LA BANCA CENTRALE PUBBLICA DELL’ARGENTINA E’ UN FARO PER LA DEMOCRAZIA NEL MONDO

LA BANCA CENTRALE PUBBLICA DELL’ARGENTINA E’ UN FARO PER LA DEMOCRAZIA NEL MONDO

DI PIERO VALERIO


Tempesta perfetta



Quando l’equipaggio di una nave si trova in mare aperto, nel mezzo di una tempesta, e di una Tempesta Perfetta per giunta, l’unica cosa che vorrebbe disperatamente scorgere
all’orizzonte è la luce di un faro.
La salvezza, la terraferma. In Argentina, all’estremità sud del paese, poco più a est della Terra del Fuoco, si trova una piccola isola, quasi uno scoglio in verità, dove c’è un antico faro dal nome evocativo: il Faro della Fine del Mondo.
Poco più in là c’è l’Antartide, con le sue immense distese di ghiaccio, voltandosi indietro si intravedono invece le sconfinate e rigogliose praterie argentine. E in mezzo il Faro.
Un luogo magnifico ai confini del mondo, che non a caso lo scrittore francese di romanzi d’avventura Jules Verne, l’autore di “Ventimila leghe sotto i mari”, ha utilizzato per ambientare uno dei suoi libri meno conosciuti: “Il faro in capo al mondo”. In effetti a partire dal 1991, il faro argentino ha perso il primato di essere quello più a sud del mondo, perché né è stato
costruito uno a Capo Horn in Cile, ma rimane sicuramente il monumento più antico e
famoso, che oggi più che mai rappresenta un vero spartiacque simbolico di civiltà. Una speranza per tutti i naviganti che transitano da quelle parti e sono sommersi e travolti dalle onde
della Tempesta Perfetta globale, senza sapere ancora come venirne fuori e quali strumenti utilizzare per domarla.



In perfetta analogia, l’Argentina guidata dalla presidentessa Cristina Kirchner, così come il Venezuela di Chavez, l’Ecuador di Correa, la Bolivia di Evo Morales, è diventato un faro, una speranza per quei popoli del mondo, dall’Europa alla Cina passando per gli Stati Uniti, che oggi aspirano a ripristinare un regime democratico al servizio dei cittadini e dei diritti umani, dopo essere stati soppressi e repressi dall’occupazione quasi militare dei tecnocrati, dei faccendieri, dei politicanti, degli elefantiaci apparati dirigisti che lavorano alacremente soltanto per tutelare gli interessi delle lobbies finanziarie, dei comitati d’affari, delle corporazioni multinazionali. Un abisso di distanza in termini di cammino evolutivo della civiltà, che è ancora più accentuato dal fatto che la censura della propaganda di regime dilagante in Europa impedisce a noi cittadini di sapere cosa stia accadendo esattamente in Sudamerica, visto che gli organi di informazione su ordine preciso dei loro potenti committenti hanno completamente tagliato fuori dai circuiti della stampa e della televisione le notizie provenienti da quei paesi. Senza andare troppo per il sottile, il continente sudamericano è stato letteralmente cancellato dalle carte geografiche del mondo, perché i cittadini lobotomizzati e teleguidati d’Europa e degli Stati Uniti non devono sapere nulla dei cambiamenti che stanno avvenendo laggiù. I drastici mutamenti di paradigma rispetto al dogmatismo medievale dell’Occidente, con il loro cattivo esempio, potrebbero infatti spezzare di colpo la catena psicologica su cui si fonda gran parte dell’egemonia totalitarista che ci governa: TINA, There Is No Alternative, non c’è nessuna alternativa alla tecnocrazia neoliberista, si fa come dicono loro e basta. E
invece, al pari di ogni altra questione che coinvolge la vita umana, l’alternativa c’è, eccome se c’è. E si chiama Argentina.


La storia della crisi e successiva rinascita dell’Argentina è abbastanza nota e per certi versi, soprattutto nelle caratteristiche della fase di declino, molto simile a ciò che sta accedendo oggi nell’eurozona. Con il pretesto di creare maggiore stabilità nei rapporti commerciali con l’estero e in particolare con gli Stati Uniti, nel 1991 il governo Menem decide di ancorare il cambio del peso al dollaro, con una scellerata parità fissa di 1:1 che ovviamente apprezzava troppo la moneta argentina rispetto alla valuta statunitense. Il risultato è stato che per un certo periodo di tempo per gli argentini è stato molto conveniente importare prodotti dall’estero prezzati in dollari e questo eccessivo ricorso alle importazioni ha creato un deficit permanente nella bilancia commerciale, che è stato inizialmente compensato dal notevole afflusso di capitali e investimenti esteri. Sull’onda di questa maggiore fiducia e apertura del
governo alle imprese straniere, le multinazionali
americane ed europee
strapparono facilmente diverse concessioni per gestire
i servizi essenziali un tempo pubblici, dagli acquedotti all’energia, dall’industria
estrattiva e mineraria alle telecomunicazioni, esportando i profitti in patria,
lontano dall’Argentina, e ponendo le basi per un maggiore indebitamento estero del paese. Sia i titoli finanziari
privati che quelli pubblici argentini, i famigerati Tango Bonds, venivano
piazzati in tutto il mondo assicurando alti rendimenti agli investitori e
fornendo un’illusoria parvenza di stabilità economica del paese. Si trattava però di un equilibrio molto precario e sono bastati gli effetti di contagio della crisi delle borse asiatiche del 1997 per mettere in ginocchio il paese e svelare al mondo la reale insostenibilità del suo straordinario sviluppo economico.



