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L' EGITTO E LE SPORCHE COSCIENZE

DI SHERIF EL SEBAJE
salamelik.blogspot.com

Alcuni individui sono duri di comprendonio. Non si spiega, altrimenti, il fatto che qualcuno continui a chiedermi se sto con o contro Mubarak, manco fosse una partita di calcio. Lo voglio ribadire forte e chiaro: dividersi fra chi sta con e chi sta contro Mubarak in questo particolare momento storico e con la brutta piega che stanno prendendo gli eventi, è stare semplicemente contro il bene supremo del paese. Dividersi fra chi è e chi non è disposto ad aspettare le sue dimissioni fra soli 200 giorni, permettendogli di salvare l’onorabilità della carica di Comandante supremo delle Forze Armate (una qualifica direttamente collegata al prestigio dell’esercito, unico garante dell’unità nazionale, tra l’altro festosamente accolto dai manifestanti antigovernativi) e di militare che ha combattuto la guerra contro Israele e governato il paese per trent’anni con meriti e demeriti che non mi metto certo a quantificare, porterà soltanto al caos e alla distruzione delle infrastrutture e dell’economia del paese in modo irremediabile (e dire che persino al nostro ultimo Re, totalmente screditato, travolto dalla corruzione e dalla dissolutezza della sua corte, è stato permesso di abbandonare l’Egitto firmando un proprio editto reale, vestito in alta uniforme di ammiraglio e salutato da 21 colpi di cannone e da truppe dell’esercito).

Chiunque erediterà l’Egitto in gestione, di qualunque colore politico o ispirazione ideologica sarà, non dovrà risanare e rilanciare un paese ma ricostruire delle macerie. Vogliamo davvero che la svolta che si auspica per l’Egitto venga subito inaugurata con il ritornello “Si stava meglio quando si stava peggio”? Nel corso dei recenti avvenimenti sono stati distrutti non solo musei ma anche – solo per fare un esempio – l’ospedale per i tumori infantili, costato milioni: soldi del popolo che sarà difficilissimo recuperare avendo perso decine di miliardi in pochi giorni. Dove andranno a curasi questi bambini? Li accoglieranno in massa gli ospedali occidentali? Anche ciò che questo governo ha fatto di buono andrà distrutto. Aziende straniere come la Nestlè, che da sola dava lavoro a tremila dipendenti, hanno chiuso a tempo indeterminato. Quella gente fra un po’ non saprà come campare. Ricordiamoci che fame e rovina non portano democrazia e diritti. Quelli che hanno aspettato trent’anni per scendere in piazza contro Mubarak senza avere un leader da proporre in alternativa davvero non riescono ad aspettare 200 giorni per evitare al paese di sprofondare in un abisso da cui nessuno, ma proprio nessuno, riuscirà a tirarlo fuori?

Non entro nel merito di chi siano i manifestanti che a migliaia hanno partecipato alla marcia pro-Mubarak che è poi degenerata in scontri sanguinosi, non mi interessa. Che l’abbiano fatto per soldi o perché hanno ricevuto un sms del governo – come sostengono gli oppositori – o perché convinti che bisognava farlo perché esasperati dal danno economico – come sostengono i diretti interessati, fra cui i cammellieri che lavoravano con i turisti vicino alle piramidi – è irrilevante visto il disastroso esito finale: un assaggio di guerra civile. Anche se trovo francamente ridicolo che qualcuno creda davvero che bastino tre euro e mezzo, cioè 25 pound – una cifra che da anni non basta a comprare due bottiglie di olio al Cairo – per convincere chiunque a rischiare la pelle a pagamento per un presidente ormai uscente. Non basterebbero neanche mille di pound, oggi. E i rimanenti 23 milioni di abitanti del Cairo quanto sono stati pagati per non scendere a fianco dei 2 milioni che erano in piazza?

