramai da due anni. È un’isteria quasi globale, nel senso che colpisce l’intero mondo occidentale ma solo alcuni dei territori di confine e barbari (per noi, sic), dove la gente vive seguendo valori più o meno diversi da quelli “democratici e progressisti” così tanto cari alle élite e ai popoli occidentali.

La decadenza del nostro mondo è iniziata molto prima di questi nostri giorni, deboli e pieni di ignorante angoscia e guardandosi alle spalle con onestà intellettuale è oramai possibile individuare molti dei punti salienti in cui le scelte suicidarie sono state compiute. È possibile, cioè, sia capire quando i cattivi maestri hanno parlato e i loro discorsi hanno fatto finalmente presa, istruendo i loro seguaci con intenti che non erano quelli accattivanti dichiarati all’inizio sia quando i governi hanno deciso di farli propri con proclami altisonanti.

Osservare questo percorso è come guardare nell’abisso o guardare dritti negli occhi del serpente che sta per attaccarti: sai bene che sei in pericolo mortale ma non riesci a distogliere lo sguardo e rischi di finire, ipnotizzato, preda della bestia…

Che fare? E soprattutto: ha senso fare qualcosa? Dal momento che il processo non è evitabile né invertibile, che cosa è meglio: rallentarlo per quanto possibile o lasciare che guadagni momento fino alla fine definitiva, che sarà al contempo morte dolorosa e dolorosa rinascita?

Roberto Pecchioli, saggista e blogger, ha accettato di condividere con i lettori alcune sue considerazioni sul declino inevitabile del nostro mondo occidentale.

  • Potrebbe spiegarci la differenza fra Kultur e Zivilisation e perché questa differenza è così importante?

Innanzitutto, la traduzione in italiano: Kultur in tedesco significa cultura in senso lato, ovvero “civiltà”, il modo specifico di essere nel mondo di un popolo, di un tempo o di un’idea. Zivilisation è la semplice civilizzazione, il lento decadere dei principi e dei moventi. Si tratta di una contrapposizione presente nella cultura tedesca sin dal secolo XVIII. Nel XX secolo, la coppia oppositiva è diventata uno dei cardini della cosiddetta rivoluzione conservatrice, dal primo Thomas Mann, quello delle “Considerazioni di un impolitico”, sino a Oswald Spengler, l’autore del “Tramonto dell’Occidente”. Kultur, per Spengler, è la civiltà, mentre Zivilisation, civilizzazione (o società) è il suo stadio ultimo, manieristico, degenerativo. Nel suo percorso organico, ogni Kultur-civiltà attraversa vari stadi. L’iniziale slancio creativo porta alla maturità, alla pienezza, ma sfocia ineluttabilmente in una sorta di irrigidimento, sintomo di vecchiaia e tramonto. La Zivilisation è caratterizzata da norme e valori meramente esteriori, convenzionali, il cui esito è lo scetticismo diffuso e poi il materialismo, ultima tappa prima del definitivo tramonto. Per Thomas Mann proprie della Kultur sono l’arte e la metafisica. Ad esse si contrappone la Zivilisation, i cui ideali sono il pacifismo, l’egualitarismo, l’internazionalismo, l’umanitarismo. L’arte respira nell’eterno per cui non potrebbe mai sottostare al gioco della Zivilisation, che è legata ad un particolare contesto ed è quindi storicamente relativa e limitata. La Zivilisation è ideologia, la Kultur è tradizione. L’Occidente – o quel che resta – vive la fase estrema della Zivilisation, dopo aver dimenticato e addirittura respinto la Kultur di cui è figlio. Questo è il senso del Tramonto descritto da Spengler, ma espresso anche da letterati come Paul Valéry e storici come Arnold Toynbee. Ogni Kultur nasce, vive, poi ha un punto di inflessione e diventa Zivilisation, si isterilisce e infine muore. Questo, purtroppo, è lo stadio finale, convulso e confuso che stiamo vivendo.

  • I greci distinguevano tra Zoé (la pura e semplice esistenza) e Bios (la vita nella sua interezza). Secondo lei, perché in questi nostri giorni moderni (sic) la semplice esistenza è così predominante?

I due termini (un’altra coppia oppositiva, segno del dualismo costitutivo della nostra civiltà) sono stati negli ultimi due anni riportati al centro del dibattito da Giorgio Agamben, il filosofo italiano contemporaneo più tradotto. Agamben, che ha trascorso la vita studiando le fonti e la natura del “sacro”, ha rilevato che a causa del virus Covid 19 l’uomo si è ripiegato nella semplice difesa della propria esistenza biologica. Da un lato, enfatizzando l’istinto di conservazione, dall’altro espellendo da sé lo spirito e l’anima, ovvero Bios. L’uomo contemporaneo d’Occidente ha perso non solo la fede in Dio e nell’Aldilà, ma anche ogni trascendenza, riducendosi al semplice respiro biologico. Per questo- qualunque sia stata l’origine del virus- ha tanto successo la politica di terrore nei confronti della popolazione, per questo accettiamo senza fiatare la perdita di libertà e di diritti e l’esproprio del nostro stesso corpo fisico. L’esserino invisibile, in fondo, ci ha smascherato: non crediamo più in nulla, se non nella nuda vita. Il potere lo sa e approfitta per imporre un’agenda sociale, economica, esistenziale, dalla quale usciremo tutti più poveri, meno liberi, meno “uomini”. Una piccola osservazione rispetto alla domanda: l’uso del termine “moderno” non è casuale. In sé significa soltanto “al modo odierno”. Nella realtà, moderno significa per noi attuale, nuovo, quindi bello e giusto, contrapposto a tutto ciò che è “di ieri”. Il problema è l’odiernità, ovvero la riduzione dell’uomo e della vita al presente. Screditare il passato significa tagliare i ponti, ma anche non avere fiducia nel futuro. La nuda vita, “Zòe” è moderna in quanto vale nell’istante, senza prima e dopo, come per gli animali: il presente fatto di puntini successivi, privi di un filo. È questo l’esito che fa davvero paura.

