LA BANCA CENTRALE PUBBLICA DELL’ARGENTINA E’ UN FARO PER LA DEMOCRAZIA NEL MONDO

DI PIERO VALERIO

Tempesta perfetta

Quando l’equipaggio di una nave si trova in mare aperto, nel mezzo di una tempesta, e di una Tempesta Perfetta per giunta, l’unica cosa che vorrebbe disperatamente scorgere
all’orizzonte è la luce di un faro.
La salvezza, la terraferma. In Argentina, all’estremità sud del paese, poco più a est della Terra del Fuoco, si trova una piccola isola, quasi uno scoglio in verità, dove c’è un antico faro dal nome evocativo: il Faro della Fine del Mondo.
Poco più in là c’è l’Antartide, con le sue immense distese di ghiaccio, voltandosi indietro si intravedono invece le sconfinate e rigogliose praterie argentine. E in mezzo il Faro.
Un luogo magnifico ai confini del mondo, che non a caso lo scrittore francese di romanzi d’avventura Jules Verne, l’autore di “Ventimila leghe sotto i mari”, ha utilizzato per ambientare uno dei suoi libri meno conosciuti: “Il faro in capo al mondo”. In effetti a partire dal 1991, il faro argentino ha perso il primato di essere quello più a sud del mondo, perché né è stato
costruito uno a Capo Horn in Cile, ma rimane sicuramente il monumento più antico e
famoso, che oggi più che mai rappresenta un vero spartiacque simbolico di civiltà. Una speranza per tutti i naviganti che transitano da quelle parti e sono sommersi e travolti dalle onde
della Tempesta Perfetta globale, senza sapere ancora come venirne fuori e quali strumenti utilizzare per domarla.

In perfetta analogia, l’Argentina guidata dalla presidentessa Cristina Kirchner, così come il Venezuela di Chavez, l’Ecuador di Correa, la Bolivia di Evo Morales, è diventato un faro, una speranza per quei popoli del mondo, dall’Europa alla Cina passando per gli Stati Uniti, che oggi aspirano a ripristinare un regime democratico al servizio dei cittadini e dei diritti umani, dopo essere stati soppressi e repressi dall’occupazione quasi militare dei tecnocrati, dei faccendieri, dei politicanti, degli elefantiaci apparati dirigisti che lavorano alacremente  soltanto per tutelare gli interessi delle lobbies finanziarie, dei comitati d’affari, delle corporazioni multinazionali. Un abisso di distanza in termini di cammino evolutivo della civiltà, che è ancora più accentuato dal fatto che la censura della propaganda di regime dilagante in Europa impedisce a noi cittadini di sapere cosa stia accadendo esattamente in Sudamerica, visto che gli organi di informazione su ordine preciso dei loro potenti committenti hanno completamente tagliato fuori dai circuiti della stampa e della televisione le notizie provenienti da quei paesi. Senza andare troppo per il sottile, il continente sudamericano è stato letteralmente cancellato dalle carte geografiche del mondo, perché i cittadini lobotomizzati e teleguidati d’Europa e degli Stati Uniti non devono sapere nulla dei cambiamenti che stanno avvenendo laggiù. I drastici mutamenti di paradigma rispetto al dogmatismo medievale dell’Occidente, con il loro cattivo esempio, potrebbero infatti spezzare di colpo la catena psicologica su cui si fonda gran parte dell’egemonia totalitarista che ci governa: TINA, There Is No Alternative, non c’è nessuna alternativa alla tecnocrazia neoliberista, si fa come dicono loro e basta. E
invece, al pari di ogni altra questione che coinvolge la vita umana, l’alternativa c’è, eccome se c’è. E si chiama Argentina.

La storia della crisi e successiva rinascita dell’Argentina è abbastanza nota e per certi versi, soprattutto nelle caratteristiche della fase di declino, molto simile a ciò che sta accedendo oggi nell’eurozona. Con il pretesto di creare maggiore stabilità nei rapporti commerciali con l’estero e in particolare con gli Stati Uniti, nel 1991 il governo Menem decide di ancorare il cambio del peso al dollaro, con una scellerata parità fissa di 1:1 che ovviamente apprezzava troppo la moneta argentina rispetto alla valuta statunitense. Il risultato è stato che per un certo periodo di tempo per gli argentini è stato molto conveniente importare prodotti dall’estero prezzati in dollari e questo eccessivo ricorso alle importazioni ha creato un deficit permanente nella bilancia commerciale, che è stato inizialmente compensato dal notevole afflusso di capitali e investimenti esteri. Sull’onda di questa maggiore fiducia e apertura del
governo alle imprese straniere, le multinazionali
americane ed europee
strapparono facilmente diverse concessioni per gestire
i servizi essenziali un tempo pubblici, dagli acquedotti all’energia, dall’industria
estrattiva e mineraria alle telecomunicazioni, esportando i profitti in patria,
lontano dall’Argentina, e ponendo le basi per un maggiore indebitamento estero del paese. Sia i titoli finanziari
privati che quelli pubblici argentini, i famigerati Tango Bonds, venivano
piazzati in tutto il mondo assicurando alti rendimenti agli investitori e
fornendo un’illusoria parvenza di stabilità economica del paese. Si trattava però di un equilibrio molto precario e sono bastati gli effetti di contagio della crisi delle borse asiatiche del 1997 per mettere in ginocchio il paese e svelare al mondo la reale insostenibilità del suo straordinario sviluppo economico.

I capitali esteri sui quali si fondava il sostanziale equilibrio contabile della bilancia dei pagamenti cominciano a fuggire dal paese, gli investitori più accorti vendono in fretta i titoli argentini per limitare le perdite e il governo si vede costretto a bruciare notevoli quantità di riserve di moneta estera per mettere in condizione i
debitori di rimborsare i debiti contratti, ad imporre riforme di austerità per rastrellare liquidità dal basso e ad aumentare i tassi di interesse a livelli non più credibili, per favorire l’arrivo di nuovi capitali
dall’estero. Questo circolo vizioso dura fino a dicembre del 2001 quando, sulla spinta delle proteste popolari, il governo decide di dichiarare default sul debito estero denominato in dollari, che ammontava a circa $95 miliardi, e i suoi maggiori rappresentanti sono costretti a scappare in elicottero dal paese per evitare il linciaggio.

Da quel momento in poi si apre una pagina del tutto nuova nella storia dell’Argentina. Nel maggio 2003, dopo la parentesi della presidenza di Eduardo Duhalde durata due anni, viene eletto a capo del paese Nestor Kirchner, che comincia fin da subito un lungo braccio di ferro con il Fondo Monetario Internazionale per rinegoziare le condizioni di rimborso del debito: l’Argentina vuole ripagare i debiti ma secondo le sue modalità e i suoi tempi e non accettando passivamente le severe scadenze imposte dai creditori. In secondo luogo, con un piano progressivo di ristrutturazione il governo argentino si riappropria della gestione dei servizi pubblici essenziali, estromettendo le multinazionali, per consentire innanzitutto un maggior controllo sui prezzi di erogazione, e questo atteggiamento contrario agli interessi privati dei grandi colossi internazionali inasprisce i rapporti con il FMI, che delle loro logiche predatorie e parassitarie è il tutore a livello globale. A peggiorare ancora di più la situazione, Kirchner avvia politiche sociali per ridurre la povertà e la disoccupazione, cosa anche questa che fa infuriare il FMI, che proprio sulle ampie sacche di povertà e disoccupazione prodotte dalle sue stesse ricette di austerità crea i presupposti per fornire manovalanza a buon mercato per le multinazionali.

Mentre continua senza sosta il duello frontale a distanza fra governo argentino e FMI, la rapida svalutazione del peso rispetto al dollaro seguita al default, che si aggira intorno al 200% con un rapporto di cambio ora più realistico e aderente alle esigenze dell’economia argentina di circa 3 pesos per un dollaro, fornisce intanto un doppio beneficio per la bilancia commerciale del paese: da un lato favorisce le esportazioni e dall’altro rende più costose le importazioni, a tutto vantaggio delle produzioni locali. Lentamente l’Argentina riesce a rimettere ordine nei suoi conti disastrati, anche se bisogna subito sottolineare, come già evidenziato in uno splendido articolo pubblicato sul blog Voci dall’Estero, che non è affatto basata sulle esportazioni la grande ripresa economica dell’Argentina, la quale dura inarrestabilmente dal 2° trimestre del 2002 fino ad oggi. Durante il periodo che va dal 2002 al 2011, lo stesso FMI certifica una crescita
cumulata del PIL
argentino del 94%,
che equivale esattamente ad una straordinaria
media annua del 9,4%
(al pari se non più della stessa Cina), mentre il contributo delle esportazioni sul PIL cumulato nella fase più forte di espansione (2002-2008) si limita ad un modesto 7,6%, cioè solo il 12% del totale. Troppo poco per essere un fattore realmente decisivo e determinante. Se esaminiamo il grafico sotto possiamo in effetti notare che le esportazioni sono cresciute in valore, ma in relazione al ritmo travolgente di aumento del PIL l’apporto dell’export è diventato sempre più marginale e decrescente e se consideriamo infine il saldo netto fra export ed import avremo addirittura un risultato negativo (importazioni di poco superiori alle esportazioni).

Ciò significa che la violenta accelerazione del PIL argentino è dovuta evidentemente ad altri fattori e in particolar modo proprio ai due elementi che vengono sempre ignorati nei programmi di “austerità espansiva” (un imbarazzante e assurdo ossimoro che circola impunemente nei messaggi rassicuranti della propaganda asservita, perché come stiamo sperimentando sulla nostra pelle, nel mondo reale non ci può essere mai crescita economica quando si tagliano le spese e si aumentano le tasse) promossi  in Europa, negli Stati Uniti e nel mondo dalle orde oscurantiste e dogmatiche di neoliberisti al governo: l’aumento dei consumi e degli investimenti interni (rispettivamente il 45,4% e il 26,4% del totale). Entrambi questi obiettivi sono i più abbordabili da raggiungere per un governo che ha piena disponibilità della sua moneta e di tutte le leve di politica economica, a dimostrazione ancora del fatto che per avvicinare traguardi importanti e ambiziosi spesso bisogna seguire le vie più semplici e dirette, senza complicarsi la vita con gli inutili e pretestuosi tecnicismi inventati di sana piana per confondere le acque e i malsani suggerimenti di cattedratici ampollosi, arroganti, autoreferenziali, corrotti e distanti anni luce dalla realtà della vita quotidiana e dalle esigenze materiali di milioni di individui. Se vuoi aumentare i livelli di spesa, la crescita economica di un paese, devi mettere in condizione cittadini e aziende di spendere e di investire. Chi non capisce questo semplice concetto o è stupido o è stato pagato a sufficienza per far finta di essere stupido.

Ma come si è potuta ottenere in Argentina un’esplosione così travolgente e rapida di tali fattori? Semplice, lo Stato argentino, sotto la guida di Nestor Kirchner prima e della moglie Cristina Fernandez a partire dal 2006, ha ricominciato ad attuare normalissime politiche economiche attive a sostegno della popolazione senza trincerarsi
più dietro il vile arretramento imposto dalle cure indigeste del FMI e soci. Un
esempio evidente è il programma di inserimento “Jefes de Hogar
(Capi Famiglia), tramite il quale sono stati messi a lavorare nel settore
pubblico, in impieghi socialmente utili e spesso part-time, ben 2 milioni di
disoccupati in un solo anno
(il 13% della forza lavoro attiva), che
dall’assenza di mezzi monetari hanno adesso un salario minimo garantito con cui potere soddisfare i bisogni primari del proprio nucleo familiare e programmare gli investimenti
futuri
. Il governo argentino ha poi direttamente organizzato progetti a livello
federale, statale e locale
e tra questi: grandi investimenti
infrastrutturali e iniziative di riciclaggio, progetti di irrigazione e
rinnovamento del suolo, assistenza sanitaria e centri diurni, pasti e rifugi
per i senzatetto, biblioteche pubbliche e programmi ricreativi, agricoltura di sussistenza e programmi di assistenza agli anziani, centri contro la violenza
in famiglia, e molte altre attività sociali. I posti di lavoro così creati nel settore pubblico non solo hanno prodotto reddito, occupazione, rilancio dei consumi e dell’attività produttiva, ma anche qualificazione, istruzione e formazione per tutti i partecipanti, credenziali queste che possono essere rivendute in futuro anche nel settore privato.

Ma come ha potuto il governo argentino finanziare tutte queste attività?
Anche in questo caso la risposta è abbastanza semplice: la banca centrale, il Banco Central de la Republica Argentina, ha rinunciato al dogma inutile e controproducente dell’autonomia e indipendenza e si è messa al servizio del governo argentino, finanziando la sua spesa pubblica tramite emissioni di nuova base monetaria (riserve bancarie elettroniche, banconote, monete metalliche). Analizzando i contributi netti al PIL cumulato nel periodo
2002-2011, avremo così che la spesa pubblica si aggira intorno alla considerevole quota del 35%: una cifra importante ma in verità molto inferiore rispetto per esempio alla spesa pubblica annuale in Italia, che supera spesso il 50% del PIL complessivo della nazione. Tuttavia, essendo stata convogliata verso finalità utili e redditizie
e avendo messo soprattutto nuovi mezzi monetari nelle mani di chi per ovvi
motivi ha più tendenza a spendere e consumare rispetto alla sterile tesaurizzazione precauzionale dei risparmi, la spesa pubblica argentina ha subito prodotto effetti positivi di espansione economica a tutti i livelli.

Da notare anche che l’Argentina non si è volontariamente ingabbiata in frustranti vincoli di pareggio di bilancio,
potendo quindi modulare il regime di tassazione progressiva e indiretta
in base a quelle che sono le reali esigenze di contenimento dell’inflazione e mantenimento nel tempo del potere di
acquisto
del peso. In Italia invece non solo la spesa pubblica è sproporzionata e spesso inefficiente, ma i cittadini e le aziende sono pure
gravati da un prelievo fiscale tra i più alti del mondo, che annulla sul nascere qualsiasi tentativo di mettere in atto politiche espansive. Mentre in Argentina si creano soldi dal nulla e questi soldi vengono spesi nell’economia
reale, in Italia si prendono in prestito soldi dai mercati finanziari da
spendere spesso in modo dissennato e a vantaggio di una ristretta casta di
privilegiati e questi soldi più gli interessi devono essere poi prelevati dalle
tasche dei comuni cittadini, dei lavoratori e delle aziende, con tutte le nefaste e inesorabili
conseguenze che ciò comporta in termini di riduzione dei consumi e degli investimenti.
Preso atto di queste circostanze più politiche che strettamente tecniche e della scelta suicida di sottostare ai mercati finanziari, non esiste allora alcun motivo per stupirsi o
meravigliarsi se in Argentina l’economia continua a crescere mentre in Italia
siamo in profonda recessione. E così strano che scelte tanto distanti fatte a monte dai rispettivi governi si riflettano poi a valle in effetti altrettanto divergenti e contrastanti? Non dovrebbe
essere la semplice matematica a suggerirci che sarebbe andata a finire così?