La verità è che le cose sono molto più complesse di ciò che i media occidentali sono abituati a propagandare. Non esiste solo il bianco e il nero, il moderato alla zio tom e il terrorista, la democrazia e la dittattura. Esistono anche vie di mezzo, come nel caso dell’Egitto, la singolare forma ossimoro di democrazia autoritaria che ha garantito una stabilità geostrategica a livello internazionale, quindi anche pace e stabilità per il paese, anche se è fallita nel garantire un’equa suddivisione della ricchezza internamente. E’ la stessa che ha permesso a scrittori come Alaa Al Aswani ed altri intellettuali di scrivere editoriali di fuoco e ispirare film e romanzi durissimi contro il presidente, suo figlio e il governo, formando e via via galvanizzando l’opinione pubblica che poi si è ritrovata a piazza Tahrir. Certo, c’è anche la tortura e la repressione. Ma chi si scandalizza farebbe prima a ricordarsi che persino in molti paesi democratici – dove l’opinione della maggioranza della popolazione non spesso condiziona l’azione dell’esecutivo eletto – capita che manifestanti pacifici vengano manganellati e torturati o che giovani fermati escano cadaveri dalle stazioni di polizia in cui sono entrati vivi e vegeti, senza che i colpevoli siano adeguatamente puniti.

Come egiziani – musulmani e copti, religiosi e laici – come cittadini arabi e come cittadini del mondo abbiamo una sola ed unica responsabilità: proteggere l’Egitto, il baricentro del mondo arabo, la culla della civiltà, dal caos che può giovare solo ai suoi nemici. E pazienza se ciò non piace ad alcuni rivoluzionari col culo al caldo residenti in Occidente. A loro non interessa affatto ciò che succederà, dopo: semplicemente cambieranno meta di vacanze o di lavoro. A loro basta cavalcare l’onda del momento rinvagando l’ambiente che li ha resi celebri sul web, regalarsi l’illusione di aver contribuito ad un “evento storico” o più semplicemente vendere più copie dei loro libri sul Medio Oriente e sugli Arabi, area e popoli che hanno sfruttato con ipocrisia e irresponsabilità. Sfruttatori, si. E non solo a parole. Questo vale anche per coloro che dicono che sono andati li per “lavorare” mentre erano li per fare una vita da “gauche sardine” che nei loro paesi non si sarebbero mai potuti permettere. Perché anche se fosse vero che non erano pagati profumatamente, hanno sempre potuto contare su qualche entrata extra in euro – su cui non hanno mai pagato le tasse in Egitto – e sulla svalutazione della lira egiziana per fare una vita che nessuno dei poveri che oggi dicono di difendere a spada tratta poteva o potrà mai permettersi.

Ma, cosa ancora più importante, hanno potuto approffittarsi dell’innata disponibilità, gentilezza, ospitalità ed oserei dire persino della singolare servilità masochista dei miei bravi ed onesti concittadini, che si sciolgono appena vedono il “khawaga”, lo straniero, magari biondo o semplicemente con un passaporto rosso. E che per questo si ingegnano in mille modi per aiutarlo, risparmiargli la fila, cedergli il posto, rendergli la vita più facile. Non sanno, poveretti, che quando sono loro a finire nei paesi dei Khawaga, non hanno diritto a nessuna corsia preferenziale per via della loro pelle scura e del loro passaporto verde, semmai le cose diventano molto più difficili. Eh no, cari rivoluzionari da tastiera: io scrivo e dico quello che voglio sul paese dove sono nato, cresciuto e di cui porto la cittadinanza pur vivendo e lavorando in una seconda patria, delle cui politiche interne – eccettuate quelle sull’immigrazione – non mi sono mai occupato. Voi invece se volete scatenare il caos là dove avete avete vissuto solo da turisti, da ospiti – voi si che lo eravate –
serviti e riveriti, lavatevi prima la sporca coscienza.

Sherif El Sebaje
Fonte: http://salamelik.blogspot.com
Link: http://salamelik.blogspot.com/2011/02/legitto-e-le-sporche-coscienze.html
4.02.2011

Pubblicato da Davide

  • MassimoContini

    inizia bene, con una analisi intelligente e condivisibile, finisce male, con retorica banalotta e una punta di accidia.