I capitali esteri sui quali si fondava il sostanziale equilibrio contabile della bilancia dei pagamenti cominciano a fuggire dal paese, gli investitori più accorti vendono in fretta i titoli argentini per limitare le perdite e il governo si vede costretto a bruciare notevoli quantità di riserve di moneta estera per mettere in condizione i
debitori di rimborsare i debiti contratti, ad imporre riforme di austerità per rastrellare liquidità dal basso e ad aumentare i tassi di interesse a livelli non più credibili, per favorire l’arrivo di nuovi capitali
dall’estero. Questo circolo vizioso dura fino a dicembre del 2001 quando, sulla spinta delle proteste popolari, il governo decide di dichiarare default sul debito estero denominato in dollari, che ammontava a circa $95 miliardi, e i suoi maggiori rappresentanti sono costretti a scappare in elicottero dal paese per evitare il linciaggio.


Da quel momento in poi si apre una pagina del tutto nuova nella storia dell’Argentina. Nel maggio 2003, dopo la parentesi della presidenza di Eduardo Duhalde durata due anni, viene eletto a capo del paese Nestor Kirchner, che comincia fin da subito un lungo braccio di ferro con il Fondo Monetario Internazionale per rinegoziare le condizioni di rimborso del debito: l’Argentina vuole ripagare i debiti ma secondo le sue modalità e i suoi tempi e non accettando passivamente le severe scadenze imposte dai creditori. In secondo luogo, con un piano progressivo di ristrutturazione il governo argentino si riappropria della gestione dei servizi pubblici essenziali, estromettendo le multinazionali, per consentire innanzitutto un maggior controllo sui prezzi di erogazione, e questo atteggiamento contrario agli interessi privati dei grandi colossi internazionali inasprisce i rapporti con il FMI, che delle loro logiche predatorie e parassitarie è il tutore a livello globale. A peggiorare ancora di più la situazione, Kirchner avvia politiche sociali per ridurre la povertà e la disoccupazione, cosa anche questa che fa infuriare il FMI, che proprio sulle ampie sacche di povertà e disoccupazione prodotte dalle sue stesse ricette di austerità crea i presupposti per fornire manovalanza a buon mercato per le multinazionali.



Mentre continua senza sosta il duello frontale a distanza fra governo argentino e FMI, la rapida svalutazione del peso rispetto al dollaro seguita al default, che si aggira intorno al 200% con un rapporto di cambio ora più realistico e aderente alle esigenze dell’economia argentina di circa 3 pesos per un dollaro, fornisce intanto un doppio beneficio per la bilancia commerciale del paese: da un lato favorisce le esportazioni e dall’altro rende più costose le importazioni, a tutto vantaggio delle produzioni locali. Lentamente l’Argentina riesce a rimettere ordine nei suoi conti disastrati, anche se bisogna subito sottolineare, come già evidenziato in uno splendido articolo pubblicato sul blog Voci dall’Estero, che non è affatto basata sulle esportazioni la grande ripresa economica dell’Argentina, la quale dura inarrestabilmente dal 2° trimestre del 2002 fino ad oggi. Durante il periodo che va dal 2002 al 2011, lo stesso FMI certifica una crescita
cumulata del PIL
argentino del 94%,
che equivale esattamente ad una straordinaria
media annua del 9,4%
(al pari se non più della stessa Cina), mentre il contributo delle esportazioni sul PIL cumulato nella fase più forte di espansione (2002-2008) si limita ad un modesto 7,6%, cioè solo il 12% del totale. Troppo poco per essere un fattore realmente decisivo e determinante. Se esaminiamo il grafico sotto possiamo in effetti notare che le esportazioni sono cresciute in valore, ma in relazione al ritmo travolgente di aumento del PIL l’apporto dell’export è diventato sempre più marginale e decrescente e se consideriamo infine il saldo netto fra export ed import avremo addirittura un risultato negativo (importazioni di poco superiori alle esportazioni).




Commenti (110)

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    1. mincuo 13 ottobre 2012

      Ma non puoi leggere un DATO? NO? Quelli pubblicati sono dati ufficiali del governo Argentino.

      Toh: GDP annula

      GDP= PIL in Inglese.

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      Cioè il sindacalistaè straricco, e gli altri anche. Tutti i Sindacati miliardari. Ammappa. Ma gli aumenti a botte del 25% li hanno fatti ai lavoratori si o no? Sì. E perchè? Mai sentito un'accademica che risponde sempre della nonna, della zia, della mamma, noi sappiamo, e basta. O che pensa che finanza pubblica di uno Stato siano i "traders" e dice che a loro non interessa mica, nooo macchè, non pagano mica i debiti, non hanno una bilancia dei pagamenti, il credito è un optional, il cambio non importa, e i tassi sono degli animaletti simpatici. Ottimo.

