ITALIA, ANNO 2016

ITALIA, ANNO 2016

DI GIOVANNI ZIBORDI

cobraf.com


Fu nell'anno 2016 che la maggioranza della gente si accorse di cosa è veramente la moneta e per mesi dopo che la "scoperta" ebbe riempito le pagine dei giornali, i canali televisivi, i siti internet e le discussioni nei bar divenne un ritornello: "... ma come mai non ce ne eravamo accorti prima...!"



Il cambiamento arrivò con il collasso finale dell'eurozona nel 2015, un evento che era stato previsto da un numero crescente di esperti ormai da anni ma che ugualmente colse la maggioranza di sorpresa. Una delle sorprese fu che il crac vero si verificò non in Grecia o Spagna, ma in Italia, quello che era una volta il settimo paese industriale al mondo ed era stato lentamente strangolato nella camicia di forza dell'austerità senza nemmeno avere le bolle del consumo e immobiliari dei suoi vicini mediterranei.In Italia dopo otto anni di recessione continua il caos politico era degenerato con un governo paralizzato da alcuni anni perchè i vecchi partiti non venivano rimpiazzati dai nuovi movimenti che non volevano partecipare a governi compromessi, migliaia di aziende che chiudevano nel nord, diverse regioni come il Veneto che chiedevano la secessione e dimostrazioni sempre più violente a cui partecipavano persino artigiani e piccoli imprenditori.

Alla fine la capitolazione arrivò l'11 settembre del 2015 con la dichiarazione del nuovo governo che le pensioni sarebbero state pagate nella "nuova valuta nazionale italiana" e anche incrementate del 10% (per compensare i tagli dei governi Monti I, Monti II e Monti III) e le tasse erano pagabili d'ora in poi solo nella nuova Lira. Il nuovo governo dichiarò anche una Vacanza Fiscale di un anno, in cui l'IVA e l'Irpef venivano dimezzate in modo secco durante la "Transizione Nazionale" alla nuova valuta, per rilanciare immediatamente l'economia ormai in stato comatoso dopo otto anni di depressione e austerità.



Le fosche previsioni che si sarebbe scatenata un iperinflazione non si avverarono, la gente essendo ora pagata (in lire) tornò a lavorare andando a raccogliere l'immondizia che si era accumulata in molte città e le i cocci e rottami delle devastazioni delle dimostrazioni degli ultimi mesi e rimettendo in sesto le altre infrastrutture che si erano degradate negli anni dell'austerità e Depressione dei governi Monti-Troika, durante i quali le maggiori imprese avevano ridotti gli investimenti anche di semplice manutenzione



La cosa però che sorprese tutti fu la decisione del Ministero delle Finanze su come effettuare la transizione alla Lira - perchè ricominciare a stampare di nuovo tutte le banconote in Lire ? I cellulari erano da anni in grado di ricevere addebiti e accrediti e fare pagamenti per carta di credito. Perchè non emettere una "Carta Digitale in Lire" (CDL) che poteva essere caricata di Lire ad un Bancomat e poi usata per pagare qualunque negozio o ufficio tramite cellulare ?



Non appena il governo ebbe emesso il Decreto per la Transizione (alla Lira) i lavoratori addetti alla ricostruzione (assunti per rimuovere la spazzatura accumulatasi e i danni delle dimostrazioni) avevano ricevuto i loro stipendi inserendo le loro carte digitali in Lire nei bancomat, dove le Lire apparivano grazie al fatto che al ministero delle Finanze digitivano i numeri necessari nei loro computer collegati. Non appena le "Carta Digitale in Lire" ebbero raggiunto tutta la popolazione i negozi tornavano a riempirsi e persino i teatri principali a Roma e Milano che avevano cancellato buona parte della stagione 2016 riaprivano. Anche lo scontro politico che era diventato sempre più acuto si era calmato ora che ci si rendeva conto che l'Italia non era senza soldi, era solo rimasta senza euro !