  • robby

    niente corsie preferenziali in Italia ? a me non sembra proprio ! buoni propositi in questo scritto ma alla fine poca sostanza. La Nestle’ da lavoro ? allora siete schiavi dell’occidente che tanto critichi.

  • cloroalclero

    mah, come ho detto nel blog di Lia (decisamente piu’ serio e informativo di questo quaquaraqua), per me quest’atteggiamento, dati i due milioni di egiziani che piuttosto che lasciare la piazza sono disposti a farsi ammazzare, ha un solo nome:collaborazionismo. L’autore di quest’articolo è come quelli che, parlando di Palestina, dicono “sì pero’ devono smetterla col terrorismo” omettendo dati che per la comprensione sono fondamentali, per esempio che Mubarak ha 80 anni e che se non vi fosse stata la rivoluzione avrebbero corso il rischio di avere una continuità con il figlio (cui Sherif s’è detto che sarebbe stato “onorato” di averlo come allievo 🙁 ) e che i generi alimentari sono aumentati dell’800%. Un altro, ennesimo, disinformatore ambiguo, schierato e pavido

  • franzkly

    Che dire: PAROLE SANTE..Mubarak o non Mubarak il caos che si è scatenato sembra ormai incontrollabile e ha acceso tutta la sponda meridionale del Mediterraneo, e dalla nostra di sponda, invece,già si registrano piccoli focolai pronti a esplodere SERIAMENTE in Grecia e Albania…volendoci esprimere metaforicamente, prima di trovare e condannare gli sciagurati uomini che seccano foreste e le rendono infiammabili (vedi il Mubarak del caso) e i piromani (tanti e troppi..dai media ai servizi segreti), BISOGNA SPEGNERE L’INCENDIO!!!

  • luigiza

    Non mi pare che quello che dici sia sostenibile.
    Cito:
    Quelli che hanno aspettato trent’anni per scendere in piazza contro Mubarak senza avere un leader da proporre in alternativa davvero non riescono ad aspettare 200 giorni per evitare al paese di sprofondare in un abisso da cui nessuno, ma proprio nessuno, riuscirà a tirarlo fuori?

    Non collabora con Mubarak. Cerca di evitare il caos.

  • cloroalclero

    Sarebbe come se scoppiasse una rivolta in Italia, tu sei all’estero, l’opinione pubblica internazionale è tiepida e indecisa. Nel frattempo MILIONI di persone nelle città occupano le piazze e chiedono le dimissioni del rays. Perchè? perchè non c’è lavoro, la gente vive di mance e il cibo è cresciuto di prezzo dell’800%.

    il rays si sporca le mani, fa assaltare la gente coi cammelli e i cavalli, manda i cecchini sui tetti a sparare ai manifestanti. Uccide coi killer i capi della rivolta che si trovano contingentemente isolati. Non ci sono due fazioni, ce n’è una, multiclassista e multireligiosa che chiede le dimissioni del rays. Te sei all’estero e cosa scrivi? che bisogna ripristinare l’ordine. Che si uccide la “vita economica”. Con i prezzi dei generi alimentari inabbordabili. Non scrivi: cominci mubark a dimettersi, scrivi che sono loro, i poveracci, che devono tutelare “l’ordine del paese”. Cio’ mentre si attua censura generalizzata e i giornalisti liberi sono imprigionati, uccisi e picchiati. Fai la stessa propaganda di regime.
    Non lo chiami collaborazionismo? si vede che parliamo 2 lingue diverse. Ciao.

  • cloroalclero

    voglio dire, parliamo di un regime che in pochi giorni ha fatto piu’ di 200 morti e 1000 feriti tra i manifestanti infiltrati da delinquenti ( Mubarak ha liberato i detenuti e li ha pagati per creare disordine) che non hanno avuto pietà nemmeno x donne e bambini.
    E un egiziano parla di “tutelare la vita economica del paese”? bhe, nn mi sorprendo se chi gli da’ ragione tollera un berlusconi e un bossi. In confronto sono dei santi…questo articolo (e altri che ha su quel blog sconcio) è vergognoso. Contro la dignità non solo del popolo egiziano, ma di ogni popolo. Chi gli da’ ragione spiega tante cose dell’italia di oggi.