    1. UlanBator 13 ottobre 2012

      Tanita non ti preoccupare per l'expertise di Mincuo, perchè è un trader e vive speculando sulle pensioni della povera gente, quindi rosica perchè non può farlo più in Argentina...siete dei grandi e continuate così a sostenere la Kirchner perchè rappresentate un esempio per tutti noi, che ancora ci dobbiamo sorbire la pressione dei vari Mincuo di turno...ma per fortuna si tratta degli ultimi colpi di coda della balena ferita...
      Istwine, potresti indicarmi il paper dove Frenkel dice di non ritenere valido l'approccio PPP o UIP...grazie, te ne sarei molto grato, perchè nell'analisi del ciclo viene descritta anche la fase finale di rottura dell'aggancio rigido, con le aspettative sul tasso di cambio calcolate secondo l'approccio PPP dei differenziali di inflazione.

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      Ma tu sei duro, boia fauss! Mia mamma compra parecchie volte tanto! Intanto in Italia dove gli affari finanziari vanno a gonfie vele, la pensione italiana di mia mamma é stata tagliata da 400 a 180 Euro.

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      Certo compra 5 volte tanto adesso tua mamma. Sicuro. E pensa gli Italiani allora che pacchia, avevano stipendi medi in Lire di 1.200.000 , cioè poco più di 600 EUR circa, ora è circa il doppio, 1200 EUR e cioè poco meno di 2.400.000 Lire. E comprano il doppio dei beni infatti. Come no. Una pacchia.

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      Certo, io non ho l'expertise di Mincuo.
      I nostri calcoli sono piú térre a térre:
      Pensione di mia mamma, 2001:
      $ 140 (U$D 140, paritá 1:1 col dollaro)
      Pensione di mia mamma 2012:
      $ 3000 (U$D 600 calcolo sopra il valore ufficiale)
      Ma si sa, noi siamo ignoranti, il "populace".

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      Beh, la propaganda si capisce, ma non é del regime argentino. E' di quelli che controllano la maggior parte dei media del mondo ed é, infatti, un mondo schifoso.
      Ribadisco quanto ho detto in altri post:
      Da quando é stata nazionalizzata YPF ha aumentato la sua produzione e l'Argentina ha diminuito le sue importazioni di gas e petrolio.
      Un cattivo esempio.

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      Ah, Mincuo!
      “Non gli interessa la realtà”
      Io VIVO la realtá argentina e la vivo come mamma, come imprenditrice, come cittadina, come accademica. Non appartengo al governo né al partito di governo; non capisco perché meriterei la (s)qualifica di “fanatica” soltanto per il fatto di raccontare la nostra esperienza di cittadini in loco. Noi non siamo speculatori ne traders né facciamo risparmi in dollari (non ce ne frega proprio); siamo lavoratori, insegnanti, genitori, persone comuni comunque curiose e credimi, informate. Provate anche, dalla storia, dalla dittatura 76/83 (politica ed económicamente), dal rovesciamento nei fatti del governo Alfonsin prima che questo finisse il suo periodo, con la complicitá del grande gruppo mediatico corporativo associato al mainstream globale (quello della Goldman, della JP Morgan, di Black Rock & cia). Siamo reduci delle giornate drammatiche del 2001. Abbiamo vissuto tutto il processo di privatizzazioni e poi le progressive nacionalizazioni degli ultimi anni. Ció che si racconta in questo articolo é accurato, coincidenti con i fatti DA NOI VISSUTI e che nessuno ci ha raccontato.

      Se questo é essere “fanatica” beh, abbiamo discordanze semantiche con Mincuo.

      Per quanto riguarda l’inflazione, rimando all’articolo: lí si spiega come “l’inflazione” non é il prodotto di una scienza esatta che si misura in laboratorio e si puó confutare con una formula matematica inquestionabile. Di fatto ciascuno puó fare un calcolo dell’inflazione d’accordo ai propri fini. Quelli che fa il governo non convengono al settore finanziario: lo sappiamo e conosciamo le ragioni.
      Ció che noi VIVIAMO dell’inflazione é coincidente con quanto l’articolo dice. Questo non é semplicemente una mia asseverazione ma un dato di fatto che si puó misurare in una quantitá di fattori quali ad esempio la crescita del turismo interno degli argentini.

      Quindi sostenere che alcuni dati sono “falsi” non contribuisce. Mincuo dovrebbe dire “alcuni dati sono questionabili” in modo che il suo ragionamento possa essere considerato. Ma no, é dogmatico: “SONO FALSI”.

      “La situazione Argentina é molto delicata”: un’altra affermazione relativa. L’Argentina é sotto forti pressioni da:
       Hedge Funds che non si sono avvenuti alla rinegoziazzione del debito dopo il default. Sappiamo come agiscono questi tizi. Cosí sono riusciti ad esempio a far trattenere la nave scuola “Fragata Libertad” in Ghana (Africa) ottenendo l’intervento di un giudice (posso immaginare quanto sia interessato il Potere Giudiziaro di Ghana nel far valere i diritti degli Hedge Funds e per ché…) in violazione del Diritto Internazionale poiché la Fragata Libertad é una nave qualificata come “da guerra” e non puó venire pignorata (di fatto non lo é, é semplicemente “fermata” in modo irregolare, con tutta la sua tripolazione).

       La corporazione mediatica internazionale giá citata (di cui sono parte il gruppo Clarin, Perfil, La Nación), che fa ricorso a qualsiasi strumento lecito e illecito ai fini di non avvenirse alla legge di democratizzazione dell’informazione e pretende mantenere il controllo dei media (per ovvie ragioni: la Maggiore parte di quanto la gente legge atronó al mondo sull’Argentina, compreso Mincuo, viene “masticato” in questi laboratorio). Vogliono, infatti, retornare a fare affari come prima; per sintetizzare, come stanno facendo in Europa e negli USA e hanno difficoltá a fare in Sudamerica.