Fra l’altro il sostegno della banca centrale argentina non si limita soltanto al finanziamento dei piani di spesa pubblica del governo, ma anche ai programmi di ristrutturazione dell’intero sistema economico nazionale, avendo
l’istituto appoggiato le iniziative di nazionalizzazione del settore pensionistico (niente di eccessivamente anormale o sconvolgente perché anche in Italia o in Germania gli enti di previdenza, l’INPS e il Deutsche Rentenversicherung, sono pubblici e nessuno hai mai gridato allo scandalo, accusandoci di statalismo) e delle maggiori imprese di estrazione petrolifera, come nel caso della YPF che prima era in mano alla spagnola Repsol. Queste operazioni del governo argentino sono state necessarie non solo per garantire ai cittadini l’erogazione dei servizi essenziali e la proprietà pubblica delle risorse strategiche, ma anche e soprattutto per difendersi dall’ostilità dei mercati finanziari e dal mancato afflusso di capitali esteri: se i profitti delle multinazionali straniere della finanza e del petrolio se ne vanno all’estero e contemporaneamente nessuno porta nuovi capitali, è chiaro che in assenza di queste drastiche scelte di riappropriazione a tappe forzate delle primarie risorse finanziarie e naturali, l’Argentina sarebbe stata stretta in breve tempo in una nuova morsa dell’indebitamento estero. A parte che bisogna ancora capire cosa ci sia di tanto immorale e sacrilego (agli occhi dei funzionari del FMI e degli squali di Wall Street naturalmente, non
dei nostri) nel garantire ai cittadini di uno stato democratico e civile la continuità di erogazione della pensione, dell’elettricità, del gas, del carburante, visto che le privatizzazioni hanno storicamente arrecato più abusi, inefficienze e rendite di posizione, che reali vantaggi per i consumatori. E poi, non è umanamente più giusto e razionale che i profitti ricavati dalle risorse naturali di un territorio vengano redistribuiti tra i cittadini di quel paese, invece di arricchire i forzieri di pochi soggetti privati e persino stranieri?

Domande davvero pesanti e improrogabili, a cui l’Argentina ha già risposto con fermezza, mentre i nostri governanti farlocchi e mercenari si ostinano ad abbozzare risposte approssimative e balbettanti, non più accettabili come chiusura definitiva e conclusiva del discorso. Si tratta dunque di quel radicale
cambio storico di paradigma di cui abbiamo accennato all’inizio, che l’Argentina sta perseguendo con coraggio e
determinazione e ha già messo in crisi parecchie volte le vecchie e sclerotizzate plutocrazie occidentali, che ancora hanno in patria la necessaria forza politica e finanziaria per tenere sotto scacco interi governi,
sindacati, mezzi di informazione, opinione pubblica. Ma probabilmente il
ribaltamento più interessante e rivoluzionario riguarda appunto lo stesso ruolo della banca centrale, che in
Occidente riveste obblighi di tutela degli interessi privati e di stabilità dei
prezzi, mentre in Argentina ha più decisamente intrapreso la strada della lotta alla disoccupazione e alla povertà,
del sostegno all’economia reale, della stabilità finanziaria nel suo
complesso, di cui il contenimento dell’inflazione rappresenta solo un tassello importante ma non prioritario.
E i risultati raggiunti sembrano fino ad oggi premiare tutte le scelte fatte
dalla banca centrale argentina perché la disoccupazione è scesa dal devastante
54% del 2001 all’8,3% (meno di Italia e Stati Uniti, e nulla in confronto ai
livelli occupazionali e ai disagi sociali di Spagna e Grecia), il salario
minimo garantito è cresciuto di ben otto volte, il PIL è in continua ascesa, il
debito pubblico è diminuito dal 166% al 48%, gli interessi sul debito sono
passati dal 21,9% al 6% del bilancio, il tasso di povertà è crollato dal 45% al
14%, con la povertà estrema ben inferiore al 7% (vedi grafico sotto). Dati
entusiasmanti che fanno impallidire gli inqualificabili governi del rigore e
dell’austerità disseminati in tutta Europa, in cui questi indici di prestazione economica e sociale sono tutti inesorabilmente e drammaticamente in caduta libera.

L’unica vera incognita in questa carrellata di successi di politica economica è il dato sull’inflazione che secondo fonti governative sarebbe intorno al 10% annuo, mentre secondo i calcoli degli analisti del FMI avrebbe già sforato il 25%. Ed è proprio su questa interminabile diatriba riguardo ai tassi di inflazione e di crescita che è nato l’acceso scontro al vertice fra le due Cristine (descritto magistralmente dal grande Sergio di Cori Modigliani sul blog Libero Pensiero). La battagliera presidentessa argentina risponde colpo su colpo all’algida e inflessibile direttrice
del FMI Christine Lagarde, che proprio in questi giorni ha estratto il primo cartellino giallo nei confronti
dell’Argentina in attesa di ricevere dati economici più affidabili entro
dicembre, ottenendo in tutta risposta la pronta replica di Cristina Kirchner: “il mio paese non è una squadra di calcio. È
un paese sovrano e, come tale, non ha intenzione di accettare una minaccia
“. La situazione insomma è abbastanza compromessa e surriscaldata, ma in questa contesa cruciale per il destino e il significato stesso della sovranità democratica di una nazione, l’Argentina per nostra fortuna non intende arretrare di un passo, potendo contare sull’appoggio degli altri paesi
sudamericani alleati e facendo da apripista per tutti quegli stati non più
sovrani che vorrebbero magari in un prossimo futuro svincolarsi dalla stretta mortale del FMI e dell’Unione Europea (sono
la stessa cosa, perché uno è il corollario dell’altra e viceversa), come la Grecia, la Spagna e la stessa Italia.
In effetti, numeri alla mano, basterebbe solo mettersi d’accordo su quali beni e servizi considerare all’interno del paniere come base di calcolo dell’inflazione e il discorso sarebbe chiuso univocamente, anche se rimarrebbe ancora aperta la questione dell’aumento fittizio dei prezzi di alcuni prodotti agricoli ed alimentari dovuto alla speculazione finanziaria e alle scommesse sui derivati future.

Fra l’altro, come ha già dimostrato l’ottimo Giovanni Zibordi sul sito Cobraf, si potrebbe procedere anche ad un calcolo indiretto dell’inflazione tramite il tasso di cambio delle valute nazionali in un regime di cambi flessibili, dato che tale rapporto riflette più o meno i livelli relativi dei prezzi interni ai due paesi presi in esame. A parte
infatti le compravendite di moneta che avvengono a titolo puramente speculativo
sui mercati valutari, un residente di un paese cambia la sua valuta in una
valuta estera solo quando deve comprare dei prodotti da importare da quel dato
paese e quindi lo stesso tasso di cambio delle due divise si allineerà in un
certo senso al prezzo dei prodotti che verranno scambiati nei flussi incrociati
fra i due paesi: più alto sarà il differenziale
di inflazione
del primo paese rispetto al secondo e maggiore sarà la svalutazione della sua moneta rispetto alla moneta del secondo paese, perché a parità di volumi di merci scambiate
sarà più elevata l’offerta di moneta
del paese più inflativo rispetto a quella del paese meno inflativo. Utilizzando
questo semplice meccanismo, se confrontiamo il valore iniziale di cambio nel
2002 di 3 pesos per 1 dollaro con quello attuale di 4,7 pesos per
un 1 dollaro avremo una svalutazione complessiva del peso del 56% rispetto al dollaro, e ricavando nel periodo considerato un’inflazione media negli Stati Uniti pari al 2,5%, avremo che l’inflazione media annua in Argentina in questi ultimi dieci anni sarebbe stata intorno all’8,1%, ben lontana dai picchi del 25% annui stimati dal FMI. Questo è lo stesso motivo per cui oggi possiamo dire con pochi margini di errore che l’uscita dall’euro della Grecia comporterebbe una svalutazione del 70% della nuova dracma nei confronti dell’euro, perché la somma dei suoi differenziali di
inflazione rispetto alla media europea porterebbe a questo risultato. Mentre
per la medesima ragione, a prescindere dai numeri catastrofici e dagli
allarmismi ingiustificati sparsi a caso dalla propaganda per terrorizzare la gente, la svalutazione della lira sarebbe intorno al 20%. I numeri non sbagliano, mentre le voci di popolo sono e rimarranno sempre voci di popolo.

Ma a parte i semplici strumenti analitici dell’economia che porterebbero a
smontare la tesi del FMI e tralasciando per il momento il fatto che questi conteggi
manterrebbero sempre un certo grado di approssimazione per la solita storia
della differenza sostanziale di calcolo dell’inflazione negli Stati Uniti e in
Argentina, la faccenda è più prettamente politica, morale, filosofica che tecnica. Quello che l’Argentina sta cercando di dimostrare al mondo intero è che l’inflazione non può essere considerato l’unico parametro di valutazione dello stato di salute e benessere di un paese, perché ne
esistono molti altri, primi fra tutti i dati sull’occupazione e la povertà, e su questo versante non ci sono dubbi che l’Argentina sia un paese virtuoso perché sta utilizzando tutti gli strumenti fiscali e monetari a disposizione nel solo interesse del bene del suo popolo. Mentre al contrario, l’Europa con la sua maniacale e ossessiva fissazione sul dogma della bassa inflazione di derivazione monetarista e neoliberista, sta portando alla deriva la stabilità sociale, inasprendo i conflitti e creando immense sacche inferocite di disoccupati e nuovi poveri.

Per capire meglio questo concetto, sarebbe opportuno rileggere con molta attenzione le parole del giovane economista argentino Ivan Heyn, morto suicida in un albergo a Montevideo a dicembre scorso in circostanze sospette, dopo aver partecipato “guarda caso” ad un turbolento incontro con i funzionari del FMI:

“Che cosa me ne importa a me di avere un’inflazione al 3% come avete voi in Europa essendo infelici tutti, se io posso dare felicità alla mia nazione con un’inflazione al 30%? Lo so da me che va abbassata, ho studiato economia anch’io. Lo faremo. Ma lo faremo soltanto quando ci saremo ripresi tutti. Non prima. La felicità ha valore soltanto se può essere condivisa collettivamente, è una teoria economica, questa, e mi meraviglio che lei che viene dal Primo Mondo non lo sappia. La felicità per pochi privilegiati, non è vera felicità, è avidità bulimica. E’ un peccato mortale. Lo sa anche il papa. E noi siamo cattolici”

(frase tratta sempre dal blog di Sergio di Cori Modigliani, che conosce molto bene come vanno realmente le cose in Argentina avendoci vissuto per parecchi anni). Una dichiarazione molto simile per certi versi agli
illuminanti e memorabili discorsi dell’indimenticato presidente partigiano Sandro Pertini, quando diceva che un popolo povero, affamato, poco istruito, privo di giustizia sociale non può essere libero e la libertà è il maggiore valore fondante di una democrazia.

E’ chiaro che in una fase di crescita economica tumultuosa come questa, il dato secco dell’inflazione passa in secondo piano rispetto ai parametri da cui può eventualmente scaturire un’impennata improvvisa dell’inflazione, che malgrado tutti i tentativi diffamatori e lesivi in Argentina non c’è ancora stata: livello di piena occupazione, saturazione della capacità produttiva, politiche salariali troppo espansive, aumento della domanda aggregata non più corrisposto da un contemporaneo aumento dell’offerta aggregata, mancanza di controllo sui prezzi, squilibri permanenti nelle partite correnti con l’estero. Siccome l’Argentina è ancora ben lontana dal raggiungimento di questi traguardi
o fenomeni tipici della fase finale di un ciclo economico
, ecco che il
problema dell’inflazione per tutti i funzionari del governo e della banca
centrale è in realtà un falso problema. E la grintosa governatrice del Banco
Central Mercedes Marco del Pont (foto sopra: ogni
paese ha le donne di potere che si merita, noi purtroppo abbiamo la Bindi, la
Santanchè, la Tarantola e la Fornero) può orgogliosamente dichiarare che approvando ad aprile
scorso la nuova Carta Organica,
l’istituto sarà legato a doppio filo con le politiche del governo rinunciando
alla pretesa di autonomia che non porta a nulla, tranne alla deflazione e
recessione perenne. E secondo il nuovo statuto la missione primaria
e fondamentale della banca centrale argentina non sarà soltanto “preservare il valore della moneta ma includerà anche lo sviluppo economico con giustizia ed equità sociale, l’occupazione e la stabilità finanziaria”. Un vero schiaffo di sfida nei confronti di tutti i principi antidemocratici e i valori
antiumani su cui si è fondata nel tempo la supremazia schiacciante e scriteriata della finanza rispetto alle istanze razionali ed etiche degli stati ancora sovrani di gestire l’economia in modo sostenibile e solidale:

1)   Lo sviluppo economico non piace alla finanza, perché quando i redditi si espandono, gli affari vanno bene, i debitori pagano i creditori, è difficile mettere in atto strategie di espropriazione di ricchezza ed estrazione di valore dal basso verso l’alto

2) La giustizia e l’equità sociale è una vera bestemmia per la finanza, che ha costruito le sue fortune sulla più diseguale redistribuzione e concentrazione di ricchezze nelle mani di pochi oligarchi che il mondo abbia mai conosciuto

3)  L’occupazione non è mai stato un reale obiettivo della finanza, visto che, a parte gli istantanei guadagni speculativi sulle aspettative e sui dati forniti periodicamente dal governo, produce una maggiore
spinta al rialzo dei salari dei lavoratori
e minori rendimenti e profitti per gli investitori

4) La stabilità finanziaria non è mai stata una condizione propizia per chi vive di rendita e di speculazione, dato che riduce la volatilità dei titoli e la possibilità di fare grandi profitti in poco tempo.

Non ci stupisce quindi tutta questa ostilità nei confronti dell’Argentina, sospinta e sobillata dagli ambienti che contano di Wall Street, della City di Londra, di Berlino, di Parigi, di Hong Kong, di Tokyo. Una carta di intenti di questo tipo avrà fatto sussultare sulla sedia migliaia di manager e dirigenti di grandi gruppi finanziari, che credono ancora per abitudine e convenienza che la banca centrale sia soltanto un ente privato al loro servizio, il cui unico scopo sia quello di fornire quantità illimitate di liquidità a comando e di mantenere nel contempo un alto valore e potere di acquisto degli immensi patrimoni accumulati. Un’istituzione chiusa e relegata al solo settore bancario e finanziario, come un vero e proprio Fortino Militarizzato di Ricchezze, che ha l’obbligo categorico di frenare qualunque assalto della società civile, dello Stato e della cosiddetta economia reale, ogni volta che questi ultimi rivendicano il sacrosanto diritto di avere i mezzi di pagamento necessari per una corretto funzionamento dei flussi commerciali e una migliore redistribuzione delle risorse finanziarie.