  • cloroalclero

    l’analisi di Sherif è totalmente fuorviante e ipocrita. Sta dalla parte della violenza…facendo bassa propaganda di regime. Sapete l’inglese?

    http://ma3t.blogspot.com/2011/02/i-was-not-brave-i-was-protected.html

    http://1000memories.com/egypt

    non c’è molto altro da dire, sinceramente. Trovo anche vergognoso che questo qui sia pubblicato da un sito peraltro piu’ che degno come donchisciotte….

  • paolom

    Bravo Dott. Sherif sono d’accordo con Lei.
    http://tinyurl.com/5s284l4

  • MassimoContini

    rays si scrive rais, bhe si scrive beh. Tutto il resto è altrettanto pressapochistico.

  • MassimoContini

    mi sembra tu faccai confusione tra movimenti di ispirazione islamica e fanatismo islamico.
    Erdogan e Nasrallah, reciprocamente in Turchia e Libano guidano governi d’ispirazione islamica (Nasrallah indirettamente), ma credo che i loro paesi ne abbiano solo che guadagnato.
    Dov’è il problema se i Fratelli Musulmani entrassero nella coalizione di governo post Mubarak ?
    Ma che veramente la democrazia vale solo se vincono i nostri amici ?

  • Paneb

    caro concittadino… vergogna…sei tu che stai giocando con il culo degli altri. io sono qua’, e vedo un popolo fiero e finalmente sveglio, non chiede pane ma sopratutto RISPETTO e DIGNITA’, ma cio’ non conta a quanto pare, perche non mi tocca, vero?

    “Si stava meglio quando si stava peggio”…
    quando vedo sparare a sangue freddo, investire intenzionalmente i cittadini (alias carne da macello) “PACIFICI” che gridano “Selmeya” (pacifica), da parte di automezzi ufficiali della polizia di stato, IO MI SCHIERO, e non vado a sparar cazzate sui massimi sistemi e seghe mentali vari, ma vergognati tre volte… e, resta dove sei, con il caldo sotto le natiche, continua a parlare delle leggi sull’immigrazione, dai auguri: buona e lunga vita nella tua seconda patria!!!
    saluti

    PS il titolo si’, l’hai azzeccato!!!

  • gianni72

    Meravigliosa questa cloroalclero che crede nelle rivoluzioni “popolari”. Vale a dire che un giorno il popolo, stanco dei soprusi dei suoi dittatori, si solleva, scende in piazza e caccia via il dittatore di turno. Si, nelle favole per bambini. Mia cara, in Egitto è successo sotto gli occhi di tutti una tipica azione “colorata” da parte della Cia e dei suoi amici, per sostituire un dittatore che non gli andava più bene dopo tanti anni di onorato servizio, con altri due fantocci a loro fedeli e in questo momento più inclini a seguire gli ordini statunitensi e israeliani: da una parte l’amico fedele di destra Suleiman, cresciuto a pane e servizi americani, dall’altro l’amico di sinistra el baradei. I quali tireranno su il solito teatrino occidentale delle “libere elezioni” e poi torneranno a fare quello che faceva mubarak, anzi loro saranno ancora più spietati: serviranno senza battere ciglio gli ordini ricevuti. Svenderanno tutto l’egitto al miglior offerente, faranno entrare il “libero mercato” e affameranno ancora di più il popolo egiziano, le carceri saranno più piene di adesso e i morti molti di più. Guarda, ti faccio una piccola rivelazione (nel senso che non è che ci voglia molto a capirlo): Ieri è scoppiato un gasdotto nel sinai, esplosione attribuita ad un attentato di “alqaeda”. Ora, sappiamo tutti che alqaeda non esiste. Eppure questa alqaeda ha messo la bomba nella chiesa copta un mesetto fa, innalzando così il livello della tensione in egitto che è sfociata poi nei tumulti in piazza tahir. Bene, tra un pò vedrai che alqaeda o hamas saranno “presenti” (nel senso che ce li metteranno lì a forza) nel sinai a destabilizzare l’area. Allora israele si troverà “costretta” ad invadere il sinai per creare una zona di cuscinetto tra i terroristi e israele (ti ricorda qualcosa?). Le montagne del sinai, e quindi le sue risorse idriche, passeranno così in mano sionista, per non parlare della fine che farà gaza. Vedrai che tra un pò rimpiangeremo tutti mubarak. Stai a vedere.