  • Nicolás Gómez Dávila affermava che il mondo moderno non verrà punito, il mondo moderno è la punizione…

È così, nel senso che neppure si accorge di essere degradato, disumano, informe. Tutto ciò a velocità crescente, poiché – ce lo insegna la fisica - motus in fine velocior. L’uomo senza qualità, addestrato, addomesticato, dipendente dagli apparati, denaturato, cioè strappato alla sua essenza, è la punizione di sé stesso, ma se ne renderà conto nell’atto finale, sempre meno lontano. Una società di morte – gaia, igienizzata, ma pur sempre morte- non può che realizzare il suo obiettivo, sparire. Dàvila scrisse alcuni aforismi particolarmente fulminanti; me ne viene in mente uno: le cattedrali non furono fatte per l’ente del turismo. È tremendo constatare che il nostro tempo non sa edificare, ignora il senso del sacro, irride ogni fede, ogni causa perseguita con sacrificio. Le cattedrali sono vuote di fedeli ma piene di turisti, così come ogni monumento, opera d’arte, simbolo di civiltà non è altro che una “location” per scattare il selfie (uno dei simboli più ridicoli della Zivilisation agli sgoccioli) da postare sulle reti sociali, una specie di certificato di esistenza in vita dell’umano post moderno, o per girare spot pubblicitari. L’universo-merce. Se tutto questo non è una punizione…

  • Lei parla spesso di “oicofobia” e “volontà di impotenza”. Di cosa si tratta precisamente? Che origine hanno?

Su questi temi ho scritto due libri, “Elogio dell’appartenenza” [1] e, appunto, “Volontà d’impotenza” [2]. Oicofobia è un neologismo inventato da due intellettuali non conformisti, l’ebreo francese Alain Finkielkraut e l’inglese Roger Scruton. Significa odio di sé, disprezzo per ciò che si è, per la civiltà di cui si è figli. L’odio di sé è una malattia degenerativa. Innanzitutto perché è innaturale: ogni essere ama sé stesso, se arriva a odiarsi qualcosa di torbido, di terribile ha attraversato la sua mente. Se questo capita a una civiltà- la nostra – significa che il tramonto è vicino e incombe la notte. Oicofobia, in termini di civiltà, significa gettare nella spazzatura tutto ciò che ci ha resi quello che siamo. Significa anche arrendersi senza combattere, anzi con stupida allegria, come chi si libera di un peso. È il contrario della “volontà di potenza”, che per Nietzsche è l’istinto degli uomini e delle civiltà in ascesa. Prima di lui, il pessimista Schopenhauer aveva teorizzato l’insensatezza del vivere, parlando di noluntas, non volontà. Volontà di impotenza è il nome che io dò all’attitudine di chi si consegna alla volontà altrui, alle altre civiltà, di chi rinuncia a difendere le sue ragioni di vita poiché non ne ha più. Mi sembra che sia questo l’atteggiamento corrente in Occidente. Tuttavia, penso anche che, in qualche modo, ogni singolo uomo abbia riflessi di vita: non è detta l’ultima parola. Scrisse Curzio Malaparte che non è finita finché non è tutto finito.

  • Come ha potuto imporsi l'odio di sé nel nostro mondo occidentale

Non esiste una risposta semplice. Io penso che uno dei problemi sia la pretesa di universalità. Ciò che è vero in un certo sistema di pensiero, di valori e principi non lo è necessariamente per un altro. Nella passata “volontà di potenza”, abbiamo osservato l’Altro, le civiltà con cui ci incontravamo e scontravamo, misurandolo con un metro contraffatto, il nostro. Noi eravamo i progrediti, quelli “avanzati”, i giusti, coloro che avevano capito tutto, per merito della nostra scienza, della tecnologia, del modo di vivere che avevamo scelto. Se noi eravamo i “progrediti”, gli altri dovevano adeguarsi ai nostri canoni, essere come noi. In questo impatto- e nello scontro di civiltà e visione della vita che ne è scaturito- abbiamo cominciato a dubitare del nostro suprematismo e a considerare le nostre ragioni come altrettanti torti da riparare. Si è impadronito di noi il senso di colpa, quella che Hegel e Marx chiamavano la coscienza infelice, e tutto si è rovesciato nel suo contrario. Il bene è diventato male e viceversa. In senso spengleriano, è come se all’improvviso la Kultur si fosse arresa a una voce misteriosa che avesse prescriveva non solo di tagliare i ponti con il passato, con sé stessi, con tutto ciò che ci aveva caratterizzato per tre millenni, ma di odiare ciò che si era e si è. In termini psicanalitici, abbiamo ucciso il padre, ma non sappiamo più perché e rigettiamo l’eredità. Odiamo il nostro volto perché ci ricorda il suo, bruciamo tutto ciò che ci ha lasciato per nascondere le tracce del crimine. Come Caino dopo l’assassinio di Abele, ci condanniamo a vagare nel deserto, nascondendoci a tutti, anche a noi stessi.