Non a caso le riviste patinate più vicine al mondo finanziario hanno subito inserito la governatrice argentina Del Pont nella lista dei 10 peggiori banchieri centrali del mondo, basandosi evidentemente soltanto su preconcetti,
pregiudizi o semplice antipatia personale perché in verità dati reali che
confermino inconfutabilmente l’incompetenza e inefficienza della funzionaria
ancora non ne esistono. La solita accusa meccanica e infondata che l’eccessivo
ricorso alla creazione di nuova base monetaria
, volgarmente chiamata “stampa di moneta”, porterà prima o dopo all’iperinflazione della Repubblica di Weimar o dello Zimbabwe dimostra invece una totale ignoranza dei meccanismi moderni di circolazione della stessa base monetaria (formata per il 97% da riserve bancarie elettroniche e solo per il restante 3% da banconote e monete metalliche), che è
praticamente tutta interna al circuito interbancario, emergendo in superficie
soltanto quando le banche concedono prestiti ai clienti o i clienti stessi prelevano
allo sportello questi soldi virtuali ottenendo in cambio banconote
. Solo così le famose banconote,
che passando rapidamente di mano in mano farebbero aumentare la velocità
di circolazione del denaro
e innalzare di conseguenza l’indice dei prezzi al
consumo, avrebbero un reale effetto inflativo, mentre in caso contrario
l’unico modo in cui un banchiere centrale potrebbe assumersi la diretta responsabilità di aumentare la quantità di moneta circolante e produrre inflazione è quello di lanciare banconote da un elicottero. Con buona pace di tutti gli incalliti e retrogradi monetaristi, neoliberisti, devoti della sacralità dell’autonomia, della bassa inflazione e della rarefazione monetaria, il sistema monetario moderno funziona così e prima o dopo dovranno farsene una ragione. E’ l’inflazione a trainare la maggiore offerta di moneta da parte della banca centrale e non viceversa, così come è sempre l’inflazione ad influenzare in prima battuta la svalutazione della moneta e non viceversa (in seconda e terza battuta rientrano invece gli squilibri delle partite correnti con l’estero e le compravendite di moneta sui mercati valutari).

L’esperienza del Canada, che ha una banca centrale simile a quella argentina autorizzata a supportare direttamente il governo e a partecipare alle aste primarie di collocamento dei titoli di stato (come accadeva in Italia prima del divorzio fra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia del 1981), è abbastanza emblematica: malgrado la banca centrale abbia da sempre “stampato” moneta in accordo con il governo, in Canada, dal dopoguerra ad oggi, non abbiamo mai assistito  a fenomeni iperinflazionistici. In sistemi invece meno solidali nella collaborazione con i governi e più orientati a foraggiare illimitatamente i circuiti bancari privati, come quello degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, le rispettive banche centrali hanno allagato il mercato interbancario con immense iniezioni di liquidità, attraverso le cosiddette operazioni di quantitative easing, senza che questo diluvio abbia aumentato di un centesimo di punto percentuale l’inflazione percepita. Una simile circostanza è giustificata dalla semplice considerazione che queste quantità
incalcolabili di riserve bancarie elettroniche sono appunto riserve e a parte l’irrisoria percentuale di richieste di conversione in banconote circolanti da parte dei clienti delle banche, il loro destino è già segnato: vengono custodite gelosamente nei conti di deposito dei singoli istituti presso la banca centrale in qualità di asset infinitamente negoziabile e liquido, trasferite senza sosta da un conto all’altro in cambio di titoli, utilizzate per compensare i pagamenti incrociati fra una banca e l’altra, senza mai vedere la luce del sole. 

L’unico modo, ripetiamo, per aumentare la massa di moneta circolante, ovvero i nostri depositi bancari e le banconote, è una maggiore attività creditizia delle banche commerciali, che come sappiamo può avvenire solo quando esiste una reale domanda di prestiti del mercato, sono verificate le garanzie fornite e i parametri di rischio del debitore, sono rispettati i requisiti patrimoniali della banca come richiesto dagli accordi bancari internazionali di Basilea. E sappiamo purtroppo per esperienza che quando l’attività creditizia delle banche è fuori controllo (boom), non solo ci sono rischi incombenti di inflazione (magari limitati ad un solo settore, come quello immobiliare), ma anche reali possibilità di nascita di bolle speculative che coinvolgono a cascata tutti gli altri settori, gli altri paesi fino a creare le premesse di interminabili crisi finanziarie globali. Così come sappiamo che quando l’attività creditizia si riduce drasticamente (crunch), la scarsità di moneta circolante che ne deriva può creare disastrosi effetti di deflazione dei prezzi, dei salari e depressione di un’intera economia. Gli enti governativi di vigilanza, in perfetta sintonia con le politiche monetarie di controllo dei tassi di interessi della banca centrale, dovrebbero essere efficienti e tempestivi abbastanza per mantenere un dosaggio equilibrato e stabile dell’attività creditizia, intervenendo direttamente solo in caso di evidenti deviazioni sia nell’uno che nell’altro verso.

L’Argentina quindi, alla faccia di tutti i suoi detrattori, parte avvantaggiata sul versante della prevenzione dell’inflazione (e deflazione) anche per questo motivo: ha un settore bancario molto ridotto e in gran parte nazionalizzato, un’attività creditizia scarsa e frammentaria, un controllo di
vigilanza molto preciso e puntuale
da parte della sua banca centrale.
Con queste premesse, è difficile che ci possano essere nell’immediato aumenti imprevisti di
moneta circolante, eccessi di debito privato e quindi eventuali pericoli di inflazione, che non siano direttamente collegabili alla sola spesa pubblica dello stato, ed è forse questo il maggiore fattore che ha determinato il successo economico dell’Argentina: non la statalizzazione massiccia, ma la concentrazione dei flussi finanziari all’interno di canali molto esegui, visibili e facilmente controllabili. Al contrario di ciò che accade in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone, non esistono in Argentina grandi gruppi finanziari e gigantesche corporazioni predatorie, fondi pensioni privati, banche ombre (shadow banks), banche d’affari, banche d’investimento specializzate in strumenti
derivati, che possono soggiogare lo stato, orientare le scelte politiche e reprimere a loro vantaggio le richieste dell’economia reale sempre più allo sbando. Come dimostrato in un recente studio dal titolo già di per sé molto eloquente “Too much finance?”, scritto da tre importanti economisti, tra cui l’italiano Ugo Panizza, per conto dello stesso FMI, non esiste un collegamento diretto fra le dimensioni del settore finanziario e la crescita economica di un paese, anzi i dati dimostrano che aree con imprese finanziarie molto sviluppate, aggregate e ramificate spesso soffrono di prolungati periodi di recessione, mentre regioni in cui il settore finanziario è trascurabile, limitato e controllato sono protagoniste di altrettanti fasi di espansione economica. Un’evidenza empirica che ancora una volta da ragione alle scelte intraprese dall’Argentina e dovrebbe mettere in guardia tutti i ministeri dell’economia e delle finanze, gli enti di vigilanza e le banche centrali sparse nel mondo.

L’unico serio rischio che corre l’Argentina è quello dell’isolamento, promosso dallo stesso FMI e dal boicottaggio delle nazioni neoliberiste europee, asiatiche, americane, che a lungo termine può compromettere la stabilità dei conti esteri. Ma anche qui la combattività del governo e della banca centrale, ispirata forse dal temperamento delle due donne al comando, non mostra segni di cedimento e in questi ultimi anni l’Argentina ha addirittura raddoppiato le sue riserve monetarie in valuta estera, che saranno utili per difendere o allentare in via preventiva la forza di cambio della valuta nazionale in caso di attacchi speculativi e per evitare ulteriori fughe di capitali all’estero, dovute principalmente ai timori di eccessiva fragilità della divisa nazionale. Considerando l’attuale situazione di equilibrio delle partite correnti della bilancia dei pagamenti, l’Argentina può dormire ancora sonni tranquilli, anche se prima o dopo parte delle sue riserve valutarie dovranno essere destinate al pagamento delle rate del debito estero congelato alle fasi immediatamente successive la dichiarazione di default del 2001.

Nonostante però tutte le cupe previsioni di crollo imminente, l’ ultimo avviso ai naviganti potrebbe essere questo: non abbiate paura, panico, timore di osare, di capire, il Faro argentino rimane sempre lì, invisibile soltanto agli occhi di chi non lo vuole vedere. E un giorno non tanto lontano, se non verremo sospinti dalla tempesta sulle terre gelide dell’Antartide, è possibile che la sua luce intensissima indichi la via agli sparuti naufraghi dell’Occidente e a tutti coloro che sono ancora accecati dai bagliori fatui della propaganda di regime. In fondo, come dicono i Maya, il Giorno della Fine del Mondo si sta avvicinando a grandi passi e per evitare strane sorprese, sarebbe meglio prepararsi per tempo, prendendo spunto da chi è già in salvo e al sicuro.

Piero Valerio
Fonte: http://tempesta-perfetta.blogspot.it
Link: http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2012/10/la-banca-centrale-pubblica.html
10.10.2012

110 Commenti
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gattocottero
gattocottero
12 Ottobre 2012 17:13

Grande articolo.

Ercole
Ercole
12 Ottobre 2012 18:25

poveri lavoratori argentini dopo essere stati schiacciati dalle ferree leggi del capitale,anziche abbatterlo definitivamente , si sono adoperati per farlo resuscitare,non hanno ancora compreso l,abc della lotta di classe,continuate cosi,affinche il capitalismo imperi in eterno ,eppure quell,idealista di che guevara, qualcosina avrebbe dovuto insegnarvela…..che tristezza.non avranno mica confuso la nazionalizzazione , con la rivoluzione….

Tanita
Tanita
12 Ottobre 2012 23:00

I rest my case. Quest’articolo si corrisponde esattamente con la nostra esperienza empirica (del popolo argentino). Questa realtá non piace ai mostri delle finanze. Non piace all’FMI, agli Hedge Funds, ai tecnocrati, al Washington Consensus, ai “carrieristi” e agli idioti utili. Ma piace, com’é noto, alla maggioranza delle persone (coincidono stranamente le percentuali delle vittorie elettorali in elezioni veramente pulite e democratiche in Argentina (Kirchner 2011) e in Venezuela (Chavez 2012) con oltre il 54% dei voti). Questo é ció che viviamo quotidianamente. Nella mia provincia, ad esempio, la crescita dei salari nel periodo 2011-2012 é stata di oltre il 50%. Mettiamo (che poi non é vero) che l’inflazione sia quella che vuole Lagarde dell’FMI, il 25%. Vorrebbe comunque dire che il potere d’acquisto nella mia provincia é cresciuto del 25% nello stesso periodo. Ecco perché diminuisce la povertá, crescono i consumi, nascono nuove fabbriche, aziende di ogni tipo, il turismo, le attivitá artistiche, ecc. ecc. ecc. ed ecco perché tra i paesi piú felici del mondo secondo l’indice della New Economic Foundation il Venezuela é nel posto 9 e l’Argentina in quello 17 intanto che l’Italia si trova nel posto 51, gli Stati Uniti nel posto 105 e cosí… Leggi tutto »

alberto_his
alberto_his
13 Ottobre 2012 3:35

Ottimo articolo, mirabile e completa sintesi. La società argentina è giovane e ancora vitale, perciò può esprimere una classe dirigente non formata da e/o succube delle politiche neoliberiste; in Italia la situazione non promette bene da questo punto di vista. Rinegoziato il debito, ritornata la banca centrale in mani pubbliche, rifondate/rinazionalizzate le industrie di base occorre decidere su quali settori e come investire: certamente non edilizia o industria inquinante, ma servizi alla persona e alle comunità, agricoltura, cultura e soluzioni a basso impatto ambientale. La strada da percorrere è per noi ancora lunga.

Aironeblu
Aironeblu
13 Ottobre 2012 3:55

Bene Tanita, mi fa molto piacere leggere le tue conferme all’analisi di Valerio, anche perchè questo consolida alcuni concetti puramente basilari sulla gestione dell’economia, che a quanto pare quando vengono applicati funzionano bene, e proprio per questo vengono evitate come come l’acqua santa da FMI, UE, e tutti gli altri organi della finanza imperialista.

P.S. Piccolo suggerimento per “abbellire” un po’ la forma dei commenti: per il punto a capo, digita la parentesi angolare aperta (quella che corrisponde al segno di “minore” in matematica) , poi la lettera “p”, e poi la parentesi angolare chiusa. È il codice HTML per andare a capo. Invece per scrivere in italico una frase, metti prima della frase parentesi – i – parentesi, e dopo la frase, parentesi – /i – parentesi. Usa l’anteprima per controllare i risultati, buon divertimento!

Aironeblu
Aironeblu
13 Ottobre 2012 4:02

Sono d’accordo, il fattore fondamentale che determina il successo o meno dell’interventismo statale nell’economia di una nazione, non è come vorrebbe Barnard una magica stampante, ma il tipo di investimenti che verranno intrapresi. Se sono investimenti intelligenti daranno buoni risultati, altrimenti saranno altri inutili sprechi di risorse. Piccolo appunto riguardo l’edilizia in Italia: certamente non sono da incentivare nuove cementificazioni, ma sarebbe molto interessante e positivamente produttivo investire molto nel recupero del tessuto urbano degradato, con opere di demolizione, riuso, adattamento funzionale, energetico, e, non ultimo, estetico. In fondo il nostro patrimonio edilizio ereditato dai secoli passati è una delle risorse migliori della nostra economia, e vivere in luoghi belli e funzionali non può che migliorare la qualità della vita.