L'altro effetto però fu che l'assenza di banconote e il fatto che tutto era digitale cambiava la percezione del denaro, che non era più una cosa fisica e come tutte le cose fisiche era in qualche modo associato con una quantità data, con un numero finito di banconote nelle casseforti da qualche parte.



Il modo in cui si era passati alla Lira aveva d'improvviso chiarito a tutti da dove arrivava il denaro, da un computer presso il Ministero delle Finanze che aveva istantaneamente accreditato milioni di bancomat di miliardi di nuove Lire. Non erano soldi che il governo aveva prima incassato con i bonifici e assegni che si erano versati all'Agenzia delle Entrate. Erano numeri digitati in uno schermo di computer al Ministero, collegato in modo elettronico tramite i bancomat alle nuove "Carte Digitali in Lire" (CDL) che tutti i cittadini avevano ora. Il modo in cui il governo creava queste lire digitali era simile a quello in cui l'Enel o Hera immettevano elettricità nella rete elettrica nazionale per far girare poi gli impianti elettrici, l'illuminazione, le TV e il resto.



Riguardo alle banche quando erogavano ora un mutuo o prestito auto si vedeva apparire nel proprio cellulare l'ammontare in lire a destra, ad esempio 100mila lire, ma anche a sinistra -100mila lire del debito creatosi e il saldo netto in lire rimaneva zero, indicando che la banca non aveva creato vero denaro.



In questo modo diventava chiaro che solo quando il governo spendeva accreditando di un ammontare le "Carte Digitali in Lire" (CDL) si creavano lire, cioè in pratica solo quando il governo spendeva per qualche cosa aumentava la moneta in circolazione. Questo era diventato tanto più chiaro in quanto, per risollevare dalla Depressione creata da cinque anni di Austerità dei governi Monti I, Monti II e Monti III, nell'anno della transizione alla Lira si erano sospesi metà dei pagamenti dell'Irpef e metà dell'IVA, per cui il governo aveva incassato solo metà delle tasse che strappavano i famigerati Monti-Befera. E nonostante questo però, il governo era stato in grado di accreditare a tutti un ammontare di nuove lire superiori a quello degli euro che sostituivano.



Il governo lanciò un piano di infrastrutture per 60 miliardi (di euro equivalenti) dalla fibra ottica, ai parcheggi, alla rete ferroviaria, alle autostrade, alla pulizia delle coste, ai rigassificatori. La combinazione della spesa per infrastrutture e la riduzione massiccia delle tasse fece scendere la disoccupazione dal 22% al 5% ed esplodere il PIL che passò dai -3% annuali a cui ci si era abitati sotto i governi Monti-Troika UE ad un +8% superando India, Cina e Brasile e ritornando ad un ritmo di crescita che l'Italia aveva conosciuto per l'ultima volta nel 1965 (e di cui avevano memoria ormai solo gli anziani a cui nessuno credeva quando lo raccontavano).



Avendo imposto una moratoria di un anno su metà della tassazione tutti gli italiani volenti o nolenti erano stati costretti a notare che il governo non aveva avuto pur incassano molte meno tasse il minimo problema a finanziare le spese (come ci si era sempre sentiti predicare per generazioni falsamente: "se non si fa la finanziaria, si aumenta l'Iva e la benzina non si saranno i soldi per i lampioni, le volanti di polizia e il riscaldamento degli ospizi...!"). Passato l'anno di moratoria (in cui le tasse erano state ridotte da 700 a 400 miliardi, in euro equivalenti) dovendo ripristinarne una parte per evitare ovviamente l'inflazione si aprì un nuovo dibattito sul senso economico delle tasse. Ora era chiaro a tutti che il governo non aveva bisogno di raccogliere PRIMA le tasse per poi avere dei soldi da spendere, era diventato evidente invece che il governo PRIMA spendeva e metteva in circolazione la moneta, con cui SUCCESSIVAMENTE i residenti potevano pagare delle tasse. Era insomma ora chiaro che le tasse sono solo un modo per ridurre la quantità di moneta (immessa nell'economia dal governo quando spende) in circolazione, in modo che una volta ottenuta la piena occupazione delle risorse poi non si generasse inflazione.