  • Lei ha introdotto l’espressione “generazione codice a barre”. I codici QR e i vari Green Pass vanno perfino oltre. Perché l’essere umano ama venir marchiato e mostrare lasciapassare nazisti?

Il codice a barre rende meno che numeri: un grumo di segni e righe apparentemente uguali che designa me, proprio me. Mi fa diventare un prodotto di serie, una merce. Da oltre due secoli si parla di uguaglianza come di un obiettivo giusto, utile, necessario, il traguardo finale della vicenda umana. C’è un unico punto debole in tutto questo: gli uomini non sono uguali e in realtà non vogliono esserlo. Lo spiegò magistralmente George Orwell nella Fattoria degli animali, in cui tutti erano uguali, ma alcuni lo erano più degli altri. Significativamente, i maiali. Il potere- che certo aborre l’uguaglianza – sa che un gregge si domina facilmente. Quindi ci ha trasformato in pecore, lavorando affinché questa condizione ci piacesse. Meno libertà, meno cultura, meno conoscenza uguale masse addomesticate, alle quali si offrono le tre “effe” teorizzate dai Borbone: feste, farina e forca. Nulla di nuovo sotto il sole. Ci danno qualche svago, le serie televisive, il consumo, il sesso compulsivo; distribuiscono un po’ di farina – reddito di cittadinanza, gli ultimi spiccioli di Stato sociale- e, naturalmente, puniscono i reprobi. Ogni tempo ha il suo nemico. Ora è il turno dei non vaccinati, o semplicemente di chi dissente dalla narrazione ufficiale, sull’epidemia, sui nuovi “diritti” – guarda caso quasi tutti relativi alla sfera sessuale e pulsionale. Sempre, il potere designa un capro espiatorio, la cui punizione suscita l’applauso della folla, ricompattata attorno al potere. E poi non è che la gente ami essere marchiata, ma se togliamo il pensiero critico che cosa resta? La versione ufficiale, creduta per coazione a ripetere, la “comodità”, la facilità di stare nel gregge. Seneca, il filosofo che fu consigliere di Nerone, scrisse “facile transitur ad plures”, è facile passare con la maggioranza, rassicurante, comodo. Esenta dal pensare e dal giudicare, esattamente ciò che vuole il potere. Pensiamo alle leggi che vietano di “discriminare”, ovvero di giudicare, scegliere ciò che ci piace e ciò che non ci piace. Il codice a barre ci rende merci, il chip prossimo venturo ci degrada a esemplari zootecnici controllati da remoto. Ma come possiamo farlo capire, se oltre a chiudere gli spazi di opposizione, hanno ristretto il pensiero e rinchiuso la mente, come capì Allan Bloom, osservando la chiusura culturale indotta nelle università americane?

  • Teoria Critica della Razza, neofemminismo, gender, ambientalismo estremista che ammicca al cannibalismo esplicito. C’è forse un giocatore nascosto a cui giova questa situazione?

Penso che dovremmo rileggere più spesso Marx. Aveva torto nell’immaginare il comunismo come scienza e come liberazione, ma la sua capacità di analisi della società capitalista resta insuperata. Le idee dominanti sono sempre le idee della classe dominante. Tutte le pessime cose che lei cita, unite da vent’anni nella teoria dell’intersezionalità, sono nate nelle università americane, che sono istituzioni private. Chi sale in cattedra, non lo fa senza il consenso di chi paga i suonatori e quindi decide la musica. Gender, omosessualismo, cultura della cancellazione, femminismo rancoroso, antimaschile, razzializzazione, “salute riproduttiva”, droga libera o quasi, eutanasia, teoria di Gea e terrorismo climatico non sarebbero uscite dalle aule universitarie se qualcuno, dall’alto, non le avesse promosse ad agenda ufficiale dell’Occidente. L’oligarchia del potere – finanziario, tecnologico, industriale e quindi culturale – vuole così perché il suo progetto implica una popolazione ridotta, popoli omologati, nessun diritto sociale, l’uomo a taglia unica, equivalente, liquido, fungibile. Nessun complotto: è tutto alla luce del sole. Il Grande Reset del partito di Davos è chiarissimo: non avrai nulla e sarai felice. Non avrai nulla e non sarai nulla. Klaus Schwab, gran ciambellano del Forum Economico mondiale e George Soros, il sinistro miliardario “filantropo”, hanno dichiarato che non ritorneremo mai più al mondo di “prima”. Non era granché, invero, ma questo è mille volte peggio: un mondo capovolto in cui torna alla mente Shakespeare: le streghe di Macbeth (brutto è il bello, e bello è il brutto) e il tempo in cui “i pazzi guidano i ciechi” (Re Lear).

  • Il nostro è un declino inevitabile o si può fare qualcosa per tornare agli antichi valori? In altre parole: possiamo ancora confidare in una Tradizione per invertire il processo?