AlbertoConti
AlbertoConti
13 Ottobre 2012 4:23

Noi non abbiamo petrolio, soia, bistecche da esportare, ma solo intelligenza e relativo valore aggiunto. Per il resto la parabola italiana segue paro paro quella argentina, solo 15 anni dopo. Loro si sono liberati dal giogo dei gringos, o almeno ci provano. Noi oltre ai gringos di Goldman Sachs non sappiamo neppure liberarci dai rentiers di casa nostra, posto che l’Europa si possa ancora considerare casa nostra (o piuttosto “cosa nostra”?). Invece di sognare prematuramente il superamento del capitalismo monetario, faremmo bene a sognare la caduta dell’impero USA che esporta inflazione nell’intero pianeta da più di mezzo secolo. Con questa partita truccata ogni altro ragionamento è vano, e si lascia buon gioco ai liberal-truffatori.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 6:24

:)))))))))))))))

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 6:41

Che devo dire: alla gente basta che una cosa sia in accordo alla propria ideologia. Non gli interessa la realtà, è stata anche purtroppo educata così, e quindi gli sta bene per esempio anche questa roba qui. Non controllerà niente, e inoltre nemmeno in genere se ne preoccupa, o è in grado di farlo, e di questo infatti si approfittano un pò tutti, su tutto. Non mi interesserebbe nemmeno replicare, nè penso che serva a nulla, e poi ho già scritto, ma voglio precisare solo alcune cose. Mincuo non dice che “sono tutte palle”. Questo è scorretto, ma non mi aspetto certo nulla di meglio da Tanita. Nè Mincuo è “contro” qualcuno, se contesta delle frottole, anzi nel caso Argentina proprio per nulla “contro”, però capisco come ragionano i fanatici. Mincuo dice semplicemente che alcuni dati sono falsi, in particolare l’inflazione, e non solo, e dice anche che la situazione Argentina è molto delicata e non rosea come viene dipinta. Non lo dice lui solo però, ma qualunque analista, compresi quelli Argentini, e inoltre lui lo ha cercato di spiegare, cioè non come qui l’articolo con fumo, approfittando della non competenza (giustificata) delle persone. E certo Mincuo non fa addirittura… Leggi tutto »

Aironeblu
Aironeblu
13 Ottobre 2012 6:44

Alla caduta dell’impero USA credo che siamo ormai vicinissimi, resta da capire se è un imprevisto, o se è una cosa pianificata dalla piramide mas-sionica per instaurare un nuovo ordine imperiale… Speriamo che abbiano fatto male i loro calcoli!

martin17
martin17
13 Ottobre 2012 8:08

“La nostra esperienza empirica” come dice tanita,da imprenditrice forse….io piuttosto direi “aprite gli occhi”, YPF per il bene del popolo mi viene da ridere,dipendiamo del gas boliviano,e la Kirchner cerca disperatamente negli USA qualcuno che si occupi della estrazione del greggio in Patagonia,la nessuno l’ha ca…to e adesso ci prova con i cinesi,Aerolineas argentinas,con perdite millardarie,i gendarmi argentini con una paga di miseria protestano per le strade,ma le leggete le notizie? con quel nuovo biglietone di 100 pesos che si vede nella foto con la faccia di Evita,si possono comprare 8 kg.di yerba,solo due anni fa con 100 pesos ne compravi 20 kg. e poi si racconta in giro di una inflazione del 7% !!!!! por favor,ci vuole sincerità,o la propaganda kichneriana é così forte di arrivare persino in Europa?

giali
giali
13 Ottobre 2012 9:27

Premetto che non riesco a capire veramente quale sia la situazione argentina anche perchè le mie conoscenze economiche non sono cosi “elevate come le tue”. Stavo leggendo con piacere i tuoi commenti ma come puoi dire agli altri che si fanno abbindolare dalle proprie ideologie quando anche tu per seguire le tue non ricerchi la verità.
come puoi dire che è lo stesso governo argentino che dice che il suo pil non crescerà quando tutto il mondo dei detrattori e non della cristina dicono che comunque crescerà, cos’è masochismo?
basterebbe andare su wikipedia che poi ti rimanda a questo articolo per vedere che il PIL argentino comunque crescerà anche quest’anno.

http://noticias.terra.com.ar/el-gobierno-insiste-en-que-la-economia-argentina-crecera-51-por-ciento-en-2012,d9520562a6538310VgnVCM20000099cceb0aRCRD.html

UlanBator
UlanBator
13 Ottobre 2012 9:52

Mincuo ma non hai capito che ormai non è più il vostro tempo? Ormai sono scesi in campo gli economisti, gli ingegneri, i professori e voi traders finanziari ormai fate soltanto compassione, con i vostri termini tecnici che non fanno paura più a nessuno: crawling peg, NDF curve, gap, spot, peg USD/ARS. Quantomeno loro ci mettono la faccia e il nome per spiegare con termini semplici e spiegazioni comprensibili ai profani come funziona l’economia e la finanza, mentre voi vi trincerate dietro l’anonimato, perchè avete paura di dire chi siete o cosa fate veramente nella vita: ma vuoi vedere che anche Mincuo è un trader finanziario, che vuole che le cose rimangano esattamente così, che la finanza si rafforzi invece di lasciare il passo alla democrazia, perchè così Mincuo riesce ancora a sbarcare il lunario al casinò??? Ma andiamo ai dati e vediamo insieme tutte le sciocchezze che stai dicendo: “Ma a parte questo, riguardo alla buona fede dell’articolo, c’è anche di peggio, perchè ad esempio basta che uno si prenda un dato ufficiale del Governo, gratis, con un semplice click, e vede che il PIL attualmente cresce allo 0%, zero per cento, in Argentina.” Il PIL viene misurato per… Leggi tutto »

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
13 Ottobre 2012 9:56

Ciao Mincuo scusa se ti pongo una domanda OT…che tu sappia nelle famiglie da te citate ai vertici..le stesse da decenni(secoli?)…c’e’ il nome dei rothchild?So che e’un nome inflazionato…associato a demoni,rettiliani e favole varie(come dicevi,basta prendere delle ricerche serie e mischiarle a 1000 altre panzane per ridurre il tutto al calderone complottista)..come ti risulta la storia?sai quella della banca d’inghilterra,sua fondazione..i 5 fratelli che si spargono per l’europa ecc ecc,perche non fare un post sui riscontri storici che conosci?se chiedo troppo anche due parole qua..grazie comunque della gentile attenzione…George

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 10:11

“Tempesta Perfetta, la luce di un faro. La salvezza, la terraferma…., il Faro della Fine del Mondo. …..Oggi più che mai rappresenta un vero spartiacque simbolico di civiltà…. ….regime democratico al servizio dei cittadini e dei diritti umani, ……Un abisso di distanza in termini di “cammino evolutivo della civiltà”, che è ancora più accentuato dal fatto che la censura della propaganda di regime dilagante in Europa……” (Lì invece niente censura e propaganda, macchè…) Vabbè questo è l’incipit, “informativo”. Tipo Komsomol. “…..“I capitali esteri sui quali si fondava il sostanziale equilibrio contabile della bilancia dei pagamenti cominciano a fuggire dal paese, gli investitori più accorti vendono in fretta i titoli argentini per limitare le perdite e il governo si vede costretto a bruciare notevoli quantità di riserve di moneta estera per mettere in condizione i debitori di rimborsare i debiti contratti, ad imporre riforme di austerità per rastrellare liquidità dal basso e ad aumentare i tassi di interesse a livelli non più credibili, per favorire l’arrivo di nuovi capitali dall’estero. Questo circolo vizioso dura fino a dicembre del 2001……Da quel momento in poi si apre una pagina del tutto nuova….” Come no, nuovissima. Basta fuga di capitali dopo. Infatti alla media… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 10:17

Studia te e a Bagnai digli che non censuri quando gli scrivono che dice caxxate sull’inflazione cumulata come misura della svalutazione prevista, che fa ridere mezzo mondo, e che solo così evita figure da cioccolataro. Su quello e su altro.

BaronCorvo
BaronCorvo
13 Ottobre 2012 10:26

Mincuo vorrei sapere da te se non credi che comunque l’Argentina è stata costretta a scegliere la strada intrapresa. A me sembra, al di là degli entusiasmi troppo facili, che effettivamente dovevano fare quello che hanno fatto. Forse si poteva fare meglio, credo che non sia nata una vera consapevolezza nel popolo ma obiettivamente direi che hanno compiuto una scelta obbligata.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 10:55

Certamente e speriamo che ce la facciano. Io pongo molta più attenzione sul consolidamento delle strutture che ha promosso anche Chavez, e spero che riescano a implementare un’area e poi ad agganciarsi anche a Russia ecc..Ma per l’Argentina è una questione molto particolare, non così limpida come sembra.
Il Venezuela ad esempio ha effettivamente una migliore libertà e capacità d’azione.
Invece non tutta l’elite Argentina è così cambiata. E alcune cose ho anche accennato, altre non posso. Ho accennato agli warrants (che è una cosa incredibile) alla questione petrolio, e anche a una banca che quando ufficialmente loro nazionalizzavano quella invece l’hanno privatizzata, da nazionale che era prima. Le trovi, non voglio ripetere.
Ci sono altre cose, soprattutto per 2 cose soia e real estate, ma non posso qui. Poi può darsi che siano solo dei casi…

UlanBator
UlanBator
13 Ottobre 2012 11:00

Vai, vai Mincuo non piagnucolare e spiegamelo a me cosa non va nella teoria della parità relativa, che poi glielo riferisco io a Bagnai dove sbaglia (secondo Mincuo…uno che al massimo nella sua vita ha pubblicato quattro commenti sgangherati sui blog e non sa nemmeno cosa sia Ideas)….guarda che li ho letti anch’io i manuli di finanza per giovani marmotte, quindi cerca di parlare chiaro senza troppi fronzoli, perchè se no poi mi tocca tradurre a tutti gli altri…sono tutto orecchie, Mincuo, illuminami, che tanto qui non ti censura nessuno…

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 11:30

Guarda non voglio perdere molta tempo con uno così, ma rispondo sempre, per educazione, anche se non dovrei. Dei 3 approcci possibili:
1)monetary, che poi è la PPP relative.
2) BoP (solo se selettiva)
3) asset market,
(E in aggiunta tutte le considerazioni sugli interventi, che sono fondamentali).
La 1) è quella che ha sia sui dati di regressione mensile che annuale fatta sui differenziali di inflazione di tutte le valute non da nessuna evidenza. E le ragioni sono molte, e non sto qui a dilungarmi. E questo anche se consideri economie con pevalentemente solo tradable goods.
In ogni caso l’evidenza è che i tassi di cambio divergono e per lungo tempo rispetto a quanto i differenziali di inflazione farebbero prevedere. Posso anche fare una lista di quei pochi cross dove l’approccio monetario ha una qualche attendibilità. USD/mXn storicamente ad esempio è uno dei pochi.
Stiamo parlando comunque dell’età della pietra in materia di cambi, o di testi solo scolastici di 50 anni fa, digli al signor Bagnai, da parte mia. Nessun analista usa un approccio monetario, se non per equilibrio nel lunghissimo termine e fatte salve altre variabili.

UlanBator
UlanBator
13 Ottobre 2012 12:08

Come non detto Mincuo…sei un trader non sfigato, ma sfigatissimo… uno che usa BoP per bilancia dei pagamenti significa che non vuole farsi capire ai non addetti…ma tralasciando questo, è chiaro che l’approccio monetario non sia l’unico per capire la svalutazione attesa e il suo legame con i differenziali di inflazione, ma bisogna anche vedere l’andamento delle partite correnti e gli scambi sul mercato finanziaro…ma cosa hai scoperto l’acqua calda? Tuttavia nei casi di uscita da un aggancio rigido, l’analisi dei differenziali di inflazione è quella più corretta per capire la svalutazione cumulata e attesa nel lungo termine, come viene spiegato benissimo nel ciclo Frenkel (ma tu sai chi è Frenkel vero? Perchè mi viene qualche dubbio…) e come si è verificato puntualmente nel caso argentino: differenziali di inflazione cumulati con USA 200% e svalutazione del peso del 200%, con cambio passato da 1:1 a 3:1… Ma è chiaro che stiamo parlando di due cose molte diverse, perchè tu sei un trader e devi ragionare nel breve, brevissimo periodo per portare la pagnotta a casa, mentre Bagnai studia macroeconomia ed equilibri di lungo periodo, trascurando le oscillazioni giornaliere…quindi per le sue analisi l’approccio della parità relativa è quello più affidabile…quindi… Leggi tutto »

istwine
istwine
13 Ottobre 2012 12:18

Senza offesa, ma sei un po’ fuori strada. Frenkel non ritiene minimamente valida l’idea del PPP e del UIP. E ci mancherebbe pure, visto di cosa si occupa principalmente (tassi di cambio e debito estero).

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 12:24

Ah, Mincuo! “Non gli interessa la realtà” Io VIVO la realtá argentina e la vivo come mamma, come imprenditrice, come cittadina, come accademica. Non appartengo al governo né al partito di governo; non capisco perché meriterei la (s)qualifica di “fanatica” soltanto per il fatto di raccontare la nostra esperienza di cittadini in loco. Noi non siamo speculatori ne traders né facciamo risparmi in dollari (non ce ne frega proprio); siamo lavoratori, insegnanti, genitori, persone comuni comunque curiose e credimi, informate. Provate anche, dalla storia, dalla dittatura 76/83 (politica ed económicamente), dal rovesciamento nei fatti del governo Alfonsin prima che questo finisse il suo periodo, con la complicitá del grande gruppo mediatico corporativo associato al mainstream globale (quello della Goldman, della JP Morgan, di Black Rock & cia). Siamo reduci delle giornate drammatiche del 2001. Abbiamo vissuto tutto il processo di privatizzazioni e poi le progressive nacionalizazioni degli ultimi anni. Ció che si racconta in questo articolo é accurato, coincidenti con i fatti DA NOI VISSUTI e che nessuno ci ha raccontato. Se questo é essere “fanatica” beh, abbiamo discordanze semantiche con Mincuo. Per quanto riguarda l’inflazione, rimando all’articolo: lí si spiega come “l’inflazione” non é il prodotto di una scienza… Leggi tutto »

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 12:30

Beh, la propaganda si capisce, ma non é del regime argentino. E’ di quelli che controllano la maggior parte dei media del mondo ed é, infatti, un mondo schifoso.
Ribadisco quanto ho detto in altri post:
Da quando é stata nazionalizzata YPF ha aumentato la sua produzione e l’Argentina ha diminuito le sue importazioni di gas e petrolio.
Un cattivo esempio.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 12:33

Certo, io non ho l’expertise di Mincuo.
I nostri calcoli sono piú térre a térre:
Pensione di mia mamma, 2001:
$ 140 (U$D 140, paritá 1:1 col dollaro)
Pensione di mia mamma 2012:
$ 3000 (U$D 600 calcolo sopra il valore ufficiale)
Ma si sa, noi siamo ignoranti, il “populace”.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 12:46

Certo compra 5 volte tanto adesso tua mamma. Sicuro. E pensa gli Italiani allora che pacchia, avevano stipendi medi in Lire di 1.200.000 , cioè poco più di 600 EUR circa, ora è circa il doppio, 1200 EUR e cioè poco meno di 2.400.000 Lire. E comprano il doppio dei beni infatti. Come no. Una pacchia.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 12:54

Ma tu sei duro, boia fauss! Mia mamma compra parecchie volte tanto! Intanto in Italia dove gli affari finanziari vanno a gonfie vele, la pensione italiana di mia mamma é stata tagliata da 400 a 180 Euro.