  • nettuno

    E io che compravo i vostri fagiolini d’Egitto fuori stagione.. non trattiamo male i turisti, molti non sanno e non hanno colpa dei loro governi.. e poi vi aiutano a tirare avanti??

  • cloroalclero

    Una rivoluzione colorata? Non lo so…ma sai ho a che vedere per lavoro con persone che per un motivo o per l’altro hanno avuto a che fare con ‘ste rivoluzioni, di prima mano. Per esempio la guerra in Jugoslavia è cominciata con un “movimento di opinione” che in pochissimo tempo ha creato inimicizie tra vicini di casa. Chi ha vissuto le vicende jugoslave ha molto chiaro che a situazione è precipitata in pochi giorni, dopo pochissimi mesi che i media si son dati da fare per cambiare il clima e le modalità di convivenza sociale..gli slavi stessi, oggi, parlano di rivoluzione colorata indotta da potenze straniere.
    Le informazioni che ho da chi è stato in Egitto parlano di situaizoni diverse: generi alimentari che la stragrande maggioranza degli egiziani non possono piu’ comprare. polizia sguinzagliata per sedare le lamentele, anche delle massaie al mercato. Un poliziotto in Egitto ti puo’ portare via e tener fuori casa per giorni per una frase detta ad alta voce in mezzo alla gente. C’è molto rancore per decenni represso contro la polizia e i suoi metodi…ora che la poverta’ ha assalito il complesso degli egiziani è saltata fuori. Il rischio che correvano, poi, gli egiziani era quello di beccarsi il figlio di Mub, istituendo una presidenza ereditaria come in Siria. Che ti devo dire? avranno impoverito gli egiziani apposta? non lo so, ma due milioni di persone in giro solo al cairo qualcosa vogliono dire. Non sono i 50 mila del centro di teheran. La loro parola d’ordine è “it’s vital that the world understands Egypt is not divided”. Per me questo popolo va rispettato e la logica del “meglio la strada vecchia per la nuova ecc…” non sempre è valida. Poi pensala come vuoi.

  • Maxim

    A proposito di culo al caldo , l’ autore di questo articolo vive stabilmente in italia pertanto non condivide (e subisce ! ) la crisi economica e la brutalita’ del regime di mubarak.
    Ne’ tantomeno sono suoi i 70 miliardi che il simpatico padre – padrone dell egitto si è intascato nel corso della sua lunga e fortunata carriera
    Se l’ autore vuole parlare del suo popolo torni prima a vivere in Egitto ed a condividere la vita che fanno i suoi compatrioti .

    Troppo facile fare il patriota standosene al calduccio

  • cloroalclero

    cmq se volete notizie appena di seconda mano (e in tempo reale) sull’Egitto leggete questo blog in italiano

    http://www.ilcircolo.net/lia/

    che è -secondo me- il piu’ serio e informato in circolazione (poi lo tiene una mia amica che è fidatissima)

  • Paneb

    tranquillo, ci sono decine di migliaia di turisti, l’ambasciatore tedesco ieri dichiarava che resteranno fino alla fine regolare delle loro ferie, i voli Inglesi sono regolari ecc. io vivo in una localita’ turistica, giriamo tranquillamente, c’e’ chi ha offerto supporto anche a “stranieri” nei primi giorni quando non funzionava niente, Bancomat sopratutto… se mai c’e’ stata quel che si fa passare per caccia allo straniero, era verso i giornalisti stranieri da parte degli scagnozzi del regime ma guarda caso l’unico giornalisto ucciso e’ un giornalista Egiziano (giornale Al Ahram) che riprendeva la repressione della polizia!!!
    capisco comunque la tua preoccupazione, “seguivo” anch’io i vari TG e quotidiani ITA… preferisco stendere un velo pietoso…
    continua a comperare i faglioni ma anche le fragole buone, mentre io qua continuo a comperare la grana & il Lavazza!!!
    Faraon