Da un punto di vista esclusivamente umano, il destino dell’Occidente – terra del tramonto - è segnato. Non sono sicuro che sia un male, però. Se abbiamo capovolto principi e valori, se viviamo nella volontà d’impotenza, se rifiutiamo di sopravvivere come civiltà, anche biologicamente, se persino la morte (la “buona morte” igienizzata e legale) ci appare una soluzione alla vecchiaia, alla malattia, al disagio, alla solitudine, è segno che siamo già finiti. Inutile l’accanimento terapeutico, il punto di non ritorno è probabilmente giunto. In ogni fine, tuttavia c’è un inizio. Chi ci sostituirà avrà volontà di potenza, amore per la vita e inevitabilmente dovrà fare i conti con l’immensa eredità che lasciamo. Noi l’abbiamo rifiutata, altri la considereranno preziosa e forse ringrazieranno i pochi che hanno tenuto accesa di fiaccola. In “Elogio dell’appartenenza” ho citato un brano di Antoine Saint Exupéry, l’autore del Piccolo Principe, che ho sempre nel cuore. È tratto da Pilota di guerra ed è lo sguardo smarrito ma indomito di chi osserva dall’alto le distruzioni dei bombardamenti: “non tutto è perduto se tra le pietre sparse di un cantiere o in mezzo alle macerie c’è un uomo, anche uno solo, che sa pensare a una cattedrale”. Siamo ancora in tanti a pensare a una cattedrale, dispersi ma non soli.

Di Costantino Ceoldo, ComeDonChisciotte.org

INTERVISTA VIDEO

Video intervista su Rumble: https://rumble.com/vs02zd-volont-di-impotenza.html

NOTE

[1] Roberto Pecchioli, Elogio dell'appartenenza, Passaggio al bosco editore, 2020

[2] Roberto Pecchioli, Volontà d'impotenza, Passaggio al bosco editore, 2021

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11.01.2022

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

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Commenti (34)

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    1. Tipheus 15 gennaio 2022

      Premetto che amo la Cultura europea come pochi. Però voglio provocarvi.
      Tutti a sentirsi "superiori", nostalgici degli "antichi romani", etc.
      Ma ne siete così sicuri? Quando la Corte Costituzionale del Gabon manda a fare in c... l'obbligo vaccinale,...penso che dobbiate prendere atto che c'è ormai una cosa che si chiama "Africa Latina", latinizzata nella lingua e nelle istituzioni francesizzanti, cristianizzata (lo so che siete contrari e non sapete distinguere cristani da israeliti, pazienza), e – a differenza di noi – ancora assai vitali. Gente che rifiuta gli aiuti dell'OMS e del FMI, dove l'omosessualità è ancora reato e le differenze tra ruolo dell'uomo e della donna sono una cosa seria.
      Non sono scimmie, né selvaggi. Stanno semplicemente continuando quella storia che noi stiamo buttando nel cesso.
      Dovremmo amare di più noi stessi, senza bisogno di odiare gli altri.
      Poi dovrebbero stare un po' più a casa loro, ma questa è altra storia. Un'Europa post-dem potrebbe aiutarli in questo. Certo meglio di quella attuale.

    2. Tipheus 15 gennaio 2022

      Aggiungo che la civiltà classica (greco-romano) ha assorbito, elaborato, unificato e fatta progredire, tutta la pregressa civilità orientale, che non è quindi meno nostra, sia essa Ariana, Semitica, o Camitica: Antichi Egizi, Mesopotamici, Persiani, Ebrei, Fenici, etc. I Fenici ci hanno dato l'alfabeto, i Babilonesi gli angoli e le costellazioni, gli Ebrei l'Antico Testamento. Ma tutti questi popoli non esistono più, li abbiamo assorbiti. Gli Israeliti moderni non sono gli eredi degli antichi Ebrei, ma proprio per nulla, né teologicamente, né geneticamente. Gli Ebrei del tempo di Gesù di Nazaret si convertirono in massa al cristianesimo, come gli Egiziani e i Siriani. Fu solo una minoranza di zeloti che si oppose, fu sconfitta e dispersa. E da questi derivano gli antenati dei Sefarditi, minoranza degli attuali ebrei. Gli altri sono proseliti: berberi, turchi, persino etiopici. I più importanti i turchi Cazari, antenati della maggioranza ashkenazita. Anche teologicamente gli Israeliti non sono affatto "fratelli maggiori" dei Cristiani, ma semplicemente eretici. Hanno cassato mezzo Antico Testamento (i cd. libri deuterocanonici); hanno letteralmente riscritto i libri più antichi (la loro cd. Torah), che peraltro loro stessi trascurano. E i nostri protestanti e i cattolici post-conciliari, anziché usare la Bibbia degli Ebrei veri (i LXX o la sua traduzione in latino la Vetus Latina), ormai estinti da millenni, inseguono una Torah (ri)scritta dagli Israeliti nei ghetti all'incirca nel 1000 d.C. per espungere ogni riferimento al Cristianesimo. E poi hanno aggiunto un libro di sana pianta, che è il loro vero libro sacro, il loro "nuovo testamento", cioè il Talmud, testo pieno di odio e razzismo. Ma fratelli maggiori quando mai? Il più grosso granchio di G.Paolo II.
      Cioè questa setta errante si è appropriata di una tradizione che non è la loro, e noi ci consideriamo loro "figli"? O, per combatterli, torniamo agli dei? Ma la conoscete veramente la cultura classica? Quella che culminò nel neoplatonismo, sostanzialmente monoteista. Aristotele, Cicerone e Plotino, dicevano Deus e Theos, non al plurale. E, fra gli ultimi neoplatonici, Ermete Trismegisto diceva i "cosiddetti" dei, cioè le potenze angeliche intermedie tra l'unico vero Dio e la terra. I Padri della Chiesa erano tutti neoplatonici...
      La civiltà europea è questa: l'eredità classica greco-romana, con tutto ciò che di pregresso si porta dietro, il Cristianesimo, il diritto romano, il latino, la proprietà privata, la persona umana, la famiglia, la società come corporazione, l'umanesimo e, entro certi limiti, il razionalismo illuminista con i suoi portati di libertà, uguaglianza e democrazia. Poi, dopo queste vette, la vecchiaia e il declino.