UlanBator
UlanBator
13 Ottobre 2012 12:58

Tanita non ti preoccupare per l’expertise di Mincuo, perchè è un trader e vive speculando sulle pensioni della povera gente, quindi rosica perchè non può farlo più in Argentina…siete dei grandi e continuate così a sostenere la Kirchner perchè rappresentate un esempio per tutti noi, che ancora ci dobbiamo sorbire la pressione dei vari Mincuo di turno…ma per fortuna si tratta degli ultimi colpi di coda della balena ferita…
Istwine, potresti indicarmi il paper dove Frenkel dice di non ritenere valido l’approccio PPP o UIP…grazie, te ne sarei molto grato, perchè nell’analisi del ciclo viene descritta anche la fase finale di rottura dell’aggancio rigido, con le aspettative sul tasso di cambio calcolate secondo l’approccio PPP dei differenziali di inflazione.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 12:58

Cioè il sindacalistaè straricco, e gli altri anche. Tutti i Sindacati miliardari. Ammappa. Ma gli aumenti a botte del 25% li hanno fatti ai lavoratori si o no? Sì. E perchè? Mai sentito un’accademica che risponde sempre della nonna, della zia, della mamma, noi sappiamo, e basta. O che pensa che finanza pubblica di uno Stato siano i “traders” e dice che a loro non interessa mica, nooo macchè, non pagano mica i debiti, non hanno una bilancia dei pagamenti, il credito è un optional, il cambio non importa, e i tassi sono degli animaletti simpatici. Ottimo.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 13:02

Ma non puoi leggere un DATO? NO? Quelli pubblicati sono dati ufficiali del governo Argentino.
Toh: GDP annula
GDP= PIL in Inglese.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 13:06

GDP” [www.tradingeconomics.com]

istwine
istwine
13 Ottobre 2012 13:10

http://www.bcra.gov.ar/pdfs/eventos/frenkelroberto_i.pdf Questo è il primo che mi viene in mente, è una semplice presentazione. Ma tieni conto che la teoria PPP non è così accettata come credi, anzi, è una teoria sostanzialmente neoclassica. Marc Lavoie ha scritto cose buone, secondo me a riguardo. Poi in genere penso che stia sbagliando totalmente approccio con mincuo, penso abbia molto da insegnare a riguardo.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 13:11

Guarda che io ti avverto ulan bator, dopo non dire che non sei avvertito. Io non faccio il trader e non speculo sulla povera gente, e questo lo considero offensivo. Quindi ora sei avvertito ed è avvertita anche la redazione.

giali
giali
13 Ottobre 2012 13:23

toh in spagnolo si dice Producto Bruto Interno!

allora ci fai!

martin17
martin17
13 Ottobre 2012 13:47

Tanina,ma che lavoro faceva la tua mamma? la mia era operaia,sai quanto ne prende? 1400 pesos !!!! en Cordoba,ma per favore,si parla di Argentina od Australia? non é questione di ignoranza,ma semplicemente di dire la verità tutta….

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 13:55

Sono d’accordo con Bagnai quando dice che l’Italia ha il problema strutturale di dover ricorrere ai mercati dal 1981 quando si é prodotto il divorzio tra Stato e Banca d’Italia. In quel tempo io abitavo a Torino, i miei cugini lavoravano sodo ed erano pocomeno che ricchi. Noi avevamo la dittatura. Oggi loro sono tutti falliti tranne 1 e hanno difficoltá a capire ció che sta accadendo in Europa. L’Argentina ha intrapreso un’altra strada quanto erano in procinto di privatizzare la Banca Centrale. A Mincuo non piace che lo Stato la usi, in Argentina. Invece a noi si. Quando le pensioni erano in mani private, mia mamma prendeva 140 dollari (2001). Oggi ne prende 600, (tenete conto che i fondi pensione sono stati rinazionalizzati). Nel 2001, con 140 dollari acquistavi 10 chili di filetto di vitello; nel 2012 con 600 dollari ne acquisti circa 62 (facciamo due conti…) Mincuo non mi crede quando gli dico che mia mamma ha un maggior potere d’acquisto paragonato con il 2001 peró sarebbe duro per lui convincela, bollette alla mano. Nel frattempo la pensione italiana (ricordate, siamo cittadini italiani) le é stata tagliata da 400 a 180 Euro. Immaginate per lei, per una di… Leggi tutto »

Aironeblu
Aironeblu
13 Ottobre 2012 13:58

Ma si sa’, come dice Mincuo, queste sono tutte palle e noi siamo tutti ignoranti, non abbiamo accesso all’informazione pagata in inglese e riservata… Beh, Come profezia non era difficile….^^

martin17
martin17
13 Ottobre 2012 14:01

Nel mese di aprile il brillante ministro del comercio interno argentino Moreno,ha autorizato l’aumento ad una veintina di multinazionali tra cui Bimbo,Pepsi e Procenex Vanish…a marzo lo aveva fatto con Coca cola,Nestlè,Johnson ecc….per chi non lo sa il ministero ha clasificato tutti i prodotti comerciali in tre categorie:basici-selettivi e premium,in teoria per “protegere”alle persone di basso redito,stranamente gli aumenti applicati autorizati del governo sono in maggioranza quelli BASICI….incoerenza? ma no,gia che il governo da il calcio gratis in tv per tutti,qualcosa si dovrà pure pagare!!!negli ultimi 12 mesi i beni di prima necesità sono aumentati del 30%…forse il FMI se ne andrà ,ma le multinazionali continuano a sfrutare e guadagnare…altri esempi?

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 14:06

Lamento non essere alla tua altezza, Mincuo. Che ci vuoi fare, sono umanista. M’interessano “le umane sorti”. Se per me fosse quei debiti illegittimi non li pagherei, né quello italiano, illegittimo pure, né quello spagnolo, ecc.- Anzi, il nostro é persino illecito poiché quando ci fu il colpo di Stato nel 1976 l’Argentina aveva un debito estero di 7 miliardi di dollari e tutti i debiti contratti da un governo de facto, usurpatore, non sono legali. La dittatura non aveva la legittimitá per contrarre debiti per conto dello Stato argentino (tu ne sai di queste cose perché sei molto rispettoso delle istituzioni internazionali quindi, del Diritto e delle Costituzioni, vero?). A proposito di Diritto, cosa faceva l’FMI in quei tempi con l’Argentina?

martin17
martin17
13 Ottobre 2012 14:11

Allora tanita,come mai YPF cerca disperatamente inversori? avrai sentito che Gallucio ( presidente di YPF) il 1 ottobre é tornato dalla gita per gli Usa ed Inghilterra a mani vuote,senza trovare un solo imprenditore che voglia investire? cosa facciamo gliela riprendiamo agli spagnoli per poi cercare di piazzarsela agi anglosassoni? hai qualche dato prova che dimostre “l’aumento della produzione di YPF”? perché il governo chiede a voi imprenditori di calare la produzione perché non c’é abastanza energia?

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 14:12

Ma quale giornaliero di breve termine. E quale trader. Ma fa un piacere. Neanche capace di leggere su regressione, o di chiedere che significa dati mensili e annuali. Entrambi. Breve termine!!! N.B. Le risate te le saresti fatte di gusto già molti mesi fa. Ma visto che uno censura, non hai potuto ridere. Avresti riso un sacco. Perchè chiedevo lumi sui drivers dei cambi, con il relativo peso, e a seconda del periodo, perchè il professore parlava di uscita da EUR e della “stima” della svalutazione. E non per il 2030. E quindi gli chiesi su term of trade, produttività, debito del Governo, utili netti sugli investimenti, volatilità implicita e attesa, soprattutto sull’equity per alcuni, aspettative tassi sui derivati (cioè tipo di curva, normale o invertita e inoltre il differenziale short-end e long end) alle commodities (soprattutto per alcuni cross) e infine alle politiche e possibilità di intervento oltre al famoso PPP relative (cioè i famosi differenziali di inflazione) se sapeva dirmi qualcosa. Tutte determinanti dei cambi. E così magari anche ridevi su come si fanno i modelli, a JPM, come a MS, o GS ecc… dove stanno gli sciocchi, e come quelli siano diversi per ciascuna valuta, e diversi… Leggi tutto »

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 14:15

Shit! Sará che la mia provincia non appartiene piú all’Argentina?
“Existen unas cien (100) Plantas Embotelladoras en el país, aproximadamente.
Unas veinte (20) pertenecen a los denominados sistemas de franquicias, casos Coca-Cola; Pepsi-Cola y Danone, y otros ochenta (80) a embotelladoras independientes con marcas propias, siendo las más conocidas Pritty; Naranpol de Productora Alimentaria S.A.; Prodea, que produce la línea de los productos de marca Cunnington; Embotelladora Matriz S.A. (Ivess) y otras de antigua trayectoria como Industrial Sodera S.R.L. y Bartolomé Sartor S.R.L., en Santa Fe (Pent) o Salvador Marinaro e Hijos S.R.L., en Salta, más otros tantos como Goliat en Mar del Plata, o Secco en Santiago del Estero.”
(www.copal.com.ar) Coordinadora de las Industrias de Productos Alimenticios.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 14:36

La mia, infermiera. Hai bisogno dello scan della ricevuta?
1400 dici? Il doppio in dollari di quanto prendeva mia mamma nel 2001! Il 1000% di quanto lei prendeva allora, in pesos.
Prendiamo l’inflazione di Mincuo, arrotondiamo, 25% annuo. Il potere d’acquisto di tua mamma é aumentato.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 14:43

P.S.: Guillermo Moreno non é ministro di commercio.
E’ Segretario Commercio Interno.

martin17
martin17
13 Ottobre 2012 14:45

Infermiera in Italia !!! ma io parlo della pensione argentina !!! dai tanita esci dal country ogni tanto,fate un gireto per villa 31,porta anche la tua mamma che lì servono infermiere…

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 14:55

Galluccio ha appena cominciato.
Comunque,
“La petrolera YPF, controlada por el Estado argentino tras la expropiación del 51 % de las acciones al grupo español Repsol, colocó hoy en el mercado local obligaciones negociables (ON) por 1.500 millones de pesos (320,5 millones de dólares), una operación que la compañía calificó como “exitosa”.
La petrolera subastó tres tipos de títulos, todos nominados en moneda local y bajo legislación argentina, en una oferta de la que participaron cerca de mil inversores. EFE/Archivo”

Cioé titoli in moneta nazionale e assoggettate alla legislazione argentina.

Tu cosa pretendi, che in tre mesi ci trasformiamo in Libia? Certo, se facessimo come gli USA con l’OTAN e diamo duro ai bombardamenti per garanzia degli investitori, di sicuro ci andrebbe megio. Ma a quel prezzo io preferisco tornare ad andare a cavallo. E non sono l’unica.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 14:57

Infermiera in Argentina, Martin.
Sono io che da ragazzina mi hanno tenuta lontano dalla dittatura. Il resto sono rimasti in Argentina, compresa mia mamma.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 14:58

P.S.:
Non abito in un country e non lo farei mai. I countries ed io siamo ideologicamente incompatibili.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 14:58

E’ impossibile parlare. Io cito un poll, non è che me ne freghi qualcosa, ma è un poll, che mostra 25% di popolarità dal 65% di un anno fa. Ed è strano se la popolazione è contenta. Magari non è un poll attendibile. E io lo accetto, se mi spiegano perchè lo stesso era attendibile quando invece faceva il 65%. Risposta: nella mia famiglia è al 100% E anche in quella della Kirchner immagino io. Ma che significa? Dico che hanno protestato i sindacati PER ANNI, nonostante gli aumenti. E lo si può verificare. Risposta: Moyano (sindacalista) è straricco. E gli altri? Dico che gli aumenti salariali così alti non hanno senso a fronte di una inflazione del 10%, e invece hanno senso se più era più alta per proteggere i lavoratori. Risposta: mia mamma…. Dico che, e solo quest’anno, il cambio è 34% più alto dell’ufficiale. Chiusyra di venerdì. Risposta: mia nonna… Dico che che BCRA mostrava 3 miliardi di dollari di fughe di capitali al mese, e che hanno fatto misure da guerra come blocco dei movimenti di capitali. E che il Peso di fatto non è convertibile. Risposta: mia zia…. Dico che per conservare riserve la settimana… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 15:27

Io ho domande semplici, ma precise, non sono bravo coi naufraghi e i fari. E le posso fare anche una alla volta.
La BCRA (Banca Centrale) dall’inizio 2012 ha fatto interventi per 7.94mld di USD contro i 3.07 del 2011. Nonostante questo il Peso NDF è a 6.30, contro il 4.71 ufficiale. Se mi può spiegare Tanita che significa secondo lei evitando di parlarmi del dulce de leche o del bife de lomo magari mi faccio anch’io un’idea differente da quella “perversa” ed “eretica” (ma sopratttutto un pò preoccupata) che ho.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 15:38

Prima rispondo al suo anteriore commento e ne prendo una per volta. Capitanich, governatore del Chacho, a adempiuto agli obblighi dei titoli in scadenza e l’ha fatto in pesos poiché c’é una normativa della Banca Centrale che stabilisce che le obbligazioni dei titoli assoggettati alla legislazione argentina si pagano in pesos. La Banca Centrale Argentina. Governo Argentino, democraticamente eletto.
Lei mi potrá dire che questo non va bene per il mercato finanziario e io le daró ragione e aggiungieró che é politica economica sovrana. Ribadiró quel che pubblicamente ha dichiarato il nostro governo: gli investimenti speculativi non sono d’interesse dell’Argentina.
Questo, mi dirá lei, tornerá difficile la collocazione di titoli argentini (di qualsiasi giurisdizione). Vero, risponderó io, ma é una scelta politica con la quale la maggior parte degli argentini siamo d’accordo, considerando – come nel mio caso – il costo d’opportunitá e altre variabili.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 15:48

Le “parti” te le inventi tu. Come tanti avrai il mondo diviso in due, buoni e cattivi. Ma io non ho parti, semmai l’unica parte nella questione è il popolo Argentino, a cui sono legato anche per motivi familiari. Per il resto mi fanno ribrezzo tanto i cosiddetti liberisti che i socialisti, e considero entrambi, come detto molte volte, due truffe del monopolismo spacciate alla gente. Quindi se uno è “de destra o de sinistra” non me ne può fregare di meno. Se è dipinto come un “despota” o un “populista” o un “comunisssta” o un “fasssisssta” nemmeno. Dipende quel che fa per il popolo. Il resto non me ne fotte nulla. E infatti per il Venezuela e Chavez ho un’opinione diversa, ma mica per la revolucion Bolivariana, che per me è aria fritta, nè perchè penso ceh sia il non plus ultra della democrazia, quanto per quel che fa e quello solo mi interessa. Come pure l’ho buona l’opinione per il “mostro” Ahamaninejad, o l’avevo buona per l’altro “mostro” Gheddafi. E l’ho pessima per gli USA. E peggio ancora per UE.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 15:54

A me risulta un pò differente signora. Così aveva detto forse prima.
Ma così batte la Reuters, quella sui circuiti (sono cattivoni, ma restano quelli a cui i Governi battono le dichiarazioni ufficiali per mercati ecc…). Text “Deputy Governor of Buenos Aires Gabriel Mariotto made public statements yesterday denying that he intends to promote “pesofication” and that the Province will pay its debt in US dollars as is required.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 15:58