Va da sè a questo punto che non aveva quindi alcun senso per lo stato di indebitarsi nuovamente vendendo a residenti o investitori esteri BTP che gli costavano un 4-5% l'anno e nel corso di 20 anni facevano raddoppiare il debito iniziale. Lo stato era libero dalla schiavitù del "debito pubblico", quello strano debito che come si diceva "è dovuto a noi stessi" cioè che lo stato deve ai cittadini per poter spendere a loro favore e che poi per ripagare lo costringe a tassarli sempre di più in un circolo vizioso in cui l'unica cosa certa è l'accumulo all'infinito di interessi su interessi. In questo modo invece ora lo stato italiano poteva risparmiare quasi 80 miliardi (di euro equivalenti) l'anno riducendo quindi anche le tasse ovviamente dello stesso ammontare.


Da questo punto di vista delle tasse, dato che si voleva che l'economia producesse reddito e occupazione, era ora più chiaro che non aveva molto senso tassare la produzione annuale di reddito con imposte come l'irap, irpef e sul valore aggiunto (iva). Era piuttosto logico tassare alcuni consumi finali di lusso o nocivi per l'ambiente e la proprietà terriera ed immobiliare il cui valore non rifletteva alcun input di lavoro, ma un dato geologico. Cioè il valore del patrimonio immobiliare e terriero oltre ad esser stato gonfiato negli anni precedenti alla crisi dal credito bancario dipendeva in generale dalla bellezza naturale dei luoghi e dalla posizione (distanza dal mare...) e poi dal contesto economico produttivo creato dal lavoro dell'ingegno applicato. Una tassazione della rendita immobiliare riduceva le differenze sociali dovute all'accumulo per eredità e alla fortuna (o connivenza) nella distribuzione delle aree fabbricabili e inoltre riducendo la convenienza dell'investimento immobiliare come speculazione sull'incremento di valore toglieva l'incentivo delle banche a finanziarlo e faceva scendere i prezzi della case con beneficio per le nuove generazioni.

Tutta questa rivoluzione in Italia generata dalla transizione alla nuova Lira digitale ovviamente creava sensazione all'estero, mettendo in difficoltà economisti ed esperti che dovevano spiegare ora il nuovo "miracolo economico" italiano, sostenuto da una serie di ampi deficit pubblici e drastiche riduzioni di tasse. Questo costituiva la ricetta esattamente contraria a quella praticata dai famigerati governi Monti I, Monti II e Monti III che avevano avuto il plauso entusiasta della "comunità finanziaria" di Londra, New York e Francoforte.


I fondi, banche e investitori esteri per un decennio avevano tenuto ostaggio l'Eurozona attraverso un artificiale "crisi del debito pubblico" in cui spingevano sempre su il costo del debito greco, portoghese, irlandese, spagnolo e italiano, rifiutavano di concedere ristrutturazione del debito quando le nazioni non riuscivano a pagare, imponevano governi come il famigerato Rajoy in Spagna e Monti in Italia che spremevano la popolazione e chiedevano di svendere i beni pubblici di quei paesi per essere ripagati.


Di fronte alla nuova Lira i "padroni dei bonds" andarono al Ministero delle Finanze a Roma minacciando che non avrebbero più comprato bonds italiani e questo avrebbe provocato un crac del debito italiano sui mercati globali. Ma al Ministero a Roma risposero: "quali bonds ? quali BTP ? Noi non vendiamo più bonds, perchè mai lo stato italiano deve indebitarsi con voi ?" E i padroni dei bonds: "Ma noi VOGLIAMO COMPRARE I VOSTRI BONDS! ABBIAMO BISOGNO DI METTERE IN QUALCHE INVESTIMENTO FINANZIARIO SICURO I NOSTRI MILIARDI, vogliamo un investimento che paghi ogni anno sempre un interesse garantito dallo stato .. Noi abbiamo bisogno che voi emettiate ora dei bonds in Lire !" E al governo italiano risposero: "se volete investire dei soldi in Italia mettete su un attività, un business, una fabbrica, una centrale, un servizio di qualche genere, un villaggio turistico...ha qualche rischio rispetto ad un bonds, ma può rendere ora che le tasse sono più basse e l'economia gira... Ma non venite in Italia a pretendere che vi si vendano invece dei BTP. Qui in Italia ne abbiamo avuto abbastanza del tenervi al sicuro il vostro denaro e pagarvi anche per questo servizio che vi offrivamo..."