    1. Piero 12 gennaio 2022

      Secondo me, sarebbe il caso di iniziare a riflettere sul seguente tema: è corretto affermare che l'Europa abbia radici cristiane? Personalmente ho seri dubbi che ciò sia vero: la mia perplessità deriva dal rimpianto che ho sempre provato per ciò che considero una sorta di "suicidio culturale" dell'Europa, che ha comportato un'inevitabile perdita di identità, non tanto etnica ma soprattutto culturale e valoriale, per i popoli europei.
      Il mondo preromano aveva sviluppato una profonda spiritualità che legava le persone agli Antenati, agli animali, alla loro terra; erano società di contadini-guerrieri, in cui il prestigio dei singoli dipendeva soltanto dal coraggio dimostrato sul campo di battaglia e nelle quali la lealtà, il senso dell'onore, la solidarietà tra i membri del gruppo, l'amicizia e l'attaccamento alla famiglia erano i valori tradizionali, l'alveo sicuro in cui la vita scorreva da millenni.
      Tutto ciò fu sconvolto dal contatto con la civiltà mediterranea prima e dalla conversione al cristianesimo poi.
      Forse sono un po' troppo romantico ma, secondo me, la religione cristiana è semplicemente un rito orientale come tanti, qualcosa di completamente estraneo alla cultura ed alla religiosità indigene della nostra terra.
      Ciò non significa affatto non riconoscere che l'avvento del cristianesimo segnò, alla fine dell'età antica, l'alba di una nuova civiltà, animata dai nuovi valori della devozione a Cristo, che produsse le basiliche paleo-cristiane, le chiese romaniche, le cattedrali gotiche, la pittura e la musica sacra, la Divina Commedia e tante altre manifestazioni artistiche.
      Ma continuare ad identificare le radici della civiltà europea nell'avvento del cristianesimo 1500 anni fa significa ignorare il 95% della nostra storia, iniziata almeno 30000 anni fa.

    1. oriundo2006 11 gennaio 2022

      Spiace entrare in polemica con i tanti cattolici del blog, ma odiatrice prima dell’ Occidente, della sua cultura, del suo spirito libero, delle sue istituzioni democratiche ( che significano solo fiducia nelle capacità politiche ed intellettuali del proprio génos ), delle sue conquiste scientifiche è stata sempre la chiesa cattolica, sulla falsariga dei suoi ‘fratelli maggiori’, noti 'odiatori del genere umano’ e felici aderenti di apocalissi purchè di soli Goy, come il Talmud indica in più parti e come parte degli scritti di Giovanni pare riaffermare con la Gerusalemme celeste in odio alla Babilonia pagana ( Roma ).
      Il virus inoculato, sotto le mentite spoglie dell’ amore universale, mai criticato abbastanza come valore antispirituale e falso stato d’animo ‘unitivo’ del gregge umano, è stato talmente corrosivo sin dal suo nascere e dal suo sviluppo che abbiamo del nostro passato latino e greco non più del 5%: abbiamo perso tantissimo purtroppo e mai come oggi ne avremmo bisogno.
      Notate che, come ho già detto in passato, che la riscossa dello spirito europeo, anzi indoeuropeo, è avvenuta quando si è potuto recuperare parte del mondo spirituale pagano, ancorché deformandolo: il Rinascimento, la Rivoluzione francese e, scandalo sommo, nazismo e fascismo, con le mitologie della Roma antica e del passato nibelungico….
      Non dico del comunismo perchè i popoli russi non avevano alcuna idea neppure lontana del loro mondo passato, prescritturale ‘sciamanico’, tranne il ‘mir’: troppo povera e troppo limitata fu così la parte ‘culturale’ del comunismo russo, come non parlo dell’ Islam, ancora più povero di basi intellettuali ed ancora più fanatico nella distruzione delle poche vestigia del passato ( tranne l’ Egitto ).
      In sintesi: la decadenza è solo un falso sguardo sul presente, che è da sempre decadenza ‘produttiva’ di forme nuove, da troppo tempo monopolizzate da teologie, religioni e politiche che hanno storpiato e deformato il lascito grande del nostro passato: fascismo, nazismo e comunismo compresi, ovviamente ( i pol cor saranno soddisfatti, spero ). Il futuro che vediamo prospettarci, proprio perciò orbato dal pensiero antico giudicato assurdo ed irrilevante a vantaggio delle fòle dei monoteisti oggi sotto veste ’scientista’ ( tranne la super Quabbalah, anch’ essa ‘deviata' ), è la sintesi di tutto ciò che è antiumano proprio per questa ragione: negare che l’ Uomo, tutti gli uomini, siano la misura di tutte le cose e non un principio che prescinda da loro.

