Di Costantino Ceoldo, geopolitika.ru
L’Italia continua a vivere un periodo travagliato: priva di uno slancio verso un futuro migliore, non è nemmeno più una nave senza nocchiero ma una semplice barca un po’ alla deriva un po’ al traino di altre navi, quasi sempre sotto la guida di altrui volontà.
- R) Questo è il primo Governo eletto dal popolo con regolari elezioni politiche, dopo un decennio di governi fantoccio imposti dalle forze progressiste e quindi costituisce un notevole passo avanti nella vita politica italiana. Il nuovo Governo deve risolvere problemi insormontabili, sciagurata eredità dei due precedenti che hanno portato alla situazione disastrosa attuale. Sicuramente un esecutivo più determinato e determinante, ma inevitabilmente limitato nella sua azione. Ora aspettiamo una maggiore decisone sulla lotta all’immigrazione selvaggia, per cui si parlò di blocco navale, i risultati di una severa inchiesta sulla conduzione criminale della gestione dell’epidemia influenzale di Covid, fatta passare per la nuova peste per spacciare per vaccini dei farmaci sperimentali mai sperimentati. Una vera rivoluzione culturale che sottragga alle forze progressiste l’egemonia culturale. L’area identitaria ha intellettuali di alto livello, case editrici coraggiose, una lunga tradizione ideologica e pensatori che hanno fatto la Storia. Il primo provvedimento da prendere è quello di eliminare il controllo totale della televisione di Stato da parte delle forze progressiste, ristabilendo una comunicazione veritiera e libera.
- R) L’Italia versa in uno stato di grave crisi dovuto a decenni di cattiva amministrazione, di governi che non hanno fatto gli interessi del popolo, ma quelli dei poteri finanziari, di Stati esteri, dell’Unione Europea. In ultimo il sistema sta involvendo verso la democrazia autoritaria, con le conseguenti limitazioni di libertà ed un controllo poliziesco degno degli Stati comunisti. Il drammatico esperimento di psicologia sociale messo in atto durante la recente epidemia influenzale ha provocato danni enormi all’economia nazionale e alla salute mentale dei cittadini. Nessuna inchiesta ha ancora determinato le gravi responsabilità politiche che hanno portato ad un numero elevato di decessi e alla rovina di famiglie ed aziende per l’imposizione del famigerato Green Pass. Il capitalismo nella sua fase crepuscolare si esprime con una stretta sorveglianza sui cittadini, sintomo di paura e debolezza del Sistema.
- R) I regimi nella loro fase terminale si distinguono per la condotta repressiva, la violenza nei confronti dei cittadini che si ribellano alle folli imposizioni, la soppressione dei diritti civili e delle libertà personali. Un preciso sintomo di perdita di potere che sfocia nella paura di perdere il controllo sul popolo e la conseguente caduta del Sistema stesso. Un esempio storico illuminante è il periodo del Terrore durante la Rivoluzione francese, quando le istanze rivoluzionarie mostrarono il loro vero volto di violenza e sopraffazione, le rivolte furono soffocate nel sangue. Quando i veri obiettivi del Sistema si svelano al popolo e si scatena l’insoddisfazione e la conseguente ribellione, il Potere si sente sfuggire di mano il controllo e reprime il dissenso con la violenza. Le vergognose scene di repressione al porto di Trieste contro inermi lavoratori che chiedevano solo che venissero rispettato il loro diritto a non inoculassi sostanze sconosciute e pericolose spacciate per vaccini sono emblematiche della fragilità del Potere.
- R) Il capitalismo non è solo un sistema economico sociale basato sullo sfruttamento del lavoro, ben delineato dalla teoria marxiana del plusvalore, ma è anche un preciso stile di vita nel quale il sentimento prevalente è l’egoismo. Nell’unica società della Storia fondata sul profitto, a scapito dei valori e delle idee, la mancanza di una dimensione spirituale e del fisiologico contatto con il Sacro, si supera simbolicamente la paura della morte con l’accumulo di capitale, di soldi, di oggetti e proprietà. Questi sostituti affettivi sembrerebbero dare l’illusione di continuità e immortalità, mentre in realtà sprofondano l’essere umano nel baratro del consumo compulsivo e della bassa materialità. La nuova Età dell’Oro dovrà essere un’epoca di spiritualità, di ritorno alla Natura, di contatto con la dimensione trascendente, nella riscoperta della Tradizione. Lo Stato che supererà il capitalismo è quello sociale, rispettoso delle esigenze dei cittadini, dove la proprietà dei mezzi di produzione sarà di dei soci, evitando così ogni forma di sfruttamento.