       Sotto forte pressione da ció che voi chiamate “Poteri Forti” capaci di dare il Nobel della Pace all’UE 2012!

      Questo articolo non vende fumo: é molto coerente con quanto noi viviamo. Mincuo non sa, infatti, che “gli stessi Sindacati Argentini, anche per il settore pubblico, che protestano da anni su quei dati” corrisponde soltanto ad una parte del sindicalismo argentino, quello con piú vincoli con il potere corporativo, di cui ha preso la leadership un’uomo che vuol’essere presidente della Repubblica, Hugo Moyano, straricco la cui ricchezza si é accumulata durante la sua lunga vita a capo della Confederazione Generale del Lavoro, ORA PARTITA IN DUE, quelli che appoggiano al governo – delle volte con critiche – e quelli che fanno causa comune con Moyano, capace di fermare il paese poiché tra l’altro conduce la potente “Camioneros” (laboratorio dei trasporti).

      Di fatto qualche mese fa l’ha fermato, il paese, e sapete cos’é accaduto: la gente gli chiedeva di smettere e ha dovuto smettere.

      Dice Mincuo: “Ma l'Argentina, riguardo ai metodi di calcolo, ha sottoscritto più volte in questi anni documenti di impegno ufficiale a rivederli, e sempre poi non ha tenuto fede a quanto promesso, che è semplicemnte di adeguarsi ai minimi standard internazionali di accounting vnei confronti delle Organizzazioni e Associazioni Internazionali di cui l'Argentina è un membro, cioè è un partner”.

      Se esistono istituzioni al mondo che non hanno mai tenuto fede neppure alle loro carte costituienti, queste sono in speciale quelle “Organizzazioni e Associazioni”. Il gov. Argentino ne é crítico insieme con il Brasile, Venezuela e molti altri. Il gov. Argentino critica apertamente e in sede ONU la composizione del Consiglio di Sicurezza e lo denomina un’organismo antidemocratico (cioé, quel che di fatto é). Il gov. Argentino come la Maggiore parte di quelli del Sudamerica e diversi di Centro-America criticano fortemente l’FMI, la Banca Mondiale, la OMC ed altre organizzazioni che da tempo ormai fanno solo l’interesse dei poteri corporativi soprattutto quelli finanziari e dei paesi in cui hanno sede.

      Venezuela, Argentina ed altri paesi promuovono cambiamenti o forse é molto probabile che ad un certo punto non ne faranno piú parte, non saranno piú membri di quelle organizzazioni (nei fatti un CARTEL impresentabile). Non a caso l’UNASUR sta costruendo le proprie istituzioni.

      L'IMF gli ha dato ulteriori 180gg per mettersi in regola.
      E chi é l’FMI, a che titolo, con quale autoritá si permette ció?

      Crescita del PIL oggi: Lo sappiamo, Mincuo. Infatti l’articolo non si riferisce ai dati di OGGI. “Oggi” diciamo questo trimestre, poiché nel 2012 la crescita risulterá attorno al 2,5% e altrettanto si prevede per il 2013. Tenendo conto della situazione globale e della crescita spinta degli ultimi 8-9 anni, noi argentini lo consideriamo un risultato ragionevole.

      “Controllo pesantisimo sui movimenti di capitale” MA CERTO E MENO MALE MINCUO!!!! O cosa vuoi, che permettiamo agli avvoltoi portarci via il frutto della lotta e dello sforzo finora fatto dopo esserci rotto il c…o per tanto, tanto tempo??????? Noi la conosciamo, la finanza, e come opera. Vadano pure a far negozi da altre parti, non siamo interessati e l’ha detto pure il nostro governo: NON SIAMO INTERESSATI NEGLI HEDGE FUNDS, NELLA SPECULAZIONE FINANZIARIA, di fatto siamo incazzati neri per la speculazione che fanno sui prezzi dei cereali!

      Io non so a cosa si dedica Mincuo ma lo posso intuire e posso ratificare che per Mincuo e per i vari Mincuo l’Argentina non é raccomandabile.

      Tutti i dati tecnici che riporta riguadano precisamente un settore nel quale la maggior parte degli argentini, dei sudamericani, dei latinoamericani, non siamo proprio interessati, come dice nell’articolo. Di nuovo, Mincuo, penso proprio che come tu dici, l’Argentina non é raccomandabile per la Finanza. Meno male per noi. Raccomandatissima é l’Europa, sono gli USA: Lá i vari Gsachs e JPMorgan ottengono guadagni straordinari.

      “Aggiungo che la BCRA (Banca Centrale) ha fatto interventi da inizio anno per USD 7.94 miliardi contro 3.07 miliardi del 2011)”.

      Beh, é proprio quel che suggerisce l’articolo: la Banca Centrale non é “indipendente”, interviene. Il governo la usa. E lo dice. Ci ha fatto una legge ad hoc, per usarla. E lo racconta. La legge ad hoc é stata annunciata in catena nazionale e gli argentini, in maggioranza, siamo d’accordissimo.

      “L'Argentina sta facendo quella che è chiamata una "pesification" forzata”.
      VERO Mincuo. Non siamo interessati nel dipendere di valute estere. NON SIAMO INTERESSATI nel rimanere legati ad una valuta d’altra parte fortemente gonfiata da un Ponzi Scheme che fa paura e che va per il QE4 con una Fed che dice che stamperá 83 miliardi di dollari al mese. Al mese!