  • gianni72

    2 milioni di persone che protestavano? Ma non diciamo sciocchezze, ti sei fatta influenzare anche tu dalle parole di questi esperti di rivoluzioni. Anche al cairo non erano più di 50-100 mila nel giorno di massimo afflusso (mentre a teherano non arrivavano neanche a 10 mila). Ora in piazza rimangono sempre quelle centinaia che tirano pietre a destra e a manca, sperando di coinvolgere più persone possibili. Poi quando anche chi è stufo della violenza scende in piazza per dire basta, ecco un bel click e tutti accomunati nel “gente che protesta per fame”. Eppure, tu dovresti essere la prima a sapere di queste tecniche. Guarda caso, poi, stranamente, questi poveracci utilizzano “facebook” e “twitter” per riunirsi e programmare… se non è un’azione programmata questa, allora crediamo pure nella verginità della madonna.
    E anche questa storia della povertà e della polizia, è un’altra di quelle cose che non capisco. Ti risulta che in italia la maggioranza della popolazione possa comprare qualsiasi cosa? Ti risulta che in italia ci sia ricchezza? e infine, ti risulta che la nostra polizia sia molto tenera e accondiscendente con chi manifesta in piazza o con chi esprime liberamente la propria opinione? Ti dò soltanto un dato: In un anno in italia muoiono in carcere circa 180 persone! 180!!!! Se tu vai in giro per l’europa e parli dell’italia come ne parli? Perciò, lasciamo perdere i discorsi sulla “fame” e sulle “carceri” che ogni democrazia ha i suoi scheletri.

  • ilnatta

    “questi poveracci utilizzano “facebook” e “twitter” per riunirsi e programmare… se non è un’azione programmata questa..” ah ah ah esilarante. Ma lo sai che anche internet è stato creato dal pentagono?
    sembra quasi che se le rivoluzioni non portano all’islamismo radicale a voi non piacciono, o quanto meno vedete complotti di cia e mossad perchè sicuramente il popolo arabo vuole solo quello, giusto?
    “E anche questa storia della povertà e della polizia, è un’altra di quelle cose che non capisco. Ti risulta che in italia la maggioranza della popolazione possa comprare qualsiasi cosa? Ti risulta che in italia ci sia ricchezza? e infine, ti risulta che la nostra polizia sia molto tenera e accondiscendente con chi manifesta in piazza o con chi esprime liberamente la propria opinione?” ma cosa stai dicendo……… ho capito a che gioco giocate te, Freda e compagnia..

  • geopardy

    Basterebbe fare una ricerca sul curriculum di questo “sfortunato” immigrato e si avrebbero le idee più chiare.
    Ciao
    Geo

  • cloroalclero

    Il segno che mi fa interpretare la rivolta egiziana in modo non complottista (e non è che io non lo sia o che escluda totalmente un sottobosco di complotti che di sicuro tenteranno di condizionare i fatti egiziani) è che, al contrario della puttanata di teheran, con tanto di “neda” portata su tutti i tabloid occidentali che addirittura doveva diventare la “martire dell’anno”, è che le informazioni che provengono dall’egitto (parlo di testimoni sul campo) son ben diverse da quelle che danno i media occidentali. Per esempio: sui giornai nostrani parlano di “partito di sostenitori di mubarak” come se davvero esistesse una fazione consistente di avversari della rivoluzione che vuole far valere le sue istanze. Non è cosi: cio’ che nemmeno sui giornali si riesce ad apprendere è che, per ora (magari un complotto si innescherà) i rivoltosi, estremisti islamici, moderati, laici, cristiani ecc..sono tutti uniti. Il partito anti-mubarak è unitario.
    La storia delle devastazioni al muse egizio (che salamelik tanto ripete, come un danno permanente all’economia egiziana, mantra che ripetono anche i media occidentali. Ora se è vero che sta rivolta danneggia l’economia, non è che l’iniziativa di regime di spegnere internet la risollevi eh…) è una bufala clamorosa, smentita dallo stesso direttore del museo egizio sul suo blog.
    Puo’ essere che si inneschi un complotto, ma secondo me, per come ho letto gli articoli e sentito i testimoni, è la clamorosa rivolta di un paese a lungo vessato che ha raggiunto livelli di vita insostenibili per ogni individuo. Un paese che rivendica dignità e decisionalità. Puo’ darsi che la democrazia sia di regola una truffa (lo penso sì, sono anarchica) ma credo che i livelli di sopportazione di quel popolo abbiano raggiunto il culmine (e credo che gli USA avrebbero atteso i 200 giorni della dipartita di mubarak per agire) .
    Non parliamo di ucraina o di jugoslavia: gli egiziani erano il miglior alleato usraeliano in M.O