Aggiungo:
This statement relieves the bond market that feared the already existing Central Bank FX controls on debt service of a minor fraction of provincial bond issuance (local law) would be broadened affecting the majority of the asset class (foreign law), where they do not currently apply. The incident with Province of Chaco’s debt payment and the statements, subsequently corrected by Mariotto, justified investors’ attention. We had viewed them as yellow (as opposed to red) lights and continue to believe that the risk of debt-related “pesofication” has been overblown.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 16:00

Per quanto riguarda i poll, gli argentini non siamo ancora concentrati in essi poiché non abbiamo elezioni fino al 2013. Sarebbe cosí gentile di fornirmi la fonte? (Comunque la so cercare da me, ma mi risparmierebbe tempo, che mi é scarso). Premesso che non sono economista, le posso offrire informazione accessibile a tutti: Il governo ha informato via la Presidente che nel 2012 sono usciti dall’Argentina piú di 80 miliardi di dollari. La politica di pesificazione viene spiegata e dichiarata. Il progetto, come le ho detto prima, é di cercare di sganciarsi il piú possibile dal dollaro e non é soltanto una politica argentina ma regionale. Il dollaro denominato “blu” é domandato per una piccola porzione di argentini, soprattutto coloro che devono realizzare guadagni ottenuti “in nero”. Il 13 Ottobre il valore del dollaro si é mantenuto stabile (Mass. $ 4,608 per dollaro” dopo che l’ascesa si frenó per impatto delle vendite della Banca Centrale ed altre banche pubbliche, piú che sufficienti per rispondere alla domanda. Cosí l’autoritá monetaria ha ricomposto la perdita di risorse iniziali della giornata e il saldo é rimasto in zero, come si pretendeva. Negli ultimi mesi si sono prodotte poche liquidazioni di esportazioni (opera la… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 16:10

Questo solo per dire, senza offesa, che “Capitanich, governatore del Chacho, ha adempiuto agli obblighi dei titoli in scadenza e l’ha fatto in pesos poiché c’é una normativa della Banca Centrale che stabilisce che le obbligazioni dei titoli assoggettati alla legislazione argentina si pagano in pesos. La Banca Centrale Argentina. Governo Argentino, democraticamente eletto! non risulta, o meglio risulterà alla stampa di regime. Non ha proprio “adempiuto” in pesos, e non è quella (local law) la legislazione per quei titoli (foreign law), e Mariotto dopo quelle dichiarazion (a uso interno?) citate da lei si è affrettato a fare una comunicazione ufficiale a nome del Governo, di cui sopra c’è il testo, battuto dalle agenzie Internazionali.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 16:16

Beh, allora la nostra parte é la stessa.
Vede Mincuo, quando io le parlo di economia domestica le parlo di ció che davvero importa dell’Economia, che é una scienza sociale per quanto ne so.
Andiamo alla pensione della mamma di Martin: questi sono dati. Se davvero é di 1400 pesos, COMUNQUE il suo potere d’acquisto si é raddoppiato dal 2001 ad oggi. Queste sono le variabili che contano.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 16:18

Per quanto riguarda i poll, gli argentini non siamo ancora concentrati in essi poiché non abbiamo elezioni fino al 2013. Sarebbe cosí gentile di fornirmi la fonte? (Comunque la so cercare da me, ma mi risparmierebbe tempo, che mi é scarso). Premesso che non sono economista, le posso offrire informazione accessibile a tutti: Il governo ha informato via la Presidente che nel 2012 sono usciti dall’Argentina piú di 80 miliardi di dollari. La politica di pesificazione viene spiegata e dichiarata. Il progetto, come le ho detto prima, é di cercare di sganciarsi il piú possibile dal dollaro e non é soltanto una politica argentina ma regionale. Il dollaro denominato “blu” é domandato per una piccola porzione di argentini, soprattutto coloro che devono realizzare guadagni ottenuti “in nero”. Il 13 Ottobre il valore del dollaro si é mantenuto stabile (Mass. $ 4,608 per dollaro” dopo che l’ascesa si frenó per impatto delle vendite della Banca Centrale ed altre banche pubbliche, piú che sufficienti per rispondere alla domanda. Cosí l’autoritá monetaria ha ricomposto la perdita di risorse iniziali della giornata e il saldo é rimasto in zero, come si pretendeva. Negli ultimi mesi si sono prodotte poche liquidazioni di esportazioni (opera la… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 16:30

La spiegazione non l’ho capita. Non ho capito perchè si “sganciano” nel 2012 con 4mld in più di interventi in soli 8 mesi che non tutto il 2011. Mi sfugge. Nemmeno ho capito perchè nonostante questo il cambio NDF USD/ARS è 6.30 e non il 4.71 dello spot ufficiale. Cioè 34% in più. Comunque pazienza, non ho capito io la risposta.
Il poll è di Management & Fit. A Ottobre 2011 faceva 65% l’indice di popolarità.
Ne ho visto anche un altro, simile, ma non ricordo più dove.
I poll non sono certo quello su cui mi baso io però questo calo è costante e il livello ora è oggettivamnte basso. Può darsi che siano i soliti “nemici” ma perchè davano 65% che è molto positivo, allora un anno fa?
Non mi dica che la stampa è in mano ai nemici e fa propaganda contro dalla mattina alla sera, e che il Governo gode di cattiva pubblicità, se no devo fare un pò fatica.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 16:42

Non è raddoppiato Tanita. C’è l’inflazione. Però non faccio questioni. Ma non sono i dati di Martin o quelli suoi. Non sono quelli. Ed è migliorata la posizione dei lavoratori, in termni di PPP, “ma ci sono dei ma” Non è cattiveria, mi creda. Speriamo tutti noi per l’Argentina, ma io contrasto questa propaganda trionfale e adesso le spiego perchè.
Non è che deve credermi, e posso sbagliare, come tutti. L’Argentina è in un momento difficile, su questo non sbaglio tanto.
La mia paura è che pieghino su demagogia al 100%, e quella non è la strada buona. Cioè “tutto era bello ma i cattivi poi……purtroppo”
Meglio dire alla gente che le cose sono difficili, che però abbia fiducia, che bisogna tener duro, che è una strada lunga, e nel contempo però dicendo questo uno si assume anche le sue responsabilità, e non vende sogni.
Per questo secondo me il trionfalismo non aiuta per nulla, e ho anche qualche cattivo pensiero su qualcuno che suona le trombe.
Spero che non sia un’opinione da “nemico”.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 17:18

Mincuo, lei legge in Spagnolo?
Le presento “Management & Fit”.
(Che tra l’altro prima delle elezioni in Venezuela diceva che vinceva Capriles).
http://currinonline.blogspot.com.ar/2012/08/el-encuestador-independiente-de-clarin.html
Se poi ha la gentilezza di mettere nel google “management & fit” e si legge soltanto i titoli dei link, capirá subito.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 17:40

Dunque l’NDF non è uno strumento “speculativo” è uno strumento di copertura. E con quello si coprono. E quello quota la realtà.
L’economia non è solo “interna”, e il rapporto con l’estero influisce. Eccome. Ora cerco di semplificare: finchè l’export tirava, l’Argentina incassava dollari, quindi per le riserve stava bene. Quando ha rallentato l’export (non per colpa sua) man mano è dovuta intervenire la BC (oltre ad aver preso il Governo altri provvedimenti). Non la faccio lunga nè difficile: la posizione della BoP non è un problema particolarmente grosso al presente, e in più si hanno aspettative migliori dalla soia (più dollari). Ma deve riprendere l’economia se no sono guai seri anche su quel fronte. (Alcuni dati sparsi recenti sembrano incoraggianti, per fortuna, e anche per il Brasile pare, che è importante per Argentina). La polemica col tira molla per il debito provinciale di Chaco per poi garantire gli USD in pagamento comunque è stata una cosa inutile non responsabile, secondo me. Ecco perchè dicevo “demagogia” ecc.. cioè la mia paura.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 17:59

Passo a raccontarle: In Argentina, la maggior parte dei media é in mano della corporazione mediatica che ha il controllo dei mainstream in tutto occidente. La stessa che racconta cavolate sul mondo ogni giorno da voi, da noi, dappertutto, quella che sostiene le “primavere”, che attribuiva a Gheddaffi i morti dei mercenari che attaccarono in Libia, che adesso attribuisce al regime Sirio i morti che fanno i mercenari e i sempre utili ragazzi di Al Qaeda o ció che sia quest’organizzazione ovviamente al servizio del potere corporativo. Questi media costruiscono un discorso (con l’aiuto di Management & Fit compreso e anche altre agenzie e “consultori”). Non é il governo chi costruisce un discorso demagogico, anzi. I problemi si discutono con la partecipazione di funzionari in Radio Nacional, nelle reti pubbliche, in conferenze ed incontri di lavoro in tutto il paese. Noi abbiamo problemi che vengono da lontano e il processo di soluzione é in corso; si é dovuto partire da molto, molto lontano. (Mi riferiró per riassumere al “Potere” ma é chiaro per entrambi a chi facciamo riferimento, vero?) Il Potere domina i media come da voi e ha i soldi per acquistare qualsiasi volontá acquistabile. Chi non é nell’intimitá… Leggi tutto »

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
13 Ottobre 2012 18:49

” Meglio dire alla gente che le cose sono difficili, che però abbia fiducia, che bisogna tener duro, che è una strada lunga, e nel contempo però dicendo questo uno si assume anche le sue responsabilità, e non vende sogni.Per questo secondo me il trionfalismo non aiuta per nulla….”Questo e’un discorso molto ragionevole e maturo da parte di un governo…difatti..aime…e’lo stesso ragionamento di Monti and co..Che si mostra alle masse disinformate come una saggio professore anziano che non vende illusioni come I POLITICI DAL VINCOLO ELETTORALE…che i sacrifici servono per un cammino virtuoso futuro.E’una strategia potente,perche con questa retorica(non in senso del significato delle parole,che son giuste,ma dal perche si usano)…opera esattamente al contrario dei veri interessi nazionali

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 19:12

Monti vende sogni Jefferson. E sensi di colpa anche.
Sono due cose molto diverse qiuelle che diciamo. va bene lo stesso.

mincuo
mincuo
13 Ottobre 2012 19:19

Dell’Argentina io ho parlato abbastanza. In 3 diversi post su Argentina. Non parlo più di Argentina, salvo se mi chiede qualcuno un parere particolare, e allora gli rispondo, o se mi chiede se penso che ci siano novità in base a quel che conosco. Rispondo solo a quello eventualmente. E basta.
Quindi più nessun problema. Tranquilli.

Tanita
Tanita
13 Ottobre 2012 20:54

Oh, ce ne saranno di novita’. Ci puo’ contare. As we speek ci sono in corso diverse battaglie. Vedremo chi ne uscirá vincitore.

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
14 Ottobre 2012 2:34

Perche devi sempre fraintendermi?e certo…lo fa facendo credere di non farlo presentandosi in quel modo come strategia,non a me,alle masse disinformate

UlanBator
UlanBator
14 Ottobre 2012 4:03

Mincuo, non riprendo tutte le questioni da te sollevate perchè già fatto ieri e non voglio rovinarmi la domenica, perchè non ne vale la pena. Ma ti assicuro che per motivi professionali, visto che collaboro da venti anni con una ONG che si occupa di finanziamenti e progetti di sviluppo nei paesi del Terzo Mondo e nei paesi emergenti, la situazione argentina mi è abbastanza nota e conosco tutti i problemi umani e sociali che stanno affrontando, quindi questo tuo sarcasmo e ironia da saccentello da tastiera, che ha letto due manuali di economia e finanza, è davvero fuori luogo, perchè qui sono in ballo persone vere in carne ed ossa, e non trend di borsa di cui sinceramente non ce ne sbatte un piffero. Il fatto che tu non sia un trader mi può fare solo piacere, perchè capirai che ho il dente avvelenato verso questo tipo di persone e mi scuso per l’aggressività, ma di grazia si può sapere cosa fai tu nella vita? A che titolo scrivi? Quali sono le tue vere finalità, oltre ad essere il paladino della verità e a cercare disperatamente di soddisfare il tuo immenso ego, con l’ammirazione di gente che un manuale… Leggi tutto »

UlanBator
UlanBator
14 Ottobre 2012 4:29

Istwine, ti è chiaro che in questa presentazione Frenkel sta parlando di tutt’altro argomento? Qui sta trattando della poco fondatezza e convenienza per la banca centrale di seguire l’obiettivo dell’inflation target, invece che un foreign exchange rate target. Stiamo parlando degli obiettivi a breve e medio termine di una banca centrale, non del lungo periodo a cui invece si riferiscono le analisi PPP sul tasso di cambio-inflazione dal 1991-2001 o 2001-2012, in cui rimangono estremamente valide. Lo stesso Frenkel per quanto riguarda l’approccio PPP dice:

“The PPP cannot explain short- and medium-term NER behavior, relevant for monetary policy”

Ripeto, Short and Medium Term, non Long Term

Se lui non avesse considerato valido in assoluto l’approccio PPP, avrebbe utilizzato le stesse parole usate per l’UIP:

“There is no evidence to support its validity”

Mentre sottolineando bene i termini breve e medio periodo, Frenkel implicitamente ammette che nel lungo periodo l’approccio PPP rimane ancora valido. Ti è chiaro questo passaggio giusto? Non mi pare necessario andare ancora oltre perchè mi sembri una persona tanto sveglia e preparata. In caso contrario, portami altri paper in cui Frenkel dice chiaramente che l’approccio PPP non è valido nel lungo periodo.

istwine
istwine
14 Ottobre 2012 5:35

Sì tranquillo, mi è chiaro. Ma siccome io non ho come unica fonte Alberto Bagnai (è alla luce del sole la mia stima e collaborazione con lui, ok? Non devo ripetere che non è una critica e che anzi, gli sono grato per molte cose, d’accordo?), non condivido tutto quello che dice. Il problema è che a me questa idea del lungo periodo non convince, il lungo periodo dipende dai brevi periodi, ed è, nel contempo un breve periodo, così diceva, notoriamente, Joan Robinson (per non dire che è un’idea mia, nonostante sia abbastanza logica come cosa, soprattutto per variabili così volatili come un tasso di cambio). Il PPP assumendo che sia valido nel lungo periodo (e in ogni caso non è l’unico criterio) in che situazioni è valido? Lasciando fare al mercato, senza controlli sui movimenti di capitali o beni, senza intervento della Banca Centrale, quando è valido questo PPP? Il PPP è teoria basata solo ed esclusivamente sui tradeable goods, cioè una parte del current account per alcuni paesi anche secondario rispetto ai servizi. Senza parlare poi dei gross cross-border capital flows (scrivo in inglese cosicché chi lo vuole cercare lo cerca esatto, perché la maggior parte dei… Leggi tutto »

istwine
istwine
14 Ottobre 2012 5:53

Per esempio, in Rapetti&Frenkel – Five Years of Competitive and Stable Real Exchange Rate in Argentina, 2002-2007 , scrivono:
Evidence regarding short-run indeterminacy of the real exchange rate seems to be conclusive. Its behavior is almost completely determined by nominal exchange rate. Although most scholars agree about the existence of an equilibrium real exchange rate in the long run, there is no consensus regarding the factors affecting its determination. The purchasing power parity (PPP) is the most accepted hypothesis (Taylor and Taylor, 2005). However, evidence regarding the PPP shows time series reverting to their means in very long periods (i.e. half life of 3-5 years) and results are highly sensitive to data sets and estimation techniques. On the other hand, mean-reverting time series is no sufficient condition for the validity of PPP hypothesis.