      Per quanto riguarda il resto, restituisco la palla a Mincuo: non vale la pena. Faró un’ultimo commento sulla popolaritá del governo. Ricordo semplicemente che MENTRE si stavano contando i voti in Venezuela tutti i media del mondo (compresi quelli del Venezuela, i corporativi) suggerivano che vinceva Capriles. Tutti sappiamo com’é andata. Per vedere qual’é la popolaritá del governo basta aspettare fino all’anno próximo poiché ci saranno elezioni parlamentari.

      Solo una cosa mi secca molto: la sufficienza e l’ironia di Mincuo. Se non fossi una signora educata bene da un padre italiano anarchico e appassionato, direi altro. Ma sono una signora.

      (Scusate amici, non ho troppo tempo per i tags HTML)

    1. istwine 13 ottobre 2012

      Senza offesa, ma sei un po' fuori strada. Frenkel non ritiene minimamente valida l'idea del PPP e del UIP. E ci mancherebbe pure, visto di cosa si occupa principalmente (tassi di cambio e debito estero).

    1. UlanBator 13 ottobre 2012

      Come non detto Mincuo...sei un trader non sfigato, ma sfigatissimo... uno che usa BoP per bilancia dei pagamenti significa che non vuole farsi capire ai non addetti...ma tralasciando questo, è chiaro che l'approccio monetario non sia l'unico per capire la svalutazione attesa e il suo legame con i differenziali di inflazione, ma bisogna anche vedere l'andamento delle partite correnti e gli scambi sul mercato finanziaro...ma cosa hai scoperto l'acqua calda? Tuttavia nei casi di uscita da un aggancio rigido, l'analisi dei differenziali di inflazione è quella più corretta per capire la svalutazione cumulata e attesa nel lungo termine, come viene spiegato benissimo nel ciclo Frenkel (ma tu sai chi è Frenkel vero? Perchè mi viene qualche dubbio...) e come si è verificato puntualmente nel caso argentino: differenziali di inflazione cumulati con USA 200% e svalutazione del peso del 200%, con cambio passato da 1:1 a 3:1...
      Ma è chiaro che stiamo parlando di due cose molte diverse, perchè tu sei un trader e devi ragionare nel breve, brevissimo periodo per portare la pagnotta a casa, mentre Bagnai studia macroeconomia ed equilibri di lungo periodo, trascurando le oscillazioni giornaliere...quindi per le sue analisi l'approccio della parità relativa è quello più affidabile...quindi torna pure a cuccia a fare analisi speculative sul forex e lascia fare le analisi di sostenibilità a lungo termine a chi ha i mezzi e gli strumenti per farle e soprattutto può essere obiettivo perchè non ha stringenti impellenze pecunarie da soddisfare (tu sul forex ci campi, quindi obiettivo fino in fondo nelle tue analisi non lo potrai mai essere...)...e stai sicuro che a Bagnai gli farò leggere tutte le cretinate che vai scrivendo e soprattutto il tono da saccente che usi, così ci facciamo quattro grasse risate...e ora abbassa la testa come uno schiavo sullo schermo perchè ti potrebbe sfuggire qualche short molto interessante su Hong Kong o Tokyo...vai Mincuo, hai tutta la mia solidarietà per il lavoro di m... che fai, ma non venire a fare il professorino perchè non ne hai alcun titolo e competenza....

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      Guarda non voglio perdere molta tempo con uno così, ma rispondo sempre, per educazione, anche se non dovrei. Dei 3 approcci possibili:

      1)monetary, che poi è la PPP relative.

      2) BoP (solo se selettiva)

      3) asset market,

      (E in aggiunta tutte le considerazioni sugli interventi, che sono fondamentali).

      La 1) è quella che ha sia sui dati di regressione mensile che annuale fatta sui differenziali di inflazione di tutte le valute non da nessuna evidenza. E le ragioni sono molte, e non sto qui a dilungarmi. E questo anche se consideri economie con pevalentemente solo tradable goods.

      In ogni caso l'evidenza è che i tassi di cambio divergono e per lungo tempo rispetto a quanto i differenziali di inflazione farebbero prevedere. Posso anche fare una lista di quei pochi cross dove l'approccio monetario ha una qualche attendibilità. USD/mXn storicamente ad esempio è uno dei pochi.

      Stiamo parlando comunque dell'età della pietra in materia di cambi, o di testi solo scolastici di 50 anni fa, digli al signor Bagnai, da parte mia. Nessun analista usa un approccio monetario, se non per equilibrio nel lunghissimo termine e fatte salve altre variabili.

    1. UlanBator 13 ottobre 2012

      Vai, vai Mincuo non piagnucolare e spiegamelo a me cosa non va nella teoria della parità relativa, che poi glielo riferisco io a Bagnai dove sbaglia (secondo Mincuo...uno che al massimo nella sua vita ha pubblicato quattro commenti sgangherati sui blog e non sa nemmeno cosa sia Ideas)....guarda che li ho letti anch'io i manuli di finanza per giovani marmotte, quindi cerca di parlare chiaro senza troppi fronzoli, perchè se no poi mi tocca tradurre a tutti gli altri...sono tutto orecchie, Mincuo, illuminami, che tanto qui non ti censura nessuno...