  • cloroalclero

    poi le lamentazioni dello sfortunato immigrato per il passaporto o per la casa fanno davvero pena. Come il curriculum che vanta nella barra laterale del blog.

  • ilnatta

    chiaro che la stanno pilotando. il punto è: perchè mai farla scoppiare? non ha alcun senso.. a meno che non si voglia sostenere che l’obiettivo è quello di portare le nazioni allo scontro con israele.. con chissà quale esito.. Che senso avrebbe altrimenti? quali politiche estere o quali riforme economiche non si sarebbero potute attuare in egitto con Mubarak? e quale rischio che sfugga di mano la situazione comporta un tale chaos? Fantascienza secondo me…. vedremo, se per caso si verificherà proprio questo scenario sarò pronto a cospargermi di cenere il capo.

  • ilnatta

    e poi… se davvero lo scenario fosse questo il “cui prodest” non dovrebbe forse portare più verso altri paesi che non verso occidente? oppure farsi attaccare fa parte della tattica per poi potersi espandere? magari anche qualche altro stato ha iniziato con delle manovre sovversive… stiamo diventando un mondo multipolare no?

  • gianni72

    Ragazzi, che vi devo dire? Nonostante le due rivoluzioni, iraniana e egiziana, siano praticamente identiche, effettuata con mezzi e tecnologie uguali in tutto e per tutto, con soldi pagati dagli usa per finanziare le “opposizioni”, voi trattate le due cose in modo diametralmente opposto, forse perchè sperate inconsciamente che davvero un giorno il “popolo”, qualsiasi popolo, si ribelli per “fame”. Ancora non avete capito che l’esercito egiziano è stato pagato per non fare niente e lasciare che le violenze esplodessero, affinchè i media occidentali potessero fare quattro video e due foto a uso e consumo della propaganda. Non solo, avete anche l’esempio di saddam hussein, il più grande alleato degli usa in funzione antiiraniana, e in un batter di ciglio abbandonato e massacrato, e continuate a non vedere niente, non trovate nessuna analogia con Mubarak. Non metto in dubbio che la maggior parte di coloro che scende in piazza sia animato da propositi di miglioramento e di reale richiesta di riforme, ma senza una èlite che abbia un programma ben definito che sostituisca l’attuale nomenklatura egiziana, fanno il gioco di coloro che effettivamente hanno innescato la miccia e che continuano a non essere toccati da nessuno perchè chi dovrebbe farlo (polizia e esercito) è stato pagato (e a cui è stato promesso un posto elevato nel nuovo organigramma egiziano) per non fare niente. Non avete capito che gli usa sono i più grandi traditori di tutta la storia dell’umanità, non hanno nè morale nè onore, sono sempre pronti a darti la mano e subito dopo a tagliartela. Contenti voi di tenere il sacco a USA e Israele, contenti tutti. Alle prossime elezioni egiziane, quando due pagliacci messi lì per far finta di litigare, si spartiranno l’egitto, dandolo in pasto a israele.

  • paolom

    secondo me rosikate tutti d’invidia di Sheriff perchè è un leader e anche gli americani lo sanno infatti il prossimo presidente egiziano è stato già invitato alla scuola dei leader americana.