Io non so se questo basti. 3-5 anni, il lungo periodo, e c’è anche molta incertezza a riguardo.

UlanBator
UlanBator
14 Ottobre 2012 6:32

Perfetto Istwine, ci siamo capiti, perchè mi pare evidente che tu sia di un’altra pasta e di un altro spessore umano rispetto a tale Mincuo. Io non discuto della preparazione tecnica di tale Mincuo, ma quello che mi fa più imbestialire è il sarcasmo e l’ironia su temi così delicati come il futuro di milioni di persone, dall’alto di una conoscenza tecnica, che spiettallata così diventa pura erudizione disfattista e senza alcuna finalità. Tale Mincuo vuole spiegarci che la situazione dell’Argentina è molto più complessa e ingarbugliata di come certe analisi sintetiche vorrebbero farci credere, che lo faccio allora, ma non usi per cortesia il sarcasmo e l’ironia, perchè ripeto qui stiamo parlando del futuro di milioni di persone, in carne ed ossa, e c’è poco da fare gli sbruffoni. A me pure non piace il tono troppo romanzato e idealizzato di certi articoli, ma è chiaro che tale impostazione serve a sensibilizzare le coscienze di chi magari non ha mai letto un paper di economia. Non ci vuole molto a capire che l’ideale lettore a cui è indirizzato un tale articolo non era di certo Mincuo e quindi poteva fare le sue analisi tecniche in altri contesti, oppure, se… Leggi tutto »

martin17
martin17
14 Ottobre 2012 8:46

tanita,hai una conasapevoleza del reale stato energetico argentino che mi chiedo se veramente abiti in Argentina,YPF ci rende così tanto che stranamente la Kirchner comprerà combustibile al Venezuela per 9490 millioni di pesos !!!!…quelli destinati alla costruzione saranno 5873 millioni ( per le abitazioni sociali) allora o YPF non produce leteralmente un tubo ( con l’auto gol di averla ripreso agli spagnoli) o la presi Cris se ne sbatte dei poveri e del deficit di abitazioni sociali nel paese….
Insomma niente di strano nella constante contradizione della Kirchner,ti ricordi quando ancora senatrice della prov.di Santa Cruz,là nel 1992,chiese ed appoggiò la privatizazione di YPF insieme a Menem?….ma si sa gli argentini hanno la memoria corta.

BaronCorvo
BaronCorvo
14 Ottobre 2012 9:35

Non puoi accusare qualcuno di saccenza e sarcasmo usando tu stesso questo tono ridicolmente aggressivo. Mincuo ha delle idee che si possono condividere o meno ma rispondere con accuse ad personam usando la parola trader come se fosse un insulto è un atteggiamento scomposto e non è un caso che ti ritrovi a criticare negli altri quello che in realtà è il tuo personale stile di confronto. Io faccio il tifo per l’Argentina ma il paese lo conosco e i toni trionfalistici mi fanno ridere. Quello che vuole dire Mincuo, e su questo sono d’accordo con lui, è che qui in Italia cerchiamo di compensare la nostra assoluta impotenza a mettere su un discorso politico valido attaccandoci a ipotetiche “soluzioni” messe in atto da altri; quindi bisogna rendersi conto che qualsiasi strada si voglia percorrere PRIMA bisognerà essere in grado di renderla politicamente fruibile con un impegno sul campo altrimenti ci si troverà di fronte a una serie di problemi che diventeranno insormontabili senza una chiara coscienza e consapevolezza dei cittadini. In Argentina questo NON C’E’ e se la Kirchner fallirà, mi auguro vivamente di no, sarà precisamente per questo motivo. Di conseguenza qui in Italia cerchiamo di darci da… Leggi tutto »

RicBo
RicBo
14 Ottobre 2012 10:37

La banca centrale pubblica dell’argentina è l’espressione della sua classe dominante oggi al potere, che per un corso storico attualmente sembra più vicina agli interessi del popolo che in altri momenti, per aver adottato politiche economiche neo-keynesiane (quelle che Barnard presenta come la Salvezza del Mondo).
La struttura capitalista del sistema non è per niente messa in discussione, però, e questo porterà, al prossimo ciclo recessivo, a nuovi dolori per la classe operaia argentina (e già si intravedono)

martin17
martin17
14 Ottobre 2012 11:06

Nel articolo si parla di un dollaro a tre pesos argentinos,cosa del tutto falsa,oggi il cambio ufficiale é di 5.78 pesos ( sopra i 7 nel mercato nero)…
Mi dispiace tutta questa disinformazione al solo scopo propagandistico,mi piacerebbe in quanto argentino che le cose fossero così favolesche,parliamo per esempio del “plan jefes de familia”che cita l’articolo,allora Venezuela e Argentina inventano piani sociali per disocupati, ragazze madri, coop. di lavoro,ecc,ecc, ma lontani di essere creati per paliare la situazione economica che da 10 anni non possono migliorare,questi piani promuovono clientilismo politico asicurando una marea di voti presi per la paura di perdere “los planes” o per per paura di dover lavorare veramente.Questo é avere ostagi politici,creare più dipendenza,e generare più poveri.Mantenere questi piani sbandierando una finta solidarietà,con dei n omi sentimentaloidi,solo contribuiscono a creare mano d’opera politica e di uso multiple negli atti,sostegno e voti.
In Argentina c’é il bisogno di lavoro vero,pagato normalmente per poter vivere degnamente,non briciole,elemosine populiste.

mincuo
mincuo
14 Ottobre 2012 11:06

“Ripeto, si tratta di una questione di opportunità, che solo le persone dotate di un certo spessore umano e di finalità etiche nel proprio agire, possono capire, mentre le altre rimarranno Mincuo a vita, sbruffoni disfattisti, che con il loro sapere creano più danni che vantaggi alla collettività”
Eccolo qua, finalmente, ero in ansia, ma è arrivato.
Così ha completato il quadro dell’ “antropologicamente e moralmente superiore” quello che può capire ed anche “educare” il popolo oltrechè insultare il prossimo.
Insignito da chi e perchè di queste prerogative resta misterioso.
Da Scalfari, una volta, ma ora non so.
Comunque si combina bene con l’educazione e l’etica vista in precedenza.
Stavo in ansia, ma questi sono proprio fatti con lo stampino. Poveracci.

mincuo
mincuo
14 Ottobre 2012 11:20

Intanto, forse scoprendo che il PPP relative non è la Bibbia, salvo che per gli analfabeti travestiti da saccenti, e quindi le urla e gli insulti (ad personam, perchè sull’oggetto nulla) erano a sproposito, ecco il moralmente e antropolgicamente superiore che ha cambiato versione, ma non si sogna di scusarsi per “ignorante, studia, incompetente” ecc….
Ora infatti non sono più completamente incompetente e ignorante come prima (studia… con il link ….di un blog divugativo, …pensa un pò te che miseria…) e poi gli avranno forse detto lascia perdere che è meglio, e allora contrordine compagni: “il suo sapere è dannoso alla società”. Sapere deviazionista clerico-fascista si diceva un tempo. Amen.

RicBo
RicBo
14 Ottobre 2012 11:27

Non sono un economista, nè voglio esserlo (checchè ne dica Barnard), non so molto di dati o statistiche, so solo che due mesi fa ho viaggiato a Buenos Aires e quello che ho visto e le persone con cui ho parlato mi hanno raccontato di un mondo più vicino ai dati che presenta Mincuo che a quello che racconta Tanita. Inflazione reale maggiore del 20%, mercato nero del dollaro ad ogni angolo, scarsità di forniture di petrolio in molte province, protezionismo assurdo rispetto a certi beni che il paese non produce e che alimenta un mercato parallelo che favorisce corruzione ed inflazione.
Questo non vuol dire che la situazione non sia migliore che dieci anni fa. Quando si tocca il fondo non si può fare altro che risalire e le politiche dei Kirchner sono state l’unica via d’uscita che quello stato poteva scegliere ma la sensazione generalizzata che si stia gonfiando una bolla che prima o poi scoppierà di nuovo è forte.

mincuo
mincuo
14 Ottobre 2012 12:09

Ah dimenticavo questo moralmente superiore legge Frenkel e basta in vita sua. O Frenkel o morte. Finchè non ha il paper di Frenkel ….niente. Magari prendersi PPP relative e i non-tradable goods e dare un’occhiatina e vedere se ci sia qualche effettuccio no…. E un modestissimo pensierino se i mercati funzionano più come persistenza di trend che come mean reversion, no? Eppure ci sono centinaia di pagine. Un accesso a dati professionali non se ne parla nemmeno, roba moralmnte inferiore, altrimenti c’è un miliardo di regressioni, SU DATI MENSILI E ANNUALI specie dal 1950 in poi. Forse Frenkel non li avrà visti. O non ha accesso a un livello II. Boh. E un modestissimo ragionamento se produttività, debito del Governo, utili netti sugli investimenti, volatilità implicita e attesa, (soprattutto sull’equity), aspettative tassi e esposizione sui derivati, carry trade, prezzo delle commodities (soprattutto per alcuni cross) politiche e possibilità di intervento + tutto il comparto relativo ad analisi tecnica, niente? Frenkel non ho visto che ne parli molto. Aspettiamo il paper. Di quello adatto poi. Come no. Sono proprio quelli più adatti, come è adatto uno che fa solo ruote e con quelle spiega poi come funzionano le automobili. Geniale. Almeno… Leggi tutto »

Tanita
Tanita
14 Ottobre 2012 12:34

La Cittá di Buenos Aires é l’unica giurisdizione governata da un neoliberale. La gente della Cittá du Buenos Aires vota neoliberale, si beve tutta la propaganda di regime. cercate “Mauricio Macri”, i suoi antecedenti, la sua ideologia, il suo governo. E’ il “candidato” che hanno da contrapporre a ció che votiamo la maggior parte degli argentini. La Cittá di Buenos Aires non é riferimento di quanto capita in Argentina. Di fatto, per la maggioranza, é l’esatto esempio di ció che NON vogliamo.

Tanita
Tanita
14 Ottobre 2012 12:39

Di nuovo, Marti, con l’YPF privata ne dovevamo comprare DI PIÚ e gli introiti della compagnia andavano diretto alla speculazione finanziaria intanto che adesso possono essere utilizzate per l’ulteriore sviluppo d’YPF.
Tu continua con il tuo discorso, noi capiamo che ‘e molto meglio che le nostre risorse energetiche siano gestite dallo Stato Argentino. Vediamo bene nel mondo come vanno le cose gestite dalle corporation!
Il fatto é che, vedi, i governanti li possiamo cambiare (di fatto, ne abbiamo anche destituito qualcuno) ma i CEO delle corporation privati, quelli si che non li possiamo toccare.
Quindi tu fai il tifo per le corporation, OK. Io faccio il tifo per lo Stato argentino. E non mi sottovalutare, davvero abito in Argentina e non sono nessuna fessa. Sono una che studia molto e si misura in campo e il piú bello sai cos’é? Non appartengo al governo.

Tanita
Tanita
14 Ottobre 2012 12:46

C’é poi una cosa che mi fa amaramente sorridere:
Come sono capaci questi tizi del Potere globale a far sí che la gente si spari nelle palle, compresa la cosidetta “sinistra radicale”, tanto fondamentalista da essere sempre e comunque funzionale al Sistema.
Se tu, Martin17, appartenessi al club Bilderberg, allora potrei capire la tua posizione. Ma non credo che uno del Bilderberg (diciamo, dell’elite) venga qui a CDC a battersi per le corporation. Usano per questo compito idioti utili con il cervello ben lavato dalla propaganda di regime (che spargono urbi et orbi attraverso i mainstream da loro controllati) per riuscire a fare che gli incauti come te facciano la difesa dei loro interessi. Ma non vedi, NON VEDI COME STA L’EUROPA??? Non vedi, NON SAI COME STANNO GLI USA, i popoli, i suoi cittadini? MA NON TI RENDI CONTO????? NON CAPISCI COME FUNZIONA?
L’unica cosa che mi fa avere un pochino, ma proprio pochino di speranza é che nella nostra regione (sudamerica) quelli come te sono in minoranza. Al tuo posto emigrerei (se é che abiti da queste parti) in Europa o negli USA, che lá va a tutta macchina il sistema che tanto difendi.

Tanita
Tanita
14 Ottobre 2012 12:54

Ma tu sei pagato per mentire?
Comportamiento del Dólar al VIERNES 12 DE OCTUBRE DE 2012

TIPO DE DOLAR

COMPRA VENTA HORA FECHA ULTIMO LIBRE
4.70 4.74 15:02 12/10/2012 4.735
MAYORISTA BANCOS
4.72 4.725 15:00 12/10/2012 4.7225
INFORMAL
6.18 6.2 16:03 12/10/2012 6.21
BANCO NACIÓN BILLETE
4.683 4.723 15:02 12/10/2012 4.72
BANCO NACIÓN PUBLICO
4.7 4.73 15:02 12/10/2012 4.73
BCRA DE REFERENCIA
4.7227 15:02 12/10/2012

Per il resto, non vale la pena di rispondere. Gli “ostaggi” non siamo noi.
Si tratta di una questione ideologica, di paradigma. Fai la tua campagna: da noi c’é ancora la possibilitá di votare chi vuoi che ti governi, come in Venezuela, cosa che non capita negli ultimi tempi in Italia, in Grecia… E nemmeno negli USA, dove le campagne dei candidati sono pagati dalla Goldman, da JP Morgan e i loro soci.

http://www.ambito.com/economia/mercados/dolar.asp

Tanita
Tanita
14 Ottobre 2012 13:07

RicBo,
Guardati un po’ questo ma davvero, prenditi un po’ di tempo:
http://www.centrocultural.coop/blogs/cooperativismo/tag/cooperativismo-argentino/
http://www.desarrollosocial.gov.ar/ingresosocialcontrabajo/114
(Vedi cooperativismo in argentina)
http://portal.educacion.gov.ar/
(Vedi Educazione in Argentina)
http://www.tecnopolis.ar/2012/
(Vedi megamostra di scienza e tecnologia in Argentina, gratis e per tutti)
http://www.encuentro.gov.ar/
(Vedi i programmi di una delle reti della tv pubblica)
http://www.conectarigualdad.gob.ar/
(Vedi programma di tecnologia informatica nelle scuole pubbliche)
http://www.tectv.gob.ar/index.php/archive/183-bienvenidos-a-tecnopolis-tv
(Vedi scienza e tecnologia in tv aperta e gratuita in Argentina)
http://www.afsca.gob.ar/
(Vedi programmi e leggi per la democratizzazione e la pluralitá dell’informazione in Argentina)
http://www.mincyt.gob.ar/programas/index.php?Id_programa=8
(Vedi programma di rimpatrio di scientifici)
(Te ne potrei mettere altri 100, ma penso che potrai renderti un’idea, come pure potrai capire come mai si scannano tanto contro l’argentina)

Ecco perché é uno schifoso cattivo esempio, l’Argentina.