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      Certamente e speriamo che ce la facciano. Io pongo molta più attenzione sul consolidamento delle strutture che ha promosso anche Chavez, e spero che riescano a implementare un'area e poi ad agganciarsi anche a Russia ecc..Ma per l'Argentina è una questione molto particolare, non così limpida come sembra.
      Il Venezuela ad esempio ha effettivamente una migliore libertà e capacità d'azione.
      Invece non tutta l'elite Argentina è così cambiata. E alcune cose ho anche accennato, altre non posso. Ho accennato agli warrants (che è una cosa incredibile) alla questione petrolio, e anche a una banca che quando ufficialmente loro nazionalizzavano quella invece l'hanno privatizzata, da nazionale che era prima. Le trovi, non voglio ripetere.

      Ci sono altre cose, soprattutto per 2 cose soia e real estate, ma non posso qui. Poi può darsi che siano solo dei casi...

    1. BaronCorvo 13 ottobre 2012

      Mincuo vorrei sapere da te se non credi che comunque l'Argentina è stata costretta a scegliere la strada intrapresa. A me sembra, al di là degli entusiasmi troppo facili, che effettivamente dovevano fare quello che hanno fatto. Forse si poteva fare meglio, credo che non sia nata una vera consapevolezza nel popolo ma obiettivamente direi che hanno compiuto una scelta obbligata.

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      Studia te e a Bagnai digli che non censuri quando gli scrivono che dice caxxate sull'inflazione cumulata come misura della svalutazione prevista, che fa ridere mezzo mondo, e che solo così evita figure da cioccolataro. Su quello e su altro.

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      "Tempesta Perfetta, la luce di un faro. La salvezza, la terraferma...., il Faro della Fine del Mondo. …..Oggi più che mai rappresenta un vero spartiacque simbolico di civiltà….
      ….regime democratico al servizio dei cittadini e dei diritti umani, …...Un abisso di distanza in termini di “cammino evolutivo della civiltà”, che è ancora più accentuato dal fatto che la censura della propaganda di regime dilagante in Europa......"


      (Lì invece niente censura e propaganda, macchè...)

      Vabbè questo è l'incipit, "informativo". Tipo Komsomol.

      "…..“I capitali esteri sui quali si fondava il sostanziale equilibrio contabile della bilancia dei pagamenti cominciano a fuggire dal paese, gli investitori più accorti vendono in fretta i titoli argentini per limitare le perdite e il governo si vede costretto a bruciare notevoli quantità di riserve di moneta estera per mettere in condizione i debitori di rimborsare i debiti contratti, ad imporre riforme di austerità per rastrellare liquidità dal basso e ad aumentare i tassi di interesse a livelli non più credibili, per favorire l’arrivo di nuovi capitali dall’estero. Questo circolo vizioso dura fino a dicembre del 2001......Da quel momento in poi si apre una pagina del tutto nuova....”

      Come no, nuovissima. Basta fuga di capitali dopo. Infatti alla media di 3 miliardi di dollari al mese hanno continuato a uscire, ma questo non lo dice, numeri sempre ZERO. Eppure ci sono quelli di BCRA, BANCA CENTRALE ARGENTINA.

      Hanno dovuto prenedere misure di controllo dei movimenti di capitali sempre più pesanti, l'ultima, draconiana, ad autunno 2011.

      Ma solo per sport. E hanno di fatto reso il Peso una moneta non convertibile, di serie B, per divertimento. Cioè c'è una prorompente crescita che però li costringe a evitare il deflusso di capitali e mantenere un cambio artificiale. Si capisce. Logico.

      Dopodichè spiega "l'inarrestabile" crescita del PIL.

      Compreso oggi, e infatti scrive “il PIL è in continua ascesa”.
      E' 0%, zero percento, dati ufficiali, gratuiti. Ma niente numeri.

      http://www.tradingeconomics.com/argentina/gdp-growth-annual

      Spiega però che non era basata sull'export, macchè nooooo. Ve lo spiega il mirabile articolo di tal di tali. Vediamolo. E' in due parti. Zero numeri, zero dati. Neanche uno. Mistero. Al volo, gratuito, uno da un'occhiatina al c/a e che vede dopo il 2001?

      http://www.tradingeconomics.com/argentina/current-account-balance-bop-us-dollar-wb-data.html

      E come l'hanno fatto? Mistero.

      L'inflazione è calcolata al 9% che è una barzelletta mondiale, ma nel frattempo i salari aumentavano del 25% 30% all'anno, e Tanita (che è pure "imprenditrice") spiega cquando le ho detto che i salari li hanno aumentati a botte del 30% cioè del 20% reale, che è per via del miracolo socialista. Gattocottero invece per via della fantomatica MMT, che ha visto solo Barnard in Argentina.

      In ogni caso cosa sarà mai aumentare il costo del lavoro alle imprese ogni anno a suon di 25-30%, cioè aggravarle del 15-20% di aumento reale all'anno, (se l'inflazione fosse stata veramente al 10%)?

      E non è invece che semplicemente adeguavano i salari all'inflazione reale, cercando di mantenere il potere d'acquisto?
      Nooooo.

      E' un miracolo. Socialista. O della MMT dei fumetti, dipende.

      Andiamo avanti. Da subito si sono finalmente liberati dalle grinfie dei cattivi, prosegue l'articolo. Ma sempre niente numeri però. Che ci sono, pure gratis. W.B. ne pubblica abbastanza. Ah già i numeri non servono, dimenticavo.