    2. PietroGE 11 gennaio 2022

      Il cristianesimo ha costruito la civiltà occidentale prima conservando quello che poteva conservare della classicità (notare la differenza con l'islam) e poi creando il substrato culturale, dalla musica alla pittura al teatro alla letteratura (non la scienza però), che ha caratterizzato la civiltà europea e occidentale. I 'fratelli maggiori' si sono invece distinti per l'usura e l'avidità finanziaria, per questo giudico assurdo parlare di radici giudaico cristiane dell'Europa. Le radici dell'Europa, a parte la classicità mediterranea e la civiltà precristiana germanica, sono decisamente cristiane.

    3. Bertozzi 11 gennaio 2022

      Concordo

    4. Bertozzi 11 gennaio 2022

      E concordo pure con te, non dimenticando però che è l'Europa i suoi valori usi costumi e religione - o presunta tale - che ci ha portato allo sfacelo odierno, nessuno l'ha costretta o forzata e non è vittima di influenze esterne, l'occidente conteneva da secoli al proprio interno i germi della sua sconfitta, per cui tanto virtuosa non poteva essere.
      I nemici sono fra di noi, sono i nostri che ci hanno venduto, non siamo caduti vittima del nemico straniero, al nemico straniero è stata aperta la porta e gli è stato detto fai quel che ti pare, e la porta non l'hanno scardinata, l'hanno aperta i padri e i fratelli.

    5. Arthur 11 gennaio 2022

      Concordo

    6. Arian Van Heisen 12 gennaio 2022

      Infatti le cose per l' occidente hanno cominciato ad andar male quando hanno abbandonato gli Dei ed abbracciare il monoteismo rovina di tutte le culture.

    1. PietroGE 11 gennaio 2022

      La civiltà occidentale non si sta suicidando, viene suicidata. Alle evoluzioni spontanee di una civiltà verso la sua distruzione, per giunta nel giro di una o due generazioni, non ci credo affatto. Lo dimostra l'accanimento con il quale si combatte chiunque cerchi di riaffermare i suoi fondamenti etnici, culturali e religiosi. la criminalizzazione dei suoi difensori. La rinascita dell'occidente comincerà quando saprà gestire la propria demografia, i propri confini, i mezzi di comunicazione di massa e soprattutto la scuola e la cultura. E prima di tutto saprà sconfiggere i suoi odiatori.

    1. JA 11 gennaio 2022

      Direi che la differenza che c’è tra (cultura) civiltà e civilizzazione (Spengler - Mann) è quella che c’è tra sapienza ed erudizione. Mentre la prima è un sapere vissuto e relativo ad una determinata razza da cui è prodotta, l’altra un semplice costume che ci si può mettere e togliere a piacere.
      Ecco perché l’ebreo Thomas Mann può solo equivocare e/o portare all’equivoco il lettore.
      Alla fine l’ideologia giudeo-cristiana dopo che da secoli corrode lo spirito di conquista dell’Occidente, al momento, ha vinto : “la Kultur si fosse arresa a una voce misteriosa”. Per questo il virus ha di nuovo reso quasi piacevole la morte da questa società di ratti infetti.
      Dopo di che tutto a questo mondo, prima o poi, ha una fine, però l’uomo di Neanderthal durò 5/400.000 anni.

      Dalle stelle alle stalle. «Ad ogni età i suoi miti eroici». Così nella nostra: il pietoso delirio d' impotenza di "semi" analfabeti eroi-nomani.

    2. JA 11 gennaio 2022

      Al tempo dei romani li avrebbero dati in pasto ai leoni se non peggio:
      “Stupri di Capodanno a Milano: è stato un attacco islamico, dobbiamo rispondere – VIDEO”
      https://voxnews.info/2022/01/11/stupri-di-capodanno-a-milano-e-stato-un-attacco-islamico-video/

    3. Armin 11 gennaio 2022

      Ti sei spiegato molto bene, condivido interamente.

    4. Armin 11 gennaio 2022

      I terzomondiali non sono ad alto QI, sono un'altra Specie, in Africa il QI va dai 50 agli 80. L'Italiano ha 102-105, il Coreano 109, l'anglosassone credo che sia sui 95-97 reali (anche se dicono 102!).
      Detto questo, non può durare, poiché questa invasione voluta dalle "élite" blasfeme occidentali, non ha raggiunto nessuna maggioranza in nessuna "democrazia". Persino negli Stati Uniti, il capofila dell'occidente, i colorati sono una minoranza. Ora, secondo me, tutte le minoranze, specialmente, se di razze molto differenti...... sono a rischio..............le minoranze non possono durare e neanche in America c'è stato il meticciamento. Ognuno sta nei suoi "ghetti" o quartieri.
      L'idea è contro Natura e contro Dio. Non solo, i terzomondiali muoiono a caterve, non scendo in dettagli. Posso dire per es. che il Covid fa fuori molti più terzomondiali che Bianchi in America.