Aloisio
Aloisio
14 Ottobre 2012 13:10

ottimo articolo; da far leggere ripetutamente ai piddini di casa nostra !

mincuo
mincuo
14 Ottobre 2012 14:26

Allora i numeri contano! Mannaggia!. E metti pure quelli delle “banche”. ORRORE!!!! br>
Questa volta quindi il cugino che paga 6 Pesos, il nipote 7 e la nonna che compra il latte cambiando a 5,50 non valgono più?
Ma questi erano i veri dati, perchè “noi sappiamo” “ci viviamo” e “non ce ne frega niente della quotazioni delle banche!”
Stavolta non funziona più Tanita? E perchè non sono veri quelli di Martin, ed invece lui è un bugiardo, quando sono tali e quali a quelli che hai sempre messo tu, della mamma e della zia scusa?
Anche “lui sa, anche lui ci vive” e anche a lui “non gliene frega niente delle banche”. Non sono i tuoi ragionamenti? Non valgono mica per lui?
No eh…
Solo quelli di tua zia contano. Fantastico.

mincuo
mincuo
14 Ottobre 2012 14:49

IO NON HO MAI USATO un solo argomento personale di percezione tipo: “la mamma dice, la nonna ha fatto…, il mio amico assicura che ….” .
Ma visto che è l’unica cosa che va bene qui, e il livello è quello, mi tolgo uno sfizio.
Io ho amici a San Miguel de Tucuman, a Nequén, a Corrientes ecc.. e mi dicono le stesse cose che dicono a RicBo, e anche peggio. Non solo i “traditori” di Buenos Aires quindi dicono quelle cose.(a proposito, tutti? nessuno dei 3 milioni della città e dei 15 della Provincia votava la Kirchner? Davvero?) Comunque loro ci vivono e quindi….non puoi dire niente Tanita. O mica dirai che sono bugiardi spero? E come ti permetti?
Vedi, usando quei metodi che usi tu, della zia e della nonna, si arriva sempre a quello alla fine….

cuco
cuco
14 Ottobre 2012 19:06

MI SONO DECISA AD ENTRARE IN QUESTO FORUM PERCHE DI QUELLO CHE STATE PARLANDO MI TOCCA IN PRIMA PERSONA. SCUSATE I MIEI “ORRORI” ORTOGRAFICI CON IL ITALIANO. SONO ARGENTINA E HO VISSUTO 12 ANNI IN ITALIA, MIO MARITO è ITALIANO, I MIEI FIGLI LO SONO, DAL 2009 SIAMO QUI IN BUENOS AIRES, GIA CHE HO LA FORTUNA DI AVERE UN MARITO CON UN ANALISI GEOPOLITICO RAFFINATISSIMO, CHE HA FATTO DI NOI UNA FAMIGLIA INMIGRANTE COMO QUELLA DE I NOSTRI NONNI, CERCANDO UNA VITA MIGLIORE PER I NOSTRI FIGLI. DOPO LE MIE PRESENTAZIONI, VADO AL NODO. VORREI SAPERE SE QUELLI CHE IN QUESTO MOMENTO STANNO FACENDO QUESTO ANALISI SONO ARGENTINI, O AL MENO LATINOAMERICANI. NON PER ESCLUDERE NESSUNO, MA PLASMARE LA SITUAZIONE DI UN PAESE NON è COSI STERILE COME LA STATE FACENDO VOI, CARO MINCUO, MARTIN 17 ECC, DENTRO LE VARIABILI ECONOMICHE, ESISTONO ANCHE IDEOSINCRAZIE, CULTURE, PENSIERI DOMINANTI, FATTI STORICI, CATTIVE ABITUDINI, EGOISMI DI CLASSE, BISOGNI, CHE SE NON SEI DEL POSTO NON PUOI CAPIRE. PER ESEMPIO, LE RESTRIZZIONI AL DOLLARO NEL MIO PAESE SONO PERCHE SIAMO UNA ECONOMIA GIOVANE, COSTRETTA A DIFFENDERSI DI ATTACCHI PERMANENTI DE QUESTI BENEDETTI CAPITALI CHE QUASI SEMPRE SONO VENUTI PER SACCHEGIARE (LITTERALMENTE) I NOSTRI… Leggi tutto »

martin17
martin17
15 Ottobre 2012 6:28

Ma e allora perché la Presidentessa apoggiò la sua privatizazione e la svendetero agli stranieri ? hai dimenticato ciò? o é meglio non rispondere?io non tifo per nessuno,se mai cerco la COERENZA e ONESTA in chi ci governa.

martin17
martin17
15 Ottobre 2012 7:05

Ancora per tanita,ma anche per tutti quelli creduloni nel “risveglio argentino”e la miracolosa BCA. In primo luogo,cara tanita,ai Bilderberg puoi farci parte te,che sei della categoria “imprenditoriale”e quindi sei più in frequenza d’onda. Poi per quanto riguarda alla realtà argentina,basta che qualcuno ci vada là anche in ferie che merita ( per il paesaggio) e ci veda con i suoi occhi.Personalmente non ho niente da nascondere ed é per questo che mi infastidisce chi come tanita cerca di nascondere la realtà,portando dati abstratti,numeri governativi ( alla faccia della verità) e crede di vivere nel paradiso sudamericano. Quel che la BCA fa, non é altro che creare fiat currency,stampare a maneta moneta,questo non costa nulla,solo il costo di stampo ( per chi conozca la realta della “Dubai del Sur”,la imprenta “Ciccone”vi dice qualcosa?sapete di chi é?) moneta che non richiede copertura,non comporta obbligo di pagamento in oro per esempio,ed é per questo che la BCA ne può creare a piacere,semplice “signoraggio”ed allora la semplice domandina: se possono stampare a volontà,perché non fare tanti quanti ne servano per pagare o gestire i debiti publici per esempio?questa come in tanti dicono,é una scelta politica,forse di un “senato”transnazionale,con dei fini a noi meno noti.Quindi… Leggi tutto »

cuco
cuco
15 Ottobre 2012 8:07

OTRA VEZ PIBE, ANCORA PARGLI DI QUESTO, TANTO SVEGLIO SEI CHE ADESSO MI DEVEI DIRE CHE COSA RISPALDA I 13 MILLA MILIARDI DI DOLARI CHE STANNO FABRICANDO NELLA FEDERAL RISERVE E COME è CHE METTENDO TANTO SOLDI NEL MERCATO NON CI SIA NE INFLAZIONE, NE SE PARLA DI DEVALUAZIONE DEL DOLARO, … E POI PUOI CONTINUARE A RACONTARCI COME LA BCE CHE NON HA NEANCHE PERSONERIA GIURIDICA, E CHE FORMATA DA TUTTE LE BANCHE NAZIONALI EUROPEE (CHE NON SONO PUBLICHE, SONO PRIVATE) STAMPA QUESTO BENEDETTO EURO, PERO SICURAMENTE TU CI DARAI LA INFORMAZIONE DI DOVE GUARDANO TUTTO QUEL ORO BELLISSIMO PER RISPALDARLO, VERO?. MA PER FAVORE, FINISCILA DI DIRE SOLO QUELLO CHE TI CONVIENE NEL TUO DISCORSO. E IO VEDO LE COSE COME TANITA….

mincuo
mincuo
15 Ottobre 2012 8:14

Di tutto questo dicorso che non mi riguarda ci sono solo alcune cose che invece mi riguardano: 1)”TU MI PUOI CONTINUARE A PARLARE DI NUMERI, ED IO TI PARLO DI PERSONE” In effetti io parlo di numeri, e non di persone. Ma se vuoi parlare di persone, le persone a me dicono cose totalmente diverse, e sono Argentini. E qui anche qualcuno dice cose diverse. E cosa sono, meno buoni degli altri? Perchè lo dici tu? 2) “PRIMA DI TUTTO MINCUO IL TUO DATTO DI CRESCITA DEL PIL AL 0% LO HAI PRESO DA UN SITO WEB CHE NON è DEL GOVERNO CHI SONO QUESTI TRADINGECONOMICS, TU LO SAI PERFFETAMENTE (GIA CHE CRITICHI AGLI ALTRI) CHE SECONDO LE STATISTICCHE CHE GUARDI TI PUOI DISEGNARE I NUMERI, IO TI CONTROBATTO CON L’INFORME DELLA CEPAL PER L’EUROPA, LATINO AMERICA E CARIBE CHE L’ARGENTINA AVRA UNA CRESCITA DEL 3,9% PER IL PROSSIMO ANNO” Io ho messo un link di economia perchè è gratuito ma pubblica i dati ufficiali. Ma puoi controllare. Questo è della BCRA (BANCA CENTRALE ARGENTINA) BCRA [www.bcra.gov.ar] e ci sono il links. Prima di parlare di numeri vedi anche di capire che cosa vogliono dire. IL DATO UFFICIALE ULTIMO ARGENTINO… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
15 Ottobre 2012 8:29

“MA PER FAVORE, FINISCILA DI DIRE SOLO QUELLO CHE TI CONVIENE NEL TUO DISCORSO. E IO VEDO LE COSE COME TANITA”
Su quello NESSUNO ha il minimo dubbio.
Sembrate proprio la stessa persona anzi. 🙂

mincuo
mincuo
15 Ottobre 2012 8:41

“MI SONO DECISA AD ENTRARE IN QUESTO FORUM PERCHE DI QUELLO CHE STATE PARLANDO MI TOCCA IN PRIMA PERSONA. SCUSATE I MIEI “ORRORI” ORTOGRAFICI CON IL ITALIANO. SONO ARGENTINA E HO VISSUTO 12 ANNI IN ITALIA, MIO MARITO è ITALIANO, I MIEI FIGLI LO SONO, DAL 2009 SIAMO QUI IN BUENOS AIRES, GIA CHE HO LA FORTUNA DI AVERE UN MARITO CON UN ANALISI GEOPOLITICO RAFFINATISSIMO, CHE HA FATTO DI NOI UNA FAMIGLIA INMIGRANTE COMO QUELLA DE I NOSTRI NONNI, CERCANDO UNA VITA MIGLIORE PER I NOSTRI FIGLI.”

Fammi indovinare Cuco: non sarai mica anche un’ “imprenditrice” e un’ “accademica”?

martin17
martin17
15 Ottobre 2012 11:50

Cuco,vedo che riesci a “captare” solo quel che vuoi,infatti anche la Fed.Reserve,come la BCE fanno la stessa cosa che la BCA,cioè signoraggio,stampano,caro mio,stampano quanto vogliono,quel che non vogliono e che tu come gli altri stiano meglio,ed era questa la mia domanda,forse se ti lo dicevo in spagnolo,capivi meglio? o il kirchnerismo ti ha gia fatto un bel lavaggio di testa? e già che ci sei,mi rispondi le domande che ho fatto nei miei altri commenti? poi solo per ricordarti alcune cose di quel che sogni,da quando il mercosur funziona? i problemi con l’Uruguay sono risolti? il protezionismo che sta effetuando la Presi,giova a gli altri paesi vicini? come mai il Brasile ha sempre di più un peso internazionale,mentre la Argentina continua a retrocedere? negli anni 40′ il PBI di Argentina era uguale a quello di Brasile e Chile insieme,guarda oggi che livello abbiamo,sai qual’é la causa? che il Brasile é riuscito ad uscire dal pantano populista e ha adottato criteri di qualità instituzionali e con questa semplice formula,ha prodotto un cambio di immagine con gran proiezione internazionale,invece noi intelligentoni,la “capitale europea del Sudamerica”,stringiamo relazioni,con Chavez,Ahmadinejad ( sempre e quanto ci permetono gli ebrei che ci commandano),siamo così furbi da dipendere… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
15 Ottobre 2012 18:02

Cara Tanita qualcosa sulle persone te la dico anch’io.
Martin almeno una cosa la dice, e non sono mamme e nonne.
Lui la dice come percezione sua, ma io confermo che mi consta che le facce sono cambiate ma che il front-office è una cosa, ma che al back-office mica è cambiato tanto. Lui però l’ha detto meglio.
“Pero Tanita no entiende muy bien”.

cuco
cuco
15 Ottobre 2012 18:08

NE L’UNA, NE L’ALTRA, SONO UNA CASALINGA, CHE FA CUADRARE I CONTI DI CASA. PARLO GIUSTAMENTE PERCHE NON SONO UNA ECONOMISTA E VIVO TUTTI I GIORNI IN QUESTO PAESE, NON MI LO RACCONTANNO I MIEI AMICI. ED IO TI DICO ANCHE, CHE NON CI METEREMO MAI D’ACORDO 1MO) PERCHE TU NON VIVI QUA, E VEDI LA REALTA CHE TI RACCONTANO 2DO) PERCHE LA FINESTRA DALLA QUALE TU GUARDI IL MONDO E DIVERSA DALLA MIA (GIUSTAMENTE AVRAI LE TUE IDEE, E LA TUA VISIONE DI UNA SOCIETA PERFETTA), 3ro) NESSUN ARGENTINO TI DIRA CHE QUA CE IL PARADISO, CE GENTE A CHI PIACE, QUELLO CHE SUCEDE E A CHI NO 4TO) SE QUALCUNO SE DIMENTICA DE CHE QUA LA GENTE MORIVA DI FAME 10 ANNI FA, GENTE CON SACCO E CRAVATA A CERCARE LE BUSTE CON GLI AVANZI DEL MANGIARE CHE DOVEVAMO LASCIARE APESSE NEI CANCELLI 5TO) NON SEI DEL MIO PALO, COSI SII ONESTO DICI CHE PREFERISCI CUALCOSA ALTRO, A NOI 54% DEL PAESE CI PIACE COSI E ANDIAMO AVANTI PER ALTRO ANCORA. TE DICO CHE SONO LA MENO PREPARATA A CASA MIA, PERO DI QUEL POCO CHE CAPISCO, TI DICO CHE NEL FUTURO PROSSIMO VEDREMMO CHI STA MEGLIO, INTANTO… Leggi tutto »

martin17
martin17
16 Ottobre 2012 4:00

Mincuo,lascia perdere,la propaganda dei regimi é più forte di ogni ragionamento,a me dispiace che deba essere un italiano ( in questo caso tu) a dire come stanno le cose nel mio paese,ma come vedi questo é prodotto dal indotrinamento.Forse l’unica cosa che in Argentina sta funzionando.