      E i debiti? Quelli restano di serie A, in Dollari ed EUR, per la cronaca.

      Però neanche quello lo dice. Non esistono.

      Pazienza se solo di warrants, cioè una bazzecola, gli sono costati 10mld di USD finora.

      Pazienza se la sola provincia di Buenos Aires ha 13,2 mld di stock, in USD.

      Ma si sono liberati, come no. Numeri sempre zero,
      naturalmente.

      I tassi di disoccupazione sono entusiasmanti. Ho scritto anche qui un articolo sulla disoccupazione, ma quello vale solo per Europa e USA, è chiaro.
      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10928

      In Argentina invece i dati sono buonissimi. Per incartare il pesce.

      Su svalutazione e inflazione ho già detto, ma a parte la fola che una svalutazione rispecchi solo l'inflazione cumulata, una scemenza che piace tanto ad alcuni per la loro propaganda sui loro blog, qui ricopiata paro paro, e che ha ZERO evidenza empirica, (ma quello lo studieranno più avanti, tra una citazione di Stendhal e l'altra), anche ammesso, dipende poi sempre qual'è quella reale.

      (Naturalmente uno subito dirà: ma tu non sei per uscire dall'EUR, per una moneta sovrana, ecc...? Certo, e molto più di questi bei tomi messi assieme, tutti vispi adesso ma zitti per 15 anni, ma non significa questo dover raccontare un sacco di balle).

      Dopodichè c'è un minestrone “monetario” con il consueto rovesciamento della realtà, e circonvenzione di incapace, spacciando continuamente i guai per meraviglie. Le difficoltà sul credito diventano scelte mirabolanti. Il rallentamento della domanda sull'export, non per colpa loro ma della crisi, diventa una scelta luminosa, il calo dell'import invece non c'è. Cancellato, non esiste.

      E alla fine ci sono i cattivi che minacciano la straordinaria forza del Peso, talmente forte che non è neppure convertibile, e questo ve lo scrivono per mettere le manine avanti sul debito estero a breve, che cresce. Nel caso, e mi auguro di no, sarà colpa dei cattivi, che si divertono a quotare il peso reale e a coprirsi sulla base del 33,75% di svalutazione già oggi, rispetto al cambio ufficiale, ma anche quello lo fanno per sport, chiaro, logico.

      Tutto questo in un tourbillon di naufraghi, tempeste, salvezze, fari, naviganti, cattivi, buoni...

      Invece di dire che la politica precedente dell'FMI era nefasta, come sempre, e che hanno poi intrapreso una strada che si spera porti ad un'autonomia, ma lunga ancora da ottenere, altro che indipendenza, e che sono tra mille difficoltà e mille problemi, un mare di propganda e di menzogne. La Pravda in confronto era forfora.

      Risultati ce ne sono stati, ci mancherebbe, ma per gran parte per il boost all'export dato dalla svalutazione, che però non ha ancora equilibrio, visto cosa sono stati costretti sulla valuta.

      Per il resto è stata fatta "ufficialmente" una politica di spesa, con grandi squilli di trombe socialiste, ma basta vedere i livelli per capire quanto, e lì il signore dell'articolo mette finalmente un numero, che già è bassino e in realtà è inferiore, ma per non dire che è bassino e basta dice che è perchè la spesa “è convogliata verso finalità utili e redditizie” (e cioè vale il doppio, come il doppio brodo Star).

      Gli Svedesi ad esempio invece notoriamente la convogliano sui videopoker, e solo per quello è alta la spesa lì.

    1. Georgejefferson 13 ottobre 2012

      Ciao Mincuo scusa se ti pongo una domanda OT...che tu sappia nelle famiglie da te citate ai vertici..le stesse da decenni(secoli?)...c'e' il nome dei rothchild?So che e'un nome inflazionato...associato a demoni,rettiliani e favole varie(come dicevi,basta prendere delle ricerche serie e mischiarle a 1000 altre panzane per ridurre il tutto al calderone complottista)..come ti risulta la storia?sai quella della banca d'inghilterra,sua fondazione..i 5 fratelli che si spargono per l'europa ecc ecc,perche non fare un post sui riscontri storici che conosci?se chiedo troppo anche due parole qua..grazie comunque della gentile attenzione...George

    1. UlanBator 13 ottobre 2012

      Mincuo ma non hai capito che ormai non è più il vostro tempo? Ormai sono scesi in campo gli economisti, gli ingegneri, i professori e voi traders finanziari ormai fate soltanto compassione, con i vostri termini tecnici che non fanno paura più a nessuno: crawling peg, NDF curve, gap, spot, peg USD/ARS. Quantomeno loro ci mettono la faccia e il nome per spiegare con termini semplici e spiegazioni comprensibili ai profani come funziona l'economia e la finanza, mentre voi vi trincerate dietro l'anonimato, perchè avete paura di dire chi siete o cosa fate veramente nella vita: ma vuoi vedere che anche Mincuo è un trader finanziario, che vuole che le cose rimangano esattamente così, che la finanza si rafforzi invece di lasciare il passo alla democrazia, perchè così Mincuo riesce ancora a sbarcare il lunario al casinò???
      Ma andiamo ai dati e vediamo insieme tutte le sciocchezze che stai dicendo:

      "Ma a parte questo, riguardo alla buona fede dell'articolo, c'è anche di peggio, perchè ad esempio basta che uno si prenda un dato ufficiale del Governo, gratis, con un semplice click, e vede che il PIL attualmente cresce allo 0%, zero per cento, in Argentina."