Giovanni Zibordi

Fonte: http://cobraf.com

Link: http://cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=2966&reply_id=123500283#123500283

30.11.2012

(adattato da "2020", New Economic Perspectives, 28/11/2012 )

Commenti (48)

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    1. Georgejefferson 1 dicembre 2012

      Nelle ottime osservazioni bisognerebbe rilevare anche sottolineandolo la dinamica del potere d'aquisto reale medio degli ultimi 10 anni.Insieme alla dinamica dell'incremento dei salari reali in media sempre degli ultimi 10 anni.

    1. Georgejefferson 1 dicembre 2012

      Nuvole,perche non critichi lo stato coercitivo prospettato da zibordi?

    1. Tanita 30 novembre 2012

      Facciamo come l'Italia. No, no, va male.
      Facciamo come gli USA. No, per caritá.
      Facciamo come la China. E cavolo, quello non é un modello!
      Facciamo come la Germania. No, non ci farebbe felici, noi non siamo cosí.
      Facciamo come gli israeliani. No, merda, shit!
      Facciamo come in Egitto. Ah, certamente no.
      E come cacchio facciamo?
      Intanto noi stiamo lavorando, e non da soli. Voi cosa fate?

    1. Tanita 30 novembre 2012

      Tu, caro mincuo, o fai finta o ci sei.

    1. Tanita 30 novembre 2012

      Ragazzi, ci sentiamo tra sei mesi.
      Vedremo chi é in default e chi non lo é.
      I CDS, cari miei, non sono nostri, non li abbiamo emessi né venduti e poi, dai, voi sapete bene cosa sono i CDS.
      Salutoni.

    1. Tanita 30 novembre 2012

      Ce li abbiamo mincuo, e senza emettere bond. Risorse nostre.
      Gli asini non volano ma l'Argentina pagherá perché puó farlo senza farsi fottere dai bankster; ci terremmo a mantenerci su questa rotta.

    1. Hamelin 30 novembre 2012

      Mincuo é inutile snocciolare dati concreti e reali , che soggiaciono alle leggi vigenti di mercato a chi guarda con un ottica passionaria , filosofica e politica alla situazione reale.

      Da quello che hai detto sicuramente hai una conoscenza economica finanziaria di alto livello e sei "uno del settore".

      La gente che non appartiene al settore difficilmente riesce a comprendere le dinamiche di mercato ,infatti di solito la gente comune viene devastata dai Default in quanto totalmente inconsapevole di quello che accade realmente.

      Un giorno si svegliano e mentre i giornali strombazzano la giornata piu' bella del mondo...scoprono di aver perso tutto.

      Soprattutto cose che consideravano assicurate per l'eternità...

      Dal Punto di vista tecnico credo anch'io come te che l'Argentina farà di nuovo Default entro 6 mesi o un anno.

      Anche se tuttavia personalmente preferisco non guardare i CDS in quanto "manipolabili" , ritengo molto piu' indicativo lo spread tra il cambio ufficiale e il cambio reale,che non mente mai.

      Saluti e complimenti per le ottime osservazioni.

    1. mincuo 30 novembre 2012

      No, no fantastico inteso come bellissimo, meraviglioso, come l'Argentina, che è in mano al popolo, quello eletto, in particolare.