- R) Le religioni rivelate, eresie dell’ebraismo, lontane dal sentire dei popoli europei, hanno soppiantato la spiritualità originaria, distaccandoci dalle nostre origini e disperdendo l’eredità culturale e spirituale degli avi. La scomparsa dei miti e dei simboli trascendenti che collegano con l’inconscio collettivo, dimensione divina, ha provocato la recisione delle radici. La perdita di identità dei popoli, del significato della vita, ridotta a mera sopravvivenza nella bassa materialità, determinano il disagio mentale caratteristico di questa civiltà, dove la sofferenza psichica è la cifra caratteristica del tempo. Privati dei loro Dei, delle festività dei cicli della natura, della presenza del Genius loci nei boschi e alle sorgenti, gli europei sono orfani della Tradizione dei padri e vittime della mentalità accaparratrice e consumista che viene dal di là dell’Oceano.
- R) Per recuperare il rapporto con il divino si devono riscoprire i riti, questo termine deriva dalla lingua sacra sanscrita nella quale il fonema RTA indicava la ruota cosmica, ovvero l’equilibrio dell’Assoluto. Il rito ordina in modo benefico il tempo umano rapportandolo a quello divino, ristabilendo un rapporto sano con le forze della Natura. Celebrando i riti domestici in onore degli avi, le festività celtiche o romane, i passaggi iniziatici delle stagioni della vita umana, il mos maiorum delle origini. La Via iniziatica nelle sue svariate declinazioni, dall’alchimia occidentale alle filosofie spirituali orientali, induismo e buddhismo, alla meditazione, sono pratiche di restaurazione spirituale. L’approccio al divino, secondo Jung, ristabilirà l’equilibrio psichico dei popoli distrutto dal consumismo e dal materialismo.
- R) Potremmo definire l’atlantismo la malattia senile dell’Europa, il patetico asservimento culturale agli USA di cui soffrono tutti gli Stati europei, in modo particolare l’Italia che è il cinquantunesimo stato della confederazione statunitense. L’Italia è a tutti gli effetti una colonia americana, sul nostro territorio, caso unico, abbiamo un centinaio di basi militari USA, con corredo di armi atomiche che nuocciono alla salute delle persone e dell’ambiente naturale. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale i vertici militari italiani firmarono non un trattato di pace, ma una resa senza condizioni le cui clausole sono tutt’ora secretate. Questa sconfitta senza onore ha determinato la servitù militare, ma soprattutto quella morale, l’assunzione supina di ogni moda demenziale che arriva dagli USA. Il decadimento della nostra cultura sostituita dalle aberrazioni del popolo che è passato dalla barbarie alla decadenza senza conoscere la civiltà.
INTERVISTA VIDEO CON ROBERTO GIACOMELLI
28.02.2023
Fonte: https://www.geopolitika.ru/it/article/italia-devastata
JHON 1 marzo 2023
Troppi segnali negativi, fanno pensare a una tragedia catastrofica imminente. Forse è già troppo tardi per tutto. Mi viene alla mente in questi giorni, chissà per quale motivo, la tragedia del Vajont, istintivamente mi sembrano le stesse analogie che stiamo vivendo in questo tempo. Se non altro, questa mia riflessione, se non sarà automaticamente condivisa dai lettori, rimarrà un tributo alla memoria di quelle vittime innocenti in quella notte del 9 Ottobre 1963 anno horribilis, seguirà a Novembre l' assassinio di John Kennedy. L' Italia attuale è nella stessa situazione di quel periodo funesto. La ditta costruttrice dell' opera era la SADE, molti dei suoi dirigenti e tecnici provenivano dal passato Ventennio, molti di loro avevano eseguito lavori importanti anche all' estero. L' orgoglio poi di potere mettere la firma su un progetto "per costruire la Diga più alta del Mondo", li insuperbì ulteriormente, il presidente della società era il Conte Vittorio Cini. I rapporti dei geologi, sulla tenuta dei fianchi della montagna erano rassicuranti, anche se da parte degli abitanti del Luogo era contraria alla realizzazione dell' opera, in quanto il monte che sovrastava la Diga era chiamato "Toc" che in dialetto friulano significava: friabile. Inizio lavori 1957, maestranze e operai, impiegati nella realizzazione 60 uomini, 54 di loro morirono in quella notte di Ottobre. I segnali che qualcosa non stesse andando bene nei lavori e nei "rumori" di strani "boati", avvertiti dalle maestranze, richiamarono l'attenzione dell' opinione pubblica e della stampa, non ancora asservita al potere dominante e grazie a una coraggiosa giornalista di nome Tina Merlin, poi diventata parlamentare e nota ai più per la famosa legge sulla chiusura delle cosiddette "case della tolleranza", la questione divenne di importanza Nazionale. La Società SADE cominciò quindi a far sì che i lavori venissero ultimati nel più breve tempo possibile, in quanto avrebbe dovuto cedere i lavori alla società di gestione, la ben nota ENEL. Insomma tutte le analogie, con l' attuale situazione, coincidono, tranne una! La stampa era LIBERA (?) e un pericolo per il potere, la mancanza di obbiettività della situazione odierna nell' informazione è la principale causa del rimbambimento della maggioranza adulta di questo nostro paese. Gente senza più dignità, che si fa i selfie con persone note davanti ai feretri, direttori di rete senza titoli che censurano le poche voci ribelli del coro, servi e lecchini, proni ai diktat dei massoni, volete un altro quadro? No! E' la pura verità. La notte del 9 ottobre 1963 la tragedia del Vajont si compie! 