      Il PIL viene misurato per trimestri, quindi il fatto che l'Argentina non cresca per un trimestre non significa niente perchè si deve fare il calcolo dei quattro trimestri (ti è chiaro che i trimestri sono 4 in un anno, giusto? O questo non vi viene spiegato nei manuali delle giovani marmotte travestiti da rampanti consulenti finanziari?), e secondo stime OCSE l'Argentina è cresciuta in termini reali del 4,5% nel Q1 (primo trimestre) e del 1,4% nel Q2, quindi anche con una crescita 0% nel Q3, il PIL annualizzato cresce già del 5,9%

      http://stats.oecd.org/index.aspx?queryid=26674

      "Le NDF curve a 1M 3M 6M e 12M di USD/ARS prezzano una svalutazione implicita del Peso rispettivamente del 23%, 25%, 27% e 27%, annualizzate.
      Il gap tra il tasso implicito nei bond (NDF) e USD/ARS spot (il cambio, tenuto bloccato) è 34%.
      Sui mercati USD/ARS NDF ha chiuso venerdì scorso a 6.30 contro 4.71 per lo spot USD/ARS.
      Il peg USD/ARS sta ultimamente deprezzando a un tasso del 16% (media giornaliera, 60gg)."

      Mettiamo il caso che il valore non bloccato di cambio sia di 6,3 pesos per 1 dollaro, ciò significherebbe una svalutazione cumulativa rispetto al 3 pesos/dollaro iniziale del 100%, e quindi secondo lo schema spiegato benissimo nell'articolo conosciuto come "parità relativa del potere di cambio", basato sui differenziali di inflazione con il paese core, l'inflazione media in Argentina negli ultimi 10 anni sarebbe del 12,5%, esattamente la metà del 25% stimato dal FMI

      "A meno che l'esperto ottimo non sappia proprio bene di cosa parla, quando parla di cambi, di svalutazione e di inflazione. Boh, mistero.
      Comunque glielo illustro io, e se poi lui ha qualcosa da dirmi sui numeri me lo scriva pure qui."

      No, sai com'è, siccome non so chi tu sia e cosa tu faccia nella vita, me lo faccio spiegare da un professore di politica economica come Alberto Bagnai cosa sia l'inflazione, la svalutazione, il cambio e quale sia il rapporto fra queste grandezze. Magari dagli una lettura anche tu così ti chiarisci le idee, perchè mi sa che sei un pò confuso con tutte quelle operazioni di short selling sui cambi e sui titoli che devi fare ogni giorno per tirare a campare...ripeto Mincuo, non è più il tempo, fattene una ragione, magari potevi andare bene negli anni 80, al tempo degli yuppies e della finanza all'arrembaggio, ma oggi fai solo compassione...trovati un lavoro onesto finchè sei in tempo, senti a me, ti do un consiglio da amico, perchè sai anche tu che prima o dopo, fra un mese, fra un anno, alla finanza gli arriva una bella strigliata...il terrorismo che ancora cercate di fare con i vostri vacui tecnicismi ormai non attacca più...patetici...studia Mincuo, studia Bagnai, in particolare questi due saggi e poi ne riparliamo:

      http://goofynomics.blogspot.it/2012/05/il-ritorno-del-terrorismo.html

      e

      http://goofynomics.blogspot.it/2012/04/svalutazione-e-salari-ad-usum-piddini.html

    1. giali 13 ottobre 2012

      Premetto che non riesco a capire veramente quale sia la situazione argentina anche perchè le mie conoscenze economiche non sono cosi "elevate come le tue". Stavo leggendo con piacere i tuoi commenti ma come puoi dire agli altri che si fanno abbindolare dalle proprie ideologie quando anche tu per seguire le tue non ricerchi la verità.
      come puoi dire che è lo stesso governo argentino che dice che il suo pil non crescerà quando tutto il mondo dei detrattori e non della cristina dicono che comunque crescerà, cos'è masochismo?
      basterebbe andare su wikipedia che poi ti rimanda a questo articolo per vedere che il PIL argentino comunque crescerà anche quest'anno.

      http://noticias.terra.com.ar/el-gobierno-insiste-en-que-la-economia-argentina-crecera-51-por-ciento-en-2012,d9520562a6538310VgnVCM20000099cceb0aRCRD.html

    1. martin17 13 ottobre 2012

      "La nostra esperienza empirica" come dice tanita,da imprenditrice forse....io piuttosto direi "aprite gli occhi", YPF per il bene del popolo mi viene da ridere,dipendiamo del gas boliviano,e la Kirchner cerca disperatamente negli USA qualcuno che si occupi della estrazione del greggio in Patagonia,la nessuno l'ha ca...to e adesso ci prova con i cinesi,Aerolineas argentinas,con perdite millardarie,i gendarmi argentini con una paga di miseria protestano per le strade,ma le leggete le notizie? con quel nuovo biglietone di 100 pesos che si vede nella foto con la faccia di Evita,si possono comprare 8 kg.di yerba,solo due anni fa con 100 pesos ne compravi 20 kg. e poi si racconta in giro di una inflazione del 7% !!!!! por favor,ci vuole sincerità,o la propaganda kichneriana é così forte di arrivare persino in Europa?

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