    5. JA 11 gennaio 2022

      Esatto. Vedi gli ebrei in Germania o in Russia dopo la caduto dell'URSS. E lì, prima quasi di sparire, vivevano da secoli.
      La non integrabilità di razze diverse, oramai riconosciuto da tutti i paesi europei e non (vedi Cameron in GB o la Merdel in Germania), è dato dal fatto che ognuno si riconosce ed ama vivere nell’ambiente che istintivamente crea la sua razza. Vedi per esempio casa occidentale e casa cinese o musica occidentale e (per il nostro udito) casotto musicale cinese. Lo stesso mangiare originale cinese, e non quello fatto da noi secondo il nostro gusto, chi lo ha mangiato dice sia immangiabile. Per loro invece è il non plus ultra della delizia.
      Angela Merkel non ha dubbi "Il modello multiculturale è fallito".”
      https://www.repubblica.it/esteri/2010/10/16/news/merkel_modello_multiculturale-8138678/

    6. uomospeciale 11 gennaio 2022

      Non mi pare che ci siano stati veri e propri stupri anche se non dubito che ci arriveremo in fretta visto l'andazzo.
      Anche perchè i maschi occidentali non sembrano avere troppa voglia di beccarsi botte, denunce, coltellate e magari pure un'accusa di razzismo per difendere le viziatissime e ultra-tutelate femmine occidentali.
      Magari lo farebbero anche ma solo per le loro parenti strette, mentre per delle sconosciute incontrate per strada perchè rischiare?
      Che ci guadagnerebbero?
      Nulla hanno solo che da rimetterci.

    7. JA 11 gennaio 2022

      Hai perfettamente ragione. Magari erano le accoglione che tenevano i cartelli agli sbarchi dei clandestini: “benvenuti in Italia”.
      Io parlavo dell’affronto che i muslimi si sono permessi di fare ospiti sgraditi in casa nostra. Al tempo dei romani bastava dire “Civis Romanus sum ” per far cagar sotto qualsiasi mal intenzionato. Per questo mantenne un impero per secoli. Quelle quattro zoccolette magari erano arrappate a provocare i “bougnoule” occidentalizzati.
      “È meglio per un principe essere temuto che amatoMachiavelli
      Se una nazione perde il rispetto (temuto) non gli resta che scomparire dalla faccia della terra prima la facciano scomparire nel sangue i suoi invasori.

    8. Armin 11 gennaio 2022

      La società più felice è quella pura.
      Il punto debole, lo ribadisco, è che l'Onu prezzolata
      invasionista, sotto la direzione del defunto delinquente Peter Sutherland,,, e tutti gli invasionisti hanno raggiunto un risultato fallimentare: gli invasori colorati sono solo minoranze.
      Le minoranze sono eliminabili facilmente. Come in Spagna con Isabel de Castilla (la Reconquista).

    9. JA 11 gennaio 2022

      Esattamente: i marrani.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Marrano

    10. Arthur 11 gennaio 2022

      Al tempo dei romani bastava dire “Civis Romanus sum ” per far cagar sotto qualsiasi mal intenzionato.

      Mi associo

    1. gianB 11 gennaio 2022

      "Dio fece l'Uomo a sua immagine e somiglianza".
      Questa é la "noce" concettuale* (Il cui concetto peraltro non é biblico ma sumerico) che dovrá essere aperta dall'umanitá e dal cui frutto potrá nascere una nuova consapevolezza e piú trascendente spiritualitá.

      Il (cosidetto) Tramonto dell'Occidente é si un'espressione divenuta abbastanza comune, di cui si percepisce concretamente il senso e si intravedono persino gli effetti reali. Ma certamente é un qualcosa di cui origine, causa e soggetto sono tutt'altro che chiariti.
      Debbo rifarmi a Spengler? a Nietzsche? a Onfrai? o a chi altro per capirlo? Forse a tutti questi e altri certamente.
      Appare tuttavia che origine, evoluzione e morte leghi indissolubilmente il monoteismo all'Occidente.
      Il leggere il Tramonto con una chiave eminentemente spengleriana appare riduttivo.
      Io ritengo che la causa di tale tramonto sia legata ad un'insostenibile ipocrisia di fondo insita nella trasmutazione interessata delle testimonianze storiche sumeriche e presumeriche in un testo divenuto Veritá Rivelata e sul quale si é plasmata una societá.
      Quanto sopra da distinguere dallo spiritualismo trascendente seppur di matrice cristiana, sufi o cabalistica.

    1. Bertozzi 11 gennaio 2022

      ". Le cattedrali sono vuote di fedeli ma piene di turisti"

      Oh, poveri piccini.
      Se si va in chiesa per la messa nessun problema mi pare, se nella stessa chiesa si vuol fare un concerto te lo vietano perché si favoriscono i contagi. È rimasto l'unico luogo di ritrovo e comunione (perché assembramento è una parola che odio) concesso dal sistema, e ancora si lamentano, e si mettono a fare questioni di lana caprina, intellettualismi e sterili distinzioni fra turisti e fedeli, quando invece sono come sempre nella storia gli unici privilegiati (senza gp si può andare al supermercato in farmacia e a messa) e dovrebbero spendersi per la comunità e per la libertà ma invece no, si lamentano perché non ci sono più i fedeli di una volta. Avrebbero dovuto chiuderle tutte e tutte le loro attività come hanno fatto con il resto, almeno si lamentavano per qualcosa, sti mangiapane a tradimento. Sempre utili alla società e all'uomo come una forchetta nel brodo.