    1. mincuo 30 novembre 2012

      Tanti 21 milioni di EUR kawataxi. Una cifrona. Considerato che solo a Dicembre deva pagare 10 miliardi di Dollari. MILIARDI, non milioni. Sono i 21 milioni che fanno la differenza. E poi gli asini volano anche.

    1. mincuo 30 novembre 2012

      I CDS 6 mesi sono scesi di botto da 48% a 20% solo dopo la seconda conferma. Ma 48% significa che quotavano 1 probabilità su 2 di default entro 6 mesi. QUOTARE significa che c'era chi comprava a una probabilità su due un default, per coprirsi.

      Ora che tutto "è magnifico" , cioè che hanno superato Dicembre, (scadenza che dicevo 2 mesi fa che era delicata con Tanita che parlava dellle mamme e il pueblo unido), e poi è puntualmente uscita la difficoltà, il rischio a 6 mesi sta ancora al 20%. Significa 1 su 5 salta in 6 mesi. Il default a un anno sta al 32% cioè 1 su 3. Quello a 5 anni l'ho detto.

      Questi non sono "cattivi" perchè il rischio tu indiffeentemente lo compri o lo vendi in un mercato come vuoi tu.

    1. mincuo 30 novembre 2012

      Le fonti io ho quelle professionali, non dalla cucina di casa. I CDS 5y stavano quotati a 3100, che significa un CPD 5 Yr Cumulative Probability of Default del 100% praticamente. E tuttora sebbene scesi stanno da quelle parti. Il Portogallo, messo malissimo, fa 477 per comparazione.

      L'ARS (Pesos) quota 7,1 per dollaro al NDF contro un cambio ufficiale di 4,80. Significa che se vuoi veramente dollari devi tirare fuori 7,1 Pesos. Se no niente dollari, no storie di Biancaneve.

      La curva per le scadenze 1m 3m 6 m 1y quota una svalutazione tra 35 e 40%.

      QUESTI SONO QUOTATI, non le fonti dei talk-show.

      Io queste le ho su monitor, non so tu, ma facciamo la prova domani sull'affidabile. In tempo reale.

    1. nuvolenelcielo 30 novembre 2012

      Senti, non ci stai facendo una gran bella figura. Zibordi non ha nessun bisogno di chiarire la FONTE perché queste cose le comunica da ben prima che esistesse la Mosler Economics che è stata appena inventata giusto ieri, e quando ancora il buon Barnard l'unica cosa di economia di cui conosceva il funzionamento era il bancomat. Non è che la Mosler economics sia diventata improvvisamente il punto di riferimento universalmente riconosciuto della scuola keynesiana, (tanto più che la Mosler economics non è nemmeno la MMT, altrimenti non si chiamerebbe ME...). Zibordi ha parlato più volte apertamente di MMT alla cui diffusione ha contribuito, ma non vedo perché in ogni articolo debba tirar fuori la bandierina di appartenenza. (Anzi forse è un bene che non lo faccia, vista la maniera ideologica e assolutistica con cui si è presentata ultimamente la MMT-ME)

    1. Ercole 30 novembre 2012

      proletari di tutti i paesi , facciamo come in argentina, sara il nostro modello di socialismo , e gia preconfezionato ,e non ci sara neppure da lottare ,che cosa aspettiamo.... contro il default del capitalismo.......

    1. kawataxi 30 novembre 2012

      voci di corridoio mi hanno confermato che: l'argentina ha acquistato 3 macchine da miniera chiamate "kombine" che servono per l'estrazione del carbone. il prezzo cadauna e' di 21 milioni di euro, che porta ad un totale di 63 mln.
      ignoro i termini per il pagamento, ma comunque e' una somma che solo un paese in crescita puo' permettersi.
      saluti

    1. mincuo 30 novembre 2012

      No signora Tanita se dici a cosa ti riferisci tu è un conto, a cosa mi riferisco io è un altro. Niente avvoltoi. Ti prego di dire quel che pensi tu e limitarti a quello e non dire cosa dico io. Io mai ho parlato di avvoltoi, e la struttura del debito estero Argentino la conosco piuttosto bene, così come le loro riserve valutarie, l'import, l'export la loro BoP, i livelli di rischio, e tutti i dati sia economici che finanziari comprese le varie scadenze, tutte cose queste che mi pare tu per niente invece nè conosci nè capisci. per cui perlomeno parla per te.