1917 morti, interi paesi rasi al suolo, centinaia di dispersi che giacciono ancora nel letto del fiume Piave, senza riposo eterno, dimenticati da tutti, anche da chi presidente di tutti, riceve applausi ad ogni apparizione pubblica, nessuno rappresentante di Stato è mai andato in quei luoghi a portare solidarietà a quelle vittime, a chiedere scusa. Altra analogia, nessuno chiederà mai scusa per le vittime del Covid, statene certi. Molto tempo dopo ci furono i processi per stabilire le responsabilità del disastro, chiamarono uno degli operai sopravvissuti per testimoniare, umilmente questo uomo prima di recarsi in tribunale si fermò in una chiesa a pregare, chissà anche per ottenere GIUSTIZIA per la morte dei suoi compagni, ma all' improvviso nell' oscurità scorge che davanti a lui, stà pregando il direttore del cantiere, colui che ordinò il proseguo dei lavori, nonostante gli avvertimenti. Timoroso e ossequioso, si avvicina al suo ex superiore e domanda Ingegnere che ci fa Lei qui? L'altro risponde: sto pregando per l' esito del processo, sa, la Ditta, la mia reputazione tutta questa povera gente...... L 'ex dipendente, oramai senza più riverenze e paure risponde: Guardi che la Fede, Ingegnere non si compra e non si vende, se non l'aveva prima, non può ottenerla con una semplice preghiera. Chieda perdono e si assuma le sue responsabilità! Il Tribunale assolse l' Ingegnere e molti altri dirigenti, i pochi che ebbero un attimo di rinsavimento, si pentirono e uno si suicidò. I morti del Vajont, gridano ancora vendetta! Se esiste ancora qualcuno onesto nel Regno d'Italia, della Massoneria, chieda Perdono, per Favore.
Primadellesabbie 1 marzo 2023
I lavori furono decisi e accelerati per poi lucrare al momento della nazionalizzazione che si sapeva prossima, e la cosa andò in porto.
Impregnando di acqua, che si sarebbe infiltrata per la pressione dei molti metri di altezza del costruendo bacino, la base del sottile strato di terra che ricopriva il ripidissimo pendio della montagna, tutta la massa di terra sovrastante sarebbe precipitata scivolando sulla roccia sottostante.
Lo sapevano, ed è quello che si è puntualmente verificato e che si può constatare ancora visitando il luogo.
La roccia esposta, lungo tutto il fianco della montagna, sulla quale era scivolato lo strato di terra, appariva lucida come uno specchio.
Qualche giorno dopo il disastro il professore di geologia ce lo ha illustrato alla lavagna: è la dimostrazione che si sapeva.
Siccome in certi ambienti si era a conoscenza di non rari casi di incesto nei paesini di montagna intorno al bacino, ci fu chi parlò di punizione divina.
Nessuno ha mai parlato però della speculazione che fu fatta da alcuni politici locali, appropriandosi delle licenze commerciali dei paesi scomparsi e utilizzandole in zone più ricche per le allora nascenti aree (non ancora centri) commerciali.
(Perdonate la divagazione ma, a pensarci, mi ribolle il sangue ancora oggi).
IlContadino 2 marzo 2023
Quando un evento, un singolo evento, causa la morte di due o tremila persone mi nasce il pensiero che si tratti di un "sacrificio". Dal Titanic in su.
Ci sono svariati eventi nel corso della storia recente che hanno causato la morte di due o tremila persone.
Forse sono solo paturnie mentali, ma il pensiero ce l'ho.
JHON 2 marzo 2023
Fa piacere, Primadellesabbie sapere nuovi particolari su questa Storia che nessuno ha ancora approfondito tutti i contorni. Penso che anche tu, appartieni al mondo di quegli anni quando successero i fatti. Sono profondamente Onorato di averti, sollecitato alla tua bella risposta. Ciao.
Primadellesabbie 2 marzo 2023
Anche le vittime del lavoro e degli incidenti stradali.
I sacrifici umani erano riti intenzionali, nel nostro caso sono avvenimenti casuali, svuotati di significato ma sono sacrifici, e la divinità alla quale sono dedicati è nota a tutti.
IlContadino 2 marzo 2023
Ho iniziato a sviluppare questo pensiero del "sacrificio intenzionale" dopo le Torri.
Ci sono momenti storici in cui accadono delle "svolte", questi momenti sono preceduti da episodi in cui muore quel numero di persone, anima più anima meno.
Prima della creazione della FED, prima delle Grandi Guerre, prima dell'uccisione del presidente americano...i primi che mi vengono in mente
Primadellesabbie 2 marzo 2023
La Sade fu infine condannata, anni dopo, in un processo celebrato ad Aquila, e grazie alla perseveranza di un avvocato:
http://temi.repubblica.it/corrierealpi-diga-del-vajont-1963-2013-il-cinquantenario/pene-lievi-ma-riconoscimento-delle-colpe-il-processo-vajont/