    2. LuxIgnis 11 gennaio 2022

      Sempre stati allineati con i potentati di turno.

    3. BrunoWald 11 gennaio 2022

      Credo che ti sfugga il significato reale dell'affermazione di Pecchioli, che non si riferisce a banali interessi parrocchiali, ma bensì alla perdita del senso del Sacro che sta uccidendo il nostro mondo, privandolo di significato, di creatività, di forza, di senso della Bellezza, di impulso alla Trascendenza (anche solo delle nostre umane miserie). Franco Freda parlava di una realtà ridotta a mercato, cioé a nulla.
      Preciso che non sono cristiano e non vado a messa. In ogni caso la Sacralità non si limita alla sfera religiosa, abbraccia tutti gli ambiti di una vita degna di questo nome: il rispetto della parola data, ad esempio; il rispetto della dignità propria ed altrui; il rispetto del proprio corpo (e infatti vedi un pò in quanti sono ad accapigliarsi negli hub...).

    4. Bertozzi 11 gennaio 2022

      Capisco e te ne do atto, siamo assolutamente d'accordo, solo la retorica contro il turista in chiesa la vedo un po' datata, e sono mille gli atteggiamenti che hanno portato alla perdita del sacro e della dimensione spirituale che però fino a ieri erano tutti ben accetti... Insomma anche gli intellettuali si svegliano e scrivono sti lenzuoli quando però le galline sono già scappate, sarebbe stato bello leggere qualcosa di simile anche due cinque o dieci anni fa, ma erano periodi in cui tutti - loro - erano comodi e veniva un po' più difficile prendere atto e parlare.
      Oggi tutti stupiti a stracciarsi le vesti. La perdita del sacro è diretta emanazione della pochezza del mondo accademico e intellettuale, per cui che si facciano un esame di coscienza pure loro invece di stupirsi ed indignarsi, che siam buoni tutti di fare analisi eccepibili dello schifo che ci circonda, adesso, l'avessero fatte prima magari non saremmo a questo punto

    5. BrunoWald 11 gennaio 2022

      Non credo che Pecchioli sia un accademico, forse mi sbaglio. Si sa che l'ambiente universitario è popolato da privilegiati di questa o quella banda, che si cooptano tra loro. Al di fuori di quei circoli, c'è gente che certe cose le scriveva già 20-30 anni or sono, se non prima, solo che non se li filava quasi nessuno. Forse adesso, in mezzo alle macerie morali e materiali, comincerà ad esserci qualche risveglio.

    6. Bertozzi 11 gennaio 2022

      Speriamo

    1. Arthur 11 gennaio 2022

      Sono arcisicuro che la civiltà europea e occidentale non sia morta, né morirà.
      A scomparire saranno coloro che la odiano e che hanno fatto di tutto per distruggerla o snaturarla.

      La civiltà europea è un organismo vivente complesso e perfettamente in grado di sviluppare i suoi anticorpi.

      Molti tra i responsabili del tentativo di dissolverla sono in procinto di estinguersi con le proprie mani.

      Probabilmente, a tempo debito, quando la selezione della natura avrà fatto il suo corso, ci sarà un evidente innalzamento del QI europeo...

    2. Armin 11 gennaio 2022

      Molto bene, Arthur, concordo. I blasfemi hanno fatto i conti senza l'OSTE.
      Ogni progetto, atto, opera, detto dei blasfemi, di queste "élite" di ignobili
      finisce a carte all'aria.

    1. uomospeciale 11 gennaio 2022

      Ormai tutto è perduto e se anche per assurdo da domani in tutto l'occidente raddoppiassero di colpo le nascite delle sole popolazioni bianche caucasiche di radice cristiana e si bloccasse completamente l'afflusso di immigrati africani, sud americani e medio orientali, scompariremmo comunque nel nulla entro 2 generazioni.
      In parecchie aree di molte città europee siamo già minoranza di fatto, siamo morti che camminano.
      Avevamo creato una bella civiltà....Peccato.

    2. Arian Van Heisen 11 gennaio 2022

      Vi abbiamo fatto credere di aver perso...! ci siamo solo ritirati , ma ritorneremo, per concludere quello che avevamo iniziato.

    3. Armin 11 gennaio 2022

      Secondo me, stanno morendo, i terzomondiali. Non scendo in dettagli.
      Ma è un disastro per gli invasionisti. In America, i quartieri tipo Harlem a New York ed in altre città ............i terzomondiali stanno diminuendo. E i Bianchi avanzano anche a Harlem. Hanno cercato di coprire il mistero, le sinistre americane, dicendo che "vanno a sud", ma dove? Vanno in un'altra direzione.

    4. Arthur 11 gennaio 2022

      Cosa vuoi dire?
      Penso di aver capito, ma vorrei una conferma...
      Te lo chiedo perché, se è quello che credo di aver capito, mi incuriosisce.

    5. Arian Van Heisen 12 gennaio 2022

      Credo anch'io che tu abbia capito ..!

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