    1. Tanita 30 novembre 2012

      Guarda, io abito in Argentina. E' tutt'altro che nella merda. Mincuo si riferisce agli avvoltoi hedge funds che acquistano titoli di aziende e stati a prezzi stracciati e poi se li vogliono far pagare al nominale piú interessi e punitori, andando in corte. Si tratta del 7% che non ha accettato i programmi di ristrutturazione del debito fatti dopo il default (vengono chiamati "dondos buitres") e litigano in corte. Un giudice di prima istanza ha dato loro ragine, l'Argentina é andata in corte d'appello, la sentenza del giudice é stata sospesa e l'appello accettato. E si tratta poi di 1.130 milioni di dollari. 1.130.000.000.-

      Questo "problemino" si risolverá. L'Argentina continua in crescita, é solvente, non emette bond per pagare le sue obbligazioni ma le cancella con risorse proprie. Il debito sovrano ESTERO é all'incirca il 18% del PIL.

    1. sankara 30 novembre 2012

      Potresti fornire a noi tutti ulteriori elementi di giudizio sull'articolo, soffermandoti sulle parti che ritieni "fantastiche"? Grazie

    1. Zret 30 novembre 2012

      Sic.

    1. AlbionDoesNotSingAnymore 30 novembre 2012

      Perchè l'Argentina sarebbe di nuovo nella m...?

    1. Tanita 30 novembre 2012

      Caro Mincuo:
      L'informazione PARZIALE che tu offri in Argentina (COMPLETA) é del giornale dell'altro ieri.

      Perché non spieghi ai nostri amici lettori CHI SONO coloro che pretendono che l'Argentina, dopo aver fatto il default e la rinegoziazione del debito, paghi loro al 100% piú interessi e penali bond che hanno comprato a prezzi stracciati quando questi bond non valevano NIENTE? E che rappresentano soltanto il 7% del debito complessivo il cui 93% é stato ristrutturato?

      Perché non dici ció che significa "default tecnico" e che non ha niente a che vedere con la capacitá di pago del paese?

      Perché non racconti sulla legge per democratizzare i media?

      Perché non racconti chi é Black Rock, quali cose controlla (anche mainstream italiani), e dici che ha acquistato il 9% attraverso Ralph Boot delle azioni del gruppo golpista e complice di assassini Clarin, che difonde urbi et orbi che l'Argentina "sta sprofondando", cosa che replicano tutta la catena dei media occidentali controllati dalla stessa roccanera e associati?

      Perché non racconti che il Brasile e l'Argentina hanno stabilito un'alleanza strategica e si sta lavorando all'UNASUR con tutti i paesi sudamericani per accordare misure per evitare che ció che é capitato in Europa e sta' capitando non arrivi DI NUOVO nella nostra regione?

      Eri cosí entusiasta per raccontare come era stata pignorata la Fragata Libertad in Ghana a richiesta degli hedge funds... Perché non racconti ché é stato riconosciuto che é una nave dell'Armada Argentina che non puó essere pignorata?

      Perché non racconti che i vescovi argentini - del Vaticano alleato alle corporazioni finanziarie internazionali, soprattutto ai Rotschild, complice pure esso della dittatura genocida, ha emesso un documento che é un manifesto corporativo contro il governo?

      O ne sai poco o dici solo ció che hai interesse di dire.

      Come fonte d'informazione sei abbastanza poco affidabile o meglio, sei affidabile per una piccola parte d'informazione utile per gli investitori speculativi.

      L'Italia, per evitarsi una lenta agonia di anni verso un baratro certo (i default arriveranno in Europa, a catena, ad un certo punto e questo lo sai), dovrebbe uscire dall'Euro e riprendere la vita.

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